“Noi siamo una famiglia normalissima, non siamo buffi e nemmeno super eroi“ . Ci tengono alla definizione di “ famiglia normale “ , Lucio F., 49enne ex archeologo e Cristina F., 46 anni, ex insegnante. Li potremmo definire una famiglia come tante, benestante, con tre bellissimi figli : Sara, 11 anni , Anna 9 e Benedetto 6. Ma, ed è un ma grosso come una casa, la vita di tutti loro è cambiata radicalmente il 27 Novembre del 2006 quando sono saliti , tutti e cinque, su un aereo che li avrebbe condotti a migliaia di chilometri di distanza dalla loro terra, in Australia, a Sydney, in qualità di emigranti abbastanza particolari. “ Emigranti della Fede “ , li definirei io, più semplicemente, evangelizzatori, portatori della Parola di Dio, diffusori della religione Cattolica nel mondo.
Il santino di san Kiko,
autografato da Kiko stesso!
L’estensore dell’articolo inizia con l’apologetica del Cammino: belli, bravi, teneri, benestanti e fiordilatte… come nei cartoni animati.
Per non farci mancare nulla apriamo subito con un messaggio subliminale: questi portano la Parola di Dio, nel caso qualcuno pensasse che vadano invece a rappresentare il verbo di Kiko!
I coniugi F. fanno parte, infatti, del Cammino Neocatecumenale della Parrocchia Santa Maria della Misericordia di Borgo Bovio . E a loro è stato affidato il compito di divulgare il Vangelo in quella zona del mondo. “ Ci sono altre famiglie ternane in missione, nel mondo, ci dice Lucio F. : una sta nelle Antille olandesi, un’altra a Dublino, in Irlanda. C’è una famiglia che è stata destinata in uno dei quartieri di Napoli più pericolosi, dominato dalla Camorra “.
Il neocatecumenale, appena apre bocca, ripete subito la lezione n°1 del Cammino: loro divulgano il Vangelo e, con sommo sprezzo del pericolo, vanno anche in “terre pericolose” (povera Napoli…). Bravo “fratello”, primo esame superato!
ll Cammino Neocatecumenale non è un movimento o un’associazione, ma uno strumento nelle parrocchie al servizio dei Vescovi per riportare alla fede tanta gente che l’ha abbandonata. Iniziato negli anni ’60 in uno dei sobborghi più poveri di Madrid da Kiko Argúello e da Carmen Hernandez, venne promosso dall’allora Arcivescovo di Madrid, Casimiro Morcillo, che constatò in quel primo gruppo una vera riscoperta della Parola di Dio ed un’attuazione pratica del rinnovamento liturgico promosso proprio in quegli anni dal Concilio. Vista la positiva esperienza nelle parrocchie di Madrid e di Roma, nel 1974 la Congregazione per il Culto Divino indicò il nome di Cammino Neocatecumenale per questa esperienza. Il Cammino si è diffuso in più di 900 Diocesi di 105 Nazioni, con oltre 20 mila comunità in 6.000 parrocchie.
Torniamo all’estensore dell’articolo: anche lui ha studiato bene la “lezione” e la ripete con fedeltà (a Kiko) e precisione. Ci piace, è bravo, può farsi crescere il pizzetto da “catechista”.
La vera grandezza dei missionari neocatecumenali è che vivono di Provvidenza.
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| Nel Cammino Neocatecumenale è obbligatorio pagare mensilmente la cosiddetta "decima" (il 10% dei tuoi guadagni mensili!) |
Poi scopriamo che i “Kiko’s” vivono di Provvidenza, gli altri no… pazienza, ce ne faremo una ragione!
Al che la domanda, per quanto banale si rende necessaria. In che cosa consiste la Provvidenza? “ Quando noi siamo sbarcati a Sydney non avevamo niente, o meglio avevamo i pochi soldi che ci eravamo portati dietro, che sono finiti rapidamente , ma siamo stati aiutati dalla parrocchia cui eravamo stati destinati – Nostra Signora de Lourdes – ad Earlwood, un quartiere di Sydney. E’ Cristina F. che parla. Ci hanno trovato una casa, i mobili, ci hanno fatto la spesa quando è stato necessario. E’ questa la Provvidenza.
Con l’utilissimo intervento della signora scopriamo che nel Cammino la Provvidenza in realtà è la "decima" (ricordiamo: obbligatoria dopo il secondo passaggio per tutti i Kiko’s). Di norma, nell’organizzazione degli stati, una “cosa simile” viene chiamata “sistema fiscale”: anche lì sei obbligato a pagare per sostenere il sistema sociale.
Racconto due episodi che sono significativi. Mi piaceva un paio di jeans, che poi non costavano nemmeno molto, ci ho pensato su tanto e alla fine non li comprati, per risparmiare. Qualche giorno più tardi mi telefona una signora donatrice mi dice che ha dei capi di vestiario per la parrocchia. Apro le buste e, in una di queste, c’erano i jeans che avrei voluto comprare. L’altro episodio è quello di quando abbiamo preso una multa di 50 dollari perché il ticket del parcheggio era scaduto. Quando siamo tornati a casa tra le foglie spazzate dal vento mio marito vede qualcosa che sembrava non essere una foglia, era qualcosa di più chiaro. Ebbene , era un biglietto da 50 dollari. Sono episodi piccoli, ne potrei citare mille altri per dire che la Provvidenza si mostra nei modi più svariati “. Una condizione di vita estrema e, direi, oltremodo precaria.
Non poteva mancare il ”miracolismo” tipico dei neocatecumenali: eventi casuali o normali vengono “calati” al momento opportuno per impressionare l’ascoltatore (o chi legge). E se non ci sono? Si inventano: no problem!
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| Baciando la reliquia che ti porge il Gran Profeta... |
Come fate con tre figli, sapete bene che questo del precariato è ciò che impedisce a tanti giovani di costruirsi, qui da noi, un futuro, una famiglia.
Voi come fate a convivere con questa estrema precarietà? “ La precarietà la si può vivere solo se si ha il dono della Fede. E’ ancora Cristina a parlare.
Vivi le ansie e le difficoltà, poi, però, vedi la Provvidenza e, quindi, giorno dopo giorno impari a convivere con la precarietà. D’altra parte a noi non manca niente pur non avendo uno stipendio. E d’altronde il Signore disse ad Abramo : esci dalla tua terra, vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre verso il paese che Io ti indicherò “.
Per rafforzare il concetto (Kikiano) di Provvidenza una citazione, rigorosamente strumentale, dalla Scrittura non poteva mancare. Certo che la ragazza ha studiato bene la lezioncina!
Cristina e Lucio, a Sydney, fanno opera di evangelizzazione, aiutano la parrocchia e insegnano, gratuitamente, ai seminaristi del Redentoris Mater , latino, greco, storia e italiano. Bussano porta a porta , “ tanti ci scambiano per Testimoni di Geova “ , invece, aggiunge Lucio “ ci accolgono bene. Quando siamo arrivati a Sydney i parrocchiani erano 5 , di numero, ora sono alcune decine ” .
A parte il fatto che li scambiano per “testimoni di Geova” (ovvio, si comportano allo stesso modo), da quanto dice la ragazza sembra proprio che siano andati in Australia solamente per trovare nuovi adepti Kikiani… difficile che in una parrocchia ci siano solamente 5 fedeli, probabile invece che si riferisca ai Neocatecumenali presenti in quella Chiesa.
Ovviamente non poteva mancare una citazione dei seminari Kikiani R.M.
Sono felici, Lucio e Cristina, lo si vede , soprattutto, dal volto sorridente, disteso, di Cristina : “ è la Fede e sono i figli che rappresentano il motore di tutto questo nostro fare. Il loro crescere in modo più consapevole. Loro capiscono benissimo che tante cose non le possiamo comprare e sanno dare il giusto valore a ogni cosa. Sono diversi dai tanti altri bambini che hanno tutto e di più, me lo dicono, e per questo li apprezzano, tutti quelli che vengono in contatto con loro “. Anche nel dubbio, è la parola di Dio che li sostiene e da Terni arrivano gli aiuti , anche economici sulla posta-pay, attiva a loro nome. Sono le offerte dei parrocchiani di Borgo Bovio, di Sant’Antonio, e non solo “ E’ la Provvidenza “, sottolinea Cristina.
Perfetto: il “leitmotiv” della felicità data “dall’obbedire a Kiko” anche stavolta non manca, non manca neanche quello dei bambini (poveretti) del Cammino che sono diversi dagli altri e non manca, infine, la citazione della Parola di Dio messa lì a "santificare" il tutto.
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| Prima Comunione neocatecumenale: ridotta a uno "snack", come una carnevalata |
Lucio e Cristina hanno tanto da dire, tanti episodi da raccontare e , io , li ho invitati ad essere i nostri corrispondenti dall’Australia, per cui, questa breve conversazione la considero come l’avvio di una collaborazione più stretta. Il ritorno a Terni volge al termine, fra poche ore un aereo li riporterà dall’altra parte del mondo per proseguire la loro opera di Missionari laici. “ Non scorderò mai il primo Natale in Australia, ricorda Lucio. Noi eravamo appena arrivati alla fine di Novembre. Il primo Natale a 40 gradi e poi Babbo Natale sul surf. Quello fu un vero shock “.
E finiscono in bellezza: ricordando la santità di questi “Missionari laici” (con la “M” maiuscola), affidati alla precarietà della “decima”, benedetti da Kiko, nella terra dei canguri.
































