Nell'attesa della Santa Pasqua, festa di tutte le feste cristiane, desidero condividere con gestori, lettori, commentatori e consultatori del blog, alcuni estratti del messaggio del cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, al 18° incontro liturgico di Colonia sul tema del decimo anniversario del Motu proprio Summorum pontificum, tenutosi dal 29 marzo al 1° aprile a Herzogenrath, in Germania.
Rinvio all'articolo "Scismi, sacrilegi e poca fede scuotono la messa" a cui ho fatto riferimento e all'articolo Summorum Pontificum: la source de l'avenir per la lettura completa del messaggio in francese (lingua originale).
| Vetus Ordo |
I seguenti punti evidenziati dal cardinal Sarah circa la crisi di fede, legata indissolubilmente a una liturgia ormai inquinata, balzano alla vista per il riferimento evidente a certi aspetti della "celebrazione eucaristica" del CNC. Lungi dal voler manipolare le considerazioni del cardinale Sarah, il quale sicuramente ha uno sguardo più ampio del mio sull'intera realtà ecclesiale, alcune assonanze sono tuttavia impressionanti:
1. La riforma (ben diversa dal "restauro" voluto dal Concilio Vaticano II) "è stata realizzata
con uno spirito superficiale e sulla base di un solo criterio:
sopprimere a tutti i costi un patrimonio percepito come totalmente
negativo e sorpassato, al fine di creare un abisso tra il prima e il
dopo concilio."
Alzi la mano chi ha sentito per anni catechesi sul Concilio di Trento come punto di massima oscurità della Chiesa Cattolica, sulla Messa Tridentina come "quel rito che faceva da solo il prete e nessuno capiva niente", l'Adorazione Eucaristica come un qualcosa di inutile ("Tu puoi anche stare davanti al Tabernocolo due ore: non cambia assolutamente niente"), ecc.
| Più che Novus Ordo |
2. L'ormai cinquantennale crisi di fede, è legata al "mancato rispetto, la desacralizzazione e la
riduzione alla dimensione orizzontale degli elementi essenziali del
culto divino".
Andiamo con ordine:
- Alzi la mano chi ha fatto per anni la comunione da seduti,
- Alzi la mano chi si è sentito dire "non serve che stai lì a spulciarti la mano, è solo farina" (un seminarista, ahime);
- Alzi la mano chi è stato convinto per anni che "non c'è Eucarestia senza assemblea".
| Comunione come prevista dalle norme kikiane: ben seduti mentre il sacerdote passa tra le sedie |
3. "Noi non possiamo
chiudere gli occhi sul disastro, la devastazione e lo scisma che i
promotori moderni di una liturgia viva hanno provocato rimodellando la
liturgia della Chiesa secondo le loro idee. [...] L'atto liturgico è, non soltanto una preghiera, ma anche e soprattutto un
mistero nel quale si realizza per noi qualche cosa che noi non possiamo
comprendere pienamente, ma che noi dobbiamo accettare e ricevere nella
fede, nell'amore, nell'obbedienza e nel silenzio adoratore. E questo è
il vero senso della partecipazione attiva dei fedeli".
Alzi cortesemente la mano chi può dire di aver vissuto in questo modo l'Eucarestia, soprattutto relativamente a obbedienza e silenzio adoratore, chi si è dovuto sorbire monizioni del tutto fuori luogo e non inerenti alla Parola proclamata, laddove non fossero vere e proprie omelie, chi ha aspettato anche mezz'ore intere in attesa che qualcuno facesse una benedetta risonanza, sennò non si andava avanti, chi ha poi "danzato" intorno all'altare a suon di bonghi, chitarre e quant'altro.
| Comunione come prevista dalle norme liturgiche: in processione e in piedi (dopo l'inchino) o in ginocchio |
4. La crisi di fede riguarda "anche e soprattutto
numerosi preti e vescovi, che ci ha messo nell'incapacità di
comprendere la liturgia eucaristica come un sacrificio, come atto
identico, compiuto una volta per tutte da Gesù Cristo, e che rende
presente il Sacrificio della Croce in una maniera non cruenta, ovunque
nella Chiesa, attraverso tutti i tempi, luoghi, popoli e nazioni. Si ha
spesso la tendenza sacrilega di ridurre la Santa messa a un semplice
pasto conviviale, alla celebrazione di una festa profana e a una
autocelebrazione della comunità, o peggio ancora, a un mostruoso
intrattenimento contro l'angoscia di una vita che non ha più senso, o
contro la paura di incontrare Dio faccia a faccia, perché il suo sguardo
svela e ci obbliga a guardare in verità la nostra interiorità. Ignorano che la finalità di tutte le
celebrazioni è la gloria e l'adorazione di Dio, la salute e la
santificazione degli uomini".
Alzi la mano chi si è sentito dire per anni che l'Eucarestia non è un sacrificio bensì un banchetto conviviale in cui Cristo viene a liberarci dalla schiavitù, ecc.
5. "Relativismo
nell'insegnamento dottrinale, morale e disciplinare, gravi abusi,
desacralizzazione e banalizzazione della santa liturgia, visione
puramente sociale e orizzontale della missione della Chiesa. Molti
credono e affermano in modo alto e forte che il concilio Vaticano II ha
suscitato una vera primavera nella Chiesa. Tuttavia, un numero crescente
di ecclesiastici stanno prendendo in considerazione questa "primavera" come un rifiuto, una rinuncia del patrimonio secolare, e
anche come una rimessa in causa radicale del passato della Chiesa e
della sua Tradizione. Si accusa l'Europa politica di abbandonare o di
negare le sue radici cristiane. Ma la prima ad avere abbandonato le sue
radici e il suo passato cristiano, è incontestabilmente la Chiesa
cattolica postconciliare".
Alzi la mano chi ha visto deturpare la libertà e la coscienza del singolo anche da parte di fratelli mediante monizioni mirate, chi si è sentito dire di essere figlio del demonio piuttosto che di Dio, chi è stato ripreso per essersi inginocchiato alla consacrazione, chi ha subìto invasioni nella vita personale e intima con una serie di regole non previste da alcun ordinamento ecclesiale (esempi: figli e vocazione), ecc.
| Liberati dalla schiavitù, si balla per poi lanciarsi sui fiori |
6. "Il Vangelo e la Rivelazione,
anch'essi, sono reinterpretati, contestualizzati e adattati alla
cultura occidentale decadente.[...] Molti rifiutano di guardare in faccia
all'opera di autodistruzione della Chiesa con le sue stesse mani,
attraverso la demolizione pianificata dei suoi fondamenti dottrinali,
liturgici, morali e pastorali".
Alzi la mano chi ha ascoltato le interpretazioni kikiane circa: il vangelo delle dieci vergini (le buone opere sono l'andare in convivenza e in comunità a prendere olio, a scapito dell'umana pietà), il vangelo di Zaccheo (esattamente contraria alla catechesi di s. Agostino), il vangelo del fico sterile (il fratello cacciato dalla comunità perchè mormoratore), il vangelo del cieco nato (con il fango che sono i peccati anziché l'opera creatrice), per non parlare di passi inventati a piè pari ("Vedo un popolo in piedi", dal libro di Isaia...???).
7. "Da dove cominciare? Io mi permetto di proporre tre piste che ho
riassumo in queste tre lettere: SAF, silenzio, adorazione, formazione.[...] Il silenzio, senza il quale non possiamo incontrare Dio, [...] l'adorazione [...] e la formazione liturgica a partire da un annuncio
della fede o catechesi avente come riferimento il Catechismo della
Chiesa Cattolica, ciò che ci protegge da eventuali elucubrazioni più o
meno convincenti di alcuni teologi ammalati di novità".
Alzi la mano chi non ha avuto modo, per anni, di raccogliersi in preghiera dopo la comunione perché deve cantare all'unisono con la comunità, chi ha pregato a comando nei momenti previsti dai catechisti nelle convivenze o anche nella vita privata ("l'importante è che fai le lodi che ti abbiamo consegnato, il tuo dialogo con Dio è qualcosa che viene dopo e non può sostituire le lodi").
Infine, alzi la mano chi ha ricevuto l'ordine di predicare facendo riferimento ai sacri mamotretri non rivisti ("li dovete imparare praticamente a memoria", "non dovete aggiungere né togliere niente: così Dio l'ha ispirata a Kiko e si è visto che questo funziona", "dovete riportare anche gli stessi esempi").
Alzi la mano chi si è stufato di dover imporre alla sua coscienza di zittirsi per accettare con immotivata violenza le interpretazioni di "teologi malati di novità".
Così, mentre sabato notte le comunità celebreranno una Veglia a parte, magari andando fuori parrocchia o fuori diocesi (eh si, perché dovete sapere che se il vostro Vescovo non vuole veglie al di fuori di quelle parrocchiali nella sua diocesi, se tu prendi baracca e burattini - mai modo di dire fu più appropriato - e ti cerchi una saletta (un teatro, un garage, una sala d'albergo, ecc.) e celebri fuori diocesi... essendo fuori dalla giurisdizione del tuo Vescovo, NON STAI DISOBBEDENDO A NESSUNO! La sapevate questa? Poi c'è il paradosso di quelli che vanno in una diocesi in cui anche lì il Vescovo ha proibito veglie extra e i relativi catecumeni si sono spostati a loro volta di diocesi per non essere formalmente disobbedienti, il che produce una catena di disobbedienze a mo' di domino)... Dicevo: mentre avviene tutto questo, cardinali come Sarah non hanno paura di dire la verità. E di questo io gli sono personalmente grata.
Ai catecumeni duri e puri del "ci hanno approvato tutto", tra una scazzottata e l'altra per chi canta l'Akeda, lo Shema, il Preconio, l'Alleluja, per chi mette meglio i fiori e tutto il resto, suggerisco di considerare tutto quello che la Chiesa
pronuncia ascoltandolo per bocca della Chiesa stessa, e non tramite
manipolazioni e interpretazioni farlocche, di andare oltre le telefonate ricevute da Kiko e riportate come approvazioni, di leggere cosa afferma la Chiesa in tema di liturgia e auguro di passare presto dal CNC alla vera Chiesa: una, santa, cattolica, apostolica e, aggiungo io, ROMANA, NON SPAGNOLA.






















