sabato 18 maggio 2019

LA NUOVA CHIESA. SCRUTINIO AD UN PRESBITERO DA PARTE DI UN LAICO “ILLUMINATO DALLO SPIRITO”

Nella NUOVA CHIESA del DIO KIKO, succedono cose strane, cose “nuove”.
Non esiste la direzione spirituale alla vecchia maniera, fatta da un buon sacerdote confermato nella fede da un SACRAMENTO, che ti porta consiglio, ma che poi ti lascia libero di seguirlo, che non si impone, che non rivendica l’AUTORITA’ che la Chiesa gli ha conferito, ma ti ascolta e ti suggerisce la via buona per la tua vita, per il tuo caso personale, totalmente in libertà. Tu puoi seguire i suoi consigli spirituali, sarebbe meglio per te, ma se non vuoi o non riesci, la volta successiva che tornerai il sacerdote sarà lì per te, non ti dirà che sei “bocciato” perché non hai obbedito, ma con pazienza e misericordia ti ascolterà di nuovo e ti darà consiglio.
Nella NUOVA CHIESA invece, esiste il contrario. La “novità” è che un ministro ordinato riceve esami e verifiche attraverso gli “scrutini”, da un LAICO QUALSIASI, un semplice inviato del DIO KIKO, senza arte né parte, senza formazione ecclesiale alcuna, titolare soltanto dell’”illuminazione” che gli proviene dallo spirito che la NUOVA CHIESA gli ha dato. Il laico indagherà la vita del sacerdote, gli interpreterà i fatti e gli dirà cosa deve fare per essere un buon cristiano. Se il sacerdote non obbedisce, il laico lo “boccerà” ed il povero sacerdote non potrà proseguire nel cammino, dovrà attendere, finché la sua fede non venga valutata sufficiente dal laico “illuminato” senza sacramento. Solo allora potrà proseguire il cammino che lo porterà all’incontro con Gesù Cristo.


Abbiamo qui un esempio, non sono frottole, e da questo esempio, leggendo attentamente, è anche possibile capire in quale situazione versasse LA NUOVA CHIESA DEL DIO KIKO nel 1977, a 9 anni dalla sua nascita.

Scrutinio integrale al SACERDOTE da parte del DIO KIKO in persona, 1977, come riportato nel mamotreto vecchio del 2° scrutinio:

Kiko: Dove ponevi le tue sicurezze?
P.: Io penso che ponevo le mie sicurezze nella perfezione etica, una vita di sacrificio, nell'obbedienza portata fino all'estremo nella povertà totale, nella castità, nell'autodominio, nell'onorabIlità. Cioè, in quello che io intendevo essere un buon prete, e per esserlo ben riuscito. Questo mi portava a superare i complessi della mia infanzia, l'essere di un paese, il fisico. lo mi ricordo che leggevamo a scuola un racconto di due sorelle, e una era molto brutta e non so che, e l'altra era molto bella. E la brutta disse: "Bene, io sarò molto buona", e finirono tutti per amarla molto di più. Beh, un po' questo. La gente diceva: "Che prete santo!", avevo amici e io mi sentivo realizzato. Mi dava libertà per parlare con gli altri e di giudicarli senza sentirmi colpevole perché io giudicavo secondo alcuni principi che credevo di compiere almeno esteriormente. Di fronte ai miei superiori non mi intendevo del tutto perché sempre mi dicevano che ero un po' estremista, che non bisognava prendersela tanto (intanto questo è un prete che non si intende coi superiori. Ora come superiore ha Kiko, si intenderà meglio?Vedremo). Io così pensavo che mi accettavano di più, sempre avevo questa speranza.
Kiko: Concludendo: avevi un complesso di brutto. E questo complesso di brutto ti ha portato ad avere paura che non ti amassero e ad adottare una linea di perfezionismo perché ti amassero. Quindi dove cercavi la tua sicurezza? Nel fatto che ti amassero, no?
P.: Nella perfezione, nell'essere prete..
Kiko: Però la tua sicurezza era l'affetto, che ti amassero, no?
P.: Sì, effettivamente l'essere buono senza che nessuno lo sapesse non mi attraeva molto.
Kiko: C'è stato qualche cambiamento di direzione nella tua vita?
P.: Quello che so è che mi sembra che mi importi meno l'essere buono. (eh certo, sta ad ore a sentire uno che dice che si può liberamente peccare!) Io credo di sì. Continuo ad aspirare alla stessa perfezione e a vedermi perfetto, però c'è una cosa che vedo chiara ed è che l'apparire buono non mi importa tanto, benché mi importi qualcosa. Non dico che sono già buono
Kiko: Tu hai detto che non ti importa tanto di fronte agli altri ma sì davanti a te stesso.
P.: Non lo so, non sono sicuro. Però credo che no, che anche di fronte a me stesso mi importi meno. Certamente io mi vedo con difetti e vedo la falsità di tutto ciò. Penso che se continuassi nella stessa linea la gente continuerebbe ad amarmi, continuerebbe a pensare che sono un prete straordinario o cose simili. Di fronte a me stesso non mi importa tanto vedermi così e credo che di fatto non lo sono. Credo che sì, ho visto un cambiamento. E non solamente in questo, ma anche in altre cose, nel denaro, nei rapporti con le persone. Per esempio io mai avrei portato una ragazza in macchina per accompagnarla a casa sua dopo una celebrazione, e adesso non mi importa (ha abbandonato la prudenza… vedi vedi che pian piano il cammino fa effetto… ).
Kiko: Ancora oggi in quali cose cerchi la tua sicurezza?
P.: Questa è una domanda alla quale non ho saputo rispondere. Cioè io vivo oggi in una specie di scetticismo.
Kiko: In che senso, scetticismo?
P.: Credo che non si tratti di sfiducia. Non lo so. E' come una mancanza di sicurezza.
Kiko: Hai perso il senso del cammino? Tu credi che qui ARRIVERAI VERAMENTE AD ESSERE CRISTIANO?
P.: Non ho perso l'idea del cammino, però ciò nonostante nella mia sensibilità non ho una esperienza forte di Gesù Cristo in modo che Gesù Cristo sia la mia sicurezza. Ora, tutto il resto non lo so. (sta mettendo in crisi la fede del prete… ora è in crisi perché non ha un’esperienza forte di Gesù Cristo come richiede il cammino. Avrà un’esperienza normale, ha avuto la vocazione… Ma la predicazione di Kiko lo mette in crisi, con tutto lo sperticare di esperienze forti.)
Kiko: Un momento. Gesù Cristo non è la tua sicurezza, allora qual'è la tua sicurezza oggi?
P.: Io penso che non è nessuna cosa
Kiko: All'infuori di Gesù Cristo non cerchi la tua realizzazione in nessuna altra cosa?
P.: Pensando che mi si va a dare qualcosa? No
Kiko: Cioé che quando qualcuno ti critica tu non ti arrabbi.
P.: Sì, mi arrabbio, però…
Kiko: Se non fosse una sicurezza per te l'affetto che gli altri hanno verso di te, non ti arrabbieresti se qualcuno ti rifilasse una punzecchiatura, così, con noncuranza
P.: Ti assicuro che non so se sarà per autoeducazione, ma io realmente cerco di non aver bisogno dell'affetto di nessuno, che nessuno mi creda buono né che nessuno mi ami. Chiaro, è che non ho avuto tempo per raccontarlo. lo ho avuto un momento di crisi molto forte in questo aspetto, in cui tutto, umanamente, mi veniva meno e io mi so no sentito totalmente solo, tutte queste cose che avevo lasciato non le cercavo perché so che non servono; e tutto questo di che la gente mi ami, non lo so. Oggi cerco di non aver bisogno dell'affetto di nessuno
Kiko: Ah, cerchi. Però forse non puoi averlo, no?
P.: Certamente a volte ho bisogno che la gente mi ami, però io reagisco, c'è un momento in cui reagisco, non resto in questa situazione. Questo è quello che volevo dire. (combattimento per la fede, si chiama caro Kiko)
Kiko: Vediamo. Io vorrei dirti una cosa, non solo a te ma anche a tutti gli altri. In questo momento la Chiesa esercita attraverso i catechisti un POTERE di DISCERNIMENTO, di aiuto, di ESORCISMO, attraverso la vostra realtà; e io credo in questo potere, e che è una GRAZIA DI DIO CHE DÀ AL CATECHISTA, COME LA DARÀ A VOI QUANDO SARETE CATECHISTI DI ALTRI FRATELLI per poter aiutare, e che ci è dato nella buona intenzione che ha la Chiesa, attraverso questo catechista, di aiutare il fratello. (questo è il suo castello mentale. La Chiesa esercita il potere di discernimento attraverso di loro. Ma se non li conosce nemmeno i catechisti la Chiesa, non li conosce il vescovo… il catechista non ha nessuna grazia, nessun sacramento che gli dia autorità anche se Kiko crede in questo potere perché gli torna comodo) Pertanto approfittate di questo momento non per difendervi ma per ricevere questo atteggiamento, questa correzione, questa cosa dalla Chiesa. La Chiesa prima lo faceva sempre per mezzo delle DIREZIONI SPIRITUALI, e oggi la direzione spirituale STA CAMBIANDO nella Chiesa in un'unica direzione che è la Parola di Dio nel Tempio (che vorrà dire?), corretta ed illuminata in certi momenti, come sono gli scrutini, nei quali si aiuta il fratello quando la vite si incastra e non va né indietro né avanti, ed allora c'è bisogno di un intervento della Chiesa che lo aiuti e l'illumini.  (a Kiko piacerebbe che la direzione spirituale della Chiesa appartenesse al “prima” per essere sostituita con la direzione dei suoi scrutini. Beh, come dice lui, il Signore non l’ha permesso. Nella Chiesa la direzione spirituale è viva e vegeta anche oggi, per grazia di Dio) Proprio per questo non scruteremo tutti, ma solo quei fratelli che abbiamo bisogno di aiutare. Tanto più per ché questo serve a tutti, perché al sentire come un fratello è scrutato state vedendo la vostra vita, vi state scrutando.
P.: Be', io una cosa mi dimenticavo. A me piace che le cose riescano bene, che la gente pensi: "Che bella cerimonia delle prime Comunioni", "Che celebrazione dell'Eucarestia stupenda!".
Kiko: Questo cosa vuol dire? Che ti importa ciò che dicano gli altri?
P.: Beh, un poco quello che ho detto prima, questa perfezione. Che mi piace che si vedano le cose che faccio bene. (piano piano, anche nel sacerdote, si insinua l’idea che cose normali, come la gratificazione che si può ricevere da una cosa ben fatta, siano invece deprecabili tendenze all’orgoglio e alla superbia)
Kiko: Seconda tentazione: che cosa non accetti della tua vita?
P.: Ho avuto sempre una paura terribile del ridicolo, non ho mai accettato secondi posti, non ho accettato il ricevere dagli altri, mi è piaciuto molto dare, mai ricevere, e se ho ricevuto qualcosa è stato pensando che facevo un favore a coloro che mi davano qualcosa.
Kiko: E questo perché? Perché non ti è mai piaciuto ricevere?
P.: Non lo so. Possibilmente per quello che ho detto prima, perché mai mi sono creduto inferiore a nessuno, perché ho bisogno di essere superiore. (inizia a manifestarsi la predicazione, sii ultimo, devi essere ultimo, sottomesso al catechista… un sussurro lieve, ma che penetra)
Kiko: Un momento. Perché hai avuto bisogno di crederti superiore. E perché hai avuto necessità di crederti superiore? Perché ti sentivi inferiore!
P.: Sicuramente, chiaro.
Kiko: Se si sente bisogno di credersi superiore è perché ci si sente inferiori. (sarà lo stesso problema che ha Kiko?)
P.: Tutto questo fino al punto di incrociare uno per le scale e se ci diciamo qualcosa, restare a pensare che gli avrei potuto dire tale cosa, perché così ho fatto l'indiano.
Kiko: Non puoi ricevere perché non puoi accettare di sentirti inferiore. Ricevi cose dagli inferiori. Tu hai relazionato il non ricevere con l'affanno che hai di sentirti superiore. E perché vuoi sentirti superiore? Ah!, sarà perché ti sentivi inferiore. Se vuoi essere superiore è per ché ti senti inferiore. Per questo non sopporti il ridicolo, i secondi posti, gli inferiori, gli animali, che dice la gente "poverino", "poverino". Avanti, hai visto un cambio di direzione? Cioè che tu non accettavi il tuo complesso, di brutto o di quello che sia (perdonami) che ci porta a non accettare il ridicolo, ecc .... Bene, nella comunità hai visto un cambio di direzione?
P.: Beh, non lo so. Io vedo alcuni segni di si, in quanto accetto le cose degli altri.
Kiko: Un segno sarebbe per esempio INCOMINCIARE AD ACCETTARE DI FARE IL RIDICOLO, dico, no? (gli sta dicendo che deve iniziare a fare il ridicolo? Ad un prete?)
P.: No, lì non sono arrivato.
Kiko: Questo si trova ben radicato.
P.: E i secondi posti, tantomeno. Nemmeno qui se vuoi, in questi giorni.
Kiko: Devi essere il primo.
P.: Posso non aver nessun ruolo, ma fare il secondo... Nemmeno nel canto. Io devo fare sempre una seconda o terza voce... (ma pensa te a che livelli si arriva: se uno fa un controcanto è perché non vuole essere secondo…. La vita imprigionata in schemi rigidissimi dove tutto è male)
Kiko: Un momento, un momento. Questo è molto importante. Dici che hai una vera impossibilità (questo lo dico perché impariate tutti) a ricevere, per complesso psicologico, forse non hai ricevuto nulla dalle catechesi, perché ciò significa ricevere e se stai con la chiave chiusa. Questo è molto importante. Se sei stato chiuso a chiave, ascoltando solo ciò che ti va bene, come il primo, mai il secondo. Beh, non ti dico nulla!  Voglio dire se tu credi che questo complesso che tu hai è giunto a questo estremo o no? 0 realmente la catechesi per te è impossibile che abbia influito però non...
P.: Me lo chiedi?
Kiko: Te lo chiedo.
P.: Io credo che non è arrivato a questo punto, credo di aver accettato.
Kiko: Meno male
P.: Credo che mi sono staccato dalla mia teologia, dalla mia linea di vita e di tutto questo, penso che si, che ho accettato.  (frittata già fatta! Si è staccato dalla sua teologia, dalla sua linea di vita, ha accettato la catechesi di Kiko) Forse non da tutti. Degli stessi catechisti ci sono alcuni che non accetto, però ALCUNI LI ACCETTO COME SUPERIORI A ME E NE ACCETTO DELLE COSE. Anche se son solito passare pure il conto, cioè che restituisco loro qualcosa. (ma mica ha torto. I catechisti NON sono superiori a lui)
Kiko: Cioè che se ricevi qualcosa devi restituire. Ancora oggi che cosa non accetti della tua vita o non comprendi?
P.: Lo stesso di prima, già l'ho detto, i secondi ruoli e il ridicolo.
Kiko: Allora il responsabile della comunità lo avrai accettato sempre male.
P.: Si, si, male, si
Kiko: Vediamo un pò. Gli idoli di questo mondo per te.
P.: Il denaro, le cose che dà il denaro, il successo, i figli come opera maestra della propria vita.
Kiko: Durante il cammino hai sperimentato una vittoria di Gesù Cristo?
P.: Senti, non lo so. Quello che ho sperimentato è che adesso non so che cosa sia essere povero, essere efficace, essere umile. (ha già raggiunto l’obiettivo di confonderlo. Il sacerdote ormai non ha più le idee chiare) So che con il mio sforzo non posso ottenere nessuna di queste cose, perché io ho voluto essere povero e umile e poi non lo ero (l’ha messo in confusione, gli ha insinuato il dubbio…). Son vissuto molti anni pensando che amavo tutti e poi risulta che non amavo nessuno, questa è una esperienza lunghissima nella mia vita. E in generale non so cosa sia essere povero né nulla, per questo dico che non so se sono cambiato o no. C'è una cosa in cui, si, ho avuto una luce da Dio riguardo a questo aspetto ed è quello che mi mantiene nella vita e nel cammino, l'essere come Gesù Cristo, essere felice con Gesù Cristo, essere povero come Gesù Cristo ed essere crocefisso come Gesù Cristo.  (attento però, perché il cammino non va in quella direzione…) Allora chiedo a Dio perché me lo dia, perché questo è meraviglioso, però io non so come si arriva a questo ne cosa sia, ma voglio che me lo dia. Io non so se sono cambiato o no. E quali sono i miei idoli? Beh, io stesso, e lo stare su un piedistallo che mai si affonda.
Kiko: Molto bene. Tu vuoi entrare nel catecumenato? Sinceramente
P.: Io voglio giungere ad essere la presenza di Gesù Cristo nel mondo. Ma il fatto è che ....
Kiko: Bene. Io voglio chiedere a te, indipendentemente dal fatto che sei parroco, che sei nella parrocchia e che questo fatto del cammino ti da buona fama davanti al vescovo della diocesi, adesso, e che si diano catechesi; perché tutto questo il Signore te lo può togliere tranquillamente, ti mette in crisi e ti secolarizzi entro venti giorni. (la crisi, semmai non gliela mette il Signore, gliela mette Kiko) Io ti chiedo: come persona, a te interessa questo cammino, vuoi entrare nel catecumenato?
P.: Bene, è che a me, da quando abbiamo incominciato il cammino, ci sono varie cose che mi mettono in crisi, che a volte mi fanno dubitare. Più che dubitare, a volte mi fanno sentire a disagio. (si vede che non è per nulla convinto...)
Kiko: Quali cose?
Kiko: Chi preferiresti che lo conducesse?
Kiko: Però, chi ti piacerebbe che conducesse il catecumenato?
Kiko: Però adesso il Vescovo della tua diocesi vi accetta il cammino, no?
P.: Sì, sì.
Kiko: Accetta questo cammino e non ha nessun problema.
P.: Sì, ha pure detto che è ciò che ha più consistenza di quello che c’è nella sua diocesi
Kiko: Tu sei stato a Roma quando abbiamo fatto la riunione di parroci? Lì parlò il Papa pubblicamente e c'erano presenti vari vescovi. Bene, ti dirò una cosa che può servire per tutti. Mi dispiace che nel fondo di tutto questo ci sia la tua situazione psicologica e tutte queste cose, ma i carismi Dio molte volte non li dà ai Vescovi, li può dare a un tipo qualsiasi.  (cioè a Kiko…) PRECISAMENTE SE I VESCOVI PENSASSERO ESATTAMENTE COME NOI, NON CI SAREBBE BISOGNO CHE CI FOSSIMO NOI, IL CATECUMENATO, NON AVREMMO UNA RAGIONE DI ESISTENZA. (ah, loro la pensano diversamente dai vescovi?) precisamente perché NON LO SANNO, NOI ABBIAMO UNA RAGIONE DI ESISTENZA. (i vescovi non lo sanno… loro esistono perché lo sanno, invece. Meglio dei vescovi!) Come disse l'Arcivescovo Morcillo: "Io non ho ricevuto il carisma, lo avete ricevuto voi" (e con questo se ne lavò le mani). In quella riunione c'eri tu. Il vescovo non è il padre dei carismi. L'autore dei carismi è Gesù Cristo. Il vescovo ha il discernimento dei carismi e decide se un carisma è da Dio o non è da Dio. Colui che discerne i carismi nella tua diocesi è il tuo vescovo. E il tuo vescovo che ti può dire di più? Ti ha detto che questo è quello che ha più forza e più entità nella diocesi, la cosa più seria che c'è. Ed egli stesso va aprendo il cammino e dicendo a voi parroci che potete accettare. (non va quindi aprendo il cammino, consente ai parroci di accettarlo, è ben diverso) Vi sta comandando di fare catechesi, lo stesso vescovo. (una semplice tolleranza del cammino per Kiko diventa comando del vescovo) E' curioso come in te c'è una cosa contradditoria. IN ALTRE DIOCESI LE COSE NON STARANNO COSÌ BENE, il vescovo ha i suoi dubbi, ma qui il vescovo sta così bene e invece TU HAI GELOSIE perché noi portiamo il cammino, ti piacerebbe che lo portasse di più il vescovo. (gelosie? Ecco il giudizio cattivo, tendenzioso e sbagliato, insinuante. Quel prete non sta parlando di gelosie, sta mettendo in dubbio l’inserimento del cammino nella Chiesa, nonostante abbia un vescovo che lo accetta) O ti piacerebbe condurlo di più tu? Perché in definitiva tu hai detto qui che non ti piace aver secondi ruoli. Bene, vediamo. Con tutto questo non mi hai risposto alla domanda che ti ho fatto prima, se tu volevi passare al catecumenato, cioé che AUTORITÀ dai tu a questo cammino, nel senso che ti può condurre personalmente alla fede, ad una fede più adulta (il parroco, evidentemente, non ha la fede adulta che ha Kiko, che è invece in grado di condurre il sacerdote ad ottenerla)
P.: Già sapete che vengo così da altre convivenze ed ancora non l'ho digerito.
Kiko: Ma che cosa non hai digerito in concreto? Il fatto della LEGGE DI KIKO? 0 il fatto che io conduca il cammino? Che cosa?
Kiko: Vediamo. Se il Signore ci porta qui, tu devi discernerlo come parroco della tua parrocchia. Devi considerare che il Signore va a creare uno scombussolamento tremendo nella tua parrocchia e questo disorienterà molto le persone. Se noi apriamo un cammino, dobbiamo portare UNA INTERPRETAZIONE della Parola e se stiamo aprendo un cammino che in definitiva vuole essere per gente non adulta nella fede, secolarizzata, allora dobbiamo portare una interpretazione della Parola. E ai Vescovi toccherà, in ultima istanza, sapere se questo è un carisma da Dio, o se è che io sono un idolatra di me stesso, mezzo pazzo; (pochi vescovi amano il cammino, ma sono quelli che contano di più, nei posti strategici. La maggioranza sì, lo considera mezzo pazzo) se qui veramente si sta facendo del bene alla gente o se la si sta distruggendo. (dopo 50 anni possiamo affermare con certezza che ne ha distrutta tantissima) Nessun vescovo ci ha proibito mai nulla.  (ma che dice? A decine glielo hanno proibito, anche all’epoca, quando lo conoscevano meno) E quando giunse il momento che il Papa parlasse, non credo che abbia detto nulla di negativo, e il Papa non parla a casaccio. QUI IN SPAGNA NON ABBIAMO FATTO NESSUNA PROPAGANDA, NÉ ABBIAMO VOLUTO PARLARE DI QUESTO, PERÒ IL PAPA CHIAMÒ MONS. ROMERO DE LEMA, CHE È IL VESCOVO DI JESUS E OGGI È IL SEGRETARIO DELLA CONGREGAZIONE DEL CLERO, E STETTE TUTTO UN POMERIGGIO, CIRCA SEI ORE PARLANDO DI QUESTO CAMMINO, PERCHÉ QUESTO VESCOVO È QUELLO CHE PIÙ LO CONOSCE. (propaganda ne è stata fatta a iosa, in Italia almeno proprio tanta. Mons Romero è proverbiale per essere un superneocatecumenale al 100% . Non fa testo). Ma bene, tutto questo è il meno importante. Voglio dirti che tutto questo non ti servirebbe, perché è un problema tuo, personale, che ti nasce un poco da questa realtà che hai dietro di te, che se la hai illuminata è stupendo. Tu forse esponi qui tutto questo forse per farti notare, però è necessario sapere se questo è ILLUMINATO in te. ALLORA, SE SI TROVA ILLUMINATO, SE È ILLUMINATO CHE TU NEL FONDO HAI UN COMPLESSO MOLTO PROFONDO DI INFERIORITÀ PERCHÉ NON TI SENTIVI AMATO DAL SUPERIORE, O PER ALTRI MOTIVI, ED HAI PAURA DI FARE IL RIDICOLO, TUTTO QUESTO INFLUISCE NEL TUO MINISTERO E TI CONDIZIONA.  (psicologia di bassa lega. Qui si tratta di questioni di fede, dell’ortodossia del cammino, che tanto piaceva a Mons. Romero fin dall’inizio) Se questo fosse illuminato la prima cosa che succederebbe è che saresti molto più cauto di fronte a te stesso, alle tue proprie convinzioni, e ti appoggeresti di più in Gesù Cristo. Non lo so, ne parleremo se vuoi, però pensa: da altre convivenze fino ad oggi tutto questo si trova NON ILLUMINATO. C'è una zona in te che non è chiara. (se non è “illuminato” questo prete è destinato a bocciare)
Kiko: Ma adesso hai un vescovo nuovo e questo già è finito. Perché la causa non era questa. Abbiamo passato la vita lottando con i preti: che se si tocca il calice, se non si tocca. (lottare con i preti non è buono ed indica la superbia di Kiko che crede di poter insegnare anche ai vescovi) E RISULTA CHE POI ABBIAMO SCOPERTO CHE NEL FONDO NON C'ERA LA QUESTIONE DI "SE IL VESCOVO LO PERMETTE, O SE IL VESCOVO NON LO PERMETTE", MA CHE ERA UNA QUESTIONE AFFETTIVA CHE NON SOPPORTAVA CHE UN ALTRO LO COMANDASSE. (oohh!!! L’ha detto: è una questione di COMANDO. Nella Chiesa, caro Kiko, non devono comandare i laici. Nello Statuto poi approvato, non c’è che il laico comanda, ma “aiuta e collabora”. In realtà nel cammino, in barba allo Statuto e in disobbedienza alla Chiesa, hanno sempre comandato e continuano a comandare i laici) Però ci sono altri casi e come dici tu molto bene bisogna vedere le condizioni. Bene, ne parleremo. Vediamo il responsabile. Tu come responsabile, hai visto se il presbitero ha condotto il cammino, o questi problemi sono stati sempre in primo piano? Sinceramente.
R.: Io credo che il problema viene dall'inizio. Quest'uomo aveva nella sua mente uno stile di comunità. Allora noi facevamo con lui alcune riunioni di sposi, di revisione di vita, e così incominciò a lavorare con noi; però tutta la sua visione era comunità, comunità. Quindi ci riempie dell'idea di comunità, io un giorno vengo a Madrid è mi incontro con una comunità di Pio XII. Allora lui disse: "Fate quello che volete". IO PENSO CHE NOI GLI ABBIAMO IMPOSTO UNA COMUNITÀ, non quella che lui aveva un mente. E credo che da lì venga il problema. Per il resto non ci fa soffrire degli altri problemi. Quando presiede ci situa pienamente nella celebrazione perché lui è il primo che la vive. (pover’uomo, deve subire i neocatecumenali. Come molti del resto, subiscono il loro COMANDO)
Kiko: Tu hai visto attraverso il cammino catecumenale un cambiamento in lui?
R.: Sì. Lo vedo perché all'inizio era incapace di soffrire e adesso soffre. Perché abbiamo avuto grandi scontri, gli ho detto cose molto grosse e le ha sopportate. Vedo che c'è una forza al disopra di lui che lo fa recuperarsi (perché è un parroco, un uomo di Dio, lo sorregge un sacramento…)
Kiko: Bene, con questo finiamo. Io ti dirò che in te vedo un problema affettivo profondo, di complesso che ti ha 'mediatizzato' moltissimo nella vita. (psicologia a buon prezzo. Sembra una chiaroveggente con la palla di cristallo: “Vedo un problema affettivo profondo….”) Hai avuto espressioni mentre parlavi, come per esempio "vedermi perfetto". Non sopporti un'imperfezione. Bisogna scoprire dove sta il non accettare i difetti, l'avere un atteggiamento di scetticismo perché stai sopportando una situazione di comunità quando tu vorresti apparire bene di fronte alla diocesi, che la tua parrocchia sia la migliore, ecc. Il non poter accettare assolutamente il ridicolo. (ma è giusto che non sopporti il ridicolo, il ridicolo non è buono, specialmente per un prete) Tra quello che non accettavi prima della comunità e quello che non accetti oggi, non hai potuto dire un cambiamento reale perché sta tutto lì (menomale). In cambio hai speranza di raggiungere questo e hai detto che ti darebbe molta gioia il poter soffrire come Cristo, essere povero come Cristo. Tutte cose MASOCHISTE di Cristo. E' curioso eh? (lo dileggia) Questo ti può aiutare. La cosa più importante per te è che tu scopra a questo punto del cammino, nel passaggio al catecumenato, se questo è un carisma o non è un carisma. Ogni carisma che Dio dà alla sua Chiesa è per aiutare la Chiesa. Tu forse, per le tue circostanze psicologiche, per le tue circostanze di vita, o per ciò che sia, puoi inventarti perfettamente un altro catecumenato, o copia il nostro, quello che vuoi. Oggi lo stanno facendo molti preti.  (veramente solo Rosini l’ha fatto, che io sappia. Il neocatecumenato come il nostro, lo copiano… ma che è, spionaggio industriale nella Chiesa, secondo lui?) Poi il tempo dimostrerà quelli che restano. (restare mica è un vanto eh? Quelli che restano è perché si sono fatti il loro posticino, il loro calduccio, la loro posizione all’interno della comunità. Comunità come luogo di ritrovo, non come luogo di santità) E io con questo non voglio dire nulla. Puoi farlo perfettamente tu, mi sembra una cosa molto buona. PERÒ QUELLO CHE MI SEMBRA STRANO È CHE DOPO QUESTI ANNI, NELLA CITTÀ NESSUNA ALTRA PARROCCHIA HA CHIESTO CATECHESI.  (ammissione triste: nonostante il vescovo li accetti, i preti non li vogliono!) Questo mi meraviglia moltissimo. (eh già, credeva che la sua creatura andasse a ruba. La sua NUOVA CHIESA, coma l’ha definita lui) E con te sempre molte lotte, e problemi. In questo momento io ti vorrei CHIAMARE A CONVERSIONE. (lui è già convertito e lo sta dimostrando. E’ Kiko che non capisce) Dobbiamo vedere tutti e due insieme con umiltà, seriamente. Perché se questo è un carisma di Gesù Cristo forse viene anche per te, per convertirti come sacerdote, perché riscoprire il battesimo non credo faccia male a nessun religioso, a nessun prete, né a nessuna persona, a tutti ci fa bene. Ad ogni modo, siccome ci vedremo nella comunità, parleremo. Grazie, puoi sederti.
Kiko: Ad ogni modo è si importante, che se qualche fratello vede qualcosa, (noi siamo un cammino della Chiesa, che si sta aprendo, importante o non importante, lo dirà il Signore), (potente, più che importante, con tante proprietà, con tanti soldi, con vescovi compiacenti importanti, ma sta finendo, dopo 50 anni) CHE LO SCANDALIZZA LA NOSTRA PAROLA, CHE NON CREDE CHE SIA VERA, CHE NON SIA D'ACCORDO CON IL FATTO CHE NOI CONSIDERIAMO CHE PASSARLO AL CATECUMENATO SIA FARGLI DEL MALE, OSSIA, CHE TRA POCO TEMPO STAREBBE FUORI PERCHÉ NON HA POTUTO CONTINUARE E SARÀ FRUSTRATO E AFFONDERÀ, PUÒ ANDARE IN UN ALTRO LUOGO DELLA CHIESA. (molti lo hanno fatto, infatti e stanno benissimo adesso. Altri, per lo scandalo,hanno proprio perso la fede) Oggi ci sono molti catecumenati. Noi abbiamo avuto molti macelli. Il parroco di Pio XII ci disse: "Ma che è questo, voi a messa da soli, questo è un piacere". Non accettò il cammino.  (saggio prete!) E se noi non avessimo difeso un pò il cammino nella sua idiosincrasia, nella sua ragion d'essere, oggi sarebbe completamente distrutto perché ciascun prete lo avrebbe inventato a suo stile Siamo andati avanti come abbiamo potuto, senza alcuna autorità, infatti io non sono nessuno. Adesso quelli della catechetica stanno inventando un altro catecumenato, quelli del mondo migliore se ne inventano un altro, ciascuno a suo stile, ciascuno si inventa le sue comunità. Alcuni con maggiore impegno politico, altri con meno, altri con non so cosa, e come più gli piace. Mi sembra una cosa molto buona che ciascuno stia nel cammino che vuole. Noi abbiamo questo. Adesso abbiamo una riunione con il Cardinale Tarancòn con tutti i parroci e presbiteri del cammino nella diocesi di Madrid, che sono circa 70 , per parlare di questo cammino. (e dice che non fanno propaganda?) Adesso, che voglia accettare questo cammino e crede che è un cammino cristiano che può portare veramente al cristianesimo, sa che deve accettare questo. Allora, per voi, per quelli che il Signore chiama e vogliono seguire questo cammino, coloro che vogliano.... Chiaro, questo è una cosa che io dico un pò tristemente, perché? Perché io penso che la Chiesa primitiva non aveva che un solo catecumenato, perché il catecumenato è il Battesimo, non c'era una differenza fra Battesimo e catecumenato.  Si chiamava catecumenato il cammino del Battesimo. Non ci potevano essere due battesimi né tre battesimi, né un'altro catecumenato in cui i segni fossero più debolucci. SE C'ERA UN'ALTRO CATECUMENATO ERA QUELLO DEGLI ERETICI, CHE LA CHIESA PRIMITIVA CHIAMA: " DI COLORO CHE SONO USCITI DI MEZZO A NOI".  (l’ha detto! Voi siete usciti di mezzo alla Chiesa, con regole vostre, liturgie vostre, riti vostri, decime…Allora siete voi gli eretici) La prima decomposizione che c'è stata nella Chiesa di Gesù Cristo è stata precisamente questa: che la gente che stava nella Chiesa primitiva usciva e faceva una altra Chiesa per conto suo. Di essi dice San Giovanni che sono l'ANTICRISTO e sono usciti di mezzo a noi. (ma non si rende conto che sta parlando di se stesso?) Questo, sapete, è una cosa terribile, perché vedendo la storia della Chiesa primitiva una delle cose che scandalizza è precisamente la decomposizione in sette: i docetisti, i manichei, ecc.....  (come oggi) Non potete immaginare la quantità di sette che sorgono dalla Chiesa primitiva, che si sganciano e ciascuno diceva che la sua era migliore dell'altra. Dopo, con la storia, soccombettero; molte di esse sono morte ed ha continuato la Chiesa vera. Con questo non voglio dire che il NOSTRO CAMMINO sarà meglio,  ("nostro cammino", sente proprio che è una cosa “sua”, la prima di molte copie. Ma questo è Chiesa? Si potrebbe dire “la nostra Chiesa”? Di Paolo, di Cefa…) sorgeranno anche altre cose. Io veramente sono sorpreso della comunione che abbiamo ancora nonostante la diffusione che ha già il cammino.

giovedì 16 maggio 2019

Concertone kikiano dirottato da Matera al Palaflorio di Bari: 2 giugno 2019.

Unico e vero "assillo" di Kiko
Continuiamo ad attingere notizie dai nostri fratelli - non ancora ex - infiltrati "sotto copertura" e a divulgarle. Una miniera!
Abbiamo così il termometro della situazione costantemente aggiornato.

Nell'ultimo "Annuncio di Pasqua", a proposito della programmazione futura della iperattiva macchina neocatecumenale, Kiko, tra le altre, dà questa notizia:
Il 2 giugno faremo la Sinfonia a Matera, nella capitale della cultura 2019. Speriamo che possiate venire.
Ma all'improvviso ci arriva il "contrordine compagni".

Ecco il bollettino aggiornato, divulgato capillarmente nelle comunità nelle ultime ore:
"Kiko ci ha annunciato, in occasione dell'incontro per la Pasqua, che il 2 giugno si terrà a Matera la celebrazione sinfonico-catechetica "La Sofferenza degli Innocenti".
Purtroppo dobbiamo informarvi che sono sorti problemi tecnico-amministrativi che rendono impossibile lo svolgimento dell'evento a Matera, come programmato, questo anche per le numerose iscrizioni pervenute.
Il concerto è confermato, ma invece che a Matera si terrà al Palaflorio di Bari sempre il 2 giugno 2019, alle ore 17,30.
Ho prenotato due pullman per 100 partecipanti e vi prego di sensibilizzare i fratelli.
Per il concerto è richiesto un contributo di circa 20 euro a testa, al di fuori della spesa dei pullman per cui faremo l'apposita colletta.
Una volta raccolte le adesioni per comunità si prega di farle pervenire tempestivamente alla segreteria di questo Centro.
La pace."
Prima considerazione: Appare evidente che i concertoni kikiani tutto sono fuorché "celebrazioni sinfonico-catechetiche".

Celebrazioni di che? (della megalomania ormai eclatante, questo solo è sicuro!)
Il "contrordine compagni" ci fa comprendere ancora una volta che questi eventi sono organizzati e pianificati dall'alto.

Mi spiego: se Kiko fosse andato a Matera perché invitato a portare in quella terra il "suo spirito" e se comunque la sua missione fosse quella di "evangelizzare", il criterio che seguirebbe per scegliere un luogo piuttosto che un altro risponderebbe a questa esigenza e dunque non avrebbe mai cambiato idea a motivo dei "posti" insufficienti. Non vi pare?

Insufficienti perché, poi?

Non sarà che la "capitale della cultura" ha fatto due conti, concludendo che non poteva accogliere un evento musicale di così basso livello, lasciando a piedi l'Argüello? Chi lo sa!
(Ultima postilla: sarebbe interessante conoscere quanto costa, nell'uno e nell'altro posto, una serata e fare un confronto "costi-benefici".)
Una cosa è sicura: questo Concertone è ormai stantìo e sono anni e anni che Kiko lo replica nel mondo intero, per cui tutti i fratelli lo hanno sentito e risentito abbastanza. Inoltre non si sa come Kiko lo abbia "composto", non ne sarebbe capace, se pure è scadente di qualità. Di una cosa siamo sicuri: di esso non rimarrà traccia alcuna nella storia della musica.

Ma torniamo all'argomento: cambio di location. Il presuntuoso Kiko non avrebbe mai preferito un normale palasport a una delle città più amate e preziose, unica al mondo come Matera, che doveva fargli da cornice.

La nostra idea è che questa è la prova più evidente che nessuno si prende la briga di invitare Kiko pregandolo ad esibirsi mentre lui, il santo, si offre e si immola (insieme al Suffrimiento degli Innocenti che nel cammino sono stati sempre bistrattati, per usare un eufemismo!).

Insomma, siamo di fronte ai soliti commedianti e appare fin troppo chiaro che a organizzare il tutto sono stati, come sempre, solo loro: Kiko, Donnini e compagnia bella; per dirla tutta, credo fermamente che lo fanno solo ed esclusivamente per beceri fini economici. Business!
Ossia, anche questo è un modo come un altro per rastrellare soldi poiché per loro tutto fa brodo, nella loro insaziabile ingordigia.

Ma ditemi voi, che senso ha organizzare un concerto in terra pugliese per riempire un palasport di gente che viene da ogni dove, sollecitata da loro stessi? I veri big della musica moltiplicano i loro concerti e riempiono gli stadi solo se il pubblico dei loro fans li segue e si attiva mesi e mesi prima per assicurarsi i biglietti che vanno a ruba. Ma qui non si tratta di fans, ma di deportati sollecitati e spinti a partecipare alla solita neronesca kikiana esibizione autocelebrativa, come tutto quanto Kiko intraprende. E si porta dietro immancabilmente il suo "esercito di Franceschiello", alias sempre gli stessi! (guarda un poco, anche Kiko si chiama Francisco!)


"Icona" di Kiko, affranta
per tanta ignominia
Ricordando la prassi del cammino che ho vissuto per decenni, vi spiego come funziona e come si mette in moto l'ambaradan ogni volta:

L'idea nasce dall'alto, come già detto, per ragioni di business (il piatto piange). Parte l'idea sempre da Kiko. Ora tutto sta all'itinerante che riuscirà a concretizzarla più velocemente e proficuamente e appetibilmente per Kiko stesso. Dopo di che partono gli ordini di scuderia, che si diramano dalla testa romana a tutte le equipe di itineranti responsabili, disseminate sul territorio: "Kiko ha detto che… dalla Calabria (dall'Abruzzo, dalla Campania, ecc.) si aspetta almeno 20 pullman (facciamo un esempio)". Scattano tutti sugli attenti. Partono i dispacci per i singoli centri neocatecumenali, diramati dagli stessi itineranti: "Fratelli, ci aspettiamo dal vs. centro almeno 5 pullman" e così si arriva all'ultimo comunicato "formato parrocchia" di cui sopra: "ho prenotato 2 pullman..." Ecco perché prima si prenotano i bus e poi si sollecitano le comunità per riempirli: nessuno dei capetti di zona - sotto itinerante responsabile di Regione - vorrà mai far brutta figura non mantenendo lo standard di prestazione richiesto dal suo diretto capo: il gioco è fatto! E i poveri fratelli pressati, oltre a tutti i disagi del doversi sorbire per l'ennesima volta quel "Suffrimiento" in musica, devono anche sborsare per il bus, in una colletta "gira gira" fino al raggiungimento della cifra, e in più devono pagare una quota, come ogni comune mortale, di 20 euro per l'acquisto del biglietto per "dover" ascoltare Kiko Superstar.
Concertone a partecipazione forzosa o forzata, insomma.

Ma di cosa stiamo parlando?

Trarre la conclusione è semplice.
Kiko, novello Rockstar, quanto incasserà per questo ennesimo bidone tirato ai camminanti?
Calcolatrice alla mano, deve andargli male per incassare non meno di 100.000 euro.


Segnaliamo da CruxSancta l'ultimo, in ordine di tempo, accorato appello, questa volta esplicito, volto ad ottenere denaro, datato 1° Maggio 2019 ( NB  Festa dei lavoratori! Ironia della sorte! ) un mese esatto dall'atteso Concertone di Matera/Bari. Ci chiediamo: e la versione romana c'è?



Oramai sono sempre al verde, a sentire loro, e l'ansia li assale implacabile: come faranno a continuare ai ritmi di sempre a cui non sanno rinunciare?
Oramai per Kiko l'assillo per mancanza di denaro è un disturbo ossessivo compulsivo allo stato cronico di cui tutti gli aderenti al suo "potente cammino" fanno da decenni le spese.


A proposito di assillo, mettiamo a confronto Kiko con l'Apostolo Paolo, e cogliamo l'occasione per offrire ai camminanti, dubbiosi e non, qualche ulteriore spunto di riflessione, molto utile alla loro definitiva presa di coscienza. È l'apostolo Paolo stesso che si rivolge a loro esponendo quali sono i "privilegi" del vero Apostolo di Gesù Cristo. Tutte cose da cui Kiko si tiene ben alla larga, come ognuno può appurare da solo; Kiko che ha fatto sempre la bella vita e non ha mai lavorato un sol giorno.

Il brano è tratto dalla Seconda Lettera ai Corinzi (11, 20-28):
"In realtà sopportate chi vi rende schiavi, chi vi divora, chi vi deruba, chi è arrogante, chi vi colpisce in faccia. Lo dico con vergogna, come se fossimo stati deboli!
Tuttavia, in quello in cui qualcuno osa vantarsi - lo dico da stolto - oso vantarmi anch'io. Sono Ebrei? Anch'io! Sono Israeliti? Anch'io! Sono stirpe di Abramo? Anch'io! Sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono più di loro: molto di più nelle fatiche, molto di più nelle prigionie, infinitamente di più nelle percosse, spesso in pericolo di morte. Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i quaranta colpi meno uno; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde. Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli; disagi e fatiche, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità. Oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese. "

martedì 14 maggio 2019

Polonia: presbitero pedofilo neocatecumenale chiede di essere spretato

Il pedofilo con voce suadente e faccia da agnellino
mentre grattugia la chitarra cantando
il canto neocatecumenale di Avvento
"Viene il Signore vestito di maestà"
L'arcidiocesi di Varsavia ieri ha comunicato che il presbitero itinerante neocatecumenale Dariusz Olejniczak ha appena inviato a papa Francesco la domanda per essere ridotto allo stato laicale.

Olejniczak si era fatto due anni di carcere per molestie sessuali ad alcune bambine di sette anni, molestie compiute in diverse occasioni mentre insegnava religione presso una parrocchia polacca.

Olejniczak è uno dei pedofili considerati nel lungo documentario sui preti pedofili in Polonia del giornalista Tomasz Sekielski, Tylko nie mów nikomu ("non dirlo a nessuno"), disponibile da alcuni giorni su Youtube in polacco con sottotitoli in inglese e che ha già raggiunto parecchi milioni di visualizzazioni.

Il caso Olejniczak viene discusso dopo 25 minuti e 34 secondi dall'inizio. Il documentario è stato finanziato da migliaia di libere donazioni (per un totale di 470.000 złoty, cioè circa 110mila euro).

Sul caso Olejniczak il documentario chiama in causa il cardinal Nycz, arcivescovo di Varsavia, e la curia, che in diverse occasioni avevano affermato di aver lavorato sui casi dei preti pedofili da almeno dieci anni secondo le indicazioni della Santa Sede. Ma il padre di una delle vittime del presbitero itinerante Olejniczak, mentre il processo a quest'ultimo era ancora in corso, ha scoperto che il pedofilo era stato semplicemente trasferito di parrocchia e incaricato di occuparsi nientemeno che di un gruppo di chierichetti. Così, tramite il proprio avvocato, ha fatto presente la cosa alla corte distrettuale che già dalla successiva udienza ha decretato che il soggetto non potesse mai più fare attività in presenza di bambini e ragazzi, provvedimento che è rimasto uguale anche nella sentenza definitiva. Olejniczak è stato quindi anche in carcere, ma rimanendo sacerdote.

Nel video, a circa 32' 48", il padre della vittima aveva affermato di temere che il pedofilo stesse per partire per qualche nuova "missione" (chiaramente neocatecumenale). È sorprendente che in appena 24 ore dalla pubblicazione del video, la diocesi abbia annunciato la domanda di Olejniczak per farsi spretare. Quanta solerzia... ci voleva proprio quel video per convincerlo finalmente di essere inadatto al sacerdozio?

Nel video, pochi istanti dopo, il pedofilo viene ripreso dalle telecamere (è il 17 dicembre 2018) mentre celebra in pubblico e chiede ai bambini di avvicinarsi a lui e di sedersi sul tappeto (nota: il tappeto è un gadget neocatecumenale fondamentale), al momento in cui si appresta a tenere l'omelia. Infischiandosene dei provvedimenti penali a suo carico.

Dopo il carcere - e comunque almeno dal 2017 - il pedofilo itinerante risultava residente nella sede del seminario neocatecumenale missionario "Redemptoris Mater" di Varsavia. Lì, il 21 dicembre 2018, è stato ripreso dalle telecamere mentre teneva una "convivenza" all'interno delle strutture del R.M., in cui erano presenti anche bambini.
Viene ripreso anche mentre dall'ambone si mette con la chitarrella a cantare il canto di avvento di Kiko "Viene il Signore vestito di maestà", imitando la voce ululante di Kiko.

Al minuto 33' 31" vediamo il giornalista Sekielski bussare alle porte del seminario R.M. di Varsavia per chiedere, sentenza alla mano, come mai Olejniczak facesse attività in presenza di bambini nonostante la sentenza glielo proibisse. Quello che accade lì è estremamente imbarazzante per il Cammino ed infanga tutta la Chiesa:

  • la reticenza dei kikos del R.M., che negano che l'itinerante pedofilo facesse attività o lezione lì dentro e fingono di non sapere dove sia;
  • l'itinerante pedofilo che svicola e si rintana in camera sua, chiudendosi dentro a chiave non appena gli si presenta Sekielski dicendogli: "sono il regista di un documentario e volevo chiederle: come mai sta disubbidendo ad un'ingiunzione del tribunale?"
  • fuori dall'ufficio parrocchiale Sekielski e il suo assistente chiedono ad un chierico neocatecumenale di passaggio: "stiamo cercando il presbitero Olejniczak". Il kikos candidamente risponde: "sì, è qui, sta tenendo una convivenza". Il giornalista incalza: "no, no, si è appena chiuso in camera!" Il kikos sbianca, ingoia la lingua, e si limita ad un imbarazzatissimo "a-ha". Il giornalista gli fa presente quella condanna per pedofilia e chiede se i superiori ne siano al corrente, ma il kikos tenta disperatamente di squagliarsela: "no, no, qui c'è una convivenza in corso, non si può";
  • passa un altro kikos, e il giornalista gli mostra il testo della sentenza contro Olejniczak. Il kikos chiede: "chi? proprio quello che sta tenendo la convivenza?" Quando capisce che è una cosa seria, il kikos (tale Łukasz) scappa via, mentre un altro kikos intervenuto a esfiltrarlo dice al giornalista: "ne riparleremo più tardi, va bene?". Il giornalista chiede: "sì, ma riparleremo con chi?", e il kikos tremante scappa nell'ufficio parrocchiale senza rispondere;
  • giunge quindi un altro kikos, più anziano, sempre in veste talare, accusando con arroganza il giornalista di voler infastidire Olejniczak. L'anziano kikos dice di saper già che a quest'ultimo è proibito far attività con bambini e che lì in sede non ci sono bambini. Il giornalista gli risponde: "vuole vedere la registrazione in parrocchia dove invece faceva attività con bambini? gliela posso mostrare subito..."

La scenetta si chiude qui. A questo punto (siamo al minuto 40) termina la sezione riguardante Olejniczak, e il documentario passa al caso successivo intervistando una psicologa.

Le reazioni estremamente imbarazzate dei kikos del seminario R.M. di Varsavia, l'atteggiamento sottilmente aggressivo di quel presbikikos che va con la strategia preconfezionata di limitare i danni, più quel chiudersi in camera del pedofilo, sono una perfetta descrizione della mentalità neocatecumenale.

L'autore del documentario non ha bisogno di aggiungere spiegazioni. Bastano quelle poche scene, ormai già viste da parecchi milioni di persone in tutto il mondo, e ci auguriamo che si ricorderanno bene le parole "Seminario Redemptoris Mater". Più la reticenza dei kikos. Più il loro incomprensibile appoggio ai pedofili. La loro attitudine a mentire, la loro dimestichezza nell'ingannare, il loro aver sempre qualcosa da nascondere, il loro bizzarro concetto di ubbidienza, il loro disprezzo del buonsenso (immaginate quanta gente odia di più la Chiesa perché ha visto l'atteggiamento di quei kikos), e quel comico ammutolire quando vengono colti in castagna.

Sì, è una brutta gatta da pelare per il Cammino. E il cardinal Nycz - che con 1300 preti in diocesi potrebbe non aver notato chi gli stavano imboscando i kikos - certamente gliela farà pagare cara. Quella improvvisa decisione del pedofilo neocatecumenale di chiedere di farsi spretare (giunta nel giro di 24 ore dalla pubblicazione del video e immediatamente avallata dalla diocesi) pare piuttosto la solita manovrina del Cammino intesa a limitare i danni e seppellire la questione il più presto possibile (ci manca solo che tale "itinerante" venga scoperto di nuovo in servizio per le comunità neocatecumenali di Kiko...).

È una fortuna, per il Cammino, che il giornalista non conoscesse la setta eretica neocatecumenale. Resta il fatto che le attività del Cammino sono invariabilmente un grave danno per la Chiesa Cattolica. Ci chiediamo in quante altre tantissime occasioni il Cammino ha comodamente spostato e protetto e "integrato" dei pedofili, mettendo nei guai le diocesi,  e quanti altri bubboni stiano per scoppiare.

Purtroppo il Cammino Neocatecumenale ha un rapporto quantomeno ambiguo con l'orrendo crimine della pedofilia - crimine che, ricordiamolo bene ai kikos garantisti, irrimediabilmente devasta la vita di piccoli indifesi. Infatti nella mentalità del Cammino occorre sempre preservare il prestigio della setta a qualunque costo, per cui la vittima viene colpevolizzata (si vedano ad esempio gli articoli: "chiedere perdono allo stupratore", "ci si preoccupa solo delle conseguenze per il Cammino") mentre i familiari della vittima vengono indotti al silenzio (si veda ad esempio "per la credibilità del Cammino, mettere tutto a tacere")... Di fronte al recente caso del vescovo pedofilo neocatecumenale, condannato e ri-condannato dalla stessa Santa Sede, i fratelli del Cammino Neocatecumenale non osano prendere posizione. Per loro è impossibile condannare un pedofilo qualora costui sia un cosiddetto "catechista" del Cammino Neocatecumenale o altro illustre membro.

Così, mentre nella Chiesa Cattolica ci si addolora per questi casi - lo stesso Benedetto XVI ne restò commosso -, il Cammino diventa una comoda "metropolitana sotterranea per predatori sessuali" e i suoi fautori hanno addirittura la sfacciataggine di proclamare che i presbìteri sfornati dai seminari neocatecumenali Redemkikos Mater sarebbero migliori degli altri a causa della lunga e severa formazione... mentre trasferiscono di "missione" (neocat) in "missione" (neocat) i presbiteri neocat colti in flagrante.

lunedì 13 maggio 2019

L’UNICO PECCATO CHE IL CAMMINO CONDANNA E’ L’ORGOGLIO . QUELLO CHE E’ SANTO NELLA CHIESA, NEL CAMMINO DIVENTA STRUMENTO PER DOMINARE. Cosa si nasconde nelle pieghe della predicazione neocatecumenale.

È molto singolare che nel cammino si predichi continuamente l’impossibilità dell’uomo di “non peccare”, schiavo com’è del demonio, che è il suo signore e che lo “obbliga” a peccare sempre, considerando il peccato come NECESSARIO per poter sperimentare la misericordia ed il perdono.

Su questo assunto si penserebbe allora che “ogni” peccato sia automaticamente perdonato da Dio, che ama il peccatore e gli usa misericordia, invece si scopre come nel cammino ci sia un peccato, UNO SOLO, che invece il Signore vuole distruggere.
Quale sarebbe questo peccato che il Signore non sopporta e che fa di tutto perché l’uomo lo abbandoni?
E’ l’ORGOGLIO, l’uomo non è UMILE e questo non va bene, va ridotto all’umiltà.
Che l’uomo sia assassino, pedofilo, ladro… va benissimo, il Signore lo ama e lo perdona, ma non può essere ORGOGLIOSO né poco UMILE.
Su questo il Signore non transige, si predica nel cammino, portando fra tutte la catechesi di Giacobbe, di cui se ne stravolge completamente il senso.
Per Kiko o chi per Kiko, infatti la lotta di Dio CONTRO Giacobbe, che poi non  è Dio stesso, ma un angelo, avrebbe lo scopo di abbattere l’orgoglio di Giacobbe e renderlo umile.
Per la Chiesa, invece, questa lotta simboleggia la PREGHIERA, la PERSEVERANZA, l’avere scoperto la propria debolezza e per questo appellarsi a Dio per ricevere da Lui la benedizione. (Vedi Benedetto XVI nell’omelia nell’Udienza Generale in San Pietro del 25 maggio 2011: “la tradizione spirituale della Chiesa ha visto in questo racconto il simbolo della preghiera come combattimento della fede e vittoria della perseveranza”).
Allora , logicamente, viene da chiedersi come mai nel cammino si dia un’interpretazione errata e tendenziosa della Scrittura, ponendo continuamente e martellantemente l’accento solo sull’abbandono di UN UNICO PECCATO: L’ORGOGLIO che produce la scarsa UMILTA’.
La risposta è immediatamente evidente, a chi voglia vedere: tra tutti i peccati, solo l’orgoglio e la mancata umiltà minano l’OBBEDIENZA, che è la condizione necessaria per stare nel CN.
Ricordiamo tutti, infatti, che cosa hanno detto i catechisti “illuminati dallo Spirito Santo”, quando non stavamo completamente sottomessi: “Sei un SUPERBO, un ORGOGLIOSO!” Niente altro. Potevamo essere anche ladri pedofili ed assassini, invidiosi ed adulteri, ma questi peccati sarebbero stati sicuramente accettati. Il presunto ORGOGLIO e la scarsa UMILTA’ no. Solo quelli. Ma nemmeno solo quelli in assoluto, solo quelli operati nei confronti dei catechisti, perchè se sei superbo ed orgoglioso altrove o con il popolino, va pure bene.
CAPIAMO ALLORA CHE IL CAMMINO È UN VEICOLO NEFASTO DI ASSOGGETTAMENTO DELLE MENTI ATTRAVERSO MANIPOLAZIONE INCESSANTE E MARTELLANTE PER OTTENERE SOTTOMISSIONE TOTALE DEI MALCAPITATI. Ottenuta questa, puoi fare quello che vuoi, accumulare peccato su peccato, tanto il Signore ti ama ed il peccato è NECESSARIO affinché tu lo scopra.
Come è possibile affermare questo?
Leggiamo queste frasi pronunciate dalla bocca di Kiko (sono solo alcune, a titolo di esempio, ce ne sono moltissime altre) e tutte insieme fanno una predicazione.

- "BISOGNA rinunciare non soltanto ai beni materiali, al denaro, ma DEVI rinunciare anche all'orgoglio, DEVI lasciarti calpestare". (notare che Kiko afferma che nel Nç è stata abolita la parola “DEVI”)
- "PERCHÉ PRECISAMENTE LA CROCE TE LA MANDA DIO, PERCHÉ SEI UN SUPERBO, perché vuole chiamarti, PERCHÉ SEI UN ORGOGLIOSO e non hai un altro mezzo per vedere il volto di Dio". (qualcuno spieghi a Kiko il passo di Giobbe: proprio perchè Giobbe era giusto, il demonio chiese il permesso a Dio di attaccarlo, per vedere se malediva Dio. La "croce" non la manda Dio, semmai la permette, e lo scopo per cui la permette non è scrutabile dall'uomo. Nella Scrittura, Kiko sarebbe stato tra gli amici di Giobbe, quelli che volevano per forza convincerlo di peccato e che poi vengono rimproverati da Dio)
- "Qual'è il peccato? La mormorazione nelle piccole comunità. Gli odii. L'ORGOGLIO di un tale cui han detto non so che cosa e prende e se ne va dall'assemblea e dice che non vuol più parlare. Questo è il peccato della comunità".
- “Se dopo un altro anno questo tipo continua con il suo ORGOGLIO, continua con il suo collo di ferro, mormorando tutti i giorni della comunità (che c'è una mormorazione a volte orribile! il demonio assolutamente!... distruggendo la carità, raffreddando la comunità costantemente...), allora se l'anno prossimo continua a succedere questo, allora tagliamo".
- "il Precatecumenato ha una missione molto importante che è quella di distruggere l'ORGOGLIO".
- "più avanti la situazione incomincia ad essere più difficile perché comincia la mormorazione, le COLTELLATE DELL'UNO CONTRO L'ALTRO, e alle spalle. Questo fa molto male e colpisce l’ORGOGLIO della persona". (non la sua dignità, il suo essere profondo, la sua fiducia…)
- "come se il demonio avesse tolto completamente il seme, il piccolo seme della Parola, del Kerygma, dell’amore al nemico, della non resistenza al male, della comprensione verso il peccatore; e appare uno spirito di ORGOGLIO, di moralismo, di giudizio verso gli altri, una mentalità completamente opposta al Vangelo".

- "allora tutti voi state qui MOLTO UMILI CON NOI, MOLTO BUONI, perché se vediamo il tuo ORGOGLIO peschiamo questo demonio".
- "LA CROCE è la spada con la quale Dio sta attaccando il nostro ORGOGLIO".
- "Ma adesso voi entrerete nel tempo del Catecumenato, un combattimento. Dio deve distruggere il vostro ORGOGLIO dalle radici".
- "Allora, fratello, voglio dirti una cosa. Il sale. Perché hai bisogno di sale? Perché devi essere curato al fondo di te stesso. Da che cosa? DAL TUO ORGOGLIO".
- "non t'abbiamo annunciato che Dio deve mettersi a combattere CONTRO di te e deve smontare e distruggere il TUO ORGOGLIO?"
- "Prima 5 anni per dimostrarti che tu sei un ragazzaccio, un comodo, un SUPERBO, che sei un ORGOGLIOSO... 5 anni gli é costato a Gesù Cristo dimostrarti questo. Operando, MANDANDOTI DEMONI, facendo arrabbiare tua moglie o i tuoi figli, facendo non so che pasticci..."
- "Questa lotta che Dio sta facendo con te per distruggere il tuo ORGOGLIO, per abbattere la tua SUPERBIA"
- "ero un orgoglioso come tutti i neofiti che cominciano: tutti quelli che cominciano sono ORGOGLIOSI, NON ACCETTANO DI PECCARE".
- "Quando sia stata illuminata questa realtà profonda che c'è in noi di ORGOGLIO, di SUPERBIA, ecc..., adesso occorre SMONTARE, semplificare, occorre DISTRUGGERE".
- "Ora DIO sta agendo, sta operando nella tua storia per smontare radicalmente il tuo ORGOGLIO"
- "tu devi vedere realmente che Dio agisce nella tua storia, nella tua esistenza per distruggere il TUO ORGOGLIO. "perché mi attacchi alle spalle e di fronte? “perché mi chiudi le porte? perché mi soffochi? perché? perché DIO DISTRUGGE IL TUO ORGOGLIO".
- "Non venivi perché tuo marito ti diceva che eri un'ipocrita in comunità ed in casa. Tu sei UNO CHE COMANDA, UN ORGOGLIOSO" (notare l’abbinamento orgoglio = comando. L’inverso è umiltà = sottomissione)

- "l’unico combattimento predicato è quello che il Signore fa CONTRO di te, come con Giacobbe, per abbattere il tuo ORGOGLIO e portarti all’UMILTÀ".
- "E’ sempre il Signore che combatte CONTRO di te mandandoti tragedie, dolori, sofferenze, malattie e morti, per chiamarti a conversione, perché tu sei duro, ORGOGLIOSO e MAI UMILE".
- "E’ oggi che il Signore ti dice: QUANDO TU SCOPRIRAI CHE IO SONO DENTRO LA TUA VITA, CHE IN DEFINITIVA SONO IO STESSO CHE TI STO DISTRUGGENDO, IO CHE STO TENTANDO DI UCCIDERTI PERCHÉ TU SCOPRA REALMENTE CIÒ: che sono Io che sto tentando di romperti la tua testa dura, perché sei un testone, che tu hai il collo di ferro e non lo pieghi mai, che mai cedi perché le cose devono sempre essere come tu le vuoi, che sono Io che sto tentando di farti DOCILE ed OBBEDIENTE perché Io sono la salvezza".

Queste frasi sono tratte unicamente dalla predicazione del 2° passaggio, ma il martellamento continua in questo modo asfissiante in tutti i passaggi e in tutti i mamotreti dei vari annunci.
Il povero catecumeno impara da subito un messaggio importante: tutti i peccati ti sono concessi, perché sei “vittima” e non “autore” del peccato che commetti ma, ricorda, come nell’Eden, una cosa sola ti è proibita: MANGIARE DEL FRUTTO DELL’ORGOGLIO.
Se Eva fu “vittima” del serpente, che la “obbligò” a peccare, mi chiedo come mai il Signore non la perdonò e la lasciò vivere nell’Eden? In fondo era una “vittima”, ingannata dal demonio, poveretta…

SUL PECCATO, per brevità ma non per mancanza di materiale, un unico esempio, quello sul PEDOFILO che aveva molestato una bambina. Mi sembra che tutti si possa notare che al peccato di orgoglio è riservata intransigenza, mentre al peccato di pedofilia è riservata comprensione:

- "mi ricordo che un ragazzo era stato processato perché l'avevano visto con una bambina: un ragazzo, MEZZO MOSTRO, che aveva il problema che GLI PIACEVANO LE BAMBINE, che aveva di questi problemi, ERA UN UOMO PERSEGUITATO ecc."
- "quest'uomo cominciò a convertirsi perché IO GLI DIMOSTRAI DI NON ESSERE MIGLIORE DI LUI." (vorrei sapere come fece, che peccati aveva Kiko peggiori della pedofilia?)
- "lui infatti pensava (il pedofilo) GUARDATE CIÒ CHE FA IL DEMONIO che nessuno lo poteva amare".
- "La solitudine quasi lo distruggeva e così era stato sul punto che lo impiccassero. (poverino, fa quasi pena…) Non era una cosa irrefrenabile in lui, non era malato, non era un vizio".
- "ma la società (non i cristiani) voleva farlo fuori. perché si trattava di una bambina, PERCHÉ POI LA BAMBINA RIMASE TRAUMATIZZATA..."
- "cominciò a convertirsi perché ha creduto CHE IO NON ERO MIGLIORE DI LUI, E PERCHÉ IO NON MI CREDEVO MIGLIORE DI LUI, VERAMENTE". (non perché ha capito di avere sbagliato ed era pentito per il male che aveva fatto alla bambina)
- "II SIGNORE ME LO HA CONCESSO... IL FATTO È CHE IO NON SONO MIGLIORE DI QUALSIASI DEGENERATO" (allora, se non è “migliore” di un degenerato, non può essere illuminato dallo Spirito Santo, come afferma lui. Non può predicare in nome di Dio. Kiko utilizza il termine “migliore” perché è moralistico, dispregiativo, ma in realtà sta affermando che lui è un peccatore peggiore dei degenerati, allo stato attuale e, con tutto il rispetto per i degenerati, ma non sono persone che possano essere né illuminate, né abilitate alla predicazione. Prima occorre che si convertano, che cambino vita)

- "CHE COLPA NE HA LUI, POVERETTO, se ha dei conflitti che gli vengono dal fatto che magari sua madre voleva abortire perché lui era il quinto figlio? CHE COLPA NE HA, IL POVERETTO, DI QUESTE COSE?" (e che colpa ne ha la bambina se ha subito il conflitto che lui aveva con la madre? Mica tutti quelli che hanno conflitti con le madri diventano automaticamente pedofili)
- "e poi soffrono CONFLITTI, ANGOSCE E NON SO CHE ALTRO (i pedofili)".
- “QUESTO È UN MOSTRO, BISOGNA AMMAZZARLO!, così pensa il mondo" (ma non i cristiani).
- "Perché vi rendiate conto: SE TU AMI IL MONDO È QUESTO QUELLO CHE TU AMI. Se tu sei FIGLIO DI MAMMA TUA NON PUOI ESSERE CRISTIANO, perché così la pensa tua madre, tua cognata, tua cugina, tuo padre". (nemmeno chi è peggiore di qualsiasi degenerato può essere cristiano e non per moralismo, ma perché il peccato separa da Dio. Non saprei cosa scegliere tra chi “ama il mondo” e quindi reagisce davanti ad un pedofilo, e chi “ama il peccato” e quindi difende solo il peccatore, non preoccupandosi della vittima. Se Kiko avesse parlato di Hitler come ha parlato di questo pedofilo, sicuramente avrebbe visto in lui una "vittima", magari con una madre nevrotica, o che lo voleva abortire, o chissà cosa, ma delle vittime dell'olocausto avrebbe detto: "rimasero traumatizzati"... )

Sulla bambina violata nessuna parola, tranne che “poi rimase traumatizzata”. L’attenzione è posta solo sul carnefice, poveretto, che pur non avendo una pulsione “irrefrenabile”, pur non essendo “malato” e pur non avendo un “vizio”, si è sentito liberamente in titolo di violare una bambina per le sue voglie. Niente libero arbitrio, niente combattimento contro la tentazione, solo risposta “non irrefrenabile” ad una pulsione.
Poveretto….



sabato 11 maggio 2019

Grande Missione nelle Piazze: cosa succede a chi ascolta Kiko

Anche quest'anno siamo arrivati alla "Gran Missione" neocatecumenale nelle piazze con la formula rinnovata dei cinque incontri di catechesi con un condensato "on the road" delle ormai famose catechesi iniziali di Kiko.

Esse, come sappiamo, sono tratte dai mamotreti, letteralmente degli "scartafacci" su cui venivano riportate le registrazioni delle lezioni  dei due guru Kiko & Carmen dal vivo.
Tali mamotreti sono così zeppi di errori da aver messo a dura prova i teologi incaricati della loro correzione i quali alla fine hanno cercato di risolvere il problema mettendo delle note correttive più lunghe del testo stesso.

Peccato che i catechisti neocatecumenali le note non le leggano mai e che, addirittura, continuino a predicare usando i vecchi testi convinti dalla menzogna disinvolta del loro guru Kiko secondo la quale i teologi vaticani non hanno corretto nulla del testo e si sono limitati ad aggiungere (per bellezza???) qualche nota tratta dal CCC.

Quindi, un avviso per chi si trovasse a passare, di domenica, per qualche piazza italiana: quelle "strane" catechesi sono un formidabile miscuglio di errori, ne sia prova la diversità di concetti e di argomenti del Catechismo della Chiesa Cattolica.



Quest'oggi vogliamo proporvi il cartellone della "Gran Missione" dei fratelli neocatecumenali di Cagliari, che si merita il primo premio del torneo dei kikos che più kikos non si può.

Il testo è il seguente:
"GRANDE MISSIONE NELLE PIAZZE
LA FEDE VIENE PER L'ASCOLTO
CHIUNQUE INCONTRI DURANTE LE DOMENICHE DI PASQUA
PER AIUTARE LA NOSTRA FEDE"

Che vorrà dire questo guazzabuglio?
Ma, è italiano?
Seguiteci con pazienza e faremo per voi la traduzione dalla neo-lingua kikiana all'italiano.

"GRANDE MISSIONE NELLE PIAZZE"
è comprensibile, per quanto inutilmente altisonante

"LA FEDE VIENE PER L'ASCOLTO"
In realtà la frase, di Paolo ai Romani 10,17, nella Bibbia di Gerusalemme è tradotta: la fede viene dall'ascolto ed in spagnolo, sempre la Bibbia di Gerusalemme scrive "la fe viene de la predicación".
Questo "la fede viene per l'ascolto" è una invenzione di Kiko, anche se, come molte sue apparenti invenzioni, la fonte è nelle traduzioni protestanti della Bibbia, come quella di King James.

Naturalmente, i neocatecumenali di Cagliari, il problema di cosa abbia scritto veramente san Paolo non se lo sono posti: se Kiko dice che la fede viene "per l'ascolto" così deve essere.

Qualcuno ci dirà: siete veramente di una pignoleria esasperante! Per l'ascolto, dall'ascolto...in fondo, che differenza fa?

Eh no, fa una grande differenza, ribattiamo noi! Perché questo vuol dire che qualunque strafalcione dica Kiko, questo, nei manifesti ma soprattutto nella mente dei Neocatecumenali, surclassa addirittura San Paolo, che è Parola di Dio.

A questo punto sempre quel qualcuno potrebbe rispondere:
Ma assolutamente no! Ci mancherebbe! In fondo una preposizione che differenza fa...con tutte le diverse traduzioni bibliche, di Gerusalemme, CEI 2008, qualche piccola incertezza ci sta.
Non è vero che qualsiasi parola esca dalla bocca di Kiko sia sacrosanta, proprio no! Basta con le malignità!

Però... però... c'è un però!
Leggiamo la terza e quarta riga dello striscione (che stimiamo della lunghezza di vari metri, quindi abbastanza impegnativo, anche dal punto di vista economico):

"CHIUNQUE INCONTRI DURANTE LE DOMENICHE DI PASQUA
PER AIUTARE LA NOSTRA FEDE"

Il significato che ci affiora spontaneo è che chiunque incontriamo in queste domeniche di Pasqua aiuta la nostra fede più dei Neocatecumenali, ma... no, molto probabilmente non è questo ciò che i fratelli della Sardegna volevano esprimere.

Ebbene, leggere i manifestini della "Gran Mision" con le scritte vergate con la grafia di Kiko, ci illumina.
Ritroviamo infatti:

"la fè ven por el oido" (che diventa: la fede viene per l'ascolto") e poi:

"5 encontros" che in spagnolo si legge "quinque encontros"... e che, evidentemente, per i kikos cagliaritani è diventato: "chiunque incontri".

Ed ecco svelato l'arcano!
5 encontros ------> quinque encontros ------> chiunque incontri
Nessuno che si chieda che cosa voglia dire: è parola di Kiko!

Così vediamo dimostrato in pratica come, qualunque parola esca (o si pensi che esca) dalla bocca di Kiko è sacra al punto da essere riportata a lettere cubitali sui manifesti, messa a sigillo sul cuore e sul braccio di tanti fedeli credenti in lui, a causa della sua "sacra" provenienza.

Se tanto ci dà tanto, capiamo il perché per cinquant'anni i gravissimi strafalcioni della coppia di iniziatori sono stati riportati di bocca in bocca senza alcuna correzione, senza l'analisi di nessuna coscienza, senza nessun senso critico, sempre identici nella loro grossolana erroneità, fino ad oggi.

Buona Missione e... chiunque vi incontri... speriamo ci pensi bene prima di prestarvi fede e ascolto!

giovedì 9 maggio 2019

Così li vedono, dall'interno delle sue comunità, Kiko e i katechisti: un'Armata Brancaleone.

Oggi non siamo noi ex a parlare, né guardiamo le cose dal nostro punto di vista.
Oggi entriamo in contatto con un mondo nuovo che sta nascendo e che si va pian piano disegnando nel perimetro stesso del Cammino e in maniera sempre più marcata, conseguenza ineluttabile del suo inarrestabile declino.

Profondamente disillusi, gli abitanti di questo "nuovo" mondo vivono oramai un completo disincanto ma, vuoi per pigrizia, vuoi perché hanno dentro tutta la famiglia e lo stesso datore di lavoro, vuoi perché altrimenti la moglie non glielo perdonerebbe mai e magari hanno anche il figlio in un seminario neocatecumenale Redemkikos Mater, non lasciano il cammino, né pensano di poterlo mai lasciare.
I loro occhi, socchiusi per lungo tempo, sono oramai completamente aperti, in grado di vedere ogni cosa e di intendere.

Kiko, per la sua parte, esasperando tante storture e non conoscendo più freni inibitori offre copioso materiale di riflessione ai dubbiosi. Essi, come tutti i fratelli camminanti, sono costretti a sorbirsi le sue cicliche predicazioni annuali sempre le stesse (anzi sempre peggio!) sempre negli stessi tempi e in più le tappe che a ciascuno toccano con la sua comunità, sempre ispirate rigorosamente a fonte kikiana (e carmeniana, in questo caso) per il tramite, ovviamente, dei loro catechisti plasmati nello stampo di Kiko.
Che gran monotonia!

Come sopravvivere a cotanto supplizio?

Ebbene molti si sono attrezzati e, per non soccombere, ascoltano e vivono tutto questo con orecchie nuove e con cuore nuovo, finalmente!

Convinti oramai che Kiko e la sua gang siano un falso storico, si divertono a metterne in evidenza tutte le contraddizioni e a ridicolizzare le loro spropositate esagerazioni.
Insomma, un vero e proprio passatempo. Da sbellicarsi dal ridere.

Conoscendosi tra loro e scambiando le comuni esperienze fanno squadra, pardon, formano una vera e propria "comunità nelle comunità", che si va man mano arricchendo di un repertorio imperdibile tutto suo!

La novità di questo fenomeno sociale che si sta sviluppando all'interno dell'esperienza consiste nel fatto che coinvolge persone avanti nel cammino e adulte di età.
Non è il già noto fenomeno dei giovani camminanti, per la gran parte figli di camminanti, che da tempo conia barzellette, compone rime canzonatorie o crea immagini esplicative (memes) che mettono in ridicolo il circo mediatico neocatecumenale, per poi postarle in internet, nei vari gruppi di "compagni di sventura".

Inutile aggiungere che questa nuova generazione di "adulti" neocatecumeni si guarda bene dall'"obbedienza cieca ai catechisti" come dal pagare la decima, alias la mensile tassa dei camminanti da dare regolarmente al responsabile, così come non risponde MAI all'invito alle collette straordinarie periodicamente indette da Kiko. Fanno offerte altrove, nel caso, ma non per le casse delle varie Fondazioni di Kiko, Donnini e compagni.
Se alcuni di questi nuovi fratelli sono catechisti, fanno catechesi solo se ne hanno voglia, ossia quasi mai da tempo, se sono ostiari, prestano liberamente il loro servizio. Insomma, un vero tormento per i loro catechisti che non ci possono far nulla, né si impongono più come si faceva un tempo né calcano la mano più di tanto.
Questi "nuovi" fratelli infatti non hanno peli sulla lingua, rispondono ai catechisti a tu per tu e non arretrano di un sol passo davanti alle solite minacce.
No, ai catechisti non conviene capitolare miseramente davanti a tutta la comunità!
Eh ragazzi! Come sono cambiati i tempi!
Con la "moria delle vacche" che c'è, i furbacchioni hanno capito che, se fanno i rigidi, una girata e una voltata restano solo loro a comandare e a obbedire, a cantare e a suonare…ma poi che gusto c'è?

Per avventura siamo venuti in possesso di due video che i poveri e rassegnati "camminanti/obtorto/collo" fanno girare tra loro per consolarsi a vicenda e trovare un aiuto per andare, ancora e nonostante tutto, avanti.

Il primo il geniale ideatore lo ha intitolato a Kiko che "arringa" i camminanti a camminare senza indugio, senza paura e senza tentennamenti; il secondo, lo ha intitolato ai suoi catechisti personali (sempre Kikotravestiti e che il cielo stesso gli ha assegnato, come ad ogni buon camminante), intenti in questo caso specifico a persuadere tutti e ciascuno dei fratelli, finalmente dopo anni e anni arrivati all'elezione, a concludere il cammino col canonico e irrinunciabile pellegrinaggio a cinque stelle in Terra Santa.

Ci scusiamo con il buon Brancaleone, animato profondamente da ideali alti, con piena convinzione e senza doppi fini, e ci scusiamo con la sua Armata per aver osato rassomigliare a loro un uomo falso e arrivista insieme al suo codazzo di seguaci perdigiorno, l'uno e gli altri buontemponi codardi e approfittatori, buoni solo a vivere sulle spalle degli altri.

Si presti un'attenzione speciale ai canti che si sentono in sottofondo e che richiamano, in maniera sorprendente, le lagne neocatecumenali, composte ovviamente sempre e solo da Kiko, tutte orribilmente uguali e che non si possono sentire.

Buon divertimento!



I catechisti del cammino incitano: "Andiamo tutti in Terra Santa!" (youtube):

martedì 7 maggio 2019

Aforismario di Kiko, I° volume: deliri su peccato, grazia, conversione

Sappiamo tutti che Kiko è un eretico che da 50 anni non cessa mai di proferire stupidaggini contro la Chiesa e contro la Fede, ma quando, con una semplice analisi del testo si mettono insieme, in fila, tutte le assurdità che gli sono uscite dalla bocca sembra proprio di essere al cospetto della bestia dell'Apocalisse:
«Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. (…) Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d'orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo.»
Esagerazione? Non proprio, data la disinvoltura con cui riesce a definire "nevrotica" la Beatissima Madre del Redentore, per tacer del resto.

Ma veniamo agli "aforismi" di Kiko ripescati da uno dei commentatori, "Libera", che ha avuto il coraggio di affondare il naso nella pletora di eresie e blasfemie tutte kikiane del mamotreto del Primo Scrutinio (ante correzione, ovvio!). Scegliamo, per ora, solo i passi in cui tratta del peccato, della grazia e della conversione cristiana, evidenziando alcune parole e aggiungendo alcuni [commenti]:
...la gente dice: "ma insomma, io da quando sono in comunità sono peggio di prima". Questo mi sembra molto bene.

...Chiaro, molta gente viene qui per non peccare mai ed essere un tipo fenomenale, per vedere se riesci ad essere un tipo cristiano, di quelli veri, di quelli che non peccano mai, di quelli che fanno tante bene... ah? allora puoi ridertene del mondo intero, chiaro, puoi guardare la gente dall'alto al basso e dire "disgraziati! che non conoscono Cristo!". tu, tu non pecchi mai. tu sei "l'integro".

...grazie a Dio il Signore ti lascerà sempre un demonio o 17 demoni per distruggerti e farti vedere che veramente sei un peccatore e mai potrai dire: "io! io sono! io sono arrivato!" [lui lo dice di sé. ma se non si può dire mai, si rimane sempre distrutti con 17 demoni?]

...userai Gesù Cristo per farti un idolo, per costruire più grosso il tuo io, perché attraverso il cristianesimo possa strumentalizzare tua moglie, i tuoi figli, e fare quello che vuoi.

...Gesù si è fatto peccato. ha detto: "io sono il peccato". da questo peccato ha tirato fuori il perdono, e Dio ha preso la gloria di vedere che ci ama nonostante questo, e per di più ci dà come premio la resurrezione, una nuova vita.

...io mi rendo conto, fratelli, che forse la cosa vi appare un po' difficile. e' un po' difficile perché ancora continuiamo a pensare che tu hai un uomo e si tratta di riaggiustare questo Signore, aggiustarlo di nuovo.

...viceversa l'evangelo è tutto il contrario. c'è una luce profonda. che cosa è questa luce profonda? è l'umiltà, fratelli, e l'umiltà è la verità. [l'umiltà a lui serve per dominare, ecco perché batte sempre sui tasti dell'orgoglio e dell'umiltà. Inoltre confonde l'umiltà con la verità]

...il cristiano è quell'uomo che si rende conto che lui non è meglio degli altri, anzi, lui conosce veramente la sua realtà. sa fino a che punto è un uomo egoista, ma non importa perché lui sa che in questa realtà Dio lo ama e che da questa realtà Dio lo salverà.

...io mi ricordo, quando vivevo in uno studio con un pittore, che c'era un ragazzo con noi che era un donnaiolo ed era un uomo molto comprensivo con tutti, ma in politica era un fascista tremendo [deve essere la bugia per dire di quando stavano in camera in 3 all’università]. in quello in cui lui peccava era comprensivo, ma in quello in cui non peccava era molto fermo.

...ora capisci perché Dio deve darti tutti i peccati, perché tu possa comprendere la gente, perché l'importanza è l'amore, non è che tu pecchi.

...ora, se veramente lo Spirito Santo di Gesù Cristo tocca lo spirito di questo Signore e gli dice che è figlio di Dio e che Dio lo ama e ama Dio sopra tutte le cose veramente e dà a Dio un amore immenso, allora l'amore che riceve è l'amore di Dio, Spirito Santo: non è più l'affettività; questa affettività resta distrutta, l'affettività umana che è squilibrata, in funzione dell'egoismo, che ha usato tutti i beni naturali, che sono buoni, in funzione del suo io; (del suo egoismo) ed ora riceve da Dio un nuovo essere. [Kiko affastella paroloni altisonanti e senza un vero filo logico]

...come ama i figli! in un modo nuovo. ha visto, nella comunità più vecchia d’Italia, un uomo anziano, che prima aveva due figli e ora ne ha due di più, ed erano "i figli della comunità", diceva che in questi figli ha notato una cosa enorme, "mi vengono dati gratuitamente, li sento come figli di Dio veramente, mi rendo conto che sono l'amministratore dei beni che Dio mi ha dato. io mai ho sentito in questo modo l'amore verso i figli. erano miei, dovevano essere come io volevo e studiare e prendere buoni voti, in definitiva proiettavo la mia vita, i miei ideali erano loro, cercavo me stesso in loro. [chiaro il sottinteso? per Kiko è impossibile che tu desideri il bene dei tuoi figli, poiché "l'uomo non può non peccare", e quindi solo il Cammino te li salva]

...per questo Gesù Cristo questa è la catechesi, parla della tua affettività, parla del lavoro, parla del denaro, perché l'uomo che esce dall'acqua è un uomo nuovo; non è una religione di alienazione, che nella vita non serve a niente. [altri paroloni - più il nome del Signore - messi insieme senza un filo logico]

...per questa ragione molta gente, molte donne riempiono la Chiesa e i loro mariti non ci sono... e si credono tanto cattoliche. [ma le chiese non erano vuote? in comunità non ci sono donne sole senza il marito? e chi frequenta la parrocchia deve per forza essere senza fede?]

...molte volte gli uomini hanno visto come le loro mogli si alienano con la messa: noi cerchiamo una alienazione nella religione, è un modo di cercare un rifugio che abbiamo trovato in casa. in fondo un egoismo in più che l'uomo scopre... [chiaro il sottinteso? se non entri in Cammino devi per forza essere un alienato che cerca favolette religiose]

...in definitiva, fratelli, quando i vostri figli cominciano a non vedere più Gesù Cristo è perché in voi non c'è una vera conversione, perché quando si dà la conversione i figli immediatamente scoprono che c'è qualcosa che lì sta cambiando. [errore madornale, perché presume che la conversione sia un risultato esclusivamente umano e che automaticamente si propaghi ai figli; per cui se i figli nella loro libertà diventano "ribelli" automaticamente è colpa tua che "non ti sei convertito"... e da ciò segue il tristissimo moralismo ipocrita dei kikos]

...ma il Signore che usa la religione per costruire se stesso e quindi per dominare di più gli altri, è tutto il contrario di questo.se per di più appare buono, se andando alla messa si dà arie da santo e denuncia tutti allora usa la religione per condannare l'altro ancora di più, l'altro non sente misericordia e non si sente per niente salvato da questo cristiano, si sente denunciato, si sente ipocrita o forse dirà: "oh, sì, è capace di sacrificarsi e io non sono capace..." [perchè i neocat non si sentono migliori?]

...che cosa è che ci rigenera? sentirci amati da Dio gratuitamente quando eravamo peccatori. che cosa è che ci ha nevrotizzato? l'amore egoista dei nostri genitori, che non ci hanno amato quando eravamo cattivi...

...il mondo è pieno di egoismo, è un deserto, un deserto arido e l'acqua viva che esce dal costato di Gesù Cristo, dal suo costato aperto è la Chiesa, veramente. ma io vorrei vedere dove è la Chiesa.e' qui la Chiesa.e' questa veramente la Chiesa, dato che vi si sta dando questa acqua, questa nuova vita, che è l'amore gratis di Dio
che si fa peccato per noi. [Kiko sbaglia in maniera madornale. Infatti l'espressione "Dio lo trattò da peccato in nostro favore" (2Cor 5,21) riguarda solo la Passione di Nostro Signore e significa solo che Dio ha trattato Gesù Cristo come se fosse stato il più grande peccatore di questo mondo, anzi come se avesse compiuto tutti i peccati degli uomini]
...chiaro, siccome nessuno ci ha amato gratuitamente... pensiamo nella religiosità naturale, che Dio ci ama soltanto quando ci sforziamo, quando ci sacrifichiamo, allora sì che Dio è contento di noi, quando ci sforziamo. [ironico]