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Tutto è pronto per la pagliacciata neocatecumenale: il senso del sacro completamente azzerato... |
Volevo dare la mia esperienza vissuta nel CN in quasi 30 anni e le cose da dire sono talmente tante che ho pensato di suddividere per “argomenti”.
La catechesi iniziale: ovviamente sono passati tanti anni e posso dire che
per chi è lontano totalmente dalla Chiesa è difficile capire se ci sono cose che non vanno, perché in fondo tutto suona "nuovo". Per i figli che poi entrano il problema si pone lo stesso, nel senso che vanno in comunità a sentire le cose che sentono in casa da anni. Mi ha sempre colpito tutta la
segretezza riguardo ai "passaggi" anche se al giorno d’oggi pochi segreti sono rimasti tali, anche grazie a internet.
I FONDAMENTALI : questi sono le basi del CN tant’è che anche quando dopo la tappa del Padre Nostro ti ritrovi con il “garante” lui ti
deve chiedere resoconto su questi punti:
- la preghiera
- la "decima"
- la comunità - nel senso di: rapporti con i fratelli di comunità.
La preghiera: se da una parte è bello riscoprirla o proprio scoprirla, dall’altra ha un ritmo incalzante con notevoli sensi di colpa se non la fai puntualmente e perfettamente, quindi è evidente che nel Cammino
viene tolta l’intimità della preghiera, viene azzerata la libertà trovi nel pregare.
Le lodi la domenica con i figli, per esempio, sarebbero belle ma solo se fatte nella libertà!
C’è chi trasforma questo momento in un incubo per i propri figli con veri e propri interrogatori da parte del padre. Del resto, a sentire i caporioni neocatecumenali, sembra che solo se fai questo trasmetterai la fede ai tuoi figli (mentre poi magari dai loro certi scandali da brivido!!!!!)
Anche la preghiera comunque è tutta
neocatecumenalizzata, comprese le lodi che vanno fatte insieme con l’ufficio delle letture e la preghiera silenziosa. Come detto tante volte, il Santo Rosario arriva molto avanti nel Cammino, solo dopo la tappa di Loreto, durante la fase del Padre Nostro, quindi praticamente quasi alla fine del Cammino. Così come pure
l’Adorazione, che si fa solamente dopo aver terminato il Cammino e teniamo conto che per alcuni dura molto più di 30 anni.
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La
decima: devo sfatare, almeno sulla mia esperienza, quanto spesso leggo e cioè che
sei obbligato in quanto controllato. Non è così nel senso che uno fa quello che crede...
certo però che le pressioni sono davvero tante! La domanda insistente sia da parte del cosiddetto "garante" che dei cosiddetti "catechisti", diciamo come minimo che ti
sfianca, ci sono capi responsabili del Cammino che continuano a mandare messaggi SMS ai fratelli per ricordarla. Inoltre
non è vero che la decima serve per aiutare i fratelli in difficoltà! Metà delle decime vanno consegnate al parroco e il resto rimane per i fratelli ovviamente
tutto a discrezione del caporesponsabile.
Succede quindi che tu dai la decima e poi quando chiedi per pagare la bolletta non ci sono soldi! Allora i catechisti ti dicono “tu dà la decima, e poi chiedi...”! Ma bravi! E quando poi non ci sono più soldi, con che cosa si paga la bolletta???? Ovviamente ognuno fa come crede, "in coscienza"... È ovvio che dopo più e più volte che
chiedi e
non ci sono mai soldi incominci a non darla più, per sopravvivere. Stiamo parlando di famiglie monoreddito con stipendi bassi e molti figli.
Vige poi l'andazzo che tutti i fratelli dicono ai cosiddetti "catechisti" che la danno, oppure dicono una mezza verità, che "cercano" di darla...
E comunque non si spiega come mai in comunità “ricche” (nel senso di comunità composte da fratelli benestanti) quei pochi fratelli che sono nella vera precarietà non vengono mai aiutati o quasi! Senza contare l’umiliazione del chiedere! Inoltre la decima viene usata anche per le spese della comunità che sono notevolissime e non sempre vengono su con altre collette.
Le
collette, poi, sono continue e onnipresenti per mille motivi! Anche il dire
“la decima la dai per te, per provare dove è il tuo cuore” è
una forma perversa di ricatto sempre accompagnata dal solito discorso dei tuoi idoli. Poi vedi che fratelli ricchi (beati loro) vanno più volte in vacanza, hanno mega case, hanno di tutto di più... ma per il fatto di essere dei pezzi grossi della comunità, ufficialmente "non hanno idoli" e quindi non si devono "provare" il "cuore"...
La
comunità: se all’inizio può essere bello perché ti senti meno solo, parli la stessa "lingua" dei tuoi fratelli, fai le stesse loro cose... con il tempo invece scoppiano tutti gli aspetti peggiori dell’uomo:
invidie, gelosie, ira, insomma ero arrivata al punto che ormai andare in comunità significava litigare o veder litigare, prendersi parole, giudizi terribili e tornavi a casa peggio di come eri andata! I cosiddetti "catechisti" ci dicono che è bene litigare...
tanto poi arriva il giovedì santo e ci si lava i piedi!
Non contiamo poi le lotte interne per i ruoli! Ancora più disgustose quando si arriva alle elezioni dei responsabili, garanti, ecc., non con il voto segreto ma per acclamazione, dove veramente là ti giochi tutti i rapporti.
Rimane il fatto che moltissimi fratelli fin dai primi anni lasciano il Cammino, tanto che si rendono necessarie continue fusioni tra comunità e comunità.
Perciò ora mi rendo conto di tante cose:
a) la
negatività!
Si fa a gara a chi dice i peccati più grossi! Mio marito è arrivato a sentirsi dire, davanti a un suo peccato grave, “
beato te, che hai fatto questa esperienza”! quando lui invece stava malissimo!
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Magari tu penserai che agli scrutini (almeno io ho sempre pensato così) contino le cose belle che hai visto fare da Dio nella tua vita... e invece lì conta solo "quanto schifo ti fai"! Nello scrutinio finale ricordo ancora che i cosiddetti "catechisti" ci hanno dato degli “sfigati” a me e mio marito per la nostra storia mentre noi la consideriamo un’opera meravigliosa di Dio.
Il peggio? Che c’è quasi una forma di strana
lussuria nell’
ascoltare i peccati dei fratelli, che porta al giudizio di quelli che magari non raccontano nulla,
una forma morbosa di conoscere particolari intimi della vita degli altri, il rischio di parlare dei peccati anche dei tuoi figli senza nemmeno accorgertene mettendoli così poi alla berlina soprattutto se i tuoi "catechisti" sono pure i loro... Ecco, “l’amore” col quale,
durante gli scrutini, i fratelli ti accusano davanti ai catechisti "per il tuo bene"!!!!!
b) tutto sotto controllo! Come si fa? Semplice: bisogna
abitare tutti nella stessa zona, occorre che i tuoi figli frequentino solo figli di fratelli di comunità, e le vacanze, chi se le può permettere, vanno fatte tutti insieme appassionatamente coi fratelli di comunità, e così via...
Assurdo!
La nostra salvezza è stata proprio andare ad abitare lontano dai fratelli di comunità, col risultato che per problemi concreti di tempo e distanze da loro, abbiamo potuto
conoscere la realtà della Chiesa Cattolica a 360 gradi: la Chiesa che davvero è stata strumento di salvezza! Ancora oggi penso che Dio veramente fa le cose bene ma tu ti devi lasciar guidare da Lui e non dalle manovrine umane di cosiddetti "catechisti" e fratelli del Cammino!
Non vi dico negli anni quante pressioni abbiamo ricevuto per ritornare ad abitare in zona, nella "loro" zona...
c)
le opere: leggendo questo blog ho capito perché i fratelli del Cammino ci hanno sempre tanto “pestato” per le nostre scelte in materia familiare e sociale (figli, affido, adozione, volontariato)... effettivamente
per i neocatecumenali la salvezza non passa anche attraverso “le opere” ma solo attraverso l'appartenenza al Cammino! Pensate che solo recentemente ho finalmente capito questo loro problema! Mentre mio marito ed io da quando ci siamo incontrati con l’Amore infinito di Dio subito il nostro cuore è traboccato d’Amore per il prossimo, e di conseguenza - in piena libertà - negli anni abbiamo deciso di compiere delle opere di carità. Opere malviste dai responsabili del Cammino
perché non erano dirette al Cammino!
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Tavolata imbecille senza alcun senso del sacro, parodia blasfema dell'altare cattolico |
d) I
beni: ecco, la loro mentalità è: spogliati tu dei beni per far arricchire il Cammino... e noi ubbidienti ci siamo veramente spogliati dei beni a favore del Cammino... Però devo riconoscere che il Signore comunque non ci ha mai fatto mancare nulla perché forse ha visto il nostro cuore sincero, e ha sempre provveduto
ma non attraverso la comunità. La comunità neocatecumenale non ci ha mai veramente aiutato.
Ho visto tanto di quel lusso nel Seminario Neocatecumenale Redemptoris Mater da far voltare lo stomaco! E la superbia con cui un seminarista (in un seminario R.M. all'estero) ci mostrava tutto quello sfarzo e diceva che
era lo stesso Kiko che verificava e che se non andava bene faceva rifare (stiamo parlando di marmi pregiati, ecc). Hanno messo su un tale baraccone che i fratelli più semplici non se ne rendono conto!
E chi pensate si arricchisca facendo le cose richieste dai seminari R.M. ? Ma guarda... altri fratelli del Cammino... per non parlare di tutto l’occorrente liturgico... ci sono dei fratelli del Cammino che commerciando in tale campo hanno trovato l'Eldorado!
A fine Cammino, poi, non vi dico! Occorre comprare piatto e calice d’oro con pietre preziose in valigetta di cuoi come pure la Bibbia con copri bibbia preziosa... tutto con certificazione neocatecumenale d'origine controllata... poi c’è il calice per
il “latte e miele” da bere nella liturgia neocatecumenale dell’ottava di Pasqua... e così via! Icone neocatecumenali, tappeti neocatecumenali, di tutto e di più. E vogliamo parlare della Domus di Kiko? Praticamente un albergo a sei stelle dove tutti lavorano gratis!
E a mio parere Kiko si è inventato la tappa del “matrimonio spirituale” così la Domus Galilae ha più ospiti, cioè più clienti paganti. Io sono convinta che un cristiano debba vivere nella semplicità - che non significa povertà ma nemmeno sfarzo e ostentazione.
e) le
liturgie: se all’inizio sembrano belle e "partecipate", con il tempo non le reggi più... forse perché il Signore mi stava chiamando a uscirne, o forse perché sono sterili e ripetitive. E poi quelle ammonizioni interminabili, risonanze infinite,
alla fine torni a casa che non ti ricordi neppure quale era la Parola di Dio. Ho capito il discorso “confessioni pubbliche” (anche questo solo adesso grazie a voi) e cioè che ti dicono di dire solo i nomi dei tuoi peccati ma non dialogare con il sacerdote. Le uniche tue guide devono essere i cosiddetti "catechisti". I sacerdoti infatti normalmente fanno "le belle statuine": nell'Eucarestia fanno il minimo indispensabile, e nel resto, se proprio sono presenti, non osano parlare...
f) gli
scrutini:
vere e proprie inquisizioni! Ma mica con tutti! Quei cosiddetti "catechisti" neocatecumenali
se la prendono con i più deboli e con le persone più sincere! Mio marito ed io siamo stati regolarmente distrutti... mio marito ne è uscito con problemi psicologici per i quali è in cura, con una bassissima autostima, sentendosi un padre incapace (è invece un padre meraviglioso), un fallito su tutti i fronti!
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g) il foro interno: sistematicamente violato! Ho sentito chiedere a fratelli anziani (davanti ai loro figli) se avevano ancora rapporti sessuali e si sono permessi addirittura di sgridarli perché vivevano in castità! Ne ho sentite di tutti i colori.
h) l’ebraismo esasperante! Quando siamo andati in Israele con la comunità neocatecumenale, ci hanno portati tutti a mettere bigliettini sul muro del pianto e a comprare gli anelli e i ciondoli d’oro con le 12 tribù di Israele, ecc... mentre ti fanno un sacco di storie se scoprono che porti la “
medaglia miracolosa” della Beatissima Vergine! E perciò
tutti i fratelli di comunità che fanno a gara a chi si sente più ebreo: perfino mettendo in casa lo shemà appeso agli stipiti delle porte! Un giorno che ricordavo a mio figlio come quando erano piccoli mentre li accompagnavo a scuola facevo recitare loro lo Shemà (vi rendete conto il lavaggio del cervello che ci avevano fatto i neocatecumenali?), lui mi ha risposto ironicamente:
“sì, da bravi bambini ebrei”!
Tutte queste cose le ho dette, fatte, pensate anch’io e chiedo perdono a Dio! Lo ringrazio perché ben presto ha iniziato a permettere nella mia vita una brutta sensazione, uno star male che a lungo tempo (molto lungo) ci ha fatti risvegliare e uscire dal Cammino. Ora, riflettendo sulla mia vita, credo che mi abbia salvato la semplicità della Fede e nell’ascolto della Parola che abbiamo sempre e solo pensato Parola di Dio, senza le aberranti interpretazioni neocatecumenali. La “positività” nell’aver vissuto il nostro rapporto con il Signore, positività perché guardavamo sempre alle opere meravigliose che compiva e non alle nostre miserie, è stata sufficiente per non affondare nelle sabbie mobili neocatecumenali: ed ecco perché nei nostri scrutini venivano sempre fuori "problemi" (nel senso che i cosiddetti "catechisti" trovavano in noi sempre "problemi").
Non scrivo queste cose per vendetta, rabbia, rancore (è facile essere accusati di tali cose dagli ex fratelli del Cammino, anche se vi assicuro che ci sono tante brave persone), ma solo per la verità, solo per rendere giustizia a tutti coloro che credono di essere nel giusto e invece vengono raggirati e turlupinati dal Cammino.
Per uscire dal Cammino basta solo una cosa: LA GRAZIA DI DIO!!!! E noi siamo stati graziati!
(lettera firmata)