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lunedì 11 maggio 2015

Vescovo neocatecumenale chiede al benefattore di mentire sul seminario Redemptoris Mater

Grinfie neocat sulla Yona Property
Riassumiamo l'articolo The Ultimate Treachery pubblicato su Jungle Watch.

L'arcidiocesi di Agaña coincide con l'isola di Guam, nell'oceano Pacifico, territorio "incorporato" degli USA. Conta circa 157.000 cattolici e circa 500 neocatecumenali (inclusi bambini e neonati). Dista 12-13 ore di volo dall'Italia.

Fra i 500 neocatecumenali purtroppo c'è anche l'arcivescovo, il cappuccino Antony Sablan Apuron. Il suo cosiddetto "catechista" neocatecumenale è tale Pius Sammut, carmelitano originario di Malta, alle dirette dipendenze dell'ineffabile Gennarini, braccio destro di Kiko Argüello.

Si dà il caso che un anonimo benefattore (forse un gruppo di benefattori) abbia fatto nel 2003 una cospicua donazione alla diocesi (dell'ordine di due milioni di dollari) per permettere di acquisire la Yona property di Guam (un terreno con edifici, precedentemente sede di un hotel Accion) all'esplicito scopo di realizzare un seminario per le vocazioni al sacerdozio di Guam. Date le cifre in gioco - e dato che il valore attuale della Yona property è dell'ordine di parecchie decine di milioni di dollari -, è perfettamente ragionevole che i benefattori (e l'intermediario che ha portato a termine la donazione) desiderino rimanere anonimi.

Subito dopo la property (nella foto in alto in questa pagina) è stata interamente utilizzata come sede del seminario neocatecumenale "Redemptoris Mater" di Guam. Nel corso degli anni sono arrivati alla diocesi altri milioni di dollari in donazioni dai fedeli cattolici, in virtù del fatto che la struttura veniva sempre presentata come un "seminario diocesano internazionale", senza precisare che i seminari "Redemptoris Mater" in realtà formano preti al servizio del Cammino Neocatecumenale ed esclusivamente secondo la spiritualità inventata dai due fondatori Kiko Argüello e Carmen Hernàndez.

Il 22 novembre 2011 il vescovo Apuron ha firmato davanti al notaio un Deed of Restriction "in perpetuo" su tale property, un atto che nel diritto americano consiste nella ridefinizione della proprietà (è sostanzialmente una diversa forma di donazione), avendo come destinatario il seminario neocatecumenale R.M. di Guam e l'annessa facoltà teologica Blessed Diego Institute.

Il seminario neocatecumenale R.M. di Guam è in mano ad un "collegio di garanti" composto dal vescovo stesso, dai coniugi Gennarini, e da un presbitero neocatecumenale italiano (da notare che questi ultimi tre risiedono nel New Jersey, a quattordici ore di volo da Guam).

Questo significa non solo che il vescovo è in minoranza rispetto agli altri tre membri, ma anche che il Deed ha sostanzialmente regalato l'intera struttura diocesana al Cammino nonostante la donazione sopra citata avesse come condizione fondamentale la realizzazione di un seminario per le vocazioni della diocesi.

Notiamo inoltre che a norma del Diritto Canonico, i beni della diocesi non sono di proprietà del vescovo, che ne è solo amministratore e rappresentante legale. I beni della diocesi, infatti, sono della diocesi (cioè dei fedeli), non sono a disposizione delle velleità di un vescovo (che è solo una figura passeggera). Perciò il Diritto Canonico prevede che vengano puniti i vescovi che impoveriscono la diocesi regalandone i beni importanti, anche se il trasferimento del bene ("alienazione") avesse effetti legali per la giustizia civile.

"No one can get me"
A gennaio 2012, visto che non era ancora riuscito ad ottenere parere favorevole al Deed da parte del consiglio diocesano per gli affari economici, il vescovo Apuron ne licenzia quattro membri, cioè tutti tranne uno - un presbitero neocatecumenale, incidentalmente domiciliato in quello stesso seminario R.M. Quando si tratta di alienazioni di beni consistenti, infatti, è richiesto il parere positivo di tale consiglio: e l'arcivescovo ha pensato bene di spazzar via i membri che non erano d'accordo. C'è di più: quando si supera una certa soglia di valore (stabilita in due milioni di dollari dalla sua conferenza episcopale di appartenenza), occorre anche avere il consenso della Santa Sede. Che ovviamente non c'è stato...

A marzo 2012, mons. Charles Balvo, all'epoca delegato apostolico per l'Oceania, scrisse al vescovo Apuron che come indicato da vari paragrafi del canone 1292 del Codice di Diritto Canonico, è necessario il consenso non solo del Consiglio degli Affari Economici ma anche del Collegio dei Consultori, altrimenti il vescovo non è libero di fare come gli pare. E invece, il vescovo neocatecumenale tre mesi prima (e segretamente) aveva già fatto come gli pare...

Nel 2013 l'affare è venuto a galla sulla stampa. Gli atti come il Deed sono per loro natura pubblici, non li si può nascondere a lungo. Di fronte all'accusa di aver regalato al Cammino una property multimilionaria della diocesi (property che era stata acquisita e ristrutturata con le donazioni dei fedeli cattolici), il vescovo Apuron ha eretto in fretta e furia un nuovo Seminario Diocesano "Giovanni Paolo II" per le vocazioni diocesane che non intendono entrare nel Cammino.

Fino a quel momento, infatti, le vocazioni diocesane venivano poste di fronte a un bivio: o aderire al Cammino Neocatecumenale (per poter entrare nel seminario neocatecumenale Redemptoris Mater), oppure gettare via la vocazione. Quest'azione frettolosa del vescovo conferma che il seminario R.M. non è al servizio delle vocazioni diocesane, ma solo a quelle del Cammino.

A dicembre 2014 il vescovo neocatecumenale scrive una lettera al principale benefattore per dirgli che l'arcidiocesi di Agaña ha il totale controllo del seminario neocatecumenale Redemptoris Mater. Chi si scusa, si accusa: come mai dopo più di dieci anni c'è bisogno di rassicurare il benefattore che i soldi sono stati usati così come era stato richiesto dai benefattori?

A gennaio 2015 il testo del Deed diventa pubblico e viene consegnato nelle mani dei Visitatori Apostolici della Santa Sede, in visita a Guam. Non sappiamo se i Visitatori si siano personalmente confrontati col vescovo Apuron a proposito del Deed, ma qualcosa deve essere avvenuto, poiché Apuron ha subito commissionato un "parere legale" ad uno studio di avvocati a Denver, dall'altra parte dell'oceano, nonostante tale studio non sia abilitato a dare responsi legali validi per l'isola di Guam. Il testo di tale "parere legale" verrà citato sul giornale diocesano ad aprile 2015, ma sarà consultabile al pubblico solo per un giorno, senza poterne fare fotocopie, senza uso di attrezzature fotografiche, in piedi al bancone della curia con i curiali lì presenti e in guardia...

Ma il vero scandalo è datato 29 gennaio 2015. Il vescovo neocatecumenale scrive di nuovo all'intermediario dei benefattori, chiedendogli:
Vorrei chiederle un favore... Mi invii una lettera di supporto per la donazione, fatta dai vostri donatori e benefattori all'Arcidiocesi di Agaña nel 2003 per l'acquisizione dell'Accion Hotel per l'Arcidiocesi di Agaña allo scopo di ospitarvi il Seminario Redemptoris Mater e l'annesso Istituto Teologico per la formazione dei preti.
Appello all'arcivescovo per sanare i problemi:
uno dei grossi problemi è il Seminario kikiano R.M.
Con una gigantesca faccia di bronzo il vescovo neocatecumenale chiede ai benefattori cattolici di mentire poiché ha urgente bisogno di aggiustare le cose per sé e per il Cammino. E addirittura gli invia la lettera menzognera "pronta da firmare" e rispedire all'arcidiocesi!

Il 2 febbraio 2015 l'intermediario risponde:
In conclusione, caro arcivescovo Apuron, non posso firmare la lettera che mi aveva preparato perché non sarebbe veritiera.
Avete capito cosa succede quando i cosiddetti "catechisti" del Cammino vanno vantandosi dei "miracoli" del Signore? "Non avevamo la sede, non avevamo un soldo, abbiamo pregato e -paff!- all'improvviso ci viene regalata una bellissima sede... il Signore è grande..." Ma che Signore e Signore...!

Aggiungiamo anche che l'intermediario, nella stessa lettera del 2 febbraio, si permette umilmente di precisare che nel 2003 i benefattori multimilionari non sapevano nulla delle organizzazioni "Redemptoris Mater" e "Cammino Neocatecumenale", e in particolare:
All'epoca, nel 2003, avevamo saputo delle difficoltà che lei [arcivescovo Apuron] aveva incontrato a riguardo dell'acquisto della property per edificarvi un seminario. Era nostro desiderio alleggerirvi di tale preoccupazione e di far sì che l'arcidiocesi potesse attivare un seminario nell'ex hotel.

Questo era il nostro intento.
Non era nostra intenzione che l'arcidiocesi mettesse su quella property una Deed Restriction in perpetuo col risultato di dedicarla ad uso esclusivo del Seminario Redemptoris Mater e all'annesso Istituto Teologico.

Infatti ci siamo sentiti "particolarmente a disagio" quando abbiamo avuto notizia della Deed Restriction che dava al Seminario R.M. il controllo "in perpetuo" della property. L'espressione "in perpetuo" implica che ora il seminario appartiene ai Cristiani del Cammino Neocatecumenale, e che questo è l'unico gruppo autorizzato ad utilizzare la property ora e in futuro.
Ora, solo un brevissimo spunto di riflessione.

L'arcivescovo, che si dichiara "fratello nel Cammino", effettua la Deed Restriction in segreto, e tenta di coprirla in ogni modo, fino alla richiesta di mentire.

I caporioni del Cammino Neocatecumenale non possono essere totalmente all'oscuro di tutti i dettagli di una faccenda così grossa.

Inoltre, fino ad oggi non si sono minimamente adoperati per chiudere o trasferire in qualche altro posto il Seminario Neocatecumenale "Redemptoris Mater" dalla property acquisita in modo vergognoso a spese dei cattolici "della domenica" e occupata e sfruttata in maniera quantomeno discutibile.


Il dossier dettagliato e completo è nella pagina The Ultimate Treachery pubblicata da Tim Rohr su Junglewatch.

venerdì 11 luglio 2014

Manovrine neocatecumenali a Guam

La Yona property è un terreno con un edificio, in località Yona, a Guam, il cui valore catastale è circa 35 milioni di dollari. Costruito originariamente come albergo, dopo la chiusura dell'attività è stato ceduto alla diocesi locale.

Da un po' di anni il Cammino Neocatecumenale ne usufruisce gratuitamente come sede per il seminario Redemptoris Mater di Guam. Il vescovo di Guam (il cappuccino mons. Apuron), infatti, invaghitosi del Cammino Neocatecumenale, non perde occasione di beneficiare il Cammino.

Uno di questi benefici è stato l'allontanamento, nel gennaio 2012, di quattro dei cinque membri del Consiglio per gli Affari Economici della diocesi (praticamente vi è rimasto solo il prete neocatecumenale, che per coincidenza è domiciliato proprio nella Yona property). Il vescovo sta tentando di trasferire il titolo della proprietà al Cammino Neocatecumenale (praticamente l'alienazione di un bene della diocesi per regalarlo al Cammino: un regalo del valore di 35 milioni di dollari, da parte di una diocesi tutt'altro che ricca). Inutile precisare che i quattro allontanati erano contrari all'operazione.
Aggiornamento: il vescovo neocatecumenale aveva già regalato al Cammino la property nel novembre 2011, e i quattro membri - che ancora non lo sapevano - erano stati allontanati proprio per evitare che si accorgessero della ruberia. Nelle pagine più recenti di questo blog viene trattato anche il tema del Certificato di Proprietà taroccato.
Fatto inusuale, l'accordo col Seminario R.M. sopra citato prevede un collegio di "garanti" dotati di diritto di veto e di potere di approvazione, anche per le faccende più importanti. Tale gruppo di "garanti" è composto da quattro persone: il vescovo Apuron e... tre italiani residenti oltreoceano, nel New Jersey. Indovinate chi sono?






Esatto: si tratta dell'ineffabile Gennarini (responsabile del Cammino per gli USA), e sua consorte, più un prete neocatecumenale sconosciuto a Guam. Se la matematica non è un'opinione, hanno la maggioranza dei voti anche qualora mons. Apuron dovesse opporsi a qualcosa (perfino riguardo alle vocazioni da ordinare al sacerdozio).

Come scrive Tim:
Dopo un primo fallimento del tentativo di appropriarsi della proprietà multimilionaria della nostra diocesi, pare proprio che i boss neocatecumenali di stanza nel New Jersey abbiano soggiogato l'arcivescovo impartendogli nuovi ordini. Se non riuscissero a impossessarsi direttamente della proprietà, potranno trascinare il caso in tribunale e renderci troppo doloroso e costoso difenderla. I boss neocatecumenali hanno il loro esercito di avvocati, la faccenda finirebbe con un fiume di soldi, e loro andranno avanti con un altro vescovo "comprabile".

(Having been foiled on the first go around to grab our multi-million dollar asset, it appears that the New Jersey-based Neocatechumenal bosses got a hold of the Archbishop and gave him his new marching orders. If they couldn't get the property transferred to them outright, they would tie it up in court and make it too painful and costly for us to challenge. The Neo-bosses have their own army of lawyers, so they would all end up with a wad of cash in the end, and then would simply move on to another bishop they could buy.)
Per questo i quattro allontanati scrissero anche al nunzio apostolico di allora, mons. Charles Daniel Balvo. Successivamente era corsa voce di un'inchiesta vaticana, che però non è mai cominciata. Da domani il nuovo nunzio, mons. Martin Krebs, visiterà la diocesi incontrando anzitutto clero e religiosi (chissà se andrà anche al sabato sera neocatecumenale del vescovo Apuron, e in tal caso chissà se quest'ultimo permetterà gli strafalcioni liturgici del Cammino oppure si adeguerà alla prassi della Chiesa cattolica... e chissà che faccia farà mons. Krebs al momento del "girotondo col passetto").

Dall'ultima visura catastale di pochi giorni fa, la property risulta ancora della diocesi, ma non è detto che non ci siano altri atti in giro impugnabili dai neocatecumenali in tribunale.



Aggiornamento 1: ma questi Gennarini stanno dappertutto!

Il seminario neocatecumenale R.M. dell'arcidiocesi di Miami, in Florida:


Chi conosce il Cammino solo dalla sua propaganda sa che dispone di "cento seminari" nel mondo, ma non sa che in quei seminari (pomposamente denominati "Redemptoris Mater") vengono formati solo "presbiteri per il Cammino" provenienti dal Cammino, viene insegnata solo la liturgia di Kiko (quella criticata e condannata da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI), e le vocazioni vengono vagliate dai cosiddetti "catechisti" laici del Cammino.

Lo stesso Kiko Argüello, laico, vaglia personalmente le vocazioni per il seminario R.M. di Roma e chiede continuamente soldi per il proprio progetto.

Ricordiamo che l'unico seminario a Guam è quello neocatecumenale, e il vescovo rifiuta le vocazioni che non vogliono entrare nel Cammino.



Aggiornamento 2: i fedeli chiedono trasparenza...


I fedeli cattolici di Guam (arcidiocesi di Agaña) sono stufi delle strane manovrine neocatecumenali e del vescovo Apuron che si dichiara "membro del Cammino" (e che quindi pare proprio prendere ordini dai boss del Cammino).

Dopo la pubblicazione di questo annuncio (in cui si chiede al vescovo la pubblicazione dei bilanci dell'arcidiocesi a partire dall'anno fiscale terminato il 30 giugno 2012, per fare luce su tutte le manovrine a partire dalla cacciata dei quattro membri del Consiglio diocesano per gli Affari Economici), c'è stata tutta una caccia per identificare i nomi degli autori. Caccia finita senza risultato perché per evitare rappresaglie, i cattolici preoccupati di Guam avevano chiesto l'aiuto di un intermediario.

Hanno ben ragione di essere preoccupati: il Cammino piomba a Guam affermando che prima del Cammino la fede in Cristo non c'era, poi grazie al vescovo connivente si fa dare in usufrutto gratuito un edificio per formare i propri preti (che ufficialmente sono "diocesani missionari", in realtà sono a disposizione del Cammino e prendono ordini non dai vescovi, ma dai laici "catechisti" del Cammino), quindi pretende addirittura di farselo regalare (!!) e quasi quasi ci riesce, e occorre perfino stare attenti a cosa potrebbe combinare in tribunale quando la tempesta si plachi o qualora il vescovo lasci l'incarico...

Magari nelle comunità neocatecumenali già si sta parlando del Grande Miracolo di Guam, un'intero seminario da 35 milioni avuto gratis: "abbiamo pregato il Signore, e -paff!- da un giorno all'altro ci è stato donato l'edificio!"

venerdì 6 maggio 2016

Voce del sen fuggita, poi richiamar non vale...!

I radioascoltatori "attaccano" il Gennarini
ponendo parecchie domande scomode...
Durante un'intervista alla radio K57, al Gennarini - uno dei più grossi "super-catechisti" del Cammino Neocatecumenale - è sfuggita un'ammissione particolarmente significativa: «la Deed Restriction è stata fatta per proteggere l'arcidiocesi da possibili problemi legali».

Che tradotto dalla lingua di legno neocatecumenalese, significa che siccome l'arcidiocesi di Guam temerebbe certi imprecisati "problemi legali" (e lui che ne sa?) allora il Cammino doveva impossessarsi della Yona property (terreno ed edifici attualmente in uso al seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Guam [RMS] e alla sua facoltà teologica farlocca).

Nonostante tutta la cagnara della propaganda neocat, infatti, i seminari di Kiko (pomposamente chiamati "seminari missionari diocesani Redemptoris Mater") non sono a disposizione di vescovo e diocesi se non quel tanto che basta per una misera foglia di fico. I "presbìteri" allevati in tali seminari vengono preparati a servire pressoché esclusivamente il Cammino.

Il trasferimento di quella property dall'arcidiocesi al Cammino avvenne in gran segreto a novembre 2011, contro il parere del consiglio diocesano per gli affari economici e senza seguire le norme stabilite dalla Santa Sede. L'avvocato della Curia che vi si era opposto fu sgridato in maniera umiliante dal Gennarini (le urla di quest'ultimo rimbombarono nei corridoi della Curia). Il vescovo neocatecumenale di Guam, alla faccia del suo gregge e dell'avvocato che aveva fedelmente servito la Curia per quasi quarant'anni, diede ovviamente ragione al Gennarini. Ugualmente vennero dimessi d'ufficio tutti i membri del consiglio degli affari economici.

Mediante l'atto giuridico della Deed Restriction, quella property fu perciò trasferita al Seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Guam, avendo come Board of Guarantors i coniugi Gennarini, il don Pochetti, e - a titolo personale - dal vescovo neocatecumenale Apuron. I tre italiani, responsabili del Cammino per gli USA, non sono cittadini di Guam. In qualità di Guarantors, hanno però diritto di decisione e di veto su tutte le questioni (candidati al sacerdozio, modo di sfruttare la property, ecc.)

Il vescovo neocatecumenale Apuron, insieme ai suoi fedelissimi neocat, si è affannato a dichiarare verbalmente che la Deed Restriction sarebbe stata solo una restrizione fatta a sé stesso, e che perciò la Yona property sarebbe ancora dell'arcidiocesi. Affermazioni che oltre ad essere contraddette dai documenti, sono quantomeno umoristiche: che bisogno c'era di farla? e perché farla in gran segreto nonostante i pareri contrari?

Così, ad ottobre 2015, il giornale diocesano pubblica un ennesimo articolo di "conferma" della proprietà, allegando un Certificato di Proprietà in cui manca una riga. Le successive correzioni del Certificato sono risultate ancor più sbagliate, sollevando un polverone pazzesco che prossimamente finirà in tribunale (quanti pubblici dipendenti possono essere corrotti dal Cammino? quanti di loro andranno volentieri in carcere per salvaguardare il prestigio del Cammino e dei suoi cosiddetti "catechisti"?).

Insomma, con la complicità del vescovo neocatecumenale, il Cammino si impossessa di una proprietà dei cattolici, e poi fa di tutto - inclusi certificati taroccati ed incessanti e plateali menzogne - per affermare che non è così.

Ma la chicca finale riguarda le affermazioni del Gennarini durante l'intervista:
  • ha affermato che l'idea della Deed Restriction sarebbe stata dell'avvocato di Curia (proprio quello che venne sommerso di urla dal Gennarini perché rifiutava la Restriction)
  • ha affermato che la Deed Restriction non sarebbe un trasferimento di proprietà e non toglierebbe potere al vescovo (proprio quando lui, sua moglie e il Pochetti possono opporre veto al vescovo su qualsiasi cosa riguardi il seminario R.M.)
  • e naturalmente, quando gli si chiedono documenti relativi agli strafalcioni liturgici del Cammino, afferma che «il Cammino è approvato dal Papa» senza aggiungere altro (il solito trucchetto).
La questione della proprietà di quel seminario fa emergere dunque i tipici atteggiamenti del Cammino Neocatecumenale verso la Chiesa Cattolica: inganni, ruberie, menzogne.
Quanto riassunto in questa pagina è ampiamente documentato in numerose pagine di Jungle Watch, da noi commentate in più occasioni (clicca qui per le pagine sul caso Guam).

giovedì 31 agosto 2017

"Hanno tradito la mia fiducia": vescovo licenzia quattro presbiteri neocat per insubordinazione

I "presbiteri" neocatecumenali scavalcano senza scrupoli il vescovo tutte le volte che c'è in ballo qualche interesse del Cammino, anche il più lercio e micragnoso. Ecco qui sotto l'ennesimo esempio da Guam (dove, fra parentesi, abbiamo un altro esempio: il cosiddetto "catechista" neocatecumenale ufficiale non è quello indicato nell'annuario diocesano...).

Qui sotto, nostra traduzione di alcune parti di un articolo di Haidee V. Eugenio del Pacific Daily News.


L'arcivescovo Michael Judes Byrnes ha recentemente rimosso quattro membri del clero dal suo team di consiglieri, rimozione dovuta all'insubordinazione, all'attacco alla sua autorità e al tradimento della sua fiducia.

Tutti e quattro i membri rimossi [dal Consiglio Presbiterale] sono affiliati al Cammino Neocatecumenale, le cui pratiche sono solitamente in contrasto con quelle della comunità cattolica tradizionale dell'isola [di Guam].

Il problema è nato per una lettera che hanno inviato lo scorso giugno ad un officiale Vaticano, anche lui affiliato col Cammino Neocatecumenale, anziché parlarne con Byrnes.

[...]

A norma del Diritto Canonico, il Consiglio Presbiterale è un gruppo di sacerdoti che agisce come un senato del Vescovo e lo assiste nel governo della diocesi secondo le norme di legge per promuovere una buona pastorale.

«Come già discusso, la vostra affiliazione al Consiglio Presbiterale è stata annullata a causa della vostra insubordinazione», ha scritto Byrnes nella sua lettera, una copia della quale è giunta in nostro possesso martedì scorso. «Nel caso specifico, scrivendo direttamente a sua eminenza Ferdinando card. Filoni lo scorso 27 giugno 2017, anziché discutere propriamente con me delle vostre preoccupazioni, avete sfidato la mia autorità e tradito la mia fiducia».

[...]

T. Diaz, direttore delle comunicazioni dell'Arcidiocesi di Agaña, ha confermato mercoledì scorso che l'arcivescovo ha rimosso i quattro dal Consiglio Presbiterale lo scorso luglio. «Non sono più membri del Consiglio Presbiterale», ha detto, aggiungendo che l'arcidiocesi non avrebbe dato commenti sulle ragioni specifiche della revoca dei loro incarichi.

[...]

D. Sablan, presidente del Concerned Catholics of Guam, giovedì scorso ha detto che il Vescovo ha tutto il diritto di rimuovere membri del suo stesso gruppo di consiglieri qualora attacchino la sua autorità sulla chiesa a Guam.

Ha aggiunto che i quattro hanno essenzialmente pugnalato il vescovo alle spalle e che la lettera dei quattro presbiteri neocatecumenali, sulla base di informazioni in suo possesso, chiedeva a Filoni di impedire a Byrnes e all'Arcidiocesi di vendere la Yona property dove sorge il seminario Redemptoris Mater controllato dal Cammino.


«Questi quattro hanno colpito l'arcivescovo alle spalle. Hanno parlato al card. Filoni di una questione che avrebbero invece dovuto discutere col loro stesso vescovo, Byrnes, e qualora quest'ultimo non fosse stato d'accordo con le loro posizioni avrebbero dovuto rispettare la volontà del vescovo», ha detto.

Come indicato nella lettera di Byrnes, i quattro ex membri avevano scritto a Filoni il 27 giugno. Filoni è prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, che è responsabile per la Chiesa Cattolica per l'impegno missionario nel mondo e le attività relative.

«Filoni è in Vaticano il più forte alleato del Cammino Neocatecumenale, a causa della sua amicizia con uno dei co-fondatori, Kiko Argüello. Ma questo cardinale è andato oltre la sua autorità interferendo negli affari interni dell'Arcidiocesidi Agaña», ha aggiunto Sablan. «Se ricordate bene, il cardinal Filoni l'anno scorso diede ordine di impedire ad alcuni fedeli cattolici di visitare il seminario a Yona, seminario pagato dai cattolici stessi».

L'Arcidiocesi ha annunciato che la Yona property in cui è installato il seminario del Cammino Neocatecumenale è uno dei 41 immobili che la chiesa locale considera non essenziali e che andrebbe venduto per poter pagare i risarcimenti in oltre cento casi di azioni legali contro l'arcidiocesi riguardanti abusi sessuali commessi dal clero.

Sablan ha aggiunto che il Cammino intende mantenere la sua presenza a Guam tenendo le proprie grinfie sul seminario a Yona e addirittura sperando che uno dei suoi membri, l'arcivescovo Anthony S. Apuron, possa tornare a Guam a guidare la diocesi.

Apuron era stato privato dei suoi poteri amministrativi sulla diocesi il 6 giugno 2016, dopo che alcuni ex chierichetti lo avevano pubblicamente accusato di aver sessualmente abusato e stuprato negli anni Settanta. Il processo canonico vaticano contro Apuron è ancora in corso.

Apuron stesso deve affrontare procedimenti civili per presunti stupri e abusi sessuali di bambini, oltre ad una querela per diffamazione e calunnia per aver chiamato bugiardi i suoi accusatori.

I quattro che sono stati rimossi da Byrnes erano stati eletti membri del Consiglio Pastorale a far data dallo scorso 1° giugno.

Byrnes aveva pubblicato una lettera pastorale chiedendo che il Cammino bloccasse per un anno la formazione di nuove comunità, celebrasse la Messa secondo le istruzioni generali e norme di tutta la Chiesa Cattolica, e nominasse un delegato per la revisione dei princìpi pastorali e teologici degli insegnamenti del Cammino.

martedì 14 marzo 2023

Demistificare il Cammino Neocatecumenale

Nostra traduzione di un articolo di J. Salinas pubblicato il 7 luglio 2019 sul Pacific Island Times.

La "Yona property" che il Cammino
aveva quasi sgraffignato alla diocesi

"Il Cammino ci disse di aprire la Bibbia", proprio come una setta protestante. Una setta, perché se non sei dentro "non puoi capire". Una setta, che agli "esterni" proclama tante belle parole, ma che dentro la comunità ti comanda di donare terreni e immobili perché "Dio" (cioè il Cammino) li vuole. Una setta, perché del vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron "non sappiamo nulla, sono affari suoi se fa il Cammino", e però dal pedofilo vengono "scrutinati", e il pedofilo fa loro la lezioncina morale, e comanda la (scandalosa) confessione pubblica perfino in cattedrale.


 
Il Cammino ispira impegno, scatena controversie

B. Terlaje, 85 anni, è stata tra i primi membri del Cammino Neocatecumenale a Guam quando tale movimento evangelico - anche noto come "il Cammino" - fu introdotto sull'isola verso la fine degli anni 1990. "Il Cammino ci disse di aprire la Bibbia cosicché potessimo trovare pace in noi stessi", ci dice.

La Terlaje andò col suo gruppo neocatecumenale ad un pellegrinaggio a Gerusalemme, dove incontrarono il fondatore Kiko Argüello. "Durante la cerimonia ci mandarono dall'arcivescovo Apuron ad essere scrutinati", racconta. Tale scrutinio prevedeva il dichiarare pubblicamente tutti i propri peccati ad Apuron e alla congregazione. "Mi inginocchiai davanti a lui e lui disse che non potevo più uscire dal Cammino".

La pressione divenne per la Terlaje troppo forte. "Ogni volta che il Cammino organizzava un evento, dovevamo partecipare tutti. Quando mio marito era ammalato e a letto, fui costretta a lasciarlo lì per partecipare alla convivenza". In seguito Terlaje abbandonerà il movimento.

Per chi cerca di vivere una maggior spiritualità, qualsiasi alternativa può apparire interessante. Per cui il Cammino, un "carisma" coi suoi ritiri e coi suoi rituali, riesce ad attirare seguaci.

Ma il Cammino è una fonte di disturbo per la Chiesa Cattolica stessa. I critici del Cammino lo considerano una setta, affermando che approfitta dei suoi membri. Altri ne evidenziano il fanatismo e l'ubbidienza cieca che il Cammino costruirebbe, altri ancora lamentano gli insegnamenti eterodossi e le pratiche liturgiche.

Quando la Terlaje ne faceva ancora parte, partecipò ad un ritiro di un week-end in un hotel. "Quando fecero il giro del sacco nero per le donazioni per pagare per il cibo e per la sala, vi misi 100 dollari. Pochi minuti più tardi contarono i soldi e dissero che non era abbastanza. Fecero girare il sacco nero di nuovo, altre cinque o sei volte", ci spiega.

Foto di repertorio (2014 circa):
il vescovo pedofilo neocatecumenale
celebra la "liturkikia"
nell'ex seminario neocatecumenale

Nonostante quella pressione sulle donazioni alla convivenza le fosse stata molto pesante, la Terlaje continuò a credere che il gruppo avesse buone intenzioni. Ma dovendo dividere il suo tempo fra le attività religiose del gruppo e il sostegno al marito malato, si ritrovò ad essere giudicata dai fratelli di comunità: "mi dissero che non potevo lasciare il Cammino poiché ero già stata scrutinata".

La goccia che fece traboccare il vaso fu quando un presbitero neocatecumenale insultò lei e la sua famiglia durante l'Eucarestia. "La mia nipotina, una bambina, farfugliava qualcosa durante la Messa e non riuscivo a tenerla tranquilla. Così don Rudy fermò l'omelia e disse che non poteva parlare perché c'era distrazione nella sala. Mio figlio, che suonava la chitarra, si alzò e portò via la bambina, dicendo loro che sua figlia aveva un nome e quel nome non era «distrazione»".

Il Cammino, dalla sua introduzione nell'isola di Guam nel 1998, ha racimolato 700 membri sull'isola. L'8 dicembre 1999 il vescovo Apuron attivò il Seminario Missionario Arcidiocesano Redemptoris Mater che, al suo decimo anniversario nel 2008, ricevette una conferma legislativa civile che elogiava l'istituto per il suo lavoro evangelico a Guam.

Il Cammino ha avuto un'esistenza apparentemente pacifica a Guam senza attirare fastidiose attenzioni finché non venne fuori l'abissale scandalo nel 2013 sulla Yona property (cioè gli immobili su cui sorgeva il seminario R.M.) che attirò l'attenzione della gente, scatenò malcontento e divenne oggetto di inchieste.

"Il primo neocatecumenale a introdursi sull'isola di Guam fu p. Pius [Sammut]; notò che Apuron era un vescovo molto volenteroso e disponibile, disponibile al punto di fare qualsiasi cosa: ed infatti lo convinse ad aderire alla 2° comunità NC di Hagatña", ci racconta D. Sablan, presidente dei Concerned Catholics of Guam.

Sablan suggerisce che il Cammino ha manipolato il vescovo inducendolo a trasferirvi la proprietà di Yona. Decine di presbiteri neocatecumenali sono stati ordinati da quel seminario R.M. fino alla sua soppressione nel 2017.

Il Cammino era stato fondato a Madrid nel 1964 da Kiko Argüello e Carmen Hernández. Aggressivamente proselitista, il movimento offre una formazione postbattesimale per cattolici che vorrebbero approfondire la loro fede al di là della Messa domenicale. I suoi seguaci vedono il Neocatecumenato come una "nuova evangelizzazione" in azione. La Santa Sede diede la sua approvazione definitiva al Cammino a gennaio 2012 [ndt: lo Statuto venne dato dal Pontificio Consiglio per i Laici nel 2008, nel 2012 c'era stato il tentativo di autoapprovarsi la liturgia conclusosi con l'approvazione delle sole "cerimonie non liturgiche", che però oggi continuano ugualmente a scarnificare le coscienze]

Il Cammino ha un approccio più "intimistico" all'evangelizzazione. È focalizzato sull'impegno spirituale in piccoli gruppi, organizzati in comunità formate da 20 a 50 persone, basate nelle parrocchie. Il Cammino vanta un seguito di più di un milione di aderenti in 124 nazioni, con circa 2000 sacerdoti che operano in 100 seminari. Il suo successo numerico ha creato un effetto polarizzante, attirando sostenitori e critici in egual misura. [ndt: i sostenitori sono solo gli aderenti al Cammino, i critici sono praticamente tutti gli altri]

C. Kasperbauer, 84 anni, è rimasta sconcertata quando i suoi familiari dissero di non poter lasciare il Cammino dopo essere stati "scrutinati" da Apuron. "È come se fossero stati obbligati a fare confessioni pubbliche in modo che qualora avessero lasciato il Cammino la comunità ne conoscesse tutti i segreti", ha detto la Kasperbauer. "Il peccato è una cosa personale e talvolta potrebbe essere OK parlarne al fine di crescere. Ma se io voglio confessarlo, voglio che resti una cosa tra me e il sacerdote - non voglio che appartenga a chiunque altro".

Kasperbauer ha anche raccontato di quando un giovane parente, durante un incontro di famiglia, ha affermato che il Cammino gli aveva detto di donare i suoi terreni alla setta. "Ha detto che Dio non voleva che lui avesse beni materiali. Gli ho ricordato che la mia famiglia, gli Artero, possedeva terreni ad Andersen ben prima della guerra, e che mio padre, da piccola, mi faceva sedere lì in spiaggia ad Haputo per indicarmi che quei terreni li aveva ereditati da suo nonno, e che quindi quei terreni non sarebbero più stati suoi ma miei, e per i miei futuri figli, cosicché avremmo sempre avuto un tetto. Ricordai a quel giovane che i terreni che aveva ereditato li avrebbe dovuti passare ai suoi figli in futuro".

Il più strano incontro che la Kasperbauer ebbe col Cammino fu durante una messa in Cattedrale. "Il celebrante consentì che un neocatecumenale facesse una confessione pubblica dopo la Comunione: era una cosa inappropriata, perché dopo aver ricevuto la Comunione noi vogliamo solo essere un tutt'uno con Cristo, ma questo tizio voleva parlare ai fedeli della sua esperienza di guerra in Vietnam, dell'essersi drogato, di tutte le donne con cui aveva fornicato. La gente in chiesa copriva le orecchie ai figli, alcune famiglie semplicemente si alzarono per andarsene via, per tornare solo al termine della messa successiva per ricevere la benedizione conclusiva".

A dispetto delle sue pessime esperienze con membri del Cammino, la Kasperbauer vede dei meriti nel movimento. "Fanno un sacco di cose buone con un sacco di gente, come insegnare la Bibbia e la via verso Dio, e tenere insieme le coppie; quell'insegnamento cristiano sarà anche buono, ma stanno danneggiando le famiglie e la nostra cultura. Attualmente stanno tentando di sopraffarci sul modo in cui si celebra la messa".

I fedeli cattolici "tradizionali" accusano il Cammino di far tira e molla con gli insegnamenti della Chiesa e le pratiche liturgiche.

T. Palacios, critico verso il Cammino, afferma che il Cammino ha cambiato gli orari delle messe della sua parrocchia, anche quelli della messa in dialetto Chamoru. Nonostante lui abbia contribuito a raccogliere 36mila dollari per rinnovare la cappella di sant'Anna, non si sente più a suo agio nella propria stessa parrocchia [ndt: ormai neocatecumenalizzata, a spese dei cattolici]. "La gente di Agat ora se ne va a messa in altre parrocchie, a Santa Rita o a Piti, a causa dei neocatecumenali. Non sono contrario ai neocatecumenali (ho parenti e amici in quel gruppo), ma non accetto che il Cammino stia tentando di dividere la Chiesa".

Nonostante le critiche, i devoti membri del Cammino restano orgogliosi della propria comunità. "Il Cammino mi dà qualcosa di consistente e strutturato. Certa gente può aver lasciato il Cammino perché trovavano difficile esservi coerenti", dice una neocatecumenale che però chiede di restare anonima. "Non è una setta, nessuno mi ha obbligato a entrare, posso lasciare quando voglio. La gente lascia il Cammino di propria volontà, noi non scacciamo nessuno tranne nel caso che sia un pedofilo o molestatore sessuale. Non siamo un'organizzazione malvagia. È una comunità per coloro che condividono il credere in Dio e nelle Scritture. Noi studiamo le Scritture e condividiamo le nostre storie".

È devota alla sua fede nonostante la sfiducia che molti provano verso il Cammino. "Chi non ci conosce, ci giudica. La gente dice che stiamo coprendo Apuron ma il Cammino c'è stato qui da prima di lui. Non so niente di Apuron [ndt: condannato anche dal Papa, in via definitiva, nel marzo 2018, oltre un anno prima di quest'intervista], il fatto che sia nel Cammino è affar suo, io non posso giudicarlo".

Sul fatto che il Cammino starebbe perdendo membri, ci spiega: "Certa gente fa cose sbagliate e non vuol saperne che deve cambiare. Quello che vien detto è confidenziale, nessuno dovrebbe parlarne fuori dalla comunità, sarebbe peccato". Mette quindi sullo stesso piano gli incontri del Cammino con quelli della Confraternita della Dottrina Cristiana (lezioni per adulti). "Sono sempre andata a messa, conosco Dio, Gesù e la Trinità. Avevo bisogno di stare insieme agli altri, è solo così che ho appreso più in profondità la mia fede e la religione. Siamo tutti su percorsi diversi, nelle nostre vite, così potremmo non essere sempre sulla stessa lunghezza d'onda. Per capire veramente l'essenza del Cammino bisogna stare nel Cammino".

Un'altra neocatecumenale da Sinajana dice di essere grata al Cammino per il proprio risveglio spirituale. "Stavo cercando me stessa da un po' di tempo, il Cammino mi ha aiutato a portare la pace dentro me stessa e nella mia fede personale. Anche se investiamo ore ed ore nelle preparazioni e nelle liturgie, ascoltare la parola mi ha dato obiettivi in tutti i percorsi della vita. Non importa quanto tempo sono stata lontana dalla fede, quella comunità per me è una famiglia e non mi lascia mai. Desidero che i miei fratelli e sorelle rinforzino e confermino le mie convinzioni".

Non nutre rancori verso gli ex membri del Cammino, indipendentemente dal percorso che hanno scelto. "Quando la gente lascia il Cammino è perché ci sono problemi con la famiglia e gli amici che non capiscono il Cammino, che non sono d'accordo su quanto tempo si spenda per il Cammino lontani da casa a leggere la Bibbia e la parola di Dio. Padre Gus ammira le ore che il Cammino spende per il Signore, perché molti cattolici non spendono nemmeno un'ora a settimana per la messa".

lunedì 14 luglio 2014

Vescovo neocatecumenale? Ahi, ahi, ahi...

Per la visita del Nunzio Apostolico a Guam, ecco un elenco di argomenti da sottoporgli. Una descrizione perfetta del Cammino Neocatecumenale, esattamente come lo conosciamo in Italia... ma dall'altra parte del pianeta. (Nostra traduzione da Jungle Watch).


Kiko e la sua barbetta luciferina...
Per il Nunzio Apostolico:

caro arcivescovo Krebs,

molti laici hanno chiesto di incontrarLa per esprimere le proprie preoccupazioni. Il fatto che ci sono così tante preoccupazioni è già una chiara indicazione della grave situazione che abbiamo qui. Sappiamo che lei non potrà ricevere tutti e che molti le hanno già espresso la loro preoccupazione via email.

Dato che il suo tempo con noi sarà limitato, mi è stato chiesto di inserire la seguente lista di preoccupazioni riguardanti il Cammino Neocatecumenale per ciò che viviamo qui a Guam. Questa lista è stata compilata dai tanti commenti ed email che ho ricevuto - e ce ne sarebbero tanti altri.

La ringraziamo per la sua attenzione. Speriamo che lei possa aiutarci.
  • nessun rispetto per gli altri movimenti cattolici che promuovono il Vangelo - per esempio, la loro ridicolizzazione dei Cursillos de Cristianidad;
  • significative deviazioni dottrinali riguardo all'Eucarestia e all'escatologia;
  • manipolazioni psicologiche e uso di tecniche da setta (per esempio il Secondo Scrutinio);
  • una gerarchia di cosiddetti "catechisti" che esercitano un'autorità indipendente dai vescovi;
  • nessuna rendicontazione, nessuna pubblicazione di bilanci;
  • liturgie separate e isolate dalla comunità parrocchiale, perfino il Triduo Pasquale;

mercoledì 16 novembre 2016

ULTIM'ORA: i kikos perdono la battaglia di Guam

È notizia di questa notte (mattina nell'isola di Guam) che il portavoce dell'Arcivescovo Michael Byrnes, P. Jeff San Nicholas, ha rilasciato un comunicato secondo il quale il nuovo Arcivescovo, avente pieni poteri, ha rescisso e annullato la Declaration of Deed Restriction, che regalava de facto la proprietà dell'ex-Accion Hotel in perpetuo al cammino neocatecumenale affinché potessero impiantarci il Seminario kikiano Redemptoris Mater.
Lo stesso arcivescovo, su mandato diretto del Papa, ha licenziato l'intero Board of Guarantors, un direttorio illegittimo a cui era stato conferito, nella Declaration, pieno potere di ogni decisione sulla gestione del Seminario. In tale Board, l'arcivescovo di Agana, che dovrebbe essere il vero sovrano della Diocesi e di ogni proprietà della stessa, risultava niente più che uno dei voti. Il Board of Guarantors aveva potere di veto su qualasiasi decisione importante per il Seminario.

Ripetiamolo per i neocatecumenali duri d'orecchi:
  • la property dell'ex Accion Hotel era stata sottratta, contro il Diritto Canonico e contro la legge di Guam, al controllo dell'Arcidiocesi di Agana, con la complicità dell'Arcivescovo neocatecumenale Apuron, che nel novembre 2011 aveva provveduto in gran segreto ad una donazione ben camuffata;
  • l'arcivescovo pedofilo neocatecumenale Apuron, su incarico del super-catechista neocatecumenale Pius Sammut ha cercato di indurre alla menzogna la Madre Superiora delle Carmelitane di St. Louis che aveva provveduto alla donazione di 2 milioni di dollari con cui la property era stata acquistata dall'arcidiocesi. Madre Dawn Marie ha questa notte affermato in conferenza stampa di non poter più coprire la menzogna di Apuron, che ha causato tanto male e divisione: Apuron le inviò una lettera già pronta da firmare nella quale la Madre Superiora avrebbe dovuto dichiarare che la donazione era specificamente destinata all'erezione di un Seminario Redemptoris Mater del Cammino, mentre le Carmelitane di St. Louis non conoscevano nemmeno il Cammino;
  • per anni i neocatecumenali, forse manovrati da Gennarini e dal supercatechista itinerante Pius Sammut, hanno affermato che la property (del valore stimato compreso fra 40 e 70 milioni di dollari), era ancora di proprietà dell'Arcidiocesi nella persona dell'Arcivescovo;
ll board abolito
  • per difendere il falso, i neocatecumenali sono arrivati a fabbricare certificati truccati (nei quali mancava la registrazione della Declaration of Deed Restriction) e persino a pubblicarli a mezzo stampa - reati punibili penalmente -, dunque mentendo e inducendo alla menzogna e al compromesso illecito persino il direttore del Land Management di Guam (il nostro Catasto), e l'Attorney General di Guam (il Procuratore Generale);
  • per difendere il falso i kikos hanno seminato ogni sorta di calunnia contro Tim Rohr, il gestore del blog "Jungle Watch", accusandolo di voler vendere la Yona property dove sorge il Seminario per ricavarne una commissione di vendita (ma Tim non è un intermediario immobiliare, pertanto non può ricevere commissioni di nessun genere), in particolare tramite il blog dei pasqualoni di Guam "Diana's blog" e tramite la stampa locale;
  • per mesi i kikos hanno diffuso la falsa informazione che l'intervento di Savio Hon Tai-Fai, nominato Amministratore Apostolico dopo lo scandalo pedofilia che ha investito Apuron, fosse voluto dal Papa su richiesta dello stesso Apuron, mentre è stato evidentemente il Papa Francesco a rimuovere d'autorità il Vescovo pedofilo e adesso a togliere la proprietà del Seminario RM ai neocatecumenali.
La guerra contro l'ignobile strapotere dei neocatecumenali è ben lungi dall'essere terminata, ma si può dire che questa è una grande vittoria, un D-Day per Kiko, nel quale l'impenetrabile muro di omertà, di menzogne, calunnie è stato spezzato.

Ora appare molto chiaro cosa il Papa ha detto a Kiko il 1° luglio 2016 e perché Kiko durante la convivenza si è lasciato sfuggire la seguente affermazione:
«Molti pensavano che, finito il percorso neocatecumenale, la comunità si sarebbe sciolta nella parrocchia. Dicono: quando si scioglie la comunità e vi integrate nella parrocchia? Noi partiamo dicendo che è necessario arrivare a questa statura di fede, convertire questo uomo e adesso che siamo arrivati, sciogliamo la comunità? Distruggiamo la missione? Che dite? Noi siamo un'altra cosa, mandaci via dalla parrocchia, se vuoi, ma non possiamo proprio ora distruggere la missione..., possiamo vivere come una chiesa clandestina, le comunità sono indistruttibili se sono fedeli ai catechisti. Guardate il Giappone, sono stati tutti cacciati dalle parrocchie, ma sono contenti di continuare la missione! L'importante non è parrocchia o non parrocchia, le parrocchie non si salvano, sono un mezzo pastorale: si salva l'uomo! L'uomo si salva e se è necessario formare un'altra struttura per salvarlo, la facciamo!» 
Benissimo Kiko, finalmente sei a un bivio, un vero bivio della tua vita: puoi rigettare gli insegnamenti eretici che hai portato avanti per 50 anni impunemente con la complicità della parte di gerarchia vaticana che hai corrotto e puoi tornare alla vera Liturgia cattolica, rigettando la celebrazione protestante-giudaica e i riti iniziatici con cui avveleni i tuoi adepti da decenni. Oppure puoi ostinarti nel tuo scisma silenzioso, ma per favore esci dalla Chiesa Cattolica, mantieni fede a quello che hai detto: forma un'altra struttura, una chiesa clandestina disegnata a tuo modello, ma smettila di appestare il Corpo Mistico di Cristo!

Cari neocatecumenali in buona fede, che altro vi serve per capire che Kiko e Carmen vi hanno ingannato, che non volevano portarvi nella Chiesa Cattolica, ma nella propria proiezione di essa, in una falsa chiesa clandestina, una realtà altra che non è fedele al Papa e ai Vescovi ma solo onnipotenti catechisti?

Avviso di sfratto per una famiglia italiana in missione neocatecumenale

giovedì 28 gennaio 2021

Lo spretato presbikiko Cristobal

Sugli scandali neocatecumenali nella diocesi di Agaña (isola di Guàm) trovate un riassunto nell'articolo Una ferrovia sotterranea neocatecumenale per i predatori sessuali.

Qui sotto commentiamo alcune parti dei recenti articoli di Jungle Watch sul "caso Cristobal", quel presbikiko (oggi spretato, in contumacia perché era latitante da anni) che all'epoca era stato il braccio destro del vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron (quello condannato dalla Santa Sede per molestie sessuali su minori).

Tale Cristobal, esemplare "fratello del Cammino", fedelissimo a Kiko ed ex pretendente al trono di Apuron, si era distinto non solo per un'interminabile quantità di ingiustizie ai danni dei fedeli e della Chiesa, ma anche per abusi sessuali («...non è mai stato molto sveglio, ma ciò che gli mancava nell'intelligenza l'ha compensato con la sua cattiveria... Omosessuale, schiavo della pornografia, con una forte attrazione al denaro e al potere: caratteri che possono essere trovati in tanti individui ma, nel suo caso, tutte le motivazioni per il suo piacere erano nel bisogno di controllare gli altri, ferirli, ed affermare il suo potere. Adrian ha tutte le caratteristiche di un sadico profondamente radicato. Gode nell'infliggere dolore alle persone, sia fisico che psicologico...»). Ci interessiamo al suo caso per capire fino a quale punto porta la fervida appartenenza al Cammino e la genuina dedizione al verbo di Kiko.

Ricordiamo che ancora il 1° agosto 2016 Kiko davanti ai suoi adoratori di Guam ancora aveva la faccia tosta [youtube] di comandare di pregare per il vescovo pedofilo neocat e «per tutta la persecuzione».


The Cristobal file. 2013-2016

In qualità di presbikiko il soggetto ha a cuore esclusivamente il Cammino, in nome del quale è persino disposto a mentire e ingannare - alla faccia dell'ordinazione sacerdotale.

Cominciamo perciò la breve carrellata partendo da quella volta in cui, nel 2013, già cancelliere di Curia a Guam, inviò ai media locali una serqua di menzogne contro un sacerdote cattolico allo scopo di rimuoverlo dall'incarico di parroco, in modo da assegnare la popolosa parrocchia ad un presbikiko. Sono i soliti metodi mafiosi neocatecumenali: quel parroco viene convocato in curia senza spiegazioni, e mentre è per strada gli scagnozzi neocatecumenali vanno in parrocchia e in canonica a cambiare le serrature. Un sacerdote amato e rispettato viene letteralmente sbattuto in strada dai kikos. Ovviamente in curia subisce accuse infondate e la cricca di neocatecumenali gli revoca l'incarico di parroco.

Sempre nel 2013 il Cristobal tenta di convincere un aspirante seminarista ad entrare nel seminario Redemkikos Mater perché la diocesi "non ha soldi" per mandarlo in un seminario normale. Il giovane aspirante trova qualcuno che lo sosterrebbe economicamente, e a questo punto il Cristobal cambia versione e gli nega il permesso di entrare in seminario. (Avete capito cosa succede quando una diocesi è neocatecumenalizzata? si sputa sulle vocazioni che non adorano l'idolo Kiko)

Nel 2014 salta fuori che i candidati al diaconato permanente erano stati letteralmente obbligati a entrare nel Cammino per poter proseguire la propria formazione. Il Cristobal tira fuori la scusa che i soggetti avrebbero solo partecipato a delle "catechesi", ma viene smentito dai diretti interessati. (Chiaro? quando gente del Cammino è ai posti di comando, o entri nella setta o ti viene cancellata ogni possibilità; e mentiranno pur di promuovere il Cammino, convinti che mentire è volontà di Dio - del dio Kiko, s'intende)

Ancora nel 2014 scoppia lo scandalo di un prete di Los Angeles stranamente incardinato a Guam (e dunque a libro paga a spese dei cattolici) nonostante avesse un passato di abusi sessuali sui minori. Quando la curia è neocatecumenalizzata, stranamente vengono accolti abusatori sessuali da tutte le parti; salvo poi rimuoverlo subito da ogni incarico solo per accontentare i media. (Neocatecumenalismo: nascondere la polvere sotto il tappeto... ed evitare di rispondere alla semplice domanda: "perché?")

Pochi giorni dopo viene silurato un altro sacerdote, il parroco della cattedrale, con la solita serie di menzogne neocatecumenali, e impedendogli di rispondere alle accuse. Alla cattedrale Apuron e Cristobal assegneranno subito un presbikiko. Il museo della cattedrale viene "temporaneamente" chiuso e mai più riaperto; il personale di servizio è rimpiazzato da fratelli del Cammino. La faccenda arriva sui media e Cristobal promette un imminente incontro del vescovo col clero per i chiarimenti: incontro mai avvenuto (I capicosca neocat danno solo ordini, non danno mai spiegazioni, e spazzano via chiunque non sia loro gradito)

A fine 2014 un laico che sta per scoperchiare il passato di abusi sessuali del vescovo pedofilo neocatecumenale, riceve finalmente udienza da... un diacono permanente che afferma che non ci sarebbero stati mai abusi. Nel frattempo un altro diacono che aveva dato sostegno al gruppo Concerned Catholics of Guam (CCOG) viene minacciato di censura ecclesiastica dalla curia neocatecumenalizzata, e ovviamente il Cristobal va sui media a negarlo, prontamente smentito dal diretto interessato. (Vedete? Per i fedelissimi del Cammino mentire e ingannare sono azioni sante, qualora utili a preservare il prestigio della setta)

A gennaio 2015 il Cristobal impedisce al CCOG di incontrare i Visitatori apostolici dalla Santa Sede. (Non sia mai che un gruppo non favorevole al Cammino possa dire la sua alle autorità ecclesiali)

"Dio ce l'ha data,
e nessuno ha il diritto
di togliercela!
"

Qualche giorno dopo sparge altre panzane sui media accusando il precedente Consiglio Affari Economici della diocesi di voler vendere la 

Yona property dove aveva sede il seminario Redemkikos Mater di Guam (definitivamente soppresso). In realtà i membri del Consiglio erano contrari a fare qualsiasi operazione su quell'immobile multimilionario (motivo per cui il vescovo neocatecumenale li licenziò tutti e li sostituì con membri del Cammino), ma fin dal 2011 i neocatecumenali avevano architettato un piano per sottrarlo alla diocesi e regalarlo al Cammino (nelle persone di Gennarini-Gennarini-Pochetti). Fra le panzane neocatecumenali (tra cui l'idea che il benefattore della Yona Property avrebbe voluto esplicitamente un seminario Redemkikos Mater), afferma pure che il seminario Redemkikos Mater formerebbe preti per tutta la Chiesa (in realtà nello statuto di tali seminari c'è scritto chiaro e tondo che la formazione è per le esigenze del Cammino).

A questo punto vorremmo avere pietà dello spretato e fermarci. Il problema è che gli strascichi del male da lui compiuto sono ancora ferite aperte, ingiustizie ancora non sanate e compiute in nome di Kiko e del Cammino e contro la Chiesa e i cattolici. E siamo piuttosto certi che una volta spretato, anziché cercarsi un lavoro e ravvedersi, sarà rimasto al soldo del kikismo-carmenismo, celebrando come se fosse ancora prete, tutto spesato dalle comunità del Cammino (pensateci, gente, quando i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali chiedono soldi per l'Evangelizzazione, per le Missioni, per le Decime... stanno letteralmente pagando la bella vita a degli abusatori sessuali impenitenti, a dei professionisti della menzogna, a gente che blatera invano il tre volte santo nome di Nostro Signore solo allo scopo di coprire le proprie comode porcherie!)

E invece dovremmo continuare, traducendo magari la sua carriera di menzogne utili al Cammino e alle malefatte del vescovo pedofilo neocatecumenale, come ad esempio nel caso del pretino neocat arrestato dalla polizia mentre si era imboscato con una minorenne neocatecumenale (il Cristobal proclamò che 'sto tizio stava facendo un percorso di recupero e invece spunta fuori che era stato comodamente trasferito da un vescovo amicone del Cammino a fare la volpe nel pollaio). Oppure il qualificare «maliziose e calunniose» le accuse mosse dalle vittime del vescovo pedofilo neocatecumenale - accuse a cui la Santa Sede porgerà orecchio condannando Apuron - e chiunque fosse visto come un ostacolo al Cammino (come il diacono permanente che era già stato minacciato di censura ecclesiastica), e addirittura a firmare un decreto per vietare l'esistenza della CCOG. Oppure quando diceva a un futuro sacerdote che lì in diocesi non c'era più bisogno del sacerdozio diocesano ma solo di quello del Cammino. O di quella volta che si lamentò che la diocesi non lo pagava abbastanza...

Su Jungle Watch troverete una vasta quantità di materiale sul soggetto. Che, ricordiamolo, aspirava a diventare il successore di Apuron e magari aveva già l'assenso dei vari Gennarini e Argüello.

Concludiamo la carrellata ricordando come lui e un altro presbikiko spedirono a maggio 2016 un comunicato ai media, impersonando la Curia diocesana, per distribuire diffamazioni e calunnie ai danni di chi aveva gettato luce sulle porcate dei kikos a Guam (articolo utilissimo da leggere, per tutte le volte che qualcuno si lamenta che su questo blog raccomandiamo caldamente l'uso di uno pseudonimo e di metterci il nome e la faccia solo nelle denunce fatte alle autorità ecclesiastiche e civili).

Ci si permetta qui di pensare per un attimo alla normale vita di un sacerdote cattolico, costellata di Messe, breviario, Parola, confessioni... tutte cose che gli ricordano drammaticamente la giustizia di Dio e la necessità di ravvedersi. Dunque, quanto c'era di cattolico e di sacerdotale nelle parole e opere di quel sullodato fratello presbikiko?



La battaglia è appena cominciata

Infatti il blog Jungle Watch, specialmente per le pagine pubblicate fra il 2013 e il 2016, ha fatto perdere al Cristobal e ai suoi bolscevichi neocatecumenali il controllo dell'arcidiocesi di Agaña (ricordiamoci che gli adepti della setta di Kiko sono terribilmente vendicativi). Pur di screditare Tim Rohr, i neocatecumenali hanno messo in giro grosse calunnie sul suo conto, su carta intestata della Curia diocesana - calunnie ripetute a pappagallo perfino dai pasqualoni italiani, come se fosse un ordine di scuderia internazionale - calibrate anche per rovinargli lavoro e famiglia (niente male per dei sedicenti "riscopritori del battesimo" che "amano i propri nemici" e fanno come "i primi cristiani delle origini delle prime comunità cristiane delle origini cristiane").

sabato 20 agosto 2016

Dai giornali: vescovo neocatecumenale sfida il Papa

Mons. Savio Hon Tai-Fai, amministratore apostolico di Guam, ha pubblicato giovedì scorso (18 agosto 2016) un comunicato ufficiale nel quale afferma che l'arcivescovo neocatecumenale Anthony Sablan Apuron (su cui fra l'altro pendono diverse accuse di molestie sessuali su minori e anche di stupro), ha agito diversamente da quanto richiesto ripetutamente dalla Santa Sede.

Traduciamo e commentiamo qui alcuni passi di quel comunicato di Hon:
[...] vorrei condividere qualche informazione a proposito della proprietà (da qui in poi "property") utilizzata dal seminario Redemptoris Mater (RMS) e dall'Istituto Teologico Beato Diego (BDTI) in località Yona. La "property" è stata senza dubbio acquisita dall'Arcidiocesi e però il suo utilizzo è stato concesso in perpetuo all'RMS e al BDTI. Tale atto di concessione non venne fatto nella maniera usuale con un accordo ecclesiastico interno alla Chiesa, ma con la Declaration of Deed Restriction stabilita presso le autorità governative di Guam a novembre 2011.
La prima cosa che Hon non dice è che quella Restriction del 2011 venne operata in gran segreto dal vescovo neocatecumenale Apuron, a favore delle entità neocatecumenali RMS e BDTI, contrariamente al parere del consiglio per gli affari diocesani (pochi mesi dopo Apuron ne licenzierà tutti i membri - tranne uno neocatecumenale - poiché non era riuscito a convincerli ad accettare il fatto compiuto), contrariamente al parere del delegato apostolico dell'epoca, mons. Charles D. Balvo, e contrariamente alle intenzioni dei donatori della "property", che l'avevano donata all'arcidiocesi allo scopo di erigere un seminario per tutta la diocesi (non per uso esclusivo di un gruppo particolare).

La Declaration of Deed Restriction, nonostante l'astuta terminologia nel nome e nel testo, è a tutti gli effetti una donazione all'RMS di Guam, entità separata dalla diocesi, donazione operata nell'ambito della legge civile, che trasferisce effettivamente la proprietà (i neocatecumenali, mentendo, diranno sempre che la proprietà era rimasta dell'arcidiocesi). Per esempio, se l'RMS di Guam cambiasse i propri statuti potrebbe comodamente rivendersela. Gli articoli della Restriction prevedono un collegio di quattro garanti (Board of Guarantors), composto dall'équipe responsabile del Cammino negli USA (i coniugi Gennarini e don Pochetti), più - a titolo personale, non a titolo di arcivescovo di Guam - il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron.

Hon prosegue il comunicato dicendo:
Tale Deed è stata fonte di gravi dispute e divisioni nella nostra Chiesa. Giovedì 11 agosto [2016] ho incontrato il consiglio presbiterale della diocesi e alcuni membri della Chiesa a Guam. Abbiamo ascoltato una presentazione estensiva che ha illustrato in modo documentato come la Deed Restriction fu fatta senza procedere in conformità alle leggi della Chiesa e alla prassi, e come il testo della Deed Restriction ha creato grosse ambiguità.
Di fronte ad una presentazione "estensiva" e davanti al "consiglio presbiterale", Hon non può più far finta di niente (anche stavolta si muove solo quando non può più evitarlo) e comincia ad ammettere - meglio tardi che mai! - la malversazione relativa a quel seminario neocatecumenale. Procede quindi con lo scusarsi qualora le proprie affermazioni sulla "property" abbiano infastidito qualcuno e aggiunge un'affermazione ambigua:
Tali affermazioni, tuttavia, andrebbero comprese come un chiaro intento dell'amministrazione arcidiocesana attuale di ritenere fermamente che il titolo della "property" e i diritti legali su di essa dovrebbero unicamente appartenere all'arcidiocesi di Agaña e che la menzionata Deed Restriction, fonte di tante dispute e ambiguità su titolo e diritti, vada rescissa.
Nell'intervista in questione aveva detto di "non avere dubbi" (no doubt about it) sulla proprietà arcidiocesana, e ora invece fa un mezzo passo indietro per sottintendere che l'arcidiocesi «ritiene fermamente... che dovrebbero...», cioè non ha più la certezza. È evidente che non vuole che l'arcidiocesi venga citata in tribunale quando comincerà il processo sul certificato di proprietà falsificato dai neocatecumenali al preciso scopo di far credere ai fedeli che la "property" fosse ancora dell'arcidiocesi (per esempio il vicario generale, un presbitero del Cammino, pubblicò sul giornale diocesano il certificato taroccato).

C'è da notare in particolare in Hon quel linguaggio fumosamente donabbondiesco: cita le "dispute" (tra chi e chi? e perché?), le ambiguità (chi le ha promosse? chi le ha combattute? quali sono?), e chiede scusa per l'effetto delle proprie affermazioni piuttosto che per il contenuto, col sottinteso: "chi si è risentito per ciò che ho detto, semplicemente non aveva capito" (e però ora il "no doubt about it" non è più una certezza ma solo un "clear intent").

E a chi si domanda come mai l'amministratore apostolico Hon, che dal 6 giugno 2016 ha pieni poteri nell'arcidiocesi di Guam, non annulli d'autorità quella Restriction, risponde con un groppo in gola lo stesso Hon dicendo:
In verità, più di un anno fa, la Santa Sede aveva riconosciuto i problemi che una Deed Restriction avrebbe creato. Perciò sin da allora, più di una volta la Santa Sede ha comandato all'Arcivescovo Anthony Apuron di rescinderla e annullarla. Chiaramente quest'ordine non è stato eseguito.

Perciò io qui chiedo sinceramente la collaborazione di tutti i fedeli, di agire in ubbidienza alle direttive della Santa Sede. E, in particolare, chiedo che la comunità che attualmente gode in perpetuo l'utilizzo della "property", rinunci spontaneamente ed effettivamente, senza alcuna contestazione, al beneficio ottenuto dall'Arcidiocesi di Agaña. Tale coraggioso atto di rinuncia farà certamente guadagnare il rispetto e il riconoscimento dalla Santa Sede, così come da tanti fedeli, dal consiglio presbiterale, e da me stesso.
La Chiesa terrà aggiornati i fedeli sui progressi della questione.
Dunque l'arcivescovo neocatecumenale Apuron ha disubbidito al Papa (beh, e quale sarebbe la novità?), in più occasioni (fra parentesi, il termine "defy" indica proprio l'atteggiamento di sfida, resistenza, provocazione deliberata).

E mons. Hon non può rescindere e annullare l'atto, ma deve supplicare i proprietari neocatecumenali di farlo e di rinunciare "spontaneamente e senza contestazioni"... promettendo in cambio nientemeno che il "rispetto".

Capite, cari sacerdoti e vescovi, cosa succede quando i kikos agguantano un po' di potere?

Inganni, malversazioni, menzogne, furbate, immoralità, donazioni segrete (sempre tutto a danno dei fedeli cattolici), seminari del kikismo-carmenismo (con annesso istituto teologico farlocco)... e alla fine dei conti i kikos hanno sempre il coltello dalla parte del manico, e bisogna perfino implorarli di restituire alla Chiesa un po' del maltolto.

Tutto qui ciò che l'autorità della Chiesa (mons. Hon) sa chiedere ai vari Gennarini e Pochetti? Cosa ne penserà Kiko Argüello?
E quale sarà la contropartita che il vescovo pedofilo neocatecumenale vorrà in cambio della rescissione di un atto che nacque nell'inganno e nel segreto? E quale astuzia adopereranno stavolta i neocatecumenali (non sono citati nemmeno per nome: "chiedo che la comunità che attualmente...") per mantenere aperto un seminario kikiano RMS a Guam?

mercoledì 27 aprile 2016

Mentitori consapevoli (e chiamano pure la polizia)

Vescovo neocatecumenale celebra la liturgia di Kiko
nel cortile del seminario neocatecumenale di Guam
Una notizia dalla stampa: alcuni cattolici della diocesi di Guam si sono incontrati presso il seminario neocatecumenale di Guam ma appena sono entrati nel cortile - pacificamente e senza arrecare alcun danno - qualche fratello del Cammino Neocatecumenale li ha minacciati ed ha chiamato la polizia.

I fedeli cattolici hanno fatto notare che dopo tanta cagnara da parte del vescovo sul fatto che il seminario sarebbe di proprietà della diocesi anziché del Cammino, è assurdo che qualche membro del Cammino chiami la polizia per allontanarli dal seminario. Pertanto non c'è stato alcun fermo né arresto da parte della polizia.

Pius Sammut, il capo "catechista" neocatecumenale di Guam, senza uscire dall'edificio si è qualificato come direttore del seminario e ha chiesto al poliziotto di farli uscire. Così i fedeli sono tornati fuori dalla property.

I neocatecumenali di Guam a parole dicono che il seminario sarebbe proprietà della diocesi, pubblicano perfino certificati di proprietà sbagliati pur di "dimostrare" che sarebbe ancora così, e poi quando alcune anziane e pacifiche donne varcano la soglia hanno chiamato la polizia per allontanarle. Come a dire: «fuori dalla mia proprietà!»

Per cui i kikos sono mentitori e sanno di mentire.

Dicono che hanno pregato, e puf! il Signore ha regalato loro un seminario, quando in realtà lo hanno sgraffignato alla diocesi con la complicità del vescovo neocatecumenale.

Dicono che sulla proprietà c'era solo una "restrizione" (la dichiarazione che venisse usata come seminario). E invece era stato un trasferimento di proprietà operato in gran segreto.

Pubblicano sul giornale diocesano un articolo Confermata la proprietà dell'arcidiocesi esibendo un certificato di proprietà in cui manca una riga.

E quando dei fedeli dell'arcidiocesi si azzardano ad entrare, chiamano la polizia come farebbe chiunque vedesse violata da malintenzionati la sua proprietà.

La vestina bianca di coloro che hanno
completato gli oltre 30 anni di addestramento
Riepiloghiamo:
  • a novembre 2011, contro il parere di tutti i suoi collaboratori non neocatecumenali, il vescovo neocatecumenale di Guam, mons.Apurontrasferisce segretamente la proprietà del seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Guam (la Yona property, del valore stimabile fra i 35 e i 40 milioni di dollari, frutto di donazioni alla diocesi) nelle mani dei responsabili del Cammino Neocatecumenale in USA (i coniugi Gennarini, don Pochetti);
  • nel 2015 la malversazione viene per caso alla luce - il sullodato vescovo, il cancelliere neocatecumenale di Curia e il vicario generale neocatecumenale di Curia si sono affannati da allora ad oggi per affermare che la proprietà del seminario sarebbe ancora della diocesi;
  • hanno perfino pubblicato sul giornale diocesano un certificato di proprietà taroccato, in cui opportunamente mancava una riga. In casi del genere la correzione, a norma di legge, deve avvenire in tribunale (immaginate infatti una vostra proprietà che improvvisamente diventa di qualcun altro perché alla Conservatoria risulterebbe -ehm- "modificata" una riga...). Le successive correzioni sono state ancor più sbagliate e l'Attorney General di Guam non ha avuto nulla da ridire al fatto che i kikos abbiano gestito la cosa dietro le quinte. Ma quando la cosa finirà in tribunale, certi kikos finiranno molto probabilmente in carcere.
  • Tutti i kikos dicono che la proprietà è diocesana, di tutti i fedeli, e contemporaneamente quegli stessi kikos la trattano e difendono come se fosse la loro proprietà privata. Tutti i kikos.
È solo l'ennesima conferma che la menzogna è parte integrante della spiritualità neocatecumenale.


Aggiornamento:

  • la polizia è intervenuta perché la denuncia riguardava «violazione di proprietà privata».
    Tutti i kikos, a cominciare dal vescovo neocatecumenale, dicono che il seminario R.M. di Guam sarebbe «della diocesi, di tutta la diocesi», e poi all'improvviso chiamano la polizia dicendo che è «proprietà privata». Mentitori, che sanno di mentire.
  • a dare l'ordine di uscire è stato non solo il direttore del seminario R.M. - incidentalmente capo-"catechista" neocatecumenale di Guam - ma anche l'avvocata neocatecumenale della Curia, incidentalmente anche Responsabile della comunità neocatecumenale di cui il vescovo neocat è uno dei "fratelli", ed è implicata anche nello scandalo dei certificati di proprietà del seminario, taroccati più volte per non far capire che il seminario non è più della diocesi ma della Redemptoris Mater Corporation che fa capo ai coniugi Gennarini, a don Pochetti e a mons.Apuron.
Il Cammino Neocatecumenale, cioè la spiritualità degli inganni, delle menzogne, dell'arroganza.

Cartello apparso all'ingresso del seminario R.M. di Guam
seminario che blateravano essere della diocesi e ai fedeli