venerdì 3 ottobre 2008

Ecumenismo sinonimo di "Ricerca dei Padri"?

Dopo la bella e doverosa pagina di ieri su Romano Guardini e sulla liturgia, forse possiamo accostarci con maggiore consapevolezzqa a uno dei temi maggiormente in discussione nel postconcilio, quello dell'Ecumenismo, cercando di rinvenire nell'ecclesiologia neocatecumenale quali limiti e quali indicazioni hanno voluto inserirvi i suoi iniziatori.

Scrive stamani Enzo Bianchi sull'Osservatore Romano in margine al convegno da lui organizzato a Bose sull'Ecumenismo:

"Cristiani non si nasce ma si diventa": le parole di Tertulliano (Apologetico XVIII, 5) dicono bene quel mistero della generazione alla vita in Cristo, più profondo del dono stesso della vita naturale, che si realizza grazie alla mediazione di un padre o di una madre esperti nell'arte dell'accompagnamento spirituale. La tradizione dei padri, soprattutto nella Chiesa d'oriente, è unanime nel riconoscere il carattere fondamentale di questa relazione: "Quanti non hanno avuto padre, non sono divenuti figli. E quanti non sono divenuti figli, è chiaro che non sono venuti all'esistenza. E quelli che non sono venuti all'esistenza non sono entrati nel mondo spirituale...", scrive Simeone il Nuovo Teologo all'inizio del secondo Millennio"

Ci domandiamo, in proposito:

- se Tertulliano abbia voluto veramente intendere, come sembra affermare Bianchi, ma come indica chiaramente il Cammino Neocatecumenale, che cristiano si diventa solo attraverso un cammino di conoscenza e di "conversione/crescita" indivduale all'interno di un gruppo e di uno schema predefiniti;

- se l"ecumenismo" più volte vantato dal Cammino Neocatecumenale nella sua ecclesiologia corrente possa ridursi, o quasi, all'uso di simbologie ebraiche, ortodosse o di altra natura.

28 commenti:

Francesco ha detto...

Chiara Lubich, fondatrice del Focolare, ha fatto dell'ecumenismo( nella prassi,non solo nelle parole) la sua bandiera, con estrema coerenza, fino alla fine.
E il Focolare continua ad essere mediatore e fautore di ecumenismo, in senso molto lato.

MA IL FOCOLARE NON HA MAI RESO IBRIDA LA SUA CELEBRAZIONE EUCARISTICA!

Identità nella multiculturalità religiosa: era ed è forse questo il segreto del Focolare?

E, per converso, se ci riferiamo al Cammino Neocatecumenale, possiamo parlare di un'identità specifica all'interno di un quadro ecumenistico?

mic ha detto...

l'Ecumenismo non credo sia sinonimo di ricerca dei Padri, nel desiderio di ricomporre l'Unità tra le diverse confessioni cristiane, per sanare la rottura prodotta dalla Riforma protestante attraverso quanto negli insegnamenti dei Padri ci accomuna tutti.

L'unità è qualcosa di più profondo, non è solo "consenso" su teorie o proposizioni, ma "divenire un cuor solo e un'anima sola" come dice il Signore, e questo può accadere solo se è Lui il cemento e l'Artefice di questa unità accolta e vissuta in Lui con Lui e per Lui.

Il problema è che sia i Protestanti che il Cammino NC NON CONOSCONO e non fanno conoscere il Signore per quello che davvero E' ("voi, chi dite io sia?") da cui discende una autentica vitale relazione con Lui, che alimenta la nostra fede e costruisce la nostra persona umana e spirituale.

Chi ha tagliato con la Tradizione, oltre a 'spezzare' l'unità ha deformato anche il Volto di Cristo e i fondamenti della fede praticata e vissuta.

Il problema è tutto qui... la vera unità-comunione è il Signore che la fa e il 'luogo' privilegiato è l'Eucaristia... il fatto che continuino ad esserci eucaristie separate credete possa favorire l'unità?

Più tardi inserirò una riflessione un po' più complessa - che richiede del tempo che ora non ho -su questo 'pretesto' del ritorno alle origini che sembra aver fondato una "nuova Chiesa" sulle rovine della precedente Mater et Magistra

Caterina63 ha detto...

Ci domandiamo, in proposito:

- se Tertulliano abbia voluto veramente intendere, come sembra affermare Bianchi, ma come indica chiaramente il Cammino Neocatecumenale, che cristiano si diventa solo attraverso un cammino di conoscenza e di "conversione/crescita" indivduale all'interno di un gruppo e di uno schema predefiniti;

- se l"ecumenismo" più volte vantato dal Cammino Neocatecumenale nella sua ecclesiologia corrente possa ridursi, o quasi, all'uso di simbologie ebraiche, ortodosse o di altra natura.

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Scusate se farò un intervento LUNGO ma metà sarà preso dal libro del Card. Biffi e di meno non si può fare....^___^


Intanto quoto anche il primo intervento di Francesco nell'esempio di Chiara Lubich, ed è stato detto tante volte che il problema del CN non è nel suo Carisma, MA NELL'AVERLO USATO PER INVENTARSI UNA LITURGIA....e questo non l'aveva fatto nessun gruppo del dopo Concilio....^___^
Gli unici che modificarono la Liturgia dissociandosi dalla Tradizione furono i Protestanti....

Vengo alle due osservazioni di Mic di apertura pagina....

1) Tertulliano come sappiamo ha vissuto anch'esso due periodi, uno da perfetto cristiano, l'altro da contestatore dei costumi a tal punto da uscire dalla Chiesa e giocarsi il titolo di Padre della Chiesa....a dimostrazione che l'infallibilità si attiva solo se in COMUNIONE CON PIETRO....
attenzione comunque perchè cristiani si diventa innanzi tutto in virtù del BATTESIMO.... diventare cristiani è anzittutto UN DONO A PRESCINDERE DALLE NOSTRE AZIONI, ecco perchè si da il Battesimo ai BAMBINI...^___^
perchè a prescindere da NOI, NESSUNO ABBIA A VANTARSI... essere Cristiani E' UNA GRAZIA E UN DONO che va richiesto....

Ciò che avviene DOPO in ogni CAMMINO è MANTENERE QUESTO DONO E FARLO FRUTTIFICARE....
Si DIVENTA dunque Cristiani CONSAPEVOLI (non adulti come disse un tale^___^)

innanzitutto consapevoli DI ESSERE DEBITORI PER AVER RICEVUTO UN DONO IMMENSO E DI INESTIMABILE VALORE: diventare FIGLI DI DIO ed entrare nella grande Comunità del popolo di Dio NELLA NUOVA ALLEANZA....
Poi consapevoli che questo DONO contiene NON solo delle promesse fatte "rinunci a Satana, ecc...." che altri pronunciarono PER NOI quando eravamo piccoli....ed inconsapevoli ^___^ ma contiene anche UN IMPEGNO a far si che questo DONO SI ATTIVI....

Tutto questo avviene per mezzo di UN CAMMINO....e il CN offre la possibilità di essere un Cammino FRA I TANTI che nella Chiesa da Duemila anni HA CONFERMATO ESSERE VALIDI....^___^
la stessa COMUNITA' DI BOSE, COME QUELLA DI TAIZE'..ma se vogliamo anche I CAMMINI DEI FOCOLARINI, DI CL, DEL RnS..sono CAMMINI DIVERSI perchè diverse sono le necessità delle singole persone....
Ma tutto questo NON c'entra nulla con L'INVENTARSI nuove liturgie...è infatti IN QUELL'UNICA MESSA STABILITA DALLA TRADIZIONE CHE TUTTI QUESTI CAMMINI SONO UNA COSA SOLA....e fanno COMUNIONE... ^___^

Lo ricorda san Paolo: CI SI RITROVAVA INSIEME PROVENENDO DA MOLTE PARTI PER LA FRAZIONE DEL PANE...E TUTTI DIVENTAVANO UN CUOR SOLO E UN ANIMA SOLA....è l'Eucarestia che rende UNITI TUTTI I CAMMINI NELLA CHIESA...
ecco perchè Kiko NON doveva modificarla, nè i vescovi avevano l'autorità per dare origine all'imbastardimento della Liturgia....ma è accaduto, i "fumi di Satana" entrati in vaticano, come disse Paolo VI hanno OSCURATO LA VERITA' AGLI OCCHI DI MOLTI PASTORI....inutile ora piangere o arrabbiarsi, non serve a nulla, serve invece PREGARE ED INFORMARE, E CON CARITA' SPERARE CHE LA SITUAZIONE RITROVI LA SUA GIUSTIZIA....
^___^

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2) l'Ecumenismo è un altro punto INFLAZIONATO ed abusato... Benedetto XVI in una udienza a ridosso della settimana di Preghiera per l'Unità dei cristiani spiegò che parliamo di Ecumenismo quando SI E' FRA CRISTIANI E CRISTIANI NON CATTOLICI CHE TUTTAVIA CONDIVIDONO INSIEME LA DOTTRINA SULLA SANTA TRINITA'...
è spiegò anche come siamo molto più uniti al mondo Ortodosso poichè NON SONO I SACRAMENTI CHE CI DIVIDONO, MA IL PRIMATO PETRINO....al contrario dunque c'è un ecumenismo che si attiva fra cristiani che invece sono più morbidi verso il primato petrino MA HANNO DIFFICOLTA' A TENERE INSIEME PER FEDE COMUNE TUTTI E 7 I SACRAMENTI....^__^

A Sydney il Papa ha rammentato che le DOTTRINE NON POSSONO E NON DEVONO ESSERE USATE PER DIVIDERE....mentre è auspicabile un DIALOGO FRANCO ED ONESTO SENZA CERCARE COMPROMESSI PER SODDISFARE L'ERRATA CORSA ALL'UNITA' A TUTTI I COSTI....
l'Unità, dice il Papa, NON E' UN DIRITTO A QUALUNQUE COSTO, MA è FRUTTO DI UN DESIDERIO DI GESU' DA FARE NOSTRO E CHE DUNQUE SOLO LUI POTRA' DETERMINARE IL GIORNO IN CUI LO VORRA'....

Ecco l'importanza del dialogo che deve far emergere invece le differenze dottrinali....proprio per permettere a chiunque di usare anche LA RAGIONE per capire dove abita LA VERITA'... ^___^

Infine l'Ecumenismo non è un'invezione di oggi...solo che si è dato al termine un significato diverso ^___^
Anticamente esso significava UNIRE DA OGNI COMUNITA' CRISTIANA PER PARLARE E DISCUTERE INSIEME....tale unione avveniva perchè fin dall'inizio c'erano divergenze fra la CHIESA D'ORIENTE E LA CHIESA D'OCCIDENTE le quali erano UNA COSA SOLA fino all'eresia Ariana...300/400 d.C.
Dall'eresia ariana ci fu L'INIZIO di una rottura insanabile che sfociò poi, CARICANDOSI DI PROBLEMI POLITICI E DI GIURISDIZIONE, sia nelle discussioni dell'800 d.C. sia nel primo e vero scisma dell'anno 1094 per poi essere fatale al Concilio di Firenze nell'Anno 1400....

Con il Concilio di Trento e la questione Protestante e la nascita del Patriarcato di Mosca che si ritenne l'erediteria del Patriarcato di Costantinopoli per loro decaduto...l'Ecumenismo incontra una svolta purtroppo di CHIUSURA....e tuttavia MAI SPENTO all'interno della Chiesa che di fatti trovò ALTRE STRADE per entrare in piena comunione con alcuni patriarcati Ortodossi...per i quali, ancora oggi è il Papa, NON AD ELEGGERE MA a CONFERMARE i successori nei patriarcati scelti tra di loro nei vari Sinodi...

Poi dal 1900 comincia un Ecumenismo SINCRETISTA....gli autori saranno proprio i Protestanti i quali comprendendo bene che SENZA UNITA' FRA DI LORO sarebbe stato impossibile affrontare le probblematiche che l'epoca faceva emergere, iniziano a fare incontri e dibattiti per affrontare il tema della minaccia DELL'ATEISMO...
All'inizio la Chiesa già prima del Concilio, vi parteciperà solo attraverso degli OSSERVATORI...con il Concilio invece essendo appunto di natura pastorale e NON dottrinale, ha permesso che OSSERVATORI furono invece i Protestanti... ma non fu una novità come si vuol far credere per attaccare il Concilio ^___^ poichè anche al Concilio di Trento FURONO INVITATI I PROTESTANTI E LUTERO STESSO CHE RIFIUTO' DI ANDARCI...^___^

Fu DOPO il Concilio che il concetto di Ecumenismo assorbì L'APOSTASIA... cominciando a seminare che non erano importanti le dottrine, ma era più importante CERCARE L'UNITA' IN CIO' CHE UNISCE, TRALASCIANDO CIO' CHE CI DIVIDE....

Scrive così il card. Biffi nel suo ultimo libro sulla questione:

La frase di Giovanni XXIII si spiega col suo stato d’animo del momento, ma non va assolutizzata. Al contrario, sarà bene ascoltare anche quelli che hanno qualche ragione di mettere all’erta i fratelli, preparandoli alle possibili prove, e coloro che ritengono opportuni gli inviti alla prudenza e alla vigilanza.


"Bisogna guardare più a ciò che ci unisce che non a ciò che ci divide". Anche questa sentenza – oggi molto ripetuta e apprezzata, quasi come la regola aurea del “dialogo” – ci viene dall’epoca giovannea e ce ne trasmette l’atmosfera.

È un principio comportamentale di evidente assennatezza, che va tenuto presente quando si tratta di semplice convivenza e di decisioni da prendere nella spicciola quotidianità.

Ma diventa assurdo e disastroso nelle sue conseguenze, se lo si applica nei grandi temi dell’esistenza e particolarmente nella problematica religiosa.

È opportuno, per esempio, che si usi di questo aforisma per salvaguardare i rapporti di buon vicinato in un condominio o la rapida efficienza di un consiglio comunale.

Ma guai se ce ne lasciamo ispirare nella testimonianza evangelica di fronte al mondo, nel nostro impegno ecumenico, nelle discussioni coi non credenti. In virtù di questo principio, Cristo potrebbe diventare la prima e più illustre vittima del dialogo con le religioni non cristiane. Il Signore Gesù ha detto di sé, ma è una delle sue parole che siamo inclini a censurare: "Io sono venuto a portare la divisione" (Luca 12,51).

Nelle questioni che contano la regola non può essere che questa: noi dobbiamo guardare soprattutto a ciò che è decisivo, sostanziale, vero, ci divida o non ci divida.


"Bisogna distinguere tra l’errore e l’errante". È un’altra massima che fa parte dell’eredità morale di Giovanni XXIII e ha anch’essa influenzato il cattolicesimo successivo.

Il principio è giustissimo e attinge la sua forza dallo stesso insegnamento evangelico: l’errore non può che essere deprecato, odiato, combattuto dai discepoli di colui che è la Verità; mentre l’errante – nella sua inalienabile umanità – è sempre un’immagine viva, pur se incoativa, del Figlio di Dio incarnato; e pertanto va rispettato, amato, aiutato per quel che è possibile.

Io però non potevo dimenticare, riflettendo su questa sentenza, che la storica saggezza della Chiesa non ha mai ridotto la condanna dell’errore a una pura e inefficace astrazione.

Il popolo cristiano va messo in guardia e difeso da colui che di fatto semina l’errore, senza che per questo si cessi di cercare il suo vero bene e pur senza giudicare la responsabilità soggettiva di nessuno, che è nota solo a Dio.

Gesù a questo proposito ha dato ai capi della Chiesa una direttiva precisa: colui che scandalizza col suo comportamento e con la sua dottrina, e non si lascia persuadere né dalle ammonizioni personali, né dalla più solenne riprovazione della ecclesìa, “sia per te come un pagano e un pubblicano” (cfr. Matteo 18,17); prevedendo e prescrivendo così l’istituto della scomunica.


"Memorie e digressioni di un italiano cardinale" pag.177-179

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Fraternamente CaterinaLD

mic ha detto...

che il problema del CN non è nel suo Carisma, MA NELL'AVERLO USATO PER INVENTARSI UNA LITURGIA....e questo non l'aveva fatto nessun gruppo del dopo Concilio....^___^
Gli unici che modificarono la Liturgia dissociandosi dalla Tradizione furono i Protestanti...


il problema tra Protestantesimo e Cammino NC è esattamente lo stesso: perché la modifica della liturgia deriva dal dissociamento dalla Tradizione, che implica una teologia e quindi dottrine e corrispondenti insegnamenti diversi.

il cosiddetto carìsma del cammino è stato in qualche modo auto-proclamato (e malauguratamente riconosciuto) e consisterebbe nella "nuova evangelizzazione"... che NUOVA è davvero, ma nel senso di ALTRA...

in effetti si deve riconoscere al cammino una 'presa' soprattutto sui lontani dovuta alla predicazione fortemente esistenziale e alle modalità di coinvoglimento energiche (se non aggressive) col corredo di canti e techiche manipolatorie e martellamenti di vario genere...
Ecco, è questo il loro carìsma? perché i contenuti sono quelli che sono!

Non mi sento sinceramente di continuare a sostenere che hanno un carìsma (inteso come "Dono dello Spirito Santo"); tutt'al più posso riconoscere che hanno adottato un 'metodo' che ha successo nel coinvolgere le persone; ma che i contenuti costituiscano un sano nutrimento spirituale non riuscirò mai a riconoscerlo, se qualcosa non cambia... e finché gli iniziatori continueranno la loro decennale opera di costruzione e rigoroso mantenimento di questa loro 'creatura', che non è FIGLIA della Chiesa, ma di due laici che nella predicazione e nella prassi si dissociano dalla Tradizione, non credo possa realisticamente cambiare nulla... io riscontro i nostri interlocutori coriacei e impermeabili a qualunque discorso 'cattolico', salvo rarissime eccezioni, presto soffocate alla prima 'convivenza'...

e negli ultimi tempi vedo accentuata l'azione di mimetizzazione e la salvaguardia delle apparenze.... ma questo vale per "quelli di fuori"... del resto anche le testimonianze più recenti non fanno altro che confermarlo.

Caterina63 ha detto...

Mic....scrive così il card. Biffi:

Il popolo cristiano va messo in guardia e difeso da colui che di fatto semina l’errore, senza che per questo si cessi di cercare il suo vero bene e pur senza giudicare la responsabilità soggettiva di nessuno, che è nota solo a Dio.

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Ti rammento che delle 95 Tesi di Lutero, Papa Leone ne accolse ben 54, a significare dunque che NON tutto ciò che Lutero disse ALL'INIZIO e fece fu un errore o non fu CARISMA...^___^

I carismi sono doni, ma sta poi alla Chiesa CONFERMALI e sta al ricevente non MODIFICARLI....
Lutero cominciò bene...non aveva torto quando condannò i comportamenti della Chiesa del suo tempo, fu spinto da un vero Carisma DI RIFORMA...
anche la lettura dei PADRI DELLA CHIESA che all'epoca era solo possibile AI DOTTI E SAPIENTI...divenne per Lutero tema di dibattito PERCHE' TUTTI I FEDELI POTESSERO VENIRNE A CONOSCENZA...
Gli errori di Lutero li conosciamo, ma questo non implica che il suo CARISMA DI RIFORMA FU UN DANNO O FU UN MALE...esso NON venne tuttavia riconosciuto dalla Chiesa A CAUSA DEI FRUTTI CHE PORTO' ossia DIVISIONE LITURGICA E DOTTRINA FALSA SULLA SOLA SCRIPTURA sul sacerdozio, sui sacramenti ecc....
Se Lutero non avesse toccato questi argomenti RIGETTANDOLI SPEZZANDO LA TRADIZIONE probabilmente non ci sarebbe stata la scomunica...

Al carisma riformatore di Lutero rispose LA CONTRORIFORMA DELLA CHIESA....in un certo senso è quanto sta avvenendo oggi ^___^

Tu potrai dire che il CN non è per te un Carisma, ma la tua opinione, come ben sai, non può diventare la voce della Chiesa...^___^
La Chiesa, ripetiamolo per la centesima volta ha riconosciuto si il CN come Carisma, ma NON ha riconosciuto COMUNITARIAMENTE la sua forma liturgica, nè ancora il Direttorio catechetico...
è il METOO che la Chiesa gli ha riconosciuto, e il metodo potrebbe benissimo essere usato un domani CON IL RICCO MAGISTERO DELLA CHIESA...questo dobbiamo sperarlo e pregare perchè avvenga al più presto...
^___^

Francesco ha detto...

La Chiesa, ripetiamolo per la centesima volta ha riconosciuto si il CN come Carisma, ma NON ha riconosciuto COMUNITARIAMENTE la sua forma liturgica, nè ancora il Direttorio catechetico...
è il METOO che la Chiesa gli ha riconosciuto, e il metodo potrebbe benissimo essere usato un domani CON IL RICCO MAGISTERO DELLA CHIESA...questo dobbiamo sperarlo e pregare perchè avvenga al più presto...


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Non so fino a qual punto l'approvazione dello Statuto Neocatecumenale possa considerarsi APPROVAZIONE DI UN METODO.

Il metodo neocatecumenale non appare molto nello statuto( tanto che che ingora cosa sia il Cammino e legge lo Statuto può pensare tranquillamente di una altrettanto tranquilla associazione di laici che seguono in tutto e per tutto la dottrina e l'ecclesiologia cattoliche).

Forse il metodo neocatecumenale (da loro indicato come carisma e basta) emerge chiarissimo dal Direttorio Catechetico che inspiegabilmente da almeno 10 anni (è stato richiesto e preteso da Giovanni Paolo II nel 1998) rimane al vaglio delle congregazioni romane che, salvo Il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti(pronunciatosi nel 1998 e nel 2005) non si sono affatto pronunciate.

Per il resto, Caterina, quoto tutto il tuo discorso, che mi ha arricchito indubbiamente tanto.

mic ha detto...

- se l"ecumenismo" più volte vantato dal Cammino Neocatecumenale nella sua ecclesiologia corrente possa ridursi, o quasi, all'uso di simbologie ebraiche, ortodosse o di altra natura.

l'ecumenismo del Cammino si sposa con Lutero e con una accentuata giudaizzazione del cristianesimo
Sotto molti aspetti credo che il Cammino NC possa essere definito un vero e proprio sincretismo con forti coloriture messianiche (dove il Messia non è Cristo).
Il Cristo di cui si parla non è quello vero ma il suo simulacro e non è visto tanto come Redentore, ma come 'colui che viene a servire (a tavola, intorno alla grande mensa) per liberare dalla morte', non dal peccato...

Il peccato viene infatti visto come originato dalla 'paura della morte' non causa della morte intesa come 'distacco' dal Progetto di Dio e quindi dalla relazione vivente con Lui

Insomma si parla sul piano psicologico e non su quello ontologico, tranne poi a dire che nel Cammino si riceve lo Spirito Santo che rende Figli di Dio, ma è più l'eritis dii che fa venire i brividi ai veri credenti, cioè Figli di Dio "per natura" e non per Grazia di Adozione in Cristo... Mi sembra che si identifichi - impropriamente e di molto - il Cammino con la "Gerusalemme celeste discesa dal cielo"

Anche questo, sacerdoti santi lo hanno rilevato, ma nessuno se ne è preoccupato e se ne preoccupa

Stephanos78 ha detto...

E io ripeto per la centesima volta, Cate: è un bene assoluto dire le cose come stanno o come vorremmo che stessero?

Ti ricordo alcuni elementi:

1. La Chiesa non ha ancora riconosciuto il CNC come Carisma. E questo anche dal punto di vista giuridico-formale! Infatti, gli Orientamenti del CNC, sono rimasti segreti per più di 40 anni e lo sono ancora! Non sono ancora stati riconosciuti UFFICIALMENTE come CATTOLICI (e scusa se è poco visto che il CNC di Kiko si basa su quelli SEGRETI!) e il CNC non ha attuato le Norme Liturgiche diramate dalla Chiesa e addirittura dalla Stesso Santo Padre se non in modo parziale e insufficiente (e tra l'altro ha riformato la Liturgia della Chiesa per 40 anni senza attuare nulla di ciò che in questo tempo era stato richiesto)!

2. Il riconoscimento di uno Statuto alla Associazione NC, non implica il Riconoscimento del Carisma ma una tappa nella INTEGRAZIONE del CNC nella Chiesa (come anche tu ricordavi citando Giovanni Paolo!). Integrazione che non è avvenuta per i motivi di cui sopra. Inoltre già la consegna di uno Statuto nelle condizioni che conosciamo è totalmente ANOMALA!

3. Anche se la Chiesa riconoscesse in via definitiva il CNC nella forma di Kiko e non in quella Cattolica, questo non cambierebbe la realtà dei fatti! Il CNC, nella Forma di Kiko, NON E' E NON PUO' ESSERE DEFINITO UN CARISMA!
Proprio il vincolo all'Obbedienza e alla Schiettezza OBBLIGA tutti noi, in scienza e coscienza, a chiamare le cose con il loro nome!

Faccio anche a te la domanda che feci ad Uriel alla Luce del Concilio Vaticano I (Sessione IV - I Costituzione DOGMATICA sulla Chiesa di Critso) e del Concilio Vaticano II (SACROSANCTUM CONCILIUM - Norme Generali N.3) ma ne aggiungo un'altra:

-Se un Vescovo della Chiesa, e addirittura il Santo Padre, approvasse ciò che va in contrasto con la Dottrina della Fede, e facendolo impegnasse il suo Ruolo Gerarchico e la sua Infallibilità salendo sulla Cattedra, cosa dovremmo fare? Quale sarebbe l'Obbedienza da mettere in atto?

-Il Vescovo di Santa Romana Chiesa Milingo ha sposato una Dottrina Contraria al Cattolicesimo. Cosa avrebbero dovuto fare i FEDELI (è un Esorcista!), specialmente quelli della Diocesi a lui Assegnata, PRIMA DELLA SCOMUNICA? Seguirlo e OBBEDIRE, poichè aveva (ED ANCORA PORTA) la Veste Sacerdotale Romana?
Avrebbero dovuto ASPETTARE il pronunciamento UFFICIALE della Chiesa e nel frattempo OBBEDIRE alle Dottrine del Vescovo Milingo? Avrebbero dovuto RIMANERE IN SILENZIO SENZA IMPEGNARE UN GIUDIZIO, in scienza e coscienza, maturato dall'evidenza dei fatti?

Un ultima cosa: Lutero non ha avuto NESSUN CARISMA e questo anche se 54 delle sue tesi furono accolte, per ciò che riguarda i Costumi ecclesiali.

Il VERO CARISMA è quello ricevuto dal Serafico Padre Francesco, di cui fra poco ricorderemo il Beato Transito; da San Domenico; da Sant'Ignazio.

"Carisma" è ciò che messo a frutto fa del Bene alla Chiesa tutta! NON LE BUONE INTENZIONI! DI BUONE INTENZIONE E' LASTRICATA LA STRADA DELL'INFERNO! E questo me lo ripeto ogni giorno, da un po' di tempo, quando mi alzo e prima di andare a dormire, dopo aver fatto l'esame di coscienza.

Fraternamente Stefano

Francesco ha detto...

E' ovvio,Stefano, che la Chiesa, prima di discernere un carisma, proceda con tutte le cautele possibili e con i tempi che le sono propri. In questo senso,credo, Caterina intendesse affrontare il problema.
Lapalissiano il fatto che un'ispirazione contraria alla dottrina di Santa Romana Chiesa non possa essere considerata un carisma, nemmeno parzialmente.

Caterina63 ha detto...

Stephanos mi spiace....ma che piaccia o non piaccia il CN è stato riconosciuto come Carisma....
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negarlo non fa bene nè a te, nè a chi legge...
^__^

Le stesse affermazioni di un Papa oggi defunto e di un Papa oggi felicemente regnante non lasciano dubbi in questa CONFERMA....

le parole di Giovanni Paolo del 2002:

6. Cari Fratelli e Sorelle, con l'approvazione degli Statuti del Cammino Neocatecumenale si è giunti felicemente a definirne l'essenziale configurazione ecclesiale. Ne ringraziamo insieme il Signore.
Spetta ora ai Dicasteri competenti della Santa Sede esaminare il Direttorio catechetico e tutta la prassi catechetica nonché liturgica del Cammino stesso.

dunque il CN è riconosciuto e DEFINITO IN UNA CONFIGURAZIONE ECCLESIALE:

a definirne l'essenziale configurazione ecclesiale. Ne ringraziamo insieme il Signore.

ma attenzione, oltre alle parole successuve che dissociano il Direttorio catechitico e la liturgia DAGLI STATUTI....lo stesso Benedetto XVI, per chi non se ne fosse accorto, ha usato le stesse parole a febbraio 2007 quando parlò della situazione del CN rispondendo ad un parroco, disse:

Aula delle Benedizioni
Giovedì, 22 febbraio 2007

....ad esempio, ci si domanda se dopo cinque anni di esperimento, si debbano confermare in modo definitivo gli Statuti per il Cammino Neocatecumenale o se ancora ci voglia un tempo di esperimento o se si debbano forse un po' ritoccare alcuni elementi di questa struttura.
In ogni caso, io ho conosciuto i Neocatecumenali dall'inizio. E’ stato un Cammino lungo, con molte complicazioni che esistono anche oggi, ma abbiamo trovato una forma ecclesiale che ha già molto migliorato il rapporto tra il Pastore e il Cammino. E andiamo avanti così! Lo stesso vale per gli altri Movimenti.

Adesso come sintesi delle due regole fondamentali direi: gratitudine, pazienza e accettazione anche delle sofferenze che sono inevitabili. Anche in un matrimonio ci sono sempre sofferenze e tensioni. E tuttavia vanno avanti e così matura il vero amore. Lo stesso avviene nella comunità della Chiesa: abbiamo pazienza insieme. Anche i diversi livelli della gerarchia - dal parroco, al Vescovo, al Sommo Pontefice - devono avere insieme un continuo scambio di idee, devono promuovere il colloquio per trovare insieme la strada migliore.


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dice dunque il Papa del CN:

ma abbiamo trovato una forma ecclesiale che ha già molto migliorato il rapporto tra il Pastore e il Cammino. E andiamo avanti così!

ed è la stessa CONFERMAZIONE di Giovanni Paolo II:

a definirne l'essenziale configurazione ecclesiale. Ne ringraziamo insieme il Signore.

in entrambi i casi abbiamo IL RICONOSCIMENTO DEL CN QUALE CARISMA ECCLESIALE, TUTTAVIA SUBORDINATO ANCORA A MOLTI PROBLEMI DA RIDEFINIRE....al blocco del Direttorio Catechetico ancora SOTTO ESAME e ancora in attesa di sentire come finirà la questione LITURGICA....la quale al momento è ferma alla lettera del card. Arinze del 2005....
^___^

negare questo caro Stephanos non rende giustizia alla realtà della situazione...
;-)


Fraternamente CaterinaLD

Caterina63 ha detto...

P.S.

Possiamo chiederci invece un mistero apparso nel Decreto di approvazioni degli Statuti....perchè l'unica citazione a Benedetto XVI risale solo AI COMPLIMENTI del Papa del 2006 e invece non si fa menzione nel a queste parole DEL 2007, tanto meno alla specifica SEPARAZIONE di Giovanni Paolo II del catechismo kikiano e della liturgia attraverso anche la lettera del 2005 del card. Arinze?

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ecco, questo si che costituisce SCANDALO ED INCOMPRENSIONE....ma che tuttavia non può essere usato per dire che il CN non è stato riconosciuto quale Carisma ecclesiale...
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spero di aver aiutato alla comprensione DLLA SITUAZIONE non certo a risolvere i questiti molti dei quali restano incomprensibili e senza risposte...
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Gert ha detto...

...configurazione ecclesiale....forma ecclesiale.
Di carisma si parla comunque poco o punto. O sbaglio?

Gert ha detto...

Attinente, solo di striscio, col tema, trovo un post su un altro blog, che mi piace qui riportare integralmente per la sua chiarezza e la sua lucidità.


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Dimostrare nello spazio di un post che il problema principale della Chiesa è quello liturgico è impossibile. Mi limito a qualche spunto. Ogni cedimento nella liturgia (perdita del sacro, banalizzazione, centralità del prete e dell’assemblea e non più del tabernacolo e della croce, nonchalance nella comunione, ecc.) ha inevitabilmente riflessi (pur differiti) sulla fede. Una prova tra mille? Sondaggio La Croix (organo della conf. episcopale francese, non dei lefebvriani): in Francia il 63% dei cattolici non crede più alla presenza reale, MA TRA I PRATICANTI LA PERCENTUALE E’ ANCORA UN POCO PIU’ ALTA (67%). Come dire: andare a Messa (e diciamocela, in Francia sono atroci, almeno da noi sono ancora delle Messe) ti fa perder la fede.

E se manca la fede, viene meno tutto il resto, viene meno tutta la Chiesa. Ammetterà che il problema della collegialità episcopale, o che so io, non provoca danni comparabili.

Questa è una cosa che sfuggì a Paolo VI, Papa forse santo, ma inadeguato a quei tempi difficili; è anche vero che è facile, per noi, giudicare col senno di poi. Egli pensava che tacitando i novatori con concessioni sulla liturgia, avrebbe potuto salvare l’ortodossia (cfr. il catechismo del popolo di Dio). Ma serve a poco riaffermare la retta dottrina, se la prassi liturgica ne mina l’adesione nel cuore dei fedeli (è la vecchia regola lex orandi=lex credendi).

L’altro punto che solleva, ossia la tesi secondo cui è vero che c’è crisi nella Chiesa, ma dipende dall’andazzo del mondo, non dalle riforme conciliari ché anzi, senza quelle, sarebbe andata peggio.

Ora, dare una controprova a ciò può sembrare difficile (implica un giudizio ipotetico: che sarebbe successo se le riforme stravolgenti non avessero avuto luogo?). Una prima risposta, di buon senso è che, data una crisi pacificamente constatabile e la sua concomitanza col postconcilio, occorre uno sforzo considerevole per andarne a cercare la causa altrove.

Ma c’è un argomento più inconfutabile di questo: la crisi ha travolto solo le religioni che hanno fatto concessioni al “mondo moderno”, e in modo direttamente proporzionale a ciò (peggio di noi stanno ad esempio gli anglicani, i luterani, ecc.: peggio di tutte - è al 3% di pratica - la chiesa protestante svedese, la prima che aveva cominciato a benedire le unioni omosessuali). Invece le più rigide ed inflessibili conoscono un periodo di grande espansione, e anche qui in proporzione diretta: gli evangelici (che spesso sono quasi dei fondamentalisti), i musulmani, ecc.

Con questo non dico che, solo per ragioni di “marketing religioso”, dobbiamo diventare degli integralisti. Ma è anche vero che in Brasile (dove migliaia di persone all’anno passano dal cattolicesimo alle sette evangeliche) si dice: “Se hai problemi sul lavoro, vai dal prete. Se vuoi sentir parlare di Dio, vai dal pastore (evangelico)”.

Come dire: la Chiesa, nelle sue liturgie sempre più “umanistiche”, sembra non “avere più le parole di vita eterna” che Pietro cercava nel Signore.

Caterina63 ha detto...

Prima di ritornare a parlare di ECUMENISMO vero e proprio come suggerisce il titolo della pagina, vediamo un attimo cosa disse Ratzinger in una omelia del 2000 circa la struttura dl Concilio Ecumenico...e le sue finalità
^__^


Papa Giovanni XXIII non aveva da parte sua fissato alcun tema determinato per il Concilio, ma aveva invitato i Vescovi del mondo a proporre le loro priorità, così che dalle esperienze vive della Chiesa universale emergesse la tematica di cui il Concilio si sarebbe dovuto occupare. Anche nella Conferenza Episcopale Tedesca si discusse su quali temi si dovessero proporre per la riunione dei Vescovi.

Non solo in Germania, ma praticamente in tutta la Chiesa cattolica si era del parere che il tema dovesse essere la Chiesa: il Concilio Vaticano I interrotto innanzitempo a motivo della guerra franco-tedesca non aveva potuto condurre a termine la sua sintesi ecclesiologica, ma aveva lasciato un capitolo di ecclesiologia isolato.

Riprendere le fila di allora e così cercare una visione globale della Chiesa appariva essere il compito urgente dell'imminente Concilio Vaticano II.

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000227_ratzinger-lumen-gentium_it.html

*****************

interessanti parole del futuro Papa...il Concilio Ecumenico che doveva appunto interessarsi sulla questione CHIESA doveva appunto " Riprendere le fila di allora e così cercare una visione globale della Chiesa "

del Concilio Vaticano I...

e ancora disse l'allora Ratzinger:

Metz dice: "Anche la Chiesa ha una sua concezione della immunizzazione contro le crisi di Dio. Essa non parla più oggi - come ad esempio ancora al Concilio Vaticano II - di Dio, ma soltanto - come ad esempio nell'ultimo Concilio - del Dio annunciato per mezzo della Chiesa. La crisi di Dio viene cifrata ecclesiologicamente".

Parole del genere dalla bocca del creatore della teologia politica devono rendere attenti. Esse ci ricordano innanzitutto giustamente che il Concilio Vaticano II non fu solo un concilio ecclesiologico, ma prima e soprattutto esso ha parlato di Dio e questo non solo all'interno della cristianità, ma rivolto al mondo - di quel Dio, che è il Dio di tutti, che tutti salva e a tutti è accessibile.

Forse che il Vaticano II, come Metz sembra dire, ha raccolto solo metà dell'eredità del precedente Concilio? Una relazione, che è dedicata all'ecclesiologia del Concilio, deve evidentemente porsi questa domanda.

Vorrei subito anticipare la mia tesi di fondo: il Vaticano II voleva chiaramente inserire e subordinare il discorso della Chiesa al discorso di Dio, voleva proporre una ecclesiologia nel senso propriamente teo-logico, ma la recezione del Concilio ha finora trascurato questa caratteristica qualificante in favore di singole affermazioni ecclesiologiche, si è gettata su singole parole di facile richiamo e così è restata indietro rispetto alle grandi prospettive dei Padri conciliari.

Qualcosa di analogo si può per altro dire a proposito del primo testo, che il Vaticano II mise a punto - la Costituzione sulla Sacra Liturgia. Il fatto che essa si collocasse all'inizio, aveva dapprincipio motivi pragmatici. Ma retrospettivamente si deve dire che nell'architettura del Concilio questo ha un senso preciso: all'inizio sta l'adorazione. E quindi Dio. Questo inizio corrisponde alla parola della Regola benedettina: Operi Dei nihil praeponatur.

La Costituzione sulla Chiesa, che segue poi come secondo testo del Concilio, la si dovrebbe considerare ad essa interiormente collegata. La Chiesa si lascia guidare dalla preghiera, dalla missione di glorificare Dio. L'ecclesiologia ha a che fare per sua natura con la liturgia. E quindi è poi anche logico che la terza Costituzione parli della parola di Dio, che convoca la Chiesa e la rinnova in ogni tempo.

*****************

Caterina63 ha detto...

Infine, per oggi, vi lascerò meditare sull'esplosione che ebbe la DOMINUS JESUS scritta appositamente da Ratzinger e sostenuta da Wojtyla...proprio per FRENARE QUELL'ONDATA ECUMENICA SINCRETISTA...

In serata spero di riuscire a riprendere alcune parti interessanti ^___^
al momento vi dico solo come titolò l'uscita del Documento recente sul significato di CHIESA, la stampa Italiana:

Benedetto XVI boccia l'ecumenismo
«C'è un'unica Chiesa ed è cattolica»

(no comment!!)

Non era un BOCCIARE L'ECUMENISMO, ma bensì RIDEFINIRE IL CORRETTO RAPPORTO ECUMENICO...^___^

Il documento dimostra anche un approccio diverso ai temi del Concilio Vaticano II, affermando che la dottrina espressa nei suoi documenti è stata speso oggetto di interpretazioni fuorvianti che volevano metterla in contrapposizione o discontinuità con la precedente dottrina della Chiesa. In perfetta continuità con «DominusIesus», pubblicata nel 2000 (che pensavo erroneamente negli anni 80 ^__^) dall’allora cardinale Joseph
Ratzinger, che suscitò non poche polemiche in quanto, riaffermando con forza che l’unica salvezza era possibile all’interno della Chiesa cattolica sembrava chiudere la porta al dialogo ecumenico e
interreligioso.

Appena posso ripartirò da qui ^___^

Buon pomeriggio....

Stephanos78 ha detto...

negare questo caro Stephanos non rende giustizia alla realtà della situazione...


Cara Cate.

Il Servo di Dio Giovanni Paolo affermava: "...a definirne [con gli statuti provvisori del cnc]l'essenziale configurazione ecclesiale. Ne ringraziamo insieme il Signore."

Io scrivo:
"2. Il riconoscimento di uno Statuto alla Associazione NC, non implica il Riconoscimento del Carisma ma una tappa nella INTEGRAZIONE del CNC nella Chiesa "...

Come vedi se non è la stessa cosa poco ci manca.
Infatti la Realtà, come dicevi, certifica proprio questo!
Benedetto alla Curia Romana espose proprio questa realtà, descrivendone i problemi.
Lo Statuto sarebbe un' importante TAPPA per il VAGLIO di quello che GIA' DA SE', prima della definizione della Chiesa, si definisce come "carisma"!
Ma la funzione dello Statuto, come ripeto, è appunto quella di CONFIGURARE l'Associazione all'Interno della Realtà Ecclesiale! Dare ad essa una Norma di Fondamento.
Ma non è lo Statuto a definire un Carisma come tale! Ma è il "Carisma" stesso che integrandosi, SERVENDO, si rivela come tale! Lasciandosi vagliare dalla Chiesa.

Lo Statuto definisce il CNC come realtà Ecclesiale A PATTO CHE ESSO LO ONORI! Questo ripetè Giovanni Paolo già alla consegna di quelli provvisori, che ebbero il merito di fornire una base Normativa alla Associazione CNC stessa, per permettere questo famoso INSERIMENTO, che però ancora non è avvenuto. Nonostante tutto!
Infatti i fondatori hanno dimostrato non di INTEGRARSI ma di volere che la Chiesa accetti i loro metodi! Giovanni Paolo disse esplicitamente dopo un lungo periodo di silenzio seguito alla consegna degli statuti, che essi dovevano essere la ragione stessa della Vita del CNC! Da essi dipendeva la sua stessa esistenza in seno alla Chiesa.

Essi non sono stati onorati. Quindi qual è il risultato? Quelli definitivi nemmeno. Quindi?

Come ti ripeto, proprio voler dare alla realtà il giusto posto, la cattolicità è definità dalla realtà. Non dalle definizioni. Non credi?

Con questo chiudo^__^.

Fraternamente Stefano

Emma ha detto...

Per quel che vale la mia opinione, io condivido la riflessione di Stephanos.
Non ho nessuna riconoscenza per l`accettazione del CN, ma molta incompensione.
Che cosa è un carisma?
Parola magica, quanti gruppi carismatici esistono?
Un gruppo che non segue la liturgia cattolica, anzi che l`ha rifiutata, che non segue il catechismo cattolico, anzi se ne è inventato uno ad hoc, che si è formato al di fuori delle parrocchie, che attira persone ,per insegnare e formare alle particolarità nc, ai simboli nc, è carismatico?
È questo che ha suggerito lo Spirito Santo a Arguello e compagni?
È questo il dono che lo Spirito Santo ha voluto fare alla Chiesa?
Mi dispiace ma non lo accetto, e ancor meno sono riconoscente.
Parlare di carisma per il Cn è, a mio umile avviso, snaturarne il senso.

Stephanos78 ha detto...

Cara Emma, vale l'opinione di tutti!

Il mio "appello", infatti, è ai fratelli NC che sentono in buona fede di essere ed appartenere alla Comune Madre.

Discernete e vigilate. Perchè la Madre vi accoglie con Amore! Ma avete la responsabilità di riconoscerla per quello che davvero è! E che Dio vi Accompagni in questa prova che è la più ardua della Vita: seguire la Verità NELLA LIBERTA'!

Stephanos78 ha detto...

...riguardo l'argomento presente. L'Ecumenismo.

Io credo che come ogni "ismo" sia deleterio. Infatti non vedo perchè il tradizionalismo sia da allontanare e l'Ecumenismo no.

Da Cattolico quale mi SFORZO di essere (non sempre riuscendovi!!) mi considero ECUMENICO e non ecumenista.

E'infatti l'Unità "a tutti i costi" (che si ricollega alle riflessioni che faccio in questi ultimi tempi) ciò che danneggia il vero Bene.

L'Ecumenicità, cerca l'Unità nella VERITA'.
Infatti non per nulla i Concili della Chiesa si chiamano Ecumenici e non Ecumenisti!

Stephanos78 ha detto...

Poichè oggi si fa Memoria del Beato Transito del Serafico Padre e poichè il nome del Santo è lo stesso del fondatore del CNC, io prego CON TUTTO IL CUORE il Signore Morto e Risorto affinchè la realtà di cui prima parlavo possa cambiare. Dio mio, Tu che hai tutto nelle Tue Sante mani, che sei Signore del Mondo e della Vita, fa che Francesco Arguello possa docilmente farsi carezzare dalla Madre Chiesa e possa dare davvero ad Essa un aiuto Amando quello che Essa è!

Ti prego con le parole del Serafico Padre, lodandoti. E chiedendo per intercssione del tuo Povero Francesco d'Assisi che la Santa Chiesa possa essere "riparata" come ordinasti allora al tuo diletto figlio perchè anche oggi è in pezzi!

"Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Dio, Padre santo (Gv. 7,11) e giusto, Signore Re del cielo e della terra (cf. Mt. 11,25), per te stesso ti rendiamo grazie, perché per la tua santa volontà e per l’unico tuo Figlio con lo Spirito Santo hai creato tutte le cose spirituali e corporali, e noi fatti a tua immagine e somiglianza hai posto in Paradiso (cf. Gn. 1,26 e 2,15). E noi per colpa nostra siamo caduti.
E ti rendiamo grazie, perché come tu ci hai creato per mezzo del tuo Figlio, così per il santo tuo amore, col quale ci hai amato (cf. Gv. 17,26), hai fatto nascere lo stesso vero Dio e vero uomo dalla gloriosa sempre vergine beatissima santa Maria, e, per la croce, il sangue e la morte di Lui ci hai voluti redimere dalla schiavitù.
E ti rendiamo grazie, perché lo stesso tuo Figlio ritornerà nella gloria della sua maestà per destinare i reprobi, che non fecero penitenza e non ti conobbero, al fuoco eterno, e per dire a tutti coloro che ti conobbero e ti adorarono e ti servirono nella penitenza: Venite, benedetti dal Padre mio (Mt. 25,34), entrate in possesso del regno, che vi e stato preparato fin dalle origini del mondo.
E poiché tutti noi, miseri e peccatori, non siamo degni di nominarti, supplici preghiamo che il Signore nostro Gesù Cristo Figlio tuo diletto, nel quale ti sei compiaciuto (cf. Mt. 17,5), insieme con lo Spirito Santo Paraclito ti renda grazie, così come a te e a lui piace, per ogni cosa, Lui che ti basta sempre in tutto e per il quale a noi hai fatto cose tanto grandi. Alleluia.
E per il tuo amore supplichiamo umilmente la gloriosa e beatissima Madre sempre vergine Maria, i beati Michele, Gabriele e Raffaele e tutti i cori degli spiriti celesti: serafini, cherubini, troni, dominazioni, principati, potestà, virtù, angeli, arcangeli; il beato Giovanni Battista, Giovanni evangelista, Pietro, Paolo, e i beati Patriarchi, i profeti, i santi innocenti, gli apostoli, gli evangelisti, i discepoli, i martiri, i confessori, le vergini, i beati Elia e Enoch e tutti i santi che furono e saranno e sono, affinché, come a te piace, per tutti questi benefici rendano grazie a Te, sommo vero Dio, eterno e vivo, con il Figlio tuo carissimo, il Signore nostro Gesù Cristo e con lo Spirito Santo Paraclito nei secoli dei secoli".

Amen.

San Francesco prega per noi

sofia ha detto...

Cari amici

Sull’argomento che state trattando, e sul falso ecumenismo,
secondo me di scottante attualità, oggi più che mai,
ho trovato questa affermazione
di un Santo.

San Massimiliano Kolbe:
“L’ECUMENISMO È IL NEMICO DELL'IMMACOLATA”
di John Vennari

Traduzione di Sabina Frauzel
Fonte: http://www.cfnews.org/cfn.htm
…….
” Nel 1933, quando il movimento ecumenico iniziò la sua avanzata, San Massimiliano Kolbe lo vide per quello che era e definì l’ecumenismo come il nemico della Beata Vergine Maria; un movimento da combattere e distruggere.
La missione che San Massimiliano affidò ai suoi Cavalieri dell'Immacolata era quella di convertire il mondo intero alla Chiesa cattolica.
Diceva: «Soltanto quando tutti gli scismatici e i protestanti professeranno il Credo cattolico con convinzione e quando tutti gli ebrei chiederanno volontariamente il Santo Battesimo, solamente allora l’Immacolata avrà raggiunto i suoi obiettivi».(1)

«… In altre parole -insisteva San Massimiliano- non c'è peggior nemico dell'Immacolata e della sua Milizia che l'ecumenismo attuale, contro il quale ogni Cavaliere non solo deve combattere, ma anche fare opera di neutralizzazione attraverso un'azione diametralmente opposta che in ultima battuta lo annienti.
Noi dobbiamo realizzare il più rapidamente possibile l'obiettivo della Milizia Immacolata, cioè conquistare all'Immacolata, ed attraverso lei al Sacratissimo Cuore di Gesù, il mondo intero ed ogni singola anima che vive oggi o che vivrà domani, fino alla fine del mondo».(2)

riportato su
http://vandeano2005.splinder.com/tag/la+grande+apostasia

Nella sintesi dell'art. il discorso continua ricordando :

”Padre Edward Hanahoe, un grande teologo degli anni '50 smaschera il male intrinseco del nuovo ecumenismo. Spiega che reca l'effetto nefasto di «perpetuare lo status di separazione, di tenere le persone fuori dalla Chiesa Cattolica piuttosto che farvele confluire».(3)

Sarebbe difficile dipingere un ritratto più vivido dell'ecumenismo post conciliare.
Quelli che promuovono il nuovo ecumenismo conciliare non ricordano mai ai non-cattolici la necessità di convertirsi alla Chiesa cattolica per salvarsi.
Il vero principio di conversione dei non-cattolici ora è rimpiazzato col nuovo principio di «convergenza coi non-cattolici». (4) Ne consegue che, come ha messo in guardia padre Hanahoe, il nuovo ecumenismo avalla il perpetuarsi dello stato di separazione di coloro che sono fuori dalla Chiesa, anzichè riportarli dentro di essa.
L'ecumenismo adottato dai cattolici dal Concilio in poi è in effetti un modello distorto di unità propugnato dal Consiglio Mondiale delle Chiese (5), che implicitamente nega la dottrina infallibile e sicuramente definita: «Fuori della Chiesa non è salvezza». (6)
[…seguono Note]
------
Non conoscevo la figura di San Massimiliano Kolbe sotto questo aspetto.
E sono colpita dal rigore di fedeltà all’Apostolato connesso alla sua missione di evangelizzazione.

Vorrei poi sapere che cosa ne pensate delle valutazioni fatte dall' autore dell'art.:
sono troppo dure o realistiche?

sofia ha detto...

Non avevo ancora letto
la SUBLIME preghiera di Stephanos
al Serafico Padre San Francesco,
una umile ed eccelsa supplica,
infuocata di vera Carità, nel suo stesso stile, immagino:
come potrebbe allora San Francesco
non ascoltarla, e commuoversi, e presentarla alla Madonna e a Nostro
Signore, e intercedere, lui che
fu in vita lo specchio di Gesù
per dilezione di Grazia,
e chiedere alla SS.ma Trinità,
come grazia urgente a beneficio
di tutta la Chiesa, la conversione
di questo figlio della Chiesa
Francisco Arguello
così gravemente traviato?

Dal 13 giugno già pensavo e dicevo che si deve pregare per lui,
e mi unisco con tutto il cuore
a questa supplica di Stephanos!

Francesco ha detto...

Amen. Alleluja!

Caterina63 ha detto...

sofia ha detto...


Vorrei poi sapere che cosa ne pensate delle valutazioni fatte dall' autore dell'art.:
sono troppo dure o realistiche?


****************

ci sono due aspetti da considerare:

1) come ho scritto anche sopra questo ecumenismo di cui parliamo nasce infatti DAL PROTESTANTESIMO E NON DALLA CHIESA CATTOLICA la quale però, attenzione, ha sempre vissuto LO SPIRITO ECUMENICO che è ben altra cosa come ho appunto spiegato ;-) e come spiegava anche Stephanos....nel sottolineare la differenza dei termini a ricordarci che tutti gli "ISMI" sono imbastardimenti non solo dei termini, ma anche del significato come per esempio noi siamo laici, laicali, ma NON laicisti....
noi siamo PCIFICI, MA NON PACIFICISTI... e così via ;-)

2) ho letto alcuni commenti atti a provare che quelle parole attribuite a san Massimiliano Kolbe sarebbero (condizionale d'obbligo) state calcate...^___^
Tuttavia non mi meraviglierebbe se le avesse dette davvero... ai suoi tempi infatti esisteva una gravissima campagna protestante CONTRO L'IMMACOLATA... insieme a don Dolindo ma prima anche a padre Dehon la cui beatificazione è bloccata proprio perchè si opponeva ad ogni apertura agli Ebrei e ai Protestanti... padre Massimiliano dunque non avrebbe detto nulla di sconcertante ^___^
quell'ECUMENISMO infatti era di matrice protestante e NON cattolico e al tempo stesso questi stessi che predicavano l'ecumenismo, attaccavano la devozione mariana...attaccavano la Beata Vergine Maria....

Dunque occorre ritornare alle parole ODIERNE DI BENEDETTO XVI che a più riprese sta rieducando i cattolici ad un concetto PRIMITIVO del vero MOVIMENTO ECUMENICO...ossia, quello atto a COMBATTERE CONTRO GLI ERETICI E CONTRO LE FALSE DOTTRINE...^___^

Così come NON si possono però strumentalizzare quelle parole di san Massimiliano (se le avesse dette realmente) all'ecumenismo sorto dopo il Concilio che oserei definire anche ben peggiore di quello dei tempi del Santo... perchè questo di oggi è quello DELL'APOSTASIA mentre quello di quei tempi aveva semplicemente come meta L'UNITA' FRA PROTESTANTI e poi, forse, con i cattolici..una unità per far fronte ALL'ATEISMO E NON PER IFENDERE LA SANA DOTTRINA CATTOLICA..^___^

indubbiamente l'ecumenismo del dopo concilio ha ereditato gran parte di questo....ed è diventato sinonimo di SINCRETISMO, ma grazie a Dio Ratzinger non è uno sprovveduto....e sta dentro a questi temi da 40 anni....ed ha scritto lui la DOMINUS JESUS...
^__^

Fraternamente CaterinaLD

Francesco ha detto...

@ Caterina


Sintesi magistrale! Non credo che su questo argomento ci sia altro da aggiungere dopo quanto hai detto ( e stavolta con sintesi incredibile!!!)

Un fraterno saluto.

Caterina63 ha detto...

“vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amato...da questo sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni gli altri”(Giov. 13,34-35)

Da qui parte il vero ECUMENISMO...ma attenzione al significato del termine....Il termine ecumenismo nasce da “ecumene” che nel significato originario equivaleva a terra abitata, umanizzata, passò ad indicare poi, nella chiesa antica a partire dall’imperatore Costantino, l’universo imperiale e subito dopo l’universo cristiano....e poichè oggi il termine: oikouméne...vuole indicare prettamente tutta la cristianità sparsa sulla terra (l'universalità=cattolicità)ecumene dunque...indica la realtà universale della chiesa e talvolta come “ecumeniche” si indicano le istituzioni riguardanti tutta la cristianità..... Proprio con tale significato nel 6° secolo il patriarca di Costantinopoli si era fatto chiamare patriarca ecumenico, cioè patriarca la cui pastoralità riguarda tutta la chiesa universale.... non a caso papa Gregorio Magno contestò questo titolo riconfermando che, invece, per la cristianità esistevano cinque patriarchi (alla pari).... nel rispetto appunto dei singoli ruoli...

La Chiesa Ortodossa a sua volta contesta alla Chiesa il fatto che san Gregorio Magno, rimproverò tuttavia anche il patriarca d'Egitto....che lo chiamava "Papa Universale"...sostenendo che tale titolo faceva perdere di dignità gli altri Patriarchi....

In verità san Gregorio Magno non voleva intendere che lui non fosse il "Papa" ma che lo era della CHIESA D'OCCIDENTE poichè sapeva di NON avere giurisdizione sul fronte Orientale ^___^
Tuttavia riguardo alle questioni DOTTRINALI san Gregorio Magno sapeva benissimo di esserne IL GARANTE....INSIEME ALLA CHIESA E A QUANTI SI FOSSERO SENTITI IN COMUNIONE CON LUI in qualità di Successore di Pietro...garante appunto della PROFESSIONE DI FEDE in Gesù Cristo...

Ecco questo per indicare un pò il cammino travagliato DEL VERO ECUMENISMO ;-)

Il termine ecumenico così si ecclissò come ho spiegato sopra...per riapparire nel '900 e fu da parte di un vescovo LUTERANO SVEDESE, fra l'altro premio Nobel nel 1930 per la Pace (dovete sapere che la Chiesa Luterana svedese è quella che fra i luterani ha conservato un certo affiatamento con la LITURGIA CATTOLICA^__^)

In ambito cattolico invece l'ecumenismo riprende la sua marcia negli anni 50 sotto Pio XII...seppur guardato con molto sospetto abbiamo qui la "fioritura" di cattolici impegnati nella politica A VANTAGGIO DI UNA COMUNIONE CON I COMUNISTI... ;-)
comunque il sostantivo ecumenismo venne usato, per la prima volta in ambito cattolico, da padre Yves Congar,domenicano, il grande teologo che “ha fatto riscoprire alla chiesa cattolica l’ecumenismo”.... e di fatti venne accusato dai fondamentalisti quale PROGRESSISTA...

Con il Concilio, tale termine, voleva invece essere sinonimo di DISPONIBILITA' AL DIALOGO...favorire una più APERTA compagine del cristianesimo in un mondo che evolvendosi velocemente iniziava a minacciare la stessa presenza di Dio nelle società culturali...

Faccio un altra osservazione poichè riguarda questo GIUDAISMO KIKIANO ^___^

Premesso che criticare certe prese di posizioni di Giovanni Paolo II E' LECITO...e non intacca la sua eventuale santità ^__^ chiariamo subito che egli sbagliò ad usare il termine FRATELLI MAGGIORI...
sbagliò perchè NON abbiamo maturato ancora, nè loro, nè noi...le capacità DI UNA INTERPRETAZIONE SERENA DEI TERMINI....^___^
con gli ebrei di oggi siamo fratelli gemelli semmai in virtù del fatto che entrambi veniamo dalla fede di Abramo, ed entrambi viviamo per quella Bibbia (A.T.) che entrambi riconosciamo.... non “fratelli maggiori” ....espressione da evitare per molte ragioni....

Intanto nell’intenzione del papa era un complimento, un riferimento AFFETTIVO E NON DOTTRINALE...NON DOGMATICO e non poteva esserlo infatti... ma gli ebrei non amano questa dizione... perché nella bibbia il fratello minore scalza sempre il fratello maggiore, vedi quale esempio Giacobb e Esaù....

Dice il priore di Bose:

Allora, gli ebrei, quando diciamo fratelli maggiori… rispondono:
beh, state aspettando per scalzarci e pigliare il nostro posto?
E poi l’espressione non è molto vera: perché è come dire che loro ci precedono; invece ci precede l’antico testamento, ci precedono gli ebreidell’A.T.

e questo per altro non c'ntra con l'Ecumenismo ma con il dialogo INTERELIGIOSO...^__^

Infine...visto che il titolo cita i Padri della Chiesa...leggiamo questo spaccato verissimo che ci rammenta come un certo Ecumenismo nostrano abbia dimenticato che non siamo nel mondo per sollazzarci...e non siamo diventati cristiani per fare la bella vita...essere coccolati...
^__^

Ilario di Poitiers è un grande vescovo e nel 360 scrive:
sono finite lepersecuzioni, la chiesa dice di godere di grande libertà; in realtà la chiesa non è stata mai perseguitata così tanto! una volta l’imperatore ci flagellava, adesso ci carezza la pancia. Una volta l’imperatore ci mandava in prigione, adesso ci invita a palazzo e noi andiamo a ricevere gli onori!
È vero non siamo perseguitati noi; è perseguitato il Vangelo.

Questo scriveva S. Ilario di Poitiers, uno dei grandi padri della Chiesa d'Occidente....

^__^

Fratenamente CaterinaLD

Caterina63 ha detto...

Francesco ha detto...
@ Caterina


Sintesi magistrale! Non credo che su questo argomento ci sia altro da aggiungere dopo quanto hai detto ( e stavolta con sintesi incredibile!!!)

Un fraterno saluto.

******************


^___^
aaaaaaaaaaaaahahahahahahahah
subito dopo ti ho deluso sulla SINTESI ^___^ ahahahahahah
a Francè...se si aprono pagine così impegnative nun se pò rispondere con la fondazione di comunità e nuove forme di liturgia ^___^
cappito mi hai?
^___^

Caterina63 ha detto...

Stamani ascoltando Radio Maria, c'erano alcuni pensieri di don Orione....e alcune citazioni dal Vangelo che mi hanno scaturito questo pensiero.....

se leggiamo questo passo di Giovanni

20 Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; 21 perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
22 E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. 23 Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.

*******

al verso 21 quel desiderio di Gesù è legato alla predicazione degli apostoli del verso 20: perchè per la loro parola CREDERANNO IN ME....
dopo quel crederanno scatta il desiderio di Gesù "perchè siano una cosa sola...."
Sempre il verso 21 Gesù dice chiaramente che la salvezza degli uomini dipenderà anche da questa unità...."SIANO UNA COSA SOLA PERCHE' IL MONDO CREDA"....
notare che Gesù non dice mai che l'unità c'era ai suoi tempi, nè che c'era mentre parlava..bensì prega perchè ciò possa avvenire..;-)

Dunque, per essere nell'unità occorrono delle CONDIZIONI precise:

1) ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me;

2)siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato

3)E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.

4)Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me

Ora andiamo a leggere un altro passo del Vangelo che suona come contraddizione:

Dal Vangelo di Luca:

51 Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. 52 D'ora innanzi in una casa di cinque persone 53 si divideranno tre contro due e due contro tre;
padre contro figlio e figlio contro padre,
madre contro figlia e figlia contro madre,
suocera contro nuora e nuora contro suocera».

******

se leggiamo la preghiera al Padre in Giovanni e Luca c'è poco da fare, appare evidente che o Gesù si contraddice, o questa unità NON è quella che si sta predicando da 70 anni a questa parte ^___^

e poichè NON è Gesù a contraddirsi, e il Vangelo non è fatto per essere nascosto.. va da se che "qualcuno" ha seminato una falsa dottrina sull'unità...^___^

Spiega il card. Biffi nel suo ultimo libro, memorie di un cardinale:

"5. Mi è stato raccontato di un buon cattolico che ha proposto al suo parroco di fare una presentazione della 'Dominus Iesus' alla comunità parrocchiale. Il parroco (un sacerdote per altro eccellente e ben intenzionato) gli ha risposto: 'Lascia perdere. Quello è un documento che divide'. 'Un documento che divide'. Bella scoperta! Gesù stesso ha detto: 'Io sono venuto a portare la divisione' (Luca 12,51). Ma troppe parole di Gesù oggi risultano censurate dalla cristianità; almeno dalla cristianità nella sua parte più loquace".

RIEPILOGANDO:

Gesù nel mentre PREGA AL PADRE perchè i SUOI siano una cosa sola, menziona il fatto che tale unità può avvenire solo SE ASCOLTANDO LA LORO PAROLA, I NON CREDENTI CREDERANNO ..... ;-)

Gesù NON ha mai pregato per una unità che venisse a patti SUL SUO ESSERE CIO' CHE E'... nè per mezzo di compromessi....è Lui stesso infatti che in questa preghiera IMPONE LA DOTTRINA DELLA TRINITA' quando menziona il Padre e lo Spirito Santo...è Lui stesso che parlando di divisione dice di essere la causa principale della divisione, NON perchè LUI divide, ma PERCHE' IL NON CREDERE ALLE PAROLE DEGLI APOSTOLI GENERA LA DIVISIONE...

Chiunque NON crede alle parole degli Apostoli o ascoltandole non le mette in pratica GENERA LA DIVISIONE....
;-)
dice infatti Gesù:

Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me

ergo chi unisce e potrà unire NON SIAMO NOI, MA LA PREGHIERA DI GESU' e semmai dopo, un atto di umiltà da parte nostra AD OBBEDIRE ALLE PAROLE DEGLI APOSTOLI....

L'unità si avvia con L'UMILTA' E L'OBBEDIENZA....
Infatti nel brano di Luca che parla di divisione vediamo oggi come si agisce diversamente....SI CERCA LA PACE TERRENA, NON QUELLA DEL CRISTO, l'unità infatti è subordinata a queste altre parole di Gesù:

Giovanni 14,27
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.


le famiglie sono divise NON PER IL CRISTO E NON PER DIFENDERE L'UNITA' CHE EGLI CHIEDE AL PADRE....Ma perchè cercano una pace mondana....ed ecco che i cuori di molti sono TURBATI...c'è inquietudine nel mondo, si pretende che NON sia importante credere al Papa, MA SOLO RISPETTARLO....

ecco le parole di sant'Ilario di di Poitiers è un grande vescovo e nel 360 scrive:
sono finite le persecuzioni, la chiesa dice di godere di grande libertà; in realtà la chiesa non è stata mai perseguitata così tanto! una volta l’imperatore ci flagellava, adesso ci carezza la pancia. Una volta l’imperatore ci mandava in prigione, adesso ci invita a palazzo e noi andiamo a ricevere gli onori!
È vero non siamo perseguitati noi; è perseguitato il Vangelo.

Questo scriveva S. Ilario di Poitiers, uno dei grandi padri della Chiesa d'Occidente....

Il VANGELO E' PERSEGUITATO ogni qual volta cerchiamo una pace effimera e fittizia....di convenienza....quando perseguiamo il PACIFISMO il quale aumenta invece LA DIVISIONE... perchè scendere in piazza (tanto per fare un esempio) per difendere il Papa quando gli viene impedito di parlare alla Sapienza, MA POI NON METTERE IN PRATICA QUEL CHE DICE....è perseguitare il Vangelo e idolatrare la persona del Papa...

Vi lascio con questo pensiero:

"Siamo letteralmente invasi dai travisamenti e dalle menzogne: i cattolici in larga parte non se ne avvedono, quando addirittura non rifiutano di avvedersene. Se io vengo percosso sulla guancia destra, la perfezione evangelica mi propone di offrire la sinistra. Ma se si attenta alla verità, la stessa perfezione evangelica mi fa obbligo di adoperarmi a ristabilirla: perché, dove si estingue il rispetto della verità, comincia a precludersi per l'uomo ogni via di salvezza"
(Card. G. Biffi).

Fraternamente CaterinaLD