sabato 11 ottobre 2008

Una Parola inattesa (per noi e per voi)


Proprio stamattina al telefono, mentre discutevamo io e Stephanos alcuni problemi tecnici per rendere più fruibile questo blog, abbiamo spontaneamente condiviso questa Parola che ci è giunta senza che lo volessimo e che con gioia abbiamo dunque proclamato insieme a distanza:

“Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana fu recata mai una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio. (II lettera di Pietro I, 20-21)

E’ poi venuto naturale trovare un rimando che ci conforta ulteriormente:

“Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l`uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.(II Timoteo 3,16).

Altrettanto spontaneo per me e Stephanos riandare con la memoria ad alcuni momenti delle catechesi a loro tempo ascoltate da entrambi durante la nostra esperienza all’interno del Cammino Neocatecumenale:

“In primo luogo si deve spiegare una cosa. Noi abbiamo una mentalità di tipo occidentale e questo libro è stato scritto e raccolto da un popolo orientale. Per questo forse crediamo che la rivelazione consiste nel fatto che Dio ha preso alcuni tizi, è apparso loro nella notte e ha detto loro: scrivete. Crediamo che Dio ha dettato la Bibbia perché vuole parlare e dire cose agli uomini. Se così fosse la Bibbia conterebbe una serie di verità che Dio ha dettato e alcune leggi che ci ha dato per vivere rettamente. Ma risulta che tu apri quei libri e vi trovi delle cose stranissime: raccontini, guerre, stragi, assassinii, peccati, etc., e non ci capisci nulla. Perciò, prima cosa da chiarire: Dio non ha scritto nulla così come Gesù Cristo non ha lasciato nulla di scritto”…” Allora,quando vai in comunità e si aprono e si proclamano le scritture e non ti dicono niente: trema! Perché sei fuori di esse. Se quando si proclamano ti trovi dentro di esse e vedi che ti dicono qualche cosa perché in te si compiono: rallegrati,canta! per questo i cristiani rispondono con il canto alla lettura proclamata. Rallegrati perché stai nel cammino, perché con la tua presenza testimoni che questo é vero.”(Kiko Arguello, catechesi per la “Fase di conversione”).

Brevi commenti telefonici e domande aperte:

c’è indubbiamente del vero in quanto sostiene Arguello, ma fino a qual punto il suo discorso ( e in particolare il suo invito a rallegrarsi di stare nel Cammino) è corretto ed attinente ai brani della Scrittura sopra riportati o non è piuttosto fuorviante per chi si accosta per la prima volta a questo grande tema di Fede?

31 commenti:

mic ha detto...

davvero il Signore ci porta per mano: io non ho parlato con voi oggi, ma abbiamo fatto a distanza la stessa riflessione sulla Parola e sulle Scritture

Ecco quanto ho scritto proprio stamattina, mosso da qualcuno che si poneva la domanda se e perché Cristo non ha lasciato 'scritti' e credo sia molto pertinente con la riflessione che proponi, Francesco!

C'è ancora molto da dire, ma intanto posto questo...

Cristo può anche aver scritto, ma la cosa non ha nessuna importanza, perché Lui, che è la Parola del Dio Vivente, quello che è Sua Volontà lo scrive nei nostri cuori... è solo per questo che riusciamo a parlarne.

C'era bisogno che rimanessero scritti Suoi, quando abbiamo l'insegnamento dei Suoi Apostoli canonizzato dalla Chiesa a compimento dell'Antico Testamento, come una grande sinfonia nata, nuova, da uno spartito Antico?

abbiamo con noi fino alla fine dei tempi la Parola fattasi Uomo, che ci si dona Vivo e Vero in ogni Eucaristia, non per lasciarci nell'immondizia, ma per 'configurarci' a Lui, come diceva qualcuno che Lo conosceva bene? ( S.Paolo Apostolo)

Non confondiamo, però amici, Lui, Parola del Dio Vivente che solo può parlare "in nome di Dio" dalle parole umane che ci vengono contrabbandate come 'Parola di Dio', come se da Lui fosse direttamente pronunciata... è un grosso rischio che non mi sentirei mai di correre né come 'parlante' né come 'ascoltante'

E, poi, ricordiamoci che Lui, oltre ad essere il Maestro è anche il Signore, quindi oltre che dall'ascolto, è dall'Adorazione - a volte dal lasciarci solo 'guardare' da Lui - che siamo fatti 'creature nuove' in Lui...
ascoltiamo, accogliamo, ci lasciamo Amare, mettiamo in pratica... e alla via così...

Francesco ha detto...

Ovviamente nel post oggetto del nuovo thread si lascia volutamente sottinteso l'altro grande ,enorme dubbio connesso alla pretesa del Cammino Neocatecumenale (e anche del Rns) di consultaren la Bibbia "a caso" e di interpretarla subito, snza l'ausilio del magistero e della Tradizione ecclesiale.
Dubbio che d'altronde viene felicemente dissolto dai versetti 21-22 del I capitolo della II Lettera di Pietro che stamattina abbiamo proclamato per ben tre volte di seguito e che viene citata in apertura del thread

mic ha detto...

Da non trascurare neppure l'uso 'strumentale' della Parola in certe Tappe del Cammino... non è venerazione è profanazione della Parola, quella...

mic ha detto...

Allora,quando vai in comunità e si aprono e si proclamano le scritture e non ti dicono niente: trema! Perché sei fuori di esse.

se la Parola in quel momento non ti dice nulla non devi 'tremare', devi solo pregare e cercare spiegazioni da chi ne sa più di te. perché:
1. o è un passo di difficile comprensione
2. o sei in un momento di aridità e magari, spiritualmente sei più 'dentro' di quando la 'Parola ti infiamma, perché la Parola non è efficace solo se e quando agisce sul sentimento... il cammino punta molto sul 'sentire' e sulle emozioni possibilmente 'forti'...
ma, come dice la Scrittura spesso Dio è nella "voce di un vento sottile" (1 Re 19,12)

Se quando si proclamano ti trovi dentro di esse e vedi che ti dicono qualche cosa perché in te si compiono: rallegrati,canta! per questo i cristiani rispondono con il canto alla lettura proclamata. Rallegrati perché stai nel cammino, perché con la tua presenza testimoni che questo é vero

a volte rispondi con le lacrime di vero pentimento, perché quella Prola ti ha 'svelato' una mancanza fino allora nascosta, a volte con un'intima segreta commozione, a volte con una 'gioia' profonda (che non è 'allegria', sentimento più superficiale e passeggero), a volte con una luce improvvisa, a volte con interrogativi non più nascosti, a volte ...
nessuno può e DEVE reagire nei confronti della Parola a comando o in base al solo sentimento...
bene il canto, di gioia e gratitudine, ma nessuno scandalo se al posto del canto c'è il pianto che solleva e 'purifica' l'anima

e poi è la tua presenza nel cammino che testimonia che la 'tutto questo è vero'. Cosa? Che la Parola opera? Forse la Parola ha BISOGNO del Cammino per operare?

Boz ha detto...

non sono d'accordo
se leggo la Bibbia e con sincerità trovo una parola x me quella è di Dio, se me le aggiusto come mi torna meglio quella non è parola di Dio.

Non c'è bisogno di un prete (meglio se c'è) per leggere la Bibbia, questa è compagna fedele nella vita di un cristiano che ad essa si può attaccare per attingere speranza, o anche per capire cosa vuole Dio da lui in certi momenti.

Caterina63 ha detto...

Come feci osservare....non è da trascurare l'intervento del card. Levada (Prefetto della CdF) che in apertura dei lavori sinodali sulla Scrittura ha così detto:

- Un ''no' alla interpretazione ''soggettiva o puramente esperienziale'' della Bibbia e' venuto dal prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il Cardinale William Joseph Levada nel suo saluto al XII Sinodo dei Vescovi, dedicato alla parola di Dio.

Il porporato ha anche ribadito ''la responsabilita' del Magistero'' come ''interprete autentico della parola di Dio''. ''Soltanto la viva Tradizione ecclesiale - ha detto - permette alla Sacra Scrittura di essere compresa come autentica parola di Dio, che si fa guida, norma e regola per la vita della Chiesa e la crescita spirituale dei credenti. Cio' comporta - ha sottolineato Levada - il rifiuto di ogni interpretazione soggettiva o puramente esperienziale o frutto di una analisi unilaterale, incapace di accogliere in se' il senso globale che nel corso dei secoli ha guidato la Tradizione dell'intero popolo di Dio''.

''In questo orizzonte - ha rimarcato il Prefetto dell’ex Sant’Uffizio - nasce la necessita' e la responsabilita' del Magistero, chiamato ad essere interprete autentico della stessa parola di Dio a servizio dell'intero popolo cristiano e per la salvezza di tutto il mondo; e anche noi Vescovi conosciamo quanto siano grandi le nostre responsabilita' come legittimi successori degli apostoli e quanto da noi attenda la societa' di oggi, alla quale abbiamo il dovere di trasmettere la verita' che abbiamo, a nostra volta, ricevuto''.

''Pertanto - ha concluso il Cardinale Levada - questo compito spetta ai vescovi direttamente in prima persona''.

^__^

Stephanos78 ha detto...

Con Francesco ho ripercorso alcuni momenti della mia Vita in CNC.

Particolarmente quello di poco precedente al mio Matrimonio (giorno che benedico ora e sempre!).

L' "uso invalso" di Aprire e "scrutare" la Bibbia, partendo da un Versetto, anche quando non "a caso" ma "dato" dai catechisti, andando poi di riferimento incrociato in riferimento incrociato, finchè poi non ti "ispira quello per te"...è di una PERICOLOSITA' assurda!

Si fa tanto parlare in MOOOOLTI gruppi, della "novità" del Vaticano II di far "familiarizzare" con la Parola...Di venerarla, quasi adorarla (anzi molti adorano il Libro!)..

La mia domanda è questa (e ce la siamo fatta anche con Francesco): si può dire di venerare le Scritture se si "USANO" con una grande facilità, che non è "familiarità"? Se si "manipolano"? Se si slegano dalla Chiesa? Si può dire di essere in Comunione con la Chiesa in quei momenti?

Ma soprattutto: è o no rischioso che una legga le Scritture SENZA AIUTO della Chiesa, alla quale sono state Consegnate? E non mi riferisco solo all'Aiuto sempre BENVENUTO E DETERMINANTE (fondamentale!) di un Sacerdote! Mi riferisco anche alla VERA ED UNICA "Lectio Divina", in cui oltre al Sacerdote, si legge la Parola con la Chiesa di tutti i tempi! I Padri e il Magistero!

Io sono innamorato di Sant'Agostino, di San Francesco e di San Domenico. Del Salesio, anche! Ragazzi, come "spezzano" la Parola loro...!!!

Emma ha detto...

Amici, ho visto attorno a me le conseguenze di una lettura della Bibbia senza guide, lettura totalmente slegata dalla Chiesa e dal suo Magistero.

Si apre la Bibbia a caso e quel brano è quello giusto per me oggi, una forma di lettura magica, come tirare una carta dei tarocchi di Marsiglia, scusate il confronto ma è quello che ho visto fare, una lettura puramente soggettiva.
Con il risultato di grandi incomprensioni, rivolte e rigetti.
Poi ho visto letture ecumeniche, in gruppi misti ma anche qui il Magistero della Chiesa cattolica, messo in disparte quasi a vergognarsene, gruppi autonomi, modernisti e progressisti, la Bibbia al servizio delle loro idee o ideologie, creando in realtà confusione, anche se le persone credevano intellettualmente conoscere, imparare la Bibbia, discutevano sulla Bibbia.
Ho visto la Bibbia usata come strumento di colpevolizzazione, di giudizi, condanne e sentenze.
Ho visto persone guidare alla lettura della Bibbia, saltando i passi problematici, dando di Gesù una visione falsa, angelica e allo stesso umana, un Gesù buono con i poveri e i deboli e duro con i ricchi e i potenti, un Gesù politicamente, socialmente corretto, un modello da seguire, che Egli fosse figlio di Dio, era un dettaglio appena menzionato un optional, puoi prendere o meno, fai tu, non è quello che conta.
Lettura intellettuale, lettura emozionale.
Quello che conta è come tu lo ricevi e lo incarni nella tua vita.
Il che non è nemmeno falso in sé, ma quale è il risultato di questa lettura slegata dal Magistero della Chiesa?

Le persone che seguono queste diverse forme di letture, vanno poi in Chiesa ? Sentono il bisogno di accostarsi alla Santa Comunione, di ricevere il Corpo di Colui che leggono studiano, di cui parlano, talvolta con grande "scienza" ?

Personalmente considero la Bibbia una sorta di "dinamite" che non può essere letta senza la guida di un sacerdote, di una persona che non solo saprà farci penetrare nel linguaggio sovente ermetico, difficilemente comprensibile e anche sorgente di ribellione, di scandalo, ma saprà tenerci per mano, guidarci, nella nostra lettura della Parola di Gesù Cristo, figlio di Dio e nostro Signore.
Come al solito chiedo venia per il mio vocabolario che senza alcun dubbio non è quello di una persona competente, ma è così che mi viene!

Aldo ha detto...

Scuate la mia assenza, Ti chiedo perdono Mic... ma lavoro nel mondo Finanziario/Assicurativo, e come credo sappiate tutti "è un periodaccio"purtroppo non si prevede niente di buono.. prego sempre per voi, e cerco di leggerVi almeno un pò ogni giorno, volevo dare la mia esperienza sul tema proposto,..mi furono consegnate alla tappa dello shema, le lodi della domenica mattina in famiglia (cosa che ritengo buona).. ma non ho mai impedito di sostiuirle alla messa domenicale..(come invece mi dicevano i catechisti) e non ho mai "spezzato" la Parola del Santo Vangelo.. (sono stato accusato di tutto..non obbedienza..orgoglioso..avrei perso i miei figli).. "loro"sanno sempre cosa dice a me e a te la Parola proclamata...

Stephanos78 ha detto...

..Sono arrivato anche io a quel Passaggio... E il mio passaggio successivo è stato quello diretto fuori dal CnC

Emma ha detto...

Io non sono mai stata nel Cn e dunque lo conosco unicamente grazie alle testimonianze, ma anche a ciò che ho letto e visto.
A parte lo statuto, ho letto alcuni passaggi delle catechesi orali di Arguello, e ne sono stata scioccata, ho visto video di Arguello che ho sopportato con difficoltà, ma volevo ascoltare sino alla fine per vedere sino a dove si sarebbe spinto, ho visto foto e video di messe nc, ho visto quei simboli ebraici sulla loro tavola, ho visto persone danzare attorno alla tavola una danza ebrea, li ho visti restare seduti per essere serviti, insomma conosco il Cn dall`esterno.
Quante volte alle domande, qui e altrove, i nc rispondono con la Bibbia, sovente gli stessi passaggi, il che rende riconoscibile un nc, che scrive nei diversi blog, anche se non si dichiara tale, un uso della Bibbia, che tende a dimostrare quanto sei poco cristiano, e quanto buoni cristiani sono loro, quanto poco corrispondi all`immagine del cristiano perfetto, è come se avessero il passaggio biblico ad hoc per ogni circostanza .
Se ti dicono questo tu citi questo passaggio, se ti dicono quest`altro eccoti il passaggio da citare.
Abbastanza impressionante da osservare e direi anche inquietante.
Quando leggo che ad una persona che vuole uscire dal cammino i suoi futuri ex-fratelli dicono che lasciando il cammino lascia Cristo, che si perderà, che è satana che agisce in lui, quando so che usano frasi uscite dalla Bibbia per colpevolizzarlo e fargli paura, non posso non interrogarmi su un certo uso dei testi sacri all`interno del cammino.
Ancora aggiungere, che queste frasi sono "stranamente" le stesse che usano i membri di movimenti evangelici o sette diverse e sappiamo quanto sono numerose.

Caterina63 ha detto...

....le parole di Aldo mi hanno profondamente colpita.....
mi vengono in mente le parole del card. Biffi che pronunciò al Clero bolognese nel 2003...

diceva:

AVERE IL DNA DELLA DOMENICA
«Bisogna far entrare nella coscienza comune dei fedeli che la celebrazione domenicale (e non soltanto la celebrazione eucaristica) è obbligatoria e vincolante PER OGNI COMUNITA' CATTOLICA, non perché sia arbitrariamente imposta dall'autorità, ma perché è intrinseca alla stessa struttura interiore della personalità cristiana e alla natura misterica della comunità ecclesiale affiorante dalle Sacre Scritture. Non è solo il semplice Comandamento del santificare la festa, il che sarebbe già sufficiente per vivere la domenica, ma proprio perchè senza la domenica noi cattolici non possiamo vivere».

«...non sono i grandi numeri a essere un segno necessario dell'autenticità del nostro annuncio, sostiene Biffi. E allo stesso tempo non bisogna guardare alle chiese deserte come a un valore, a una prova della genuinità del Vangelo che predichiamo, a un indizio di fede più personale e matura (come talvolta capita di ascoltare). Gli insuccessi e le apostasie possono essere momenti inevitabili e anche previsti dal disegno di Dio, ma non c'è bisogno di presentarli come momenti di grazia. La Scrittura stessa ci dice che queste vanno denunciate senza mezzi termini».

Dalla "quantità" Biffi passa poi alla "qualità":
«Non è necessario che un raggruppamento di battezzati costituisca una comunità umanamente viva e compatta perché si possa celebrare la domenica, ma è necessario che un raggruppamento di battezzati che celebra la domenica si sforzi di dare origine a una comunità viva e compatta mediante proprio la Parola che si insieme viene ascoltata, dissociata da ogni forma di chiusura..».

Non sono, infatti, «le affinità elettive, ideologiche culturali, né le connessioni socialmente umane a metterci in grado di entrare in comunione col mistero del Signore risorto, ma è il Signore risorto che ci raduna in una comunione ecclesiale la quale vive nella Parrocchia e ci sollecita a superare il nativo egoismo fino a costituire veramente una famiglia. La Parrocchia costituisce così una comunità che, vivendo della Parola e nutrendosi del Corpo e Sangue di Cristo, vive nel mondo quanto ha ricevuto».

Dunque, «...il "mistero della domenica" va proposto continuamente a tutto il popolo di Dio nella sua verità e nella sua totalità, senza mutilazioni, senza distorsioni, senza aggiunte stridenti».

Le parole del cardinal Biffi valgono anche per i NC, per il "suo" clero??


^__^

Francesco ha detto...

Purtroppo, Caterina, le parole di un cardinal Biffi oggi valgono molto meno sulla tribuna ecclesiale di quelle di un untorello come Kiko.
A questo ci siamo ridotti!
E questo ci dovrebbe dare il polso della situazione ijn cui è precipitata la Chiesa.

Francesco ha detto...

Apprendo che martedi prossimo sarà in edicolo il nuovo libro di Don Nicola Bux "LA RIFORMA di Benedetto XVI".
Credo che il titolo stesso sia azzeccatissimo, perchè quella dell'attuale Papa, in materia liturgica e dottrinale, sia pure senza clamori e maree di carte inondate di inchiostro, è una vera e propria riforma( ed era proprio ora!).

Emma ha detto...

Piccola osservazione: non sarebbe possibile centrare meglio l`icona di Cristo, facendola entrare nei margini e staccare il titolo del blog, centrandolo meglio ?
Grazie!

mic ha detto...

Cara Emma,
si potrebbero fare molte cose, e strada facendo le faremo; ma purtroppo dobbiamo fare i conti con il "template" predisposto da chi ci ospita e bisgona avere il tempo per studiare le cose modificabili e come... per ora siamo agganciati ad uno schema prefabbricato ed è la riprova di quanto ogni 'schema prefabbricato', per quanto utile, vada comunque stretto a chi vuole esercitare e mettere a frutto la propria creatività

Ogni allusione non era affatto casuale ;)

Vedremo cosa si potrà fare

Emma ha detto...

Grazie Mic, non sono affatto un`esperta.

Poi si potrebbe anche vederci un simbolo e cioè che Cristo non si lascia rinchiudere in schemi prefabbricati, puramenti umani!

Caterina63 ha detto...

mic ha detto...
... per ora siamo agganciati ad uno schema prefabbricato ed è la riprova di quanto ogni 'schema prefabbricato', per quanto utile, vada comunque stretto a chi vuole esercitare e mettere a frutto la propria creatività

Ogni allusione non era affatto casuale ;)

******************************

aaaaaaaaaaaaaaahahahahahahahahah
questa è tremenda!!!!!!!!!!!!

^___^

Francesco ha detto...

Ha parlato una che quando picchia ha la mano leggera...!
Te possino, Caterina!

:-) :-) :-)

Caterina63 ha detto...

UNA PAROLA INATTESA....dice il titolo del thread...ebbene....vi offro il paragrafo 72 della Sacramentum Caritatis di Benedetto XVI:

VIVERE LA DOMENICA:

Un tale giorno, pertanto, si manifesta come festa primordiale, nella quale ogni fedele, nell'ambiente in cui vive, può farsi annunziatore e custode del senso del tempo. Da questo giorno, in effetti, scaturisce il senso cristiano dell'esistenza ed un nuovo modo di vivere il tempo, le relazioni, il lavoro, la vita e la morte.

È bene, dunque, che nel giorno del Signore le realtà ecclesiali organizzino, intorno alla Celebrazione eucaristica domenicale, manifestazioni proprie della comunità cristiana: incontri amichevoli, iniziative per la formazione nella fede di bambini, giovani e adulti, pellegrinaggi, opere di carità e momenti diversi di preghiera.

A motivo di questi valori così importanti – per quanto giustamente il sabato sera sin dai Primi Vespri appartenga già alla Domenica e sia permesso adempiere in esso al precetto domenicale – è necessario rammentare che è la domenica in se stessa che merita di essere santificata, perché non finisca per risultare un giorno « vuoto di Dio ».(208)


***

^___^

Appare evidente così che le catechesi riguardanti la Domenica hanno la precedenza ASSOLUTA, la concessione che viene fatta della Messa al Sabato sera non può costituire la catechesi PRINCIPALE di nessun gruppo che voglia definirsi cattolico….

non aggiungo altro, a buon intenditor....

^___^

Fraternamente CaterinaLD

Caterina63 ha detto...

Francesco ha detto...
Ha parlato una che quando picchia ha la mano leggera...!
Te possino, Caterina!

:-) :-) :-)


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dici????

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Francesco ha detto...

@ Caterina

Ovviamente scherzavo :-))))))

mic ha detto...

mic ha detto...
Poi si potrebbe anche vederci un simbolo e cioè che Cristo non si lascia rinchiudere in schemi prefabbricati, puramenti umani!


così è, Emma cara! E' Lui che 'rompe' gli schemi e compone le divisioni, che si creano inevitabilmente, però, dove Lui non è ri-conosciuto secondo Verità...

mic ha detto...

Un'altra Parola inattesa su cui meditare ( e così anche noi cominciamo ad onorare l'Anno Paolino):

Ho partecipato ieri ad un incontro ecumenico: un pastore protestante, servendosi delle Lettere di Paolo voleva sostenere che, purché il Fondamento sia Cristo, ogni Chiesa (anche quelle separate) contribuisce alla costruzione... solo che dimenticava un piccolo particolare (!) e cioè che lo stesso Paolo ai Corinzi dice: "Io come sapiente architetto ho posto il fondamento, un altro vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo..."

E allora loro che si ritengono "costruttori" al pari della Chiesa di Roma, non vogliono riconoscere che per loro è stato posto "un altro fondamento", perché il Cristo che loro viene annunziato e che interiorizzano non è che un simulacro...

Il subsistit in della Lumen Gentium in qualche modo proprio questo avalla, e cioè che la Chiesa di Cristo sussiste anche e non solo in quella romana, senza esclusione dell "altre" chiese... ma l' est - "La Chiesa che ha fondato Cristo è quella Romana" - della "Mistici Corporis" di Pio XII indica chiaramente dov'è la Verità.

Che ci si possa incontrare nella prassi, nulla quaestio; ma dove non c'è possibilità di "communicatio in sacris" perché nel culto si vivono significati diversi - e quello che unifica e forma l'unità è solo il Signore attraverso il vero culto - e, se il culto è separato, come si può creare l'unità?

Il Pastore ha aggiunto anche "del resto potremmo condividere la Santa Cena" anche se al pane e al vino si da una diversa connotazione;

certo, col VOM, forse la cosa è diventata possibile, soprattutto con certi sedicenti cattolici; ma è proprio quella "diversa connotazione" e l'assenza del Sacrificio che non consente la condivisione perché toglie al culto una parte sostanziale... Abolire il Sacrificio significa abolire il culto e dove non c'è il vero culto non resta che l'abominio della desolazione (Giovanni Paolo II, Dominicae Cenae)

Infatti, sempre l'Apostolo Paolo ricorda l'essenza del cristianesimo: "offrite i vostri corpi come sacrificio vivo, santo, gradito a Dio"... ed è questo che ci rende sempre più "configurati" all'immagine del Figlio e come potremmo divenirlo, se non nell'Eucaristia, in Cristo e come insegna la Chiesa?

mic ha detto...

Non mi sento di escludere che una sana frequentazione delle Scritture, che in cuori aperti e adoranti può generare sentimenti e risposte coerenti, permetta la 'configurazione' in alcune anime che solo il Signore può conoscere nella Verità... ma ritengo la Chiesa UNA SANTA CATTOLICA l'unica garanzia per i fedeli...

Stephanos78 ha detto...

Sono rimasto basito da quello che ha detto quel "pastore"...BASITO!

Francesco ha detto...

Caro Stephanos, non per nulla per certe menti eccelse, la Parola non è altro ciò che esce dalla loro bocca....

Emma ha detto...

"Il Pastore ha aggiunto anche "del resto potremmo condividere la Santa Cena" anche se al pane e al vino si da una diversa connotazione;
certo, col VOM, forse la cosa è diventata possibile, soprattutto con certi sedicenti cattolici; "


Beh, io non mi stupirei più di tanto, ho sentito affermare cose del genere da eminenti teologi progressisti e temo che qusta idea si sia fatta strada anche nella mente di molti cattolici, grazie alla costante opera di distruzione della Liturgia, diventata un bel banchetto da festeggiare fra amici.
Il momento della Comunione, uno dei momenti di questa festa fra amici.

Penso Mic che volevi dire NOM e non VOM .

Buona settimana a tutti!

Caterina63 ha detto...

...ringraziando mic che mi ha condiviso telefonicamente l'evento che ha raccontato.....(e così rispondo anche a Stephanos BASITO^___^) non mi stupisce che un pastore protestante dica quel che ha detto....egli NON è andato li PER CONVERTIRSI, MA PER CONVINCERE I CATTOLICI DELLA SUA VERITA'....^___^

Il guaio di certi incontri è che si fanno IN DISOBBEDIENZA anche alle richieste del Pontefice il quale, ma già con Giovanni Paolo II, chiede che questi incontri VENGANO FATTE ALLA PRESENZA DI ESPERTI TEOLOGICI PROVATI NELLA FEDE E NELL'ADESIONE ALLA CHIESA specialmente quando si parla di EUCARESTIA....

Quel pastore era dunque COERENTE con la SUA verità....al contrario sembra proprio che sono i cattolici a NON essere coerenti non di una "propria verità" ma bensì POSSESSORI DELLA VERITA'..specialmente sull'Eucarestia ^___^

^__^

Uriel ha detto...

Il problema non e' il Cn in se, ma la struttura del NOM, e' da li che nasce tutto.

La Mensa della Parola e dell'Eucarestia di fatto introducono una divisione tra Scrittura e Liturgia.

Ancora, la Scrittura proclamata sull'Ambone e non sull'Altare da' l'esatta dimensione della dicotomia che si e' voluta introdurre. Le conseguenze sono quelle che descrive Boz.

Per il resto Kiko e compagnia sono semplicemente una corrente ultra modernista del CVII.

Uriel ha detto...

Scrive Mic

Il subsistit in della Lumen Gentium in qualche modo proprio questo avalla.....
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Sul numero del 30 settembre di SI SI NO NO, c'e' un interessante articolo sul tuo inciso e su come la Lumen Gentium, affermando che anche i non cattolici sono ammessi al Corpo Mistico, contraddica di fatto la Misticy Corporis di Pio XII.

Puoi richiedere la pubblicazione a
sisinono@tiscali.it.