lunedì 27 ottobre 2008

No, non siamo d'accordo; ma da 'dentro' senza aria di 'fronda'...

Inserisco, come nuovo inizio, questo post di Emma, che mi pare condensi alcune essenziali perplessità e connessi interrogativi, ai quali devo aggiungerne uno che mi sorge spontaneo e immediato: COME E' POSSIBILE che la Chiesa che da un lato può approvare lo statuto del Cammino necatecumenale - sia pure con dei distinguo peraltro non applicati -, dall'altro mantenga la 'scomunica' per chi non è riuscito ad accettare le 'derive' della riforma liturgica di Paolo VI per 'preservare' un rito che si è riconosciuto "mai abrogato"... E' un comportamento quanto meno sbilanciato... Sul quale non possiamo essere d'accordo, sia pure da 'dentro' la Chiesa e con sommessa inquietudine, ma anche con fiducia nella salvezza operata dal Signore
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Cara Caterina, quanto sono sensate le tue domande!
Ma più che ai neocatecumenali queste domande dovremmo porle chi li HA AUTORIZZATI a continuare a celebrare le "loro messe" separatamente, nelle loro comunità pure loro separate, nel senso che sono numerose all`interno di una stessa parrocchia e celebrano separatamente.

Ma come è stato possibile che chi ha accettato l`art.13 non se ne sia reso conto ?

Non solo non li hanno obbligati ad integrare la parrocchia, ad unirsi alla parrocchia, ma hanno praticamente incoraggiato(non dico obbligato) la parrocchia e i parrocchiani ad unirsi a loro con il conseguente aimento del numero delle comunità nc!
Enorme!

I nc alle nostre domande si limitano a rispondere dicendo: "noi abbiamo lo statuto e lo statuto ce lo permette, siete voi che create la divisione opponendovi a noi e alla volontà, loro dicono del Papa, io dico del PCL".

Quadratura del cerchio.

Lo statuto è come un " Sesamo apriti", parola magica che apre tutte le porte, un lasciapassare assoluto. Almeno così credono i nc, io non lo credo, mantengo intatto il mio diritto di dire no, non sono d`accordo, di porre tutte le mie domande, esprimere tutte le mie perplessità e anche critiche.

50 commenti:

mic ha detto...

Leggevo in questi giorni un libro di Radaelli sulle differenze tra i due riti, di cui inserirò punti di grandissima chiarezza e levatura.

Mi ha colpito la sua riflessione, che a prima vista ho condiviso, sulla diversità di comportamento di Amerio, Spadafora (ed altri) e Lefebvre... i primi - di fronte all'apostasia - si sono affidati, con fede indefettibile, all'opera del Signore OBBEDENDO sia pure obtorto collo (io direi obtorto animo), Lefebvre no...

Credo che non ci si possa fermare qui, anche se l'obbedienza è ciò che tiene in piedi la Chiesa ed alla quale tuttavia mi sembra che i nostri tempi ci abbiamo disabituati: mi riferisco sia al Cammino NC che ai molti vescovi e sacerdoti e fedeli modernisti...

E devo rilevare che, mentre Amerio era un laico e Spadafora ed altri ecclesiastici, Lefebvre era un Vescovo!

Ne traggo la conseguenza che quest'ultimo avesse la responsabilità e il conseguente potere più ampio daventi al Signore e la sua azione, ritenuta eccezionale in quanto 'in stato di necessità', attenui di molto, se proprio non li annulla, gli effetti della disobbedienza. E, se 'strappo' c'è stato, non è stato con "la Chiesa di sempre", ma con quella che si è lanciata in 'derive' tali da cambiarne l'essenza dalle quali il nostro Papa sta faticosamente 'rientrando'...

E sta di fatto che Mons Lefebvre ha preservato un rito insostituibile per l'identità cattolica, ma soprattutto per il culto autentico che è la prima missione della Chiesa e da cui discende e a cui converge tutto il resto... e sta di fatto ancora che si è riconosciuto fin dal 1986 e Benedetto XVI lo ha ribadito nel Motu proprio, che esso non è mai stato abrogato, per il semplice fatto che NON POTEVA esserlo!

Emma ha detto...

Amici, sto leggendo il libro di Nicola Bux "la riforma di Benedetto XVI", una vera boccata d`aria fresca e un balsamo su delle piaghe aperte.
Il prefazio di Messori descrive perfettamente la rivoluzione liturgica post-conciliare piombata dall`alto sui fedeli che non avevano chiesto nulla.
Una lettura da consigliare.

Consiglio anche di leggere su Zenit la proposte sinodali .

chisolm ha detto...

"mantengo intatto il mio diritto di dire no, non sono d`accordo, di porre tutte le mie domande, esprimere tutte le mie perplessità e anche critiche..."

Sacrosanto diritto, anche se credo vada vissuto con un pizzico di ottimismo in più. Certo, forse "ottimismo" è una parola grossa di questi tempi, ma esternare le proprie perplessità senza un minimo di speranza logora ancora di più.

Certe volte, nel vivere l'attaccamento alla tradizione in cui gran parte di noi è cresciuto, ci si può sentire come portatori di handicap più che sani atleti che cercano di portare a termine la corsa o combattere la buona battaglia.

Mi viene in mente un bel libro di Giuseppe Pontiggia, "Nati due volte". E' la storia di un uomo, un professore colto e raffinato, a cui nasce un figlio che, per colpa del forcipe, riporta serie lesioni che ne minano il corpo pur lasciandogli un'intelligenza vivissima.

Il padre vive male questo handicap, non sopporta i "poverino..." che la gente sussurra quando passeggia col figlio: è la storia di un difficile rapporto, ma se ben ricordo, c'è un piccolo episodio che vorrei sfruttare, se la memoria non mi tradisce.

Il ragazzino, pur vivendo una vita difficile, prova gioia solo nell'oratorio, a cantare o a tentare di farlo, aiutando i chierichetti e il parroco. Conosce, con il suo handicap, la gioia del darsi così come si è, da povero servo in-utile, non nel senso che comunemente gli attribuiamo, ma nel suo etimo: senza utile, senza ricompensa, nella gratuità.

Il padre è un po' contrariato di questo darsi del figlio in un contesto nel quale, non mancano i "poveretto... che disgrazia... povera anima...", per questo, un giorno, tenta di dissuadere il ragazzino dal suo piccolo ministero parrocchiale.

E' a questo punto che scatta, forse, una delle frasi più intense del libro. Essa ci fa riflettere, perché ci indica non solo il coraggio della critica giusta, ma anche il diritto di dire quello che si pensa, facendo "ragionare" la propria speranza con il tocco lieve della mitezza, come suggerisce lo stesso Pietro.

Il ragazzino, dunque, di fronte ai tentativi del padre di sradicarlo di là dove egli è, almeno un po', felice, gli risponde:
"Papà, tu non sei l'unico maestro..."
Non ricordo se dica "il solo" o "l'unico", ma è irrilevante, perché il senso è chiaro.

Se, analogamente, qualsiasi appartenente a qualsiasi comunità avvertisse nelle parole di chi in quella comunità insegna, lo stridore di una Parola abusata, piegata, distorta, biascicata in litanie che non contengono più l'Oltre da cui quella Parola è scaturita, allora quel "qualsiasi" membro di quella "qualsiasi" comunità ha ben il diritto di alzarsi e dire: "Tu non sei l'unico maestro".

E' solo una riflessione...
Chisolm

PS: qualcuno mi chiama Chilson, altri Chisolom e via dicendo... Per evitare, magari digitando la parola sbagliata, di evocare qualche antico demone fenicio, vi autorizzo a chiamarmi semplicemente C.
Ho scelto questo nome, in ricordo di Padre Francis Chisolm, protagonista de "Le chiavi del Regno" di Cronin.
E' la storia di un uomo che, in seguito ad una delusione amorosa sceglie il sacerdozio.
Inutile dirvi che, fatti e riferimenti a chi scrive, come nei film, sono puramente casuali...
C.

Francesco ha detto...

@ Chis

"C" è troppo anonimo.

Stupendo l'accostamento con le parole del ragazzo nella narrazione di Pontiggia.

Ma potremo mai paragonare certi catechesti pieni di sè alla sofferta figura di quel papà?

mic ha detto...

il coraggio della critica giusta, ma anche il diritto di dire quello che si pensa, facendo "ragionare" la propria speranza con il tocco lieve della mitezza, come suggerisce lo stesso Pietro

Non volevo quotare nulla di Chisolm, per rispondere sull'eco di quanto il suo scritto mi ha suscitato, e lo ringrazio...

ma poi questa frase l'ho 'colta' e fissata come suggello di quella che vorrei fosse la mia e anche nostra critica, perché quel "tocco lieve della mitezza" è irrinunciabile e strettamente connesso con l'Imago del Verbo, a cui la nostra Fede porta a 'Conformarci' sempre ulteriormente...

E credo che se, quando si 'critica', non si parte dall'umiltà e dalla sincera disamina, pur argomentando con ragioni valide, si raggiungono conclusioni e quindi traguardi che sanno di arroganza e non constatano più, ma contribuiscono a creare la divisione.

Questo è il rischio dal quale non siamo mai immuni e da cui guardarci ogni volta che parliamo di queste cose così 'serie' e 'fondanti' per la nostra Fede e quindi per la nostra vita...

Traggo da quel che dice Chisolm e, in particolare, dalla frase emblematica "Non sei l'unico maestro" il succo della riflessione "per me", che ho presentato come "culto autentico e insostituibile" la liturgia di sempre, dando l'impressione - che non corrisponde al mio 'sentire' - di ritenerla intoccabile.

Infatti, ritengo che essa abbia delle parti che sono insostituibili (penso all'introito, alle preghiere trinitarie, ad alcune genuflessioni che sono anch'ese preghiera, e non ultimo al Canone, ad esempio)
ma ci sono le letture, che ben potrebbero essere fatte in lingua vernacolare, e altre parti modificabili in base ad una Tradizione Viva e davvero portante...

Se pensiamo che si è passati dalla 'sacralità' (che non esclude la comunità) alla 'comunità' tout court, capiamo bene che i due riti non sono la stessa cosa... c'è dietro una 'teologia' diversa e una pericolosa diluizione se non scomparsa di principi dogmatici, verso i quali non c'è da nutrire 'sospetto' e superamento come fa il modernismo, ma approfondimento e riverenza...

In definitiva, penso che Benedetto XVI abbia iniziato un a grande opera di restaurazione e di questo non posso che ringraziare il Signore

Michela ha detto...

Per me è gravissimo che mons. Lefebrve abbia detto 'no' al papa, ed essendo vescovo il suo no è stato ben più grave di quello di un laico.
E' andato contro a quanto lui stesso ha insegnato: proprio in nome della dignità sacerdotale doveva rispettare maggiormente il suo ruolo all'interno della chiesa.
Ha perso l'occasione di essere un maestro di giovani, di essere lievito all'interno della chiesa.
Non giustifico chi approfitta della confusione del momento presente, chi usa gli stessi strumenti dei nemici della chiesa, come l'autonomia di giudizio, la disobbedienza, con la scusa di combattere questi stessi mali.
Vi dico inoltre che non conosco in dettaglio la vicenda di Lefebrve, e che non mi interessa conoscerla più di tanto, dal momento in cui lui e i suoi seguaci si sono messi contro la chiesa. non mi sembra di cogliere in loro segnali di ravvedimento, e sinceramente per me sono allo stesso livello delle comunità protestanti.

Inoltre, come ho già scritto, non si regge il paragone con il cammino.
Il cammino è composto da due parti:
1. la struttura, -gestita dai super ctechisti- tipo società multilevel, con 'catechesi' che si servono di tecniche di manipolazione mentale per agganciare le persone e per non farle andare via.
2. le persone, i semplici fedeli, che nel loro cuore desiderano STARE nella chiesa ( a differenza di Lefebvre), e si sentono nella chiesa.
sappiamo tutti che il 'sentirsi' chiesa non è detto che corrisponda ad 'essere' nella chiesa, ma è chiaro che i vescovi e pastori devono tener conto di questo desiderio di tanti neocatecumenali.
Per questo non ha senso invocare direttive severe.
Quello che possono fare i vescovi è solo restare uniti al Pastore, e ritornare ad insegnare, e a fare ciò che fa il papa.
I gesti sono il miglior veicolo per insegnare e per trasmettere contenuti, al giorno d'oggi.

Piano piano i neocat si accorgeranno di essere stati dei polli.

Ho fatto un post poco politically correct, ma mi sembrava giusto prendere le distanze da posizioni che non condivido e farvi conoscere il mio pensiero.

Stephanos78 ha detto...

Vi ringrazio per le riflessioni di questi giorni.

Sono stati giorni di grande combattimento per me, su una decisione che devo prendere. E che ancora tardo a fare. Anche se la Parola di Dio mi ha dato una netta risposta, insieme alle vostre riflessioni, appunto. Nulla sembra venire "per caso".

Dice Chisolm:

"Il ragazzino, pur vivendo una vita difficile, prova gioia solo nell'oratorio, a cantare o a tentare di farlo, aiutando i chierichetti e il parroco. Conosce, con il suo handicap, la gioia del darsi così come si è, da povero servo in-utile, non nel senso che comunemente gli attribuiamo, ma nel suo etimo: senza utile, senza ricompensa, nella gratuità."

Questo è stato al centro delle mie riflessioni soprattutto in questi giorni. Sul significato dell' Umiltà. Su cosa sia l'Umiltà, quella Vera. Su come e quanto io non sia Umile, anche senza accorgermene (direi soprattutto).

Viene subito da dire che per Capire cosa sia l'Umiltà si deve Guardare a Cristo Signore. Egli, l'Umile, il Vero Umile, ha Mostrato cosa sia l'Umiltà. Ma più ancora CHI SIA l'Umiltà: Lui stesso. Si ha l'Umiltà "avendo" Lui! Si ha la Pace (non come la dà il Mondo) "avendo" Lui! Si hanno tutte le Virtù, avendo il Suo Spirito. E' la Verità della frase "Solo DIO BASTA"!

Durante la Proclamazione della Parola di Dio nella Messa di Domenica ho ascoltato il Santo Evangelo, nella parte dove Gesù dice in cosa si "riassume" tutta la Legge ed i Profeti: Ama il Signore tuo Dio, CON TUTTO IL CUORE, CON TUTTA L'ANIMA, CON TUTTA LA MENTE. Ed Ama il tuo Prossimo COME TE STESSO.

Il Sacerdote ha fatto una Omelia in cui a "tratti" mi ha provocato dubbi perchè ho ascoltato contraddizioni. Ma ho cercato di mettermi all'ascolto della Voce dello Spirito, e ho cercato con il Suo Aiuto di "ritenere ciò che è buono"... Aiutato anche da ciò che è stato Buono dell'Omelia stessa (è sempre il disagio che mi accompagna nella mia vita..non riesco ad "assorbire" le contraddizioni) ...

Evito di scrivere tutte le riflessioni su questo passo del Vangelo (il fatto che Gesù pronunci il passo dell'Antico Testamento e che allo stesso tempo ne dia la Chiave VERA...)

La cosa che mi ha fatto molto riflettere è che l'Umiltà chiesta da Gesù non è disprezzo e "schifo" di se stessi. Questo non può certo essere una specie di "giustificazione" per la "superbia", ovvio. Ma "volersi bene" non credo possa essere assimilato alla "superbia". Lo stesso non credo che "volersi bene" impedisca di riconoscersi per quello che si è. Piccoli, limitati, peccatori.

Ma la cura non è nel ripetersi di essere una cacca...

Ma sono consapevole che l'atteggiamento che può trasparire, e la "caduta" in cui più volte mi sono trovato, è appunto il "deviare" dalla Critica "positiva" di cui parlavate. Per questo serve la Preghiera costante , l'Umiltà di cui sopra, e l'Aiuto imprescindibile dei Sacramenti .

Dice Mic:

Questo è il rischio dal quale non siamo mai immuni e da cui guardarci ogni volta che parliamo di queste cose così 'serie' e 'fondanti' per la nostra Fede e quindi per la nostra vita...

Esatto.

Il Vangelo di Domenica mi ha "scosso" soprattutto su una decisione che tardo a prendere...

L'Amore a cui siamo chiamati è la Carità di Cristo. Senza di Lui non possiamo far nulla. Senza Gesù l' Amore "effettivo" a cui siamo chiamati rischia di diventare una forma di etica irraggiungibile o solo "apparente". Mentre invece il Cuore è ciò che fa la differenza.

Ama Dio....dice il Signore. Preferiscilo, AMANDOLO, quando devi scegliere in una situazione in cui si impone una scelta. Ciò sia fatto con "ogni delicatezza" dice San Pietro, ispirato dallo Spirito.

Più vado avanti e più vedo quanto iL Cristianesimo sia una "sinfonia" dell' Equilibrio...

Ma ho bisogno dell'aiuto di tutto il PAradiso, e di voi Fratelli, perchè io non "stoni"...

Stephanos78 ha detto...

Dice Mic
ma ci sono le letture, che ben potrebbero essere fatte in lingua vernacolare, e altre parti modificabili in base ad una Tradizione Viva e davvero portante...


Già...

Infatti quello che "limita", ostacola l' "azione" di Dio (che sempre c'è!) è la Libertà dell'Uomo. Che Dio stesso ha decretato. Libertà che non può non esistere visto come Dio ha Rivelato se stesso: Deus Caritas Est! Ama, chi è LIBERO! Dio è Libero, e ha voluto che l'Uomo lo fosse per AMARE come lui Ama! Donando Se Stesso affinchè l'Uomo possa Amare, godendo Liberamente del Suo Dono! Chiedendolo Liberamente...

Nel Culto si Incontra Dio "tutto intero"! Si sta alla sua Presenza in modo "Unico"! Solo questo BASTA! Stare alla Presenza di Dio è la cosa più grande che possa esistere nell'Universo! Tutto ciò che "sminuisce" (o tenta di farlo), sviando l'Uomo, è a danno dell'Uomo!

Nel Culto DEVE essere "rispettato" l' Incontro con Dio, e DEVE essere lasciata intatta e non "offuscata" la Realtà della Sua Presenza. Questa Verità si "traduce" nel rispetto per il DONO della Liturgia, che non può essere abdicare a se stessa, altrimenti non è più Liturgia. La "sostanza immutabile" di cui si parla non può dunque "eliminare" l'Incontro e l'Adorazione.

Questo il NOM, offusca. Nonostante sia "solo" ambiguo, quindi non sia eliminato, reciso, il legame con la Tradizione viva, un colpo è stato sicuramente dato.

E da quando ho partecipato al Culto Gregoriano, che non è mai stato abrogato, che ho Incontrato e Adorato Gesù come non avevo mai fatto.. E da quando vedevo Giovanni Paolo nel suo Calvario che Officiava la Santa Messa, i suoi scritti che trasudavano devozione e SPeranza che la sacralità potesse tornare dando la "chiave interpretativa unica del NOM", da quando vedo Benedetto che ho capito che effettivamente un Colpo è stato dato... Ma a danno MIO. A danno di tutti. Perchè quando Incontro Dio, senza gli ostacoli messi dagli uomini, io vedo IN CONCRETO ciò che viene di buono nella mia Vita di tutti i giorni...

Le divisioni nascono e si aggravano anche per questo..Sembra divenuto fondamentale esaltare noi stessi. E, mi chiedo, come possa essere questo d'aiuto per l' Imitazione di Gesù nell'Umiltà a cui siamo chiamati.Come, in questo clima, possa esserci l'ambiente ideale per rafforzare le nostro virtù... Vedete cosa intendo quando dico che la Divina Liturgia è necessaria alla nostra stessa sopravvivenza?

Io desidererei, per la mia salvezza, che si facesse finalmente la riforma auspicata dalla Tradizione Viva.. I Libri Litrugici SVILUPPATI da quelli antichi.. Per la SAnta Messa, la Parola proclamata ANCHE in vernacolo... Arricchimento delle Lectio... Canti..Ma non di più...

Emma ha detto...

La cosa che mi ha fatto molto riflettere è che l'Umiltà chiesta da Gesù non è disprezzo e "schifo" di se stessi. Questo non può certo essere una specie di "giustificazione" per la "superbia", ovvio. Ma "volersi bene" non credo possa essere assimilato alla "superbia". Lo stesso non credo che "volersi bene" impedisca di riconoscersi per quello che si è. Piccoli, limitati, peccatori.

Posso amare l`altro nella misura in cui mi amo, "ama il tuo prossimo come te stesso" .
Amare se stessi non è superbia, ma una responsabilità grande e costante, sapersi sotto lo sguardo costante e amorevole di Cristo che mi ama, del cui amore non posso e non devo dubitare.
Ma di questo Amore incondizionale, che ci rende liberi e responsabili ne siamo consapevoli?
Posso amare l`altro partendo da me, posso prendere cura dell`altro nella misura in cui prendo cura di me, stima di sè, fiducia in sé, ascolto interiore, amore per sè, non sono orgoglio o superbia, ma le mattonelle indispensabili per la mia costruzione.
Non sopporto, anzi sono molto irritata da frasi frasi tipo:sono uno schifo, mi faccio schifo ecc.
Limitati? Certamente?
Piccoli? Senza dubbio e nel contempo grandi !
Peccatori? Potenzialmente senza dubbio, ma non è un marchio infamante che ci rinchiude e definisce.
Amarsi può voler dire talvolta prendere decisioni che possono far soffrire l`altro, che possono essere incomprese.
Volersi bene, abbiamo tutti bisogno di amore, di riconoscenza, ricerca dell`amore, della riconoscenza nello sguardo altrui, non potendolo trovare dentro di sè , quante dipendenze a cause di questo desiderio-bisogno di amore.
Talvolta è in gruppi, in comunità che taluni credono avere trovato l`amore, si sentono amati, accettati in maniera incondizionale.
Per poi svegliarsi, e rendersi conto che quello che hanno preso per generosità, accoglienza, non era sovente che egoismo, manipolazione.
Dico egoismo, perchè dietro certe generosità apparenti, si cela l` egoismo di chi compensa un vuoto interiore.
Queste riflessioni che ho lasciato venire in ruota libera, per dire che amarsi non è superbia, ma una grande responsabilità, per taluni la ricerca, sovente inconsapevole, di una vita!

chisolm ha detto...

La Bibbia è un meraviglioso racconto in cui i mille travagli dell'uomo si alternano a momenti di dolcezza infinita.
Gli autori sacri, in qualche modo, ci hanno voluto trasmettere un particolare sentimento, situazione, vicenda e il loro esatto contrario: non un libro dettato da un Autore capriccioso, ma da Colui che ha forgiato l'uomo e sa di cosa è fatto.

Di fango, certo, ma Lui ci si è impastato le mani come un ragazzino che gioca con la terra bagnata dal temporale. Ha impastato quel fango e ci ha impresso il suo alito vivificante.

Certo, leggiamo delle piaghe di Giobbe, delle pustole di Lazzaro, dell'esodo straccione in mezzo al deserto. Leggiamo di lebbra e di sangue sparso, di re crudeli e faraoni sanguinari.

Ma l'Autore di quel Libro non lo intride di pessimismo cosmico, bensì di amicizia per l'umano, amicizia così sincera che, per onestà, Egli racconta all'uomo le cose come stanno.

Per questo, in un salmo breve e bellissimo, troviamo la consolazione di esser stati fatti poco meno degli angeli da Colui che afferma la sua potenza con la bocca dei bambini e dei lattanti.

Essere umili richiama l'humus, la terra da cui proveniamo e va bene.
Ma nella pappetta di terra e acqua c'è l'ingrediente vivificante che è il soffio di Dio. Non so voi, ma quando mi capita di vedere (raramente) un bambino che fa pizze di fango, ripenso istintivamente a quel salmo, a quel Dio che proclama la sua grandezza con la bocca dei bambini, dei lattanti appunto...
E non mi sento tanto "cacca" a dire la verità...

Chis

mic ha detto...

Essere umili richiama l'humus, la terra da cui proveniamo e va bene.

l'humus è la terra fertile, intrisa di umori vitali, non quella arida del deserto!

umiltà quindi anche come fertilità, ma solo perché la nostra terra (Adamah) ha ricevuto (e accoglie) lo Spirito (che procede dal Padre e dal Figlio) con tutta la Sua Vita e i Suoi Doni...

Bella l'immagine delle 'mani' di Dio che si dilettano a impastare!!!

Forse è questo essere continuamente 'impastati' che qualche volta, quando siamo andati troppo 'fuori squadra', ci fa anche un po' male, che è solo per un bene maggiore... :)

Esteban ha detto...

O Signore Gesù Cristo...
abbi pietà di questi uomini, satana è entrato nel loro cuore e sta tentando di distruggere attraverso loro una Tua opera...
che tu Signore possa inviare su questi fratelli il tuo Santo Spirito che venga a liberarli dal maligno che abita nei loro cuori...

mic ha detto...

penso che Esteban sia qualcuno che è stato 'impastato' alla kikiana maniera ;)

Aldo ha detto...

Forse eteban.. è un "esorcista".. hai fatto bene Mic. a passare questo post.. perchè sintetizza in poche righe.. il pensiero dominante del "nc" doc... quando non la vedi come lui.. o quando non ti "conformi"..
Stefano, preghiamo reciprocamente, anche io sto cercando di affrontare delle scelte importanti.. un abbraccio, profondo

Stephanos78 ha detto...

Dice Aldo

Stefano, preghiamo reciprocamente, anche io sto cercando di affrontare delle scelte importanti.. un abbraccio, profondo


..anche a te

jeff m. ha detto...

Emma ha detto...
La cosa che mi ha fatto molto riflettere è che l'Umiltà chiesta da Gesù non è disprezzo e "schifo" di se stessi. Questo non può certo essere una specie di "giustificazione" per la "superbia", ovvio. Ma "volersi bene" non credo possa essere assimilato alla "superbia". Lo stesso non credo che "volersi bene" impedisca di riconoscersi per quello che si è. Piccoli, limitati, peccatori.

Posso amare l`altro nella misura in cui mi amo, "ama il tuo prossimo come te stesso" .
Amare se stessi non è superbia, ma una responsabilità grande e costante, sapersi sotto lo sguardo costante e amorevole di Cristo che mi ama, del cui amore non posso e non devo dubitare.
Ma di questo Amore incondizionale, che ci rende liberi e responsabili ne siamo consapevoli?
Posso amare l`altro partendo da me, posso prendere cura dell`altro nella misura in cui prendo cura di me, stima di sè, fiducia in sé, ascolto interiore, amore per sè, non sono orgoglio o superbia, ma le mattonelle indispensabili per la mia costruzione.
Non sopporto, anzi sono molto irritata da frasi frasi tipo:sono uno schifo, mi faccio schifo ecc.
Limitati? Certamente?
Piccoli? Senza dubbio e nel contempo grandi !
Peccatori? Potenzialmente senza dubbio, ma non è un marchio infamante che ci rinchiude e definisce.


Parole verissime.
Non siamo la somma dei nostri peccati.

Caterina63 ha detto...

...il caro Chis...o chilsn...o meglio CHISOLM ^___^ colpisce ancora una volta il mio piccolo cuore la cui cicatrice dell'infarto non è nulla al confronto di ciò che vive nella quotidianità...e di ciò che vede nella Chiesa...^___^

Generalmente mi firmo: INNAMORATA DELLA CHIESA e come una amante ne eguo intrepidamente ogni travaglio come voi certamente ai quali invito a quella dose di OTTIMISMO che è la vera carta d'identità del Catolico: SPE SALVI....mi pare che un grande Papa DOTTORE E TEOLOGO felicemente regnante abbia scritto qualcosa su questa SPERANZA....
^___^

su questa scia tralasciado gli interventi idioti di chi parla di infiltrazione di demoni....vorrei riprendere due righe riportate in apertura di questo thread, dice Emma:

Ma come è stato possibile che chi ha accettato l`art.13 non se ne sia reso conto ?

Non solo non li hanno obbligati ad integrare la parrocchia, ad unirsi alla parrocchia, ma hanno praticamente incoraggiato(non dico obbligato) la parrocchia e i parrocchiani ad unirsi a loro con il conseguente aimento del numero delle comunità nc!
Enorme!

I nc alle nostre domande si limitano a rispondere dicendo: "noi abbiamo lo statuto e lo statuto ce lo permette, siete voi che create la divisione opponendovi a noi e alla volontà, loro dicono del Papa, io dico del PCL".

Quadratura del cerchio.

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è il cane che si morde la coda ^___^

di fatto sono i parrocchiani A SUBIRE E AD ESSERE OBBLIGATI, e ci sta bene!! il N non avrebbe trovato alcuna posibilità di sostituirsi ad altri se questi "altri" si fossero comportati da cattolici a suo tempo....

Se andiamo infatti in quelle Parrocchie FUNZIONANTI da sempre... difficilmente troverte i NC "comandare" o dirigere le catechesi ^__^ semmai qui li troverete INTEGRATI...
Un esempio è appunto la Diocesi milanese ^__^

C'è dunque una speranza che ci porta non solo a sperare in meglio ma anche ad AMARE il CN ^__^
questa speranza è e sta nell'applicare da parte nostra l'insegnamento della Chiesa...
qunado i supercatechisti sitroveranno davanti FEDELI PARROCCHIALI PREPARATI abbastanza per dare risposta della speranza che è in loro (noi) si accorgeranno essi stessi che "li", come se dice a Roma...."nun c'è trippa per gatti" ^__^

Si, è una espressione un pò colorita, ma efficace ^__^

Certo è che se all'arrivo dei supercatechisti, trovassero nella parocchia fedeli ANALFABETI, bè...il loro successo sarà un nostro dono....^___^

Non importa se QUALCHE vescovo li manderà in qualche parrocchia (alla luce dei conti non è vero poi che TANTI vescovi li mandano nelle parrocchie, spesse volte l'avvicendamento avviene FRA PARROCI con qualche amico sacerdote del CN all'insaputa del vescovo il quale, a conti fatti, non gli conviene neppure reagire, si accontenta DEI NUMERI SENZA GUARDARE ALLA QUALITA'...) l'importante sarà che essi NON TROVINO L'ALIMENTO CON IL QUALE SI NUTRONO: PARROCCHIANI IGNORANTI.....^___^

L'impresa non è ardua, andiamo avanti così da 2000 anni....anno più anno meno cosa volete che cambi? Il Signore ci fa GIOCARE, ma ci sono anche dei limiti oltre i quali NON permette che i nostri giochetti possano distruggere la Liturgia o la Tradizione....

^___^

Fraternamente CaterinaLD

Gianluca ha detto...

Non credo proverò più a scrivere in questo blog.
E' davvero inutile provare ad essere in comunione con chi ha già deciso la "verità" qual'è.
Continuo a desiderarlo, ma continuare a perseguirlo sembra ormai un azione di forza. Meglio affidarsi a Dio
Davvero vorrei capire il motivo dell'ennessima censura. Caro Mic, condividi o meno i miei post, non puoi certo dire che sono offensivi o "solo" autoreferenziali...e certamente non puoi dire che non tengo conto della discussione in atto.
Tu preferisci "usare" dei messaggi come quello strambalato di esteban...perchè così ottieni un automatico ritorno, commenti di risposta degli altri molto agevoli in unica direzione...
Bravo, forse così manterrai intatto il blog....nella "verità" predeterminata...ma certamente ripiegherai tutto il discorso su se stesso...magari con derive Lefvebriane (e te lo dice eanche chi è d'accordo con te su tutto il resto...-vedi Michela).
Ti saluto ugualmente con affetto, perchè sento davvero di stare bene nello scriverti, ma molto amareggiato.
Fai così, visto che ti trovi, inserisci qualche altro commento di qualche esteban di turno...ed elimina non solo i miei, ma anche quelli di chisolm, perchè attraverso lui...si vede quanta predeterminazione umana c'è in questo blog. Sai cosa penso, che molte persone vorrebbero realizzarsi umanamente nella "religione"...moltissime vorrebbero farlo nella parrocchia, nei movemimenti, nei gruppi...e naturalmente anche nel cammino...
a chi è impedito di fare ciò...viene subito il dubbio che si tratti di "persecuzione"...di "poteri occulti"...di "settari"....
Ma vanno giustificati...in fondo cercano solo affetto e un pò di stima...
Tanta "tensione", detrminati toni...confrontati con i modi di Chisolm evidenziano proprio questo...
Lui non no ha bisogno di stima e di affetto....ed è già felicemente realizzato nella sua vita da non desiderare di farlo per mezzo della religione...
Gli altri sembra proprio di no...forse mi sbaglio...
ma quei toni, quela tensione...e quela astuzia di girare (o cancellare) detrminate parole...dimostrano proprio una insoddisfazione profonda nei confronti della "storia" (non so se di quella personale anche), di ciò che "avviene"...di ciò che "accade" proprio nella Chiesa...
di ciò che non si riesce per nulla ad accettare...
Che croce pesante che avete...Cristo la renderà gloriosa.
Ti (vi) abbraccio profondamente.
Gianluca.

Vittorio ha detto...

"Certo è che se all'arrivo dei supercatechisti, trovassero nella parocchia fedeli ANALFABETI, bè...il loro successo sarà un nostro dono....^___^"

dovresti chiedere al Dr. Faustini e a molti altri come lui se erano analfabeti (nella Fede)... eppure: dovunque vanno fagocitano

Nelle parrocchie dove hanno torvato persone preparate sono queste che hanno dovuto far fagotto!

Vittorio ha detto...

"L'impresa non è ardua, andiamo avanti così da 2000 anni....anno più anno meno cosa volete che cambi? Il Signore ci fa GIOCARE, ma ci sono anche dei limiti oltre i quali NON permette che i nostri giochetti possano distruggere la Liturgia o la Tradizione...."

su questo concordo con te !!!

Francesco ha detto...

Blogger Gianluca ha detto...

Non credo proverò più a scrivere in questo blog.
E' davvero inutile provare ad essere in comunione con chi ha già deciso la "verità" qual'è.
Continuo a desiderarlo, ma continuare a perseguirlo sembra ormai un azione di forza. Meglio affidarsi a Dio
.........................

Non te la prendere, non bisogna mai prendersela quando qualcuno ti corregge perchè ti trova nell'errore!
"Qual è" non vuole mai l'apostrofo.

Vittorio ha detto...

Gianluca dice:
"Caro Mic, condividi o meno i miei post, non puoi certo dire che sono offensivi o "solo" autoreferenziali...e certamente non puoi dire che non tengo conto della discussione in atto."

ti risponderà Mic. ma se non ti ha censurato il messaggio che ho letto poco fa, con tutto il veleno riservato a lui, vuol dire che per quello precedente qualche buona ragione c'era

Gianluca ha detto...

Mi fa piacere che Francesco abbia letto e risposto al punto più importante del mio post.
Comunque grazie della correzione grammaticale;
di altre correzioni ne leggo solo nei post di Chisolm.
Gianluca

newgold69 ha detto...

faccio un copia-incolla dal sito abba padre neocatecumenali on line.

è una notizia che va controccorente rispetto ai vescovi che si piegano davanti a kiko e al cammino... qualcuno ha il coraggio di dire basta... leggete quanto riportato qui di seguito.

ciao

newgold

newgold69 ha detto...

Generale : SOSPENZIONE CAMMMINO

Da: dami66 (Messaggio originale) Inviato: 27/10/2008 7.29
CARRISSIMI FRATELLI IL NOSTRO VESCOVO VINCENZO MANZELLA HA SOSPESO SENZA NESSUN MOTIVO IL CAMMINO NELLA NS. DIOCESI DI CALTAGIORONE NONOSTANTE GLI STATUTTI APPROVATI. SPERO CHE QUESTA NOTIZIA GIUNGA IN VATICANO
SPERIAMO CHE PRENDANO DEI PROVVEDIMENTI IN MERITO.

SALUTI DA ENZO DAMIGELLA

Da: -Mark5 Inviato: 27/10/2008 10.20
Carissimo Enzo, Pace!

Essendo il Cammino una realta` diocesana, rimane sempre nell' autorita` e nella pertinenza del Vescovo del luogo. Quindi, questa notizia non deve, e non puo`, suscitare ne` scandalo ne` furore.

I catechisti responsabili della tua diocesi sicuramente sapranno della situazione e faranno di tutto per fare che questo che hai detto non avvenga. E poi il Vescovo ha anche il compito di "risolvere, in dialogo con l'quipe Responsabile del Cammino ... eventuali questioni riguardanti l'attuazione e lo sviluppo del Cammino nella propria
diocesi;" (Statuti Art. 26,5).


Mark
Da: sandroeleonora3 Inviato: 27/10/2008 14.05
E' da tempo che dico che c'è qualcosa che non va.
Se il papa ha esortato in più di un occasione i vescovi, i presbiteri e la Chiesa ad accogliere il cammino come un dono dello Spirito Santo per l'evangelizzazionecome mai questo regolarmente non avviene.
Se al Sinodo dei Vescovi hanno riconosciuto il dono del Cammino come mai...
Eppure questi sono i fatti. Siamo come un aborto! Non ci vogliono!
la pace

Da: sandroeleonora3 Inviato: 27/10/2008 14.13
Ma avete letto le proposizioni 21, 23 e 49 del sinodo appena concluso...

mah... se le parole hanno ancora un senso!

la pace

Da: magicflyer82 Inviato: 27/10/2008 16.21
Dove si possono leggere queste Propositiones di cui parli...?

Da: qeimsga73 Inviato: 27/10/2008 17.13
http://www.vatican.va/news_services/press/sinodo/documents/bollettino_22_xii-ordinaria-2008/01_italiano/b37_01.html

Caterina63 ha detto...

Gianluca ha detto...
Non credo proverò più a scrivere in questo blog.
E' davvero inutile provare ad essere in comunione con chi ha già deciso la "verità" qual'è.
Continuo a desiderarlo, ma continuare a perseguirlo sembra ormai un azione di forza. Meglio affidarsi a Dio
Davvero vorrei capire il motivo dell'ennessima censura. Caro Mic, condividi o meno i miei post, non puoi certo dire che sono offensivi o "solo" autoreferenziali...e certamente non puoi dire che non tengo conto della discussione in atto.

************************

per amor del vero non sono censurti....^___^
vengono inviati anche a noi privatamente e preferiamo semplicemente non alimentare ulteriore confusione a quella che già regna ^___^

spesso ci arrivano messaggi come se a scrivere fossero NC muniti di cattedra PETRINA....manco vescovile ^___^
non fate mai domande caro gianluca, rispondete inserendo chilometri di DOTTRINA KIKIANA senza mai un riferimento al Magistero....ogni tanto ci proviamo a rispondere, ma ci rendiamo conto che è una impresa rispondere NON perchè siete magisteriali, ma perchè siete CONFUSIONARI....^___^

è carità anche evitare di esibire certi messaggi....^___^

Poi scrivi:

Tanta "tensione", detrminati toni...confrontati con i modi di Chisolm evidenziano proprio questo...
Lui non no ha bisogno di stima e di affetto....ed è già felicemente realizzato nella sua vita da non desiderare di farlo per mezzo della religione...

***********************

questa non l'ho capita!!!!
Povero Chisolm!!! ^___^
spero proprio d'aver capito male!
ahahahahah
^___^

Caterina63 ha detto...

Vittorio ha detto...
"Certo è che se all'arrivo dei supercatechisti, trovassero nella parocchia fedeli ANALFABETI, bè...il loro successo sarà un nostro dono....^___^"

dovresti chiedere al Dr. Faustini e a molti altri come lui se erano analfabeti (nella Fede)... eppure: dovunque vanno fagocitano

Nelle parrocchie dove hanno torvato persone preparate sono queste che hanno dovuto far fagotto!


**************************

infatti all'inizio ho parlato di OBBIGO: siamo NOI ad essere obbligati ad andarcene ^___^ i NC fanno la parte dei perseguitati da 30 anni....forse dovrebbero immigrare tutti in Iraq o in India per capire la differeza....^___^
dicendosi perseguitati, IN ITALIA, hanno creato e dato origine alla più massiccia organizzazione mai vista...la spacciano per forza dello spirito (minuscolo eh! che è meglio)....ma in verità è la forza DELL'AGGREGAZIONE che indubbiamente ha i suoi lati positivi là dove appunto, trovano nelle parrocchie terreno fertile e COMPIACENZA DI PARROCI ANALFABETI....

chiedetevi come mai che qui in diocesi milanese ambrosiana essi non vanno oltre la normale PARTECIPAZIONE alla Parrocchia, pur mantenendo SOBRIAMENTE la loro pecularità per sè stessi?
^__^

Caterina63 ha detto...

Breve testimonianza di una persona al di sopra di ogni sospetto....
^___^

Ho notato però che negli ultimi anni il Cammino è in forte ridimensionamento. Nella mia parrocchia, dopo un'esplosione iniziale, le tre comunità che si erano formate si sono ridotto a una di dimensioni molto esigue. Sono più quelli che abbandonano di quelli che rimangono. Il problema è che i danni sono ingenti: la maggior parte dei fedeli che lascia il Cammino smette di frequentare la Chiesa, o perché ne ha ricevuto un'idea totalmente deformata, o perché è scandalizzata dal fatto che un movimento del genere possa fregiarsi del nome di cattolico.

(conosco la persona ergo non è una breve testimonianza viziata o proveniente da qualche sito che vive per queso....)

Emma ha detto...

jeff, riprendendo solo una parte del mio messaggio, conclude dicendo:


Parole verissime.
Non siamo la somma dei nostri peccati.



Ecco una tipica frase che rifiuto nel modo più assoluto, immagino facilmente i danni che può provocare se e quando è imposta come verità ad una persona che si è scoperta, si è aperta in una comunità, immagino i danni alla sua psiche, alla sua immagine di sè, alla sua autostima, e la vulnerabilità che può provocare.
Dio mio quanto è riduttrice questa frase, a che cosa è servito che Cristo sia morto per noi? Dove è la responsabilità individuale? La libertà dell`individuo?
È questo che si insegna nel cammino neocatecumenale?
Mi ricordo che quando avevo letto la visione ancora attuale del peccato insegnata da Carmen Hernandez, ne sono stata scioccata.
È questo il risultato?
Caterina, Mic, Stephanos e chi lo desidera, può dirmi: è vero che noi siamo solo la somma dei nostri peccati?
Io non solo non lo credo, ma lo rifiuto, ma forse voi siete d`accordo.

Caterina63 ha detto...

Emma ha detto...

Caterina, Mic, Stephanos e chi lo desidera, può dirmi: è vero che noi siamo solo la somma dei nostri peccati?
Io non solo non lo credo, ma lo rifiuto, ma forse voi siete d`accordo.


****************

ovvio che no!!
^___^
Io penso che jeff abbia risposto con una di quelle battute, di quegli slogan in voga in una fetta di Chiesa ce ha il suo vanto NON nella Croce e nel CROCEFISSO quale strumento della salvezza, MA NELLE SUE FORZE MODERNE....^___^
è probabile che jeff non sappia neppure la portta di questa espressione e che l'ha deta così, senza voler affermare alcuna dottrina....

Indubbiamente seminare questi slogan è pericoloso....

Mi piace rammentare santa Teresina del Bambin Gesù quando vedendo un giardino con tanti fiori diversi, ecco che ci vedeva la ricchezza della Chiesa nelle sue diversità...e lei si vedeva come l'ultimo fiorellino di campo, il meno raccolto dagli uomini, il meno guardato, ma ugualmente baciato dalsole, dall'aria, dalla pioggia....^___^

Non esiste che il fiore si curi da sè stesso: ogni fiore, ogni filo d'erba necessita della cura del Giardiniere....e in mezzo al campo di fiori esce anche la gramigna, la zizzania....essa non va toccata, dice il Giardiniere, è LUI che cura il giardino...NON siamo dunqe la "somma dei nostri peccati" siamo FIORI CURATI DA UN GIARDINIERE SPECIALE....preoccupiamoci di non essere zizzania...

^___^

Fraternamente CaterinaLD

Emma ha detto...

Mi scuso con jeff!

Ho letto male, in realtà jeff ha scritto che"non " siamo la somma dei nostri peccati!

Condizionata da quei numerosi" mi faccio schifo" "sono uno schifo" che ho spesso letto ad opera di neocatecumenali, sapendo quale è la loro concezione del peccato e l`uso che ne fanno, ho letto troppo in fretta e male.

Emma ha detto...

Grazie Caterina per la tua risposta !

mic ha detto...

Tanta "tensione", detrminati toni...confrontati con i modi di Chisolm evidenziano proprio questo...

tra noi e Chisolm c'è una differenza sostanziale, a prescindere dalla sua maturità spirituale e di studioso: Chisolm NON conosce il Cammino dal di dentro....

Lui non no ha bisogno di stima e di affetto....ed è già felicemente realizzato nella sua vita da non desiderare di farlo per mezzo della religione...

intanto sbagli nell'affermare che Chisolm non abbia bisogno di stima e di affetto, perché questo è un bisogno connaturato alla natura di ogni uomo; anche se poi se ne può essere più o meno schiavi in ragione della profondità della relazione con il Signore che ci costruisce 'creature nuove' umanamente psicologicamente e spiritualmente...

e sbagli anche nell'attribuire il mio o nostro impegno a mancanza di realizzazione nella vita (che non conosci) e nella ricerca di compensi per mezzo della religione... né io né alcuno di noi parliamo in termini ideologici, che dimostrerebbero quello che tu dici... parliamo da esperienza, giudizio, sofferenza, disorientamenti, speranze, fiducia nell'Opera del Signore e, di volta in vlta, lasciamo fluire quello che scaturisce dal nostro essere e dal nostro sentire

E, poi, dovresti leggere con attenzione la nostra documentazione, oggettiva e non reattiva, che tutto mostra tranne che soggettiva immaturità... è quella che non siete mai riusciti a confutare

Gli altri sembra proprio di no...forse mi sbaglio...
ma quei toni, quela tensione...e quela astuzia di girare (o cancellare) detrminate parole...dimostrano proprio una insoddisfazione profonda nei confronti della "storia" (non so se di quella personale anche), di ciò che "avviene"...di ciò che "accade" proprio nella Chiesa...
di ciò che non si riesce per nulla ad accettare...


comodo e subdolamente insinuante attribuire le censure, che tra l'altro sono intervenute dopo due anni e mezzo di vita del blog, a causa delle vostre che eufemisticamente chiamo 'intemperanze', a insoddisfazioni nella storia personale...
Se il mio e nostro impegno nascesse da sfasature del genere, non avremmo potuto fare il percorso che abbiamo fatto, con l'aiuto del Signore, cercando di rimanere nella Verità, e allargando gli orizzonti sulla crisi epocale che sta attraversando la nostra Chiesa, che stiamo vivendo con consapevolezza e partecipazione come meglio possiamo

Che croce pesante che avete...Cristo la renderà gloriosa.

poiché vissuta in Lui con Lui e per Lui, la nostra Croce, derivante dalle vicende storiche e spirituali che investono la Chiesa di Cristo, è già gloriosa...

Caterina63 ha detto...

PREMESSO che secondo me il CN NON rientra nelle probblematiche legate alle ERESIE...e premesso che tale pronuncia spetta alla Chiesa e non a me (nè a NOI) ^___^
ritengo utile che in questo nostro NON ESSERE D'ACCORDO con la prassi dottrinale e liturgica del CN ci si confrnti TUTTI con i testi ch appartengono alla TRADIZIONE DELLA CHIESA ^___^
e ci si faccia così un esame di coscienza....

Tertulliano (il quale come sappiamo ebbe anche un periodo travagliato a causa del suo fondamentalismo sulle questioni MORALI de suo tempo tanto da dissociarsi dalla Chies) dunque già spiegava 2000 anni fa quanto segue:

( il testo NON va accorciato ulteriormnte, nè estrapolato ^___^ abbiate la pazienza di leggerlo integrlmente)

Vi sono l'eresie e numerose: perchè spaventarsi del loro sorgere e del loro progredire? così ha voluto la Provvidenza: come la verità potrebbe risplendere di sua luce più pura, se non diradando le tenebre dell'errore? e non c'è neppure da meravigliarsi di coloro che s'allontanano da noi per seguire dottrine eretiche: è una prova a cui gli uomini sono sottoposti; chi sa opporre una resistenza fiera ed ardita, indice di un'anima sicura e ferma, e chi invece cede alle lusinghe di una |xxi nuova dottrina.

L'eresia deve compiere la sua opera: tutto quello che esiste ha una sua forza attiva; anche la febbre agisce sugli organismi con un processo deleterio: ebbene, perchè meravigliarsi? essa esiste per quello scopo: ed è lo stesso dell'eresia: questa vuole scuotere i cardini della credenza vera e vuole seminare la discordia nel campo cristiano: il nostro dovere è quello di sapercene guardare e lottare contro tali false credenze, che insidiano la purità delle fede e il cuore nostro di credenti.

Sicuro! ci potrebbe esser qualcuno che venisse fuori con questa osservazione: oh, ma un vescovo, un dottore hanno abbracciato una credenza eretica; dunque... è forse co-desto un segno della verità di quella dottrina? Si giudicano gli uomini dalle dottrine, non le dottrine dagli uomini: se uno non è cristiano, possiamo asserire che costui non è saggio, fedele, grande: ma se uno dei nostri passa al campo eretico, non possiamo dire che qui sia la verità.

L'eresia non è dunque da condannarsi, perchè allontana qualcuno da noi: anzi: la sua azione è utilissima al Cristianesimo: per mezzo suo siamo in grado di distinguere chi si possa veramente o no |xxii dire cristiano,, perchè, chi è tale, rimane fermo e costante fino all'ultimo giorno della sua vita nella fede incrollabile. L'eretico sceglie a suo modo una dottrina, eresia significa appunto scelta (ai3reaij); ma il Cristiano è seguace scrupoloso degli Apostoli, che furono coloro che ebbero in eredità la verace dottrina del Cristo, perchè la diffondessero nella sua grande parola alle genti: le dottrine ere-tiche trovano loro sostegno nella filosofia pagana e in tutto quel complesso sistema di sottigliezze, di astruserie, di contradizioni delle antiche dottrine e che convergono tutte a nascondere, a tradire la luce della verità: perchè i Cristiani dovrebbero ricercare ancora, quasi che essi non abbiano già in loro possesso la dottrina purissima ed infallibile: eppure gli eretici, nelle loro continue ricerche di sapere, portano a sostegno queste parole dei Libri Sacri "cercate e troverete,, ma Gesù pronunziò queste parole, quando, al principio del Suo insegnamento, non si sapeva ancora se Egli fosse realmente il Cristo, ma una volta che abbiamo trovato Lui e fissato il principio invariabile della Sua dottrina, a che ricercare ancora?
non è possibile ricercare ancora, quando si conosce ormai quello |xxiii che è perfezione e parità massima.

Volete pure ammettere che la ricerca debba procedere instancabilmente, e, per modo di dire, all'infinito? ebbene, si segua questa linea, ma non si esca dal seno della Chiesa nostra "dove la dottrina cristiana poggia sul fondamento d'una testimonianza autentica e d'una autorità legittima, al sicuro dalle fluttuazioni e dai capricci del libero esame; rimaniamo nella nostra Chiesa, che ha il deposito della verità e che questa conserva riassunta in un simbolo di fede". Si cerchi, se si vuole, nel campo cristiano illuminato sempre dalla maggiore fede, che pure può non escludere un certo moderato spirito di curiosità, ma rimanga il principio essenziale, e ricordiamo che piuttosto che conoscere ciò che non dobbiamo, è meglio ignorare, dal momento che già siamo giunti alla conoscenza di quello che ci è lecito sapere.

Tratto dal libro "Contro le eresie" di Tertulliano

Buona giornata, fraternamente CaterinaLD
^__^

chisolm ha detto...

"Lui non no ha bisogno di stima e di affetto....ed è già felicemente realizzato nella sua vita da non desiderare di farlo per mezzo della religione..."

Concordo con Mic: sono un vero e proprio mendicante di affetto. La fede, poi... Se non avessi mille dubbi al giorno, non assaporerei la gioia della perseveranza.

Sono molto timido, parlare in pubblico mi attanaglia lo stomaco. Una volta a settimana faccio lezione in un'Università pontificia, un piccolo corso per una decina di suore. Beh, quel giorno la mia timidezza si trasforma in colite e mal di stomaco.

Non mi sento all'altezza di insegnare e, tuttavia obbedisco a questa grazia immeritata offrendo al Signore la mia colite e le mie esitazioni a lezione.

Non siedo mai alla cattedra, sposto la sedia e rimango in piedi vicino alla lavagna. Esito, sudo, mi mordo le labbra e incomincio.
Non so come, ma vado avanti per due ore. Alla fine, nel chiostro esterno è buio. Mentre raccolgo i miei appunti, dieci tra africane, peruviane, vietnamite, spagnole mi scorrono davanti, mi sorridono, mi danno la mano e mi dicono "grazie". In quel momento, il mio stomaco trova quiete.

Torno a casa, ceno e, per premiare la mia tenace timidezza, la mia cronica sensazione di inadeguatezza mi concedo un grappino... Mentre assaporo la grappa, ripenso a tutte le cose che ho perdute ma anche a quelle che ho guadagnate.
Non mi ritengo un "santo bevitore", tuttavia ritorno, prima di prender sonno, alle parole con cui Joseph Roth finisce la sua "Leggenda del santo bevitore":

"Il Signore conceda a noi bevitori, una morte così dolce e così lieve..."

Spero di aver chiarito a Gianluca, ma anche ad altri che non sono il "perfettino" del blog, ma solo una persona le cui carenze non sono sono né piccole né poche.
Gli auguro di continuare a scrivere, anche se come dice Mic a ragione, su tante cose del Cammino non posso dire nulla perché non lo conosco così bene.

Suggerisco umilmente all'amico che ha citato Satana di non esagerare troppo: non è lui il nostro datore di lavoro. Vederlo sempre e a sproposito può esser segno di una fragilità spirituale non disgiunta ma manie depressivo-religiose.

Chisolm

Michela ha detto...

Gianluca ha avuto l'unica risposta possibile al suo post, che è quella di Francesco.

Quello che ha scritto è solo una collezione di frasi tipiche neocatecumenali.

quando nel cammino si fa un'affermazione personale, una domanda, le risposte sono
-non accetti la tua storia
- denigrazione della persona mettendo in risalto qualche peccato generico ( così non si sbaglia) tipo l'orgoglio
- si dice che quella persona sta cercando potere, autorealizzazione, per sfuggire alle carenze della sua vita.

altro cavallo di battaglia è mettere in evidenza la croce degli altri.

Vedono negli altri, per esempio in questo blog, un diverso modo di dire le stesse cose, e le scambiano per divisioni, perchè non conoscono il significato profondo della comunione: per loro comunione è solo fare le stesse cose e dire le stesse cose.

I neocatecumenali si sono abituati a tirare addosso agli altri quel fango in cui abitualmente stanno quando si fanno i giri di esperienza.
Solo che purtroppo non se ne accorgono e invece di chiedere al Signore che venga ad illuminarli, preferiscono passare per perseguitati, mistificando il termine persecuzione.

Vi riporto un semplice e banalissimo fatto realmente avvenuto:
i catechisti raccomandano di non preoccuparsi dei soldi e di andare pure in ristorante durante le convivenze domenicali.
Con gli anni cominciano ad esserci molti bambini piccoli che al ristorante, non essendoci spazi adatti a loro, finiscono per disturbare i camerieri e i clienti.
Propongo di organizzarci con cibi portati da casa e mi rispondono che sono tirchia e non voglio spendere soldi.

questo è il cammino neocatecumenale,
questo è quello che sta sotto le belle parole,
e bene dice Caterina, che non far passare certi post è carità nei vostri confronti, caro il nostro Gianluca.

Caterina63 ha detto...

chisolm ha detto...


Non siedo mai alla cattedra, sposto la sedia e rimango in piedi vicino alla lavagna. Esito, sudo, mi mordo le labbra e incomincio.

********************

posso iscrivermi ai tuoi corsi????
^___^

mic ha detto...

Gli auguro di continuare a scrivere, anche se come dice Mic a ragione, su tante cose del Cammino non posso dire nulla perché non lo conosco così bene.

carissimo,

il nostro impegno è iniziato con l'intento di dare una corretta informazione sul Cammino Nc del tutto carente - come tuttora, del resto - nella Chiesa.

Esso ci ha portato a confrontarci tra noi e con i nostri interlocutori su quanto avevamo e continuavamo ad incontrare di 'difforme' dagli insegnamenti ricevuti nella Chiesa e di arbitrario rispetto ai comportamenti e alla vita sacramentale vissuta in essa e, proprio 'grazie' a questo approfondimento, abbiamo fatto un vero e proprio percorso di ulteriore conoscenza e assimilazione del Magistero e ora siamo arrivati fin qui, allargando il nostro orizzonte oltre l'iniziale focalizzazione dei problemi creati dal Cammino NC, trovandoci in qualche modo 'impastati' e collocati in un contesto di riflessione e fedeltà dei Fondamenti della nostra identità di cattolici. Consapevoli tuttavia che l'evoluzione riguarda le 'modalità' e non le 'essenze'...

Questo per sommi capi e nelle linee generali il nostro percorso; il resto è tutto da vivere insieme per quanto questo strumento ci può consentire: credo non sia poco se lo vediamo come il 'luogo' di confluenza - sperando che anche in questo 'frammento' si faccia presente il Tutto - delle esperienze, studi, preghiera, vita sacramentale, riflessione, confronto, che ci vedono coinvolti nei restanti momenti delle nostre giornate

mic ha detto...

Gli auguro di continuare a scrivere...

mi unisco a questo augurio per Gianluca e tutti gli altri, possibilmente rispondendo in tema a quanto andiamo svolgendo di post in post
Il post censurato di Gianluca conteneva una lunga testimonianza dalla quale scaturiva che è da 20 anni nel cammino, da 16 catechista, e non ha mai visto NESSUNA delle cose che andiamo denunciando....

noi che conosciamo il cammino non per sentito dire, possiamo star lì a dire per la stramilionesima volta: ma che stai a dì? ;)

a che serve? A perder tempo, a rendere meno leggibile il discorso che cerchiamo di costruire e, soprattutto, a dare del cammino l'immagine falsata che li rende così 'appetibili' a chi non li conosce e ancora riesce a trarre in inganno molti!

mic ha detto...

PREMESSO che secondo me il CN NON rientra nelle probblematiche legate alle ERESIE...e premesso che tale pronuncia spetta alla Chiesa e non a me

Cate,

io le eresie - che peraltro sono state denunciate non (solo) da me - le ho ascoltate con le mie orecchie ed è per questo che ho lasciato il Cammino...

Questa resta una mia personale affermazione e come tale non è un 'giudizio' della Chiesa gerarchica che è il solo vincolante... ma se questo ho incontrato e sentito non posso dire il contrario... se poi nel frattempo il Papa riuscirà nell'intento di cattolicizzare il Cammino (ed altre realtà ecclesiali) ben venga!!!

mic ha detto...

Non siedo mai alla cattedra, sposto la sedia e rimango in piedi vicino alla lavagna. Esito, sudo, mi mordo le labbra e incomincio

seriamente. Sarei in tempo ad aggregarmi o è un discorso riservato alle suore e non ammette altro tipo di partecipanti?

chisolm ha detto...

"seriamente. Sarei in tempo ad aggregarmi o è un discorso riservato alle suore e non ammette altro tipo di partecipanti?"

Ovviamente è un corso per studenti regolarmente iscritti. L'Univesità è un po' rigida riguardo ai frequentatori. Tratta di metodologia, quindi è tecnicamente noioso. Dura poche lezioni, ma se il prossimo anno mi assegnano qualcosa di più "sostanzioso" farò in modo di invitarti...
Chisolm

Caterina63 ha detto...

chisolm ha detto...
"seriamente. Sarei in tempo ad aggregarmi o è un discorso riservato alle suore e non ammette altro tipo di partecipanti?"

Ovviamente è un corso per studenti regolarmente iscritti. L'Univesità è un po' rigida riguardo ai frequentatori. Tratta di metodologia, quindi è tecnicamente noioso. Dura poche lezioni, ma se il prossimo anno mi assegnano qualcosa di più "sostanzioso" farò in modo di invitarti...
Chisolm


********************
a Mic si eh! a me no!
^___^

questa è una ingiustizia!!!!
ahahahahah ^___^

Francesco ha detto...

Si tengono corsi anche per corrispondenza?

chisolm ha detto...

Si tengono corsi anche per corrispondenza?

Che io sappia, c'è l'Istituto Superiore di Scienze Religiose all'Apollinare (Pontificia Università della Santa Croce - Opus Dei) che offre un triennio più un biennio di specializzazione.

http://www.pusc.it/issra/

Purtroppo, per la Teologia vera e propria, i corsi si tengono in gran parte la mattina e sono obbligatori per i due terzi della frequenza.
Fino a qualche anno fa li offriva via internet anche la facolta teologica di Salamanca, in Spagna.

Chisolm

Emma ha detto...

Chisolm,almeno lei il grappino se lo beve dopo, c`è chi per lottare contro la timidezza se lo beve prima!

Sono in tanti a condividere con lei i pugni al ventre e allo stomaco che provoca la timidezza, tanti fuggono, finiscono per isolarsi, passano a lato di occasioni che la vita offre loro, il sentimento di inadeguatezza prende radice .
Eppure, se le diamo la mano, se la accogliamo, se non la vediamo come un nemico, ma una parte di noi che ci dice qualcosa di importante che vuole essere ascoltato,la notra timidezza finisce per diventare un tesoro, che ci fa scoprire una perla solo nascosta.
E finisce per diventare un`amica, con la quale sorridere, talvolta svanisce, talvolta resta presente ma è vissuta in modo diverso, non è più un handicap.
E forse non ci sarà più nemmeno bisogno del grappino dopo, perchè la tensione non sarà salita ad un livello che necessità di un aiutino per scendere a livelli sopportabili !
Ma il grappino può restare, per il piacere!

E timidezza o no, se fossi a Roma mi metterei in coda per assistere ai suoi corsi Chisolm!

chisolm ha detto...

Ma perché mi si dà del "lei"?
Mica sono così vecchio...
Se ritrovo un "lei", giuro che risponderò con un plurale maiestatis e in latino...
Chisolm

Francesco ha detto...

Caro Chisolm,

LEI pensa che Carmen, quando parla al plurale, si riferisca a sè e a Kiko o soltanto a se stessa in forma maiestatis?

Caterina63 ha detto...

NOTA IMPORTANTE DELL'ECCLESIA DEI, FRESCA, FRESCA....^___^

qui al pezzo integrale:

http://www.oriensforum.com/index.php?topic=387.0

dice:
Domanda: Quali sono le sostanziali differenze tra l’ultimo Motu Proprio e i due precedenti Documenti attinenti a questa materia?

Risposta: La prima sostanziale differenza è certamente quella che ora è lecito celebrare la Santa Messa secondo il Rito straordinario, senza più il bisogno di un permesso speciale, chiamato “indulto”. Il Santo Padre Benedetto XVI, ha stabilito, una volta per tutte, che il Rito Romano consta di due Forme, alle quali ha voluto dare il nome di “Forma Ordinaria” (la celebrazione del Novus Ordo, secondo il Messale di Paolo VI del 1970) e “Forma Straordinaria” (la celebrazione del Rito gregoriano, secondo il Messale del B. Giovanni XXIII del 1962) e ha confermato che questo Messale del 1962 non è mai stato abrogato.

Altra differenza è che nelle Messe celebrate senza il popolo, ogni sacerdote cattolico di rito latino, sia secolare sia religioso, può usare l’uno o l’altro Messale (art. 2). Inoltre, nelle Messe senza il popolo o con il popolo, spetta al parroco o al rettore della chiesa, dove si intende celebrare, a dare la licenza a tutti quei sacerdoti che presentano il “Celebret” dato dal proprio Ordinario. Se questi negassero il permesso, il Vescovo, a norma del Motu Proprio, deve provvedere a che sia concesso il permesso (cfr. art. 7).

****************

apperentemente può sembrare che il testo NON riguardi il tema che trattiamo qui, invece lo riguarda profondamente ^___^

1) in sostanza è il Papa che sta spingendo E CHIEDENDO ad un ritorno della Liturgia SENZA LE MODIFICHE AVVENUTE DOPO IL CONCILIO;

2) leggendo il testo si legge chiaramente che le uniche modifiche sono quelle APPORTATE DAL PONTEFICE....;-)
ossia: il sacerdote volto verso il popolo, MA POSSIBILMENTE RISTABILENDO IL CROCEFISSO SULL'ALTARE.... infatti quello di apporare il crocefisso accanto all'altare è stata una CONCESSIONE NON UNA NORMA....accato all'altre infatti va posta la croce della processione (ASTILE) quando appunto manca il crocefisso sull'ALTARE....

3) il ritorno ad una NORMALITA' per la forma detta Straordinaria significa per il Papa ritornare a parlare di ALTARE PIU' CHE DI MENSA.... ;-)



^___^

Caterina63 ha detto...

Dalla Diocesi Milanese....con l'avvento del Nuovo Lezionario: a domanda ti rispondo:

http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=1406968

QUESTO SARÀ L'UNICO MODO DI CELEBRARE
LA MESSA DEL SABATO SERA?

In alternativa alla modalità descritta, certamente da preferire per la bellezza dei segni liturgici, si richiede di introdurre nell’ordinamento consueto della celebrazione eucaristica almeno la proclamazione del Vangelo della Risurrezione, assegnato dal Lezionario alla vigilia di ogni domenica.

Dopo il segno della croce, il sacerdote all’altare introdurrà l’annuncio con una breve monizione e, conclusa la pericope evangelica, acclamerà con l’assemblea al Signore risorto.

La messa proseguirà poi al modo solito, con il Gloria (se prescritto), l’orazione e le tre letture domenicali.

Sia in questo che nel caso precedente, sarà inoltre possibile accompagnare la conclusione del Vangelo della Risurrezione con il suono delle campane, per indicare anche esteriormente la gioia dei credenti nel dare inizio alla Pasqua della settimana.

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NELLA DIOCESI MILANESE A BUON INTENDITOR.....poche parole bastano....
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