mercoledì 1 ottobre 2008

Le testimonianze continuano


Mi chiamo Stefano è da un pò che visito il vostro sito, e finalmente oggi ho deciso di inviarvi la mia testimonianza su quello che è stato per me il cammino neocatecumenale.
Vivo a Roma.

Nella mia parrocchia ci sono ormai 23 comunità neocatecumenali, ed io dopo 4 anni ho deciso di uscire da questa esperienza, anche se tutt'ora sto affrontando un forte travaglio interiore.
Leggendo le testimonianze presenti nel vostro sito ho trovato molte analogie con quella che è stata la mia esperienza. Inviandola a voi ho pensato che potesse fare bene a me e anche a quelle persone che fanno parte ancora parte del cammino e non sanno come uscirne.

Sono entrato a far parte del cammino neocatecumenale nell'ottobre 2005 senza nemmeno accorgermene, come ho modo di pensare oggi.
All'epoca era parecchio che non frequentavo la Chiesa e dovendo fare da padrino di cresima per un mio cuginetto, mi sono rivolto ad uno dei sacerdoti della mia parrocchia per informarmi sul corso da seguire per fare la cresima.
Questo sacerdote che da ora in poi chiamerò Don T. mi disse di partecipare ad alcune catechesi per adulti che si tenevano in parrocchia facendomi capire cha sarebbero bastate quelle per fare poi la cresima.

Durante queste catechesi non mi resi conto subito che si trattava di un cammino che sarebbe durato per 20 anni e le feci di buon grado.
Alla convinenza finale, svoltasi presso un'abazia di Subiaco (in provincia di Roma), cominciai a rendermi conto che mi si voleva far prendere un impegno che non avevo preventivato. Confrontandomi con gli altri ragazzi presenti cominciai ad esprimere i miei dubbi dicendo che avrei fatto la cresima e poi sarei tornato alla mia vita di sempre; i catechisti presenti quel giorno avvisati della cosa vennero a turno da me, raccomandandomi di non "perdere questa occasione", dicendomi che "satana stava facendo di tutto per allontanarmi da Dio" in quel momento ed esortandomi a "non farmi fregare dal maligno".

L'ultima sera della convivenza , convocati tutti in una grande sala, fu chiesto ad ognuno se volevamo o no continuare il cammino che avevamo intrapreso con le catechesi.
Io ero un pò spaventato della cosa, parlai con il sacerdote che mi aveva consigliato all'inizio le catechesi dicendogli che non volevo intraprendere una cosa che forse non faceva per me, e lui mi disse che era una cosa buona che in tal modo ci saremmo visti più spesso. Chiamarono tutte le persone una alla volta ed io venni lasciato per ultimo.

Ovviamente tutti dissero di si, e quando fu il mio turno, alla domanda "vuoi continuare il cammino di fede che hai intrapreso con le catechesi?", tutte le persone (eravamo circa 70) si girarono verso di me ed io, un pò per vergogna di essere la nota stonata del gruppo, dissi di si sentendomici quasi costretto. Iniziai in tal modo il cammino.

I primi 2 anni passarono abbastanza tranquillamente, e venni in breve assorbito in tutte le occupazioni tipiche di una comunità neocatecumenale : celebrazione della parola, celebrazione eucaristica del sabato (mai della domenica), convinvenze ecc. ecc.

Premetto che quando ho iniziato le catechesi non ero fidanzato, la mia famiglia era abbastanza contenta che frequentassi di nuovo la Chiesa quindi non trovai nessun impedimento nel succedersi degli impegni della comunità.
Nel 2007 mi sono fidanzato con una ragazza, che amo e con la quale mi trovo molto bene, e le cose nella comunità sono iniziate subito a cambiare.

Ogni volta che magari non potevo partecipare ad una celebrazione, puntualmente la colpa ricadeva su di lei...era lei che mi distoglieva dal santo cammino. Più volte mi è stato detto di portarla in comunità, ma io ho sempre mantenuto, anche quando facevo ancora parte del cammino neocatecumenale, una certa democraticità nel rapporto di coppia... non vedevo il motivo, insomma, di coinvolgerla contro il suo volere, tantomeno a Sua insaputa.

Sempre nel 2007 mio padre si è ammalato di Degenerazione maculare, una malattia dell'occhio che rende progressivamente ciechi, è tutt'ora in cura presso il Policlinico Umberto I di Roma. Successivamente, sempre nello stesso anno, cominciò ad avere anche problemi cardiaci, risolti tramite una terapia prescrittagli dal suo cardiologo. Tutto questo avveniva nel periodo in cui cadeva la convivenza di Inizio anno, quella di novembre.

Un giorno incontrari Don T. e gli dissi che forse non sarei riuscito ad andare alla convivenza in questione (si doveva fare a Fiuggi), in quanto non volevo lasciare sola mia madre con il rischio che papà si sentisse male di notte con il cuore. Lui , con una normalità disarmante, mi disse che la convinvenza era importante e che sarei dovuto comunque andare, che dovevo affidarmi a Dio e in caso, se ce ne fosse stato bisogno, mia madre avrebbe chiamato un'ambulanza. Rimasi esterrefatto da questa risposta, e da quel momento in poi tutte le mie certezze riguardanti il cammino, cominciarono a sgretolarsi una dopo l'altra.

Come era possibile che un sacerdote della Chiesa Cattolica mi dicesse che era più importante fare una convinvenza che stare a casa ad accudire mio padre che non stava bene???
Profondamente deluso da questa risposta cominciai a saltare parecchi appuntamenti settimanali del cammino, e puintualmente il mio responsabile mi chiamava facendomi battutine e ricordandomi che la vera salvezza era solo con la comunità, dicendomi che erano la mia famiglia e che mi aspettavano a braccia aperte.

Io, invece, ero sempre più convinto di aver intrapreso una strada che non faceva per me. Nonostante questo, partecipai a quella convivenza, con un giorno di ritardo, dopo essermi assicurato che mio padre stesse effettivamente meglio e avendo avuto rassicurazioni da mia sorella che sarebbe rimasta a casa lei.

In quei giorni mi fu sempre piu chiaro che il comportamento delle persone che facevano parte della mia comunità e del cammino in generale avevano un modo di rapportarsi alla vita quotidiana che non piaceva affatto! La stessa cosa si ripetè nella convivenza successiva...il cosidetto Primo passaggio, nel quale secondo il cammino dobbiamo cominciare a rinunciare a tutti gli idoli che ci sono nella nostra vita ( denaro, famiglia, amici, amore...ecc.ecc.). Anche quella volta potei raggiungere la comunità con due giorni di ritardo in quanto, partendo loro il giovedì sera ( le convivneze avvengono sempre intorno al fine settimana) non potevo lasciare il luogo di lavoro, li raggiunsi quindi il sabato mattina.

Premetto che lavorando in un piccolo studio commerciale come praticante, non ho diritto a ferie né a permessi a meno che non stia male, quindi mi rimaneva impossibile prendermi il giovedi pomeriggio e tutto il giorno di venerdi.

Ricominciarono con la stessa storia subita in precedenza, pressioni psicologiche della serie "Dio ti chiama, vuole incontrarsi con te e tu non gli dedichi nemmeno una giornata di lavoro"; ci fu un catechista che mi disse anche " vai alla convivenza e poi si vedrà, ricordati che quando Abramo è stato chiamato dal Signore, ha lasciato tutto quello che aveva ed è partito!". Anche in questo caso rimasi allibito, ma comunque ero ancora legato a quella che ritenevo la mia comunità e quindi li raggiunsi di sabato insieme ad un altro amico che non poteva prendere le ferie. Entrambi, una volta arrivati venimmo trattati come due bambini che hanno commesso qualche marachella. Però saremmo stati prontamente perdonati se fossimo tornati a comportarci come una volta, fedeli alle scadenze del cammino fino a compromettere, persino, il nostro lavoro.

Da quel momento in poi sono tornato qualche volta in comunità ma lo spirito con cui andavo non era più lo stesso di prima. Spesso non sono andato anche perchè il lavoro, soprattutto sotto scadenze, a Studio diventava così opprimente che a volte tornavo a casa dopo le 21 di sera ( dalle 10 della mattina).

Un giorno andai in comunità e dissi al mio responsabile che stavo passando un periodo un pò complicato e che per il momento preferivo andare a messa la domenica con mio padre ed evitare un pò di impegni del cammino, almeno fino a che le cose sul lavoro non fossero migliorate o avessi riacquistato un pò di tranquillità interiore. Mi rispose che non potevo risolvere il miei problemi stando lontano dal cammino e quindi da Gesù Cristo stesso...che stavo cedendo alle tentazioni di satana e che stavo per aggiungere altri problemi alla mia situazione.
Fu quella la goccia che fece traboccare il vaso!

Per loro ( i neocatecumenali) chi decide di tornare ad essere un "Cristiano della domenica" si sta allontanado da Dio, perchè solo nella comunità c'è Dio, e solo frequentandola assiduamente tu puoi risolvere i tuoi problemi.
Sono riuscito ad uscirne parlando più volte con un sacerdote NON NEOCATECUMENALE, di un'altra parrocchia.
Questo sacerdote mi ha tolto molti dubbi e sensi di colpa, dicendomi che quello che avevo subito non era assolutamente il risultato di una carità cristiana che Don T. e gli aderenti del cammino stesso avrebbero dovuto avere.
Mi ha aiutato a capire che la Chiesa ha rispetto per la conversione dell'individuo, a prescindere dal tempo che è necessario perchè ciò avvenga e che non è giusto riempire la testa delle persone di pressioni psicologiche.

Ogni tanto, ancora oggi, quando incontro qualche "ex -fratello" di comunità mi torna un pò di nostalgia del rapporto che si era creato tra di noi, però nel momento in cui vedo che cercano ancora di riportarmi tra loro, di farmi sentire la pecorella smarrita che si sta per buttare in un grosso guaio, penso che sia andata bene così.
Non finirò mai di ringraziare quel sacerdote che mi ha aiutato ad uscire da questa difficile siutazione spirituale.
Vi ringrazio per lo sfogo e spero di non avervi tediato troppo con questa lunga mail.
(Nome Cognome)

8 commenti:

felice ha detto...

Ehm................ storia identica alla mia...

1. Uso dell'inganno
2. Love Bombing
3. Profezia che si autodetermina
4. Regola del contraccambio
5. Scienza sacra

ecc ecc ecc ecc ecc

Ma adesso qualche NC ti dirà:

1. Ci hai franinteso!!!
2. Se ti diciamo "buttati a mare" tu lo fai?
3. Questo è quando una persona non vuole seguire seriamente Cristo!!!

Meno male che esistono ancora dei santi sacerdoti.

Congratulazioni u frà...

Francesco ha detto...

L'uomo ha dimenticato lo strumento che Dio ha dato all'uomo per salvarlo e renderlo felice: l'umanità di Gesù Cristo.
Il Crocefisso è ancora appeso in tanti muri ma l'uomo non sa e non ricorda cosa può farci.
Allora evangelizzare significa anche aiutare a ricordare a ogni uomo come e a che cosa può servire Gesù Cristo oggi.


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Senza volerlo, sono entrato nel blog di CattolicoNc, e ho trovato queste espressioni usate da Veneranda, che, se considerate attentamente, valgono più di mille testimonianze sulla reale dimensione in cui e di cui vive il Cammino Neocatecumenale:

- lo strumento che Dio ha dato all'uomo per salvarlo e renderlo felice è l'umanità di Gesù Cristo.;

-evangelizzare significa anche aiutare a ricordare a ogni uomo come e a che cosa può servire Gesù Cristo oggi.

Vorrei evitare di commentare queste due espressioni mutuate apertamente e chiaramente da confessioni cristiane evangeliche, ma inserite in contesti di riflessione molto più confuse e casuali della predicazione protestante.

Lo strumento della Salvezza è Cristo, visto solo nella sua umanità: ne prendiamo atto.

Evamngelizzare significa aiutare a capire a cosa può servire Cristo oggi.

Insomma un Dio, del quale si disconosce o si dimentica la dimensione trinitaria nonchè quella storica e spaziale.

Un dio confezionato su misura per l'uomo di oggi.

UN DIO NEOCATECUMENALE!

Francesco ha detto...

Oni volta in cui leggo una nuova testimonianza di persone uscite dal Cammino ( e sono migliaia quelle giunte in questi anni, che sarà il caso di pubblicare gradualmente),mi domando ancora come si possa essere così deboli da acquisire fin da subito la "teologia" di Kiko.

Forse Veneranda, senza volerlo,è andato al cuore della predicazione neocatecumenale: presentare alla gente in cerca di Dio, un Dio "UMANO" forte della sua Umanità e debole nella sua debolezza.

Al di là del love bombing di cui parlava Felice, forse uno degli alementi di attrazione del Cammino è sostanzialmente questo: avere un Dio nuovo, a portata di mano , ma solo a condizione che si entri nel Cammino.

LA DIMENSIONE TRINITARIA, UMANA E DIVINA SONO UN TUTT'UNO.
VOGLIAMO TORNARE ALL'ARIANESIMO E, PER GIUNTA, A UN TIPO DI ARIANESIMO PERSINO PIU' SCIATTO E CONFUSO DI QUANTO NON LO FOSSE QUELLO DI PARECCHI SECOLI ORSONO?
E LA CHIESA, CHE SA DI QUESTA PREDICAZIONE, COSA ASPETTA A DARE AI NEOCATECUMENALI(almeno quello) UN DIRETTORIO RIKVEDUTO E CORRETTO?

Emma ha detto...

Stefano, non solo non mi hai tediato, ma ti sono riconoscente per il tuo coraggio di testimoniare.
Nelle tue parole, ritrovo le stesse frasi, i stessi metodi, già raccontati qui da ex neocatecumenali, ma ogni esperienza è unica, ti ringrazio di condividere la tua con noi.

È specialmente importante e rivelatrice la descrizione di Stefano sul come si è trovato a far parte di una comunità, malgrado i suoi dubbi, incapace sul momento di fronteggiare tutti quegli sguardi, prima di una lunga serie di manipolazioni psichiche e mentali che caratterizzano il percorso catechetico del Cn e il tutto con la complicità del parroco.

Mi sembra chiaro che il cammino non forma nè inizia alla fede cattolica, ma alla pseudo-teologia di Arguello, chi entra nel cammino deve restare nel cammino, perchè quella è la sola via, se lasci il cammino lasci Cristo, gli è detto.

Resta per me assolutamente incomprensibile e sorgente di scandalo il fatto che tutti questi anni la Chiesa, la sua gerarchia, abbia tollerato queste catechesi per adulti, senza conoscerne i contenuto, e pur sapendo che sfociavano nella formazione di comunità extra-parrocchiali, con le loro celebrazioni non approvate, catechesi per adulti che in realtà servono a gonfiare i numeri del cammino, attirando persone non nella Chiesa cattolica ma nel cammino neocatecumenale con il rituale di Arguello e le sue catechesi, non ancora approvate.
Mi risulta incomprensibile e scioccante che durante tutti questi anni, nessuno sia intervenuto per correggere e controllare.

Mi risulta inaccettabile, che i vari vescovi e cardinali che hanno appoggiato questo movimento non abbiano ascoltato e dato importanza alle testimonianze come quelle di Stefano che sono arrivate numerosissime nei loro uffici.

Grazie Stefano .

Francesco ha detto...

Ciò che maggiormente sorprende nella testimonianza di Stefano ( per la quale lo ringraziamo) è l'atteggiamento del sacerdote, Don T, che dopo averlo "invato" tra i neocatecumenali, non spende neanche un minuto del suo tempo per aiutarlo, quando Stafano va in crisi.
Un atteggiamento assolutamente esecrabile, una delega sciocca e pacchiana di competenze che devono restare del parroco ai laici, una storia che purtroppo si ripete da 40 anni, senza che nessuno abbia mai tentato di capirci qualcosa.

daquestosapranno ha detto...

carissimo stefano,
grazie per la tua testimonianza sincera.
Mi dispiace molto per tutte le sofferenze che ti ha causato il cammino con i suoi limiti.

Ma dici anche che "prima non frequentavi la Chiesa da Parecchio" ed ora invece la stai continuando a seguire. Ecco questo mi rallegra molto e lodo il Signore, che anche per mezzo di questo mezzo imperfetto e le annesse sofferenze, ha voluto sedurti..
Buon nuovo cammino e resta sempre attaccato alla Chiesa
dqs

Emma ha detto...

Dunque, è grazie al cammino neocatecumenale malgrado i suoi limiti che Stefano è ritornato alla Chiesa !!
Grossi limiti quelli del Cn, che possono distruggere psicologicamente una persona, che la obbligano ad una lunga e paziente ricostruzione , per ritrovare fiducia in sè e negli altri, per ritrovare la propria identità, per uscire dal condizionamento mentale e psichico, dalla dipendenza.

Sarebbe forse meglio che i catechisti e super catechisti del Cn si interroghino su ciò che non va nel loro cammino.
Perchè quello che descrive Stefano, è simile all`esperienza descritta da chi ha vissuto ed è uscito da una setta.

felice ha detto...

dice daquestosapranno:

"Mi dispiace molto per tutte le sofferenze che ti ha causato il cammino con i suoi limiti."

Non si può ridurre il tutto a una questione di limiti. Il problema è che queste cose fondamentalmente succedono in tutte le comunità e il Dott. Arguello esita ancora a porvi rimedio... dato che a lui sta bene.

Mi colpì molto all'epoca quella catechesi in cui l'"onorevole moglie" del catechista diceva (con gli occhi di ghiaccio) che il demonio era lì tra loro e avrebbe fatto di tutto per non farli parlare e che il demonio incoraggia i padri a far studiare i figli perchè devono guadagnare un sacco di soldi (magar!!! :-D).

Sinceramente mi venne da ridere per 2 cose:

1. Ma come, il demonio in Chiesa davanti al Santissimo? mi sembrava alquanto impossibile. Poi vai a sentire da un camminante che s'è diffusa nelle comunità la voce che il demonio si serve delle cose sacre, dei sacerdoti, ecc... qui c'è solo un mucchi di superstizione.

2. L'assurdità della cosa poteva solo far breccia sulla pelle di persone di livello sociale medio-basso (senza voler ghettizzare nessuno)

inoltre daquestosapranno dice:

"Ma dici anche che "prima non frequentavi la Chiesa da Parecchio" ed ora invece la stai continuando a seguire. "

Ma perchè è forse merito del Cammino Neocatecumenale? ricordiamoci che il merito è di Dio e della persona che decide di cambiare... Ricordiamoci che molte persone decidono di rientrare nella Chiesa senza nessun ripo di condizionamenti... La prova lampante è quella di un mio amico che sta entrando in un'arciconfraternita del mio paese perchè l'ha deciso lui in piena autonomia.