martedì 14 ottobre 2008

L'Identità del CnC dal suo Statuto definitivo. Iniziamo l'analisi!

Bene.

Dopo l'approvazione del CNC avvenuta a giugno da parte del PCL, è mancata una analisi approfondita (sebbene sia stata fatta comunque in modo non sistematico da tutti noi) dello Statuto definitivo, come quella eseguita per il provvisorio.

Ne inizio una, integrabile da tutti, per poi sistemarla in via definitiva.

Ho focalizzato l'approfondimento in 3 punti salienti:
1. Cos'è il CNC approvato?
2. Sua Struttura Catechistica e Pratica
3. Liturgia e integrazione in Parrocchia.


Partiamo comunque da alcuni dati fondamentali ed incontestabili:
-il CNC è stato approvato dal PCL, senza aver ricevuto il placet di 2 congregazioni (dottrina e Culto Divino) e del Papa. Il PCL è sicuramente una "Congregazione" autorevole in seno alla Santa Sede, e la sua Approvazione ha sicuramente valore normativo. E' INDUBBIO, comunque, che tale approvazione è avvenuta in circostanze AMBIGUE. E manca del fondamento del CnC: gli Orientamenti
-il PCL, unica volta a mia memoria nella storia della Chiesa, ha CORRETTO una Norma in un ambito che non gli compete e che è al di fuori del suo Compito particolare! Tra l'altro correggendo questa Norma ha corretto il Papa!!!! Il PCL ha "indultato" una Norma già stabilita dal Culto Divino, riguardo la Sacra Comunione, inserendo nello Statuto un Comma che contraddice la Norma stessa, citata nella Nota!

Posto questo rispondiamo alla prima domanda: Cos'è il CnC? Ecco cosa dice lo Statuto:

Art 1
§ 2. Il Cammino Neocatecumenale è al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella fede.
§ 3. Il Cammino Neocatecumenale, dotato di personalità giuridica pubblica , consta di un insieme di beni spirituali :
1°. il “Neocatecumenato”, o catecumenato post-battesimale , secondo la moda-lità di cui al Titolo II;
2°. l’educazione permanente della fede, secondo la modalità di cui al Titolo III;
3°. il catecumenato, secondo la modalità di cui al Titolo IV;
4°. il servizio della catechesi, di cui al Titolo V, svolto secondo le modalità e dalle persone ivi indicate.

Andiamo a vedere cosa affermano le Note su cui si basa questa descrizione:
Riguardo la "Persona Giuridica Pubblica":
Cfr. PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI, 28 ottobre 2004 (Prot. N. 1761/04 AIC-110).
Cfr. can. 115 § 3: fondazione autonoma di beni spirituali

Riguardo il CONTENUTO DELLA CATECHESI:

“Un itinerario di tipo catecumenale, che percorre tutte quelle fasi che nella Chiesa primitiva i catecumeni percorrevano prima di ricevere il sacramento del Battesimo… (cfr. Catecumenato post-battesimale, in Notitiae 95-96, 1974, 229)” (GIOVANNI PAOLO II, Epist. Ogniqualvolta, 30 agosto 1990, AAS 82 [1990] 1514).
Esso si ispira a vari documenti della Santa Sede, tra i quali:
- il cap. IV dell’OICA che suggerisce l’utilizzazione adattata della catechesi e di alcuni riti propri del catecumenato per la conversione e maturazione nella fede anche negli adulti battezzati.....
- GIOVANNI PAOLO II, Esort. apost. Christifideles Laici, 61: «Un aiuto [alla formazione dei cristiani] può essere dato… da una catechesi post-battesimale a modo di catecumenato, mediante la riproposizione di alcuni elementi del Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti, destinati a far cogliere e vivere le immense e stra-ordinarie ricchezze e responsabilità del Battesimo ricevuto».
- Catechismo della Chiesa Cattolica, 1231: «Per la sua stessa natura il Battesimo dei bambini richiede un ca-tecumenato post-battesimale. Non si tratta soltanto della necessità di una istruzione posteriore al Battesimo, ma del necessario sviluppo della grazia battesimale nella crescita della persona».
- CONGREGAZIONE PER IL CLERO, Direttorio generale per la Catechesi, 59: «“Il modello di ogni catechesi è il Catecumenato battesimale, che è formazione specifica mediante la quale l’adulto convertito alla fede è portato alla confessione della fede battesimale durante la veglia pasquale”. Questa formazione catecumenale deve ispirare le altre forme di catechesi, nei loro obiettivi e nel loro dinamismo»; ibidem, 91: «La catechesi post-battesimale, senza dover riprodurre mimeticamente la configurazione al Catecumenato battesimale, e riconoscendo ai catechizzandi la loro realtà di battezzati, farà bene ad ispirarsi a questa “scuola preparatoria alla vita cristiana”, lasciandosi fecondare dai suoi principali elementi caratterizzanti».


Bene. Adesso approfondiamo.

106 commenti:

Stephanos78 ha detto...

Dunque: che cos'è il CnC approvato nello Statuto deinitivo?

Da questi articoli e da queste note, si riesce ad evincere con discreta chiarezza cosa sia il CnC approvato.

-E' una ASSOCIAZIONE PUBBLICA DI FEDELI LAICI, con fini apostolici, dotata di personalità giuridica Pubblica;
-E' una associazione che attua la Catechesi Post-Battesimale secondo le Norme del Cap. IV del RICA, e secondo il Magistero vigente;
-E' una associazione che dipende dal Vescovo Diocesano e dai Sacerdoti, che la GUIDANO (nella persona di Cristo Capo!) e sono responsabili dell'attuazione dello Statuto!

Caterina63 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Stephanos78 ha detto...

Cosa afferma il can. 115 § 3, riguardo l'associazione Pubblica di Beni spirituali?

Ecco:
Can. 115 - §1. Le persone giuridiche nella Chiesa sono o insiemi di persone o insiemi di cose.

§2. L'insieme di persone, che non può essere composto se non almeno di tre persone, è collegiale, se i membri determinano la sua azione, concorrendo nel prendere le decisioni, con uguale diritto o meno, a norma del diritto e degli statuti; altrimenti è non collegiale.

§3. L'insieme di cose, ossia la fondazione autonoma, consta di beni o di cose, sia spirituali sia materiali, e lo dirigono, a norma del diritto e degli statuti, sia una o più persone fisiche sia un collegio.

Can. 116 - §1. Le persone giuridiche pubbliche sono insiemi di persone o di cose, che vengono costituite dalla competente autorità ecclesiastica perché, entro i fini ad esse prestabiliti, a nome della Chiesa compiano, a norma delle disposizioni del diritto, il proprio compito, loro affidato in vista del bene pubblico; tutte le altre persone giuridiche sono private.

§2. Le persone giuridiche pubbliche vengono dotate di tale personalità sia per il diritto stesso sia per speciale decreto dell'autorità competente che la concede espressamente; le persone giuridiche private vengono dotate di questa personalità soltanto per mezzo dello speciale decreto dell'autorità competente che concede espressamente la medesima personalità.

Stephanos78 ha detto...

Viene da sè chiedersi su cosa abbia potuto basare la sua "disamina" il "canonista" quando ha affermato che la Personalità Giuridica Pubblica, per il CnC, era assegnata al METODO!!!! Come si vede, e non potrebbe essere altrimenti, il CNC è UNA FONDAZIONE DI BENI SPIRITUALI! Dunque: una Associazione con fini apostolici!

Stephanos78 ha detto...

Poi: Il CnC è FONDATO sull'OICA (Cap IV) e sul Magistero Ecclesiale per la Catechesi Post-Battesimale (Direttorio Catechistico).

Cosa affermano?

Vediamo l'Oica, al Cap IV:

"4 - PREPARAZIONE
ALLA CONFERMAZIONE
E ALL'EUCARISTIA
DEGLI ADULTI

BATTEZZATI DA BAMBINI
CHE NON HANNO
RICEVUTO LA CATECHESI



295. Le indicazioni pastorali che seguono riguardano quegli adulti che, battezzati da bambini, non hanno poi ricevuto alcuna catechesi e perciò non sono stati ammessi alla Confermazione e all'Eucaristia. Si possono tuttavia adattare a casi simili, specialmente per un adulto che è stato battezzato in pericolo o nell'imminenza della morte. Benché tali adulti non abbiano ancora udito l'annunzio del mistero di Cristo, tuttavia la loro condizione differisce dalla condizione dei catecumeni, in quanto essi sono già stati introdotti nella Chiesa e fatti figli di Dio per mezzo del Battesimo. Pertanto il fondamento della loro conversione è il Battesimo già ricevuto, la cui forza debbono sviluppare.

296. Come per i catecumeni, la preparazione di questi adulti richiede un tempo prolungato (cfr n. 21) in cui la fede in essi infusa nel Battesimo deve crescere, arrivare alla maturità e ben radicarsi, attraverso la formazione pastorale loro data; la loro vita cristiana deve rafforzarsi con un'opportuna preparazione che viene loro proposta, un'adatta catechesi, i rapporti con la comunità dei fedeli e la partecipazione ad alcuni riti liturgici.

297. L'ordinamento della catechesi generalmente risponde all'Ordinamento proposto per i catecumeni (cfr n. 19, § 1); tuttavia nell'offrire tale catechesi, il sacerdote, il diacono o il catechista tengano conto della particolare condizione di questi adulti che già hanno ricevuto il dono del Battesimo.

298. Come ai catecumeni, così anche a questi adulti la comunità dei fedeli offra il suo aiuto con fraterna carità e con la preghiera e rendendo testimonianza della loro idoneità, quando si tratterà di ammetterli ai sacramenti (cfr nn. 4, 19, § 2, 23).

299. Gli adulti sono presentati alla comunità dal « garante ». Nel tempo della loro istruzione, ciascuno di essi, con l'approvazione del sacerdote, sceglie un padrino che si comporterà con lui come delegato della comunità e che avrà verso di lui gli stessi compiti che ha il padrino verso il catecumeno (cfr n. 43). Il padrino, scelto in questo tempo, potrà essere anche il padrino del Battesimo, purché sia veramente capace di adempiere questo ufficio.

300. Il tempo della preparazione è santificato con azioni liturgiche, la prima delle quali è quella dell'accoglienza degli adulti nella comunità, in cui essi riconoscono di aver parte in quanto già segnati dal Battesimo.

301. Successivamente parteciperanno alle celebrazioni della liturgia della parola sia a quelle per le quali si riunisce la comunità sia a quelle che sono destinate in modo particolare ai catecumeni.

302. Per significare l'azione di Dio in questo lavoro di preparazione, opportunamente si potranno usare alcuni riti propri del catecumenato che rispondono alla condizione e all'utilità spirituale di questi adulti come le consegne del Simbolo, della Preghiera del Signore (Padre nostro) o anche dei Vangeli.

303. Il tempo della catechesi sia opportunamente inserito nell'anno liturgico, specialmente l'ultima parte, che abitualmente coinciderà con la Quaresima. Durante questo tempo opportunamente si ordineranno riti penitenziali in preparazione alla celebrazione del sacramento della Penitenza.

304. Il culmine di tutta la formazione sarà abitualmente la Veglia pasquale, nella quale gli adulti professeranno la fede battesimale, riceveranno il sacramento della Confermazione e parteciperanno all'Eucaristia. Se la Confermazione non si può conferire durante la Veglia pasquale, perché sono assenti il Vescovo o il ministro straordinario della Confermazione, si conferisca quanto prima e, per quanto è possibile, nel Tempo di Pasqua.

305. Infine gli adulti completeranno la loro formazione cristiana e realizzeranno il loro pieno inserimento nella comunità, vivendo insieme coi neofiti il tempo della mistagogìa."

Stephanos78 ha detto...

Il Direttorio Catechistico, già citato:

"CONGREGAZIONE PER IL CLERO, Direttorio generale per la Catechesi, 59:
«“Il modello di ogni catechesi è il Catecumenato battesimale, che è formazione specifica mediante la quale l’adulto convertito alla fede è portato alla confessione della fede battesimale durante la veglia pasquale”. Questa formazione catecumenale deve ispirare le altre forme di catechesi, nei loro obiettivi e nel loro dinamismo»; ibidem, 91: «La catechesi post-battesimale, senza dover riprodurre mimeticamente la configurazione al Catecumenato battesimale, e riconoscendo ai catechizzandi la loro realtà di battezzati, farà bene ad ispirarsi a questa “scuola preparatoria alla vita cristiana”, lasciandosi fecondare dai suoi principali elementi caratterizzanti»."

Stephanos78 ha detto...

Questa Pastorale Post o Pre Battesimale, è diretta dalla Chiesa, nella Figura della Parrocchia! Quindi il CNC dello Statuto, è una Associazione Pubblica di fedeli Laici che obbedisce alle Norme di questa Pastorale UNIVERSALE e le rende meglio applicate!... MADDECHE'! ^__^

Stephanos78 ha detto...

Lo Statuto, quindi, risponde alle domande e ai dubbi sollevati dal CnC.

Il CnC, NON E' un generico "metodo con personalità giuridica"; NON E' l'INIZIAZIONE; NON E' una "realtà indipendente indultata" e NON HA un "magistero particolare valido solo per lui e per nessun altro"!

Il CnC dello Statuto è una Associazione che deve applicare la Pastorale Diocesana Universale per la Catechesi post o pre battesimale.

mic ha detto...

Più tardi darò il mio contributo, ringraziando Stefano per il prezioso lavoro

Intanto volevo segnalarvi questo lavoro di Caterina, che non commento, lasciando a voi la stupenda sorpresa!

mic ha detto...

Il CnC dello Statuto è una Associazione che deve applicare la Pastorale Diocesana Universale per la Catechesi post o pre battesimale.

bisognerebbe che lo sapessero anche i NC e i vescovi ;)

filus ha detto...

vi consiglio di partecipare alla catechesi per adulti,ne avete proprio bisogno,sopratutto caterina,un pò di umilità non fa male

Aldo ha detto...

Stefano, non so se ricordo male.. ma negli statuti "ad ex" vi erano indicati i nomi di un collegio elettivo (erano 84 se non ricordo male) e le modalità di rielezione, in caso di decesso, di kiko o di uno dei componenti l'equipe.. che io sappia, nei definitivi mi sembra sia scomparso? e se si, come mai?

Caterina63 ha detto...

....riporto questo passo dallo Statuto nel passo citato:

Esso si ispira a vari documenti della Santa Sede, tra i quali:
- il cap. IV dell’OICA che suggerisce l’utilizzazione adattata della catechesi e di alcuni riti propri del catecumenato per la conversione e maturazione nella fede anche negli adulti battezzati.....

******************

la frase che vorrei chiarire è questa:

suggerisce l’utilizzazione adattata della catechesi e di alcuni riti propri del catecumenato

....mi è venuto in mente che parlandone con una persona, si affermava che è assai probabile che la maggiorparte dei NC abbiano frainteso o lo fraintendono questo passo, associando alla frase UN RICHIAMO AI LORO RITI, ossia al modo di fare liturgia....
ergo: suggerisce l’utilizzazione adattata della catechesi e di alcuni riti propri del catecumenato

Anche se è stato più volte detto, è carità fraterna RIBADIRE che se i NC fanno questa associazione di idee, sbagliano....

Il riferimento al:
suggerisce l’utilizzazione adattata della catechesi e di alcuni riti propri del catecumenato

non indica affatto al modo PERSONALE AL CAMMINO di celebrare "alcuni riti"....bensì si rifà ai RITI DELLA CHIESA CHE SI USANO PER I CATECUMENI non per i NC ^___^

Ora i CATECUMENI NON possono essere associati esclusivamente al CN in quanto, come dice lo Statuto:

Art 1
§ 2. Il Cammino Neocatecumenale è al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella fede.


è palese dunque che se sono al servizio del Vescovo e si mettono al servizio DEI CATECUMENI presenti nella Parrocchia, essi possono farlo SOLO ATTRAVERSO I RITI (e dunque la Liturgia) COMUNE A TUTTA LA CHIESA E NEL MODO IN CUI SI FA IN TUTTA LA CHIESA....

^___^

Stephanos78 ha detto...

Caterina hai fatto un lavoro SPETTACOLARE!

Stephanos78 ha detto...

Dice Cate:

mi è venuto in mente che parlandone con una persona, si affermava che è assai probabile che la maggiorparte dei NC abbiano frainteso o lo fraintendono questo passo, associando alla frase UN RICHIAMO AI LORO RITI, ossia al modo di fare liturgia....


Oltre le tue giuste osservazioni, il RICA specifica CHIARAMENTE E SENZA POSSIBILITA' DI FRAINTENDIMENTO, che i Riti concessi per le "fasi catecumenali post-battesimali" sono i seguenti:

"..come le consegne del Simbolo, della Preghiera del Signore (Padre nostro) o anche dei Vangeli."

Inoltre anche il Direttorio per i Catechisti, afferma che NON SI DEVE CONSIDERARE UN ADULTO BATTEZZATO come un Catecumeno non Battezzato... Quindi...

Stephanos78 ha detto...

Dice Aldo:

Stefano, non so se ricordo male..

No, non ricordi male...

Stephanos78 ha detto...

C'è un altro Documento Ecclesiale , che poi riprenderemo andando avanti nella Analisi, che così sancisce:

"Si tenga presente che alcuni riti tipici del catecumenato e dell’iniziazione non si possono celebrare per i cristiani già battezzati . In quanto propri del catecumenato, non si devono ripetere l’elezione, gli scrutini, gli esorcismi e le unzioni con l’olio dei catecumeni. Essi sono esclusivamente propedeutici al Battesimo da celebrare. Analogamente, l’unzione con il crisma e la consegna della veste bianca esprimono un riferimento specifico al Battesimo appena ricevuto e, quindi, non trovano ragione d’essere in altre situazioni.
Si può tuttavia pensare a un momento di ammissione all’itinerario o al percorso di ricerca e, al termine di ciascuna tappa, si può inserire la valutazione, in un clima di dialogo, del cammino compiuto, da collegare, eventualmente, a un momento celebrativo."

Francesco ha detto...

Il CNC è stato approvato dal PCL, senza aver ricevuto il placet di 2 congregazioni (dottrina e Culto Divino) e del Papa.

-------

Diciamo, Stefano, che questo lo pensiamo noi.Difatti se rileggiamo attentamente lo Statuto,non mi pare si faccia menzione di tale riserva, mentre al contrario si chiarisce che le catechesi neocatecumenali saramnno effettuata secondo il "Direttorio" di Arguello.

Ciò conferma ufficialmente (almeno questo mi sembra chiarissimo) che questo Direttorio esista nonostante ancora oggi molti catechisti vadano ripetendo nelle comunità NCN che esso altro non è che un "semplice" canovaccio trascritto in estrema sintesi dalla viva voce dei due iniziatori.

Che cosa dunque manca al Cammino per l'ufficialità della sua azione catechetica e "missionaria"? Nulla!

E' stato Kiko nella conferenza stampa tenuta subito dopo la consegna dello Statuto a dire che il Santo Padre si riserva di PUBBLICARE il Direttorio Neocatecumenale a beneficio di tutti. PUBBLICARE, non APPROVARE, dunque.

E d'altra parte, in un'intervista concessa a Zenith a Porto San Giorgio dopo qualche giorno dell'approvazione degli statuti, Kiko ha candidamente e chiaramente affermato che Il Card. Ratzinger, quale responsabile della Congregazione per la Dottrina della Fede, GIA' NEL 2003 AVEVA APPROVATO IL DIRETTORIO.

Dunque il punto nodale appare ormai proprio questo: COSA C'E' DI VERO NELLA PRESUNTA APPROVAZIONE DEL DIRETTORIO NEL 2003? COME OCCORRE INTENDERE L'ESPRESSIONE CHE "IL SANTO PADRE SI RISERVA DI P U B B L I C A R E IL DIRETTORIO DI KIKO?

Francesco ha detto...

La tua proposta di analisi, Stephanos, è molto incisiva ed esauriente e ci darà materia di analisi a lungo. Ma ci sono gli interrogativi che ponevo in conclusione del precedente post che dobbiamo preventivamente affrontare ed è bene chiedere il contributo in tal senso da parte di quanti ci leggono.

Francesco ha detto...

Ben si inserisce in questa nostra discussione ottimamente promossa da Stephanos l'intervento a sorpresa che oggi il Papa ha tenuto al Sinodo in corso.
Egli ha puntualizzato quanto sia aberrante una lettura positivista e secolarista delle sacre scritture.

Sempra un punto off topic o comunque peregrino,ma in effetti non lo è e se analizziamo attentamente lo stesso statuto neocatecumenale( senza parlare del Direttorio che ancora resta in un modo o nell'altro sub judice), ci accorgiamo che il "Cammino", fondamento e frutto nello stesso tempo di una ecclesiologia "altra" rispetto a quella della Chiesa altro non è in gran parte che un percorso gnostico che nasce da una lettura distorta e neopositivista delle Sacre Scritture.

Emma ha detto...

Francesco, mi sembra di aver capito che il direttorio catechetico è, per ammissione stessa dei nc, ancora allo studio delle Congregazioni competenti.
Non può essere pubblicato perchè non è ancora approvato.
Del resto i nc insistevano che dato il numero elevato di volumi da leggere ci voleva tempo!
Comunque la consegna è arrivata senza il placet di almeno due congregazioni vaticane.
Mi sembra che possiamo affermarlo tranquillamente.

Emma ha detto...

Come possiamo anche interrogarci sulla versione di Arguello secondo laquale sarebbe in seguito ad una parola di Benedetto XVI ,"ottimo", che lui e il PCL sarebbero andati in avanti velocemente, bypassando la lettera di Arinze.
Sinceramente conoscendo le innumerevoli volte in cui Arguello si è servito del Papa, facendogli dire cose che senza dubbio non ha mai detto, come potremmo dare credito alla sua versione?
Siamo così ingenui e sprovveduti per credere che fra due porte, durante una breve udienza il Santo Padre si sarebbe smentito lui stesso ?

Francesco ha detto...

Certamente no, Emma, non lo siamo affatto.
Stiamo solo cercando di mettere a nudo tutte le possibili falsità sottese a questa approvazione piovuta non si sa come.

Francesco ha detto...

Ed è chiarissimo che il PCL nell'affaire Statuto NC ha grossolanamente smentito il Santo Padre smentendo di fatto quanto Egli aveva imposto al NCN con la lettera di Arinze.

Ma l'ufficialità, purtroppo, è quella di cui ho detto!

Francesco ha detto...

UN OFF TOPIC DEGNO DI NOTA

14/10/2008

34639. PAMPLONA-ADISTA. Alla fine, nonostante le proteste del suo stesso clero, mons. Francisco Pérez González, arcivescovo di Pamplona (nella provincia spagnola di Navarra), ha autorizzato l’erezione, all’interno della diocesi, di un nuovo Seminario missionario neocatecumenale Redemptoris Mater.

“Una decisione molto pensata, in preghiera e meditazione”, l’ha definita il vescovo. Una decisione presa soprattutto ‘in solitudine’, cioè senza consultare né il Consiglio Presbiterale, né il Consiglio Pastorale, e comunicata ai sacerdoti della diocesi con una circolare del 23 settembre. Anche se, ad essere precisi, una consultazione l’arcivescovo l’aveva fatta. Si era infatti recato a Roma, fra il 17 e il 19 settembre, per partecipare al-l’incontro annuale tra il papa e i vescovi di più recente nomina. In quell’occasione, mons. Pérez González si era confidato con Benedetto XVI, ricevendo l’approvazione e la benedizione pontificia per la costruzione del nuovo seminario.

Il seminario neocatecumenale (il 73.mo Redemptoris Mater del mondo) sarà posto “sotto l’autorità dell’arcivescovo”, ha ribadito mons. Pérez González in una lettera alla diocesi del 5 ottobre intitolata La forza dello Spirito agisce in mezzo alla Sua Chiesa, e “sarà formato da seminaristi provenienti da diverse nazioni e che si prepareranno per andare in missione là dove l’arcivescovo li invierà”. L’esperimento avrà inizio con otto seminaristi provenienti da diverse località che, per i primi due anni, saranno ospitati in famiglie della Navarra; giunti al terzo anno si cercherà per loro una struttura seminariale. Nel frattempo compiranno gli studi all’interno del seminario diocesano, il Cset (Centro Superiore di Studi Teologici).

Nella circolare del 23 settembre in cui comunicava la sua decisione ai preti diocesani, mons. Pérez González ammetteva che la sua scelta avrebbe potuto suscitare “perplessità o interrogativi in alcuni, ma sinceramente - aggiungeva - non posso chiudere gli occhi di fronte all’azione dello Spirito. Il materialismo, l’edonismo e il secolarismo hanno inaridito lo spirito cristiano in molti, forse anche in quelli che ci professiamo credenti”. Per questo, “tutti i carismi che sono nella Chiesa li dobbiamo accogliere con apertura di cuore, come doni che ci invia lo Spirito Santo per la nostra santificazione”.

Il riferimento dell’arcivescovo a “perplessità” ed “interrogativi” rimanda alla lettera a lui indirizzata il 30 giugno scorso da 11 preti della sua diocesi (v. Adista n. 59/08). Chiedevano di essere rassicurati sullo stato della diocesi (nella quale individuavano fenomeni “inquietanti”), nonché sulle intenzioni dal vescovo di erigere un seminario Redemptoris Mater e di porre alle dipendenze della Facoltà Teologica dell’Opus Dei il seminario diocesano.

Conosciuta la decisione dell’arcivescovo, il 2 ottobre i sacerdoti della diocesi, il cui numero è nel frattempo salito a 63 unità, hanno scritto di nuovo a mons. Pérez González, ancora manifestando tutte le loro perplessità: “Pretendiamo e sollecitiamo un incontro per un dialogo fraterno”. Le due iniziative - la prima, quella del seminario neocatecumenale, appena deliberata; la seconda ancora incerta - “sono per noi un segno molto eloquente della brutta piega che si vuole imprimere alla diocesi”. E rappresentano le “gocce che fanno traboccare il vaso”, già pieno, fra l’altro, di una crescente “devitalizzazione” dei Consigli Presbiterale e Pastorale e dell’“allarmante riduzionismo del legittimo pluralismo cristiano ed ecclesiale” che si registra in diocesi. La quale “viene messa di fatto sotto la tutela di correnti e istituzioni - quali l’Opus Dei, i Neocatecumenali, Comunione e Liberazione, i Crociati di Santa Maria e altre associazioni sacerdotali e laicali - di natura super o extradiocesana, spesso proclivi a ridurre unilateralmente e settariamente il fatto cristiano a quello che loro pensano e rappresentano”.

ADISTA 14 Ottobre 2008

Francesco ha detto...

Ci si domanda quale possa essere stato il colloquio del vescovo di pamplona con Benedetto XVI.

katartiko ha detto...

E' molto strano come Adista, campione dell'ultramodernismo cattolico, solo nei confronti del CN si metta la maschera di chi si vuol attenere alle regole. Perchè non lo fa anche quando si parla di aborto, divorzio, eutanasia,contraccezione, omosessualità, ecc.?????

Emma ha detto...

A quattro mesi di distanza dalla consegna e a cinque dalla approvazione il direttorio catechetico del CN non è ancora pubblicato.
Se fosse stato approvato avremo almeno un avviso esultante e euforico del Cn per annunciarne la prossima pubblicazione.
Non possono fare questo annuncio perchè per il momento i testi sono ancora sulle scrivanie delle Congregazioni.
È facilmente deduttibile, il fatto che lo Statuto faccia menzione in diversi articoli del direttorio è solo un prova supplementare della consegna ANOMALA di questo statuto.
Effettivamente è Arguello e altri catechisti hanno menzionato un`approvazione nel 2003 da parte dell`allora card. Ratzinger degli orientamenti alle equipes, ma non esiste nesuna prova di questa approvazione e del resto non ne hanno più riparlato.
Conosciamo le esagerazioni, mistificazioni, quando non sono menzogne di Kiko Arguello sovente trascinato dal suo entusiasmo irrefrenabile.

Francesco ha detto...

Quand'anche fosse stato pubblicato, il Direttorio di Kiko, depurato da ogni errore dottrinale e quindi non conforme affatto all'attuale predicazione neocatecumenale, non sarebbe loro utile che si conoscesse.Non credo che gli farebbero grande pubblicità, anzi più segreto rimane e per loro meglio è.

Emma ha detto...

Concordo con te Francesco, ma credo sia il Papa a volere questa pubblicazione e non di certo, come mi ricordo aver letto, affinchè tutti vedano quanto eccellenti siano le catechesi di Arguelo, ma bensì per dare finalmente trasparenza e visibilità a questi testi.
Che in realtà saranno sicuramente corretti e conformi dopo mesi e mesi di correzioni da parte degli adetti ai lavori.
Ma come la mettiamo con le catechesi orali che Arguello continua e continuerà a dare?
Che saranno come al solito "ispirate" dalle circostanze, chi le controllerà?
Ci sarà una persona incaricata di registrarle e portarle immediatamente in Vaticano affinchè siano lette e corrette se bisogno ?
Quale trasparenza ci sarà?
I testi che usciranno approvati appartengono al passato, chi controllerà i testi attuali e futuri?

mic ha detto...

Nessuno, mi pare, ha sottolineato la presenza di donne al Sinodo!

Avete per caso trovato traccia dei loro interventi su l'Osservatore o su Zenit?
_______________

By JOHN L. ALLEN JR.
Rome
Given the all-male nature of the Catholic priesthood, a Synod of Bishops is, inevitably, something of a gentleman’s club. Nevertheless, because the business of a synod is, at least in part, to take stock of what’s happening in the church around the world, each synod also makes efforts to hear the voices of women.
Yesterday morning, eleven women taking part in the Oct. 5-26 Synod of Bishops, dedicated to “The Word of God in the Life and Mission of the Church,” gave speeches from the floor. In their own ways, each offered a perspective that might not otherwise have been part of the mix.
Perhaps the most eloquent statement focused specifically on the contribution of women came from Dominican Sr. M. Viviana Ballarin, Superior General of the Dominican Sisters of St. Catherine of Siena, and President of the Union of Superiors Major of Italy.
Her thesis was that there’s a “mysterious and very close bond between the Word and woman.”
“In an orphaned society, turned inward onto itself, consecrated women become a living exegesis of the Word of God,” Ballarin said. The Word of God “continues to embody itself in the concreteness of their lives – consigned, itinerant, filled with good works, completely dedicated, at times even to the point of martyrdom.”
“They are this for all people, even for those who do not recognize them, for those whom it is difficult or even dangerous to approach, those avoided,” she said. “Reaching the most hidden corners of human existence, spaces or situations where homilies cannot be given, but only shouted with the power of silence which becomes presence and following, action and service, caring caress.”
“Many consecrated and religious women [are] tireless witnesses, dispensers of the Word of God, which is Father and mother,” she said. “They live amidst school desks and prisons, hospital beds and on the streets, near the drug addicts, those suffering AIDS, women exploited by prostitution, by the side of the elderly and of abused children, close to destroyed families, or the homeless or the unemployed, close to all the sick of any sort, the tender presence in every corner of the world.”
“This multitude of untiring women, dispensers of the Word, is the face of the Mother Church. With their mother’s hands and heart, they are her fruitful womb, they are the place where God can meet man, and man can meet his God,” Ballarin said.
Agnes Kam Leng Lam, President of the Catholic Biblical Association of Hong Kong, offered perhaps the most home-spun image of the synod, suggesting that “reading the Bible is like eating.”
“A home-made soup prepared with love and time is delicious,” she said, “while fast food is tasteless.”
Lam also floated an intriguing, if slightly improbable, proposal: that Pope Benedict XVI should enter the blogosphere.
“I invite the Holy Father to open a multi-language blog to shepherd today’s world,” she said, suggesting that a papal blog could include a “daily scriptural verse with a simple reflection, brief texts, and plentiful images.”
Ewa Kusz, President of the World Conference of Secular Institutes, issued a call for more confidence in the laity.
“I ask that those responsible [in the church] give the laity more trust,” she said, “because we truly practice in our daily lives the hidden ‘service of the Word.'"
“I think it is important that the experience of the laity committed in the church should be taken seriously, and [that] together we should find proper ways of proclamation, since, in life, we are closer to those to whom the Word is proclaimed,” Kusz said.
Natalja Fedorova Borovskaja, a Russian professor of fine arts, offered a thoughtful meditation on the link between faith and art. Growing up in Soviet Russia, she said, she had no direct religious instruction, so her only real contact with spiritual imagery was through her study of art.
“I never thought about God, and nobody spoke with me about Him, except the works of art, music and literature,” she said.
Fedorova also made the provocative suggestion that art is itself something of a theological mystery – especially the question of how sublime beauty and deep spiritual insight can come from artists whose own lives often seem anything but sublime.
“We see that often the painter’s biography is the way of the cross, and the content of the cross consists of his sins, mistakes and temptations, that unfortunately are too well-known,” she said. “Why, in spite of the dark circumstances of their lives, could they create their highly spiritual works?”
“This is a history of art as a history of the Word of God,” Fedorova argued.
French Sr. Evelyne Franc, Superior General of the Daughters of Charity of Saint Vincent de Paul, emphasized the link between the Word of God and the poor.
“The Word moves us to serve not only to fight material hunger, poverty, it moves us to work for a world where all are respected, it moves us to denounce injustice,” she said.
“A dual reading of the Word imposes itself,” Franc said: “To live the life of the poor in the light of Scriptures, and to read Scriptures from the viewpoint of the poor.”
“They are sacrament of Christ among us, these poor who evangelize us,” she said.

Other women who spoke yesterday included:
Maria Voce, President of the Focolare Movement
Michelle Moran, President of International Catholic Council of Charismatic Renewal Services
Sr. Jocelyne Huot, General President of the "Les Brebis de Jésus" Movement in Québec
Teresa Maria Wilsnagh, Regional Director of the Catholic Bible Foundation of Cape Town, Durban and Johannesburg, South Africa
Sr. M. Clare Millea, Superior General of the Apostles of the Sacred Heart of Jesus in the United States
Silvia Sanchini, National Woman's President of the Italian Catholic University Federation

Francesco ha detto...

Ma come la mettiamo con le catechesi orali che Arguello continua e continuerà a dare?
Che saranno come al solito "ispirate" dalle circostanze, chi le controllerà?

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Questo è uno dei misteri più grandi che prima o poi occorrerà svelare.Aveva iniziato a farlo Padre Zoffoli, ma la Curia ha bloccato altezzosamente il suo aiuto.

Le Congregazioni romane sanno benissimo(perchè lo dichiara Kiko e, insieme con lui, i suoi supercatechisti, che il Direttorio Neocatcumenale altro non è che una trascrizione delle catechesi degli iniziatori, dunque non un documento in sè completo, definito e validamente costituito per tutto il mondo cattolico(come farebbero intendere gli statuti), bensì solo un canovaccio di predicazione, un organismo sempre in fieri, sempre cangiante, soggetto ad ogni variazione sul tema secondo le capacità, l'ispirazione ( e l'arbitrio) dei catechisti.

Da qui, presumibilmente l'ottima e intelligente pretesa del Papa di pubblicare tale Direttorio. E fin qui ci siamo.

Ma il rischio tutt'altro che remoto è che non solo si vada fuori traccia dal Direttorio durante la predicazione, ma che nessuno possa sindacare mai tali sortite appunto perchè è ufficializzato che si tratta di Linee guida e non di un Catechismo in sè concluso e chiaramente applicabile.

Emma ha detto...

Amici,cercando sul web traccia dell`approvazione del card. Ratzinger nel 2003, degli orientamenti mi sono imbattuta in questa testimonianza, del 2006, che probabilmente già voi conoscete, ma mi permetto di metterne diversi passaggi, in diversi post.

http://www.cesap.net/index.php?option=com_content&task=view&id=517&Itemid=58

Proprio ultimamente sono venuto a conoscenza del pensiero di alcuni Catechisti NC riguardo la loro Eucaristia. Nella lettera del Card. Arinze si concedono due anni di tempo per passare dal loro modo di ricevere la Comunione a quello tradizionale della Chiesa Cattolica. Essi sperano che in questi due anni il Papa si ricreda e cambi idea. Pazzesco! Non l’avrei mai immaginato.

Di recente, lo stesso Kiko, ha precisato che l’Eucaristia Neocatecumenale era stata già approvata da Giovanni Paolo II perché avrebbe più volte celebrato l’Eucaristia insieme ai Catecumeni rispettandone il rito. (E’ vero che Giovanni Paolo II aveva concesso al CNC di celebrare l’Eucaristia secondo le loro modalità, ma era solo per un tempo definito, non per sempre! Io mi chiedo però: perché dire queste cose ora che il nuovo Papa ha imposto loro di correggersi?!?). Kiko ha inoltre detto: “…Il cammino di riforma che vogliamo costruire ha bisogno di uomini grandi [.…] in grado di mostrare i segni dell’amore”.

E’ chiaro quindi che Kiko vuole riformare la Chiesa Cattolica, ed è convinto che questo compito spetti a lui.  Chissà cosa ne pensa il Papa!

Stephanos78 ha detto...

Dice Francesco:

Ma ci sono gli interrogativi che ponevo in conclusione del precedente post che dobbiamo preventivamente affrontare ed è bene chiedere il contributo in tal senso da parte di quanti ci leggono.


Sì carissimo. Li stiamo esaminando. Soprattutto giova rivedere la struttura del Blog, forse è giunto il momento di "allegerire" la moderazione. Ma per questo aspettiamo il parere di Mic.

Emma ha detto...

A pag. 6 del plico di catechesi consegnato a tutti i Responsabili delle Comunità si legge:

“Non sappiamo cosa succederà con il Cammino neocatecumenale. Quello che è successo già dayenu, ci sarebbe bastato. Adesso cominciamo la battaglia liturgica, la Congregazione per la liturgia ha già fatto una commissione composta da due del Cammino, due della Congregazione e due consultori. Il 5 novembre cominciano a lavorare. Che succederà? Già sappiamo quello che succederà: se possono toglieranno tutto di tutto, perché chi siamo noi per cambiare la liturgia? Dicono:”Adesso scopriamo cose mostruose, si fa perfino una “anafora” sul latte e sul miele. Che orrore!”. Ma noi non facciamo nessuna anafora su nessun latte e nessun miele. Solo la prima settimana di Pasqua le comunità che hanno finito il Cammino come segno che sono entrate nel regno fanno questa benedizione del Messale romano che si faceva nell’antichità. Ma dico questo per dirvi con che spirito cominciano a studiare queste cose. Ad ogni modo se ci tolgono la liturgia, molto bene. Santa umiltà di Cristo. Non ci difenderemo, obbediremo in tutto. Ci cacciano via? Benissimo. Dobbiamo andare alle messe della domenica? Benissimo. Santa umiltà di Cristo, chi ti potrà trovare? Non sappiamo che succederà con noi, non lo sappiamo. Quello che Dio abbia disposto sarà per il nostro bene. Se ci rifiutano significherà la loro salvezza.” 

Sappiamo oggi che la sua battaglia liturgica, Kiko Arguello l`ha vinta e che adesso è il Papa che deve vedersela con il card. Arinze !

Emma ha detto...

Grazie ad Internet, ho visitato il sito del Vaticano (www.vatican.va) ed ho scoperto che lo scorso anno è stato l’Anno dell’Eucaristia e quello precedente l’Anno del Rosario. Io non ne sapevo assolutamente nulla! Eppure pensavo di appartenere a un Cammino pienamente in seno alla Chiesa Cattolica e fedele agli insegnamenti del Papa. Mi sono così incuriosito chiedendomi come mai nessuno dei miei Catechisti me ne avesse parlato. Questo è stato il fatto che mi ha spinto a ricercare la verità sul CNC.

A volte penso che se Kiko si fosse sottomesso e fidato della Chiesa fin dal principio; se si fosse fatto consigliare dai Cardinali e dai Papi; se non avesse mai mentito e avesse sempre portato nel suo cuore il “morire di Gesù” (come viene detto in un canto del Cammino), noi non saremmo usciti dalla Comunità, perché non avremmo ascoltato tante teorie bizzarre di natura protestante, né avremmo avuto tanti condizionamenti psicologici; non avremmo partecipato ad Eucaristie di serie ‘A’, considerando di serie ‘B’ quelle domenicali. L’Eucaristia dev’essere unica per tutta la Chiesa Cattolica. Senza plagio non potevano certo sorgere tutte queste Comunità, né tanti Seminari “Redemptoris Mater” sparsi in tutto il mondo, né tante ‘vocazioni’ per i Seminari e per i Monasteri di clausura.

Emma ha detto...

Negli “Orientamenti alle équipes di catechisti per la fase di conversione”, a pag. 330, Kiko dice: “In molti conventi di monache si dice la messa per riempire il tabernacolo. Abbiamo trasformato l’Eucarestia che era un canto al Cristo glorioso, nel divino prigioniero del tabernacolo”.


Qualcuno potrebbe pensare che queste affermazioni possano essere solo di qualche Sacerdote esaltato, ma che gli altri Presbiteri non la pensino così. No, purtroppo! Perché  è Kiko che li ha formati tutti così. Infatti negli “Orientamenti alle équipes di catechisti per la fase di conversione”, afferma: “Tu sei schiavo del male: sei schiavo del maligno e obbedisci alle sue concupiscenze e ai suoi comandi” (pag. 129). “Dio ha rivelato la realtà dell’uomo così: l’uomo non può fare il bene perché si è separato da Dio, perché ha peccato ed è rimasto radicalmente impotente e incapace in balia dei demoni. E’ rimasto schiavo del maligno. Il maligno è il suo signore. (Per questo non valgono né consigli né sermoni esigenti. L’uomo non può fare il bene)” (pag. 130). “Non serve a nulla dire alla gente che si deve amare. Nessuno può amare l’altro. […] E chi ha colpa di questo? Nessuno. Per questo non servono i discorsi. Non serve dire sacrificatevi, vogliatevi bene, amatevi. E se qualcuno ci prova si convertirà nel più gran fariseo, perché farà tutto per la sua perfezione personale” (pag. 136). “L’uomo non può fare di più perché è profondamente tarato. E’ carnale. Non può fare a meno di rubare, di litigare, d’essere geloso, di invidiare, ecc. Non può fare altrimenti e non ne ha colpa” (pag. 138).
egli “Orientamenti alle équipes di catechisti per la Convivenza della Rinnovazione del Primo Scrutinio Battesimale”,a pag. 93, troviamo: “…l’uomo che pecca vive nella morte. Ma non perché lui sia cattivo, perché vuol far del male. Perché questo è religiosità naturale, che crede che la vita è una prova, che tu puoi peccare oppure no. No, no, l’uomo pecca perché non può fare altro, perché è schiavo del peccato.”

Emma ha detto...

IL  CNC  NON  E’  PER  DIVENTARE  MIGLIORI

I nostri ex-catechisti ci hanno sempre detto che non si va in Comunità per diventare migliori, per essere “buonini”. Non bisogna sforzarsi perché fa tutto il Signore. A noi spetta solo riconoscerci peccatori e chiederGli pietà.

I Catechisti ci dicevano continuamente che dovevamo convertirci; che la fede era un dono di Dio e che, quindi, dovevamo chiederla al Signore, ma contemporaneamente ci dicevano che eravamo peccatori e che non potevamo far a meno di peccare perché era il demonio che ci spingeva a compiere ogni sorta di malvagità, anche contro la nostra volontà, e che quindi noi non ne avevamo colpa.

In effetti, coloro che erano avanti nel Cammino ci dicevano sempre che erano peccatori più di prima, non solo perché avevano scoperto la loro vera indole di peccatori, ma perché sperimentavano sempre gli stessi peccati e ricadevano sempre nelle stesse debolezze.

Bisogna proprio sperare che Dio intervenga personalmente con un miracolo per evitare il peccato, dal momento che nel CNC è stato completamente bandito ogni sforzo personale ed ogni cooperazione dell’uomo.

Nel Passaggio della Preghiera ci facevano ripetere ogni giorno, per 15 minuti, la preghiera del ‘Pellegrino Russo’: “Gesù figlio di Davide abbi pietà di me che sono un peccatore”. Nessuno ci ha ricordato di aggiungere: “col Tuo aiuto Signore mi sforzerò di seguire la Tua Parola, di compiere il bene e di evitare il male”.

Un altro Catechista ci ha detto: “Sapete perché il Signore non vi permette di cadere nella tentazione e non vi fa succedere niente di brutto? Perché siete stati eletti, essendo stati chiamati in questo Cammino Neocatecumenale…. La preghiera non è un obbligo…. A partire da questa notte, ci alzeremo alle 3 per pregare…. La prossima volta sentiremo qualcuno per vedere com’è andata…. Se arriverete tardi a lavoro non è importante ”.

Emma ha detto...

CONFESSIONI PUBBLICHE

Tutto avviene come il teologo protestante Bonhoeffer ha descritto nel libro “Vita Comune”. Questo è uno dei libri che Kiko fa avere ai suoi Catechisti. In questo libro ci sono scritte cose che vanno contro il “Credo cattolico”. Ad esempio, a pag. 85-86 si legge:

“Il fratello sta davanti a noi come segno della verità e della grazia di Dio. Ci è dato in aiuto. Egli raccoglie la nostra confessione di peccato al posto di Cristo, e al posto di Cristo ci rimette il peccato..… La confessione davanti al fratello è la più profonda umiliazione, fa male, ci mette a terra, abbatte la superbia senza risparmiarla.  Presentarsi al fratello come peccatore è una vergogna che si sopporta difficilmente”.

Ecco il motivo per cui gli Scrutini dei passaggi e talvolta anche i Giri di esperienza sono delle vere e proprie Confessioni pubbliche.

Nella Chiesa Cattolica la Confessione è invece segreta e non si fa davanti al fratello ma davanti al Sacerdote che si pone come nostro intermediario con Dio.

Kiko invece nei suoi direttori sminuisce il ruolo di intermediario del Sacerdote. 


 

Emma ha detto...

PENTIMENTO DEI PECCATI

In tanti anni di CNC mai una volta abbiamo recitato l’Atto di Dolore. Per Kiko l’atto di dolore è la preghiera errata per eccellenza. Le persone che, per anni, hanno frequentato il CNC, non lo ricordano più. Infatti, che senso ha dire: “...mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati …”,  quando Kiko nelle sue catechesi sostiene che l’uomo può soltanto peccare e non ne ha colpa? Di che cosa ci si dovrebbe pentire se è il demonio che ci spinge a peccare anche se non ne abbiamo voglia?

Quando poi si dice: “…molto più perché ho offeso Te, infinitamente buono…” questo per Kiko non va bene perché, secondo lui, Dio non può essere offeso dai nostri peccati. Infatti a pag. 182 degli “Orientamenti  alle  équipes  di  catechisti  per  la fase di conversione” dice: “La prima cosa che dobbiamo pensare è che non si può recare danno a Dio. Dio non lo si può offendere nel senso di togliergli la sua gloria, perchè allora Dio sarebbe vulnerabile e non sarebbe Dio. Dio è invulnerabile. Non gli puoi togliere la sua gloria in nessun modo. Questo lo dice già un salmo "costoro che alzano il loro arco contro il cielo: credono forse che possano giungere fino a Me? non sanno che le frecce che tirano contro di me ricadono sopra di loro?"

“Questa è una cosa che sorprende moltissimo la gente perché da piccoli ci hanno detto che il peccato fa soffrire Gesù Bambino se siamo cattivi e indocili. E la gente ha dei concetti molto sentimentali, pensano che il peccato fa soffrire molto Gesù Cristo.”

Kiko non vuole che si dica: “… propongo con il Tuo santo aiuto di non offenderti mai più, di fuggire le occasioni prossime di peccato…”. Egli afferma che l’uomo non può fare a meno di rubare, litigare, d’essere geloso, di invidiare, ecc.. Dall’uomo, secondo Kiko, non può nascere nulla di buono; allora che senso ha promettere qualcosa che poi non si può mantenere?

Ma nel C.C.C. al n. 1850 troviamo invece scritto: Il peccato è un’offesa a Dio: "Contro di Te, contro Te solo ho peccato.  Quello che è male ai Tuoi occhi, io l’ho fatto" (Sal 51,6). Il peccato si erge contro l’amore di Dio per noi e allontana da Lui i nostri cuori….

Emma ha detto...

D’altra parte Kiko, negli “Orientamenti alle équipes di catechisti per lo Shemà”, dice chiaramente: “C’è molta gente a cui dà fastidio andare in Comunità, ma non la possono lasciare perché la Parola gli ha scoperto la verità e la realtà del mondo e ormai non si possono più alienare perché… dove andrebbero? [....] Diventerai un uomo disgraziato, non servirai a niente, perché se fossi come uno di quelli che non hanno conosciuto il catecumenato e non sanno nulla, allora ti alieneresti con la TV o diventeresti socio della Roma e te ne andresti con grande illusione a vederla giocare ogni domenica. Ma sei stato marcato a fuoco e questo non te lo può togliere nessuno” (pag 103).

Negli “Orientamenti alle équipes di catechisti per la Iniziazione alla Preghiera” sta scritto: “Se andate via, il Sangue di Gesù Cristo per la nostra testimonianza ricadrà su  di voi” (pag. 412).

Emma ha detto...

CONCILI E LITURGIA

Kiko e Carmen ritengono che il Concilio di Trento sia stato molto negativo, soprattutto perché, dicono, fu la causa principale del blocco della Liturgia. Infatti negli “Orientamenti alle équipes di catechisti per la fase di conversione” leggiamo: “Così arriviamo al Concilio di Trento. Con il Concilio di Trento, e dal XVI al XX secolo tutto rimane bloccato. Appaiono i confessionali, queste casette sono molto recenti. La necessità del confessionale nasce quando si comincia a generalizzare la forma della confessione privata, medicinale e di devozione portata dai monaci. Non ridete perchè l'abbiamo vissuto anche noi. La confessione come mezzo di santificazione personale, così come la direzione spirituale, tutto fa parte del cammino della perfezione. Chi mette confessionali dappertutto è San Borromeo. Con dettagli che riguardano anche la grata, ecc... Adesso comprendete che molte delle cose che diceva Lutero avevano un fondamento” (pag. 174) E continua poi:

“Io sempre dico ai Sacramentini, che hanno costruito un tabernacolo immenso: se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucarestia per stare lì, si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male. Il pane è per il banchetto, per condurci alla Pasqua. La presenza reale è sempre un mezzo per condurci ad un fine, che é la Pasqua. Non è un assoluto, Gesù Cristo è presente in funzione del Mistero pasquale. Invece da Trento in poi si celebrerà la Messa per consacrare ed avere presente Gesù Cristo e metterlo nel tabernacolo” (pag. 329).

 “Con il Concilio di Trento, nel XVI secolo, si fissa tutto rigidamente, imponendo in modo radicale il rito romano. Con questa imposizione oramai non si può più togliere o aggiungere nulla dalla messa. Così la messa è arrivata fino a noi. Questo fissismo è durato così a lungo che quando per la prima volta ci hanno cambiato la liturgia, ci siamo scandalizzati perché ci sembrava immutabile. Ciò è un errore: la liturgia è in continuo rinnovamento” (pag.  325).

Negli “Orientamenti alle équipes di catechisti per la Convivenza della Rinnovazione del Primo Scrutinio Battesimale”, aggiunge: “Per questo io dico ai preti che c'è molta diversità tra le comunità che noi facciamo e la tradizione della Chiesa di Trento, perché la pastorale che seguì la Chiesa di Trento non entra nella Scrittura, perché non è tipologico, mentre la pastorale che seguivano le comunità del primo secolo questa è Parola di Dio” (pag. 40).

Emma ha detto...

E per finire:


Una cosa che mi ha sempre colpito è che nei passaggi ci sono dei questionari, ai quali bisogna rispondere “in libertà”. Ciò non è vero. Infatti devi dare le risposte che loro si aspettano che tu dia, altrimenti non vieni “promosso” alla tappa successiva.

Sono rimasto molto impressionato quando sono venuto a sapere di una coppia di coniugi, catechisti del CNC, che nell’ultima Tappa dell’Elezione sono stati ‘bocciati’ perché nello Scrutinio avevano affermato d’essere migliorati rispetto a prima. La spiegazione che in seguito diede loro il presbitero dell’équipe (rivolto alla signora) fu questa: “Se avessi detto di essere andata a letto con venti uomini… le cose sarebbero andate diversamente e saresti stata ammessa al Rito, perché Gesù è venuto per i peccatori!... Io, la mia vita la conoscete bene,... io da giovane sono stato uno stup......, lo capisci?!?... Ho fabbricato soldi falsi…, ma tutto questo è stato stupendo, perché ho conosciuto l’amore di Cristo!”.

Se le cose stanno così, come non chiedersi a cosa serva il CNC? A convincerti che sei una nullità, un buono a nulla, un  peccatore al pari di un assassino, una persona dalla quale non potrà mai nascere qualcosa di buono? Padre Zoffoli era convinto che queste teorie producessero effetti catastrofici nelle persone, soprattutto nei giovani.



http://www.cesap.net/index.php?option=com_content&task=view&id=517&Itemid=58

Stephanos78 ha detto...

Volevo dire ad Emma e Francesco che l'identità descritta negli Statuti per il CNC non è così "kikiana" quanto sembra.

Il fatto che Kiko e i catechisti la Leggano a loro "uso" è un conto. Cosa dice la realtà è un altro.

Volevo far notare che Kiko può dire quello che vuole, ma non necessariamente il fatto che faccia una affermazione a cui non segue una smentita ufficiale determina questa stessa affermazione come valida!

Kiko ha detto che il suo "Culto" è ed era approvato e lo ha detto in pubblico. E non è così. Kiko ha detto che la sua "estetica" era ed è approvata. E non è così. Kiko ha detto che i suoi "simbolismi" sono approvati. E non è così. Kiko ha detto che il suo CNC non è una associazione. E abbiamo visto che non è così.

Kiko ha detto che Giovanni Paolo ha "approvato oralmente" il "rito" CNC! E abbiamo visto che NON E' COSI' (sia dalla Ecclesia de Eucharistia che dalla Redemptionis)...

Kiko ha detto che il Papa, da Prefetto, ha "approvato" gli Orientamenti... Possiamo nutrire un RAGIONEVOLE DUBBIO su quanto afferma Kiko? Io presumo di sì!

Anche perchè VERBA VOLANT! E per la Chiesa vale l'uso EPISTOLARE e SCRITTO per le Norme Vincolanti!

Nelle Norme della Chiesa NON C'E' TRACCIA di "approvazioni al CNC DI Kiko", bensì ad una associazione che faccia Catechesi Post-Battesimale secondo la pastorale Diocesana!

La REALTA' che si pone sotto gli occhi credo sia quella descritta in apertura, con 2 Congregazioni che non danno il Placet e una Congregazione (PCL) che INDULTA una Norma diramata da un'altra a nome del PAPA!

Il resto può essere anche materiale di analisi, ma non certo realtà di fatto.

Caterina63 ha detto...

Francesco ha detto...
Il CNC è stato approvato dal PCL, senza aver ricevuto il placet di 2 congregazioni (dottrina e Culto Divino) e del Papa.

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Diciamo, Stefano, che questo lo pensiamo noi.Difatti se rileggiamo attentamente lo Statuto,non mi pare si faccia menzione di tale riserva, mentre al contrario si chiarisce che le catechesi neocatecumenali saramnno effettuata secondo il "Direttorio" di Arguello.

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Questo dipenderà da chi dovrà far rispettare lo Statuto poichè in esso le citazioni all'UNICO Direttorio Catechetico fatto, è quello della CHIESA CATTOLICA....
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Ma questo rischio, amico mio non è solo nel CN....è in TUTTE LE DIOCESI E PARROCCHIE nelle quali il Magistero della Chiesa viene OFFUSCATO preferndo ad esso testi APOCRIFI di gente osconosciuta oppure NON attinente al Magistero....

La situazione del CN e quella di molte realtà parrocchiali e la stessa questione degli abusi liturgici, hanno origine proprio dall'aver accantonato il Magistero oppure dall'averlo usato CON LE INTERPRETAZIONI da parte di chi spezza i legami con la Tradizione...

Ma ripeto, questo non è nuovo nella Chiesa....
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Stephanos78 ha detto...

...Altro è dire cosa accadrà all'avvenuta pubblicazione degli Orientamenti "depurati"..

Tutte le Norme riguardanti il CNC, non sono nemmeno prese in consideraizone da Kiko e dai responsabili del Cammino!

Vengono considerate come una serie indefinita di "approvazioni" totali della prassi del CNC, nella sua sostanza.

Le "concessioni" di Kiko sono sempre "formali" e non impattano alla sostanza del SUO CNC.

Infatti, la cosa che il Santo Padre aveva definitivamente RISOLTO con la sua Lettera al CNC era proprio la forma PRIVATA del CNC stesso!

Con la lettera del Culto Divino, il CNC era DEFINITIVAMENTE configurato come GRUPPO PARROCCHIALE che PARTECIPA PUBBLICAMENTE al Culto Officiato in PARROCCHIA! La chiarezza era dunque PIENA E COMPLETA, in linea con la Notificazione del 1988, con le Norme successive e con gli Statuti Provvisori!

Il Culto Domenicale relativo al CNC non era più PRIVATO e LEGATO ALLA SUA PROPRIA IDENTITA', ma PUBBLICO E PARROCCHIALE. Legato alla Parrocchia e alle Norme della Chiesa Universale!.. In realtà non lo è mai stato, ma da quel momento era CHIARO non potesse esserlo!

Per cui, il Santo Padre aveva definito in modo NETTO la "regolamentazione" del CNC! E quando parlò di "modifiche" agli Statuti, doveva, credo, avere in mente anche la CODIFICAZIONE della "Situazione" PUBBLICA del CNC! Culto e Catechesi. IN PARTE i nuovi Statuti contemplano queste intenzioni del Papa... Ma purtroppo contemplano anche ambiguità!

Per cui, arrivo al punto: finchè il CNC RITERRA' di rimanere una associazione PRIVATA, nonostante il Diritto Canonico la definisca OGGI PUBBLICA, finchè RITERRA' di Officiare un Culto PRIVATO, nessun "direttorio pubblico" potrà mai modificare la Prassi Interna del CNC!

Caterina63 ha detto...

Un altro aspetto da chiarire all'interno dell'applicazione dello Statuto NC è la questione della parte MISTAGOGICA CHE CARATTERIZZA OGNI CATECHESI CATTOLICA....
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in quale modo dunque il CN potrà e dovrà applicare tale questione?
Lo spiega il Papa nella Sacramentum Caritatis n. 64

dice:

a) Si tratta innanzitutto della interpretazione dei riti alla luce degli eventi salvifici, in conformità con la tradizione viva della Chiesa. In effetti, la celebrazione dell'Eucaristia, nella sua infinita ricchezza, contiene continui riferimenti alla storia della salvezza. In Cristo crocifisso e risorto ci è dato di celebrare davvero il centro ricapitolatore di tutta la realtà (cfr Ef 1,10). Fin dall'inizio la comunità cristiana ha letto gli avvenimenti della vita di Gesù, ed in particolare del mistero pasquale, in relazione a tutto il percorso veterotestamentario.

b) La catechesi mistagogica si dovrà preoccupare, inoltre, di introdurre al senso dei segni contenuti nei riti. Questo compito è particolarmente urgente in un'epoca fortemente tecnicizzata come l'attuale, in cui c'è il rischio di perdere la capacità percettiva in relazione ai segni e ai simboli. Più che informare, la catechesi mistagogica dovrà risvegliare ed educare la sensibilità dei fedeli per il linguaggio dei segni e dei gesti che, uniti alla parola, costituiscono il rito.

ATTENZIONE IL PAPA DICE: RISVEGLIARE....E NON RI-INVENTARE....
Più che informare, la catechesi mistagogica dovrà risvegliare ed educare la sensibilità dei fedeli per il linguaggio dei segni e dei gesti che, uniti alla parola, costituiscono il rito.


c) Infine, la catechesi mistagogica deve preoccuparsi di mostrare il significato dei riti in relazione alla vita cristiana in tutte le sue dimensioni, di lavoro e di impegno, di pensieri e di affetti, di attività e di riposo. È parte dell'itinerario mistagogico porre in evidenza il nesso dei misteri celebrati nel rito con la responsabilità missionaria dei fedeli. In tal senso, l'esito maturo della mistagogia è la consapevolezza che la propria esistenza viene progressivamente trasformata dai santi Misteri celebrati.
Scopo di tutta l'educazione cristiana, del resto, è di formare il fedele, come « uomo nuovo », ad una fede adulta, che lo renda capace di testimoniare nel proprio ambiente la speranza cristiana da cui è animato.

***********************

Le parole chiave usate dal Papa sono dunque:

a- in conformità con la tradizione viva della Chiesa.

b- Più che informare, la catechesi mistagogica dovrà risvegliare ed educare la sensibilità dei fedeli per il linguaggio dei segni e dei gesti che, uniti alla parola, costituiscono il rito.

c- È parte dell'itinerario mistagogico porre in evidenza il nesso dei misteri celebrati nel rito con la responsabilità missionaria dei fedeli.

in relazione a cosa?

in conformità con la tradizione viva della Chiesa.

^___^

Stephanos78 ha detto...

...Ed è per questo PRINCIPALMENTE, che Kiko ha detto: SIAMO FINITI!

Perchè la Lettera del Papa, FACEVA FINIRE NETTAMENTE E DIRETTAMENTE la FORMA PRIVATA DEL CNC..!

Francesco ha detto...

@ Caterina 63

E' vero che nella stragrande maggioranza dei casi le catechesi parrocchiali( non NC) sono lasciate all'arbitrio di catechisti spesso improvvisati ed utilizzano materiale improprio e di seconda mano (E' quello che avviene anche nelle scuole per l'insegnamento della Religione Cattolica).

Ma sia nelle parrocchie sia nelle scuole ci sono due testi di riferimento imprescindibili e inequivocabili: il CCC e la Bibbia, oltre i quali non si può andare.
E se si va, si fa presto a capire se e dove si annida l'errore.

Nel caso dei Neocatecumenali esiste UN TERZO TESTO DI RIFERIMENTO( che per loro poi è il primo): IL DIRETTORIO CATECHETICO DI KIKO ARGUELLO, autorizzato formalmente dallo Statudo Definitivo NCN. Un testo che è elastico ed estensibile a dismisura( non oso far paragoni con una parte del corpo umano, perchè mi taccerebbero di oscenità).
Tale testo infatti viene considerato dai catechisti neocatecumenali un pietra miliare di riferimento per le loro catechesi, una patente di ecclesialità, una garanzia di ortodossia. Ma nel momento in cui qualcuno osa far loro rilevare che i loro discorsi esulano anche dal Direttorio, allora in maniera altezzosa e arrogante sostengono che il Direttorio è solo una "traccia"di lavoro, nulla di più.

Ecco perchè vi dicevo ieri sera che davanti a codeste prese in giro da parte neocatecumenale, davanti alla loro arroganza, sarebbe opportuno che chiamassimo il nostro possibile gruppo di preghiera " LE GUANCE SONO FINITE!"

mic ha detto...

Perchè la Lettera del Papa, FACEVA FINIRE NETTAMENTE E DIRETTAMENTE la FORMA PRIVATA DEL CNC..!

ma lo statuto li ha riportati a galla e, invece di finire, continuano alla grande ad inquinare le catechesi diocesane lì dove li accolgono

Il grande dilemma è che la lunga e veritiera testimonianza postata da Emma, come le tante altre esponenzialmente moltiplicatesi e fatte pervenire ai Dicasteri competenti, non hanno avuto alcun effetto, non sono state alscoltate, la voce di chi ha gridato e denunciato (documentando)per anni non è stata acoltata né viene ascoltata ora!

Io credo che il Papa, messo di fronte e molti 'fatti compiuti', stia cercando di mettere le toppe, molti vescovi forse sono convinti come il Papa che si possa fare, altri sono direttamente kikiani.

Francamente non so prevedere cosa succederà: nel frattempo continuiamo ad abbracciare la croce che, come ricorda Caterina, non riguarda solo i NC, ma questo non riduce di una virgola il problema e il vulnus per la cattolicità, che il Cammino costituisce

Leandro ha detto...

Credo che la funzione di un Papa. la sua soprattutto, ma anche quella dei vescovi, non sia quella di "mettere le toppe"...

Michela ha detto...

Francesco mi ha preceduto in quello che volevo dire.
Quali altre catechesi nella chiesa si fondano su una visione antropologica così pessimista, e minacciano chi vuole andarsene?

Inoltre il discorso della trasmissione della fede è estremamente importante, ancora prima dell'interrogarsi sulla mistagogia, che è un termine troppo ambiguo in ambito neocatecumenale.

I nc si nascondono nell'ambiguità delle linee guida, in modo da scaricare ogni responsabilità sul malcapitato catechista.
Invece sono i contenuti delle linne guida ad essere eterodossi, e non il metodo usato dai singoli catechisti, ammesso e non concesso che usino un metodo, visto che ripetono a memoria anche le battute.
Bisognerebbe forse chiarire che perchè ci sia catechesi devono essere chiari gli obiettivi o le finalità, quindi i contenuti, che sono quelli della Dottrina, mentre i metodi sono lasciati di più alla libertà del singolo.

Caterina, credo che queste cose tu le abbia ben chiare, e come Don Raffae' mi puoi 'spiegare che penso'?

Francesco ha detto...

@ Leandro

Intanto, come ha dichiarato il vescovo di Pamplona, il Papa avrebbe autorizzato l'apertura di un Redemptoris Mater in Spagna nonostante la netta presa di posizione di ben 63 (DICONSI SESSANTATRE)sacerdoti.

Questa favola raccontata da questo vescovo andrebbe smascherata e smentita: il Papa non deve autorizzare l'apertura di un seminario diocesano, figuriamoci quella di un Redemptoris Mater.
E' competenza del vescovo, sentito il consiglio presbiterale e quello pastorale diocesano.

E' assolutamente impossibile che un vescovo, come quello di Pamplona, pretenda di aver scavalcato questi organismi giurisdizionali diocesani soltanto consultandosi con il Papa.
Impossibile e grave e mi rifiuto di credere a questa versione da lui data per giustificare davanti al suo clero l'installaZione dei neocatecumenali in un seminario nuovo di zecca.

Queste "smurrittiate" dei vescovi complici dei neocatecumenali (per dirla col mio amico Salvo Montalbano) andrebbero portate a galla e sanzionate a norma di diritto canonico.

mic ha detto...

in conformità con la tradizione viva della Chiesa.

a parte i 'gesti' e le parole del Papa, molto ignorati e disapplicati, è difficile riconoscere, oggi dov'è la Tradizione viva della Chiesa!

Spesso ci si sente più a proprio agio con i lefebvriani; ma, finchè non vengono reintegrati (o non si lasciano reintegrare) non è quello il nostro posto... che, spiritualmente, è nella chiesa UNA SANTA, la vera sposa del Signore, oggi irriconoscibile, ma c'è ed è VIVA! Ma è solo la Fede e la Speranza cirstiane che ce lo fanno dire

Leandro ha detto...

"andrebbero portate a galla e sanzionate a norma di diritto canonico."
............
chi potrà mai farlo, se dal tempo del concilio nella Chiesa è vietato vietare

Stephanos78 ha detto...

Dice Mic:

..ma lo statuto li ha riportati a galla e, invece di finire, continuano alla grande ad inquinare le catechesi diocesane lì dove li accolgono


Non è lo Statuto in sè ad averli "riportati a galla". Dal punto di vista NC è LO STATUTO, IN QUANTO EMESSO, che ha "approvato" l'identità del Cammino! A PRESCINDERE DAL SUO CONTENUTO!
Certo, questo si doveva sapere. Ed è stato un calcio di rigore approvarlo!
MA BISOGNA EVIDENZIARNE BENE IL CONTENUTO.

Se si evidenzia il CONTENUTO nei punti salienti e di più grande interesse, lo Statuto MOSTRA un'ALTRA REALTA'! Ma la mostra nell'ambiguità!

Ciò che ha "riportato a galla" il CNC è stata l'approvazione in sè! I cui contenuti SONO STATI IGNORATI o ASSIMILATI all'identità del CNC!

Ed il problema, al solito, è quello che ricorda Leandro: il "vietato vietare"...

Stephanos78 ha detto...

...Il nodo da sciogliere è la FORMA PRIVATA!

Finchè al CNC, a prescindere dalle Norme che vanno in senso OPPOSTO, verrà CONCESSA la FORMA PRIVATA ed IDENTITARIA, NESSUNA NORMA AVRA' LA SUA ATTUAZIONE.

mic ha detto...

Finchè al CNC, a prescindere dalle Norme che vanno in senso OPPOSTO, verrà CONCESSA la FORMA PRIVATA ed IDENTITARIA, NESSUNA NORMA AVRA' LA SUA ATTUAZIONE.

il termine "forma privata", che ben si attalgia alla relatà organizzativa, metodologica, contenutistica e identitaria del Cnc, è quanto di più lontano dal concetto stesso di "cattolicità", che è "universalità" e non elitarismo...

mic ha detto...

Ma potremo continuare a parlarne per tutto l'intero secolo appena iniziato che non cambieremmo una virgola... l'unico che può metterci le mani (e anche i piedi) e quasto punto, è il Signore!

Stephanos78 ha detto...

Dice Mic:

l'unico che può metterci le mani (e anche i piedi) e quasto punto, è il Signore!


Certo. Senza di Lui non possiamo nulla.
Ma dal canto nostro, MOSTRARE la Realtà per chi VUOLE conoscerla... Quello sì..

mic ha detto...

Certo. Senza di Lui non possiamo nulla.
Ma dal canto nostro, MOSTRARE la Realtà per chi VUOLE conoscerla... Quello sì..


così è!

Francesco ha detto...

Afferma Stephanos:"Il PCL, unica volta a mia memoria nella storia della Chiesa, ha CORRETTO una Norma in un ambito che non gli compete e che è al di fuori del suo Compito particolare! Tra l'altro correggendo questa Norma ha corretto il Papa!!!! Il PCL ha "indultato" una Norma già stabilita dal Culto Divino, riguardo la Sacra Comunione, inserendo nello Statuto un Comma che contraddice la Norma stessa, citata nella Nota!"

-------

E' chiaro che la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, che nel dicembre 2005 aveva parlato ai neocatecumenali a nome del papa, davanti al colpo di spugna passato sulla sua faccia dal PCL il 13 giugno 2008 avrebbe dovuto reagire. E non è detto che non lo abbia fatto!
E tuttavia la ragione di stato, la necessità di non dare scandalo al mondo cattolico ha evidentemente suggerito la strada del silenzio.
Per lo meno ufficialmente!

Mons. Rylko renderà ragione a Dio di questa gravissima forma di oltraggio (non esiste altro termine) consumato ai danni delle disposizioni del Papa!

( E , ricordiamocelo sempre:
"Le guance sono finite!")

Stephanos78 ha detto...

Il Card. Rylko, più che altro, dovrebbe chiarire. Dovrebbe fare quello che fino ad oggi non si è fatto e che hanno fatto solo due Papi: il Servo di Dio Giovanni Paolo e Benedetto.

Come responabile DIRETTO del PCL, il Cardinale dovrebbe COINVOLGERE i Cattolici nella cose che riguardano ...i Cattolici!!!

E' richiesta da noi SOLO CHIAREZZA. Nulla di più! Nessuna "insubordinazione", nessuna "accusa", nessun "giudizio"! Nessuna "sostituzione"!

Davanti al CAOS TOTALE l'unica richiesta dei FIGLI è la Chiarezza e il riferimento alla Roccia della Fede.

Ma forse i Cattolici sono stati così ALLONTANATI dai loro PADRI, dai loro Vescovi e Sacerdoti, da non avere più nemmeno il DIRITTO e talvolta il Dovere di esprimere i loro BISOGNI SPIRITUALI?

Francesco ha detto...

Caro Stephanos,

l'azione di protesta dei 63 coraggiosi sacerdoti della diocesi di Pamplona nei riguardi del loro vescovo che si è rifiutato categoricamente di ascoltarli mi pare dia la misura del livello a cui siamo giunti.

Emma ha detto...

Concordo con Francesco e con Stefano.
È da quando ho scoperto la realtà neocatecumenale che mi pongo e pongo domande.
Prima mi domandavo, e a dire il vero continuo a domandarmelo, come è possibile che le autorità religiose abbiano tollerato e lasciato crescere questo gruppo senza disciplinarlo, correggerlo, raddrizzarne i contenuti, poi, di fronte all`incredibile ma purtroppo ben reale consegna d un statuto monco al Cn, mi domando come il PCL abbia potuto passare sopra ben due Congregazioni vaticane e la lettera del card. Arinze bypassando dunque la volontà di Benedetto XVI stesso.
Mi domando come un laico abbia potuto imporre, dopo una lunga "battaglia" un compromesso sul cuore della nostra fede, La Liturgia.
Risposte? Zero!
Ne riceverò un giorno?
Non è pensabile che chi ha preso questa decisione consideri i fedeli cattolici degli asini, pronti a bere qualsiasi bevanda che si offra loro.
Abbiamo ancora un cervello che funziona !

Stephanos78 ha detto...

Dice Emma:


Risposte? Zero!
Ne riceverò un giorno?
Non è pensabile che chi ha preso questa decisione consideri i fedeli cattolici degli asini, pronti a bere qualsiasi bevanda che si offra loro.
Abbiamo ancora un cervello che funziona !


Questo ragionamento INDISCUTIBILE è uno fra i punti basilari di "distanza" con il CNC (mi viene in mente DQS dell'altro blog!) e con i gruppi che sposano u nprincipio simile (e sono tanti!).

Secondo un Catechista o comunque un Associato che ne condivide l'insegnamento, questo ragionamento è da ipocriti, "giudici", razionalisti, senza FEDE.
La Fede non ammette il Ragionamento! Non lo ammette! E soprattutto: sei un peccatore, come ti permetti di fare questi ragionamenti? NON NE HAI TITOLO!

Le RISPOSTE non sono NECESSARIE! Non devi CAPIRE! Se lo vuoi, sei ossessivo e sei razionalista. O hai fiducia CIECA nei Catechisti (ci credi che li manda lo Spirito Santo? Ci credi che li Ispira direttamente? Che li manda il Vescovo?), oppure hai GROSSI problemi di fede!

Per questo siamo stati definiti spesso come razionalisti, superbi e "giudici". Perchè VOGLIAMO RISPOSTE!

E tutto questo.. La dice mooooolto lunga!

Swan ha detto...

per stephanos78

A mio avviso la riflessione è iniziata nel modo più errato. Alla tua domanda infatti su cosa fosse il Cnc hai fatto delle deduzioni sbagliate.

Infatti tu rispondi dicendo:

-E' una ASSOCIAZIONE PUBBLICA DI FEDELI LAICI, con fini apostolici, dotata di personalità giuridica Pubblica;

Ti invito a leggerti il decreto di approvazione dello Statuto (firmato dal Cardinal Rylko)

Esso infatti recita in questo modo:

"Il Cammino Neocatecumenale è un itinerario di formazione cattolica che è al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell'iniziazione cristiana e dell'educazione permanente della fede" (statuto articolo 1 comma 2). Esso è dotato di personalità giuridica pubblica.

Come puoi quindi vedere il cnc non è un associazione. e se ricordi bene è stato uno dei tanti motivi del ritardo dell'approvazione degli statuti. Al massimo per renderlo più chiaro possiamo definire il cammino come una fondazione di beni spirituali. ma è sbagliatissimo parlare di associazione di fedeli.

Vi invito a riflettere approfonditamente invece a riguardo della personalità giuridica pubblica. Cosa liquidata come un particolare di poco conto. Il conferimento della personalità pubblica invece dà al cnc una forza impressionante. Avere infatti questa personalità significa parlare e agire in nome della Chiesa.

Converrete che non è cosa da poco. anzi. viene conferità un'autorevolezza ecclesiale...

Aldo ha detto...

In un commento precedente Caterina faceva riferimento al fatto che il PCL porta intrinsecamente (e questo l ho potuto leggere con i miei occhi, visto che mia cognata ha provveduto a "regalarmi" lo statuto approvato definitivamente, consegnatole alla convivenza di inizio corso appena terminata) i richiami ad un direttorio catechetico "conosciuto" (non posso dire approvato)mi sono preso la briga di studiarmi i profili delle Congregazioni competenti (Dottrina della Fede - Culto Divino) ed il profilo del PCL..

che Vi riporto qui sotto.. secondo me c'è qualcosa che non quadra..
però chiedo aiuto a chi ne sa più di me..

La Congregazione per la Dottrina della Fede fu istituita nell’anno 1542…..
…Oggi, secondo l'articolo 48 della Costituzione apostolica sulla Curia Romana Pastor bonus,..

«compito proprio della Congregazione per la dottrina della fede è di promuovere e di tutelare la dottrina della fede e i costumi in tutto l'orbe cattolico: è pertanto di sua competenza tutto ciò che in qualunque modo tocca tale materia».


………………………………………………………………………………………………….
Questa Congregazione risulta dall'unificazione dei due Dicasteri originariamente autonomi: la Congregazione per il Culto Divino (istituita, con tale denominazione da Papa Paolo VI con la Costituzione Apostolica Sacra Rituum Congregatio dell' 8 maggio 1969) e la Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti (istituita con tale denominazione da S. Pio X con la Costituzione Apostolica Sapienti Consilio del 29 giugno 1908).
CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO
E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI

FINALITÀ E COMPETENZE
Si occupa di tutto ciò che spetta alla Sede Apostolica circa le promozione e la regolamentazione della Liturgia e, in primo luogo, dei Sacramenti. (P.B. art. 62).
Promuove l'azione pastorale liturgica in tutto ciò che riguarda la preparazione e la celebrazione dell'Eucaristia, degli altri Sacramenti e dei sacramentali (P.B. art. 64), nonché la celebrazione della domenica e delle altre feste dell'anno liturgico e la Liturgia delle Ore.
………………………………………………………………………………………………..

Il Pontificio Consiglio per i Laici:
Un dicastero della Curia romana
al servizio dei fedeli laici
Il Pontificio Consiglio per i Laici, in particolare, è il dicastero che assiste il Sommo Pontefice in tutte le questioni che riguardano il contributo che i fedeli laici danno alla vita e alla missione della Chiesa, sia come singoli sia attraverso le diverse forme di aggregazione che sono nate e continuamente nascono nella Chiesa.
). La sua nascita ufficiale viene sancita da Paolo VI il 6 gennaio 1967 con il motuproprio Catholicam Christi Ecclesiam. ……
..la costituzione apostolica Pastor bonus del 28 giugno 1988, che è il documento con cui Giovanni Paolo II ha tracciato la nuova fisionomia della Curia Romana. La costituzione stabilisce che il Pontificio Consiglio per i Laici «è competente in quelle materie, che sono di pertinenza della Sede Apostolica per la promozione e il coordinamento dell'apostolato dei laici e, in generale, in quelle che concernono la vita cristiana dei laici in quanto tali» (art. 131); «spetta ad esso di animare e sostenere i laici affinché partecipino alla vita e alla missione della Chiesa nel modo loro proprio, sia come singoli che come membri appartenenti ad associazioni, soprattutto perché adempiano il loro peculiare ufficio di permeare di spirito evangelico l'ordine delle realtà temporali» (art. 133); il Consiglio «favorisce la cooperazione dei laici nell'istruzione catechetica, nella vita liturgica e sacramentale e nelle opere di misericordia, di carità e di promozione sociale» e «segue e dirige convegni internazionali e altre iniziative attinenti all'apostolato dei laici» (ibid.).
…………………….
..Il Consiglio è quindi uno degli strumenti che, con immediata adesione, pronta obbedienza e disponibilità di servizio, assistono il Pastore universale della Chiesa nell'ambito delle competenze da lui stesso assegnate a ciascuno, affinché la missione affidata da Cristo a Pietro e ai suoi successori venga adempiuta nel modo più efficace possibile……
Paolo VI amava additare al nuovo organismo due ineludibili poli di riferimento: i laici e la gerarchia. “ Il vostro Consiglio, egli affermava, “ deve mantenersi in atteggiamento di ascolto e di dialogo, attento a discernere nei loro [dei fedeli laici] ambienti di vita le necessità e le possibilità di salvezza “

Aldo ha detto...

il PCL(un dicastero al servizio dei laici)... è uno degli strumenti..(a disposizione del Santo Padre) che .."con immediata adesione e pronta obbedienza.."

scusate la mia franchezza.. ma devono aver interpretato male .."al servizio dei laici"..

mic ha detto...

«spetta ad esso di animare e sostenere i laici affinché partecipino alla vita e alla missione della Chiesa nel modo loro proprio, sia come singoli che come membri appartenenti ad associazioni, soprattutto perché adempiano il loro peculiare ufficio di permeare di spirito evangelico l'ordine delle realtà temporali»

una competenza direi generica, che non investe il merito dei contenuti della predicazione e le peculiarità del culto (se così vogliamo chiamare il loro rito): è per questo che, per la Catechesi i direttori sono stati sottoposti all'esame della Congregazione per la Dottrina della fede e quanto all'Eucaristia c'è già stato ilpronunciamento dell Culto Divino con la lettera di Arinze, di fatto bypassato da Rylko con l'art. 13 dello Statuto

E' un'esame e un giudizio DOVUTI dalle Congregazioni competenti anche secondo l'esplicita dichiarazione di Giovanni Paolo II dopo l'approvazione del primo statuto...

Non si spiega quindi il loro silenzio...

mic ha detto...

«favorisce la cooperazione dei laici nell'istruzione catechetica, nella vita liturgica e sacramentale e nelle opere di misericordia, di carità e di promozione sociale»

segue... promuove, non approva i contenuti.... mi piacerebbe conoscere le opere di misericordia, di carità e di promozione sociale del cammino nc!

ah già! il loro carisma è la "nuona evalngelizzazione"... nuova = di nuovo conio!

mic ha detto...

scusate la mia franchezza.. ma devono aver interpretato male .."al servizio dei laici"..

perdonate la mia di franchezza, ma in questa circostanza lo vedo più al servizio di UN laico che dei laici e del Pontefice

Emma ha detto...

Scusate la mia franchezza unita alla mia grande ignoranza, ma in qual modo un Pontificio Consiglio per i LAICI è competente in materia liturgica?
Fra chi e chi ha avuto luogo il braccio di ferro vinto da Arguello che ha così imposto il rituale da lui
creato ?

Fra lui e la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti o fra lui e il PCL?

Che cosa aveva prescritto il Papa attraverso il card. Arinze,lo sappiamo, dunque non è certo questa congregazione ad aver accetttato un compromesso che disobbedisce alla volontà del Papa, dunque è il PCL con il card. Rylko il solo e unico responsabile del risultato finale.
L `incredibile frase di Arguello: "adesso è il Papa a dover combattere con Arinze (nemmeno cardinal Arinze), riassume benissimo il tutto.
Scioccante, incomprensibile e inaccettabile.

mic ha detto...

Dice Swan:

Vi invito a riflettere approfonditamente invece a riguardo della personalità giuridica pubblica. Cosa liquidata come un particolare di poco conto. Il conferimento della personalità pubblica invece dà al cnc una forza impressionante. Avere infatti questa personalità significa parlare e agire in nome della Chiesa.

Converrete che non è cosa da poco. anzi. viene conferità un'autorevolezza ecclesiale...


manca solo che Pietro gli consegni "le chiavi"!

mic ha detto...

Avere infatti questa personalità significa parlare e agire in nome della Chiesa.

resta solo da stabilire in nome di QUALE Chiesa!

mic ha detto...

Di fatto così sta avvenendo; resta solo da stabilire se questa è la Chiesa di sempre... escludendo il Papa e alcuni vescovi

Francesco ha detto...

Se passiamo alla lente d'ingrandimento lo statuto, non ci troveremo mai nemmeno un accenno al clima di ebraismo conclamato che spesso si respira nelle celebrazioni neocatecumenali.

Osservate il canto dello Shema nella "Cappella" del Santissimo all'interno della Domus Aurea:

http://it.youtube.com/watch?v=NHe4q5zTCzM&feature=related

Il polo di attrazione è la bimah sulla quale il cantore (non solo un'allegoria del rabbino) proclama lo Shema.

Il tanbernacolo, coperto da conopeo nero, è in fondo alla cappella, frontalmente alla bimah, ma lontano,molto lontano da essa.

Lo Statuto tace completamente su questi, che vorrebbero essere dettagli, ma non lo sono! Tutt'altro!

(Ricordate il possibile nome del nostro gruppo di preghiera "LE GUANCE SONO FINITE").

Emma ha detto...

Ho la sgradevolissima impressione che il PCL si è preso gioco di me, della mia intelligenza e della mia fede, che il card. Rylko, con metodi e argomenti che solo lui conosce nell`intimo della sua coscienza, ha imposto alla Chiesa un gruppo che è in realtà in margine della Chiesa, con un percorso, dei metodi catechetici e un "culto" differenti da quelli della Chiesa cattolica.
Ma come stupirsi?
Basta ricordare la lettera che i vescovi invitati da Arguello in Galilea hanno scritto al Papa esercitando così una pressione che solo la buona educazione mi impedisce di qualificare.

Aldo ha detto...

Bellissimo il nome Francesco.. mi associo fin d'ora.. non solo non fa riferimento a niente di ciò che accennavi.. omette, di sana pianta la "linfa vitale" la "decima"..

Emma ha detto...

Vi invito a riflettere approfonditamente invece a riguardo della personalità giuridica pubblica. Cosa liquidata come un particolare di poco conto. Il conferimento della personalità pubblica invece dà al cnc una forza impressionante. Avere infatti questa personalità significa parlare e agire in nome della Chiesa.

È chiaro che il signor Arguello è stato ABILISSIMO, ha ottenuto tutto quello che voleva e ANCOR DI PIÙ, complimenti ai suoi consiglieri, uomini potenti e ai suoi amici influenti dentro e fuori le mura vaticane.

Resta intatto il problema di una consegna accellerata e prematura dello Statuto, come pure quello della competenza di un pontificio consiglio per i LAICI di approvare l`art.13 sulla Liturgia, bypassando la congregazione competente.

Francesco ha detto...

Vi invito a riflettere approfonditamente invece a riguardo della personalità giuridica pubblica. Cosa liquidata come un particolare di poco conto. Il conferimento della personalità pubblica invece dà al cnc una forza impressionante. Avere infatti questa personalità significa parlare e agire in nome della Chiesa. .

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D'ora in poi quando i catechisti neocatecumenali ripeteranno le parole di Kiko dicendo che i sacerdoti non sono altro che una massa di persone sessualmente disturbate,potremo tranquillamente affermare dunque che lo ha affermato il Papa?

("Le guance sono ormai finite")

Francesco ha detto...

Ho dato un'occhiata di là e c'è Veneranda che sta pontificando.Hop cercato di comprendere ciò che ha scritto,ma mi sono arenato su due righe per me assai oscure:

Il popolo messianico, che è La Chiesa, è inviato a tutto il mondo..

Qualcuno può aiutarmi a decifrarle?

("Le guance sono irrimediabilmente finite")

Caterina63 ha detto...

Scusate se interrompo questo "dialogo che si sta arenando a senso unico" ^___^ (lo Statuto è quel che è, è stato approvato ed è inutile discuterlo a lungo poichè la sua applicazione riguarda poi ai VESCOVI non a noi....)

piuttosto ecco cosa si può dire ai NC che sicuramente NON stanno seguendo i lavori del Sinodo e va detto che nessun Statuto può fondarsi al di fuori del DIRITTO CANONICO, LA LEGGE DELLA CHIESA...^___^


Speciale Sinodo dei Vescovi - La denuncia di Monsignor Burke: “I fedeli non rispettano la liturgia e le altre Leggi della Chiesa”


da Petrus

CITTA’ DEL VATICANO - I fedeli spesso ignorano o disattendono le norme relative alla liturgia e piu' in generale le leggi della Chiesa costituite dal diritto canonico, a sua volta fondato sulla legge naturale. E' del resto il diritto canonico strumento attraverso il quale ''la vita di Cristo puo' crescere e diffondersi''.

E' questo il severo richiamo rivolto al Sinodo generale dei Vescovi da Monsignor Raymond Burke, Prefetto del Supremo tribunale della segnatura apostolica; Monsignor Burke (nella foto), gia' Arcivescovo di Saint-Louis, di recente e' stato chiamato a ricoprire l'incarico in Curia da Benedetto XVI.

(..)


In merito poi ''al rapporto fra la Parola di Dio e la legge, e' importante sottolineare il servizio che il diritto canonico svolge nella Chiesa, mediante il quale la vita di Cristo puo' crescere e diffondersi nell'intera Chiesa. Nella sua Costituzione Apostolica ‘Sacrae disciplinae leges’, Papa Giovanni Paolo II, descrivendo il servizio del Diritto Canonico nella Chiesa, si e' riferito a un lontano patrimonio di diritto contenuto nei libri del Vecchio e Nuovo Testamento dal quale, come dalla sua prima sorgente, proviene tutta la tradizione giuridico-legislativa della Chiesa''.

Quindi, ha sottolineato Monsignor Burke, ''nella Chiesa, come nella societa', la comprensione della legge e' stata oscurata e, in alcuni casi, ha condotto a effetti gravemente dannosi come, per esempio, la diffusa inosservanza delle leggi liturgiche e l'insuccesso dei procedimenti attraverso i quali i fedeli rivendicano i propri diritti e i reati ecclesiastici vengono dovutamente puniti''.

Al contrario, ''una maggior conoscenza del servizio della legge nella Chiesa, mediante lo studio della Parola di Dio, non solo aiuta la Chiesa a comprendere e a far tesoro del dono della disciplina canonica per il compimento della missione divina, ma aiuta tutta la societa' in generale a comprendere e a far tesoro del servizio insostituibile della legge per il compimento del bene comune''.

^___^

Francesco ha detto...

Uhei, Caterina.
Lo statuto è si quello che è, ma proprio perchè è quello che è non è inutile discuterlo.
E' doveroso.
L'idea di farlo e il lavoro di Stephanos in tal senso ci consentono infatti di metterne a nodo ambiguità, limiti e nodi tali che i vescovi, ammesso ne abbiamo la voglia,non riusciranno mai a cotrollarne l'applicazione.

Francesco ha detto...

Avevo letto anche io il pezzo di Petrus, il cui titolo non rispecchia assolutamente il contenuto dell'articolo.Non vi si parla assolutamente di liturgia se non di striscio (Burke sostiene una tesi ardua, quella dell'abbandono della giusta liturgia da parte dei fedeli che non conoscono le "leggi" della Chiesa, come se per tenerci a una santa liturgia bisognasse mandare prima a memoria il Codice di Diritto Canonico).

Molto deludente ,Burke. Discorso senza capo nè coda, specialmente dopo l'intervento di ieri del Papa.

Emma ha detto...

Non sono d`accordo con te Caterina, il dialogo non si sta arenando a senso unico, stiamo dialogando e pur con alcune sfumature ci stiamo ponendo le stesse domande.
La consegna dello statuto al Cn non costituisce una specie di lucchetto simbolico che chiude la bocca e oscura le menti di chi riflette e vuole esprimere le proprie incomprensioni e domande.

So benissimo che quello statuto esiste, so anche che non solo non ha risolto i problemi nelle parrocchie ma che ne ha aggiunti altri, so che grande è la confusione e che molte sono le menzogne che circondano l`attività del Cn.
So anche che per ogni domanda che potremmo porre al Cn, esiste una risposta già preconfezionata su misura.

Personalmente non desidero discutere con i nc, ancor meno con i catechisti nc, le mie domande le vorrei porre ai vescovi, a chi in Curia ha assistito impotente alla vergognosa battaglia sulla nostra Sacra Liturgia, a chi ha protetto e incoraggiato la disobbedienza del Cn.
Dico vorrei, perchè so che vige la legge del silenzio.
Dovrei dunque a mia volta tacere?
Il Cn parla a nome della Chiesa ed io dovrei tacere?

Lo Statuto del Cn è stato consegnato e approvato dal PCL, questo statuto comporta delle conseguenze importanti per la Chiesa, per il fututo della nostra Chiesa, è appoggiandosi su questo pezzo di carta che il Cn si sente legittimato a parlare a nome della Chiesa.
Ed io dovrei tacere?
Il signor Arguello conta riformare la nostra Chiesa, appoggiandosi sulla legittimità datagli dallo statuto ed io dovrei tacere?

Caterina63 ha detto...

Caro Francesco.....questa volta mi deludi profondamente.....la tua INCOMPRENSIONE alle parole di mons. Burke è per me e per ogni cattolico, inaccettabile e te lo dico con il cuore in mano....

Il titolo riporta fedelmente le parole di mons. Burke e la denuncia agli abusi liturgici non è affatto di striscio...che cosa ti aspettavi un rogo?
Vuoi la vendetta?
che cosa cerchi?

Attento a non essere tu ingiusto....mons. Burke a ragione fa una cornice al problema per spingere il fedele A RISCOPRIRE IL DIRITTO CANONICO...la Legge della Chiesa e per la quale disaffezione dice appunto:

''nella Chiesa, come nella societa', la comprensione della legge e' stata oscurata e, in alcuni casi, ha condotto a effetti gravemente dannosi come, per esempio, la diffusa inosservanza delle leggi liturgiche e l'insuccesso dei procedimenti attraverso i quali i fedeli rivendicano i propri diritti e i reati ecclesiastici non vengono dovutamente puniti''.


se questo è per te un riferimento di striscio....chiediti allora che cosa stai cercando...lo dico per il tuo bene...
^___^

Con affetto CaterinaLD



Mia cara Emma....non è importante che tu NON sia d'accordo con me....non dobbiamo puntare ai consensi ^___^
Lo Statuto E' STATO APPROVATO e il metodo dello spulciamento fa parte di quei "DISCORSI PERNICIOSI" per i quali san Paolo ci invita a farne a meno e di starne alla larga....^___^

Esistono Congregazioni apposite per fare questo...noi abbiamo fatto quel che si poteva fare, dopo di che il discorso si arena, non va avanti nè indietro semplicemente perchè NON è nè in mio potere, nè nel tuo modificarlo....tanto meno dichiarlo eretico o che altro....^___^

Stephanos ha iniziato benissimo l'argomento...e lo abbiamo portato avanti donando ottimi chiarimenti, ma poi? se si continuano a ripetere le stesse cose, nello stesso thread... dove pensi che ti possa condurre?
^__^

Infine io non ho chiesto nè di chiuderlo, nè di offuscarlo, tanto meno di cancellarlo, ma ho offerto un altro imput al tema: IL DIRITTO CANONICO senza il quale nessun Statuto che voglia dirsi CATTOLICO può farne a meno....ho offerto dunque ulteriore materiale....ma se tu ti metti sulla difensiva ti fai del male da te stessa, perchè NON ho mai chiesto a nessuno di tacere...e non solo non mi permetterei MAI, ma non è neppure il mio stile....
^___^

Fraternamente CaterinaLD

Emma ha detto...

Non mi sono affatto messa sulla difensiva, Caterina, ho espresso la mia opinione e cioè che a partire da quello statuto il Cn si sente legittimato a parlare a nome della Chiesa.
Quel testo può essere studiato, criticato, spulciato, non è un dogma, il suo iter di approvazione, il suo contenuto sollevano molte domande e incomprensioni.
Noi ci esprimiamo, non sarebbe la prima volta che uno statuto è stato in seguito corretto.
Anche se questo non è l`obiettivo, perchè saremmo dei grandi ingenui e sopratutto non dipende da noi, resta un nostro diritto e dovere di far sapere agli adetti ai lavori che c`è gente che si interroga, che non capisce, che vive molto male nella sua parrocchia la strapotenza del Cn.
E da dove partire se non dal documento che permette al Cn di disporre di questo potere?

Lasciamo Stefano comunicarci il frutto della sua riflessione.
È uno studio utile e interessante, che servirà di base alle discussioni che regolarmente avremo su questo blog.

Swan ha detto...

x francesco

D'ora in poi quando i catechisti neocatecumenali ripeteranno le parole di Kiko dicendo che i sacerdoti non sono altro che una massa di persone sessualmente disturbate,potremo tranquillamente affermare dunque che lo ha affermato il Papa?

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No. La personalità giuridica pubblica è un fatto molto importante da tenere in conto. da un lato conferisce forza grande al cnc. ma dall'altra è un grande monito per kiko. infatti d'ora in avanti dovrà soppesare attentamente tutto quello che dirà. non potrà infatti fare discorsi campati in aria e dovrà controllare ogni sua frase. non potrà infatti dire nulla di contrario alla Chiesa siccome parla a nome della Chiesa.

e come vale per kiko vale per qualsiasi catechista del cnc. sia esso un responsabile di qualche nazione oppure un semplice catechista locale.

penso che la Chiesa abbia saputo mettere un grande contrappeso a quello che prima era un "potere" praticamente incontrastato di kiko.

Swan ha detto...

sempre per francesco

Se passiamo alla lente d'ingrandimento lo statuto, non ci troveremo mai nemmeno un accenno al clima di ebraismo conclamato che spesso si respira nelle celebrazioni neocatecumenali.

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Se qualcuno non se ne fosse accorto il clima sta cambiando. Dopo l'approvazione degli statuti il cardinale responsabile dell'ecumenismo (perdonate ma non ricordo il nome) ha richiamato kiko su questo fatto. come primo atto ufficiale i canti del cnc sono stati ripuliti dal nome Javhè (pensate a "Grazie a Javhè o "Javhè tu sei il mio Dio"...) al suo posto si userà "Signor". questo è stato imposto come segno di rispetto verso gli ebrei che non possono pronunciarlo. quindi d'ora in avanti a partire dai canti e proseguendo per le liturgie non sarà più possibile pronunciare il nome di Dio.

Stessa soluzione si prospetta per il candelabro. non vi è ancora nulla di ufficiale ma sembra dovrà sparire dalle eucarestie.

Sulla danza che si fa durante il canto conclusivo ancora nulla è stato deciso. la danza non è ebraica come erroneamente ritiene qualcuno. ma la congregazione del culto sta riflettendo sul fatto se sia inopportuna se fatta in chiesa. quindi forse sarà permessa se l'eucarestia sarà celebrata in una sala parrocchiale ma non concessa se la stessa sarà celebrata in una chiesa.

Lentamente forse si sta purificando la liturgia da elementi ebraici...chissà.

Stephanos78 ha detto...

Dice Swan:

Ti invito a leggerti il decreto di approvazione dello Statuto (firmato dal Cardinal Rylko)


Ti invito a leggere lo Statuto e le NOTE che sono inserite per giustificare il fondamento della Personalità giuridica Pubblica. Il CNC è Personalità Giuridica Pubblica AI SENSI DEL DIRITTO CANONICO CITATO! Per avere delucidazioni, oltre a leggere quanto decidi, puoi leggere TUTTO. Sia nella presente discussione che nei Riferimenti Canonici e Magisteriali presenti nello Statuto, che questa discussione (che proseguirà) ha lo scopo di evidenziare e chiarire.

Il CNC, in quanto Canonicamente Fondazione di Beni Spirituali, è una ASSOCIAZIONE LAICALE.
Questo dice il Canone! Poi nessuno mette in dubbio che ci siano stati e ci siano giri di valzer che cercano di rendere coerente l'assurdo!

Leandro ha detto...

Teniamo presente che l’approvazione di uno Statuto è questione semplicemente amministrativa.
Uno Statuto non fa un movimento eretico o meno… sarebbe come dire che i francescani, poichè riconosciuti dalla Chiesa nel 1200, sono immuni da qualsiasi eresia.
Il riconoscimento degli Statuti prevede la partecipazione dell’associazione al mandato della Chiesa e la qualifica di “cattolico”.
In realtà, il soggetto “cammino” acquisisce anche lo status di persona giuridica… e questo con i pro e i contro della situazione: se sono eretici e non si adeguano all’ortodossia (oltre che ortoprassi), poi saranno ancor più responsabili.

mic ha detto...

Dopo l'approvazione degli statuti il cardinale responsabile dell'ecumenismo (perdonate ma non ricordo il nome) ha richiamato kiko su questo fatto. come primo atto ufficiale i canti del cnc sono stati ripuliti dal nome Javhè (pensate a "Grazie a Javhè o "Javhè tu sei il mio Dio"...) al suo posto si userà "Signor".

una domanda:
come mai questa nota dei "rapporti con l'ecumenismo" viene considerata riferita al Cammino, mentre documenti Magisteriali quali la Ecclesia de Eucaristia, Sacramentim Caritatis, Dominicae Coene, il Missale Romanum, ecc. sembrano (e a detto di molti nc così è) non riguardarlo?

mic ha detto...

quindi forse sarà permessa se l'eucarestia sarà celebrata in una sala parrocchiale ma non concessa se la stessa sarà celebrata in una chiesa.

fatta la legge trovato l'inganno: dato che la maggior aprte delle celebrazioni avvengono non sale parrocchiali, la danza non sarà eliminata!

A meno che quella celebrata in sale parrocchiali non venga considerata una Eucaristia, perché il problema non è tanto il luogo, quanto il contesto. Una liturgia va rispettata nella sua forma e nei suoi contenuti perché è una cosa SERIA e non manipolabile, soprattutto da parte di un laico

Stephanos78 ha detto...


questo è stato imposto come segno di rispetto verso gli ebrei che non possono pronunciarlo.


Ah ecco. Mica perchè noi NON SIAMO Ebrei, ma perchè loro potrebbero offendersi (che ci sta tutto. Ma non credo possa essere definito come unico motivo!)


Stessa soluzione si prospetta per il candelabro. non vi è ancora nulla di ufficiale ma sembra dovrà sparire dalle eucarestie.

Sulla danza che si fa durante il canto conclusivo ancora nulla è stato deciso. la danza non è ebraica come erroneamente ritiene qualcuno. ma la congregazione del culto sta riflettendo sul fatto se sia inopportuna se fatta in chiesa. quindi forse sarà permessa se l'eucarestia sarà celebrata in una sala parrocchiale


Io non capisco una cosa: MA QUANDO MAI IL CANDELABRO EBRAICO(finalmente si ammette che è EBREO!) è stato concesso?
Poi: si pensa di "Permettere" quando si sta in "sale"?
Sembre un po' una presa in giro! Ma se iL CNC si svolge SOLO in Sale!!!!!!!!!!!!!!!!

Sempre la solita ricerca dei famosi 2 piccioni con un fava!!

Caterina63 ha detto...

Swan ha detto...
sempre per francesco

Se passiamo alla lente d'ingrandimento lo statuto, non ci troveremo mai nemmeno un accenno al clima di ebraismo conclamato che spesso si respira nelle celebrazioni neocatecumenali.

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Se qualcuno non se ne fosse accorto il clima sta cambiando. Dopo l'approvazione degli statuti il cardinale responsabile dell'ecumenismo (perdonate ma non ricordo il nome) ha richiamato kiko su questo fatto. come primo atto ufficiale i canti del cnc sono stati ripuliti dal nome Javhè (pensate a "Grazie a Javhè o "Javhè tu sei il mio Dio"...) al suo posto si userà "Signor". questo è stato imposto come segno di rispetto verso gli ebrei che non possono pronunciarlo. quindi d'ora in avanti a partire dai canti e proseguendo per le liturgie non sarà più possibile pronunciare il nome di Dio.

Stessa soluzione si prospetta per il candelabro. non vi è ancora nulla di ufficiale ma sembra dovrà sparire dalle eucarestie.

Sulla danza che si fa durante il canto conclusivo ancora nulla è stato deciso. la danza non è ebraica come erroneamente ritiene qualcuno. ma la congregazione del culto sta riflettendo sul fatto se sia inopportuna se fatta in chiesa. quindi forse sarà permessa se l'eucarestia sarà celebrata in una sala parrocchiale ma non concessa se la stessa sarà celebrata in una chiesa.

Lentamente forse si sta purificando la liturgia da elementi ebraici...chissà.


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LENTAMENTE?????

ehm....sono passati QUARANT'ANNI EH....^___^
hai idea di quante persone SONO STATE TRATTE IN INGANNO?
Hai idea di quanta ZIZZNIA sia stata seminata?

Certamente che ben venga tutto ciò, se non altro un segno di GIUSTIZIA alle tre Conferenze Episcopali che negli anni '90 SI OPPOSERO a questa liturgia NC ma non vennero ascoltati e Kiko LI ACCUSAVA DI PERSECUZIONE INVECE DI OBBEDIRE....

Infine nello Statuto il Direttorio citato è quello della Chiesa CATTOLICA e non quello kikiano...ergo, poichè quello kikiano giace sulla scrivania della Dottrina per la fede, con quale altra scusa il CN USA ANCORA quel Direttorio catechetico?

Se esso GIACE sulla scrivania e se Giovanni Paolo II nel 2002 disse che si doveva attendere il pronunciamento delle due Congregazioni (sulla Liturgia e sulla fede), con quale autorità Kiko continua a farlo usare?

Lo Statuto NON chiarisce tutto questo...e se ad esso associamo tutti questi cambiamenti che stanno arrivando, ciò significa che le denuncie fatte fino ad oggi ERANO E SONO VERE...ma c'è ancora chi non molla...^___^

Fraternamente CaterinaLD

Swan ha detto...

per stephanos

allora...

vediamo se detto in un altro modo ti posso rendere più chiara la questione.

il canone 116 come riportato più volte nei post recita che: le persone giuridiche pubbliche sono un insieme di persone o (notare la congiunzione) di cose.

se continui a leggere lo statuto al comma 3 dell'articolo 1 si recita che il cnc consta di un insieme di beni spirituali. quindi nessun riferimento alle persone.

voglio insistere su questo fatto per cercare di farti capire la novità che è questo statuto. infatti il riconoscimento della Chiesa non viene dato a delle persone fisiche, ma al cammino in sè stesso che viene riconosciuto come "Ordo Initiationis". è una novità siccome il solo precedente che si conosca è quello di Paolo III che approvò gli esercizi spirituali di S. Ignazio. Il cnc non viene riconosciuto quindi come un'associazione pubblica di fedeli laici come dici tu (cosa verificabile molto semplicemente. se il cnc fosse quello che dici tu ogni membro delle comunità dovrebbe avere una tessera di associazione) ma viene riconosciuto come iter cioè il cammino neocatecumenale è un catecumenato post-battesimale. e al momento anche l'unico che viene riconosciuto per tutta la Chiesa. vi sono molte fondazioni nella Chiesa che amministrano beni materiali ma l'unica che amministra beni spirituali è il cnc.

il cnc non è un associazione laicale e questo è stato uno dei motivi del lungo iter di stesura. infatti non essendo un associazione ma un iniziazione cristiana per primo il cardinal Rylko (quando ancora non era nè cardinale nè capo del pontificio consiglio - a quel tempo era Stafford il capo) affermò nel 2000 che non era competenza del consiglio per i laici l'approvazione degli statuti. in quel momento kiko, siccome il vescovo è il perno dell'iniziazione cristiana, pensava di dover fare un catecumenato diocesano e quindi di dover rivolgersi alla congregazione dei vescovi. in tutto il trambusto generato dal non capire a chi spettava l'approvazione degli statuti, intervenì nel 2001 Papa Giovanni Paolo II che con la lettera al cardinal Stafford (datata 5 di aprile 2001) conferiva al suo dicastero il compito di coordinare l'attività delle 5 congregazioni interessate dagli statuti (Dottrina della fede, Culto divino, Sacramenti, Clero e catechesi e ultimo quello per l'Educazione cattolica)e soprattuto l'autorità per approvarli nonostante non fosse tra i compiti del dicastero. questo "strappo alla regola" fu possibile perchè il Papa è suprema fonte del diritto nella Chiesa.

spero di essere stato abbastanza chiaro. il problema non è irrilevante, è un problema di natura. non puoi dire a un letto che è un comodino perchè in realtà è un letto. quindi il cnc è un iniziazione cristiana. non un associazione di fedeli laici.

ps un consiglio. non pensare che solo perchè una persona cerca di dire qualcosa di contrario a ciò che pensi tu allora sia ottusa. ti assicuro che ho letto...non solo quello che conveniva a me..tu hai fatto altrettanto? ti sei proposto un obbiettivo interessante, cioè quello di un analisi degli statuti. solo che l'analisi deve essere imparziale per poter essere degna di questo nome.

Emma ha detto...

cammino neocatecumenale è un catecumenato post-battesimale. e al momento anche l'unico che viene riconosciuto per tutta la Chiesa. vi sono molte fondazioni nella Chiesa che amministrano beni materiali ma l'unica che amministra beni spirituali è il cnc.

Amici, forse Swan ha ragione, forse, ma a me il solo leggere quella frase mi dà i brividi.
Ma vi rendete conto che cosa afferma?
Sarebbe mai possibile che l`abilissimo e potentissimo signor Arguello, con i suoi abilissimi amici e protettori abbiano veramente ottenuto questo statuto particolare per la creazione umanissima di un laico?

Ditemi che mi sbaglio, perchè se Arguello ha ottenuto quasto, ho i calzini che mi cadono !

Caterina63 ha detto...

Swan ha detto...
per stephanos

allora...

vediamo se detto in un altro modo ti posso rendere più chiara la questione.

il canone 116 come riportato più volte nei post recita che: le persone giuridiche pubbliche sono un insieme di persone o (notare la congiunzione) di cose.

se continui a leggere lo statuto al comma 3 dell'articolo 1 si recita che il cnc consta di un insieme di beni spirituali. quindi nessun riferimento alle persone.

voglio insistere su questo fatto per cercare di farti capire la novità che è questo statuto. infatti il riconoscimento della Chiesa non viene dato a delle persone fisiche, ma al cammino in sè stesso che viene riconosciuto come "Ordo Initiationis". è una novità siccome il solo precedente che si conosca è quello di Paolo III che approvò gli esercizi spirituali di S. Ignazio. Il cnc non viene riconosciuto quindi come un'associazione pubblica di fedeli laici come dici tu (cosa verificabile molto semplicemente. se il cnc fosse quello che dici tu ogni membro delle comunità dovrebbe avere una tessera di associazione) ma viene riconosciuto come iter cioè il cammino neocatecumenale è un catecumenato post-battesimale. e al momento anche l'unico che viene riconosciuto per tutta la Chiesa. vi sono molte fondazioni nella Chiesa che amministrano beni materiali ma l'unica che amministra beni spirituali è il cnc.

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Ma che stai dicendo?????
(emoticons con occhi SBARRATI!!!!)

Paragonare gli Esercizi SPIRITUALI con lo Statuto del CN è inaccettabile ed inconcepibile e non per le divergenze che ci sono, ma per L'INCOMPATIBILITA'....

Approvare gli Esercizi Spirituali IN QUEL CONTESTO STORICO fu un atto OBBLIGATO, a seguito di un RIFIUTO PRECEDENTE DEI PONTEFICI AD ACCOGLIERE NUOVE REGOLE E NUOVE FORME SPIRITUALI...
Per questo il Papa dovette fare un ATTO UFFICIALE.....

Non c'azzecca nulla con la situazione del CN....

poi dici:

il comma 3 dell'articolo 1 si recita che il cnc consta di un insieme di beni spirituali. quindi nessun riferimento alle persone.

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perdonami....il CN è fatto di FANTASMI O DI PERSONE???

E poi scusami.... è noto che se un gruppo del CN entra in una parrocchia resta una "piccola comunità" NELLA COMUNITA' PARROCCHIALE....ergo questa piccola comunità è fatta di PERSONE si o no?

E' ovvio che è più gradevole sostenere che tale comma si riferisca ESCLUSIVAMENTE ALL'APPARATO SPIRITUALE del Cammino....ma se così fosse perchè allora per farne parte BISOGNA ENTRARCI?


Il Riconoscimento che la Chiesa compie è sempre rivolto AL CAMMINO DEL FONDATORE, NON AL FONDATORE IN SE' IL QUALE INFATTI NON E' SCONTATO CHE VENGA ELEVATO A SANTO DALLA CHIESA....

Così è avvenuto per gli Ordini Religiosi...ERA IL CARISMA AD ESSERE APPROVATO, NON IL FONDATORE IN SE'...
l'Ordine dei Gesuiti è stato soppresso più volte dai Papi, ma il suo Fondatore è Canonizzato....
ergo avviene anche il contrario che qualche Fondatore sia stato buttato fuori e la Chiesa abbia SALVATO IL CARISMA....

Infine, davvero non comprendo questo arrampicarsi sugli specchi....
è vero che il CN non rilascia tesserini di appartenenza, ma ESERCITA UNA FUNZIONE ALL'INTERNO DI UNA PICCOLA COMUNITA' NELLA COMUNITA' (dallo Statuto) ergo IL CN E' UNA PICCOLA COMUNITA', LO DICE LO STATUTO....

evitiamo di mischiare capre con cavoli eh!!giochiamo con i fanti ma lasciamo stare i santi...grazie!

^__^

Caterina63 ha detto...

P.S.
e se il comma si riferisse esclusivamente allo SPIRITO..... perchè allora esiste l'EQUIPE DEI SUPERCATECHISTI DISSOCIATI DAI CATECHISTI DELLA PARROCCHIA FORMATI DA KIKO, UN LAICO NON TEOLOGO???

Emma ha detto...

Ti invio un calorosisimo abbraccio Caterina, perchè gli occhi li avevo sbarrati pure io leggendo quell` enormità!
Ma ti rendi conto che è senza dubbio questa enormità che il Cn, il suo iniziatore e i suoi membri, vanno diffondendo e impongono agli sprovveduti che non hanno competenze e si lasciano fare?
È semplicemente scioccante e vergognoso!

Caterina63 ha detto...

Swan ha detto...
cioè il cammino neocatecumenale è un catecumenato post-battesimale. e al momento anche l'unico che viene riconosciuto per tutta la Chiesa.

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QUI SIAMO ALLA FOLLIA, e dico follia per non additare di MENZOGNA, CALUNNIA E DIFFAMAZIONE....

Così per duemila anni la Chiesa NON AVREBBE AVUTO UN CAMMINO POST BATTESIMALE fino all'arrivo di Kiko....un pittore, manco teologo.....

rispondere è davvero una perdita di tempo!!!
NON rispondere sarebbe mancanza di carità per chi legge....

Quindi TUTTO IL LAVORO DEI CATECHISTI DIOCESANI che operano nelle parrocchie per i cammini POST-BATTESIMALI... NON SERVE A NULLA, NON SAREBBE RICONOSCIUTO DALLA CHIESA....

Questa notizia ora la preparerò per la Congregazione della Dottrina della Fede e per il Pontificio dei Laici...

Se siete veramente convinti di questo cari amici del CN....allora siete veramente messi molto, molto, ma molto male...RINNEGANDO PERFINO MADRE TERESA DI CALCUTTA il cui CAMMINO POST BATTESIMALE che le sue Suore fanno NEGLI ISTITUTI DA LEI FONDATI sono ampiamente riconosciuti dalla Chiesa e via a seguire tutti gli altri CAMMINI POST BATTESIMALI infatti nel Decreto di approvazione dello Statuto si legge:

"Il CN è UN ITINERARIO..al servizio del Vescovo ..COME UNA DELLE MODALITA' diocesane ...."

ergo NON ci siete solo voi....GRAZIE A DIO!!!

mic ha detto...

Amici,

dopo l'exploit sconcertante di Swan, vi prego di leggervi questa riflessione a suo tempo inserita nel sito

Stephanos78 ha detto...

Per Swan che dice:

allora...

vediamo se detto in un altro modo ti posso rendere più chiara la questione....


Caro fratello, io trasecolo! E mi associo agli altri.

La tua "esegesi" per sostenere le invenzioni di Kiko da un lato mi commuove, dall'altro mi sconvolge perchè non posso credere che il POTERE di un uomo possa annullare la vista e i sensi!

C'è una differenza sostanziale tra INTENZIONI e REALTA'.
Le intenzioni di Kiko sono ben oltre quelle che hai elencato. E molto peggio. La Realtà non è "il mondo di Kiko".

Il CnC a chi fa capo? Al PCL. Il PCL che competenze ha? Avere giurisdizione sulle associazioni cattoliche.

Il Diritto Canonico citato, che è il fondamento su cui si poggia lo Statuto, cosa afferma? Ripetere giova:

"Can. 115 - §1. Le persone giuridiche nella Chiesa sono o insiemi di persone o insiemi di cose.

§2. L'insieme di persone, che non può essere composto se non almeno di tre persone, è collegiale, se i membri determinano la sua azione, concorrendo nel prendere le decisioni, con uguale diritto o meno, a norma del diritto e degli statuti; altrimenti è non collegiale.

§3. L'insieme di cose, ossia la fondazione autonoma, consta di beni o di cose, sia spirituali sia materiali, e lo dirigono, a norma del diritto e degli statuti, sia una o più persone fisiche sia un collegio.

Can. 116 - §1. Le persone giuridiche pubbliche sono insiemi di persone o di cose, che vengono costituite dalla competente autorità ecclesiastica perché, entro i fini ad esse prestabiliti, a nome della Chiesa compiano, a norma delle disposizioni del diritto, il proprio compito, loro affidato in vista del bene pubblico; tutte le altre persone giuridiche sono private.

§2. Le persone giuridiche pubbliche vengono dotate di tale personalità sia per il diritto stesso sia per speciale decreto dell'autorità competente che la concede espressamente; le persone giuridiche private vengono dotate di questa personalità soltanto per mezzo dello speciale decreto dell'autorità competente che concede espressamente la medesima personalità."

Secondo quanto stabilito dallo Statuto, il CnC è una Associazione Pubblica che consta di BENI SPIRITUALI. Il "Bene Spirituale" è il Catecumenato pre e post Battesimale DELLA PASTORALE DIOCESANA!

Poi, ripeto, possiamo stare fino al 3018 a fare giri di valzer o a fare improbabili "distinguo".

Giustamente: se ho davanti un letto, non ho davanti una poltrona. Il CnC è una Associazione Pubblica di Fedeli.

Caterina63 ha detto...

Stephanos78 ha detto...


Secondo quanto stabilito dallo Statuto, il CnC è una Associazione Pubblica che consta di BENI SPIRITUALI. Il "Bene Spirituale" è il Catecumenato pre e post Battesimale DELLA PASTORALE DIOCESANA!


****************


sia scritto a caratteri cubitali, CON LETTERE D'ORO!!!! ^___^

specialmente il ricorso della PASTORALE DIOCESANA la quale, sia ben chiaro, NON è prerogativa del CN come swan vuole far intendere, ma il contrario, ossia è la pastorale diocesana che deve alimentare il CN....ed è qui che quel NOI E VOI di cui si discute nel primo thread da ieri, potrà diventare veramente un "NOI" COMUNITARIO....

Fraternamente CaterinaLD

mic ha detto...

specialmente il ricorso della PASTORALE DIOCESANA la quale, sia ben chiaro, NON è prerogativa del CN come swan vuole far intendere, ma il contrario, ossia è la pastorale diocesana che deve alimentare il CN....ed è qui che quel NOI E VOI di cui si discute nel primo thread da ieri, potrà diventare veramente un "NOI" COMUNITARIO....

questo è il problema dei problemi, la dicotomia, la schizofrenia esistente nella Chiesa: perché ormai dovrebbe essere chiaro A TUTTI, specialmente ai vescovi che, al di là degli articoli dello statuto, che il Cammino non è una realtà diocesana nella misura in cui è una relatà che si definisce ecclesiale e cattolica, ma lo è solo di nome e non di fatto

Il problema è anche che quello che Swan vuole fare intendere è di fatto inteso e applicato ove possibile e sta continuando a proliferare