lunedì 6 ottobre 2008

La Parola Di Dio e la Missione

I Lineamenta sinodali, l'abbozzo-base di lavoro consegnato ai prelati mesi prima del raduno, parla diffusamente della liturgia, della preghiera, della meditazione e delle lectio divine (letture e spiegazioni della Bibbia) che soprattutto dopo il Concilio Vaticano II si sono diffusi non solo fra i sacerdoti e i religiosi, ma anche fra i laici, i gruppi, i movimenti ecclesiali. Talvolta si ha però l’impressione che questi gesti rimangono finalizzati a se stessi, quasi che il loro compito sia di rendere più istruiti, più dotti i fedeli sugli ultimi risultati dell’esegesi.
La grande affermazione del Sinodo (che è quella della Chiesa) – riportata nei Lineamenta - è che il cristianesimo non è una religione “del Libro”, ma di una Persona, perché la Parola di Dio è Gesù stesso. Lo scopo della liturgia e della lectio divina è perciò di assimilare sempre di più i fedeli alla persona di Gesù Cristo, così da poter dire come san Paolo “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).
L’esperienza di familiarità con Gesù Parola di Dio, la gioia per la scoperta del suo amore per me, per il dono che Lui ha fatto della sua vita, trasforma in modo profondo le nostre abitudini quotidiane, la vita delle nostre comunità. Un segno di questa trasformazione è la crescita nel cuore della preoccupazione verso la missione universale. Ogni vocazione nasce da questa condivisione dell’inquietudine di Gesù per diffondere la sua salvezza. “Portami nei loro luoghi bui”, diceva il Crocifisso a Madre Teresa, e le domandava (quasi supplicandola): “Andrai tu per me?”. Per questo la Beata di Calcutta ha fatto della “sete” di Gesù per le anime, del Suo desiderio di comunicare se stesso agli esclusi e agli abbandonati, il punto di partenza del suo ordine. Ogni missionario vive nella propria carne la passione di Gesù per gli uomini, per la loro mancanza di speranza e di amore definitivo. Solo per comunicare questo amore si è disposti a lasciare la famiglia, gli agi, la carriera, gli amici.
Molta parte del mondo non conosce la speranza che è Gesù Cristo e si contorce nelle paure e nelle indifferenze, nelle crisi economiche ed ecologiche, nelle violenze e nei fondamentalismi. L’Asia, soprattutto, è inghiottita in un vortice di tensioni sociali che sembrano senza soluzione perché mancano uomini capaci di coniugare economia e solidarietà, giustizia e perdono, identità e convivenza. Più dell’80% dei popoli asiatici non conosce la persona di Gesù Cristo, vera fonte della dignità di ogni persona e forza di un amore che riconcilia.
Alla “sete” di Gesù corrisponde una “sete” del mondo. Quanta gente in Cina cerca dignità e verità in una società che il comunismo e il materialismo (anche quello consumista) hanno avvelenato e inaridito? Quanti giovani in Giappone sfuggono al formalismo e all’impassibilità della cultura tradizionale solo per trovare conforto nel suicidio? Quanti tribali e paria indiani vedono ostacolato il loro cammino verso lo sviluppo da gruppi attenti a cercare e conservare solo i loro privilegi?
Per rispondere a questi bisogni non possiamo soltanto stampare bibbie e inviarle in Asia; non possiamo accontentarci di liturgie emozionanti e perfette, o di qualche direttiva morale aggiunta ad aiuti estemporanei. C’è bisogno di persone che vadano in Asia, che annuncino e rendano visibile con la loro vita la persona di Gesù Cristo; c’è bisogno di missionari.
Con molta giustezza Benedetto XVI, nel suo Messaggio per la Giornata missionaria mondiale 2008, che si celebra il 19 ottobre, ha ricordato a vescovi, sacerdoti, religiosi e laici che il compito missionario dei cristiani non si esaurisce nel proprio circolo, parrocchia o diocesi, ma deve giungere “fino agli estremi confini del mondo”.
Nel mese del Rosario, preghiamo la Madonna che susciti “operai per la sua messe” e che molti giovani rispondano: “Eccomi, manda me!”.(Fonte Asianews)


Proposte e domande per la discussione:

La Parola: quale nutrimento per i Missionari?
E' sufficiente la "sola Scriptura" per il corredo missionario?

32 commenti:

mic ha detto...

Innanzitutto devo esprimere tutta la mia soddisfazione e gratitudine per i progressi che questa nostra esperienza, e noi insieme ad essa, stiamo facendo.

Noto che il nostro gruppo va sempre più rinsaldandosi e armonizzandosi e ognuno di noi si sente sempre più responsabile e motivato nel proporre nuovi spunti di riflessione e di discussione.

Quello che maggiormente mi rinfranca è che, sia pure con le differenze di opinione e sensibilità, che esprimiamo nella massima libertà e accoglienza e arricchimento vicendevoli, abbiamo in comune i Fondamenti, ma sostanzialmente siamo radicati nel Signore e uniti in Lui e desideriamo, anzi vogliamo custodire e vivere sempre più profondamente la nostra Fedeltà alla Chiesa cattolica.

Vedo che dopo aver preso atto di molte fondamentali puntualizzazioni su Parola e Liturgia, Francesco ci introduce ad un altro aspetto che il Sinodo approfondirà: Parola e Missione

mic ha detto...

Naturalmente AsiaNews, la fonte da cui hai tratto il testo, Francesco, non poteva non evidenziare la sottolineatura della 'missione', che le tue domande finali ci inducono a prendere in considerazione riguardo a tutto il 'popolo di Dio', perché naturalmente la missione ci riguarda tutti e, sia pure in forme e con responsabilità e scelte diverse, caratterizza la vita di ogni cristiano, compresi 'quelli della domenica'!

mic ha detto...

Lo scopo della liturgia e della lectio divina (frequentazione della Scrittura al di fuori dellaLiturgia) è perciò di assimilare sempre di più i fedeli alla persona di Gesù Cristo, così da poter dire come san Paolo “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

Abbiamo da tempo preso consapevolezza e anche 'gusto' alla frequentazione della Parola anche in momenti diversi dalla Liturgia: non solo attraverso l'Ufficio (salmi e letture) per chi lo fa, ma anche per gli approfondimenti che cerchiamo sia personalmente che comunitariamente (quando troviamo il contesto adatto nella Chiesa)

Dalla costituzione dogmatica"Dei Verbum"
Cristo completa la Rivelazione

4. Dopo aver a più riprese e in più modi, parlato per mezzo dei profeti, Dio « alla fine, nei giorni nostri, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Eb 1,1-2). Mandò infatti suo Figlio, cioè il Verbo eterno, che illumina tutti gli uomini, affinché dimorasse tra gli uomini e spiegasse loro i segreti di Dio (cfr. Gv 1,1-18). Gesù Cristo dunque, Verbo fatto carne, mandato come «uomo agli uomini » (3), « parla le parole di Dio » (Gv 3,34) e porta a compimento l'opera di salvezza affidatagli dal Padre (cfr. Gv 5,36; 17,4). Perciò egli, vedendo il quale si vede anche il Padre (cfr. Gv 14,9), col fatto stesso della sua presenza e con la manifestazione che fa di sé con le parole e con le opere, con i segni e con i miracoli, e specialmente con la sua morte e la sua risurrezione di tra i morti, e infine con l'invio dello Spirito di verità, compie e completa la Rivelazione e la corrobora con la testimonianza divina, che cioè Dio è con noi per liberarci dalle tenebre del peccato e della morte e risuscitarci per la vita eterna. L'economia cristiana dunque, in quanto è l'Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai, e non è da aspettarsi alcun'altra Rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo (cfr. 1 Tm 6,14 e Tt 2,13).
...

21. La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli.

Conclusione

26. In tal modo dunque, con la lettura e lo studio dei sacri libri « la parola di Dio compia la sua corsa e sia glorificata» (2 Ts 3,1), e il tesoro della rivelazione, affidato alla Chiesa, riempia sempre più il cuore degli uomini. Come dall'assidua frequenza del mistero eucaristico si accresce la vita della Chiesa, così è lecito sperare nuovo impulso alla vita spirituale dall'accresciuta venerazione per la parola di Dio, che «permane in eterno» (Is 40,8; cfr. 1 Pt 1,23-25).


Quanto alla 'missione' non se ne parla mai espressamente; la costituzione parla piuttosto di "trasmissione"

1. ....Perciò seguendo le orme dei Concili Tridentino e Vaticano I, intende proporre la genuina dottrina sulla divina Rivelazione e la sua trasmissione, affinché per l'annunzio della salvezza il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami. (Agostino de catechizandis rudibus

Facendo una ricerca testuale ho notato che non esiste nella costituzione il termine eucaristia si parla solo una volta di 'mistero eucaristico' e l'altra di 'sacra liturgia", dove esplicita: "mensa della Parola e del Corpo di Cristo"...

Francesco ha detto...

Hai detto bene, Mic.

La missione è compito benedetto di ogni cristiano, non può e non deve essere considerata appannaggio specifico dei movimenti che si gloriano di essa come se ne fossero i depositari e gli alfieri.

In questo senso la parrocchia, cellula infinitesimale,ma imprescindibile per la disseminazione e il culto della Parola, deve preparare alla missione, deve essere essa stessa missionaria.

Mi domandavo però quanto si possa essere missionari se non ci si nutre della parola attraverso la mediazione indispensabile del Magistero e della Tradizione della Chiesa.

mic ha detto...

del resto è ovvio che i riferimenti alla 'missione' siano nella 'Lumen Gentium', dalla quale estraggo:

Alla missione e alla grazia del supremo Sacerdote partecipano in modo proprio anche i ministri di ordine inferiore; e prima di tutto i diaconi, i quali, servendo i misteri di Dio e della Chiesa [129] devono mantenersi puri da ogni vizio, piacere a Dio e studiarsi di fare ogni genere di opere buone davanti agli uomini (cfr. 1 Tm 3,8-10; e 12-13). I chierici che, chiamati dal Signore e separati per aver parte con lui, sotto la vigilanza dei pastori si preparano alle funzioni di sacri ministri, sono tenuti a conformare le loro menti e i loro cuori a una così eccelsa vocazione; assidui nell'orazione, ferventi nella carità, intenti a quanto è vero, giusto e onorevole, facendo tutto per la gloria e l'onore di Dio. A questi bisogna aggiungere quei laici scelti da Dio, i quali sono chiamati dal vescovo, perché si diano più completamente alle opere apostoliche, e nel campo del Signore lavorano con molto frutto [130].

non si tratta della 'missio ad gentes' di cui certo parleremo; ma cercando i riferimenti alla 'missione' ho trovato questo riferimento alla partecipazione "alla missione e alla grazie del Supremo sacerdote" dei diacono ecc., con l'indicazione "a questi bisogna aggiungere i laici"

Capisco che è OT e la disquisizione diventa sottile; ma è una della tante, ma tante ambiguità dei documenti conciliari...
Poi mi chiedo perché di un Concilio che è stato definito pastorale si denominino le costituzioni come "dogmatiche"

mic ha detto...

la responsabilità maggiore è affidata ai Vescovi... vedremo il Sinodo come la inquadrerà e in che termini rispetto alla Parola e alla Liturgia...

mic ha detto...

Nel frattempo mi informano che la Diocesi di Roma, ha 'decentrato' dalla 'Lateranense', dislocandole in numerose Parocchie in zone diverse della città i corsi di teologia per laici...

La preoccupazione di chi mi segnalava - e devo ancora verificare - è che alcune di queste Parrocchie sono neocatecumenali o simpatizzanti, altre sicuramente moderniste, dove i fedeli che chiedono la comunione alla bocca vengono severamente ripresi

mic ha detto...

Mi domandavo però quanto si possa essere missionari se non ci si nutre della parola attraverso la mediazione indispensabile del Magistero e della Tradizione della Chiesa.

non sempre i 'luoghi' formativi della chiesa garantiscono nutrimento attraverso il Magistero autentico :(

basta pensare a molti Seminari e ad alcune facoltà teologiche... La mia formazione è stata completata presso un'altra Facoltà, ma se penso ad alcuni corsi di S. Anselmo, mi piange il cuore e mi cascano le braccia, non per parlare con luoghi comuni, ma per rendere l'idea!

Questo riguarda anche la Parola di Dio, che va 'spezzata' nella Chiesa; ma bisogna vedere chi lo fa... se hanno approvato certe 'catechesi per adulti' di nostra conoscenza!

Emma ha detto...

Ma come un sacerdote può permettersi di riprendere severamnete un fedele che vuole ricevere il Corpo di Cristo nella bocca ?
Quello che tu scrivi mic mi sciocca profondamente.
Siamo arrivati a questo punto nel clero?
Come è possibile che un indulto che permetteva la comunione nella mano, adottato con una voce di maggioranza dalla CEI, sia diventato un obbligo?
Ma scherziamo?
Non sono questi casi da segnalare al vescovo poi alla Congregazione competente?
Capisco che tu voglia interessarti, se i corsi per laici sono in parrocchie tenute dai nc, che cosa possiamo aspettarci?
Che de-formazione riceveranno?
Come saranno de-formati?

Emma ha detto...

Ho letto dei testi scritti da liturgisti di S. Anselmo, al momento dell`uscita del Summorum Pontificum, ne ero restata allibita .

Caterina63 ha detto...

La Parola: quale nutrimento per i Missionari?
E' sufficiente la "sola Scriptura" per il corredo missionario?

******************

Caro Francesco, non comprendo sopratutto la seconda domanda a fronte dell'articolo che hai postato *o*
^__^

quanto alla prima domanda occorre leggersi i santi fondatori Missionari...ed infatti tu giustamente ti chiedi:


Mi domandavo però quanto si possa essere missionari se non ci si nutre della parola attraverso la mediazione indispensabile del Magistero e della Tradizione della Chiesa.

*************

la risposta la trovi NEL FALLIMENTO DI MOLTE MISSIONI....
In questi ultimi 40 anni (che strana coincidenza!!) abbiamo PRODOTTO un misero quarto di una metà...di quanto si è prodotto in un secolo fra la metà '800 e metà '900....
In certe aree lo sappiamo, il dramma della TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE portò una enorme devastazione alla cultura cattolica...ma tale teologia NON nacque li in sudamerica, ma venne esportata DALL'EUROPA del Nord....

Quando hai un certo MILINGO per le mani....cosa gli faresti?
^___^

L'Africa è diventata il progetto di conquista dell'Islam....

Quanto più molti missionari fecero da soli, tanto più fallirono nella loro missione...
Tuttavia sarebbe disonesto NON riconoscere anche i tanti frutti buoni che la maggior parte delle missioni continuano a portare^___^

Il punto è, caro Francesco...su chi e su che cosa fai le STIME?
Sai bene che il Signore USA ALTRI METODI... e questo senza nulla togliere alle responsabilità quando NON si segue alla lettera il Magistero... perfino il Papa ieri è tornato a RIPARLARE DEL CASTIGO DI DIO....termine che si era oscurato dopo il Concilio: Dio CASTIGA? ma che siamo impazziti?
^___^

La messe è molta, ma gli operai SONO POCHI....Evviva Kiko che ha risolto il problema delle VOCAZIONI ^___^ non dobbiamo più rivolgersi al Signore per avere sacerdoti, MA A KIKO...
lo ha detto lui stesso in una intervista a Fides del 2002:


: regaliamo vocazioni ai Vescovi e sosteniamo i costi della formazione dei seminaristi. I presbiteri che ne escono un nostro dono del tutto gratuito ai Vescovi.

RIFLESSIONE (premetto che anche questi PRESBITERI SONO UN DONO ALLA CHIESA, ma non certo di Kiko....ed anche ad essi il Papa ha detto di IMPARARE LA MESSA IN LATINO ^___^)

Loro REGALANO preti alla Chiesa??? Ma il Signore non disse: NON VOI AVETE SCELTO ME, MA IO HO SCELTO VOI, non è dunque un DONO del Signore per mezzo della Preghiera al Padrone della Messe?

Il Sacerdote non è forse un Dono che Gesù stesso fa alla Sua Sposa attraverso la quale e per sua stessa richiesta… ottiene per garantire al Gregge i Sacramenti e per continuare l’opera di evangelizzazione?

I presbiteri sarebbero un dono del CN ai Vescovi? Ma allora CHI LI HA FATTI PRESBITERI, KIKO? I presbiteri che ne escono sono un DONO semmai dei Vescovi al popolo di Dio…. ^__^

Siamo sempre li GIOCHI DI PAROLE, PERSONALISMI, AMBIGUITA', TRIONFALISMI PERSONALI...."IO FACCIO; IO SONO...." ^___^


Nelle parole di Kiko si avverte una sorta di PRIVATIZZAZIONE DELLE VOCAZIONI SACERDOTALI…. Le quali vengono date alla Chiesa per gentile concessione di kiko…..un regalo, ERGO QUELLE VOCAZIONI sarebbero sue NON della Chiesa….
NON SI REGALA INFATTI QUALCOSA CHE NON CI APPARTIENE o che non sarebbe una nostra proprietà….


Infatti riguardo alle cose di Dio, comprese le Vocazioni, parliamo di DONO che viene da Dio e non dalle gesta degli uomini o dalla loro proprietà….

Nessun santo Fondatore ha mai avanzato la pretesa di “regalare preti ai Vescovi” semmai ci si è sempre attivati per COLLABORARE e attraverso sante Fondazioni, alimentare anche il campo delle vocazioni sacerdotali per le quali nessuno può mai pretendere od avocare a sé né meriti, tanto meno alcuna paterinità….

Il fatto che poi Kiko sottolinei che LUI “sostiene” i costi della formazione….... è di una gravità inaudita!!!

Rammentiamo a Kiko e ai Vescovi che TUTTI I FEDELI sostengono con le loro opere di carità i tanti seminari Diocesani sparsi nel mondo, molti Ordini Religiosi hanno attivato da anni l’adozione di un novizio futuro prete… non mi risulta che gruppi di fedeli abbiano mai rivendicato una paternità o proprietà di queste vocazione solo per averne sostenuto i costi…

Si accettano forse tale “donazioni” di Kiko per timore che possa “chiudere” i rubinetti del sostentamento?

Ma ci crediamo ancora alla Divina Provvidenza?

Lungi da me il giudicare il cuore di Kiko Arguello, ma i SUOI seminari li vede come “suoi” o li vede come frutto della CHIESA?

Come possono accettare i Vescovi delle affermazioni di questa gravità e di questo spessore? Come possono accettare i Vescovi di essere “prigionieri” di qualcuno, LAICO, che rivendica a sé la paternità dei futuri sacerdoti??

*o*

non aggiungo altro!
A voi che leggete perdonatemi se vi ho dato di scandalo con le mie parole, ma le vocazioni sono una cosa seria...nessuno può permettersi di appropriarsi una benchè minima paternità....

Fraternamente CaterinaLD

Miriam ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gert ha detto...

Lungi da me il giudicare il cuore di Kiko Arguello, ma i SUOI seminari li vede come “suoi” o li vede come frutto della CHIESA?

come può vederli come frutto della Chiesa se esibisce qualunque risultato come 'frutto' del Cammino?

Francesco ha detto...

Caterina, Sai benissimo che l'attaccamento alla "sola scriptura"(la Parola non mediata dalla Tradizione e dal Magistero della Chiesa) è dei protestanti, ma anche dei movimenti più oltranzisti ( a livello di "abuso" della Parola) e tra questi i Pentecostali e i Neocatecumenali.

Ma il mio è un chiarimento ormai superfluo dopo quanto hai doviziosamente già postato.
Grazie.

Caterina63 ha detto...

Francesco ha detto...

Grazie.

**********

^__^ PREGO!!
^___^

Francesco ha detto...

Caterina, lo sai che a furia di leggere faccine, absit iniuria verbis, verrebbe voglia anche a me di tracciarle?
No e poi no! Non lo farò MAI!!!

Francesco ha detto...

Idemk dicasi a Stephanos!

Caterina63 ha detto...

EVVIVA ....^___^

Speciale Sinodo dei Vescovi - Il Cardinale Levada dice no a letture soggettive della Bibbia: “Solo il Magistero è interprete autentico della Parola di Dio”
^__^


CITTA’ DEL VATICANO - Un ''no' alla interpretazione ''soggettiva o puramente esperienziale'' della Bibbia e' venuto dal prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il Cardinale William Joseph Levada (nella foto), nel suo saluto al XII Sinodo dei Vescovi, dedicato alla parola di Dio. Il porporato ha anche ribadito ''la responsabilita' del Magistero'' come ''interprete autentico della parola di Dio''. ''Soltanto la viva Tradizione ecclesiale - ha detto - permette alla Sacra Scrittura di essere compresa come autentica parola di Dio, che si fa guida, norma e regola per la vita della Chiesa e la crescita spirituale dei credenti.

Cio' comporta - ha sottolineato Levada - il rifiuto di ogni interpretazione soggettiva o puramente esperienziale o frutto di una analisi unilaterale, incapace di accogliere in se' il senso globale che nel corso dei secoli ha guidato la Tradizione dell'intero popolo di Dio''.

''In questo orizzonte - ha rimarcato il Prefetto dell’ex Sant’Uffizio - nasce la necessita' e la responsabilita' del Magistero, chiamato ad essere interprete autentico della stessa parola di Dio a servizio dell'intero popolo cristiano e per la salvezza di tutto il mondo; e anche noi Vescovi conosciamo quanto siano grandi le nostre responsabilita' come legittimi successori degli apostoli e quanto da noi attenda la societa' di oggi, alla quale abbiamo il dovere di trasmettere la verita' che abbiamo, a nostra volta, ricevuto''. ''Pertanto - ha concluso il Cardinale Levada - questo compito spetta ai vescovi direttamente in prima persona''.

http://www.papanews.it/news.asp?IdNews=9692

Stephanos78 ha detto...

Vorrei fare le mie considerazioni sull'argomento portando una mia Testimonianza di Vita.

Anzitutto è fondamentale, direi VITALE, Meditare la Parola di Dio SECONDO LA GUIDA DELLA CHIESA CATTOLICA ROMANA! La Parola del Signore, SE VOGLIAMO VENERALRA DAVVERO, deve essere avvicinata con "Timore" e alla Luce del Magistero!

Quello che mi preoccupa in queste "ventate" di "familiarità" con la Parola è la TROPPA familiarità!

E qui mi collego alla mia Testimonianza.

Quando ero NC, si dava alla Parola una Centralità ASSOLUTA, tanto da esserne quasi "dipendenti" ...ma nel senso non buono del termine!

Ebbene l'uso del CNC, principalmente, cadeva sulla "Scrutatio Scripture", che avveniva in modalità precise.

Come già abbiamo avuto modo di dire, una di queste era il Catechista che, secondo le istruzioni di Kiko, dava un Verso della Bibbia da cui poi ognuno doveva "partire" per poi utilizzare i riferimenti incrociati della Bibbia di Gerusalemme. Questo si faceva "guidati dallo Spirito"! Ovvero, i versi li ricollegavi in modo "arbitrario", su "ispirazione"! E così attendevi che il Signore "ti parlasse"!

In momenti particolari, invece, quando eri in preda dubbi o volevi "parlare" col Signore, si poteva aprire la Bibbia A CASO, fermarsi su un verso, e da quello iniziare i riferimenti incrociati.

Ho sperimentato su di me la PERICOLOSITA' intrinseca a questo "metodo" di "familiarità" con la Parola!
E' chiaro il perchè!

Così, in modo quantomai strano, chi rivendica la "centralità" della Parola, sembra quasi USARLA...

E l'Interpretazione della Chiesa è una vera e propria SALVEZZA in questi casi, perchè per mezzo di Essa lo Spirito Santo dona l'Intelligenza AUTENTICA delle Scritture... perchè noi "non sappiamo nemmeno cosa sia conveniente chiedere", ed abbiamo bisgono che lo Spirito ci Istruisca SEMPRE!

In questi contesti, c'è bisogno che si REGOLI il rapporto del Fedele con la Parola di Dio! Alla "luce" anche di tutte le ambiguità in cui viviamo!

Ed è una forma di Obbedienza e di sottomissione alla Mediaizone della Chiesa di tutti i tempi, che però sembra i Fedeli fatichino ad attuare. Nonostante spesso si facciano alfieri di Obbedienza e di "sostegno" della Gerarchia! Ma Obbedienza a chi? E come? Spesso è l'Obbedienza che si attua se la Chiesa obbedisce a ciò che RITENIAMO sia giusto!

Per cui, io credo che questo enorme fraintendimento sul significato e sulla "familiarità" con la Parola sia alla base delle nostre carenze e delle nostre lacune riguardo la Conoscenza con il Signore e la Sua Unica Chiesa Romana.

E la carenza sta nella Pastorale! L'unico modo per colmarla sarebbe attuare un più incisivo impegno catechistico, una maggiore attenzione e CURA per le Norme della Chiesa....Ma soprattutto correggere gli ERRORI!

Tra l'altro la "Sola Scriptura" così PARLA: "Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana fu recata mai una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio. " (2Pt 1,20-21)

Stephanos78 ha detto...

MANCO A FARLO APPOSTA, CATE! Meno male!

Stephanos78 ha detto...

...Per "controbilanciare", purtroppo, ricevo la "Relatio ante disceptationem" del Sinodo dal Servizio Informazioni Vaticano. Ancora chiaro-scuri...

Speriamo in bene..

Caterina63 ha detto...

Caro Stephanos qui trovi ogni risposta:


http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_20050309_documentation-profile_it.html#C._Ordo_Synodi_Episcoporum,_il_Regolamento_del_Sinodo_dei_Vescovi

^___^

mic ha detto...

leggiamo questo stralcio dalla Meditazione del Papa per l'apertura del Sinodo:

"...
Facciamo ora un salto: «Mandata tua exquisivi». Noi siamo sempre alla ricerca della Parola di Dio. Essa non è semplicemente presente in noi. Se ci fermiamo alla lettera, non necessariamente abbiamo compreso realmente la Parola di Dio. C'è il pericolo che noi vediamo solo le parole umane e non vi troviamo dentro il vero attore, lo Spirito Santo. Non troviamo nelle parole la Parola.

Sant'Agostino, in questo contesto, ci ricorda gli scribi e i farisei consultati da Erode nel momento dell'arrivo dei Magi. Erode vuol sapere dove sarebbe nato il Salvatore del mondo. Essi lo sanno, danno la risposta giusta: a Betlemme. Sono grandi specialisti, che conoscono tutto. E tuttavia non vedono la realtà, non conoscono il Salvatore.
Sant'Agostino dice: sono indicatori di strada per gli altri, ma loro stessi non si muovono.

Questo è un grande pericolo anche nella nostra lettura della Scrittura: ci fermiamo alle parole umane, parole del passato, storia del passato, e non scopriamo il presente nel passato, lo Spirito Santo che parla oggi a noi nelle parole del passato. Così non entriamo nel movimento interiore della Parola, che in parole umane nasconde e apre le parole divine. Perciò c'è sempre bisogno dell’«exquisivi». Dobbiamo essere in ricerca della Parola nelle parole.

Quindi l'esegesi, la vera lettura della Sacra Scrittura, non è solamente un fenomeno letterario, non è soltanto la lettura di un testo. È il movimento della mia esistenza. È muoversi verso la Parola di Dio nelle parole umane. Solo conformandoci al mistero di Dio, al Signore che è la Parola, possiamo entrare all'interno della Parola, possiamo trovare veramente in parole umane la Parola di Dio. Preghiamo il Signore perché ci aiuti a cercare non solo con l'intelletto, ma con tutta la nostra esistenza, per trovare la parola.
...
Solo Dio è infinito. E perciò anche la sua Parola è universale e non conosce confine. Entrando quindi nella Parola di Dio, entriamo realmente nell'universo divino. Usciamo dalla limitatezza delle nostre esperienze e entriamo nella realtà che, è veramente universale. Entrando nella comunione con la Parola di Dio, entriamo nella comunione della Chiesa che vive la Parola di Dio. Non entriamo in un piccolo gruppo, nella regola di un piccolo gruppo, ma usciamo dai nostri limiti. Usciamo verso il largo, nella vera larghezza dell'unica verità, la grande verità di Dio. Siamo realmente nell'universale. E così usciamo nella comunione di tutti i fratelli e le sorelle, di tutta l'umanità, perché nel cuore nostro si nasconde il desiderio della Parola di Dio che è una. Perciò anche l'evangelizzazione, l'annuncio del Vangelo, la missione non sono una specie di colonialismo ecclesiale, con cui vogliamo inserire altri nel nostro gruppo. È uscire dai limiti delle singole culture nella universalità che collega tutti, unisce tutti, ci fa tutti fratelli. Preghiamo di nuovo affinché il Signore ci aiuti a entrare realmente nella "larghezza" della sua Parola e così aprirci all'orizzonte universale dell'umanità, quello che ci unisce con tutte le diversità.

Alla fine ritorniamo ancora a un versetto precedente: «Tuus sum ego: salvum me fac». Il testo italiano traduce: «Io sono tuo». La parola di Dio è come una scala sulla quale possiamo salire e, con Cristo, anche scendere nella profondità del suo amore. È una scala per arrivare alla Parola nelle parole. «Io sono tuo». La parola ha un volto, è persona, Cristo. Prima che noi possiamo dire «Io sono tuo», Egli ci ha già detto «Io sono tuo». La Lettera agli Ebrei, citando il Salmo 39, dice: «Un corpo invece mi hai preparato... Allora ho detto: Ecco, io vengo». Il Signore si è fatto preparare un corpo per venire. Con la sua incarnazione ha detto: io sono tuo. E nel Battesimo ha detto a me: io sono tuo. Nella sacra Eucaristia lo dice sempre di nuovo: io sono tuo, perché noi possiamo rispondere: Signore, io sono tuo. Nel cammino della Parola, entrando nel mistero della sua incarnazione, del suo essere con noi, vogliamo appropriarci del suo essere, vogliamo espropriarci della nostra esistenza, dandoci a Lui che si è dato a noi."

Meditiamo e facciamo nostro questo insegnamento!

mic ha detto...

Parole del card Ouellet nella sua relazione d'apertura:

«... grande sfida della trasmissione della fede nella Parola di Dio oggi. In un mondo pluralista, caratterizzato dal relativismo e dall’esoterismo, la nozione stessa di Rivelazione interpella e richiede dei chiarimenti..
Nonostante il riordinamento di cui l’omelia è stata oggetto al Concilio, sperimentiamo ancora l’insoddisfazione di molti fedeli nei confronti del ministero della predicazione..
Questa insoddisfazione spiega in parte la fuga di molti cattolici verso altri gruppi religiosi.

Per colmare le lacune della predicazione, sappiamo che non basta dare la priorità alla Parola di Dio, poiché occorre anche che essa sia interpretata correttamente nel contesto mistagogico della Liturgia.

Caterina63 ha detto...

....io credo che ci potremo aspettare grande dottrina da parte dei CARDINALI.....che in questi ultimi tre anni sono maturati moltissimo....^___^

Mic....puoi raccogliere in uno spazio che ritieni opportuno tutti gli interventi più essenziali del Sinodo in modo da averli a portata di un clic?

^___^

Francesco ha detto...

Tu dici, Caterina? Tre anni di maturazione intensiva?
Sarà stata l'aria, l'acqua o che cosa?

mic ha detto...

Mic....puoi raccogliere in uno spazio che ritieni opportuno tutti gli interventi più essenziali del Sinodo in modo da averli a portata di un clic?

OK. Ci organizziamo

mic ha detto...

in cui eccellono l’annuncio e la catechesi, la celebrazione liturgica e il servizio della carità

Tornando a noi e focalizzando intanto (e non soltanto naturalmente) l'ambito di cui ci occupiamo più immediatamente:

Praticamente il cammino NC sembra arrogarsi (a suon di statuto approvato) la titolarità dell'Annuncio e della Catechesi;

transeamus sulla celebrazione liturgica;

ovviamente il servizio della carità è delegato ai cristiani della domenica

mic ha detto...

1° DILEMMA

dall'"Instrumentum laboris"

f. Ma la Parola di Dio non resta chiusa nello scritto. Se, infatti, la Rivelazione si è conclusa con la morte dell’ultimo apostolo (cf. DV 4), la Parola rivelata continua ad essere annunciata ed ascoltata nella storia della Chiesa, che si impegna a proclamarla al mondo intero per rispondere al suo bisogno di salvezza. Così la Parola continua la sua corsa nella predicazione viva, che abbraccia le diverse forme di evangelizzazione, in cui eccellono l’annuncio e la catechesi, la celebrazione liturgica e il servizio della carità. La predicazione, nel senso ora detto, sotto la potenza dello Spirito Santo, è Parola del Dio vivo comunicata a persone vive.

se dobbiamo prendere alla lettera quello che proclamano ai quattro venti e tenendo conto che sono approvati, dobbiamo prendere per vero che è 'Parola di Dio' anche la predicazione neocat?
Ora sarò molto cattivo e lo riconosco: manca la seconda parte della condizione (ammesso che sia vera la prima riguardo l'ispirazione dallo Spirito Santo): siamo sicuri che sia una predicazione fatta a persone vive o piuttosto ad automi o candidati tali?

g. Entrano nell’ambito della Parola di Dio, come frutto dalle radici, le verità di fede della Chiesa in campo dogmatico e morale.
Da questo quadro si può comprendere che quando si annuncia nella fede la rivelazione di Dio si compie un evento rivelatorio che si può chiamare veramente Parola di Dio nella Chiesa.


Caterina, per favore, a quale Magistero si riferisce?

Caterina63 ha detto...

....quanto segue è lo stralcio di una domanda e risposta ad un grande padre Domenicano, Moliniè....

poichè è lunga, al termine metterò il collegamento....leggetela integralmente, non ve ne pentirete^___^


Lei utilizza spesso delle immagini di fuoco, di guerra, di alta tensione. Eppure Cristo ci dice che viene a portare la pace!

"Sì! ma la sua pace non è la nostra! Io paragono la nostra situazione a quella di un paese infestato dai briganti: sono i nostri peccati, i nostri vizi, il nostro orgoglio che ci avvelenano l'esistenza, disturbano le comunicazioni all'interno del paese, ci impediscono di vivere in pace.
Ora, questo paese viene a sapere che il suo vicino è un re meraviglioso, generoso, dotato di un'armata potente. Nella sua disperazione, lancia un appello verso questo re, il quale varca il confine con il suo esercito. I briganti hanno paura e si disperdono nel folto delle foreste; il paese respira, i suoi abitanti ritrovano la concordia e la gioia di vivere insieme.
Questo sarebbe il frutto della nostra conversione a Gesù Cristo!

In realtà, i conti non tornano: ciò che noi chiamiamo la pace è in verità un compromesso mediocre, un dosaggio tra il Bene ed il Male denominato "equilibrio", una "coesistenza pacifica" tra l'uomo vecchio ed il nuovo, tra il nostro cuore di carne ed il nostro cuore di pietra. Non è splendente, diciamo, ma in fondo, non bisogna chiedere troppo.

Cristo è venuto per darci la sua pace, e non quella del mondo, che ci persuade ad accettare il compromesso. Cristo vuole darci la sua pace estinguendo tutto ciò che minaccia la circolazione dell'Amore.

Così, un giorno il re dice: " Dove sono andati a finire i briganti? - Signore, si sono nascosti, sono neutralizzati" - Sì, ma bisogna farla finita! Li perseguiterò e li sterminerò. - Oh!, ma li risveglierete, sarà di nuovo la guerra" - Io non sono venuto a portare la pace ma la divisione: una guerra di sterminio contro tutto ci" che minaccia la mia Pace".

Dunque il re stesso scatena i briganti che la sua presenza aveva addormentato. Da qui le tentazioni strane che possono nascere in noi dopo lunghi anni passati al servizio di Cristo: il risveglio delle febbri addormentate o anche di febbri sconosciute. E' buon segno, è lo Spirito Santo che fa le pulizie!"

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http://www.oriensforum.com/index.php?topic=297.0;topicseen

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poi sappiatemi dire....

Caterina63 ha detto...

mic ha detto...


Caterina, per favore, a quale Magistero si riferisce?

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onestamente NON ho capito la tua associazione di idee dal testo alla domanda che mi poni^___^
Non rischiare di rinchiudere sempre il Magistero ad una approvazione ^___^ il Magistero è universale....non ti dimenticare che nella Chiesa vivono oltre 270 fra gruppi, Movimenti, Associazioni ed Ordini Religiosi anche con i loro laicati ^__^

Un esempio? negli anni '80 Giovanni Paolo II commissionò l'ordine Gesuita....ben 5 di loro furono bloccati dal predicare...non per questo la Chiesa ha sbagliato a parlare della predizazione universale che fanno anche altri Gesuiti ^___^

Non comprendo dunque questo chiudere il tutto al solo evento del CN per dimostrare che la Chiesa o si spiega male o che non ha capito Essa stessa cosa significa predicare e come usare la Parola ^___^
ti rammento che se non crediamo a LEI, allora non vi è nessun altro che può parlarci di questi temi....

(leggi l'intervista sopra)
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mic ha detto...

Cate,
la mia perplessità nasce dall'aver ascoltato un sacerdote (neocat) dire dall'altare che anche le parole dei 'catechisti' sono 'parola di Dio'

e poi trovo scritto che tale viene considerata dal documento citato la "predicazione" sotto la potenza dello Spirito Santo rivolta a persone vive (cioè credenti e in ascolto, devo dedurre)

La domanda relativa al Magistero, è semplice: la predicazione è da considerare "Magistero" della Chiesa?
Chi ci garantisce che un certa predicazione (ovviamente non parlo solo di quella neocat) è fatta sotto la potenza dello Spirito Santo?
Perché essa comunque viene assimilata alla Parola di Dio?
Non può sembrare un grosso rischio e una inaudita pretesa?

Questo era il senso della mia perplessità e quello della mia domanda