mercoledì 15 ottobre 2008

Non siamo soli, non siamo 'alieni'

Trascrivo qui, per proseguire la riflessione, il testo - tratto da da Petrus - postato da Caterina, che ci aveva trovati arenati più che altro sul silenzio dei Pastori, che è la cosa più dolorosa e nefasta che ci è toccato subire in tutti questi anni di impegno per la Verità... e finalmente un Pastore che 'parla' e fa una denuncia in un contesto importante come il Sinodo dei Vescovi... che si cominci a parlare dei problemi è l'inizio per risolverli!

Speciale Sinodo dei Vescovi - La denuncia di Monsignor Burke: “I fedeli non rispettano la liturgia e le altre Leggi della Chiesa”

I fedeli spesso ignorano o disattendono le norme relative alla liturgia e piu' in generale le leggi della Chiesa costituite dal diritto canonico, a sua volta fondato sulla legge naturale. E' del resto il diritto canonico strumento attraverso il quale ''la vita di Cristo puo' crescere e diffondersi''.

E' questo il severo richiamo rivolto al Sinodo generale dei Vescovi da Monsignor Raymond Burke, Prefetto del Supremo tribunale della segnatura apostolica; Monsignor Burke (nella foto), gia' Arcivescovo di Saint-Louis, di recente e' stato chiamato a ricoprire l'incarico in Curia da Benedetto XVI.
(..)
In merito poi ''al rapporto fra la Parola di Dio e la legge, e' importante sottolineare il servizio che il diritto canonico svolge nella Chiesa, mediante il quale la vita di Cristo puo' crescere e diffondersi nell'intera Chiesa. Nella sua Costituzione Apostolica ‘Sacrae disciplinae leges’, Papa Giovanni Paolo II, descrivendo il servizio del Diritto Canonico nella Chiesa, si e' riferito a un lontano patrimonio di diritto contenuto nei libri del Vecchio e Nuovo Testamento dal quale, come dalla sua prima sorgente, proviene tutta la tradizione giuridico-legislativa della Chiesa''.

Quindi, ha sottolineato Monsignor Burke, ''nella Chiesa, come nella societa', la comprensione della legge e' stata oscurata e, in alcuni casi, ha condotto a effetti gravemente dannosi come, per esempio, la diffusa inosservanza delle leggi liturgiche e l'insuccesso dei procedimenti attraverso i quali i fedeli rivendicano i propri diritti e i reati ecclesiastici non vengono dovutamente puniti''.

Al contrario, ''una maggior conoscenza del servizio della legge nella Chiesa, mediante lo studio della Parola di Dio, non solo aiuta la Chiesa a comprendere e a far tesoro del dono della disciplina canonica per il compimento della missione divina, ma aiuta tutta la societa' in generale a comprendere e a far tesoro del servizio insostituibile della legge per il compimento del bene comune''.

34 commenti:

mic ha detto...

E' evidente che non si tratta di legalismo, ma di Fedeltà...

e di cura e di rispetto e di salvaguardia di quello che ci è stato affidato e che non possiamo permettere vada perduto!

mic ha detto...

Non è più una sola voce, ma cominciano da più parti a risuonare richiami e riflessioni sulla Liturgia e sulla Tradizione che non di fanno sentire 'fuori dal coro'...
Alleluia!

Gert ha detto...

"la diffusa inosservanza delle leggi liturgiche e l'insuccesso dei procedimenti attraverso i quali i fedeli rivendicano i propri diritti"
.............

chissà se qualcuno si è accorto anche del diritto dei fedeli di non dover forzosamente emigrare dalle proprie Parrocche e di non dover fare chilometri per cercare una S. Messa degnamente celebrata!

Francesco ha detto...

Riposto qui ciò che stavo dicendo in conclusione della discussione sul thread precedente.


@ Caterina

Lo statuto è si quello che è, ma proprio perchè è quello che è non è inutile discuterlo.
E' doveroso.
L'idea di farlo e il lavoro di Stephanos in tal senso ci consentono infatti di metterne a nodo ambiguità, limiti e nodi tali che i vescovi, ammesso ne abbiamo la voglia,non riusciranno mai a cotrollarne l'applicazione.


Per quanto concerne il discorso di Burke

Avevo letto anche io il pezzo su Petrus, il cui titolo non rispecchia assolutamente il contenuto dell'articolo.
Non vi si parla assolutamente di liturgia se non di striscio (Burke sostiene una tesi ardua, quella dell'abbandono della giusta liturgia da parte dei fedeli che non conoscono le "leggi" della Chiesa, come se per tenerci a una santa liturgia bisognasse mandare prima a memoria il Codice di Diritto Canonico).
Il problema della giusta conoscenza del diritto in ambito canonico ed ecclesiale concerne peculiarmente i vescovi e i sacerdoti e non tutti i fedeli, come vorrebbe far pensare Burke.
Così anche la sempre più latitante applicazione del CJC e delle relative sanzioni.

Non vorrà affermare anche Burke che ormai il permissivismo dilaga nella Chiesa al limite ultimo della "legalità" per ignoranza del comune fedele?

Francesco ha detto...

Francamente deludente Burke. Ci si aspettava di più e credo che si aspettasse di più anche Benedetto XVI che l'ha chiamato a Roma per un importante incarico.
A tenere discorsi riempitivi e sostanzialmente inutili(perchè non rivolti con chiarezza ai diretti interessati, cioè al clero ed alla gerarchia ecclesiale in primis) sarebbe bastato un qualsiasi vescovo di provincia.

Gert ha detto...

Caro Francesco,
penso che Burke, come ogni altro Vescovo ha parlato dalla sua angolazione e ha inserito il discorso nella competenza del suo Dicastero... il discorso della legge canonica come pure delle Norme Magisteriali non è ininfluente se si pensa agli effetti di un laissez faire che ha portato la crisi e l'apostasia nella Chiesa...

Parlavamo di "vietato vietare", ricordi?
Il solo fatto che un vescovo e in quella sede abbia dichiarato "I fedeli spesso ignorano o disattendono le norme relative alla liturgia" non mi sembra irrilevante...

una voce autorevole si è levata su questo che non è tanto un problema giuridico quanto, come più volte abbiamo lamentato, un inquietante segnale di deriva dalla retta fede!

Gert ha detto...

quanto allo statuto, penso che sia necessario continuare a parlarne nella speranza che qualche vescovo ascolti e magari si ponga qualche problema

Francesco ha detto...

@ Gert

"I fedeli spesso ignorano o disattendono le norme relative alla liturgia".

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L'espressione corretta avrebbe dovuto essere: "I fedeli spesso ignorano o disattendono le norme relative alla liturgia per colpa di noi vescovi, per colpa delle nostre conferenze episcopali regionali, per colpa dei nostri sacerdoti che danno per scontato che i fedeli conoscano le norme liturgiche e, più in generale, quelle ecclesiali".

Se Burke col suo discorso ha cercato di sparare all'asino per colpire l'asinaio non solo non ha gettato le premesse per la soluzione del problema, ma l'ha complicato.
E' aberrante infatti addebitare la colpa della deriva liturgica e quella del permissivismo imperante nella Chiesa ai fedeli propriamente detti.

Che parlasse piuttosto con nomi e cognomi di chi veramente ha permesso(o voluto) tutto ciò!

mic ha detto...

... certo, Francesco, era più giusto se aggiungeva per colpa di addottrinamenti di 'falsi profeti' o di 'derive moderniste... ma penso che sia sottinteso e spero non sia chiaro solo al vescovo Burke del quale abbiamo, nella "documentazione", questa interessante intervista

E il richiamo alla osservanza in un momento di estrema confusione non mi sembra cosa da poco... inoltre il richiamo sull'ignoranza dei fedeli non credo che debba ricadere necessariamente tutto sui fedeli... è evidente che il problema ha una causa e richiede oltre che attenzione, interventi da parte dei pastori... anche sui seminari!

Emma ha detto...

Beh se i fedeli ignorano, vuol dire che chi doveva informarli non lo ha fatto!
E chi doveva farlo se non i sacerdoti, vescovi e altri cardinali ?

Sottoscrivo il post di Gert sulla necessità di continuare a parlare dello Statuto, ho messo un commento nella precedente discussione.

Emma ha detto...

I fedeli non sono stati informati sulla Liturgia, sono stati disinformati e deformati.
In realtà , senza dubbio tanti fedeli si credono informatissimi, per loro la Liturgia è la Messa show, lo spettacolo ad ogni domenica differente, le danze e canti, gli applausi e altre esternazioni emotive.
Grande è l`ignoranza, ma i fedeli non sono solo delle vittime, una specie di grande massa incosciente malleabile e manipolabile a volontà.
C`è chi e cresciuto con queste aberrazioni liturgiche, non conoscendo altro può anche forse pensare che questa è la liturgia cattolica, e qui effettivamente grande è la responsabilità dei sacerdoti .
Che cosa può fare il fedele che si rende conto della dissacrazione della Liturgia?
Quale altra scelta ha se non quella di fuggire dalla sua parrocchia e cominciare il turismo parrocchiale?
Nell`indifferenza di chi dovrebbe vegliare e guidare i fedeli?

Caterina63 ha detto...

Mio caro Francesco non sono affatto d'accordo con questo tuo atteggiamento verso MONS. Burke (ti prego di inserire al fianco il titolo)....se il Blog deve diventare OPINIONISTA crollerà in una desolazione tale che si sprecherà un ottima occasione ed un ottimo strumento...

La personale opinione è lecita quando non si vuole parlare di LEGGI E DOTTRINE... e poichè il nostro scopo è proprio la LEGGE DELLA CHIESA E LA SUA DOTTRINA le opinioni sono deleterie, specialmente quando attaccano ingiustamente un vescovo...CHE PER LA PRIMA VOLTA ha parlato chiaramente denunciando ciò che si denuncia da tempo...

nell'altro thread ti avevo risposto sul fatto che avevi trovato superficiale le parole di mons. Burke, ma vedo che gert ha risposto egregiamente ergo non aggiungo altro...


NON siamo soli....al momento non si può pretendere altro, nè dobbiamo mai pretendere nulla se non LA GIUSTIZIA...ed anche quando invocata NON è detto che la si ottenga, i progetti di Dio non sono spesso i nostri.....ma quando troviamo un Vescovo che parla, evitiamo che almeno da parte nostra, DA QUI, si sparino contro di lui sentenze ingiuste...

Fraternamente CaterinaLD

Caterina63 ha detto...

Emma ha detto...

Che cosa può fare il fedele che si rende conto della dissacrazione della Liturgia?
Quale altra scelta ha se non quella di fuggire dalla sua parrocchia e cominciare il turismo parrocchiale?
Nell`indifferenza di chi dovrebbe vegliare e guidare i fedeli?

*********************

C'è una bellissima lettera dell'allora card. Ratzinger che se ritrovo te la porgo....risponde ad un sacerdote che in un certo senso si poneva le tue domande, lui chiedeva giustizia per la Messa antica che gli veniva vietata di celebrare....
L'allora Ratzinger Prefetto della Conregrazione per la fede, gli suggerisce la strada della PERSEVERANZA E DELLA PAZIENZA...sottolineando i frutti di questa PASSIONE nel subire l'ingiustizia...la lettera è del 1996/97, non so se questo sacerdote ha potuto oggi ricelebrare questa Messa, se sia ancora vivo o meno.... ma giustizia è stata fatta...

^___^

Caterina63 ha detto...

ops....dimenticavo la risposta per Emma^___^

Il Codice di Diritto Canonico 212, comma 2, stabilisce che "i fedeli di Cristo sono totalmente liberi di render note le loro istanze, specialmente le spirituali, ed i loro desideri, al Pastore della Chiesa".

E continua nel comma 3: "Secondo la propria competenza e posizione, hanno il diritto, e a volte il vero dovere, di presentare al sacro Pastore le loro opinioni circa le cose che riguardano il bene della Chiesa".

Secondo ciò, considerando la natura del problema e la possibilità relativa che lo si possa o no risolvere a livello locale, ogni fedele ha il diritto di ricorrere al Romano Pontefice: o personalmente, o per mezzo dei Dicasteri o Tribunali della Curia romana.

Altro fondamentale diritto del fedele, come statuito dal canone 213, è "il diritto di ricevere assistenza dai sacri Pastori dai beni spirituali della Chiesa, specialmente la parola di Dio ed i Sacramenti".


ergo perseverare, SUBIRE.... pazientare....ma anche DENUNCIARE E PREGARE....

^__^

Caterina63 ha detto...

3 - La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ai nn° 314-315 e altri dell’Institutio Generalis Missalis Romani, intende dichiarare che dev’essere preferita una cappella separata per conservare il SS. Sacramento nelle chiese parrocchiali, piuttosto che una collocazione centrale e ben visibile nel corpo principale della chiesa, cosí che sia visibile durante la celebrazione della Messa?

Risposta: negativo e ad mentem.

Mens: Nelle norme indicate dalla legge, appartiene al vescovo diocesano, in quanto responsabile della Sacra Liturgia nella Chiesa particolare che gli è affidata, il giudizio sul posto piú appropriato per conservare il SS. Sacramento, tenendo presente lo scopo di incoraggiare e di permettere al fedele di visitare e di adorare il SS. Sacramento.

Vaticano, 7 novembre 2000.
Jorge A. Card. Medina Estévez, Prefetto.
Francesco Pio Tamburrino, Arcivescovo Segretario.

Caterina63 ha detto...

la Liturgia non è qualcosa che si inventa, essa contiene sia degli elementi immutabili, provenienti dal nostro Salvatore Gesù Cristo, sia degli elementi mutabili che sono stati accuratamente trasmessi e conservati dalla Chiesa.

In campo liturgico, molti abusi hanno origine, non dalla cattiva volontà, ma dall’ignoranza, " giacché per lo più si rigetta ciò di cui non si coglie il senso più profondo, né si conosce l’antichità" (Redemptionis Sacramentum, 9).

Di conseguenza, certi abusi traggono origine dal posto indebito che si accorda alla spontaneità o alla creatività, oppure ad una falsa idea di libertà, o anche a quell’errore che si chiama " orizzontalismo " e che consiste nel piazzare l’uomo al centro della celebrazione liturgica invece che indurlo a volgersi verso l’alto, verso Cristo e i suoi Misteri.

Un Istituto di Liturgia dovrebbe aiutare chi partecipa ad una celebrazione liturgica ad apprezzare questa verità.

Questo riguarda in primo luogo il prete celebrante e il Vescovo.
Se essi sono sufficientemente inseriti nella comprensione delle celebrazioni liturgiche, che hanno a Capo Gesù Cristo, se essi rispettano la Scrittura, la Tradizione, i fondamenti storici dei testi sacri e le ricchezze teologiche delle espressioni liturgiche: allora tutto questo manifesterà in maniera ammirabile l’Ars celebrandi.

Le celebrazioni liturgiche manifesteranno lo splendore della fede della Chiesa, nutriranno la fede dei partecipanti, allontaneranno da questa fede il torpore e l’indifferenza, rimanderanno a casa i fedeli con l’ardente decisione di vivere una vita veramente cristiana e di diffondere ovunque la Parola di Dio.

Ci si troverebbe allora ben lontani da questa freddezza, da questo orizzontalismo che mette l’uomo al centro dell’azione liturgica, e talvolta lontani anche da quel manierismo apertamente egocentrico che le nostre assemblee domenicali sono spesso costrette a subire.
La lettera di Papa Giovanni Paolo II, che abbia citata prima (n. 3), nonché il Sinodo dei Vescovi dell’ottobre 2005 (proposizione 25), hanno entrambe sottolineata l’importanza dell’Ars celebrandi.


Se una diocesi non dispone di un numero sufficiente di preti, devono prendersi delle iniziative per farli venire da altri posti, per incoraggiare le vocazioni sacerdotali locali e per mantenere viva nel popolo quella " fame " autentica di preti al suo servizio (Cf. Giovanni Paolo II, Ecclesia de Eucharistia, 32): i membri non ordinati del Popolo di Dio, a cui si assegnano certe funzioni in assenza di un prete, debbono fare un sforzo tutto particolare per conservare tale " fame ". Essi dovranno anche resistere alla tentazione che consiste nel cercare di persuadere i fedeli che debbono abituarsi a considerarli come dei sostituti dei preti (Cf. Giovanni Paolo II, Ecclesia de Eucharistia, 32).

Nella Chiesa cattolica non v’è posto per la creazione di una sorta di " laico clericalizzato " parallelo (Cf. Redemptionis Sacramentum, 149-153, 165).


Francis Cardinale Arinze
26 ottobre 2006

Francesco ha detto...

lo Statuto è quel che è, è stato approvato ed è inutile discuterlo a lungo poichè la sua applicazione riguarda poi ai VESCOVI non a noi......Lo Statuto E' STATO APPROVATO e il metodo dello spulciamento fa parte di quei "DISCORSI PERNICIOSI" per i quali san Paolo ci invita a farne a meno e di starne alla larga........se il Blog deve diventare OPINIONISTA crollerà in una desolazione tale che si sprecherà un ottima occasione ed un ottimo strumento...
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Ma stiamo parlando dello stesso blog ormai vivo da due anni e mezzo o di un altro?

Francesco ha detto...

Probabilmente il blog ha completamente cambiato natura e io non me n'ero accorto.
In questo caso scusatemi.

Emma ha detto...

Capisco la tua reazione Francesco.
Se mi metto anch`io a fare un compromesso direi che posso seguire Caterina quando ci suggerisce di non discutere le leggi e la dottrina della Chiesa.
Qui ci vuole obbedienza.
Qui non c`è spazio per la disobbedienza, e anche se si hanno opinioni personali divergenti è bene tenersele per se per non nutrire la divisione e la confusione.

Fra parentesi bisognerebbe fare la stessa suggestione anche ai nc, che non solo decidono quando e come obbedire, ma anche a chi obbedire.
Per loro non c`è legge o autorità che tenga dal momento che ostacola il loro progetto di riforma della Chiesa cattolica.

Per quel che riguarda invece lo statuto del cammino neocatecumenale, le opinioni sono legittime .
E come potrebbe non suggerire domande, perplessità, un statuto ottenuto in quel modo e con quel contenuto?
Lo statuto nc non è legge, non è dottrina, non è dogma.
Dunque può essere liberamente discusso.
Se poi la discussione sia utile o meno è un`altra storia.

Per quel che riguarda infine la possibilità di esprimere opinioni sul discorso di un vescovo, resto dell`avviso che si può e talvolta si deve farlo.
È nostro dovere e diritto esprimere un disaccordo, anche una protesta quando vediamo, leggiamo ascoltiamo, cose che non capiamo o che ci sembrano andare nel senso della disobbedienza al Magistero petrino, alle leggi della Chiesa.
Le lacerazioni alla Tunica di Pietro sono numerose.
Dovremmo assistere silenziosi ? No, la Chiesa, come lo ha scritto Caterina, ci offre la possibilità e le vie per esprimerci.

Per Mons. Burke, concordo che ha detto una cosa importante, avrebbe potuto dire di pù? Essere più preciso?
Forse, comunque a me sembra positivo che autorità religiose oggi dicono cose che solamente qualche anno fa, o anche mese fa, sembravano impossibili da dirsi, perchè se qualcuno si rischiava a dirle, sarebbe stato accusato di essere un nemico del Concilio Vaticano II ecc.
Condanna e sentenza senza appello.
Vediamo questi passi in avanti e rallegriamoci.

Michela ha detto...

"se il Blog deve diventare OPINIONISTA crollerà in una desolazione tale che si sprecherà un ottima occasione ed un ottimo strumento..."

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Per certo aspetti il blog
non può essere altro che OPINIONISTA!

1. non è pensabile che tutti quelli che scrivono postino documenti del Magistero.
Va bene che lo faccia Caterina che ne ha le capacità e le competenze, ma non possiamo farlo tutti, proprio perchè è un argomento così vasto, che si perderebbe il filo del discorso.

2. personalmente non mi sento di insegnare a nessuno, anche se ne ho la tentazione, e quindi quello che posso fare è solo dare la mia opinione sapendo che l'approvazione di uno statuto non fa parte del Magistero perenne e può essere modificata.

Credo che sia stato giusto dare un'impronta diversa al blog, dopo l'approvazione dello statuto, e in questo Caterina è stata provvidenziale, altrimenti, secondo me, il blog non sarebbe morto da sè, ma sarebbe stato chiuso dall'intervento di qualche vescovo zelante.

Concordo con Emma che possiamo chiedere ai nostri pastori che siano più chiari.
Neanche io ho capito quelle parole, ho capito che devo conoscere il diritto canonico, ma non posso pensare che il vescovo intendesse questo!
o forse voleva dire che la Legge è il fondamento della Liturgia?
Ma neanche questo ha senso per me.

Stephanos78 ha detto...

Io, invece, credo che proprio in forza della Cattolicità (nel senso lato e stretto de termine) del Blog si possa TRANQUILLAMENTE trattare sia del CNC (su cui il Blog raduna TESTIMONIANZE e per le quali è nato in forza della Sequela al Magistero IN QUESTO AMBITO) che della situazione VISSUTA e VISTA nella nostra Chiesa in merito sempre al Magistero!!

LE DUE COSE NON SI OPPONGONO e Caterina sa benissimo che se si vuole essere "ad ampio respiro" non si può "focalizzarsi" su una cosa o su un'altra. Indifferentemente.

Per cui, giusto evitare l'eccessiva "monotonia". Giusto anche evitare l'eccesso opposto.

Per cui, secondo me, l' Informazione e la Sequela POSSONO ATTUARSI NEI VARI SENSI.

Tenendo conto che l'Analisi sugli Statuti NON E' AFFATTO un esercizi maniacale, ma è il fondamento per CHIARIRE CHI SIA E COSA DEBBA FARE il CnC presente negli Statuti!

Soprattutto perchè non sempre le Persone hanno accesso a queste Norme, e non sempre i Sacerdoti le conoscono. Per cui ANCHE NEL NOSTRO PICCOLO possiamo rendere un servizio in questo senso. A chiunque VOGLIA.

Tra l'altro è una analisi, quella degli Statuti, assolutamente stringente! Visto che anche nell'altra discussione si è visto che ancora NON SI HA CHIARO (Kiko insegna!) che il CNC è una Associazione Laicale di beni spirituali!!

Detto questo mi rallegro, per l'Intervento di Monsignor Burke. E lo Benedico per averci dato voce!

mic ha detto...

Dal nuovo statuto:

Art. 27
[Parroco e presbiteri]
§ 1. Il Parroco e i Presbiteri esercitano la cura pastorale (cfr. can. 519 CIC) di coloro che percorrono il Cammino Neocatecumenale – anche alla luce di quanto indicato agli artt. 5 § 2 e 6 § 2 – e adempiono “in persona Christi Capitis” il loro ministero sacerdotale annunciando la Parola di Dio, amministrando i sacramenti e, per quanto possibile, presiedendo le celebrazioni della prima o di altre comunità neocatecumenali della parrocchia.
§ 2. Inoltre il Parroco e i Presbiteri:
1º. a nome del Vescovo diocesano, vigilano che l’attuazione del Cammino si svolga in conformità a quanto stabilito negli artt. 1 e 2, nel rispetto della dottrina e della disciplina della Chiesa;
2º. aiutano le Équipes di catechisti, di cui all’art. 8 §§ 4 e 5, a realizzare la loro missione;
3º. tenuto conto che la pastorale di iniziazione cristiana è vitale per evangelizzare l’uomo contemporaneo, sostengono l’attuazione del Cammino nell’insieme degli strumenti pastorali della parrocchia.

Art.2
1°. sotto la giurisdizione, la direzione del Vescovo diocesano e con l’assistenza, la guida dell’Équipe Responsabile internazionale del Cammino, o dell’Équipe responsabile delegata, di cui all’art. 3, 7º;
2º. secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti.

__________________

secondo voi è cambiato qualcosa, nella sostanza, circa il ruolo dei sacerdoti?

I quali vengono ancora addottrinati da laici e con i metodi del cammino a perpetuare, tra l'altro, gli abusi liturgici di cui si parla, che non riflettono una semplice "ignoranza", ma una "teologia altra"...

Stephanos78 ha detto...

Già.

Ma lasciamo l'argomento alla discussione che verrà aperta a riguardo. Salvalo, Mic. E ripostalo a suo tempo. Così questa discussione potrà proseguire. Tanto sono pronte altre 2 parti inerenti lo Statuto ^__^

Emma ha detto...

Vado di fretta, metto qui solo un passaggio dell`intervista che Arguello aveva dato a Zenit dopo la consegna dello Statuto, intervista molto compiacente, un vero modello di spot pubblicitario che quasi quasi strapperebbe qualche applauso !
Potere parlare del cammino senza che nessuno ponga domande imbarazzanti, una vera tribuna gratuitamente offerta da Zenit !

Domanda:

"Il Cammino è diverso nella sua forma giuridica da altri movimenti esistenti, visto che non è un'associazione di fedeli. Potrebbe spiegare che tipo di figura ha adottato?"

Kiko Argüello: Una delle novità del Cammino, come ha spiegato monsignor Arrieta, membro del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, è proprio il fatto che gli è stata riconosciuta una personalità giuridica pubblica, vale a dire che agiamo a nome della Chiesa.La forma che adotta è quella della base dei beni spirituali. Finora le basi si fondavano su patrimoni di tipo materiale, a differenza del Cammino, che gestisce un bene della Chiesa che è il catecumenato degli adulti, secondo le tappe segnalate dai suoi iniziatori.Si fonda sul Vescovo, visto che chi ha piena potestà per quanto riguarda l'iniziazione cristiana è il Vescovo diocesano. Il Cammino non possiede quindi alcun bene materiale. Il titolare dei beni è la Diocesi. Il Cammino è, come dice il decreto di approvazione, uno strumento, un itinerario di catechesi che si offre al Vescovo per l'evangelizzazione dei più lontani.

Corro, vi rileggerò più tardi!

mic ha detto...

sul thread precedente, a proposito dell statuto, è intervenuto di nuovo Swan

Stephanos78 ha detto...

In questo, però, non andiamo OT ;-)

Francesco ha detto...

Per quanto mi riguarda - e senza amor di polemica - se dobbiamo continuare su una strada diversa da quella finora percorsa, va benissimo.
Naturalmente dobbiamo cambiare anche il nome del blog, perchè le mezze verità o i quarti di verità o i centesimi di verità sul cammino neocatecumenale non sono disponibile a discuterle.

mic ha detto...

Naturalmente dobbiamo cambiare anche il nome del blog, perchè le mezze verità o i quarti di verità o i centesimi di verità sul cammino neocatecumenale non sono disponibile a discuterle.

Francesco,
a me sembra che qui ognuno di noi ha sempre cercato di fare del suo meglio, con buona volontà e dedizione. Naturalmente ognuno di noi si porta dentro, e questo incide, esperienze e situazioni di verse.

E' innegabile che il percorso che ci siamo dati all'inizio ci ha portati lontano e, strada facendo molte cose sono cambiate; quindi noi, da persone libere e responsabili, abbiamo cercato di seguire i cambiamenti, ma senza perdere di vista il nostro obiettivo, che è e resta sempre quello di mettere in luce e 'mostrare' la Verità e, per far questo, spesso e volentieri abbiamo dovuto e dobbiamo denunciare l'errore e metterlo a confronto con il Magistero della Chiesa.

abbiamo tuttavia dovuto e dobbiamo prendere atto di un'approvazione, per quanto anomala, ma approvazione c'è stata e noi che siamo nella Chiesa, abbiamo il diritto e il dovere di continuare ad esprimerci, ma non possiamo arrogarci quello di fare i fustigatori... del resto non è nemmeno l'atteggiamento che produce frutti.

Ora il nostro blog non ha cambiato identità, ma il percorso si è maggiormente articolato, anche perché, sempre strada facendo, non ci siamo limitati a focalizzare l'attenzione soltanto sul Cammino, ma abbiamo cercato di approfondire le ragioni più ampie della crisi, molto seria, che sta investendo la Chiesa, della quale il Cammino è uno degli aspetti, forse quello più subdolo e sconcertante e neppure irrilevante - anche perché ha esercitato ed esercita un notevole potere di inquinamente in vari ambiti, soprattutto negli ordini religiosi - ma non è l'unico, purtroppo...

Quindi il blog non cambierà titolo, perché il suo obiettivo prevalente è questo, ma questa Verità, con arricchimento di tutti, la inquadrerà nel contesto più ampio della vita ecclesiale, com'è giusto che sia... senza sconti per nessuno, ma col maggiore equilibrio e serenità possibili

mic ha detto...

"Nella Chiesa, come nella società, la comprensione della legge è stata oscurata e, in alcuni casi, ha condotto a effetti gravemente dannosi come, per esempio, la diffusa inosservanza delle leggi liturgiche e l’insuccesso dei procedimenti attraverso i quali i fedeli rivendicano i propri diritti e i reati ecclesiastici vengono dovutamente puniti. "

Queste le testuali parole pronunciate da Burke... non emerge la responsabilità dei fedeli (che certamente non c'entrava molto) ma sottolinea l'inosservanza delle leggi liturgiche e l'insuccesso dei procedimenti con i quali i fedeli rivendicano i propri diritti ... che potremmo essere anche noi quando ci è sembrato e ci sembra di "gridare nel deserto", quando scriviamo ai vescovi e neppure si degnano di rispondere, quando lasciano perpetrare e perpetuare gli ebusi e gli errori...

I diritti di cui parla Burke possono anche essere altri e intuibili, ma i nostri e quelli dei 'piccoli' vessati ci stanno dentro in pieno...

e che finalmente si riconosca che nella Chiesa la comprensione della legge è stata oscurata e non si interviene, il che determina gli abusi e la confusione, mi sembra impoortante e spero possa avere il rilievo e la considerazione che merita, anzi necessita...

Francesco ha detto...

@ Swann

Se qualcuno non se ne fosse accorto il clima sta cambiando. Dopo l'approvazione degli statuti il cardinale responsabile dell'ecumenismo (perdonate ma non ricordo il nome) ha richiamato kiko su questo fatto. come primo atto ufficiale i canti del cnc sono stati ripuliti dal nome Javhè (pensate a "Grazie a Javhè o "Javhè tu sei il mio Dio"...) al suo posto si userà "Signor". questo è stato imposto come segno di rispetto verso gli ebrei che non possono pronunciarlo. quindi d'ora in avanti a partire dai canti e proseguendo per le liturgie non sarà più possibile pronunciare il nome di Dio.

Stessa soluzione si prospetta per il candelabro. non vi è ancora nulla di ufficiale ma sembra dovrà sparire dalle eucarestie.

Sulla danza che si fa durante il canto conclusivo ancora nulla è stato deciso. la danza non è ebraica come erroneamente ritiene qualcuno. ma la congregazione del culto sta riflettendo sul fatto se sia inopportuna se fatta in chiesa. quindi forse sarà permessa se l'eucarestia sarà celebrata in una sala parrocchiale ma non concessa se la stessa sarà celebrata in una chiesa.

Lentamente forse si sta purificando la liturgia da elementi ebraici...chissà.


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Dinque finora la liturgia NCN non era "pura"?

A parte la facile battuta, ti ringrazio per la tua onestà intellettuale.

Spiace comunque che la simbologia ebraica stia - come dici tu - per sparire dalle celebrazioni neocatecumenali solo per non "offendere" gli Ebrei e non per riportare la liturgia nell'ambito dell'ortoprassi cattolica.

Francesco ha detto...

" l’insuccesso dei procedimenti attraverso i quali i fedeli rivendicano i propri diritti e i reati ecclesiastici vengono dovutamente puniti. "

Francamnte continuo a non comprendere il significato di questa espresione.
Si dà per scontato che i reati vengono puniti e, malgrado ciò, reiterati oppure si vuole intendere che non sono affatto puniti e dovrebbero esserlo?

Quanto alla responsabilità di tutto il quadro negativo che c'è nella visione di Burke, non mi pare che egli abbia voluto allontanarsi dal suo bersaglio iniziale(I fedeli).

Stephanos78 ha detto...

Dice Mic:

...e non si interviene, il che determina gli abusi e la confusione

Esatto. Infatti come al solito siamo sempre allo stesso punto!

Già vi sono pochi Sacri Pastori che professano la Tradizione Viva, insieme al Santo Padre.

Inoltre questa situazione è aggravata dal solito problema. Ovvero " ..e non si interviene.."

mic ha detto...

Si dà per scontato che i reati vengono puniti e, malgrado ciò, reiterati oppure si vuole intendere che non sono affatto puniti e dovrebbero esserlo?

io comprendo: lamenta l'insuccesso dei procedimenti con i quali i fedeli rivendicano i propri diritti, che invece, se portati a buon fine, permetterebbero di punire i reati

Mi sembra metta in risalto che ci sono procedimenti che permettono ai fedeli di far valere i propri diritti: se parla di "insuccesso" vuol dire che vengono vanificati... ergo "non si interviene" per sanare gli errori o punire (o far punire) i reati

E, se ne parla, vuol dire che la cosa ha raggiunto limiti non più fisiologici, ma allarmanti!!!

Comunque ormai la questione ritengo non meriti maggiore attenzione!

Caterina63 ha detto...

Stephanos78 ha detto...
Io, invece, credo che proprio in forza della Cattolicità (nel senso lato e stretto de termine) del Blog si possa TRANQUILLAMENTE trattare sia del CNC (su cui il Blog raduna TESTIMONIANZE e per le quali è nato in forza della Sequela al Magistero IN QUESTO AMBITO) che della situazione VISSUTA e VISTA nella nostra Chiesa in merito sempre al Magistero!!

LE DUE COSE NON SI OPPONGONO e Caterina sa benissimo che se si vuole essere "ad ampio respiro" non si può "focalizzarsi" su una cosa o su un'altra. Indifferentemente.


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ESATTO!!!!^___^

vedo che hai compreso quanto intendevo....non ho necessità di aggiungere altro!

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