Annuncio di Pasqua 2018: pag.12-13. estratto:
(Kiko ricorda che, nelle domeniche di Pasqua, ci sarà la Missione delle 100 piazze con Papa Francesco (sigh!). 5 incontri.)
"Dico questo perché tutti siete chiamati a questi incontri nelle piazze, ad annunciare il vangelo. Siamo assolutamente obbligati a rendere testimonianza al mondo della fede che Dio ci ha dato.Al primo incontro dovete andare tutti con i giovani, le chitarre, ballando e cantando e poi, alle persone che si sono radunate, farete la catechesi: “Chi è Dio per te".Nel secondo incontro: “Chi sei tu?"Terzo incontro: annuncio del kerigma. La notizia della salvezza è dire a tutti che se ascolti questa notizia e credi ti salverai, avrai la vita immortale.Il quarto incontro: chiamata a conversione. Si prepara una penitenziale con i preti nella piazza.Nel quinto incontro si parla della Chiesa: Che cosa è una comunità cristiana, invitando coloro che sono presenti – se vogliono – ad essere aiutati attraverso una comunità cristiana. Coloro che dicono di sì li radunate in una casa e fate le catechesi con la convivenza e possono entrare in una comunità. Dio ci ha ispirato di fare questo. E’ importante questo annuncio. Vi è scomodo andare per le piazze? Se preferite la comodità che non annunciare Gesù Cristo, sicuramente il Signore manderà un altro fatto che vi salvi dall’inferno. Non c’è cosa peggiore che il borghesismo. Le parole più terribili sono per queste persone e dice la Scrittura: “Poiché non sei né freddo e né caldo, ma tiepido, io ti vomiterò”. Dio vomita. Magari fossi freddo, un ladro, un ateo, magari! Non sei niente, uno che si passa la vita davanti alla televisione, sei un comodo ed hai perso lo zelo. Come puoi chiamarti cristiano se hai perso lo zelo di tuo Padre che vuole salvare l’umanità, tutta l’umanità inviando il suo unico Figlio? Perdere lo zelo è la tragedia più grande. Lo zelo si perde per la tiepidezza, diventa tiepido chi si installa, essere installati, come un prete che si accomoda nella parrocchia con la sua macchina, i soldi, i suoi amici e non si rende conto che ha perso lo zelo per evangelizzare, non ha niente. Magari Dio deve mandare qualcosa: con la tiepidezza si va all’inferno!Il mondo intorno a noi sta morendo e tu vuoi stare comodo? Attenti! È importante che venga la Pasqua a svegliarci."
Si parla di Chiesa, si pensa alla "kikomunità".
Annuncio di Pasqua 2018: pag.20-21. estratto:
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| Giovani neocatecumeni zelanti. |
"Allora, Signore, cosa dobbiamo fare perché questo - che Dio ci ama e vuole essere uno in noi - si realizzi veramente? Che cosa dobbiamo fare? Ecco, convertitevi e credete. Dobbiamo credere, credere! E che cosa è credere? Credete che Cristo sta desiderando di stare dentro di voi. E c’è bisogno di mettere qualcosa da parte nostra perché questo si realizzi? “Devo lasciare il peccato, devo cambiare la mia vita? Che devo fare? Credo quello che Kiko sta dicendo, perché sta facendo un ministero a favore della mia fede e lo ringrazio, anzi ringrazio Dio che ha suscitato questi catechisti per aiutare me. Ma vorrei sapere di più: che devo fare perché Cristo sia perfettamente uno in me?”. Credete alla Buona Notizia, credete. Credi che Cristo ti ama, non avere paura. Cristo mai ci ha giudicato, mai, è sempre pieno di misericordia soprattutto con i peccatori. Quando quella prostituta, che aveva una cattiva fama, ha cominciato a toccargli i piedi – come sapete i piedi sono un simbolo erotico – e li bagnava con le sue lacrime e li asciugava con i suoi capelli – anche i capelli sono un segno erotico, è proibito alle donne ebree mostrare i capelli, hanno sempre il capo coperto perché i capelli sono un segno erotico – i farisei dicevano: “Se sapesse chi lo sta toccando, che donna è questa” e Gesù Cristo dice: “Non sono venuto per i giusti, sono venuto per i peccatori”, e i peccatori siamo noi, perché siamo tutti peccatori.[ndr. solita sublimazione dei peccati sessuali]
Coraggio fratelli, vi annunzio che viene la Veglia Pasquale del 2018, in modo che siamo contenti di andare nelle piazze ad annunciare Gesù Cristo.(ndr. altra citazione inventata: il testo scritturistico dice Dio «lo ha trattato da peccato» per noi, non dice che Dio «lo ha fatto peccato», che è una cosa completamente diversa).
...dovremo portare la Buona Notizia a tutti gli uomini... Ecco, qui ti si dice come si può essere uno con Cristo: devi vivere per Colui che è morto e risorto per te. E Cristo, che è morto per te ed è risorto per te, cosa vuole da te? Vuole che ti offri come famiglia in missione? Devi offrirti. Sei una donna nubile e vuole che ti offri alla Chiesa per andare ad aiutare un seminario? ...Cristo è morto perché tu non viva più per te. No no, dovresti odiare la tua vita, e non solamente la tua vita, dovresti odiare la tua anima.“Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo Chi non odia la sua anima non può essere mio discepolo” (ndr. citazione inventata di sana pianta - [nota 1] ) Dice S. Paolo che chi è in Cristo è una nuova creazione, le cose vecchie sono passate e ne sono nate di nuove. Le cose nuove sono la fede, la grazia dello Spirito Santo. “Colui che non aveva conosciuto il peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore Dio lo ha fatto peccato per noi”...
...e in questo canto ho inserito la frase di S. Paolo che dice: “Guai a me se non annunziassi il Vangelo”.Vorrei anche accostare alla catechesi del "cosa dobbiamo fare per essere uno con Dio?" - abbiamo visto che la risposta di Kiko è una sola: "ascoltare me" - lo scrutinio, scovato da Lino e tratto dal mamotreto della Traditio, sul porco/nato, che scopre la sua natura, facendo il cammino neocatecumenale, grazie al fango.
Questo scrutinio è stato eliminato nel direttorio corretto e concerne il fango sul cieco nato di Gv 9, tema portante della tappa e degli altri scrutini.
Kiko: Prima del cammino tu eri cieco? Cosa non vedevi?Z.: Prima del cammino io ero un bigotto, perché sono nato nella Chiesa e avevo un moralismo terribile, una terribile paura dell'inferno. Dovevo presentare sempre la faccia di buono, non avevo mai un peccato, la colpa era sempre degli altri. Io ho fatto quello che ho voluto durante tutta la mia vita e nel fondo non mi sono mai creduto peccatore perché sono stato una brava persona, perché andavo sempre a messa e non mi vedevo cieco. Un giorno ho sentito l''annuncio e attraverso quello il Signore mi afferrò; dopo aver ascoltato tutta la catechizzazione, dopo essermi messo in cammino, il Signore ha fatto sì che attraverso la sua Parola, attraverso la comunità, io cominciassi a vedere che ero un maiale. Il Signore ha permesso, mentre stavo in comunità, ha permesso che io peccassi perché vedessi come ero. Dentro la comunità, attraverso la Parola, il Signore mi ha messo davanti i miei peccati.
Kiko: Tutto il fango che c'era in te, la porcheria che c'era in te.
Z.: In quantità! Io non capivo, prima del cammino, perché uno sposato se ne andava con un'altra; questo non lo comprendevo. Il Signore ha permesso che io commettessi adulterio, quando stavo già nel cammino. Mi ha fatto vedere che sono un adultero, mi ha fatto vedere che sono un egoista, che adoro il denaro; mi ha fatto vedere che non amo nessuno, né mia moglie, né i miei figli, che amo solo me stesso, che ho cercato sempre di trarre vantaggi dagli altri. Questo mi ha fatto vedere il Signore attraverso questo tempo, mi ha messo fango sugli occhi facendomi vedere che sono cieco perché potessi vedere che Lui mi ha amato così, non ha avuto schifo dei miei peccati, non mi ha disprezzato, mi ha amato! E questo l'ho visto nella comunità, perché conoscendo i miei peccati il Signore si è avvicinato attraverso i fratelli; attraverso mia moglie si è avvicinato a me e mi ha voluto bene. Il Signore si è avvicinato a me in persone concrete, e mi ha voluto bene. Allora io ho sperimentato che Dio mi ama così come sono, ridotto ad essere un disgraziato.[...]
Ricordiamo che alla Traditio si arriva dopo diversi anni di cammino.
Il fulcro dell'annuncio kikiano è innestato sulla catechesi del cieco nato, paradigma del cammino, che altro non è se non il metterti fango sugli occhi, in modo che tu, sentendoti sporco, vada a lavarti alle acque del tuo Battesimo e, finalmente, veda. Cosa? I tuoi peccati. Questa è la patente necessaria per poter essere inviato (da Kiko) ad evangelizzare.
Il cammino non insegna mai a fermarsi
un gradino prima di cadere nel peccato.
Kiko stesso ripete che è il Signore a permettere che tu cada, perché devi riconoscere che "sei un peccatore che non può non peccare". Nel concreto Dio permette che tu commetta un adulterio, che tu rubi, che tu sia un violento, un iroso, un prepotente, un falso, un approfittatore. In sostanza, se necessario, Dio permetterà che tu commetta tutto quanto non hai mai commesso prima di entrare in cammino, perché se non ti viene messo fango sugli occhi, mai potrai essere cristiano, mai potrai essere evangelizzatore per gli altri [notare che l'azione di mettere il fango sugli occhi è di Cristo: qui è racchiuso il senso, di quanto insinuato da Kiko, di un dio (il dio di Kiko) che concretamente ti spinge a peccare, perché tu possa finalmente vedere]
Non una parola sulla gravità del peccato di adulterio, sul rendere vana la grazia, nulla. Abbiamo conferma di tutto questo nelle decine di esperienze, raccontate dalle vittime di abusi di ogni genere subiti nel cammino. Il cammino, che è cammino del fango, è ben fatto quando ti illumina su tutti i tuoi peccati, ti convince che sei capace delle peggiori cose, un essere abietto, uno schiavo che non puo non peccare, tanto che, se non ne sei ancora convinto, Dio stesso permetterà che tu pecchi rovinosamente. Questa per Kiko è una grazia immensa, concessa da Dio al vero camminante! Mentre le vittime sono accusate di moralismo, poiché giudicano il peccatore e non perdonano: esse; in fondo, credono di essere migliori. Concludiamo che la loro esperienza del fango non è altrettanto compiuta.
Voglio anche sottolineare che il modo di esporre la propria esperienza, da parte di questo fratello grato del bene che il cammino gli ha fatto, segue un cliché; non ha nulla di spontaneo, come del resto niente è spontaneo nel cammino di Arguello.
Si inculca un modo di pensare, stereotipi che si ripetono sempre uguali. Appare chiaro che Kiko è compiaciuto del bel risultato sortito dal cammino, nel caso di specie.
Sì, proprio questo si vuole ottenere, questo lo scopo ultimo e questo noi vogliamo portare alla luce.
La terribile frase "Dio mi ha fatto commettere un adulterio" in fondo, non l'ha inventata il fratello, è quanto Kiko trasmette subdolamente con il suo insegnamento.
Una eresia totale, una cosa che non si poggia sulla Parola di Dio, né sui Vangeli, né sul Magistero della Chiesa, nè sull'insegnamento dei Padri. [nota 2]
Ed è bene andare a fondo, perché qui è un punto molto importante: Kiko copre, con l'indulgenza che usa solo in questi casi con gli scrutinati, la sua autoassoluzione e, contestualmente, quello che è il pilastro del suo Potente Cammino - ma che non è né cristiano né cattolico -, ossia la scoperta del "peccato come luce donata al cieco nato attraverso il fango", questa sola conoscenza abilita il camminante all'annuncio del prodigioso Kerigma kikiano.
Notate come fino a questo punto
non ha pronunciato qui nessuna delle parole dure
che destina a chi si sottrae all'attività delle "100 piazze".
Tanto parlare di indolenza, borghesismo, assenza di zelo, ci fa inoltre intuire quanta pesantezza serpeggia tra i fratelli delle comunità: numerosi non tollerano più il ripetersi di questi invii ridicoli, con chitarre, megafoni, arredi kikiani, come scemi nelle piazze.
Più che un'intuizione, sappiamo di alcuni fratelli che, nel loro discernimento, avendo anche finito il cammino, si sono rifiutati di andare e sono stati cacciati via dal cammino, per essere di esempio a tutti. Certo Kiko non puo' tollerare che qualcuno pensi e faccia di testa sua e gli sfugga dalle mani.
Per questo ripete ogni volta "Il Signore ci ha ispirato". La verità è che ha bisogno di adepti che dedichino tutto il loro tempo a fare proselitismo. Ha, perciò, trasformato (solito kikoabuso della Parola di Dio) la "tiepidezza" dell'Apocalisse nell'assenza di zelo per il kikannuncio e il "sto per vomitarti dalla mia bocca" nello spedirti, da parte di Kiko, dritto all'inferno. Di nuovo con le sue minacce a terrorizzare gli sprovveduti fratelli, per tenerli saldamente sotto controllo.
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| Kiko superstar si concede ai suoi fans. |
Nessun amore alla persona, nessuna premura per le anime che si affidano a lui. E, mentre insegna ai fratelli ad "odiare la loro stessa anima" [deturpando ancora una volta la Parola di Dio] lui la devasta con la sua pestifera dottrina.
Avrebbe dovuto dire - come nel caso dell'"adultero tardivo"- a chi pecca, e pecca tanto gravemente dopo anni e anni di cammino, da vero padre, se lo fosse: "Ma ti sei reso conto di cosa hai fatto? Tu hai reso vana in te la grazia di Dio! Pensa a quanto Dio ti ha amato? Quanto sta facendo per te in questi anni? Quanti strumenti di salvezza ti ha dato?" (Da notare che già hanno venduto i beni, versano mensilmente la decima e hanno ricevuto la consegna della Preghiera quotidiana delle lodi, in più molti sono catechisti o esercitano vari carismi nella cominità).
Avrebbe dovuto dire che Dio ci chiama alla santità, che a chi commette questi peccati, peggio se dopo anni di cammino, e dà scandalo soprattutto ai piccoli, a questi sì che Gesù riserva le parole più dure, le più tremende! Altro che a chi si scoccia di andare nelle piazze! (cfr. Mt. 18, 6s. [nota 3])
Avrebbe dovuto mettere sotto gli occhi la verità, per chiamare seriamente al pentimento e al fermo proposito di non peccare più, sapendo che Dio a questo ci chiama, Gesù per questo è morto sulla Croce, per darci la vittoria sulla tentazione e sul peccato sempre, tutte le volte che gli chiediamo aiuto con cuore sincero, appoggiati in lui, per poter vivere nella santità.
Se no che razza di cammino di fede facciamo mai? E a che cosa serve?
Ma per Kiko tutto questo è solo un moralismo. (abbiamo già raccontato come Kiko si rivolge, a chi manifesta di voler "impegnarsi nel bene" - parola bandita nel cammino - con la fatidica frase: "Ma tu sei entrato nel cammino per diventare santo?", come a dire "Tu non hai capito niente!".)
Di fronte a uno che dice "il Signore mi ha fatto adulterare", Kiko ascolta, tace e sorride!
Altro che borghesismo e televisione e il suo solito tirare in ballo il povero prete indolente, e idolatra! Invece di guardare piuttosto alla sua misera vita!
L'annuncio di Kiko è questo:
«I padri della Chiesa chiamavano il Kerygma "sperma dello Spirito" perché possiede il potere, se qualcuno lo ascolta e lo crede e passa i suoi peccati a Cristo, di gestare in lui l'uomo nuovo: Cristo, che sta come sommo sacerdote davanti al Padre, assume i peccati di quest'uomo anche se è un adultero, un assassino, una canaglia, e lui può ricevere dal cielo il perdono dei peccati e con il perdono dei peccati riceve dal cielo anche lo Spirito divino, lo Spirito Santo che è Dio (...) E come la Vergine Maria quando dice all'angelo: "Sia fatto in me secondo la tua parola", immediatamente entra il lei lo Spirito Santo e forma nella Vergine un piccolo embrione, così questo si realizza in ogni cristiano. Dentro ogni cristiano che ascolta l'annunzio del Vangelo, del Kerygma, immediatamente si forma - se crede - un embrione che si chiama FEDE.»Kiko lo ripete, invariato, dall'inizio alla fine del neocatecumenato.
Che significa? Che se un suo adepto cade nei peggiori peccati, anche una volta finito il percorso e indossata la veste bianca, Kiko lo conferma perché ha fatto bene il cammino, visto che è uscito, ancora una volta, dagli inganni, perché ha conosciuto - nel senso biblico del termine - che è uno schiavo capace dei peggiori peccati.
E ora deve solo ascoltare il KERIGMA e credere, per essere salvato.
Non trova di meglio, nelle Scritture, che il passo dell'Apocalisse (cap. 3) sulla tiepidezza, forzando l'interpretazione tutta a suo favore, come al solito.Mi domando:
ma perché a chi non ha zelo per le "100 piazze" - ben descritte come occasione di proselitismo, non come gratuito annuncio di Gesù Cristo (cosa che Kiko sfacciatamente sostiene, mentendo, al Papa e ai Vescovi) - Kiko minaccia l'inferno?
Perché li terrorizza dicendo loro che conviene vadano, con o senza desiderio, altrimenti Dio li punirà con castighi memorabili, manderà loro terribili avvertimenti perché è Dio che "vuole che tu ti offri per la missione" "tu devi rendere testimonianza...nelle 100 piazze", questo obbligo te lo impone Dio, perchè Dio parla in me!
E ancora mi domando:
Perché non dice "ascoltami bene, se sei tiepido, se, invece di andare alle 100 piazze ti sei istallato nelle tue comodità e, mentre i tuoi fratelli andavano, tu sei rimasto a casa e hai visto che sei un peccatore, e oggi sai che sei il peggiore di tutti! Ora "ascoltame" io ti annuncio il Kerigma e se tu mi ascolti, "di pronto" tutti i tuoi peccati sono perdonati... poi domani se vuoi puoi anche confessarti, ma ora scende su di te lo Spirito Santo e, come nella Vergine Maria, gesta in te una nuova creatura!"?
Kiko, sempre lui...
Kiko annuncia il potere del Kerigma "ascolta", dice, credi e tutti i tuoi peccati sono perdonati, se credi veramente. Tanto basta, per lui... eccezion fatta per un solo peccato.
...trascura la parola sugli scandali, dimentica la macina di mulino al collo, tralascia gli scritti di S.Paolo, che mette in guardia i cristiani sui peccati della carne, ricordando ai suoi che il nostro corpo è "tempio dello Spirito Santo" e che "non apparteniamo a noi stessi".
Dice san Paolo: "Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo". [nota 4]
Qui davvero si tradisce l'essere uno con Dio, di cui Kiko parla e straparla a sproposito, mutuando, il più delle volte, un linguaggio umano irriverente, perché, nel cammino, si tiene in bassissimo conto il peccato che, più di ogni altro, ci allontana dall'essere uno con Dio.
Kiko non comprende il significato - per se' e per i suoi inviati, testimoni di tanti sorprendenti miracoli, come egli stesso dice a sua condanna - di ciò che dice Gesù: "A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più". [nota 5]
Un vero catechista dovrebbe interrogarsi, restare costernato, di fronte al fatto che, dopo anni e anni di formazione, di predicazioni ascoltate, di preghiera quotidiana, di evangelizzazione, un suo discepolo cade e ricade in peccati della carne: adulteri, abusi, approfittando proprio dello stare in comunità, e magari del ruolo stesso che ricopre, tutti peccati che gridano vendetta a Dio.
Questo è rendere vana la Grazia.
Kiko ha definito "peccato di morte", degno dell'inferno, unicamente il preferire le comodità all'andare per le 100 piazze a fare il saltimbanco; qualunque cosa, pur di rimpolpare le sue comunità sempre più ridotte al lumicino, visto che, con le ultime catechesi nelle parrocchie, non nasce neanche una comunità decente, per l'esiguo numero di persone che le seguono.
Non sa più cosa inventarsi.
È alla caccia di nuovi seguaci, a qualsiasi costo e, come lui percorre la terra instancabilmente, così vuole che facciano i suoi; tutto per conquistare nuovi "proseliti".
Si'! tutti questi teatrini di ispirazione kikiana sono finalizzati unicamente al proselitismo della sua setta, ed egli è cosi' spudorato che ha pure il coraggio di intestare a Papa Francesco l'iniziativa della sua opera!
Ma per Kiko è la parola:
Mt. 23, 15
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
[nota 1]
Mc 8,34-37:
Sant'Agostino.
La grazia e il libero arbitrio. [A VALENTINO E AI SUOI MONACI]
[nota 3]
Mt 18,6-7:
1Cor 6,15-20:
Lc 12,47-48:
[nota 1]
Mc 8,34-37:
34Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. 36Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? 37E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?[nota 2]
Sant'Agostino.
La grazia e il libero arbitrio. [A VALENTINO E AI SUOI MONACI]
L'uomo non può giustificarsi chiamando in causa Dio.2. 3. Ma ci sono uomini che cercano di giustificarsi perfino mettendo avanti Dio stesso, e a loro dice l'apostolo Giacomo: Nessuno, quando è tentato, dica: E' da Dio che sono tentato. Dio infatti non è tentatore al male; Egli al contrario non tenta nessuno. Ma ognuno è tentato perché attratto ed allettato dalla propria concupiscenza; poi la concupiscenza, quando ha concepito, genera il peccato; e il peccato, quando è stato commesso, genera la morte 4. Sempre a coloro che vogliono scusarsi prendendo a giustificazione Dio stesso, risponde il libro dei Proverbi di Salomone: La stoltezza dell'uomo stravolge le sue vie; e invece nel suo cuore egli accusa Dio 5. E il libro dell'Ecclesiastico afferma: Non dire: E' a causa del Signore che ho deviato; infatti tu non fare ciò che Egli detesta. Non dire: E' perché Egli stesso mi ha tratto in errore; infatti Egli non ha bisogno di uomini peccatori. Il Signore odia ogni turpitudine e questa non è cosa che si possa amare da parte di coloro che lo temono. Egli all'inizio creò l'uomo e lo lasciò in mano al proprio consiglio. Se vorrai, osserverai ciò che ti viene prescritto e la completa fedeltà a ciò che a Lui piace. Egli ti mette davanti il fuoco e l'acqua; stendi la mano verso ciò che vorrai. Dinanzi agli occhi dell'uomo c'è la vita e la morte, e gli sarà data quella delle due che gli piacerà 6. Ecco che vediamo espresso nella maniera più lampante il libero arbitrio della volontà umana.
[nota 3]
Mt 18,6-7:
6Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. 7Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all'uomo a causa del quale viene lo scandalo![nota 4]
1Cor 6,15-20:
15Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! 16O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un corpo solo. 17Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito.18 Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. 19O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? 20Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo![nota 5]
Lc 12,47-48:
47 Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; 48quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.



























