Il Movimento Neocatecumenale riceve la maggioranza del “gradimento” da parte dei popoli di radice latina.
Questo è un dato di fatto inconfutabile.
In Europa, infatti, Italia e Spagna sono le più grandi risorse neocatecumenali.
Al di fuori dell’Europa il consenso ricevuto verte quasi esclusivamente su popolazioni latino-americane di lingua spagnola, ovunque residenti.
Mossi alla curiosità dall’ultimo campale evento della
rimozione del vescovo neocatecumenale del Perù, Del Palacio, ci siamo addentrati un po’ in quella realtà sconosciuta, lontana dai Sacri Palazzi romani, per capire un po’ meglio come mai in quei luoghi il Movimento Neocatecumenale abbia avuto una discreta espansione.
Al di là delle specifiche etnologiche di popolazioni sanguigne e piuttosto chiassose che ben si sposano con la baldoria neocatecumenale, abbiamo scoperto però che l’antico adagio
“occhio non vede, cuore non duole” è purtroppo un’amara realtà in relazione alla Chiesa latino-americana.
Siamo partiti dall’esaminare la questione recente dell’
acquisizione multimilionaria del terreno nel Monte degli Ulivi da parte del Movimento Neocatecumenale, avvenuta nel 2018.
Il Monte degli Ulivi è composto di tre alture:
il terreno appena ceduto ai neocatecumenali è nella parte centrale, detta Monte Santo, o Djebel el Tur, nella zona alta del costone appena sopra l' Orto dei Getsemani e vicino - ma non confinante - al grande cimitero ebraico.
Già scatta un’allerta quando si legge che sono riusciti a diventare primi su 42 pretendenti e a sbaragliare anche gli ultimi due contendenti, la Chiesa eritreo-ortodossa e il Patriarcato copto ortodosso, aggiudicandosi il lotto all’asta per oltre 5 milioni di euro.
5 milioni di euro!!!
Naturalmente questo è solo il costo del terreno poi, per costruire la Domus Jerusalem ci vogliono
oltre 35 milioni di dollari, se bastano.
Cifre da nababbi, e solo per un singolo edificio copia di un altro edificio neocatecumenale già esistente, la
Domus Galilaeae…
Allora vediamo, alcune cose le sappiamo già.
Sappiamo che l’acquisto è stato effettuato dalla
Fundación Domus Jerusalem, con sede a Panama.
Panama? E perché mai?
Dice Kiko che è perché l’idea della
Domus Jerusalem è nata a Panama. Spiegazione molto debole.
In effetti il progetto per la
Domus Jerusalem esisteva già almeno dal 2011-2012 ed esisteva anche un primo ente con sede nel Seminario Redemptoris Mater di Boston, quartier generale dell’amicone O'Malley.
Era la
DOMUS JERUSALEM, INC. (Massachusetts (US), 17 May 2012, 774
BOYLSTON STREET, CHESTNUT HILL,, MA, 02467)
Ma come, già si preparano plastici e si fonda una società nel 2012, quando sembrerebbe che ancora non ci fosse nemmeno l’area su cui costruire?
Un po’ strano.
Inoltre, quella di Boston era una
INC., cioè società "incorporata" (terminologia legale americana), cioè
una specie di società per azioni, e non una fondazione.
Quanto a tasse e trasparenza, tutta un’altra cosa.
Comunque sia, i
kikos dismettono la società per azioni di Boston per fondare invece una Fondazione a Panama nel 2013-2014, per la stessa identica causa. Era improbabile quindi che si fosse scelta Panama perché l’idea si era accesa a Panama…
In effetti il sito che parlava della prima società, con annesso plastico ed altri dettagli, è proprio sparito di circolazione. Adesso ce n’è uno nuovo, ma vuoto, sempre
“work in progress”.
Fatta chiarezza su questo, vediamo com’è avvenuto l’acquisto.
I giornali hanno riportato che tale acquisto è stato effettuato tramite un intermediario, il sacerdote Manuel Anselmo Díaz Ortiz, parroco di Nostra Signora di Guadalupe a Panama, che risulta essere anche il presidente della Fondazione.
Ma questo sacerdote non si è nemmeno scomodato ad andare personalmente all’asta, che si è svolta a Milano il 31 luglio 2018, bensì ha incaricato un avvocato romano in forza di una procura con tanto di firma autenticata dall'ambasciata d'Italia a Panama.
Si tratta di milioni di dollari ed il
“presidente”-prestanome nemmeno segue le cose di persona, mah…
Si dice poi che questa Fondazione, essa stessa neocatecumenale nei suoi membri, abbia “donato” l’appezzamento di terreno al Movimento Neocatecumenale.
Ma come si può “donare” al Movimento Neocatecumenale qualcosa che è
GIÀ neocatecumenale? A che serve questo strano giro di compravendite e donazioni?
In effetti c’è un
escamotage molto semplice: il Movimento Neocatecumenale, ufficialmente (secondo il suo statuto) non può detenere beni materiali, visto che è una organizzazione di “beni spirituali”. Ma è certo che questa “organizzazione di beni spirituali” può avere Fondazioni, ed operare attraverso quelle.
In effetti, se il Movimento Neocatecumenale non può detenere beni materiali, la proprietà del terreno dovrà risultare comunque intestata all’altrettanto neocatecumenale
Fundación Domus Jerusalem.
Certo, siccome la
trasparenza non è mai stata appannaggio del Movimento Neocatecumenale,
si legge che il terreno è stato reso disponibile “grazie alla donazione di un fratello” perché il Cammino in quanto tale «non ha soldi per comprare nulla»…
Il Cammino no, ma le sue Fondazioni sì, evidentemente…
E da dove ha potuto ottenere la cifra stroboscopica di oltre cinque milioni di dollari la Fundacion Domus Jerusalem?
Si dice molto genericamente che ha ottenuto i fondi grazie ai contributi e alle donazioni di una serie di benefattori dagli Stati Uniti. Inoltre l'iniziativa è stata sostenuta da numerosi cardinali come
Sean O'Malley, dell'Arcidiocesi di Boston e arcivescovi come
Charles Chaput, di Filadelfia o
Nicholas Di Marzio, di Brooklyn. Altri sostenitori sono stati il
cardinale Antonio Rouco, di Madrid, Il
cardinale Christoph Schönborn di Vienna o il presidente emerito del Pontificio Consiglio
Cor Unum, il
Cardinale Paul Josef Cordes, quello della
furbata della lettera Ogniqualvolta.
Anche le comunità e le parrocchie di questo "bene spirituale per la Chiesa" stanziano “liberamente” fondi per cause legate al Cammino Neocatecumenale, come fanno anche per la manutenzione e l'aiuto alle famiglie in missione.
Sarà, ma non ho mai sentito dire che ci fossero “raccolte fondi” presso le comunità, come avvenne invece un tempo per la
Domus Galilaeae. I kikos nemmeno sapevano del progetto di acquisto del terreno…
Allora vediamo chi sono i membri della
Fundación Domus Jerusalem e scopriamo alcune cose.
Presidente di tale fondazione, come abbiamo detto, è colui che sembra essere un insignificante parroco neocatecumenale, della parocchia Nuestra Señora de Guadalupe a Panama, tale
MANUEL ANSELMO DÍAZ ORTÍZ.
Su di lui c’è ben poco, se non che nella
sua parrocchia ci sono ben 26 comunità neocatecumenali e che l’evangelizzazione kika è partita nel 1975 da parte di itineranti europei. Da allora, tranne in due occasioni, la catechesi è stata dettata ogni anno, così oggi, dopo le necessarie fusioni di comunità, la parrocchia ha 26 comunità che raggruppano circa 750 fratelli.
La media matematica sarebbe di 28 “fratelli” per comunità quindi, in 45 anni, una media di 16 “fratelli” all’anno. Ma di che numeri si parla?
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Ma chi sono gli altri componenti la Fondazione?
PRESIDENTE è: MANUEL ANSELMO DÍAZ ORTÍZ
SEGRETARIO è: DON RINO ROSSI
TESORIERE è: FELIPE JOSÉ MANTICA CUADRA
MEMBRI sono: FELIPE JOSE MANTICA CUADRA, RINO ROSSI, MANUEL ANSELMO DIAZ ORTIZ
AGENTI RESIDENTI sono: lo studio d’avvocati associati RIVERA, BOLIVAR E CASTAÑEDAS.
Bene, allora di panamensi, in questa Fondazione, risultano essercene solo due: il parroco-presidente DÍAZ ORTÍZ e lo studio legale RIVERA, BOLIVAR E CASTAÑEDAS.
Perché Rino Rossi sappiamo che è italiano e vive da tempo in Israele, alla Domus Galiaeae.
Ci resta di capire chi è il TESORIERE, tale FELIPE JOSÉ MANTICA CUADRA.
Scopriamo così che nemmeno lui è panamense, bensì nicaraguense.
Che ci fa allora nella Fondazione neocatecumenale?
Fa il Tesoriere. Ma qual è la connessione?
Sembra buffo a dirsi, ma tal FELIPE JOSÉ MANTICA CUADRA è un benefattore del Movimento Neocatecumenale, ed anche di lunga data…
Si sono portati il benefattore dal Nicaragua.
FELIPE JOSE MANTICA CUADRA è infatti un
imprenditore nicaraguense, direttore generale del GRUPO MANTICA, una catena di grande distribuzione del gruppo Walmart.
Oltre che alla
Fundación Domus Jerusalem costui fa parte di altre sei organizzazioni ed è anche colui che ha costituito la
Fundacion Obra Artística Kiko Argüello in Spagna nel 2018. Deve essere quindi molto legato al Movimento Neocatecumenale.
Ma è proprio da questo personaggio che si dipana una storia incredibile, che coinvolge personalità ecclesiastiche e politiche di alto rango, dato che il nome FELIPE JOSE MANTICA CUADRA risuona già dal 1997 riguardo al Movimento Neocatecumenale e precisamente come membro della Commissione per la costruzione del seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Managua, capitale del Nicaragua.
La cosa ci ha suscitato interesse e seguendo il filo di questo personaggio, ne abbiamo raggiunti molti ed abbiamo capito diverse cose.
Ripartiamo dalle origini.
FELIPE JOSE MANTICA CUADRA, nel 1997 già emergeva nella compagine del Movimento Neocatecumenale:
Kiko Argüello e Carmen Hernández
visitano il Nicaragua; Responsabile del Cammino Neocatecumenale e forma la Commissione per la costruzione del seminario con le seguenti persone:
SILVIO PELLAS CHAMORRO; Presidente,
FELIPE MÁNTICA ABAUNZA; Vice Presidente,
FELIPE MÁNTICA CUADRA; Segretario,
PADRE JUAN BUIGUES e
ARIEL LÓPEZ.
Già abbiamo detto che la terra per la costruzione del seminario è stata donata dal generale Carlos Pasos Leiva (
deceduto nel 1964) e sua moglie, la signora. Soledad Abaunza de Pasos (
deceduta nel 1980). Ma non avevamo scavato abbastanza.
Ora
abbiamo scoperto che la donazione fu fatta concretamente da Carlos Mantica, fratello di Felipe, a nome dei due coniugi sopra riportati, dato che Soledad Abaunza era sua zia, sorella della madre e lui fungeva da esecutore della volontà dei due coniugi, di destinare la terra ad “opere sociali”
(sociali?).
Nel racconto si rammenta anche il presidente del Nicaragua Arnoldo Aleman, che avrebbe concesso alcuni titoli di proprietà ai paracadutisti e che per questo atto "dovette rifondere in obbligazioni statali" (esorbitanti) l'«invasione» di proprietà dei coniugi Pasos e Abaunza.
Aleman arrivò al potere nel 1997 quindi, a meno che non si voglia sostenere che la proprietà e le relative "invasioni" poi risarcite, siano passate di mano negli anni 2000, le date proposte non sembrano collimanti.
Comunque, nell’ottemperare a queste disposizioni scoprì che la terra era stata “invasa” o venduta a terzi. Ha lavorato due anni per riottenere quella terra e, sinceramente, per la parte che era stata venduta non si sa come abbia fatto. Ma, dice “Chale Mantica”, che il tutto si rivelò “provvidenziale” perché siccome il governo dell’allora presidente Arnoldo Aleman aveva concesso alcuni titoli di proprietà ai paracadutisti, il governo dovette pagare le obbligazioni per le terre "invase".
Addirittura!
Una volta recuperato il tutto, Carlos Mantica donò nove parti dei terreni al Seminario neocatecumenale Redemptoris Mater e ne tenne quattro e mezzo per sé per fondare la comunità “Città di Dio”, nel 1977.
Ma il bello deve ancora venire!
Proprio le obbligazioni ricevute dallo Stato furono la “PROVVIDENZA” che consentì di poter fare i lavori, una volta recuperata la terra.
Ma a quanto ammontavano le obbligazioni?
A 3 milioni e 332 mila dollari! Ammazza che risarcimento!!!
Questa cifra fu quindi divisa in due tra il Seminario neocatecumenale Redemptoris Mater e la "Città di Dio".
Naturalmente “Chale Mantica” fu generoso: al seminario toccò molto più di quello che toccò a lui, almeno il doppio della terra…
Ma, udite, udite!
“Ciò significa che ciò che è stato fatto è stato pagato e sarà pagato per intero senza dover toccare, in qualsiasi momento, un solo centesimo del denaro della Città di Dio, proveniente dalle DECIME o dalle donazioni dei suoi membri.”
Le DECIME!!!!????
«Chale Mantica, nel 1977, esattamente 9 anni dopo l’ingresso pubblico del Movimento Neocatecumenale in Italia, aveva anche lui istituito le DECIME in Nicaragua per la sua personale “Città di Dio”…»
Però c’è qualcosa che non torna.
Se la Città di Dio aprì i battenti nel 1977 e del seminario Redemptoris Mater se ne parla nel 1996, come può il buon “Chale Mantica” aver suddiviso la terra per qualcosa che sarebbe avvenuto ben 20 anni dopo?
Come sapeva, nel 1977, che 20 anni dopo sarebbe arrivato il Movimento Neocatecumenale con la sua “necessità” di aprire un seminario?
Ciò vorrebbe dire che, riottenuta la terra e l’incasso esorbitante delle “obbligazioni statali”, si è aspettato ben oltre 20 anni per devolvere la terra e i milioni al Movimento Neocatecumenale, della cui esistenza non si sarebbe nemmeno dovuto sapere, data la realtà infinitesimale del Movimento Neocatecumenale all'epoca???
Anche ammettendo che la terra fosse rimasta libera (per più di 20 anni), perché inutilizzata, ci pare abbastanza IMPROBABILE che il patrimonio derivante dalle “obbligazioni statali” possa essere rimasto giacente per essere rivendicato ai tempi di Aleman e per poter essere devoluto, nel 1997, al Movimento Neocatecumenale.
Qui, signori, ci prendono emeritamente per il sellino.
Fanno girare risarcimenti statali “impossibili” per terre non edificate e costruiscono chiese a “loro immagine e somiglianza”… istituiscono le DECIME… Sarà dalla Città di Dio, allora, che l’Argüello avrà ripreso l’idea della DECIMA? Ma no, l'aveva già "inventata" lui negli anni '60!
Comunque, da quello che si apprende, questa Città di Dio ed il seminario neocatecumenale Redemptoris Mater, condividono la stessa terra, appartenente alla famiglia Mantica Abaunza.
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Lavori per la costruzione della "Città di Dio" |
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Il cardinale Obando Bravo (1926-2018) con i coordinatori della "Città di Dio" |
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Membri della "Città di Dio" e ospiti speciali alla cerimonia d'apertura. Pare quasi una "convivenza" del Cammino... |
Abbiamo quindi due fratelli multimilionari nicaraguensi, i Mantica Abaunza, che si sono impelagati a sovvenzionare una chiesa ciascuno: Carlos, la Città di Dio, di sua propria fondazione e Felipe, il Movimento neocatecumenale.
Non ci sarebbe nulla di male, in fondo, se le cifre ed i tempi tornassero, ma non è esattamente così…
Possiamo aggiungere che i due "benefattori" multimilionari, sono stati coinvolti in un deprecabile processo nel 2002, quando hanno tentato di sottrarre la proprietà della casa ad una famiglia povera del quartiere Jorge Dimitrov. Purtroppo non conosciamo l'epilogo della vicenda.
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| Il quartiere Dimitrov, zona povera di Managua |
Il Tribunale Penale di Managua ha ammesso l'accusa contro 5 avvocati che presumibilmente hanno fatto collusione con un giudice supplente e con altre persone
PER SPOGLIARE UNA DONNA UMILE NELLA SUA TERRA PERCHÉ APPARENTEMENTE STAVA RITARDANDO LA COSTRUZIONE DI UN LORO SUPERMERCATO.
Rivendicavano un lotto di terra. Uno! Loro che ne avevano a decine…
I soggetti erano: FELIPE MANTICA ABAUNZA, FELIPE MANTICA CUADRA, VIOLETA CUADRA DE MANTICA E CARLOS MANTICA, il buon "Chale Mantica"…
In mezzo a escamotages vari e pieghe giuridiche, la procedura ha continuato il suo percorso e questi soggetti sono stati accusati dei seguenti crimini: associazione criminale, abuso di autorità e prevaricazione, usurpazione del dominio privato, danni alla proprietà, esposizione delle persone al pericolo e lesioni psicologiche.
L'ordine di sfratto è per un lotto diverso, ma "per sbaglio" si va a distruggere proprio il lotto precedentemente desiderato e che la proprietaria, dopo aver combattuto per anni ed aver vinto due processi precedentemente intentati contro di loro, adesso si vede distruggere con una "trappola assurda": quella dello scambio di lotto…
Ha presentato un reclamo addirittura il CEDENIC, Centro Nicaraguense per i Diritti Umani a favore dell'umile donna sfrattata.
Ecco allora, con grande probabilità perché il Nicaragua è il paese più povero del Centro America.
Ci sono degli avvoltoi, un'oligarchia politica ed economica indistruttibile, che poi vanno a fare i benefattori del lussuoso Movimento Neocatecumenale all'hotel Sheraton.
La casa-baracca distrutta alla povera signora, con le pale delle escavatrici, ricorda molto la vicenda della "distruzione della baracca di Carmen".
Solo che stavolta i distruttori della povera gente sono proprio gli amici dell'Argüello…
Si sono del tutto invertite le parti.
Sembra di trovarsi davanti all'esempio di ciò che disse il profeta Natan a Davide a proposito del ricco che ruba la pecorella al povero.
Solo che Davide si rese conto di aver peccato…
Fine prima parte.