"Il Cammino ci disse di aprire la Bibbia", proprio come una setta protestante. Una setta, perché se non sei dentro "non puoi capire". Una setta, che agli "esterni" proclama tante belle parole, ma che dentro la comunità ti comanda di donare terreni e immobili perché "Dio" (cioè il Cammino) li vuole. Una setta, perché del vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron "non sappiamo nulla, sono affari suoi se fa il Cammino", e però dal pedofilo vengono "scrutinati", e il pedofilo fa loro la lezioncina morale, e comanda la (scandalosa) confessione pubblica perfino in cattedrale.
La "Yona property" che il Cammino
aveva quasi sgraffignato alla diocesi
Il Cammino ispira impegno, scatena controversie
B. Terlaje, 85 anni, è stata tra i primi membri del Cammino Neocatecumenale a Guam quando tale movimento evangelico - anche noto come "il Cammino" - fu introdotto sull'isola verso la fine degli anni 1990. "Il Cammino ci disse di aprire la Bibbia cosicché potessimo trovare pace in noi stessi", ci dice.
La Terlaje andò col suo gruppo neocatecumenale ad un pellegrinaggio a Gerusalemme, dove incontrarono il fondatore Kiko Argüello. "Durante la cerimonia ci mandarono dall'arcivescovo Apuron ad essere scrutinati", racconta. Tale scrutinio prevedeva il dichiarare pubblicamente tutti i propri peccati ad Apuron e alla congregazione. "Mi inginocchiai davanti a lui e lui disse che non potevo più uscire dal Cammino".
La pressione divenne per la Terlaje troppo forte. "Ogni volta che il Cammino organizzava un evento, dovevamo partecipare tutti. Quando mio marito era ammalato e a letto, fui costretta a lasciarlo lì per partecipare alla convivenza". In seguito Terlaje abbandonerà il movimento.
Per chi cerca di vivere una maggior spiritualità, qualsiasi alternativa può apparire interessante. Per cui il Cammino, un "carisma" coi suoi ritiri e coi suoi rituali, riesce ad attirare seguaci.
Ma il Cammino è una fonte di disturbo per la Chiesa Cattolica stessa. I critici del Cammino lo considerano una setta, affermando che approfitta dei suoi membri. Altri ne evidenziano il fanatismo e l'ubbidienza cieca che il Cammino costruirebbe, altri ancora lamentano gli insegnamenti eterodossi e le pratiche liturgiche.
Quando la Terlaje ne faceva ancora parte, partecipò ad un ritiro di un week-end in un hotel. "Quando fecero il giro del sacco nero per le donazioni per pagare per il cibo e per la sala, vi misi 100 dollari. Pochi minuti più tardi contarono i soldi e dissero che non era abbastanza. Fecero girare il sacco nero di nuovo, altre cinque o sei volte", ci spiega.
![]() |
| Foto di repertorio (2014 circa): il vescovo pedofilo neocatecumenale celebra la "liturkikia" nell'ex seminario neocatecumenale |
Nonostante quella pressione sulle donazioni alla convivenza le fosse stata molto pesante, la Terlaje continuò a credere che il gruppo avesse buone intenzioni. Ma dovendo dividere il suo tempo fra le attività religiose del gruppo e il sostegno al marito malato, si ritrovò ad essere giudicata dai fratelli di comunità: "mi dissero che non potevo lasciare il Cammino poiché ero già stata scrutinata".
La goccia che fece traboccare il vaso fu quando un presbitero neocatecumenale insultò lei e la sua famiglia durante l'Eucarestia. "La mia nipotina, una bambina, farfugliava qualcosa durante la Messa e non riuscivo a tenerla tranquilla. Così don Rudy fermò l'omelia e disse che non poteva parlare perché c'era distrazione nella sala. Mio figlio, che suonava la chitarra, si alzò e portò via la bambina, dicendo loro che sua figlia aveva un nome e quel nome non era «distrazione»".
Il Cammino, dalla sua introduzione nell'isola di Guam nel 1998, ha racimolato 700 membri sull'isola. L'8 dicembre 1999 il vescovo Apuron attivò il Seminario Missionario Arcidiocesano Redemptoris Mater che, al suo decimo anniversario nel 2008, ricevette una conferma legislativa civile che elogiava l'istituto per il suo lavoro evangelico a Guam.
Il Cammino ha avuto un'esistenza apparentemente pacifica a Guam senza attirare fastidiose attenzioni finché non venne fuori l'abissale scandalo nel 2013 sulla Yona property (cioè gli immobili su cui sorgeva il seminario R.M.) che attirò l'attenzione della gente, scatenò malcontento e divenne oggetto di inchieste.
"Il primo neocatecumenale a introdursi sull'isola di Guam fu p. Pius [Sammut]; notò che Apuron era un vescovo molto volenteroso e disponibile, disponibile al punto di fare qualsiasi cosa: ed infatti lo convinse ad aderire alla 2° comunità NC di Hagatña", ci racconta D. Sablan, presidente dei Concerned Catholics of Guam.
Sablan suggerisce che il Cammino ha manipolato il vescovo inducendolo a trasferirvi la proprietà di Yona. Decine di presbiteri neocatecumenali sono stati ordinati da quel seminario R.M. fino alla sua soppressione nel 2017.
Il Cammino era stato fondato a Madrid nel 1964 da Kiko Argüello e Carmen Hernández. Aggressivamente proselitista, il movimento offre una formazione postbattesimale per cattolici che vorrebbero approfondire la loro fede al di là della Messa domenicale. I suoi seguaci vedono il Neocatecumenato come una "nuova evangelizzazione" in azione. La Santa Sede diede la sua approvazione definitiva al Cammino a gennaio 2012 [ndt: lo Statuto venne dato dal Pontificio Consiglio per i Laici nel 2008, nel 2012 c'era stato il tentativo di autoapprovarsi la liturgia conclusosi con l'approvazione delle sole "cerimonie non liturgiche", che però oggi continuano ugualmente a scarnificare le coscienze]
Il Cammino ha un approccio più "intimistico" all'evangelizzazione. È focalizzato sull'impegno spirituale in piccoli gruppi, organizzati in comunità formate da 20 a 50 persone, basate nelle parrocchie. Il Cammino vanta un seguito di più di un milione di aderenti in 124 nazioni, con circa 2000 sacerdoti che operano in 100 seminari. Il suo successo numerico ha creato un effetto polarizzante, attirando sostenitori e critici in egual misura. [ndt: i sostenitori sono solo gli aderenti al Cammino, i critici sono praticamente tutti gli altri]
C. Kasperbauer, 84 anni, è rimasta sconcertata quando i suoi familiari dissero di non poter lasciare il Cammino dopo essere stati "scrutinati" da Apuron. "È come se fossero stati obbligati a fare confessioni pubbliche in modo che qualora avessero lasciato il Cammino la comunità ne conoscesse tutti i segreti", ha detto la Kasperbauer. "Il peccato è una cosa personale e talvolta potrebbe essere OK parlarne al fine di crescere. Ma se io voglio confessarlo, voglio che resti una cosa tra me e il sacerdote - non voglio che appartenga a chiunque altro".
Kasperbauer ha anche raccontato di quando un giovane parente, durante un incontro di famiglia, ha affermato che il Cammino gli aveva detto di donare i suoi terreni alla setta. "Ha detto che Dio non voleva che lui avesse beni materiali. Gli ho ricordato che la mia famiglia, gli Artero, possedeva terreni ad Andersen ben prima della guerra, e che mio padre, da piccola, mi faceva sedere lì in spiaggia ad Haputo per indicarmi che quei terreni li aveva ereditati da suo nonno, e che quindi quei terreni non sarebbero più stati suoi ma miei, e per i miei futuri figli, cosicché avremmo sempre avuto un tetto. Ricordai a quel giovane che i terreni che aveva ereditato li avrebbe dovuti passare ai suoi figli in futuro".
Il più strano incontro che la Kasperbauer ebbe col Cammino fu durante una messa in Cattedrale. "Il celebrante consentì che un neocatecumenale facesse una confessione pubblica dopo la Comunione: era una cosa inappropriata, perché dopo aver ricevuto la Comunione noi vogliamo solo essere un tutt'uno con Cristo, ma questo tizio voleva parlare ai fedeli della sua esperienza di guerra in Vietnam, dell'essersi drogato, di tutte le donne con cui aveva fornicato. La gente in chiesa copriva le orecchie ai figli, alcune famiglie semplicemente si alzarono per andarsene via, per tornare solo al termine della messa successiva per ricevere la benedizione conclusiva".
A dispetto delle sue pessime esperienze con membri del Cammino, la Kasperbauer vede dei meriti nel movimento. "Fanno un sacco di cose buone con un sacco di gente, come insegnare la Bibbia e la via verso Dio, e tenere insieme le coppie; quell'insegnamento cristiano sarà anche buono, ma stanno danneggiando le famiglie e la nostra cultura. Attualmente stanno tentando di sopraffarci sul modo in cui si celebra la messa".
I fedeli cattolici "tradizionali" accusano il Cammino di far tira e molla con gli insegnamenti della Chiesa e le pratiche liturgiche.
T. Palacios, critico verso il Cammino, afferma che il Cammino ha cambiato gli orari delle messe della sua parrocchia, anche quelli della messa in dialetto Chamoru. Nonostante lui abbia contribuito a raccogliere 36mila dollari per rinnovare la cappella di sant'Anna, non si sente più a suo agio nella propria stessa parrocchia [ndt: ormai neocatecumenalizzata, a spese dei cattolici]. "La gente di Agat ora se ne va a messa in altre parrocchie, a Santa Rita o a Piti, a causa dei neocatecumenali. Non sono contrario ai neocatecumenali (ho parenti e amici in quel gruppo), ma non accetto che il Cammino stia tentando di dividere la Chiesa".
Nonostante le critiche, i devoti membri del Cammino restano orgogliosi della propria comunità. "Il Cammino mi dà qualcosa di consistente e strutturato. Certa gente può aver lasciato il Cammino perché trovavano difficile esservi coerenti", dice una neocatecumenale che però chiede di restare anonima. "Non è una setta, nessuno mi ha obbligato a entrare, posso lasciare quando voglio. La gente lascia il Cammino di propria volontà, noi non scacciamo nessuno tranne nel caso che sia un pedofilo o molestatore sessuale. Non siamo un'organizzazione malvagia. È una comunità per coloro che condividono il credere in Dio e nelle Scritture. Noi studiamo le Scritture e condividiamo le nostre storie".
È devota alla sua fede nonostante la sfiducia che molti provano verso il Cammino. "Chi non ci conosce, ci giudica. La gente dice che stiamo coprendo Apuron ma il Cammino c'è stato qui da prima di lui. Non so niente di Apuron [ndt: condannato anche dal Papa, in via definitiva, nel marzo 2018, oltre un anno prima di quest'intervista], il fatto che sia nel Cammino è affar suo, io non posso giudicarlo".
Sul fatto che il Cammino starebbe perdendo membri, ci spiega: "Certa gente fa cose sbagliate e non vuol saperne che deve cambiare. Quello che vien detto è confidenziale, nessuno dovrebbe parlarne fuori dalla comunità, sarebbe peccato". Mette quindi sullo stesso piano gli incontri del Cammino con quelli della Confraternita della Dottrina Cristiana (lezioni per adulti). "Sono sempre andata a messa, conosco Dio, Gesù e la Trinità. Avevo bisogno di stare insieme agli altri, è solo così che ho appreso più in profondità la mia fede e la religione. Siamo tutti su percorsi diversi, nelle nostre vite, così potremmo non essere sempre sulla stessa lunghezza d'onda. Per capire veramente l'essenza del Cammino bisogna stare nel Cammino".
Un'altra neocatecumenale da Sinajana dice di essere grata al Cammino per il proprio risveglio spirituale. "Stavo cercando me stessa da un po' di tempo, il Cammino mi ha aiutato a portare la pace dentro me stessa e nella mia fede personale. Anche se investiamo ore ed ore nelle preparazioni e nelle liturgie, ascoltare la parola mi ha dato obiettivi in tutti i percorsi della vita. Non importa quanto tempo sono stata lontana dalla fede, quella comunità per me è una famiglia e non mi lascia mai. Desidero che i miei fratelli e sorelle rinforzino e confermino le mie convinzioni".
Non nutre rancori verso gli ex membri del Cammino, indipendentemente dal percorso che hanno scelto. "Quando la gente lascia il Cammino è perché ci sono problemi con la famiglia e gli amici che non capiscono il Cammino, che non sono d'accordo su quanto tempo si spenda per il Cammino lontani da casa a leggere la Bibbia e la parola di Dio. Padre Gus ammira le ore che il Cammino spende per il Signore, perché molti cattolici non spendono nemmeno un'ora a settimana per la messa".


















