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martedì 14 marzo 2023

Demistificare il Cammino Neocatecumenale

Nostra traduzione di un articolo di J. Salinas pubblicato il 7 luglio 2019 sul Pacific Island Times.

La "Yona property" che il Cammino
aveva quasi sgraffignato alla diocesi

"Il Cammino ci disse di aprire la Bibbia", proprio come una setta protestante. Una setta, perché se non sei dentro "non puoi capire". Una setta, che agli "esterni" proclama tante belle parole, ma che dentro la comunità ti comanda di donare terreni e immobili perché "Dio" (cioè il Cammino) li vuole. Una setta, perché del vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron "non sappiamo nulla, sono affari suoi se fa il Cammino", e però dal pedofilo vengono "scrutinati", e il pedofilo fa loro la lezioncina morale, e comanda la (scandalosa) confessione pubblica perfino in cattedrale.


 
Il Cammino ispira impegno, scatena controversie

B. Terlaje, 85 anni, è stata tra i primi membri del Cammino Neocatecumenale a Guam quando tale movimento evangelico - anche noto come "il Cammino" - fu introdotto sull'isola verso la fine degli anni 1990. "Il Cammino ci disse di aprire la Bibbia cosicché potessimo trovare pace in noi stessi", ci dice.

La Terlaje andò col suo gruppo neocatecumenale ad un pellegrinaggio a Gerusalemme, dove incontrarono il fondatore Kiko Argüello. "Durante la cerimonia ci mandarono dall'arcivescovo Apuron ad essere scrutinati", racconta. Tale scrutinio prevedeva il dichiarare pubblicamente tutti i propri peccati ad Apuron e alla congregazione. "Mi inginocchiai davanti a lui e lui disse che non potevo più uscire dal Cammino".

La pressione divenne per la Terlaje troppo forte. "Ogni volta che il Cammino organizzava un evento, dovevamo partecipare tutti. Quando mio marito era ammalato e a letto, fui costretta a lasciarlo lì per partecipare alla convivenza". In seguito Terlaje abbandonerà il movimento.

Per chi cerca di vivere una maggior spiritualità, qualsiasi alternativa può apparire interessante. Per cui il Cammino, un "carisma" coi suoi ritiri e coi suoi rituali, riesce ad attirare seguaci.

Ma il Cammino è una fonte di disturbo per la Chiesa Cattolica stessa. I critici del Cammino lo considerano una setta, affermando che approfitta dei suoi membri. Altri ne evidenziano il fanatismo e l'ubbidienza cieca che il Cammino costruirebbe, altri ancora lamentano gli insegnamenti eterodossi e le pratiche liturgiche.

Quando la Terlaje ne faceva ancora parte, partecipò ad un ritiro di un week-end in un hotel. "Quando fecero il giro del sacco nero per le donazioni per pagare per il cibo e per la sala, vi misi 100 dollari. Pochi minuti più tardi contarono i soldi e dissero che non era abbastanza. Fecero girare il sacco nero di nuovo, altre cinque o sei volte", ci spiega.

Foto di repertorio (2014 circa):
il vescovo pedofilo neocatecumenale
celebra la "liturkikia"
nell'ex seminario neocatecumenale

Nonostante quella pressione sulle donazioni alla convivenza le fosse stata molto pesante, la Terlaje continuò a credere che il gruppo avesse buone intenzioni. Ma dovendo dividere il suo tempo fra le attività religiose del gruppo e il sostegno al marito malato, si ritrovò ad essere giudicata dai fratelli di comunità: "mi dissero che non potevo lasciare il Cammino poiché ero già stata scrutinata".

La goccia che fece traboccare il vaso fu quando un presbitero neocatecumenale insultò lei e la sua famiglia durante l'Eucarestia. "La mia nipotina, una bambina, farfugliava qualcosa durante la Messa e non riuscivo a tenerla tranquilla. Così don Rudy fermò l'omelia e disse che non poteva parlare perché c'era distrazione nella sala. Mio figlio, che suonava la chitarra, si alzò e portò via la bambina, dicendo loro che sua figlia aveva un nome e quel nome non era «distrazione»".

Il Cammino, dalla sua introduzione nell'isola di Guam nel 1998, ha racimolato 700 membri sull'isola. L'8 dicembre 1999 il vescovo Apuron attivò il Seminario Missionario Arcidiocesano Redemptoris Mater che, al suo decimo anniversario nel 2008, ricevette una conferma legislativa civile che elogiava l'istituto per il suo lavoro evangelico a Guam.

Il Cammino ha avuto un'esistenza apparentemente pacifica a Guam senza attirare fastidiose attenzioni finché non venne fuori l'abissale scandalo nel 2013 sulla Yona property (cioè gli immobili su cui sorgeva il seminario R.M.) che attirò l'attenzione della gente, scatenò malcontento e divenne oggetto di inchieste.

"Il primo neocatecumenale a introdursi sull'isola di Guam fu p. Pius [Sammut]; notò che Apuron era un vescovo molto volenteroso e disponibile, disponibile al punto di fare qualsiasi cosa: ed infatti lo convinse ad aderire alla 2° comunità NC di Hagatña", ci racconta D. Sablan, presidente dei Concerned Catholics of Guam.

Sablan suggerisce che il Cammino ha manipolato il vescovo inducendolo a trasferirvi la proprietà di Yona. Decine di presbiteri neocatecumenali sono stati ordinati da quel seminario R.M. fino alla sua soppressione nel 2017.

Il Cammino era stato fondato a Madrid nel 1964 da Kiko Argüello e Carmen Hernández. Aggressivamente proselitista, il movimento offre una formazione postbattesimale per cattolici che vorrebbero approfondire la loro fede al di là della Messa domenicale. I suoi seguaci vedono il Neocatecumenato come una "nuova evangelizzazione" in azione. La Santa Sede diede la sua approvazione definitiva al Cammino a gennaio 2012 [ndt: lo Statuto venne dato dal Pontificio Consiglio per i Laici nel 2008, nel 2012 c'era stato il tentativo di autoapprovarsi la liturgia conclusosi con l'approvazione delle sole "cerimonie non liturgiche", che però oggi continuano ugualmente a scarnificare le coscienze]

Il Cammino ha un approccio più "intimistico" all'evangelizzazione. È focalizzato sull'impegno spirituale in piccoli gruppi, organizzati in comunità formate da 20 a 50 persone, basate nelle parrocchie. Il Cammino vanta un seguito di più di un milione di aderenti in 124 nazioni, con circa 2000 sacerdoti che operano in 100 seminari. Il suo successo numerico ha creato un effetto polarizzante, attirando sostenitori e critici in egual misura. [ndt: i sostenitori sono solo gli aderenti al Cammino, i critici sono praticamente tutti gli altri]

C. Kasperbauer, 84 anni, è rimasta sconcertata quando i suoi familiari dissero di non poter lasciare il Cammino dopo essere stati "scrutinati" da Apuron. "È come se fossero stati obbligati a fare confessioni pubbliche in modo che qualora avessero lasciato il Cammino la comunità ne conoscesse tutti i segreti", ha detto la Kasperbauer. "Il peccato è una cosa personale e talvolta potrebbe essere OK parlarne al fine di crescere. Ma se io voglio confessarlo, voglio che resti una cosa tra me e il sacerdote - non voglio che appartenga a chiunque altro".

Kasperbauer ha anche raccontato di quando un giovane parente, durante un incontro di famiglia, ha affermato che il Cammino gli aveva detto di donare i suoi terreni alla setta. "Ha detto che Dio non voleva che lui avesse beni materiali. Gli ho ricordato che la mia famiglia, gli Artero, possedeva terreni ad Andersen ben prima della guerra, e che mio padre, da piccola, mi faceva sedere lì in spiaggia ad Haputo per indicarmi che quei terreni li aveva ereditati da suo nonno, e che quindi quei terreni non sarebbero più stati suoi ma miei, e per i miei futuri figli, cosicché avremmo sempre avuto un tetto. Ricordai a quel giovane che i terreni che aveva ereditato li avrebbe dovuti passare ai suoi figli in futuro".

Il più strano incontro che la Kasperbauer ebbe col Cammino fu durante una messa in Cattedrale. "Il celebrante consentì che un neocatecumenale facesse una confessione pubblica dopo la Comunione: era una cosa inappropriata, perché dopo aver ricevuto la Comunione noi vogliamo solo essere un tutt'uno con Cristo, ma questo tizio voleva parlare ai fedeli della sua esperienza di guerra in Vietnam, dell'essersi drogato, di tutte le donne con cui aveva fornicato. La gente in chiesa copriva le orecchie ai figli, alcune famiglie semplicemente si alzarono per andarsene via, per tornare solo al termine della messa successiva per ricevere la benedizione conclusiva".

A dispetto delle sue pessime esperienze con membri del Cammino, la Kasperbauer vede dei meriti nel movimento. "Fanno un sacco di cose buone con un sacco di gente, come insegnare la Bibbia e la via verso Dio, e tenere insieme le coppie; quell'insegnamento cristiano sarà anche buono, ma stanno danneggiando le famiglie e la nostra cultura. Attualmente stanno tentando di sopraffarci sul modo in cui si celebra la messa".

I fedeli cattolici "tradizionali" accusano il Cammino di far tira e molla con gli insegnamenti della Chiesa e le pratiche liturgiche.

T. Palacios, critico verso il Cammino, afferma che il Cammino ha cambiato gli orari delle messe della sua parrocchia, anche quelli della messa in dialetto Chamoru. Nonostante lui abbia contribuito a raccogliere 36mila dollari per rinnovare la cappella di sant'Anna, non si sente più a suo agio nella propria stessa parrocchia [ndt: ormai neocatecumenalizzata, a spese dei cattolici]. "La gente di Agat ora se ne va a messa in altre parrocchie, a Santa Rita o a Piti, a causa dei neocatecumenali. Non sono contrario ai neocatecumenali (ho parenti e amici in quel gruppo), ma non accetto che il Cammino stia tentando di dividere la Chiesa".

Nonostante le critiche, i devoti membri del Cammino restano orgogliosi della propria comunità. "Il Cammino mi dà qualcosa di consistente e strutturato. Certa gente può aver lasciato il Cammino perché trovavano difficile esservi coerenti", dice una neocatecumenale che però chiede di restare anonima. "Non è una setta, nessuno mi ha obbligato a entrare, posso lasciare quando voglio. La gente lascia il Cammino di propria volontà, noi non scacciamo nessuno tranne nel caso che sia un pedofilo o molestatore sessuale. Non siamo un'organizzazione malvagia. È una comunità per coloro che condividono il credere in Dio e nelle Scritture. Noi studiamo le Scritture e condividiamo le nostre storie".

È devota alla sua fede nonostante la sfiducia che molti provano verso il Cammino. "Chi non ci conosce, ci giudica. La gente dice che stiamo coprendo Apuron ma il Cammino c'è stato qui da prima di lui. Non so niente di Apuron [ndt: condannato anche dal Papa, in via definitiva, nel marzo 2018, oltre un anno prima di quest'intervista], il fatto che sia nel Cammino è affar suo, io non posso giudicarlo".

Sul fatto che il Cammino starebbe perdendo membri, ci spiega: "Certa gente fa cose sbagliate e non vuol saperne che deve cambiare. Quello che vien detto è confidenziale, nessuno dovrebbe parlarne fuori dalla comunità, sarebbe peccato". Mette quindi sullo stesso piano gli incontri del Cammino con quelli della Confraternita della Dottrina Cristiana (lezioni per adulti). "Sono sempre andata a messa, conosco Dio, Gesù e la Trinità. Avevo bisogno di stare insieme agli altri, è solo così che ho appreso più in profondità la mia fede e la religione. Siamo tutti su percorsi diversi, nelle nostre vite, così potremmo non essere sempre sulla stessa lunghezza d'onda. Per capire veramente l'essenza del Cammino bisogna stare nel Cammino".

Un'altra neocatecumenale da Sinajana dice di essere grata al Cammino per il proprio risveglio spirituale. "Stavo cercando me stessa da un po' di tempo, il Cammino mi ha aiutato a portare la pace dentro me stessa e nella mia fede personale. Anche se investiamo ore ed ore nelle preparazioni e nelle liturgie, ascoltare la parola mi ha dato obiettivi in tutti i percorsi della vita. Non importa quanto tempo sono stata lontana dalla fede, quella comunità per me è una famiglia e non mi lascia mai. Desidero che i miei fratelli e sorelle rinforzino e confermino le mie convinzioni".

Non nutre rancori verso gli ex membri del Cammino, indipendentemente dal percorso che hanno scelto. "Quando la gente lascia il Cammino è perché ci sono problemi con la famiglia e gli amici che non capiscono il Cammino, che non sono d'accordo su quanto tempo si spenda per il Cammino lontani da casa a leggere la Bibbia e la parola di Dio. Padre Gus ammira le ore che il Cammino spende per il Signore, perché molti cattolici non spendono nemmeno un'ora a settimana per la messa".

sabato 23 luglio 2022

Gennarini ai giovani: perché con il mutuo sulla casa si fa il "dito medio" al demonio

Cari "osservatori" nonché cristianucci della domenicuccia, il Tg2 ha trasmesso un servizio sul pellegrinaggio delle comunità neocatecumenali USA in terra santa, la RAI ci elogia, ci magnifica, ci esalta, questa si che e' informazione seria, altro che le scempiaggini che si leggono su questo ridicolo blog.

"Brader, de large ambrella
you mei hev to clos dem"
(noi però li teniamo aperti)
Questo il commento che un neocatecumenale ha ritenuto di lasciare sul nostro blog.

Immaginiamo che la RAI non sia andata ad ascoltare il discorso fatto ai giovani in un improbabile inglese da Giuseppe Gennarini, responsabile di nazione per il Cammino neocatecumenale per gli Stati Uniti (e responsabile principale anche del tentativo di captazione della Yona property nella diocesi di Guam per farne un Seminario neocatecumenale,  di cui si possono leggere fatti e misfatti su diversi blog dei residenti dell'isola) il 19 luglio 2022, al termine di un pellegrinaggio "vocazionale" dei giovani neocatecumenali statunitensi in Terra Santa.

Noi purtroppo  sì, e ve ne riportiamo la parte iniziale, assicurando però che anche il prosieguo non è da meno.

Innanzitutto un'osservazione generale: nè i Gennarini nè altri dinosauri del Cammino hanno un minimo di carisma per poter "reggere" ad una kermesse del genere senza risultare ridicoli e inadeguati.

Dopo Kiko, il diluvio...soprattutto perché l'iniziatore del Cammino non ha mai lavorato per attirare a sé persone con qualità in grado di mantenere la leadership di un grande movimento  cattolico, anzi, ha operato attivamente per allontanarle (vedi la nota vicenda che ha coinvolto il presbitero romano don Fabio Rosini).

Passiamo al discorso di Gennarini rivolto alle migliaia di giovani americani assiepati davanti alla Domus Galilaeae, edificio costruito sul lago di Genezareth considerato da Kiko Argüello un vero e proprio "nuevo  Vaticano".
Ne riproporremo le prime battute, lasciando a chi vuole approfondire la visione del video ancora disponibile in rete. Vi preavvisiamo che non è per gli stomaci deboli.
Ed ecco l'esordio del catechista responsabile per gli Stati Uniti del Cammino neocatecumenale.

"Il fatto che siete qui è un miracolo. Abbiamo visto delle comunità a ottobre e ci hanno chiesto che i loro figli, cioè  voi, facessero un'esperienza in Terra Santa. Allora c'erano ancora richieste di vaccinazioni, PCR... e quindi noi abbiamo detto: se tutte le limitazioni  cadono, faremo il pellegrinaggio. E infatti sono cadute! (applauso).
È un miracolo anche perché  venire qui costa un sacco di soldi e la gente pensa, specialmente i preti e i vescovi: ah il Cammino ha un sacco di soldi! Ricordo uno con 12 figli che andava a pulire gli uffici di notte...
No, il miracolo è  che vi siete fatti il culo per guadagnarvi i soldi, e molti genitori hanno fatto un mutuo sulla casa per mandarvi qui...so di diversi che l'hanno fatto"


A parte il solito miracolismo neocatecumenale: i preti e i vescovi pensano il Cammino ha un sacco di soldi? E chi glielo ha fatto pensare se non il Cammino stesso "acquistandoli", per esempio, con i proventi della vendita dei beni del secondo passaggio?

In secondo luogo: hanno indotto famiglie povere o comunque in difficoltà e cariche di figli a fare un mutuo sulla casa per poterli  mandare in pellegrinaggio in Terra Santa (principalmente a fare i balletti ovunque, anche nei luoghi sacri, per farsi riconoscere come neocatecumenali, viste le immagini e i video)? E lo chiamano "miracolo"?
Gennarini ne conosce "alcuni" addirittura, e non si vergogna di averli indotti a questo passo per puro capriccio? Addirittura un padre di famiglia con 12 figli che lavora di notte per sbarcare il lunario!

Esclama poi Gennarini:

"È  un miracolo! Abbiamo bruciato tutti questi soldi e abbiamo fatto il dito medio al demonio! Giusto? Disprezzare i soldi è una cosa fondamentale. Nel secondo scrutinio  noi siamo invitati a disprezzare il danaro. Mai prendere una decisione per soldi, mai. La decisione si prende se è  nella volontà  di Dio. Se è  nella volontà di Dio, Lui ti aiuterà. Mai prendere una decisione perché hai i soldi o no. In questo senso questa è una vittoria sul demonio".

In questo caso l'insana decisione di bruciare tutti i propri risparmi e riempirsi di debiti mettendo a rischio il proprio futuro e la propria casa è stata presa per compiere la volontà di Dio o non piuttosto per soddisfare la mania di protagonismo di certi catechistoni del Cammino? Che ne è  stato della temperanza, virtù morale che rende capaci di equilibrio nell'uso dei beni? E cosa ne è del dovere di stato per il quali un padre, una madre di famiglia sono chiamati ad usare del danaro e delle proprietà per provvedere anzitutto a se stessi e ai propri cari per il presente e per il futuro?

È molto opportuno il richiamo al secondo scrutinio, versione non corretta: quella in cui si pretende che gli adepti vendano la casa per dimostrare a Kiko e catechisti di non essere schiavi di Mammona. Ecco perché gli iniziatori non hanno mai pubblicizzato alcuna correzione di sostanza dei mamotreti: perché certe porcherie devono continuare a girare per poter rispuntare fuori ed essere utilizzate al momento opportuno.

Non solo: i debiti le famiglie li hanno dovuti accumulare per poi trovarsi a fronteggiare il fatto che il figlio, preso dall'emozione del momento, con il cervello in ebollizione dopo ore di attesa sulla spianata della Domus Galilaeae, e senza per nulla riflettere, si è  magari "alzato" insieme a tanti coetanei per andare in seminario o in convento. E quindi li aspetta un periodo di crisi, che per molti si conclude con una veloce rinuncia, ma per altri prelude ad un periodo di pesanti riunioni vocazionali, catechesi su catechesi che, invece che chiarire quale sia la loro vera chiamata, li espone a dover dare soddisfazione  alle aspettative altrui.

Senza contare il messaggio totalmente pessimista e disfattista inoculato a grandi dosi nel prosieguo della "catechesi" gennarinica: il Grande Reset (di cui parlava anche don Pezzi) incombe, una nuova ideologia totalitaria profetizzata da Klaus Schwab schiavizzerà tutti obbligando a connettersi alla rete togliendo a ciascuno ogni residuo di dignità (ops, questo la RAI e i suoi fact checkers non devono averlo colto, se no, altroché lodi ed esaltazioni!).

È una bella lotta, fra la vergine
dell Apocalisse e la vergine di ferro...
Ai giovani viene tolto ogni speranza di riscatto umano:
"Qualcuno dice: combatteremo! Tu pensi che la politica cambi qualcosa? Destra o sinistra, Trump o Biden non cambieranno nulla..."

E naturalmente viene promesso loro un intervento divino "ex machina", basta che si assoggettino come agnelli, senza far balenare mai il fatto che la salvezza viene da loro, dalla loro buona volontà, dall'impegno, dal saper lavorare per un mondo migliore: tutto ciò  con l'aiuto della grazia di Dio...

Tutte sciocchezze, invece, per l'oratore, che liquida così l'intera dottrina sociale della Chiesa e il testamento spirituale lasciato ai giovani da San Giovanni Paolo II

Ricordate l'ordine imperioso di Carmen di abbandonare i bambini nei fossi, perché non spetta al cristiano di operare per il bene del prossimo? Con questi discorsi, si impone ai giovani di abbandonare anche se stessi, al flusso di un male inarrestabile. 

Poi sostengono che il demonio agisce tramite la paura? E non gli viene il dubbio che spargere  il terrore, il disinteresse per la vita civile, l'indifferentismo e il qualunquismo equivale ad avvelenare le fonti da cui questi giovani devono imparare a  saper bere, con il giusto discernimento?

Eh sì, loro fanno "il dito medio" al demonio imponendo il tracollo economico alle famiglie per un costosissimo pellegrinaggio in Israele.  Questo il loro grande rimedio.

giovedì 28 gennaio 2021

Lo spretato presbikiko Cristobal

Sugli scandali neocatecumenali nella diocesi di Agaña (isola di Guàm) trovate un riassunto nell'articolo Una ferrovia sotterranea neocatecumenale per i predatori sessuali.

Qui sotto commentiamo alcune parti dei recenti articoli di Jungle Watch sul "caso Cristobal", quel presbikiko (oggi spretato, in contumacia perché era latitante da anni) che all'epoca era stato il braccio destro del vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron (quello condannato dalla Santa Sede per molestie sessuali su minori).

Tale Cristobal, esemplare "fratello del Cammino", fedelissimo a Kiko ed ex pretendente al trono di Apuron, si era distinto non solo per un'interminabile quantità di ingiustizie ai danni dei fedeli e della Chiesa, ma anche per abusi sessuali («...non è mai stato molto sveglio, ma ciò che gli mancava nell'intelligenza l'ha compensato con la sua cattiveria... Omosessuale, schiavo della pornografia, con una forte attrazione al denaro e al potere: caratteri che possono essere trovati in tanti individui ma, nel suo caso, tutte le motivazioni per il suo piacere erano nel bisogno di controllare gli altri, ferirli, ed affermare il suo potere. Adrian ha tutte le caratteristiche di un sadico profondamente radicato. Gode nell'infliggere dolore alle persone, sia fisico che psicologico...»). Ci interessiamo al suo caso per capire fino a quale punto porta la fervida appartenenza al Cammino e la genuina dedizione al verbo di Kiko.

Ricordiamo che ancora il 1° agosto 2016 Kiko davanti ai suoi adoratori di Guam ancora aveva la faccia tosta [youtube] di comandare di pregare per il vescovo pedofilo neocat e «per tutta la persecuzione».


The Cristobal file. 2013-2016

In qualità di presbikiko il soggetto ha a cuore esclusivamente il Cammino, in nome del quale è persino disposto a mentire e ingannare - alla faccia dell'ordinazione sacerdotale.

Cominciamo perciò la breve carrellata partendo da quella volta in cui, nel 2013, già cancelliere di Curia a Guam, inviò ai media locali una serqua di menzogne contro un sacerdote cattolico allo scopo di rimuoverlo dall'incarico di parroco, in modo da assegnare la popolosa parrocchia ad un presbikiko. Sono i soliti metodi mafiosi neocatecumenali: quel parroco viene convocato in curia senza spiegazioni, e mentre è per strada gli scagnozzi neocatecumenali vanno in parrocchia e in canonica a cambiare le serrature. Un sacerdote amato e rispettato viene letteralmente sbattuto in strada dai kikos. Ovviamente in curia subisce accuse infondate e la cricca di neocatecumenali gli revoca l'incarico di parroco.

Sempre nel 2013 il Cristobal tenta di convincere un aspirante seminarista ad entrare nel seminario Redemkikos Mater perché la diocesi "non ha soldi" per mandarlo in un seminario normale. Il giovane aspirante trova qualcuno che lo sosterrebbe economicamente, e a questo punto il Cristobal cambia versione e gli nega il permesso di entrare in seminario. (Avete capito cosa succede quando una diocesi è neocatecumenalizzata? si sputa sulle vocazioni che non adorano l'idolo Kiko)

Nel 2014 salta fuori che i candidati al diaconato permanente erano stati letteralmente obbligati a entrare nel Cammino per poter proseguire la propria formazione. Il Cristobal tira fuori la scusa che i soggetti avrebbero solo partecipato a delle "catechesi", ma viene smentito dai diretti interessati. (Chiaro? quando gente del Cammino è ai posti di comando, o entri nella setta o ti viene cancellata ogni possibilità; e mentiranno pur di promuovere il Cammino, convinti che mentire è volontà di Dio - del dio Kiko, s'intende)

Ancora nel 2014 scoppia lo scandalo di un prete di Los Angeles stranamente incardinato a Guam (e dunque a libro paga a spese dei cattolici) nonostante avesse un passato di abusi sessuali sui minori. Quando la curia è neocatecumenalizzata, stranamente vengono accolti abusatori sessuali da tutte le parti; salvo poi rimuoverlo subito da ogni incarico solo per accontentare i media. (Neocatecumenalismo: nascondere la polvere sotto il tappeto... ed evitare di rispondere alla semplice domanda: "perché?")

Pochi giorni dopo viene silurato un altro sacerdote, il parroco della cattedrale, con la solita serie di menzogne neocatecumenali, e impedendogli di rispondere alle accuse. Alla cattedrale Apuron e Cristobal assegneranno subito un presbikiko. Il museo della cattedrale viene "temporaneamente" chiuso e mai più riaperto; il personale di servizio è rimpiazzato da fratelli del Cammino. La faccenda arriva sui media e Cristobal promette un imminente incontro del vescovo col clero per i chiarimenti: incontro mai avvenuto (I capicosca neocat danno solo ordini, non danno mai spiegazioni, e spazzano via chiunque non sia loro gradito)

A fine 2014 un laico che sta per scoperchiare il passato di abusi sessuali del vescovo pedofilo neocatecumenale, riceve finalmente udienza da... un diacono permanente che afferma che non ci sarebbero stati mai abusi. Nel frattempo un altro diacono che aveva dato sostegno al gruppo Concerned Catholics of Guam (CCOG) viene minacciato di censura ecclesiastica dalla curia neocatecumenalizzata, e ovviamente il Cristobal va sui media a negarlo, prontamente smentito dal diretto interessato. (Vedete? Per i fedelissimi del Cammino mentire e ingannare sono azioni sante, qualora utili a preservare il prestigio della setta)

A gennaio 2015 il Cristobal impedisce al CCOG di incontrare i Visitatori apostolici dalla Santa Sede. (Non sia mai che un gruppo non favorevole al Cammino possa dire la sua alle autorità ecclesiali)

"Dio ce l'ha data,
e nessuno ha il diritto
di togliercela!
"

Qualche giorno dopo sparge altre panzane sui media accusando il precedente Consiglio Affari Economici della diocesi di voler vendere la 

Yona property dove aveva sede il seminario Redemkikos Mater di Guam (definitivamente soppresso). In realtà i membri del Consiglio erano contrari a fare qualsiasi operazione su quell'immobile multimilionario (motivo per cui il vescovo neocatecumenale li licenziò tutti e li sostituì con membri del Cammino), ma fin dal 2011 i neocatecumenali avevano architettato un piano per sottrarlo alla diocesi e regalarlo al Cammino (nelle persone di Gennarini-Gennarini-Pochetti). Fra le panzane neocatecumenali (tra cui l'idea che il benefattore della Yona Property avrebbe voluto esplicitamente un seminario Redemkikos Mater), afferma pure che il seminario Redemkikos Mater formerebbe preti per tutta la Chiesa (in realtà nello statuto di tali seminari c'è scritto chiaro e tondo che la formazione è per le esigenze del Cammino).

A questo punto vorremmo avere pietà dello spretato e fermarci. Il problema è che gli strascichi del male da lui compiuto sono ancora ferite aperte, ingiustizie ancora non sanate e compiute in nome di Kiko e del Cammino e contro la Chiesa e i cattolici. E siamo piuttosto certi che una volta spretato, anziché cercarsi un lavoro e ravvedersi, sarà rimasto al soldo del kikismo-carmenismo, celebrando come se fosse ancora prete, tutto spesato dalle comunità del Cammino (pensateci, gente, quando i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali chiedono soldi per l'Evangelizzazione, per le Missioni, per le Decime... stanno letteralmente pagando la bella vita a degli abusatori sessuali impenitenti, a dei professionisti della menzogna, a gente che blatera invano il tre volte santo nome di Nostro Signore solo allo scopo di coprire le proprie comode porcherie!)

E invece dovremmo continuare, traducendo magari la sua carriera di menzogne utili al Cammino e alle malefatte del vescovo pedofilo neocatecumenale, come ad esempio nel caso del pretino neocat arrestato dalla polizia mentre si era imboscato con una minorenne neocatecumenale (il Cristobal proclamò che 'sto tizio stava facendo un percorso di recupero e invece spunta fuori che era stato comodamente trasferito da un vescovo amicone del Cammino a fare la volpe nel pollaio). Oppure il qualificare «maliziose e calunniose» le accuse mosse dalle vittime del vescovo pedofilo neocatecumenale - accuse a cui la Santa Sede porgerà orecchio condannando Apuron - e chiunque fosse visto come un ostacolo al Cammino (come il diacono permanente che era già stato minacciato di censura ecclesiastica), e addirittura a firmare un decreto per vietare l'esistenza della CCOG. Oppure quando diceva a un futuro sacerdote che lì in diocesi non c'era più bisogno del sacerdozio diocesano ma solo di quello del Cammino. O di quella volta che si lamentò che la diocesi non lo pagava abbastanza...

Su Jungle Watch troverete una vasta quantità di materiale sul soggetto. Che, ricordiamolo, aspirava a diventare il successore di Apuron e magari aveva già l'assenso dei vari Gennarini e Argüello.

Concludiamo la carrellata ricordando come lui e un altro presbikiko spedirono a maggio 2016 un comunicato ai media, impersonando la Curia diocesana, per distribuire diffamazioni e calunnie ai danni di chi aveva gettato luce sulle porcate dei kikos a Guam (articolo utilissimo da leggere, per tutte le volte che qualcuno si lamenta che su questo blog raccomandiamo caldamente l'uso di uno pseudonimo e di metterci il nome e la faccia solo nelle denunce fatte alle autorità ecclesiastiche e civili).

Ci si permetta qui di pensare per un attimo alla normale vita di un sacerdote cattolico, costellata di Messe, breviario, Parola, confessioni... tutte cose che gli ricordano drammaticamente la giustizia di Dio e la necessità di ravvedersi. Dunque, quanto c'era di cattolico e di sacerdotale nelle parole e opere di quel sullodato fratello presbikiko?



La battaglia è appena cominciata

Infatti il blog Jungle Watch, specialmente per le pagine pubblicate fra il 2013 e il 2016, ha fatto perdere al Cristobal e ai suoi bolscevichi neocatecumenali il controllo dell'arcidiocesi di Agaña (ricordiamoci che gli adepti della setta di Kiko sono terribilmente vendicativi). Pur di screditare Tim Rohr, i neocatecumenali hanno messo in giro grosse calunnie sul suo conto, su carta intestata della Curia diocesana - calunnie ripetute a pappagallo perfino dai pasqualoni italiani, come se fosse un ordine di scuderia internazionale - calibrate anche per rovinargli lavoro e famiglia (niente male per dei sedicenti "riscopritori del battesimo" che "amano i propri nemici" e fanno come "i primi cristiani delle origini delle prime comunità cristiane delle origini cristiane").

martedì 23 aprile 2019

Il salvataggio di Apuron... il resto della storia (per ora)

Nostra traduzione di un articolo di Tim Rohr pubblicato su Jungle Watch il 13 aprile 2019.


In un'intervista concessa durante il volo da Dublino a Roma, il 26 agosto 2018, papa Francesco spiegò la sua decisione di occuparsi personalmente dell'appello interposto da Apuron, dicendo: “È un caso complicato, da una parte, ma non difficile, perché le evidenze sono chiarissime”.

Visti tutti i problemi che abbiamo avuto nel far almeno notare a Roma la questione, più tutte le trappole e i depistaggi, le negazioni, le minacce di azioni legali contro chi si esponeva, l'alzare il sipario sul ruolo del cardinal Filoni nel volerci disorientare, più quella sentenza molto vaga che non precisava i crimini per cui era stato condannato Apuron, più la minaccia dello stesso Apuron di scagionarsi in appello "screditando i testimoni" (a cominciare dal sottoscritto - credevate forse che non lo sapessi?), abbiamo avuto ogni ragione di chiedere E ADESSO? quando il Papa, nel prendersi carico dell'appello di Apuron, ha deciso di scavalcare il tribunale per poi caratterizzare il caso sia come «non difficile», sia come «complicato».

Quindi c'era stato il fatto che Apuron si era fatto forte della vaghezza della sentenza che diceva che era stato trovato colpevole di "alcune delle accuse", col sottinteso che le principali accuse - l'abuso sessuale su minori - non era tra le "certe accuse", al punto di dire, quando ha interposto appello: "mi solleva il fatto che il Tribunale ha rigettato la maggioranza delle accuse contro di me".

Chi ha condotto con noi questa battaglia fin dagli inizi, sapeva benissimo cosa stava succedendo.

Tutto va visto attraverso la lente della gerarchia del Cammino Neocatecumenale. Non parlo qui dell'esperienza personale di tanti fratelli del Cammino: parlo invece di quei boss del Cammino e del loro potere da parassiti, che usano il Cammino come un cavallo di Troia nella Chiesa per estrarre potere e denaro.

Per capire quanto siano potenti quei boss parassiti basterebbe anche soltanto leggere la sordida storia di come la gerarchia neocatecumenale aveva arraffato la Yona Property, cioè l'immobile più grande della nostra arcidiocesi, col pretesto di realizzarvi un seminario, e di come aveva nascosto per interi anni la transazione (per un assaggio, leggete l'articolo Certificate of Title Fiasco - dove quei cattivi soggetti sono stati capaci di intrallazzare e farsi strada perfino nel governo di Guam - e l'articolo The Ultimate Treachery - di quando hanno provato a corrompere la superiora delle Carmelitane).

Così, quando papa Francesco disse che avrebbe preso personalmente in carico l'appello di Apuron, scavalcando il tribunale Vaticano, e quindi detto che il caso era sia «non difficile» (poiché «le evidenze sono chiarissime»), sia «complicato», abbiamo capito subito cosa bolliva in pentola: quegli stessi parassiti erano alacremente al lavoro a Roma per salvare Apuron - NON per aver cura di lui, e nemmeno per salvaguardare il Cammino, ma solo perché avevano a cuore il proprio potere.

Per almeno cominciare a capire questo pasticcio uno dovrebbe prima rendersi conto che Apuron era il vescovo-mascotte del Cammino. Apuron era l'unico vescovo del mondo noto per essere un "fratello di comunità", proprio un membro di una comunità neocatecumenale. E qui a Guam, a cominciare dall'infame pubblica denigrazione nel 2006 di una direttiva vaticana (ed in particolare il suo sfidare in diretta la legittima autorità di un cardinale prefetto), capimmo benissimo che Apuron era POSSEDUTO dai suoi potenti boss neocatecumenali, e che erano loro, non il Papa, ad essere i suoi superiori.

È ben chiaro che quei boss non avevano previsto che le cose si sarebbero evolute così tanto. All'inizio c'era solo quel chiassoso blog Jungle Watch che continuava a non tacere. Ma nel loro tentativo di azzittirlo hanno commesso un grosso errore. Infatti, se c'è una cosa a cui va il maggior credito per la caduta di Apuron, è stata quel diluvio di odio e minacce, per lo più da commentatori anonimi (in circa 70.000 commenti). Quei commenti hanno indotto la gente a continuare a osservare tale "guerra", ed ogni connessione al blog aumentava un contatore visite, ed ogni visita in più era un ulteriore colpo a quel "cuore rivelatore" sepolto sotto il piano della curia di Apuron.

Quando quel contatore ha superato il milione e la lista delle provenienze cominciava a registrare pressoché qualsiasi nazione del mondo, anche la stampa ha cominciato ad accorgersene. Ma c'è stato un fatto più importante. Dall'altra parte del Pacifico [ndt: cioè in USA] un certo J. Toves ha cominciato ad accorgersene. E  Toves sapeva qualcosa di cui eravamo all'oscuro: il caso degli "AGAT BOYS" [ndt: i chierichetti della parrocchia di Agat a Guam]. Il resto della storia lo conoscete. A quel punto si scatenò l'inferno.

Infatti Apuron aveva previsto bene ciò che stava per succedere. Per decenni era stato abbastanza sicuro che i suoi segreti sarebbero rimasti tali. Ma quel blog gli presentava un problema che fino a quel momento lui era stato in grado di tenere sotto controllo: certa gente comincia a vuotare il sacco, e più esattamente si permette di farlo grazie all'anonimato (cioè senza conseguenze), e lo fa in un posto osservabile da tutto il mondo. Ad un certo punto Apuron sapeva che era solo questione di tempo, prima che qualcuno di quei ragazzini - che lui aveva da tanto tempo sepolto sotto la sporcizia del suo potere - si sarebbe svegliato dal sonno della vergogna e del dolore e avrebbe cominciato a parlare. E così avvenne.

Questo è il motivo per cui Apuron corse a Roma a ottobre 2013 per tentare di mettermi a tacere. Ricordo ancora come fui divertito nel ricevere quella lettera dal cardinale Edwin O'Brien, Gran Maestro dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, minacciandomi per farmi "desistere" dal seguire il caso Apuron.

Anzitutto era ovvio che O'Brien non aveva scritto personalmente la lettera. In secondo luogo, era ovvio che l'autore di quella lettera non aveva l'inglese come madrelingua. Inoltre era semplicemente ovvio che O'Brien non aveva neppure letto la lettera, altrimenti avrebbe almeno corretto gli errori grammaticali. Per di più era abbastanza chiaro che Apuron o i suoi complici avevano approcciato O'Brien per mettermi a tacere, perché è altamente improbabile che un potente cardinale vaticano spenda le sue serate a bere vino e a leggere Jungle Watch - che all'epoca aveva meno di 50.000 visite.

Solo quando Toves entrò in scena cominciai a mettere insieme i pezzi del mosaico. Apuron sapeva che la crescente attenzione a quel blog, e la sua disponibilità a pubblicare commenti anonimi, avrebbe rapidamente attratto l'attenzione su qualcosa che lui aveva sempre soffocato nella buia cella della sua storia personale - anche se lui (e lui solo) non avrebbe mai potuto completamente silenziare quel secco battere del "cuore rivelatore". Perciò ci fu la sua corsa a Roma e il tentativo (suo e di O'Brien) di costringermi al silenzio.

(Comunque la storia diventa anche più scoppiettante quando in seguito allo scandalo McCarrick, l'arcivescovo Viganò nella sua lettera di agosto 2018 fa il nome di O'Brien tra i prelati scovati nella cricca omosessuale che alligna in Vaticano. Ma per ora questa storia ve la risparmio.)

Dunque, coi pochi indizi sopra menzionati, uno può già cominciare a capire cosa intendeva il Papa quando ha detto che il caso Apuron era "complicato". Cosa fosse complicato per il Papa, non riguardava se Apuron fosse colpevole o no. Il Papa aveva già detto che "le evidenze sono chiarissime" sul caso. Ciò che era complicato era il modo in cui avrebbe dovuto navigare attraverso quella stessa slealtà che avevamo assaggiato noi qui nel ground zero di Guam in tanti anni.

L'ordine di marcia di papa Francesco pareva chiaro: avrebbe scagionato Apuron. Lo sappiamo perché gli intermediari che hanno ordinato al Papa di fare questo erano le stesse menti che avevano scritto per conto di Apuron la lettera di appello in cui Apuron aggressivamente proclama che sarebbe stato scagionato durante l'appello. I gestori di Apuron non lo avrebbero scritto e dichiarato così pubblicamente se non avessero avuto rassicurazioni che Apuron sarebbe stato scagionato presto. Avevano certamente le loro garanzie (molto probabilmente dal "papa rosso" [ndt: il cardinal Filoni]).

A questo punto diventava chiaro che non era più un discorso di "potenti boss del Cammino che vogliono salvare Apuron", ma al contrario era Apuron che doveva salvare il potere dei suoi boss neocatecumenali. Dato che Apuron era sempre stato tanto celebrato nelle comunità del Cammino, la devastante caduta dal suo glorioso posto, specialmente in qualità di primo vescovo dei tempi moderni ad essere riconosciuto colpevole da un tribunale vaticano, avrebbe talmente danneggiato il Cammino (cioè compromesso i suoi incassi - i "sacchi neri della spazzatura")  che sarebbe affondato insieme ad Apuron tra le fiamme.

Precisiamo qui che non stiamo parlando dei neocatecumenali "sul terreno" - il proselitismo e le comunità e l'attivismo - ma stiamo parlando dei capi del cavallo di Troia, quei potenti boss che guidano tale cavallo sotto il pretesto della "nuova evangelizzazione" e che hanno portato i loro tentacoli nelle stanze della ricchezza e del potere in quasi ogni angolo del globo.

Questo sarà un argomento di un altra pagina, ma sappiate che perfino i sinistri boss neocatecumenali sono marionette di un potere più alto poiché, alla radice, la teologia di Kiko è (come spiegò il vescovo Schneider) "un'eresia Protestante-Ebraica". E l'eresia ha solo un Autore: colui che disse "non morirete affatto!" [Genesi 3,4].

Apuron era già a buon punto sulla sua strada dell'essere scagionato, o almeno a ricevere la copertura sotto l'ambiguo termine "certe accuse", cosicché il mondo - e specialmente il mondo neocatecumenale -, avrebbe potuto pensare che l'intera storia riguardava solo qualche cattiva amministrazione, e che Apuron (secondo la sua versione) era vittima di un malvagio agente immobiliare (il sottoscritto) in presunta combutta con un gestore cinese di giochi d'azzardo (bah!).

Ma a quel punto capitò il caso McCarrick.

McCarrick, da arcivescovo di Washington D.C., aveva cavalcato il mondo cattolico americano per tanti anni e, una volta ritiratosi - sappiamo come -, aveva allungato i suoi tentacoli fino alle stanze del potere romano più alte e, specificamente, con papa Francesco, era diventato la figura che portava all'elezione di vescovi, dirigendo Francesco (o i suoi collaboratori, come abbiamo letto) a scegliere quale dei propri compagni (pensate a un Cupich) andava eletto arcivescovo e cardinale di certe ricche e potenti diocesi americane.

La storia di McCarrick è stata troppo sordida per essere ignorata da Francesco, e mentre il mondo intero lo guardava male per il caso McCarrick, le opzioni di Francesco per aiutare i neocatecumenali (attraverso Filoni) a salvare Apuron si sono rapidamente volatilizzate. Il Papa non avrebbe potuto scagionare molto facilmente il primo vescovo condannato da un tribunale vaticano guidato da uno dei cardinali più conosciuti e affidabili (Burke), anche se Apuron era uno sconosciuto da un posto di cui nel resto del mondo si sa poco, mentre la faccenda McCarrick gli pendeva sopra la testa. Pertanto Apuron era spacciato.

Ma non è tutto.

Ricordiamoci che questa storia non è del Cammino che salva Apuron: questa storia è di Apuron che salva il Cammino... mediante il salvare Apuron, anche se le  menzogne devono diventare sempre più grandi. Per questo c'è stata quella risposta [innocentista] di Apuron al fatto che persino il Papa lo riconosce colpevole in appello. Come sappiamo, Apuron (cioè i suoi burattinai) continua a sostenere la propria innocenza spacciandosi per vittima di un complotto ben calcolato (ma conosco esattamente l'obiettivo di ciò).

Sì, "le evidenze sono chiarissime", ma il caso è "complicato". E ora sapete perché. E presto verrà il giorno in cui saprete "il resto della storia".

(Tim Rohr, da Jungle Watch)

giovedì 31 agosto 2017

"Hanno tradito la mia fiducia": vescovo licenzia quattro presbiteri neocat per insubordinazione

I "presbiteri" neocatecumenali scavalcano senza scrupoli il vescovo tutte le volte che c'è in ballo qualche interesse del Cammino, anche il più lercio e micragnoso. Ecco qui sotto l'ennesimo esempio da Guam (dove, fra parentesi, abbiamo un altro esempio: il cosiddetto "catechista" neocatecumenale ufficiale non è quello indicato nell'annuario diocesano...).

Qui sotto, nostra traduzione di alcune parti di un articolo di Haidee V. Eugenio del Pacific Daily News.


L'arcivescovo Michael Judes Byrnes ha recentemente rimosso quattro membri del clero dal suo team di consiglieri, rimozione dovuta all'insubordinazione, all'attacco alla sua autorità e al tradimento della sua fiducia.

Tutti e quattro i membri rimossi [dal Consiglio Presbiterale] sono affiliati al Cammino Neocatecumenale, le cui pratiche sono solitamente in contrasto con quelle della comunità cattolica tradizionale dell'isola [di Guam].

Il problema è nato per una lettera che hanno inviato lo scorso giugno ad un officiale Vaticano, anche lui affiliato col Cammino Neocatecumenale, anziché parlarne con Byrnes.

[...]

A norma del Diritto Canonico, il Consiglio Presbiterale è un gruppo di sacerdoti che agisce come un senato del Vescovo e lo assiste nel governo della diocesi secondo le norme di legge per promuovere una buona pastorale.

«Come già discusso, la vostra affiliazione al Consiglio Presbiterale è stata annullata a causa della vostra insubordinazione», ha scritto Byrnes nella sua lettera, una copia della quale è giunta in nostro possesso martedì scorso. «Nel caso specifico, scrivendo direttamente a sua eminenza Ferdinando card. Filoni lo scorso 27 giugno 2017, anziché discutere propriamente con me delle vostre preoccupazioni, avete sfidato la mia autorità e tradito la mia fiducia».

[...]

T. Diaz, direttore delle comunicazioni dell'Arcidiocesi di Agaña, ha confermato mercoledì scorso che l'arcivescovo ha rimosso i quattro dal Consiglio Presbiterale lo scorso luglio. «Non sono più membri del Consiglio Presbiterale», ha detto, aggiungendo che l'arcidiocesi non avrebbe dato commenti sulle ragioni specifiche della revoca dei loro incarichi.

[...]

D. Sablan, presidente del Concerned Catholics of Guam, giovedì scorso ha detto che il Vescovo ha tutto il diritto di rimuovere membri del suo stesso gruppo di consiglieri qualora attacchino la sua autorità sulla chiesa a Guam.

Ha aggiunto che i quattro hanno essenzialmente pugnalato il vescovo alle spalle e che la lettera dei quattro presbiteri neocatecumenali, sulla base di informazioni in suo possesso, chiedeva a Filoni di impedire a Byrnes e all'Arcidiocesi di vendere la Yona property dove sorge il seminario Redemptoris Mater controllato dal Cammino.


«Questi quattro hanno colpito l'arcivescovo alle spalle. Hanno parlato al card. Filoni di una questione che avrebbero invece dovuto discutere col loro stesso vescovo, Byrnes, e qualora quest'ultimo non fosse stato d'accordo con le loro posizioni avrebbero dovuto rispettare la volontà del vescovo», ha detto.

Come indicato nella lettera di Byrnes, i quattro ex membri avevano scritto a Filoni il 27 giugno. Filoni è prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, che è responsabile per la Chiesa Cattolica per l'impegno missionario nel mondo e le attività relative.

«Filoni è in Vaticano il più forte alleato del Cammino Neocatecumenale, a causa della sua amicizia con uno dei co-fondatori, Kiko Argüello. Ma questo cardinale è andato oltre la sua autorità interferendo negli affari interni dell'Arcidiocesidi Agaña», ha aggiunto Sablan. «Se ricordate bene, il cardinal Filoni l'anno scorso diede ordine di impedire ad alcuni fedeli cattolici di visitare il seminario a Yona, seminario pagato dai cattolici stessi».

L'Arcidiocesi ha annunciato che la Yona property in cui è installato il seminario del Cammino Neocatecumenale è uno dei 41 immobili che la chiesa locale considera non essenziali e che andrebbe venduto per poter pagare i risarcimenti in oltre cento casi di azioni legali contro l'arcidiocesi riguardanti abusi sessuali commessi dal clero.

Sablan ha aggiunto che il Cammino intende mantenere la sua presenza a Guam tenendo le proprie grinfie sul seminario a Yona e addirittura sperando che uno dei suoi membri, l'arcivescovo Anthony S. Apuron, possa tornare a Guam a guidare la diocesi.

Apuron era stato privato dei suoi poteri amministrativi sulla diocesi il 6 giugno 2016, dopo che alcuni ex chierichetti lo avevano pubblicamente accusato di aver sessualmente abusato e stuprato negli anni Settanta. Il processo canonico vaticano contro Apuron è ancora in corso.

Apuron stesso deve affrontare procedimenti civili per presunti stupri e abusi sessuali di bambini, oltre ad una querela per diffamazione e calunnia per aver chiamato bugiardi i suoi accusatori.

I quattro che sono stati rimossi da Byrnes erano stati eletti membri del Consiglio Pastorale a far data dallo scorso 1° giugno.

Byrnes aveva pubblicato una lettera pastorale chiedendo che il Cammino bloccasse per un anno la formazione di nuove comunità, celebrasse la Messa secondo le istruzioni generali e norme di tutta la Chiesa Cattolica, e nominasse un delegato per la revisione dei princìpi pastorali e teologici degli insegnamenti del Cammino.

domenica 11 giugno 2017

Nobili rampolli, nani, ballerine e il gran cerimoniere di Sua Santità

Quando diciamo che avere a che fare coi neocatecumenali genera anche momenti di grande ilarità non scherziamo affatto: pensi di aver visto tutto ma ecco che subito riescono a sorprenderti.

Il nostro amico Lino (che sempre ringraziamo) ci segnala che tale Massimo Guarino, nel suo profilo Facebook (pubblico), ha lanciato un repost di un vecchio articolo del nostro blog: "Il Cammino che ti uccide e ti devasta la famiglia". L'utente dev'essere un nostro lettore, poiché in molti suoi post spuntano diversi articoli tratti dall'Osservatorio, e a leggere i suoi commenti appare chiaro che Massimo non abbia molto in simpatia il Cammino Neocatecumenale (per usare un eufemismo... lo spiego, se no i neocat non la capiscono).

NOTA BENE: Ripetiamo, per i neokiki facinorosi, che il post in questione è pubblico, quindi chiunque può accedervi, e tutti i commenti al post sono altrettanto pubblici, quindi chiunque li può vedere. Dato che i commenti e il post sono pubblici, abbiamo tutto il diritto di commentarli, in quanto chi li ha scritti ha di fatto espresso una vera e propria opinione pubblica, rintracciabile persino dai motori di ricerca.

E dato che chiunque può accedervi, passano appena 12 ore dalla pubblicazione che una torma di neocatecumenale infoiati, senza nemmeno aver letto l'articolo, senza neppure aver dato una timida occhiata al blog, per il solo fatto di aver letto il titolo, si scatenano con la bava alla bocca, le emissioni gassose dalle orecchie e tanti punti esclamativi:
D.C.: A me invece l'ha salvata dallo sfascio. Come la mettiamo?
M.T. quante stronzate! a me ha salvato vita e matrimonio! detto questo, se uno crede in Dio e si dice e ritiene non cattolico non deve andare in chiesa nè cercare aiuto nella Chiesa, tanto meno in un cammino di fede che è uno strumento (santo) nelle mani della stessa CHIESA CATTOLICA...
R.S. Grazie al cammino ho visto la luce!!ero schifisa come uno scarafaggio...Gesù mi ha liberato dalla fossa della morte..
M.S. Il mio matrimonio è salvo grazie al cammino neocatecumenale, io e mio marito abbiamo conosciuto veramente Dio attraverso questo percorso di fede.
Ne faccio parte da 4 anni e sono pienamente felice, faccio tutto nella massima libertà e tutto quello che 
avete scritto sono solo bugie...... ma purtroppo quando c'è qualcosa di buono per la pace e l'unione delle famiglie... ecco che i "diavoletti" escono allo scoperto.
Nell'occasione invito tutti coloro che vogliono conoscere Dio, tutti quelli che pensano di essere nel peccato e che forse non si sentono degni dell'amore Divino....... Cercate le catechesi del cammino neocatecumenale, ascoltatele e scoprirete che il Signore vi Ama così come siete con tutti i vostri peccati
A.A. Il cammino È Famiglia... Mi dispiace dissentire,prima ero immersa nel peccato e a stretto contatto col diavolo,oggi metto di fronte i miei peccati​,li riconosco,e vado con felicità è gioia alle liturgie,che non sono per niente eretiche,ma quanto odio mettete nel criticare....Pace e bene
Chiaro no? Gli adulti nella fede, davanti a un semplicissimo titolo, invece di rispondere nel merito, vomitano insulti e ti sparano in faccia la loro "esperienza concreta" da lavaggio del cervello: "ero schifosa come uno scarafaggio! ero immersa nel peccato!". Insomma: "Il Cammino mi ha salvato! Chi sei tu per giudicare?" e se li contesti sei "un demonio". Carmen ha fatto buona scuola.

C'è poi quell'altra specie di neocat che si stupisce che questo blog sia "ancora vivo": ci spiace per lui, ma non potremmo stare meglio. Il vostro sommo guru sembra che si spenda con infaticabile zelo al fine di procurarci materiale per dimostrare l'assoluta, incontrovertibile natura eretica del Cammino Neocatecumenale! Grazie Kiko, grazie neocat!

Naturalmente i commenti dei neocatecumenali si riempiono di "like", piazzati dai neocatecumenali stessi, perché per loro la vita della Chiesa è come una partita a calcio, e loro sono come gli ultrà, quelli che ti urlano addosso se ti permetti di far notare che il loro idolo è caduto come una peracotta davanti alla porta vuota. A loro non interessa la verità, solo le proprie sensazioni, assurte a pietra di paragone.
M.T. se viene da Dio e dallo Spirito Santo è buono e dà frutti... se non viene da Dio e dallo Spirito Santo la Chiesa non lo avrebbe approvato e non darebbe affatto i frutti che dà (pastorale di evangelizzazione indispensabile ai giorni d'oggi, vocazioni, preti, monache, famiglie in missione, matrimoni e vite salvate)... tutto quello in mezzo (voci, notizie riportate, giudizi avventati o senza conoscere, fila liscio o fila storto... è per di più e viene dl demonio (Satana=separatore) che vuole dividere e distruggere la Chiesa... CIASCUN REGNO DIVISO IN SE STESSO CADE, NON REGGE... (non siamo così stolti da far del male all'unica vera CHIESA CATTOLICA opera di DIO).
L.B. Gli statuti del cammino neocatecumenale sono stati interamente approvati da S Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e buon ultimo Papa Francesco. Fate voi...
Ma ceeeerto! A chi importa che il cammino sia stato invece più volte corretto dai Papi stessi? 
  • Giovanni Paolo II li obbligò a dotarsi di uno statuto, che, per informazione dei neocatekiki NON E' UN PREMIO, ma una regola, una norma dovuta, che il furbo Kiko e la furbissima "santa" Carmen hanno accuratamente evitato per interi decenni, fino a essere costretti dal Papa;
  • Il Cardinal Arinze, per conto di Benedetto XVI, espresse parere negativo alla loro scandalosa - ed eretica - celebrazione eucaristica/convito fraterno, lo stesso Benedetto XVI bloccò la liturgia protestante-giudaica ribadendo le proprie decisioni, poi chiuse il loro seminario abusivo di Takamatsu e istituì una commissione ad hoc per condannarli - la famosa "Feria IV" - e non avrebbe approvato quello schifo di statuto se non fosse stato per l'amicone Rylko;
  • Francesco in due occasioni pubbliche su tre li ha rimproverati in malo modo e ha espresso più volte in via informale le proprie opinioni negative sull'atteggiamento dei neocat (i figli come i conigli, giusto per fare un esempio...)
Ovviamente non poteva mancare il fiume di supposti "frutti": niente da dire invece della devastazione delle anime, delle famiglie distrutte, dei divorzi, degli adulteri, degli abusi e violenze, delle false vocazioni finite in tragedia, delle depressioni, dei suicidi.... di questi nel cammino non si parla mai! Quelli sono i veri frutti del cammino, che schiaccia le persone, ed è tanto vero che gli stessi neocat lo ammettono:
L.B. Carissimo Massimo Guarino il cammino neocatecumenale è abbastanza serio da compiere e a non tutti è dato.... Ma ti garantisco che molti si sono salvati, io come cattolica non mi permetterei mai di parlare male di altri carismi presenti nella chiesa perché credo che l'importante esserci in chiesa.,ma dire che il cammino devasta le famiglie ti chiedo ma sei veramente cattolico???
Già, il cammino è per una élite di salvati, è "abbastanza serio" da compiere, non è una robetta per religiosi naturali, magari pure bambini, che a 9 anni sono diventati santi senza cammino! Come avranno mai fatto!? E se critichi il cammino non sei neppure cattolico...
L.B. D'altronde 2000anni fa anche cristo non è stato riconosciuto come figlio di Dio
La signora L.B. rincara poi la dose del ridicolo: il Cammino sarebbe equivalente di Cristo, il Cammino è "dio" che viene "rifiutato" dalla società.... ah beh... qui siamo già alla necessità di intervento spirituale urgente.

E ovviamente c'è un lungo elenco di indemoniati strepitanti: "Cavolate! Stronzate! come vi permettete! Non dovete diffondere! Tacete!" , e di gente che accusa di "falso": le testimonianze sono tutte vere quando a favore del cammino, se invece sono contro allora eccoli lì tutti a chiedere nome cognome e codice fiscale.... Se il Papa li approva è santo, se un Vescovo li bastona, allora "non fa magistero", è "un faraone". Tutto concorre al bene di coloro che amano Kiko!

Non mancano gli insulti: "analfabeti funzionali", "a voi piace il latinorum" e la chicca delle chicche: "siete fake", cioè i vostri profili sono falsi, detto però a... Lino Lista... ! ah ah ah ah! L'autore di questa gag esilarante, tale Gabriele, che ci accusa di essere "analfabeti", azzecca una paurosa figuraccia, non essendo stato nemmeno capace di fare una banalissima ricerca in rete, per verificare che Lino Lista esiste e soprattutto scrive...con grandi dolori di stomaco per i neocat:
G.B. Lino Lista come tutti gli account fake di Facebook hai la vedenza su ogni cosa! Sei troppo forte.
G.B. Come dicevo già prima...sappi che ho anche dei difetti!  (ma a differenza tua non sono un fake)
G.B. Lino Lista come nome fa molto da marca di carta riciclata però...trovarne un altro? Che titoloni i tuoi libri...hai proprio il dono della vedenza...carino vedere che hai venduto meno libri di "più veloce della velocità dell'amore"...che a differenza di Vangelo di giuda ha un autore più profondo.
Naturalmente Gabriele, una svolta sbugiardato, alza il tono, fa il galletto, insulta, strilla, come quelle persone in difficoltà per essere messe alle strette che ridono più forte per esorcizzare il nervoso, ma il cuore va al galoppo... ah... Gabriele, brucia di brutto aver fatto una figuraccia, eh?

Ciò che però ha - inevitabilmente - attirato la nostra attenzione è che fra i commentatori del post (visibile a questo link: clicca neocatekiko!) c'è nientepopòdimenoche un nobile rampollo del neocatecumenato: Pietro G.! . Ora, da uno di così nobile schiatta ci saremmo aspettati un certo livello di abilità oratoria, che diamine... e invece no, il Pietro G., pari pari ai suoi simili, non fa altro che ridicolizzare l'interlocutore:
P.G. Hahahaha c'è ancora qualcuno che legge sto blog ridicolo???
P.G. Ma anche sti gran cavoli (per non dire altro!!!!)
P.G. Stefano ma ci provi anche a dialogare razionalmente? Questi hanno le mutande al posto del cappello....
P.G. Hahaha signor paparella... Io non sto in cammino... e le scemenze che dite le potrebbe riconoscere chiunque... Proprio per il cognome che porto lo conosco e anche bene (il cammino neocatecumenale)... E proprio per questo posso dire che state dicendo un sacco di frescacce. La saluto
P.G. no... Si dialoga con chi ne è capace...
Eh già! senti chi parla!

Il Signor G., parente stretto di quell'altro Gennarini, Giuseppe (sì, proprio quello che ha definito lo scandalo pedofilia a Guam "una persecuzione", "un momento molto difficile", sì, proprio quello coinvolto nel pasticcio della Yona property multimilionaria sottratta ai fedeli cattolici... sì proprio il braccio destro di Kiko), ebbene costui dopo aver applicato le solite, noiosissime tattiche neocatecumenali: irridere, insultare, deviare il discorso, si lamenta - poverino! - di non trovare gente degna del suo patrizio cognome.

Quando però giunge il nostro Lino a indicare fatti e documenti - in particolare la mazzata dell'Arcivescovo Byrnes a Guam, replicata in questi giorni dall'Arcivescovo di Lancaster in Inghilterra - ecco il Gennarini che sparisce in una nuvoletta di fumo, come un bulletto del quartierino: arriva quello più grosso e lui se la dà a gambe....

E infine, ciliegina sulla torta, non potevamo non citare il Gran Cerimoniere. Quando i kikos non sanno più che dire allora se ne escono coi titoloni, per cercare di ammutolire l'interlocutore. E' il caso di tal Stefano:
S.P. Ognuno può avere la sua esperienza con il cammino...ma quando si parla di liturgia della chiesa cattolica e quando qualcuno afferma che questa non viene seguita dal cammino chiedo sempre di espormi in che modo questa si distacca dagli insegnamenti della chiesa...peccato che la maggior parte delle risposte che ricevo non trovano fondamento...e non parlo da membro del cammino ma come cerimoniere della chiesa. Credo che come in tutte le cose ci sia bisogno di confronto e non di accuse gratuite per sentito dire senza aver la possibilità di controbbattere
Fermi fermi! è arrivato il Maestro delle Celebrazioni di Sua Santità, il nuovo garante dell'ortodossia Liturgica! Ecco un altro laico clericalizzato, che dall'alto della sua qualifica si erge a giudice delle liturgie: lui non vede, lui non trova niente di strano... caro Stefano, e cari neocatecumenali tutti, voi "non trovate fondamento" - e non avevamo dubbi che aveste gli occhi ben chiusi e le orecchie sigillate - ma di sicuro l'hanno trovato Byrnes, Campbell, Luna Tobar, Alban Alexander, Foresti, Mizobe e altre decine e decine di altri Vescovi che in tutti i modi vi hanno combattuto, espulso, richiamato all'obbedienza, vietato catechesi e chiuso seminari.

Neocatecumenali, ma che altro deve fare la Chiesa per farvi capire che siete in grande errore?!

martedì 27 dicembre 2016

Filoni non lo permetterà

Nostra traduzione di un intervento di Tim su Jungle Watch.



Per la prima volta i kikos, fino allo stesso Kiko Argüello, si cagano sotto per paura che la loro truffa sia al capolinea.

Sebbene la truffa dei kikos sia stata scrutinata altrove e perfino etichettata come eresia da almeno un vescovo senza paura (vescovi così sono rari!), il ruolo di Apuron nel bel mezzo di questo schifo, e l'intrepida intermediazione di Ballin da Doha, hanno fatto sì che questi due vescovi siano finiti dritti nel mirino di tale indagine, obbligando Roma a mettere il naso nello sporco casino di Kiko.

Ecco perché Filoni, sebbene sia stato per un po' alleato del presbitero neocatecumenale David (dotato di incarico al seminario neocat R.M. di Guam) anche dopo che quest'ultimo aveva fatto venire alla luce il coinvolgimento dello stesso Filoni nella cacciata delle laiche, si è mosso in tutta fretta per riprendere il controllo di Guam.

L'arcivescovo Byrnes potrebbe non essere al corrente di quanto è profonda questa malvagia truffa (io stesso sono abbastanza sicuro che non lo è). Alla sua prima conferenza stampa, Byrnes, a una domanda a proposito di Filoni, con disarmante innocenza ha risposto che lui è “quello a cui rispondo”.

Amministrativamente i vescovi non devono rispondere del loro operato ad un qualche Prefetto di Dicastero vaticano, tanto meno a quello della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. I vescovi rispondono del loro operato solo al Papa, direttamente, senza altri superiori intermedi, anche se amministrativamente rispondono al Nunzio Apostolico o al Delegato per la propria regione.

Il fatto che Byrnes ha istintivamente risposto "Filoni" a quella domanda, ci dice che - come avvenuto inizialmente con Hon - Filoni si è inserito personalmente nella manipolazione della situazione ecclesiale di Guam.

Perché?

A questo punto non si tratta più di Guam o di Apuron. Si tratta in realtà di proteggere il Cammino Neocatecumenale (la prima priorità di Filoni) dai danni già fatti. Filoni è noto come "il Papa di Kiko", e se i kikos a Roma non vengono fermati, Filoni - già etichettato "il Papa rosso" a causa del potere che ha nelle mani - diventerà il prossimo Papa e Kiko avrà ottenuto la sua vittoria definitiva.

Tutto questo stava procedendo tranquillamente finché non c'è stato un gruppo di fedeli di Guam che si è alzato ed ha fischiato il fallo. I kikos locali (Apuron, Sammut il Monaco Puzzolente, Adrian, David, ecc.), pur ubbidendo agli ordini che ricevevano dal New Jersey, si son lasciati prendere la mano.

Quell'ordine di cercarsi un altro vescovo dato da Apuron a don Gofigan fu una condanna a morte e lasciò quest'ultimo senza nulla da perdere a pubblicare tutti i documenti relativi ad Apuron e rispondendo pubblicamente agli attacchi di Apuron e di Adrian.

Eppure i kikos hanno creduto di aver catturato la preda e l'anno successivo hanno deciso di far fuori mons. James, il più probabile successore di Apuron nell'episcopato. Sebbene ci siano state enormi ripercussioni alla loro mossa, i kikos pensavano di poterla scampare ugualmente perché dopo le proteste iniziali l'unica vera opposizione sembrava essere un blog chiamato Jungle Watch.

Quindi abbiamo esposto il furto della Yona property da parte dei kikos. Questo è stato fondamentale, perché il maltrattamento dei preti da parte del vescovo e dei suoi scagnozzi neocatecumenali rischiava di essere sottovalutato da Roma. La partecipazione di Apuron nell'alieazione di un pezzo di patrimonio diocesano del valore di parecchi milioni lo ha esposto ad accuse canoniche. Ecco perché i kikos si sono arrampicati fino al Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi ottenendone dal Segretario un'opinione comica che non solo parlava di "Diocesi di Guam" (anziché "Arcidiocesi di Agaña"), ma aveva perfino ammesso che tutte le informazioni le aveva avute dal Monaco Puzzolente neocatecumenale!

Dopo tutto questo loro pensavano ancora di poterci tappare la bocca. Ma si sono ritrovati di fronte ad un imprevisto. E l'imprevisto non è stato tanto la serie horror di storie di molestie sessuali venuta fuori a maggio e giugno 2016: è stato invece il Ballin di Doha che nel rispondere alla email di Chuck ha abboccato all'esca rimproverando quest'ultimo di aver indagato su Luis, e strepitando che Luis "ora è un mio prete".

Sapete tutti che il Medio Oriente è molto pericoloso per i cristiani, e sebbene il Qatar non sia la Siria, le relazioni tra cristiani e musulmani sono estremamente delicate. E tutto questo è esploso in faccia al Papa. Apuron, grazie ai kikos, aveva spostato Luis in Qatar facendolo vivere sotto la protezione di Ballin e addirittura "incaricato" di gruppi di giovani ragazze della stessa età di quella con cui lui fu trovato al momento in cui era stato arrestato.

(Nota: il gruppo CCOG - Concerned Catholics Of Guam - ha recentemente chiesto alla curia diocesana notizie sullo stato attuale di Luis. Incredibilmente è stato risposto al CCOG che quel caso risulta "ancora in investigazione". E questo è avvenuto con la NUOVA amministrazione, quella di Byrnes...)

Torniamo dunque al tema di queste righe: Filoni (cioè Kiko e Filoni, sempre) sa che per evitare che il Cammino Neocatecumenale venga esposto come una cosca internazionale di riciclaggio di denaro, usurpazione di potere, appropriazione di terreni, nascondimento di pervertiti, ecc., è necessario sbarazzarsi di tre grandi minacce: Apuron, Adrian e Pius.

"Minacce", esatto: osservate quei tre imbranati cosa hanno combinato armeggiando e inciampando (anche con l'aiuto di The Waldo, così esperto coi media; la foto dei quattro chierici neocat è qui). Hanno esposto i retroscena vergognosi dei kikos più di chiunque altro nel mondo durante questo mezzo secolo di ascesa al potere del neocatecumenalismo.

E adesso per loro TUTTO è in pericolo di essere perduto se quei tre marmittoni aprono di nuovo bocca. Per cui Pius è stato trasferito da qualche parte - non so dire precisamente dove, ma è stato visto all'aeroporto di Tokyo mentre prendeva un aereo per Roma proprio il giorno dopo in cui era stato notato nello Shopping Center la settimana scorsa. Apuron, lo sappiamo, si sta nascondedo da qualche parte a San Francisco e gli è stato ordinato di mantenere un basso profilo. Ad Adrian è stato invece ordinato di sparire con la scusa di qualche anno sabbatico di studi, pagato dall'arcidiocesi e approvato da Byrnes.

Tutto questo non è un semplice rimuovere gli "ecclesiastici problematici". Questo è proprio un toglierli dai piedi e metterli in posti dove possono essere controllati da Filoni e dalla sua casta di kiko-freaks.

Ma Filoni sa che la peggior minaccia è attualmente il lungo braccio della legge di Guam, la nuova legge che toglie i limiti di prescrizione alle denunce per molestie sessuali su minori. Ecco perché dopo un totale silenzio in materia, Hon improvvisamente corse a Roma e da lì comandò una Fatwa contro la legge e tentò di obbligare il governatore di Guam a opporre il veto. Ovviamente ha fallito, ma Filoni ha assolutamente bisogno di evitare che Apuron compaia davanti ad un tribunale. Le deposizioni riveleranno infatti roba dannatamente seria contro i kikos, e su scala mondiale.

Ecco perché hanno cambiato fronte e stanno facendo guerra alla nuova legge. Anche se non riuscissero a farla dichiarare nulla o incostituzionale, creeranno un polverone di cattiva stampa sufficiente a insinuare che il procedimento legale contro Apuron sarebbe solo una vendettina dei nemici personali di quest'ultimo.

E a quel punto faranno ciò che hanno sempre fatto: negare tutto e deviare altrove il discorso. Apuron si "ritirerà" scomparendo dalla scena, Adrian verrà riassorbito nella cosca neocatecumenale e potrà combattere nuovamente per Kiko, Pius resterà a marcire da qualche altra parte, e Filoni diventerà il prossimo Papa.
A meno che...
A meno che noi non abbandoniamo il campo.

Nota: questi sono anche i motivi per cui non c'è nessun procedimento canonico contro Apuron. È tutto uno stratagemma. Un tribunale canonico potrebbe essere stato davvero formato, ma Apuron non vi verrà convocato per un processo. Filoni non lo permetterà.