Cari "osservatori" nonché cristianucci della domenicuccia, il Tg2 ha trasmesso un servizio sul pellegrinaggio delle comunità neocatecumenali USA in terra santa, la RAI ci elogia, ci magnifica, ci esalta, questa si che e' informazione seria, altro che le scempiaggini che si leggono su questo ridicolo blog.
"Brader, de large ambrella you mei hev to clos dem" (noi però li teniamo aperti)
Questo il commento che un neocatecumenale ha ritenuto di lasciare sul nostro blog.
Immaginiamo che la RAI non sia andata ad ascoltare il discorso fatto ai giovani in un improbabile inglese da Giuseppe Gennarini, responsabile di nazione per il Cammino neocatecumenale per gli Stati Uniti (e responsabile principale anche del tentativo di captazione della Yona property nella diocesi di Guam per farne un Seminario neocatecumenale, di cui si possono leggere fatti e misfatti su diversi blog dei residenti dell'isola) il 19 luglio 2022, al termine di un pellegrinaggio "vocazionale" dei giovani neocatecumenali statunitensi in Terra Santa.
Noi purtroppo sì, e ve ne riportiamo la parte iniziale, assicurando però che anche il prosieguo non è da meno.
Innanzitutto un'osservazione generale: nè i Gennarini nè altri dinosauri del Cammino hanno un minimo di carisma per poter "reggere" ad una kermesse del genere senza risultare ridicoli e inadeguati.
Dopo Kiko, il diluvio...soprattutto perché l'iniziatore del Cammino non ha mai lavorato per attirare a sé persone con qualità in grado di mantenere la leadership di un grande movimento cattolico, anzi, ha operato attivamente per allontanarle (vedi la nota vicenda che ha coinvolto il presbitero romano don Fabio Rosini).
Passiamo al discorso di Gennarini rivolto alle migliaia di giovani americani assiepati davanti alla Domus Galilaeae, edificio costruito sul lago di Genezareth considerato da Kiko Argüello un vero e proprio "nuevo Vaticano". Ne riproporremo le prime battute, lasciando a chi vuole approfondire la visione del video ancora disponibile in rete. Vi preavvisiamo che non è per gli stomaci deboli. Ed ecco l'esordio del catechista responsabile per gli Stati Uniti del Cammino neocatecumenale.
"Il fatto che siete qui è un miracolo. Abbiamo visto delle comunità a ottobre e ci hanno chiesto che i loro figli, cioè voi, facessero un'esperienza in Terra Santa. Allora c'erano ancora richieste di vaccinazioni, PCR... e quindi noi abbiamo detto: se tutte le limitazioni cadono, faremo il pellegrinaggio. E infatti sono cadute! (applauso). È un miracolo anche perché venire qui costa un sacco di soldi e la gente pensa, specialmente i preti e i vescovi: ah il Cammino ha un sacco di soldi! Ricordo uno con 12 figli che andava a pulire gli uffici di notte... No, il miracolo è che vi siete fatti il culo per guadagnarvi i soldi, e molti genitori hanno fatto un mutuo sulla casa per mandarvi qui...so di diversi che l'hanno fatto"
A parte il solito miracolismo neocatecumenale: i preti e i vescovi pensano il Cammino ha un sacco di soldi? E chi glielo ha fatto pensare se non il Cammino stesso "acquistandoli", per esempio, con i proventi della vendita dei beni del secondo passaggio?
In secondo luogo: hanno indotto famiglie povere o comunque in difficoltà e cariche di figli a fare un mutuo sulla casa per poterli mandare in pellegrinaggio in Terra Santa (principalmente a fare i balletti ovunque, anche nei luoghi sacri, per farsi riconoscere come neocatecumenali, viste le immagini e i video)? E lo chiamano "miracolo"? Gennarini ne conosce "alcuni" addirittura, e non si vergogna di averli indotti a questo passo per puro capriccio? Addirittura un padre di famiglia con 12 figli che lavora di notte per sbarcare il lunario!
Esclama poi Gennarini:
"È un miracolo! Abbiamo bruciato tutti questi soldi e abbiamo fatto il dito medio al demonio! Giusto? Disprezzare i soldi è una cosa fondamentale. Nel secondo scrutinio noi siamo invitati a disprezzare il danaro. Mai prendere una decisione per soldi, mai. La decisione si prende se è nella volontà di Dio. Se è nella volontà di Dio, Lui ti aiuterà. Mai prendere una decisione perché hai i soldi o no. In questo senso questa è una vittoria sul demonio".
In questo caso l'insana decisione di bruciare tutti i propri risparmi e riempirsi di debiti mettendo a rischio il proprio futuro e la propria casa è stata presa per compiere la volontà di Dio o non piuttosto per soddisfare la mania di protagonismo di certi catechistoni del Cammino? Che ne è stato della temperanza, virtù morale che rende capaci di equilibrio nell'uso dei beni? E cosa ne è del dovere di stato per il quali un padre, una madre di famiglia sono chiamati ad usare del danaro e delle proprietà per provvedere
anzitutto a se stessi e ai propri cari per il presente e per il futuro?
È molto opportuno il richiamo al secondo scrutinio, versione non corretta: quella in cui si pretende che gli adepti vendano la casa per dimostrare a Kiko e catechisti di non essere schiavi di Mammona. Ecco perché gli iniziatori non hanno mai pubblicizzato alcuna correzione di sostanza dei mamotreti: perché certe porcherie devono continuare a girare per poter rispuntare fuori ed essere utilizzate al momento opportuno.
Non solo: i debiti le famiglie li hanno dovuti accumulare per poi trovarsi a fronteggiare il fatto che il figlio, preso dall'emozione del momento, con il cervello in ebollizione dopo ore di attesa sulla spianata della Domus Galilaeae, e senza per nulla riflettere, si è magari "alzato" insieme a tanti coetanei per andare in seminario o in convento. E quindi li aspetta un periodo di crisi, che per molti si conclude con una veloce rinuncia, ma per altri prelude ad un periodo di pesanti riunioni vocazionali, catechesi su catechesi che, invece che chiarire quale sia la loro vera chiamata, li espone a dover dare soddisfazione alle aspettative altrui.
Senza contare il messaggio totalmente pessimista e disfattista inoculato a grandi dosi nel prosieguo della "catechesi" gennarinica: il Grande Reset (di cui parlava anche don Pezzi) incombe, una nuova ideologia totalitaria profetizzata da Klaus Schwab schiavizzerà tutti obbligando a connettersi alla rete togliendo a ciascuno ogni residuo di dignità(ops, questo la RAI e i suoi fact checkers non devono averlo colto, se no, altroché lodi ed esaltazioni!).
È una bella lotta, fra la vergine dell Apocalisse e la vergine di ferro...
Ai giovani viene tolto ogni speranza di riscatto umano:
"Qualcuno dice: combatteremo! Tu pensi che la politica cambi qualcosa? Destra o sinistra, Trump o Biden non cambieranno nulla..."
E naturalmente viene promesso loro un intervento divino "ex machina", basta che si assoggettino come agnelli, senza far balenare mai il fatto che la salvezza viene da loro, dalla loro buona volontà, dall'impegno, dal saper lavorare per un mondo migliore: tutto ciò con l'aiuto della grazia di Dio...
Tutte sciocchezze, invece, per l'oratore, che liquida così l'intera dottrina sociale della Chiesa e il testamento spirituale lasciato ai giovani da San Giovanni Paolo II.
Ricordate l'ordine imperioso di Carmen di abbandonare i bambini nei fossi, perché non spetta al cristiano di operare per il bene del prossimo? Con questi discorsi, si impone ai giovani di abbandonare anche se stessi, al flusso di un male inarrestabile.
Poi sostengono che il demonio agisce tramite la paura? E non gli viene il dubbio che spargere il terrore, il disinteresse per la vita civile, l'indifferentismo e il qualunquismo equivale ad avvelenare le fonti da cui questi giovani devono imparare a saper bere, con il giusto discernimento?
Eh sì, loro fanno "il dito medio" al demonio imponendo il tracollo economico alle famiglie per un costosissimo pellegrinaggio in Israele. Questo il loro grande rimedio.
Siamo agli albori del Cammino, parliamo delle prime convivenze della prima di tutte le comunità neocatecumenali, al tempo delle baracche. Erano tutti veri, zingari, gente senza filtri e senza difese che si mostravano così com'erano. Quelli che pregavano in un modo tale che quando Carmen si trovò in mezzo a loro si sentì una falsa e ipocrita. Possiamo immaginare le convivenze! Spesso finivano in risse. Una volta il motivo fu che tutti dovevano condividere le risorse alimentari che tenevano in comune. Durante il giro di esperienze, dal momento che dalla dispensa erano sparite le scatole di sardine, iniziarono ad accusarsi l'un l'altro, ma nessuno confessava. Qualcuno doveva averle sottratte, di notte, mentre gli altri dormivano... Non se ne veniva a capo. Allora l’illuminato catechista (il sommo Kiko) fermò ogni cosa dicendo: “Ora qui non andiamo più avanti, finché chi ha rubato le sardine non va a prenderle subito e le porta qui, confessando il suo peccato davanti a tutti”.
Uno aveva cominciato a rubare, e tutti gli altri, vedendo sparire le sardine ogni volta di più, si erano attivati per non restare indietro e ‘ristabilire’ l’equità.
Alla fine saltò fuori che nessuno si era sottratto. Cominciò il primo a restituire, ma le scatole di sardine erano poche rispetto a quelle sparite. E le altre? Messi sotto pressione, uno ad uno, andarono a prendere quelle che ciascuno di loro teneva nascoste, finché tutte le scatole sparite furono recuperate. Risultò così alla fine che tutti avevano rubato. Da quel momento in poi – momento di verità - si riprese la messa in comune delle esperienze, la convivenza ripartì da dove era stata interrotta, fu ripristinata la koinonia. Prima di mettere in comune vita ed esperienze, era necessario mettere in comune le (tanto famose da quel giorno in poi) “scatole di sardine”.
José Agudo:
L'ho conosciuto nelle convivenze mondiali di itineranti. Insieme alla moglie Rosario. Un tipo schivo, sicuramente. Restio a mettersi in mostra. Sempre defilato rispetto agli altri cd. della prima ora.
José e la moglie, in una storica intervista.
Seduto dietro, mai ai primi posti, mai che si avvicinasse a Kiko o a Carmen (come tutti gli altri che facevano a gara), erano piuttosto loro che qualche volta gli andavano incontro. Per conto suo passava anche i momenti di pausa rigorosamente da solo, non cercava compagni, era difficilissimo incrociare il suo sguardo perché era quasi sempre a testa bassa, non si guardava intorno né cercava attenzioni e non ne dava. Movimenti lenti, si sedeva solitamente poggiando le braccia sulle gambe divaricate e con una mano si teneva la testa, appoggiando la fronte sul palmo e stringendo nelle dita l'inseparabile sigaretta, mentre guardava per terra in mezzo ai suoi piedi; questa la sua postura consueta.
Negli intervalli seduto su un muretto, stava così. Silenzioso e se parlava lo faceva lentamente, a voce bassa, centellinando le parole. Poche parole metteva in fila, di senso compiuto, nessuna spiegazione annessa. Dava il titolo, meglio la traccia di un tema, che ognuno era padrone di svolgere come meglio credeva. Tirava fuori le cartine, la scatola col tabacco e confezionava con destrezza e precisione le sue sigarette, una dietro l'altra, intervallate dal tempo necessario per svolgere l'accurata procedura, quasi un rituale.
La moglie, Rosario, sempre accanto a lui. Anche lei serena e modesta. Era evidente che si capivano a volo e scambiavano qualche parola solo di rado, con una profonda intesa molto evidente.
A me piaceva molto osservarli, destavano la mia curiosità e il mio interesse. Erano diversi da tutti gli altri. Una perla unica lì in mezzo. Mi sono posta sempre molte domande in proposito.
Poteva fare un freddo cane, come spesso d'inverno accadeva a Porto San Giorgio, José portava rigorosamente i suoi sandali di cuoio ai piedi completamente nudi. Appariva tra tutti gli altri itineranti una nota stonata. I più simili a lui, in un certo senso, come serietà, come atteggiamento austero, erano senza dubbio alcuni itineranti spagnoli, responsabili di nazione in America Latina. Tra questi e la casta romana - in ogni caso - una distanza abissale, due mondi, distanti e ostili.
Gli spagnoli mordevano il freno, a tratti usciva fuori la loro esasperazione che però si capiva essere stata repressa troppo a lungo, tanto da ridursi ad un mortale sfinimento senza traccia di rassegnazione (questo - è da dire - è uno dei capolavori meglio riusciti di Kiko e Carmen). Quindi una vera e propria condanna. Ma questo è un altro capitolo della storia.
Qui parliamo di José Agudo.
JoséAgudo y RosarioRomero. Oggi.
Kiko lo presentava sempre con molta solennità in assemblea, come fosse un trofeo di guerra. Orgoglioso, gonfiava il petto e si tirava sulla punta dei piedi:
"Fratelli, ecco José Agudo e la sua moglie Rosario, 13 figli, uno zingaro!". José si alzava a stento, sempre partiva un applauso convinto, ma José si risiedeva subito e all'immancabile invito di Kiko di dire una parola, faceva solo un cenno con la mano di diniego senza possibilità di trattativa. Faceva no con il capo come a dire: non ho proprio nulla da dire....Kiko fai tu.
José è stato uno dei primi catechisti in Spagna e primo responsabile della comunità delle baracche di Palomeras ma, quando Kiko ha inaugurato la missione famiglie, si è subito alzato, disponibile a partire ad ogni parte con la moglie Rosario ed è partito per una delle zone più povere del Perù dove ha continuato a vivere da povero, libero. Tornava per le convivenze sempre, quando Kiko e Carmen lo chiamavano, ma tirargli fuori dalla bocca uno straccio di esperienza, neanche a parlarne. Questo José Agudo!
In alcune situazioni Kiko lo chiamava in causa: "Che ne pensi Josè?", oppure Kiko tirava fuori i soliti aneddoti: "Josè, racconta tu, dai". Tutto inutile. La voce di Rosario non l'ho mai sentita.
Fu alla convivenza di Alicante in Spagna mondiale, anno 2000, tutta sugli Statuti da approvare...strategie da approntare...come dobbiamo procedere? Quindici giorni interminabili ed evidentemente pilotati da decisioni già prese.
I miei dubbi si moltiplicavano e le residue speranze si infrangevano, una dietro l'altra, in un effetto domino inarrestabile, lasciando il posto alla consapevolezza che, almeno per me, la storia con il cammino molto probabilmente volgeva al suo termine. Ascoltavo gli itineranti più stretti collaboratori di Kiko, tra i dodici e i settantadue, fare a gara per proporre soluzioni atte ad aggirare, orientare, scansare tutto quanto potesse "ingabbiare" il cammino nelle maglie strette di un indigesto Statuto al quale proprio non volevano rassegnarsi. Kiko diceva..."Se fanno questo o quest'altro distruggono il cammino!". "Soprattutto se ci toccano l'Eucarestia, il cammino è morto!", questa la consueta chiusa di Carmen. "Lo Spirito Santo ci ispira, ci ispira...", ultima e conclusiva battuta sempre di Kiko. Quanta arroganza e quanti giudizi feroci verso i Pastori della Chiesa a tutti i livelli! Un continuo piagnucolare.
Un giorno presi coraggio, mi ero preparata, e mi avvicinai a Josè, cosa che desideravo da tempo: parlare con lui. Pensando in cuor mio che fosse l'unico lì in mezzo, in quel manicomio di presuntuosi, che potesse aiutarmi. Cosa e come dovevo fare? Stavo troppo male. Non ricordo come introdussi il discorso ma tentai di esprimere il mio profondo disagio, lo sconcerto per le troppe contraddizioni di chi da una parte ti parla di "amore alla Chiesa" "obbedienza ai Pastori" sopra ogni cosa e poi si macera per studiare come fare per sfuggire alla Chiesa alle sue regolamentazioni salutari... ... Perché Dio viene con noi e chi non lo capisce non ha discernimento siano Parroci o Vescovi o Cardinali o la Chiesa intera (da qui nasce Faraone detto dei Pastori, e tutto il resto come "A chi obbedisci tu? A me o al tuo Vescovo?"). Josè, con un sorriso serafico, mi dice giusto cinque parole: "Solo la Croce è tutto"; la Croce, la Croce e basta. Con una perentorietà che non lasciava spazi ad una ulteriore conversazione. Mi lasciò senza parole e mi allontanai, con tutto il pesante fardello dei miei mille perché, che compresi definitivamente essere tutto mio. Ero io che dovevo trovare le risposte all'enigma, risposte che dessero pace alla mia anima e alla mia coscienza. E mi ripetevo - confesso profondamente amareggiata - "ma che c'entra la croce con questa contraddizione in termini?" Perché per me dovrebbe essere una croce accettare la doppiezza di professarsi a parole fedeli alla Chiesa usque ad mortem (come tutti gli itineranti fanno sereni senza porsi alcun problema) mentre nella storia concreta, di fatto, si combatte per la fedeltà, contro e nonostante la Chiesa, a tutte le consegne del cammino, che non si possono discutere così come sono state partorite dalle teste, insuscettibili di un discernimento superiore, di Kiko e Carmen?
Pensai: questo Agudo José o è un santo che ha raggiunto la perfetta atarassia (cosa che non escludo) o è solo un tonto che ha imparato la poesia a memoria e la recita a comando.
Ma che razza di risposta?! Il dubbio me lo porto ancora.
Molte volte Kiko lo sollecitò inutilmente a parlare anche ad Alicante, durante quella terribile convivenza in cui uscirono fuori con crudezza anche diversi conflitti tra clan di itineranti tra Roma e Madrid, Italia e Spagna, ostili tra loro. Un giorno Kiko quasi lo supplicò. In realtà non era possibile in una convivenza così storica che proprio José Agudo non pronunciasse neanche una sillaba!
"Forza Josè, dicci secondo te cosa dobbiamo fare?". José Agudo si alza in piedi, dal fondo dell'assemblea, e dice:
"Kiko, dobbiamo fare di nuovo la convivenza delle sardine". E si risiede. Kiko, che tutto gira a treatro, a spettacolo, che ama costruire aneddoti, scoppia a ridere:
"Bravo Josè! La convivenza delle sardine! Ricordi?", "Beh, ora devi spiegarla, non tutti la conoscono, solo noi vecchiotti, è del tempo delle baracche...". Josè, ormai sedutosi di nuovo, col capo chino fa no con la mano, alzando solo la mano, e conclude:
"Se vuoi la racconti tu...."
José Agudo e famiglia se ne andarono con la missione famiglie in uno dei "pueblos jovenes" alla periferia di Lima, ammassi enormi di catapecchie abitate dai nuovi immigrati dalle campagne. Alle convivenze di Inizio Corso si leggevano le lettere di Agudo che spiegava come le cose andavano lì e che c'era stata discussione se loro dovevano cercare di costruirsi case più dignitose per dare il buon esempio oppure continuare a vivere allo stesso modo. Agudo la pensava così e nella lettera scrisse qualcosa come: "ma abbiamo pensato che Dio non fa questioni di case o vestiti, ecc..". Tutti ne restavano ammirati.
Kiko ha sempre usato l'immagine di José che gli dava gran lustro, a lui così diverso e che in un posto simile, in mezzo a tanta povertà, non avrebbe resistito una settimana. Impressionante la discussione sulla casa, poiché lì si viveva davvero in catapecchie, in estrema povertà. Ma José aveva preso alla lettera l'incarnarsi tra i poveri.
Come fu alle origini, anche ad Alicante, forse, José avrebbe voluto vedere di nuovo la processione degli itineranti (questa volta) a restituire, uno dietro l'altro, le "scatolette di sardine"rubate, finchè fossero tornati tutti i conti.
Nostra traduzione di un articolo di Frenchie pubblicato ieri su Jungle Watch. Ricordiamo che nell'arcidiocesi di Agaña, che comprende l'intera isola di Guam, vi sono 180.000 cattolici e 500 neocatecumenali.
I neocatecumenali non hanno mai lasciato l'isola: hanno solo mantenuto un profilo più basso.
Fin dall'arrivo dell'arcivescovo Byrnes e la conseguente chiusura del seminario neocatecumenale farlocco a Yona (Guam), e la condanna del disonorato e disgraziato vescovo neocatecumenale Apuron, più la fuga di un altro pervertito sessuale (il presbikiko Adrian Cristobal), e le restrizioni imposte ai kikos (ma da loro ignorate) da parte dell'arcivescovo mons. Byrnes, i neocatecumenali hanno messo in atto una parvenza di nascondimento.
Molti hanno creduto che i kikos avessero imparato la lezione e si fossero decisi ad ubbidire. Pia illusione! Il blog Jungle Watch aveva già avvisato i fedeli cattolici che questa esibizione di improvvisa "umiltà" era infatti una ritirata tattica per riorganizzarsi e preparare la rimonta per dopo. Le comunità del Cammino hanno continuato a incontrarsi in case private - e nel loro nuovo centro ad Asan (Guam) quando legalmente possibile -, spesso contro le decisioni dell'arcivescovo Byrnes. Il dr. Atienza (il grosso supercatechista della setta) si è incontrato con l'arcivescovo abbastanza volte da giurare su tutti i santi in cielo che i neocatecumenali starebbero ubbidendo all'arcivescovo, pur sapendo di mentire in maniera colossale. Agli adepti del kikismo-carmenismo era stato detto che il tutto era solo una tipica "persecuzione" necessaria per guadagnarsi il paradiso (infatti chiamano "persecuzione" ogni battuta d'arresto della setta).
Sebbene i più noti portavoce del Cammino sull'isola di Guam siano stati abbastanza silenziosi per quasi quattro anni, la leadership neocatecumenale ha continuato il suo lavoro nell'ombra, come le termiti.
Dove siamo ora a metà del 2021 mentre la Curia si è addormentata al volante? Questa è una domanda importante. Tenteremo di spiegarvi la situazione riguardo al Cammino a Guam quasi cinque anni dopo la fuga di Apuron.
Il dr. Atienza (University of Guam) esibisce interesse per un pipistrello
Per dare un'idea della situazione dalle tante sfaccettature (piuttosto nascoste al pubblico), la analizzeremo in diversi punti.
Presbikikos sull'isola, e loro status
Presbikikos incardinati a Guam ma non presenti sull'isola
Presbikikos in "missione" (per conto di Kiko)
Presbikikos che hanno visitato Guam e celebrato
Ultimi sviluppi
Presbiteri neocatecumenali a capo di parrocchie: don Julius, parroco a Umatac; don Rodriguez, parroco ad Agat; don Caminiti, parroco a Ordot; don Szafarski, parroco a Yigo; don Colorado Prieto, amministratore parrocchiale a Talafofo.
Chierici neocatecumenali con incarichi in parrocchie: don Acamparo, vicario parrocchiale a Barrigada; don Jucatan, vicario parrocchiale a Dededo; don Rizal, diacono a Barrigada; don Kim*, diacono a Dededo.
Presbiteri neocatecumenali incardinati a Guam ma ufficialmente "non sull'isola": don Asproni, don Camacho#, don Da Silva Oliveira, don Durango, don Granado, don Stoia, don Quitugua#.
Ritiratisi: don Arejola* e don Bushu, residenza per sacerdoti anziani; don Wadeson, non sull'isola.
Presbiteri neocatecumenali che recentemente hanno visitato Guam e celebrato: don Perez era stato qui almeno fino allo scorso 20 giugno e ha celebrato messa a Barrigada. L'occasione è stata il suo completamento degli studi teologici, dopo che il seminario neocatecumenale a Yona era stato chiuso. Ci era stato detto dall'infame dr. Eusebio, all'epoca, che lui e il Gabe Camacho avevano bisogno solo di sei mesi per completare gli studi. E invece ci hanno messo quattro anni e mezzo: complimenti all'expertise dell'Eusebio.
Prima di lui sia don Gabe Camacho, sia suo fratello don Luis Camacho (il presbikiko sorpreso a far sesso con una minorenne neocatecumenale), che teoricamente aveva lasciato l'arcidiocesi di Guam per trasferirsi nel Qatar (ma è ancora incardinato a Guam, sebbene come prete "non nell'isola"), hanno entrambi visitato e celebrato messa per le proprie comunità di Guam. Il punto tuttora poco chiaro è se la Curia di Guam abbia mai concesso il permesso di celebrare in tali occasioni.
Ultimi sviluppi: giovedì 24 giugno 2021, "Ricky il Pazzo" (il sullodato fratello del Cammino dr. Eusebio) ci ha elargito un articolo dalle colonne del giornale Guam Daily Post intitolato "Un'altra opzione per i manamko" [nella cultura di Guam i manåmko' sono gli anziani, meritevoli di rispetto per la loro saggezza]. Nell'articolo il caro Dr. si auspica l'arrivo di un certo nuovo ordine di suore [neocatecumenali] perché si occupino di... un problema che non esiste. Come sempre, quando Ricky il Pazzo ti indica un albero, è perché non vuole che tu noti la foresta che c'è dietro. Spiegherò in dettaglio in un prossimo articolo; quel che si può dire adesso è che a differenza di quanto molte persone credono, il Cammino è tuttora vivo e vegeto e ancora operante a Guam.
Note: * l'asterisco denota qualcuno che potrebbe forse non essere un neocatecumenale a tutti gli effetti, ma che ha contribuito all'attività del Cammino in maniera clamorosa. # l'hash denota qualcuno su cui le informazioni riguardo responsabilità e luoghi sono piuttosto contraddittorie.
Traduciamo qui sotto anche una nota sul sullodato dr. Eusebio, fratello del Cammino - sempre a cura di JungleWatch, per far capire i trucchetti usati dal Cammino quando vogliono incistare qualche loro attività, a spese vostre e della Chiesa, per la gloria del tripode Kiko-Carmen-Cammino.
Negli anni successivi all'esilio del disgraziato e disonorato vescovo neocatecumenale Apuron, parecchi membri del Cammino si son dati da fare per difenderlo pur conoscendone i peccati e i fallimenti.
Per esempio nessuno può dimenticare l'infame "Diana" [pseudonimo dei redattori di un blog pro-Cammino; pur di difendere il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron andarono dicendo che a dieci anni un bambino è consenziente...], ma anche lo strano professor Zoltan (che somiglia a Mr. Magoo), l'insopportabile avvocatessa Terlaje (che difende Apuron anche nelle cause civili ed era responsabile della comunità in cui fratel Tony Apuron "cammina"), ma nessuno giunge all'arroganza, disonestà e zelo di Ricky il Pazzo, cioè il dr. Eusebio, che nel tempo libero esercita la rispettabile professione di chirurgo.
Nel sopracitato articolo "Un'altra opzione per i manamko" costui anzitutto insinua la tesi che l'isola di Guam avrebbe un problema particolare: «Ci sono persone malate il cui stato di salute richiede l'ospedalizzazione e una lunga cura di riabilitazione post-operatoria. Tale evento traumatico crea un cambiamento significativo nella direzione della loro vita, rendendoli più dipendenti dagli altri. Può essere una cosa temporanea ma per molti si pone il problema della depressione e dei conseguenti cambiamenti a livello cognitivo, che porta al loro declino e accelera la loro dipartita. Il supporto delle famiglie è essenziale per evitare le difficili conseguenze di tale drammatica situazione».
Dunque Rick ci dice riguardo alla vecchiaia qualcosa che tutti già conosciamo, specialmente fra persone di una certa età che hanno affrontato la cosa in famiglia o tra gli amici. Il "buon" dottore prosegue: «Senza il supporto delle famiglie non ci sono grandi alternative a Guam. La casa di cura St.Dominic a Barrigada è forse l'unica opzione disponibile, mi sembra, e richiede acconti, assicurazione sanitaria, a seconda del livello di cura richiesto, della disponibilità, e delle spese extra. Chi non ha la possibilità di trovarvi posto o di pagare cure specializzate potrebbe languire in ospedale per giorni o mesi, con maggiori costi ospedalieri a suo carico».
Come potete notare il bravo dottore neocatecumenale sembra "molto preoccupato" di tutta la situazione, nevvero? Pare proprio il classico caso di una soluzione che va cercando un problema. La soluzione che il dottore kikiano sta per presentarci sarebbe frutto della sua morale "cristiana". Ed eccovela: allacciatevi le cinture... «Così, sono entusiasta nel sapere che la "Congregazione delle Piccole Sorelle degli Anziani Abbandonati" desidera stabilire una sua missione qui a Guam. La loro missione è di prendersi cura per i poveri anziani disabili per tutti i loro bisogni, spirituali e fisici. Attivano case per coprire i bisogni quotidiani degli anziani, vivendo di donazioni, e accogliendo chiunque, indipendentemente dalla sua situazione finanziaria».
Ma guarda un po', il buon dottore neocatecumenale ha una soluzione ragionevole a questo problema estremamente grave. Come fa il grande dr. Eusebio a incoraggiare lo stabilirsi a Guam di una nuova congregazione femminile, nel mentre che spende ogni sua energia combattendo per promuovere la supremazia del Cammino Neocatecumenale?
E chi sono queste Piccole Sorelle degli Anziani Abbandonati? Ottima domanda, visto che non c'è una risposta chiara. La congregazione venne fondata in Spagna nel 1872 a Barbastro, da santa Teresa di Gesù Jornet; il generalato della congregazione è in Spagna, a Valencia; ci sono 2400 suore nel mondo in 210 comunità in 20 paesi; il loro motto è "aiutare i corpi per salvare le anime". Il generalato dell'ordine è dove la santa attivò la sua prima comunità, a Valencia, mentre la prima casa fuori dalla Spagna fu aperta a Cuba nel 1885 inviandovi dieci nuove suore. Come vedete, nulla di fuori dall'ordinario, per un ordine cattolico, tranne per il suo numero di suore e per l'impatto geografico, relativamente piccoli. Tutto questo finché ti limiti ad uno sguardo superficiale.
Negli anni '80 e '90 tale congregazione, al pari di tante altre nel mondo, affrontava sfide durissime: le suore invecchiavano, le vocazioni scarseggiavano, i problemi economici aumentavano. Ed ecco che scende in campo la più intelligente e spietata fondatrice del Cammino Neocatecumenale, Carmen Hernández. Come abbiamo già visto altrove, Carmen proviene da una delle più prominenti famiglie commerciali della Spagna e che ha grossi interessi a Valencia. Carmen, da sempre scaltra negoziatrice e politicante consumata, vi ha visto un'opportunità d'oro proprio mentre il Cammino pianificava l'apertura di propri seminari. Il piano era praticamente lo stesso che per i seminari: sviluppare un sistema dove in cambio di nuove reclute e di campagne di raccolta fondi, il Cammino potesse trarre vantaggio dalla benevolenza risultante, vantarsi del successo vocazionale, e generare opportunità per un giro di soldi dietro la scusa dell'impegno caritatevole.
Carmen, insomma, è stata capace di cooptare un'organizzazione in declino, darle nuova vita, e avere una perfetta copertura per la cosiddetta "evangelizzazione" neocatecumenale... all'unico costo di far sorgere installazioni di quelle suore esattamente nelle diocesi gestite dal Cammino o da vescovi "amichevoli" col Cammino.
A questo punto si spiega come mai l'Eusebio, nella sua lettera al direttore, dichiara: «Accogliamo queste suore. Non chiedono supporto economico dall'arcidiocesi, ma solo un benvenuto e il riconoscimento del bisogno di curare i nostri anziani. Abbiamo tutto da guadagnare per i nostri Manåmko'. Incoraggiate i vostri parroci, amici, e leader del governo affinché l'arcidiocesi srotoli il tappeto di benvenuto!».
Sfortunatamente i neocatecumenali hanno già recitato quel film parecchie volte. Quando arrivarono per la prima volta sull'isola di Guam, quando aprirono il loro seminario farlocco a Yona, quando hanno sfruttato Apuron e l'arcidiocesi (più certi altri noti business in giro) come programmi di riciclaggio denaro sporco. Per quanto mi riguarda, non intendo accettare quella falsa "opportunità", e incoraggerò tutti i cattolici di Guam a non cadere vittime di tale esca nella solita trappola. Fate sapere ai vostri amici e ai politici di cui vi fidate quale sia la questione, che non è altro che un ritorno in grande stile dei neocatecumenali e dei loro metodi di corruzione. Vogliamo sperare che la Curia non sia addormentata al volante come lo è stata negli scorsi 18 mesi.
Gentili lettori del blog Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità,
vi proponiamo un quesito al quale, con il vostro aiuto, contiamo di dare una rapida e soddisfacente risposta.
Il quesito, articolato in due domande e corredato da due immagini tratte dal web, è il seguente.
QUESITO
Perché maiun catechistone di alto livello, uno che ha rinunciato a se stesso per seguire la “volontàdidio” (volutamente minuscolo), uno che non cerca la gloria terrena né la realizzazione personale ma solo la “volontàdidio” (sempre volutamente minuscolo), si cimenta con una cosa come questa?
E perchè mai sempre il suddetto eletto dalla fede forte, uno che non ha grilli per la testa, un cristiano adulto, un ispirato dallo spirito santo (ancora volutamente minuscolo), un itinerante, uno che ha fatto della precarietà la propria condizione esistenziale, uno che ha rinunciato a uno per avere il centuplo, uno che non si è accontentato della vita del borghesuccio, non contento, replica con questa interessante variante l'iscrizione a Linkedin?
PREMESSA
Linkedin è un social per professionisti che vogliono interagire con l’ambito professionale di appartenenza. Fondamentalmente ha due funzioni:
Presentarsi nel mondo del lavoro per quello che si è fatto o raggiunto a livello di carriera, una sorta di biglietto da visita virtuale che può essere utile a livello di rappresentanza, contatti, ecc
Essere reperibili e aggiornati per eventuali opportunità di lavoro.
Quale è dunque il senso di iscriversi come “Catechista” e come “Pensionato parziale” del CNC?
Proviamo a formulare alcune ipotesi.
IPOTESI
Glielo ha imposto Kiko?
Ha pensato così di santificare con la sua sola presenza virtuale il social?
Voleva iscriversi a qualcosa ma poiché Kiko ha vietato Facebook e Whatsapp non ha trovato di meglio?
Ha pensato così di darsi un tono rispetto agli altri catechisti non iscritti a Linkedin, sperando che questo gli possa tornare utile all’occorrenza?
Spera che in questo modo i suoi neocatecumenali saranno più impressionati dalla sua figura e obbediranno di più e meglio?
Pensa che questo possa valere per arrivare a “Quota 100” per la pensione?
Ha voluto per una volta provare l’ebbrezza di fare qualcosa come la gente che lavora sul serio e non vive da parassita?
Sta percependo che la “sua azienda” è in crisie vuole rimettersi su piazza caso mai ci fosse qualche altra setta pseudocattolica alla ricerca di santoni professionisti che possano vantare una certa esperienza nel settore?
ED ORA, A VOI...
Quale di queste ipotesi vi sembra più verosimigliante?
Nel caso nessuna di queste vi soddisfacesse appieno, accettiamo altre ipotesi atte a spiegare questo nuovo arcano del Cammino...
Per capire la falsa spiritualità neocatecumenale può essere utile considerare cosa testimoniano i grossi super-catechisti fedelissimi di Kiko. Che se facessero o dicessero qualcosa di sgradito a Kiko, verrebbero strigliati per bene o sostituiti.
Ci scrivono:
"Ricordo anche io le urla, i versetti farisei recitati dal catechista-cantore-itinerante-siculo guardando il cielo, sommo sacerdote di un culto settario e ipocrita..."
È lui! Accanto a Kiko, come sempre, camicia, cravatta e gilè, e l'immancabile barba.
Essendo un concentrato unico di tutti gli strafalcioni, di tutte le aberrazioni, di tutte le scempiaggini kikiane elevate alla ennesima potenza noi pensiamo, senza ombra di dubbio, che possa essere molto utile alla nostra causa.
Se leggete i commenti che lo riguardano (per esempio a questo [link]), capirete da soli che per tanti già è stato motivo di aprire gli occhi sulla vera natura marcia del cammino. Noi ne siamo molto contenti; egli porta così "acqua al nostro mulino", suo malgrado; certamente molto più di quanto la sua instancabile opera sia utile alla colonizzazione kikiana della Chiesa.
Morfino, insomma, conformato al modello kikiano in tutto e per tutto, ha trovato la sua realizzazione nel cammino, la compensazione ai suoi disadattamenti e alle sue instabilità, alla sua mancanza di personalità, proprio il soggetto ideale!
Volete vederlo? Facile: è accanto a Kiko in tutti i raduni, con la sua chitarra e sempre seduto al suo fianco nelle convivenze di itineranti, specie nelle liturgie, strimpellante ed esaltato e, come ci scrivono nello spazio commenti, sempre con gli occhi rivolti al cielo, in estasi costante accanto al suo guru. Completamente fuori dal mondo.
Ha avuto una moglie anche lei fanatica per Kiko e Carmen ma certamente migliore di lui e che egli non meritava. Devota e zelante come tutte le itineranti coniugate, madre di numerosa prole: otto femmine di cui l'ultima, nata in un parto gemellare, con seri problemi di autismo (ndr: queste e le seguenti sono tutte notizie che lui stesso ha dato in pubblico) a cui lei dedicava ogni cura, apparendo lui molto fuori da questa cosa, come se non lo riguardasse. Perché il nostro siculo-catechistone-cantore è proprio uno dalla "fede forte, tutto …volontà di dio" (il dio minuscolo di Kiko, intendiamo, fede forte in Kiko).
Più di dieci anni fa la povera moglie, colpita prematuramente da un male incurabile, è morta e l'encomiabile "fede forte - volontà di dio" anche in questa circostanza ha dimostrato di essere proprio un superdotato! Ricordo ancora l'incontro al primo raduno di itineranti dopo il terribile lutto che lo aveva colpito. È da dire che, con la moglie Rosalia, Salvatore aveva condiviso proprio tutto. Per seguirlo lei aveva rinunciato alla sua laurea in medicina, gli era sempre accanto in piena sottomissione, una vita insieme, esempio di moglie e madre devota e, come accade in questi casi, Salvatore e Rosalia erano ormai un binomio inscindibile. Ebbene, se uno avvicinava Salvatore per dimostrare partecipazione al suo indicibile dolore egli ti guardava con gli occhi di chi ti dice: "È forse successo qualcosa?", con quell'eterno sorrisetto stampato sulle labbra socchiuse. Restammo sconvolti dal suo inqualificabile atteggiamento, come se davvero nulla fosse successo.
Molto bene lo descrive anche un commento a firma Etneo:
"Confesso che non l'ho mai sopportato, neanche quando ero un assiduo neocatecumenale, e non è una questione di campanilismo Catania-Palermo… è proprio una questione a pelle, il modo di parlare, di esprimere concetti, le battute sceme a cui rideva solo lui, anche fuori dai momenti di catechesi si mostrava tutto distaccato, tutto etereo, altezzoso... Deve avere avuto un rapporto conflittuale con il padre, perchè ripeteva spesso (e sicuramente lo farà tutt'ora): "…e non accetti tuo padre, perché è un borghese, un fascista…"
Come prevedibile, si èrapidamente risposato con una sua "catecumena" - mi pare scontato! - molto più giovane di lui e, ovviamente, della ex moglie (pace all'anima sua!). Nulla ha scalfito la sua carriera di capo/equipe implacabile e spesso mi domando della sua ultima figlia malata di autismo cosa ne è stato. È un fatto che egli ne parla solo per ostentare che per lui è "un dono di Dio" ma con quella disdicevole punta di esaltazione che pone sempre se stesso al centro dell'universo, mai traspare un sentimento o un'emozione dalle sue "prediche" - Morfino non parla mai come un uomo normale, è un eterno Kiko/Kerigma -; e poi mi domando ancora sgomenta: come può un simile personaggio"fare scrutini"alla gente? Pontificare sulla vita altrui? Fare il terzo grado sulla vita affettiva e sessuale altrui? Questi capiscono solo sesso e affettività, turbe e traumi e rapporti distorti coi genitori, mostrandosi dei completi disadattati ignoranti, incapaci di dare e ricevere amore, quello vero; che facendo "scrutini" giocano con la vita delle persone dicendo sempre le stesse cose spacciandole per novità, ascoltate esclusivamente dalla bocca di Kiko e impregnatesolo di ignoranza allo stato puro.
Per questa risma di masnadieri itineranti il senso di tutto l'universo è solo il Kiko Argüello; questo è vero di certo per tutti quelli fatti della stessa pasta del siculo duro e puro di cui stiamo parlando ed io sono proprio curiosa di vedere tutta questa bella gente che fine farà quando Kiko scomparirà dalla circolazione!
L'Argüello, per la sua parte, avrebbe fatto bene a pensarci su due volte prima di circondarsi di simili soggetti, consentendo loro di entrare a far parte della nutrita schiera di quelli saldamente "legati a lui e alla defunta Carmen" secondo i loro desiderata, dando così egli stesso e a sua vergogna inconfutabile dimostrazione di che razza di mostri genera il cammino! I due "santi/iniziatori" spagnoli sono stati sempre convinti di tenere sotto controllo queste mine vaganti mentre questi ultimi, lasciati in campo libero e con i pieni poteri che solo il cammino conferisce, producono più danni loro, come suol dirsi, che Carlo in Francia, discreditando a tutti i livelli il "potente cammino" - mostruosa creatura - al di là delle loro stesse intenzioni e molto più di quanto possano fare tutte le nostre esperienze, argomentazioni e confutazioni messe insieme.
E aggiungo io:ben gli sta!
Se Kikolandia non fosse popolata, come lo è per la gran parte, da un numero considerevole di simili lestofanti bisognerebbe inventarli.
E concludo: "Morfino, grazie di esistere!"
Soggetti come Morfino contribuiscono validamente a dimostrare che il Cammino non viene affatto da Dio.
Manipolazione affettiva,
in essa eccellono i capi/itineranti alla scuola di Kiko.
Tengo molto al evidenziare questo aspetto non secondario, perché trattasi delle esperienze più tristi, deprecabili e raccapriccianti che si possano vivere, raccontate più volte anche su questo blog da chi le ha subìte restandone con la vita devastata.
Mi riferisco alla gestione degli scandali, quegli scandali avvenuti proprio nelle comunità neocatecumenali e il più delle volte ad opera proprio dei capicosca più corrotti e in primo luogo PER QUESTO PRECISO MOTIVOseppelliti"per il bene del cammino - appunto - che se no si distrugge" (pura e schifosa, schizofrenica idolatria!) mortificando le vittime, quasi sempre giovani donne per lo più bambine, le quali devono andare, secondo questi sconsiderati, a chiedere perdono ai loro carnefici che invece sono adulti, uomini e in più con anni e anni INUTILI di cammino che "non possono non peccare" e che non sanno cosa sia il pentimento.
Secondo quanto blatera l'osceno "discernimento" inculcato da Kiko e Carmen(questa cosa va sempre rimarcata bene!)ai soggetti della casta degli itineranti come Morfino sguinzagliati per il mondo a far danni a nome loro, il Signore "permette" simili orroriperché una manica di delinquenti "conoscano se stessi" sommersi dal "fango". Ossia il Signore permetterebbe che essi siano "costretti" a cedere alle loro basse passioni in funzione della loro "conversione" (il concetto gnostico di "salvezza mediante il peccato"), e il Signore stesso chiederebbe alle vittime di riconoscere l'immenso "privilegio" di essere state elette "strumento" per una simile e impareggiabile opera di "illuminazione", indispensabile a quei tristi e scandalosi figuri per farli diventare cristiani adulti alla maniera neocatecumenale, ossia sull'unico esempio del santo e "puro" fondatore incorrotto.
Sì, perché nel c.n. il modello da imitare non è Gesù Cristo, ma Kiko.
E a dimostrazione di questo il citato Morfino è uno dei casi più emblematici, un vero prototipo: esempio preclaro che assurge a simbolo del perfetto "convertito in Kiko". In lui di Cristo non c'è niente, c'è solo il nominarLo invano! "Salvatore il siculo" è specchio fedele del suo unico idolo e signore Kiko Argüello, appunto.
Kiko può essere molto orgoglioso di circondarsi di simili figuri a lui fedeli.
Guarda Salvatore e vedi Kiko.
E il Morfino ha certo avuto di che guadagnarci per la sua parte, altro che! Un essere insignificante e disturbato, pieno di complessi,che andava aiutato lui per primo,come già abbiamo detto, messo a comandare e guidare il mirabolante "Neocatecumenato" in due delle più grandi regioni d'Italia: la Sicilia e la Calabria, con quei poteri assoluti che Kiko dà solo agli "itineranti" che gli rassomigliano. Calcolare i danni e la devastazione di tutto questo sui poveri malcapitati camminanti è impossibile.
Della prima comunità di Palermo fondata da un'equipe della parroccha dei Martiri Canadesi di Roma, con "catechista" Franco Voltaggio di felice memoria, il nostro Salvatore si è gettato a capofitto nel cammino subodorando le immense sue "potenzialità" - se inquadrate in un simile contesto, s'intende!, e inconsistenti, per uno come lui, in qualunque altro ambito umano - di fare una bella carriera.
Essendo privo di una sua personalità si è fatto forgiare ad arte. Ha imbracciato la chitarra e in tutto e per tutto ha iniziato ad emulare Kiko. Una bella barbetta, il modo di gesticolare, di parlare e di cantare, di vestire e di stare impostato in assemblea, insomma un'omologazione in piena regola sempre molto gradita al narcisista autonominato iniziatore, che davanti a certe nullità inconsistenti che arricchiscono la sua corte si pavoneggia compiaciuto.
Ammesso molto presto nel numero degli itineranti Salvatore è diventato così la longa manus dei suoi "catechisti" romani nella sua stessa terra, rimanendo - che bell'itinerante! - a Palermo tutta la vita. Itinerante in loco, insomma.
Ma una sola regione per uno come lui era poco, per questo è diventato responsabile anche della vicina Calabria. Ripetiamo che dietro di lui c'è la gestione diretta della sopra citata parrocchia dei Martiri Canadesi e, col tempo, avendo dato innumerevoli prove di fedeltà ed essendosi conformato in tutto e per tutto al "sistema", ha ottenuto finanche di entrare nell'elenco dei 72 discepoli privilegiati di Kiko. Cosa desiderare di più dalla vita?
Per fare il generale di un doppio territorio ha avuto sempre sotto di sé almeno due altre equipe di "itineranti", cosiddette "di appoggio", per ciascuna regione... Ricordo alle convivenze di itineranti che tutti costoro avevano problemi con Salvatore. Ma non facevano in tempo neanche ad esporli che venivano subito allineati da Kiko e Carmen che ribadivano il ruolo preminente del Morfino per loro unico referente accreditato, un simil-Kiko insomma nelle zone a lui assegnate, per cui la sua parola valeva più di quella di chiunque altro e su questo non c'era da discutere! Lo stesso dicasi per i malcapitati presbìteri che si sono alternati nella sua equipe e quasi sempre reclutati nell'ambito del suo stesso territorio, quindi per loro somma sventura anche suoi catecumeni. Avendo a che fare con questa "razza di itineranti" potete star certi che i presbiteri adescati nelle catechesi si ritrovano a fare il cammino come tutti gli altri fratelli delle comunità, scrutini con annesso discernimento del capo equipe laico compresi, oltre la piena obbedienza ai catechisti e la fedeltà allo "spirito degli iniziatori" altrimenti"si chiude il cammino!", ipse dixit.
Relegati al ruolo di figuranti, irretiti in ogni iniziativa, i presbìteri itineranti (salvo poche eccezioni di quelli che definisco la pessima genia dei "preti imbastarditi itineranti" che in alcune zone ricoprono anche il ruolo di capo equipe in quanto più kikiani del Kiko) sono considerati buoni solo a celebrare eucaristie e amministrare sacramenti in genere: potere decisionale zero. Dei perfetti padre Mario, totalmente annullati. Nella sua equipe identica sorte per i ragazzi cantori. Mera decorazione, poiché il nostro si ritiene il miglior cantore, dopo Kiko si intende!
Ricordo che ogni volta che doveva essergli assegnato un cantore - dal momento che in ogni equipe deve esserci, oltre la coppia e il prete, un single - il "Son tutto mì'" e "Faccio tutto mì'" precisava: "Kiko, ricorda, per me se non è cantore è meglio!", perché tanto i canti li faceva lui. Tutti i ragazzi che lo avevano in sorte andavano in crisi e resistevano poco all'ombra dell'ingombrante Morfino che li teneva a fare le belle statuine. Sì e no in mesi di itineranza riuscivano a fare un paio di canti in tutto (giusto per!). E su questo nessuno è riuscito in tanti anni a farlo cambiare neanche un poco.
Non sappiamo di chi sia stata la brillante idea di divulgare un documento tanto prezioso a conferma di tutto ciò che diciamo su questo Blog. Non vi segnalo altro; troverete nella visione più di quanto possiate mai desiderare.
Io lo ho visionato e ascoltato, ma è un tale supplizio che non ce la faccio proprio a sottopormi una seconda volta!
Esaltato dalla convinzione di essere ispirato in ogni circostanza come Kiko, senza alcun rispetto per il suo uditorio che avrebbe richiesto una adeguata preparazione, quando gli viene fatto notare che è ora di chiudere si scusa dicendo che lui non è abituato a prepararsi. Aveva scritto sì dei fogli ma poi li ha persi! Supponente e presuntuoso e falso umile a un tempo.
Gli unici foglietti li caccia alla fine, quando chiede i tempi supplementari; su di essi ha appuntato le frasi "utili alla causa" pronunciate dal Papa, sapientemente estrapolate dal contesto, per dimostrare che il "carisma ispirato" non si tocca ma va difeso anche contro i Pastori della Chiesa (incluso il vescovo lì presente?) e questo con la benedizione costante dei Papi, che li hanno da sempre super/approvati e mega/elogiati.
Accanto a lui la giovane moglie di cui non conosciamo neanche il nome; di Rosalia non parla affatto.
I numeroni dei suoi successoni quelli no che non li tralascia. Come Kiko.
Si sa che lui è stato uno dei primi "beneficiari della provvidenza a quattro ruote" e si vanta di non aver voluto e preso MAI nulla dalle collette dei fratelli per sé... "se dovessi chiedervi soldi - dice - prendetemi a calci!". Anche in questo è identico a Kiko. Bugiardo matricolato!
Lo sfondo dell'incontro è di un grigio assoluto, l'eloquio del predicatore lascia dentro l'anima un'inquietudine serpeggiante che non riesci neanche a spiegare!
Il prete seduto, che tiene disperatamente la sua testa tra le mani, la sintesi di tutto; in special modo dell'inspiegabile persistente inerzia della Chiesa che potrebbe ora stesso liberatoriamente cacciarli fuori a calci, ma tanti bei calci finalmente, per non farli rientrare mai più.
La morte di un Santo e l'eredità che lascia ai suoi figli.
Francesco, disteso sulla terra, disse ai frati: «io ho fatto la mia parte; la vostra Cristo ve la insegni»…(dalla Leggenda Maggiore di S. Bonaventura e dal Trattato dei Miracoli di Tommaso da Celano -- FF 1238-1243. 860)
Si tratta del raduno del 3 maggio 2018 nella Tenda della Riunione durante il "pellegrinaggio" neocatecumenale a Loreto e Porto San Giorgio, in occasione della partecipazione al 50° Anniversario del Cammino Neocatecumenale a Roma.
Se volete farvi un'idea diretta del clima tipico di una convivenza in autoesaltazione che si tiene a Porto San Giorgio, ve lo consiglio.
Noterete come tutto il resto del mondo scompare, impallidisce in un lontano orizzonte.
Si mette a fuoco il cammino/dappertutto!
Le parole più ricorrenti: Sorprendente, Impressionante, Immenso e, ovviamente, Miracolo! Miracolo!
Tutto il resto? Un microcosmo senza senso. Gente fuori dal mondo!
Tutto sono loro. Sembrano una realtà immensa e sono un'inezia.
Ma a loro basta gridare: Miracolo, Miracolo, Miracolo!
Don Rino rappresenta uno dei prototipi meglio riusciti della "fabbrica neocatecumenale". Un perfetto clone di Kiko, nello stile, nel modo di parlare e condurre un'assemblea, che porta scritto in fronte: "Sono di Kiko. Non avrò altro dio al di fuori di lui!".
Ci troviamo immersi in un Pellegrinaggio organizzato da Don Rino per le comunità della sua zona, ben otto Nazioni. Pellegrinaggio verso le fonti del Cammino:Centro Internazionale Neocatecumenale di Porto San Giorgio. Patria degli itineranti e loro casa, che lì convergono da tutto il mondo nella "Tenda della Riunione" che è come una "navicella spaziale"… che pare decolli da un momento all'altro. La Merkaba' del profeta Ezechiele, atterrata in quel di Porto San Giorgio ma sempre con i motori accesi, che intimidisce per la sua grandiosità. E Kiko certo non è avaro nel dispensare "effetti speciali"! Chi mai vorrà perdere l'occasione di partecipare ad una simile avventura - unica e irripetibile - per partecipare alla quale serve un solo biglietto: "Me ne vado da ogni parte!"?
Carmen Hernández e il suo Canto. Lei che mai si è mossa dal suo posto di comando.
Che vuoi che sia? Te la presentano come una bazzecola: in fondo devi solo dire di sì, sempre sì, solo sì, sì, sì, a tutto quello che ti propongono!
Il clima che si crea è questo, in esso ti trovi immerso e, in men che non si dica, ti ritrovi sbattuto all'altra parte del globo.
Perché nella magica Tenda di Porto San Giorgio si compie il Miracolo dei Miracoli:«sono tutti disposti a partire per andare ad ogni parte» in un clima di emulazione collettiva e sotto il comando di un folle: Kiko Argüello.
Prima di avventurarci nel video, una provvidenziale premessa ce la offre, in una serie di commenti a firma Isaia Paolo Geremia che mette in evidenza ancora una volta, con una chiave di lettura davvero interessante,la terribile storia della famiglia in missione ad Odessa con il suicidio del padre. Sempre a proposito di alzate e invii… "a lo pazzo!..." (scusate, ho utilizzato una delle strane espressioni di Carmen col suo pessimo italiano:"Noi non facciamo le cose a lo pazzo!" era solita ripetere stizzita… Ma aggiungo io: "col cavolo!")
Secondo voi, uno che ha ricevuto un MIRACOLO si può suicidare? Uno al quale Gesù ha donato la Fede, lo ha inviato ad Evangelizzare, guarito un arto, curata una malattia, ridonata la vista e tanto altro, per cui ha la certezza che Gesù opera, può suicidarsi?Invito tutti i lettori a riportarmi se (faccio degli esempi concreti così ci capiamo) San Pietro, San Paolo, Berandette Soubirous, i Tre Pastoreli di Fatima, San Francesco, Padre Pio, Pio Campidelli, Beata Emmerick, Don Bosco, San Francesco Saverio, Beata Eustocchio (che aveva le possessioni demoniache addosso dalla mattina alla sera), cieco nato, l'indemoniato di Gerasa, Lazzaro, la Maddalena, tutti i contadini e umili che hanno visto la Madonna in questi secoli, ai quali la Madonna ha chiesto di costruire Cappelle e di fare altro, e tantissimi altri, l'elenco è numerosissimo, se costoro si siano suicidati dopo aver avuto su di essi delle manifestazioni Divine, per cui, di conseguenza, aver subito della manifestazioni Diaboliche? NO! Già vi do la risposta.
Ecco invece cosa si dice alla fonte, parla Kiko:
Annuncio di quaresima 2017 Cominciamo”, prendo un nome: “Josefina e Manolo, con 7 figli, della quinta comunità di non so dove”. Si mettono in piedi: “Accettate di andare a Odessa?”. Sì. “Facciamo un applauso, venite qui. Già abbiamo una famiglia, adesso altre quattro”. Così abbiamo fatto con 5 famiglie e così abbiamo fatto per 70 missio ad gentes. Non c’è stata una famiglia che ha detto che non va, e abbiamo missio ad gentes in Africa, in Russia, in Cina… ma come è possibile questo, come è possibile? Abbiamo lavato il cervello alla gente?»
"Lavato il cervello". Proprio così. Ecco la citazione completa:
"A me hanno chiesto: “Come è possibile che 400 famiglie partano per la Cina, per il Laos, per la Cambogia? Che avete fatto? Come li avete convinti?”. E abbiamo detto: “Guarda, questi erano dei borghesi, cercavano la comodità in tutto, perché l’uomo vecchio è molto comodo, cerca la felicità in tutto, è lussurioso, è egoista, ecc. Ma nella misura in cui il Signore, mediante il Cammino, fa crescere in noi l’uomo celeste va diminuendo l’uomo vecchio fino al punto che le famiglie si offrono e sono migliaia”. Io farò un incontro alla fine di maggio con migliaia di famiglie, partiranno per tutto il mondo. Come è possibile? E lo facciamo a sorte, eh?, a sorte.Io dico: “Sono necessarie 70 missio ad gentes”. L’ultima volta, prima dell’invio del Papa, io ho detto: “Missio ad gentes a Odessa, in Ucraina. Abbiamo il presbitero”, ho chiamato il presbitero nell’aula di Porto S. Giorgio e l’ho fatto sedere nel presbiterio. Le famiglie che si sono offerte per andare in qualsiasi parte hanno messo il loro nome in un cesto; abbiamo un cesto con i nomi di 500 famiglie e un altro cesto con i posti delle missio ad gentes. Allora: “Odessa. Qui c’è il presbitero. Cominciamo”, prendo un nome: “Josefina e Manolo, con 7 figli, della quinta comunità di non so dove”. Si mettono in piedi: “Accettate di andare a Odessa?”. Sì . “Facciamo un applauso, venite qui. Già abbiamo una famiglia, adesso altre quattro”. Così abbiamo fatto con 5 famiglie e così abbiamo fatto per 70 missio ad gentes. Non c’è stata una famiglia che ha detto che non va, e abbiamo missio ad gentes in Africa, in Russia, in Cina… ma come è possibile questo, come è possibile? Abbiamo lavato il cervello alla gente?
Dico questo per capire un pochino che cosa sia il Cammino Neocatecumenale, perché formate parte di un carisma importante."
Ci spiega Isaia Paolo Geremia:
Mentre sei in comunità si fanno incontri annuali dove ci sono le chiamate vocazionali e altro. Per cui vi è come una pubblicità, basta andare su Youtube mettere come ricerca Neocatecumenali Evangelizzazione, Kiko incontri vocazionali, e altre cose simili, ecco che vi si aprono i video, e se date un'occhiata, tra musica di sottofondo, parole dette, scritte durante i video e tanto altro, ecco che il tutto ad uno sprovveduto che si fa prendere dal vento della situazione e non ci riflette sopra, gli appare fattibile, una cosa di poco conto, perchè così la fanno apparire, perchè evidentemente per loro è una cosa di poco conto, ed ecco che si sente spinto a fare quelle cose.
Cari tutti l'Evangelizzazione ci vuole, perchè dobbiamo farla, ma non è ciò che si vuole mettere a credere, cioè un bicchiere di acqua che bevi. È una cosa seria. Gesù ha inviato gli Apostoli come Pecore in mezzo ai Lupi. Lo stesso Gesù è stato messo in Croce. Per cui, prima di partire per evangelizzare, ecco che la persona deve essere pronta ad affrontare le difficoltà che si presenteranno: LA CROCE. Ma se un padre di famiglia, viene circuito da frasi, pubblicità, e tantissimo altro, e si ritrova in Ucraina solo e abbandonato, con la responsabilità di tutta la famiglia, ecco che potrebbe fare gesti insani. Perchè si sente disperato, e si sente il peso di tutta la famiglia sulle spalle. Un padre è chamato già in famiglia a compiere la Volontà di Dio. Come si possono dare questi pesi alle famiglie?
Ma l'ipocrisia di costoro dove sta? Sta nel fatto che la colpa è del Demonio, non la loro. Tutto è colpa del Demonio,
Pensate che Dio non li ha avvisati del pericolo? Basta aprire il Vangelo, e leggere per rendersi conto di cosa è l'Evangelizzazione. [ndr: Gesù non invoglia alla Sua sequela con accenti esaltati, piuttosto ripete: "Volete andare via anche voi?" oppure "Gli uccelli hanno i nidi e le volpi le loro tane, ma il Figlio dell'Uomo non ha dove posare il capo" e simili, scoraggiando piuttosto…]
Eppure hanno la Bibbia sotto il braccio, per cui è segno che sanno, cioè che sono stati avvisati dal Signore. Ci sarà pure il Demonio di mezzo, ma questo Demonio ha agito solamente in Ucraina? Costoro tireranno fuori la storia del Papa, che ha dato il nulla osta. Ma carissimi, se io costruisco una casa, e dentro i pilastri ci metto il cartone, e poi viene il tecnico e mi dà il nulla osta, in quanto gli faccio vedere che ho costruito la casa secondo la normativa, (il tecnico non può aprire i pilastri per controllare) secondo voi, di chi è la colpa? E, secondo voi, dopo il misfatto, si può dire a quel punto è venuto il tecnico e mi ha dato il nulla osta? NO! Perchè io so di aver costruito la casa non secondo le norme. Per cui, se mi cade addosso, ecco che la colpa è mia, cioè della mia superficialità.
Perchè costoro devono agire in questo modo? Perchè devono fare la pubblicità di ciò che fanno? Dovrebbero darcela loro la risposta, ma uscendo allo scoperto. Sicuramente è un bene evangelizzare, tant'è che la Chiesa è cresciuta nel tempo grazie all'evangelizzazione, su questo siamo tutti d'accordo. Ma fatta nel giusto modo. Avete visto, oppure state vedendo, video dove si inviano famiglie, persone, anime, per evangelizzare? Cioè vedete i Salesiani, i Francescani, i Gesuiti, i Passionisti, e tanti altri, fare dei video dove chiamano all'evangelizzazione? NO! Eppure la fanno. Basta andare tra di loro, cioè frequentare una Parrocchia, e vedere. Perchè questa differenza tra tutti gli altri e i Neocatecumenali? La risposta non la darò, ognuno se la dia in base a quanto hanno visto e sentito in mezzo a costoro.
Ricordatevi cosa accade a chi non obbedisce ciecamente a Kiko, come ci testimonia Lapaz:
Drammatico! In quel momento riuscii a rispondere solo che avrei fatto visita al mio vescovo - allora era il cardinale Rouco Varela - ma quel prete cominciò a ridere rumorosamente: «vai… va' pure… tanto sono stato appena a pranzo con Rouco oggi, vai, corri a cercare Rouco per dirgli tutto!»
Poi dicono è il Demonio, lavandosi le mani come Pilato.
Torniamo a don Rino Rossi, membro autorevole del Consiglio elettivo, dal 2002 ad oggi sicuro ha fatto una bella scalata!
Mons. Ilario Antoniazzi, Arcivescovo di Tunisi, in visita alla Domus kikiana (21 marzo 2013) alla sua destra don Rino Rossi alla sinistra don Francesco Voltaggio.
Dal 65esimo posto nella lista dei "Settantadue" ora è uno dei Dodicieletti Cefali al servizio di Kiko "lo squalo".
Anche se è difficile trovare tracce dell'elenco aggiornato, ulteriore prova che amano restare occulti sempre più.
Solo loro devono essere a conoscenza di certi"Arcani del Cammino", chi sa mai perchè!
Nel video all'inizio, durante le presentazioni:
"Vi dico Cipro è importante per il Cammino. Perché la Madonna a cui si è ispirato Kiko per la sua icona, si trova in un Monastero di Cipro, che si chiama «Kiko». Questo è un disegno di Dio!"
Perché vi abbiamo portati qui? (al min. 20:00)
"Siamo a Porto San Giorgio, che si trova a 40 Km dal Santuario di Loreto. Noi vediamo in questo un disegno di Dio!"[ndr: e siamo già a due!]
Don Rino continua:
"Perché abbiamo scelto questo posto? Non lo abbiamo scelto noi, ma i fatti che il Signore ha permesso ci hanno portato qui!
Santuario di Kykkos a Cipro N.B. si chiama così
in onore a Kiko?
Questa terra era una proprietà di un medico, tanti anni fa, si chiamava Patrizio, lui era molto conosciuto in quest'area, aveva una clinica privata sua, era un bravo medico, ma aveva una situazione familiare disastrosa di crisi, stava per separarsi [ndr. sempre devono enfatizzare che il Cammino ti salva dalla catastrofe, sia vero o falso come in questo caso].
In questo momento è arrivato il cammino. Lui e sua moglie Marisa hanno preso il cammino come un'ancora di salvezza, li ha salvati. Al primo scrutinio hanno ricevuto una Parola, sono rimasti molto colpiti, hanno creduto alla Parola. Dopo la convivenza si sono riuniti coi catechisti e hanno detto: "Noi vogliamo vendere tutto, la clinica e dare ai poveri". Questo per farvi capire come era la loro situazione disastrosa. [ndr: messaggio subliminale - neanche tanto subliminale! - "tu hai una situazione disastrosa? IL CAMMINO (NOI!) ti dà la soluzione!"]
Hanno venduto, hanno sistemato con i figli. Qui Patrizio aveva il suo tesoro, la sua passione; aveva una stalla con le mucche, la sua passione, mucche dalla Svizzera; vicino qua aveva la sua villa, a Fermo la sua clinica privata. Ha lasciato tutto e ha pensato che questa terra la voleva offrire al Cammino;ma come si fa - dicevano i catechisti - che il cammino non può ricevere proprietà! I catechisti hanno parlato con Kiko, e Kiko ha detto: "Che venda i beni e dia tutto ai poveri, noi non vogliamo niente!" [ndr. AhAhAh, scusate! Hanno proprio una faccia di bronzo incredibile, e come la raccontano bene!]
Dopo hanno parlato col Vescovo e hanno lasciato questa proprietà alla Diocesi al servizio del Cammino e si sono alzati itineranti. E sono stati per tanti anni itineranti nella zona di Napoli. Il cammino è cresciuto: ci sono 700 comunità in quell'area adesso. Ora sono morti tutti e due. Allorala Diocesi ha accettato questo, perché è proprietà della Diocesi,e Kiko ha pensato in questo luogo di fare un luogo per il Cammino, questo si chiama Centro Internazionale, nel quale noi facciamo tutte le convivenze importanti a livello mondiale del Cammino, soprattutto le convivenze di itineranti. Ora a giugno si fa la convivenza di itineranti d'Europa e anche io devo venire sempre, facendo parte dei Dodici[ndr. subito segue un aggiornamento dell'elenco segreto dei dodici Cefa al min. 24:45] e Kiko vede l'evangelizzazione di tutta l'Europa: come va in Italia, come va in Spagna, come va in Germania, in Polonia, in Russia (in tutte le parti).
Come facciamo anche noi alla Domus: vediamo l'evangelizzazione come va in queste otto nazioni che dipendono da noi.
Ufo kikiano, ti lancia fuori orbita!
Questo per noi è un luogo molto importante.
Perché abbiamo vissuto tantissime esperienze. [ndr: minuto 25:17 del video]
Pensate ora il Cammino festeggia i 50 anni: quante convivenze abbiamo fatto!
Tantissime qui di itineranti che hanno dato la loro esperienza, anche le loro difficoltà, le loro sofferenze, perchéqui si parla con molta libertà come facciamo noi nel Cammino, ...[ndr. non lo conoscevo così bravo Rino a sparare panzane!]… le situazioni, e Kiko ci aiuta con la sua equipe, gli iniziatori cercano di dare discernimento.
Anche una forma per vedere come sta andando la Chiesa. Per cui noi abbiamo una conoscenza della situazione della Chiesa molto concreta…[ndr: davvero?]
Io sto da tanti anni in Israele e lavoriamo nelle Parrocchie, lavoriamo con la Chiesa, con i Vescovi con i Parroci e sappiamo i problemi che ci sono e così tutte le equipe.
Ma non solo Convivenze a livello europeo.
Tutti gli anni al mese di gennaio facciamo qua una convivenza a livello mondiale con tutte le equipe d'itineranti. Il cammino si trova attualmente in 133 nazioni nel mondo, in tutti e 5 i continenti la realtà è molto grande e bisogna governarla… [Dal minuto 27:30]
Noi che stiamo qua importantissimo!
Questo posto è molto importante. È la nostra casa. Io non faccio altre cose che stare in Israele itinerante e poi a Porto San Giorgio.Non ho tempo di andare a casa mia. A casa mia si lamentano sempre che non vado mai e io li chiamo una volta, due l'anno: "Come state siete vivi?", e loro: "Ah disgraziato, non vieni mai a casa!" E sì! Io ho un'altra casa! Così! Tutti gli itineranti così tutti i Rettori! [segue applauso fragoroso]
Abbiamo una convivenza importantissima nel mese di settembre [dal min. 28:30]. A settembre convivenza 125 seminari promossi dal Cammino in tante nazioni. Una cosa impressionante, anche se sono Seminari delle Diocesi (?) , ma noi abbiamo una missione, dobbiamo fornire Rettori, Vicerettori, Padri Spirituali [ndr. ma davvero?], c'è una formazione che viene dal Cammino… [ndr. ma non erano "diocesani"?!] Anche questo bisogna governare. [ndr: infatti sono LORO a governare, NON il Vescovo]
Che difficoltà ci sono… [minuto 29:30]
Ognuno racconta la sua esperienza i miracoli. È miracoloso tutto. Miracoli dappertutto. Tutto miracoloso.
[minuto 30:31] Aneddoto di una vocazione
Sono stato "catechista" dei suoi genitori.
La mamma mi chiese, prima di partire dalla Colombia, che sono stato lì 13 anni, di dare una benedizione al suo figlio piccolo.
In quel momento io mi sono tolto la giacca e gliel'ho messa addosso e ho detto: "Un giorno capirai cosa ho fatto!". La mamma: "Ma non dai la benedizione?" e io "questo vale più di una benedizione" Così è stato!
Quando ha avuto 18 anni mi ha telefonato la mamma: "questo mio figlio un disastro, non va in comunità, prende le canne e... tutte queste cose! Puoi riceverlo nella Domus?". Come dicono tutte le mamme [ndr. e ride! come a dire: poveracce!]. Così è arrivato. Dopo tre mesi abbiamo la convivenza di inizio corso, in quella convivenza la chiamata al presbiterato e quello si alza. "Mi sono alzato!" [ndr: come a dire stupito… Stupito lui stesso di quanto stava facendo] Dopo la convivenza viene nel mio studio e mi dice "Padre tu non sai che quando ero piccolo mi hai gettato addosso la giacchetta e io volevo sempre scappare dalla vocazione, però ho visto che il Signore lì mi ha dato un segno e ora sono qui nel Seminario".
[minuto 32:50]
Poi un evento ogni anno che veramente è impressionante che viviamo ogni anno. miracoloso! Riuniamo tutti i ragazzi che sono pronti e disposti ad essere inviati dopo essere stati formati nei centri vocazionali di ogni nazione
Ogni anno vengono trecento, ragazzi e qui diciamo che si fa la Merkaba', il carro di fuoco di Ezechiele, questa tenda come una Merkaba' con 4 ruote che vanno in tutte le direzioni, come se volesse decollare, questo luogo benedetto, i miracoli che abbiamo visto… Miracolo, quale miracolo? Disposti ad andare ad ogni parte del mondo. [minuto 34:23] …dopo tutta la convivenza… Invitati a mettere i loro nomi in un cesto, poi a sorteggio vengono inviati, si fa uno studio delle varie richieste, sempre c'è un nuovo Seminario. Impressionante! Qual è il miracolo? A cui assistiamo tutti gli anni. Tutti stanno disposti ad andare …in Africa o in America Latina o in Corea o in Cina [minuto 36:20] [minuto 36:40]
Passando mi sono fermato alla Basilica di San Gabriele dell'Addolorata a Roma, questo Santo diceva sempre: "Al Signore non piace la nostra volontà"[ndr: segue la loro spiegazione di comodo]: Perché è frutto del peccato, l'uomo siccome ha paura sempre ha un progetto, il progetto è sempre per realizzarti, per cercare di scappare dalla morte. A Dio non piace questo, perché Lui ha i suoi progetti, a Dio piace che facciamo la Sua Volontà. Queste sono parole sue. Il Signore immaginati... l'uomo ha sempre il suo progetto, la sua casetta il suo lavoro… rinunciamo e tu non sai dove Dio ti vuole portare. È impressionante! Per esempio:
Esperienza di un gruppo [minuto 37:55] di Roccasaia[ndr: il nome non si comprende bene] quante lotte in Seminario! Un ragazzo diceva sempre "Ah, questa è la vocazione dei miei catechisti. Io non voglio farmi prete!"Dopo anni e anni finalmente abbiamo visto come ha dato la sua volontà alla Chiesa a Cristo (?) e ora è qua; applauso! [ndr: domanda legittima: a che trattamento per anni e anni lo hanno sottoposto per ridurlo ad adeguarsi?]. E ora la "perla finale".
Giovanni Paolo II celebra l'Eucarestia,
blindato dietro una barriera di presbikiki
(Porto San Giorgio, 30 dicembre 1988)
Conclude don Rino:
"In questo luogo…
È venuto un Papa, un Papa che è Santo San Giovanni Paolo II.
Nel 1988 "Invio di 100 famiglie" durato tre ore e mezzo.
Mi ha detto dopo in sacrestia: "Mai ho fatto un pontificale così lungo nella mia vita tre ore e mezza!". Il Papa era raggiante… impressionante. E l'Eucarestia che abbiamo fatto! Come si fa nel Cammino con tutti i segni: Pane azzimo, col Vino servito a ognuno così…
Al momento dell'Omelia il Segretario, come si fa sempre, porta i fogli al Papa… Carmen era seduta lì e lei: "Santo Padre - gridando - tutti stavamo così, era imprevedibile Carmen, e Carmen dice: "Santo Padre lasci quei fogli, parli con il cuore che parli lo Spirito Santo!"
[dal minuto 40:30]
Tutte le guardie pontificie nervose, cosa fare come fermare la Carmen?
Il Papa lascia i fogli e ha fatto un'omelia che non si può immaginare con tutto il cuore, molti dicono che è stata la più bella del suo pontificato di 27 anni e l'ha fatta qui, ha parlato della famiglia; ogni tanto la trasmettono in televisione quando si parla della famiglia. Perché qui ha detto cose impressionanti.La famiglia missionaria. [ndr. accidenti Rino, sei pure meglio di Kiko!]
Qui si fa la Convivenza di Inizio Corso con Kiko [minuto 41:30] poi questa convivenza si fa nelle vostre comunità. Ultimamente una sola qui, poi itineranti la trasmettono a tutte le nazioni. Fine settembre, inizio ottobre, quest'anno si fa qui un'unica convivenza. Kiko dà a noi la maturazione del frutto quello che il Signore gli ispira e i catechisti ricevono. E in tutto il mondo attraverso i catechisti lo ricevono tutti gli altri.
Immaginate quanti eventi in questo luogo, questo è molto importante per noi.
Importante stare qui, riportare lo spirito.
Questo luogo quanto è importante!
Importante per noi. Venire a ricevere, per poi dare quello che riceviamo qui in Convivenza.
Questo è questo luogo.
Anche tu se ricevi puoi dare alla tua Comunità.
Per questo Dio aveva un disegno, ti ha voluto portare qui perché andremo a Loreto, dove c'è la Santa Casa di Nazareth. Kiko porta a noi tutto quello che Dio gli ispira…
Quanto importante questo luogo!
Cosa ha detto a Kiko? …Comunità come la Santa Famiglia di Nazareth…
Così la Domus in Terra Santa dove il Signore è passato.
Casa di formazione. Per poter dare, devi ricevere prima, questa l'importanza delle convivenze di itineranti a Porto San Giorgio.
Conclusione: il "partecipante entusiasta" interrompe qui la sua registrazione video.
Rino aveva appena iniziato a spiegare l'affresco di Kiko alle sue spalle, tutti i "segni/disegni" (sgorbi!) ispirati di Kiko...
Si vede che anche lui, con tutto il suo entusiasmo, a questo punto ha pensato che bastava così!
Per conoscere la fede conviene consultare questa "FAQ" di domande e risposte partendo dalla "lezione preliminare". Cioè tutto ciò che nelle comunità del Cammino non vi dicono, o peggio, vi dicono equivocando e inquinando.
Qualche libro da leggere e soprattutto da far leggere
Fabio De Carlo, Nella tela del ragno - viaggio sconvolgente nel chiuso mondo di una comunità del Cammino Neocatecumenale, chiesa parallela fondata da Kiko Argüello, edizioni Segno, 2022, ISBN 9788893185998
Antonio Lombardi, Quando Mosè diventa Faraone - ovvero catecumenali iperprotetti a vita nell'utero di massima sicurezza di una chiesa parallela fondata da Kiko Argüello, edizioni Segno, 2020, ISBN:9788893183345
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Continúa Ascen dando avisos y órdenes, y ya comenté que lo siguiente que
toca es de categoría superior:
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