giovedì 14 novembre 2019

ECCO COME NACQUERO I DIDASCALI NEOCATECUMENALI…

Da una sbobinatura del 1985 sulla prima “convivenza dei didascali”, o maestri dei bambini del Cammino, svoltasi a Madrid, si evince e si può fare memoria del pensiero kikiano sull’educazione “neocatecumenale” dei bambini. Non ho detto educazione “religiosa”, perché tutto mi pare fuori che quello.

Consiglio la lettura di questa “perla” degli inizi, ma intanto estrapolo alcune affermazioni di Kiko, tanto per far capire.

Facciamo notare che nel 1985 il Cammino esisteva da meno di vent'anni ed era ancora irrilevante sul piano ecclesiale. Allora come oggi la stragrandissima maggioranza delle comunità mondiali era divisa tra Italia e Spagna.

Nel testo vediamo che Kiko anzitutto comincia raccontando frottole:
Kiko: “Io benedico il Signore che sono stato per dieci anni professore in una scuola e ho avuto molto contatto con i ragazzi…”
(è una menzogna, perché figurarsi se è stato professore 10 anni, se si incistò in Italia appena ventinovenne nel novembre 1968. Avrebbe dovuto fare il professore dal 1958, quando era ancora all’Accademi, senza contare i famosi millantati "anni" passati nelle baracche…).
“voi, come didascali, dovrete a volte lottare con certi atteggiamenti sentimentali dei genitori; in questo senso DOVETE AVERE AUTORITÀ. Voi siete didascali, maestri di bambini e si suppone che se nella comunità, il Signore, vi ha dato una missione, avete un carisma, VI DEVONO RISPETTARE. Se hai qualche problema coi genitori, per questo hai I CATECHISTI, possiamo illuminarti su alcune cose. Perché ci sono sempre genitori che sono un po' nevrotici o che hanno un atteggiamento sentimentale, non possono sopportare che il bambino soffra niente e commettono molti errori.”
(sa lui, che mai ha avuto figli e non è nemmeno pedagogo, come aiutare i genitori, che giudica per i molti errori che commettono. Allo stesso tempo conferisce “autorità” a gente comune, tanto per farla sentire “qualcuno”).
“Rispetto alla gioventù in tutto il mondo ed al putiferio che è scoppiato nei ragazzi, possiamo dire che abbiamo un GRAN SUCCESSO; DI UNO A CENTO, QUASI OTTANTA PER CENTO DI SUCCESSO PIÙ CHE DI FALLIMENTO IN TUTTI GLI ASPETTI. Ciò vuole dire che il Signore ci sta benedicendo su questa linea.”
 (quindi se alle catechesi non va più nessuno, è segno di insuccesso, dovrebbe voler dire che il Signore non sta benedicendo…).
“l'Eucaristia non deve essere divertente per il bambino, perché l'Eucaristia è una cosa molto seria e le cose serie non sono mai divertenti; sanno di sofferenza, sanno di sacrificio.”
(ma se Kiko e Carmen hanno fatto di tutto per rendere l’Eucarestia una FESTA, pure col balletto-girotondo conclusivo!)
“PER CUI LE MESSE CHE FANNO PER I BAMBINI (CON CHITARRA E TUTTO QUEL TRAMBUSTO DI COSE, CHE PARLANO DI LORO E PER CIÒ GLI PARLANO DI TUTTO, E TUTTI SE LA PASSANO MOLTO BENE) È ANTI-PEDAGOGICO SECONDO UNA NOSTRA OPINIONE.”
(ecco qua: parla il pedagogo tuttologo… Ma poi che dice? “le Messe per i bambini, col TRAMBUSTO, le CHITARRE e TUTTI SE LA PASSANO MOLTO BENE”… Non è questa l’esatta immagine delle Eucarestie neocatecumenali? Ma già, Kiko qualcosa doveva dire per denigrare le Messe di parrocchia).
“Non stiamo giudicando, NELLA SITUAZIONE CHE C'È IN QUESTO MOMENTO IN TUTTA L'EUROPA non c'è altro rimedio che farle così, altrimenti, i papà non li porterebbero o non andrebbero con loro ed allora, come un male minore, meglio una Eucareistia così che niente, no?”
(no, no, Kiko non giudica, excusatio non petita… Ma tant’è, con la situazione drammatica nelle parrocchie che il Cammino Neocatecumenale deve salvare…).
“Quindi, queste messe che fanno nelle parrocchie hanno alcune cose positive, per prima cosa che attraverso i bambini vengono anche i genitori, ecc. CIÒ LO SA ANCHE LA CHIESA.”
(“LORO” fanno, già c’è il “loro” ed il “NOI”, prima separazione).
“Abbiamo parlato con MONSIGNOR BUGNINI che è stato il creatore di tutto il rituale per bambini e ci diceva esattamente: "La messa non è per i bambini, né per i giovani, né per i domestici, né per i vecchi... la Messa è per il «popolo di Dio»".
(perché, quelli non sono il popolo di Dio? Vorrà mica dare il “cibo solido” a chi dovrebbe bere solo latte? Per inciso, il cardinal massone BUGNINI era il loro primo mentore).
“Indubbiamente a questo si è arrivati perché si suppone che è per gente che non ha fede, o che ha molta poca fede, gente che è molto secolarizzata. MA NON È QUESTA LA NOSTRA SITUAZIONE, dico questo perché ai bambini del Cammino Neocatecumenale che si preparano alla prima comunione NOI FACCIAMO UNA PREPARAZIONE A PARTE.” 
(Giudizio: nelle parrocchie la gente “non ha fede”, mentre nel Cammino Neocatecumenale la fede arriva automaticamente: “QUESTA NON È LA NOSTRA SITUAZIONE”, NOI ABBIAMO FEDE. Per questo motivo, “LORO” preparano a parte i bambini per la Prima Comunione, i super-bambini, diversi da quelli poverelli di parrocchia: «facciamo una preparazione a parte»).
“La parrocchia ha una messa per i bambini che si preparano alla Prima Comunione e vorrebbe che anche i NOSTRI partecipassero a questa messa. Ma noi non siamo d'accordo perché i NOSTRI bambini non vivono assolutamente la situazione degli altri bambini che vengono al catechismo; è completamente differente. SAREBBE COME FARLI PASSARE DA UNA COSA CHE VALE CENTO A UNA COSA CHE VALE VENTI.”
(e qui è follia. I “LORO” bambini non possono passare dal Cammino Neocatecumenale che vale 100 ad una parrocchia che vale 20. Scala di valore e proprio NESSUN GIUDIZIO SUI NON NEOCATECUMENALI! NO NO…)
“allora, senza METTERMI A GIUDICARE PERCHÉ NON C'È ALTRO RIMEDIO CHE FARLO, DATA LA SITUAZIONE DI SECOLARIZZAZIONE DELLE PARROCCHIE, noi crediamo che la cosa più positiva è che i RAGAZZI PARTECIPINO ALLE NOSTRE EUCARISTIE.”
(ma se Kiko ha sempre giudicato finora… i poveri parrocchiani non hanno rimedio… Per dire che? “Togliamo i NOSTRI figli alla Messa parrocchiale e portiamoli alle NOSTRE Eucarestie”).
“Abbiamo scoperto che il bambino ti dice che si annoia molto che è molto stanco… ma avendo già visto i programmi televisivi sa a che ora c'è un film e allora ti salta la celebrazione. Sta di fatto che rimangono in casa e non appena i genitori vanno via accendono la TV e vedono i film che non possono vedere.”
(capito come insinua che i bambini mentono per poter vedere film proibiti? Non concede che si annoino e basta a quelle Eucarestie lunghissime e fuori orario. No, INSINUA la cattiveria dei bambini: guardano film PROIBITI).
“IMMAGINATEVI CHE IN ITALIA CI SONO CENTO CANALI TELEVISIVI E A VOLTE TRASMETTONO PERFINO FILM PORNOGRAFICI.”
(Nel 1985? Sta mentendo agli spagnoli per descrivere una situazione molto più “drammatica” di quella reale, per impaurire quei genitori).
“Ci siamo arrabbiati con molti genitori che, perché il bambino diceva che si annoiava, non lo portavano all'Eucaristia. Il bambino deve comprendere l'importanza dell'Eucaristia e il padre nella sua casa deve mettere una gerarchia di valori: Dio al primo posto e con questo non si scherza!”.
(perché se il bambino va alla Messa parrocchiale non è Eucarestia? Non ne comprende l’importanza se il genitore gliela spiega?).
“Se qualcuno lascia che i figli non vengano all'Eucarestia sta facendo del male ai propri figli, QUESTO È SECONDO QUANTO IL SIGNORE CI STA ISPIRANDO”.
(e se qualcuno li manda all’Eucarestia parrocchiale che male fa al figlio? Già è passato, senza che nemmeno se ne siano accorti, a dire che uno fa il male del figlio “se non lo porta all’Eucarestia neocatecumenale”, mentre il male del figlio è se non viene portato all’Eucarestia, qualunque essa sia, anche parrocchiale. Non può essere “ispirazione del Signore” separare i bambini dalla parrocchia con scuse poco credibili).
“È assurdo che i genitori sabato dopo sabato vadano all'Eucaristia e il bambino rimanga tutto il tempo in casa a vedere la TV e il giorno dopo, la domenica, vada alla Messa dei bambini senza i genitori, ecc.”
(è assurdo? A me pare del tutto normale: il bambino va coi suoi amici del catechismo parrocchiale. Dov’è l’assurdo? Questo si chiama INDOTTRINAMENTO, senza logica né Spirito, ma a PRO CAMMINO NEOCATECUMENALE SEPARATO DALLA PARROCCHIA. Così i bambini si possono indottrinare fin da piccoli, isolandoli dagli altri).
“Perché la fede non si vive a livello di bambino, né a livello di giovane, perché allora dovrebbero esserci anche Eucaristie per giovani, per sposati e per anziani. Questo è ciò che si sta seminando inconsciamente, ma non deve essere così.”
(ma i bambini sono un caso a parte, perché sono piccoli, gli adulti sono tutti uguali. Si nota come si fa passare con le parole un messaggio totalmente fuorviante, che nulla c’entra con le “categorizzazioni specialistiche”?).
“Per questo motivo ci fu una reazione della Conferenza Episcopale Italiana a fronte delle Messe dei bambini, perché non era d'accordo; e tutto questo perché la "parzializzazione" nella Pastorale è stata sempre nefasta e negativa”.
(e poi, alle Messe dei bambini… Ci vanno tutti, anche gli adulti, non c’è “parzializzazione”, mica vanno solo bambini! Il discorso è totalmente stravolto e non credo nemmeno a quell'imprecisato riferimento alla Conferenza Episcopale, perché non esistono Messe “solo di bambini”).
“La Pastorale dei giovani, la Pastorale delle donne di servizio, la Pastorale degli operai… si sono create pastorali per le classi sociali e in Francia si sta venendo da questo tipo di pastorale. L'AZIONE CATTOLICA CHE È SPECIALIZZATA È IN CRISI IN TUTTA EUROPA… CHE È ANDATA AI MARGINI DELLA PARROCCHIA, STA MOLTO MALE, la gente è uscita dalla Chiesa e non c'è modo che ritorni alle parrocchie.”
(Falso! L’A.C. esisteva da prima del Cammino Neocatecumenale ed esiste ancora oggi. Ha avuto problemi, specialmente in Spagna, ma non “stava molto male” come insinua lui, sennò spariva, invece è più vetusta del Cammino Neocatecumenale).
“I bambini normalmente non connettono più quando incominciano le esperienze degli adulti, perché alcuni parlano con un linguaggio che loro non capiscono; non lo capiscono perché parlano di cose che noi altri comprendiamo, ma il bambino non lo capisce ed allora ascoltare, seguire, gli costa fatica. Forse ascolto alla prima, ma alla terza risonanza già ascolto difficilmente.”
(ah, allora lo dice anche lui: meglio una Messa parrocchiale per i bambini, sennò non comprendono… inoltre non ci sono nemmeno le risonanze da ascoltare… nemmeno una).
“La cosa ideale è che spontaneamente i ragazzi si alzino e dicano la loro esperienza o ciò che vogliono, come un adulto. Se vedete che gli adulti hanno detto due, tre, quattro esperienze ed i bambini sono silenziosi, è bene allora che il didascalo domandi loro: "vediamo, a te che ti ha detto la Parola?" I bambini devono sapere che cosa il maestro domanda loro”.
(trattare i bambini da adulti, per “coinvolgerli”, renderli “partecipativi”. Questa fissa di Kiko della Messa partecipata travalica il comune buonsenso per dare ai bambini le regole degli adulti. Già vissuta questa esperienza. Le Eucarestie diventano infinite e sempre più pesanti per tutti, con il popolo protagonista e non Dio).
“CHE SIA IL PRESBÌTERO A DOMANDARE, ABBIAMO MOLTA ESPERIENZA IN ITALIA, RISULTATO DI QUESTA ESPERIENZA? COMPLETAMENTE NEGATIVO! PERCHÉ CI SONO PRESBITERI CHE LO SANNO FARE BENE, ED ALTRI MOLTO MALE”
(con questa scusa si toglie al presbitero anche questa funzione. Come se il presbitero non avesse lo Spirito, ma il laico Kiko (e i laici suoi scagnozzi) sì. Questi ultimi sono esenti dal “farlo male”? Ah già, si scelgono persone adatte, in ogni comunità ce ne sono sempre a bizzeffe).
“Gli adulti sono arrivati a protestare perché il presbitero si mette a parlar loro con vocina da bambino, e ad interrogare il bambino e il bambino è lì represso. INSOMMA QUESTO IN ITALIA LO ABBIAMO DOVUTO ELIMINARE. ”.
(molto meglio trattare da adulto un bambino che ha appena fatto la Prima Comunione, fargli fare risonanza, stargli addosso… tutta questa non è REPRESSIONE. Dica pure che lo hanno VOLUTO eliminare, è più veritiero).
“Parlo più dell'Italia perché lì abbiamo masse di bambini… in Italia la Prima Comunione la fanno ai dieci o agli undici anni; l'hanno ritardata moltissimo è questo è una cosa molto grave per i nostri figli perché ci ha obbligati ad introdurli nell'Eucaristia già a 7 o a 8 anni nonostante non abbiano fatto la Prima Comunione. Ci sono anche altri inconvenienti perché i ragazzi che hanno fatto la Prima Comunione protestano per il fatto che siedono assieme ai più piccoli; ma il meglio è nemico del buono; devono accettarlo e nient'altro.”
(insomma hanno fatto come hanno VOLUTO: nelle parrocchie i bambini di 7/8 anni ci vanno eccome alla Messa, non è che LORO li hanno “dovuti introdurre” alle loro Eucarestie, sulla base che dovrebbero andarci solo dopo la Prima Comunione. Queste sono idee loro, non della Chiesa. Poi dice che quelli più grandi “protestano”, ma chi se ne frega, devono farlo e basta. Dittatura senza senso, pur di strapparli alle parrocchie).
“Quello che possiamo tentare è che i bambini che hanno fatto la Prima Comunione vengano invitati affinché preparino con i grandi, con questo già non è considerarli bambini - uno per equipe”.
(che io sappia questo stolto tentativo è andato in fumo. Ci mancherebbe! Un povero ragazzino di 10 anni a preparare l’Eucarestia tutto solo con un gruppo di adulti! La “creatività” neocatecumenale è proprio diabolica. È certo che nessun ragazzino ci sarà voluto andare, poverello).
“Allora dovete mentalmente CONVINCERE I GENITORI E DIR LORO CHE I CATECHISTI VI HANNO DETTO che non possono cedere assolutamente”.
(i catechisti, la bocca dello spirito santo… Convincere… qualche recalcitrante? Più di uno?).
“Inoltre, stiamo salvando nel Cammino i bambini da un mostro che si chiama televisione. Li stiamo aiutando”. 
(non sa più a cosa appellarsi per “convincerli”: un mostro la televisione. Ma se stanno con le baby sitter a casa, che mostro vuoi che incontrino… lavaggio del cervello allo stato puro).
“Ora, in Italia si fa sempre così ed i ragazzi sono molto contenti”.
(ma se prima ha detto ha detto che protestano…).
“È normale che questo costi loro qualcosa, ma è meraviglioso che stiano con i genitori, è stupendo che dopo danzino con i genitori; È MERAVIGLIOSO CHE STIANO NELLA FESTA”.
(Eucarestia = Festa. Provino a dire di no. La Messa parrocchiale non è una FESTA, anche se prima l’ha descritta come una goliardata con chitarre…)
“È penoso che alcuni genitori non vogliano portare i bambini, questa è una deformazione ed è necessario in questo senso fare una campagna per insistere affinché portino i loro figli. NON SI PUÒ TRANSIGERE ASSOLUTAMENTE IN QUESTO”.
(eh, sennò l’indottrinamento parte in ritardo. È penoso che questo voglia sottrarre i “SUOI” bambini alla parrocchia, questo è penoso).
“Noi (nel Cammino Neocatecumenale) abbiamo la preparazione alla Comunione, il post-comunione e la preparazione alla Cresima nelle parrocchie, e noi portiamo normalmente la Pastorale di mediazione. Risultato: volevano che i nostri bambini che hanno fatto la Prima Comunione continuassero a fare il post-comunione in parrocchia”.
(ma pensa te, VOLEVANO che i bambini facessero il post comunione in parrocchia. Che richiesta esosa ed inverosimile! Inaccettabile!)
“Siccome nella parrocchia hanno messe per bambini, volevano che i nostri fossero anche a queste Messe. MA QUESTO VA BENE PER LA PARROCCHIA, È UN SERVIZIO BUONO CHE STA FACENDO LA PARROCCHIA SAPENDO CHE È POCHISSIMO QUELLO CHE SERVE, PERCHÉ I GENITORI NON HANNO FEDE; TUTTO CIÒ CHE SI FA LÌ È MOLTO POCO PERCHÉ PER NOI È PIÙ IMPORTANTE QUELLO CHE I BAMBINI RICEVONO DOPO NELLA FAMIGLIA. QUESTO VA BENE PER I BAMBINI CHE NON HANNO GENITORI IN COMUNITÀ, MA I NOSTRI BAMBINI HANNO UN POST-COMUNIONE MERAVIGLIOSO CHE È LA COMUNITÀ, L'EUCARISTIA DELLA COMUNITÀ”.
(magari quei bambini HANNO i genitori nella CHIESA e non in Comunità. Non tutti forse, ma molti. Il post Comunione neocatecumenale sarebbe l’Eucarestia della COMUNITA’. MERAVIGLIOSO).
“un altro problema che sono le CONVIVENZE SOLO CON I BAMBINI. ABBIAMO VISTO CHE HANNO BISOGNO DELLA FIGURA DEL DIDASCALO COME UNA FIGURA ALTERNATIVA E COMPLEMENTARE AL PADRE”.
(la figura è il didascalo: il mini catechista dei bambini…).
“Una domanda che io vi invito a fare in questa convivenza è quella in relazione ai pericoli della scuola, ossia avvertirli che sono in un ambiente che non è cristiano; bisogna PRESERVARLI CONTRO AMICHETTI che conosceranno nella scuola”.
(ma non è lui che spertica che si impara solo “sperimentando”? Preservare cosa? Poi il termine: nemmeno “DA amichetti”, ma proprio “CONTRO AMICHETTI”, il che denota il pensiero retrostante).
“Sarebbe molto buono allora fare una convivenza con loro sull'apostolato nella scuola, AFFIDARE UNA MISSIONE AI RAGAZZI, guardare tutto questo con loro. "Come si può portare Gesù Cristo nella scuola, nella tua classe, ai tuoi amici?"”
(a ragazzini delle elementari e medie, affidare una missione. Le ha tentate proprio tutte per trovare la “missione” giusta rappresentativa del Cammino Neocatecumenale. FOLLIA).
“AD UNO SI PUÒ CHIEDERE PER ESEMPIO CHE DIVENTI AMICO DEL PIÙ EMARGINATO DELLA SCUOLA”.
(e questo sarebbe per il bene del ragazzo. Se lo diventa di suo, niente obiezioni, ma chiedergli che lo diventi è per OSTENTAZIONE neocatecumenale).
“Bisogna invitare quei ragazzi che hanno per esempio le famiglie disunite, distrutte, POSSIAMO DAR LORO UN SOSTITUTO DELLA FAMIGLIA CON LA TUA PROPRIA FAMIGLIA. L'abbiamo fatto in Italia ed è stata una cosa davvero stupenda. Diversa è l'amicizia con un ragazzo che ha questa missione da quella di un amico verso il quale si ha una posizione di dipendenza”
(a me risulterebbe che il vero cristiano cerca di aiutare la famiglia ed il ragazzino a riunirsi, non cerca di diventare il SOSTITUTO DELLA FAMIGLIA).
“in casa era il re e nella scuola gli hanno dato un schiaffo, gli hanno tolto il panino o gli hanno messo un soprannome. E se vede che quello che gli hanno dato i genitori non gli serve perché lo respingono nella scuola, perché ridono di lui, ecc. allora egli, inconsciamente, respinge suo padre o sua madre.”.
(come dare la colpa ai genitori e farli sentire in difetto. I ragazzi educati, anche non neocatecumenali, forse danno la colpa alla rozzaggine dei compagni, non ai genitori).
“Allora NOI VOGLIAMO CHE ESSI VIVANO LA SCUOLA COME UN CAMPO D'AZIONE CRISTIANA. Finisce ogni tipo di educazione cristiana quando essi vedendosi respinti dalla scuola, si vendono agli amici per essere accettati”.
(Capito a che pressione vorrebbero sottoporre i bambini e i ragazzi? Affibbiando loro una “missione” che magari nemmeno si sentono di portare avanti… Farli sentire “apostoli” già da piccoli, quando ancora devono imparare a vivere. Neanche i testimoni di geova arrivano a tanto...).
“Vediamo allora che è molto importante che il primo nucleo che è LA SCUOLA, LA VIVANO CON AMICI DELLA COMUNITÀ, perché segna moltissimo questi ragazzi”.
(dice ai genitori di mettere insieme i ragazzini della Comunità, l’unione fa la forza e poi si sta “inter nos”).
“Vedrete allora che si fanno bande quei ragazzi ai quali "manca" loro il padre o la madre, o quello che sia, ed in queste bande ci sono alcuni sistemi sociologici molto forti; c'è un leader, c'è un'obbedienza, c'è un cameratismo, c'è una solidarietà”.
(“c'è un leader, c'è un'obbedienza, c'è un cameratismo, c'è una solidarietà”: esattamente come nel Cammino Neocatecumenale).
“Noi allora cerchiamo di aiutare questi ragazzi perché non si creino nella scuola o per strada questa seconda famiglia sociale. COME? CON AMICI NOSTRI, DANDOGLI UN AMBIENTE CRISTIANO”.
(L’aiuto sarebbe “dare amici NOSTRI” vade retro chi non è “dei loro”, che sono cristiani).
“POSSIAMO DARE NOI AI NOSTRI FIGLI UNA MISSIONE. Ad un ragazzo con già 12 o 13 anni possiamo mandarlo a scuola con una missione di questo tipo”.
(visto che la “missione” data ai ragazzini per ovvi motivi non ha minimamente decollato, il Sommo Kiko si è dovuto inventare altri tipi di “missione”).
“Con altri bambini della parrocchia che non sono in comunità non è buono perché gli stessi ragazzi lo rifiutano, non stanno nel gruppo, ci sono alcune leggi sociologiche”.
(e noi non vogliamo sottostare alle leggi sociologiche: i bambini “non neocatecumenali” disturbano, rifiutano. Pare che quelli neocatecumenali accettino. Eh già, sotto dittatura…).
“Se noi vogliamo fare un servizio alla parrocchia possiamo un giorno avere un incontro con i bambini della parrocchia. Come una cosa eccezionale”.
(“ECCEZIONALMENTE”, solo per fare un servizio, non per mescolarsi… Dall’alto della loro bravura, non in linea orizzontale).
“ATTRAVERSO QUESTE CONVIVENZE, CHE COSA PRETENDIAMO? PRETENDIAMO UNA COSA MOLTO SEMPLICE, CHE IL RAGAZZO SENTA IL BISOGNO DEL DIDASCALO, DEVE VEDERE UNA FIGURA DISTINTA DAL PADRE”.
(quindi PRETENDONO di indurre un bisogno, non assecondarne uno esistente. La figura deve essere “distinta dal padre”, tanto per desautorarlo un po’…).
“UNA CONVIVENZA GENIALE! La cosa importante è INCULCARE alla comunità che tutto quello che facciamo noi per passare la fede ai figli è fondamentale, e che lo riceveremo centuplicato… BISOGNA FOCALIZZARE QUESTI RAGAZZI COME VI DICEVO PREPARANDOLI A QUESTA MISSIONE NELLA SCUOLA.”.
(Inculcare, in termini neocatecumenali, significa manipolare).
“stiamo costruendo tutto per questo motivo vi faccio domande”.
(“sotto l’azione dello Spirito Santo” lo dice lui per pompare la gente. Mica è garantito che lo Spirito Santo stia lì a “costruire”. Per quello che è stato detto mi pare più che siano stati “sotto l’azione di un pazzo megalomane”).
“Per esempio, una domenica li portate allo zoo e li fate riflettere su come Dio ha creato gli animali, che è meraviglioso di come Dio ha fatto il cammello, di come ha fatto la giraffa”.
(Dio li ha creati liberi, gli animali, quelli nello zoo sono imprigionati come i figli dei neocatecumenali. Si somigliano).
“PERCHÉ QUESTI INCONTRI SUSSIDIARI? PERCHÉ VI DIANO AUTORITÀ. Se tu li hai portati allo zoo o a vedere un film o a fare merenda, TI INCOMINCIANO AD AMARE, HAI AUTORITÀ, vedono che tu dai loro un contenuto”.
(l’autorità sul figlio devono averla SOLO IL PADRE E LA MADRE, non un estraneo, che mai li conoscerà o li amerà come i genitori, a cui DIO HA DATO IN AFFIDAMENTO I FIGLI, non ad un didascalo. Il problema dell’AUTORITÀ LAICA neocatecumenale è proprio una deformazione diabolica).
“IL PROBLEMA PIÙ GROSSO CHE ABBIAMO È UNO SOLO: AVETE VOI QUESTA VOCAZIONE? QUESTO È IL PROBLEMA”.
(la vocazione all’insegnamento, specialmente ai bambini, non è cosa da tutti. Magari nella comunità non ci sono persone così. Allora si sceglie il “meno peggio”, il “volontario” e si creano danni enormi. Non si può stare senza didascalo…).
“ALLORA, PER IL BENE DEI VOSTRI FIGLI E DEI FIGLI DELLA COMUNITÀ DOVETE SUSCITARE CHE SORGA NELLA COMUNITÀ UN VERO DIDASCALO”
(“DOVETE SUSCITARE”, come se le vocazioni venissero per dovere… come tutto nel Cammino Neocatecumenale. Poi questo “DOVERE” lo chiamano vocazione).
“LA NOSTRA TENDENZA È CHE I BAMBINI FACCIANO QUANTO PRIMA LA PRIMA COMUNIONE. POI SE NEL FUTURO IL SIGNORE CI INDICA CHE, DATA LA SITUAZIONE DELLE PARROCCHIE, IL CAMMINO DEBBA AVERE UNO SCHEMA DI PREPARAZIONE ALLA PRIMA COMUNIONE CHE POSSA SERVIRE ANCHE PER QUELLI DI FUORI, COME PER ESEMPIO STIAMO FACENDOLO COI FIDANZATI... ABBIAMO QUI UN ITINERARIO DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO, MOLTO IMPORTANTE, CHE SPERIAMO DI POTERE PROPORRE ALLE VICARIE PER TUTTI I FIDANZATI DI MADRID…”
(“Data la situazione delle parrocchie”, sempre a denigrare. Ma il sogno di avere uno “schema neocatecumenale” per tutti i parrocchiani il Signore non l’ha indicato. Anche lo schema di preparazione al matrimonio, che io sappia, si utilizza solo nelle parrocchie neocatecumenalizzate, non per tutti i fidanzati di tutte le parrocchie. I sogni megalomani di Kiko si sono miseramente infranti. È stato relegato a quello che è: un Movimento con regole proprie, non valide per tutta la Chiesa come vaneggiava lui).

Da qui si evincono facilmente le manie di grandezza dell’auto proclamato “illuminato dallo Spirito Santo”. Molte sono miseramente cadute nel vuoto.
Alcuni figli se ne sono scappati a gambe levate, certuni lasciando proprio la Chiesa. Altri ci sono rimasti, indottrinati a dovere, credendo che l’ambiente “protetto” neocatecumenale sia l’unica alternativa di fede, avendo conosciuto solo quello. Altri saranno davvero stati toccati dal Signore, come può avvenire ovunque.

martedì 12 novembre 2019

I NEOCATECUMENALI STANNO TENTANDO DI DISTRUGGERE LA FEDE A CALLAO

In questi giorni la stampa peruviana ha rilasciato la notizia di ben 7 PRETI DIOCESANI MINACCIATI da 19 anni da sicari legati ai “colletti bianchi” (politici e dirigenza) e alla realtà ecclesiale. In particolare, don Victor Manuel Torres Vasquez, parroco della parrocchia Maria Madre del Redentore a Callao (sede di un seminario neocatecumenale Redemptoris Mater, per coincidenza), dichiara che il tutto ha a che fare col Cammino Neocatecumenale, autorità assoluta della diocesi del Callao, dove si trova vescovo il neocatecumenalissimo José Luis Del Palacio y Pérez-Medel.
Tale vescovo di nazionalità spagnola, partì itinerante laico per il Perù, dove poi è diventato responsabile del Cammino Neocatecumenale del Perù, poi sacerdote e poi vescovo nel 2011.

La diocesi del Callao è relativamente giovane: fu istituita nel 1967 ed ha visto avvicendarsi solo 5 vescovi, di cui gli ultimi due neocatecumenali.
E’ suffraganea della diocesi di Lima ed è fortissimamente neocatecumenalizzata. I sacerdoti diocesani sono decisamente ostracizzati.

Già nel 2014 e poi negli anni a seguire fino ad oggi 5 preti, poi divenuti 7, hanno subìto ininterrottamente MINACCE DI MORTE e varie azioni intimidatorie, come il ritrovamento di un cane morto e sventrato davanti alla canonica, o bossoli di proiettili (o granate) alle porte della parrocchia.

Le denunce operate fin dagli inizi, non hanno avuto riscontri giudiziari e si sono risolte nell’archiviazione, salvo la protezione accordata al Parroco Victor Vazquez, che però scade in questi giorni:l'archiviazione del caso in cui Torres ha denunciato due persone per presunta regolamentazione, pone fine alla protezione di polizia che ha avuto negli ultimi anni.
Naturalmente non sono mancate pagine calunniose su internet che hanno tentato di far passare questi sacerdoti come "destabilizzatori e contrari al vescovo e alla Chiesa". Il discorso sarebbe un po' lungo, quindi segnalo un link in cui le cose vengono spiegate per bene.

Nelle interviste che ha rilasciato Don Victor racconta che tutto iniziò nel 2000, quando in assemblea fu minacciato di morte durante un comitato politico per la selezione dei candidati.
Don Vasquez afferma che la persecuzione è congiunta tra il potere politico e coloro che detengono il potere ecclesiale a Callao, cioè il Cammino Neocatecumenale.

Le minacce riguardano il ministero sacerdotale, la famiglia, le persone più vicine al parroco, fino alla vita dello stesso. Per esempio, a padre Jorge Ramirez, quando stava nella parrocchia Sant’Angela hanno detto “TI UCCIDEREMO PERCHÉ STAI COSPIRANDO CONTRO IL VESCOVO”.
Questo parroco è da 19 anni che denuncia costanti minacce di morte da parte del Cammino Neocatecumenale.
"È un conflitto politico, che risponde alla ricerca del movimento religioso per sostituire i sacerdoti diocesani da parte di altri appartenenti a questa fazione della Chiesa", ha detto Torres Vásquez, che pratica nella zona da 27 anni e che assicura che anche la sua famiglia subisce attacchi da parte dei membri del Cammino.

“Quando il ministro Urresti lo ha scoperto e ha chiesto un rapporto alla polizia di Callao, ci ha messo in sicurezza dello stato, che abbiamo avuto fino al 21 ottobre. Anche nelle chiamate che mi fanno mi dicono "avere o non avere una scorta", cioè sono consapevoli. Mi dicono 'TI UCCIDEREMO PERCHÉ STAI COSPIRANDO CONTRO IL VESCOVO".
Un prete con la scorta, ci rendiamo conto dell'enormità?
"Siamo tutti sacerdoti diocesani. Padre Alberto Guillén ha affermato di aver ricevuto minacce sul suo cellulare e Padre Wilber Wanqui via Internet, tramite la sua e-mail".
Ormai da diversi anni, un gruppo di sacerdoti diocesani ha denunciato le minacce di questa fazione della Chiesa, che è stata accusata di rimuoverli per sostituirli con sacerdoti neocatecumenali.

In un video si può ascoltare la registrazione dell’ultima telefonata contenente minaccia di morte nei confronti del Parroco Torres Vasquez:
“Sì?”
“Ohe, vecchio conch… lo sai che morirai no, vecchio conch… lo sai o no?”
“Che cosa?”
“Lo sai che in ogni modo ti ammazzerò vecchio conch… sta a vedere”
“In ogni modo morirai, lo sai bene”
“Come… spiegami…”
“Prendilo per sicuro, tu sai già tutto, non fare il finto tonto… vecchio conch”
“Ah sì?”
“Ti ammazzo, ti ammazzo, vuoi vedere…”
“Ma quando?”
“Stai a vedere, tu aspetta tranquillo, non vedrai più, vecchio conch…”
Dice il parroco Vasquez: “abbiamo informato l’arcivescovado del nostro caso, ma i colletti bianchi qui nel Callao tengono il potere nell’arcivescovado…”
Secondo lui il collegamento tra i “colletti bianchi” e l’arcivescovado è il Cammino Neocatecumenale, un movimento ecclesiale di laici e sacerdoticon grande vicinanza da anni con le autorità di Callao, che critica la Chiesa: fuori da quello non c’è salvezza: Se tu non vuoi entrare nella dinamica del Cammino te ne prendi le conseguenze.


"Facoltà teologica" Redemkikos Mater del Callao
Il pastore ha dichiarato di essere stato vittima di intimidazioni alcuni giorni dopo aver perso la scorta di polizia assegnatagli dopo aver denunciato certa corruzione.
"Non avremo più protezione a partire da lunedì e ora stanno arrivando le minacce. Cioè, da un lato, sembra che si sentano al sicuro o improvvisamente molto spaventati dal fatto che la corruzione sarà finalmente scoperta e hanno iniziato a spaventarci per minacciarci”, ha detto il sacerdote.

Dato questo, e per paura di essere vittima di sicari, il pastore ha denunciato le minacce alla stazione di polizia di Dulanto, a Callao, e spera che la protezione della polizia venga mantenuta di fronte a questi nuovi eventi.

Ma la storia inizia ancora più indietro, quando nel 2014 don Victor Torres denunciò possibili casi di pedofilia in quella diocesi: un gruppo di malviventi prese di mira quattro sacerdoti del Callao subito dopo le denunce. A presentare denuncia fu anche il sacerdote Victor M. Torres Vázquez, gli altri sacerdoti erano P. Sam Chu, della parrocchia di Chucuito; J. E. Ramírez, della chiesa di Santa Angela Merici della Carmen de la Legua; e José del Rosario Cornejo, di San Jan Macías.

Di fronte alle continue minacce di morte, padre Torres ha dichiarato di aver denunciato questi atti criminali al vescovo del Callao, José Luis Del Palacio Pérez. Dice che la risposta fu un misero: "Lascia che ti uccidano, sarai martire della fede".

A causa delle continue minacce, i parrocchiani sono diventati vigili. Yobany Beatriz Bazán Pizarro, membro delle donne volontarie della parrocchia di Santa Angela Merici, ha presentato una denuncia al Ministero pubblico di Callao.

Il sacerdote Jorge Eduardo Ramírez Rodríguez subisce minacce di morte e continue molestie attraverso le telefonate dallo scorso 19 febbraio 2014.
Nel documento di denuncia, ha sottolineato che due uomini si sono avvicinati alla parrocchia per chiedere il sacramento della confessione a padre Jorge, che li ha ricevuti nella sacrestia parrocchiale.
I criminali gli dissero: "Abbiamo l'ordine di ucciderla per aver cospirato contro il vescovo".

Nel settembre 2013, il sacerdote José del Rosario fu minacciato da sicari del quartiere di Atahualpa quando arrivò a casa sua. La denuncia fu presentata alla stazione di polizia di La Perla.
"Disse che i presunti sicari della banda di Atahualpa che lo minacciavano sarebbero stati un tal Morote e l'altro, Chepono, sarebbe il capo della Castiglia".

Nel 2015 José Ugaz, avvocato del pastore, ha affermato che i religiosi vengono molestati "sistematicamente" dopo aver denunciato la corruzione.
“I sacerdoti di Callao temono per le loro vite, perché per più di un anno sono stati vittime di numerosi attacchi e non si sentono protetti.
Seminario Redemkikos Mater del Callao
Cinque sacerdoti diocesani hanno denunciato di essere stati molestati e minacciati di morte, ma sebbene abbiano denunciato il fatto alle autorità, non hanno ricevuto aiuto.”
Di fronte a questa situazione di ansia c'è anche padre Gilberto Silva, cappellano della polizia di Callao, che ha riferito al quotidiano Peru21 di essere stato vittima di due attacchi, avvenuti a luglio e novembre 2014.
La prima volta un proiettile penetrò nella sua stanza, quando era ancora parroco della chiesa di Nostra Signora del Rosario. La seconda volta che la sua vita è stata minacciata, è stato quando due motociclisti hanno intercettato il taxi in cui viaggiava, all'altezza di Minka.
"Esortiamo il procuratore a indagare su questi attacchi. Che venga condotta un'indagine sulla realtà socio-religiosa di Callao", ha detto il sacerdote.

Sempre nel 2014-2015 un sito ha pubblicato un articolo su una poco chiara importazione di liquori e vini dalla Spagna in “DONO” alla casa di Convivenze Giovanni Paolo II e al Centro Neocatecumenale, che poi rivendevano le cose donate (anche perché il vino della messa neocatecumenale deve avere determinati requisiti). Si importavano inoltre superalcolici in “donazione” per un valore totale di circa 400 mila dollari.

Nel 2016 la Chiesa Cattolica del Callao ha lanciato la seguente petizione (evidentemente rimasta inascoltata):
Seminario Redemkikos Mater del Callao
“La Chiesa di Callao, composta da fedeli cattolici, laici consacrati e impegnati nel lavoro delle nostre parrocchie e agenti pastorali, denuncia che il vescovo NeoCatecumenale JOSÉ LUIS DEL PALACIO PEREZ MENDEL, non soddisfa i requisiti per essere il pastore che meritiamo. In tre anni di gestione non si è realmente avvicinato al popolo cattolico chalaco (del Callao), che ha denigrato e continua a denigrare con IMPRECAZIONI, MALEDUCAZIONE e FRASI NON DEGNE DI UN PASTORE.
Quando nelle poche occasioni rivendicò la sua attitudine, come leader politico raccolse firme per "esibire" al Vaticano, alla Nunziatura apostolica e alla Conferenza episcopale peruviana, che aveva il sostegno della maggioranza dei cattolici di Callao. Così com'è logico, in qualità di vescovo come loro, gli hanno creduto e non hanno prestato attenzione né al comunicato pubblicato sul giornale La República, né alle lettere che sono state inviate separatamente in Vaticano e nella Nunziatura (con copia alla Conferenza episcopale peruviana e i vescovi del Perù).
Siamo stanchi della loro FOLLIA, delle loro LOTTE CON I SACERDOTI DIOCESANI, della loro ECCESSIVA AMBIZIONE PER DENARO E RICCHEZZA, della CONFISCA DEI BENI DELLE COMUNITÀ RELIGIOSE E DEI LAICI, delle DECIME delle diverse parrocchie e dei CONTRIBUTI OBBLIGATORI che devono fornire i movimenti parrocchiali e le confraternite: i fedeli chalacos vengono visti come il loro comodo salvadanaio; la prova di ciò che manifestiamo è nelle registrazioni di quanti incontri convoca quando richiede supporto materiale ed economico per innumerevoli attività, soldi che però NON RAGGIUNGONO MAI LA LOR DESTINAZIONE.
Come pastore di Callao, nelle veglie da lui convocate, il suo messaggio era incentrato sugli INSULTI (i sacerdoti, le suore - li chiama PROSTITUTE -, i consacrati e le consacrate, servitori parrocchiali e fedeli), a tutti noi dice (sic) UBRIACHI, TOSSICODIPENDENTI, LADRI, BORDELLI, BARBONI e CRIMINALI DEL PEGGIOR TIPO. Alle donne dicono che sono alternativamente PROSTITUTE, FANNULLONE, POCO MADRI, ecc. ecc., I nostri figli sono le CHECCHE, TOSSICODIPENDENTI e i CRIMINALI e le nostre figlie sono le peggiori.
Per il vescovo JOSÉ LUIS DEL PALACIO PEREZ MEDEL, il Callao è un inferno e lui, l'unico santo, circondato dai suoi angeli (sacerdoti neo-catecumenali), mentre il resto (tutto il Callao)  dovrebbe essere STERMINATO insieme alle nostre immagini sacre (Vergine Maria, santi e sante) affinché i neo-catecumenali regnino senza opposizione per volontà di Dio, "che li ha nominati senza loro lo richiedessero" come ha detto (sic) il presbitero neocatecumenale Oscar Balcázar, in un'omelia nella sua parrocchia La Macarena, a La Perla.
Di fronte a questo, il MALESSERE si è diffuso in tutte le parrocchie di Callao, IL VESCOVO NON ONORA I PRECETTI CRISTIANI NÉ I DIRITTI UMANI che devono essere praticati e, soprattutto, rispettati. La nostra chiesa da tre anni è stata lesa, minacciata e perseguitata. Papa Francesco ha detto: "Preferisco una Chiesa robusta, ferita e maculata per uscire, piuttosto che una Chiesa malata di confinamento e il conforto di aggrapparsi alla propria sicurezza". Ricordiamo al vescovo JOSE LUIS DEL PALACIO PEREZ MEDEL, che "la voce del popolo è la voce di Dio" e per amore di Callao umilmente deve rinunciare alla sua pastorale prima che il Vaticano agisca.”


La questione meriterebbe ulteriori approfondimenti, perché ci sono anche in gioco terreni, edifici e sedi conventuali chiuse o delle quali è stata annunciata la chiusura, incontrando la resistenza della cittadinanza e dei fedeli.
Inoltre si fa presente che la causa delle minacce sarebbe "LA COSPIRAZIONE CONTRO IL VESCOVO", per cui è da escludersi un'origine prettamente politica. Si tratta di un motivo RELIGIOSO.
O si pensa stoltamente che IN TUTTO IL MONDO i cristiani ce l'abbiano coi neocatecumenali (Giappone, Guam, Gran Bretagna, Kazakhstan…) o si deve dare atto che ovunque vada la religione del neocatecumenalesimo porti solo guai e spirito contrario alla Chiesa.

Tutte le fonti reperite sono della stampa locale, non avendo trovato NESSUN articolo in merito nella stampa italiana (quella più vicina al Vaticano…).

Segnalo anche la pagina Facebook della Chiesa del Callao, in cui si possono attingere notizie e commenti davvero illuminanti, insieme alla sofferenza della gente per essere sotto stretta DITTATURA NEOCATECUMENALE.

Che il Cammino Neocatecumenale si avvalesse di poteri sia politici che economici forti e non limpidissimi non è una novità, ma è anche la sua unica forza.
In un vissuto di trame, intrighi, alleanze e potere il messaggio cristiano va completamente perduto per essere trasformato in una holding, nemmeno troppo trasparente.
Padre Victor Torres è il Tim Rohr calacho, colui che con coraggio e fortezza non si piega alla mafia neocatecumenale e denuncia una chiesa sordida, smanettona, triviale e dittatoriale. Quindi NON UNA CHIESA.

Ma che aspetta il Vaticano ad intervenire?
Occorre, come a Guam, che emergano i peccati personali del vescovo per muoversi?
Davvero il Vaticano resta inerte davanti alla morte dei suoi figli?

FONTI:

domenica 10 novembre 2019

Perché stare in ginocchio è la posizione dei Risorti

La Virtù di Inginocchiarsi.

Molte volte sono andato in chiesa e appena entro, se non vado sbadatamente, ecco che mi inginocchio davanti a Dio. 
Se ci pensiamo bene è il primo atto che si fa entrando in chiesa ed è anche l'ultimo uscendo, e poi lo si fa anche durante la Santa Messa. Spesso vedo tanti fedeli che umilmente sono lì davati al Santissimo in ginocchio e in preghiera. 

Loro stessi, stando così, ti aiutano dentro di te a ricordarti del comportamento che si deve avere in quel luogo e ciò che stai facendo, ti sono di esempio. Infatti, non sei entrato dentro una sorta di discoteca, dove puoi danzare e urlare, ma sei dentro il luogo più Sacro della Terra, davanti a Dio, che è chiuso dentro al Tabernacolo, ed è lì per te, per amore a te. 
Se pensi di percepire tutto questo con gli occhi carnali, e con la mentalità mondana e carnale, ecco che non ce la farai mai, ma ci vuole Fede e Preghiera interna costante, cioè dialogo con Gesù, e volontà di capire e di ascoltare. 

Si! Si deve ascoltare lo Spirito in noi, che ti ricorda ciò che ha detto Gesù e ti rimette avanti i segni ricevuti nella vita. Solo se pensi a tutti i pericoli, senza giudicare chi ci cade, a cui sei scampato, grazie alla Santa Eucarestia, ecco che già quello è un Miracolo Divino. 
Miracolo contro le forze del Male che cercano di piegare l'uomo nel fare una volontà malata e decaduta.
Ti accorgerai che ci sono diverse forze che interagiscono intorno a te, e con la Volontà Divina, a cui ti devi appoggiare, ecco che vedrai che la tua volontà riesce a dominare le correnti malefiche, cioè queste non avranno nessun dominio su di te. 

Ed ecco che subentra il perchè inginocchiarsi davanti a Gesù, e non lo stare in posizione eretta. 
Premetto che in posizione eretta ci stiamo per molto tempo durante la giornata, e davanti a Gesù, perchè Gesù è Dio, e per cui è ovunque. 
Per cui, quelle persone che imparano nel stare eretti in chiesa, cioè in alcuni precisi momenti, mettendo come scusa che si è risorti, e per cui si deve avere un certo modo di fare, ecco che sono in gravissimo errore. Ripeto, già ci andiamo eretti davanti a Gesù, infatti durante la Messa ci alziamo in piedi in alcuni momenti. Purtroppo è entrato un spirito errante in mezzo a noi che sta diffondendo che dovremmo stare sempre in piedi, come se stessimo trattando alla pari, e come se in alcuni momenti ben precisi non servisse umiliarsi e adorare ,in ginocchio, il tuo Creatore. Questo è un male che si sta diffondendo in mezzo a noi, e che dobbiamo iniziare a contrastare con l'esempio da dare alle persone che sono cadute nell'inganno.

Il Signore è Dio, noi no, ma sappiamo che il Signore ci rende partecipi della Sua Divinità, cioè noi siamo quei tralci della Vite descritta nella parabola. Il tralcio, benchè partecipa ed è innestato nella Vite, non è la Vite, ma è un tralcio. Il tralcio è importante, partecipa della Vite, e porta frutto, perchè riceve linfa dalla Vite. 
Per cui, in alcuni momenti ben precisi, come l'ingresso in chiesa, la fuoriuscita, a maggiormente davanti a Gesù Eucarestia, sia alla Consacrazione, e sia davanti al Tabernacolo, e ad altro, ecco che in quel momento è bene inginocchiarsi, perchè sappiamo che abbiamo davanti Dio , che si è fatto ostia per noi, e Lui è lì, noi vediamo l'ostia bianca, ma il nostro spirito, se siamo congiunti alla fede, ecco che ci ricorda che stiamo davanti a Dio che ha voluto assumere quello stato, forma, ecc, ecc.

Il punto verte lì, noi siamo creature, Lui è Dio, per cui ci si inginocchia, in segno di rispetto, umiltà, di piegare il nostro orgoglio, di abbassare la superbia, e di tanto altro. 
E' vero che siamo risorti, perchè è Lui che con il Suo Spirito ci fa risorgere dalle nostre morti, è vero che assumiamo Gesù Cristo morto e risorto per noi, ma da risorti, in segno di profondo rispetto e altro, ci inginocchiamo. 

Poi, possiamo continuare tranquillamente a stare in piedi da risorti. 
Risorti inginocchiati, perchè da Lui riceviamo lo Spirito della Resurrezione, risorti in piedi, perchè abbiamo ricevuto lo Spirito della Resurrezione, per cui andiamo a testa alta, fieri di essere risorti in Lui.

(da: Isaia Paolo Geremia)

Pace ai figli della Pace.Dio è la Pace.

venerdì 8 novembre 2019

Quel seminario R.M. soppresso dopo 9 mesi per "omosessualità"

Polonia: "prima comunione"
secondo il rito neocatecumenale
Negli anni '90, mons. Jan-Pawel LENGA invitò il Movimento Neo-Catecumenale [qui di seguito abbrevierò “MNC”] alla sua diocesi di Karagandà nel Kazachistan.

Il lavoro preparativo fece l’allora p. Athanasius SCHNEIDER, adesso Vescovo Ausiliare sotto mons. Tomasz PETA nella capitale di Astanà.

Mons. Lenga, un ucraino che anteriormente apparteneva alla Congregazione polacca dei Padri Mariani, con sede a Licheń in Polonia, permise al MNC di aprire nella sua Diocesi di Karagandà un seminario [neocatecumenale] “Redemptoris Mater”, che appena nove mesi più tardi fece chiudere canonicamente.

I Padri Mariani, suoi Confratelli, avevano ed hanno tutt’ora una parrocchia a Karagandà dove non nascondono il fatto che vogliono spandere il MNC a tutte le parrocchia della Diocesi e oltre e perfino ovunque nell’ex-Unione Sovietica!

Con i 6 milioni e mezzo di euro avuti dalla veggente austriaca signora Agnes RITTER, a cui la Madonna avrebbe chiesto di costruire una Basilica nelle montagne dell’Altaj, il vescovo Lenga (più tardi arcivescovo) ed il futuro vescovo Schneider, cominciarono nel 2002 la costruzione di una nuova Cattedrale dedicata alla Madonna di Fatima. Io arrivai a Karagandà una settimana prima che il Nunzio, mons. Miguel Maury Buendía, chiese a mons. Lenga nel 2011 di ritirarsi “pro bono pacis” alla Casa Madre dei PP. Mariani a Licheń. Una volta terminata la nuova Cattedrale, lo stesso Nunzio mandò mons. Schneider come vescovo ausiliare ad Astanà nel 2012.

Nel 2013, Mons. Lenga mi spiegò personalmente che si è visto costretto di chiudere il seminario “Redemptoris Mater” per causa di casi di omosessualità.

Aggiunse: “Il mio più grande errore è stato di non aver mandato via da tutte le Diocesi dell’Asia Centrale sotto la mia giurisdizione tutto il MNC. Dato che era soltanto un movimento catechetico, avevo permesso a loro di continuare a fare la neo-evangelizzazione, pur proibendo loro quasiasi attività liturgica. Ciò fu il mio più grande errore, perchè mi fecero una campagna di opposizione in tutte le parti, e adesso mi ritiro ‘pro bono pacis’.”

Concludo dicendo che dovrò assolutamente leggere il libro del P. Ariel Levi di Gualdo, permettendomi di sottolineare il grande valore stilistico del libro del P. Enrico Zoffoli, c.p., che critica Kiko in base alla di lui incoerenza con i documenti del Vaticano II che pretende di apprezzare tanto.

P. Zoffoli dimostra quanto “Le Eresie del Neo-Catecumenato” sono in contraddizione con i principi e le dichiarazioni dello stesso Vaticano II che lui, Kiko, pretende di mettere in pratica. Un colpo geniale!


Nostre note a margine:

  • la sigla "c.p." dopo il nome indica l'appartenenza alla Congregazione dei padri Passionisti
  • tanto i Passionisti di oggi quanto i Mariani polacchi, sono infestati da simpatizzanti dei kikos
  • i kikos si erano spacciati per "catechizzatori" e poi hanno fatto letteralmente la guerra al vescovo Lenga che aveva ritirato l'appoggio concesso loro quando ancora non ne conosceva lo strazio liturgico
  • Lenga fu costretto a ritirarsi “pro bono pacis” (per amor di pace, cioè per evitare ulteriori contrasti), ufficialmente per motivi di salute
  • nonostante i kikos abbiano sempre vantato un discernimento "lungo" e "severo", i seminari Redemptoris Mater sono zeppi di “casi umani“ con seri problemi affettivi, sessuali, psicologici, tanto più che i cosiddetti "catechisti" del Cammino vi spediscono soggetti semplicemente perché non erano fidanzati...

mercoledì 6 novembre 2019

L'eretico Kiko e la peste del "clericalismo" neocatecumenale.

Dopo una lunga serie di neo-catecumenalate - di quelle che ormai conosciamo a memoria - da parte di un soggetto a firma "Averroe", scatenatissimo contro don Ariel, raccogliamo una serie di esperienze autorevoli in quanto tutte fornite da Sacerdoti su “Edizioni l’Isola di Patmos”.


"Acqua Santa"
sui kikiani assatanati
che si manifestano sempre più


  • don Michele (Firenze) ha detto:
Caro Don Francesco,
prova a immaginare me parroco di 38 anni all'epoca, sacerdote da appena quattro, mandato dal vescovo in una media parrocchia dove c’erano 52 neocatecumenali divisi in quattro gruppi. Bene, immagina di dover contrastare non con uno ma con 52 Averroe, se non peggio.
Dopo neppure due anni chiesi di essere rimosso da quella parrocchia.
Mi fu concesso.
Gli amici domandavano ai miei familiari se stessi male o se fossi malato, perché in meno di due anni, quei 52 Averroe mi fecero invecchiare di dieci anni tutto d’un colpo.
Ho letto tutto d’un fiato il libro di padre Ariel … è un gioiello, un vero capolavoro! Soprattutto un atto di giustizia a tutti noi preti che per questa gente, spesso, ci siamo giocati anche la salute fisica, e io ne conosco, di preti che per i neocatecumenali si sono compromessi anche la salute, e molti vescovi ne conoscono tanti e tanti più di me.


  • don Michele (Firenze) ha detto:
Averroe,
Lei si rende conto che per decenni voi avete disubbidito alla Chiesa e ai Papi, facendovi la vostra liturgia, la vostra messa, i vostri catechismi, i vostri riti … e oggi avete pure la sfacciataggine di venire a parlare a noi preti, che la Chiesa l’abbiamo sempre servita e obbedita, dell’autorità del Papa, che noi abbiamo sempre rispettato?
Siamo stati noi, oppure è stato quel concentrato di satanica arroganza del Signor Kiko, ad uscire dalla Congregazione per la dottrina della fede che aveva osato correggervi i catechismi eretici, dicendo che un catechismo con simili correzioni non lo avrebbe accettato mai?
Abbia il pudore di stare almeno zitto, di non venirci a invocare l’autorità dei papi che voi avete sempre elusa, ma, soprattutto, di non trattare noi preti come fossimo emeriti bischeri, come si dice dalle mie parti.


  • don Paolo - Roma ha detto:
Sappiate che Luc, ed altri che hanno postato commenti analoghi, non sono “cani sciolti”, o “casi isolati” o “casi limite”.
Niente affatto!
Costituiscono invece il reale e concreto paradigma di quello che è l’atteggiamento dei neocatecumenali in generale verso noi parroci, se osiamo emettere un solo sospiro dubitativo su certi loro stili, liturgie, catechesi, ecc ..
Con lo stesso stile e tono di Luc, molti neocatecumenali, e ripeto molti, si sono rivolti, poco più che ventenni, a parroci di 70 anni.
Questa è la realtà, specie da noi a Roma, dove hanno inquinate decine di parrocchie da decine di anni.


  • Lettera Firmata di un Sacerdote italiano ha detto:
Povero Luc e affini!
Quando padre Ariel scriveva il suo libro io gli fornii un intero fascicolo processuale con tanto di sentenza di condanna del giudice del tribunale penale della città di “X”.
O pensate che noi parliamo per dar fiato alle bocche, senza prove, come fate di prassi voi?
Il fatto: dopo una serie di diverbi con i … neokatekiki, espulsi dalla parrocchia i neocatecumenali, con il benestare del vescovo che dichiarò la situazione “oggettivamente insostenibile per il bene della parrocchia”.
Poco dopo presero a circolare voci che io fossi pedofilo.
Vado subito al sodo: denunciai il fatto, furono fatte le debite indagini e due anni dopo tre catechisti neocatecumenali erano condannati per diffamazione con tutta una serie di riconosciute aggravanti che non sto a spiegare.
E non sono l’unico caso. (ndr. confermo di essere stata testimone, negli anni di cammino, di questo preciso trattamento diffamatorio riservato ai Parroci non proni agli itineranti; in questo caso il Sacerdote non sporse denuncia ma cadde in una terribile depressione che durò anni)
Noi in mano abbiamo le prove, voi solo l’odio e le chiacchiere, mio povero Luc e affini.


  • Lettera Firmata di un Sacerdote catenese ha detto:
(Rispondo a Don Paolo di Roma e alla lettera firmata di un sacerdote italiano)
Sono un sacerdote catanese, diocesi la nostra invasa dai neocatecumenali malgrado i tentativi compiuti all’epoca da mons. Luigi Bommarito di porvi freno, senza riuscirvi.
Anch’io ebbi con alcuni neocatecumenali una questione di carattere legale 20 anni fa, e vi fu anche nel caso mio una denuncia, un processo e una condanna, perché fui aggredito fisicamente nei locali parrocchiali. Uno di questi santi evangelizzatori mi dette uno schiaffo talmente forte colpendomi col palmo della mano aperta l’orecchio, che per una settimana non udii, si temette anche il danneggiamento del timpano. Invece me la sono cavata con una riduzione del 25/30% della capacità di udito da quell’orecchio.
Un mese dopo venne a Catania il grande messia Kiko che, informato del fatto accaduto, non disse una parola e tanto meno cercò il prete per chiedergli scusa. (ndr. Tipico comportamento di Kiko non casuale, ma voluto e imitato dagli itineranti. Il catechista non sbaglia mai: se anche pecca il Signore lo ha permesso e trarrà da quel male il bene, senza dubbio. Per Kiko il catechista nell'esercizio delle sue funzioni gode di una speciale GRAZIA DI STATO)
Anche io, a padre Ariel, quando lavorava al suo libro, ho dato le copie di tutti questi atti.
Amen!


  • Lettera Firmata di un Sacerdote di Salerno ha detto:
…..Una cosa per me è certa: nel 2002 a me un gruppo arrabbiato di neocatecumenali, in una parrocchia di Salerno, dentro la chiesa, alla fine della messa, mi chiamarono “coglione, “stronzo”, “testa di cazzo”, inneggiando a sproposito a san Giovanni Paolo II che a loro dire li aveva approvati in tutto.
Alla consumazione del fatto erano presenti alcune decine di persone, e io dovetti placare l’ira di un gruppo di uomini che stavano per metter loro le mani addosso, scandalizzati per l’affronto fatto da quel gruppo di neocatecumenali a un prete dentro la chiesa alla fine della messa.
Posto dunque che i commenti cui lei allude fossero anche falsi, le garantisco che i suoi “correligionari” nella concreta realtà hanno fatto molto di peggio, e non solo con me.
all’epoca del fatto avevo 60 anni, oggi ne ho 77, ma quell’episodio non riesco proprio a dimenticarlo tutt’oggi.


Nota di Ariel S. Levi di GualdoQuando durante la stesura del libro “La setta neocatecumenale” ho raccolto numerose testimonianze di sacerdoti italiani, l’autore di questo commento, come numerosi altri, mi ha data una dettagliata relazione scritta e firmata sul fatto che qui ha riportato.


  • Lettera Firmata (Sacerdote dell'Arcidiocesi di Pisa) ha detto:
A me i catechisti vennero a minacciarmi in sacrestia (nel 2004) perché dopo che avevo impedita la celebrazione della “messa kikiana” il sabato sera nei locali parrocchiali, la quale creava grossi intralci e problemi a tutte le attività parrocchiali, non avendo né me né nessun altro sacerdote disposto a celebrare per loro, invitarono da Roma un prete uscito dal seminario Redemptoris Mater. Di ciò informai subito l’arcivescovo di Pisa, all'epoca mons. Alessandro Plotti, che mi appoggiò e gli fece sapere che senza il nulla osta dell’ordinario diocesano non potevano invitare preti extra diocesani a celebrare nella nostra diocesi dentro o fuori dalle chiese.
E loro vennero a prendersela con me, senza andare affatto per il sottile, ma in maniera molto, molto pesante.
Di questo ho resa testimonianza scritta a padre Ariel durante la stesura del suo libro.


  • don Luciano (Firenze) ha detto:
Aggiungo la mia testimonianza risalente al 2001: su di me i neocatecumenali respinti dall’allora mia parrocchia nei dintorni di Firenze misero in giro voce che una insegnante di Siena sposata e con famiglia, che frequentavo, era la mia amante. (ndr. confermo di essere stata testimone, negli anni di cammino, anche di quest'altra tipologia di trattamento diffamatorio neocatecumenale riservato ai Parroci che non accolgono a braccia aperte il cammino; questo genere di calunnie li ha irrimediabilmente marcati per sempre)
Nella loro foga di gettare immediato discredito su di me secondo il principio “bastonane uno per spaventarne 100” (visto che anche altri parroci legati alla vecchia “scuola Piovanelli” intendevano respingerli), non si premurarono neppure di informarsi, e si lanciarono così alla cieca.
La insegnante in questione era infatti mia sorella, sposata con un senese e trasferitasi a Siena, dopo il matrimonio.
In simile situazione, oltre ad aver commesso grave peccato per una relazione illecita con una donna, a detto peccato si aggiungeva così un peccato molto più turpe e grave: l’incesto.
A volte, nella loro foga di colpire immediatamente in ogni modo, non si premurano neppure di indagare sulle persone che vanno a colpire.
Questo la dice lunga su tante cose, comprendonio incluso …


Indovinate chi è il padre della tipica arroganza neocatecumenale



E ora, per finire, chiudiamo in bellezza:
Il solito neocatekiko tocca l’apice quando pretende di inchiodare don Ariel, insieme a tutti i suoi confratelli, appioppando loro l’accusa di "clericalismo", che si trasforma però in un boomerang, in un autogol clamoroso!
Egli ci offre, suo malgrado, un’occasione proprio unica che cogliamo al volo.
Prendendo spunto da una catechesi di Papa Francesco, orgogliosamente brandita per tappare la bocca ai preti, di fatto stigmatizza la patologia imperversante tra le fila del cammino. Altamente contagiosa, e dal momento che Kiko ne è affetto in una forma cronica, si è diffusa capillarmente in tutta l'esperienza, fino a consolidarsi negli anni come carattere distintivo dei kikatechisti fedeli alla Triade Kiko/Carmen/Cammino, totalmente votati alla causa e perfettamente addestrati per portare avanti quel proselitismo tutto neocatecumenale che nulla ha a che vedere con l’evangelizzazione.
Ecco cosa scrive il neocatekiko:
Gentile don Ariel,
……. Certo ha ragione, il Sacerdote è rivestito ecc…, ma come dice Papa Francesco Gesù era rivestito di una dignità maggiore: era il figlio di Dio e si è fatto servo di tutti. Lei invece è un semplice sacerdote e disprezza tutti coloro che la contestano, donne, poveri laici e chissà quanti altri.
Mediti egregio don Ariel…
Gentile don Ariel inquisitore, la lascio alla sua caccia agli eretici e alle streghe con queste parole di Papa Francesco sul clericalismo. Ci Mediti sopra.: https://it.aleteia.org/2017/01/10/il-papa-lautorita-di-gesu-deriva-dal-servizio-il-clericalismo-disprezza-la-gente/


Non posso esimermi dal sottolineare la rivelatrice PREMESSA sopra evidenziata.
È fin troppo chiaro che nell'immaginario neocatecumenale è del tutto assimilato a Cristo, grazie alla sua stessa autoreferenziale predicazione, il loro fondatore Kiko Argüello. Egli è "rivestito di una dignità maggiore", poiché ha il "Messia abitante in lui" eppure è tanto "umile" che si è fatto "servo di tutti", e come si permettono di trattarlo così?! Lui e i suoi diretti discendenti col suo stesso DNA?
E noi, senza ulteriori commenti, portiamo in evidenza i passi salienti del discorso del Papa che parlano da soli.
Indubbiamente, come al solito, si tirano la “zappa sui piedi”!
(Quanti articoli abbiamo pubblicato sui vari aspetti del clericalismo neocatecumenale! Segnaleremo diversi link, per opportuno approfondimento)


Kiko "fa il profeta" anche in Vaticano

Papa Francesco: L'autorità di Gesù deriva dal servizio, il clericalismo disprezza la gente (dall’omelia della Messa, 10 gennaio 2017).

Il pontefice Santa Marta:
il Figlio di Dio è «umile, vicino alla gente e coerente», ecco perché tocca i cuori.

[Gesù non è «un seduttore», un affabulatore, un docente che insegna la Legge «fino all’ultimo puntino»]

I dottori della Legge si sentono solo principi e disprezzano la gente.

Servizio, vicinanza alle persone e coerenza:
tre caratteristiche che differenziano l’autorità di Gesù da quella dei farisei:

I dottori della Legge si sentono principi
Cristo spiegava le cose perché la gente capisse bene
Aveva un atteggiamento di servitore
I dottori della legge avevano una psicologia di principi:
“Noi siamo i maestri, i principi, e noi insegniamo a voi.
Mai, Gesù, «si è fatto passare come un principe:
sempre era il servitore di tutti».

I farisei disprezzano e allontanano «la povera gente, ignorante».
A loro, i dottori della legge, piace passeggiare nelle piazze,
vestiti eleganti: «Erano staccati dalla gente, non erano vicini».
Quelli staccati, questi dottori, avevano una psicologia clericalistica: insegnavano con un’autorità clericalistica, cioè il clericalismo».

Cristo «viveva quello che predicava:
c’era come una unità, un’armonia fra quello che pensava, sentiva, faceva».
Mentre chi pensa di essere principe o sovrano ha «un’atteggiamento clericalistico»,
«questa gente non era coerente e la loro personalità era divisa al punto che Gesù consiglia ai suoi discepoli: “Ma, fate quello che vi dicono, ma non quello che fanno”: dicevano una cosa e ne facevano un’altra. Incoerenza. Erano incoerenti». La definizione che «tante volte Gesù dice loro è ipocrita». Ed è comprensibile «che uno che si sente principe, che ha un atteggiamento clericalistico, che è un ipocrita, non ha autorità!
Invece Gesù, che è umile, che è al servizio, che è vicino, che non disprezza la gente e che è coerente, ha autorità».

lunedì 4 novembre 2019

JOSÉ AGUDO: SE AMI DIO, DEVI DIRE LA VERITA’

José Agudo (quello con la lunga barba)
perso nei suoi pensieri
Mi sono sorbita tutto l’ennesimo video per intero su “Kiko: storia della nascita del Cammino Neocatecumenale”.
Sì, è vero, ho avuto stomaco…
In realtà mi ha fatto l’effetto di quando ad un anziano concedono di rimembrare la sua vita, per dargli un po’ di soddisfazione. Io feci, io dissi, io, io… Cammino un corno.
Di incongruenze temporali ne ho sentite a bizzeffe, come anche dichiarazioni di Kiko per sua sola voce, indimostrabili.

Quello però che mi ha colpito è stato l’atteggiamento di José Agudo, molte volte inquadrato da circa metà video in poi, perché citato in continuazione da Kiko nella ricostruzione surreale della sua storia.

Il pescatore bugiardo...
Premesso che tutti i bugiardi partono spesso da qualcosa di vero e poi lo distorcono, come la barzelletta del pescatore che pesca un pesce piccolissimo e nei suoi racconti diventa quasi una balena, anche Kiko partirà da qualche fatto reale, salvo poi distorcerlo, ingigantirlo e recitarlo a suo uso e consumo (è un attore bravissimo, con una mimica invidiabile).

È certo che Kiko è stato nelle baracche di Palomeras Altas, ma quanto? Non di certo i quattro anni che dichiara lui.
È certo che Morcillo andò alle baracche (ci sono le foto), ma di certo non “pianse” e non celebrò le Lodi con loro, stavano fumando e arrotolando sigarette, oltre a non esserci nessun “salterio” o libriccino in vista o almenosul tavolo…

Kiko parte da un fatto e poi inventa, sempre per far credere che il Signore l’ha “illuminato ed ispirato” ed in questa foga dice anche cose contraddittorie ed insensate, molte inverosimili. Di persone così ne ho conosciute più d’una, ma erano innocue.

Agudo impassibile,
mentre Kiko (nel riquadro piccolo) se la ride
Chi meglio di colui che l’ha conosciuto fin dagli inizi, l’unico che poi lo ha seguito partendo pure itinerante, può conoscere i fatti e l’evoluzione che il Cammino Neocatecumenale ha avuto nei decenni?

È sicuramente quel José Agudo, quinquis di professione, che inizialmente è rimasto incantato da questa figura carismatica dell‘Argüello.


José, un vero poveraccio, veramente ha creduto in Kiko, anche perché gli albori di Kiko, quando era un perfetto sconosciuto, saranno sembrati più “veri”, più spontanei.

Agudo che se la fuma distratto in assemblea,
mentre alcuni ridono ai racconti di Kiko
Ma chi è nato nella povertà, ai margini, anche se guadagna giustamente un “riscatto”, mantiene dentro un’impronta indelebile.
E la sua impronta non sarà MAI quella di un borghese "finto povero".
Lui, la povertà, quella vera, l'ha conosciuta sul serio.


Come può José non aver visto il voltafaccia kikiano quando, una volta arrivato a Roma, ha ben presto rinnegato i “miserabili”, i poveri, gli ultimi, per dedicarsi ai ricchi borghesi che poi gli hanno regalato una ricca vita borghese, fatta di lussi, senza mai provare il vero lavoro, fatta di gloria e idolatria?
Kiko ha subìto un’evoluzione negli anni, che ha fatto di lui un cinico, un anaffettivo, un distaccato, un mestierante, proprio come un perfetto “idolo” a cui tributare sudditanza. È uscita fuori la sua megalomania.
Questo, José, non ha potuto non vederlo, è sotto gli occhi di tutti, anche i suoi.

Agudo con la testa fra le mani

Mentre gli altri ridono con Kiko,
Agudo è ancora preoccupato

Forse per questo nel video che citavo, ogni singola ripresa (e sono tantissime), lo ritrae scuro in volto, distratto, a volte con la testa tra le mani, mentre fumando in assemblea senza ritegno alcuno, non accenna MAI un sorriso, neanche quando Kiko ride citandolo in alcuni dei suoi episodi e tutti gli altri ridono, alcuni anche guardando verso di lui.

Kiko se la ride,
proprio raccontando episodi su José...


...e i presenti ridono e guardano José,
ma lui è molto serio, a testa bassa

Sembra quasi che soffra, che non sopporti, che sia lì controvoglia, che provi vergogna, senza la moglie accanto. Un atteggiamento che mostra un’insofferenza palpabile, quasi un dolore.

Le rimembranze gioiose da vecchi compagnoni, il merito di essere il primo, se non l’unico seguace kikiano per eccellenza, non lo sposta di un centimetro, anzi denota quasi un fastidio. Quando lo presenta e lo costringe ad alzarsi, sembra quasi incavolato: fa un gesto della mano e blatera qualcosa scocciato. Penso sia l’unico dei “suoi” che ho visto trattare Kiko così pubblicamente, quasi con disprezzo.
Può darsi stia male, non lo sappiamo, ma di certo non si adopera per osannare Kiko nemmeno un attimo.


Allora vorrei dire a JOSÉ, se mai mi leggerà:
José Agudo, sta a te, se ami Dio, se davvero in buona fede ti sei lasciato coinvolgere in questa avventura che pian piano è diventata incubo, sta a te dire la “verità”, costi quel che costi, per il bene delle genti, per il bene della Chiesa. 
Per il bene della tua gente, della gente come te che è stata abbandonata da colui che per vanità megalomane e superbia si è trasformato da “annunciatore” in “idolo”. 
Verrai minacciato, perseguitato, calunniato, disconosciuto, forse perderai qualche agio acquisito, ma non è questa la "vera missione" del cristiano? 
Il riscatto di fronte agli uomini, non è nulla in confronto al riscatto davanti a Dio, che è “Verità”. 
Lascia che l’insofferenza che tutti possiamo leggere nel tuo volto prenda il sopravvento sulla paura, il Signore conosce i cuori ed ama l’uomo. 
Il Signore, solo il Signore “è mio pastore, non manco di nulla”, il resto è perdizione…

sabato 2 novembre 2019

Il Cammino viola la sacralità del matrimonio e l'intimità della famiglia

È un fatto che ho osservato nei lunghi anni di cammino, prima da esterno, vedendo coppie e famiglie della comunità, poi sulla mia pelle da quando ho avuto una mia famiglia. 
Mi ha colpito una frase di un post di qualche giorno fa, “Il Cammino Neocatecumenale invade l'intimità, immettendo nei nuclei familiari una frenesia che distrae e offusca”. 

È così. 

Nonostante proclami altisonanti sulla centralità della famiglia, sul fatto che grazie al Cammino tante famiglie sarebbero state ricostruite, il Cammino sottilmente in molti modi combatte la famiglia come luogo, “istituzione” i cui membri sono legati da amore vicendevole. 

Fin dalle prime catechesi, sentii i catechisti proclamare che il vero cristiano (leggi: il perfetto neo-catecumeno) nella sua vita mette al primo posto Dio, al secondo posto la sua famiglia, al terzo posto il lavoro. Questa classifica di priorità è scomparsa poco a poco dai discorsi dei catechisti nella seconda metà degli anni ’90, ma la sua applicazione continua a tutt’oggi. 

Fin dai primi mesi mi stupii negativamente di come coppie con molti figli sottraessero il poco tempo libero ai figli per dedicarlo alla comunità e al Cammino. Arrivavano al sabato sera con i loro furgoni, scaricavano la numerosa prole che marciava come tanti soldatini verso la chiesa, ma non li vedevo mai sorridere, mai abbracciarsi, mai occuparsi dei figli in modo “umano”, senza finzione. 

In queste famiglie vedevo una tensione costante dettata dal desiderio di apparire come catecumeni modello e dalla paura di sfigurare per un qualche motivo o atteggiamento. 

I bambini dovevano essere dei perfetti neocatecumenini: se a metà eucaristia erano stanchi e manifestavano desiderio di stendersi, mica potevano farlo, dovevano rimanere impettiti come soldatini, possibilmente rispondere alle domande del didascalo e fare le loro preghierine sempre uguali per papà, mamma, i fratelli, la scuola, a volte i nonni e/o i compagni e basta (il mondo circostante, la società, la realtà fuori dal Cammino è pressoché assente nelle preghiere dei neocat. grandi e piccoli). 

In queste famiglie, il Cammino era ovviamente anteposto ai figli. 

Non importa quante sere i genitori si fossero assentati, se i catechisti chiedevano loro un altro incontro, un altro impegno, erano capaci di assentarsi anche nell’unica sera rimasta a disposizione della famiglia. 

Ho visto bambini piangere disperati perché il loro papà dopo una giornata di lavoro tornava a casa solo per mangiare un boccone e poi scappare (tutto contento) a fare l’ennesima catechesi come se quel pianto non lo riguardasse. 

Ho visto madri prendere a schiaffi i figli che all’ennesima catechesi le accusavano di preferire i loro catecumeni ai loro figli.

Un’aberrazione. 

Chi chiede a dei genitori di fare questo, di trascurare a tal punto i bisogni dei propri figli, non ha affatto a cuore la felicità familiare, al contrario la combatte attivamente. Kiko e Carmen, due individui profondamente infelici, hanno voluto creare un esercito di altrettanti infelici al loro servizio e ci sono riusciti. 

Un altro modo di creare infelicità nella coppia e quindi nella famiglia era l’invito alle coppie a parlare dei loro problemi alla comunità. 
Così, nei giri di esperienze delle convivenze domenicali marito e moglie se ne dicevano di tutti i colori, a volte anche scendendo in particolari intimi e comunque assolutamente non necessari. 
Una violazione terribile sia della dignità della persona che della sacralità del matrimonio. 
Spiattellare davanti a tutti i “fratelli”, spesso anche a ragazzini, i presunti “difetti” del coniuge, le sue azioni, le sue parole, lungi dal rafforzare la coppia, era un’arma perfetta per ferirne l’unità, per frantumare la sacralità del vincolo coniugale, per ledere la dignità dell’altro: di amore non rimaneva nemmeno l’ombra. 

Ovviamente quando dissi ai catechisti che a me, come genitore, stava a cuore la felicità dei miei figli, mi dissero ovviamente che ero un “affettivo” e che non avevo capito niente. 

Quest’obbrobrio sono i neocat.

(da: Porto)