martedì 10 marzo 2020

DIPARTITA CARMEN, I KIKOS SUBITO SI ORGANIZZANO PER PROCURARE LA “FAMA DI SANTITA’”

Conosciamo benissimo il battage pubblicitario per “Santa Carmen subito, santa di categoria superiore”, compreso il "santino" photoshoppato che la appellava “santa” ancor prima dell’inizio della Causa.

Addirittura l'hanno già inserita nel sito web "Santi e Beati", tutto corredato da "biografia" e plausi di uno dei più affezionati preti-kikos. E se poi dovesse risultare che santa non la fanno? La tolgono dal sito in silenzio o pubblicamente dichiarano: "Scusate, ci eravamo un po' illusi?"

"SANTA" Carmen Hernández "PATRONA" del Cammino.
Tutto avanti tempo.
Ignoranza o malafede?
Al proposito però avremmo da dire due parole.

Partiamo anzitutto da una norma stabilita in Sanctorum Mater della Congregazione per le cause dei Santi, dedicata all’ ISTRUZIONE PER LO SVOLGIMENTO DELLE INCHIESTE DIOCESANE O EPARCHIALI NELLE CAUSE DEI SANTI del 2007.

Al titolo II°, l’art. 7 di tale istruzione, recita:

§ 1 “Prima di decidere l'inizio della causa, il vescovo diocesano o eparchiale dovrà verificare se, presso una parte significativa del popolo di Dio, il servo di Dio goda di un'autentica e diffusa fama di santità oppure di martirio, unitamente ad una autentica e diffusa fama di segni.

§ 2 “LA FAMA DEVE ESSERE SPONTANEA

E NON ARTIFICIOSAMENTE PROCURATA.


DEVE ESSERE STABILE, CONTINUA, DIFFUSA TRA PERSONE DEGNE DI FEDE, VIGENTE IN UNA PARTE SIGNIFICATIVA DEL POPOLO DI DIO

Mi pare non ci siano dubbi o incertezze, è tutto molto chiaro:

1. Occorre una PARTE SIGNIFICATIVA DEL POPOLO DI DIO
2. Occorre una AUTENTICA E DIFFUSA FAMA DI SANTITÀ
3. Occorre una AUTENTICA E DIFFUSA FAMA DI SEGNI
Ma soprattutto:
La fama deve essere SPONTANEA e NON ARTIFICIOSAMENTE PROCURATA.

Le norme sono chiare, ma come si sa sono sempre oggetto di interpretazione, per cui ci siamo disturbati a comprendere come nella Chiesa venga interpretata la dicitura “fama spontanea e non artificiosamente procurata”.

Benedetto XVI, nel messaggio inviato ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Congregazione delle cause dei Santi del 24 aprile 2006, lo spiega bene:
È chiaro che non si potrà iniziare una Causa di beatificazione e canonizzazione se manca una comprovata fama di santità, ANCHE SE CI SI TROVA IN PRESENZA DI PERSONE CHE SI SONO DISTINTE PER COERENZA EVANGELICA E PER PARTICOLARI BENEMERENZE ECCLESIALI E SOCIALI.
In relazione ai miracoli, il Papa ha negato decisamente la validità del miracolo “morale”, a scanso di futuri equivoci:
È poi da tenere presente chiaramente che la prassi ininterrotta della Chiesa stabilisce la necessità di un miracolo fisico, non bastando un miracolo morale
In fonti autorevoli si parla anche di RILEVANZA ECCLESIALE, elemento considerato ESSENZIALE da Benedetto XVI, per significare che la santità non debba essere in relazione solo alla comunità ecclesiale di appartenenza, ma debba potersi espandere dentro la Chiesa:
C’è tuttavia un secondo, determinante, aspetto delle Cause cui occorre prestare attenzione… si tratta della RILEVANZA ECCLESIALE, requisito ESSENZIALE perché ogni causa abbia diritto di essere trattata dinanzi alle sedi competenti…
Le precise condizioni in cui una persona è diventata santa nell’ambito della comunità ecclesiale di appartenenza, devono cioè come potersi dilatare a contesti “altri”, potenzialmente molto lontani e diversi…
Tale RILEVANZA ECCLESIALE, con la sua necessaria trasversalità, è REQUISITO ESSENZIALE: segno che non una qualche persuasione umana, ma lo Spirito stesso è all’opera, che quella vita è attuale non perché ancorata alle mode, bensì perché ancorata a Cristo”.
Si evidenzia che debba sussistere un intreccio essenziale tra il merito oggettivo di alcune figure e la loro capacità di lasciare un segno:
“Alcune vite, pur essendo oggettivamente meritevoli, tendono ad essere confinate entro il contesto d’origine. Il ricordo di queste persone “buone” resta vivo in chi le ha conosciute e può portare ad iniziative per ricordarle e valorizzarne le benemerenze. Sussiste tuttavia come una FATICA NEL PARLARNE “ALL’ESTERNO”: tutto va programmato, organizzato, soppesato. Ogni iniziativa richiede un dispendio di energia sproporzionato rispetto agli esiti scarsi che consegue. Quasi assente, inoltre la fama dei segni.
Alcune persone, forse molto umili, semplici, nascoste… cominciano ad attrarne e interpellarne molte altre. Si innesca allora un meccanismo virtuoso: L’INIZIATIVA UMANA NON “PRECEDE” PIÙ L’OPERA DELLO SPIRITO, presumendo talvolta quasi di forzarla o sostituirsi ad essa; bensì la segue, per assecondarla e farsene interprete…
Nel primo caso ci si trova in un CONTESTO TENDENZIALMENTE CHIUSO, AUTOREFERENZIALE. Nel secondo in un contesto aperto, dinamico rivolto agli altri e contraddistinto da una FORTE RESPONSABILITÀ ECCLESIALE”

Quanto alla SPONTANEITÀ e alla NON ARTIFICIOSITÀ PROCURATA, si legge chiaramente che:
“Tale fama sia spontanea, mai “PROCURATA AD ARTE” e DUNQUE ESITO DI ARTIFICIO UMANO; mai mera concessione al BISOGNO DI ALCUNI GRUPPI DI AUTO-PROMUOVERSI, CONTEMPLANDO SE STESSI, UN PÒ NARCISISTICAMENTE, in uno preso tra i molti per essere posto “in alto”.
Molto interessante anche sapere che le grazie per l’intermediazione del santo sono sempre ravvisabili con le caratteristiche del suo vissuto terreno:
“È sempre possibile ravvisare un qualche parallelismo tra le caratteristiche precipue di un “santo” e le grazie che concede. C’è così come un’affinità tra la sua vita terrena e la “seconda vita”, quella in cielo.”
(Carmen che “intercede” per una gravidanza ed un bambino, contrasta totalmente con le caratteristiche della sua “vita terrena”, durante la quale si è mostrata sempre indifferente alle gravidanze e alle nascite, nonché ai bambini, che mai degnava di uno sguardo, intossicando pure le gestanti col suo fumo compulsivo, nonostante le richieste di astenersi in loro presenza).

Esistono anche cause prive degli elementi strutturali, che non possono procedere:
“…processi in cui i requisiti della santità canonizzabile erano deboli o assenti, cause in cui le virtù, alla prova dei fatti, siano del tutto ordinarie e non eroiche, dove ALCUNE VIRTÙ EVIDENTEMENTE MANCHINO…
La domanda conclusiva è illuminante:
“Riteniamo davvero, con intimo convincimento, che tutte le figure di cui si chiede di introdurre una Causa possano godere di una certa RILEVANZA PRESSO LA CHIESA UNIVERSALE? O alcune volte non ci si limita a sottoporre alla Chiesa qualcosa che serve a noi, con scarsa coscienza dei presupposti e delle conseguenze che ciò implica?”
I salesiani stessi, parlando del loro ordine avvertono:
“Nessuna Causa trattata dinanzi alle sedi competenti della Postulazione Salesiana è, ecclesialmente parlando, dei Salesiani: è della Chiesa e per la Chiesa, attraverso la mediazione salesiana. IN CASO CONTRARIO, SI RIDURREBBE AD UN RISCHIOSO MECCANISMO DI AUTOESALTAZIONE E AUTOPROMOZIONE CHE, SE FORSE PUÒ ATTIRARE L’ATTENZIONE, TENDE POI A GENERARE DINAMICHE AUTOREFERENZIALI…

(la santità di Carmen è EVIDENTEMENTE SOLO PER I NEOCATECUMENALI, prede da sempre di autoesaltazione e autoreferenzialità, non solo in questo particolare caso. NESSUNO, che non sia del Movimento Neocatecumenale, può avere a cuore la santità della megera “evangelizzatrice”. Possono bastare solo le parole (peraltro in odore di eresia), o SERVONO LE VIRTÙ? Possono diventare santi anche i semplici “oratori”, che MAI hanno mostrato NELLA VITA la loro santità?)

Altrove viene ribadito:
Indovinate quale è la foto originale
e quale è la versione "photoshoppata"
dalla "propaganda esasperata"
La fama di santità deve essere SPONTANEA E NON CAUSATA DA UNA PROPAGANDA ESASPERATA. Tale spontaneità è segno della grazia dello Spirito Santo, che fa nascere nei cuori dei fedeli una particolare ammirazione verso un servo di Dio… testimonianze preferibilmente de visu, che depongono a favore della fama sanctitatis motivandola con la personale conoscenza e narrazione di fatti, di detti, di comportamenti e di azioni particolarmente eloquenti del servo di Dio.”
(e qui, sulla narrazione di fatti e comportamenti, potremmo riempire pagine e pagine sui comportamenti della Carmen: vizio compulsivo del fumo, scenate arroganti ai sottoposti, giudizi temerari sulle recite del rosario, sul Papa, sui vescovi “faraoni”, indifferenza al dolore altrui…)

Alcuni punti fermi ce li offre padre Francesco Caiazzo, teologo e docente di diritto canonico:
"Secondo Benedetto XIV, per la beatificazione si richiede oltre alla fuga dei vizi capitali, all'esercizio delle virtù teologali e cardinali e all'osservanza fedele del proprio stato, anche il «grado eroico» dell'esercizio della virtù cristiana. La virtù eroica, cioè, deve essere posta expedite, volentieri e senza essere interrotta da alcun ostacolo; prompte, senza tentennamenti; delectabiliter, con entusiasmo e con il solo desiderio di piacere a Dio; supra communem modum, in modo superiore alla norma; ex fine supernaturali, con il fine di dar gloria a Dio; sine humano ratiocinio, senza scopi umani"

E inoltre, fondamentale:
"La valutazione teologica del caso è il criterio da seguire per conseguire la certezza morale avendo presente l'atteggiamento tenuto dal soggetto di fronte a questi fenomeni: ferma volontà dell'unione con Dio, aumento dell'amore verso Cristo, equilibrio psichico del soggetto, OBBEDIENZA ALL'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA, disponibilità ai sacrifici, OBBEDIENZA ALLA VOLONTÀ DI DIO MANIFESTATA DALL'AUTORITÀ ECCLESIASTICA, DOCILITÀ NEL FARE TUTTO PER AMORE ecc. SONO INCOMPATIBILI ATTEGGIAMENTI COME: la SUPERBIA, il LEGAME CON LE AZIONI IMMORALI, le visioni e le MINACCE APOCALITTICHE, i messaggi di carattere messianico, le AFFERMAZIONI CONTRASTANTI CON LA RIVELAZIONE ecc."
E qui, come sappiamo, iniziano i dolori, perché la Carmen si distingueva spesso e volentieri per:

  • DISEQUILIBRIO PSICHICO (bastava conoscerla ed ascoltarla per capire che ne aveva ben poco. Eminenti psicologi si sono pronunciati nel tempo sull'equilibrio "disequilibrato" dei due "santoni")
  • INDISPONIBILITÀ AI SACRIFICI (fumava al chiuso come una ciminiera in presenza di donne incinte, usciva addirittura dall'Eucarestia per andare a fumare, non ne poteva fare a meno)
  • DISOBBEDIENZA ALL'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA (che col suo compare criticava in ogni momento, dichiarando apertamente che la Chiesa sarebbe stata assente da dopo Costantino fino al loro "arrivo")
  • DISOBBEDIENZA ALLA VOLONTÀ DI DIO MANIFESTATA DALL'AUTORITÀ ECCLESIASTICA (cavallo di battaglia della Carmen e del compare che hanno DISUBBIDITO SEMPRE ad ogni autorità, credendo solo nella loro superiore autorità direttamente dall'alto. Nulla a che vedere con San Pio, obbediente fino alla morte a superiori persecutori)
  • SUPERBIA (credeva di dover catechizzare e convertire tutti, vescovi e Papi, che erano "faraoni" o persecutori se non ascoltavano la sua predicazione)
  • LEGAME CON AZIONI IMMORALI (tipo la copertura e la difesa di notori vescovi pedofili)
  • MINACCE APOCALITTICHE (contro chi lasciava la sua setta, con l'appellativo di "indemoniato" e la predizione della rovina della vita)
  • AFFERMAZIONI CONTRASTANTI CON LA RIVELAZIONE (interpretando le scritture spesso e volentieri in chiave ebraica)

Se non bastasse, abbiamo ancora le parole di Papa Francesco in "Gaudete et exsultate":
"Un impegno mosso dall’ansietà, dall’orgoglio, dalla necessità di apparire e di dominare, certamente non sarà santificante."
"In questo quadro, desidero richiamare l’attenzione su due falsificazioni della santità che potrebbero farci sbagliare strada: lo gnosticismo e il pelagianesimo. Sono due eresie sorte nei primi secoli cristiani, ma che continuano ad avere un’allarmante attualità. Anche oggi i cuori di molti cristiani, forse senza esserne consapevoli, si lasciano sedurre da queste proposte ingannevoli. In esse si esprime un immanentismo antropocentrico travestito da verità cattolica.[33] Vediamo queste due forme di sicurezza dottrinale o disciplinare che danno luogo «ad un ELITARISMO NARCISISTA e AUTORITARIO dove, invece di evangelizzare, SI ANALIZZANO E SI CLASSIFICANO GLI ALTRI, e invece di facilitare l’accesso alla grazia si consumano le energie nel CONTROLLARE. IN ENTRAMBI I CASI, NÈ GESÙ N' GLI ALTRI INTERESSANO VERAMENTE"
"Questo può accadere dentro la Chiesa, tanto tra i laici delle parrocchie quanto tra coloro che insegnano filosofia o teologia in centri di formazione. Perché è anche tipico degli gnostici credere che con le loro spiegazioni possono rendere perfettamente comprensibili tutta la fede e tutto il Vangelo. Assolutizzano le proprie teorie e obbligano gli altri a sottomettersi ai propri ragionamenti."
"Lo gnosticismo è una delle peggiori ideologie, poiché, mentre ESALTA INDEBITAMENTE la conoscenza o una determinata esperienza, considera che la propria visione della realtà sia la perfezione. In tal modo, forse senza accorgersene, questa ideologia si autoalimenta e diventa ancora più cieca."
"Quando qualcuno ha risposte per tutte le domande, dimostra di trovarsi su una strada non buona ed è possibile che sia un FALSO PROFETA, che USA LA RELIGIONE A PROPRIO VANTAGGIO, al servizio delle proprie elucubrazioni psicologiche e mentali. Dio ci supera infinitamente, è sempre una sorpresa e NON SIAMO NOI A DETERMINARE IN QUALE CIRCOSTANZA STORICA TROVARLO, DAL MOMENTO CHE NON DIPENDONO DA NOI IL TEMPO E IL LUOGO E LA MODALITÀ DELL'INCONTRO. Chi vuole tutto chiaro e sicuro pretende di dominare la trascendenza di Dio."
"In realtà, la dottrina, o meglio, la nostra comprensione ed espressione di essa, «non è un sistema chiuso, privo di dinamiche capaci di generare domande, dubbi, interrogativi», e «le domande del nostro popolo, le sue pene, le sue battaglie, i suoi sogni, le sue lotte, le sue preoccupazioni, possiedono un valore ermeneutico che non possiamo ignorare se vogliamo prendere sul serio il principio dell’incarnazione. Le sue domande ci aiutano a domandarci, i suoi interrogativi ci interrogano".
"Frequentemente si verifica una pericolosa confusione: credere che, poiché sappiamo qualcosa o possiamo spiegarlo con una certa logica, già siamo santi, perfetti, migliori della “massa ignorante” (nda. BORRICOS). San Giovanni Paolo II metteva in guardia quanti nella Chiesa hanno la possibilità di una formazione più elevata dalla tentazione di sviluppare «un certo sentimento di superiorità rispetto agli altri fedeli».
Eppure, Kiko e Carmen, hanno tratti non solo dello gnosticismo, ma sotto sotto anche del pelagianesimo, inteso come lo spiega Papa Francesco:
"Molte volte, contro l’impulso dello Spirito, la vita della Chiesa si trasforma in un pezzo da museo o in un possesso di pochi. Questo accade quando alcuni gruppi cristiani danno eccessiva importanza all’OSSERVANZA DI DETERMINATE NORME PROPRIE, di COSTUMI o STILI [nda. QUI DA NOI NON SI FA…].. È forse una forma sottile di pelagianesimo, perché sembra sottomettere la vita della grazia a certe strutture umane. Questo riguarda GRUPPI, MOVIMENTI e COMUNITÀ, ed è ciò che spiega perché tante volte iniziano con un’intensa vita nello Spirito, ma poi finiscono FOSSILIZZATI… o CORROTTI."
"San Tommaso d’Aquino ci ricordava che i precetti aggiunti al Vangelo da parte della Chiesa devono esigersi con moderazione «per non rendere gravosa la vita ai fedeli», perché così si muterebbe la nostra religione in una schiavitù."
"Che il Signore liberi la Chiesa dalle nuove forme di gnosticismo e di pelagianesimo che la complicano e la fermano nel suo cammino verso la santità! Queste DEVIAZIONI si esprimono in forme diverse, secondo il proprio temperamento e le proprie caratteristiche. Per questo esorto ciascuno a domandarsi e a discernere davanti a Dio in che modo si possano rendere manifeste nella sua vita."


Adesso, dopo che ci siamo schiariti un po’ le idee, vediamo come viene parlato della “futura causa di beatificazione della Carmen Hernández” nella Convivenza di Inizio Corso 2017-2018, dopo poco più di un anno dalla morte della stessa, da tale Charlie Metola, che sembra essere il referente ed intermediario per l’avvio del procedimento:
Il futuro processo di beatificazione e canonizzazione di Carmen non si può aprire fino a 5 anni dopo la sua morte, che significa che non si può fare fino al mese di luglio 2021, però abbiamo iniziato a raccogliere informazioni ed abbiamo tenuto vari incontri col delegato episcopale della diocesi di Madrid."
(dopo solo un anno dalla morte dichiarano di aver già avuto VARI INCONTRI e di aver già iniziato a RACCOGLIERE INFORMAZIONI. Sembrano presi da una frenesia incontrollata, dato che loro stessi riferiscono che la presentazione della Causa (e non il “futuro processo di beatificazione”, che non esisterebbe nel caso di causa non accettata. Son già sicuri anche dell’accettazione?) non può essere effettuata prima di altri 4 anni. Se non mostrassero fretta, potrebbero proporla anche dopo 7, 8 o 9 anni, non è “necessario” presentare richiesta al quinto anno scoccato)
Santa Subito!
Come Giovanni Paolo II…
"Il processo si divide in due parti: uno diocesano che sarà qui a Madrid, e un altro, quando questo primo sarà concluso, che sarà a Roma (ancora una volta dà per certa la prosecuzione del procedimento fino alla fase romana). Per questo procedimento diocesano ho iniziato a raccogliere tutti i documenti che Carmen ha generato, tanto in vita – come carte, che abbiamo più di 100 e aumentano – e tutto quello che Carmen ha detto nei Passaggi, le sue catechesi sopra l’Eucarestia, in riunioni, annunci, ecc. Abbiamo già quasi 20 mamotreti. Ogni volta che Carmen dava una catechesi, risulta che ha riempito la famosa valigia, fogli che mostrano che lei si preparava, foglio dopo foglio, come andava a fare una ammonizione, come andava a fare la catechesi. Padre Xavier Sotil ha iniziato con le agende, che sono 30 o 40. E l’altro giorno ne abbiamo trovate altre 30, cioè abbiamo sessanta e più agende di Carmen, delle quali già sono state pubblicate nel libro, le agende corrispondenti a 3 anni. Ma sono di più."
(solo nel primo anno dalla morte di Carmen si sono attivati per recuperare i suoi scritti, fogli, agende, catechesi. Si sono dati molto daffare da subito, per una SANTA SUBITO!)
Santa Subito è pure una birra…

"Una cosa importante che vogliamo dire, e per questo ho chiesto a Kiko di parlare, perché non sto lavorando solo io, ma ci sono molti archivisti, fratelli che lavorano negli archivi di Valencia di don Marcelino Olaechea, così come a Barcellona, la corrispondenza con Farnes, che si ha un cumulo enorme di cose.
Però stiamo vedendo che MANCA UNA COSA: I FAVORI E LE GRAZIE. Questo è fondamentalmente quello che volevo dire. Molti fratelli delle NOSTRE COMUNITÀ e NOSTRI CATECUMENI pregano Dio per intercessione di Carmen. E lei risponde, ma non sappiamo nulla. Perché? Perché pensano che le grazie e i favori debbano essere cose grandiose. No, qualsiasi cosa. Anche se ti sembra di poca importanza, è importante, si tratta magari di cose comuni, non necessariamente grandiose."
(Dà per scontate cose non dimostrabili: MOLTI FRATELLI NEOCATECUMENALI PREGANO PER INTERCESSIONE DI CARMEN. Quelli che potrà conoscere lui, un numero limitato, degli altri che ne sa? Ma molto di più: LEI RISPONDE. Se risponde, sarà valutato nel procedimento, non può saperlo lui. Molto deponente che a pregare siano SOLO QUELLI DELLE COMUNITÀ, NON TUTTA LA CHIESA, come dovrebbe essere. Poi l’esortazione a produrre testimonianze, di ogni tipo, anche semplici. Mi chiedo: ma come si fa a verificare se io ho davvero pregato un certo santo e se davvero sono stata esaudita? Potrei dire di tutto, anche inventando. Ma non è tanto la “qualità” delle testimonianze, quello che a loro importa è la “quantità”, perché questa determina la “fama di santità”: più ce ne sono, più c’è “fama”)
"Carmen, prega per noi"
"Noi NON dobbiamo pregare per te,
sei già santa!"
"Non importa nemmeno che siano sostenuti dai medici o altro, basta che si dica di aver chiesto una grazia e se te l’ha concessa."
(molto SPONTANEA questa cosa, imbeccare su ciò che “serve”)
"Cose piccole, ordinarie della vita, perché quello che importa è che abbia una fama di santità. Cosa significa? Che in molte parti del mondo – e molti fratelli, molte persone – consideriamo che Carmen è viva e per questo chiediamo la sua intercessione. E queste intercessioni devono essere raccolte. QUEST’ANNO NE ABBIAMO RACCOLTE SOLO 40, ma io so che sono molte di più. Cioè, non ABBIAMO BISOGNO di grandi guarigioni, no, ma cose ordinarie, semplici della vita, alle quali Carmen ha risposto."
(Ecco, appunto, è per la “fama di santità”. Impressionante che in un anno intero ne siano state raccolte solo 40! Ecco perché si danno tanto da fare! Altrimenti, se risultano poche, non riescono a dimostrare la “fama”. Incredibile che si dica: “ABBIAMO BISOGNO”. Se ci fosse SPONTANEITÀ, non si dovrebbe parlare di BISOGNO)
"Semplicemente per comunicarle, dovete scrivere un indirizzo e-mail alla seguente direzione del Cento neocatecumenale: carmenHernández@ffn.es"
(e poi non dovrebbe essere “fama di santità ARTIFICIOSAMENTE PROCURATA”! Pure l’ email per il recapito! Assomiglia molto alle PETIZIONI, di qualsiasi tipo si voglia: “Scrivete, se siete d’accordo! Firmate per la Causa!”)
"Alcuni mi hanno detto: “Posso scrivere anonimamente senza dare i miei dati?” Basta mettiate le vostre iniziali, per esempio. Anche tutto quello che riceviamo è segreto, è il famoso “segreto del riassunto”. Riceviamo favori attraverso carte o e-mail, lo conserviamo in una busta ed è conservato all'interno di 5 anni, che sarà il momento in cui verrà analizzato soltanto da una commissione, il delegato episcopale (Alberto Fernandez Sanchez) per le cause dei santi e al massimo 2 o 3 persone. Quello che si va a fare nei 5 anni è un giudizio reale, in cui si avrà un tribunale.
Incoraggiate le vostre comunità e altri fratelli perché scrivano. Se qualcuno desidera scrivere su carta comune, può farlo, basta scrivere al Centro Neocatecumenale diocesano."
(Addirittura bastano le iniziali! Vero che se scrivo per mail la polizia postale può risalire al mio indirizzo, ma scrivere anonimamente senza mettere i dati, che senso ha? Dichiaro una grazia ricevuta anonimamente? Ma allora chissà quanti potrebbero dichiarare il falso, tanto è anonimo (col passamontagna, direbbero i kikos). Ci tengono a dire che gli scritti restano segreti, così uno si sente più tutelato. Ma verrà il momento in cui la commissione lo analizzerà! INCORAGGIATE LE VOSTRE COMUNITÀ ED ALTRI FRATELLI PERCHÉ SCRIVANO, alla faccia della SPONTANEITÀ!)
Sarà un "segno" che il cartellone
si accartoccia?
"DOBBIAMO ANCHE CERCARE testimoni di gente che ha conosciuto Carmen e che possa dire cosa pensava di Carmen.
Ci sono 3 tipi di testimoni che sono definiti con nomi latini: io ho cominciato a chiedere ad alcuni perché il delegato diocesano mi ha detto che ci vogliono solo gli ottuagenari, dagli 80 anni in su. Io gli ho detto che di 70 anni ce ne sono molti. Ha detto: “Bene, però quelli rimangono fermi”. Lo dico perché tu, Kiko, sei uno dei primi, però con te speriamo."
(E questo è un bel problema. Loro DEVONO CERCARE testimoni. Li vanno a cercare, non si presentano SPONTANEI. Purtroppo però il delegato ha ribadito che ci vogliono solo ultraottantenni, i settantenni devono rimanere fermi… Allora il diligente Metola si è già attivato DOPO SOLO 1 ANNO, a chiedere ad alcuni… Se devo CHIEDERE E CERCARE, è logico che NON È SPONTANEO)
"Da ora a 5 anni dobbiamo cominciare -già oggi ho parlato con alcuni – che devono scrivere non la loro esperienza, non si deve fare una Redditio, né molto meno, solo che tu hai conosciuto Carmen.
Ho alcune piccole domande che ho dato ad alcuni responsabili e BASTA SEMPLICEMENTE DARE DELLE RISPOSTE. Poi si deve firmare. Un parroco deve firmarlo e mettere il sigillo sui 4, 5 o 6 fogli ed è fatto. Io lo vedrò per comprovare che va bene e poi si mostrerà al delegato episcopale. Questo si chiama testimoni “ad futuram memoriam”. Nei 5 anni questi testimoni saranno i primi ad essere chiamati, se saranno vivi. Se non sono vivi o se “sono fuori testa”, serve la testimonianza di ora."
(spiega tutto nel dettaglio, magari altrimenti corre il rischio che non capiscano… A quelli con cui ha già parlato ha detto che devono scrivere che hanno conosciuto la Carmen. Poi la BOMBA! HA GIÀ PREPARATO LE DOMANDE, LE HA DATE AI RESPONSABILI, E GLI OTTUAGENARI DEVONO SOLO DARE LE RISPOSTE! Ma signori, se non è FAMA ARTIFICIOSAMENTE PROCURATA questa, ditemi cosa lo può essere, una pistola puntata alla tempia? Ma come si fa a preparare delle domande e a farle rispondere alle persone, per poi inviarle per la Causa? Tutto già bello che pronto! Devi solo rispondere, che sarà mai, come un questionario (tanto ci sono abituati ai questionari). Praticamente, Metola ha preparato il questionario, il catecumeno lo riempie e lo firma, poi lo firma anche il parroco (rigorosamente neocat) e appone i timbri, FATTO! Una spontaneità davvero impressionante! Intanto testimonieranno se saranno vivi o sani di mente, altrimenti vale il questionario… Tutto fa brodo… “ad futuram memoriam”, ma la dichiarazione fa numero OGGI)
"Mi ricorda padre Mario che non vi dovete preoccupare, si tratta un po’ di quello che dicevamo prima: che si mandino cose di poca importanza, piccoli aiuti ad un esame, o che mio figlio… il grande miracolo arriverà, tra tutti questi che riceviamo. C’è una commissione medica e vedremo qual è il presunto miracolo per essere beatificata."
(insistono, casomai non avessero capito… Obbedienza cieca! A volte torna utile… Ora, volendo essere benevoli, ma come si fa a dimostrare che un esame è andato bene per intercessione di Carmen? A volte gli esami vanno bene per molti altri motivi. E soprattutto, come si fa a dimostrare che per quell'esame ho pregato "santa Carmen?", in un devozionismo sdolcinato che Carmen per prima ha sempre sbeffeggiato? Ricordate la catechesi sulla "religiosità naturale", dove i religiosi naturali pregavano Santa Barbara? IL GRANDE MIRACOLO ARRIVERÀ, ma che ne sa? Nemmeno “speriamo” che arrivi, no, no, per non smentire mai la loro supponenza, “arriverà!”, tanto se non arriva se lo fabbricano…)
Preghiera di Carmen
"Il processo per Carmen prevede 4 passi. Primo: “serva di Dio”, che speriamo possiamo vederlo molti di noi. Il successivo sarà “venerabile”, tuttavia non c’è miracolo. Venerabile significa che già qui, il cardinale di Madrid con l’approvazione di Roma, confermano che CARMEN HA VISSUTO LE VIRTÙ CRISTIANE IN GRADO EROICO."
(Questo passaggio mi fa veramente inorridire. Poveretti i kikos! “serva di Dio” è una definizione che si acquisisce con l’accettazione della Causa, quindi Metola “spera” che molti degli anzianotti a cui parla siano ancora vivi nel 2021! Molto utilitaristico: sgancia il questionario, poi spero che tu non muoia per il 2021! Parla del “processo per Carmen” come fosse cosa sicura: prima sarà “serva di Dio”, poi “venerabile” e senza miracolo! Avvisiamo i kikos che se testimoniano sulle virtù di Carmen, ci vogliono TUTTE LE VIRTÙ, poi ne dovranno rispondere davanti a Dio)
"Apro una parentesi: questo delegato episcopale, quando ha letto il libro di Carmen, è rimasto impressionato. Mi ha detto: “Non devi fare neanche grandi cose, quello che hanno fatto Kiko e Carmen, o con loro sta lo Spirito o non si può fare”. Questo delegato sarà il Capo della commissione."
(Siamo in una botte di ferro! Vorrebbe dire che solo leggendo lo sconclusionato libro di Carmen è rimasto impressionato?? (come tutti del resto, tutti rimangono impressionati!). Quello che non avrebbe dovuto dire, perché inquina l’oggettività dell’esame, è che lo stesso delegato per le Cause dei Santi abbia detto ancor prima della presentazione della causa che “quello che hanno fatto Kiko e Carmen, senza lo Spirito Santo non si può fare”. Se fosse vero, basterebbe a richiedere la rimozione del delegato, in quanto parziale e già orientato al risultato, visto che dovrebbe essere il Capo della Commissione. Non si deve MAI esprimere un giudizio in anticipo, anche solo per santa prudenza. Inoltre non è nemmeno vero: molti leader attirano le persone, anche senza lo Spirito Santo, attirare le persone non è segno di santità, le attirò anche Lutero, allora facciamo santo pure lui…Le persone si attirano anche dando loro cosa vogliono, non necessariamente dando quello che "vuole" la Chiesa.)
"Poi, per il futuro miracolo che arriverà, tra tutti quelli che riceveremo, se ne sceglierà uno e si produrranno prove mediche, radiografie… Come si trova negli ospedali, non c’è problema di perderlo.
Affinché conoscano il grande miracolo, tutti quelli che ricevono miracoli, che li hanno già, che li comunichino. Non c’è bisogno di documentazione, quando saranno necessari la chiederemo.
E già ci sono non so quanti miracoli, li conteremo."
(“IL FUTURO MIRACOLO CHE ARRIVERÀ”, nessuna umiltà, nessuna incertezza. Fa intendere che “arriveranno” moltissimi miracoli, tanto da poterne scegliere uno. CHI HA GIÀ IL GRANDE MIRACOLO, LO COMUNICHI! Ma se uno avesse davvero avuto un miracolo, deve essere sollecitato ARTIFICIOSAMENTE a comunicarlo? GIÀ CI SONO I MIRACOLI, LI CONTERANNO. Cioè, in un anno ci sono soltanto 40 testimonianze e “dovranno contare” i miracoli? Davvero qui siamo nell’acqua della MENZOGNA. Intanto il “primo” miracolo della “santa di categoria superiore” è stato reso pubblico nel 2020 e all’epoca si era nel 2017 e poi, con tutta la buona volontà, ma davvero ci credono a quel miracolo?)
"Sono rotti i miei legami"
Tagore, poeta indiano, si canta
all'Eucarestia carmeniana

Naturalmente, lo stesso Charlie, non si profonde in tante sollecitazioni e spiegazioni nella Convivenza Inizio Corso 2017 italiana.
Centellina le parole, parla meno della metà, anche se sollecita.
Certo. Siamo vicini al Vaticano…

Dà però un'informazione interessante: il postulatore sarà Carlos Aparicio, peruviano, parroco dal 2019 della neocatecumenalizzata parrocchia di San Mauro Abate (Fonte Ostiense).
Dichiara inoltre che "il processo di beatificazione non è facile", in contrapposizione alle certezze che mostrava nel discorso madrileno, ma subito dopo aggiunge, a rassicurazione, che "la diocesi ha detto che Carmen è una grazia non solo per il Cammino ma per tutta la Chiesa, non so da dove gli incaricati della diocesi di Madrid hanno avuto informazioni per questa fama di Carmen, ma sono molto buoni; tutta la Curia di Madrid conosceva, per es., che aveva un amore speciale per il Vescovo.", che naturalmente è un neocat piazzato al posto giusto.
Molto tendenziosa la specificazione che "Carmen è una grazia per tutta la Chiesa, non solo per il Movimento Neocatecumenale". Sanno che i santi sono per la Chiesa Universale e preparano il terreno.
Chiederemo spiegazioni e documentazioni attendibili di come possano dimostrare che Carmen "era una grazia per tutta la Chiesa".

Nell'Inizio Corso 2018-2019, convivenza unica per Spagna e Italia, si rinnovano le sollecitazioni, addirittura attraverso una lettera a firma Charlie Metola:
Lettera ai "fratelli" neocatecumenali
per la "fama di santità" di Carmen

Nell'Inizio Corso 2019-2020, si ripetono pari pari le stesse sollecitazioni, avranno raggiunto il tanto desiderato "quorum"?

Per tre anni consecutivi dopo la morte di Carmen, battono insistentemente sullo stesso tasto, naturalmente rivolgendosi sempre a SOLI NEOCATECUMENALI. E tutto il resto della Chiesa Universale? Molti nella Chiesa Universale addirittura rigettano Kiko e Carmen, non li venerano come santi, ma li considerano eretici, li hanno espulsi dai loro territori, hanno scritto lettere e libri contro la loro eretica dottrina… "fama di santità" per la Chiesa Universale…

Già ce lo aspettiamo paro paro per la Convivenza 2020-2021, poi partirà subito la richiesta, e chissà quanti altri "miracoli"…

Il piccolo Papa Francesco
guarda imbronciato la GRANDE Carmen


Ricordiamo, per maggiore chiarezza, che anche solo per poter iniziare la Causa occorre la dimostrazione della “fama di santità”, che è basata sull’esercizio di TUTTE LE VIRTÙ, che sono:

  • PRUDENZA (già le sparate arroganti contro i vescovi da parte di una semplice laica, mi sembrano dimostrazioni evidenti di mancanza di prudenza)
  • GIUSTIZIA (è notorio che Carmen era molto ingiusta con le vittime di abusi, istigando al silenzio e ad andare a chiedere perdono da parte della vittima, lasciando “salvo” il carnefice)
  • FORTEZZA (si potrebbe ipotizzare in Carmen questa virtù, di coraggio ne aveva da vendere. Si cade però quando ci si confronta con “la ricerca del bene”, alla quale deve essere indirizzata)
  • TEMPERANZA (questa era proprio assente. Il CCC la descrive come “equilibrio nell’uso dei beni creati”, quindi anche con le sigarette? “Dominio della volontà sugli istinti”, quindi anche quando attaccava vescovi e vittime del sistema e delle persone? “sana discrezione”, dov’era in Carmen? “moderazione e sobrietà”, in che cosa? Nel fumo? Nei lussi?)
  • FEDE (ne ha mostrata, certo, ma “fede” in cosa? Nelle sue sconclusionate ebraicizzanti predicazioni? Nel suo Movimento Neocatecumenale? Non certo nella Chiesa, che ha sempre disprezzato, mentre nel CCC la fede , oltre che in Dio, è “in tutto ciò che la Chiesa ci propone di credere”. “la fede viva opera per mezzo della carità”. Dov’era in Carmen la carità? Ha sempre considerato i suoi adepti come numeri, utilizzandoli per i soli fini del SUO Movimento)
  • SPERANZA (“lo slancio della speranza preserva dall’egoismo e conduce alla gioia della carità”, recita il CCC. Questa la vera speranza, perché si potrebbe dire che molti “sperano” nella salvezza, ma vivono contrariamente al suo ottenimento)
  • CARITÀ (Dal CCC: “amare Dio e il prossimo come noi stessi”. Il prossimo, l’altro, quello che nella predicazione carmeniana, invece di essere il prossimo è “la morte”, “l’inferno”. “Il Signore ci chiede di amare i bambini”. Quando mai? L’ha detto san Paolo cos’è la carità; “La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, NON MANCA DI RISPETTO, non cerca il suo interesse, NON SI ADIRA, non tiene conto del male ricevuto, NON GODE DELL'INGIUSTIZIA, ma SI COMPIACE DELLA VERITÀ” No comment)

Il Catechismo della Chiesa Cattolica esordisce con una definizione generica delle virtù:
Tutto quello che è VERO, nobile, GIUSTO, PURO, AMABILE, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri
Kikos, pensateci bene prima di impelagarvi davanti a Dio con le vostre testimonianze e le vostre dichiarazioni, lo sapete benissimo anche voi chi era veramente Carmen Hernández…


domenica 8 marzo 2020

Mentalità neocatecumenale: le famiglie in Missione per il Cammino

La "comunione tutti insieme al celebrante",
ridotta praticamente a uno snack obbligatorio
Commentiamo qui sotto un'intervista che comparve il 13 gennaio 2006 su Gente Veneta e che qualche anno fa venne commentata a Guam sul sito web Thoughtful Catholic con un articolo intitolato We've been judged!.

Il giorno dopo la pubblicazione a Guam la signora Francesca ha scritto, sulla stessa pagina di Thoughtful Catholic, un commento di generiche scuse che però - come fa notare lo stesso Chuck - non è un vero scusarsi perché non entra nei dettagli, cioè lascia il sottinteso che la fede dei "cristiani della domenica" di Guam non sarebbe autentica, né vissuta, come invece lo sarebbe nel Cammino.

Qualunque convinzione abbiano oggi i cosiddetti "missionari" intervistati nell'articolo di Gente Veneta, non cambia il valore di tale intervista,
che manifesta bene la mentalità neocatecumenale, mentalità che presuppone che coloro che non fanno il Cammino devono essere "evangelizzati", e che coloro che rifiutano il Cammino starebbero con ciò stesso rifiutando lo Spirito Santo.

Facciamo anche notare che a gennaio 2006, al momento di quell'intervista, il Cammino disponeva solo di un'approvazione "ad experimentum", che non era affatto detto che divenisse definitiva; inoltre i cosiddetti "mamotreti" non godevano ancora di alcun riconoscimento (dal Vaticano non hanno mai ricevuto approvazioni, tranne - nel 2010 - la sola «approvazione alla pubblicazione»); per di più, dal 1° dicembre 2005, era entrata in vigore la cosiddetta "lettera di Arinze" contenente le mai modificate «decisioni del Santo Padre» contro gli strafalcioni liturgici neocatecumenali. Pertanto, ancor prima di fare considerazioni sulla missionarietà e sull'arroganza, bisogna sottolineare che i sullodati "missionari" neocatecumenali stavano spiritualmente compiendo un passo troppo azzardato (infatti le virtù cristiane non consistono nel "chi esagera di più"; la missione non consiste nel "dilettanti allo sbaraglio"; i doveri di stato degli sposi non consentono di "giocare ai missionari a casaccio" sradicando per giunta i figli dal loro ambiente; ma nella setta neocatecumenale si compiono sempre questi errori, ed anche peggiori).



"Andiamo agli antipodi per servire"

Enrico e Francesca D.P., 37 e 34 anni, sono i coniugi di una delle quattro famiglie, appartenenti alla comunità neocatecumenale di Ss. Apostoli, che partiranno presto per la missione: in Serbia, in Irlanda, In Inghilterra e nell'isola di Guam, nelle Filippine. Ben tre di queste famiglie sono legate tra di loro dal legame di parentela: i tre uomini sono tre fratelli. Famiglie giovani e coraggiose, con al seguito 3, 4 e 6 figli, che hanno fatto la scelta di dedicarsi a tempo pieno all'annuncio del Vangelo, lasciando lavoro, amici, casa e comfort. «Proveniamo entrambi da famiglie neocatecumenali» spiega Francesca: «Io poi ho vissuto da bambina l'esperienza della missione itinerante in Irlanda. Mio padre era anestesista, mia madre gestiva dei negozi qui a Venezia e hanno lasciato la loro vita agiata per andare nel mondo ad annunciare il Vangelo. A me e ai miei nove fratelli non è mai mancato nulla perché il Signore ha sempre provveduto alla nostra vita». La fede nella Provvidenza è un tratto costante nella vita di Enrico e Francesca: «Ci siamo sposati giovanissimi» prosegue lei: «Io avevo 20 anni e il mio desiderio più grande era costruire una bella famiglia numerosa, come lo erano state le nostre.

Ma i progetti del Signore erano diversi. Per molti anni non abbiamo potuto avere figli. Ma anche in questa sofferenza abbiamo visto l'intervento di Dio. Lui usa strade diverse dalle nostre per fare la sua volontà. Infatti abbiamo vissuto l'esperienza dell'adozione con un bambino russo. Poi i medici hanno scoperto la causa della mia sterilità e sono arrivati anche Giosuè e Miriam».
Sono 230 le famiglie che partiranno per la missione in tutto il mondo nei prossimi giorni. Più di 500 sono già in missione. Ma in che modo una famiglia finisce con l'aprirsi a questa esperienza? «All'inizio si dà la propria disponibilità - dice Enrico - poi si viene assegnati a una destinazione. Un periodo di prova e se va tutto bene ci si trasferisce definitivamente. A monte c'è la richiesta da parte di comunità neocatecumenali di tutto il mondo di avere l'aiuto di una famiglia che è già inserita nel Cammino. In Europa questa esperienza è viva da 30 anni, ma in alcuni paesi del mondo è agli inizi. Per quanto riguarda l'isola di Guam - Enrico prende un mappamondo per mostrare dove si trova Guam: estremo Oriente, oltre le Filippine, in mezzo all'Oceano Pacifico: «La proposta è partita dal vescovo locale, che richiedeva l'intervento di una famiglia come aiuto pastorale. Lì c'è un parroco molto coraggioso che sta operando un rinnovamento profondo e strutturale nella sua parrocchia. Il cammino neocatecumenale è iniziato da appena otto anni».

Perché proprio a Guam? L'avete scelto voi? No, quando si dà la propria disponibilità non si sa dove si verrà assegnati. Poteva capitare il Nordeuropa come il Burundi, Taiwan o la Serbia. Spesso si fa una semplice estrazione, ma altre volte si tiene conto anche di altre necessità. A Guam ad esempio serviva aiuto anche nella ristrutturazione nella manutenzione degli impianti idraulici ed elettrici del seminario, e poi c'è una canonica da costruire. Questo è il mio lavoro, perciò siamo stati assegnati lì, in modo che potessi essere utile anche in quell'attività.

In cosa consisterà la vostra vita a Guam? Io - continua Enrico – mi dividerò tra il lavoro al seminario e la parrocchia; poi saremo inseriti nella comunità e proseguiremo lì il nostro cammino, disponibili dove ci sarà bisogno di aiuto.

Quali difficoltà vi attendono? Innanzitutto - spiega il marito - un clima perennemente caldo e umido al quale ci dovremo abituare. A Guam poi si parla inglese, mia moglie è facilitata dalla sua esperienza in Irlanda e dai suoi studi, io dovrò imparare. L'isola è civilizzata - prosegue Francesca - e vive molte contraddizioni: a una grande adesione esteriore al culto non si accompagna una fede autentica. È un paese che non vive, come invece accade qui, la secolarizzazione: le chiese sono ancora piene di fedeli, ma si tratta di persone che aderiscono solo esteriormente al messaggio cristiano e che poi nella vita quotidiana non si comportano in modo aderente al loro credo. Il nostro compito è anche quello di dare testimonianza di quel modello di famiglia cristiana che il Signore ci ha chiamati a vivere.

Sarà difficile essere così lontani da casa… Ci attendono tre scali e circa 30 ore di volo - sospira Francesca - e non potremo tornare a Venezia molto spesso. Solitamente le famiglie in missione fanno ritorno una volta l'anno. Ma non siamo eroi. Anche noi abbiamo paure e difficoltà per l'attaccamento alla nostra città, agli affetti, alla casa e alle famiglie. Noi non stiamo fuggendo da qualcosa, non andiamo via perché qui non stiamo bene, anzi. Ma siamo sicuri che il Signore ci darà anche gli affetti di cui abbiamo bisogno.

Le vostre famiglie di origine come hanno reagito alla notizia? Comprendono la nostra scelta e ne sono felici, ma anche per loro non sarà facile. Soprattutto per i genitori di Enrico: di 7 figli ne vedranno partire 3, gli unici tre ad essere sposati e ad aver dato loro dei nipotini. Eppure sono felici di vedere che i propri figli lavorano per la Chiesa. Il 6 gennaio conclude Enrico- alla celebrazione in Basilica con il P atriarca, mio padre era commosso nel vederci tutti e tre davanti al Patriarca a ricevere il crocefisso per l'invio in missione». Il 12 gennaio tutte le 230 famiglie saranno in Sala Nervi a Roma, ricevute dal Santo Padre. Poi la partenza.
(C) Gente Veneta n.2/2006


Cosa dire sulle famiglie neocatecumenali in missione?

Niente, se è una loro libera scelta.
Conosco personalmente alcune famiglie in missione del Cammino ed alcune sono veramente ottime persone.
Quello che mi chiedo è se sanno cosa vanno a portare in MISSIONE.
Portano la Chiesa o il cammino neocatecumenale?
Fanno sacrifici e li impongono a tutta la loro famiglia (molto spesso numerosa), per portare la gente alla Chiesa di Cristo o al cammino di Kiko?
Questo è il punto di queste missioni “famigliari”.
Poi ci sono altre cose da considerare.
Tipo ad esempio, il fatto che in virtù del sacramento del matrimonio, quando si forma una famiglia si assumono delle responsabilità, in particolare verso i figli.
Sradicare una famiglia dal suo paese, dalla sua storia, dalle sue origini e dai suoi affetti, non è sempre facile e neanche indolore, non tanto per gli adulti, ma per i bambini e gli adolescenti.

Qualche tempo fa mi hanno raccontato che nel Cammino esisterebbero alcune regole interne al Cammino, regole "non scritte", per valutare la vocazione delle famiglie con prole che vogliono andate in missione all’estero, proprio per tutelare i figli di queste famiglie un po' troppo frettolose nel dare la propria disponibilità.

Ma, come tutto quello che riguarda il cammino, non esiste nulla di scritto, è tutto relativo secondo l’estro di Kiko e dei suoi cosiddetti "catechisti".

Perché se i genitori vogliono andare in missione ed i figli non sono d’accordo, ci pensa poi il buon catechista di turno a convincere i figli a dichiararsi d’accordo negli incontri vocazionali o nelle convivenze con estrazione “a caso” fatte da Kiko.

L’illuminato Spagnolo fondatore e riferimento UNICO del Cammino, alle volte segue la sua personale ispirazione (lui ha un collegamento diretto 24 ore su 24 con lo "Spirito Santo") e magari, in certi casi non si fida del CASO (o come dicono i catechisti: estrarre a sorte i nomi e le località della missione cioè lasciare la scelta la Signore), ma decide lui la destinazione di certe famiglie.
“Perché proprio a Guam? L'avete scelto voi?“No, quando si dà la propria disponibilità.Spesso si fa una semplice estrazione, ma altre volte si tiene conto anche di altre necessità”.
Chiaro !!!

Generalmente sceglie "lo Spirito Santo" (cioè Kiko estrae a sorte, cioè, secondo lui, lascia la scelta al Signore).
In questo caso no.
Forse c’era una richiesta “precisa”?
Magari dal parte del vescovo Apuron o del catechista itinerante Gennarini, responsabile e compagno di merende del Vescovo in quella zona?
Quindi, per questa volta, (e per tutte le volte in cui sono in gioco gli interessi personali di Kiko o dei suoi SUPER-CATECHISTI) niente ispirazione DIVINA,
Mi sembra chiarissimo, quando è importante decidono LORO, quando si tratta di ordinaria amministrazione decide la SORTE, no, scusate, decide il SIGNORE.

Ma noi cristiani della domenica, non possiamo capire, noi cerchiamo di usare la testa ed il buonsenso.
Nel Cammino di Kiko, testa e buonsenso sono disprezzate, sono chiamate le armi preferite dal demonio, quindi, le decisioni del Cammino sono sempre ispirate dal discernimento degli illuminati catechisti o dal loro capo-catechista-unico Kiko Argüello o dalle loro CONVENIENZE, altro che: “noi facciamo decidere al SIGNORE.”

Quello che per i cattolici è un tentare Dio, per i neocatecumenali è invece un affidarsi alla PROVVIDENZA.
Se hanno ragione i neocatecumenali, allora perché la Chiesa manda come missionari i suoi sacerdoti? Sacerdoti che hanno scelto questa vita, sacerdoti che hanno rinunciato liberamente ai vincoli familiari per donarsi interamente al Signore per tutta la vita, sacerdoti che vengono preparati accuratamente alla Missione in terra straniera.

La Chiesa manda i suoi Sacerdoti Missionari tra gli atei, i pagani o gli aderenti ad altre religioni.

Il cammino di Kiko manda le sue famiglie senza alcuna preparazione, senza alcuna conoscenza del posto, della lingua degli usi e dei costumi locali.
Con vincoli familiari e figli e li manda là dove c’è già la Chiesa ed i cristiani.
Loro hanno il Kerigma di Kiko e la “stoltezza della predicazione”, ma siamo proprio sicuri che non serve altro?

Capite la differenza?

Questa famiglia evidenzia la grande incongruenza delle missioni neocatecumenali.
Kiko ed il suo “movimento” laico, vanno a fare “Missione” ed a convertire al cristianesimo, atei, pagani o la gente di altre religioni, come ha fatto per secoli la Chiesa?

No, le famiglie missionarie del Cammino di Kiko vanno in terra straniera, ma solo dove già ci sono Chiesa e cristiani.

Che senso ha questa cosa?
Dice Enrico: “Per quanto riguarda l'isola di Guam - Enrico prende un mappamondo per mostrare dove si trova Guam: estremo Oriente, oltre le Filippine, in mezzo all'Oceano Pacifico: «La proposta è partita dal vescovo locale, che richiedeva l'intervento di una famiglia come aiuto pastorale. Lì c'è un parroco molto coraggioso che sta operando un rinnovamento profondo e strutturale nella sua parrocchia. Il cammino neocatecumenale è iniziato da appena otto anni».”
Capito!!!

Lì c’è un parroco molto coraggioso (sottinteso: è un presbikiko che ha il compito di neocatecumenalizzare la parrocchia; e in effetti ci vuole un barbaro coraggio, una temerarietà, per cancellare la fede cristiana e sostituirla con quella neocatecumenale), cioè un parroco che non sta cercando di evangelizzare il 15% di popolazione non cristiana, ma “CORAGGIOSAMENTE” sta tentando di rifilare la “PATACCA” neocatecumenale ai suoi parrocchiani, sotto forma di Nuovo modo di fare Chiesa, Nuova Evangelizzazione, Nuova Estetica, Nuova Liturgia, Nuovo Seminario.

E sono già otto anni che ci sta provando e gli serve una mano.

Quindi nel 2006 il Cammino a Guam c’era già da otto anni?

Ma allora a che servono ben 4 famiglie in Missione?
A cosa serve la MISSIONE Kikiana dove c’è già il cammino neocatecumenale, di che MISSIONE stiamo parlando?
Allora è vero che il cammino “evangelizza” solo i cristiani?
Allora è vero che il cammino tenta di sostituirsi alla Chiesa e di portare i cristiani in una realtà parallela al Cristianesimo?
“A Guam ad esempio serviva aiuto anche nella ristrutturazione nella manutenzione degli impianti idraulici ed elettrici del seminario, e poi c'è una canonica da costruire. Questo è il mio lavoro, perciò siamo stati assegnati lì, in modo che potessi essere utile anche in quell'attività. “
Ecco la vera missione Kikiana, lavorare gratis presso il seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Guam (soppresso nel 2017) e per la costruzione della canonica.
Serve una “Missione di Evangelizzazione” per fare questo?

Ma andiamo avanti e cerchiamo di capire perché è importante la testimonianza di queste famiglie.
Ecco cosa afferma candidamente la nostra futura missionaria la signora Francesca:
“L'isola è civilizzata - prosegue Francesca - e vive molte contraddizioni: a una grande adesione esteriore al culto non si accompagna una fede autentica. È un paese che non vive, come invece accade qui, la secolarizzazione: le chiese sono ancora piene di fedeli, ma si tratta di persone che aderiscono solo esteriormente al messaggio cristiano e che poi nella vita quotidiana non si comportano in modo aderente al loro credo. Il nostro compito è anche quello di dare testimonianza di quel modello di famiglia cristiana che il Signore ci ha chiamati a vivere.”
Avete capito il concetto?

Mettetevi nei panni di un "missionario neocatecumenale", che prima di partire si mette a giudicare pubblicamente l'autenticità della fede altrui.

E stiamo parlando dell’isola di Guam, piccola isola del Pacifico, davanti alla coste Americane, un isola in cui circa l’85% delle persone sono già di religione Cristiana.
Questo secondo la Chiesa, mentre secondo la signora Francesca, questa gente:
“vive molte contraddizioni: a una grande adesione esteriore al culto non si accompagna una fede autentica.”
Chiaro !!!!

La signora Francesca, grande esperta di religione, teologia, liturgia, scienze comportamentali, psicologia, sociologia e grande conoscitrice degli usi, dei costumi, delle tradizioni e della cultura degli isolani di Guam ha capito il problema di queste persone: sono finti cristiani, ed hanno bisogno di queste famiglie neocatecumenali per riscoprire i veri valori della FEDE in Cristo.

Fantastico!!!!

La signora Francesca - anzi, qualunque persona "missionaria" che sotto sotto condivide la mentalità neocatecumenale espressa in quell'intervista - dovrebbe essere chiamata in Vaticano come consigliera personale del Papa.

Un così grande talento, una così grande cultura e percezione della realtà della fede degli altri, dovrebbe essere messa in evidenza e riconosciuta a livello Internazionale.

Una vera esperta in materia, che dovrebbe quanto prima occupare un posto di responsabilità all’interno della Chiesa, non è concepibile mandare una persona così preparata e così esperta di Evangelizzazione in un isoletta del Pacifico, a convertire pochi “religiosi naturali”.

Kiko, mi dispiace dirtelo, ma stai sprecando le tue risorse migliori per compiti di poco conto.
Tanto per chiarire la mentalità neocatecumenale, il discorso prosegue in modo ancora più illuminante:
“È un paese che non vive, come invece accade qui, la secolarizzazione: le chiese sono ancora piene di fedeli”
Allora io mi chiedo, che cosa ci và a fare una esperta come lei?
Ecco la risposta da perfetto manuale Kikiano :
le chiese sono ancora piene di fedeli, ma si tratta di persone che aderiscono solo esteriormente al messaggio cristiano e che poi nella vita quotidiana non si comportano in modo aderente al loro credo.”
Incredibile analisi a distanza !!!

Ma come avrà fatto la signora Francesca a sapere cosi bene, come vivono la fede, questi cristiani dell’isola di Guam ?
Avranno dei rapporti dettagliati dalla Diocesi di Venezia, avranno un Dossier completo preparato per loro dalla “Congregazione per la Fede” o dalla “Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli.”
O forse hanno un rapporto, ultra dettagliato, redatto dal Vescovo di Guam, un certo Apuron,  detto «fratel Tony» dai suoi fratelli di comunità neocatecumenale.

Magari ci sono delle telecamere sparse su tutta l’isola, comprese le case degli isolani, da dove la signora Francesca o per lei il Vescovo Apuron, si rendono conto, senza ombra di dubbio, quello che succede davvero e decidono di sollecitare Kiko e di conseguenza, il Papa, ad un intervento in loco.
E si, sarà proprio così perché, subito dopo, la nostra signora Francesca (agente segreto nome in codice libellula), spiega i compiti della Task Force, scelta da Kiko sicuramente con la collaborazione di nostro Signore (o su precise e chiare indicazione del Vescovo Apuron e dei suoi ispiratori):
“Il nostro compito è anche quello di dare testimonianza di quel modello di famiglia cristiana che il Signore ci ha chiamati a vivere.”
Ecco, ora è chiaro: questi isolani di Guam, sono “religiosi naturali”.
Capito l’antifona?
Questi sempliciotti si credono cristiani ma non lo sono perché, per diventare cristiani VERI, hanno bisogno di un modello di riferimento, quindi presto avranno una “perfetta” famiglia Kikiana che li ispirerà verso l’unica e Vera Fede in Kiko.
Anzi, visto che le famiglie sono 4, avranno già una “piccola comunità neocatecumenale” di riferimento e di appoggio al tipo di EVANGELIZZAZIONE richiesta esplicitamente dal Vescovo Apuron.
Ora si capisce meglio, Kiko, và ad esportare il cammino neocatecumenale a Guam, con un modello “concreto” di piccola comunità, forte dell’appoggio del SUO “tifoso” e “sostenitore”, Vescovo Apuron, fedelissimo amico del Cammino e garante della Ortodossia Neocatecumenale.
“Le vostre famiglie di origine come hanno reagito alla notizia? Comprendono la nostra scelta e ne sono felici, ma anche per loro non sarà facile. Soprattutto per i genitori di Enrico: di 7 figli ne vedranno partire 3, gli unici tre ad essere sposati e ad aver dato loro dei nipotini.”
Poveri nonni, felici di avere dei nipotini “in missione” all’altro capo del mondo.
E si, sono proprio FELICI questi nonni.
“Il 6 gennaio conclude Enrico- alla celebrazione in Basilica con il Patriarca, mio padre era commosso nel vederci tutti e tre davanti al Patriarca a ricevere il crocefisso per l'invio in missione.”
Ma certo, piangeva di… gioia, al pensiero che tutti e tre i suoi figli sposati e le loro famiglie, andavano oltre-oceano ad esportare il Kikianesimo.
Speriamo che questi nonni siano autosufficienti e che non abbiano problemi fisici, altrimenti saranno felici e gioiosi anche gli altri 4 figli che dovranno risolvere, da soli, i problemi dei loro genitori.

In fondo questi nonni sono fortunati, infatti partono solo le 3 famiglie e rimangono a casa ben 4 figli, io ho visto partire in missione anche figli unici con genitori anziani, di cui si fanno carico badanti e fratelli di comunità pagati dai catechisti neocatecumenali con i soldi delle “decime” delle comunità.

Certo le missioni Kikiane sono più importanti dei doveri familiari, in fondo il Vostro primo catechista, non ripete sempre da 50 anni lo stesso mantra :”Lascia che i morti seppelliscano i morti” e afferma che l’ha detto nostro Signore Gesù, e l’ha detto “esattamente” come lo intende Kiko; cioè che LUI (Kiko) ed il SUO cammino neocatecumenale vanno sempre messi al PRIMO posto, nella vita dei SUOI adepti.
Quindi prima Kiko e poi tutti gli altri: coniuge, figli, genitori e fratelli.
“Sono 230 le famiglie che partiranno per la missione in tutto il mondo nei prossimi giorni. Più di 500 sono già in missione.”“Il 12 gennaio tutte le 230 famiglie saranno in Sala Nervi a Roma, ricevute dal Santo Padre. Poi la partenza.”
Non poteva mancare, nell’articolo, un po’ di propaganda neocatecumenale.
Peccato che c’è sempre una grande pubblicità sui numeri delle partenze e delle famiglie già in missione, ma nessuna informazione sulle famiglie che falliscono e rientrano in patria, magari dopo aver rinunciato alla casa, al lavoro, alle responsabilità ed agli affetti familiari.
Ma si, una bella esperienza, una lunga vacanza pagata dalle comunità, magari con il risultato di una vita distrutta e da ricostruire, comunque sempre a spese delle comunità, anzi scusate della “PROVVIDENZA” neocatecumenale.
“Quali difficoltà vi attendono? Innanzitutto - spiega il marito - un clima perennemente caldo e umido al quale ci dovremo abituare. A Guam poi si parla inglese, mia moglie è facilitata dalla sua esperienza in Irlanda e dai suoi studi, io dovrò imparare.”
Enrico non ti preoccupare, avrete tutti i confort che merita chi “si mette a disposizione dello Spirito missionario di Kiko Argüello”.
Non vi mancherà nulla, anzi è facile che vi troverete con un di più che non avevate prima.
Tutto pagato dal Cammino, voi siete il fiore all’occhiello di Kiko, sarete coccolati e vezzeggiati, voi e le vostre famiglie.
Magari qualcuno delle vostre comunità italiane dovrà tirare la cinghia, ma voi non vi date pensiero, in fondo quelli sono solo piccoli borghesi da divano e da sedere piatto.
Voi siete la punta di diamante del perfetto sistema di proselitismo neocatecumenale, voi esportate la VERA CHIESA.
Quindi Voi meritate la bellezza e la meritate in tutte le sue manifestazioni, su questo il vostro Gurù fa scuola, LUI non si fa mancare NIENTE.
LUI serve il Signore, lo serve da 50 anni e quindi ha diritto solo al MEGLIO.


Conclusioni

Se ancora qualcuno è così tonto da non aver capito la mentalità neocatecumenale che viene così perfettamente evidenziata nell'intervista, si chiederà che senso ha riportarla dopo oltre quattordici anni dalla pubblicazione.

Il senso è quello di vedere certe storie in prospettiva diciamo “diversa”, alla luce degli eventi “reali”che si sono verificati in seguito.
Dare una chiave di lettura “diversa” a queste storie, quando gli entusiasmi calano e succedono altri “fatti” che chiariscono il “contesto generale” in cui si muovono le scelte e le strategie Kikiane.

Tutto quello che succederà in seguito: “lo scopriremo solo vivendo” come dice il nostro Lucio Battisti, quello che sappiamo di sicuro è che, nella missione di Guam, le cose, purtroppo, non sono andate “esattamente”, come si aspettano nell’ordine: il guru Kiko, l'ineffabile super-catechista Gennarini, l’ex Vescovo Apuron, l'ex parroco "coraggioso" e l'ex famiglia “missionaria”.

Ma questa è un’altra storia.

venerdì 6 marzo 2020

SEGRETO E MAMMONA: LE PRINCIPALI FORZE NEOCATECUMENALI

Lauti pranzi e lussuosi sigari:
e sua eccellenza se la ride…
Nei 50 anni di vita del Movimento Neocatecumenale se ne sono sentite tante, e non sono mancate personalità autorevoli, vescovi, teologi e sacerdoti, che l’hanno qualificato per quello che è: UN COACERVO DI ERESIE.

Non sono mancate neppure migliaia di testimonianze di persone che hanno avuto la vita distrutta, il matrimonio distrutto, l’integrità psichica compromessa per le deliberate violenze psicologiche subite, che si sono date all’ateismo per lo schifo dell’esperienza fatta nel Cammino Neocatecumenale.

Oramai, nell’era internetica, la diffusione di tutto questo (che va avanti da quando è iniziato il Movimento Neocatecumenale), è diventata maggiormente capillare, mentre un tempo ci si poteva affidare soltanto a mezzi di stampa costosi e molto meno efficaci rispetto alla diffusione mediatica di cui da sempre il Cammino Neocatecumenale ha goduto, soprattutto attraverso la stampa ed in qualche caso anche la TV.

Se un tempo quindi ci si poteva appellare all’«ignoranza» (che però non è mai stata tale presso la Santa Sede, in virtù di scritti, anche autorevoli, direttamente ad essa indirizzati a proposito di questa piaga), oggigiorno è molto più difficile sostenere che “non si sapeva, non si era avvisati”.

Quindi se il Cammino Neocatecumenale ancora esiste, avendo ottenuto anche approvazioni burocratiche, vuol dire che si vuole che esista.

Allora viene spontanea una DOMANDA: quali possono essere le ragioni di tutto questo, sconosciute al popolo cristiano, che si aspetterebbe un intervento serio e deciso da parte delle Autorità ecclesiali in merito alla questione dell’eresia e della manipolazione come avveniva nei tempi passati, e che invece assiste al perdurare di un tale scempio all’interno della sua Chiesa?

È vero che negli ultimi tempi soffriamo il dolore di una Chiesa incerta, impoverita, debole, in preda agli scandali e bersaglio di attacchi “nemici” non indifferenti, ma noi sappiamo che “gli inferi non prevarranno”, anche se potrebbe sembrare. Siamo in attesa.

Ma per rispondere alla domanda sul perché il Movimento Neocatecumenale, nonostante la progressiva conoscenza dei suoi veri frutti (da esporsi sul mercato insieme ai “numerosi” (?) frutti OGM), sia tuttora presente e si sbracci per “conquistare” ancora il suo Risiko, bisogna allora rivolgersi ad altro tipo di considerazioni, che esulano da quella prettamente dottrinale-liturgica, sulla cui ereticalità non ci piove.
Per frutto OGM, non intendo che sia colpa del frutto: le mele OGM non hanno “colpa” di non essere mele normali, se c’è una colpa è di coloro che le producono, introducendo elementi geneticamente modificati in mele che altrimenti sarebbero “naturali”.

Che il Cammino porta in sé il germe (ma anche la pianta) di molteplici eresie, ormai è noto ed inconfutabile.
Ma evidentemente non basta.
Quindi non è alla dottrina e alla liturgia mistificate che bisogna guardare per comprendere l’inimmaginabile sopravvivenza ancora ad oggi di questo Movimento.

Guardando secondo “pensiero laterale”, ecco allora che emergono potenti due delle caratteristiche del Movimento Neocatecumenale, anch’esse notorie, ma a volte viste come “accessorie e consequenziali”, mentre invece potrebbero essere proprio quelle PRIMARIE.
Spiegandosi meglio: non è che il Cammino, esistendo, “ricomprende” in sé SEGRETEZZA e FIUMI DI DENARO, ma forse è proprio il contrario:

  • SEGRETEZZA E FIUMI DI DENAROconsentono” al Cammino di esistere ancora.

La prospettiva visuale in questo caso è ribaltata.
E risponderebbe esattamente alla domanda sul come mai il Cammino Neocatecumenale, pur avendo dottrina e liturgia inquinate (il che dovrebbe essergli già costato la scomunica), molto più stentando per carenza di nuovi adepti negli ultimi decenni, ha inspiegabilmente ancora un suo posto nella Chiesa e, se non cresce quanto agli adepti, continua a crescere quanto a BENI, SOLDI E PROPRIETÀ.

Potremmo dedurre allora che gli elementi della SEGRETEZZA e di MAMMONA, sono le “forze” che ancora tengono in vita il Cammino Neocatecumenale, a dispetto di tutto.

SEGRETEZZA

Quanto alla SEGRETEZZA, non ci pare di scoprire nulla di nuovo se ricordiamo che fin dalla sua nascita il Cammino Neocatecumenale ha operato nel segreto, inizialmente anche al cospetto della Gerarchia ecclesiale.

Arrivato a Roma nel 1968, Kiko e Carmen hanno potuto predicare alcuni anni secondo una propria “tradizione orale”, all'ombra dell’OICA (Ordo Initiationis Christianae Adultorum, cioè il Rito dell'Iniziazione Cristiana degli Adulti), consolidando già nel 1972 i primi “mamotreti” (termine spagnolo che significa "brogliaccio", "sbobinatura"), costituiti da trascrizioni di catechesi orali fatte dai due a Madrid e a Roma.
Cosa fosse predicato oralmente prima di questi scritti, non è dato sapere.

Tali mamotreti hanno subìto in alcuni casi aggiornamenti interni negli anni '80 e e nel 1997 quando si dice siano stati finalmente consegnati ai dicasteri competenti per il vaglio della dottrina, che sarebbe terminato 6 anni dopo, nel 2003.

Naturalmente, in attesa di pronunciamento, che sarebbe poi avvenuto nel 2010 (non si capisce perché ben 7 anni dopo da quando sarebbe terminato il vaglio), si è continuato a predicare secondo i mamotreti originali, non essendo stata prevista alcuna interruzione nelle more della disamina.
IN PRATICA È STATO ACCETTATO CHE SI CONTINUASSE LA SCELLERATA PREDICAZIONE, senza colpo ferire, quando anche nei sacri palazzi ben si sapeva che non era ancora stata riveduta e corretta, dilungando i tempi di ben 13 anni, come se non fosse bastata la libertà di manovra neocatecumenale già goduta per i precedenti 30 anni.
Catechista della prim'ora

Ma la cosa maggiormente stupefacente, è che sia stato possibile impedire per tutti questi decenni la precisa conoscenza dei contenuti dottrinali di tale movimento, riservandoli solo all’interno di esso e, nemmeno disponibili per tutti gli aderenti (pensate un po' che fino agli anni '90, dopo che p.Zoffoli ne aveva pubblicato e commentato i contenuti dei primi volumi, i kikos ancora negavano l'esistenza dei "mamotreti"), ma solo per le figure precise dei “catechisti”, esercitando a riguardo un controllo direi quasi maniacale sulla giustificabilità della consegna del mamotreto.

Come esperienza personale, mi ricordo che alla fine degli anni ’80, avendo già ottenuto dalla comunità il ruolo di "catechisti", fummo richiesti dal parroco per seguire le preparazioni ai matrimoni.
Il parroco stesso, neocatecumenale della primissima ora, ci fece richiedere il mamotreto delle Catechesi Iniziali, perché a suo parere conteneva spunti utili da sfruttare come appoggio per la preparazione ai matrimoni.
Siccome noi eravamo all’epoca sì catechisti, ma non avevamo ancora iniziato a catechizzare comunità, i segretissimi mamotreti CI FURONO NEGATI.
Questo per dire l’attenzione spasmodica che si faceva a non diffonderli, nemmeno all’interno del Cammino Neocatecumenale, e nemmeno su richiesta di un parroco dei primissimi, direttamente catechizzato da Kiko, quindi un soggetto "affidabile".

Per cui si può assolutamente affermare senza tema di smentita che i contenuti dottrinali del Movimento Neocatecumenale, dato lo strettissimo controllo su di essi esercitato, sono rimasti appannaggio della sola ristretta cerchia dei catechisti “operativi” per almeno 42 anni. Ma anche dopo, cioè PER SEMPRE.

Come siano potuti riuscire nell’intento di mantenere un così forte velo di segretezza, non è dato sapere, ma la risposta alla domanda sarebbe di sicuro molto interessante, visto che la questione della segretezza delle loro catechesi è ormai da decine d’anni di dominio pubblico.

La stessa indisponibilità si verificava e si verifica anche nei confronti di ecclesiastici, vescovi o preti che ne facciano richiesta: i mamotreti neocatecumenali sono sempre rimasti SEGRETI e mai resi disponibili per nessuno, tranne che per i catechisti “operativi” del Movimento.

Si sarebbe potuto sperare che con l’«approvazione alla pubblicazione», avvenuta nel 2010, le cose potessero cambiare invece, nonostante questo, la pubblicazione non è ancora avvenuta, dopo ben 10 anni, essendo riservata ai vertici del Cammino Neocatecumenale la decisione in merito.
Naturalmente la loro decisione, come potevasi facilmente intuire, è rimasta ferma sul punto della SEGRETEZZA e della non pubblicazione, quindi ad oggi la situazione è rimasta invariata.

L’unica opzione possibile sarebbe stata la decisione alla pubblicazione d’imperio o automatica da parte della Congregazione, che invece ha preferito lasciare al Cammino Neocatecumenale la scelta, incorrendo nell’intuibile e prevedibile situazione di una scelta “in negativo”.

Possiamo dire quindi, e anche stavolta senza tema di smentita, che fin dalle sue origini ad oggi, quindi PER SEMPRE, il Cammino Neocatecumenale ha predicato una dottrina SEGRETA, appellandosi alla debolissima giustificazione dell’«arcano», quando in realtà ogni singolo aspetto della fede cattolica è ormai alla luce per tutti, e di sicuro anche i vari steps contenuti nei loro mamotreti.
Nella Chiesa non esistono “arcani” e chiunque volesse prendersi la briga di conoscere, può tranquillamente accedere ad ogni possibile informazione.
Shhhh, arcano…

Se per esempio io fossi un aspirante neocatecumenale, ma volessi prima informarmi a proposito della loro predicazione dalla lettura del loro Direttorio, potrei venire a sapere che dopo all’incirca 4 anni di camminamento mi viene richiesta la “decima” per tutta la vita, oppure che se voglio superare il II passaggio devo sottostare alla “rinuncia ai beni” e anche soltanto queste due informazioni potrebbero funzionarmi da deterrente, visto che nella Chiesa queste cose non si fanno.

Siccome nessuno è nato ieri, sappiamo tutti benissimo che un conto è la completa diffusione degli scritti, accessibile a chiunque voglia sapere, approfondire ed eventualmente contestare, un conto sono invece le sporadiche conoscenze di qualche esternazione pubblica che può, anch’essa suscitare dubbi e reazioni, ma non mette in condizione di conoscere l’insieme e l’architettura della dottrina kikiana, nero su bianco.
Verba volant, scripta manent.

Riteniamo, dato il permanere attuale della SEGRETEZZA per la mancata pubblicazione del Direttorio, che non sia del tutto peregrino ipotizzare che all’interno del Movimento circolino ancora i soliti mamotreti non corretti, dato che non vogliamo spingerci a pensare che la Chiesa, attraverso le competenti Congregazioni ed il loro vaglio, abbia accettato di lasciare NON CORRETTE le palesi eresie contenute nella dottrina kikiana e facilmente rilevabili anche dai “non addetti ai lavori”.
Se infatti internamente circolassero mamotreti epurati da ogni eresia, almeno i catechisti di vecchia data se ne accorgerebbero, ritrovandosi a dover predicare diversamente da quanto hanno sempre predicato.

Se d’altro canto, esiste un Direttorio vagliato e corretto, secondo tutti i crismi della dottrina cattolica, non si vede perché non debba essere messo in circolazione. Ormai, dopo più di 50 anni, il “brevetto” dovrebbe essere scaduto da un bel pezzo…

Da quanto detto, l’unica considerazione possibile da trarre è che sembra proprio che si sia voluto o permesso che la dottrina neocatecumenale rimanesse SEGRETA.

Nell’impossibilità ASSOLUTA di accedere al Direttorio rivisto e corretto da parte della Congregazione competente, possiamo solo FIDARCI che la Santa Sede sia pesantemente intervenuta nell’epurazione di ogni espressione e contenuto ereticale ma, soprattutto, dobbiamo ancora di più FIDARCI che il Cammino Neocatecumenale si avvalga VERAMENTE del Direttorio riveduto e corretto.
Insomma, è tutto sulla parola e sulla fiducia, visto che ancora dopo 50 anni, la dottrina neocatecumenale è rimasta INACCESSIBILE alla gran parte della Chiesa.

Tra un vescovo o un parroco desideroso di conoscere il Direttorio e Kiko Argüello, vince il laico Argüello, perché può rifiutarsi (e infatti si rifiuta) e NEGARE l’accesso al Direttorio completo rivisto e corretto.
Mai vista nella Chiesa una cosa simile.

È pure vero che si è stabilito chiaramente che quella dottrina può valere SOLO all’interno del MOVIMENTO e non come dottrina generale della Chiesa, ma ciò non basta, perché la Chiesa non può consentire che una frangia al suo interno continui imperterrita a predicare false dottrine, anche se limitate esclusivamente ad una certa cerchia.

"Movimento luterano"
Sarebbe come se all’epoca di LUTERO si fosse consentito che si potesse organizzare in Movimento all’interno della Chiesa, con la raccomandazione che la sua dottrina FALSA (nel caso di Lutero nemmeno segreta), continuasse a sopravvivere SOLO per gli aderenti al Movimento Luterano.

Non è cosa possibile, se si vuole difendere l’intero depositum fidei dalle eresie, da sempre difeso dalla Chiesa fino ad oggi. Unica eccezione: il Movimento Neocatecumenale.

Esaurita la disamina di massima a proposito della SEGRETEZZA, passiamo a valutare il punto di maggiore forza del Cammino Neocatecumenale: MAMMONA.

MAMMONA

Ci piace utilizzare questo termine, identificativo del denaro e contraltare di Dio, in quanto nel Cammino Neocatecumenale non è dato neanche immaginare la proporzione pressoché incalcolabile del fiume di soldi che lo sostiene, così tanto da divenire una “conditio sine qua non” in riferimento all’esistenza e alla sopravvivenza del Movimento stesso.

Questa sponsorizzazione di MAMMONA è in atto fin dagli inizi, ma si è perfezionata nel corso degli anni.

Cercando di fare un percorso “a ritroso”, tenteremo di esaminare la mole super ingente di spese sostenute da questo Movimento, in costanza di impieghi diversi, per arrivare a domandarsi da dove il fiume di soldi possa provenire per sovvenzionare siffatta opulenza e disponibilità economica pressoché infinita.

Prima di questo però ci sono degli aspetti da puntualizzare.

È nostro debito infatti considerare che esista un ben architettato “PARAVENTO”, creduto dai più, secondo cui l’abbondanza esagerata di denaro provenga dalle “decime” o dal “bottino” del II passaggio, in cui ogni catecumeno è invitato a RINUCIARE AI PROPRI BENI, per vincere l’idolo dei soldi.
In aggiunta a questi esiste la subliminale o diretta raccomandazione di lasciare al Cammino Neocatecumenale la propria eredità, ma non tutte le persone sono milionarie, anzi… e non tutte lasciano eredità al Cammino Neocatecumenale (anzi, poche direi).

Il peso di "mammona"
Pur essendo questa un’amara realtà, che spesse volte dissangua gli adepti in nome di una fantomatica “liberazione”, non pensiamo che l’opulenza neocatecumenale possa derivare prevalentemente da essi.
Consta dire infatti, che al di là di una diffusa credenza, le “decime” hanno lo scopo di auto sostentamento di ogni singola comunità, almeno nella stragrande maggioranza di casi ed almeno negli ultimi decenni in maniera più marcata. La decima si è rivelata essere lo stratagemma attraverso il quale la comunità può continuare a sussistere ottemperando allo stesso tempo alle sempre pressanti regole e richieste kikiane.

Senza la decima, niente fiori settimanali, niente buon vino, niente arredi kikiani, niente convivenza, prima in alberghi lussuosi, oggi in pensioncine o conventi a basso costo, niente aiuto affinché i “fratelli” più in difficoltà possano continuare ad ingrossare le fila…

L’impostazione kikiana infatti prevede un’infinità di spese sia ordinarie che straordinarie che ogni comunità deve necessariamente sostenere per potersi autogestire autonomamente e garantirne così la sopravvivenza. Ci voleva un metodo, un’organizzazione, non si poteva lasciare il tutto alla libera donazione delle persone, che nel tempo si sarebbero potute stufare o destinare la propria carità ad altro. Invece così si è creato un obbligo, un modus, come quando nelle famiglie i genitori chiedono al figlio lavoratore ancora convivente di destinare una piccola quota dello stipendio all’andamento ordinario del ménage.

Tra le spese ordinarie, come anticipavamo, possiamo annoverare l’acquisto settimanale di una grande quantità di fiori, che devono essere tanti e possibilmente di pregio, in modo da poter decorare la mensa e il grande vaso davanti al leggio (o ambone), il vino di ottima qualità e con certe caratteristiche particolari per la distribuzione all’Eucarestia, le spese per le convivenze mensili, le spese per i preti “in prestito”, l’aiuto ai fratelli in difficoltà…

Tra le spese straordinarie una tantum contiamo tutti gli acquisti ai kiko-shop per le suppellettili kikiane, che oltre a quelle indispensabili tipo coppone, piatto, croce astile “portabile”, Bibbia, menorah, Dizionario Leon-Dufour, tappeti, ecc, ogni comunità provvederà secondo le proprie disponibilità. Da noi, per esempio, essendo una parrocchia di comunità tirchie ed evidentemente poco interessate, il superfluo non è mai stato tenuto in considerazione.

Un tempo, quando le comunità erano formate prevalentemente da adulti e le persone erano maggiormente motivate all’obbedienza, la raccolta delle decime poteva essere anche consistente e, una volta provveduto anche al superfluo, poteva avanzare qualcosa anche per il parroco.
Oggigiorno non è più così, perché le comunità sono composte prevalentemente da giovani figli studenti ed anche perché gli adulti sono sempre meno obbedienti e sempre meno “talebani” versano la decima, o non la versano per tutta la quota.

Per cui non è assolutamente peregrino assistere ad intere comunità che non sono nemmeno in grado di affrontare le spese mensili, proprio come una famiglia col bilancio in deficit. In tutto questo, non sono nemmeno in grado di aiutare tutti i fratelli in difficoltà economica e nemmeno sostenere le spese per l’evangelizzazione se si hanno catechisti “operativi”, bisognosi (in teoria), di contributi per le baby sitter, le convivenze, gli spostamenti e quant’altro.

Da noi, per esempio, stante il rifiuto della comunità di contribuire alle "spese di evangelizzazione", mascherato da “povertà” (c’era gente che MAI ha rivelato di avere conti in banca da urlo, ma di alcuni l’ho saputo “incidentalmente” dopo), noi catechisti dovevamo pagarci di tasca pure l’evangelizzazione, compresi gli alberghi, per non mostrare alle comunità l’assenza di “Provvidenza”.
Questo specialmente riguardo alle "catechesi iniziali", dove alla zitta sostituivamo i nostri soldi o quei pochissimi a volte “gentilmente offerti” dalla nostra comunità, alla Provvidenza divina. In pratica ingannavamo i nuovi adepti facendo loro credere che i soldi bastavano, che il Signore provvedeva, quando invece provvedevamo di tasca nostra, altro che il Signore!! All’epoca pensavo che fosse un bene, almeno i nuovi arrivati non si scandalizzavano e credevano alla Provvidenza. Una volta recuperato il senno, mi sono invece accorta che li INGANNAVAMO, era una finta. So già che un “buon neocatecumenale” risponderebbe a questa affermazione che “la Provvidenza eravamo noi”, così come considerano Provvidenza i nonni che campano famiglie per sempre pur di consentire loro di fare il Cammino in tutto e per tutto. Nel Cammino Neocatecumenale anche la Provvidenza divina viene scambiata con l’«organizzazione».

Quindi possiamo eliminare la “decima” come supporto economico per la STRUTTURA Cammino Neocatecumenale, essendo massimamente di supporto solo alla “vita” e alla sopravvivenza di ogni singola comunità.
La stessa cosa vale per il “bottino” del II passaggio, sempre in virtù del fatto che ultimamente le comunità sono costituite solo da studenti o da persone ormai “smalizite” che non arrivano più a disfarsi di beni o somme ingenti come una volta.

Un buon "bottino"
Un tempo, invece, per quello che riguarda il “bottino”, in realtà si potevano raccogliere anche cifre piuttosto notevoli, che sicuramente alla loro epoca possono aver attivamente contribuito ai fondi del Cammino Neocatecumenale, specialmente qualora le somme raccolte non fossero devolute veramente tutte ai poveri ed una parte al vescovo, come invece sarebbe previsto.

Esiste anche una forma varia di “tassazione interna”, per sostenere le spese della costruzione della Domus, di certi seminari R.M. in virtù di gemellaggi, stessa cosa per le “missioni”, o per qualsiasi causa si voglia.
Come anche esistono “collette speciali”, sempre più disertate.

In tutti questi casi però si attinge a comuni famiglie, spesso anche numerose, che sempre più vengono dissanguate dalle spese e, per converso, sono sempre meno disponibili a versare.

Ma il Cammino Neocatecumenale continua tuttora, come nel più glorioso passato, ad affrontare spese sproporzionate, mentre le risorse ufficiali si sono progressivamente rinsecchite.
Com’è possibile?
E com’era possibile, anche in passato?

A parte l’abilità di una struttura che è riuscita a costruire un “sistema economico interno” di tutto rispetto, andando a gravare più che pesantemente sulle finanze spesso già ridotte di padri di famiglia e pensionati, spacciando loro che tutto questo è “per liberarsi dell’idolo del denaro”, le spese sostenute dal Cammino Neocatecumenale nel corso dei decenni sono state davvero faraoniche.

Si è costruita la faraonica Domus Galilaeae, centinaia di faraonici seminari per alloggiare spesso numeri irrisori di seminaristi, spesso molti solo “di passaggio”, perché poi ritiratisi, annuali convivenze per oltre 100 vescovi da tutto il mondo, tutte a spese del Cammino Neocatecumenale nei migliori alberghi o alla Domus, l’edificazione dell’UFO a Porto San Giorgio e a Gerusalemme, molteplici incontri locali e mondiali con allestimenti milionari in stadi o luoghi di raduno, destinati ad essere smantellati dopo due giorni, convivenze di dieci giorni e passa di itineranti (per definizione loro “squattrinati” allo sbaraglio), convivenze di seminaristi (per definizione “squattrinati”), viaggi continui per il mondo non solo di Kiko, Carmen e Pezzi, ma di tutti gli itineranti e le famiglie in missione, che tornano in patria anche 4-5 volte all’anno o più, spesso coi figli, sovvenzionate da chissà quale buco nero, visto che non possono sempre gravare sui poveri catecumeni ridotti al lastrico.

Quindi, che il Cammino Neocatecumenale si regga sui soldi dei "catecumeni", negli ultimi decenni diventa un’ipotesi quanto mai lontana. Soprattutto, il rinsecchimento delle entrate svela più chiaramente che, continuando nelle “spese folli” ora come allora, il Cammino Neocatecumenale necessariamente incamera soldi a palate da fonti diverse.

Sappiamo dell’esistenza di “benefattori”, spesso ignoti, tranne qualche vescovo menzionato anche ultimamente in relazione alla costruzione della prossima Domus Jerusalem, non capendo neppure dove possa trovare i fondi e soprattutto come, in qualità di vescovo, possa destinarli ad un Movimento particolare e non alla Chiesa universale.

Sappiamo dei giri economici dell’allora McCarrick, grande sostenitore e sostenuto del Cammino Neocatecumenale, di Apuron e le sue manfrine illegali riguardo al R.M. di Guam, delle strane foto col presidente di Panama proprio mentre si stava svolgendo o si era appena svolto l’acquisto all’asta a Milano (primi su 42 partecipanti) del terreno sul Monte degli Ulivi da parte di una Fondazione con sede a Panama, sappiamo di Mendoza e i suoi traffici che più di una volta lo hanno condotto davanti alla legge…
Sappiamo poche cose, come una punta dell’iceberg, ma non vediamo l’iceberg, perché sta nascosto sott’acqua.

Sappiamo anche che il Cammino Neocatecumenale ha una sua propria Fondazione, ne ha un’altra per sostenere e creare il Museo per le opere di Kiko (care solo ai neocatecumenali).
Sappiamo che dalla Spagna partono milionate di generi di consumo come vini, superalcolici (?) e quant’altro alla volta di Boston, arcidiocesi dell’amico O'Malley…
Sappiamo che il Cammino Neocatecumenale predilige come sede di evangelizzazione molti paesucoli ed isolette numericamente ridotti, ma considerati "paradisi fiscali"…

E, soprattutto, sappiamo che ogni singolo dollaro o centesimo è perfettamente IN NERO, passando attraverso la forma di donazioni o Fondazioni senza scopo di lucro (di beni spirituali).
Quindi niente bilanci, niente rendicontazioni, niente trasparenza.
"In nero" spesso equivale a ignoto, di ignota provenienza e di ignota destinazione, nemmeno quantificabile in somme certe, chiare e limpide.

Tanto che ci viene da chiederci: ma chi c’è e c’è sempre stato dietro alla potenza economica del Cammino Neocatecumenale, ben lieto di far credere che si alimenta e si sostenta prevalentemente spillando dai propri adepti?

Il declino numerico del Cammino Neocatecumenale è innegabile, nonostante non comprovate deboli smentite, ma non è certo seguito dal declino economico, visto che per il nuovo anno si progetta l’inizio dei lavori per una Domus Jerusalem dal costo stimato di 35 milioni di dollari, l’ennesima convivenza annuale dei vescovi, la consueta convivenza degli itineranti, la consueta convivenza dei seminaristi, la costruzione di nuovi seminari (anche se la Santa Sede ha ordinato di ridurli), e chissà cos’altro.

Già nel 1994 don Enrico Zoffoli elaborò una sottile teoria:
Resta da dedurre che Kiko-Carmen — pur non sapendolo e non volendolo — sono buoni alleati della Massoneria, che dovrebbe essere loro molto grata e SOSTENERE PERCIÒ ANCHE FINANZIARIAMENTE IL CAMMINO.”

Con queste rispettose e argute parole, aveva già dato all’epoca una possibile interpretazione di come MAMMONA si possa essere eretto a sostenitore dell’imperscrutabile impalcatura economica neocatecumenale, l’unica che ancora regge alla grande in un contesto di decremento inconfutabile delle adesioni.

Il santino di san Kiko,
distribuito nella cattedrale di Trieste
il Giovedì Santo del 2012
E così, propagando una dottrina SEGRETA e facendosi sostenere da MAMMONA, il Cammino Neocatecumenale vive gli ultimi tempi di un impero sempre più senza popolo, ma ricco di lussi, fasti, posizioni sociali degni dei più illustri regnanti di tutti i tempi.

Ne rimarranno solo le vestigia, sapientemente e santamente restaurate e recuperate all’estetica propria della Chiesa da sempre, grattando ogni singola immagine e “fondo oro” della “nueva estetica”, che nel frattempo sarà diventata il “vecchio tentativo di rivoluzionare la Chiesa alle radici, confinato ad un Movimento che, nonostante sorretto da potenti poteri alieni, si è eclissato come Corazin e Betsaida”.

mercoledì 4 marzo 2020

LETTERA APERTA A DANIELE

Dallo spot
pubblicitario neocat
:
facce da
cane bastonato...
In data 24 novembre 2019, un ragazzo neocatecumenale ha pubblicato uno dei suoi video a proposito del Movimento Neocatecumenale.
L’intento del giovanotto è quello di difendere il Movimento al quale appartiene, lanciando contro questo blog accuse generiche e contraddittorie, cosicché l’effetto che ottiene col suo parlare è esattamente l’opposto di quello che si prefiggeva.

Innanzitutto vorrei veramente appellarmi ai neocatecumenali che gli sono più vicini affinché lo possano aiutare, stargli accanto. È troppo evidente dallo sguardo fisso, inespressivo, dalla parlata monocorde, monotona ed impacciata, nonché dall’assenza assoluta di motivazioni e concetti, che il ragazzo non sta bene. Non perché è matto, ma proprio perché non sta bene “con la vita”.

È veramente doloroso assistere impotenti all’avviluppamento interiore ed esistenziale di questo youtuber in erba, sfruttato in altro video da “fratelli” senza pietà alcuna e senza cuore.

Ciò lo dico non per provocazione, ma veramente perché la disperazione repressa di questo ragazzo è palpabile, isolato in una stanza davanti alla web cam che mostra solo una visuale un po’ troppo ravvicinata della faccia e che disperatamente, senza argomentazione alcuna, cerca uno scopo al suo esistere.

Prendetelo per un braccio, trascinatelo via da quest’isolamento esistenziale, ricolmatelo d’amore, fatelo sentire accettato, scuotetelo dal suo torpore, dategli strumenti perché possa ottenere la dignità di persona che ogni creatura ha impressa!
Non sfruttatelo, lasciando che si metta in prima linea in discorsi che lo superano, solo perché vi fa da appiglio per le vostre crociate.

Carissimo Daniele,

Non provo assolutamente nessun risentimento per quello che dici, ma solo un impeto di impotenza. Vorrei davvero poterti parlare, ascoltarti, ascoltare quello che hai da dire, perché la TUA VITA è importante, tu sei una meraviglia agli occhi di Dio.

Ma anche se provo tenerezza verso la tua persona, non posso lasciare che i tuoi discorsi “pubblici” vengano ascoltati con orecchi poco puliti.

Per questo, quasi come in un dialogo a distanza, mi sento di affrontarli con te.

Nel tuo video tu inizi, Daniele, col chiamare FARISEI coloro che criticano il Movimento Neocatecumenale

E dici anche che i neocatecumenali che leggono le nostre pagine SE LA RIDONO. Il che vuol dire DILEGGIANO, e dileggiare non è una bella cosa: significa non tenere nemmeno in conto quello che si legge, farne tutta una pallottola di carta e gettarlo via, senza nemmeno ascoltare, tanto ci se la RIDE… Gesù non ha MAI RISO DI NESSUNO. 

Per fare due affermazioni così pesanti, IPOCRISIA e DILEGGIO DEGLI SCRITTI, bisogna avere delle argomentazioni altrettanto IMPORTANTI, altrimenti si parla sul nulla. Concordi?

Ecco, per l’appunto, l’UNICA, e dico, l’UNICA argomentazione che sollevi, è veramente di basso peso, e peraltro non corretta. Tra l’altro dici di trovare “esilarante” il nostro blog, nel senso deleterio del termine, ma non riesci neppure a dire perché, altrimenti dovresti addentrarti negli stessi luoghi comuni e frasi fatte che utilizzano i tuoi “maestri di vita”, prive di ogni argomentazione.

Sì lo so, all’interno del vostro Movimento c’è un po’ il vizietto di mistificare le affermazioni altrui ma tu, che ti sei pure preso la briga di montare un video e lanciarlo in youtube, come minimo dovresti stare attento e non inserirti, per essere accettato, ed accettato meglio, nella scia dei tuoi compagni “sparlatori”.

Se dici che qui siamo IPOCRITI, che è un’accusa pesante perché, come dici tu è la stessa che Gesù riservò ai farisei, dovresti dare conto del perché accusi così pesantemente, con ragionamenti solidi e sostanziali.
Invece non lo fai e ciò, per chi si sente accusare di un’accusa così dura, non può essere sufficiente.

Ti spiego subito perché.

L’affermazione che tu fai, nel tuo ragionamento, si basa sull’UNICO debole esempio di “aver letto che c’è stato qualcuno che ha addirittura giustificato i Testimoni di Geova”, mentre invece non giustifica il tuo Movimento.

A parte il fatto che questo blog è libero e ci può scrivere chi vuole, son sicura che devi aver letto o interpretato male il discorso, o averne estrapolata solo una parte.
Pare anche a me di ricordare che qualcuno, molto isolatamente, abbia scritto qualcosa in merito ai Testimoni di Geova in un commento libero, ma mi ricordo anche che il discorso verteva sulla “trasparenza e coerenza”, non sulla difesa della loro dottrina, che qui è NOTORIO che non approviamo.

Siccome noi pensiamo, insieme ad altri autorevoli nomi, che il cammino sia una setta priva di coerenza e trasparenza, voleva esser detto che almeno in altre sette la trasparenza e la coerenza ci sono, anche se noi come sette non le approviamo.

Capisci che il paragone è del tutto diverso: confrontando le sette, che rifiutiamo TUTTE in blocco, qualcuno ha espresso UNA SOLA VOLTA, che almeno la setta dei Testimoni di Geova ha qualità che il Movimento Neocatecumenale non ha.

Questo non significa AFFATTO giustificare la dottrina dei Testimoni di Geova, che molti altri interventi mostrano non essere da noi approvata.
Quindi “follia totale”, come hai affermato tu, non ce n’è proprio stata, se non nella tua errata interpretazione.

Chiarito questo punto, decade l’UNICO esempio su sui ti appoggi, perché l’altra affermazione “pur di attaccare giustificano qualsiasi cosa…”, non ha valore, non specificando quali siano le “altre cose”.

Poi ti concedi un’altra grave accusa, peraltro l’accusa per eccellenza che i neocatecumenali ci riservano da sempre, chiamandoci ODIATORI.

Inizi infatti a parlare dell’ODIO e, accostandolo all’IPOCRISIA, sostieni giustamente che “entrambi nascono dalla SUPERBIA”.

Se quel che dici è vero, quel che non è corretto è attribuirlo a noi scriventi nel blog, soprattutto basandoti su un presupposto ERRATO, cioè che qui difendiamo la setta dei Testimoni di Geova ed altre “cose”…

In seguito fai una spiegazione dell’IPOCRISIA e, sappiamo bene che la vuoi riferire a noi.

Parli di “sepolcri imbiancati”, in una corretta definizione del concetto, ma ti perdi nel punto in cui dici “il demonio si insinua nella società e schiavizza l’uomo attraverso i peccati”, tipica catechizzazione neocatecumenale, per nulla sostenuta dalla Chiesa.

È bene partire suddividendo i terreni: società e Chiesa. Sono due cose diverse.
Se è vero che nella SOCIETA’ il demonio la fa da padrone (è pur sempre il principe di questo “MONDO”), ciò non può valere in relazione alla Chiesa, in cui il Signore è DIO.

Infatti la Chiesa dà ai suoi “figli”, tutti gli strumenti necessari per combattere e vincere questo demonio, che davanti al Signore perde ogni potere ed è destinato alla sconfitta.
Quindi gli uomini “schiavizzati dal demonio” nella Chiesa non dovrebbero esserci.
In effetti però ce ne sono diversi e allora ci si deve chiedere perché.

Il perché è molto semplice: perché per vari motivi non si sono avvalsi degli strumenti che la Chiesa ha loro sapientemente offerto, né dello Spirito Santo che ogni uomo detiene fin dal momento del Battesimo e della Cresima e si sono fatti trasportare dalle seduzioni del mondo.
Essi sono più colpevoli dei “lontani”, perché a loro queste cose sono state date, ma non le hanno utilizzate.

Quindi l’insegnamento da portare all’interno della Chiesa, soprattutto per queste persone, non è che “sono schiave del demonio”, perché la realtà è che sono “figli di Dio”.
Bisogna soltanto richiamare questi “figli” alla vera dottrina, ai veri strumenti, di modo che li possano tornare o iniziare ad usare.

Se sei già “figlio di Dio”, anche se ribelle o intiepidito, non ti giova affatto essere definito “figlio del demonio” ma, ciò che ti giova è che impari a decidere di stare dalla parte di TUO PADRE, soprattutto riscoprendo come puoi fare a combattere le insidie del demonio, utilizzando i doni che DIO ti ha dato, cioè la RAGIONE e la VOLONTA’. Te li donò quando ti accolse come “figlio”, li devi solo riattivare, se li hai dimenticati. Li ha dati a tutti, fanno parte della natura con la quale ha voluto creare l’uomo, diverso dalle bestie che non hanno né RAGIONE né VOLONTA', ma solo istinto.
Non mi dilungo oltre, perché sarebbe argomento assai complesso, ma penso che si possa un po’ capire.

Daniele, tu non sei “schiavo del demonio”, inerme davanti ai suoi attacchi, tu puoi DECIDERE e ricorrere alla forza di Dio, per sconfiggerlo. Hai una ragione ed una volontà. Li hai avuti in dono da Dio. Ti dovrebbe essere insegnato ad utilizzarli, non a considerarti “schiavo inerme del demonio”. Così gli dai troppo potere, un potere che NON HA su di te.

Il concetto di peccato è già definito ed affrontato dalla Chiesa, e ti assicuro che NON E’ quello che viene predicato nel Movimento Neocatecumenale.

Nella definizione che dai dei FARISEI, dici che “non ci sono solo all’interno della Chiesa, ma anche all’esterno”, ed elenchi “quelli che fanno po’ i sofisti con i concetti, seguono certe ideologie o certe filosofie che sono molto distanti da quello che dice la Chiesa, oppure sono gruppi proprio di altre religioni o le sette che cercano COME AL SOLITO di screditare la Chiesa per guadagnare il PROPRIO RISPETTO NEL PROPRIO GRUPPO”.

Perché parli di RISPETTO NEL PROPRIO GRUPPO quando elenchi coloro che attentano alla Chiesa?

E’ molto singolare che tu pensi che lo facciano per GUADAGNARE RISPETTO.
Sembrerebbe proprio quello che stai facendo tu con questi video all’interno del TUO gruppo.
Stai cercando un posto, stai cercando RISPETTO, anche attraverso la pubblicazione dei tuoi video.

Forse che nel tuo gruppo non ti senti rispettato?
Forse che quando dicevi ad Alessandra nei tuoi commenti “sei troppo timida per stare in comunità”, stavi parlando di te stesso?
Ci sono tanti motivi per cui uno non sta bene in comunità e la timidezza è uno di quelli che può essere tirato fuori solo da chi l’ha sperimentato. Non è immediato come motivo, e nemmeno frequente.
Forse uscisti a causa della tua timidezza?
Poi magari ti sei accorto che “fuori” era ancora peggio e sei ritornato alla protezione dentro al tuo “gruppo”, cercando di vincerla, di poterti sentire RISPETTATO, accettato, accolto.

Questo è quello che “sento” ascoltandoti.

Perché, sinceramente, non è quello che avviene qui.
Qui non c’è nessun “gruppo”, le persone che scrivono nemmeno si conoscono, qui nessuno critica il Movimento Neocatecumenale alla ricerca di RISPETTO.

Eppure tu l’hai ipotizzato, come in una proiezione…

Adesso riporto esattamente quello che tu hai detto. 
Ascoltati, per favore, e guarda se, nell’intento di descrivere le “sette”, non hai descritto la comunità:

“Perché all’interno dei gruppi e anche all’interno delle sette c’è MOLTA COMPETIZIONE, in realtà, e al di FUORI DELLE SETTE LA GENTE SI SENTE SOLA QUANDO HA FATTO PARTE DI UNA SETTA, quindi, uscendo dalle sette le persone cercano anche di, attraverso queste competizioni all’interno, CERCANO ANCHE DI FARSI RISPETTARE DAI CAPI PER TORNACONTO PERSONALE O PER PAURA DI USCIRE DALLA SETTE E RIMANERE SOLI, oppure per FANATISMO, CIOÈ PERCHÉ CI CREDONO IN QUESTE ASSURDITÀ E VOGLIONO, SI SENTONO COME I MESSAGGERI, COME… COME POTENTI, COME GUERRIERI DI QUESTA SETTA CHE POI HA IL DOVERE DI ATTACCARE LE ALTRE… LA CHIESA CATTOLICA O IL CRISTIANESIMO. Oppure sono sette di cristiani stessi che attaccano altre sette cristiane. E’ tutto molto complicato in realtà, bisognerebbe fare un discorso molto lungo su queste cose, comunque per concludere quello che avevo accennato prima”,

Quello che hai scritto svela molto, vediamolo:

- ALL’INTERNO DEI GRUPPI E DELLE SETTE C’È MOLTA COMPETIZIONE.
Questo è il Movimento a cui appartieni: competizione per i ruoli, competizione tra “fratelli”, a volte emarginazione dei più deboli o insignificanti. Nella competizione vince il più forte, sempre, e i mezzi che usa per vincere molto spesso non sono propriamente corretti. Reggere queste competizioni è faticoso, improduttivo e spesso, da qualsiasi parte uno stia, doloroso.
Io ho subito molta competizione dentro alla comunità, ed ero tra quelli che avevano “un posto”, non tra quelli che lo dovevano ricercare. Ma questa competizione, senza esclusione di colpi, mi ha sfiancata negli anni. La competizione non è mai cosa buona, distrugge tutti, tranne gli “scalatori” al successo che finiscono per ottenere quello che desiderano. Non credo sia il Signore a darglielo.

- FUORI DELLE SETTE LA GENTE SI SENTE SOLA QUANDO HA FATTO PARTE DI UNA SETTA.
Vero, fuori per certi versi è peggio, perlomeno riguardo alla solitudine. Quando uno sta dentro, come ci sta ci sta, ma almeno “sembra” che sia in compagnia. Nella comunità perlomeno si sente di far parte di un “gruppo”, di qualcosa, anche se nella realtà ci si sente soli lo stesso.
La setta neocatecumenale ha molto appeal in questo senso: molti hanno difficoltà ad uscire, pur non gradendo nemmeno di restarci, proprio per paura dell’isolamento. Il Signore deve fare un gran lavoro e donare una grande grazia per poter sostenere tutto questo. Esperienza personale.

- CERCANO ANCHE DI FARSI RISPETTARE DAI CAPI PER TORNACONTO PERSONALE O PER PAURA DI USCIRE DALLA SETTE E RIMANERE SOLI.
Tu l’hai provato. Si sente in tutto ciò che dici. Nel Movimento Neocatecumenale il rispetto dei capi è vitale ed è SEMPRE per puro tornaconto personale. Ho visto strisciare molta gente davanti ai “capi”, adularli, chi con maggiori capacità chi con meno, ed anche quello serve per l’acquisizione del RISPETTO: la capacità o la scaltrezza che hai nel farlo.
Se non conquisti quel rispetto, a meno che non ti rispettino già per come sei, nessuno ti nominerà MAI, nessuno ti affiderà incarichi, alle votazioni per i ruoli sarai sempre dimenticato… Lo so.
Proprio perché io e mio marito eravamo tra quelli che venivano “rispettati” in via naturale, vuoi perché avevamo studiato, vuoi perché eravamo catechisti apprezzati (detto dagli altri eh…), vuoi perché eravamo molto osservanti… ci è costata l’invidia e la guerra sotterranea di chi il rispetto se lo doveva e voleva conquistare. A suon di colpi bassi ed infami, altro che “amore”…
Quanto alla paura di uscire “dalla comunità e rimanere soli”, sì, in effetti è un rischio molto concreto. Se non hai un’alternativa, quelli della comunità non ti calcolano più, quindi davvero si rimane soli. E’ dura, ma non impossibile. 

- PER FANATISMO, PERCHÉ CI CREDONO IN QUESTE ASSURDITÀ E VOGLIONO, SI SENTONO COME I MESSAGGERI, COME… COME POTENTI, COME GUERRIERI DI QUESTA SETTA CHE POI HA IL DOVERE DI ATTACCARE LE ALTRE.
Ma lo vedi che stai inconsapevolmente descrivendo il Movimento Neocatecumenale in tutto quello che scrivi? Forse perché è quello che conosci bene. Lo racconti come un vissuto.
Ci sono molti fanatici nel tuo Movimento, credono in effetti a molte assurdità, sentendosi “messaggeri” potenti, guerrieri in prima linea che portano la verità e, per farlo, devono attaccare gli altri, la Chiesa preconciliare, i “cristiani della domenica”, i sermoni noiosi dei preti, la “voce a prete”…
Per chi ti ascolta è così evidente…

Daniele, non farti stritolare da un sistema che ti ingoia, anche se dà l’impressione di essere “in gruppo”, non offrire il fianco agli sfruttatori senza scrupoli attraverso i tuoi video, non immischiarti in conversazioni provocatorie per conquistare rispetto e sentirti accettato.
Tu sei migliore di così, hai una profondità, dei bisogni, ma hai anche delle grossissime catene.
Vedo in te i miei figli, che col sostegno del Signore sto cercando di strappare a quella malefica setta, ma che per ora non abbandonano proprio per paura della solitudine. Son “figli del cammino” anche loro, ci hanno passato tutta la vita, non hanno altro al di fuori. So bene di che si parla.

Non so che dirti, Daniele, cerca un prete non neocatecumenale che ti faccia da direttore spirituale, rivolgiti ai francescani che hanno tantissime cose per i giovani, ma cerca di affrancarti da chi ti sta manipolando, in modo abietto sfruttando le tue debolezze.

Ti voglio bene, Daniele.

lunedì 2 marzo 2020

Anche nel remoto Uganda, i Neocatecumenali diffondono la loro eretica "messa"

Come in qualsiasi altro posto al mondo, laddove i Neocat riescono a incistarsi come una malattia, anche in Uganda i kikos credono di poter fare tutto quello che vogliono infischiandosene della gerarchia cattolica, del Magistero della Chiesa e del popolo di Dio.

Il chiarissimo Decreto di S.E. Mons. Cyprian Lwanga
In questo piccolo Stato dell'Africa orientale la Chiesa cattolica, nonostante la povertà della popolazione e i numerosi problemi, è numericamente forte - più del 40% della popolazione è cattolica - e viene costantemente mantenuta e difesa l'ortodossia della Fede, più volte, al contrario, tradita in altre più ricche regioni del mondo. 

Poteva il Kiko conquistador, che ama baloccarsi con la mappa del mondo appesa all'uscita della "sala blu" dello Spazioporto San Giorgio applicando bandierine rosse e blu per indicare le sue missioni e i suoi seminari, esimersi dal tentare l'acquisto del piccolo paese africano?


Traduciamo qui alcuni passi del Decreto riguardante la corretta celebrazione dell'Eucarestia nell'arcidiocesi di Kampala, prot. X/347/20 del 1° febbraio 2020 firmato dall'arcivescovo di Kampala (Uganda), mons. Cyprian Kizito Lwanga:
  1. Dunque, è proibito distribuire o ricevere la Santa Comunione nelle mani. Madre Chiesa ci chiama a riservare alla Santissima Eucarestia il massimo onore (Can. 898). A causa dei molti casi in cui è stata disonorata l'Eucarestia relativi al ricevere l'Eucarestia nelle mani, è necessario tornare alla modalità più riverente, quella di ricevere l'Eucarestia alla bocca.
  2. Secondo la legge della Chiesa, il Ministro Ordinario della Santa Comunione è il Vescovo, il Presbitero o il Diacono (Can. 910 §1). [...]
  3. La celebrazione dell'Eucarestia deve avvenire in un luogo sacro, a meno che grave necessità richieda diversamente (Can. 932 §1). [...]
  4. Stanti le chiare norme del canone 915, bisogna riaffermare che i conviventi  che non vivono una regolare situazione matrimoniale, così come quelli che persistono in qualsiasi peccato grave e manifesto, non possono essere ammessi alla Santa Comunione. Inoltre è vietato celebrare in tali casi l'Eucarestia nelle case per non dare scandalo.
  5. Nel celebrare ed amministrare l'Eucarestia, i sacerdoti e i diaconi devono indossare i Sacri Paramenti prescritti dalle rubriche (Can. 929). In virtù di tale norma, è strettamente proibito ammettere come concelebrante un sacerdote che non indossi i paramenti prescritti per la liturgia. Tale sacerdote non dovrà né concelebrare, né assistere alla distribuzione della Santa Comunione, né sedere nel presbiterio; può al più prendere posto insieme all'assemblea dei fedeli. [...]