sabato 13 giugno 2020

Sequenza del Corpus Domini: come il Cammino censura la dottrina eucaristica di Tommaso d'Aquino e della Chiesa Cattolica

Correva l'anno 1264. Il Papa Urbano IV aveva fatto convocare una selezionata assemblea che riuniva i più famosi maestri di Teologia di quel tempo. Tra questi si trovavano due uomini noti non soltanto per la brillante intelligenza e purezza della dottrina ma, soprattutto, per l'eroicità delle loro virtù: San Tommaso d'Aquino e San Bonaventura.
Gonfalone del Corpus Domini di Raffaello
La ragione di questa convocazione era collegata ad una recente bolla Pontificia che istituiva una festa annuale in onore del Santissimo Corpo di Cristo. Al fine di ottenere il massimo splendore per questa commemorazione, Urbano IV desiderava che fosse composto un Ufficio, da utilizzare unicamente nella Messa cantata in occasione di quella solennità, sollecitando ad ognuna di quelle dotte personalità una composizione che doveva essergli presentata entro pochi giorni, in modo da scegliere la migliore.
Celebre divenne l'episodio avvenuto durante la sessione. Il primo ad esporre fu Fra' Tommaso. Con serenità e calma, srotolò una pergamena e i presenti ascoltarono la declamazione della Sequenza da lui composta:
Lauda Sion Salvatorem, lauda ducem et pastorem in hymnis et canticis (Loda, Sion, il Salvatore, la tua guida, il tuo pastore con inni e cantici)… Stupore generale.
Fra' Tommaso concluse: …tuos ibi commensales, cohæredes et sodales, fac sanctorum civium (accoglici in Cielo, alla Tua mensa, e rendici coeredi in compagnia di coloro che abitano la Città Santa).
Fra' Bonaventura, degno figlio del Poverello, cancellò senza indugio la propria composizione e gli altri lo imitarono, rendendo tributo al genio e alla devozione dell'Aquinate. La posterità non conobbe le altre opere, senza dubbio anch'esse sublimi, ma immortalò il gesto dei suoi autori, vero monumento di umiltà e di poche pretese.
La festa liturgica del Corpus Domini ha origine a metà del 1200 quando, mentre i movimenti evangelici che nascevano nel laicato del nord d'Italia e del sud della Francia, come gli albigesi, negavano che l'Eucaristia fosse un sacramento, i movimenti popolari dei paesi del nord Europa, soprattutto in Belgio, propugnavano un'intensa devozione per l'ostia consacrata.
Si era diffusa l'usanza di conservare il Santissimo nel tabernacolo, di esporre l'ostia in un ostensorio posto sull'altare, qualche volta anche durante la Messa, di suonare un campanello al momento dell'elevazione affinché tutti i fedeli contemplassero l'Eucaristia e di impartire la benedizione col Santissimo Sacramento. La devozione per il «Corpo del Signore» divenne così intensa che nell'estate del 1246, a Liegi il vescovo ne autorizzò il culto legandolo anche a una speciale festività, da celebrarsi il primo giovedì successivo alla domenica dopo Pentecoste, festa della Santissima Trinità.

La Santa Sede ricevette numerose petizioni perché la festa del Corpus Domini fosse estesa a tutta la Chiesa, ma, pur essendo al corrente dell'esistenza del movimento eucaristico belga, papa Urbano IV e i suoi predecessori non si mossero finché la gente in Italia non ebbe il suo miracolo, il famoso «miracolo di Bolsena», che ne destò il fervore nei confronti del sacramento.

Miracolo eucaristico di Bolsena (Raffaello)
Il racconto più antico di questo miracolo è contenuto nella Chronica (III, tit. 19, cap. 13) di S. Antonino da Firenze († 1459). Secondo tale versione, un prete tedesco che si era recato in pellegrinaggio a Roma, stava celebrando la Messa nella chiesa di S. Cristina nella cittadina umbra di Bolsena; egli era assalito da gravi dubbi sulla transustanziazione del pane e del vino, che furono subito fugati alla visione del sangue che colava dalle specie consacrate e che imbeveva il corporale. Presto si sparse per tutto il villaggio la voce del miracolo e subito si formò una processione per portare il corporale macchiato di sangue a Urbano IV, che si trovava allora a Orvieto, a pochissima distanza da Bolsena. È opinione universale che risalga a quell'epoca la decisione di Urbano di estendere in tutto il mondo la festa del Corpus Domini.

Nella sua cronaca, pubblicata fra il 1312 e il 1317, Tolomeo fa un racconto molto chiaro e particolareggiato:
Per ordine dello stesso papa, fra Tommaso compose anche l'Ufficio per il Corpus Domini. (Egli) scrisse l'Ufficio per il Corpus Domini per intero, incluse le lezioni e tutte le parti da recitare di giorno o di notte; come anche la Messa e tutto ciò che in quel giorno si deve cantare. Il lettore attento si accorgerà che vi ricorrono tutte le figure simboliche dell'Antico Testamento, collegate in modo chiaro e appropriato al sacramento dell'Eucaristia.
Le antifone, le orazioni e la sequenza sono senz'altro ancora quelle originali. La sequenza della messa è veramente straordinaria, tanto da non poter neppure essere paragonabile con i canti o gli inni precedenti. Il canto del Lauda Sion è infatti notevole non solo per la poesia che lo pervade ma anche per il suo contenuto teologico; le singole strofe seguono da vicino la dottrina sull'eucaristia esposta da san Tommaso nella terza parte della Summa Theologiae.
La sequenza riecheggia antichi motivi, nessuno dei quali può però vantare la stessa bellezza e profondità.

Ebbene, come premesso dal titolo del nostro articolo, la Sequenza del Corpus Domini, parte della liturgia immodificabile della Chiesa Cattolica e legata da un lato alla teologia eucaristica del Dottore Angelico san Tommaso d'Aquino, dall'altro al fervore di fede e all'adorazione delle Sacre Specie in contrapposizione ai primi movimenti eretici che ne negavano il valore, è stata gravemente mutilata ad opera del laico Kiko Argüello.

Riportiamo di seguito la magnifica sequenza in traduzione italiana.
Con il grassetto evidenzieremo i versetti "censurati" dal novello albigese signor Argüello, così come appare nella sua raccolta di canti "Risuscitò".
Sequenza del Corpus Domini
  1. Sion, loda il Salvatore, la tua guida, il tuo pastore con inni e cantici.
  2. Impegna tutto il tuo fervore: egli supera ogni lode, non vi è canto che sia degno.
  3. Pane vivo, che dà vita: questo è tema del tuo canto, oggetto della lode.
  4. *Veramente fu donato agli apostoli riuniti in fraterna e sacra cena.*
  5. *Lode piena e risonante, gioia nobile e serena sgorghi oggi dallo spirito.*
  6. Questa è la festa solenne nella quale celebriamo la prima sacra cena.
  7. È il banchetto del nuovo Re, nuova Pasqua, nuova legge; e l'antico è giunto a termine.
  8. *Cede al nuovo il rito antico, la realtà disperde l'ombra: luce, non più tenebra.*
  9. Cristo lascia in sua memoria ciò che ha fatto nella cena: noi lo rinnoviamo.
  10. Obbedienti al suo comando,consacriamo il pane e il vino, ostia di salvezza.
  11. *È certezza a noi cristiani: si trasforma il pane in carne, si fa sangue il vino.*
  12. *Tu non vedi, non comprendi, ma la fede ti conferma, oltre la natura.*
  13. *È un segno ciò che appare: nasconde nel mistero realtà sublimi.*
  14. *Mangi carne, bevi sangue; ma rimane Cristo intero in ciascuna specie.*
  15. *Chi ne mangia non lo spezza, né separa, né divide: intatto lo riceve.*
  16. Siano uno, siano mille, ugualmente lo ricevono: mai è consumato.
  17. Vanno i buoni, vanno gli empi; ma diversa ne è la sorte: vita o morte provoca.
  18. Vita ai buoni, morte agli empi: nella stessa comunione ben diverso è l’esito!
  19. Quando spezzi il sacramento non temere, ma ricorda: Cristo è tanto in ogni parte,
  20. quanto nell’intero.
  21. È diviso solo il segno non si tocca la sostanza; nulla è diminuito della sua persona.
  22. Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli: non dev’essere gettato.
  23. Con i simboli è annunziato, in Isacco dato a morte, nell'agnello della Pasqua, nella manna data ai padri.
  24. Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: *nutrici e difendici,* portaci ai beni eterni *nella terra dei viventi.*
  25. Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo *nella gioia dei tuoi santi.
Innanzitutto consideriamo che il titolo del canto "Sequenza del Corpus Domini" è ingannevole: con la censura di 8 versi interi più altri spezzoni su un totale di 25, un buon terzo della Sequenza liturgica del Corpus Domini viene cancellata.
Si tratta di un tentativo maldestro di riassumerla per renderla più agile? Assolutamente no, visto che la ripetizione della prima strofa a mo' di ritornello rende la versione kikiana assai più lunga della Sequenza originale.
Il signor Argüello rende la magnifica sequenza di San Tommaso una nenia funeraria, di una cupezza impressionante. L'unico punto in cui cambia la cadenza mortuaria è nelle parole finali del versetto 9 dove dice e "noi lo rinnoviamo" (!!!)
Passiamo all'analisi punto per punto.

Prima censura operata sulla Sequenza del Dottore Angelico ad opera del sig. Argüello:
*Veramente fu donato agli apostoli riuniti in fraterna e sacra cena.*
*Lode piena e risonante, gioia nobile e serena sgorghi oggi dallo spirito.*
Il dono fatto agli Apostoli nel corso della santa cena stravolge completamente l'assetto della cerimonia comunitaria neocatecumenale, in cui sono i commensali, tutti insieme, a celebrare l'evento. Anche la "lode piena e risonante", la "gioia nobile e serena" non si addicono al passaggio da atteggiamento lugubre e solenne al disfrenamento alla "alegria hermanos" che ben conosciamo.

Seconda censura operata sulla Sequenza del Dottore Angelico ad opera del sig. Argüello:
*Cede al nuovo il rito antico, la realtà disperde l'ombra: luce, non più tenebra.*
Sicuramente queste parole sono state stralciate con sdegno. Come si permette San Tommaso di definire tenebra il rito antico, cioè il rito ebraico veterotestamentario, rispetto al fulgore del nuovo, quando il Cammino riscopre la Pasqua ebraica come chiave per comprendere l'Eucarestia? Che fine fanno, di fronte alle parole dell'Aquinate accolte nella Liturgia del Corpus Domini tutte le Merkabah, Shekinah, i Tallit e le Kippah, le Ketubah, gli Shemah?

Terza censura operata sulla Sequenza del Dottore Angelico ad opera del sig. Argüello:
*È certezza a noi cristiani: si trasforma il pane in carne, si fa sangue il vino.
*Tu non vedi, non comprendi, ma la fede ti conferma, oltre la natura.*
*È un segno ciò che appare: nasconde nel mistero realtà sublimi.*
*Mangi carne, bevi sangue; ma rimane Cristo intero in ciascuna specie.*
*Chi ne mangia non lo spezza, né separa, né divide: intatto lo riceve.*
Qui si giunge al cuore del problema e nello stesso tempo al cuore pulsante della Sequenza, strappato senza mezzi termini da un Kiko che ostenta la determinazione del novello eretico albigese.
La traduzione italiana delle prime parole di questi versi è "È certezza a noi cristiani" ma l'originale latino recita "Dogma datur Christianis" perché ciò che si appresta a descrivere è il dogma eucaristico per antonomasia, il dogma della Transustanziazione, cioè che con la consacrazione eucaristica, la sostanza del pane e del vino si trasforma in Corpo e Sangue di Cristo mantenendo le apparenze e le caratteristiche esterne. Infatti il Santo Dottore scrive: "Tu non vedi, non comprendi, ma la fede ti conferma".
Per Kiko non poteva rimanere nella sequenza questa PROFESSIONE DI FEDE nella Presenza Reale di Gesù nelle Sacre Specie che il Cammino neocatecumenale da mezzo secolo nega con pervicacia e cerca di estirpare dalla mente dei suoi adepti quasi fosse una mala pianta!
"Mangi carne, bevi sangue: ma rimane Cristo intero in ciascuna specie".
Questo versetto gli doveva stare parecchio indigesto, all'eresiarca Kiko!
Esso infatti rimarca che Cristo è intero IN CIASCUNA SPECIE, e questo demolisce completamente la predicazione di Carmen che dichiara vitale e indispensabile FARE LA COMUNIONE SEMPRE sotto ambedue le specie (eresia utraquista) quasi come se la particola consacrata non fosse Corpo e Sangue di Cristo.
"Chi ne mangia non lo spezza, né separa, né divide: intatto lo riceve". Anche queste parole contravvengono all'uso neocatecumenale di masticare il Corpo di Cristo per "macinarlo" e dividerlo, quasi con sacrilego accanimento.

Ci soffermiamo poi sull'ultima censura, che sembra voler sfregiare la bellezza della chiusa di questa Sequenza; vengono "dimenticate" dall'Argüello le parole "nella gioia dei tuoi santi". Sembra impossibile tanto accanimento contro la gioia pura della vita eterna in Cristo Gesù.

E in fin dei conti ci chiediamo: Perché profanare un inno approvato per tutta la Chiesa dove ogni parola ha un senso teologico ed ecclesiale? Perché volerne sconvolgere il contenuto teologico insieme alla nitidezza formale, ripetendo più volte il ritornello per coinvolgere l'assemblea dormiente… Manco stesse cantando canzonette popolari alla sagra delle melenzane?

È proprio un demonio!

Completiamo con una conferma giuntaci da Tomista ex NC:
Ricordo perfettamente che in occasione di una "Convivenza di fine corso" per le equipes dei "Centri", svoltasi nel mese di Giugno in concomitanza con la Solennità del Corpus Domini, Salvatore Morfino disse: "Oggi dovremmo scambiarci gli auguri a vicenda, perché è il nostro onomastico. È la festa del Corpo di Cristo, che siamo noi!"
Ecco condensata in due frasi tutta la dottrina eucaristica neocatecumenale.
Non ci si lasci ingannare dal fatto che oggi essi siano soliti utilizzare una terminologia affine al Cattolicesimo, a differenza di qualche decennio fa. Si tratta di parole che, sebbene considerate in sé stesse non contengano nulla di ambiguo o eterodosso, risultano svuotate del loro contenuto dogmatico trasmessoci dalla Divina Rivelazione.



Ecco l'inno, nella versione vietata ai neocatecumenali perché teologicamente corretta, liturgicamente adatta: Lauda Sion:

giovedì 11 giugno 2020

Parliamo degli "ampi margini di miglioramento" del Cammino neocatecumenale

Dai Memes dei giovani #neocat
Sappiamo per certo che questo nostro blog è molto letto dai neocatecumenali, che si soffermano sulle nostre pagine principalmente per informarsi di ciò che avviene veramente nel "loro" Cammino, per avere le ultime notizie dal mondo neocatecumenale senza "aggiustature" ufficiali, per leggere i testi delle catechesi "segretissime" a loro da sempre negati perché, a detta dei loro santoni, devono crocifiggere la ragione e convertirsi tramite l'ascolto.

Addirittura c'è un loro blog che trae continua ispirazione dalle nostre pagine e i documenti che qui pubblichiamo per aprire gli occhi sulla non ecclesialità del Cammino neocatecumenale vengono ripubblicati lì con intenti opposti, a volte persino con i nostri commenti in calce, scambiati per "sacra parola" del leader Kiko Argüello.

Molti dei nostri lettori neocatecumenali recepiscono le informazioni che vengono loro fornite sul nostro blog come una conferma ai tanti dubbi che i cosiddetti "catechisti" cassano come "mormorazioni" o mancanza di fede, e ne traggono la forza per allontanarsi dai lacci di questa Cammino, trappola per cattolici, o, se non possono farlo - perché rischierebbero di essere ostracizzati all'interno del proprio stesso matrimonio o della propria famiglia - ne traggono la forza per sopportare la forzata cattività mantenendo il proprio equilibrio mentale e spirituale.

Altri lettori neocatecumenali, dopo aver letto su questo blog le notizie che in Cammino sono gelosamente nascoste, prima di scollegarsi dalle nostre pagine, lasciano un commento derisorio, del tutto auto-referenziale, di solito buttato là senza neppure una rilettura per correggere i peggiori errori ortografici, sicuramente per togliersi l'amara soddisfazione di sporcare ciò che  ricorda loro ogni giorno l'inconcludenza di ciò che loro vorrebbero vantare come un percorso spirituale cattolico d'alta qualità.

Pubblichiamo di seguito la risposta di un nostro collaboratore, Porto, ad una di questi commenti (riportato in corsivo virgolettato).




"Tutti bravi a criticare come le persone medie che trovi nel mondo"
  • Le nostre critiche non sono alle persone, ma ad un Cammino che si dice cristiano e cattolico, ma che adotta prassi che non sono previste dalla Chiesa Cattolica o che sono in contraddizione con essa (solo per citarne alcune: obbedienza cieca a catechisti laici senza alcuna formazione e senza alcun riconoscimento / autorizzazione da parte della Chiesa; scrutini con violazione del foro interno della coscienza da parte dei suddetti "catechisti"; versamento della decima ogni mese; non osservanza degli statuti in più di un punto; disubbidienza alle direttive di vescovi e papi quando contraddicono le prassi kikiane.

L'Eucarestia neocatecumenale:
"Fantascienza" per un cattolico standard
"...e che s'informano su facebook oppure tramite Barbara D'Urso".
  • Non ho facebook e Barbara D'Urso per me è solo un nome. Quello che conosco del Cammino non è poco, lo ho appreso durante 27 anni della mia vita in cui sono stato nel Cammino Neocatecumenale: conosco pertanto questo cammino non per sentito dire, ma per lunga esperienza diretta.


"Provate voi a fare qualcosa del genere e poi ne riparliamo"
  • Cosa? Indottrinare le persone? Far loro credere che sono degli eletti? Insegnare loro eresie? Esigere da loro la decima ogni mese, anche chiedendo loro di sottrarla al mantenimento della loro famiglia? Imporre loro fardelli pesanti illudendoli che solo quella è la via per la salvezza? O che è la migliore? Personalmente ho troppo a cuore la libertà mia e altrui per anche solo immaginare di poter imporre un simile giogo ad un essere umano, men che meno a qualcuno che si trova in stato di bisogno (morale e materiale).

"Vi ricordo che siamo soggetti al Papa, ai cardinali e vescovi"
  • Ah davvero? Veramente, vista la vostra disubbidienza continua e reiterata alle direttive del Papa e dei vescovi e agli statuti, non sembra che siate soggetti a loro. Forse è quello che vi dicono per farvi credere che siete un movimento cattolico, ma nelle vostre prassi siete molto spesso disubbidienti, e siete soggetti solo a kiko e al suo volere.

"Noi abbiamo ampi margini di miglioramento"
  • Sono d'accordo e complimenti per l'eufesmismo!

"La chiesa così com'è oggi non funziona più, non è più un esempio da seguire"
  • Questa è solo la tua opinione. Per me lo è ancora. Soprattutto lo sono quei pastori che prendono sul serio la loro vocazione di uomini di Dio.

Per i neocatecumenali: non esiste fede,
non esiste Papa, non esiste Chiesa
che non sia sotto il segno di Kiko
"Le chiese sono vuote, mancano le vocazioni, ci sono pochi sacerdoti"
  • Di quali chiese parli? La parrocchia che io frequento non è né vuota né carente di sacerdoti. Al momento, oltre al parroco, ce ne sono quattro, più quattro diaconi. E' una parrocchia dove tutti vengono accolti, tutti possono trovare il loro posto. In questi giorni di quarantena, la parrocchia è sempre rimasta aperta e i sacerdoti hanno continuato, con mascherine e a distanza, a ricevere singolarmente i parrocchiani e a confessare, oltre che ad essere disponibili via telefono e con altri mezzi tecnologici.

"Ma in quale mondo vivete? Perché non provate a proporre qualcosa?"
  • Vivo in questo mondo, non in una chiusa saletta neocatecumenale, avulso dalla realtà e dal mondo circostante. Non ho capito: perché e cosa dovremmo proporre? Il suo messaggio e il suo insegnamento ce l'ha giò proposto Gesù Cristo 2000 anni fa. E' lì, a disposizione di tutti: basta seguirlo con cuore sincero. Senza bisogno di balletti, di passaggi, di convivenze, di decime, di palme giganti, di vesti bianche, di cinquantine, di canti urlati a squarciagola, di lodi la mattina all'alba, di risvegli notturni per pregare, di cento piazze, ecc., ecc., ecc. Questi sono solo fardelli imposti da chi vuole rendere le persone succubi alla propria volontà e togliere loro la libertà dei figli di Dio.
(da: Porto)

martedì 9 giugno 2020

"Slang" neocatecumenali tra "il Signore che passa" e "noi che ci salviamo a grappoli".

«…il Signore passa!»
e apparve tra noi il
      Neokatekiko sciampista!
Riepiloghiamo alcuni interventi sul blog di qualche giorno fa:

Anonimo:
Certo che su questo "slang" [modo di dire] non ci avete mai capito niente e non sarò certo io a perdere il mio tempo a "lavarvi la testa".

Girotondo neocatecumenale in vesti bianche
perché tutti guardino a LUI
Roberta:
«non sarò certo io a perdere il mio tempo a "lavarvi la testa"»

Perché no, Anonimo?
Non è tua specificità "evangelizzare"?
Perché non rendi ragione della speranza che è in te ?
Perché non spieghi, con parole tue, il significato che dai a questa frase "il Signore passa"? In tutti questi anni, 1 significato, dentro di te, glielo avrai pure dato... io quando ero nel "Cammino" glielo davo un significato... peccato non fosse (l'ho capito dopo) quello che gli davano Kiko e i "catechisti".

Che brutta immagine!
Il Signore che viene per poi andare... come l'attimo fuggente, come la ruota della fortuna... che tu ci sia o non ci sia o che al posto tuo ci sia un altro, per Lui è uguale... ma questo NON è il Signore! Il Quale invece vuole l'incontro CON te e non solo l'incontro ma un rapporto DURATURO e perciò ti chiama per nome.

Vorrei sottolineare, non tanto l'aspetto di eresia contenuto in qsta frase (cosa già ben spiegata nel post) ma anche l'aspetto di "arma PSICOLOGICA" con cui i "catechisti" usano questa frase (che fa parte di uno slang, come lo chiama Anonimo, ricco di tante altre frasi adatte allo scopo) per legare sempre più a sé chi li ascolta.
Infatti questa frase crea un senso di attesa (che in sé non sarebbe una cosa negativa) ma che non è per niente interiore ed è avulsa dal contesto (cioè è un senso di attesa che uno potrebbe avere anche a casa sua per intenderci) ma strettamente legata all'EVENTO NeoCat che si sta vivendo (Pasqua o scrutinio o "visita dei catechisti" ecc.) instillando, nell'inconscio, il convincimento che se tu non sei Lì, il Signore per te NON passa (cioè non viene, non ti vuole) e l'erronea convinzione che in ALTRO contesto e in ALTRO modo, il Signore non possa o voglia venire per te.
Inoltre, se nonostante tu sei presente all'evento, non "SENTI" nulla di particolare a livello di emozione, questa stessa frase porta a sentirti "in colpa" per il fatto che il Signore è passato e per te "non è successo niente"... sicuramente avrai fatto qualcosa di sbagliato! Ma cosa?
Questo provvederanno i "catechisti" a spiegartelo al prossimo incontro: evidentemente "non fai bene il cammino"... magari non sei obbediente a loro, vuoi fare di tua testa, ti "ribelli alla storia che Dio vuole fare con te"... perciò non hai "sentito" o "visto" il Signore!

Però... vedi come "è buono il Cammino"? Ti dà sempre "un'altra occasione"! Ci sarà un prossimo EVENTO...
magari la prossima decima o colletta straordinaria o convivenza o scrutinio o visita dei catechisti o annuncio… sta' sicuro che le occasioni non mancheranno per OBBEDIRE di più, FARE meglio il Cammino e "cogliere al volo" il Signore "che passa" regolarmente sincronizzato con gli eventi del "Cammino"!

In tal modo Kiko e i "catechisti" NC si sono sempre serviti di tutti i loro slang (come modernamente li definisce @Anonimo) per tenere soggiogate psicologicamente le persone...
di sicuro il Signore "passa oltre" e NON si sofferma nel Cammino Neocatecumenale!


LUCA:
… il "signore passa".
Come ha spiegato meravigliosamente Roberta, è l'immagine più forte che usano Kiko e soci per legarti mani e piedi al Cammino e a tutta la loro inutile teatralità.
Perfetta sintesi di Roberta sui sensi di colpa e sul fatto che se non partecipi "non fai bene il cammino", ecco perché Dio avrebbe bisogno di "mandarti le disgrazie per convertirti".
Il cammino è la tua ricetta per avere una vita perfetta, è il tuo parafulmine per evitare le disgrazie ed è la certezza della salvezza a grappoli, tua e di tutti quelli che per merito tuo fanno bene il cammino.
Esatto, se tu induci gli altri a fare "bene il cammino" diventi lo strumento di Dio per salvare i tuoi fratelli neocatecumenali.
Quindi il mezzo, cioè la coercizione degli altri a favore del cammino, diventa il tuo fine per salvarli e per salvarti.
Tu, in pratica, stai usando i tuoi fratelli per salvarti, dicendo a te stesso che gli stai facendo un favore.
Anzi sei convinto di far loro un favore, quando li costringi a lasciare a casa il figlio malato, il genitore bisognoso, la cognata malata, per andare alla convivenza del cammino ad intercettare il "signore che passa".
Ipocrisia allo stato puro, abbandonare il Signore che è nell'altro e che ha bisogno di te, per andare a salvare il fratello di una setta egoista, che ti usa per sacrificarti alla sua idea bislacca di un "Dio che passa".
Ecco la spiegazione dell'altro "slang" neocatecumenale della "salvezza a grappoli": pensare di conquistare la salvezza, la vita eterna e la felicità sulla terra, contribuendo a convincere e se necessario costringere, il "fratello di setta", a partecipare agli eventi neocatecumenali dove il "signore passa" (cioè TUTTI).
Ricordo ancora una catechesi in cui l'ispirato catechista di turno giustificava il mare di parole dette da lui e dal suo idolo Kiko Argüello con lo spiegone che: "più ascolti e più hai la possibilità di essere salvato" e faceva sempre l'esempio di un tale che ad un incontro interminabile di Kiko (sono TUTTI interminabili), ad un intercalare del fondatore "andiamo avanti" si è bloccato e ha ripetuto "andiamo avanti, ecco questa parola mi ha salvato".
È proprio vero che più le spari grosse e più rischi di convincere qualcuno che pensa come pensavo io :"sembrano caz…te allucinanti e sono talmente assurde che forse c'è un fondo di verità, altrimenti non vedo il senso di spararle così grosse".
Non c'era alcun senso, ero io che avevo disperatamente bisogno di trovarne uno.

domenica 7 giugno 2020

Farsi del male ad un matrimonio neocatecumenale

"Il sogno di ogni figlio del Cammino è sposarsi oppure entrare in seminario; una terza possibilità non è prevista dal suo catechista."

Qualche tempo fa, sono stato invitato ad un matrimonio neocatecumenale: la sposa figlia del Cammino, lo sposo carabiniere figlio di madre separata ma salvata Cammino, di conseguenza il succube maschietto - senza gli auspici di nonno Kiko - avrebbe dovuto cercarsi una vita vera, una vera donna e avrebbe perso il concorso pubblico.

La coppia dura e putrida in questione ha il classico curriculum neurocatecumenale: accoppiati e destinati al matrimonio komunitario fin dai tempi dei primi brufoli.

Cerimonia svoltasi presso chiesa "Santissimo Crocifisso" di Barletta ed officiata da don Pino Paolillo, parroco/fiancheggiatore del Cammino, dell'Opus Dei e dei lefebvriani, nonchè prof. di religione presso liceo scientifico locale, insomma... un "povero parroco", a detta di molti ipocriti.

Le premesse per uno show c'erano tutte e non sono andate disattese. Il muto karabiniere in divisa d'ordinanza cerimoniale, la sposa figlia di Kiko sorridente quanto bastava per occultare la sua acidità, assorbita in anni di inconscio apprendimento da Carmen Hernández.

Chiesa suddivisa in due inconsapevoli fazioni: gli invitati della komunitá di origine degli sposi e tutti gli altri, compreso il sottoscritto.

La cerimonia, che fino ad un certo punto sembrava regolare, ad un tratto ha preso una deviazione musical-tribale, con hits cimiteriali by Kiko, strillati dai suoi giovani cloni aggrappati a chitarre e pestanti bongos economici. Purtroppo, gli hits erano conosciuti e cantati soltanto dagli zombies del cammino, il resto degli invitati taceva, guardando chi il soffitto, chi le mura della chiesa, chi scambiandosi sguardi imbarazzati col punto interrogativo.

Dopo due ore di celebration (stessa durata di un funerale neokat), noi cristiani della domenica eravamo cotti, ma iniziava - da parte del parroco - l'invocazione di buona parte dei santi del Paradiso, affinchè proteggessero i neuro - sposi.

A questo punto, la cerimonia avrebbe dovuto terminare, invece no! Ennesima invocazione con velo ebraico posato sugli sposi, con relativa formula magica.

Finito? No! Gli invitati cristiani della domenica erano ormai usciti dalla chiesa dopo la benedizione, io resto, in pieno autolesionismo e curiosità, osservando gli invitati e gli sposini della komunità sballare il balletto conclusivo by Kiko intorno all'altare, che mi ricordava il ballo delle streghe nel sabba: un misto di paganesimo-sfigato da cristiani di 2000 anni fa.

Atto conclusivo della cerimonia: discorsetto urbi et orbi, tenuto dalla parte poco femminile della coppia responsabile della komunità degli sposi, conclusosi con la seguente: "Ricordate che la comunità sarà sempre con voi!". Dopo questa intimazione o minaccia, gli sposi di Kiko escono festanti dalla chiesa, mentre due ali di carabinieri in divisa li attendono per incrociare le spade in una sorta di galleria militare, che ricordava un plotone d'esecuzione.

Infine, gli invitati komunitari, gli invitati anonimi ed il sottoscritto diavoletto non konvertito, si recano al lussuoso ristorante sala ricevimenti, il cui conto è stato pagato in maggioranza da kolletta komunitaria, altrimenti gli "anziani" sposini - quasi trentenni - si sarebbero dovuti unire chissà quando, sarebbe stato disdicevole per gli alti standards komunitari, che prevedono neo/sposi ventenni che devono fabbricare tanti cloni per Kiko.



(da: Tommaso Francaviilla - giornalista)

venerdì 5 giugno 2020

Quod exsultatio iniquorum brevis sit

Sin dalla prima infanzia iniziò a sentire un forte sentimento d' amore per Gesù e una delicata e sensibile compassione per il prossimo. Francesco Forgione, meglio noto come Padre Pio da Pietrelcina, dedicò l' intera vita alla preghiera, alla penitenza, alla salvezza delle anime.
In questo thread esporremo solo alcuni estratti dell'Epistolario di San Pio (Vol. IV), tuttavia sufficienti a scandire una drammatica sequenza di colpe di cui è imbrattato il Cammino Neocatecumenale.

(Pag.1071) Padre Pio: La dottrina che certe sette insegnano è empia e immorale. Ecco ciò che essi insegnano circa la fede e la morale. «Dio è l' autore del peccato, e vi spinge l' uomo per quindi condannarlo. Che Iddio comanda agli uomini delle cose impossibili, e che poi neghi loro la grazia per adempiere. Che è tempo perduto, anzi è cosa sacrilega il ricorrere all' intercessione dei santi, e specialmente di Maria Santissima, e che le loro immagini si devono calpestare e poi gettare nel fuoco; e che la sola fede basta per salvarsi, quindi la bestemmia, l' impudicizia, il sacrilegio non impediscono all'uomo di potersi salvare, purché creda».

La logica avversa del cammino si adegua perfettamente alle empietà con cui il Santo di Pietrelcina identifica le sette luciferine, le quali si ammantano di sacralità per trarre infaustamente in inganno le anime. Il Cammino kikiano risulta il maggiore traditore, perché bramoso di mutare la Santa Madre Chiesa agendo dall'interno delle Sue sante mura.
Non posso esonerarmi dall'esporre un riferimento alla mia esperienza, che assieme alle altre testimonianze e alla documentazione ufficiale costituisce un Dossier inconfutabile.

"Dio è l'autore del peccato, e vi spinge l' uomo"

Una testimonianza presente in rete afferma: "Mi dissero che la violenza ricevuta fosse il risultato di un volere divino; la decisione di un dio che desiderava sottopormi ad una prova per constatare se fossi in grado d' applicare il perdono immediato, ritenuto dai vertici, dai sacerdoti e dalle "grandi" personalità del Cammino, il risultato massimo di un'anima sapiente e santa. Desideravano che io elaborassi la funesta vicenda in maniera fittizia, per favorire il cammino e odiare Dio (simili orientamenti non conducono ad altro), ma non lo feci, permanendo salda nella fede e mantenendo una vista vivida sugli accadimenti. Ma tanti sventurati cedono, disperdendosi lontani dalla fede - uno dei figli del katechista maniaco è divenuto ateo -".

Secondo la logica avversa neocatecumenale il violentatore non era passibile d'alcuna colpa perché:
"L’uomo vuol fare il bene e non può. L’uomo è rimasto radicalmente incapace e in balìa dei demoni. È rimasto schiavo del maligno. Il maligno è il suo signore” (OR, p. 130);
“L’uomo pecca perché non può fare altro, perché è schiavo del peccato” (1° SCR, p. 93);
“Se qualcuno pecca è perché il demonio è in lui” (Orientamenti alle équipes dei catechisti per lo Shemà, p. 14).
Opinioni malate rese delle regole che istigano al peccato giustificandolo.
"…è cosa sacrilega il ricorrere all' intercessione dei santi, e specialmente di Maria Santissima…"



Kiko non argomenta, né intraprende neanche per errore, la vita dei santi, sia mai che ammaestri positivamente i suoi "allievi" - come lui stesso li definisce - con il rischio che approfondiscano il buon tema che si contrappone alle sue meschine (e zeppe d' errori teologici) katechesi.
Un "colpo di fortuna" la morte di Carmen, non certo per noi ma per l'Argüello, il quale non ha stentato un istante a tributare l' aurea di santità alla Carmen, qualificandola con estro perverso: "santa di categoria superiore". Ed ecco una santa adatta al Cammino - non ufficialmente, difatti la Chiesa non la calcola affatto, ma per decisione autonoma, e invalida, di Kiko- date le sue malefatte coese alla natura del Cammino, destinataria delle richieste d'intercessione degli incauti neocatecumenali.

La setta dell'argüello non sospinge alla devozione mariana, né lontanamente l'ispira date le "icone" immonde che rivolge alla Vergine. La sola visione di quegli obbrobri impossibilita un qualsiasi approccio d' amore ad Essa rivolto, semmai ne allontana anche la più misera briciola di pensiero. Sottolineiamo che i segni visivi sono legati alla disciplina scritta e orale del Cammino, vale a dire sono il risultato della medesima katechesi.
Egli ha stravolto la santa immagine della Madonna barattandola con un simbolo concernente l' inutilità; un simulacro favorente il Cammino (mi sovviene un senso di rifiuto notevole. Un dolore lacerante al solo pensiero).

Una visione della Madonna.

(Pag.1029) Padre Pio: Giorni fa mi è accaduto un fatto insolito: mentre ero in coro con fra Anastasio, erano circa le 23 del 18 u.s., mi trovai lontano in una casa signorile dove il padre moriva, mentre una bambina nasceva. Mi apparve allora Maria Santissima che mi disse: «Affido a te questa creatura. È una pietra preziosa allo stato grezzo: lavorala, levigala, rendila il più lucente possibile perché un giorno voglio adornarmene».

San Pio ci regala un frangente di gran pregio della sua vita. La Vergine affida a questo buon padre, il santo di Pietrelcina, la bimba apparsagli. Ella è presentata allo stato grezzo a causa della macchia originale, ma dotata delle potenzialità per divenire una pietra preziosa se ben lavorata. La Madre Santissima desidera che la fanciullina divenga un bel fiore del Suo giardino, il Paradiso! Il richiamo è rivolto alla Carità, "la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio." (CCC).

Un' altra visione… FALSA visione!

Kiko: Erano le tre del pomeriggio dell’8 dicembre del 1959. «Dopo aver mangiato sentii che dovevo andare in camera a pregare. Andai in camera e mi misi in ginocchio accanto al letto. Improvvisamente la Vergine Maria era dietro di me col bambino e disse questa frase: “Bisogna fare comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth, che vivano in umiltà, semplicità e lode; dove l’altro è Cristo”.

Oltre allo stampo ansiogeno che caratterizza i pensieri del guru, la visione in oggetto differisce dalla prima (chiedo venia per questa futile puntualizzazione) segnatamente per il ruolo di complicità che corrisponde alla vergine (lettera minuscola d'obbligo), ridotta ad un passe-partout che consente l'ottenimento degli scopi disgraziati di Kiko. Sfruttata per convenienza.
La data riferita, ancor più del contenuto, palesa l'intento del degenere, che tenta di soppiantare la realtà effettiva con la sua realtà mistificata. Infatti l'8 dicembre la Chiesa celebra l’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il dogma, cioè la verità di fede, per cui la Madonna non è stata “toccata” dal peccato originale. Inoltre ricordiamo che in questa data, Santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes, fu proclamata santa da papa Pio XI.
Una data della quale il guru si è "appropriato" per invidia e intolleranza all'innocenza e alla purezza.
Non ci sorprende questo suo azzardo, avendo egli dichiarato che i dogmi mariani non hanno validità. Eh sì cari amici, se ancora non lo sapeste l'argüello ha posto in dubbio l'Assunzione in anima e corpo di Maria negando di conseguenza il Suo essere Immacolata, demolendo così ogni dogma della Vergine - ricordiamo che l' 8 dicembre 2019, dopo esplicito ammonimento di Kiko, i neocatecumenali hanno festeggiato la fasulla apparizione di cui ciancia l'Argüello, escludendo la celebrazione volta all'Immacolata Concezione. Per l'occasione non sono venuti meno i soliti schiamazzi, le vane deferenze al Cammino, il disordine avverso delle liturgie… -.

Di conseguenza nessun richiamo alla Carità e nessuna contiguità all'attestazione di Padre Pio, il quale invece ha per sostanza le parole della prima lettera di Giovanni: "Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1 Gv 4, 16)

Assunzione di Maria Santissima

(Pag.1125) Padre Pio: L'Amore divino ha raggiunto nel cuore di Maria la maggiore intensità, di modo che non poteva più essere ristretto in creatura mortale. Allora l'anima beata di Maria, come colomba cui vengono spezzati i lacci, si disciolse dal suo santo corpo e volò nel seno del suo diletto.
Ma Gesù che regnava in cielo dell'umanità santissima, che aveva preso dalle viscere della Vergine, volle che pure la madre sua non solo con l'anima, ma anche col corpo, i riunisse a lui e dividesse appieno la sua gloria.
Quel corpo che neppure per un istante era stato schiavo del demonio e del peccato, non lo doveva essere neppure nella corruzione

Concorde con il dogma Cattolico San Pio non dubita di affermare che l'Assunzione della Vergine Maria avvenne in anima e corpo. Egli espone tale frangente d'immensa Letizia con termini elevati, che edificano e saziano l' anima del fedele. Egli contraddice Kiko senza mezze misure, sopprimendo le sue superbe asserzioni.

Estratto contenuto nell' Annuncio d' Avvento neocatecumenale 2017.
Kiko Argüello: In questo momento in cui muori, in cui l’anima si separa dal nostro corpo, sappiamo che viene Gesù Cristo a prendere la nostra anima. Per questo nell’icona della Chiesa di Oriente – che potete vedere lì in alto – si vede la Madonna che è morta e Gesù Cristo che viene e porta l’anima di Maria. Così Lui viene a prendere la nostra anima per farla uno con lui e portarla in cielo con lui. Il corpo, le nostre spoglie, restano qui e le portano al cimitero, ma Cristo viene per noi. Questa è l’icona della Chiesa d’Oriente per spiegare la morte di ogni cristiano, questa è la mia e la tua morte. Nel momento della morte della Vergine Maria vengono gli apostoli, che sono stati portati da tutte le parti del mondo, e viene Cristo a prendere la sua anima e la porta in cielo, e c’è l’Assunzione della Vergine Maria.
Un'avversione, quella di kiko, degna del più incallito eresiarca.
Il sacrilegio è sconvolgente, egli ha definito l'Assunzione della Vergine "morte", assimilandola alla morte di un qualsiasi cristiano.
- Kiko ha in tedio la carne, anche quella della Vergine Maria dalla quale l' Incarnato ebbe la propria -
Egli nega i 4 dogmi in un sol colpo, ma ne smentisce in conseguenza uno in particolare: l'Immacolata Concezione, che escludendo il peccato ne esime anche la morte. Ciò permette la connessione con quanto esposto prima, delucidando perché i neocatecumenali hanno barattato la festività relativa all'Immacolata con quella della madonna di Kiko. La gravità delle loro gesta è tale da meritargli la scomunica! Per quanto ancora potranno adempiere queste gesta che gonfiano i portafogli dei vertici, ammazzano i piccoli e attaccano la Fede Cattolica?

Senza indugio alcuno espongo la mia esperienza riguardante questo argomento, poiché temo, anzi ne ho certezza - amara sicurezza - che corrisponda a quella di molte altre persone. Una certa "fatalità" mi ha resa solitaria sin dalla più tenera età, ma una ricca eredità lasciatami dai miei genitori mi ha permesso di vivere tranquillamente, senza decedere nelle sofferenze imposte dalla vita. Il prezioso làscito di cui parlo è la devozione alla Madonna. La mia più grande ricchezza la Corona del Santo Rosario.
Ebbene, il cammino tentò d' impedirmi tale meravigliosa sorte di vantaggio per l' anima, strappandomi più volte il Rosario di mano. Vi lascio immaginare la frustrazione accusata e la contrarietà provata.

Kikos, provate un po' a dichiarare: “non partecipo alla celebrazione (neocatecumenale) per pregare il Rosario". I partecipanti al Cammino si guarderanno bene dall'effettuare la suddetta prova, sanno di già il rischio nel quale incorrono; al primo passaggio fattibile un compagno di comunità spiffererebbe al katechista: "ehi… ehi… senti, padrone, Tizio ha omesso di seguire la liturgia per pregare il Rosario". Castighi e improvvisi sensi di colpa, oltre che paure di eventi nocivi superstiziosi, tormenterebbero il malcapitato.

Detto ciò rimarchiamo una frase distinta della visione di Padre Pio: "…un giorno voglio adornarmene". L'essenza sublime di questo concetto è indiscutibile, la Vergine Maria desidera che le anime giungano alla Beatitudine Eterna.
Per non risultare ingiusti (ironia) rileviamo anche le parole di Kiko: "che vivano in umiltà, semplicità e lode; dove l’altro è Cristo (un Cristo falsato)". Il concetto d'eternità viene soppresso in favore di una realtà terrena attinente alla redditività di Kiko & Co.
Un'impostura che ricordiamo non essere considerata dalla Chiesa Cattolica.
La linea dottrinale del Cammino non concede eternità, ma svia conducendo all'incontro con satana (altro che rinnovo battesimale e Kenosys)

(Pag.1050) Padre Pio: Tutte le sette religiose che si governano con lo spirito privato, o per via d' ispirazione, come esse dicono, hanno avuto l'impudenza di spacciare aver Iddio loro con la immediata rivelazione ordinato l'esecuzione di certe cose, che fanno ribrezzo ed orrore.
[…] qualunque impostore potrebbe spacciarsi di aver ricevuto da Dio questa o quell' altra rivelazione.

Internamente ad ogni concetto San Pio continua a palesare la sua celebre frase rivolta agli iniziatori del Cammino: "I nuovi falsi profeti".

I suoi scritti sono tersi, non ci si può sbagliare nel carpirne il senso ed i riferimenti al contesto kikiano, il quale è settario, elitario, dirompente e separatore dell'unità dei credenti, un vero obbrobrio creato per sovvertire la Chiesa attuale dalle fondamenta, mettendone in discussione la dottrina, la liturgia, i simboli sacri della tradizione cattolica.

(Pag.1041) Padre Pio: "Il dragone, se fa le pentole, non fa i coperchi. Gesù penserà a frustrare le opere dei maligni".
Quod exsultatio iniquorum brevis sit (Giobbe 20,5)

mercoledì 3 giugno 2020

Daniel Lifschitz e "La Madonna di Kiko"

Eucarestia - dipinto di Daniel Lifschitz
Presentiamo qui sotto un articolo di Daniel Lifschitz, ripreso dal suo libro "KIKO ARGÜELLO: SANTO O IMPOSTORE?", pagg. 43-48, con leggere modifiche redazionali (intese a facilitare il GoogleTranslate per i nostri lettori dall'estero).

Daniel ha aderito al Cammino nel 1972 e per un lungo periodo ne è stato anche itinerante. Conosce bene tale realtà.

Fuori dal Cammino, contrariamente a quanto predicavano gli autoeletti "iniziatori", il suo percorso di fede è sempre proseguito con la serenità di chi «confida nel Signore».


LA MADONNA DI KIKO


Fermiamoci per un istante sull'Icona nota come: "Madonna di Kiko", quella "Madonna" che gli sarebbe apparsa, invitandolo a fondare comunità, dove l’altro è Cristo.
Il dipinto è datato 1973, quindi circa 10 anni dopo la ovunque sbandierata apparizione o locuzione interiore di Maria a Kiko Argüello.
Guardiamo “l’icona” più da vicino:
Osservandola, notiamo subito in alto, à sinistra, la scritta “Maria” e a destra, in alto, la firma “KIKO” 1973.

Faremo adesso un confronto con delle vere icone ortodosse, alle quali Kiko Argüello si riferisce continuamente e nelle quali niente è scritto o dipinto a caso, e così, dobbiamo presumere, avvenga anche per quella confezionate da Kiko Argüello.

Nota Bene: METTO IL NOME KIKO SOLO SE NECESSARIO, PERCHé QUESTO NOMIGNOLO è UN' ALTRA TRAPPOLA PER RENDERSI POPOLARE; APPENA è POSSIBILE LO CHIAMO KIKO ARGÜELLO )


Notiamo che tutte hanno, in alto a sinistra, le due lettere greche “MP” = Matir = MADRE, mentre “l’icona” di Kiko Argüello ha solo il nome “Maria”.

Confrontiamo adesso la "MADONNA DI KIKO" con le altre icone “mariane” di Kiko Argüello.



Ora Osserviamo "l'icona" di Kiko Argüello più da vicino: à destra, in alto, troviamo la firma “KIKO 1973” .
Facciamo adesso un confronto con delle vere icone ortodosse, nelle quali niente è scritto o dipinto a caso, come dobbiamo presumere, avvenga anche per quella confezionata da Kiko Argüello, forse con l'aiuto di qualcuno…

Immediatamente ci accorgeremo che qualche cosa non quadra…
Si tratta di una vera e propria eresia iconografica.

Scegliendo 3 icone ortodosse (fra milioni), che raffigurano la vergine Maria con Gesù in braccio, notiamo che tutte, assolutamente tutte, hanno in alto a sinistra, le 2 lettere “MP” = Matir = MADRE, mentre “l’icona” di Kiko Argüello ha solo il nome “MARIA”.


Mentre tutte le icone ortodosse hanno, in alto a destra, la parola greca: “THEOU” = “di Dio”, il dipinto blasfemo di Kiko, è firmato in alto con il solo nome “KIKO” 1973 (invece di “Theoù”= di DIO)
Si può, quindi, leggere, invece di “Dio”, “Kiko”, o, addirittura nel linguaggio iconografico:
KIKO=DIO. KIKO, invece di Dio. Un “errore volontario”?
Questa "strana" sostituzione della parola "DI DIO" con "KIKO" fa pensare comunque alla seconda Lettera di san Paolo ai Tessalonicesi:
“Nessuno vi inganni. Prima, infatti, dovrà avvenire l’apostasia e dovrà essere rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio”. (2Tess. 2,3-4).
Questa parola è attualissima; si è compiuta continuamente lungo la storia, ma si compie, come mai prima, nella nostra epoca; si tratta di un avvertimento sulla fine del mondo che si avvicina.
Non va, quindi, interpretata come se indicasse solo la persona di Kiko Argüello. Sarebbe una stoltezza. Indica, invece, tutti coloro, possono essere Papa Francesco, Cardinali, vescovi, presbiteri, Kiko, Carmen, politici, ricchi e poveri, sazi e affamati, te e me, ed "ogni uomo iniquo, figlio della perdizione, che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio ed è oggetto di culto".
"Chi si abbasserà sarà esaltato e chi si esalterà sarà abbassato"(Mt23,12; Lc14,11.18,14).
Torniamo sulla "Madonna del Cammino" di Kiko.


Vi si trovano le parole che Maria avrebbe comunicato al Signor Kiko Argüello durante la millantata apparizione o locuzione.

Ci fermeremo più tardi sul testo scritto su questo dipinto; è lo slogan del tripode: “Parola/Liturgia/Comunità” che è alla radice della missione di Kiko e Carmen.
Come ogni realtà umana - positiva o negativa - che si proclama verità assoluta, anche il Cammino Neocatecumenale ha creato, oltre che alla persona dell'Argüello il suo slogan, i suo simboli.
Anche l'iscrizione sull'«Icona» è assolutamente irregolare per le autentiche icone.
Le vere icone ortodosse non trasmettono mai presunte visioni personali o programmi ideologici.
Faccio notare tre punti importanti, nei quali la "Madonna del Cammino" se è di Kiko Argüello si separa dalla tradizione delle icone ortodosse.

1. Va osservato che, al contrario delle icone ortodosse, dove Maria e Gesù sono in intimo contatto tra di loro, qui, Madre e Figlio non si conoscono, non comunicano tra di loro; non esiste la minima empatia.
Guardano, invece, separati l’una dall'altro, verso sinistra, in basso, nel vuoto.
Non troveremo mai un'autentica icona ortodossa, nella quale Maria e Gesù guardano insieme verso la sinistra.
La sinistra simbolizza le tenebre, i poteri satanici, il male.
Perciò, per raffigurare Maria e Gesù, le icone ortodosse le dipingono sempre rivolti verso la destra.

2. Un penultimo confronto: il sentimentalismo lacrimoso della Madonna di Kiko e la severità teologica delle vere icone:


3. In ultimo: altri due insegnamenti diabolici che cerca di trasmettere la santa Icona "LA MADONNA DEL CAMMINO" di Kiko Argüello: oltre che a firmare il suo dipinto "KIKO" al posto di DIO, l'artista evita di dipingerne la mano o le braccia.
Questo è una gravissima omissione. Se Kiko Argüello l'ha omessa intenzionalmente, si tratta di un messaggio satanico.

Non esiste icona ortodossa senza la raffigurazione delle mani e delle braccia. Per approfondire il significato simbolico di mani e braccia, osserviamo la "mia" icona:

"MARIA, MADRE D'ISRAELE"


Maria usa la mano sinistra per sostenere Gesù, quella destra, per indicarlo.
Gesù, con la mano destra indica Maria, la Via "Per Maria ad Jesum".
Nella mano sinistra Gesù tiene il rotolo delle Scritture, di cui Egli è il compimento.
Le braccia e le mani sono segno di amore, servizio, efficacia, il che, nel linguaggio delle icone significa che Maria ti ama, ti serve e ti guida verso Gesù.

Terminiamo con un disegno di Kiko Argüello, sempre dedicato a Maria:



Kiko Argüello afferma spesso e volentieri di essere pittore e di aver studiato la pittura nell' Accademia delle Belle Arti di Madrid, dove si è laureato con il massimo dei voti, ricevendo un importante premio…
Osservando pero l'opera pittorica dell'artista notiamo che non è capace di disegnare le mani.
Questo è una costante in tutta la sua opera pittorica e il disegno di sopra, ne è un'ennesima prova.

Ora ci dobbiamo porre due domande:

1. È questo rifiuto di dipingere le mani nella "Madonna di Kiko" dovuto unicamente al maldestro dell'Argüello, che cerca di nascondere le sue incapacità pittoriche?
In tal caso dobbiamo chiudere un'occhio e soprassedere… poveretto non è capace!
(Come non lo fu Adolfo Hitler, allora un poveraccio, respinto lui, dall'Accademia di Monaco, mentre il giovane Kiko Argüello aveva il patrocinio del suo papà, fervente seguace del Generalissimo Francisco Franco, chiamato dai suoi adoratori, affettuosamente "KIKO").
Con le icone, però, il dilettantismo di chi gioca con i loro simboli, può fare brutti scherzi a chi le dipinge. Ma molto di più a chi le guarda con venerazione, come espressione della "vocazione mariana" del santo fondatore del Cammino Neocatecumenale.

2. Se, invece, si nascondesse dietro al rifiuto di mostrare le mani, così evidente e singolare nel dipinto "Madonna di KIKO", un messaggio satanico?
Il messaggio di affermare che le mani di Maria e Gesù non hanno alcun potere?
In tal caso, io ne sono convinto, ci troviamo davanti ad un messaggio blasfemo.
L'Icona la "Madonna di KIKO" è satanica!
Va rimossa dalle chiese cattoliche, dalla Liturgia eucaristica e della Parola, da ogni casa, famiglia o collo delle donne del Cammino Neocatechumenale e ovunque si trovasse!

(da: Daniel Lifschitz)



Nota: su questo stesso blog, negli scorsi anni, abbiamo pubblicato altri contributi di Daniel e articoli che lo citano, tra cui segnaliamo i seguenti:

lunedì 1 giugno 2020

KIKO HA FATTO GHOSTING! (lo sport preferito dei neocatecumenali)


Che sollievo per l'anima! È sembrato di vivere un sogno!
Fino alla recente lettera inviata ai suoi per la Pentecoste. Occasione in cui, però, ha fatto solo capolino dalla tana "in forma cartacea".
Non poteva certo "Mostrare il suo volto" solo "per amore dei miei fratelli e per amore dei miei amici...", figurarsi!

Mentre il fantasma kikiano un'apparizione l'ha fatta per commemorare il Centenario della nascita di Papa Giovanni Paolo II, Santo. E poteva mai mancare proprio lui, il Number One? Salvo poi che, al posto di commemorare il Papa Santo, ha commemorato solo se stesso; poiché solo di se stesso gli riesce di parlare, da quel grande, incurabile narcisista che è!
Egli, come sempre, ha fatto uno strazio di sproloquio auto celebrativo, inascoltabile:

Noi siamo
Noi siamo
Io Sono
Io Sono
Il Papa Santo lo ha detto
Lo ha detto...

I vertici neocatecumenali si sono premurati di diffonderne tra gli adepti e sulla rete internet (altamente invisa, tranne che non torni utile per farsi quel po' di pubblicità che mai guasta!) la versione integrale - che TV 2000 si è ben guardata dal mandare in onda - non pensando affatto a quanto Kiko riesca a rendersi ridicolo in ogni occasione con le sue fole agli occhi dei suoi stessi fans e di come metta a rischio, ogni volta di più, quel pizzico di credibilità che gli rimane!

  Kiko il santone - gran santo! - 
circondato dai suoi amuleti.

Il latitante Kiko per l'occasione è stato ripreso nel suo bunker e dalle immagini appare proprio ridotto a un vecchio arnese con impressi tutti i segni della lunga vita disordinata vissuta in mezzo a privilegi davvero singolari e a tutti quegli agi che lunghi anni di indefesso impegno per l'"evangelizzazione" gli hanno assicurato.
Un senso di squallore assale al vederlo lì seduto. Carmen col ciuffo estasiata alla sua destra in gigantografia; dietro uno dei pannelli tra i più orridi di quelli da lui dipinti, com'è ovvio, popolato delle solite figure inquietanti; crocifisso sogliola al muro e, alla sua sinistra, uno dei suoi arcangeli con buco in faccia.
Un santone o mago circondato di amuleti e simboli che lo contraddistinguono; occhio destro semichiuso, quello sinistro un poco più aperto.


Dicevamo:


Sì, perché per i suoi Kiko è letteralmente scomparso.
In questi mesi di isolamento e dopo la sua fuga precipitosa non ha sentito alcun bisogno di raggiungerli con un video messaggio a loro - amati figlioli - direttamente indirizzato per rassicurarli, per illuminarli sul senso della storia, come un padre amoroso avrebbe fatto, o per dar loro una "parola profetica". Niente di niente! 

E in tanti si sono chiesti "ma Kiko come sta, dove sta, cosa fa?"


Ancora una volta ci illumina Uomo Libero!!!

KIKO HA FATTO GHOSTING!



GHOSTING?



Davvero non avevo la più pallida idea di cosa fosse.

Sono andata a vedere.

E ho scoperto alcune cosine interessanti.


Letteralmente significa:

"rendersi un fantasma per l'altro" ossia sparire, dissolversi, diventare nebbia improvvisamente.

Proprio come ha fatto Kiko, sparendo dalla scena con la sua fuga tempestiva a Madrid nel pieno del contagio. Non dando più notizie di sè, nè rivolgendo un messaggio ai suoi adoratori e cultori per rincuorarli o almeno per rassicurarli sulle sue condizioni di salute. Zero.



Come chi sparisce così in un rapporto di coppia, ha fatto Kiko che ha reso i suoi adepti completamente dipendenti da lui come un amante geloso, per poi privarli della sua presenza senza una spiegazione, senza un preavviso, senza un addio o un arrivederci.
Paf! Dissolto nel nulla.



Ho leggiucchiato un poco su questo GHOSTING, soffermandomi su un interessante capitoletto intitolato "20 segnali premonitori".

Accidenti! Alcuni di questi punti sono compatibili con Kiko e anche con Carmen in modo sorprendente e facilmente verificabile da chi, come me, li ha personalmente conosciuti... i due campioni di umanità!



Mi piace ricopiare di seguito questi punti, con qualche breve considerazione.


  1. La sua storia personale, rivela che ha pochissime amicizie di lunga data.
  2. Lo percepisci periodicamente distante e distaccato, senza alcun motivo apparente.
  3. Ha la tendenza a idealizzare e poi a svalutare le persone. Lo noti perché magari un giorno osanna una determinata persona e dopo un breve periodo, nella stessa misura, può arrivare a disprezzarlo.
  4. Non avete amici in comune.
  5. L’hai conosciuto in modo anonimo, magari come avviene con gli incontri online.
  6. E’ riluttante a presentarti ai suoi amici o parenti.
  7. Ha uno stile di attaccamento evitante.
  8. Riconosci in lui/lei una modalità passiva-aggressiva.
  9. Ti ha riservato più volte il trattamento del silenzio.
  10. Mancanza di empatia.
  11. Ti riferisce di aver dato un taglio netto al passato o di aver fatto “tabula rasa”.
  12. Usa o approfitta degli altri.
  13. Mostra immaturità emotiva nei rapporti (anche tra colleghi o amici).
  14. E’ incline a mentire.
  15. Ti invia messaggi contraddittori.
  16. Non lo percepisci coerente e/o costante nella relazione.
  17. Teme il confronto diretto.
  18. Riconosci in lui/lei tratti narcisistici. Per approfondire: tipi e sottotipi di narcisismo.
  19. Non mostra rispetto per gli altri, per valutarla a 360°, non vedere solo come si pone con te ma anche come si comporta con gli altri, finanche col cameriere!
  20. E’ recidivo, in passato è “scomparso” spegnendo il cellulare per più giorni senza preavviso, perché “sotto pressione”, stressato/a o per “motivi personali”.


Mentre ringraziamo Uomo Libero: libero, simpaticissimo, lapidario coi suoi mini spot altamente istruttivi... basta approfondire un poco. 



  • 
Al punto 2.
Lo percepisci periodicamente distante e distaccato, senza alcun motivo apparente.


Verissimo. 
Inspiegabilmente un bel giorno ti salutano con insolita affabilità  - parlo sempre di entrambi gli iniziatori dei miei stivali, Francisco Jose' Gòmez Arguello Wirtz e Marìa del Carmen Hernández Barrera - che si sono fatti un nome sotto il cielo - con un sorriso compiacente che ti manda in solluchero e la volta dopo, altrettanto inspiegabilmente, ti passano accanto ignorandoti del tutto, come non esistessi o fossi uno degli ulivi di Porto San Giorgio.


  • 
Al punto 3.
Ha la tendenza a idealizzare e poi a svalutare le persone. Lo noti perché magari un giorno osanna una determinata persona e dopo un breve periodo, nella stessa misura, può arrivare a disprezzarlo.



Accentuazione del punto 2 e suo compimento.


Carmen in azione mentre il Papa cerca di svincolarsi
Questa cosa è calzantissima soprattutto a Carmen Hernandez defunta. Questo il suo stile tipico in tutte le relazioni. Kiko in questo genere di folli strategie restava defilato, facendosi però influenzare fortemente dalle funeste intemperanze della sua capricciosa compagna, che una volta andava a braccetto con uno/a cercando continuamente la sua vicinanza e un'altra (molto spesso repentinamente e comunque nell'arco di un breve lasso di tempo) lo/a respingeva via da sè (e non solo in senso figurato!) condannandolo/a all'emarginazione o esponendolo/a in pubblico a continue mortificazioni. Il pubblico ludibrio, poi, affondava le sue radici proprio in quelle confidenze furbescamente estorte nei momenti di prossimità benignamente concessi come segno di singolare predilezione! Cosa che suscitava in tutti gli altri, che erano ignorati, una penosa invidia.


  • 

Al punto 7.
Ha uno stile di attaccamento evitante.



Molto carina questa! Davvero.


  • 

Ai punti 8 9 10 (qui di seguito)

Riconosci in lui/lei una modalità passiva-aggressiva.

Ti ha riservato più volte il trattamento del silenzio.

Mancanza di empatia.



Non necessitano ulteriori spiegazioni.


  • 

Al punto 12.
Usa o approfitta degli altri.



No comment: il nostro Blog è pieno di esempi, casistiche, testimonianze con annessi e connessi.


  • 
Al punto 13.
Mostra immaturità emotiva nei rapporti...



Sì, decisamente questo è un loro problema evidente.


  • 

Dal punto 14 al punto 17 (un solo pacchetto)

E’ incline a mentire.

Ti invia messaggi contraddittori.

Non lo percepisci coerente e/o costante nella relazione.

Teme il confronto diretto.



Bella fotografia... a colori!
Si tratta di tattiche già note.


  • 

Punto 18

Riconosci in lui/lei tratti narcisistici. 



Di nuovo, basta sfogliare il Blog! E ascoltare il Papa che recentemente torna spesso sul tema, peccato che non unisca il nome!


  • 
Chiudiamo in bellezza col punto 19 
Non mostra rispetto per gli altri, per valutarla a 360°, non vedere solo come si pone con te ma anche come si comporta con gli altri, finanche col cameriere!

Ottima chiusa. Dopo resta solo il silenzio!


... non vedere solo come si pone con te ma anche come si comporta con gli altri, finanche col cameriere!...

... e ne ha avuti anche di maggiordomi! Agratis anche loro ovviamente, come tutto il resto!

Il GHOSTING, non stentiamo a concludere, è lo sport preferito e più praticato nel cammino. 

Kiko può essere orgoglioso dei suoi discepoli che hanno dimostrato di "essere più del maestro!".
Ne hanno fatto esperienza in tanti, specie fidanzati  mollati ex abrupto da neocat. convinte che non potevano transigere, per kikiana disposizione, sul fatto che il promesso sposo non si piegasse ad entrare anche lui in comunità. Ne fanno esperienza concreta tutti i fuoriusciti o cacciati. I cari fratellini di comunità rapidissimamente scompaiono tutti, relegando gli indegni reietti nella damnatio memoriae.