sabato 13 maggio 2017

Francisco e Jacinta, altri due santi che smentiscono il Cammino

Oggi, centenario delle apparizioni di Fatima, papa Francesco canonizza Francisco e Jacinta Marto, ai quali, insieme alla loro cugina Lucia dos Santos (poi suor Lucia), apparve la Beatissima Vergine.

Quella domenica 13 maggio 1917 Francisco ha quasi nove anni, Lucia poco più di dieci anni, Jacinta poco più di sette.

Senza aver fatto alcuna "iniziazione alla vita cristiana", "itinerario di riscoperta del battesimo", "scrutinio", "tappa", "convivenza", "lodi domestiche", ecc., ancor prima delle apparizioni quei bambini recitavano il rosario ogni giorno, anche tra di loro (e senza minimamente percepirlo come un peso o un obbligo), anche tutti e quindici i misteri e senza per questo essere considerati strani nel loro paese e per la loro età. Inoltre passavano spesso molto tempo in adorazione silenziosa davanti al Santissimo Sacramento riconoscendovi presente Nostro Signore, coscienti di ciò anche quando era ancora alquanto lontano il momento della loro Prima Comunione. Più tanti piccoli gesti di devozione e di penitenza, come il baciare il crocifisso, come offrire a Dio sofferenze e mortificazioni in riparazione dei peccati, come il portare la medaglietta della Madonna, ecc.: a quanto pare non avevano il patentino di "fede adulta" che si consegue dopo un pesantissimo "itinerario di iniziazione" che dura almeno trent'anni, ideato da certi due "iniziatori di itinerario" spagnoli (comprendente almeno ventisei anni di puntuali pagamenti della tassa delle "Decime") che esige di spazzar via simili gesti.

Alla prima apparizione dell'angelo (nella primavera del 1916), si erano sentiti dire che «i Cuori di Gesù e di Maria sono attenti alla voce delle vostre suppliche». A quanto pare, dunque, quell'angelo è un "religioso naturale" - secondo la terminologia kikista-carmenista -, un cristiano della domenica bigotto che perde tempo in devozioni. Infatti nella seconda apparizione dice a quei bambini che non hanno fatto ancora alcuna "convivenza": «Pregate molto! I Cuori santissimi di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici».

E nella terza apparizione dice che Gesù è presente «in tutti i tabernacoli della terra» e parla di «riparazione di oltraggi, sacrilegi e indifferenze» (proprio gli oltraggi, sacrilegi e indifferenze che avvengono nelle riunioni "liturgiche" neocatecumenali: "comunione seduti",  gente che si pulisce le dita sui pantaloni per spazzar via i frammenti dell'Eucarestia, gente che fa la Comunione in stato di peccato mortale, comunità neocat che installano gli obbligatori tabernacoli kikiani "a due piazze"... senza contare i cosiddetti "presbiteri" del Cammino che vanno blaterando che Gesù sarebbe stato un peccatore, e altre emerite eresie).

Ah, già, quei bambini non sapevano neppure leggere, per cui non si sono mai messi pensosi e meditabondi alla scrivania con gli occhialetti a metà naso a Scrutare la Bibbia aprendola a caso per sapere "la parola che il Signore ha per te"... ma è ovvio! Non hanno mai fatto alcun Cammino di itinerari di riscoperte di battesimi e non hanno mai pagato la fatidica "Decima"! (puntualissima immancabile telefonata del responsabile della comunità: «guarda che stasera c'è la Decima!» chiaro il sottinteso?)

I genitori di Francisco e Jacinta, senza fare alcun "cammino di riscoperta del battesimo", vivono quotidianamente la fede e sono stati benedetti da Dio con sette figli. Quando si diffonde la notizia delle apparizioni, il padre si dispiace molto perché la credeva una bugia, e disse che non avrebbe mai permesso una bugia ai figli e ancor meno una bugia su una questione riguardante la fede (altro che Kiko e Carmen, ignoranti che si sono autoproclamati maestri e guide, e che hanno cominciato la loro "carriera" inventandosi apparizioni e locuzioni vantandosene al bar).

Ancor prima che si installassero in Italia nel 1969,
padre Pio li definì «i nuovi falsi profeti»
Dalla Vergine, il 13 maggio 1917, si sentono raccomandare: «recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra». Ma guarda, a quanto pare perfino la Beatissima Vergine è da catalogare tra i "religiosi naturali" e addirittura parla di "rosario tutti i giorni" nonostante i bambini non abbiano superato l'apposita "tappa di Loreto" in cui il Cammino "finalmente ti consegna" il rosario di Kiko. Ma che vergogna! E che dire dell'apparizione del 13 giugno, quando la Vergine raccomanda la devozione al Suo Cuore immacolato? A dei bambini, capite? Anziché far rifiutare loro la "religiosità naturale" del "cristiano della domenica", raccomanda devozioni! E rincara la dose il 13 luglio successivo: mostra ai bambini per un attimo il mare di fuoco rigurgitante di anime dannate e dei loro gridi di dolore, e vi si distinguevano anche i diavoli dell'inferno per la loro forma orribile. E insegna loro la giaculatoria: «O Gesù mio, perdonateci, liberateci dal fuoco dell'inferno, portate in cielo tutte le anime, soprattutto quelle più bisognose».

Il 15 agosto chiede la costruzione di una cappella (che strano, non di una saletta o di una hall di albergo, chiede proprio una cappella, una di quelle cose dove i cristiani della domenica celebrano il Santo Sacrificio della Messa). Il 13 settembre fa sapere loro che Dio apprezza le loro penitenze (ma come? perfino Dio sarebbe un "cristiano della domenica religioso naturale"?) e che addirittura li esime dal portare la "corda-cilicio" anche di notte (ma come? Dio non era un sadico cattivone che gode a mandarti sofferenze e disgrazie? dunque i neocatecumenali si sono sempre sbagliati?)

Il 13 ottobre la Regina del Rosario dice loro, a proposito di certi peccatori: «Non offendano più Dio nostro Signore, che è già molto offeso». Ma come? Allora non ha proprio capito niente del kerygma ispirato di Kiko e Carmen che hanno lo Statuto del Pontificio Consiglio dei Laici e le lauree honoris causa e il plauso di 153 grossi vescovi pescati da Kiko nella sua Domus autocelebrativa?
Insomma, vuoi vedere che il Cammino è una catasta di stupide e dannosissime invenzioni di due autonominati "iniziatori" che hanno preteso di condannare i gesti semplici della vera fede per sostituirli con fardelli complicati e pesanti?
(diverse citazioni sono state tratte
da un libretto di p. Fernando Lejte)

giovedì 11 maggio 2017

Devozioni? Quali devozioni?

Roberto, fratello del Cammino, pensando di essere originale ci propina la solita frase demente ripetuta a pappagallo da tutti i neocat:
"non si può approcciare uno che non ha fede con il sacro cuore o con queste devozioni che richiedono già una Fede adulta"

Per Kiko questo Dio non esiste
Quella è una cretinata sesquipedale. Né la Santissima Madre di Dio (realmente apparsa ai pastorelli di Fatima) né Nostro Signore Gesù Cristo (realmente apparso a Faustina Kowalska e Maria Margherita Alacoque) hanno mai detto "raccomandate la preghiera del Rosario a chi ha fede adulta", "diffondete la devozione al Mio Sacro Cuore tra le persone religiose". Tutti i messaggi non fanno distinzione, perché solo dall'Alto viene la Grazia che permette di aprire la mente ai misteri cattolici. A noi è richiesto solo di recitarli e basta, il resto viene da Dio. I neocatecumenali invece, GNOSTICI sostengono che ci sia qualche "mistero", qualche "conoscenza" SUPERIORE da comprendere dopo un cammino eterno, pluridecennale; conoscenza, ovvero GNOSI che tuttavia non arriva mai a completezza.

Devozioni nel Cammino? Ma quali? A San Kiko e Santa Carmen? Kiko sostiene che quel Gesù rappresentato come lo vide Santa Maria Margherita (SANTA), disegnato secondo la sua descrizione come un uomo di bellezza indicibile, è un "Dio di cartapesta che non esiste", addirittura "con le sopracciglia rifatte e la mano così", sberleffo diabolico e incommentabile. Del resto, lo stesso Cristo lo disse in modo chiaro: "Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini e disprezzo...!"

Quali devozioni? Kiko nella convivenza inizio corso 2016 ha sostenuto che i cursillos erano dei poveracci perché presentavano dei voti all'altare (Rosario tutti i giorni, Adorazione tutti i giorni) e che questo era stupido, inutile.
Immagine di devozione neocatecumenale:
invece del Sacro Cuore
ecco l'Occhio-nel-Cuore massonico

Quali devozioni? Kiko sostiene, anche in questo caso in modo demoniaco, che il Rosario farebbe scappare la gente se lo si dà subito in mano a persone non educate alla fede, ma ciò è contrario alle stesse parole della Santissima Madre di Dio, che ovunque sia apparsa ha raccomandato la recita del Rosario, preghiera dei semplici, fattibile anche da un bambino della Prima Comunione. Questo dimostra che a ispirare il Cammino non è la Vergine Maria ma qualcun altro.

"La devozione comunque non é FEDE! questo sia chiaro. La devozione é necessaria al fedele per aumentare la sua fede...

La FEDE é tutta´altro. Non devozione...inginocchiarsi...etc etc.."

La devozione, l'inginocchiarsi sono SEGNI della fede, DIMOSTRANO esteriormente nei gesti la Fede, ovviamente insieme alle opere; non servono ad aumentarla (la Fede non si "aumenta", lo dice anche Gesù): se uno ha realmente Fede nel Santissimo Sacramento, nella Purezza della Vergine Maria, nella potenza della Preghiera allora senza esitazione si inginocchia, prega, recita, adora. E lo fa perché forse senza nemmeno rendersene conto capisce con lo sguardo dell'anima di essere di fronte a qualcosa di soprannaturale, che supera completamente la percezione dei sensi, è più grande di noi, realmente esiste.
Chi non si inginocchia davanti al Santissimo Sacramento, pur potendo farlo, evidentemente NON crede nel Santissimo Sacramento.

"Il fatto che insistiate tanto nella FORMA, evidenzia come VOI vogliate porvi su un gradino più alto rispetto a tutti quelli che non applicano queste forme di religiosità.Sarebbe come dire...IO faccio così, quindi ho più fede di te....beh a questo risponde abbondantemente il Vangelo."

Quelle che l'anonimo chiama con disprezzo "forme di religiosità", degno discepolo del maestro Kiko, sono modi per accostarsi a Dio, per mostrare nel corpo ciò che si crede nell'anima, segni raccomandati e praticati da tutti i veri santi, che consumavano le proprie ore, giorni e settimane in ginocchio davanti a Dio, in adorazione, preghiera, digiuno. Quanti ne potremmo nominarne? Centinaia, tutti santi che i neocat non conoscono o non venerano, perché sono abituati a guardare solo le croste blasfeme di Kiko, che - guarda caso! - mai ha dipinto un santo al di fuori dei dodici Apostoli. Non lo ha mai fatto perché non crede nei Santi (ovviamente appena avranno beatificato Carmen spunteranno i quadri di Santa Carmen).

Naturalmente Roberto non sa dire quali segretissime devozioni siano praticate nel Cammino - sarà un altro arcano? - e il motivo è semplice: non ce ne sono. Tanto più che le devozioni autorizzate dalla Chiesa sono già tutte note e sono patrimonio di tutti i cattolici, quindi: ma di quali devozioni parla Roberto? Pensa forse che abbiamo la sveglia al collo e l'anello al naso?

E infine domando: chi è quella non-persona che continuamente, ovunque si sia manifestata, ha sempre disprezzato e temuto il Rosario, l'Adorazione, l'inginocchiarsi, il Sacro Cuore di Maria e di Gesù?

Dunque, chi è il vero ispiratore del Cammino?

martedì 9 maggio 2017

Tutta la dottrina di Kiko in uno scrutinio


 LA DOTTRINA DI KIKO IN UNO SCRUTINIO

Articolo di Lino Lista 
Tavole della Legge nella Domus Galileae di Kiko in Israele:
"Non commettere atti impuri" c'è ancora, a quanto pare.
Anche se è il settimo comandamento, non il sesto.

Riporto la prima parte di uno scrutinio della tappa Traditio, tratta dal mamotreto in uso nei primi anni del Cammino.
Lo scrutinio è stato eliminato nel direttorio corretto e concerne il fango sul cieco nato di Gv 9, tema portante della tappa e degli altri scrutini.


Kiko: Prima del cammino tu eri cieco? Cosa non vedevi?

Z.: Prima del cammino io ero un bigotto, perché sono nato nella Chiesa e avevo un moralismo terribile, una terribile paura dell'inferno. Dovevo presentare sempre la faccia di buono, non avevo mai un peccato, la colpa era sempre degli altri. Io ho fatto quello che ho voluto durante tutta la mia vita e nel fondo non mi sono mai creduto peccatore perché sono stato una brava persona, perché andavo sempre a messa e non mi vedevo cieco. Un giorno ho sentito l''annuncio e attraverso quello il Signore mi afferrò; dopo aver ascoltato tutta la catechizzazione, dopo essermi messo in cammino, il Signore ha fatto sì che attraverso la sua Parola, attraverso la comunità, io cominciassi a vedere che ero un maiale. Il Signore ha permesso, mentre stavo in comunità, ha permesso che io peccassi perché vedessi come ero. Dentro la comunità, attraverso la Parola, il Signore mi ha messo davanti i miei peccati.

Kiko: Tutto il fango che c'era in te, la porcheria che c'era in te.

Z.: In quantità! Io non capivo, prima del cammino, perché uno sposato se ne andava con un'altra; questo non lo comprendevo. Il Signore ha permesso che io commettessi adulterio, quando stavo già nel cammino. Mi ha fatto vedere che sono un adultero, mi ha fatto vedere che sono un egoista, che adoro il denaro; mi ha fatto vedere che non amo nessuno, né mia moglie, né i miei figli, che amo solo me stesso, che ho cercato sempre di trarre vantaggi dagli altri. Questo mi ha fatto vedere il Signore attraverso questo tempo, mi ha messo fango sugli occhi facendomi vedere che sono cieco perché potessi vedere che Lui mi ha amato così, non ha avuto schifo dei miei peccati, non mi ha disprezzato, mi ha amato! E questo l'ho visto nella comunità, perché conoscendo i miei peccati il Signore si è avvicinato attraverso i fratelli; attraverso mia moglie si è avvicinato a me e mi ha voluto bene. Il Signore si è avvicinato a me in persone concrete, e mi ha voluto bene. Allora io ho sperimentato che Dio mi ama così come sono, ridotto ad essere un disgraziato.
[...]

    Evidenzio e commento i seguenti passaggi (che Kiko non biasima nel seguito dello scrutinio).
  1. "Prima del cammino io ero un bigotto, perché sono nato nella Chiesa e avevo un moralismo terribile, una terribile paura dell'inferno". È il solito svilimento dei percorsi di fede nella Chiesa. La Chiesa produce bigotti e moralisti e inculca la paura dell'inferno.
  2. "Il Signore ha fatto sì che attraverso la sua Parola, attraverso la comunità, io cominciassi a vedere che ero un maiale". Nasce spontaneo chiedersi in quale Parola, in quale passo di Gv 9 o altri, Gesù mostra agli evangelizzati che essi sono dei maiali. Forse lo scrutinato aveva in mente i porci di Mc 5:1-20, non avendo inteso che quelli sono per davvero suini. 
  3. "Io non capivo, prima del cammino, perché uno sposato se ne andava con un'altra; questo non lo comprendevo". Dal fatto che non capiva i motivi di un adulterio, è evidente che lo scrutinato prima di entrare in Cammino non lo commetteva.
  4. "Il Signore ha permesso che io commettessi adulterio, quando stavo già nel cammino". L'uomo, quindi,  ha commesso adulterio (con il permesso del Signore! Niente di nuovo per la dottrina NC) dopo l'entrata in Cammino. E pure ne è gongolante, giacché significa che il fango di Kiko ha sortito un buon risultato, giacché in tal modo egli ha conosciuto e riconosciuto l'adulterio e altri peccati. Andrebbe analizzato dove, in Gv 9 al quale tutta l'epopea del fango di Kiko si riferisce, si può dedurre il permesso dato dal Signore al cieco nato di peccare.
  5. "[Il Signore] Mi ha fatto vedere che non amo nessuno, né mia moglie, né i miei figli...". Eccone un altro al quale proprio la Chiesa non aveva fatto vedere niente (e pure andava a Messa, racconta!). Eccone un altro che non amava moglie e figli, prima di entrare in Cammino.
  6. "perché conoscendo i miei peccati il Signore si è avvicinato attraverso i fratelli [...]". Spiacente egregio Z., ma la tua confessione è chiarissima: prima che tu frequentassi i "fratelli", il Signore il tuo peccato di adulterio non lo conosceva, se non per prescienza, perché ancora non era un "fatto concreto": adultero lo sei diventato nel Cammino, testimonianza tua.
  7. "Il Signore si è avvicinato a me in persone concrete". "Concrete": ecco un'altra espressione gergale NC di cui lo scrutinio è pieno. "Il Signore attraverso questo tempo, mi ha messo fango sugli occhi". "Attraverso questo tempo"? Pare di leggere le parole di Kiko del primo mamotreto.

Giunto alla fine del post, io mi chiedo: 
  • Ma chi ha dovuto "emendare" queste sozzure, sarà stato tentato o no di portarsi appresso una tanica di benzina per fare un bel falò con il catechismo di Kiko? 
  • Questa sarebbe la scuola alla quale sono stati educati i sommi del Cammino, dai  dodici Cefa ai Settantadue, fino agli itineranti? 
  • Questa robaccia sarebbe un catechismo cattolico con il quale sono stati formati "cristiani adulti" per decenni, fino alle correzioni (e certamente oltre, causa la tradizione orale in uso nel CNC)? 
  • Sarebbe il frutto del pensiero di un illuminato ispirato dallo Spirito Santo che vanta "visioni intellettuali"? 
  • E il sig. Z., infine, sarebbe uno da mandare per le case a evangelizzare, a parlare di fango e maiali?
Foto di repertorio:
Cardinali impegnati nella correzione dei mamotreti

domenica 7 maggio 2017

Quando il cammino neocatecumenale “si intromette”.

Riportiamo una bella analisi di Roberta, nata da una esperienza personale di fallimento del proprio matrimonio vissuta nel cammino e che ha lasciato dietro di sé una scia di dolore insanabile.  
La troviamo particolarmente interessante, perché mette in evidenza un aspetto fortemente caratterizzante del cammino stesso.
L’analisi nasce sì da un’esperienza di coppia, ma quello che porta alla luce è un problema strutturale: il Cammino neocatecumenale, con le sue continue “intromissioni”, mette in atto un controllo tale sulle persone e un altrettanto forte condizionamento da provocare conseguenze devastanti nella vita privata, e non solo, dei singoli membri delle comunità.


Balletto-girotondo "liturgico"
ad un matrimonio neocatecumenale:
auguriamo agli sposi "catechisti" neocat saggi!
E’ attraverso l’obbedienza ai catechisti, i soli che possano indicarti qual è la volontà di Dio “per te”, che si finisce per essere, in primis come “persona”, totalmente inglobati o meglio ingabbiati nel sistema cammino.
Sì perché il cammino neocatecumenale, alla fine, si dimostra essere un vero e proprio “sistema”, potremmo chiamarlo “O’ Sistema” in quanto tende a proporsi sempre più nel tempo, proseguendo di tappa in tappa nell’itinerario kikiano/carmeniano, quale unico e vero fulcro e perno di tutta l’esistenza, il vero senso della vita. 

Solo così si spiegano le tante storie, più volte raccontate e riprese in questo Blog (vedi qui per esempio), di matrimoni rovinati dall’aver vissuto, entrambi i coniugi o uno solo dei due, dentro il Cammino, nel momento in cui è il Cammino che si pone come “problema” nella comunione della coppia stessa e, dunque, la coppia diventa, a sua volta, “ostacolo” per il cammino.
Ma lo stesso discorso si può fare in tutti gli altri ambiti in cui si svolge la vita di ciascuno e identico sarà il condizionamento a cui si è sottoposti nel momento in cui si devono fare comunque delle scelte; vedremo riprodursi sempre le medesime dinamiche.

Alla fine sempre IL CAMMINO, unico idolo che ha sostituito e superato tutti gli altri idoli.
Questo fa profondamente riflettere anche per un altro fondamentale aspetto, ossia è proprio la famiglia uno dei cavalli di battaglia, se non il cavallo di battaglia, di Kiko, a tutti i livelli: matrimoni salvati dal cammino, famiglie numerose, famiglie in missione, figli del cammino predestinati dal seno materno e indirizzati alla vocazione oppure a sposarsi tra loro per poi evangelizzare, come i loro genitori.


Roberta ha detto...

Non sono d’accordo con molti dei vostri interventi che invitano il coniuge non in cammino alla “prudenza”, alla “cautela”, a non obbligare alla scelta “o me o il cammino”, al non arrivare a uno “scontro diretto coi catechisti”, al “compromesso” .

Scusate ma, non avendo potuto rispondere di volta in volta, non ricordo precisamente tutti coloro che in questo post e nel precedente hanno scritto le espressioni di cui sopra… cerco di riassumere ora il mio pensiero.

La mia esperienza è diversa da quella di Roberto perché sia io che mio marito eravamo già in cammino prima di sposarci (non facciamo parte però dei “matrimoni combinati” perché non eravamo più dei giovincelli già quando ci siamo sposati ed anzi lo abbiamo deciso autonomamente ed anche un po’ “controcorrente” con l’ambiente circostante).

Io non sono certo la persona più adatta a dare consigli in materia visto che il mio matrimonio è fallito, ma poiché in questo fallimento è direttamente coinvolto il CN penso qualcosa di poterla dire.

Penso che quando un matrimonio fallisce la colpa non stia da una parte sola, io certamente (come mio marito) ho la mia responsabilità, ma questo non è interessante ora… ciò che interessa è la presenza di questo TERZO soggetto, che è il cammino neocatecumenale, che si INTROMETTE tra moglie e marito ..

La MIA colpa NON TOGLIE LA COLPA che ha il CAMMINO nella DISTRUZIONE del MIO (e di mio marito) MATRIMONIO: era solo NOSTRO il matrimonio e non LORO!

Attenzione alla parola INTROMETTE:
Arbitraria intromissione

può sembrare che, in caso di problemi tra coniugi, chiunque dà dei consigli all’uno o all’altro "si intrometta" (ciò a volte può confondere di più o al contrario essere utile, sta poi alla singola persona valutare i consigli ricevuti)… ma non è questo che il CN si limita a fare perché il CN si intromette, tramite le persone dei “catechisti”, ad un livello ben più profondo, dando dei veri e propri ORDINI, che sa di poter dare, alla persona che GIA’ ha accettato di obbedire a LORO qualunque cosa dicano perché li vede come degli INVIATI di Dio.
Questi “inviati” non si fanno scrupolo di dirti come si deve svolgere anche la tua vita coniugale (in ogni suo singolo aspetto) proprio perché GIÀ non hanno rispetto della tua PERSONA SINGOLA, pretendendo di dirti ciò che devi PENSARE, SENTIRE, FARE fino nei minimi (RIDICOLI!) particolari, facendo passare tutto come “volontà di Dio”!

Il motivo per cui faccio questa affermazione è il seguente.

Io ero una che per tutto il (forse poco) tempo che sono rimasta in cammino (fin dopo la tappa dell’”iniziazione alla preghiera”) chiedevo di parlare spesso privatamente coi catechisti perché la mia “abitudine” nella vita (anche di fede) è di trovare sempre una corrispondenza tra quello che ascolto in una “predicazione” e quello che “grida” essere Vero nel mio cuore... per cui quando qualcosa non “mi tornava” andavo ad esporre a loro (che sciocca!) le mie difficoltà ed essi… ATTENZIONE…
Prima di parlare mi facevano sempre questa domanda:
“CREDI CHE ATTRAVERSO DI NOI PASSA LO SPIRITO SANTO”?

Finché ho risposto SÌ ho obbedito a quello che mi dicevano, quando il mio CUORE mi ha fatto capire che la risposta era NO, allora sono uscita da questo “cammino” (cioè SETTA).
Mi rendo conto ora che in fondo è un criterio semplice!
Però comprendo anche mio marito che aveva un’altra sensibilità e un altro modo di rapportarsi alla vita, per cui per lui, come per tanti, non è affatto semplice distinguere il loro inganno (e io purtroppo, in questo hanno ragione loro, non sono stata una buona moglie perché non ho saputo aiutarlo… Ma questo riguarda le famose faccende tra moglie e marito tra cui “non mettere il dito”).

Quindi, tornando al perché non sono d’accordo con molti che hanno scritto… ho rintracciato, come es., il seguente intervento di cui riporto una parte (ma ce ne sono stati altri):

Rispondo a @RomanoApostolico che diceva:
“5: ultimo consiglio, importantissimo. Non portare lei allo scontro con i catechisti. Per reggerlo deve avere un carattere di ferro e una personalità molto matura, merce rara in giro. Piano piano devi farle capire che l'unico motivo per cui non vuoi che faccia il cammino è che non aiuta la vostra comunione stare separati tutto quel tempo. Poi il Signore farà il resto, aprendole gli occhi su tante cose;6: se cerchi di fare una guerra al cammino rischi di fare a pezzi il tuo matrimonio;7: tu non sei chiamato a giudicare il cammino, ma a santificare il tuo matrimonio. Lascia ad altri il ruolo di inquisitori, teologi e dottori della Chiesa.”
Può sembrare che la mia esperienza ti dia ragione perché in effetti il mio matrimonio è andato in pezzi ma NON perché “ho fatto guerra al cammino”, il percorso è esattamente al contrario:
mi sono opposta al cammino perché si è intromesso inducendo mio marito a “mandarmi via” (usando una espressione dell’Antico Testamento);

non è questione di TEMPO portato via allo stare insieme che fa male alla comunione, ma ciò che viene inculcato nel coniuge durante quel tempo e il fatto, non secondario, che quanto faceva in quel tempo NON LO CONDIVIDE con il coniuge, perché viene imposto il SEGRETO:
io invece, quando facevo qualcosa di “bello per me” senza mio marito, non vedevo l’ora di condividerlo con lui, perché lo volevo far partecipe di questo “bello”, volevo che fossimo in comunione su tutto (che non vuol dire necessariamente essere sempre insieme a fare le stesse cose)… ma un NC questo non lo fa! Allora che “bello” è, se non lo puoi condividere con la persona che ti dovrebbe essere la più vicina? 
Testimonianza
di chi li ha conosciuti da vicino
Se ti sposi, soprattutto se con matrimonio cristiano, come fai a non mettere alla base la sincerità e a “fare finta” che ti vada bene una cosa che giudichi sbagliata e nociva? Soprattutto a livello di fede e quindi di coscienza?

Perché certamente il matrimonio per due sposi è il bene più prezioso da salvaguardare, ma prima ancora viene la propria COSCIENZA da salvaguardare, altrimenti che cosa gli DONI al tuo coniuge?

Non c’è bisogno di essere teologi o dottori per RICONOSCERE che il cammino è una setta che plagia il pensiero e la coscienza delle persone, basta usare la ragione e averli praticati per qualche anno;

e perché mai non ci dovrebbe essere SCONTRO con questi plagiatori che si intromettono in un rapporto PERSONALE tra moglie e marito?

Scusate, la vostra opinione è degna di rispetto, anche persone amiche, a suo tempo, mi hanno espresso opinioni simili, basate sul principio (e mistero) della LIBERTÀ, cioè di “lasciare libero” il marito di fare le sue scelte… Ma come potevo io, volendogli bene, lasciare che continuasse e prendere questa “droga” senza fare niente?

Domanda retorica, i fatti parlano da soli, evidentemente il mio metodo non è stato appropriato ma voglio concludere:
nessuno prenderebbe la “droga” se non ci fossero degli “spacciatori” a fornirgliela.
Roberta

venerdì 5 maggio 2017

Traditio Symboli Kiki: "Credo in dio padre onnipotente, creatore del male"


Proseguiamo insieme la lettura del volume "Traditio Symboli", edizione 1982, perché è un'autentica miniera dalla quale si estrae senza sosta materia prima utile a far capire qual è l'origine di molte distorsioni del pensiero e degli atti dei neocatecumenali, modi di essere e di fare del tutto incomprensibili a una persona esterna al cammino, ma improvvisamente chiari quando si leggono queste pagine.
Il testo (a pag. 118 della "raccolta") potrebbe risultare disturbante, perciò ne suggeriamo la lettura col Rosario stretto fra le mani....
«Allora che voglio dire? Che voi, fratelli, se voi avete incontrato questo profeta e avete la resurrezione dentro dì voi, e avete la vita, si dimostra questa resurrezione nella famiglia, perché possiamo aver figli, possiamo amare il marito, possiamo sopportare la moglie insopportabile, perché possiamo accettare non so che cose. E soprattutto non utilizziamo la religione perversamente, perversamente. Il cristiano capisce perfettamente, non utilizza la religione perché Dio gli tolga la croce, come fa la gente con Cristo. “Cura mio figlio, è epilettico”, e Gesù Cristo dice: “O generazione perversa e adultera, fino a quando dovrò sopportarvi?”. Come? Dio ti ha dato un figlio epilettico e mi chiami a me perché io, siccome Dio mio Padre ha fatto le cose molto male, io che sono il Figlio di Dio te le faccia bene, no? Ma perché non ti domandi perché tu hai un figlio ammalato? Ma non ti rendi conto?
Perché Dio deve passare per la tua testina? Perché non pensi che Dio ha un disegno immenso per te e che le cose che ti capitano ... non ti ribellare contro di esse. No, niente! Non voglio sapere nulla. L’unica cosa che vogliono... che gli importa dei segni, che gli importa che Cristo sia il Messia? L’unica cosa che gli importa a quell'uomo è che suo figlio sia guarito e basta.
Nel Vangelo non c'è nulla di simile: il disprezzo del padre per Cristo è del tutto inventato, come per la reazione del cieco nato. E' ciò che Kiko pensa sia successo, ma non ha nessuna attinenza con la realtà, in nessuno dei Vangeli, quindi non è mai accaduto.
“Ma guarda - dirà Gesù Cristo - guarda cretino , guarda quell'altro familiare che hai vicino a te. Il vicino non ha nessun figlio epilettico, ed è felice? E’ felice? Non è felice per niente! Ha altri problemi”. E quello: “E a me che mi frega degli altri. Io soltanto ho questo problema: non sopporto vedere mio figlio che quando gli viene la malattia si butta nel fuoco. Sì, lo capisco, sono un egoista. Fallo per me, fallo per me! Non voglio sapere più niente”. O generazione perversa e adultera! E infatti farà pochissimi miracoli, che non è venuto qui a fare il curatore, a fare queste guarigioni così che non servono a niente. Ma c’è gente così perversa che pensa che l’unica cosa valida nel mondo è fare queste cure, l’unico valido. Chi lo ha detto? Chi lo ha detto? Quanta gente ha trovato la felicità e la vita attraverso le malattie, quanta gente! Guai a noi il giorno che non ci siano più figli anormali! Guai a noi il giorno che non ci sia più vecchiaia, più debolezza nel mondo, più povertà: guai a noi. Questo lo diciamo noi veramente: il mondo intenta togliere di mezzo tutto quello che non vuole, e quel giorno l’uomo diventa superbo, potente, e non c’è più scampo per i deboli, i deboli sono emarginati per l’orgoglio della società, dove chi fa un minimo sbaglio ha tutto il peso della legge su di sé, in modo che non si può muovere. Per questo noi diciamo no, fratelli. Anche il cancro, anche le malattie in qualche modo fanno ripensare un momento l’uomo, per favore, ripensare ’Ma dove andiamo, ma chi siamo?’. Ringraziamo il Signore un momento! Ringraziamo il Signore che nella sua economia ha pensato anche che ci siano dei terremoti, cioè che ci siano delle cose che l’uomo non possa dominare, che faccia pensare un momento all'uomo ’Ma chi sono? Ma dove stiamo andando? Ma che bestialità è questa? Ma che mostruosità! Ma perché mi è capitato questo? Ma come è possibile: tutta la mia vita lavorando per un pezzo di terra e mi ritrovo adesso con mia moglie morta e tutti i miei figli! Ma Dio mio, ma che succede qua?’. Tutta la società viene sconvolta, obbligata a ripensare. Magari non serve a nulla, nulla, ma Dio l’ha intentato. »
Il passo evangelico letteralmente stuprato da questo serial killer delle Sacre Scritture è Matteo 17,14-21, la guarigione dell'epilettico indemoniato:
14 Appena ritornati presso la folla, si avvicinò a Gesù un uomo 15 che, gettatosi in ginocchio, gli disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio. Egli è epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso anche nell'acqua; 16 l'ho già portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo». 17 E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatemelo qui». 18 E Gesù gli parlò minacciosamente, e il demonio uscì da lui e da quel momento il ragazzo fu guarito.
19 Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». 20 Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile.
Kiko, rovescia totalmente i segni e mette in bocca a Cristo parole che Egli non ha mai detto: "Guarda cretino" Gli fa dire, così bestemmiando il tre volte santo nome di Nostro Signore. Il falso Gesù di Kiko invece di provare pietà e compassione, darebbe del "cretino" al padre, suggerendogli che il figlio è così per un "disegno di Dio", dunque tale padre sarebbe un perverso a chiedere a Dio di cambiare la Sua volontà.

In verità Kiko, con estrema malizia, sostituisce a bella posta i termini utilizzati da Cristo nello stesso Vangelo di Matteo in due episodi totalmente diversi: Gesù nella guarigione dell'epilettico dice "generazione incredula e perversa", Kiko cambia "incredula" con "adultera" che è l'espressione usata da Cristo in Mt 16,4 in risposta a farisei e sadducei che Gli chiedevano un segno per dimostrare che Egli era davvero il Messia:
1 I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. 2 Ma egli rispose: «Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia; 3 e al mattino: Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo. Sapete dunque interpretare l'aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi? 4 Una generazione perversa e adultera cerca un segno, ma nessun segno le sarà dato se non il segno di Giona». E lasciatili, se ne andò.
Kiko volutamente confonde i due momenti, così accostando la supplica del padre dell'epilettico indemoniato con la richiesta di un segno. E in effetti nella sballata teologia del Cammino è proprio così: se chiedi a Gesù, una guarigione, un aiuto in una situazione di difficoltà stai sfidando Dio a darti un segno, come i farisei, quindi sei un malizioso, un perverso. Il cristiano secondo Kiko sta "seduto" passivamente "nella polvere, solitario e silenzioso" perché crede in un "dio" mostruoso, che impone ai suoi figli di sopportare disgrazie e sofferenze.
Kiko non ha assolutamente nessuna idea di cosa sia il male, da dove origina, il senso del male fisico e del male morale, nella sua dottrina (adultera e perversa) tutto il male è mandato da Dio in quanto permesso da Lui.

Addirittura, bisognerebbe benedire perché nascono figli anormali, perché le persone muoiono di cancro, perché ci arrivano disgrazie nella vita, perché magari restiamo senza casa e senza figli a causa di un terremoto...
Dice "Guai a noi" quando non esisterà più il male, cioè sostiene che il male sia appunto necessario alla nostra salvezza, che senza il male diventeremmo "superbi", ecco dunque spiegata la necessità del peccato, di peccare per capire chi sei. Ma questa è una poltiglia luterana!
Kiko - l'unico vero perverso qui - non si vergogna nemmeno un po' di sputare in faccia a tutti i sofferenti del mondo, sofferenti a causa del male, dicendo loro che se soffrono è perché lo vuole Dio... Questo sarebbe il "kerygma" che dovrebbero portare i risorti in Kiko per le case?

Il Vangelo dell'epilettico ha tutto un altro significato, le parole di Gesù non sono rivolte al padre, ma a tutti i presenti, in particolare ai discepoli che non avevano guarito il ragazzo e si riferiscono alla mancanza di fede che ha impedito la guarigione, non certo alla supplica di un padre che vorrebbe solo vedere guarito il figlio posseduto e malato!

Dunque per Kiko se un figlio sta morendo di cancro, non dobbiamo pregare Dio di guarirlo, assolutamente! Saremmo dei perversi! 
Se ci crolla la casa in testa e perdiamo tutta la famiglia, guai a piangere sui loro corpi, no! Dovremmo ballare, danzare e cantare di gioia!
Se il responsabile della comunità tocca, molesta e violenta nostra figlia di undici anni distruggendole la vita e la psiche, noi dobbiamo ringraziare il pedofilo, perché "c'è un disegno santo di Dio su di lei"! Oh gioia! Oh gaudio!
Se non lo facciamo siamo dei "superbi", dei reprobi, dei ribelli da condannare, certo.
Dio per Kiko sarebbe dunque origine del male, poiché Egli lo penserebbe, lo disegnerebbe appositamente per noi, ovvero lascerebbe che il male capiti perché deve "insegnare" qualcosa, perché è la Sua volontà che il male accada. Se fosse così, allora Dio sarebbe il creatore del male, di tutti i mali, compresi quelli che vengono dall'uomo, perché sarebbe Dio stesso, in virtù del Suo santo disegno, a concepirli.

Ci dispiace per i camminanti, non è stato lo Spirito Santo a ispirare Kiko, in questa pagina scandalosa, ma chiaramente il demonio, Satana. Non possiamo accettare che il nome di Dio sia accostato a questo vomito diabolico, spacciato per "catechesi".
Vi invitiamo a rigettare con forza questo insegnamento distorto, demoniaco, eretico, prima che vi avveleni l'anima del tutto.

p.s. Se qualcuno avesse dei dubbi sull'autenticità del testo, ecco la fotografia della pagina:


p.p.s. Naturalmente nel mamotreto corretto, anno 2001, è improvvisamente scomparso il Dio che ti manda le disgrazie per convertirti e l'elogio dei figli anormali, tutto più o meno sintetizzato in questa frase: "Quanta gente ha trovato la conversione e la vita attraverso le malattie!" e il tiro aggiustato con il canone n° 549 del Catechismo.

mercoledì 3 maggio 2017

Catechisti neocatecumenali, “riconoscete che al di fuori del cammino nella Chiesa il Signore può operare con altri mezzi?”

Caterina da Siena, santa, mistica, patrona di Italia e d'Europa che ricordiamo il 29 aprile, nel suo "Dialogo sulla Divina Provvidenza", opera ispiratale da Dio, a proposito della dottrina della Verità, scrisse che sono tre le condizioni per poter esercitare il lume della ragione e ricevere la Verità senza cadere in inganno: la prima è non giudicare i difetti del prossimo, la seconda è non giudicare il grado di virtù del prossimo, la terza condizione infine, sulla quale faremo una breve riflessione, è non volere che tutti seguano la stessa via.

In particolare, spiega il Signore a Caterina, la via della penitenza (che la santa praticava con entusiasmo), non doveva essere considerata, perché utile per alcuni, buona regola per ognuno, né si doveva scandalizzare di coloro che non la seguivano, perché la prima penitenza è quella di cercare l'onore di Dio e la salvezza delle anime, non "di voler mandare tutti i miei servi, o di volere che vadano tutti, per la stessa via che tu percorri": molestia, questa, "causata dal demonio o dal tuo giudizio insufficiente".
Quindi, se tu pretendi che tutti seguano la tua peculiare strada di santità, allontani sia te che loro da questo obbiettivo e la tua azione è dettata da malvagità o da ignoranza.
I catechisti neocatecumenali leggano e imparino dai veri dottori della Chiesa e non da certi dottori "honoris causa" (o piuttosto pecuniae oliaturae causa), così, oltre a non insistere con mezzi leciti ed illeciti per convincere i  catechizzati a seguire il loro cammino, saranno i primi ad abbandonarlo.


Come ho altre volte amaramente ricordato, a me, da un sacerdote NC che a malapena conoscevo ma che per dei giri strani in quel momento faceva formalmente parte dell’equipe dei miei catechisti, fu detto nell’ordine:
  • che ero una bambina ferma a 13 anni (ne avevo 34) 
  • che la mia decisione di lasciare il cammino sarebbe stata una bomba che sarebbe esplosa nel mio matrimonio.
E questo così, diciamo per non saper né leggere né scrivere, alla sola notizia che io stavo mettendo in discussione il mio proseguire nel cammino “ma non certo nella Chiesa” (fui molto chiara in proposito sin dalla prima frase del nostro colloquio, ma niente, per loro la Chiesa senza cammino non esiste, quindi via agli anatemi previsti dal codice Kikiano).

Mi piace ricordare che quel colloquio durissimo fu una prova d’amore meravigliosa di mio marito, che non era mai entrato in comunità ma mi aveva abbastanza accompagnato (un po’ sbuffando un po’ a volte sinceramente apprezzando qualche bel momento di condivisione). 
A quell’incontro lui, anche incasinatissimo per lavoro, ha voluto fortemente esserci, e oggi capisco quanto ha “visto lungo” in questo.
La sua presenza serena, ferma e distaccata, è stata la mia salvezza. Nei momenti in cui ho rischiato di crollare, con la voce tremante di pianto e la testa nel pallone, lui è stato accanto a me e non ha permesso che infierissero oltre il limite che avrei potuto sopportare. È intervenuto poche volte, ma quando lo ha fatto ha rimesso tutte le cose nella prospettiva giusta. 
Gli ha detto in faccia quello che io allora non riuscivo, con un mezzo sorriso: “Kiko Argüello, per quanto mi riguarda, è un pittore spagnolo. Ispirato, ispiratissimo, ma un semplice pittore spagnolo. Se le ultime derive non convincono mia moglie e non la fanno star bene nel percorso da lui ideato, mia moglie fa benissimo a cercare nella Chiesa altre vie.”. Questa verità così semplice eppure tutt'altro che banale è stata la mia armatura contro il fardello che mi stavano infliggendo, di essere una “Ribelle a Dio” e tutto il resto.
Ad un certo punto mio marito, ha ripetuto per tre volte ai catechisti la domanda:
  • “Riconoscete che al di fuori del cammino nella Chiesa il Signore può operare con altri mezzi?” 
Quando finalmente non hanno tergiversato e hanno dovuto capitolare con un timido "sì", non gli ha dato il tempo di continuare con i Ma e i Però, ha concluso così. 
I tre arcani segretissimi "mamotreti" degli
Orientamenti della tappa del "Padre Nostro"
Davvero, non sai che sollievo è stato per me in quel momento, mentre stavo rimettendo in discussione praticamente tutta la mia vita spirituale, piena di dubbi, paure, nostalgie, e loro che giocano sottilmente con quelle fragilità, avere a fianco una persona del tutto immune (come immagino potresti essere tu) dai loro condizionamenti. E anche a casa, con la sua ironia, quanto ha alleggerito la situazione!

Quella stessa sera, dopo lo stress accumulato, la confusione ecc., ogni tanto scoppiavo in dei pianti isterici e lui con dolcezza mi invitava a guardare la parte comica di tutto e scherzava: “Cosa potevamo aspettarci? Siamo andati dal pizzicagnolo a chiedere se il suo salame è buono…”. Da quelle risate tra i singhiozzi è iniziata la mia risalita…
(da: Donna Carson)


domenica 30 aprile 2017

Arrivano i "Diari di Carmen Hernandez": predicava male e razzolava bene

Kiko ci dà questa preziosa anticipazione nei suoi ultimi Annunci:

Adesso stiamo trascrivendo i diari di Carmen, dove si vede l’amore che aveva a Gesù Cristo e l’amore che aveva a me.
(Altra cosa stupefacente, il modo in cui in questi scritti parla di Kiko, mentre in pubblico lo attaccava e, a volte, con epiteti irripetibili!)

Gli Iniziatori sorridono, disobbedienti, al Papa
e Carmen -ut semper- punta il dito contro il suo nemico
(Roma, 8 gennaio 2012)
...vorrei anche leggervi qualcosa di quello che stiamo trascrivendo e che pubblicheremo; come io ho pubblicato le mie “Annotazioni”, pubblicheremo anche alcune cose dei diari di Carmen, perché ha scritto ogni giorno. Ma abbiamo visto ora quanto ha sofferto ogni giorno e non ha detto niente a nessuno, per esempio vi leggo alcune cose. A volte aveva sofferenze, notti oscure, e gridava a Dio. Vi leggo per esempio:
26 gennaio 1979
In Madrid Notte. Gesù mio, la pace, incredibile. Tu sei buono. Grazie, Gesù. Non togliermela. Svegliami nella pace. Ispirami, se vuoi. Fa lo stesso. Tu mi basti, Gesù, Gesù mio. Mi hai tratto dall’abisso, grazie, Gesù. Mi dà misericordia guardare la gente. Consola quelli che soffrono, quelli che hanno paure, angustie. Gesù, che mistero è tutto. Grazie, Gesù. Vieni al risveglio a saziarmi del tuo volto.
29 aprile 1979
Signore, alla vigilia di persecuzione, non desiderando più nulla di questa vita. Povera e senza nulla, mi viene il desiderio intimo della tua unica presenza. La santità, Signore, desideri nascosti di santità, di sacrificio, di riempire il giorno della tua presenza. Preghiera. Signore, vieni Tu a riempire di senso il bene, le cose. Rafforza la fede a Kiko.

Vedete che tutti i giorni c’è un dialogo con Gesù, impressionante, di amore a Gesù. In questi testi parla spesso di me, sempre in maniera bellissima

Un altro giorno:
9 gennaio 1980
Gesù! Gesù, Gesù mio! Dall’oscurità della notte togli la mia anima. Nel nulla, nel non essere, la vita non esiste, solo oscurità, morte e tristezza, tristezza, tristezza e depressione. Oggi è il compleanno di Kiko. E’ infermo. Ed io, mani in mano, stupida, pigra, impossibile, immobile, senza nessuna illusione, speranza, né possibilità. Una indifferenza assoluta. Ti aspetto, Gesù, attendo la tua apparizione, il tuo volto, la tua presenza, la tua preghiera, gratitudine e amore. Gesù, le sofferenze... Tu sai tutto. Ti amo.

14 febbraio 1980 ...
Gesù mio... mi ammira il coraggio che dai a Kiko. Se gli succedesse quello che capita a me, sarebbe catastrofico...

Entrava in profonde sofferenze, ma mai ci ha detto niente, mai!

Ahi, Signore, se Tu venissi, se rompessi i cieli e apparissi, tutto cambierebbe nella vita, nella luce, nel giorno! ...Aiutami. Animami.

26 febbraio 1980 Roma. Lodi alle sei del mattino...

Vi ricordate che facevamo con voi le Lodi in Quaresima alle 6.

 Gesù mio, mi inquieto tutto il giorno in progetti, prevenzioni e preparazioni impossibili, cercando di dominare tutto, credendo che tutto dipenda da me.

Io le dicevo che doveva parlare, ma era molto timida, non le piaceva parlare. Passava tutto il giorno studiando, studiando, e dopo mi diceva che non voleva parlare.

Kiko improvvisa creativamente come se niente fosse necessario tutto possibile. Gesù mio, misterioso, grandioso nella Croce, Ti amo. In mezzo all’oscurità e al dolore, Tu sei il mio unico amore. In mezzo alla mia incredulità, ho fede solo in Te e Ti amo. Abbi compassione di me. Visitami che ho paura, terrore, tristezza grande, distacco da tutto, voglia di nascondermi e sparire muta, muta, muta totalmente e tristissima. Grandiose le tue opere, Signore dei cieli. Tanti stormi di uccelli... Grande sei e meraviglioso, imprevedibile, infinito. Signore, mi prostro davanti a Te. Voglimi bene. Strappa dalle mie labbra questo “Abbà” grandissimo, santissimo.

Questa è la vostra catechista, che Dio ha eletto da prima della creazione del mondo per aprire, con un tal Kiko Argüello, un Cammino di iniziazione cristiana.

Dovete leggerlo. Lo pubblichiamo con la BAC, come il mio libro, spero che faccia l’introduzione il presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, mons. Blasquez 
(Kiko, perdonaci, ma questo proprio non lo reggiamo! Il bis del libro degli Iniziatori del cammino!)


La Madonna di Pompei con
Kiko-san Domenico

e Carmen-santa Caterina
Che dire. Ormai non ci meravigliamo più di niente!
Ma vogliamo fare anche noi qualche considerazione sugli scritti di Carmen, venuti alla luce dopo la sua morte, quelli che Kiko ha, per ora, reso pubblici negli ultimi incontri con i suoi adepti e di cui ha preannunciato la prossima pubblicazione.

Partiamo dallo Statuto.

L’Art. 19 dello Statuto del Cammino neocatecumenale, descrivendo la prima fase del Neocatecumenato, precisamente il precatecumenato post-battesimale, dice che esso è un tempo di kenosi per imparare a camminare nell’umiltà.

Essa è divisa in due tappe.

Nella prima tappa, ….

La Parola di Dio, l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio ed a scendere alla loro realtà di peccatori, bisognosi di conversione, riscoprendo la gratuità dell’amore di Cristo, che li perdona e li ama.

Svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio.

Brevemente, chiunque abbia fatto il cammino, anche per qualche anno soltanto, sa e può confermare che, da un lato viene demolito tutto quello che ognuno pensa di se stesso.
Non serve dilungarsi, tutto quello che sta venendo fuori con la catechesi del fango sul cieco nato, la gnosi del peccato;
dall'altro, e qui è il punto che ora ci preme evidenziare, viene messa in discussione la tua idea di Dio, qualunque essa sia, prima del cammino e, con essa, tutto quello che, fino a quel giorno, ha costituito il tuo bagaglio di fede che loro etichettano, senza mezzi termini e in senso dispregiativo, nel migliore dei casi,  come "Religiosità naturale".

La prima fase del cammino, come esplicita bene l'art. 19 dello Statuto, è precisamente una fase di "demolizione", in essa vengono derise come puerili se non come pagane tutte le pratiche religiose precedenti, anche se consolidate nella Chiesa, fatte di Rosari, Novene, Devozioni ai Santi, Adorazioni Eucaristiche, i Primi nove Venerdì del mese, i Quindici sabati alla Madonna, la Messa quotidiana e chiedere "grazie", poi, diventa la prova regina che quella che uno chiamava "Fede", Fede non è mai stata ma, appunto, orrida e deprecabile "religiosità naturale" in quanto essa si fonda su un rapporto con Dio basato sul timore, sulla paura - questo si ripete insistentemente nella catechesi neocatecumenale  - per cui, come i popoli primitivi, si va alla divinità offrendo sacrifici per avere grazie, salute, denaro, buoni raccolti, ecc.

Demolito tutto questo, ripulito fino all'ultimo fratello della comunità nella fase del precatecumenato, esponendo chi "non cede il punto", da una parte, alla derisione dei fratelli che, ben per loro, hanno capito tutto subito e, illuminati, si sono "convertiti" e, dall'altra, al massacro sistematico dei catechisti quando vengono, periodicamente, a visitare la comunità.
E tutto questo dura il tempo necessario affinché, nella stessa comunità che avanza nelle tappe, non ci sia alcun residuo del passato, tutto spazzato via!

Ora, dal secondo scrutinio in poi, fatta piazza pulita si scavano le fondamenta......
Le Tre tentazioni impostano lo scrutinio a cui vengono sottoposti, seduti davanti alla croce di Kiko, i singoli fratelli, tenendo schierati davanti a loro i catechisti-discernenti, ripieni di Spirito Santo. Intanto i fratelli di comunità stanno seduti a cerchio, tutt'intorno:

  1. La tentazione del pane. Le sicurezze su cui poggiava e poggia la tua vita.
  2. La tentazione della storia. Rilettura di tutti i fatti della tua vita che illuminano i tuoi peccati, fino a giungere a che cosa non accetti oggi o ti risulta difficile capire, ossia qual è la tua croce.
  3. La tentazione degli idoli. Essenzialmente il denaro, per portarti a vendere i tuoi beni.


Ecco la sintesi:
Tolta di mezzo ogni precedente idea di Dio, ti si presenta il Dio della storia, il Dio che ti trascina in un esodo, "il Dio che viene con noi!", come ripetono costantemente i catechisti, e che sta facendo irruzione nella tua vita.

Si cancellano così, in un sol colpo, secoli di storia della Chiesa, si torna alla Chiesa Primitiva e i tuoi catechisti sono i novelli apostoli inviati a te.
Non si pone alcun Santo come modello, non si percorre alcuna via per la santificazione personale.
È un popolo che cammina, che evangelizza, che celebra, che è santo in quanto popolo, cessa ogni identità personale, fuori della comunità per te non c'è alcuna salvezza.
La persona scompare, la dignità non esiste, tu vieni fagocitato dal concetto stesso di comunità e tutto quello che, in quanto singolo, hai: esigenze, aspirazioni,  viene soffocato, annientato nel "fare comunione".
Ecco perché, se qualcuno subisce gravi torti o resta distrutto dal peccato dell'altro in maniera anche molto pesante, intollerabile, devastante, la comunione si ricompone in un solo modo: sempre e solo in che la vittima deve perdonare il peccatore, mentre il peccatore è giustificato, perché l'uomo è condannato a peccare, non può non peccare e tutti siamo peccatori.

Per caso tu pensi di essere meglio del fratello?
Sei un moralista e non sai che tu saresti capace di peggio.
Il fratello è specchio dei tuoi peccati.


Sì, come si sta mettendo in evidenza in questi giorni, il cammino è una gnosi del peccato infinita, ma devastante, annichilente, concepita in modo tale da ingessare letteralmente i fratelli, cancellando ogni capacità di reagire, di chiedere giustizia, di rivendicare il trionfo della verità.
Perché, cosa è che ti scandalizza?
O meglio, Perché tu ti scandalizzi?
Se ti scandalizzi, non sei ancora consapevole, in profondità, della realtà di peccato in cui è inchiodato l'uomo. Non stai facendo come si deve la tua Kenosi.
Per tutto questo non c'è spazio, nelle comunità neocatecumenali,  per la correzione, perchè correggere significa pensare che l'altro può cambiare, può non peccare più sulle sue forze.

Alla fine di tutto, aberrante chiusura del cerchio, il fratello che avanza nel percorso neocatecumenale davvero non si scandalizza più di nulla, e scandaloso sarà solo quel fratello che ancora si scandalizza, problema sarà colui che solleva "il problema".

Perdonate la digressione, ma questa cornice serve per mettere più in evidenza il quadro che voglio mostrarvi, che mette a fuoco il secondo aspetto evidenziato dal citato art. 19 dello Statuto del Cammino: la destrutturazione dell'idea di Dio.

Santino di Santa Carmen
con mani giunte
photoshoppate
Pochissime pennellate per lasciare nitida l'immagine.
Riportiamo, in premessa, penosamente, le espressioni che tutti noi camminanti abbiamo ascoltato nella predicazione kikiana, espressioni che restano impresse davvero per tutta la vita e che ricordo a mente, senza tema di smentite:
A detta loro:
“Dio sicuramente non è il Dio di certe Immagini del Sacro Cuore  (*), con la manina così, benedicente, sdolcinato, con le sopracciglia depilate”
e tutte le altre cose orripilanti, in questo senso, che Kiko e Carmen hanno predicato con le loro catechesi, per fare spazio al dio di kiko/carmen che avanza,
demolendo vergognosamente le Immagini Sacre che abbiamo visto fin da bambini nelle nostre case, davanti alle quali le nostre nonne ci hanno insegnato le prime preghiere o iniziati al Santo Rosario, che ci facevano recitare in ginocchio.
Ma le nostre nonne erano disprezzabili religiose naturali, senza ombra di dubbio, che mai e poi mai, come alcune persone anziane nelle nostre comunità, avrebbero superato il secondo passaggio, senza prima sottostare alle pesantissime umiliazioni riservate loro proprio durante il summenzionato scrutinio.

Ora Carmen, e questo esce fuori dai suoi diari segreti, nel segreto, appunto, si sarebbe rivolta al Signore invocandolo col dolcissimo nome di Gesù, Gesù mio, Gesù mio amore????


Pompeo Batoni, Sacro Cuore di Gesù,
olio su rame, 1767, chiesa del Gesù, Roma
Beh, perdonateci, ma stentiamo a crederlo, allora formuliamo due ipotesi:

Prima ipotesi: tutto questo non è vero, quindi è un falso dal momento che:

E’  in contrasto con la Carmen che tutti abbiamo conosciuto quando predicava dal leggio, o pregava in assemblea, sempre e invariabilmente, come Kiko e tutti gli altri, rivolgendosi a Dio con le parole "Padre Santo.....", e nominando Nostro Signore sempre come "GesùCristo" così tutto attaccato, alla spagnola, anziché soltanto "Gesù" (cerca ad esempio le occorrenze di "Gesù Cristo" nel racconto personale della sua esperienza)

È in contrasto con la Carmen che ci correggeva e ci derideva se solo scorgeva un rapporto con "Gesù", definiamolo per comprenderci, "mistico", sul modello di tante Sante come Caterina da Siena (che nel quadro di Pompei sarebbe una sua prefigurazione!) o Teresa d'Avila, o Teresina di Lisieux, modelli ai quali, per essere onesti, mai hanno invogliato a fare riferimento nella personale crescita spirituale, dicendo anzi espressamente, tante volte, che perseguire la santificazione personale serve solo per montarsi la testa.

È in contrasto con la Carmen che non tollerava neanche un segno addosso ad una itinerante o ad una neocatecumena che fosse diverso dai soliti gadget kikiani o icone ortodosse di cui si fregiava, come, ad esempio, una catenina della Medaglia Miracolosa o dell'Immacolata (chi un poco ha letto sa che Padre Pio da Pietrelcina, santo, ne distribuiva infinite e raccomandava di portarle sempre addosso, lo stesso santa Teresa di Calcutta che ne aveva sempre in tasca e la consegnava a tutti quelli che la avvicinavano, per citare Santi del nostro tempo).

Dunque, questa è la prima ipotesi.

Oppure, seconda ipotesi, Carmen aveva una doppia personalità, per cui aveva una vita pubblica e una vita segreta, nascosta, dove praticava  -nel suo personale anzichè comunitario cammino spirituale-  una "Via diversa" da quella che indicava alle persone che Dio le affidava nell’evangelizzazione perché, insieme a Kiko Argüello, le conducesse ad una “fede adulta”; e questo attraverso un Cammino ispirato, come Kiko afferma raccontando la sua esperienza, dalla stessa Madre di Gesù che, apparendo a lui, lo avrebbe personalmente istruito.

Più chiaramente: Carmen predicava una cosa e ne faceva un'altra.
Si dice: “Predica bene e razzola male”.
Ma a questo punto la Cara Estinta, Carmen Hernandez, avrebbe stravolto anche questo famoso detto perché, se fosse vera la seconda ipotesi, ella sicuramente faceva il contrario, ossia:

“Predicava male e razzolava bene”.

Peggio mi sento! Una confusione totale!



(*) Appendice doverosa per i "lontani" che sono entrati a far parte del Cammino Neocatecumenale (art.5, Statuto definitivo del C.N. "Destinatari") e che non hanno, precedentemente, ricevuto in famiglia alcuna educazione alla Fede Cattolica, ma hanno ascoltato unicamente la catechesi kikiano/carmeniana: 
La devozione al Sacro Cuore
“Gli elementi essenziali della devozione al Cuore di Cristo appartengono in modo permanente alla spiritualità della Chiesa, lungo tutta la sua storia. Perché fin dall’inizio, la Chiesa alzò il suo sguardo al Cuore di Cristo trafitto sulla croce… Sulle rovine accumulate dall’odio e dalla violenza potrà essere costruita la civiltà dell’amore tanto desiderata, il Regno del Cuore di Cristo!”.
[Giovanni Paolo II, Messaggio ai Gesuiti, 5 ottobre 1986]
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Integrazione: 3 maggio 2017 

La teoria della mistificazione ad hoc dei Diari di Carmen, mirata al conseguimento dei finali obiettivi kikiani, si va, mano a mano, sempre più accreditando.

Se così fosse è Kiko, non certo noi, che manca di rispetto alla memoria della sua cofondatrice, con la quale ha condiviso più di 50 anni di storia del cammino neocatecumenale. Riporto per completezza, e perchè ci aiuta ad argomentare in questa direzione, la risposta a chi ci accusa di "calpestare i morti". 

Pietro del cammino (30 aprile, ore 19:29) ha detto:
"siamo abituati in CINQUANTA anni a gente come voi, capaci solo di calpestare anche i morti."
...Noi non calpestiamo nè morti, nè vivi, mica siamo come voi che letteralemte uccidete la gente viva che tenete nelle vostre mani e la calpestate, viva o morta che sia, come abbiamo dimostrato quando abbiamo documentato alcuni casi di suicidi, avvenuti tra le vostre fila, ad esempio il povero padre di otto figli in missione ad Odessa, strumentalizzato anche dopo morto, appioppandogli l'etichetta dell'«ingannato dal demonio!», per uscirne puliti (povera moglie e figli!).

Per quanto riguarda Carmen, Kiko (e non certo noi) sta strumentalizzando anche lei, mi dispiace dirlo, perchè anzi noi, probabilmente, le stiamo rendendo giustizia, descrivendola così come era: antikikiana doc, e per nulla "sdolcinata" nel suo rapporto con Dio e con gli uomini (molto probabilmente Carmen ce ne sarebbe grata!). Davvero non so, avendola conosciuta, se lei sarebbe stata d'accordo a vedersi dipinta, dopo morta, così diversa da quella che era e teneva ad essere, davanti a tutti, catecumeni, itineranti, Vescovi, Cardinali e pure davanti al Papa. 
Sì, Kiko sta usando anche lei, come fa con tutto e tutti, perchè, detto fra noi, a Kiko non interessa tanto che Carmen diventi beata e che poi sia canonizzata, quanto aprire a se stesso la strada verso la propria canonizzazione. Questo è il suo vero obiettivo. Altrimenti avrebbe parlato SOLO di Carmen.

Invece, anche con i Diari di lei, Kiko è riuscito a mettersi in primo piano "LUI", sbandierando tutti gli elogi che Carmen, a suo dire, gli faceva: è bravo, è ispirato, è indistruttibile, non soffre di depressione -come me- non va in crisi -come me- non ha dubbi di fede -come me-.
Sono indignata, questo è un incurabile megalomane - narcisista - idolatra. 
Al centro di tutto sta unicamente lui, come sempre!

venerdì 28 aprile 2017

Dicono: "Dio ti ama così come sei!"... e poi ti distruggono

Questo Blog, almeno per me, è una boccata di ossigeno  - dopo anni di intossicazione con loro, e dopo tanti anni ancora di solitudine, isolamento, eremitaggio, direi -  poter scambiare le nostre esperienze e trovarle sempre più, così sorprendentemente, tutte uguali, dappertutto!
Come premessa alle testimonianze degli ex-fuorusciti, ancora una volta, la profonda doppiezza di Kiko.
Il Trettré dottor (honoris causa) Kiko-fateciochedicoMAnonfateciochefaccio Arguello.
Più sinteticamente, il Trettre doctor (h.c.) capodeifarisei Arguello (grazie a te l'Apostata)

Le sette opere di Misericordia
- Caravaggio (1607). 
Pio Monte della Misericordia,
Napoli
Recentemente, in occasione del consenso che ha dovuto dare alla pubblicazione di "Annotaciones", dopo che i suoi cavalier serventi, in un attimo di pausa, frugando tra le sue cose, hanno trovato, sparse in vari taccuini, le perle preziose delle mistiche ispirazioni kikiane, restando folgorati da tanta scienza infusa e dopo che essi stessi, appena ripresi dall'estatica contemplazione, con insistenza, lo hanno supplicato che ne facesse parte al povero popolo ignorante di camminanti e non.....
Kiko ha detto, udite, udite: "Ho acconsentito a far pubblicare "Annotaciones", perché ho ricordato quello che diceva un padre del deserto (poteva mancare?!): "Figliolo, non rinunciare a un'opera buona PER PAURA DELLA VANAGLORIA, A MOTIVO DELLA VANAGLORIA!"   
Mi domando: ma perché, spontaneamente, non gli viene mai in mente la parola "servo inutile" o "servizio gratuito ai fratelli"?  (Gratuitamente date ciò che gratis avete ricevuto), così, con semplicità, ma sempre e solo parole come:  Vanità e Vanagloria?
E infine, e per dirla tutta, ma è tanto sicuro il  "novello San Giovanni in mezzo a noi"  che acconsentire alla pubblicazione delle sue annotazioni sparse rientri tra le "opere di bene"? 
Un bene per gli altri, intendo, e non, invece, un bene sempre e solo per se stesso?

Quando Kiko dice certe castronerie farebbe bene a ricordare come ci ha ammorbati una vita, lui e i suoi sodali, con le sue dietrologie, e tapparsi da solo la bocca!

"Se fai del bene è solo perché sei un vanitoso superbo, per sentirti buono tu e migliore degli altri! e metterti a posto la coscienza!"
"Con le opere buone che fai, tu ti alieni soltanto! E' per non guardare che sei un egoista e un grandissimo peccatore e giudicare gli altri che non fanno come te!" 

Ricordo come, nelle comunità, venivano derisi quei fratelli che, nonostante tutto,
continuavano a credere nel volontariato, ad esempio, e a dedicare ad esso il loro tempo....
Alla fine o lasciavano il volontariato, o andavano via dal cammino.
È certo! Se fai volontariato, aiuti i poveri e guardi negli occhi la "umanità sofferente", come fai poi a dire in ogni istante sempre e solo: "sono un peccatore schifoso" e "so fare solo peccati" o ancora "se Dio mi leva la mano dalla testa faccio macelli" o "Sono un porco"? Fangologia applicata, l'unica scienza che conoscono.
Gentaglia senza scrupoli.
Ultimamente sul nostro Blog si moltiplicano le testimonianze ed è utile evidenziare diverse esperienze sullo stesso tema: per noi sono consolanti conferme e ci ritroviamo, dopo essere stati cacciati o essere fuggiti dalle nostre rispettive comunità, chi di qua chi di là, a formare un "popolo" sempre più numeroso dei "singoli sparsi tra le comunità neocatecumenali", dico che le nostre singole storie ci accomunano così profondamente che ne traiamo grande conforto e il Signore, che mai ci ha abbandonati, ci sta radunando come un gregge e Lui stesso ci conduce e cura le nostre ferite e ci suggerisce di servire sempre la Verità. 
Dedicato a Kiko e agli itineranti,
che sempre hanno scelto per sè
la "parte migliore".
Leggere in fila i seguenti commenti esplicita bene quanto ho cercato di spiegare.
Il tema è "Il cammino neocatecumenale e le opere di bene", accanto ad ognuno il suo autore. Ringrazio tutti, ogni volta che ci arricchiscono con le loro esperienze. 

Sapere che ci sono tanti come noi, che purtroppo portano ancora tanta sofferenza e ferite, ci fa sentire meno soli. Solo chi ci è passato può capire il male che fanno. (Ex  fratello)
Ora speriamo solo che la Chiesa faccia finalmente la sua parte!
Perdonate questa uscita, ma in comunità mi faceva ridere che facevano a gara a chi aveva più guai, per poi dire che il cammino li ha salvati, non Dio, ma il cammino... E poi mi fa ridere, per non piangere, che ad ogni annuncio superkiko ha sempre qualche storia ad effetto, dove all'improvviso si sono aperti salvadanai, porte, gente atea che al solo incontro dei kikiani si convertono... che meraviglia, meglio delle fiabe per bambini, mah (Ex fratello) Non nego che per colpa del cammino mi stavo allontanando dalla Chiesa, ero troppo schifato, ma poi per fortuna, il seme immesso in me con l'educazione di fede ricevuta dai miei genitori, non catecumeni, mi ha riportato sulla retta via, considerando che Dio e la fede non hanno nulla a che fare con i catecumeni.  (Ex fratello)


Ti annunziano che Dio ti ama come sei e poi ti distruggono psicologicamente.

Questi certo non sono frutti dello Spirito Santo.

Il Signore ci riempie e riveste di dignità.
Chi tormenta l'uomo è il demonio, sicuro.

E costoro riducono le persone a una torre di babele e le riempiono di tormenti.

Anonimo Ex fratello ha detto... 
Un riassunto perfetto di cosa si vive in comunità, delle sofferenze che tutti abbiamo passato e che ci portiamo ancora dietro, dei sensi di colpa che ci hanno legato al cammino ed allontanato dal vero Amore di Dio, dall'umiliarci e farci credere sbagliati in piena opposizione al loro invito, Dio ti ama come sei... Stamattina pensavo a come sono bravi a distruggere la tua persona e farti sentire in errore anche se cerchi di dare il meglio di te,  perché vanno a condannare anche gli eventuali motivi che ti spingono a fare del bene (leggono non solo la mente ma anche il subconscio).
Faccio l'esempio pratico per essere più chiaro: se sono una persona disponibile e
voglio sentirmi utile aiutando gli altri, invece di apprezzare, incominciano a dirti che lo fai non perché sei umile ma perché vuoi attirare attenzioni e quindi pecchi di superbia. Premesso che forse è così, chi di noi non desidera essere apprezzato, ma anche se fosse si va a fare il processo alle intenzioni, ma anche se fosse così, non è meglio fare del bene che stare fermi "per paura" di non peccare? Preferisco fare " del bene" e rischiare di essere superbo che non fare nulla per "sentirmi un santo" secondo kiko.
Spero di essere riuscito a spiegare al meglio ciò che voglio dire.
Siete una vera benedizione, Grazie!
Ps. Vi sto riempiendo di grazie, scusate, ma ho davvero tanta riconoscenza per voi.
Anonimo EX-NC-??? ha detto...
Ti capisco benissimo quando parli di volontariato ti guardano con aria di sufficienza.
Quando poni in evidenza che ci sono dei bisogni a cui nessuno sta dando ascolto sei accusato di buonismo.
Mi aveva colpito in un post precedente quando qualcuno ha fatto notare che Kiko non prende mai in braccio i bambini o non ci sono scene in cui gioca con loro (pensate a Don Bosco).
Nel cammino non si insegna a vedere il bisogno dell'altro, non c'è empatia. C'é solo la preoccupazione di essere molti, in tutti i settori: Molti bambini, molti presbiteri, molte comunità, molte persone in missione....
Se poi per fare numero si mandano le persone allo sbaraglio non importa: Non importa vedere se hai una vera vocazione sacerdotale, non importa se sei in missione e ti accorgi che non ce la fai più, non importa creare discernimento per capire se c'è emotività oppure una scelta nella fede consapevole (e dire questo fa scattare il cartellino rosso STAI GIUDICANDO).
Tieni conto cosa viene detto sul miracolo dei pani e pesci, ennesimo esempio di strumentazione della Parola.
Questo brano viene utilizzato UNICAMENTE per far vedere l'importanza dell'obbedienza, del passare dalla porta stretta.
Non viene mai detto niente dell'invito a vedere i bisogni degli altri e di condividere anche il nostro poco che se messo nelle mani del Signore può trasformarsi in molto.

Una volta un sacerdote del NC disse "al Signore non gliene importa niente delle nostre opere buone".

Io dico che al Signore importa molto se noi amiamo il nostro prossimo, conseguentemente uno non può essere indifferente ai bisogni degli altri.

Anonimo Ex fratello ha detto... 
Tra le tante colpe del cammino, che voi avete tante volte citato c'è, tipico delle sette, la distruzione della propria autostima, facendoti credere che sei sbagliato e che qualsiasi cosa è peccato, come

voler bene è affettività,
sei timido, no pecchi di orgoglio,
sei disponibile, lo fai per metterti in mostra,
insomma qualsiasi cosa si fa sbagli, 
e così crescono sensi di colpa e pesantezza.
Ma non dicono che Dio ti ama come sei e poi ti distruggono psicologicamente.
Però per se stessi giustificano le loro malefatte dichiandosi peccatori,
ma appesantiscono i più deboli facendoli sentire sbagliati per ogni cosa.
Poi dicono che loro sono i peggiori anche di "chi sta fuori" (classisti borghesi)
e poi attaccano e denigrano chi sta fuori dal cammino.
Voi ne sapete più di me, ma dovevo sfogarmi, scusate.
Continuate a metter luce per debellare questo male della Chiesa, grazie!  

Ex fratello continua....
Più di una volta ho pensato che in cammino puntano più al vecchio testamento che al nuovo, e non a caso, lì dentro ho riscontrato spesso atteggiamenti da farisei, più attenti alle regole, a seguire le loro "leggi" che al cuore, perché per quella gentaglia amare è semplice sentimentalismo. Ed a proposito di questo riprendendo un'altra frase di EX-NC: "E questo mi fa capire anche il mio smarrimento, perché dicono frasi che si contraddicono tra di loro, in quel momento pensi, come al solito, che sei tu che non capisci"; tantissime volte mi sono sentito sbagliato perché sono una persona di cuore che si affeziona alle persone, mi hanno fatto sentire una persona cattiva perciò soffrivo...invece soffrivo perché sensibile e non capivo tanta freddezza e mancanza di semplicità ma solo regole e schemi!
Grazie perché con le vostre parole mi consolate che le mie non erano paranoie.

Ex fratello svuota un caricatore e centra tutti i bersagli in una raffica. (Beati pauperes spiritu)

Anonimo EX-NC-??? ha detto...
Se sei una persona sensibile ed hai senso critico, nel cammino avrai una vita difficile.
Il neocatecumeno perfetto è il carro armato che non viene scalfito da niente e che passa sopra tutto e tutti.
Mi hai colpito quando hai detto "...mi hanno fatto sentire una persona cattiva..."
Allora lo diciamo insieme ed a caratteri cubitali NON ERAVAMO NOI SBAGLIATI, siete voi NC che ci avete fatto credere di essere sbagliati o per dirla in gergo neocatecumenale ci avete fatto credere che facciamo schifo.  Non è vero Dio ci ha creato con tanto Amore ed ha fatto di ognuno di noi un capolavoro.  Dire come dite voi che facciamo schifo e che siamo pezzi di .... e' offendere Dio, e' offendere la sua opera. Poi e' vero che possiamo peccare, ma rimaniamo sempre una creatura di Dio, fatta a sua immagine.

Beppe ha detto...
Sono d'accordo.  Meglio fare il bene e sentirsi superbi!   
Basta sensi di colpa e ragionare sempre con la propria testa.