sabato 3 marzo 2018

Il controllo mentale sugli adepti del Cammino

Vedendo questo vecchio video viene quasi da pensare che Kiko lo abbia guardato, memorizzato, e applicato alla lettera. Come scrivevo in un commento, è un video satirico e informativo che spiega come creare, passo dopo passo, un culto religioso che pratica la manipolazione mentale.

Per i non anglofoni, ho pensato di fare una traduzione passo-passo dei punti del video.

1) "Structure your cult like an onion..."
Traduzione: struttura la tua setta come una cipolla, con gli aspetti più benevoli e utili all'esterno, e le parti più maligne nel suo nucleo segreto. Usa l'inganno: non dire loro chi sei. Menti, ometti informazioni importanti, oppure distorcile.
Cammino Neocatecumenale (CNC): il CNC cerca di reclutare adepti con le catechesi per adulti (aspetti benevoli), o con corsi post-cresima. Tutti gli aspetti più negativi, a partire dalla decima, dalle collette, gli impegni mostruosi, ecc., sono accuratamente tenuti nascosti. La loro interpretazione distorta delle scritture è anch'essa tenuta nascosta. Come consigliato dal video, anche loro non rivelano la loro identità: negli annunci dei corsi, non figura mai la dicitura "Cammino Neocatecumenale".

L'anonimato iniziale è il loro cavallo di battaglia. Omettono cosa succederà dopo, e non si fanno scrupolo nel "distorcere le informazioni importanti", in questo caso le scritture.

2) "Establish front groups"
Traduzione: crea dei gruppi di facciata.
CNC: in questo caso, le "catechesi per adulti" calzano a pennello. Ma si consideri anche i gruppi creati ad hoc, come quello delle Pasionarie di SanCarmen o l'influenza programmata su altri gruppi (come il Family Day).

3) "Promise to fulfill their dreams"
Traduzione: prometti di realizzare i loro sogni.
CNC: è ovvio che chi si rivolge a una realtà religiosa è in cerca di qualcosa. Di un percorso spirituale, per la precisione. Il CNC fa proprio questo: promette un percorso che soddisfi le esigenze spirituali degli adepti.

4) "Offer them something free, and get them to feel obliged to give something in return"
Traduzione: offrigli qualcosa aggratis, e fai in modo che si sentano obbligati a dare qualcosa in cambio.
CNC: Vogliamo parlare della decima e delle collette? Della enorme pressione che viene esercitata su chi non sborsa a cadenza regolare? Del fatto che sì, chi ha bisogno può "pescare dal sacco", ma lo deve fare sotto gli occhi di tutti, sottoponendosi a un'umiliazione incredibile, e palesando a tutta la comunità i propri problemi, che magari avrebbe voluto tener nascosti per privacy?

5) "You can tell them time is running out, and that they must make their decision now, or it will be too late"
Traduzione: puoi dirgli che il tempo sta finendo, e che devono prendere ora una decisione, oppure sarà troppo tardi.
CNC: dopo le catechesi, si cerca di creare una comunità CNC in loco. Le persone che hanno partecipato vengono spinte a unirsi al gruppo, di solito con frasi apocalittiche che si possono tranquillamente trovare nelle varie testimonianze in questo blog (del tipo "noi siamo l'unico percorso spirituale valido"; "fuori dal Cammino non c'è salvezza"; "se ci lasci ora, mandi tutto quello che hai fatto all'aria"; "dietro quella porta c'è il demonio, che fai, te ne vai?"). Questo genere di pressione continua durante tutto il percorso: ad esempio, ad una certà età i camminanti vengono posti di fronte a un bivio perentorio: o si sposano con qualcuno della "progenie d'Israele", oppure entrano in seminario o in monastero. Queste pressioni vengono esercitate in conseguenza dell'età del soggetto, quindi si può ben dire che, anche in quel caso, si utilizza "il tempo che sta finendo" come una minaccia, per creare ansia e apprensione.

6) "Don't give them time to think...."
Traduzione: Non dargli tempo di pensare. Diminuisci il rischio del sorgere di dubbi separando le reclute una dall'altra. Circonda ognuna di loro con entusiasti 'autentici fedeli', così che quando si troveranno nel dubbio, tenderanno a fare quello che fanno tutti quelli che li circondano, e crederanno che sia normale. Inizia con un periodo prolungato di 'love bombing', circondali di attenzioni e affetto incondizionato. La tua 'famiglia del culto' deve comportarsi in modo amichevole e interessato, dare informazioni, e contemporaneamente trovare i loro punti deboli. E poi usa queste informazioni per manipolarli.
CNC: Cosa succede nel CNC all'inizio? Proprio quello che viene descritto. Non so se le "reclute" vengano separate tra loro per permettere un pressing del genere, ma la cosa sicura è che all'inizio vengono sottoposti a un pesante 'love bombing': vengono riempiti di attenzioni, e si presta ascolto ai loro problemi.

7) "Gradually, over time, you'll begin to shape the recruit's behaviour..."
Traduzione: gradualmente, riuscirai a modellare il comportamento della recluta concedendo o rifiutando queste attenzioni. Dopo che hanno sviluppato dei legami, inizia lentamente a fare le tue richieste.
CNC: E qui iniziamo ad andare al sodo. Dopo la fase iniziale, i nuovi adepti non si accorgono che l'affetto delle loro nuove amicizie non è incondizionato, ma dipende dalla loro frequenza alle serate, alle convivenze, ecc., nonché dalla loro più o meno cieca obbedienza ai responsabili di comunità, ai catechisti e ai dettàmi del kikianesimo, anche se in contrasto con la dottrina cattolica. La parte delle richieste è emblematica: ovviamente, la decima non viene chiesta subito, ma dopo aver fatto un passaggio, cioè dopo che la comunità è ben stabilita, e si sono creati dei legami emotivi e personali forti con gli altri membri della comunità. Merita una menzione il fatto che questa creazione di legami forti con gli altri membri è parallela a un progressivo indebolimento dei legami con altre persone che sono al di fuori della comunità (famiglia, amici, colleghi, ecc.), per rafforzare il senso di dipendenza.

8) "Control their behaviour"
Traduzione: controlla il loro comportamento.
CNC: c'è forse bisogno di specificare? Proibire l'uso dei social network, imporre il matrimonio solo tra membri del CNC (oppure imporre la vocazione monastica o clericale, ovviamente solo presso strutture controllate dal CNC), proibire di parlare all'esterno di ciò che succede nel CNC, imporre alle persone di raccontare la loro vita privata davanti all'assemblea, imporre la decima, fare pressing affinché l'adepto non trascorra del tempo con persone al di fuori del CNC, fare pressing affinché l'adepto, per favorire le attività del CNC, arrivi persino a trascurare il lavoro e la famiglia... potrei andare avanti per pagine e pagine, ma rimaniamo nei binari del senso di questo commento.

9) "Prescribe a rigid schedule"
Traduzione: imponi una tabella di marcia rigida.
CNC: tutto, nel CNC, è una tabella di marcia rigida. A partire dalle convivenze e dalle serate, fino ad arrivare al Cammino nella sua interezza, dove si procede per tappe in cui TUTTI i membri della comunità devono avanzare, senza curarsi del fatto che siano pronti o meno. Se qualcuno non è pronto, l'intera comunità non fa la tappa, e questo provoca due effetti: chi è "pronto" non può avanzare anche se potrebbe, e la persona che non è pronta si sente mortificata, perché percepisce se stessa come il peso che impedisce alla comunità di proseguire. Ovviamente, si può creare del risentimento inconscio nei confronti di questo poveretto, che anche se non ha colpa, viene percepito come la causa della mancata tappa.

10) "Keep them active, and with as little sleep as possible"
Traduzione: mantienili attivi, e con meno sonno possibile.
CNC: è cosa risaputa, dalle numerose testimonianze, che il CNC invada senza ritegno il tempo libero dei suoi adepti. I weekend vengono monopolizzati, lasciando agli adepti pochissimo tempo libero, al punto che una persona che lavora deve districarsi tra lavoro e CNC, senza spazio per la propria famiglia, i propri amici (se ne ha ancora), e i propri hobby personali (che comunque sono "idoli del demonio", quindi chissene). Per quanto riguarda il "meno sonno possibile", memorabili i clamorosi veglioni festivi che si protraggono tutta la notte, in cui non si manca di esprimere autentico disprezzo se alcuni membri (anziani o più deboli) non riescono a reggere come delle sentinelle fino all'alba.

11) "If you can, restrict their eating habits to low protein foods"
Traduzione: se puoi, limita la loro dieta a cibo con scarso apporto proteico.
CNC: non ci siamo ancora arrivati, e spero non ci si arrivi mai.

12) "Control their thoughts"
Traduzione: controlla i loro pensieri.
CNC: il controllo del pensiero è il cavallo di battaglia del CNC. Mediante la loro sottile e logorante opera di indottrinamento, il modo di ragionare degli adepti viene progressivamente modificato, fino al punto in cui non è più necessario guidare il loro pensiero: faranno tutto da soli. Iniziano a parlare in un gergo estremamente semplificato, che piano piano limita la loro capacità di esprimersi, e ciò contribuisce a limitare il loro senso critico. Le opinioni diverse vengono scoraggiate: sono definite come "incursioni del demonio", e chi si azzarda ad avere un pensiero critico viene definito un "faraone" (se fuori dal cammino), o un "giuda" (se dentro).

Lentamente, la mente dell'adepto viene plagiata, e inizia a ragionare come insegna il CNC anche fuori dagli ambienti CNC: inizia a farlo anche nella vita quotidiana, con tutti i problemi che può causare e che abbiamo purtroppo letto nelle numerose, tristi testimonianze di chi si è trovato ad avere nella propria vita un membro di questa setta.

13) "Control their emotions: induce guilt and fear"
Traduzione: controlla le loro emozioni: induci sensi di colpa e paura.
CNC: sui sensi di colpa che provoca il CNC, si potrebbe scrivere un'enciclopedia. Il senso di colpa è uno dei pilastri del CNC: esso stesso si basa intorno al concetto di "peccato", ma in modo morboso, come se il peccato fosse qualcosa di inevitabile, come se tutti, a prescindere da ciò che facciamo, fossimo schifosi peccatori irriducibili, esseri orribili e indegni. Il senso di colpa fa sentire sempre inadeguato l'adepto, che sentendosi in questo modo fa di tutto per guadagnarsi quel rispetto che sente che non gli spetta per natura, e quando dico "fa di tutto" intendo "tutto quello che dicono i catechisti", perché sono loro gli arbitri del bene e del male. Il senso di colpa, in altre parole, induce una persona a sentirsi sempre colpevole, a doversi sempre scusare, e quindi a sentirsi sempre in una condizione di inferiorità morale rispetto agli altri (che ai suoi occhi "non hanno mancato").

Anche la paura viene indotta, ed è funzionale a un altro scopo: mantenere i membri nel gruppo. Il CNC presenta il mondo esterno come un ambiente pericoloso, minaccioso, marcio, pieno di gente perduta nel peccato. Un mondo in cui il diavolo la fa da padrone, in cui il diavolo non aspetta altro che un camminante esca dal CNC per aggredirlo e fargli capitare di tutto. "Gli sono capitate delle disgrazie", "il demonio non gli darà tregua", "da quando è uscito è caduto in depressione e la sua vita va a rotoli" sono solo alcune delle frasi che il camminante sente dire di chi esce, e che hanno come effetto quello di terrorizzarlo a morte e mantenerlo dentro al gruppo. Ovviamente, i capibastone del CNC si guardano bene dal dire che se il fuoriuscito sta così male è perchè ai suoi fratelli ancora dentro viene ordinato di ignorarlo e fare come se non esistesse, creando loro stessi la depressione e la solitudine di cui soffre il fuoriuscito.

14) "Control information. Keep them from knowing..."
Traduzione: Controlla l'informazione. Impediscili di essere a conoscenza di tutte le dinamiche del culto, blocca qualsiasi fonte di informazioni che è critica verso il gruppo. Incoraggia i membri a spiarsi e fare rapporto gli uni con gli altri.
CNC: Il controllo dell'informazione, nel Cammino, viene esercitato in maniera totale: non solo si scoraggia la lettura di testi critici verso il cammino (come ad es. il libro di Lino Lista), ma addirittura ai membri viene proibito di venire a conoscenza delle informazioni INTERNE al cammino. Si veda, ad esempio, come ai non-catechisti sia vietato di prendere visione dei mamotreti. Oppure, come la comunicazione tra livelli diversi sia scoraggiata: chi è più avanti nel cammino non deve rivelare ai fratelli più indietro cosa succede, perché "non sono ancora pronti" per affrontare una conoscenza del genere. Kiko ha anche provato a controllare in modo totalitario l'informazione vietando i social network: purtroppo per lui, non ci riuscirà mai, specialmente coi membri più giovani. Alcune informazioni vengono occultate, altre volutamente distorte: si veda la lettera del card. Arinze che pure è parte dello Statuto del CNC, oppure come il fatto che la Santa Sede avesse dato due anni di tempo al CNC (nel 2005) per adeguarsi alla celebrazione dell'eucaristia, provvedimento che il CNC ha tradotto "siamo approvati! La Santa Sede ha detto che per altri due anni possiamo fare come ci pare, poi si vedrà!".
Della delazione non sono al corrente (anche se, in gruppi del genere, le chiacchiere da comari non mancano), ma so che esiste qualcosa di ancora peggiore: l'auto-delazione, nella forma di quegli orrendi interrogatori di fronte ai catechisti e a tutta la comunità, in cui l'adepto vuota il sacco su ogni singolo aspetto della vita privata, e se non ha niente da dire perché è una brava persona finisce che se lo inventa, quando i catechisti cominciano a urlargli contro che non vuole aprirsi coi suoi fratelli.

15) "Separate the recruit from himself by attacking the self and inducing a mental breakdown disguised as a spiritual awakening..."
Traduzione: Separa la recluta da se stessa attaccando il suo Io, e provocando un esaurimento nervosa mascherato da risveglio spirituale. Quando iniziano a "dare di matto", avere effetti collaterali o allucinazioni, digli che stanno semplicemente scaricando le cose brutte che avevano dentro.
CNC: Fortunatamente, le allucinazioni sembrano non far parte del carnet di sintomi che accusano i camminanti dopo qualche anno di trattamento neocatecumenale. Tuttavia, gli effetti collaterali ci sono eccome: diminuzione dell'autostima e della fiducia in se stessi, depressione, angoscia, ansia, stress eccessivo, ecc., sono tutti sintomi con cui moltissimi neocatekikos si trovano ad aver a che fare, e che dopo usciti li obbliga a stendersi sul lettino di uno psicologo per cercare di rimettere insieme i pezzi di una psiche frantumata.
Per quanto riguarda l'esaurimento nervoso mascherato da esperienza spirituale, nel CNC capita spesso che quando un membro non ne può più e si allontana dal cammino a causa dello stress, dopo un po' vi fa ritorno (anche perché fa esperienza dell'isolamento sociale che spetta ai fuoriusciti), e al suo rientro viene accolto con la frase "Dio ti ha permesso di uscire dal cammino per farti conoscere chi sei". Se non è mascherare da risveglio spirituale questo!

16) "Make them paranoid about their own bodies or thought processes."
Traduzione: falli diventare paranoici nei confronti del loro corpo e/o dei loro pensieri.
CNC: per quanto riguarda il corpo, non saprei dire (anche se, visto quanto sono fissati coi peccati della carne, viene da pensare che ci sia una vera e propria ossessione per il sesso e per il corpo), ma per quanto riguarda gli schemi di pensiero sì. Quando a un membro vengono pensieri critici verso il CNC, questi vengono classificati dai catechisti come "influenze demoniache". Se il membro insiste con i pensieri critici, viene isolato, e a quel punto, vedendosi solo e abbandonato, inizia a contrastare i suoi stessi pensieri critici, incappando in una delle trappole peggiori che può capitare alla psiche: l'auto-censura.
Un'altra espressione di come gli schemi di pensiero spontanei vengano condannati, è quando un camminante viene invitato a chiedere perdono a una persona che gli ha fatto del male. Proprio così: NON chiedere perdono a una propria vittima, NON perdonare un carnefice, BENSÌ chiedere perdono al carnefice. Un meccanismo assurdo e contro intuitivo che ha in realtà una sua logica perversa: la vittima deve chiedere perdono al carnefice perché, a causa del male subìto, serba rancore verso il carnefice, e quindi gli deve chiedere scusa per i cattivi sentimenti verso di lui. Ovviamente, chi tiene un comportamento del genere nel mondo reale viene identificato come una persona instabile, che ha giustamente bisogno di assistenza psicologica.

17) "Tell them that there is a part of their mind they must eliminate in order to find happiness"
Traduzione: ditegli che c'è una parte della loro mente che devono eliminare per poter raggiungere la felicità.
CNC: l'espressione "dovete circoncidere la ragione" dice niente? Dov'è che l'abbiamo sentita? In bocca a chi, e rivolta a chi?

18) "Claim authority. It can come from a divine source..."
Traduzione: Dichiara di avere autorità. Essa può provenire da una fonte divina, da ricerche scientifiche fasulle, o da una conoscenza speciale.
CNC: L'idea del CNC è venuta, parole testuali del dottor honoris causa trettrè Kiko Arguello, da una "visione intellettuale" della Vergine, che gli avrebbe affidato nientepopodimeno che l'incarico di creare un percorso spirituale cristiano per adulti. Rendiamocene conto: qui si arriva addirittura a dichiarare un mandato mariano!
Oltre a ciò, la legittimazione del CNC viene tratta dalle scritture, con la loro presunta "vera interpretazione" della Bibbia, e la loro "riscoperta" delle radici ebraiche del cristianesimo.
Altra sorgente d'autorità usata e abusata è lo Spirito Santo: tutte le volte che un catechista parla, è lo Spirito Santo che parla attraverso di lui. Se un catechista sbaglia, non è lui che ha sbagliato, sei tu che non hai capito, perché quando parla lui parla lo Spirito Santo, e quest'ultimo non può sbagliare. Non ci vuole un genio per capire gli effetti di questa costruzione: quello che dice il catechista (una persona qualunque, senza nessuna preparazione spirituale) è legge, e qualsiasi cosa contraria dicano gli altri non solo è sbagliata, ma pure sacrilega, perché si oppone a quanto detto dallo "Spirito Santo".

19) "Make up stories about yourself to boost your importance"
Traduzione: inventa storie su te stesso per aumentare la tua importanza.
CNC: abbiamo già detto del mandato mariano nel punto precedente. Vogliamo parlare di come Kiko e Carmen abbiano descritto il periodo di predicazione a Palomeras come tribolato e pieno di sofferenze, per dipingersi come santi, per poi essere subito dopo sbugiardati da un giornalista che viveva in quegli anni in quella zona?* Vogliamo parlare di come Kiko sbandieri la sua laurea honoris causa? Vogliamo parlare di come Carmen venga già praticamente data come santa? Vogliamo parlare di come Kiko sbandiera ai quattro venti di aver fatto un esorcismo sulla Cina, che in conseguenza di ciò ora sarebbe libera da demoni?
(*il giornalista in questione ha detto che, lungi dall'essere un quartiere pieno di "tossici e prostitute", era un quartiere pieno di persone immigrate da altre città, in cerca di una vita migliore. C'era povertà, sicuro, ma anche dignità e lavoro duro, non delinquenza, non lo schifo che Kiko ha descritto per farsi grande, insultando così le persone che hanno vissuto in quel quartiere)
20) "Induce trance states and self-hypnosis,..."
Traduzione: induci [negli adepti] stati di trance e auto-ipnosi, mettendo in pratica rituali e pratiche che fermano i pensieri e atti ripetitivi come ballare, girare su se stessi, cantare, iper-ventilare, e cantilenare".
CNC: non conosco nel dettaglio ogni singola pratica di ogni comunità, ma al momento me ne vengono in mente almeno due degne di nota: primo, quando nel video si menziona il ballare, non ho potuto fare a meno di pensare al "girotondo con passetto" che viene fatto durante le celebrazioni e durante le sceneggiate in piazza. Secondo, quando si parla dei canti: i canti kikiani sono lamentosi, cupi, lugubri, tetri, tristi, l'esatto contrario della tanto decantata gioia di vivere dei camminanti. Come mai quei canti sono così? Perché il loro scopo è quello di continuare a indurre negli adepti il senso di tristezza, inadeguatezza, bassa auto-stima, che li lega così fortemente al cammino. Devono sentirsi disperati, perché solo così il cammino si potrà presentare ai loro occhi come l'ancora di salvezza.

21) "Practice prolonged hours of meditation..."
Traduzione: fà loro praticare lunghe ore di meditazione. In questa condizione di trance sono più ricettivi e suggestionabili. Falli tornare a una cieca obbedienza e una dipendenza tipici dell'età infantile.
CNC: credo che le parole "cieca obbedienza infantile" parlino da sé. Basti sottolineare come l'obbedienza a ciò che dice un catechista è totale e incondizionata, e il catechista è sempre scusato, persino quando mette le mani addosso a un minorenne. Gli adepti hanno un'obbedienza "infantile" perché questa, a differenza dell'obbedienza "adulta", si caratterizza per una totale mancanza di senso critico.
Tale "riduzione all'infanzia" fa inoltre sì che gli adepti non abbiamo mai una vera indipendenza, e non sviluppino mai un senso di responsabilità nei confronti delle proprie scelte: se questo all'inizio può dare una sensazione liberatoria a una persona troppo oppressa, poco tempo dopo diventa fonte di depressione e scarsa autostima, perché l'adepto si sente incapace di prendere qualsiasi decisione, e sente che il timone della propria vita non è nelle sue mani, ma in quelle di qualcun altro.
Piccola nota: il comportamento infantile di molti camminanti si vede anche nelle critiche. Ricordo che la sorellina della mia ex ragazza, che aveva 6 anni, si arrabbiava tantissimo quando qualcuno criticava o rideva del suo cartone animato preferito. Una reazione del genere è comprensibile in un bambino, ma in un adulto diventa qualcosa di peggiore: diventa quello che fanno i camminanti, che attaccano con la schiuma alla bocca chiunque osi criticare il loro percorso o anche solo fare delle domande difficili.
22) "Encourage separation from their family"
Traduzione: incoraggia la separazione dalle loro famiglie.
CNC: e qui arriviamo allo zoccolo duro. Quante testimonianze abbiamo sentito, di persone che hanno visto la propria famiglia andare in pezzi per colpa del CNC? Quante coppie hanno affrontato liti furibonde (di cui una in un post recente) a causa delle richieste del CNC? Quante volte il CNC si è intromesso nella vita di coppia con prepotenza, dettando regole? Quante volte un coniuge si è sentito dire di lasciar perdere la sua dolce metà, perché "non voleva entrare in cammino"? Quanti figli si sono ritrovati separati dai genitori, perché questi erano camminanti e loro non volevano ricalcare le loro orme?
Nota: nel video ci sono dei finti "membri del culto" che mostrano esempi di frasi e comportamenti. Le frasi che dicono per questo punto sono le seguenti:
- la tua famiglia e i tuoi amici probabilmente non capirebbero;
- non sembra che i tuoi amici e la tua famiglia ti amino veramente, se non sostengono la tua nuova decisione;
- forse dovresti allontanarti da loro;
- se non riesci a convertire i tuoi amici, taglia i contatti con loro.
Quante volte queste frasi sono state REALMENTE pronunciate da responsabili di comunità o catechisti, con la scusa di parlare solo nell'interesse del camminante?

23) "Encourage dependency and conformity, and discourage autonomy and individuality."
Traduzione: incoraggia la dipendenza e il conformismo, e scoraggia l'autonomia e l'individualità.
CNC: Dello scoraggiare l'autonomia e l'individualità abbiamo già parlato, affrontando il tema di come vengono accolte le critiche, i dubbi, e i pensieri indipendenti sull'operato del CNC.
Quando si parla di incoraggiare il conformismo e la dipendenza, oltre agli aspetti del pensiero, mi è venuto in mente un altro aspetto, più "materiale": tutte, e dico tutte, le salette del CNC devono perentoriamente essere accessoriate con i vari kiko-gadget necessari per le celebrazioni. Le croci di Kiko, i porta-vangeli di kiko, il trono di plastica di Kiko, le icone di Kiko, potremmo andare a avanti a lungo. E questo accade non solo a livello collettivo, ma anche a livello individuale: abbiamo cinghie per la chitarra by Kiko, portachiavi, magliette, rotoli con preghiere ebraiche, ciondoli, quaderni e chi più ne ha più ne metta, tutto il necessario per dimostrare di avere una vera fede adulta.

24) "Have confessionals, where people demonize their early lives..."
Traduzione: tieni dei confessionali, dove le persone demonizzano la loro vita precedente e lodano solamente la loro vita nel gruppo. Riscrivi il passato bollandolo come terribile, anche se è stato bello.
CNC: altro punto scottante. Dei confessionali penso ne sappiano tutti: quegli orrendi scrutini dove una persona viene forzata a stare al centro della sala, sotto gli occhi dei compagni e dei catechisti, a rivoltare come un calzino la propria vita privata (e magari anche quella degli altri, si veda il punto 14).
La parte nuova è quella sul "riscrivere il passato", che è esattamente quello che fanno i camminanti: quando parlano della loro vita precedente, tirano sempre fuori storie tragiche, storie di droga, di perdizione, di gioco d'azzardo, di delinquenza, di mancanza di valori, ecc., anche quando i presenti che li conoscono sanno bene che non è così. E dopo la sceneggiata strappalacrime, arriva la rivelazione: il cammino mi ha salvato, senza il cammino ormai sarei perso, ecc.
Molti, addirittura, subiscono un plagio così profondo che arrivano VERAMENTE a convincersi che la loro vita prima del CNC fosse una miseria, dimenticando tutti i momenti belli che hanno vissuto o sminuendoli.

25) "Isolate them from the rest of the world. Make them feel part of a special elite group with an important mission."
Traduzione: isolali dal resto del mondo. Falli sentire parte di uno speciale gruppo d'elite con una missione importante.
CNC: dell'isolamento del mondo abbiamo già parlato, abbiamo già visto come il mondo esterno viene visto come un regno di perdizione, sofferenza e morte.
Quello che viene fatto credere ai camminanti, è di essere l'unico, vero sentiero cristiano: questo concetto non viene mai detto espressamente, ma è una conclusione a cui si fa arrivare l'adepto sminuendo tutte le esperienze religiose diverse. Per fare un esempio, anziché dire che la lettera G è l'unica lettera decente dell'alfabeto, si mettono a sminuire o criticare tutte le altre, dalla A alla Z. Viene detto loro che solo il CNC ripercorre il cristianesimo fino alle sue origini ebraiche, che è depositario di una conoscenza che ormai la Chiesa non diffonde più e che la gente non conosce.
Per quanto riguarda la "missione", ne possiamo parlare in due sensi: in uno più "concettuale", quando dicono di essere un cammino di riscoperta del cristianesimo e del ritorno alle origini (sottintendendo che la Chiesa è da buttare se non accoglie il CNC, anche se ovviamente non viene mai espressamente detto), e in uno più "materiale", quando i camminanti vengono spediti in vere e proprie missioni di evangelizzazione, che più che portare in giro il Verbo hanno come scopo quello di cercare nuovi adepti. Su come si svolgono queste missioni potremmo parlare a lungo, ma nel blog ci sono già parecchi articoli al riguardo.

26) "Tighten group's bonds by establishing scapegoats and enemies..."
Traduzione: rafforza I legami del gruppo fissando dei capri espiatori e dei nemici. Demonizza gli esterni, qualificandoli come meno che umani, corrotti, o che cospirano contro il gruppo. Sviluppa una mentalità "noi contro loro".
CNC: qui possiamo indicare addirittura tre tipi di soggetto, che si adattano perfettamente alle categorie qui sopra:

- Capri espiatori: i "Giuda". Kiko ha detto espressamente che ogni gruppo ha bisogno del suo Giuda, dicendo chiaramente che in ogni gruppo ci deve per forza essere uno che tradisce o che non condivide le idee degli altri, e che può far saltare il gruppo. Questo, ovviamente, mantiene i camminanti sul chi vive: chi sarà il Giuda del nostro gruppo?

- Nemici, corrotti, o che cospirano contro il gruppo: i "faraoni". Nel pieno del loro delirio vittimista, ogni soggetto che critica il gruppo, sia esso un laico o un consacrato (finanche un vescovo!), viene bollato come faraone, cioè come soggetto che cospira contro il gruppo e vi si oppone per cattiveria, consiglio diabolico, rancore, varie ed eventuali. La mente del CNC non accetta che chi li rifiuti abbia semplicemente delle riserve nei loro confronti, oppure che non si fidi del tutto di questi nuovi soggetti che arrivano con prepotenza e pretendono di fare come vogliono loro, oppure che abbia dei dubbi sulla loro dottrina o i loro metodi.

- Gli esterni "meno che umani": i cosiddetti "cristiani della domenica". Qui non si parla di meno che umani, ovviamente, ma bensì come di "cristiani di livello inferiore": il cristiano che va solo a messa la domenica viene visto come uno che non ha una fede salda, borderline sull'ateismo, che si "accontenta" di quello che sente a messa perché è superficiale. Uno che non ha capito nulla, insomma.

27) "Fighting resistance. Tell them their critical thoughts are evidence..."
Traduzione: combattere la resistenza. Dì loro che i loro pensieri critici sono una prova che hanno commesso crimini contro il gruppo. Inizia a indagare su di loro, e inventati crimini. Falli sentire in colpa.
CNC: Del controllo del pensiero e della distruzione delle voci critiche all'interno del gruppo abbiamo già parlato. Preme precisare, in considerazione di questo punto, come le critiche vengano spesso considerate come un segno che "il fratello si sta ribellando alla sua storia, ai catechisti, allo Spirito Santo, alla chiamata, a Dio (addirittura!)". Oltre che essere un modo per zittire le critiche, è un modo per far sentire colpevole il camminante, facendogli credere di aver commesso un "crimine" nei confronti del buono e generoso cammino, che non ha mai fatto nulla di male e vuole bene a tutti.
Per quanto riguarda i crimini inventati, ci sono state esperienze simili (anche se più che di crimini, dovremmo parlare di "peccati"), ma questo fenomeno si manifesta più spesso nelle forme dell'auto-invenzione dei peccati, che si verifica quando durante uno scrutinio uno non ha nulla da dire (perché non ha fatto nulla di male), e arriva quindi ad inventarsi cose per evitare di essere additato come uno che non vuole aprirsi e che rifiuta la grazia del perdono di Dio.

(nota: nel video, a questo punto, la "recluta" inizia proprio dicendo "credo di volermene andare", e gli altri iniziano a rispondergli con frasi del tipo "devi essere pazzo", "stai scherzando?", "credevi che sarebbe stata una passeggiata?". Abbastanza emblematico di quello che succede quando qualcuno vuole mollare il cammino, e inizia a ricevere visite dei catechisti, i quali vanno anche a visitare le persone a lui vicine per cercare di stimolarle a fare del pressing affinché non abbandoni il gruppo. A quel punto, nel video iniziano tutti a dirgli "ci dev'essere qualcosa che non va in te", e la recluta alla fine risponde "ci dev'essere qualcosa che non va in me", segno che, come nel CNC, ha provveduto ad auto-censurarsi e a eliminare del tutto la fiducia nel proprio senso critico).

28) "Indoctrinate with fear. Teel them that they could be possessed by evil spirits..."
Traduzione: indottrina usando la paura. Dì loro che potrebbero essere posseduti da spiriti maligni, o suggerisci che se dovessero abbandonare, gli potrebbe capitare qualcosa di brutto.
CNC: Sulla possessione o influenza da parte di spiriti maligni, il CNC non si fa mancare nulla: tutte le volte che qualcuno parla male del CNC, oppure fa anche solo delle domande scomode, si dice che "il demonio sta parlando tramite la sua bocca". Ne abbiamo avuto un esempio in un post recente, in cui una moglie diceva proprio questo del marito rivolgendosi ai propri figli, riferendosi a quando il marito criticava il CNC.
Delle "brutte conseguenze" se si lascia il CNC, abbiamo già accennato: se il mondo di fuori è un mondo di perdizione, sofferenza e miseria, è ovvio che uscire dal gruppo significa tuffarsi in queste cose. Chi esce dal CNC è mentalmente distrutto, gli servono spesso anni di terapia, e soffre di un terribile isolamento sociale, dal momento che i camminanti vengono istruiti a non rivolgerli più la parola. Ancora una volta, il CNC non fa menzione del fatto che le "conseguenze terribili" del lasciare il cammino sono provocate proprio dal cammino.

(nota di folklore: il CNC dice che il mondo esterno è sofferenza e peccato, ma a quanto mi risulta dentro il CNC si esalta la sofferenza definendola un "dono di Dio", e il peccato è quasi venerato nel suo presunto ruolo di tramite per la conoscenza di Cristo. Si crea quindi un doppio livello: se le disgrazie ti capitano quando sei dentro al CNC, è Dio che ti sta mettendo alla prova per farti conoscere te stesso, o corbellerie simili, se le stesse cose ti capitano quando sei uscito invece sono disgrazie, sono punizioni per il tuo comportamento sconsiderato).

29) "Make them easier to die for you by calling their bodies containers"
Traduzione: rendigli più semplice il morire per te, definendo i loro corpi come semplici contenitori.
CNC: anche a questo, per fortuna, non siamo ancora arrivati, e spero vivamente che non ci si arrivi mai.

30) "It's that simple. Don't you want to be a cult leader?..."
Traduzione: è così semplice. Non vuoi essere il leader di una setta? Non vuoi dei seguaci devoti, che lasciano le loro famiglie per te, ti danno i loro soldi, i loro corpi, rinunciano per te alla loro vita, e sono pronti a uccidere per te?
Questa frase dev'essere quella che ha incantato Kiko. Chi non vorrebbe una cosa del genere?
I CNC non sono certo pronti al suicidio per Kiko, ma rinunciano alla loro vita in senso "figurato", eliminando da essa tutti gli aspetti che la caratterizzavano e la rendevano unica.
Non sono certo pronti a togliere la vita a qualcuno in nome di Kiko, ma basta guardare l'aggressività verbale con cui reagiscono alle critiche, per rendersi conto che l'aggressività fanatica, nei kikos, esiste eccome, e se non si esprime in modi penalmente rilevanti, è comunque in grado di distruggere delle vite tramite la diffamazione e la calunnia.

(da: Nicola)

giovedì 1 marzo 2018

Madrid: "Ci sentiamo abbandonati, non abbiamo un pastore". Ovvio: il pastore è neocatekiko

Il 4 settembre 2017 un gruppo di 33 fedeli ha inviato una lettera al cardinale Carlo Osoro, Arcivescovo di Madrid, con oggetto: "Sulla situazione attuale della parrocchia" di Santa Maria del Cammino e di Nostra Signora della Parola "e il crescente malessere che avvertono molti dei suoi fedeli, così come altri parroci confinanti".

"Tutto cominciò con la venuta come parroco di don Augusto César da Silva, un sacerdote fortemente vincolato alle comunità neocatecumenali, alle quali ha concesso priorità assoluta.
Da allora, anno 2015, l'unica alternativa che il parroco offre a noi fedeli è la nostra integrazione in una comunità neocatecumenale."

(Augusto César da Silva, di origine brasiliana, fu assegnato nel 2011 a una parrocchia a Lugo, nella quale si era appena trasferito quando cercò di installare il CNC.
Lo scontento dei fedeli e la loro opposizione alla "kikizzazione" fecero sì che il sacer... pardon, il presbitero, chiedesse il trasferimento appena due mesi dopo il proprio arrivo.)

Inoltre, scrivono i fedeli al cardinale, "il neocatecumenato si è allargato a tutta la infrastruttura parrocchiale, come saloni, spazi ecc, sfrattando da essi gruppi già esistenti in parrocchia.
Nel contempo sono fatte modifiche non necessarie in chiesa, per adattarla all'estetica neocatecumenale, provocando malessere nell'insieme dei fedeli che non si sentono integrati in questo movimento."

I fedeli non-neocatecumenali proseguono esponendo al cardinale un ampio e dettagliato elenco di dolorose questioni pastorali.
L'elenco include questioni sulle catechesi della prima comunione, dei genitori dei bambini, postcomunione, cresima, postcresima, per adulti,  prematrimoniale, per infermi, anziani, gruppo caritativi, liturgia, coro liturgico, consiglio pastorale, cambio d'estetica della chiesa...

La lettera all'arcivescovo termina con queste parole:
"Come comunità parrocchiale ci sentiamo abbandonati. Non abbiamo pastore.
Abbiamo l'impressione che la presenza del Cammino Neocatecumenale nella parrocchia risponda unicamente alla necessità dell'uso degli stabili parrocchiali per disporre di un sito ove poter realizzare le loro riunioni e liturgie, incontri ai quali possono assistere solo i membri delle citate comunità e non i fedeli."
Tracciato questo panorama,  i 33 firmatari della lettera e tante altre persone, formulano questa sequenza di domande:
Chiesa kikizzata a Valencia con:
confessionale per confessioni pubbliche
Panche senza inginocchiatoi
Candelabro ebraico sopra il Tabernacolo
  • È arrivata o no la lettera al signor Cardinale?
  • È possibile che non abbiamo diritto neppure ad una risposta, nello stile di papa Francesco?
  • I movimenti religiosi come quello dei "kikos", che forgiano e intendono mettere in pratica uno stile di Chiesa simile a quella che essi incarnano, con esplicita esclusione ed anatema di chi non la pensa come loro, hanno, e continuano ad avere, campo libero?
  • Può permettere il vicario del vescovo che molti fedeli da una vita abbandonino questa parrocchia, cercando altri siti ove poter vivere e condividere la propria fede, dal momento che le comunità Neocatecumenali hanno "conquistato" tutti gli spazi della parrocchia, sfrattando tutto il resto, soprattutto i giovani?
  • È giustificabile e cristiano sperimentare la sensazione che in quel contesto "esemplarmente" neocatecumenale, alcuni - cioè i kikos - siano parrocchiani di prima categoria e gli altri, invece, di seconda o terza classe?
(da: Cruxsancta)

martedì 27 febbraio 2018

Il Cammino Neo-elettorale (e il drogarsi alle convivenze, e altro)

Apprendiamo dall'anonimo direttore del gruppo neocatecumenale "100 Piazze" di Facebook che relativamente alle elezioni politiche italiane del 4 marzo 2018, «alcuni fratelli del Cammino... si sono permessi in questi giorni di inviare alle comunità lettere con chiare indicazioni di voto...

Non solo indicazioni di nomi di candidati e di partiti ma anche dileggiando e sconsigliando il voto ad altri».

In sintesi, Gandolfini ha scritto alle comunità neocatecumenali che non bisogna disperdere i voti e perciò non va votato il P.D.F.: «...pur condividendone i temi di fondo, riteniamo inopportuno e strategicamente sbagliato votare il "P.D.F."»:


Le prime due pagine della lettera.
Cliccare per ingrandire

Non ci interessa qui il dibattito politico, ma solo il far notare l'immensa ipocrisia neocatecumenale.

Perciò anzitutto notiamo che quella discussione di "100 Piazze" avviene su Facebook nonostante Kiko abbia ripetutamente vietato Internet, Whatsapp e Facebook. Nella Convivenza Inizio Corso a Porto San Giorgio a settembre 2015, infatti, Kiko vi consegnò questa parola:
Mentre il marito lavora, la moglie sta chattando con un signore e un giorno dice al marito: «Ti lascio» e lo lascia lì. Come potremo difenderci, come potremo difendere i nostri figli da tutte queste manovre del demonio che stanno distruggendo la società?
I giovani del Cammino chattano tra di loro, fanno un gruppettino, dopo si radunano e quando ti sei reso conto già finiscono fornicando, anche quelli del Cammino! Perché hanno cominciato a chattare. Questo è proibito, lo abbiamo detto chiaramente, come youtube e tutte queste cose, tutto proibito: chiudete tutti questi orrori dei computer e mandateli a quel paese, se volete essere salvati dal mondo, dal demonio, perchè sono finestre attraverso le quali entra il mondo dentro e ti ottenebra l'anima e ti genera un vizio.
Uno dei primi commentatori su quella pagina Facebook di "100 Piazze" (ma Facebook non era proibito?) definisce quella «lettera», inviata a tutte le regioni neocatecumenali italiane, un «grave errore» e teme che «faccia del male al Cammino o venga strumentalizzata da chi vuole fargli del male» ("fargli" è relativo al Cammino).

La sorella Nunzia però obietta che nel Cammino c'è una grande ipocrisia:
Ma come mai si parla ora e non prima? e perché si pensa subito alla lettera di Gandolfini e sono state ignorate altre e ben più pesanti strumentalizzazioni da parte di altri partiti? chi è su Facebook queste cose le sa. Sì presenta o cerca di presentare il cammino vicino al partito di Dio con indicazione di voto da parte della Madonna... Il cammino non si schiera e non certo vicino al partito di Dio.
Ma le levate di scudi le vedo solo oggi!!!Non siete credibili... Che venga presto il 5 marzo. Queste parole avrei voluto sentirle anche sul "partito di Dio"... ma non le ho lette. Il cammino va preservato sempre, non a corrente alternata.
In un commento successivo parla della propaganda per tale partito (P.D.F.) fatta mettendo insieme la "Madonna di Kiko" [sic!] e il "bollino blu" (simbolo di tale partito), parla del volantinaggio a favore di quel partito (volantinaggio avvenuto «prima e dopo l'eucarestia» del sabato sera), parla del ricatto morale ("ma come, sei neocat e non voti il mio partito?"), parla dello scandalo per cui un "catechista" del Cammino si candida alle elezioni senza dimettersi da "catechista" e quando glielo si fa notare, il "catechista" obietta con una domanda retorica: "uno del Cammino non può chiedere su Facebook i voti dei fratelli del Cammino? e perché non potrebbe?":
Non ha mai messo in mezzo il cammino?? Ma scherziamo e la foto del profilo su fb con Madonna di Kiko e bollino blu? E i rosari con bollino blu?? Ma forse non siete su fb... e arrivare ad una Eucarestia con il vescovo e i neocat... per volantinare e parlare con i fratelli cosa è??
Il partito di Dio è il PDF, si ritengono i depositari della verità ("ma come, sei cattolica e neocat e non voti PDF?? Non ci posso credere! dovrai rendere conto a Dio") oppure "cari fratelli e sorelle del cammino" (ai tempi delle [elezioni] amministrative) e su fb con bollino blu... "sono sicuro di poter contare sui vostri voti". E quando ho risposto che il cammino si tiene fuori ognuno si candida a nome proprio ma non a nome del cammino... e se è catechista si deve dimettere. la risposta (forse dal tipo dei 1000 fake nn ricordo con precisione) è che "chi è del cammino (lui non lo è) non può chiedere i voti dei fratelli su fb??? E perché non può??" Chissà cosa ne pensa ora...
La sorella Maria Rachele fa notare che la stessa pagina Facebook "100 Piazze" aveva ipocritamente sfruttato la propria "mailing list" a fini elettorali:
Questa stessa pagina lo ha fatto, sfruttando la mailing list del servizio d'ordine del family day (=giovani maggiorenni del cammino) e non la rubrica personale.
(Senza parlare dello spessore intellettuale di chi ha pubblicato questa mail)
La sorella Lucia pure lamenta il "due pesi, due misure", e per chiarire la grande ipocrisia del Cammino dà questa testimonianza:
"Vota Salvini vota Salvini vota Salvini vota Salvini vota Salvini vota Salvini": adesso cacciatemi dal gruppo come hanno fatto i cari catechisti che mi hanno cacciato dalla comunità per occultare lo schifo che ha fatto il responsabile: come la chiesa copre i preti pedofili i catechisti coprono il responsabile figlio di catechisti! Che schifo, a lui dovevano cacciare, non me, [io sono] la parte offesa, vergognatevi.

"100 piazze", invece di pensare a chi fa politica nel cammino pensate a chi fa sesso o si droga durante le convivenze, o chi peggio importuna le sorelle di comunità e poi fa la comunione, e chi ruba i soldi ai fratelli e poi fa il catechista solo perché è figlio e nipote di catechisti storici, che schifo!


domenica 25 febbraio 2018

Annuncio di Kikuaresima 2018 - La tentazione di inventarsi il senso dei Vangeli

- Prefazione -
In questi giorni abbiamo avuto il piacere di assistere alla resurrezione socialmediatica del pasqualone, il quale, forse infuso di "spirito" durante la missione due a due a San Giorgio a Cremano, è uscito dal sepolcro digitale imbiancato nel quale era stato intombato ed ha aperto nientepopodimeno che una pagina Facebook. L'iniziativa ha rastrellato ben 37 (diconsi trentasette) adepti. Non si scoraggi il Pasquale, all'andar si va piangendo portando i covoni.... prima o poi raccoglierà i frutti della sua ardita predicazione a sei chilometri da casa. Che gli fanno a questi i missionari francescani in Siria! - pfui!



In questi giorni abbiamo, come sempre, ricevuto il plico dell'Annuncio di Quaresima 2018. Addirittura, in questa occasione, prima dagli spagnoli - solerti come sempre: gracias Alejada y Gloria! - e poi dalle varie fonti italiane, saldamente piantate come una invisibile spina nel cuore dell'impero di Kiko.

Le scorse settimane abbiamo dovuto assistere al fallimento dell'impresa avviata dal Pasquale e dal suo fido scudiero Enzo, in una pausa della loro quotidiana lotta contro i mulini a vento delle persecuzioni immaginarie subite dal Cammino (che invero imperversa nel mondo praticamente indisturbato), di scoprire chi - maledetto Giuda Iscariota! - abbia l'ardire di svelare gli arcani segreti del loro Augusto Sovrano Francisco I Argüello de Gomez y Wirtz.

Compito improbo, in verità: minacce, repressione, delazione ai kommissari katekisti di Roma purtroppo non sono servite a molto, a parte costringere un innocente padre di famiglia fedele neocatecumenale e suo figlio a chiudere una pagina che su Facebook contava 5.000 iscritti più spiccioli. Niente male! Se davvero la nostra missione fosse distruggere il Cammino, non potremmo che ringraziare costoro: fanno tutto da soli e noi non dobbiamo muovere nemmeno un dito.
Grazie mille dell'aiuto a Don Paxqualote y Enzo Panza!

Passiamo ora al contenuto dell'Annuncio di Kiko.

Saltiamo a piè pari le prime 10 pagine, nelle quali vediamo ripetuti gli stessi mantra di sempre: solitudine, distruzione della famiglia, malessere mondiale, quant'è bello, santo e ispirato il Cammino. 
Alla novella sostituta di categoria superiore, Maria Ascension Romero - dopo una presentazione per la quale il fondatore meriterebbe una denuncia per diffamazione - viene concesso, bontà di Kiko, il permesso di emettere un timido cinguettio pio pio, dal che sappiamo che è lì, sulla mensola del camino, soprammobile comodamente sistemato accanto a Padre Mario.

A pagina 11 viene letto il Vangelo di Luca riguardante le tre prove del deserto (il leit-motiv dell'annuncio di Quaresima da almeno trent'anni), il quale viene "spiegato", dall'esegeta "teologo" honoris causa in questo modo:
«Dice il Deuteronomio: “Ti ho portato nel deserto perché tu conoscessi quello che c’era nel tuo cuore”. Gesù Cristo prima della sua missione è stato messo davanti a questo scrutinio, lo Shemà, che è la preghiera del popolo ebraico. Ogni ebreo prega lo Shemà al mattino quando si alza, la sera prima di andare a letto, prega durante il giorno lo Shemà. Per questo quando noi cantiamo lo Shemà gli ebrei piangono, perché è la loro preghiera più profonda, tocca le fibre più profonde di questo popolo. (¹)»
Perché Kiko dice questo? Ovviamente per accostare l'immagine di Cristo nel deserto a uno dei suoi cavalli di battaglia: la crisi del tipico neocatecumenale. Quando un neocatecumenale esce dal Cammino, e poi vi rientra con la coda fra le gambe, sempre i catechisti lo apostroferanno con questa idiozia: Dio ti ha permesso di uscire dal Cammino per farti conoscere chi sei. Questo passo del Deuteronomio è ripreso anche nel Direttorio, nel volume dello Shemà.

In tre righe Cristo è diventato uno che deve "conoscere sé stesso", come il cieco nato, un po' come Zaccheo, come tutti i neocatecumenali che, negli scrutini del passaggio della Traditio, denunciano i propri peccati passati e presenti come modalità di scoperta del proprio io, che Kiko chiama - bestemmiando - kenosis.

Kiko mostra una sorprendente coerenza interna, nella sua predicazione, ripete sempre gli stessi concetti, e sa anche essere subdolamente raffinato. Parla sempre per frasi brevi e apodittiche, che non ammettono replica, parla a un uditorio beato che mai si sognerebbe di contraddirlo, e se pure ci fosse qualcuno con tanto coraggio verrebbe immediatamente isolato come un corpo estraneo, una cellula cancerosa.

Kiko è in grande errore nell'affermare che Gesù aveva necessità di conoscere se stesso. Gesù non fu sospinto dal Padre a subire una specie di "scrutinio" (è stato messo davanti a questo scrutinio...), ma ha voluto condurre se stesso nel combattimento, abbandonando il mondo, per insegnarci a resistere alle tentazioni. È, come tutte le scelte della vita di Cristo, non un'azione in conseguenza di uno stimolo esterno ma una scelta volontaria, consapevole, che ha uno scopo ben preciso.

Gesù, ritirandosi in preghiera lontano dal mondo, si è sottoposto alla prova della tentazione, perché - dice Sant'Agostino - "se non si fosse lasciato tentare, non ti avrebbe insegnato a vincere quando tu sei tentato"Ci ha insegnato a pregare il Padre, a non dialogare con il diavolo, a non cedere alle tentazioni della carne o alla vanagloria e ad amare Dio prima di ogni altra cosa.

Cristo è la roccia su cui noi siamo edificati, che "venne per prima battuta dai venti, dal fiume, dalla pioggia, che cioè Cristo fu tentato dal diavolo. Ecco la solidità su cui volle poggiasse il tuo edificio. Per questo non cade a vuoto la nostra voce, ma è esaudita: perché poggiamo su una grande speranza.". Primogenito fra molti fratelli, Gesù ha vissuto in tutto la nostra vita mortale per insegnarci come viverla da seguaci suoi, seguendo il suo esempio: "Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova."

Ci ha anche insegnato che servire Dio comporta essere tentati dal diavolo: quanto più si entra nella comunione con Dio, tanto più il diavolo si accanisce. La tentazione è persino salutare, perché ci aiuta a esercitarci nella carità, a resistere alla mondanità: la tentazione non può nuocere in nessun modo a chi le si oppone virilmente.

La blasfema idea di "Gesù scrutinato" - e poi da chi? dal diavolo? dal Padre? -  è, come al solito, un'invenzione fasulla e strumentale al sogno di Kiko di rendere il mondo neocatecumenale. Che cosa avrebbe dovuto conoscere Gesù? I propri inesistenti peccati?

Continua Kiko:
«Sta quaranta giorni e quaranta notti senza mangiare. Immaginate che è portato nel deserto, e nel deserto di Giuda, se stai senza mangiare e senza bere, ti disidrati completamente. Dopo quaranta giorni di digiuno Cristo era distrutto, disidratato, quasi sul punto di morire. In quel momento appare il demonio: ha aspettato quaranta giorni che fosse morto, moribondo, e cosa gli dice? “Come stai? Stai bene?”. Gli dice: “Confessa con me che quello che ti sta succedendo è una mostruosità. Se Dio è tuo Padre e ti ama, dimmi perché stai morendo. Allora? Riconosci con me che Dio si è sbagliato e dì che questa pietra si trasformi in pane, e vivrai”. Questa è una tentazione che abbiamo tutti, vuol dire che in questo consiste il nostro combattimento nella vita.»
Kiko, dato che gli fa comodo per stravolgere il senso dei Vangeli, se ne frega altamente dei simboli. Il numero "quaranta" è simbolico. Neppure Gesù, come nessun altro essere sulla terra, avrebbe mai potuto resistere per un tempo così lungo senza acqua né cibo: è accertato scientificamente che un uomo può resistere senza liquidi per meno di una settimana prima di morire e per circa 3 settimane senza cibo. Quaranta è simbolo di compiutezza, indica in questo contesto un tempo completo, sufficiente, che  richiama i 40 anni trascorsi da Israele nel deserto, come anche i 40 giorni di cammino di Elia verso il monte di Dio.

Nella "omelia" di Kiko, fra gli altri errori, si sostiene chiaramente che Cristo subì la prova, come fosse qualcosa che Lui non volle: "quello che ti sta succedendo è una mostruosità", fa dire a Satana, così da completare l'identificazione Gesù-adepto neocatecumenale. Questa visione è contraria all'esegesi di Sant'Agostino secondo cui Gesù "si lasciò tentare". Gesù si recò nel deserto volontariamente, proprio per sottoporsi alla prova, ascoltando la voce dello Spirito Santo che così gli suggeriva. Cristo sapeva esattamente perché doveva subire quelle prove e a cosa sarebbe andato incontro. Il Gesù dipinto da Kiko è in balia degli eventi, in balia di Satana: che insegnamento potrebbe mai darci questo Cristo? Gesù, al contrario, scende in battaglia, potremmo dire, si sottopone al confronto con il diavolo per prepararsi alla missione per la quale si era incarnato, che è la Crocifissione e la Redenzione dell'umanità.

Che Gesù fosse in punto di morte, inoltre, è una mistificazione. Nei Vangeli non sono riportati questi dettagli inutili, dettagli che umanizzano Gesù più di quanto sia realmente necessario. Certamente Cristo soffrì e di sicuro ebbe fame. Questi sono i dettagli che ci interessano e che conosciamo; importante non è in che stato fosse Gesù, ma come Lui combatté (e vinse) le tentazioni. 
In che cosa consiste secondo Kiko il combattimento nella nostra vita?
«Ecco: la sofferenza, prima tentazione. Ti devi trovare con la sofferenza, sei messo di fronte al combattimento della sofferenza, tutti noi. La sofferenza ha molti aspetti: la salute, i problemi, la mancanza di denaro, i conflitti con gli altri, con la moglie, con il marito, con i figli, con i nipoti, non so… la sofferenza! E cosa dice il demonio a Cristo? “Riconosci con me che se Dio manda questa sofferenza, Dio è cattivo. Riconosci con me che Dio è cattivo, no? Perché se ti amasse non permetterebbe le sofferenze. Come è possibile che tua moglie abbia un cancro? No, tu non devi tollerare questo”. Mi ricorda un ammiraglio americano molto famoso – tanto che una portaerei portava il suo nome –, e sua moglie aveva una malattia, è un fatto pubblicato sui giornali. Lui ha firmato un testamento davanti a un notaio per dire che loro non vogliono resuscitare, che loro non vogliono andare in cielo, che sono molto contenti di stare nell'inferno a bestemmiare Dio (²). È l’orgoglio: “Come si permette Dio di toccare mia moglie?”. Alcuni dicono che nell'inferno sta chi vuole starci. La sofferenza!»
La sofferenza, vera ossessione di Kiko, è al centro della sua predicazione. Come sempre Kiko deve infilare in ogni suo discorso il concetto (non cattolico) che il dolore, la malattia, la morte, siano fatti voluti espressamente da Dio. Ritorna continuamente il concetto del Dio "cattivo" di Kiko, che "manda le disgrazie per convertirti". La tentazione "del pane", quindi, sarebbe la tentazione di chiedere a Dio aiuto nella difficoltà: infatti, se è Dio a mandare una malattia, perché dovresti chiedergli di togliertela? Il padre del ragazzo epilettico e indemoniato del vangelo giovanneo è, infatti, "un cretino", secondo il "Gesù" di Kiko.

La verità è, ovviamente, molto più semplice. Gesù viene tentato a togliere Dio dal primo posto: l'uomo vive anche di pane (cioè ha bisogno di cose materiali e spirituali, com'è normale che sia - salute, felicità, beni essenziali), ma non di solo pane: non può esistere felicità senza Dio. In Dio è possibile vivere qualsiasi situazione di necessità, cioè di fame. Dio viene prima dei nostri bisogni, e allo stesso tempo è da Dio che viene il bene di cui abbiamo bisogno. Dio non vuole il nostro male, né ci indurrebbe a una tentazione del genere. Che razza di giro mentale avrà fatto per arrivare a questa conclusione? Esaminiamo scientificamente il "ragionamento" di Kiko:
  • Dio ti manda una disgrazia (malattia, morte, privazione)
  • Ti lascia solo a provare dolore finché non sei "quasi morto"
  • Lo stesso Dio ti porta a subire una tentazione, uno "scrutinio", in questa condizione di debolezza
  • La tentazione consisterebbe nel desiderare di chiedere a Dio che la sofferenza sparisca
  • Dunque è Dio che ti condanna se cedi alla tentazione di pregare per la tua salvezza
Non contento, il nostro caro Kiko rincara:
«Bisogna essere umili per accettare che ti hanno scoperto un tumore, o che tuo marito è malato, senza scandalizzarsi, senza fare un giudizio a Dio, senza dire con il demonio: “Dì che questo è male, che tu non devi stare morendo, dì che non sei d’accordo con il morire, dì che questa pietra si trasformi in pane, cambia la storia, dì che Dio non deve tollerare Auschwitz, non deve tollerare le torture, non deve tollerare i morti di fame, Dio non deve tollerare niente di questo. Dillo con me che Dio è un mostro!”. Questa è la prima tentazione, tutti noi dobbiamo essere provati con la sofferenza che ci fa umili, umili. Ma dietro la sofferenza c’è il demonio che ci mette questo dubbio: se Dio è amore, se Dio è tuo Padre, come è possibile che ti trovi di fronte a questo?»
Non so se Kiko abbia avuto un'esperienza del genere - combattere con un cancro o vedere persone care malate gravemente - però sembra stia parlando di situazioni umane che non capisce, che non ha vissuto e per le quali non mostra nemmeno un minimo di misericordia.

Che dovrebbe dire un malato di cancro davanti al dolore lancinante che possono provocargli le piaghe indotte dalle medicine che prende? All'umiliazione delle pustole che compaiono in tutte le parti del corpo? Se quel malato chiedesse: "perché devo soffrire questo male" , starebbe bestemmiando Dio?

Ciò che è più agghiacciante, però, è la frase di Kiko che è riportata in grassettodovremmo pensare che Dio, dunque, tollera gli stermini di massa, le torture, la povertà e le malattie? Le tollera? Che significa "tollerare" per Kiko? Forse che Dio approva? Che Dio "manda" queste calamità, questi orrori, per qualche bene supremo? Perché ho la netta sensazione che, quando Kiko affronta questo argomento, parla di sé e di quello che pensa lui?

Abbiamo già trattato ampiamente il rapporto fra sofferenza e fede secondo i neocatecumenali, perciò non mi soffermo oltre sull'argomento.
Conclusione kikiana, ciliegina sulla torta:
«E come vince Dio il demonio? Cristo ha un’arma che è il digiunare, perché vuol dire al demonio: “Sono disposto a soffrire! Veramente Dio è mio Padre”, senza bestemmiare contro di Lui: “Guardami, sono disidratato e mezzo morto ma sto qui!”»
Ma cosa diamine c'entra la sofferenza con la prima prova subita da Gesù?

 - fine prima parte -

NOTE:

(¹) La vera tentazione - alla quale cede immancabilmente - la subisce Kiko tutte le volte che apre bocca: incensare se stesso e la propria creazione cammino. "Gli ebrei piangono quando NOI cantiamo lo Shemà". Ma per favore!

(²) L'aneddoto storico su Charles Nimitz (realmente morto suicida nel 2002) è anch'esso sbagliato in modo imbarazzante: nel testo inglese che devono avergli tradotto malamente la frase "In a note commanding that they not be resuscitated", che significa "In una nota nella quale comandavano di non essere rianimati". L'ammiraglio chiedeva di non essere sottoposto a procedure di rianimazione! Il testamento non conteneva nessun desiderio di finire all'inferno e bestemmiare Dio, nel quale, peraltro, non credevano. Come si fa a fidarsi di uno che non trova nemmeno il tempo di leggersi un articolo e che è circondato da imbecilli che non sono capaci ad usare un minimo traduttore automatico? La moglie di Nimitz, Catherine, era affetta da osteoporosi ed entrambi erano malati, essendo molto anziani. La conclusione secondo cui l'ammiraglio non volesse accettare la malattia della moglie è un'altra astrazione di questo mentitore di professione. 

venerdì 23 febbraio 2018

“Una guerra tra padre e madre”: ecco cosa esige il Cammino

Esempio di omologazione neocatecumenale:
gruppo di kiko-boys esibisce la felpa kikizzata
Ho un grosso problema in famiglia: mia moglie frequenta il cammino. Purtroppo lo frequenta da quando era piccola, così come lo frequenta tutta la sua famiglia. Soltanto i primi anni di matrimonio non ha frequentato ma poi ha deciso di riprendere, senza era andata in astinenza!

E sin qui voi mi direte che non c'é nulla di nuovo, sono tanti i casi come il mio. È vero, ma vi confesso che sebbene lo sapessi già prima del matrimonio, non mi aspettavo che fosse così pesante.

Il problema però nasce con i figli, ed è per questo che avrei bisogno dei vostri consigli.

Avevo chiesto a mia moglie di non coinvolgere i figli, lasciarli crescere liberi ed, eventualmente, provare a coinvolgerli con il cammino da adulti, quando avrebbero avuto una maturità per poter fare delle scelte consapevoli.

Ma ovviamente una neocatecumena non può non coinvolgere i figli: una volta se li porta in convivenza, “tanto giocano e basta” (ma noi sappiamo che non è vero, l'adescamento è anche nel gioco), una volta se li porta alla messa (ma loro la chiamano “celebrazione”, non sia mai), una volta alla loro veglia pasquale. Per cui, ovviamente, i bambini, restano affascinati da questo mondo dove si gioca, si canta a messa e, a Pasqua, si mangia pure.

Poi crescono e allora, nonostante il mio parere contrario, li ha portati nella sua "parrocchia" per il catechismo (ovviamente fatto da “catechisti” del cammino). Poiché se io mi oppongo è “il diavolo” che mi fa parlare, per cui lei (incitata anche dai suoi genitori, in cammino, e presumo anche dai “catechisti”) "va’ avanti, insisti e vedrai che tuo marito anche se non è d'accordo capirà" (e questo l'ho letto io in alcuni messaggi sul suo telefono). E se non faccio come dice lei  allora sono grandi liti e alla fine, per il quieto vivere, ho sempre ceduto.
Il post-cresima in una parrocchia:
non dicono che è il Cammino a organizzarlo.

Il figlio maggiore ha finito il catechismo ma ovviamente il cammino non può lasciare una preda così facile.
E allora è iniziato il post-cresima in un formato che non è altro che un pre-cammino: riunioni a casa tra ragazzi e “catechisti” (rigorosamente del cammino) in un format che ricorda e prepara al cammino vero e proprio.

Ed è qui che ho bisogno di voi: come posso far capire a mio figlio che questa non è la strada per un cattolico?

Perché ovviamente questi corsi sono stati studiati bene per essere efficaci nell'adescare nuovi adepti: c'è la cena al termine, il momento gioviale e poi degli adolescenti assieme si divertono quindi è facile che si trovino bene e ritornino.
Ed infatti mio figlio, all'inizio titubante, non vuole smettere di frequentare. Io cerco di metterlo in guardia ma non so che parole usare, non voglio che tutto diventi (e lui lo veda così) una guerra tra padre e madre. Perché in tutto questo ci sono anche le minacce (poco) velate della madre che lo accompagna in palestra a patto che lui poi una volta a settimana vada a quel post-cresima.

Che sia chiaro, io non sono contrario al concetto di post-cresima. Son contrario al concetto di pre-cammino (che è il loro modo di interpretare il post-cresima).
Avevo pensato di fargli leggere qualche pagina del vostro blog, ma forse alcuni articoli sono un po' troppo pesanti pesanti per lui, avrebbe difficoltà a capire o continuare a leggere.

Mi sapreste consigliare qualche articolo da cui iniziare? E, ovviamente, se avete qualche altro consiglio che ben venga.

Vi ringrazio di cuore per il vostro aiuto e vi chiedo scusa se questa mail, che pensavo sarebbe durata poche righe, è diventata u chilometrica, probabilmente anche piena di strafalcioni e difficile da leggere. Ma prendetelo anche come uno sfogo di un padre che si trova inerme.

Grazie.
(da un lettore del blog)

mercoledì 21 febbraio 2018

Gli ex del Cammino, come il Conte di Montecristo

Faria: Io vi offro qualcosa che non ha prezzo.
Edmond Dantès: La libertà?
Faria: No, quella ve la possono togliere. Vi offro la conoscenza.
(Da: "Il Conte di Montecristo" di Alexandre Dumàs)
Voglio ringraziare Lino Tripudio e gli altri che con la loro santa pazienza, il loro impegno,la loro limpidezza, il loro lavoro hanno portato alla luce le eresie di Kiko e del loro cammino Hanno liberato molti schiavi dalle Kikokarceri e kikogabbie ed altri troveranno la forza per farlo.

Il Cammino? Non finisce mai...
Io fortunatamente sono stato cacciato 37 anni fa, il che significa che i miei ex fratelli ancora camminano, ancora vengono prima promossi, poi bocciati e altre volte rimandati a settembre, arriveranno all'elezione se tutto va bene fra un paio d'anni, cioè dopo 40 anni di cammino, per cosa? Per riscoprire tutto quello che la Chiesa Cattolica aveva donato loro all'inizio della loro vita e soprattutto GRATIS.

Tanti di loro sono morti aspettando l'agognato viaggio in terra Santa, altri nel frattempo moriranno perchà alcuni di loro sono veramente vecchi, ad altri i loro famigliari negheranno il viaggio in Israele vista la veneranda età, quarant'anni chiusi in una Kiko-gabbia spremuti come limoni impoveriti nello spirito e dei loro averi.

Scrivo questo per dirvi che dopo 40 anni mi sono tolto un sassolino dalla scarpa che mi dava fastidio da tutti questi anni.

Non vi spiego la dinamica per non rubarvi tempo ma mi sono scontrato con un catechistone ad alto voltaggio uno della prima ora, uno tutto KikoKasaKomunità, che dopo avermi riconosciuto e saputomi fuori dal cammino ha esordito con il solito mantra:
"Il cammino ti ha salvato la vita nonostante tu abbia abbandonato, il cammino ti ha salvato la vita".
Gennarini, Kiko, un cardinale "amico":
e la lettera di Arinze va in fumo!
Dopo avergli dato dell'idolatra ed eretico, grazie agli insegnamenti di Lino & Co. ho smontato la loro eresia sul fango peccato, sull'olio delle vergini della cognata malata, della comunione seduti, sui mamotreti stralciati dalla Chiesa, della lettera d'Arinze...

Conclusione:
ha continuato a mentire dicendo che i mamotreti non sono mai stati corretti, che lui aveva tutte e due le versioni e che nulla era cambiato (gli ho citato San Kiko "Qui finisce tutto io non li riconosco") e, riguardo alla lettera di Arinze, che "dopo la lettera di Arinze il Papa scrisse a Kiko una lettera che la annullò e sostituì".
Dopo avergli chiesto dove potevo scaricare e leggere questa lettera del Papa lui l'ha preso sulla risata e si è dileguato.

Razza di mentitori e di traditori.

Una bella soddisfazione dopo 40 anni!

Dopo essere stato cacciato dall'Eden kikiano ho rinnegato la Santa Romana Chiesa per 13 anni fino al giorno del mio matrimonio.
Pensa che mia moglie voleva convivere tutto laico, ho voluto un Santo matrimonio cattolico, pian piano tutto si è dissolto e sono tornato alla Madre Chiesa, tutto questo per dirti che il seme del vero Battesimo non era morto era stato soffocato dalla zizzania, è bastato estirparla con l'aiuto di un giovane sacerdote diocesano e far ripartire la vita del Seme.
A 60 anni animo la messa dei vecchietti quella delle 8,30 nella mia parrocchia.

Un abbraccio.

(da: un lettore)

lunedì 19 febbraio 2018

Il sommo Pasqualone alle crociate neocatekike

Passa un giorno, passa l’altro
Mai non torna il prode Anselmo,
Perché egli era molto scaltro
Andò in guerra e mise l’elmo...

Mise l’elmo sulla testa
Per non farsi troppo mal
E partì la lancia in resta
A cavallo d’un caval.
Questo è l'incipit della "Ballata del prode Anselmo", poesiola che narra le disavventure di un crociato un po' particolare partito per la TerraSanta e purtroppo mai più tornato alla sua magione perché impossibilitato a bere a causa di un forellino sul fondo dell'elmo.

La storia  che intendiamo raccontarvi per fortuna ha invece avuto un epilogo più fortunato, anche se ci ha ricordato moltissimo la vicenda del crociato imprevidente ed anche altre storie che fanno ormai parte del nostro italico immaginario collettivo e che sveleremo nel corso del racconto.
Ecco la vicenda, raccontata per sommi capi e da noi commentata e illustrata.

Lo scorso settembre, dopo tre giorni di ritiro preparatorio per la grande missione The Neocatechumenal Hunger Games denominata "due a due" in un albergo di Avellino, il prode Anselmo con un fido compagno sono stati inviati, per sorteggio, verso  una destinazione lontana e sconosciuta: nella fattispecie a San Giorgio a Cremano, ridente località dell'hinterland napoletano.

I due crociati partirono, così come riportato:
"senza danaro né cellulare, per essere fedeli a quanto raccomanda Gesù nel Vangelo: 'Non portate borsa, nè bisaccia, né calzari…'. In tasca solo il danaro necessario ad acquistare i biglietti di andata e ritorno Avellino-San Giorgio a Cremano. Quello che è avanzato, appena giunti a San Giorgio, lo abbiamo messo nella cassetta delle offerte per i poveri nella prima parrocchia incontrata. Con noi avevamo solo gli indumenti intimi e i documenti di riconoscimento. Abbiamo indossato lo stesso pantalone e maglietta per tutti i sette giorni della missione".
La città di Costantino
nello scorgerlo tremò
brandir volle il bicchierino
ma il Corano lo vietò.
Il Sultano in tal frangente
Mandò il palo ad aguzzar, 
Ma l'Anselmo previdente
Fin le brache avea d’acciar.

E infatti, giunti nella città ostile (una città che non ha neppure una comunità del cammino neocatecumenale è paragonabile all'Islam affrontato dal prode Anselmo):
"come ci era stato raccomandato dai catechisti, la prima cosa fatta è stata recitare una preghiera di esorcismo contro i demoni che popolano quella città".
Ed è qui che l'immagine del prode crociato sfuma per lasciare spazio all'esorciccio!


L'esorciccismo fu d'effetto, a quanto pare, perché fece sorgere di punto in bianco in San Giorgio a Cremano, precedentemente sede di demoni peggio che Sodoma e Gomorra, un convento di suore, il convento delle Adoratrici Crocifisse dell’Eucarestia, presso le quali i due esorcicci andarono a pranzare e a fare colazione per l'intera settimana (gratis) e altrettanto gratuitamente avrebbero potuto pernottare se, come Totò in "Un turco napoletano", avessero finto d'essere eunuchi, ma il fatto d'essere maschietti impedì il provvidenziale accomodamento.

E, a questo proposito, immaginiamo ora i nostri due crociati-esorcicci nei panni di Totò e Peppino "sbarcati" a Milano.

Non per nulla la Madre Superiora, guardandoli meglio, pare abbia esclamato:
"Oddio, siamo alla fine dei tempi!”.
I nostri eroi collegano questa frase al loro aver preso il vangelo alla lettera sulle orme di San Francesco, noi nutriamo i nostri seri dubbi.

Fino a questo punto della narrazione infatti della loro missione ancora non abbiamo saputo nulla, in quanto nel racconto si afferma che le preoccupazioni erano di ben altro tenore:
"pur avendo la certezza almeno del pranzo e della colazione restava il problema di dove trascorrere la notte."

E qui la vicenda assume tinte da Natività: come gli albergatori di Betlemme che rifiutano l'ospitalità alla Sacra Famiglia, tutti i sei parroci delle sei parrocchie della cittadina, rifiutarono di dar loro un letto (sempre gratis), chi pretendendo di vedere il mandato del Vescovo (poiché i nostri eroi che in tutte le "catechesi" affermano tranquilli "ci manda il vescovo" naturalmente non l'avevano), chi chiarendo che riteneva la loro iniziativa "inutile e dannosa", chi proibendo loro tassativamente di disturbare con la loro "Buona Notizia" Kikiana i fedeli della parrocchia.

E così non restò loro che dormire sulle panchine, fino a che le due palme fuori da una porta fecero capire loro di aver trovato un adepto del cammino: egli trovò loro una sistemazione per la notte presso una sorella del Cammino (detta vedova di Sarepta) che sta a Portici e poi per le restanti notti presso un'altra famiglia del Cammino.

Naturalmente, prima di questo felice incontro, non mancano i racconti delle notti passate all'addiaccio, in zone di spaccio, identificati dalla polizia, disturbati dai curiosi che volevano sapere tutto di loro.

Per quanto riguarda la missione per cui si erano spinti nella demoniaca città di San Giorgio in Cremano, città con almeno trenta incesti al giorno secondo il beninformato Kiko Argüello, (c'era una missione? Quasi quasi l'avevamo dimenticato), ci furono tante porte in faccia da parte di persone che i crociati-esorcicci Totò e Peppino definiscono "comprensibilmente spaventate" al loro solo apparire.
Solo l'ultimo giorno una famiglia "toccati dallo stato in cui eravamo" (forse dalle suore si mangiava male e dai fratelli del cammino il letto era scomodo) li avevano fatti entrare.

A questo punto i nostri eroi ritornarono ad Avellino al ritiro con i fratelli missionari, dove avranno fatto a gara su chi fa il racconto più truce, congratulandosi a vicenda della propria missione a maggior gloria di Kiko.
Qui il nostro immaginario corre a Tartarino di Tarascona, paffuto personaggio nato dalla fantasia di Daudet le cui avventure, che egli raccontava con un bel po' di fantasia ai propri concittadini, vengono appunto definite "tarasconate".

A detta del prode Anselmo-esorciccio-Totò-Tartarino l'esperienza è stata utile perché "la scomodità, il non avere un letto dove dormire, la fame, il rifiuto, l’essere cacciati… Tutto questo salva le persone ... Non si può pensare di evangelizzare nella comodità senza rischiare mai nulla."

Ebbene, dal momento che casualmente sappiamo dove abita il prode Anselmo-eccetera-eccetera, ci siamo premurati di indicare sulla cartina quanto disti l'esotica città di San Giorgio a Cremano dal suo luogo di residenza, vicino alla quale anche è situata l'abitazione della "vedova di Portici di Sarepta"  che gli salvò la vita facendolo pernottare.



Eh sì... cosa non si fa per evangelizzare...una settimana di pranzi e colazioni gratis dalle suore a 6 chilometri da casa, un pernottamento in un quartiere limitrofo (forse per quella settimana aveva sub-affittato casa propria ad altri? Non lo sapremo mai).
È dura la vita del missionario lontano da casa... per fortuna c'è la Provvidenza divina... perché farsi qualche chilometro o qualche centinaio di metri per tornare a casa propria senza incomodare gli altri e farsi spesare il soggiorno avrebbe fatto fallire la missione!
Avrebbe infatti potuto capitare loro, a pochi passi da casa, la triste avventura del prode Anselmo:
Quando presso i Salamini
Sete ria incominciò
E l'Anselmo coi più fini
Prese l'elmo, e a bere andò.
Ma nell’elmo, il crederete?
C’era in fondo un forellin
E in tre dì morì di sete

Senza accorgersi il tapin

Passa un giorno, passa l’altro
Mai non torna il guerrier
Perché egli era molto scaltro
Andò in guerra col cimier.

Col cimiero sulla testa,
Ma sul fondo non guardò
E così gli avvenne questa
Che mai più non ritornò.
Invece, i crociati neocatecumenali ritornano, anche se di "buchi" ne hanno e ne fanno in ogni dove.

E quindi, alla prossima avventura!
Chissà quale sarà l'obbiettivo? Dove la sorte lo invierà? Fuorigrotta? Scampia? Posillipo? O a Ischia, dove fu missionario il fondatore sanKiko e si fece una mangiata con i fiocchi a spese del Vescovo?

Dovremo aspettare la prossima missione due a due, anche se ormai abbiamo capito da cosa essa trae il nome: "due Pasqualoni a due chilometri da casa" a spese delle suore, finchè ci cascano, visto che i parroci, furbi come tutti i preti, hanno tutti mangiato la foglia.

Arrivederci prode Anselmo, supremo e sommo Pasqualone, cavalier servente di Kiko e, all'occorrenza, anche cavallo e asino: alla prossima esaltante avventura!

(da un'idea di Lettore Napoletano)