domenica 22 giugno 2014

Kiko chiede soldi (come al solito)

Kiko chiede sempre soldi: in questi giorni ci sono state massicce "collette" nelle comunità e nelle convivenze! (documenti da Crux Sancta). Chissà, magari erano finiti anche i soldi per aragoste ed elicotteri...


Lo scorso 6 giugno 2014 Kiko ha tenuto a Manila l'incontro vocazionale delle "alzate" neocatecumenali (quello della panzana secondo cui era stato il cardinal Tagle a invitare Kiko, quando in realtà era il contrario).

Nello stesso giorno Kiko ha inviato una lettera, autenticata dal suo bislacco logo aziendale (AK / M / ЖIa'), in cui dopo aver vantato un po' di numeroni delle "alzate" aggiunge:
Vi scrivo queste righe perché il Seminario [Redemptoris Mater] di Roma, ed anche altri Seminari [R.M.], come tutti gli anni, per completare l'anno ci chiedono una cifra [in denaro] che non riusciamo a coprire.

Ci prepariamo anche alla convivenza degli aspiranti ai Seminari [R.M.], a Porto San Giorgio, con più di 1500 giovani, 400 dei quali saranno destinati a più di 100 seminari [R.M.] di tutto il mondo.

Normalmente questa convivenza di cinque giorni di lascia un debito con gli hotel di più di 400.000 euro. Ma noi non ci angustiamo per questo, perché Dio ci ha sempre aiutato, e anche voi. Lo scorso anno chiesi aiuto e voi foste generosi. Così anche quest'anno lo chiedo, se è possibile, fare una colletta prima dell'estate, per aiutare l'evangelizzazione, soprattutto dei presbiteri e dei seminaristi.

La lettera di Kiko ovviamente scatena subito il tam-tam di caporioni della gerarchia neocatecumenale, che si scambiano email per organizzarsi e già annunciano l'intenzione di raccogliere cifre tonde prestabilite.
Fra gli esempi citati da Crux Sancta, ecco il testo di un messaggio e-mail di un responsabile di una comunità neocat: «passeremo una grossa borsa alla convivenza mensile, vediamo se possiamo insaccare mille euro»:
-----Mensaje original-----

De: J***, R*** [mailto:***@r***.com]
Enviado el: jueves, 12 de junio de 2014 18:10
Para: ***
Asunto: RV: Rv: Carta de Kiko desde Manila
Os paso una carta de Kiko pidiendo ayuda. Pasaremos una bolsa fuerte en la convi del mes, a ver si podemos sacar 1.000 €.
La paz
R***

Il Cammino è nato chiedendo soldi
Notevole il fatto che si farà una convivenza di cinque giorni per 1500 "alzati", di cui già è previsto che saranno scartati 1100 di loro: solo 400 avranno l'onore di entrare nei seminari kikiani R.M. (ma allora perché farli andare tutti e 1500 se già sanno quali sono i 1100 che intendono bocciare? tutti sono "aspiranti" ma solo uno su tre vincerà la "lotteria"... e Kiko stesso vaglia le sue vocazioni)

Praticamente Kiko organizza eventi a credito per 1500 aspiranti seminaristi, di cui già dichiara in partenza che due su tre verranno bocciati, e manda anticipatamente il conto alle comunità neocatecumenali!

Per non parlare dei seminari R.M. che ogni anno sono a rischio di bancarotta!

Giugno 2013: Kiko chiede 350.000 euro, convivenza da 1400 aspiranti.
Giugno 2014: Kiko chiede 400.000 euro, convivenza da 1500 aspiranti.
Scommettiamo che a giugno 2015 Kiko chiederà 500.000 euro per una convivenza da 1600 aspiranti?

Cari fratelli delle comunità neocatecumenali, il Cammino vi diventa sempre più costoso!


mercoledì 18 giugno 2014

La macchia del peccato

La macchia è una parte di qualcosa che ha una tonalità di colore diversa dal resto. E proprio perché diversa balza agli occhi. In genere indica una diversità negativa. Nel linguaggio religioso la “macchia” circoscrive il peccato dal contesto puro. Per toglierla è necessario redimersi. Pentirsi e confessarsi. La macchia è ciò di cui si è sporcata una famiglia di Catanzaro. La macchia del peccato. Ossia, il coraggio di denunciare un orco che si aggira indisturbato tra le mura della città e protetto da chi le macchie pretende di vederle solo nella politica e nel bucato. È l’accusa che gli è piombata addosso da un alto prelato della Chiesa locale. E per la quale sono stati scacciati come indegni dalla comunità che frequentavano.

Lei e lui sono sposati da molti anni. Sulla cinquantina, godono del miracolo di una famiglia numerosa. Ben sei figli. E soffrono il sacrificio della disoccupazione. Ma questo non è mai stato un problema esistenziale. Da buoni cristiani sanno che l’esistenza, una buona e sana esistenza, principalmente si ciba di altro. Fin da giovani frequentano un movimento religioso molto diffuso in città. Gli aprono le porte. Li accolgono. Danno loro una mano. Proprio come fratelli. E iniziano un cammino che si blocca all’improvviso dopo circa trent’anni a causa di una calamità naturale. Un terremoto di vaste proporzioni che coinvolge sacerdoti, vescovi, poliziotti, procuratori, giudici, consulenti, psicologi. E un paio di ragazzini. I loro figli.

Maria (il nome è di fantasia) vuole bene a quel signore che si è unito alla famiglia. Fa il catechista. E’ amico del padre e della madre. Le fa dei regali. È come un secondo padre per lei. Fa parte della comunità. Pranzano spesso tutti insieme. Ma soprattutto pregano insieme. Un giorno lui si permette una confidenza di troppo. Lei si allontana. Non ci fa molto caso. Ha solo dieci anni. E scambia quelle carezze per affetto. Poi succede di nuovo. E capisce che non sono proprio uguali a quelle del padre. Non sa cosa fare. Li vede sorridere insieme. Li vede aiutarsi vicendevolmente, lui e il padre. Non vorrebbe rompere questo incantesimo. Una domenica a pranzo il suo tentativo di mantenere un equilibrio impossibile si rompe. Esplode il suo istinto di conservazione. E piange. Piange a dirotto. Sono tutti a tavola. Il padre invita la figlia ad appartarsi per parlare. Gli racconta tutto. M.S. prima di essere un santo è un padre. E la sua unica preoccupazione è proteggere i figli. Anche davanti al Signore sotto mentite spoglie. Vorrebbe scendere e farlo a pezzi. Ma sa anche che creerebbe altri problemi. Rovinerebbe la propria vita e quella della sua famiglia. Si contiene. E decide di andare a denunciare l'episodio al responsabile della comunità. Questi gli consiglia di discutere del caso con uno psicologo infantile di sua fiducia, nonché cattolico e sostenitore del movimento. Il giorno dopo il professionista li accoglie nel suo studio. Ascolta il racconto della bambina e non ha dubbi: “O la fate voi la segnalazione alla Questura o la faccio!” Il padre si fida. E accetta che provenga dalle sue mani e dalla sua competenza. Il terremoto rompe il cammino. E si contano i cocci. La Procura apre un’inchiesta. E la comunità gli chiude le porte. Aspetta che le pecorelle smarrite si smarriscano ulteriormente per avere l’alibi dell’allontanamento. Ma lui, il padre, non si demoralizza. Sa che la giustizia terrena e quella divina dovrebbero andare d’accordo e non scontrarsi… se sono orientate al bene.

L’altro figlio più piccolo, Salvatore, (il nome è di fantasia) ha problemi a scuola. Vittima di bullismo, viene sentito dalle forze dell'Ordine. E deflagra un altro terremoto. Più silenzioso ma ugualmente drammatico. Anzi, anche con qualche sfumatura di giallo. Aveva confidato le attenzioni dell’amico di famiglia ad un compagno di classe. E questi lo ricatta. Il suo silenzio costa caro. Ben 600 euro. E Salvatore, pur di non dare fastidi ai genitori, ripulisce casa. Qualche tempo dopo racconta delle sue peripezie ad una ragazza di 25 anni. La incontra in Chiesa. E gli propina una soluzione irrinunciabile per recuperare il mal tolto. Salvatore ha un’altra missione da compiere. Ripulire sempre casa. Questa volta non dei soldi, ma dell’oro. Il ragazzino è meticoloso. Intasca tutto e glielo consegna. Circa 10 mila euro, ma lui non lo sa. La ragazza gliele ne restituisce solo 200. E’ felice. Torna dai suoi e tutto contento dice di essere riuscito a riscattare un terzo dei soldi persi. La Procura apre altre due inchieste. Una per molestie e una per circonvenzione di minori.

Il terzo figlio più grande rispetto ai fratelli, Marco (il nome è di fantasia) coltiva la vocazione religiosa. Nonostante la brutta esperienza della famiglia la sua fede non è scalfita. E il padre non condiziona la sua scelta. Tutto fila liscio finché non viene cacciato dal seminario. I gerarchi dei futuri pastori locali verbalizzano che “vuole essere sempre al centro dell’attenzione”. Che “non riconosce gli errore”. Che “dice bugie”. Che “è superficiale.” Che “girovaga nelle ore notturne”. E soprattutto che “non fa le pulizie”. Quasi un essere immondo, insomma. Il padre non si dà per vinto. E, conscio della sua poca dimestichezza in psicologia, prende un appuntamento da un esperto. Nello stesso momento chiede di essere ricevuto dall’alto prelato che ha visto così il suo figliolo. Lo psicologo lo rassicura: “E’ sano come un pesce suo figlio. Maturo e responsabile.” Mentre il monsignore con i polsini d’oro gli apre nuovi orizzonti. Prima a lui sconosciuti.

“Lei, voi come famiglia, avete la macchia della denuncia. E, finché non la toglierete, sarete dannati per sempre!” La macchia del peccato. L’anatema.

(articolo tratto dall'URL di Emilio Grimaldi)

(segnaliamo anche un altro articolo su un caso simile)

(a febbraio anche un altro articolo su un caso simile)


Aggiornamento:

Emilio, l'autore dell'articolo sopra citato, ha ricevuto la lettera di un avvocato che gli ingiunge di cancellare l'articolo.

L'avvocato è preoccupato della "onorabilità del Seminario". Ci chiediamo se abbia letto davvero l'articolo. L'articolo non accusa il Seminario di avere una parte nella "vicenda giudiziaria" dell'orco. Cosa bisogna smentire? Di cosa hanno paura coloro che hanno mobilitato l'avvocato?

lunedì 16 giugno 2014

Fuga strategica di un responsabile di una comunità NC

Gadget kikiano
indispensabile per
fare le lodi a Kiko
Chi frequenta il cammino spesso lo sceglie perché "ultima spiaggia" per dare un senso alla propria esistenza, facendo di fatto di esso il proprio idolo.

È un comportamento già abbondantemente studiato in psichiatria, è analogo a chi è tifoso sfegatato della propria squadra di calcio, estremisti politici, aderenti alle sette...

Dovete capire che a molti se togli il cammino gli togli la vita stessa! Sul cammino hanno impostato tutta la loro esistenza. Qualunque critica o attacco lo rifiutano categoricamente perché mina inconsciamente la loro sicurezza, per questo reagiscono con rabbia.

Anche io lo scorso anno andai alle 100 Piazz(at)e per ascoltare cosa dicessero. Era nella piazza del mio quartiere dove, per bontà del nostro parroco, era stato loro concesso di "evangelizzare"...
...quindi come parrocchiano sono andato ad ascoltarli: erano (ovviamente) provenienti da un altra cittadina vicina (chissà perché a casa loro non ci vanno mai). Le tematiche erano sempre le stesse, analoghe a tanti video su youtube che girano, comunque persone trascinate li "a forza", nessuno sarebbe stato li se avesse scelto di sua iniziativa, nessuna gioia vera.

Mentre ascoltavo mi si avvicina un signore che mi domanda chi ero e se ero interessato a quello che dicevano. Subito mi sono presentato raccontando la mia esperienza e cosa pensavo del Cammino (senza polemica, in forma cortese).

Potete immaginare la faccia del responsabile della comunità quando vide che avevo anche più esperienza di lui nel cammino...

Discutemmo 20 minuti nei quali lui si limitava a dire frasi di circostanza, evidentemente messo a disagio da quello che dicevo sulla mia esperienza del Cammino, sulle decime, su quanto non detto nelle esperienze.

Scena da "100 Piazze":
chitarrelle ndrùng-ndrùng
e merchandising di Kiko
Ad ascoltarli non c'era nessuno, solo altre comunità che facevano da "pubblico", io mi offrii di parlare con loro (non per polemica, solo per confrontarmi su molti aspetti).

L'incontro si concluse quando la moglie, visto che la situazione si metteva male, lo chiamò dicendogli che doveva dare supporto alla comunità in quel momento, si liquidò dicendomi poi ci saremmo risentiti.

Mi chiese il cellulare e io glielo diedi senza problemi, gli dissi che inoltre frequentavo sempre la parrocchia e che poteva tranquillamente chiedere di me in chiesa, se lo avesse desiderato.

Scomparve e di lui non ho più saputo nulla. Da quello che ho accertato non hanno "convertito" nessuno nel quartiere e quest'anno non si sono ripresentati...
(da: C.)

sabato 14 giugno 2014

«Nelle convivenze si disperdevano frammenti di Pane consacrato...»

Traduciamo una testimonianza a firma Elma da un forum in lingua polacca.


Dovunque vanno nel mondo, portano solo Kiko,
esclusivamente canti di Kiko, icone di Kiko, ecc.:
non succede nemmeno per sbaglio che portino
qualcosa che non sia fatto da Kiko e voluto da Kiko
Ciò che dice quel messaggio di Teresa è vero! Ho incontrato alcune persone del Cammino e sono stata a parecchie delle loro "catechesi". Sono stata anche alla Convivenza, dove ci hanno letteralmente fatto il lavaggio del cervello per tre giorni, compresa la love bomb [l'essere circondati da un ambiente esageratamente affettuoso, ndt]... Tutto è avvenuto proprio come nella testimonianza firmata da Teresa. E c'era una coppia che aveva otto bambini ma non aveva un lavoro, e dunque andava mantenuta da noi. Hanno battezzato un figlio per completa immersione (diciamo così).

Io sono per natura una persona allegra, felice, socievole, per cui andando al primo incontro ("catechesi") mi aspettavo di conoscere persone simpatiche con cui leggere insieme le Scritture, ecc., lo desideravo, sì, anche se è ovvio che non tutto può essere sempre correttamente interpretato.

Io non ci vedevo nulla di male nel fare quell'incontro perché vi partecipava anche il parroco. La prima cosa che ci dissero fu che non era una coincidenza il fatto di stare lì, e che lì avrei potuto vivere davvero qualcosa.

Ma i catechisti che tennero l'incontro erano strani, erano bloccati in un atteggiamento apparentemente aperto ma in realtà chiuso, non so come esprimerlo meglio. Hanno detto ciò che volevano dire ma al momento in cui avrei voluto parlar loro, sono svicolati via dicendo che avevano altro da fare, avevano da lavorare... ed è come se fossero spariti, limitandosi -dopo la convivenza- a dividerci in due gruppi e a prepararci per la lettura.

Pensavo che mi avrebbero assegnato un argomento sul quale prepararmi a casa prima dell'incontro ma... ecco una nuova sorpresa: bisognava per forza lavorare in gruppo. Ed il lavoro di gruppo andava fatto in un giorno scelto dalla comunità (il martedì). Quindi un ulteriore incontro 2-3 giorni prima per preparare la liturgia del sabato.

Sacrilegi neocatecumenali:
una denuncia del 1992
(ma fino ad oggi hanno sempre
fatto allo stesso modo!)
Anche qui ho notato qualcosa di stranissimo: nelle convivenze si disperdevano frammenti di Pane consacrato, e nulla si faceva per evitare che le briciole ci cadessero dalle mani. Inoltre l'ingresso della cappella era tutto cosparso di briciole, come se fossero state spazzate via, come se ci fosse stata gente che ha mangiato sandwich in cappella. Non era sabbia o altro: erano proprio briciole, si attaccavano ai miei stivali.

In alcuni forum avevo letto una cosa strana, che loro devono disperdere le briciole per "condividerle col mondo", o qualcosa del genere. Ma nessun kikos ha mai voluto spiegarmi alcunché, e non volevano neppure che si parlasse della questione delle briciole.

Quanto alla "catechesi" neocatecumenale, ho sentito ripetere tante volte che "non potete servire due padroni, Dio e Mammona", e ogni volta lo dicevano per giustificare un argomento qualsiasi. Ora capisco che quelle parole non erano dette a caso: fin dall'inizio sospettavo che loro volessero accusarci di essere attaccati ai soldi.

Ora so cosa si stava preparando per me nello Shemà: nel nome di "Dio", prepararsi a pagare la decima e a donare loro i beni.

Gente, state alla larga dal Cammino! Mi impegno a pregare per tutti coloro che sono entrati, e per i fuoriusciti che si trovano ancora con i sensi di colpa. A volte di sera non riuscivo a prendere sonno perché ero impegnata a esaminarmi per qualche "peccato", a maledirmi per tante cose, e tutto sembrava "peccato" grave, come lo stampare una lettera personale con la stampante che uso per lavoro, perché era un furto di carta e inchiostro... Orribile, orribile! Certamente ognuno di noi si incontra con gli amici e càpita di chiacchierare svagatamente di qualche persona assente. E chi fa il Cammino si sente controllato ad ogni passo, e sempre con quei sensi di colpa.

Canzonette di Kiko grattugiate sulla chitarra, icone di Kiko
e bocche urlanti: e la chiamano "nueva evangelizzazione"
Il Cammino Neocatecumenale mi ha dato un momento apparente di calma, ma sempre dandomi l'impressione che stavo peccando in ogni momento, e questa cosa è stata deprimente.

Perciò, quando c'è stata buttata lì la cosiddetta "catechesi" del "Dio ti ama" e roba del genere, è stato un vero lavaggio del cervello fatto da persone (i cosiddetti "catechisti") che stranamente provenivano tutte da terribili esperienze (abusi, tradimenti, alcolismo...) e parlavano di com'è bello il mondo nel momento in cui si entra nel Cammino e si scopre che "Dio ti ama". Ma Dio ama tutti! Anche i peccatori, i più cattivi e incalliti. Dire alla gente che l'unico cammino spirituale è il neocatecumenato è un'assurdità!!!

Un'altro stratagemma neocatecumenale è il dire che la natura umana è totalmente perversa: non forzate nessuno, dicono, "se non vuol venire, non venga". E quindi secondo voi cosa succede? Che io intendevo capire cosa avvenisse nelle tappe successive, mentre altri - per esempio due persone anziane disabili senza possibilità di connessione a internet - si bevevano tutto quello che veniva propinato loro. Tentai di avvisare le persone che avevo a cuore ma non mi ascoltavano, oppure dicevano che su internet si legge di tutto...

Chi frequenta il Cammino si dichiara felice di farlo: e in realtà tale felicità è solo la dipendenza dalla comunità e dalla necessità di mostrarsi sorridenti perché altrimenti nessun altro entrerebbe nel Cammino, dopotutto le prime catechesi si chiamano "Vieni e vedi": ed io ho potuto vedere se Teresa avesse detto il vero o no, e per questo sono tornata sui miei passi, nella mia vita cristiana normale senza Kiko e senza il Cammino Neocatecumenale. E pregherò per coloro che invece sono stati abbindolati.

giovedì 12 giugno 2014

Purgatorio? Kiko non ci crede

Nostra traduzione dell'articolo "Critiquing Kiko’s Kerygma" apparso su Thoughtful Catholic.


Criticando il Kerygma di Kiko

La teologia di Kiko Argüello è una catasta di mezze verità. Eccone qui un altro esempio, che riguarda i novissimi (le "cose ultime"), ed in particolare il purgatorio.

Il Cammino Neocatecumenale dichiara di presentare il “Kerygma” alla gente che frequenta ciò che i kikos chiamano la “Fase iniziale della Catechesi”.  “Kerygma” è una parola greca che significa “proclamazione” e normalmente si riferisce ad una presentazione del Vangelo che sia breve, sintetica e introduttiva. Perciò normalmente contiene gli elementi fondamentali che si trovano nell'antichissimo “Credo degli Apostoli”, presentato con l'accento sulle implicazioni personali e sulla conversione.

Ma se andiamo a vedere cosa dice Kiko Argüello nelle sue catechesi iniziali, dal Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale (pagg. 262-277 degli Orientamenti per la fase di conversione), ecco cosa troviamo:
Chi crede in Gesù Cristo muore come quando si addormenta. Ti metti a letto e ti addormenti senza sapere quando. Così anche morirai: dormendo. Per questo la Chiesa chiama i morti: quelli che si sono addormentati nel Signore. Muori come in un sogno e ti risvegli nella resurrezione. In un istante passi da questo mondo al la gloria, siano passati o no milioni di anni. Perciò noi cristiani non piangiamo i morti: i nostri fratelli che muoiono sono vivi.
Vi pare forse che questa descrizione delle cose ultime includa la possibilità di una purificazione finale (purgatorio)? No. Stando a Kiko, i cristiani, nell'istante della morte, da questo mondo assurgono direttamente alla gloria. Questo è in effetti ciò che molta gente attorno a noi crede, tra cui molti devoti protestanti.

La Chiesa, invece, proclama una cosa diversa: mentre alcune anime sante non hanno bisogno di essere purificate dopo la morte e vanno direttamente in paradiso, per molte altre è necessaria la grazia del purgatorio. Ma nelle parole di Kiko non c'è alcun modo di dedurre il concetto di purgatorio.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, ai paragrafi 1030-1031, ci dice:
1030 - Coloro che muoiono nella grazia e nell'amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo.

1031 - La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt'altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore:
«Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c'è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro».
Questa possibilità di purificazione finale è davvero salvezza donataci dal Signore. È perciò una grazia, ed è davvero una grande notizia. Questo significa che la nostra santità sarà vera, non simulata, quando finalmente giungeremo al paradiso. Non è solo una buona notizia: è una grande notizia! Una qualsiasi descrizione delle cose ultime presentata in un kerygma non può implicitamente o esplicitamente escludere la possibilità del purgatorio.

Ma il kerygma di Kiko chiaramente la esclude. Perché?

Chiedetelo al vostro cosiddetto "catechista" neocatecumenale.

martedì 10 giugno 2014

Le "alzate" le ha inventate un protestante nel 1830

Nostra traduzione di un articolo di Jungle Watch.

Una nota da Valentina:
Questo delle alzate è stato il mio primo punto di rottura con il cammino.
Lo ripeto, per la prima volta con un gruppo di giovani appositamente richiamati a Roma (in una convivenza che sostituì quella annuale dei cantori) venne fatta nella primavera del 1984.
In quell'occasione Kiko chiese di alzarsi, i maschi per il Seminario (quello vescovile), le ragazze per il convento (di clausura).
Cosa portò Kiko (che già usava il sistema delle alzate per gli itineranti) a decidere di forzare le scelte vocazionali dei giovani? Cosa successe in quell'anno?



Il santone con la chitarrella
incita i giovani ad "alzarsi"
Le prime crepe stanno cominciando ad essere proprio evidenti.

In uno dei commenti del blog un kikos mi rinfacciava il numero di partecipanti della "chiamata vocazionale" nel recente Party di Parañaque. Come già sapete, i kikos sono mostruosamente ossessionati dai numeri (il che è già sufficiente a dirci qualcosa sull'autenticità della loro fede).

Il kikos mi rimproverava per non aver visto le mie figlie farsi avanti. Gli ho risposto che le mie figlie ascoltano Dio, non Kiko. (Ovviamente è abbastanza facile notare come i kikos confondono Dio e Kiko). Ma la faccenda di queste "chiamate di Kiko" a questi "spettacoli di Kiko" è qualcosa su cui riflettere in maniera più ampia.

***

La chiamata vocazionale di Kiko in questi grossi spettacoli rituali kikiani utilizza sia la psicologia che la "chiamata dall'altare" di marca protestante-fondamentalista: verso la fine di un'estenuante sessione di preghiere e musica, alla folla emotivamente sovraccaricata viene detto di "alzarsi" e di venire avanti per Cristo.

Ho partecipato personalmente in parecchi eventi di "alzate" kikiane. La pressione che ti induce ad "alzarti" è enorme. Il non "alzarti" viene percepito come un NON voler donare la propria vita a Gesù. La musica va avanti, il predicatore trascina e predica, predica e trascina, vedi i tuoi amici "alzarsi", la pressione aumenta, la musica è in crescendo, il predicatore diventa ancor più scatenato, trascina e predica, predica e trascina, c'è gente che comincia a piangere, ti "alzi" anche tu e la corrente ti risucchia, ti trovi avanti, con la tua mente seppellita chissà dove...

Di tutte le fissazioni dei kikos che vogliono "ripristinare la Chiesa dei primi secoli", il metodo della "chiamata" vocazionale è non soltanto un'invenzione completamente protestante, ma è relativamente recente. È al protestante Charles Finney che viene attribuita tale invenzione, in quelle che nel 1830 venivano chiamate le crociate di Finney.

Finney scrive:
"Predicate ad uno, e nel momento in cui lui è disponibile a fare qualsiasi cosa, mettetelo alla prova, richiedetegli di fare una singola cosa, un passo che lo faccia identificare nel popolo di Dio."
Oltre le "alzate", anche le "abbassate":
in ginocchio davanti a Kiko...
Questo metodo è stato sviluppato da Finney per obbligare a prendere una decisione. Non importava che la decisione sia vera o duratura. Ciò che importava era lo spettacolo di persone che fisicamente si alzavano in piedi e andavano avanti. Questo permise a Finney, e a tutti gli altri predicatori protestanti come lui fin da allora, di puntare a risultati "visibili" che potessero servire come qualcosa di concreto per il proprio "curriculum", qualcosa che facesse notizia e attraesse folle più grosse nello spettacolo successivo.

Nel mondo protestante il numero di coloro che si sono "alzati" è la moneta con cui i predicatori acquistano potere e influenza. Nel mondo cattolico il potere e l'influenza stanno nei vescovi, la cui "moneta" è il numero di vocazioni, visto che tale numero è normalmente il modo in cui viene misurata la salute di una diocesi. E questo è qualcosa che Kiko capisce molto bene e mette in pratica con grande maestria.

Ovviamente la "chiamata vocazionale" (o invito di massa) non è una caratteristica esclusiva dei protestanti e di Kiko. La "mentalità da gregge" - o più delicatamente "psicologia delle folle" - è utilizzata ormai ovunque, dai dittatori ai pubblicitari, dai predicatori "rinati" a Kiko. Si tratta dell'utilizzo scientifico della peer pressure (pressione sociale), che è stata da tempo capita e utilizzata da psicologi, scienziati sociali, strateghi politici, insegnanti e perfino genitori.

Ma il suo utilizzo nello stimolare vocazioni è quanto di più lontano possibile da ciò che Gesù Cristo avrebbe fatto. La chiamata di Cristo a seguirLo è sempre individuale, personale, ed è così perché Dio è Amore, e l'Amore si fonda sull'assoluta libertà. La libertà e la volontà vengono invece particolarmente compromesse nel contesto dei rituali motivazionali di massa come quelli di Kiko.

Se c'è qualcuno che lo sa bene, sono proprio i vescovi - ma è triste che loro ancora si permettano di servire Kiko, di essere suoi pedoni nella sua marcia di auto-glorificazione. Perché lo permettono? Purtroppo è facile capirlo. Le vocazioni, le vere vocazioni - compresa quella alla paternità - sono decisamente faticose e raramente fanno notizia. Per cui sembra facile lasciare che Kiko, che padroneggia bene i rituali motivazionali, "procuri" vocazioni al posto loro. Lui "procura" le vocazioni, e loro gli danno le chiavi della ricchezza e del potere, e alla fine della fiera tutti son contenti.

Ed è ancor più triste - sommamente triste - che di tutta questa storia, ad essere danneggiati sono proprio i giovani. Prendere pubblicamente un impegno a diventare sacerdote o suora ancor prima di aver avuto qualsiasi seria opportunità di discernimento e di guida spirituale, è pericoloso, perché le conseguenze sono dure e restano a lungo.

Perciò c'è da sospettare che tante "kiko-vocazioni", tirate fuori da un evento deliberatamente orchestrato per scatenare le emozioni, anche quando terminano con l'ordinazione o la professione dei voti religiosi (grazie a qualche vescovo kikiano che cerca di rimpolpare il proprio "curriculum" ecclesiale), vanno avanti solo per la paura dell'umiliazione.

E le prime crepe stanno cominciando ad essere proprio evidenti.

domenica 8 giugno 2014

«Nel Cammino i miei problemi si sono moltiplicati»

Espressioni imbarazzate nel girotondo obbligatorio:
inutili figuracce fatte per ubbidienza al Cammino,
una spiritualità desolante che ti devasta la vita
Vorrei esprimere un mio pensiero in merito ad una cosa che ha detto Michela ieri (“gli è stato insegnato che nel mondo c'è il male, ma poi non gli hanno dato gli strumenti per destreggiarsi in questo mondo dove devono vivere”).

Penso che abbia detto una cosa importante e del tutto vicina alla mia esperienza.

Io ho 20 anni e da sempre sono in Cammino. Da poco ne sono uscito, penso definitivamente. Anche se ne sono uscito, però, mi accorgo che dentro di me ci sono gravissime difficoltà nel relazionarmi in maniera sana con gli altri. Oggi mi ritrovo molto debole davanti alla vita, davanti agli altri in molte circostanze. Mi è stata data in Cammino una "spiegazione" delle mie croci e delle mie sofferenze, che è del tutto falsa - oggi me ne rendo conto. Le croci da portare ci sono sempre, io ho da portare le mie, ma il Cammino cosa mi ha dato di buono per portarle?

Il problema è che la Comunità non mi ha dato appunto le armi per combattere. Mi sono state dette quali erano le croci, mi è stato detto che noi abbiamo bisogno di amore ed è per questo che soffriamo. Detto questo, mi sono state tolte molte armi che avevo a disposizione per cominciare questa lotta… potrei e vorrei spiegare e motivare, ma non lo faccio, non ne ho voglia e ne uscirebbero 20 pagine. È stato molto deludente. Ho fatto molti errori, ma penso che alcuni di questi fossero in buona fede, perché in fondo i miei più brutti ricordi sono del Cammino, i miei più brutti momenti li ho passati là, le mie figuracce, le mie tensioni, le mie fobie, i miei eccessi, la mia violenza, le mie oscurità, i miei gravissimi problemi affettivi, sono stati alimentati, si sono moltiplicati, sono cresciuti lì dentro. Non per tutti, mi rendo conto, è così. Non per tutti, ma per me e per altri giovani, penso che il Cammino possa essere deleterio e può giocare pericolosamente con cose molto delicate che in un giovane si possono trasformare anche in rabbia e odio.

saluti, Michele

venerdì 6 giugno 2014

Costose panzane neocatecumenali

I cari fratelli del Cammino Neocatecumenale sono talmente abituati a credere alla loro stessa propaganda, che talvolta avviene qualche vergognoso pasticciaccio come quello che descriviamo qui sotto.

Il 18 maggio 2014 su U Matuna Si Yu'os, periodico ufficiale dell'arcidiocesi di Guam, compare un articolo intitolato «Pellegrinaggio nelle Filippine - A giugno i giovani di Guam andranno a Manila ad evangelizzare».



L'articolo di pura propaganda kikiana dice così:
Sua eminenza il cardinal Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, ha invitato gli iniziatori del Cammino NeoCatecumenale: Kiko Argüello, Carmen Hernàndez e don Mario Pezzi, sacerdote della diocesi di Roma, a fare un Incontro Vocazionale dei giovani delle Filippine il 6 giugno [2014].

L'invito è stato esteso alle comunità NeoCatecumenali di Guam e Saipan. Tale Incontro Vocazionale potrebbe essere un'esperienza che cambia la vita per circa 100 giovani neocatecumenali di Guam e Saipan [capitale delle Marianne settentrionali, ndt] che faranno il pellegrinaggio, inclusi i seminaristi del Seminario Redemptoris Mater.

I giovani saranno accompagnati da presbìteri, famiglie in missione, coppie sposate e altri interessati. Uno dei frutti del Cammino NeoCatecumenale è l'abbondanza di vocazioni, poiché è un processo di formazione che promuove l'intera famiglia e attrae i giovani.

Il contingente dei pellegrini di Guam si unirà alle parrocchie di Manila delle Cinque Piaghe e del Santo Rosario ad Alapang, ed evangelizzerà per le strade annunciando la Buona Novella. I pellegrini visiteranno anche siti religiosi come le cappelle del santo filippino san Pedro Calungsod e santa Teresa di Lisieux.
Tale articolo era comparso anche sul sito web di U Matuna ma misteriosamente - insieme ad un altro che riportava notizia del pellegrinaggio - ne è stato cancellato a fine maggio.

Jungle Watch il 1° giugno scorso riporta che non c'era stato nessun invito del cardinal Tagle di Manila, né a Kiko e al suo team, né alle "Comunità Neocatecumenali di Guam e Saipan", come invece riportava l'articolo sopra citato.

Capite? È stato organizzato un intero evento sotto false promesse (se non una menzogna vera e propria), ed è stato usato il nome di un cardinale senza il suo permesso e senza che ne fosse a conoscenza. «Questo è un abuso del livello più alto, certamente il tipo di abuso a cui Kiko ci ha abituati, ma ora abbiamo perfino la leadership della nostra arcidiocesi che partecipa direttamente all'abuso», commenta Tim su Jungle Watch.

La giornalista che ha scritto l'articolo ha semplicemente riportato una notizia che le era stata fornita. Ma dunque chi è che le ha passato la notizia? C'è da sospettare che sia stato l'arcivescovo di Guam, poiché nulla può essere stampato su U Matuna senza il suo esplicito consenso, tanto più per una cosa così grossa. Dunque o l'arcivescovo Apuron è un bugiardo, oppure è stato utilizzato da dei bugiardi (ricordiamo che mons. Apuron si definisce membro del Cammino).

I commenti su Jungle Watch da parte di alcuni lettori filippini sono tra il divertito e il seccato: «siamo già cattolici, e i neocatecumenali di Guam devono venire qui a evangelizzarci? -- è una barzelletta o cosa? -- qui nelle Filippine abbondano le Messe, il matrimonio è protetto, l'aborto è illegale, le vocazioni aumentano, le Messe vengono celebrate anche negli uffici durante la Quaresima perché le chiese sono strapiene, c'è una cappella in quasi ogni supermercato... e i neocatecumenali vengono qui a "evangelizzare"? o piuttosto a omaggiare il loro profeta e re, Kiko?»

Ancora il 1° giugno, "Diana" (pseudonimo di un Pasqualone di Guam, neocatecumenalissimo autore di un blog di "disertori"), risponde ad un commento anonimo confermando la notizia dell'evangelizzazione neocat di Manila:

Diana scrive: «Kiko è stato invitato nelle Filippine dal Cardinale. Dopo le Filippine, Kiko andrà in Giappone. È stato invitato anche dai vescovi giapponesi».

Non solo dà per vera la panzana, ma addirittura aggiunge che "i vescovi giapponesi" (che si ricordano molto, molto bene di Kiko e dei suoi "potenti appoggi") lo avrebbero addirittura "invitato".
A loro insaputa, come per il cardinale Tagle?

Jungle Watch scopre poi che il mega-incontro con Kiko di questo fine settimana è pianificato non nella diocesi del cardinal Tagle (Manila), ma nella Casa internazionale di preghiera del movimento carismatico El Shaddai nella diocesi di Parañaque...!

È di ieri la notizia che l'arcivescovo Apuron ha frettolosamente liquidato la faccenda dicendo che l'articolista di U Matuna era solo una collaboratrice volontaria (la toppa è peggiore del buco!).

Intanto molti fratelli del Cammino di Guam avevano già anticipato i 1.000 dollari a testa per partecipare all'evento kikiano a oltre duemila chilometri di distanza.




Letter by card. Tagle
La lettera del card. Tagle (29 maggio 2014)

Aggiornamento 1: il cardinale Tagle, il 29 maggio, aveva scritto alla giornalista di U Matuna:
Io non ho invitato gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale nelle Filippine per un incontro vocazionale con i giovani. In realtà è stato Kiko Argüello che aveva in programma di visitare Manila e attraverso i responsabili delle comunità del Cammino a Manila mi aveva chiesto un incontro. Attraverso le stesse persone Kiko mi aveva invitato all'incontro vocazionale dei giovani. Sono stati loro a invitare me.
Aggiornamento 2: l'arcivescovo Apuron si era già recato mercoledì 4 giugno in aereo a Manila, viaggiando in aereo in classe "business". Alla faccia dei neocatecumenali che gridavano "non è vero, non è vero, bugie, bugie". In un albergo di lusso a 287$ per notte.

Aggiornamento 3: è stata finalmente pubblicata una errata corrige in cui la falsa notizia che Tagle avrebbe invitato Kiko sarebbe figlia di... informazioni inesatte fornite al periodico U Matuna. In pratica si corregge la notizia ma nessuno se ne assume la responsabilità.
Addirittura riportano che Kiko avrebbe commentato la cosa dicendo: «non date troppa attenzione a quei reporter pazzerelli». Che tradotto dal linguaggio kikiano va inteso con: «non fate domande».
Aggiornamento 4: alcuni neocatecumenali di Guam hanno dichiarato che loro e il vescovo, prima della fine di maggio 2014, conoscevano già la lettera del card. Tagle! Provate a indovinare i motivi per cui hanno preferito evitare di farla conoscere (e i motivi per cui si sono accesi d'ira funesta quando la lettera è diventata pubblica).

mercoledì 4 giugno 2014

Il Cammino decide quanti figli devi fare

"Nueva Evangelizzazione" kikiana:
imbarazzante girotondo di anziani
in pubblica piazza
Significativa la prima testimonianza al "100 piazze" di domenica scorsa (1° giugno 2014), in Piazza Gimma a Roma, anche in relazione agli ultimi temi trattati.

La testimonianza è di marito e moglie:

A un certo punto della sua testimonianza il, marito dice: «...ho quattro figli ma per me potevo averne anche uno...»

Al suo turno la moglie ribadisce: «...con quattro figli, mio marito è sempre fuori per lavoro, è difficile amarli, anche perché io non li volevo...»

Se tanto mi dà tanto, "qualcuno" dev'essere intervenuto sulle paternità e maternità di questa coppia.

(da: Ruben)

lunedì 2 giugno 2014

Laici "scrutinatori" di sacerdoti: succede solo nel Cammino

Ma se il cosiddetto "catechista" neocatecumenale dice delle emerite vaccate, non si può contestarlo?

Kiko elargisce la propria
benedizione
ad un sacerdote
inginocchiato dinanzi a lui
Risposta sbagliata, Jeff: non è possibile che un capo-equipe venga ripreso in pieno scrutinio. Mai è avvenuto e mai avverrà, per non minare l'autorità del catechista.

Al massimo potrà esserci qualche intervento sottovoce, ma la parola ce l'ha sempre il capo-equipe neocatecumenale. Conosco una sola persona che privatamente ebbe il coraggio santo di alzarsi e dopo una catechesi riprendere il "catechista" NC per aver detto una solenne eresia, seppure per errore lessicale, ma non ricevette alcuna risposta.

Quel che fanno e dicono i catechisti è sempre "giusto", Jeff, non dirmi di no, inoltre il 90-95% delle persone, se non di più, non ha nessuno strumento per capire se ciò che ascolta è corretto e risponde al Magistero oppure no.

Ho visto più di un Sacerdote farsi scrutinare, e volontariamente presentarsi in abiti civili per lo scrutinio, e mai ribattere. L'unica cosa che credo non possa accadere è che un Sacerdote non superi un passaggio.

E' di per sé assurdo che un Sacerdote venga scrutinato da un laico, e nel Cammino non avviene mai il contrario: infatti nel Cammino i Sacerdoti non scrutinano i laici, al massimo li confessano e li consigliano privatamente.

Visto che nel CN va di moda l'ebraismo chiediamoci se i leviti dei tempi antichi si sarebbero mischiati con il resto del popolo, o se gli attuali ebrei ortodossi amano mescolarsi con tutti gli altri ebrei. Ti dico di no, ma sicuramente lo sai, perché si vede che sei una persona di una certa cultura.

I Sacerdoti non dovrebbero subire gli scrutini, perché venire a sapere certi dettagli della vita intima di un Sacerdote ti fa perdere moltissima fiducia in quel che dice e fa, e anche nei Sacramenti che amministra.

Il "tallit" ebraico usato
da certi kikos durante le
"100 piazze" del Cammino:
ma che c'entrava?
Se venissi a sapere che un sacerdote pecca contro il Sesto Comandamento, cosa penseresti mentre lo vedi elevare il Corpo di Cristo o mentre ti confessa pubblicamente un peccato della stessa natura? Accetterai un rimprovero o una penitenza di buon grado? O piuttosto il demonio non sfrutterà quel pensiero per indurti a non credere più in quella persona?

Satana sa travestirsi molto bene e sa usare ogni mezzo per combattere tutti noi e indurci al peccato, perché facilitargli il lavoro?

(da: FDF)


Nota a margine: nelle vere e proprie "confessioni pubbliche" che avvengono negli "scrutini" neocatecumenali, i cosiddetti "catechisti" comandano di dire "fatti concreti". Per far "scendere da cavallo" qualcuno, insistono ossessivamente sulla sfera sessuale (e il malcapitato risponde a costo di "inventarsi i peccati", poiché altrimenti non supererebbe lo "scrutinio"). Questo avviene anche con i sacerdoti che hanno avuto la disgrazia di farsi invischiare dal Cammino. Padre Enrico Zoffoli, diversi decenni fa, denunciava questo scandalo nei suoi libri in cui raccoglieva testimonianze da tutta Italia. Quanto riportato qui sopra da FDF conferma - se mai ce ne fosse bisogno - che nel Cammino non è cambiato nulla, neppure con l'approvazione dello Statuto.



Commento da Lino:

Il modello di scrutinio di un "presbìtero":
"Kiko: Un momento. Gesù Cristo non è la tua sicurezza, allora qual'è la tua sicurezza oggi?"

Leggi qui, dall'ultimo capoverso di pag. 182 fino a pag. 188 (Orientamenti II Scrutinio).
Quello scrutinio, rivolto a un sacerdote, è una vergogna che conferma pienamente le considerazioni di FDF nel Topic. Basta leggere questo passaggio di Kiko:
"In questo momento la Chiesa esercita attraverso i catechisti un potere di discernimento, di aiuto, di esorcismo, attraverso la vostra realtà; e io credo in questo potere, e che è una grazia di Dio che dà al catechista, come la darà a voi quando sarete catechisti di altri..."
Nel "voi" è compreso il presbitero, al quale Kiko si sta rivolgendo, nella logica che "oggi la direzione spirituale sta cambiando nella Chiesa in un'unica direzione che è la Parola di Dio nel Tempio, corretta ed illuminata in certi momenti, come sono gli scrutini...".

E questo sarebbe il direttorio sottoposto all'approvazione della Chiesa?

Discutete di questi passaggi "originali", NC che qui intervenite, è questo un tema del Topic, non le persone, non Tripudio e altri.

sabato 31 maggio 2014

Due veglie pasquali? Una cattolica e una neocatecumenale?

UN’UNICA VEGLIA PASQUALE IN ONORE DEL SIGNORE

La questione delle due veglie pasquali nella nostra parrocchia negli ultimi anni, porta inevitabilmente con sé, e accende, altre questioni di rilevanza fondamentale per la vita della nostra comunità parrocchiale, chiamata, anzitutto con quella che è, ad essere veicolo di incontro del Signore Gesù con gli uomini.

Nel Missale Romanum del 1970 la Veglia pasquale è messa in relazione con la domenica di Pasqua sotto il comune titolo: “Domenica di Pasqua in Resurrectione Domini”. In questa notte «la Chiesa attende, vegliando, la risurrezione di Cristo e la celebra nei sacramenti» (Norme generali per l’ordinamento dell’Anno liturgico e del calendario 1969, 21). Il simbolismo fondamentale di questa Veglia è quello di essere una “notte illuminata”, anzi una “notte vinta dal giorno”, dimostrando mediante i segni rituali che la vita della grazia è scaturita dalla morte di Cristo. Per questo la Veglia, in quanto pasquale, è notturna per sua natura. La ragione vera del carattere notturno di questa celebrazione, poi, sta essenzialmente nella realtà pasquale che essa è chiamata a significare, cioè il “passaggio”. L’attesa, infine, tipica del vegliare, va riferita alla venuta finale del Signore. Per questi motivi la celebrazione della Veglia pasquale deve «o cominciare dopo l'inizio della notte o terminare prima dell'alba della domenica» (Paschalis solemnitatis, 78). San Girolamo, a proposito, dice che al suo tempo non era lecito congedare le folle prima della mezzanotte, come purtroppo – proprio a causa delle due veglie – è accaduto quest’anno.

Ma l’aspetto più grave che comporta la celebrazione delle due veglie pasquali è la frammentazione della comunità, proprio nella notte più importante, in cui i diversi momenti celebrativi vissuti in essa ci riconducono all’unità del disegno salvifico di Dio che si compie nella Pasqua del Suo Figlio per noi. Non dovrebbe la parrocchia in questa “notte santa” mostrare il volto dell’unità che le deriva dalla partecipazione all’unico pane dell’unico Signore (cf. 1Cor 10,17)? Noi che comunichiamo con Cristo, infatti, «non siamo più gli uni accanto agli altri, ciascuno isolato per se stesso, ma ogni altra persona, che si comunica, è come se diventasse per me “ossa delle mie ossa e carne della mia carne” (Gn 2,23)» (J. RATZINGER, Teologia della liturgia, p. 496). Emblematico, a questo riguardo, è ciò che ribadisce il numero 94 della Paschalis solemnitatis, lettera circolare sulla preparazione e celebrazione delle feste pasquali, la quale costituisce tuttora l’ultimo aggiornamento valido in materia. In questo numero si afferma: «Si favorisca la partecipazione dei gruppi particolari alla celebrazione della veglia pasquale, in cui tutti i fedeli, riuniti insieme, possano sperimentare in modo più profondo il senso di appartenenza alla stessa comunità ecclesiale».

I “gruppi particolari” qui menzionati non sono, evidentemente, le aggregazioni ecclesiali presenti in una parrocchia. Ma è proprio questo il punto. Se per i gruppi particolari è raccomandata la partecipazione all’unica Veglia pasquale, ancor di più questo dovrebbe valere per le aggregazioni che vivono e si attuano nella parrocchia, «ambito ordinario dove si nasce e si cresce nella fede» (Direttorio generale per la Catechesi, 257).

In tutta verità, negli ultimi anni è stato il Cammino Neocatecumenale a richiedere la celebrazione di un’altra Veglia, che se pur presentata come legittima per il recupero del segno della “notte”, è e rimane gravemente illecita a livello cristologico-ecclesiale.

A riguardo, una soluzione solamente “caritativa” e concessionaria è menzognera, perché non tiene conto anche della dimensione “veritativa”. Perciò, la soluzione dirimente, a mio parere, è quella adottata dai Vescovi della Conferenza Episcopale Pugliese – ma non solo – nel 1996, ma ancora attuale, benché l’approvazione dello Statuto del Cammino Neocatecumenale. In quest’ultimo, infatti – nell’articolo 12 concernente la liturgia della Veglia pasquale –, si dice soltanto che il «Neocatecumenato stimolerà la parrocchia ad una celebrazione più ricca della veglia pasquale», ma soprattutto nella nota di rimando ivi presente si fa menzione di alcuni numeri proprio della lettera Paschalis solemnitatis, tra cui il numero 94 succitato. I Vescovi pugliesi così sentenziavano: «Gli aderenti al Cammino hanno elaborato una forma celebrativa particolare più ampia, arricchita di ulteriori elementi, prolungata per l’intera notte fino all’alba e dichiarano che essa costituisce per loro un momento fondamentale, praticamente insostituibile. Quest’esigenza entra in conflitto con l’altra non meno importante di non frazionare la comunità cristiana in gruppi separati, in eucaristie “parallele”, proprio nella Pasqua. Pertanto, in ogni parrocchia, dopo aver celebrato una sola Veglia pasquale, i gruppi neocatecumenali (senza escludere altri fedeli eventualmente disponibili) potranno intrattenersi ancora fino all’alba, però senza ripetere nessuno dei quattro momenti liturgici essenziali previsti dal Messale Romano (la Liturgia della Luce, della Parola, dell’Acqua – con eventuali Battesimi – e dell’Eucaristia), ma solo aggiungendo altri elementi celebrativi e didattici, preghiere, canti, meditazione personale, scambio di esperienze, momenti di festa e di fraternità. Non, dunque, due veglie successive, ma dopo l’unica Veglia liturgica vera e propria, un prolungamento celebrativo» (Nota pastorale ai presbiteri).

Nel raggiungimento dell’unità, che è anzitutto dono del Signore, valga per tutti la raccomandazione ad «avere la massima cura per costruire e conservare la comunione all’interno delle Chiese particolari» (Discorso del Santo Padre Francesco ai Rappresentanti del Cammino Neocatecumenale, 1 febbraio 2014), nell’accettazione del bisogno perenne «di essere purificati dal fuoco di Dio, che vuole consumare le nostre tendenze fatte di egoismo, di pigrizia e di orgoglio» (A. VANHOYE, Lo Spirito dell’unità, p. 29).

(Giuseppe, dalla Puglia)


Nota: il parroco di Giuseppe, ormai evidentemente filo-neocatecumenale, non ha voluto pubblicare tale articolo sul giornale della parrocchia.

giovedì 29 maggio 2014

Comunione seduti: e ti danno pure le istruzioni

Questo breve video mostra quello che è avvenuto durante un "matrimonio neocatecumenale" a Laguna (Guam) a marzo 2011:



Si tratta di un matrimonio dove a quanto pare erano presenti anche persone che non erano del Cammino. Perciò vediamo che vengono date istruzioni su come fare la Comunione. L'assemblea viene "istruita" a ricevere sulla mano e quindi subito sedersi e aspettare. Quindi si vede la distribuzione della comunione "alla maniera neocatecumenale".

Nel video si vedono gli sposi chiacchierare e ridere mentre hanno l'ostia consacrata sulle mani.

Il prete stesso riceve poi la sua particola (anziché consumarla prima degli altri) e lo vediamo mentre da seduto apostrofa i presenti, prima di fare "tutti insieme" la Comunione.

Ricordiamo che tale pratica della "comunione seduti" è stata vietata al Cammino dalla lettera del 1° dicembre 2005 con le «decisioni del Santo Padre», lettera pienamente recepita dallo Statuto del Cammino (articolo 13, nota 49).

Purtroppo l'Arcivescovo di Guam e i suoi sacerdoti promuovono tale pratica, e addirittura ordinarono nel 2008 ai sacerdoti filippini di adeguarsi oppure di andarsene dalla diocesi di Guam.

Questa assurda pratica che continua ancor oggi, che i leader del Cammino credono essere il "giusto" modo di fare la Comunione... ci fa onestamente domandare: ma i neocatecumenali ci credono davvero che in quell'Ostia Consacrata è realmente presente il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo?



Riceviamo un commento di conferma:

Vedendo il video confermo questa prassi neocat quando alle celebrazioni ci sono più cristiani della domenica che kikos: questo accade nei matrimoni e battesimi dove vengono invitati parenti ed amici non neocatecumenali.

Io l'ho fatto da responsabile e mi sentivo investito di una autorità speciale che oggi scopro falsa e blasfema, mi sentivo importante nello spiegare come ci si deve comportare, era anche importante consigliare un abbondante sorso di vino liquoroso.

Nelle veglie Pasquali dove i vecchietti stavano a digiuno da due giorni, dopo il passaggio del vino si inciuccavano dopo il fatidico abbondante sorso di "Porto", una vera bomba.

Tutto questo mi fa ricordare anche un episodio sgradevole dove i catechisti alla fine di un'importante eucarestia sgridarono davanti a tutti e a malo modo il nostro parroco solo perchè aveva trascritto su di uno spartito le note del Vangelo e della Preghiera Eucaristica, quegli ignoranti in materia e anche in altre cose, volevano sequestrare lo spartito perchè era proibito avere o divulgare questa musica.

Oggi abbiamo di tutto: dagli spartiti ai CD alle sinfonie di Kiko... l'importante è che tu paghi.



Un commento di Michela:


Ho visto anch'io qui in Italia, se ci sono ospiti spiegano come fare.

Ed è questo che contestavo qualche giorno fa a un neocat che si è arrabbiato con me: loro rivendicano la possibilità di ricevere la Comunione sulla mano (e seduti), visto che la Chiesa (secondo loro!) concederebbe tutte e due la modalità.

Io invece non capisco perchè nel Cammino bisogna comunicarsi in un'unica modalità, cioè solo come dicono loro.

Ma perchè quando partecipo a una celebrazione neocat mi devo sentire 'ospite', e c'è qualche imbecille che mi presenta, anche se non sa quasi niente di me?



Un commento di Sebastian:

Quel video mostra come si svolge l'Eucaristia NC in tutto il mondo, con la ipocrita "alzatina" per prendere il Corpo di Cristo per poi risedersi. Notate anche il prete come tiene il Pane consacrato con una mano, mentre con l'altra regge il microfono come uno show-man qualsiasi.

Che questa è la pratica ufficiale del kikianesimo lo riconosciamo tutti dalle nostre comunità, ma se non bastasse lo conferma anche un NC invasato nei commenti al blog Jungle Watch linkato sopra, che dice che è una pratica universale in tutto il mondo. Peraltro quasi a voler intendere che è diffuso anche tra i cattolici normali (non-NC).

Lo stesso NC invasato dice anche una frase che mi ha fatto impressione:
But you can't prevent us from doing this either. So why bother? Just leave us alone, okay?
Leave us alone, che in italiano significa "Lasciateci in pace", mi ricorda tanto i demoni che si rivolgono a Cristo. "Non abbiamo niente a che fare con te. Lasciaci in pace!".

E' questo il senso di ecclesialità secondo i Kikos?

martedì 27 maggio 2014

Tematiche ripetitive e persone con problemi: ecco le "catechesi iniziali"

Sono neocatecumenali
ma non te lo dicono!
Voglio raccontare la mia esperienza in una parrocchia della provincia di Bari.

Io appartengo ad un'altra parrocchia, ma vi fui spinto da un amico neocatecumenale, il quale mi disse che questa altra chiesa doveva essere evangelizzata dal Cammino, dato che mancavano fedeli. Mi allettò affermando che al primo incontro, c'era il pienone di gente.

Andai al secondo incontro, ma notai che era falso che la chiesa fosse piena, c'erano al massimo 20 persone, soprattutto coppie di mezza età e alcuni giovani. Le persone erano sedute ai banchi, i cosiddetti "catechisti", con le rispettive mogli e il parroco della chiesa, seduti a distanza, accanto all'altare. Il catechista, un trentenne, vantava di essere uscito da problemi di droga e delinquenza grazie al Cammino, dove aveva conosciuto la moglie, con cui aveva procreato 5 figli.

All'inizio, sembrava interessante, ma col passare degli incontri, la gente diminuiva e le tematiche diventavano ripetitive, sembrava la seduta di una comunità di recupero per drogati, in cui Dio era scambiato come "terapia medica".

Il catechista affermava ogni volta che lui si era salvato grazie al cammino, dove c'era lo Spirito Santo, la salvezza. Intanto il parroco della chiesa taceva sempre, non interveniva mai. Una sera, fummo sottoposti a dei test scritti, suddivisi in gruppi di 4, con domande sulla religione e Dio, alcune domande erano difficili da capire, tanto che chiedevamo aiuto al catechista. Nel mio gruppo, cominciai a conoscere la gente: c'era chi aveva problemi di comunicabilità e socialità, un tipo di mezza età parlava appena, mi sembravano persone con problemi, che si erano avvicinati alle catechesi per tentare di risolvere i propri problemi seri, eravamo seduti in chiesa a scrivere un test, in un clima triste, e il test non sollevava il morale, c'era diffidenza! Una volta conclusi questi test, consegnate le risposte ai catechisti, tutti i fogli con le risposte furono letti ad alta voce. Non so a cosa sia servito quel test.

In un altro incontro, abbiamo messo in scena, in quella stessa chiesa, la parabola del figliol prodigo, in cui i figlioli prodighi eravamo noi davanti a Dio. Per l'occasione, il catechista ci aveva detto di presentarci in chiesa ben vestiti e di portare da mangiare da casa. A me era sembrata una pagliacciata in un luogo sacro, col benestare del parroco.

Di lì a poco, dopo un dozzina di incontri, fecero la convivenza in un albergo della zona, ma io non vi ho partecipato, sebbene il catechista ci rassicurasse che avremmo dovuto sborsare solo una offerta per pagarci il soggiorno. Per l'occasione un loro confratello disoccupato testimoniò che, pur non potendoselo permettere, alle convivenze ci va lo stesso, tanto: "Dio provvede!".

Reclutamento neocat:
non ti dicono chi sono!
Queste catechesi mi sembrarono delle pagliacciate in un luogo consacrato, in cui Dio era messo in disparte, per pubblicizzare il Cammino Neocatecumenale. Non so che fine abbiamo fatto le persone che frequentavano le catechesi con me, ma io non ho partecipato ad alcuna convivenza e sono tornato alla mia parrocchia. Mi sono reso con to che il Cammino recluta gente con problemi di ogni tipo, facendo leva sulla loro debolezza o fallimento. A cosa serve chiudersi in un albergo a pregare? Gesù non predicava mica di chiudersi e isolarsi per pregare, anzi!

Ho dimenticato di scrivere che questa mia esperienza negativa con la possibile truffa neocatecumenale è avvenuta presso la parrocchia S. Giacomo di Barletta. Sono sicuro che sia sia formata una comunità, dato che il parroco era a corto di fedeli e soprattutto di offerte. Ricordo anche che sulla facciata della chiesa, c'era un enorme striscione con la scritta: "Catechesi per Adulti - Dio ti ama". Come immagine dello striscione c'era una immagine della Madonna, col viso triste.
(da: Carmine)



Nota di Lino: se leggi da pagina 1 a pagina 8 degli Orientamenti per la fase della Conversione, avrai un'assoluta conferma delle conclusioni alle quali sei giunto.

domenica 25 maggio 2014

Perché tanti fratelli del Cammino cliccano segretamente su questo blog?

Fate largo!
Avanzano i kikos!
 
Se questo blog parlasse di me, io sarei un narcisista. Ma come ognuno può notare, questo blog riguarda un sacco di gente, un sacco di gente che è stata profondamente danneggiata dal Cammino Neocatecumenale - o più specificamente dai kikos.

Le persone che cliccano qui non vengono per leggere quello che il sottoscritto Tim scrive, non vengono qui perché non hanno di che leggere. Vengono qui a informarsi su come altri sono stati feriti dal Cammino come loro. Vengono qui perché non hanno altri riferimenti. Qui a Guam, il vescovo ha chiuso loro le porte in faccia. Ha dichiarato guerra contro di loro. I sacerdoti hanno visto cosa ha fatto contro don Paul e chiaramente temono che càpiti anche a loro.

Perciò cliccano qui: non per vedere me, e non tanto per essere incoraggiati da altri che soffrono le stesse cose, ma anche per informarsi sul Cammino - e perbacco, stanno apprendendo!»
La citazione qui sopra è di Tim, autore del blog JungleWatch.info che tratta del Cammino Neocatecumenale sull'isola di Guam, che abbiamo presentato qualche giorno fa.

Più avanti aggiunge:
Sono state le risposte di quelli "in Cammino" a guidare questo blog. [...] La gente è affamata di capire come mai viene sempre risposto loro "vieni e vedi". Vogliono saperlo perché Cristo stesso vuole che lo sappiano («ama Dio con tutta la tua mente»). Questo invito dovrebbe provenire dai pastori della nostra Chiesa e da colui che devono ascoltare. Posso onestamente scommettere che il 99% di coloro che inizialmente hanno risposto all'invito dei neocatecumenali "vieni e vedi" pensavano davvero di andare ad ascoltare il loro pastore o almeno un altro sacerdote.

Il nostro obiettivo non è cancellare il Cammino dalla nostra isola. Si è presentato qui anzitutto a causa del vuoto di sacralità, di guida, di solido insegnamento delle cose della fede. Il Cammino cadrà non appena queste cose verranno ripristinate. Molte persone hanno risposto all'invito del Cammino proprio perché sono "affamate". E lo sono ancora.
Sottoscriviamo interamente ciò che Tim ha scritto.

venerdì 23 maggio 2014

Come uscire dal Cammino senza troppi dolori?

Ci chiedono:
Scusate se mi intrometto, ma non so proprio con chi altro condividere il mio scoramento di fronte a certe situazioni.

Faccio parte di una delle prime parrocchie in cui il cammino è stato accolto e che più velocemente ha preso piede sul resto della comunità parrocchiale. Anche quest’anno, nonostante il “rimprovero” di Papa Francesco, abbiamo assistito alla moltiplicazione delle celebrazioni della settimana santa per arrivare alla consueta doppia celebrazione della Veglia di Pasqua. Da tanti anni si lavora per rimettere insieme i pezzi di una comunità parrocchiale che da decenni è ormai in brandelli, senza ottenere alcun risultato concreto. Durante questi anni, le persone al di fuori del cammino hanno cercato di reagire a questa situazione in tanti modi diversi: c’è chi ha cambiato parrocchia, chi, ostinatamente, ha cercato di proporre attività di qualsiasi tipo che creassero un po nte tra le comunità ed il resto della parrocchia, chi si è disinteressato completamente della questione “catecumaneli” e si è rifugiato nella sua personale esperienza di fede e chi addirittura, come ci ha detto di recente il parroco, ha inviato una lettera anonima denunciando le ormai note storture del cammino. Io, personalmente, non so più cosa fare, solo vorrei molto trovare qualcuno con cui condividere e trovare una soluzione definitiva a tutto questo enorme disagio.

mercoledì 21 maggio 2014

Vita da nababbi

Madre Teresa di Calcutta disse: “il vero scandalo non è la ricchezza o la povertà, ma lo spreco”.

Lo scandalo non è l'albergo a cinque stelle, o l'elicottero, o l'aragosta e tutto il resto.

Lo scandalo dello spreco è che i soldi per la vita da nababbi sono stati estratti dalle tasche di pensionati, di casalinghe, di giovani che vivono solo della loro "paghetta", di padri di famiglia che per pagare la "decima" hanno tolto il pane da bocca ai loro figli.

A tutto questo si aggiunge l'arroganza dei "super catechisti" e l'idolatria delle serve di Kiko, il novello "redentore".




Testuali parole di Kiko Argüello:
Per i catechisti: i tre principali criteri di discernimento, nello scrutare le persone, sono: se hanno cambiato mentalità, se si sono provate coi beni [soldi], se hanno fatto il Cammino...

...Mi ricordo che noi abbiamo in una comunità un uomo molto ricco che non è passato ad uno scrutinio perché incapace di vendere i beni [soldi]...

Se ti ascoltano si convertono e se si convertono devono mollare il malloppo. [soldi]

Testimonianza da Agnes:
Il distacco [di Agnes] cominciò con la visita di Kiko nella sua città. Sì dice che Kiko viva da celibe e si sostenga con le donazioni. Lei conferma che la sua comunità l'ha ospitato in una suite di un albergo di lusso e gli ha "donato" una limousine. La Junge si meraviglia: come si conciliano le limousine con la povertà di Cristo?

Da Valentina:
Sulla vita nel lusso aggiungo: a quanto so io, lo stesso criterio è in uso presso i super catechisti.

A suo tempo Gennarini figlio ci fece una ramanzina facendo del sarcasmo su coloro che giudicano i catechisti in base alla sobrietà dei costumi.

Disse più o meno: "Volete che siamo dei poveracci? Che risparmiamo sul centesimo? Siete schiavi di Mammona! I soldi servono per dar gloria al Signore! E quindi noi catechisti, che vi portiamo la parola di Dio, alloggiamo in alberghi 5 stelle, pranziamo nei ristoranti migliori... e voi vorreste che fossimo dei poveracci? Non avete rispetto per la parola di Dio?".

Riporto a memoria, sicuramente "addolcendo" i toni che, dato il personaggio, furono sicuramente più aspri.

Dopo che era passato lui, trovavamo i vasi delle piante pieni di mozziconi dei suoi sigari pestilenziali.

Caro Pietro, i soldi sei tu che devi darli, perché ne sei schiavo e potrebbero farti male.
Loro no, sono liberi nel Signore, non ne sono soggetti, e quindi ne possono usare liberamente!

Da Sebastian:
Qualche anno fa, Kiko venne nella nostra parrocchia per fare un incontro, al termine del quale andò a cena in canonica insieme al parroco e a qualche super-catechista.

Per cena gli fu servito un catering a base di pesce, con tanto di spumante. Mi dissero che Kiko va matto per le aragoste. La cosa che più mi fece impressione, fu vedere le signore della 1° comunità (nostre catechiste) fare le serve per Kiko, preparandogli i piatti e servendolo. Alla fine, quando Kiko fu andato via, fu concesso loro di mangiare gli avanzi di Kiko.

Da ODG:
Vedo che anche tu sei stata contagiata dall'itagnolo "chitarra hecha in España". Figurati i cantori.

Bel gesto quello di aver regalato la chitarra a tuo marito, ci credo che non hai preso quella di Kiko, sai quanto costa una "Ramirez"? svariate migliaia euro (da 8.000 a 13.000€), tu questo non lo dici, sono sicuro che tu lo sapevi così come tuo marito.


I fan accolgono la star
Quando a suo tempo chiesi ai miei "catechisti" perchè Kiko usasse una così costosissima chitarra, mi risposero che quello era un regalo suo malgrado, fattogli della sua comunità (poverello) un regalo non si rifiuta mai.

Ho dimenticato nel mio precedente intervento che le corde devono essere rigorosamente "Savarez"...

Da Malaparte:
Non posso che confermare quello che dite: ho saputo di itineranti che girano con macchine sportive in posti da sogno (so anche che alcuni fanno la fame), ho saputo di figli di supercatechisti ai quali è stata comprata la casa (mi chiedo come sia possibile, visto che a un privato cittadino fanno storie per pagamenti in contante superiori a 1000€), so di itineranti che sono stati fatti tornare dal Sudamerica o dall'Asia anche 3 o 4 volte l'anno per partecipare a una convivenza o a un passaggio.

Una vita da nababbi, un po' come gli altri fondatori di sette (ad esempio Scientology).