venerdì 14 febbraio 2014

Kiko evangelizza il Papa: «abbiamo un peccato nella carne...»

Qui sotto: trascrizione dell'omelia che Kiko ha impartito al Papa lo scorso 1° febbraio (cfr. video su Youtube). Ascoltandolo, mi rendevo conto di quanto Kiko si sia "sbottonato". Ho italianizzato alcune espressioni spagnoleggianti senza cambiare il significato, per il resto non ho toccato niente.
(da: Obsculta)


Il dottore Honoris Causa aggiusta lo striscione
prima di impartire la lezioncina al Papa
“Vedendo queste famiglie uno potrebbe pensare: ma che cos'è questo? Ma sono pazzi? sono eroici? Chi sono? Che succede qua?

Allora non si rendono conto che il Cammino neocatecumenale è un processo catechetico liturgico di iniziazione cristiana nelle parrocchie, attraverso il quale si vuole portare il Concilio, lo stiamo portando. Allora, dice San Paolo, molte volte faccio il male che non voglio fare e se faccio il male che non voglio fare non sono io che lo faccio, chi lo fa? Il peccato che abita nella carne. Questo è un punto importantissimo per noi: ossia vuole dire che abbiamo un peccato nella carne che ci obbliga a fare cose che non vorremmo fare, che ci rende schiavi e ci obbliga a offrire tutto a noi stessi.

Dice San Paolo: Cristo è morto per tutti, per che cosa? L'amore di Cristo, caritas Christi urget nos, ci urge dentro pensare che Cristo è morto per tutti gli uomini, ergo tutti gli uomini sono morti, della terra, cioè tutti gli uomini hanno diritto alla vita eterna, alla vita immortale. E perché è morto, dice? Sorprendente: dice perché l'uomo non viva più per se stesso. Ma tutti viviamo per noi stessi, perché questo è così grave? Ecco, noi diciamo, perché il peccato nella carne ci obbliga ad essere noi dio di noi stessi, a offrirci tutto per noi, in tutto cerchiamo di essere felici noi. Ecco. Allora Dio ha inviato Suo Figlio Gesù Cristo in una carne simile alla nostra, dice l'Epistola agli Ebrei, per togliere mediante la Sua morte, togliere al demonio il potere che ha sulla morte, annichilire colui che della morte ha il potere e liberare così tutti quelli che per la paura della morte sono soggetti alla schiavitù del demonio.

Questo è quello che ho detto al sinodo ai padri sinodali, quello che io chiamo antropologia rivelata, è importantissimo. Ecco: è questo che ha fatto Gesù Cristo, ha preso una carne come una nostra per distruggere il peccato nella carne e liberarci della schiavitù del demonio per la paura della morte, perché lo Spirito Santo ci dona la vita eterna, quello che ci dona il Battesimo.

Il primo dialogo battesimale: cosa chiedi alla Chiesa di Dio? la Fede, cosa è nella Fede? La vita eterna. Ecco, come si toglie il peccato nella carne per essere liberi da egoismi, da lussuria, da avarizia, da invidia? Come si toglie? Mediante il Battesimo. Allora noi siamo stati battezzati da piccolini, però la Madonna ci ha detto: fate comunità come la Santa Famiglia di Nazaret. Perché? Perché Nostro Signore Gesù Cristo nasce come bambino piccoletto e per diventare adulto ha bisogno di 30 anni per partire a salvare l'umanità.

Frutti del "processo di
iniziazione cristiana":
il girotondo col passetto
Anche noi abbiamo un Battesimo, una Fede piccola, abbiamo bisogno di crescere nella Fede, farci adulti, allora tutte queste famiglie sono trent'anni che stanno in un processo di iniziazione cristiana e dopo trent'anni a imitazione della Famiglia di Nazaret partiamo tutti in missione, alle periferie di Roma ecc. Allora quelli sono i processi dell'iniziazione cristiana.

Primo scrutinio battesimale, dopo le catechesi del kerigma la chiamata alla conversione, dopo, vivendo in piccola comunità. Dopo si fa lo Shemà perché dice nel Battesimo: se vuoi avere la vita eterna, dice il parroco, il prete al padrino, amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore... ecco quello che noi chiamiamo lo Shemà …[ndr: segue una frase che Kiko non conclude: “.. ossia che mettere che tutta questa gente che ha ricevuto il battesimo, mai!...”]

Nel primo scrutinio battesimale presentiamo la Croce di Cristo che illumina la sofferenza umana, spieghiamo che cosa è la Fede, che cosa è la Croce di Cristo, facciamo un'iniziazione cristiana seria, ed ora rivivono la prima fase del loro battesimo. Dopo lo Shemà, dopo amare mettere Dio al primo posto. Dopo noi diciamo: non potete essere cristiani se non fate un segno di vendere i vostri beni perché non potete amare Dio e il denaro, ecco il secondo scrutinio.

Dopo entriamo nel catecumenato, iniziazione alla preghiera, il Vescovo consegna il Salterio, tutti i fratelli qua pregano i salmi, tutti, è una cosa meravigliosa. Dopo il Salterio, dopo aver ricevuto i salmi ed aver iniziato la preghiera cominciamo a fare le catechesi dogmatiche. Il Credo, perché dovete andare ad annunziare il Vangelo, allora la Traditio ricevono questo dono, viene sempre il Vescovo ai passaggi di questo processo, e mandiamo i fratelli due a due in tutte le case della nostra parrocchia, che molti parroci non vogliono perché dicono che protesta la gente, però -eh!- questo è il nostro processo.

Dopo di questa Traditio, due anni andando di casa in casa, abbiamo migliaia di comunità in tutto il mondo, dopo viene la Redditio Symboli, devono in parrocchia durante la Quaresima fare una professione di Fede e recitando il Credo, prima del Credo dicono perché credono. Dopo la Redditio Symboli viene il Padre nostro, però prima del Padre nostro noi diciamo: adesso dovete andare a Roma a fare un atto di adesione al Papa. Le dico una cosa Padre, sono trent'anni che ogni domenica voi vedevate striscioni delle comunità che vengono da tutta Europa a fare un atto di adesione a Pietro.

Dopo andiamo tutti a Loreto perché davanti alla Madonna magari c'è la Madonna come madre e diamo il Rosario, dopo dodici anni, eh!, perché la maggioranza dei nostri fratelli viene dalla sinistra, sono atei, erano atei, erano lontani, e sono sempre [ndt: segue espressione incomprensibile] al devozionismo, bisogna lentamente, con molta pazienza introdurli nella Chiesa, che amino il Vaticano, che vedano il Papa, la Madonna, ecc.

Dopo di questo entrano nell'elezione, terzo scrutinio battesimale, finisce il cammino nella veglia Pasquale nella Cattedrale con il Vescovo e ci permettono il segno delle vesti bianche. E dopo di questo la parrocchia è stata trasformata in una comunità di comunità e loro sono pronti per la missione. [ndt: qui Kiko ringrazia il Papa per la pazienza e dice che si sbriga a finire]

Nella misura che [ndt: penso che intenda "a mano a mano che"] questi fratelli vanno percorrendo il loro Battesimo, il peccato nella carne va perdendo forza, fino al punto che si sentono liberi per offrirsi alla Chiesa, questo è il frutto del Battesimo, di un cammino dove si percorre... È così tanto importante questo che non si capisce come non esista in tutte le parrocchie l'iniziazione cristiana degli adulti, com'è possibile? [ndr: vedere animazione qui sotto]

Sentiamo la Sua parola Padre, adesso canteremo al Vangelo, dopo una Sua parola, Padre, speriamo che ci aiuti, parola a braccio Padre, la dica a braccio.”

Kiko indiavolato mentre fa la sua protesta sindacale
lamentandosi col Papa che ancora non esiste
in tutte le parrocchie l'iniziazione neocatecumenale

giovedì 13 febbraio 2014

Le "catechesi per adulti" per rastrellare nuovi adepti

Nella mia parrocchia hanno fatto girare un invito "vieni e vedi che Dio ti ama": sono andato ma qualcosa mi ha trattenuto: non sono entrato poiché dei loschi figuri controllavano l'ingresso.

Ho riflettuto: vuoi vedere che per sapere che se Dio mi ama, me lo deve dire un neocatecumenale?

Ma io lo so già che Dio mi ama, altrimenti con un figlio con handicap sarei già impazzito.

La mia fede mi è stata trasmessa da mia madre, e non si discute.

Adesso in parrocchia fanno girare anche dei pieghevoli e non hanno il coraggio di scrivervi che sono neocatecumenali.

Purtoppo constato che anche l'arcivescovo è a favore dei Neocatecumenali perché in una sua lettera apostolica parla di "kerigma", del dare a carattere periodico una certa somma di denaro, etc.

Sono un cristiano della domenica e quando posso anche degli altri giorni, ma nelle conclusioni del Concilio Vaticano secondo ho trovato scritto che "la religione del DIO che si è fatto Uomo si è scontrata con la religione del dell'uomo che si è fatto dio".

Questo mi fa riflettere: i neocatecumenali che si mettono al di sopra dei non neocatecumenali e deridono la nostra fede sono degli uomini che si fanno dio.

(da: giova58)
Si tratta dei neocatecumenali... ma non te lo dicono!
Chi li conosce ne sta alla larga... ma chi non li conosce, ci casca!

martedì 11 febbraio 2014

«Ho capito che potevo essere felice pure senza la comunità» neocatecumenale!

Napoli, febbraio 2014: i neocatecumenali adescano
senza precisare "Cammino Neocatecumenale"
Salve a tutti.
Ho 23 anni e sono in comunità da quasi 10 anni. Abbiamo concluso da poco il 2° passaggio. Ho 6 fratelli, ma di questi quasi nessuno è più in cammino. Neanche i miei genitori sono più in cammino.

Ultimamente ho qualche problema con questo cammino, e ora sono in una fase di riflessione. Ho letto le molte critiche rivolte al CN che si trovano su internet, e le drammatiche esperienze di ex. Se scrivo qui è perché ho bisogno di confrontarmi, in verità, sia con altri Neocatecumeni che con altri fratelli in Cristo. Sarò grato a chi avrà la pazienza di leggere queste righe e di lasciare una risposta o un commento.

PREMESSO che: Sono sempre stato un assiduo frequentatore delle celebrazioni della parola e delle eucaristie, delle preparazioni e delle convivenze; sono stato capo-cantore per anni, nonché didascalo; sono stato praticamente a tutti gli incontri di Kiko coi giovani (GMG incluse, da Toronto in poi); negli ultimi 5 anni ho anche partecipato alle convivenze di inizio corso con i catechisti responsabili della mia diocesi; infine, ho partecipato ai viaggi dalle famiglie in Missio ad Gentes, pur non avendo ricevuto il famoso rosario di Kiko.

CONSIDERANDO che: molte delle critiche che ho letto su internet mi sembrano quantomeno inopportune, specialmente quelle di carattere dottrinale e liturgico… Ad esempio non è vero che non crediamo nella transustansazione, o che facciamo le confessioni pubbliche, o che siamo costretti a dare tutti i nostri soldi, o che il nostro modo di fare la messa rompe la comunione con la chiesa universale (ad es. all’interno della chiesa cattolica esistono diversi riti, romano, ambrosiano, orientali, e non credo rompano l’universalità della nostra fede).

PREMESSO inoltre che: se non fosse per il CN probabilmente i miei genitori non sarebbero durati a lungo insieme, non avrebbero fatto certo 7 figli, e probabilmente non sarei nato (sono il 4), quindi in ultima analisi dovrei essere grato a Kiko&Co…

DI BUONO nel cammino ho sempre visto quella che giudicavo una sana radicalità di vita cristiana: l’affidarsi totalmente alla provvidenza, l’apertura alla vita, il non-compromesso con il mondo, scoprire gradualmente un progetto di Dio nella propria vita, cercare di fare la volontà di Dio, il carattere esistenziale della buona notizia, avere dei compagni con cui “camminare” e affrontare i momenti difficili della vita…

Baciando devotamente
il "famoso rosario di Kiko"
DI MENO BUONO va denunciato il suo carattere settario-elitario. C’è infatti una grande chiusura al mondo esterno e un senso di superiorità nei confronti delle altre realtà ecclesiali. Ad esempio, non è possibile eseguire canti che non siano strettamente Neocat (per altro diciamocelo, i canti hanno più o meno sempre la stessa melodia, sicuramente lo stesso ritmo e gli stessi accordi, e i canti nuovi sono piuttosto cacofonici, e spesso sbraitati più che cantati); molti membri pensano che esista il Rito Neocatecumenale, e non riescono ad andare ad una messa “normale”, specialmente ragazzi cresciuti nelle comunità dei genitori; alle GMG si segue solo la veglia dal Papa, e si saltano a piè pari tutti gli altri incontri dell’evento (ma per tutti l’evento centrale è l’incontro con Kiko).

Va denunciato ancora un eccessivo clima apocalittico che si respira: dobbiamo sempre combattere co sto demonio, quando mi era giunta voce che Nostro Signore Gesù Cristo l’aveva sconfitto per noi 2000 anni fa… Vedo gente con 20 anni di cammino che anziché trasudare gioia sta ancora a rimuginare sui peccati del passato, sempre coi musi lunghi. Spesso le celebrazioni sono tristi, l’aria un po’ lugubre, i canti sbraitati non aiutano…

Mi dà fastidio il fatto che non si possa criticare ciò che dice o fa Kiko, canti e quadri compresi. Mi dà ancora più fastidio che certe persone, più inquadrate del sottoscritto, siano pronte a difendere a spada tratta tutto ciò che Kiko abbia detto o fatto. Cosa che poi è facile traslare su ciò che il catechista dice o fa…

Giovani neocatecumenali
omologati con la felpa kikiana
E’ vero che la Chiesa ha approvato gli statuti, ma è altrettanto vero che le comunità spesso non fanno ciò c’è scritto sopra. Spesso il Corpo di Cristo si prende in piedi e poi ci si risiede (con la scusa che non si può stare in piedi troppo a lungo…); la messa in parrocchia ALMENO una volta al mese la fa una sola comunità a turno tra le più anziane, e più raramente di quanto prescritto; le risonanze sono sempre troppe; i catechisti si permettono di fare catechesi in luogo delle ammonizioni (altro che brevi); lo statuto dice anche che alla preparazione dell’eucaristia debba partecipare il presbitero (mai successo). Insomma, tutto questo per dire che non c’è nemmeno tutta sta obbedienza alla Chiesa.
Ancora, mi dà fastidio il fatto che quando parli con un sacerdote del cammino, spesso quella ti liquidi dicendo di andare a parlare con il tuo catechista…

Insomma, i dubbi non mi mancano. Ma la cosa che più mi fa paura è quella della manipolazione mentale. Magari non c’è un “progetto” di qualcuno, come i complottisti vorrebbero, ma all’interno delle comunità si creano dei meccanismi che possono influire sulla psiche delle persone. Riporto un [link] che può dare delucidazioni su questo. Il cammino sembra rispondere ai diversi criteri della manipolazione mentale.

A tal proposito vi racconto la mia esperienza PERSONALE. Il sottoscritto non ha un carattere particolarmente forte. L’ambiente comunitario mi dà sicurezza. I miei migliori amici sono tutti in comunità (mia o altre). Mi dà tranquillità, in un certo senso, il dovermi affidare a quello che mi dice qualcun altro: il catechista o il presbitero. Non devo pensare con la mia testa: basta che vado in comunità e prima o poi Dio mi si rivelerà e mi farà vedere la sua volontà. Dio ha un progetto grandissimo sulla mia vita, ma ancora non posso vederlo. Se ho Fede, e continuo a fare il cammino, il resto verrà da sé. Questo ragionamento però non mi fa maturare. Infatti ho molta paura di aprirmi a chi non sta in cammino. Perché stringere amicizie con persone che non possono comprendere tutto ciò, con le quali non posso condividere questo progetto? A che scopo provarci con una ragazza che non sta in cammino, se mi si prospetta solo un percorso travagliato?

"Zombificati"
D’altra parte, vedo che dopo 10 anni di cammino non sono FELICE! Perché vedo che faccio sempre gli stessi peccati, ho sempre gli stessi complessi. Allora cado nella tristezza perché questo cammino non mi aiuta. Forse il cammino è sbagliato? Ma se il cammino è sbagliato e non serve a niente, perché andarci? E allora smetto di andarci. Ma siccome mi hanno insegnato che è sbagliato non andare in comunità, perché la volontà del Signore passa attraverso la comunità, non andarci significa rifiutarsi di fare la volontà del Signore. Perché il Signore ha scelto questa via per me, e andare in comunità è il mio modo di dire “sì”. Siccome non vado in comunità, rifiuto Dio. Rifiutare Dio significa ricadere nel peccato ed essere tristi. Sorgono i sensi di colpa, penso che sia impossibile affrontare la vita senza la comunità, e così la volta dopo ci torno, magari mi confesso, ricomincio a fare il cammino, ma una settimana dopo siamo punto e accapo…

Dopo la convivenza di inizio corso a cui ho partecipato, qualche settimana fa, ero in forte “ribellione”, o polemica per così dire, nei confronti di ‘sto cammino che non funzionava, e quindi necessariamente di Dio, visto che l’aveva voluto lui… Così ho iniziato ad allontanarmi dalla comunità, e dagli amici di comunità. All’inizio vivevo con il senso di colpa, ecc. A un certo punto ho iniziato a capire che potevo vivere senza il cuscinetto della comunità. Che forse Dio mi amava comunque. Che potevo fare la volontà di Dio facendo il mio dovere nello studio, nella preghiera, e in tutti gli aspetti della vita.
Sono andato a una messa normale, mi sono confessato, e ho capito che potevo essere felice pure senza la comunità. Anzi forse di più: non avevo più quei vincoli psicologici, potrei affrontare il mondo, la vita, senza paura di cadere nel peccato, perché Cristo mi ha già salvato quando si è sacrificato per me, quando è morto e risorto e ha aperto le porte del cielo, e scardinato quelle degli inferi!

Eccomi qua, questo è il mio stato. Attualmente in pace con Dio e col mondo. I fratelli di comunità non riescono a credere che si possa essere sereni e non andare in comunità. Ci deve per forza essere qualcosa che non va. Così qualcuno è venuto da me e, in buonissima fede, mi ha avvisato di stare attento, di non tirare troppo la corda perché potrei farmi male… Che il mondo è pieno di tentazioni e di pericoli, e che ho bisogno della comunià. Che la comunità è un aiuto per affrontare con serenità le tentazioni del mondo.
Ma adesso? Adesso sto in un momento di riflessione. Devo capire cosa fare. Sono a un bivio. E’ anche per questo che scrivo qui su questo forum.

SE LASCIASSI definitivamente, cosa farei? Sarei veramente in grado di mantenere la Fede in una società così laicizzata, piena di tentazioni, che parla di tutto meno che di Dio? Forse dovrei trovare un altro percorso di fede meno opprimente, o un padre spirituale. Ma allora dovrei mettere in discussione praticamente tutta la mia vita! E sono pronto a questo, solo che non so se sia la cosa giusta! L’obiezione che mi viene posta è che Dio ha scelto il CN per me, infatti non mi ha messo di fronte altre vie… E se avessero ragione?

SE RIMANESSI, invece, riuscirei a frequentare questo cammino con più serenità e sicurezza in me stesso? Oppure ricadrei nel ciclo di tristezza e senso di colpa descritto sopra? Il problema è che spesso sorgono i confronti con altri fratelli, quelli più “inquadrati”, che mi sembra che facciano meglio la volontà di Dio (ossia, in questa visione, il cammino Neocat), quindi le invidie e ricomincia il ciclo…

Ringrazio chi abbia avuto la pazienza di leggere queste righe, e ancor più chi avrà la carità di darmi un consiglio, Neocat e NON!

(intervento comparso sul forum Cattolici Romani)

domenica 9 febbraio 2014

Contro la "liturgia creativa": parla il cardinal Arinze

Premessa importante: la liturgia della Chiesa è un dono di Nostro Signore, non è il terreno di sperimentazione fai-da-te. La liturgia, culto a Dio, non è uno spettacolino da farcire con le proprie ispirazioni.

I documenti liturgici della Chiesa dicono ciò che si deve dire e fare nella liturgia, e dicono ciò che si può eventualmente dire, aggiungere, omettere. Tutto ciò che non è esplicitamente previsto dai libri liturgici e documenti liturgici è vietato.

Il Cammino Neocatecumenale è tristemente famoso per aver inventato una quantità di strafalcioni liturgici che i suoi "iniziatori" pensavano erroneamente essere utili ad abbellire la liturgia comunitaria.

Sentiamo cosa ha da dire il cardinale Francis Arinze, intervistato in occasione della presentazione di un libro contro la liturgia creativa:

[La Messa] deve essere celebrata come il culto pubblico della Chiesa - non [come] la preghiera privata di qualcuno che aggiunge e sottrae come a lui piace. [...] La liturgia non è gioco.

La celebrazione manifesta la nostra fede, perché come dice la Chiesa, «lex orandi, lex credendi». La legge della fede dirige la legge del culto. Cioè la Chiesa "celebra" come "crede".

La Messa fai-da-te non si deve mai fare.

Tutti conosciamo il cardinale Arinze: firmò la lettera della Congregazione per il Culto Divino inviata agli iniziatori del Cammino Neocatecumenale il 1° dicembre 2005, per trasmettere loro le «decisioni del Santo Padre» Benedetto XVI.

Tali decisioni (che i vertici del Cammino subito banalizzarono e minimizzarono) sono poi confluite totalmente nello Statuto del Cammino Neocatecumenale del 2008 (cfr. art. 13, comma 3, nota 49) insieme al discorso di conferma di Benedetto XVI in cui ricordava ai neocatecumenali le proprie «decisioni» sulle liturgie del Cammino.

Gli ultimi Pontefici, pur accogliendo paternamente il Cammino, ne hanno sempre condannato gli strafalcioni liturgici.

venerdì 7 febbraio 2014

Le "linee rosse" che il Cammino non deve oltrepassare

Francesco ha ricevuto sabato scorso [1° febbraio 2014] il Cammino Neocatecumenale. Più di 8.000 kikos si sono radunati nell'Aula Paolo VI in quella che pare la prima grande audienza "privata" da questo Papa. Un gesto importante che però nasconde altri dati - parole e fatti - che, se non evidenziati potrebbero indurci a pensare che Bergoglio si sia "coinvolto" con questo importante movimento. Andiamo con ordine.

Anzitutto il luogo. L'aula Paolo VI. Un grande auditorium zeppo di neocatecumenali. Sarebbe stato un successo... se non fosse per l'intenzione e l'esplicita richiesta di Kiko e Carmen di fare una mega-udienza in piazza San Pietro ottenendo un "no" tondo tondo da parte di Bergoglio.

In secondo luogo, le circostanze. Francesco ha ricevuto i kikos appena un giorno prima della celebrazione della giornata della Vita Consacrata, in cui ha lodato religiosi e religiose, ai quali ha dedicato il 2015. Una prova di ciò che stavamo ripetendo da più di un anno: la Chiesa di Francesco sarà una Chiesa del "Noi", o non sarà. Tutti dobbiamo sentirci partecipi dell
a sua costruzione così come - lo vedremo - lo stesso Francesco si è incaricato di ricordarlo ai kikos.

Striscione di Kiko per "evangelizzare" il Papa:
chissà perché non ha scritto l'obbligo delle "decime"
e l'obbligo di usare esclusivamente i canti di Kiko,
icone di Kiko, suppellettili sacre di Kiko, 
sedie di Kiko,
copribibbia di Kikofascette reggi-chitarra di Kiko, ecc.
In terzo luogo, l'aspetto - per così dire - "liturgico". Francesco non ha partecipato allo spettacolo organizzato da Kiko. Inoltre si è presentato con mezz'ora di ritardo - proprio questo Papa, maniaco della puntualità - per permettere al leader neocatecumenale di concludere il proprio discorso. Il che, come tutti sappiamo, è praticamente impossibile. E in molti vediamo la pazienza dimostrata dal Vescovo di Roma.

Infine, le parole del Papa. Corriamo il rischio, greci e troiani, di fissarci "solo" sui gesti del Papa. Assolutamente rilevanti, ma nessuno di fondamentale importanza. Ci sono anche parole. E quelle che ha detto ai kikos sono rilevanti. Una tranquilla lettura del discorso ci permette di vedere che, giunto alla lode (molto chiara e precisa: «La Chiesa vi è grata per la vostra generosità! Vi ringrazio per tutto quello che fate nella Chiesa e nel mondo»), Francesco ha tracciato in modo molto preciso le "linee rosse" che il Cammino non deve oltrepassare se vuole essere parte della Chiesa in cui dobbiamo esserci tutti. E senza quelle particolarità che non portano da nessuna parte.

Con alcune espressioni, definite «alcune semplici raccomandazioni». Cioè: «avere la massima cura per costruire e conservare la comunione all’interno delle Chiese particolari nelle quali andrete ad operare». Poiché «la comunione è essenziale: a volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte». Chiarissimo: niente esclusività, niente ghetti, niente barriere tra fratelli della comunità cristiana (comunità "cristiana", non solo comunità "kika").

Chissà se Kiko ha dato al Papa
un suo "santino di san Kiko"...
Ed ancora: «dovunque andiate, vi farà bene pensare che lo Spirito di Dio arriva sempre prima di noi. Questo è importante: il Signore sempre ci precede!» Da ciò «scaturisce la necessità di una speciale attenzione al contesto culturale nel quale voi famiglie andrete ad operare: si tratta di un ambiente spesso molto differente da quello da cui provenite (…) Tanto più importante sarà il vostro impegno ad "imparare"»

E, infine, dati i requisiti del Cammino, una richiesta di «pazienza e misericordia da parte della comunità». Con parole molto chiare: «La libertà di ciascuno non deve essere forzata, e si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino, altre forme di vita cristiana che lo aiutino a crescere nella risposta alla chiamata del Signore». Cioè: amore e comprensione invece di togliere la terra da sotto i piedi di chi "abbandona" il Cammino.

In sintesi: un evidente encomio al Cammino Neocatecumenale ma con altrettanto evidenti ammonizioni sull'abuso di una liturgia eccessivamente controllatrice ed escludente. È come se il Papa avesse detto ai kikos: "Sì, ma".


(nostra traduzione da un articolo di Periodista Digital)

Breve postilla 1

Quando era già affondato il progetto di far celebrare al Papa una "messa kika" a Porto San Giorgio (che tanti kikos venivano qui ad annunciarci in gran pompa come "inequivocabile" e risolutorio), evento che avrebbero spacciato per mega-approvazione liturgica (ma nemmeno questo Papa gradisce che si faccia «tutto all'insaputa del Papa»), è successivamente affondato anche il progetto di fare la mega-autocelebrazione in piazza san Pietro. Come se non bastasse, l'udienza in Sala Nervi ha prodotto due tragici risultati per i kikos: il primo è che il Papa ha detto che ad inviare le famiglie kikiane in missione «sono i vostri responsabili [che] vi inviano»: siete in missione per conto di Kiko, non per conto del Papa! Il secondo risultato è stato la triplice tirata d'orecchie. Chi non è ancora abbastanza convinto può verificare da solo leggendo il discorso del Papa oppure ascoltando la registrazione dalla viva voce del Papa.

Breve postilla 2

I neocatecumenali hanno anche il vizietto di censurare le parole del Papa a loro sgradite. Questo vecchio vizietto ce l'hanno sia esimi presbiteri professori, sia Caporedattori Cofondatori d'alto lignaggio kikiano, e perfino Responsabili della Comunicazione del Cammino. I neocatecumenali, in obbedienza ferrea a Kiko, hanno addirittura applaudito solo a ciò che gli conveniva ed in privato addirittura disprezzato il discorso del Papa (e poche ore dopo, nel chiuso delle loro salette, la solita disubbidienza del sabato sera al Papa e allo Statuto). Strano, eh? Un "dono dello Spirito" che però è allergico alle correzioni della Chiesa e che può essere difeso solo mediante l'inganno e la menzogna...


giovedì 6 febbraio 2014

Parlano «con disprezzo del discorso del Papa» e poi chiamano «demonio» chi nutre dubbi sul Cammino


Salve, ho 20 anni. Tutta la mia famiglia è in cammino, ci sono dentro anch'io.


Da quando ho cominciato ad avere dubbi di fede e moltissimi dubbi sul cammino, sono tante le miserie e le balordaggini che ho dovuto sentire.

Penso però che il peggio non siano le cose che mi sono continuamente dette da familiari,"fratelli", catechisti... la cosa peggiore, secondo me, è quello che non ti viene detto, ma che ti va al cuore, che si sa dire solo con gli sguardi, i gesti, gli atteggiamenti, è difficile da spiegare... il mal celato disprezzo degli altri, la commiserazione, le prese in giro altrettanto mal celate, sorrisetti significativi.

Grazie al cammino sto imparando quanto l'uomo è capace di essere falso.

Il discorso del papa (di cui a casa mia si è parlato con grande disprezzo) mi ha invece confermato che Gesù, se veramente esiste, è anche gioia,amore... somma razionalità...

Ho scritto qui con la speranza di essere,se non pubblicato, almeno ascoltato, visto che da un pò di mesi tutto quello che esce dalla mia bocca, secondo loro lo dice "il demonio".
(da: Mintaka)

Questa scenetta triste e imbarazzante
è la Nueva Evangelizzazione Neocatecumenale

mercoledì 5 febbraio 2014

Rispondevano solo all'applauso iniziato da Kiko, e al Pater Noster nessuno ha aperto bocca

"Nueva evangelizzazione" neocatecumenale:
l'imbarazzante girotondo col passetto e battimani
(e tante facce tristi da cane bastonato)
Mi presento: è la prima volta che scrivo sul blog, ma le seguo da un paio di anni; sono un ex catechista del cammino e dopo 20 anni ho scoperto come vengono gestite ad alto livello (per una comunità parrocchiale) le cose.
Sono lieto di non far più parte del cammino e non capisco come possa non aver riconosciuto queste storture prima.

Circa il discorso del Papa del 1° febbraio 2014, vorrei farvi notare un paio di cose:

1) la sala ha applaudito solo quando il Papa ha detto cose favorevoli al cammino; quando ha tirato le orecchie è rimasta gelida. E' evidente che la sala rispondeva all'applauso iniziato da Kiko.

2) la maniera con la quale è stato trattato il Papa: come un "presbitero" venuto a riempire la sedia e necessario per dare la Benedizione e distribuire l'Eucarestia (l'unica cosa che Kiko non è riuscito ancora a far fare ai catechisti per essere completamente autonomi dalla Chiesa ufficiale). Rivedete il video e vedrete pure il fido scudiero di Kiko che passeggia beatamente sul palco, alle spalle del Papa, tipico del modo di fare dei catecumeni, ai quali tutto è permesso, vista la statura della loro fede, che gli autorizza a non confondersi con i comuni Cristiani, pieni di devozionismo.

Il discorso del Papa è indice del fatto che la Chiesa di Roma ha preso consapevolezza della vera realtà del cammino, rimettendo in chiaro alcuni aspetti e prendendo le distanze da alcuni modi di fare.

A presto.
(da: ExCat20)



Faccio parte del cammino, ma tante domande me le pongo anch'io. Non posso che darti ragione in questo caso, è vero trovo alquanto disgustosa sta cosa omettere e addirittura cambiare le parole del Santo Padre, io, l'incontro l'ho visto in diretta, ma sono stata una delle poche nella mia comunità a seguirlo, gli altri hanno semplicemente condiviso il link su Facebook che tra l'altro era con titoloni sensazionali.

Ha dato fastidio anche a me, ho provato imbarazzo quando il padre nostro è stato cantato in latino e nessuno ha aperto bocca... quando Kiko ha detto al Papa di parlare a braccio... Ma nel cammino, molti seguono il gregge, ma un gregge senza capacità propria di potere decisionale, si fa perchè così si fa, e basta, ma il Papa ha parlato finalmente e sono sicura che moltissimi fratelli almeno quelli che si pongono domande sperano che qualcosa cambi, che finisca l'era dei catechisti la cui parola è divina, che finisca l'era del sentirsi superiori agli altri, purtroppo è la realtà, mi dispiace dirlo, forse tanti nel cammino notano quello che noto io, ma non hanno il coraggio di parlare, si ha paura di essere esclusi,ma grazie a Papa Francesco, un nuovo vigore, una nuova forza anche se è necessario ad uscirmene, per rispondere in altro modo alla chiamata del Signore, senza più paura.

(commento del 4 febbraio)

martedì 4 febbraio 2014

Mistificazioni e Propaganda del Portavoce Neocatecumenale

«Allora, sommo Kiko, cosa devo censurare?»
Il Portavoce e Responsabile della Comunicazione del Cammino Neocatecumenale per la Spagna scrive articoli sulla vita della Chiesa sul quotidiano spagnolo La Razón (che attualmente ha una tiratura di circa 69.000 copie). Lo scorso 1° febbraio 2014 ha pubblicato su La Razón un breve articolo sull'incontro del Papa con le famiglie kikiane partenti per la missione neocatecumenale.

Indovinate un po'? Ha parlato degli elogi del Papa ma ha censurato le tre "tirate d'orecchie" al Cammino.

Esattamente lo stesso comportamento del suo collega italiano Caporedattore e Cofondatore: censurare le parole del Papa sgradite al Cammino. Il solito vizietto neocatecumenale.

Riportiamo qui sotto la traduzione dell'articolo del Portavoce evidenziandone alcuni passi (ringrazio il blog Crux Sancta per la segnalazione).

Il DNA dell'iniziazione

1° febbraio 2014, 23:58

Alcuni giorni fa il Papa ha parlato dell'importanza di restituire al sacramento del battesimo il posto che gli spetta, così come della necessità di valorizzarlo in forma adeguata. Questo è precisamente ciò che avviene nel Cammino Neocatecumenale attraverso l'iniziazione cristiana nelle parrocchie. Tale realtà ecclesiale, nata come risposta al Concilio Vaticano II, è divenuta un veicolo propizio per la nuova evangelizzazione.

Di tutto ciò ha dato buona mostra ieri quando centinaia di famiglie hanno ricevuto l'invio e la benedizione di papa Francesco per annunciare Gesù Cristo nei luoghi più remoti della terra. Infatti questo ardore missionario viene da quel processo di maturazione nella fede nella quale si ritrovano. Un cammino che nacque quasi cinquant'anni fa tra i più poveri di Madrid, cresciuto fino ad essere il più necessario a Roma e in Portogallo.
È dunque, come riconosciuto dalla Chiesa, una via adeguata ai lontani: per coloro che erano nella Chiesa ma se ne sono allontanati o per coloro che non l'hanno mai conosciuta. Il Cammino ce l'ha nel suo DNA, sia come carattere missionario che come annuncio del kerigma, che è il centro di tutta la sua predicazione.

Il Papa ha ringraziato ieri in varie occasioni per la testimonianza di tutte queste famiglie ed è stato impressionato dalla moltitudine di bambini presenti all'incontro. Il Papa ha dato la benedizione a tutte le missioni «ad gentes» e ha incoraggiato ad annunciare l'amore di Gesù Cristo per tutti gli uomini e si è congratulato per il loro entusiasmo. Francesco ha fatto alcune raccomandazioni per questa iniziazione cristiana affinché continui ad essere avanguardia dell'annuncio del vangelo nelle periferie esistenziali e ha incoraggiato a portare dovunque l'amore di Dio per i poveri. Qualcosa che, come già mostrato, sono disposti a fare dovunque la Chiesa lo richieda.

Osserviamo anzitutto la sua "scaletta" dell'articolo:
  1. il Papa vuole esattamente ciò che il Cammino fa già
  2. il Papa ha inviato e benedetto le famiglie kikiane in missione
  3. il Cammino ha già conquistato Roma e il Portogallo
  4. il Cammino va bene specialmente agli atei e ai lontani
  5. il Cammino annuncia il kerigma
  6. il Papa ringrazia il Cammino
  7. il Papa si congratula per l'entusiasmo dei neocatecumenali
  8. il Papa ha fatto "alcune raccomandazioni"
  9. il Papa ha incoraggiato il Cammino a portare l'amore di Dio
  10. il Cammino ha già mostrato di ubbidire alla Chiesa
Quest'elenco di slogan propagandistici del Cammino anzitutto censura le "raccomandazioni" del Papa (cioè le tre tirate d'orecchie), che costituiscono gran parte del suo breve discorso del 1° febbraio.

Non c'era assoluto bisogno di entrare nel merito: sarebbe bastato aggiungere un "ma anche", evitando di farle apparire come qualcosa di positivo in mezzo a tanti elogi, complimenti e congratulazioni. Onestà che il Portavoce non ha avuto.

Aggiungiamo pure che il Portavoce, mentendo, afferma che le famiglie kikiane in missione sarebbero state inviate dal Papa (in realtà il Papa il 1° febbraio ha detto che sono i responsabili del Cammino a inviare le famiglie in missione: «...nelle quali i vostri responsabili vi inviano...»).

Ci si potrebbe dilungare su come mai scrivendo su un quotidiano laico parla di "kerigma", parolone teologico sconosciuto alla maggioranza dei lettori e anche dei fedeli che non ne trovano traccia nel Catechismo, ma preferiamo piuttosto concentrarci sull'aspetto più tipico del Cammino, e cioè:
come mai per difendere il Cammino occorre adoperare l'inganno e la menzogna?

lunedì 3 febbraio 2014

Tre tirate d’orecchie del papa a Kiko e Carmen

Mega-grafico di Don Kikolone per spiegare al Papa come si diventa
cristiani riscopritori del battesimo in una trentina d'anni di Cammino
L’aula delle udienze era piena come un uovo, la mattina di sabato 1 febbraio, al primo incontro del Cammino neocatecumenale con papa Francesco.

Stando alla meticolosa contabilità di questo movimento fondato da Kiko Argüello e Carmen Hernández, erano presenti all’udienza 414 famiglie pronte a partire in missione, delle quali 174 fanno parte delle 40 nuove “missio ad gentes” che vanno ad aggiungersi alle 52 già esistenti. Senza contare i novecento bambini e le circa cento famiglie da tempo in missione in diversi parti del mondo.

Nel suo discorso, papa Jorge Mario Bergoglio ha confermato ai neocatecumenali un condono. Ma non ha risparmiato tre robuste tirate d’orecchie.

Il condono riguarda i loro abusi liturgici. Da poco eletto al soglio di Pietro, Bergoglio bloccò l’esame di tali abusi intrapreso sul finire del pontificato di Benedetto XVI dalla congregazione per la dottrina della fede. Nel suo discorso, il papa non ha fatto alcun cenno alla liturgia. Quindi i neocatecumenali andranno avanti indisturbati a celebrare le loro messe bizzarramente rimodellate dai fondatori.

Ma su tre altri punti papa Francesco gliele ha cantate.

Il primo punto riguarda il rapporto con i vescovi del luogo, che è spesso duramente conflittuale. Il papa ha chiesto ai neocatecumenali di non piantar grane e obbedire, anche a costo di “rinunciare a vivere tutti i dettagli” del loro programma.

Il secondo richiamo riguarda il rispetto delle culture locali, verso cui in effetti i neocatecumenali mostrano scarso o nullo interesse, preferendo trapiantare identico, in qualsiasi angolo remoto del mondo, il sistema catechistico, liturgico, comunitario modellato da Kiko fin nei minimi particolari.

E la terza tirata d’orecchie riguarda il loro trattamento degli adepti. “La libertà di ciascuno – ha detto il papa – non deve essere forzata, e si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino, altre forme di vita cristiana”.

Il testo integrale del discorso di papa Francesco è nel sito del Vaticano, mentre in www.chiesa si può trovare un indice completo dei servizi dedicati al Cammino.

(fonte articolo: blog di Sandro Magister)

domenica 2 febbraio 2014

Mistificazioni Neocatecumenali ad Alto Voltaggio (Molto Alto)

Aggiornamento (10 febbraio 2014): quando ormai non la cliccava più nessuno (in quanto notizia già letta), la pagina di Romagiornale è stata finalmente aggiornata riportando il testo delle parole del Papa (ma senza pubblicare rettifiche quanto alla mistificazione). Una "copia cache" della pagina originale zeppa di mistificazioni è rintracciabile su Freezepage.


Riecco il solito vizietto neocatecumenale: mistificare e addirittura addomesticare le parole del Papa di ieri (1° febbraio 2014), alterandole in funzione delle comodità del Cammino Neocatecumenale.

Stavolta a darcene un esempio è il «Caporedattore e Cofondatore di Romagiornale.it»: un sito web che si qualifica così:
Romagiornale significa verità e libertà d’informazione... Romagiornale combatte per manifestare ed eliminare corruzione e falsità, ma difende la dignità di ogni singola persona rispettandone la privacy.
Ebbene, cosa bisogna pensare del fatto che il suo Caporedattore e Cofondatore pubblica una sua versione "aggiustata" dell'intervento del Papa di ieri?

Prima di proseguire è necessario mettere un paio di puntini sulle "i":
  • il Papa ha pronunciato un discorso (aveva dei fogli); "pronunciare" non significa "recitare", per cui può benissimo esserci qualche differenza fra il discorso effettivamente pronunciato e quello poi pubblicato dalla Santa Sede;
  • le modifiche "a braccio" (cioè aggiunte o omissioni rispetto al testo scritto) ci sono gradite perché spesso aiutano a capire meglio le intenzioni del Papa, ma a far testo è il discorso pubblicato dalla Santa Sede;
  • il breve video del discorso del Papa è già disponibile su Youtube (per esempio a questo [link]); il testo ufficiale della Santa Sede è sul sito del Vaticano (bollettino Sala stampa, a questo [link]).
Ieri il sopracitato Romagiornale ha pubblicato una pagina intitolata Udienza di Papa Francesco con Cammino Neocatecumenale. Testo completo. Tale "testo completo" però non rispecchia né il discorso tenuto dal Papa, né il testo pubblicato dalla Santa Sede.

Il testo riportato dal Cofondatore di Romagiornale differisce in parecchi punti dal testo effettivamente pronunciato dal Papa e da quello pubblicato dalla Santa Sede.

Ora, siccome la pagina di Romagiornale è stata intitolata "testo completo", chi va a leggerla si aspetta che contenga o la "sbobinatura" della registrazione, o semplicemente il testo ufficiale riportato dalla Santa Sede (nota bene: qui sotto - con la sola eccezione delle parole «l'ho detto a Kiko» - faremo riferimento al testo ufficiale poiché quello effettivamente pronunciato se ne discosta poco).

Il neocatecumenato: cerchietti, pallini e simboletti
per spiegare al Papa come mai una "iniziazione seria"
debba durare vent'anni e più...
A che servirebbe mai pubblicare i propri appunti presi in fretta e furia quando nell'arco di pochissime ore il video sarebbe finito su Youtube e la Sala stampa avrebbe rilasciato il testo ufficiale? Se la figuraccia da dilettante allo sbaraglio del sullodato Caporedattore e Cofondatore riguardasse solo la foga di spacciare i propri appunti per "testo completo", si poteva comodamente ignorare tutta la faccenda.

Ma c'è qualcosa che attira la nostra attenzione e che merita un'analisi più dettagliata. All'inizio dell'intervento il Papa ha detto «sacerdoti», il testo ufficiale dice «sacerdoti», ed il cofondatore di Romagiornale lo neocatecumenalizza scrivendo invece: «presbìteri».

Eh, già: siccome gli iniziatori Kiko e Carmen disprezzano come retaggio pagano il concetto di «sacrificio», e siccome il termine «sacerdote» è troppo legato al termine «sacrificio eucaristico», allora nel Cammino vige la regola (non scritta) del qualificare «presbìtero» ogni sacerdote... perfino quando il termine è adoperato dal Papa! Un riflesso automatico, pavloviano.

Vediamo qualche altro esempio di riflessi pavloviani neocatecumenali mentre alterano le parole del Papa per farle diventare comode per il Cammino.

Il Papa ieri ha detto: 
...questo significa mettersi in ascolto della vita delle Chiese nelle quali i vostri responsabili vi inviano...
Vediamo come il Caporedattore e Cofondatore modifica le parole del Papa:
Questo significa che dovrete mettervi in ascolto delle Chiese in cui sarete invitati.
Capite? il Papa conferma che a mandare le famiglie sono stati i responsabili del Cammino (non è il Papa a inviare le famiglie! sono i responsabili del Cammino! è volontà di Kiko!)... e invece il nostro caro Caporedattore censura il "soggetto inviante" e addirittura mette in bocca al Papa un presunto "invito" delle diocesi destinatarie delle famiglie kikiane.

Ma andiamo avanti. Il Papa prosegue raccomandando l'unità con la Chiesa locale:
...a valorizzarne le ricchezze, a soffrire per le debolezze se necessario, e a camminare insieme, come unico gregge, sotto la guida dei Pastori delle Chiese locali.
 Sentiamo come il Cofondatore e Caporedattore altera le parole del Papa:
Camminate insieme come un unico gregge, sotto la guida delle Chiese locali.
Glielo avete dato al Papa
il santino di san Kiko?
Capite? il Papa parla della vita diocesana, dell'ubbidienza ai Pastori, dell'unità, e invece il nostro caro Caporedattore censura tutto e mette un «camminate insieme» indirizzato ai soli neocatecumenali. Dopotutto è facile per i kikos camminare insieme ai kikos, vero? Il Caporedattore censura le parole sgradite del Papa e gli mette in bocca un invito a curare la sola vita interna del Cammino.

Naturalmente per i neocatecumenali l'espressione «sotto la guida delle Chiese locali» non significa sotto i legittimi Pastori, ma significa sotto i responsabili NC locali. Comodissima la sfumatura, vero? L'hanno già applicata i preti kikiani Redemptoris Mater in Giappone: hanno preteso e ottenuto di avere un intermediario neocatecumenale per poter avere finalmente un dialogo coi propri vescovi...

Andiamo avanti. Il Papa prosegue parlando dello stare in comunione con tutta la Chiesa:
La comunione è essenziale: a volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte.
Secondo voi come è stato riassunto ciò dal caro Cofondatore e Caporedattore? Tenetevi forte:
Per questo a volte bisogna rinunciare a vivere pienamente il vostro Cammino, per garantire l’unità e la comunione.
L'unità e la comunione, sì, ma... all'interno del Cammino, è ovvio. Rinunciare a vivere pienamente il Cammino (per esempio quando ti danno un anno di sospensione per "convertire" tua moglie al Cammino - e la chiamano «missione in casa»), sì, ma... solo per il bene del Cammino, solo per l'unità col Cammino, solo la comunione col Cammino... ovvio!

Capite? Dopo aver censurato i legittimi pastori e la vita diocesana, censura di nuovo la comunione ecclesiale, e nuovamente fa dire al Papa uno slogan della propaganda kikiana.

Orrida croce kikiana
vista nell'incontro di ieri
Credevate che fosse finita? Macché! Sentiamo cosa dice il Papa:
Da qui scaturisce la necessità di una speciale attenzione al contesto culturale nel quale voi famiglie andrete ad operare: si tratta di un ambiente spesso molto differente da quello da cui provenite. Molti di voi faranno la fatica di imparare la lingua locale, a volte difficile, e questo sforzo è apprezzabile. Tanto più importante sarà il vostro impegno ad "imparare" (l'ho detto a Kiko) le culture che incontrerete, sapendo riconoscere il bisogno di Vangelo che è presente ovunque, ma anche quell’azione che lo Spirito Santo ha compiuto nella vita e nella storia di ogni popolo.
Ecco invece la versione neocatecumenalizzata del nostro caro Cofondatore:
Si tratta di un ambiente molto differente da quello da cui provenite, farete fatica con la lingua, e questo sforzo è apprezzabile. Imparate le culture che incontrerete, sapendo riconoscere il bisogno del Vangelo che c’è ovunque.
Capite le censure neocatecumenali applicate alle parole del Papa? Proviamo ad elencare:
  • censurata l'attenzione alla diocesi dove andranno in missione: i neocatecumenali se ne infischiano dei contesti culturali, vogliono portare solo il "vangelo" del kikismo-carmenismo cancellando via tutto il resto!
  • censurato l'impegno ad imparare le culture: i neocatecumenali danno per scontato che è solo questione di imparare la lingua straniera (e senza mica scomodarsi ad impararla prima di partire per la missione: sei stato sorteggiato, devi partire subito, allo sbaraglio!)
  • censurata l'azione già compiuta dallo Spirito Santo! i neocatecumenali vanno in missione come un "rullo schiacciasassi" che può disprezzare qualsiasi esperienza cristiana che trova, perché pensano di avere l'esclusiva assoluta mondiale dello Spirito! a loro non interessa far crescere la fede dei cristiani, a loro interessa solo fagocitarli nel Cammino.
Un esempio delle mistificazioni
Riflettiamo bene con un semplice esempio: il "contesto culturale" giapponese - una mentalità molto attenta alle forme, alla compostezza, alla sobrietà... vede con l'arrivo dei neocatecumenali la comparsa dei funerali con chitarrella ndrùng-ndrùng-ndrùng!

Come può un Caporedattore Cofondatore censurare le parole che il Papa dichiara di aver detto personalmente a Kiko? Non so rispondere: è un vero arcano...

Ma sentiamo ancora il Papa quando nega la superiorità del Cammino e addirittura comanda di rispettare i fuoriusciti:
In questi casi l’esercizio della pazienza e della misericordia da parte della comunità è segno di maturità nella fede. La libertà di ciascuno non deve essere forzata, e si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino, altre forme di vita cristiana che lo aiutino a crescere nella risposta alla chiamata del Signore.
Sentiamo come il Caporedattore Cofondatore censura e aggiusta a modo suo le parole del Papa:
In questi casi l’esercizio della pazienza è sempre una dimostrazione di fede. La libertà di ciascuno non deve essere forzata e deve essere sempre rispettata la volontà di cercare la Fede anche in altre realtà.
 Capite?
  • viene censurata la misericordia della comunità: dopotutto i fuoriusciti del Cammino (insieme a coloro che non lodano il Cammino) sono tutti "Giuda", "fichi sterili", "Faraoni" che si "perderanno", per loro non c'è misericordia;
  • vengono modificate le parole sulle forme di vita cristiana in... «cercare la Fede»: come se uscire dal Cammino significasse non avere la Fede...
  • viene censurata la risposta alla chiamata del Signore: infatti per i neocatecumenali il Signore ti chiama al Cammino e basta: il resto della Chiesa è fatto di trascurabili e disprezzabili "cristiani della domenica"! I kikos non hanno alcun interesse a promuovere la tua fede, non hanno nessuna intenzione di aiutarti a rispondere alla tua specifica chiamata, vogliono solo far crescere il Cammino.
Il Papa prosegue e dice:
...Dio ama l’uomo così com’è, anche con i suoi limiti, con i suoi sbagli, anche con i suoi peccati.
Sentiamo invece la versione personalizzata del Caporedattore Cofondatore:
...Dio ama l’uomo cosi com’è, anche con i suoi sbagli, con i suoi peccati.
Oops... che fine hanno fatto i limiti?
Capite? Si parla dei limiti umani, che non sono "sbagli", non sono "peccati", sono semplicemente "limiti": ce lo dice persino il Papa, ma i neocatecumenali non possono dircelo.

Chissà se tale omissione ha a che fare con il fatto che nel Cammino tutto ciò che va storto viene attribuito al diavolo, cioè l'idea kikiana-carmeniana che l'uomo sarebbe «schiavo del demonio». Non prendono proprio in considerazione i limiti umani.

Alcune brevi note conclusive:
  • Romagiornale si presentava come «verità» e come eliminazione delle «falsità»: ma allora perché ha pubblicato un articolo che mistifica le parole del Papa per trasformarle in propaganda kikiana?
  • l'articolo del Caporedattore Cofondatore, dopo tutte le mistificazioni, in conclusione riesce perfino scrivere "Maria" in minuscolo, come fanno "distrattamente" tanti neocatecumenali che frequentano questo blog (dev'essere un altro arcano!)
  • e non vogliamo commentare un altro articolo del Caporedattore Cofondatore dove contraddice sé stesso e parla di "75 famiglie" anziché di "450 famiglie" (ma erano 75? 450? 120? 414? boh?)
  • nonostante il Papa abbia detto che sono i responsabili neocatecumenali ad inviare le famiglie kikiane in missione neocatecumenale, l'articolo conclude dicendo che «il Papa ha inviato le 450 famiglie»;
  • chissà come mai per difendere il Cammino c'è sempre bisogno di adoperare mistificazioni menzogne...

sabato 1 febbraio 2014

Papa Francesco: «Rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe»

«La comunione è essenziale: a volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte».

Papa Francesco ai neocatecumenali, 1° febbraio 2014.



«Qui, siamo non alla eresia, ma alla apostasia»

Il sacro non è soltanto il rito: è la presenza nel rito della realtà significata. Quando si mitizza il rito, si perde il senso della sostanza che contiene. Non ci si meravigli poi che l’Eucarestia divenga per taluni una semplice festa dell’unità umana, in cui Dio è semplicemente spettatore. Qui, siamo non alla eresia, ma alla apostasia.
Nessun neocatecumenale ha mai osato
contestare questo strafalcione liturgico
Lo scrisse il cardinal Siri nel 1970 (sulla rivista Renovatio), cioè neanche due anni dopo che Kiko Argüello e Carmen Hernàndez si erano installati in una parrocchia di Roma avviando il Cammino con le sue orrende liturgie.

Rileggiamo lentamente quel pensiero del cardinal Siri, per capire alcuni degli errori neocatecumenali:

1) il sacro non è soltanto il rito: altrimenti la liturgia sarebbe un "cerimoniale" che ognuno può costruire a piacere suo, come hanno fatto i due "iniziatori" spagnoli e i loro seguaci.

La liturgia è un dono di Nostro Signore (che ha detto «fate questo in memoria di Me» e lo ha detto per motivi ben precisi), non è un'invenzione umana.

2) il sacro è la presenza nel rito della realtà significata: Nostro Signore è realmente presente nel Santissimo Sacramento. Il "memoriale della Sua pasqua" non significa "celebrazione molto sentita di un bel ricordino".

Nelle Messe celebrate da padre Pio,
chi era al centro? la comunità o il Sacramento?
Le celebrazioni neocatecumenali sono invece degli spettacolini autogestiti e molto articolati, carichi di "nuovi significati" che vanno ad oscurare il senso della liturgia cattolica. Per esempio negli arredi e nelle suppellettili sacre (come il bislacco menorà a nove fuochi, il tavolone centrale anche se era presente un altare, icone e copri-leggii disegnati da Kiko, i grossi "calici" a forma di insalatiera, ecc.), nei canti (tutti esclusivamente di Kiko, senza eccezione!), nel diluvio di parole "non liturgiche" (i laici che fanno gli interventi cosiddetti "risonanze" e "monizioni"), nel balletto finale (l'imbarazzante girotondo col passetto)...

3) quando si mitizza il rito, si perde il senso della sostanza che contiene: infatti i neocatecumenali, che celebrano quello spettacolino-recita musical-kikiano, chiamano "liturgia" le loro pagliacciate e chiamano "carismi" le loro invenzioni caserecce.

Il 17 gennaio 2006, rispondendo picche al Papa, Kiko scrisse che le celebrazioni neocat servono per portare i fratelli «dalla tristezza all'allegria». Vi si "parla" del Signore, vi si "canta" il Signore, ma il Signore è come se non ci fosse: perfino la Comunione diventa uno strumento finalizzato al "dimostrare e rinforzare l'unità dei fratelli" (infatti i fedeli ricevono la loro porzione e poi devono aspettare, seduti, il segnale convenuto per mangiare tutti quanti insieme: non c'è più l'incontro personale con Dio, ma c'è solo un gesto da eseguire "tutti insieme": il centro della Comunione neocatecumenale è il "fare qualcosa tutti insieme"!).

4) non ci si meravigli poi che l'Eucarestia divenga per taluni una semplice festa dell'unità umana, in cui Dio è semplicemente spettatore: esattamente ciò che avviene nelle comunità del Cammino.

Pallini, cerchietti e strani simboli kikiani: ecco la
bislacca "catechesi" che Kiko ha oggi impartito al Papa
Attenzione: ridurre Dio ad uno "spettatore" significa aver stabilito da soli il "come fare" la liturgia. Con la scusa del recupero dei primi cristiani delle comunità primitive, nel Cammino si fa il balletto col girotondo, con le sedie disposte come al teatro, con un fiume di interventi dei laici, con i canti di Kiko cantati dai "primi cristiani"... Si illudono che a furia di dire "Signore! Signore!" la loro recita diventi "liturgia".

5) non eresia, ma apostasia: l'eresia è il distorcere qualche verità di fede, l'apostasìa è invece il rinnegare la fede.

Infatti che fede è quella che si fabbrica il proprio cerimoniale e pretende di chiamarlo "liturgia"? Che fede è quella dove Nostro Signore viene trattato come uno snack e la Comunione diventa un gesto simbolico da fare "tutti insieme contemporaneamente"?
Il posto del neocatecumenalismo è nella Chiesa cattolica o in mezzo ai protestanti?

Le parole del cardinal Siri, nel 1970, sono validissime ancora oggi per qualificare il Cammino Neocatecumenale e i suoi "intoccabili" strafalcioni liturgici:
Il sacro non è soltanto il rito: è la presenza nel rito della realtà significata. Quando si mitizza il rito, si perde il senso della sostanza che contiene. Non ci si meravigli poi che l’Eucarestia divenga per taluni una semplice festa dell’unità umana, in cui Dio è semplicemente spettatore. Qui, siamo non alla eresia, ma alla apostasia.

giovedì 30 gennaio 2014

Ricordiamocelo sempre, quando si parla di FRUTTI

Specialità cattolica:
il sacerdote intermediario tra Dio e il suo popolo,
il Corpo di Cristo (che non è un cibo qualsiasi)
ricevuto umilmente e direttamente da un ministro di Dio



Specialità neocatecumenale:
il presbitero è un puro ornamento, un cameriere,
e il Corpo di Cristo viene distribuito e consumato
come se fosse un pasto qualsiasi e una bevanda fraterna,
come uno strumento che serve solo a simboleggiare l'unità



Sarà pure che il cammino dà tanti buoni frutti ma...
dà anche frutti molto velenosi: quelli liturgici e dottrinali.

Ricordiamocelo sempre!

martedì 28 gennaio 2014

Sulla necessità di riconoscersi peccatori

Una penitenziale kikiana:
frastuono, precarietà e chiasso
Hai mai sentito parlare della gratuità della Grazia? Pensi che qualche uomo, riconoscendosi peccatore, per questo suo "merito", abbia meritato la Croce di Cristo?

Ecco gli effetti di quella prima balorda catechesi kikiana sul fango/peccato del cieco nato (sulla quale sempre insisto, non perché sono un fissato - ho vari interessi - ma perché è il proemio alla vostra eresia): non c'è la Grazia della ri-creazione, si riconoscono i peccati! I farisei, allora, che si riconoscevano peccatori di tutto e di più, avevano fatto il primo passo? E gli apprendisti degli innumerevoli viaggi pagani iniziatici di purificazione, incontrarono Dio?

Ecco perché credo poco nel vostro incontro con Cristo: voi pensate d'incontrare il Signore "passo dopo passo" partendo dal riconoscervi peccatori. In realtà incontrate un povero cristo kikiano e un po' pelagiano, perché il Cristo dei Vangeli, il Signore, si mostra con la bellezza Gratuita della Grazia. Come con San Paolo.

Ti risulta che San Paolo abbia riconosciuto i propri peccati, prima di cadere (come nei dipinti, perlomeno metaforicamente) "da cavallo"?

Poi, sappilo Massimiano, chi ha incontrato veramente Cristo, dopo averlo incontrato, fa di più che riconoscersi peccatore: soffre il peccato. Di tanto in tanto, ci ricasca sì, ma sempre lo soffre. E si confessa con un vero sacerdote, recitando infine l'atto di dolore.

La "omega" rovesciata,
le fosse nere al posto degli occhi,
la benedizione con la mano sbagliata...
Voi sempre confondete la causa con l'effetto, voi invertite il simbolo, la croce, ogni corretto processo, ogni processione.

L'incontro con la Samaritana - allegoria simbolica dei pagani lontani - è invece più accessibile. Ti pare che la Samaritana abbia riconosciuto i propri peccati, prima di riconoscere Gesù? Oppure che Cristo le abbia detto: "Prima di attingere al pozzo di Giacobbe, riconosci i tuoi peccati"?

"Le disse Gesù: «Dammi da bere»". E' Cristo che per primo rivolge la parola, cosa che non avrebbe dovuto fare secondo i costumi, perché quella era una donna, per giunta pagana e samaritana.

E' sempre Cristo che si muove per primo, per Grazia. Poi, in questa dialettica divina, dopo che la donna l'ha chiamato "Signore" - e l'appellativo ha senso, nei Vangeli - dopo che la donna ha riconosciuto l'acqua che disseta per sempre, Gesù ragiona dei Baal.

Voi, neocatecumenali, non potete rovesciare le processioni, anteporre l'Amore al Logos, la comunità alla divinità, il Cammino alla Grazia.
(Lino)

domenica 26 gennaio 2014

«Abbandona il lavoro! Comincia a litigare in famiglia!»

Per volere di Dio un giorno ho deciso di Cresimarmi (considerate che mi sono cresimato quest'anno e ho 26 anni). Ho chiesto ad un mio cliente che sapevo frequentava la parrocchia, come fare per frequentare il corso di preparazione in orari serali. Lui mi disse dandomi un volantino che pubblicizzava "catechesi per adulti": "Stasera vieni qui e frequenta, poi ti faccio sapere...". Allorché quella sera andai alla catechesi. La cosa più strana per me fu che in quell'incontro di tutto si parlava fuorché di Cresima. Manifestai il mio dubbio alla persona che mi aveva portato alle catechesi ed egli il giorno seguente venne in negozio e mi disse che dovevo iniziare il corso di preparazione al Sacramento in un altro posto (e menomale che è andata così). Comunque spinto dalla curiosità ho continuato a frequentare le catechesi dell'Annuncio. La cosa iniziò, diciamo, a piacermi anche perchè mi avrebbe fatto piacere riavvicinarmi alla Chiesa, ma molte cose mi sembravano strane. Il resto è un po' complicato da spiegare ma gli eventi che sono accaduti mi hanno fatto capire che forse Dio mi stava scegliendo per qualcosa di grosso (bisogna parlare di persona di questa cosa). Al momento in cui fu annunciata la Convivenza dissi che non potevo andarci per via di problemi legati alla famiglia, al lavoro e poi avevo la mia festa di compleanno già preparata in discoteca per il 26 marzo.

Esponendo alla persona che mi aveva portato alle catechesi questi problemi, questi cominciò a farmi dei discorsi di chiamate, di interventi demoniaci nella mia vita, "ai tuoi nonni (90enni) ci pensa Cristo", "comincia a litigare in famiglia", "abbandona il lavoro", "è tempo di scegliere", "se lasci abbandoni Dio". In convivenza non ci sono andato e mi sono allontanato.
Ero rimasto molto perplesso e ci volevo vedere chiaro nella faccenda: magia di internet ed ecco ALTERINFO. Oggi posso pensare che quello di vederci chiaro nel Cammino e nelle altre realtà settarie sia il compito che Dio mi ha dato facendomi fare quell'esperienza diretta: oggi mi ritrovo con una fede più forte e non intendo per nessun motivo rinnegarla. Siamo in tanti uniamoci e, cristianamente, lottiamo... Il resto è sul forum del sito del CESAP.

Se volessimo aggiungere qualcosa a tutto quello finora scritto su questo forum, non basterebbe un libro... A quasi 1 anno dal mio "NO" al Cammino Neocatecumenale posso finalmente trarre le mie conclusioni. Uno studio approfondito che ho concluso grazie all'aiuto del CESAP, di Augusto Faustini, di Don Elio Marighetto, del mio Padre spirituale ecc., ha dato un senso alla mia vita (dopo tutto i catechisti del CN lo ripetono in continuazione questo fatto del senso della vita). In otto mesi di studio ho ascoltato le esperienze dei fuoriusciti, con i quali ho riallacciato un rapporto quasi amichevole sebbene quando ci incontriamo di tutto si parla fuorché di Gesù, ho rimesso in ordine la mia vita dopo la grossa batosta psicologica ricevuta alle catechesi iniziali ma soprattutto ho analizzato, laicamente parlando, i vari aspetti comuni a tutte le sette religiose... Non si può per nessun motivo privare l'uomo delle proprie libertà individuali. Nessun uomo e ripeto nessuno è nell'autorità di giudicare l'anima di un altro uomo... A questo ci penserà Qualcun Altro al momento opportuno ma su questa Terra ognuno deve agire secondo le proprie scelte individuali dopo essersi bene informato. Un pensiero va a coloro che oggi aderiscono ai Testimoni di Geova, a Scientology (ho appena finito di leggere la favola di Dianetics), allo stesso Cammino Neocatecumenale... Non vi chiudete in voi stessi!! Prima di gridare a squarciagola "Ce l'ho fatta, ho capito tutto finalmente!!!", informatevi fino ad avere le idee chiare e confuse allo stesso tempo. E' quello il momento in cui prenderete coscienza della vostra libertà e agirete secondo quello che dice il vostro cuore e saprete coscienziosamente separare ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Accettare la minestra così come viene servita non è salutare e, in questo caso ci si può davvero trovare in un tunnel senza uscita... Questa è la mia esperienza......................................

venerdì 24 gennaio 2014

«Si sono dimenticati della misericordia»

Da parecchio tempo vi seguo per leggere le esperienze di altri neocatecumenali.

Anche io sono passato dalla strada del cammino anche se sono stato sempre critico, ma vi posso dire che sono il primo catecumenale ad essere buttato fuori dal cammino perchè ho detto ai mega catechisti di Palermo e per diretta analogia ai loro generali Romani che loro non erano nessuno durante la celebrazione Eucaristica, quello che avete scritto è tutto vero anzi verissimo, sono una setta non partecipano alla parrocchia ecc.

Per soldi si comprano il parroco che pur vedendo le ragioni reali, vere delle mie argomentazioni ha preferito per ignavia di farmi andare via, dopo 21 anni mi dice: ma non te la prendere. in parrocchia ci sono altre realtà.

Il cammino invece di formare nuovi discepoli per portare la parola di Gesù ai lontani, forma zombi
che come altri hanno detto, soggiaciono passivamente alle volontà dei catechisti auto incensanti.

Il comico UFO di Kiko a Porto San Giorgio
Ho fatto il corso di Teologia di Base e per loro era inutile anzi negativo per il cammino, sono stato a Loreto ed a Porto San Giorgio dentro il disco volante in quei giorni li c'era pure il famoso Kiko che dall'alto della sua santità non si è permesso di venire a darci il benvenuto perchè come dissero i suoi generali catechisti era in riunione, povero uomo sempre indaffarato a pensare al prossimo.

Quello che l'articolo riporta, nello stralcio sotto mi è capitato personalmente, si sono messi in fila e il capo generale catechista armato di diritto Divino disse: ”Noi catechisti siamo ispirati dallo Spirito Santo e quello che diciamo è la verità.”

I miei ex fratelli che sono scritti sulla Bibbia non esistono più, la mia vera “famiglia” che era il cammino si è dissolta, per fortuna e grazia di Dio, i miei figli non fanno parte del cammino e mia moglie mi ha seguito ed è Felice e Serena, non siamo usciti dalla chiesa è amiamo il nostro Vero ed Unico Dio.

La cosa più bella è che i mega super santi catechisti di Palermo armati di santa santità si sono dimenticati della misericordia e armati di puro egoismo non possono andare dalla pecorella smarrita per riportarla all'ovile come la parabola del buon pastore, lascio le 99 per cercare la smarrita.

Il mega responsabile della mia comunità ubbidendo ciecamente all'ordine di impedirmi l'accesso alle celebrazioni della mia comunità un giorno mi ha incontrato ed è scappato, sottolineo scappato.
Potrei raccontare tanto dei miei 21 anni di cammino, spero proprio che la Chiesa apra gli occhi e allontani dalla Vera Chiesa questi che ne stando fondando una parallela disegnata e fatta per i proprio interessi e non per la Gloria di Dio, ho fede è so che questo accadrà ma al momento tanti poveri uomini, donne e ragazzi vengono rovinati per sempre da questa setta, perchè non hanno il mio carattere forte.

Posso testimoniare che moltissimi Sacerdoti della mia diocesi sono assolutamente contrari alla setta neocatecumenale e che sono fortunatamente poche le parrocchie che hanno sfortunatamente il cammino e spero sempre meno.

Se riterrete di pubblicare questa mia, fatene buon uso per il resto Viva Sempre il Nostro Meraviglioso DIO.
(da: Giuseppe)



Giuseppe non è il primo ad essere stato "cacciato". Anche a me, come dissi altre volte, capitò la stessa cosa.

Anche io, dopo essere stato mandato via (dopo oltre 15 anni spesi in parte itinerante per il mondo, un c.d "carisma" all'interno della mia comunità di allora), dopo di questo nessuno (ripeto perchè sia chiaro nessuno) della mia ex comunità mi ha più cercato.

Soltanto io, nei primi anni, cercai di chiamare le persone con le quali ero più intimo. Li andai a trovare a casa, portavamo regali ai bambini delle loro famiglie (poveri innocenti, non voglio pensare alla loro vita futura dentro quella setta!).

Mai una telefonata, mai un chiederci "come state?" a me ed alla mia famiglia. Cosa spinge la psicologia di una persona a comportarsi in questo modo con gente con le quali hai condiviso tanto solo pochi mesi prima?

Sono deluso ma non triste. Credo che il loro pensiero sia quello che qui si è descritto in tanti post e non aggiungo altro e né mi stupisco più di tanto.

Mi rendo conto, comunque, che le persone che ho visto erano abbastanza infelici di fondo: per un nc Dio è uno che ti manda le disgrazie, che "opera" attraverso la croce. La loro vita di penose formalità da svolgere è strumentale alla loro "salvezza", chi ne è fuori "non potrà mai capire la bellezza dello stare assieme ai fratelli" come disse un catechista un giorno.

I nc non è che non hanno misericordia, per loro chi non è nel cammino è perso. Non potrà mai aspirare alla vera "misericordia del Padre (neocatecumenale)".
(da: C.)