venerdì 14 novembre 2014

Una inusuale sviolinata

Novità: ecco il primo articolo di Sandro Magister gradito ai neocatecumenali.

Il novello Profeta laico
elargisce la benedizione

ad un sacerdote inginocchiato
Lo hanno sempre furiosamente etichettato come "disinformato", "nemico del Cammino", "mentitore", "Faraone", eccetera.

E ora che Magister scrive che le "famiglie numerose" del Cammino non sono state gradite al recente Sinodo contro la famiglia e il matrimonio, i cari fratelli delle comunità del Cammino Neocatecumenale faranno un'improvvisa inversione di rotta. "Contrordine, compagni! Mano a chitarrelle, cembali e charango, cantiamo vittoria! Ha detto che siamo perfettamente ubbidienti al Magistero..."

Evidentemente non si può spiegare in poche righe che - fatta salva la bontà di cuore di certi singoli - l'atteggiamento neocatecumenale è quello della paternità irresponsabile promossa dai fondatori del Cammino contraddicendo esattamente quel Magistero di cui al «perfettamente ubbidienti».

E nemmeno basterebbero poche righe per far notare che i kikos non hanno certo l'esclusiva del "tanti figli": in altri ambienti ecclesiali esistono tante famiglie numerose fondate proprio sulla paternità responsabile e che non vanno sbandierando la loro situazione.

A ben guardare, l'unico motivo per tirare in ballo le famiglie neocatecumenali al Sinodo era il presentare alla stampa l'idea delle famiglie numerose che si vantano di esserlo, sperando così di indurre i pigri a pensare: "chi ha tanti figli è nemico di aborto e anticoncezionali".

Sebbene Magister non dimentichi di citare le liturgie "creative" del Cammino e la tipica segretezza da setta, chiama "poderosa" la sintesi di don Pezzi che presenta subito dopo e che analizziamo qui brevemente.

La cosiddetta "catechesi" di don Pezzi fa anzitutto pensare che la sua testa sia ferma al 1970: vede infatti come pericolo il marxismo. Che sia stato in letargo fino ad oggi?

Come dice il vecchio proverbio, il demonio è nei dettagli. Mentre introduce una facilmente condivisibile critica alla teoria del gender, don Pezzi comincia a seminare parole ambigue che nel Cammino assumono un significato ben preciso: per esempio, quanto ai figli, «il cristiano non pianifica». Se "pianificare" ha il significato mondano di trovar metodi per impedire le nascite, allora siamo tutti d'accordo; ma se il "non pianificare" significa procreare senza criterio (come avviene nel Cammino a causa degli insegnamenti dei due fondatori), allora si va contro l'insegnamento della Chiesa.

Un difetto fondamentale del Cammino è infatti quel vanitoso estremismo per cui Kiko, Carmen e Pezzi combattono un errore (l'evitare figli) con l'errore diametralmente opposto (lo "sfornare figli" senza criterio). Sarebbe come dire che se hai freddo ai piedi, metti la testa nel forno.

È quantomeno comico che Pezzi, complice delle pagliacciate liturgiche neocatecumenali, osi citare la Sacramentum caritatis di Benedetto XVI. Sarebbe come se un vegetariano lodasse il libro 101 ricette a base di salumi e salami.

Ma è altrettanto comico quando riferisce che Kiko consiglia ad uno che vuole lasciare la fidanzata: «dille che può suicidarsi come vuole, Dio provvederà». Il consiglio del laico Kiko non è esattamente ciò che avrebbe consigliato un padre Pio o un san Massimiliano Kolbe, vi pare? (vien da pensare che la poveretta sarebbe stata trattata meglio qualora per salvare il fidanzamento fosse entrata nel Cammino).

Naturalmente non si capisce cosa c'entri l'episodio della minaccia di suicidio messo immediatamente dopo le considerazioni sul sesso prematrimoniale. Ma Kiko e Carmen ci hanno abituati a voli pindarici anche peggiori, e il sesso e i soldi sono le loro principali fissazioni.

Chitarra propiziatoria
per iniziazioni e riscoperte
Pezzi subito dopo parla della necessità della "iniziazione cristiana". I neocatecumenali non parlano mai della necessità di conoscere le verità della fede che ci rende liberi: parlano sempre e solo del Cammino, "iniziazione" di qua, "iniziazione" di là, sempre "iniziazione". La confondono deliberatamente con la formazione cattolica, poiché per loro la formazione esiste solo nel loro cosiddetto "neocatecumenato": tutto il resto, incluso il nutrimento spirituale di venti secoli di santi, lo considerano da ignorare.

Quando un neocatecumenale parla di "iniziazione cristiana", sta parlando infatti degli orridi canti di Kiko, delle costose icone di Kiko, delle cosiddette "catechesi" del Tripode Kiko-Carmen-Pezzi, della liturgia degli strafalcioni di Carmen e Kiko, del libro di Kiko, della sinfonia di Kiko, delle Domus di Kiko, della laurea honoris causa di Kiko, dell'ennesima colletta straordinaria chiesta da Kiko, della decima per convertirsi a Kiko («devono mollare il malloppo!»)...

Ad un certo punto Pezzi dice che i media stavano creando il caso della "comunione ai divorziati risposati". Questo è solo parzialmente vero: l'altra metà della verità, quella che Pezzi tace, è che nel pasticciaccio sono invischiate alte (e altissime) personalità ecclesiastiche. Sarebbe come dire che la Costa Concordia è affondata solo a causa di un cattivissimo scoglio che ha voluto mettersi di traverso.

Puntuale come la pubblicità nei film in tv, interviene Kiko a dire «grazie a Dio avete ascoltato noi catechisti». Sarebbe come se il lupo dicesse alle pecore: "grazie a Dio avete ascoltato noi lupi". Sulle ambiguità e sulle eresie di Kiko e Carmen sono stati scritti fior di libri, dottrinalmente rigorosi e documentati, e mai minimamente smentiti.

Kiko cita una frase della Carmen, frase che da sola dovrebbe allertare le guardie dei manicomi: «Carmen disse una volta al papa, anni fa: che significa questa ossessione a favore dei metodi naturali?»

Il Tripode neocatecumenale
Rileggete un attimo, perché altrimenti non si capisce bene: «Carmen disse una volta al papa, anni fa: che significa questa ossessione a favore dei metodi naturali?»

Capite? Una laica si lamenta dal Papa che il Magistero (inclusa la Humanae vitae) sarebbe in preda ad una "ossessione". Come meravigliarsi? Kiko e Carmen sono quegli strani figuri che vanno dal Papa a fare una protesta sindacale, vanno promettendo «un futuro immenso» ad un Pontificio Consiglio in cambio dell'appoggio al Cammino, vanno dicendo che i «Dio ci parla attraverso i testimoni di geova», negano pubblicamente la necessità di confessare i peccati mortali...

Pezzi riprende quindi con l'immancabile lisciata sulla laurea honoris causa di Kiko (nota: il titolo di "dottore honoris causa" si può comprare legalmente per 49,90 euro) per poi soggiungere che la Laudatio a Kiko è da estendere a tutte le famiglie neocatecumenali, non solo quelle in missione kikiana. E qui si conclude la "sintesi" del Pezzi.


Insomma, non so spiegarmi il motivo dell'inusuale sviolinata (certamente più spassosa che allarmante, se si conosce il Cammino) da parte di un giornalista che fino ad oggi ha svelato tante magagne del Cammino.

Sono però preoccupato nel vedere da un lato uomini di Chiesa zelanti nel devastare la Chiesa, e dall'altro lato il crescere della confusione - come nel caso in esempio, invocare i cultori della prolificità scriteriata pensando in tal modo di rappresentare l'equilibrio e la responsabilità degli sposi cristiani. Come se non ci bastassero più la Tradizione, il Magistero e l'esercito di santi.

Kiko effettua il sortilegio per stabilire
quali famiglie andranno in missione per lui

mercoledì 12 novembre 2014

Insensibilità e cialtronerie dei cosiddetti "catechisti"

Celebrazione casereccia di una
"eucarestia" neocatecumenale
Ciao a tutti/e, volevo portare la mia piccola testimonianza sul neocatecumenato.
Io sono stato educato ad una fede cattolica tradizionale, fede che dopo la cresima non ho più coltivato. Quindi niente più messa, confessione e comunione.
Avevo mantenuto però una certa"nostalgia di Dio", chiamiamola così, e quindi in maniera estremamente discontinua prego, mi confesso, vado a messa etc.

Qualche anno fa, pensando che l'appartenenza ad una comunità potesse aiutarmi in fatto di continuità, sono andato a qualche catechesi del cammino.
Che orrore!!!

I cosiddetti "catechisti" del Cammino sono davvero ignoranti.
Presentano la storia della chiesa in maniera vergognosa.
Espongono le verità di fede in un modo superficiale e confuso.
Questo è grave, e io continuamente mi dicevo che magari erano persone semplici però con una fede autentica. Ma non poteva durare a lungo.

Sala "liturgica" neocatecumenale:
lo squallore kikiano-carmeniano
detta la spiritualità dei "camminanti"
Quello che mi ha portato ad andarmene è stato il fatto che durante una catechesi, in un momento di testimonianza, una donna ha detto che aveva perso un bambino ed è scoppiata a piangere.
Si vedeva benissimo che questa donna aveva i nervi a pezzi per questo fatto è che era davvero molto scossa.
Senza neanche un momento di silenzio, di raccoglimento o di riflessione il "catechista" neocat dice con indifferenza che vabbè adesso il bambino è un angelo. Tutto qui.

Io ho trovato questa cosa agghiacciante, di grande insensibilità.

In breve: li ho mollati. Sono dei gran cialtroni!
(da: Luigi)

lunedì 10 novembre 2014

Lessico familiare non neocatecumenale

Grande Missione al Popolo: e i figli?
Elena, non sei libera.
Vivi il senso di colpa del non aver pregato quel giorno o quell'altro, senza soffermarti sul fatto che magari quel giorno sei stata assorbita da problemi e impegni e non dal disprezzo verso Dio (quello si che va in esame di coscienza!).

Io ho cinque figli.
La nostra sveglia è alle 6.30 di solito, alle 7.00 se va bene, quando si alzano i piccolini, generalmente piangendo perché devono essere cambiati, o hanno fame, o la luna storta. Alzarsi per noi significa levarsi di scatto, sia chiaro, non svegliarsi con comodo. Appena finito a sistemare i piccolini e la loro colazione abbiamo appena il tempo di un caffè (sono mesi che non riesco a fare una colazione degna), che si svegliano gli altri.

E noi abbiamo il dovere di servirli come genitori, finché non saranno autonomi, per cui si parte con la giostra della colazione per altre 3 persone. E noi ancora non ci siamo lavati. Poi li dobbiamo vestire, lavare e pettinare, controllare le cartelle, e prepararci a uscire. Due minuti per noi genitori di sistemarci per non sembrare cavernicoli e siamo già fuori con tutti gli impegni che ci spettano (lavoro, spesa, ecc.) per dovere di stato.

Io lavoro tutto il giorno, nel frattempo mia moglie ha avuto giusto il tempo di respirare venti minuti che deve tornare a casa, pulire se possibile, preparare il pranzo, accudire il più piccolo, ed è già arrivata ora di riprendere i figli da scuola. E si va avanti così fino a sera.

A cena, stessa giostra, a volte io e mia moglie ci ritagliamo del tempo per stare insieme dopo che i bambini sono andati a dormire, per mangiare noi due in santa pace, parlare delle cose necessarie, vedere un film insieme, essere marito e moglie. Si è fatto tardi, andiamo a letto perché al massimo ci spettano 4-5 ore di sonno prima che uno dei figli si svegli, per il bagno, per gli incubi, per cavoli suoi o che so io.
E si ricomincia.

Kiko Arguello, dottore h.c. "per la
piena valorizzazione della famiglia"!
Ebbene, non hai idea di quante volte io sia stato ripreso perché in questo ritmo frenetico che è una vita normale di famiglia numerosa, non facevamo il nostro "dovere", non avevamo una "intimità con Cristo" e non hai idea dei sensi di colpa che ci siamo vissuti per questo.

Non mi sentivo un buon marito e padre, mi fu detto che ero "senza spina dorsale", anche per questo motivo.

Hai idea di che significa per una persona che si spezza la schiena notte e dì da dieci anni sentirsi dire "sei senza spina dorsale"?
Sinceramente, a me la morale non me la puoi fare, perché sono stufo marcio di questi pesi scandalosi.
Mi sono ripreso quando ho scoperto che essere madre per mia moglie era equivalente a onorare Cristo, ed essere padre per me era allo stesso modo rendere gloria a Lui. E ho trovato per esempio il modo di ritagliarmi il mio momento di preghiera, con la Compieta e una decina del Rosario alla sera, quando è notte e tutti dormono.

Non sai che sollievo non sentirsi più una pecora nera e soprattutto non dover più sentir dire che le Lodi la mattina per farle o ti svegli prima (e quando?? alle 5 del mattino??) o le fai pure se i bambini piangono e strillano perché non li calcoli (hai mai provato TU a "fare le Lodi" mentre dei bambini piangono urlando?

Le Tavole della Legge nella Domus Galileae
Non sai quante volte ho dovuto interrompere la preghiera per intervenire con i figli che strillavano solo perché volevano essere ascoltati mentre io li interpretavo come capricci o addirittura "attacchi del demonio" che non voleva farmi pregare. E giù di ceffoni e punizioni. Beh, ora basta.

Elena, non ne posso più di sentire queste balle (si proprio BALLE Elena!) da gente come te, farisei del 2000 che piuttosto dovrebbero imparare a guardarsi dentro! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, mentre dentro sono pieni di rapina e d'intemperanza.

Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere e del piatto, affinché anche l'esterno diventi pulito.Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d'ossa di morti e d'ogni immondizia. Così anche voi, di fuori sembrate giusti alla gente; ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.

(da: Sandavi)

Crocifisso kikiano nel Centro Neocatecumenale di Porto San Giorgio

sabato 8 novembre 2014

Il Cammino e la giudaizzazione del cristianesimo

Un nostro interlocutore neocatecumenale ci scriveva: "sono conscio che se si privilegia troppo l'aspetto della mensa rischia di venir meno la percezione del sacrificio sull'altare, l'ho sperimentato sulla mia pelle, anche se devo dire che ultimamente dai miei 'catechisti' è stato ripetuto più volte che la messa è un sacrificio"... Notare: lo dicono "ultimamente"; il che significa che prima non avveniva, ammesso che lo dicano effettivamente e, comunque, se anche lo dicono e poi non "si vive" né nella celebrazione né conseguentemente nella vita, non è la stessa cosa che dice e fa la Chiesa.

Riprendo in proposito il testo di un precedente confronto, che è un documento, per mettere in risalto cos'è che si vive nel cammino e alcuni dei numerosi elementi che provano la giudaizzazione e, quindi, la deformazione della nostra fede, proprio in rapporto all'Eucaristia.
Dice Emanuele:
Nei seminari di Kiko c'è
sempre una Bimah ebraica...
...e quando mai il cammino ha svilito la Nuova Alleanza? dai ragazzi ma credete davvero in quello che scrivete? Vorrei far riflettere su uno dei primi canti in uso nel cammino. Un canto che sciaguratamente usa un termine ebraico, e una modalità ebraica per ringraziare Dio nel giorno di Pasqua: enumerare i suoi prodigi. Vorrei far notare come finisce il canto. Ora se c'è del male in questo....

DAJENU
Di quanti beni ci ha colmato il Signore [3 volte]
Se Cristo ci avesse fatto uscire dall' Egitto
e non avesse fatto giustizia del faraone :
Rit.: Questo ci sarebbe bastato, ci sarebbe bastato
dajenù, dajenù, dajenù.

Se avesse fatto giustizia del Faraone
e non ci avesse liberato da tutti gli idoli:
Rit........


.......omissis...
Tanto più dobbiamo ringraziare il Signore![3 volte]
Che ci ha fatto uscire dall' Egitto
Che ha fatto giustizia del faraone
Che ci ha liberato da tutti i nemici
Che ci ha dato le loro ricchezze...
Che ha aperto il mare per noi...
Che vi ha affondato i nostri oppressori...
Che ci ha donato un cammino nel deserto...
Che ci ha nutrito con il pane della vita...
Che ci ha dato il giorno del Signore...
Che ci ha donato la Nuova Alleanza...
Che ci ha fatto entrare nella Chiesa...
Che ha costruito in noi il suo tempio...
e lo ha riempito del suo spirito Santo
nel perdono dei peccati.
Cristo nostra Pasqua
è risorto per noi!
Alleluia, alleluia, alleluia

ecco questo è il senso del patrimonio ebraico in questo canto: semplicemente un incipit in una lista di ringraziamenti..."

Caro Emanuele, vedi che avvalori il mio discorso? Il canto può essere bello e trascinare e svegliare l'emotività quanto ti pare e, ne convengo, è anche in tema con la Pasqua: ma con la Pasqua ebraica. 


Pagliacciate neocatecumenali:
celebrano una "cena ebraica"!
Ma che ci azzecca Daienu, con tutti i prodigi del Signore nella Pasqua degli Ebrei, quando abbiamo il Prodigio dei Prodigi, il nostro Signore Gesù Cristo Nato Morto e Risorto per noi?

Tra le cose che enumera sulla Nuova Alleanza il canto non dice "è salito sulla Croce ed è morto per noi". Non ti sembra una dimenticanza grave? Eppure è solo attraverso il Suo Sacrificio che accadono tutte le altre cose enumerate dalla Nuova Alleanza in poi, Risurrezione compresa.

Non dimenticare che nel Suo c'è anche il nostro sacrificio (implica l'offerta e la vittima in espiazione per il peccato, e sono parole dure ma VERE che danno fastidio ai modernisti e ai falsi cristiani), altrimenti non siamo cristiani, siamo rimasti "ebrei" nonostante tutte le parole cristiane usate come specchietti per le allodole!

E quando poi l'iniziatore del cammino dice alla stampa (13 giugno 2008):
"... Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa"
Capito? Questo non solo non è la Messa cattolica, non è nemmeno un rito cristiano: è un rito EBREO!!! La nostra Terra Promessa, la nostra Pasqua è Cristo. La nostra salvezza è il Suo Corpo Offerto, il Suo Sangue versato "in Sacrificio" per noi...
È vero che Gesù nella Cena pasquale con i suoi discepoli probabilmente ha pronunciato la benedizione finale sulla quarta coppa; ma ha dato a tutto un significato NUOVO, quello che hanno vissuto e vivono i cristiani da sempre... Il cosiddetto ritorno alle origini di Kiko non è un ritorno alle nostre origini ebraiche, è un ritorno all'ebraismo tout court!
La parodia di cena ebraica
la fanno ovviamente con i
calici della Santa Messa...
Se la Messa è un Sacrificio è un sacrificio, non è solo il memoriale della Cena... Kiko nega l'«espiazione» (è scritto nero su bianco nei "mamotreti" del Direttorio)... Ebbene, cosa viene detto nella formula di Consacrazione? «...versato in sacrificio per voi...». Sapete che parola usano gli ebrei cristiani per indicare questo termine? "kippur"... e allora? Agnus Dei qui tollit peccata mundi: ma in latino "tollit" non significa propriamente "togliere", bensì "prendere su di Sé"... dunque il capro espiatorio, quindi l'espiazione, il Kippur... ricorda niente?

Strano che la giudaizzazione, così spinta nel Cammino, non sia arrivata almeno ad ammettere questo... Addirittura la Carmen Hernàndez (nella Convivenza a Porto San Giorgio di settembre 2008) va blaterando che:
...Allora Gesù Cristo arriva a Cesarea di Filippo e lì celebra il giorno dello Yom Kippur. "E cosa succede lì? "Chi dice la gente che io sia?", chiede Cristo. E Pietro risponde: "Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivo", nomina Dio! Nello stesso momento in cui il sommo sacerdote Caifa - Caifa e Cefa sono lo stesso nome - sta pronunciando il nome di Dio nel tempio, sta celebrando Yom Kippur a Gerusalemme, ossia Cristo sta celebrando Yom Kippur fuori del tempio, e formerà la nuova Chiesa: "Tu sei Pietro - Cefa - e su questa pietra edificherò la mia Chiesa".

È la prima volta che nel Cammino si annuncia questo episodio (cioè l’istituzione della Chiesa), ma in maniera del tutto fuorviante, dal momento che la fondazione della Chiesa non può essere identificata con lo Yom Kippur: il vero Kippur, cioè la vera espiazione avviene ad opera di Cristo sulla Croce! E la fondazione della Chiesa avviene dopo il riconoscimento della Divinità di nostro Signore da parte di Pietro. Mentre l'istituzione del Sacerdozio e dell'Eucaristia avviene nell'Ultima Cena, completamente "reinterpretata" dagli iniziatori del Cammino...
Nella Domus di Kiko c'è
sempre simbolismo ebraico...

Se siete arrivati a riscrivere il Vangelo secondo la pseudo-teologia del Cammino, non è che si possa rimanere indifferenti allo scempio che viene fatto della vera Chiesa!

In questo esame siamo andati già un po' in profondità, attraverso insegnamenti, noti, degli iniziatori del Cammino. Proseguiremo poi con l'approfondimento delle altre incongruenze del rito anche in relazione allo Statuto, che è il documento ufficiale al momento maggiormente rivelatore di questa problematica realtà.

giovedì 6 novembre 2014

I catechisti, gli esattori, l’evangelizzazione ed il bene del Cammino. Ovvero: mollate il malloppo!

Negli “Orientamenti” ai cosiddetti "catechisti" del Cammino, Kiko dice:
"Quando una comunità non vi ascolta, quando la catechesi rimbalza, sapete già dove sta il pasticcio: la comunità è attaccata ai soldi e non si vuole convertire.
Se ti ascoltano si convertono e se si convertono devono mollare il malloppo".
Perciò tanti Katechisti neocatecumenali ci vanno giù duri, perché se è vero che l’evangelizzazione è una missione è ancora più vero che questi Katechisti hanno le loro esigenze e che il Cammino è una macchina che non si deve fermare.

Bisogna quindi “distruggere gli idoli” degli adepti, espellere tutti quei sassolini che rischiano di far inceppare gli ingranaggi (tua moglie non è in Cammino? Fai la "missione" in casa!), fare scenografia (sempre utili le "alzate" a comando, costano poco e impressionano la folla) e se c’è pure da travestirsi da “esattore”, comportarsi da Kapò, oppure se capita qualche “incidente di percorso”… la bravura di questi Katechisti è proprio nel farti sentire in colpa perchè, tutto questo, è -secondo loro- «la volontà di Dio»!

Leggiamo ora alcune testimonianze pervenute al blog.


Tutto concorre alla gloria del Cammino!
(da: Impressionato)

Porto la mia esperienza:

mia suocera eredita dalla madre anziana un appartamento che, secondo le volontà della defunta, sarebbe dovuto andare a mia moglie.

Ad esequie avvenute vengono contattati i catechisti (cosa cavolo c'entrassero loro...lo sanno solo i miei suoceri!) per "essere illuminati su come comportarsi" (testuale).
Morale della favola: l'appartamento viene venduto, il 10% versato al Cammino ed il resto dato a mia moglie.

Le motivazioni sono state, più o meno, che: se il Signore avesse voluto "sottrarre" questi soldi al Cammino avrebbe fatto in modo che l'appartamento fosse stato intestato a mia moglie prima del decesso della nonna.

E ci è anche andata di lusso, le prime indicazioni dei Catechisti erano state di vendere e donare tutto l'importo al Cammino perchè era una "eredità diretta e - viste le condizioni economiche dei miei suoceri - non necessaria"...!!!


Preparando la
Nueva Evangelizzazione...
(da: Cristero)

Non sono per niente della comunità i soldi! Ancora qualcuno ci crede?

Il mio responsabile ci inviava OGNI 4-5 GIORNI (non ogni mese) un messaggio con scritto tra le altre cose, “ricordatevi la X°” (un modo per lui simpatico di scrivere decima).
Un giorno me lo son preso in disparte e gli ho chiesto perché ce lo ricordava sempre, che era un versamento libero e spontaneo. Che risultava un po’ pesante questo chiedercela continuamente.

Lui mi ha risposto che Riki (il nostro capo catechista) lo chiamava ogni giorno e andava puntualmente a casa sua a riscuoterla.

Se qualcuno aveva bisogno di qualche soldo per pagare qualche spesa, doveva essere più veloce del nostro catechista.

Il nostro responsabile in un giro d’esperienza ci fece un esempio (riferendosi alle decime), se noi vediamo un barbone per strada e gli diamo 10€, poi entrando in un tabacchino ci accorgiamo che non abbiamo i soldi per comprarci le sigarette, non possiamo tornare dal barbone a chiedergli se ci può restituire 5.

Questo è uno dei peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, non vorrei essere al loro posto.

Ringrazio Dio, che reso in fin di vita da questi barbari, si prese cura di me.

martedì 4 novembre 2014

La sacra cena dei protestanti...


Le immagini qui sopra riguardano una liturgia protestante: è indistinguibile dal "sabato sera neocatecumenale"... tranne per l'assenza dei gadget di Kiko.

domenica 2 novembre 2014

Halloween Neocatecumenale e furberie liturgiche

La sera del 31 ottobre scorso uscendo dalla parrocchia trovo sul piazzale del parcheggio tutti i ragazzi delle comunità del Cammino pronti per andare a far festa. Si sono dati appuntamento fuori dalla Chiesa: le ragazze sono vestite tutte in nero con trucco pesante, spacchi "inguinali" e tacchi alti, i ragazzi tutto sommato con un “normale” look da serata in discoteca.

Mentre raggiungo la mia auto passo davanti a loro e chiedo se vanno a festeggiare Halloween. Rispondono che vanno a cena e poi al pub attaccando una filippica sul fatto che gli antichi cristiani festeggiavano tutte le vigilie e quindi anche loro vanno a cena per festeggiare la vigilia del 1°Novembre. Aggiungono anche che i cristiani non festeggiano Halloween (ma va?) e che tutti i bambini delle loro comunità oggi non sono andati a scuola proprio per evitare che si trovassero “in mezzo” a qualche festa organizzata dagli insegnanti (questa mi mancava!).

Li saluto e torno a casa.

Corpo di Cristo "disperso"
dopo una "Celebrazione" neocat
Stamani alle 11 sono in parrocchia per la messa ed incontro i Kiko’s “addetti” che, nella loro saletta, preparano “la mensa” per stasera.

Io: “siete già stati a Messa?”
Kiko’s: “No. Celebriamo stasera”
Io: “Ma oggi è la festa di Tutti i Santi”
Kiko’s: “Si ma noi celebriamo stasera ed è valida sia per oggi che per domani

Non faccio in tempo a rispondere che spunta, alle mie spalle, il responsabile (secondo me era lì già da un po’…) e, con aria da boss di borgata, mi dice:

Responsabile: “Problemi?”
Io: “nessuno, spiegavo ai ragazzi che il 1° ed il 2 Novembre sono due festività distinte e separate e vanno santificate entrambe. Non è corretto partecipare ad una sola Messa pensando di prendere due piccioni con una fava
Responsabile: “I nostri catechisti ci hanno detto che possiamo fare così”
Io: “purtroppo per voi la Chiesa Cattolica dispone diversamente”
Responsabile: “I nostri catechisti ci hanno detto che possiamo fare così”
Io: “si, ho capito chi te lo ha detto, però credo che in materia faccia testo quello che dice la Chiesa, non Kiko”
Responsabile: “il Cammino è approvato
Io: “su questo potremmo discuterne per giorni ma… che ci azzecca con il fatto che fate il pago 1 prendo 2 con le Messe?”
Responsabile: “stasera partecipiamo alla Messa in parrocchia, quella delle 18, poi alle 20.30 celebriamo noi
Io: “prima avevi detto una cosa diversa”
Responsabile: “forse hai capito male” (sempre con aria da boss)
Io: “meglio così, buona festività”

Alle 18 io sono in parrocchia e, ovviamente, dei Kiko’s non vedo nemmeno l’ombra.

Al termine della Messa, andando via, passo davanti alla saletta del Cammino... l'icona Maria-Kiko, messa sul cavalletto alla destra dell’ambone, governa la sala dove stasera i neocatecumenali commetteranno, con la loro “celebrazione”, l’ennesimo strafalcione liturgico e teologico nonchè l’ennesimo sacrilegio.

venerdì 31 ottobre 2014

Perchè il Cammino conta sui tuoi sensi di colpa?

Volantinaggio kerigmatico
Bambini che fanno volantinaggio.
Testimoni di Geova? No. Neocatecumenali.
Anche quando ero piccola io si facevano tali manifestazioni in piazza... ci mandavano a noi bimbi a consegnare volantini mentre loro cantavano per tutta la piazza... a noi sembrava un gioco divertente.

I miei (come ho scritto in un post) sono stati in comunità per tanti anni, e a 13 entrai anch'o.

All'inizio eravamo tutti ragazzi e ci si divertiva anche. Da dopo il primo passaggio le cose cambiarono. Troppo.

Ricordo che a me erano morti i miei nonni da poco e quando mi dissero «devi accettare questa croce, e vederci il bene» io desiderare solo scappare via dal Cammino!!!! Dissi «sì, l'accetto» solo per andare avanti, solo perché  spinta dai "catechisti". Ma ricordo che io e la mia migliore amica ci si chiuse in camera a piangere... non volevamo nemmeno tornare giù!

Ma andammo avanti... fino al 2° passaggio (eravamo in 30), quello della RINUNCIA AI BENI... Ad un mio amico che aveva iniziato a lavorare da poco, quando chiese quanto doveva dare per la "prova dei beni", dissero di dare via fino all'ultimo centesimo!! Rimanemmo tutti sconvolti e se non davamo tutto ci saremmo sentiti in colpa, io di certo mi sentivo in colpa...

È stato lì che sono entrata in shock!!! ...Da lì sono nati i miei sensi di colpa --- "non vivevo castamente il fidanzamento con quello che sarebbe poi divenuto il mio attuale marito" ... e non essendo sposata mi sentivo in colpa... avevo ricordi sul passato e mi sentivo in colpa...

Ma allora non me ne ero ancora accorta e andai avanti fino al "3° passaggio", quello della preghiera.
Nel frattempo sono stata in depressione ossessiva per sei anni... alla fine dopo una psicologa, uno psichiatra e uno psicoterapeuta e con farmaci... è saltato fuori che ero troppo moralista, che mi condanno per un nonnulla, anche solo per un ricordo !!!! Sono uscita dal Cammino e non ne voglio più sapere.

Sì, ho fatto anch'io la baby sitter in comunità!

Pensate che una mia amica la costringevano ad andare a badare i suoi fratelli e i figli altrui, impedendole di uscire con i suoi amici ogni volta che c'era un "passaggio" o "convivenza"!

Quando ha avuto un figlio lei... i suoi mai una volta lo han tenuto per farla uscire un po' con me o con suo marito... ma solo se andavano in comunità glielo guardavano!... e ho detto tutto !!!
(da: Elisa)

Allegria forzata: battono le mani, ma le facce? Che tristezza...

Il termine "sensi di colpa" è la banale versione psicologica del concetto di rimorso.

L'uomo è fatto per il bene, e però a causa del peccato originale è inclinato al male. Per la propria piena realizzazione, l'uomo deve dunque sforzarsi di vincere tale inclinazione: cioè deve sforzarsi di evitare il male e di perseguire il bene, fino all'ultimo respiro della sua vita. Che poi non sempre ci riesca, pazienza. Il rimorso per il male fatto è un ragionevole aiuto alla propria anima.

Nel Cammino vige il moralismo. In tutti gli ambienti dove la morale viene sostituita dal moralismo, si ottiene il triplice effetto di esagerare il male (sommergendo le povere anime di un'infinità di sensi di colpa), di promuovere l'ipocrisia (per cui il peccato "che gli altri non vedono" viene considerato meno grave: per cui l'importante è l'apparenza), e di devastare la virtù della speranza (per cui a furia di definirsi peccatori... si finisce per smettere di sforzarsi di fare il bene: "tanto siamo tutti peccatori, tanto io sono peccatrice inguaribile, tanto dopo tanti peccati già fatti uno in più non cambia niente...").

Il santo non è tanto "colui che non pecca praticamente mai" (una grazia particolarissima concessa a pochi santi), ma è colui che "quando cade, si sforza subito di rialzarsi" (chiedendo perdono con una buona confessione, vivendo gli altri sacramenti, ecc.). Perfino don Bosco, negli ultimi giorni della sua vita, domandava preghiere per la sua anima (ed era un gigante come don Bosco! non aveva l'ipocrisia di Kiko che termina le proprie omelie con lo slogan "pregate per me" che significa "tenetemi sempre al centro della vostra attenzione"). Molti sedicenti cattolici hanno dimenticato (o non hanno mai saputo) che il sacramento della confessione non solo rimette i peccati, ma dà anche la forza di resistere al male (è per questo che fino a non troppi anni fa si diceva: "per diventare santi, basta una confessione ben fatta").
(Commento di byTripudio)


Kiko insegna: domani "se vuoi" ti potrai confessare...

mercoledì 29 ottobre 2014

Kiko vieta Facebook

Fenomeno curioso: su Facebook alcuni neocatecumenali parlano del divieto di Facebook imposto da Kiko attraverso i suoi cosiddetti "catechisti".

Tutto è cominciato con la pubblicazione di una vignetta su NeoCateFails:


A questa vignetta, più che le risate, sono seguite le espressioni di sconcerto e le dolorose testimonianze di conferma.

Comincia Fabrizio, testimoniando che i cosiddetti "catechisti" del Cammino Neocatecumenale del livello più alto ("itineranti" sempre a contatto con Kiko) ripetono il divieto ad ogni incontro del CN (passaggi, convivenze e cosiddette "catechesi"). Seguono gli altri:

Debby: anche i miei catechisti dicono "toglietevi da Facebook".

Giusy e Salvo: l'ultima volta lo ha detto Morfino (responsabile NC per Sicilia e Calabria) prima di Pasqua all'incontro dei cantori neocatecumenali.

Sergio: non è tanto una leggenda.

Mafalda: a noi i "catechisti" hanno detto di eliminare Facebook per essere segno del mondo.

Annamaria:  E si! Anche i miei catechisti dicono di toglierci da facebook e sapete perchè? Perchè il demonio si può servire di internet per farci uscire dal cammino!

A Daniela, che discettava finemente sulla distinzione tra "consiglio" e "ordine" (nel senso che il "consiglio", in coscienza, si può anche non seguire), risponde Lino: l'invito di un professore a non fumare in aula io lo prenderei come un ordine.

lunedì 27 ottobre 2014

Surreale: "Non ha incontrato Cristo" chi non è kikiano

Liturgia neocatecumenale
C'è un gruppo Facebook che senz'altro conoscerete: "Contro le eresie del cammino neocatecumenale" e qualche settimana fa in una accesa discussione col solito infiltrato ne è uscito questo dialogo che ho salvato avendo cura di cancellare nomi e date (vi do i riferimenti per far verificare anche voi). Anche se non so se pubblicate questo genere inusuale di cose ve lo propongo perché
è manifesta bene la mentalità di chi sta nel Cammino.

Naturalmente l'esagitato Catecumenale non fa testo e non è rappresentativo di tutto il Cammino ma forse può aprire uno spaccato su come le menti più deboli e influenzabili possano essere ridotte.

Prima di riportarvi il seguente testo ho comunque chiesto il permesso alla moderatrice del gruppo. La quasi totalità della conversazione si svolge fra un Catecumenale e un presbitero cattolico, con interventi marginali del moderatore del gruppo e di altri.
(da: Roberto)
Il problema di fondo sono le convinzioni che sono state loro inculcate. Quando Kiko Argüello si rivolge a un "presbitero" con un simile "scrutinio", la conseguenza è inevitabile:
- Kiko: Hai perso il senso del cammino? Tu credi che qui arriverai veramente ad essere cristiano?
- P[resbitero]: Non ho perso l'idea del cammino, però ciò nonostante nella mia sensibilità non ho una esperienza forte di Gesù Cristo in modo che Gesù Cristo sia la mia sicurezza..."
(citazioni dagli Orientamenti
per il Secondo Scrutinio
, pagina 183)



Catecumenale: VOLETE O NO DIVENTARE CRISTIANI E INCONTRARE CRISTO?

Presbitero: con questa domanda cosa vorrebbe insinuare? Che per essere cristiani essere Kikiani?

sabato 25 ottobre 2014

Di punto in bianco: DEVI PAGARE LA DECIMA!

"Nueva Evangelizzazione", cioè
schitarrare le canzonette di Kiko
Vorrei commentare l'intevento di Iocero-ioso:

Tu chiedevi: tu e tuo marito siete stati fermati, perchè? La risposta è semplice: perché per problemi personali non abbiamo potuto ascoltare la "catechesi" neocatecumenale fatta per indurti a pensare che sia giusto pagare la decima...

Immagina dunque il nostro rientrare in comunità e sentirci dire: «devi pagare la decima», così di punto in bianco, che si fa? ti alzi e te ne vai... prima ti preparano per bene e poi...

Ma anche quando la mia comunità ha fatto lo "Shemà" io e mio marito siamo stati fermati, questa volta non per scelta nostra ma solo perché proprio mentre già in viaggio verso la convivenza sono stata colta dai dolori del parto e quindi abbiamo cambiato strada. Imperdonabile (dai kikos).

E comunque abbiamo raggiunto la tappa della nostra comunità facendo convivenze con altre, alla "tappa inferiore". Ad ogni passaggio il Cammino ti chiede sempre di più: ecco perchè era indispensabile la nostra presenza ai passaggi, perché prima ti plagiano e poi ti chiedono.

È vero Iocero, hai ragione, ci vuole più coraggio ad uscire dal cammino che ad entrare, perchè dopo anni di cammino senza la comunità non hai più niente! Lo stai dicendo ad una che dopo venti anni di cammino, lì ha i suoi amici, lì ha la sua musica, lì ha le sue abitudini... Ora dopo otto mesi che me ne sono uscita mi sento sola! Mi mancano i fratelli, ma nello stesso tempo mi sento delusa da loro, perché io ho continuato a cercarli come ho sempre fatto, ma loro no. Non mi chiamano più per andare a mangiare la pizza, niente più telefonate, niente di niente. Anzi dicono che ho preso la via sbagliata, che il demonio si sta servendo di me per sfasciare la comunità, che sto scandalizzando i piccoli... E allora? Che fare? Tornare in comunità con tutta la mia famiglia?

L'amicizia o la fratellanza è una cosa che va oltre la comunità, non si può fermare nella saletta, un fratello non giudica chi esce ma cerca di capire. Pazienza io sono qua, li porto tutti nel cuore, ma non posso continuare ad obbedire a chi mi vuole far fare cose sbagliate, tutte a favore del Cammino e non a favore delle singole persone. A Valentina voglio dire che ha ragione. Tutti siamo stati ingannati, plagiati. Ed è per questo che siamo arrabbiati, delusi amareggiati, qui dietro ad un pc a pensare e ripensare perchè proprio noi siamo caduti nelle grinfie di falsi profeti. Io non sono stata più forte di altri altrimenti non ci sarei stata la dentro venti anni, non voglio dare la colpa a nessuno, solamente dire che Dio che ci amava, i segni ce li dava, ma noi non li leggevamo: perché? È bene che ognuno di noi cerchi di capire perché ha dato ascolto alla voce dei cosiddetti "catechisti" neocatecumenali anzichè a quella della nostra coscienza. Forse rispondendo a questa domanda potremo riuscire a liberarci definitivamente da questo Cammino che continua ad attanagliarci. Accetto di essermi sbagliata, di esserci caduta non solo con le scarpe ma con tutti gli stivali, di aver fatto del male a me e alle persone care e a tutti i fratelli che ho portato in Cammino.

Ringrazio Dio che mi ha fatto dire NO al Cammino, quando il mio posto era al capezzale di una persona cara, altrimenti ora non me lo sarei mai perdonata!

(da: Annamaria)

giovedì 23 ottobre 2014

Ohibò: la "missione in casa"

Neocatecumenali
che passano
"dalla tristezza
all'allegria"...
Nella pagina Facebook dei Neocatecumenali di Barcellona pozzo di gotto qualche giorno fa era comparsa questa illuminante riflessione che spiega bene la brutta sorpresa della "missione in casa" (cioè quando ti bloccano per due o tre anni l'itinerario di riscoperta di Kiko per costringerti ad "evangelizzare" il tuo coniuge e obbligarlo ad entrare in Cammino):
Vorrei fare una riflessione: Per i Fratelli e Sorelle di comunità. Essere in missione in casa non significa allontanato dal cammino o buttato fuori..... quindi non mi fate sentire come se non fosse nel cammino, in questi anni di missione sono stato partecipe e non ho dimenticato il cammino anzi ho approfondito la mia fede ed essere un tassello della Chiesa mettendomi a servizio al Signore. Non voglio essere elogiato, ma amato come io amo voi che siete fratelli e sorelle di comunità. Spero che avete capito il messaggio.
Pregate per me!!!!!!!!!
Ecco la traduzione in lingua italiana:
Vorrei fare una protesta nei confronti di Fratelli e Sorelle di comunità. Essere in "missione in casa" significa essere allontanato dal cammino o buttato fuori... infatti voi mi fate sentire come se io non fossi nel Cammino. Eppure in questi anni di missione ho fatto di tutto per non essere cacciato via: sono stato partecipe e non ho dimenticato il Cammino, anzi ho addirittura cercato di farvi notare che volevo approfondire la mia fede per continuare ad essere un tassello della chiesa kikiana mettendomi a servizio del Signor Kiko. Vorrei essere elogiato ma soprattutto amato anche se io vi detesto, fratelli e sorelle di comunità che mi avete emarginato. Spero che abbiate capito il messaggio.
Ricordatevi di me!!!!!!!!!!

martedì 21 ottobre 2014

Segretezza e plagio: i kikos "non sanno" e non vogliono sapere

"Liturgia" neocatecumenale
Avevo già scritto in passato su questo blog per denunciare le difficoltà che incontravo nel condurre una sana relazione, di coppia e quindi anche e soprattutto di fede, con la mia fidanzata (ormai ex), a causa della sua appartenenza al Cammino neocatecumenale.

Premetto che ci siamo lasciati per motivazioni non necessariamente connesse con il Cammino e che molto ha forse influito il suo carattere, ma (e qui entra in gioco la mia esperienza quindi non prendetela come verità) il Cammino ne è la causa più vera e remota. Inoltre le cose che vi racconto potrebbero apparire insignificanti e l'importanza da me data ad esse esagerata, ma se ci si riflette bene sono importanti quanto testimonianze dirette.

Per spiegarvi con un esempio: alle mie domande, chiare ed inequivocabili, su cosa nel concreto lei facesse nel Cammino, non mi è mai stata data una risposta soddisfacente. Si limitava a spiegarmi vagamente che si leggeva la Bibbia, si commentava e poi c'erano le convivenze, niente più. Il mio atteggiamento vi sembrerà paranoico, ma quando chiedevo di avere un esempio non me lo dava o non me lo sapeva dare. Mi sentivo un pazzo che parlava con un macigno e in quei momenti mi sembrava che in tutto il mondo solo io comprendessi la differenza fra una spiegazione dettagliata dei fatti concreti ed una spiegazione astratta, stessa differenza che intercorre fra il dire che hai sostenuto un esame e dire che cosa ti hanno chiesto in quell'esame. Spero comprendiate.

È da qui che mi sono chiesto se lo facesse consapevolmente o meno e mi sono posto il problema, sempre più urgente, di comprendere a fondo la pastorale del Cammino. Ho letto, non integralmente, gli Orientamenti per i catechisti o, come si dovrebbe dire ora, il Direttorio. Quelli del secondo scrutinio mi hanno fatto comprendere tutto e rabbrividire. Io ho il coraggio di affermare che la maggioranza delle persone aderenti al Cammino è plagiata psicologicamente in modo tanto profondo da annullare la personalità e la forza dell'individuo. Sono ora convinto che lei ne sia vittima.

Altro aspetto inquietante: ricordo che, parlando con una sua amica appartenente al Cammino mentre ero nei paraggi, sentii che abbassarono la voce quasi istintivamente quando l'amica le disse che non voleva fare solo una cena, ma anche un'agape con i fratelli. Fu la prima volta che sentii nominare la parola agape dalla bocca di un neocatecumenale. Feci finta di niente, ma ne soffrivo, pur conoscendo già il significato della parola usata, poiché non capivo perché lei non mi avesse parlato di queste cene “speciali”. Non chiesi e non mi fu mai detto niente.

Chiassosa tristezza del Cammino
Iniziai ad essere più insistente. Affermai chiaramente il mio dissenso verso il Cammino, le chiesi di lasciarlo (mi rispose che lo avrebbe fatto ma per lei sarebbe stato doloroso, anche questo non motivato con un perché), insistevo nel proporle una visione alternativa e più ampia del Cattolicesimo ma non c'era verso di smuoverla anche soltanto ad analizzare criticamente la questione.

Vi è mai sembrato di vivere in un romanzo kafkiano o in un mondo distopico come quello de “Il nuovo mondo” dove tutto è capovolto ma solo uno se ne rende conto? Non ve lo auguro.

La cosa più sconcertante è che nonostante le parlassi delle decime che avrebbe dovuto versare, degli scrutini e di tutto ciò che non aveva ancora affrontato nel Cammino e che avrebbe in futuro, lei non si curava di ricercare la verità! Non voleva o non poteva? La sua famiglia è neocatecumenale... io credo che non potesse.

Mi sentii dire poi che i simboli ebraici farebbero anch'essi parte della ritualistica cristiana! E fui vittima di altri silenzi. Ora che ricordo bene, una delle prime volte che le chiesi qualcosa a riguardo del Cammino (dopo che lo scoprii NON DA LEI perché non me lo aveva detto) mi disse che non potevo capire.

Tutto ciò uccide lo spirito. Non può venire da Dio ma viene dal dio Kiko. Questo accade per colpa della Chiesa stessa che non dà più le risposte soddisfacenti, che ha abbandonato la tradizione su cui si fonda il suo insegnamento (“Per i cattolici e gli ortodossi Dio ha parlato prima attraverso la Tradizione e poi qualcosa della Tradizione è stato messo per scritto”). Kiko si approfitta dell'ignoranza delle persone per portarle in un oscuro tunnel settario, così ben congegnato da sfuggire ai controlli. Scusate lo sfogo.

Tornando al Cammino, qualcuno mi corregga se sbaglio visto che non sono teologo: non durava tre anni più un paio di mesi il catecumenato della Chiesa antica? Perché il Cammino dura così tanto?

Negli scrutini si obbliga a liberarsi del denaro quando l'unica e vera liberazione dall'attaccamento a mammona avviene nell'intimo del nostro cuore. Invitare a liberarsi dal denaro (“Allora devi dare un segno. Un segno che deve essere con Dio, in segreto, di denaro, che esprima realmente questo gesto” da Orientamenti alle equipes di catechisti per il secondo scrutinio battesimale), davanti a tutti e sotto pena di rimprovero, non rende forte il singolo nella propria individualità, non fa sì che la persona si stacchi veramente dal denaro e guardi a Dio! La persona viene così svuotata di sé e “riempita della comunità”, se mi passate il termine. A prescindere poi dall'uso che si fa dei soldi, che Kiko dice andranno ai poveri (boh! qualcuno può tracciare dove vanno veramente?), questo metodo a mio parere è esattamente contrario ad un sano sviluppo spirituale. Questo non prevede che il singolo si “svuoti per la setta” ma che si fortifichi in Cristo, che faccia ascesi volontaria su di sé, non indotta.

In questo periodo stavo studiando la questione del sale (anche lì non si sa come entra in gioco il denaro: "questo lo direte e farete un serio segno in denaro", op. cit. pag. 85). Follia pura! Non c'è l'insegnamento della Chiesa lì! (“Che cosa significa il segno del sale? La Croce. Che cosa significa il sale? La rinuncia. Odiare.” op. cit. pag. 101). Credo che basti dire che il sale è la sapienza, ma chi studia più di me saprà meglio spiegare gli errori di questa interpretazione.

Inutile dilungarsi ulteriormente in considerazioni dottrinali poiché si potrebbero scrivere libri sull'argomento.

L'amara constatazione che l'uomo di oggi cade in queste trappole spirituali mi fa concludere con la speranza che rinasca un vero spirito di critica, un vero spirito di carità tra i fedeli a Cristo che li spinga ad essere per davvero il sale della Terra e non fanatici pseudo-eletti, bombe a orologeria per l'edificio della Chiesa.
(da: Luigi)

lunedì 20 ottobre 2014

Un blog "contro il Cammino"? No: contro le eresie!

Su una pagina Facebook ci qualificano come «un blog contro il Cammino».

Cogliamo l'occasione per ricordare ancora una volta che questo blog non è contro il Cammino, ma contro le eresie, gli strafalcioni, l'oppressione dei fratelli... Esempio: se io dico di non bere da quella bottiglia di vino in cui sono state iniettate delle gocce di veleno, sto criticando forse il vino? sto criticando forse la bottiglia? o piuttosto sto mettendo in guardia dalla pericolosità del veleno?

Non puoi chiamare "buon vino" quello che contiene anche del veleno.
Non puoi dire di guardare al novantanove per cento di buon vino e poi fingere di non vedere quell'un per cento di veleno mischiato al vino.

Vi prego però di notare la sottile furbata neocatecumenale: nel qualificarci «contro il Cammino» sta insinuando che il Cammino sarebbe un assoluto immodificabile dogma. Sta insinuando che è vietato criticare ciò che nel Cammino non va bene: il dogma-Cammino, secondo loro, o si ama o si odia: o si è "a favore" o si è «contro».

Da qual pulpito vien la predica! Proprio da una pagina Facebook che fa una (molto blanda) ironia sul Cammino! E come mai se la prendono con noialtri, anziché prendersela -per esempio- contro i papi che rimproverano il Cammino? (Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco).

Il maestro Ciruela: non sapeva
leggere e aprì una scuola
Un altro fratello neocatecumenale di quella stessa pagina si è poi imbufalito perché definiamo "neocatecumenali" i neocatecumenali. Vorrebbe essere chiamato "neocatecumeno". Ma questo è sbagliato.

Nella Chiesa cattolica il "catecumeno" è colui che ancora non ha ricevuto il battesimo. Un battezzato che si qualifichi come "catecumeno" è un ignorante che banalizza un sacramento.

Il termine "neocatecumeno" è anch'esso improprio. Giovanni Paolo II gradì la formula «cammino neocatecumenale» perché tale aggettivo indica una modalità ("neo-catecumenale": un tentativo "nuovo" di vivere ciò che si viveva nel catecumenato tradizionale).

Qualificarsi come "neocatecumeni" significa definirsi "nuovi catecumeni", cioè i nuovi "non battezzati", o più esattamente: i nuovi ignoranti che banalizzano il battesimo.
Oppure dobbiamo dire che i neo-catecumeni sono quelli che hanno bisogno di un neo-battesimo kikiano?

Chiamare "neocatecumenali" i neocatecumenali significa riconoscere le cose così come stanno.

Significa qualificarli come coloro che vivono il tentativo inventato da Kiko e Carmen di fare un cammino come l'antico catecumenato. L'invenzione consiste notoriamente nei canti di Kiko, negli strafalcioni liturgici di Carmen e Kiko, nelle icone di Kiko, nelle ricette dello chef Kiko, nelle loro eresie, ambiguità, insinuazioni, menzogne, nell'oppressione dei fratelli (quanti fratelli in Cammino hanno sofferto e ancora soffrono a causa dei difetti del Cammino stesso e delle bizzarrie dei cosiddetti "catechisti"!)...

E voi, cari fratelli, lo date sempre il bacetto al santino di san Kiko?

sabato 18 ottobre 2014

I cittadini si ribellano ai "cimiteri neocatecumenali"

Un altro progetto di Kiko:
parco cimiteriale neocatecumenale a Cadice
Traduzione di un articolo da El Boletin (del 20 settembre 2014) a cura di Valentina.


MADRID - LA GENTE DI QUARTIERE MANIFESTA PERCHÉ KIKO RINUNCI PER ISCRITTO AL SUO CIMITERO IN CARABANCHEL

Gli abitanti del quartiere di Opañel non si fidano né del sindaco di Madrid né dei kikos.

Perciò questa domenica ritornano a manifestare, per mostrare chiaramente ad Anna Botella che la stanno 'vigilando' e che non permetteranno che si costruisca il controverso cimitero che la parrocchia di Santa Caterina Labourè, proprietà del gruppo religioso ultraconservatore Cammino Neocatecumenale, istituzione cattolica ultraconservatrice più conosciuta come 'i kikos', aveva progettato di costruire in un terreno confinante con la parrocchia.

La particella nella quale si intendeva costruire il controverso cimitero era stata ottenuta dall'Arcivescovado con una permuta con il Comune di Madrid, perciò i collettivi di quartiere chiedono che sia restituita e ritorni ad essere cosa pubblica.

Il Comitato di quartiere di Opañel Contro il Cimitero ricorda che "in maggio la parrocchia comunicò, dopo varie manifestazioni, raccolte di firme e mobilitazioni, che il progetto della cripta cadeva e che pertanto non si sarebbero fatti loculi bensì una cappella, negozi ed un parcheggio."

Fanno notare tuttavia che, "nonostante le insistenti richieste del Comitato di quartiere di Opañel Contro il Cimitero, la Chiesa non ha reso pubblico alcun documento scritto nel quale dichiara di rinunciare alla costruzione del complesso funerario" e precisano che "di fatto, secondo i responsabili dell'area urbanistica del Comune di Madrid, la cripta continua a figurare nel progetto".

Ultimissimo e costosissimo
gadget kikiano da 39 euro:
la triste "nueva estetica" che
pretende di salvare la Chiesa.
L'acquisto è obbligatorio
per tutti i kikos!
Il Comitato, che ha depositato in Comune più di 6300 firme e numerosi allegati al progetto, esige che l'Amministrazione si riappropri del terreno ceduto e lo destini ad uso pubblico e spiegano che "i responsabili comunali devono far pervenire la petizione all'Arcivescovado, che si è impegnato a valutarla."

Nel frattempo, detto collettivo di quartiere annuncia che sta preparando opportuna documentazione perché la revisione del Piano Generale del Catasto Urbano, che a breve verrà rilasciato, qualifichi quella particella come pubbica e dedicata a pubblici servizi.

"Crediamo che la Chiesa abbia sufficiente spazio per il culto e che il distretto di Carabanchel ha necessità di servizi pubblici e non di un complesso funerario" insistono gli abitanti della zona tramite il sito web della Federazione Quartieri di Madrid.

Bisogna tenere conto del fatto che la parrocchia di Santa Caterina Labourè è la più grande di Madrid, tanto che, in ambiente ecclesiastico, la si definisce "la cattedrale di Kiko", intendendo Kiko Argüello, fondatore del cammino neocatecumenale.