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domenica 27 ottobre 2019

PAROLE, PAROLE, PAROLE… SU MACAO VORREMMO CONOSCERE I “FATTI”

Kiko incombe sul vescovo del Nicaragua
invitato a celebrare in un seminario R.M.
Senso del sacro: pari a zero
Dato che dai fratelli del Cammino è stata tutta un'estate al ritmo di "Macao Macao", facciamo qualche ulteriore precisazione.

Denominare il nuovo Collegio di Propaganda Fide “Redemptoris Mater” [dal latino: "Madre del Redentore"] è l’ennesima furbata per mostrare che avviene qualcosa del “Cammino”.

Sappiamo tutti che la denominazione “Redemptoris Mater” è quella di cui si fregiano i seminari del Cammino Neocatecumenale.

Ma è di fatto una locuzione piuttosto comune, utilizzata in molti altri casi. Per esempio, c’è un’enciclica di Giovanni Paolo II del 1987 che si chiama Redemptoris Mater che infatti parla di Maria, Madre del Redentore, c’è un Centro Scolastico diocesano che si chiama Redemptoris Mater, c’è la cappella papale in Vaticano che si chiama Redemptoris Mater... e infine c’è il seminario neocatecumenale di Roma che si chiama “Collegio Diocesano Redemptoris Mater”, proprio come il nuovo seminario di Macao.

La scelta del nome, quindi, non mi pare per niente casuale.
Visto che dipende da Propaganda Fide ed ufficialmente è solo “gestito” dai neocatecumenali, in linea teorica gli poteva essere attribuito qualsiasi altro nome. Le cose sue Propaganda Fide le può chiamare come vuole. O no?
Ma no, si sceglie l’esatta denominazione con cui si è “battezzato” il seminario neocatecumenale di Roma. Gloria ai neocatecumenali!

Allora però ci vengono delle domande e delle considerazioni, dal momento che noi azioniamo la ragione e non ce le beviamo proprio tutte tutte, fino a prova contraria:

  • Come mai un Collegio di Propaganda Fide (quindi della Chiesa in generale), assume un nome che non solo ricorda i seminari neocatecumenali, ma addirittura ripropone quello del seminario neocatecumenale di Roma?
Su un sito web piuttosto neocatecumenalizzato leggiamo alcune affermazioni di Filoni, super amicone di Kiko, secondo cui:
  1. la richiesta di aprirlo «è venuta dal Cammino»
  2. sarebbe stato chiesto e ottenuto il permesso del vescovo di Macao, Stefano Lee Bun Sang [ndr: in oriente, nel farsi battezzare da adulti, aggiungono il nome di un santo cristiano]
  3. i candidati al sacerdozio, anziché prepararli nel Collegio Urbano a Roma, verranno preparati "vicino" alla Cina, e Macao è spesso stata considerata "un ponte verso la Cina"
  4. questo "decentralizzare" i seminari per le missioni è attribuito a papa Francesco, specificamente quando dice che la Chiesa non dovrebbe "chiudersi in sé stessa ma uscire"
  5. ovviamente tace sull'effettiva provenienza dei seminaristi, mentre annuncia che una volta portati al sacerdozio verranno incardinati laddove i vescovi dell'Asia "li richiedono"...
Piccola precisazione: il Collegio Urbano è un seminario del Vaticano attivo da quattro secoli dove vengono inviati seminaristi da tutto il mondo (esclusa l'Europa) al preciso scopo di garantire loro una solida formazione (e una solida vicinanza al Papa): ovviamente è un'opportunità data solo ai candidati più promettenti (quelli che in futuro potrebbero essere considerati per incarichi importanti in diocesi, in modo che anche le diocesi geograficamente più lontane da Roma abbiano dei sacerdoti e vescovi genuinamente legati al Successore di Pietro... e capaci di capire un po' di italiano, che ormai è diventato la lingua principale dei vertici della Chiesa). Sì, al Collegio Urbano ci sono anche seminaristi cinesi (con tutte le fatiche del caso, visto che le autorità cinesi considerano affidabile solo la cosiddetta "Chiesa patriottica" gestita di fatto dal Partito).
Ma torniamo al Filoni e al futuro seminario “Redemptoris Mater” neocatecumenale di Macao. Avete notato l'arrampicata sugli specchi nei punti 3, 4 e 5? Anzitutto distinguiamo:
  • "Collegio Urbano" di Roma (o altri seminari di Propaganda Fide): un vescovo decide di investire le poche risorse che ha mandandovi qualcuno dei suoi seminaristi più promettenti, e infine ordinandolo per la propria diocesi;
  • "Redemptoris Mater di Macao": un vescovo dovrebbe "richiedere" un seminarista proveniente da "non si sa dove" in modo da incardinarlo come "missionario" e sapendo che la formazione è stata "gestita" da elementi del Cammino...
Quindi non ci trattino da idioti, sappiamo riconoscere quando uno vende fumo e cerca di intortare con bei discorsi.

Propaganda Fide ha fatto tutt’altro, non citi Urbano VIII per dare credibilità alla sua connivente invenzione.
  • Siccome è arcinoto che i seminari kikiani formano al kikianesimo e non ammettono aspiranti che non siano neocatecumenali, e siccome ci viene detto esplicitamente che la richiesta di aprire questo nuovo “collegio” è venuta dal Cammino Neocatecumenale, ci domandiamo come mai l’apprensione per l’evangelizzazione della Cina appartenga ufficialmente (almeno per quanto pubblicamente dichiarato) solo al Cammino Neocatecumenale, tanto da essere gli “unici” a riflettere insieme a Propaganda Fide sul da farsi.
Essendo Propaganda Fide un organo a rappresentanza della Chiesa tutta, sarebbe stato molto meno partigiano e del tutto più “universale” se, accolta la sollecitazione neocatecumenale, si fossero mossi autonomamente per soddisfare alla necessità di evangelizzazione dell’Asia. Visto che erano ad improvvisare ed innovare, avrebbero ben potuto fare un bel “collegio misto”, in cui la preparazione poteva avvenire ad opera dei molteplici movimenti e istituti religiosi dediti all’evangelizzazione, per esempio. Avrebbero guadagnato in “unità” e sarebbero stati meno tacciati di connivente partigianesimo a senso univoco, qualora gliene possa importare qualcosa.
Non voglio insegnare nulla a nessuno, sto solo facendo delle considerazioni basate sul buonsenso per evidenziare che sulla missionarietà e sull’evangelizzazione non esistono solo i neocatecumenali. Sarebbe come se l’alunno facesse presente al maestro la necessità dell’approfondimento di una certa materia ed il maestro si concertasse solo con quell’alunno per portare avanti il progetto.
No, l’idea della sollecitazione può essere stata anche dell’alunno, insieme alla disponibilità di aiutare il maestro, ma poi spetta SOLO al maestro avvalersi dei suoi molteplici strumenti per ottemperare alla necessità.

Inoltre, data la cattiva fama di cui gode il Cammino Neocatecumenale anche all’estero o nei palazzi Vaticani da parte di alcuni, Propaganda Fide ha aggirato l’ostacolo accollandosi la “paternità” di questo Collegio, in modo da semplificare le cose.

Ricordiamo che Filoni e il Cammino tentarono di fare lo stesso per Tokyo due anni fa, all'insaputa della Conferenza Episcopale Giapponese e dello stesso vescovo di Tokyo:
L'arcivescovo di Tokyo Tarcisio Isao Kikuchi ammette di aver provato un po' di confusione dopo essere stato "informato" che un nuovo seminario cattolico per l'Asia sarebbe stato istituito nella capitale giapponese. 
Ha rilasciato una dichiarazione il 15 agosto [2017] dicendo che non sapeva esattamente dove sarebbe stato eretto il seminario o quando sarebbe diventato operativo. "Sono molto confuso dalla decisione della congregazione", ha affermato. 
L'arcivescovo Kikuchi ha dichiarato di aver ricevuto una lettera dal cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, che annuncia unilateralmente che il seminario sarebbe stato istituito da qualche parte nell'arcidiocesi di Tokyo. 
La costituzione del seminario, allegata alla lettera del cardinale, afferma che lo scopo del collegio è "preparare fedeli laici del Cammino Neocatecumenale al sacerdozio per l'evangelizzazione dell'Asia".
La lettera del cardinal Filoni proseguiva dicendo: "...Pertanto, facendo propria la sollecitazione espressa dal papa per l'evangelizzazione in Asia, dopo aver consultato vescovi, sacerdoti, fratelli e sorelle religiosi e laici, che sono profondamente preoccupati per l'evangelizzazione del continente asiatico, con l'alto consenso di Papa Francesco [high assent of Pope Francis], ho istituito il Seminario Redemptoris Mater per l'Asia, con sede principale a Tokyo, e DIRETTAMENTE DIPENDENTE DA QUESTA CONGREGAZIONE".
Ma l'arcivescovo Kikuchi si è detto "sorpreso" perché il clero e la gerarchia episcopale giapponese - incluso lui stesso - non era stata consultata in materia, e non c'erano state discussioni «Per dire il meno, né io, ordinario del luogo, né il mio predecessore, l'arcivescovo Okada, siamo stati consultati», ha aggiunto.
Riflettiamo anzitutto su quel punto centrale vantato (ma non documentato) da Filoni:

“ALTO CONSENSO DI PAPA FRANCESCO”

Allora perché non si è fatto? Forse che un vescovo giapponese ha più autorità del Papa?

Se il Papa aveva accordato il suo “alto consenso”, la cosa andava fatta e basta: anche di fronte alle perplessità del vescovo giapponese, andava fatta e basta, avrebbe dovuto OBBEDIRE al Papa.

Allora, cosa significa? Significa che ogni «alto consenso del Papa» può essere disatteso da un vescovo qualsiasi? Oppure - e mi sembra l’ipotesi più attendibile - tale “alto consenso” papale dichiarato da Filoni, proprio non c’era? Filoni e i kikos che rispetto hanno per i vescovi giapponesi?

E poi:

“DIRETTAMENTE DIPENDENTE DA QUESTA CONGREGAZIONE”

Ah, ma allora anche il seminario per Tokyo, come quello preannunciato di Macao, DIPENDEVA DIRETTAMENTE DA PROPAGANDA FIDE.

Ma nonostante la trovata, a Tokyo seminario non si è fatto. Si è detto “NO” ad una “costituzione del seminario” già pronta ed allegata alla lettera informativa di Filoni al vescovo giapponese. Al vescovo di Macao hanno dovuto chiedere il permesso e hanno dovuto aspettare di ricevere il permesso.

Si vede che lo "spirito di creatività" di cui parla Filoni rispetto a Macao era già da un po’ di tempo che cercava un luogo in cui posarsi in Asia. Non è stata un’ispirazione per Macao.

Caduta la possibilità in Giappone, e con lo scandalo Guam poco più a sud, per provare con la Cina hanno dovuto chiedere il permesso al vescovo di Macao. L'intenzione è sempre la solita, da realizzarsi con i soliti noti: il Cammino Neocatecumenale. Si vede proprio che lo "Spirito" ispira cose “nuove” sempre e solo quando di mezzo c’è il Cammino Neocatecumenale. Pare che siano solo loro gli “evangelizzatori” della Chiesa cattolica. Ma non è affatto così.

Magari ai neocatecumenali i cinesi non avrebbero mai e poi mai accordato il permesso di aprire il “loro” Redemptoris Mater in terra cinese, ma a Propaganda Fide sì, visti i recenti accordi delicatissimi Vaticano-Cina.

Così Filoni, d’accordo con l’Argüello ha “riflettuto”, come dice Filoni stesso, su come poter fare per aprire in Cina ai neocatecumenali.

Ed hanno trovato la formula aurea (oh, che sorpresa: ma davvero?).

Qui pare proprio che non si abbia a cuore tanto l’evangelizzazione della Cina, che potrebbe avvenire ad opera di qualsiasi movimento evangelizzatore, ma l’«invasione» neocatecumenale dell’Asia, come fu detto anche da Kiko, che magari progetta questo da anni insieme a Propaganda Fide e si è tradito quando ha detto “ci stiamo preparando ad «invadere» la Cina”. Si stavano evidentemente già "preparando" (e come? hanno almeno cominciato a prendere lezioni di cinese?), si doveva solo cercare la formula giusta e, dai dai, lo “Spirito” l’ha ispirata…
  • Filoni, lo scorso luglio 2019, ha detto soltanto di aver firmato il “decreto istitutivo”, cosa che parrebbe riguardare soltanto la parte Vaticana. Ricordiamo che il decreto istitutivo lo aveva firmato anche per Tokyo. «con l'ALTO CONSENSO di papa Francesco»…
Nulla si è mai detto sulla disponibilità dei cinesi, e ancor meno del clero di Macao, tranne che “il vescovo locale era d’accordo” (per non ripetere l’errore fatto coi giapponesi; ci chiediamo con quali argomenti hanno convinto mons. Bun Sang, sarebbe bello poterlo intervistare direttamente, poiché come cattolici ci spetta la chiarezza, non dichiarazioni vaghe provenienti da terze parti, anche se si tratta di un Filoni da un dicastero della Santa Sede).

La neocatecumenalizzata Zenit riporta l’incontro di Kiko col Papa (fra l'altro in versione spagnola, non sono riuscita a trovare nulla in italiano):
DA PARTE DI KIKO ARGÜELLO questo incontro è stato l'occasione per ringraziare il Papa per la recente apertura del Redemptoris Mater College per l'Evangelizzazione dell'Asia, con sede a Macao, in Cina, affidata al Cammino Neocatecumenale.”
Sì: “DA PARTE DI KIKO ARGÜELLO”, non da parte del Papa. Quindi questo incontro, che ha fornito “l’occasione per i ringraziamenti”, non verteva sulla questione di Macao, ma su altro.

Zenit ha quindi fatto tutto un articolo, nel quale NULLA si dice a proposito dell’oggetto dell’incontro, ma solo per dire che, per parte sua, “Kiko ha ringraziato per Macao” e con questa insufficiente scusa, riproporre propaganda neocatecumenale di vecchia data.
È così evidente che si cercano tutte le "minime" occasioni, che non fanno assolutamente notizia, solo allo scopo di parlare del Cammino Neocatecumenale  e dei suoi presunti trionfi. Tutto fumo, niente sostanza. Marketing esasperato.
Di un incontro del quale non si sa o non si vuole rivelare il contenuto, non si fa un articolo così propagandistico del Cammino Neocatecumenale. Magari metti che il contenuto dell’incontro fosse invece che il Papa ha sgridato Kiko per le pressioni che esercita su Filoni, per esempio, per non ipotizzare altro…

Zenit è troppo di parte, come del resto lo è “The Pilot” a Boston.
Sanno bene i neocat come arrivare alle fonti di informazione… Sono tre o quattro gatti, sempre i soliti, con un movimento in rapidissima e vertiginosa discesa, nonché intiepidito nel corso degli anni, ma ancora non si danno per vinti, forti della compiacenza di qualche alta sfera.

Forse devono difendere le loro posizioni acquisite, come farebbe una ditta sull’orlo del fallimento, ancora lustrandosi a lucido prima del crac.
Non l’avete mai sentito dire: “ma era una ditta così solida… proprio l’altro giorno ho letto una pubblicità meravigliosa…”
Fino al giorno prima tutto pare vada benissimo, il giorno dopo leggi sui giornali o nelle cronache locali che ha chiuso battenti, a volte anche in modo ignominioso perché si son scoperte gravi magagne.

Di questo seminario di Macao si dice che è già stato aperto “a settembre [2019]” con un primo gruppo di studenti provenienti da diverse nazioni del mondo.

Quest’unica frase sull’apertura, su evento che neocatecumenalmente parlando avrebbe meritato pagine e pagine di elogi e magnificazioni, non ci convince molto, anzi, per nulla. Nemmeno si dice quanti siano questi studenti… e ancor meno di quanti formatori vi sono in pianta stabile… e ancor meno si parla delle strutture che li ospitano… Tanti trionfalismi ma nessun dato concreto? Né per i cattolici, né per gli stessi fratelli delle comunità continuamente bombardati da richieste di soldi “per le missioni e per i seminari”?

È un'iniziativa di un dicastero vaticano, dunque come cattolici vorremmo proprio sapere qualcosa di più che una tanto trionfale quanto vaga autocelebrazione di Kiko dalle pagine di Zenit. Non ci basta un generico “aperto a settembre con un primo gruppo di studenti…” seguito dal silenzio assoluto. Se quel seminario è ufficialmente nato per evangelizzare la Cina (venti per cento della popolazione mondiale), vorremmo maggiori indicazioni su tale “nostro” presidio in Cina, dato che ci è stato così tanto decantato…

Non mi pare che quando apre qualcosa, una nuova chiesa, una nuova sede, si debba fare tanto mistero e centellinare le informazioni.
Non privino la Chiesa tutta della “gioia” dell’«invasione» della Cina.
Che tutto avvenga alla LUCE DEL SOLE.
Grazie.

venerdì 25 ottobre 2019

UN PO' DI LUCE SU MACAO

Cosa sarà la "creatività apostolica" a Macao:
imparare bene le sceneggiate kikolatriche
da eseguire uguali in tutto il mondo

Nell’istituire il Collegio Redemptoris Mater di Macao, Propaganda Fide ha parlato di “creatività apostolica” e ci siamo chiesti in cosa consistesse questa “creatività”, dato che nelle funzioni proprie di tale Congregazione da sempre si annovera l’istituzione di missioni in territori “pagani”.
In tal senso non si sarebbe potuto parlare di alcuna “creatività”, ma di normale esercizio delle proprie funzioni.

Per noi non addetti ai lavori, e siamo l’indiscutibile assoluta maggioranza, capire certi significati può non essere intuitivo.

Ricercando un po’ nella storia di Propaganda Fide e nell’elencazione delle sue competenze, si apprende che la novità “creativa” esiste, eccome se esiste.
Dalla sua costituzione ad oggi infatti, tale Congregazione si è avvalsa per la costituzione di missioni in terra straniera solo di entità ecclesiastiche, quali soprattutto istituti religiosi con connotazione missionaria.

All’atto dei fatti, fino ad oggi erano esclusi dall’“affidamento” gruppi laici, essendo ammesse tali figure solo in costanza di COOPERAZIONE con le missioni religiose, ma non nella titolarità della missione stessa.

Ecco cosa andranno
a fare a Macao
Quello che ha fatto Propaganda Fide nell’affidare l’evangelizzazione ad un GRUPPO LAICO, benchè provvisto di propri seminari, allora è stata davvero una novità assoluta, frutto di una certa “creatività” che per la prima volta vede le istituzioni ecclesiastiche “affidarsi”, nonché “affidare” ad un movimento laico l’evangelizzazione di un dato territorio.

Capito questo, potremmo dire che la “creatività” di Filoni ha superato di molto la comune immaginazione, andando a costituire un vero e proprio precedente senza alcunastoria.

Ecco la portata della “creatività” di Filoni, di cui ai più sfuggiva pienamente il senso.
Insieme al Cammino Neocatecumenale, alla sua “disponibilità”, la congregazione ha pensato bene per la prima volta di affidare la preparazione di sacerdoti missionari per tutta la Chiesa, ad un GRUPPO LAICO, purché con sacerdoti propri, cioè formati nel gruppo laico e dal gruppo laico.

Fin qui potrebbe essere accettabile seppur discutibile, stanti i poteri, stavolta un po’ “allargati”, ma definiti “creativi”, di tale Congregazione.

Ma trattandosi del Cammino Neocatecumenale, il movimento in assoluto più controverso del post Concilio, ci vengono doverosamente alla mente diverse domande.

  • È così tanto in crisi l’apostolato missionario degli istituti e delle congregazioni religiose, tra cui monaci, frati, suore e preti, tanto da dover ricorrere ad un gruppo laico?

Se sì, significa proprio che la Chiesa versa in acque peggiori di quelle che percepiamo, avendo terminato le canoniche e tradizionali risorse di cui si è avvalsa nei millenni.

  • Data per buona l’ipotesi che si siano seccate le risorse, ci chiediamo però perché la scelta debba proprio cadere su un Movimento che non fa altro che far parlare di sé nel mondo per i dubbi che solleva circa l’ortodossia della predicazione e la segretezza di cui è ammantato, prima fra tutte l’impossibilità per la Chiesa tutta di conoscerne la predicazione, data la mancata pubblicazione del Direttorio, disponibile in teoria ormai dal 2010.

  • Può la Chiesa, in onore alla trasparenza e all’affidabilità della dottrina, affidare l’impulso evangelizzatore della Cina ad un Movimento laico di cui nessuno conosce gli esatti dettagli catechetici, se non i propri catechisti e nemmeno i Vescovi, non essendoci NULLA di pubblicato a favore della diffusione del messaggio alla Chiesa tutta, ma di cui religiosamente si avvalgono come unica fonte nella loro predicazione?


Il vescovo di Macao Stefano Lee Bun Sang, conosce la loro predicazione, dato che li ha accolti nella sua diocesi? Ha accesso ai mamotreti segreti? Ci parrebbe strano, dato che nessuno dei vescovi ne è a conoscenza.

  • Quali qualifiche peculiari possono vantare i neocatecumenali nella formazione dei loro sacerdoti nei Redemptoris Mater, dato che tali seminaristi e poi sacerdoti, mantengono per sempre il legame con una struttura dubitabile, in seno alla quale è nata la loro vocazione e al contempo provengono da una formazione “di parte”, nel continuum delle basi fondanti della loro struttura stessa?


  • Perché una volta maturata la vocazione all’interno della struttura neocatecumenale, questi sacerdoti non vengono offerti alla Chiesa universale per la loro preparazione, ma si è consentito che fruiscano di una preparazione “tipicamente neocatecumenale” a parte?
  • Già esistevano istituti e seminari per la preparazione missionaria, gli aspiranti potevano benissimo essere indirizzati a quelli. Perché costituire ex novo altri seminari “missionari” facenti capo ad un gruppo specifico, con rettori appartenenti al gruppo, con seminaristi esclusivamente del gruppo, con catechisti laici, spesso mestieranti, che si occupano della verifica e della conduzione dei seminaristi, da cui vengono pure “scrutinati”, salvo successiva concertazione col rettore neocatecumenale? Chi sorveglia? I neocatecumenali tra sé e sé, nessun organismo esterno, all’atto pratico e non formale.

Per esperienza ormai comprovata negli anni, questi presbiteri, ovunque vanno, non servono la Chiesa locale ma aprono comunità del Cammino Neocatecumenale, segreto ed infarcito di posizioni ereticali da ogni parte denunciate fin dalla loro nascita e mai corrette.
Macao, se affidato all’istruzione neocatecumenale, di certo non si sottrare alla realtà comprovata ed il timore che da lì escano sacerdoti totalmente neocatecumenalizzati diviene presto certezza.

Saranno sacerdoti che credono nel “sacerdozio comune alla maniera di Melkisedek” (ossimoro!) e non alla prerogativa sacrale dei ministri in sacris. Crederanno che l’Eucarestia è una mensa e una festa, prima che un sacrificio. Lasceranno comandare i laici al loro posto, perché questa è la gerarchia del cammino: il sacerdote dipende dai suoi catechisti laici per il discernimento, non da un direttore spirituale o da autorità extra neocatecumenale. Sì, certo, può magari esternamente sembrare che vi sia sottoposto, ma nel reale quello che conta è il catechista neocatecumenale, in primis Kiko.
Dalle mie parti c’è uno psicologo apposito a cui vengono indirizzati quasi tutti i seminaristi del R.M.: evidentemente molti di questi poveri ragazzi ne hanno bisogno, alla loro età, segno evidente di disorientamento ed incertezza.
È possibile intravedere nella decisione “creativa” di Filoni una sorta di provocazione rivolta alla Chiesa, che parrebbe invece tenere un atteggiamento a dir poco “prudente”, se non ammonitorio nei riguardi di tale Movimento laico?
Il benestare del Papa convince poco, perché fu dichiarato presente anche nel caso fallito di Tokyo, ma il vescovo giapponese ebbe la possibilità di rifiutarsi, cosa che davanti ad una decisione o ad un appoggio papale pare alquanto disobbediente e poco credibile.

  • La simpatia di Filoni per il Cammino Neocatecumenale non è un segreto. Ma può una simpatia condurre addirittura all’affidamento “creativo” dell’evangelizzazione di un continente ad un Movimento discusso, dubbio e con la dottrina ancora “segreta”?
  • Quali sotterranei interessi comuni hanno unito queste due realtà a dispetto delle tante altre esistenti e probabilmente molto meno problematiche su cui poteva cadere la scelta?

Tutti questi quesiti senza risposta, altro non fanno che alimentare cattivi pensieri nei fedeli cattolici, che non sanno più oramai di chi fidarsi, nel caos totale che investe la Chiesa.
Invece di proporre soluzioni tranquille e rodate, fonte di affidabilità storicamente superiore, ci vengono servite soluzioni dubbie, riguardanti un Movimento dubbio, con troppi problemi, con troppi scandali, ma soprattutto ostinatamente SEGRETO.

Sono stata catechista per 25 anni e purtroppo so cosa contengono i mamotreti, almeno quelli ancora in uso dei catechisti neocatecumenali e non conosciuti dai fratelli “comuni” perché non disponibili e per l’espresso divieto che viene fatto anche solo di mostrarli.
So bene che ci veniva imposto di nasconderli, di non farli vedere a nessuno, quindi di non diffonderli, sulla labile giustificazione di preservare l’“arcano”.
Ma la Chiesa di oggi non ha “arcani”, è tutta per tutti e l’arcano non è mai cosa buona, anche se lo si dichiara per preservare la “sorpresa” a chi non conosce certe tappe. In realtà, e lo posso dire solo ora che ne sono fuori, l’arcano non è per nulla per preservare la sorpresa, ma perché molti se avessero saputo subito della decima o della traditio fatta come i testimoni di Geova o degli scrutini invasivi del foro interno ad opera di laici… se ne sarebbero fuggiti prima di cominciare.

A questo punto devo dire che le pastette a vantaggio del Cammino Neocatecumenale hanno iniziato a dilagare troppo senza che nessuno abbia mai posto un freno.
Il Cammino Neocatecumenale, se pur oggetto di ripetute correzioni e sgridate da parte specialmente degli ultimi pontefici, di numerosissime segnalazioni ad opera di vescovi, sacerdoti e vittime del plagio, ha sempre “incontrato” autorità chiave a suo favore che contro tutto e contro tutti lo hanno sostenuto e difeso.

Quest’ultimo colpo di mano dell’affidamento dell’evangelizzazione a Macao in virtù di un escamotage chiamato “creatività”, lascia davvero molto perplessi tutti coloro che conoscono più da vicino questa corrente ereticale e dittatoriale di fondatori alla buona, mestieranti a caso, che hanno avuto il potere (economico?) di farsi strada con mezzi e misure poco trasparenti.

Il vescovo di Tokyo avrà avuto i suoi buoni motivi per rifiutare questo Movimento, oppure si pensa che ce l’avesse con loro a titolo personale?
Già questo avrebbe dovuto essere un segnale di allarme, insieme alle vicende sporche sull’isola di Guam e alla protezione accordata al molestatore vescovo McCarrick, per usare la dovuta prudenza come virtù teologale, lasciando decantare le sorti del Cammino Neocatecumenale fino a dimostrazione della sua piena ortodossia.

Lanciare una siffatta sfida in piena burrasca relativa al Movimento, ci pare assenza totale di discernimento e prudenza.
Ma chissà, forse vedendo che il Signore sta seccando quell’albero selvatico impedendo l’entrata di nuove leve ormai da anni, si è voluto tentare un colpo per rinverdire qualcosa che in molti dubitano possa venire dal Signore.

Ma, in ultimo, c’è anche un’ulteriore considerazione: nella rivista ufficiale della diocesi di Macao, “O Clarim”, si legge una dichiarazione rilasciata dal vescovo Lee Bun Sang, il quale afferma che “il Seminario Redemptoris Mater di Macao è una partnership tra la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e il Cammino Neocatecumenale… Dal seminario FREQUENTERANNO STUDI DI FILOSOFIA E TEOLOGIA PRESSO LA FACOLTÀ DI STUDI RELIGIOSI DELL'UNIVERSITÀ DI SAN JOSE.

Unito a ciò che ha dichiarato Filoni: “Il Collegio ha lo scopo di formare futuri sacerdoti, attraverso studi filosofici e teologici, ad una azione di “evangelizzazione itinerante”, ci fa pensare che se la formazione avviene attraverso questi studi, che sappiamo forniti dall’università di San José, l’incidenza del College potrebbe anche essere minimale, al di là dell’enorme risonanza mediatica in proposito.

Da sottolineare che l’Università di San José, il cui campus di Ilha Verde è in funzione solamente dal 2017, già è composta di studenti internazionali: “gli studenti e il personale dell'USJ (Università di San José) sono composti da 50 paesi e nazionalità diverse.”

Ci domandiamo quindi in cosa consista “effettivamente” l’affidamento al Cammino Neocatecumenale, a parte la guida spirituale del rettore neocatecumenale e dei catechisti neocatecumenali che sicuramente saranno di riferimento ai seminaristi per formarli al kikianesimo.

Aggiungiamo anche che un seminario a Macao (territorio piccolissimo con sole 6 parrocchie) esiste già, ed è il Seminario di San José il cui rettore è proprio il vescovo Lee Bun Sang, nel quale nel 2015 furono ordinati due nuovi sacerdoti.



In proposito si legge:
La diocesi di Macao e l'Università di San Jose stanno ancora aspettando una risposta dalle autorità della terraferma riguardo alla possibilità di formare membri dell'Associazione patriottica cattolica, l'unica organizzazione cattolica riconosciuta e controllata dal governo centrale. Circa tre anni fa è stata presentata una richiesta alle autorità della Cina continentale, ma finora la diocesi di Macao non ha ancora ricevuto risposta. Quasi ogni anno, il vescovo di Macao è stato invitato in Cina, accompagnato da sacerdoti e suore cattolici dell' Università di S. José e la formazione religiosa che viene data. Tuttavia, le iniziative non hanno prodotto risultati pratici. Ciò non ha impedito alcuni tentativi da parte della chiesa locale di reclutare laici dalla Cina continentale per condurre una formazione a Macao. D. José Lai esprime ottimismo riguardo a questa possibilità e ritiene che Macao sia in grado di "aiutare il cattolicesimo in Cina". Sottolinea tuttavia che la questione dipende dalla politica del governo centrale e dalle relazioni tra Vaticano e Cina. La formazione di cattolici laici, suore e seminaristi che sono anche membri dell'Associazione patriottica cattolica sarà sempre effettuata, aggiunge il vescovo di Macao, con l'idea che la distinzione tra le chiese cattoliche ufficiali e clandestine possa finire nella Cina continentale. "Naturalmente dipendiamo dalle relazioni tra Vaticano e Cina, ma penso che potrebbe rivelarsi una realtà", afferma José Lai.”
Infatti all’epoca non esisteva alcun accordo. Ma guarda te che appena stipulato l’accordo segreto nel settembre 2018 tra Cina e Santa Sede, le risposte arrivano subito!
Ma non sono quelle che si attendeva il Seminario di San José…
Per non aprire l'argomento sui dubia sollevati dal cardinale Zen a proposito dell'accordo, che parrebbe aver visto la preparazione alla sua firma già dal lontano 2016 con lo spostamento di figure chiave ad esso contrarie.
Ricordate? "Stiamo preparandoci ad invadere la Cina!"…
Per addentrarsi su questo ci vorrebbe un capitolo a parte…
Potenziare il già esistente seminario attraverso canali meno "creativi", quello no??

lunedì 7 ottobre 2019

I neocatecumenali sulla via del tramonto, col contributo del papa

"Comunicato del Cammino: il Papa ci loda!"
Invitiamo alla lettura di un recente articolo di Sandro Magister, di cui presentiamo a margine alcune nostre considerazioni.




I neocatecumenali sulla via del tramonto, col contributo del papa

Venerdì 20 settembre papa Francesco ha ricevuto in udienza il fondatore del Cammino neocatecumenale Francisco “Kiko” Argüello, accompagnato dai suoi due luogotenenti María Ascensión Romero e padre Mario Pezzi. Nell’occasione, Kiko ha offerto al papa un suo disegno con l’effigie di san Francesco Saverio, gesuita e grande missionario dell’Asia.

Il dono non era casuale. Un’insigne reliquia di san Francesco Saverio si conserva a Macao, sulla costa della Cina, dove la congregazione vaticana “de Propaganda Fide” ha aperto il 29 luglio l’ultimo dei seminari “Redemptoris Mater” per la formazione di sacerdoti appartenenti al Cammino, ormai più di cento e disseminati in tutto il mondo. Mercoledì 18 settembre, al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro, il papa ha anche salutato i formatori e gli alunni di questo nuovo seminario, prima della loro partenza per Macao. E avrebbe poi detto a Kiko, stando a un comunicato del Cammino: “Sono contento perché voi realizzate la cosa più importante della Chiesa, che è evangelizzare, e lo fate senza proselitismo ma mediante la testimonianza”. [ndr: vedi link [qui] e vedi vignetta sopra]

Non tutto, però, è così trionfale, per Kiko e per il movimento da lui creato. Le fortune di entrambi hanno toccato lo zenit durante il pontificato di Giovanni Paolo II, abbagliato dalla loro intransigenza nel campo della morale coniugale, con il no assoluto ai contraccettivi e con famiglie ultraprolifiche. Ma prima con Benedetto XVI e poi anche con Francesco i rimproveri al Cammino si sono moltiplicati. E oggi, in questa fine di settembre, esce un libro che addirittura lo accusa di sostenere vere e proprie eresie:


Il sacerdote autore del libro è anche il direttore di un blog attentissimo all’ortodossia dottrinale. E individua i due errori capitali del Cammino in una “concezione ereticale del sacro mistero eucaristico” – con la messa fatta somigliare “in parte a una pasqua ebraica e in parte a un banchetto calvinista” – e in una “confusione sulle diverse forme di sacerdozio”, quella comune a tutti i battezzati e quella propria di chi ha ricevuto gli ordini sacri, con i catechisti laici, a cominciare da Kiko, che si arrogano i compiti dei sacerdoti e comandano su tutto.

In effetti, pur senza mai arrivare a imputazioni di eresia, la dottrina e la prassi del Cammino ha sollevato negli scorsi decenni severe critiche da parte delle autorità vaticane, sia dalla congregazione per la dottrina della fede, che già con Joseph Ratzinger prefetto aveva scrutinato e obbligato a correggere i quindici volumi di trascrizioni delle catechesi orali impartite agli adepti da Kiko e dalla cofondatrice María del Carmen Hernández Barrera (1930-2016), sia dalla congregazione per il culto divino, che più volte ha richiamato le comunità neocatecumenali alla fedele osservanza del rito romano nella celebrazione della messa.

A questi richiami, i vertici del Cammino si sono sempre dichiarati ubbidienti a parole, disubbidendo però nei fatti, cioè continuando a porte chiuse a celebrare le loro messe bizzarre e a tenere le loro astruse catechesi, mentre in pubblico facevano mostra di sé riempiendo le piazze dei “Family Day”, convergendo in massa nelle città sedi delle giornate mondiali della gioventù, inviando famiglie in missione in terre lontane, oltre che moltiplicando i loro seminari “Redemptoris Mater”.

Tutto ciò ha garantito loro qualche successo, ma ha anche suscitato aspre reazioni, specie da parte di vescovi sia conservatori che progressisti – come il cardinale Carlo Maria Martini (1927-2012) che non li volle mai nella sua diocesi di Milano –, i quali non tollerano che i neocatecumenali penetrino in diocesi e  parrocchie seminando divisioni e facendo proseliti non alla Chiesa ma alla loro specifica setta.

Nel 2010 addirittura un’intera conferenza episcopale, quella del Giappone, li mise al bando dal loro Paese e chiuse il loro seminario. E ha continuato a sbarrare loro la strada anche dopo che nell’agosto del 2018 essi tornarono alla carica con l’ausilio del cardinale Fernando Filoni, prefetto di “Propaganda Fide” e loro fervente sostenitore, che annunciò di voler riaprire nella diocesi di Tokyo un seminario “Redemptoris Mater”, questa volta sotto la diretta giurisdizione della sua congregazione vaticana. Fallito questo secondo assalto all’Estremo Oriente, Kiko e Filoni ci riprovano oggi con l’avvenuta erezione del seminario di Macao.

Un altro rovescio l’hanno però subìto, intanto, nell’Oceano Pacifico. Lì l’arcivescovo di Guam, Anthony Apuron, fiancheggiatore del Cammino neocatecumenale, lo scorso 7 febbraio è stato colpito da una condanna canonica definitiva per abusi sessuali, in capo a un’accurata indagine condotta in prima istanza dal cardinale Raymond L. Burke e in seconda istanza personalmente da papa Francesco. Non sorprende che Kiko abbia sostenuto fino all’ultimo l’innocenza di Apuron, ma con la rimozione del vescovo, a Guam è stato chiuso anche il seminario “Redemptoris Mater” ed è quasi sparita la presenza dei neocatecumenali.

Con l’avvento di Bergoglio al pontificato, Kiko aveva calcolato di avere il campo più libero che con il predecessore Benedetto XVI, vista l’indifferenza dell’attuale papa per le deviazioni dottrinali e liturgiche del Cammino.

Ma Francesco è allergico anche ai presunti meriti acquisiti dai neocatecumenali con la loro intransigente condanna dei contraccettivi. Tanto allergico da riservare proprio a loro – a giudizio di molti – la sferzante battuta sull’aereo di ritorno dalle Filippine: “Alcuni credono che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli. No. Paternità responsabile”.

Al primo dei due sinodi sulla famiglia Bergoglio non ha invitato nessun membro del Cammino, nemmeno come uditore, a dispetto della loro ostentata specializzazione in materia. E anche l’enciclica ecologista “Laudato si’”, con i malthusiani Ban Ki-Moon e Jeffrey Sachs sempre più di casa in Vaticano e ora anche invitati dal papa all’imminente sinodo sull’Amazzonia, ha messo nell’angolo gli ultraprolifici neocatecumenali.

Un’altra cosa che a Francesco non va è la confusione tra “foro interno” e “foro esterno”. “È il peccato in cui molti gruppi religiosi cadono oggi”, ha detto lo scorso 5 settembre in Mozambico, incontrando i gesuiti del luogo. Ma è proprio questo che fanno i neocatecumenali con i loro cosiddetti “scrutini”, che sono di fatto “confessioni pubbliche che scarnificano le coscienze con domande che nessun confessore oserebbe mai rivolgere”, come li definì un arcivescovo molto critico del Cammino, quello di Catania Luigi Bommarito (1926-2019).
Inoltre, al pauperista Bergoglio proprio non piacciono le ingenti spese che il Cammino fa per ingraziarsi i vescovi di tutto il mondo, ad esempio regalando a centinaia di loro viaggi promozionali in Israele, culminanti nella visita della spettacolare cittadella neocatecumenale di nome “Domus Galilaeae”, con magnifica vista sul lago di Tiberiade. Anche a questo il papa può aver alluso, quando il 5 maggio 2018, sulla spianata di Tor Vergata, ha detto ai neocatecumenali che festeggiavano i 50 anni del Cammino: “Gesù non autorizza trasferte ridotte o viaggi rimborsati. Dice a tutti i suoi discepoli una parola sola: Andate!”.

Ma soprattutto c’è l’avversione di Francesco – fatta salva la prediletta Comunità di Sant'Egidio – per i movimenti cattolici di qualsiasi tipo, per quei movimenti in auge nella seconda metà del Novecento e che suscitavano tanto entusiasmo in Giovanni Paolo II, ma che oggi, indipendentemente dal favore o disfavore dei papi, sono ovunque in declino, qua e là rovinoso.

Il Cammino neocatecumenale è uno di questi. Se soltanto riuscisse a trasmettere il suo “credo” alla figliolanza delle sue prolifiche coppie, e poi ai figli dei figli, la sua crescita numerica sarebbe esponenziale. Ma non è così. Nemmeno in famiglia funziona più.
* I link a tutti gli articoli pubblicati sull’argomento in www.chiesa e Settimo Cielo, a partire dal 1996:
> Focus sui movimenti cattolici. Il Cammino neocatecumenale




  • Nostre considerazioni a margine:

Spesso capita che qualche autore cattolico (per esempio qui) resti scandalizzato da un'affermazione del Papa, tipo: “Signora, evangelizzazione sì, proselitismo no”, senza sapere che riguardava proselitismo neocatekiko. Nel caso citato, i due presunti "convertiti" non sono cristiani, ma kikiani. Ubbidiscono non al Papa ma a Kiko. Seguiranno Kiko e solo Kiko, anche nello scisma e nell'eresia. Hanno aderito non alla Chiesa Cattolica ma al Cammino Neocatecumenale. Nostro Signore scruta i cuori e sa quanto c'è di ingenua ignoranza e quanto c'è di marcio, ma intanto quei due poveracci si credono cattolici (e vengono vantati come tali, come trofei di cui vantarsi davanti al Papa) e invece hanno abbracciato l'eresia (immaginate le loro facce qualora scoprissero che nell'unica vera Chiesa non ci sono né Decime né Scrutini né Convivenze Obbligatorie né Giri d'Esperienze né Mega-Catechistoni...), poiché sono stati "evangelizzati" dal kikismo-carmenismo. Papa Francesco sarà anche criticabile su diversi aspetti, ma stavolta aveva centrato perfettamente il bersaglio: evangelizzazione sì [nel senso cattolico del termine], proselitismo no [proselitismo nel senso di reclutarsi adepti, anche con l'inganno: l'inganno di presentarsi come cattolici pur avendo stravolto dottrina e liturgia].

Come in ogni setta, anche nel Cammino vige la legge non scritta secondo cui mentire e ingannare sono azioni santissime, se compiute a favore del Cammino. La vignetta riportata in cima a questa pagina non è per niente ironica: per Kiko - e dunque per tutti i neocatecumenali - è sempre stato necessario distorcere le parole del Papa per renderle favorevoli al Cammino.

Infine: come mai Magister parla di QUINDICI volumi del Direttorio Catechetico Neocatecumenale e non più "quattordici" volumi? Ce lo chiediamo perché già era strana la situazione riguardo al quattordicesimo volume fantasma...

giovedì 11 luglio 2024

Chiamano "provvidenza" le loro furbette malversazioni

Ricordiamo ai nuovi lettori che la Parlantina Neocatecumenale è ingegnerizzata proprio per veicolare inganni e menzogne.

Esempio tipico di tale parlantina:

"abbiamo un Grosso Progetto ma non abbiamo soldi, non abbiamo risorse, non abbiamo appoggi, quindi è il progetto su cui Dio può operare; ne abbiamo parlato al parroco/vescovo/cardinale/papa e ci ha incoraggiato, tutti pensavano che il progetto sarebbe fallito e invece la Provvidenza lo ha realizzato!"

Vedete? Anzitutto è un atteggiamento contrario al Vangelo. Nostro Signore, infatti, ci raccomanda il buonsenso: «...Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo...» (cfr. Lc 14,28-30).

Dunque è bene confidare nella Divina Provvidenza nei momenti di difficoltà ma è sbagliato avviare un "progetto" con la pretesa che Dio supplisca alla volontaria mancanza di impegno, di tempo, di fondi. È come voler costruire una torre senza prima fare le giuste valutazioni. È come un crearsi appositamente difficoltà pretendendo che poi la Provvidenza produca una soluzione, come se fosse un tappabuchi, una bacchetta magica. È come un dare più valore alla propria idea che alla realtà, è un tentare Dio, oltre che un dimenticare che la Provvidenza agisce per vie che "non sono le nostre vie".

Ma notate anzitutto come la prima grande menzogna neocatecumenale sia in quella terminologia ambigua: sul Grosso Progetto di cui sopra, Dio "potrebbe" (sottinteso: "deve!") operare. Come se Dio fosse al servizio del Cammino.

La seconda grande menzogna riguarda i presunti "incoraggiamenti". Correranno in udienza dal parroco, vescovo, sommo pontefice, per dirgli "abbiamo questo Grosso Progetto". Cosa potrà rispondere? Non potrà certo scoraggiare chi gli sta presentando in pompa magna il Grosso Progetto senza sembrare un disfattista prepotente e incompetente. Dunque, se rispondesse anche soltanto "ah, bene", i neocatecumenali suoneranno le trombe per dire "il parroco ci approva! il vescovo ci incoraggia! il Papa ci chiede di realizzare il nostro Grosso Progetto!" (e non parliamo di cosa escogiteranno per estrarre soldi a chi "incoraggia").
Ci manca solo che dicano che Dio li implora di andare avanti.

Chiaro il punto? quando i neocat vantano qualche presunto "incoraggiamento", si tratta nel migliore dei casi di una risposta di cortesia, cioè di un prendere atto che i kikolatri gli hanno detto qualcosa, e soprattutto un guardingo tentativo di evitare che chiedano soldi, risorse e approvazioni che non sei disposto a dare.

Ed infatti quando il parroco-vescovo-papa non molla neanche un centesimo, la propaganda kikiana si limita a soggiungere: "ci ha incoraggiati! ha detto che è per l'evangelizzazione! le missioni! i seminari!..." (non lo aveva mai detto, ma ai neocatekikos piace tantissimo mettere nella bocca altrui molti elogi alla kikolatria).

Seguirà poi la terza grande menzogna, menzionando la Provvidenza: "mentre eravamo in mezzo a tanti guai, all'improvviso ci son piovuti addosso un sacco di milioni, e grazie alla Provvidenza il Grande Progetto è andato in porto!" 

I kikolatri sono ottimi pianificatori. Ma nei loro discorsetti, non potendo menzionare le porcate (non solo finanziarie) fatte per raggiungere l'obiettivo, si sentono autorizzati ad ingannare i propri seguaci (e possibilmente anche i fedeli cattolici) con la parlantina di cui sopra.

Anzitutto hanno falsamente etichettato "Provvidenza" il tam-tam dei capicosca della setta per estrarre quanti più soldi è possibile dalle tasche del popolo bue dei neocatecumenali. E quando la richiesta è urgente, sbuca sempre fuori dal nulla un "anonimo donatore" che molla un malloppo di milioni e milioni senza battere ciglio (cioè solitamente un prestanome a cui era intestata un sacco di roba, roba estratta dalle tasche dei fratelli delle comunità a suon di ricatti morali, riceve l'ordine dal "cerchio magico" di Kiko, e per non dare spiegazioni sugli strani grossi movimenti di denaro i capicosca della setta blaterano di "Provvidenza").

Cosplay religioso neocatecumenale
In secondo luogo hanno furbescamente nascosto che la realizzazione non è né completa, né pagata: i Grandi Progetti neocatecumenali sono sempre indebitatissimi, e le varie spese mensili (bollette, affitti...) vengono sempre accollate agli altri. Per esempio il seminario neocatecumenale di Takamatsu, soppresso dai vescovi giapponesi molti anni fa, era in una grossa struttura in affitto a spese dei cattolici (cinquemila cattolici, era la diocesi più piccola del Giappone, prima di venir accorpata a quella di Osaka). Letteralmente il Cammino derubava i cattolici pur di tenere in piedi l'avamposto kikolatrico in Giappone. (Così come a Guam, quando tentarono di derubare la diocesi di un asset multimilionario che costituiva l'avamposto kikolatrico a Guam).

Dunque era logico che quei "tutti" pensassero che il Grosso Progetto neocatecumenale sarebbe fallito. Era letteralmente la tipica cialtroneria (non solo neocatecumenale) del "ehi, ho in mente un Grosso Progetto, presto, qualcuno ci metta i soldi, il tempo, e le risorse!".

Semplicemente non sapevano che i neocatecumenali sono ottimi pianificatori... oltre che abituati alle più vergognose malversazioni. E alle più squallide menzogne: ingannare e mentire, nella loro mentalità, sono azioni sante qualora adoperate per difendere il prestigio e i soldi della setta e dei suoi capicosca. 

Un esempio dal blog del Taniguchi:

«...Nel 1988 è stato fondato a Roma il primo Seminario Redemptoris Mater. È stata una collaborazione tra Giovanni Paolo II e Kiko, il fondatore della Comunità Neocatecumenale... Il Seminario Redemptoris Mater di Takamatsu, in Giappone, è stato purtroppo chiuso da Mons. Mizobe, successore del suo fondatore, Mons. Fukahori. Papa Benedetto XVI se ne pentì e lo portò a Roma come suo seminario... nell'autunno del 2019 il Vaticano ha trasformato il seminario per il Giappone, che era in esilio a Roma, in "Pontificio Seminario per l'Asia" e lo ha restituito al Giappone... Ma, ancora una volta, l'idea non venne realizzata a causa dell'opposizione dei vescovi giapponesi. Papa Francesco ha trasferito a Macao frettolosamente la sede del “Pontificio Seminario Redemptoris Mater per l'Asia”... Nessuno sa quale sarà il suo destino in futuro. Il piano di Dio è incommensurabile... i paesi che non hanno accettato [il seminario neocatecumenale] continuano a languire a causa della mancanza di vocaziani...»
Letteralmente panzane su panzane: è quello il gergo ampolloso ed enfatico che i cosiddetti "catechisti" usano nelle comunità neocatecumenali.

  • Kiko decide di aprire i suoi seminari? "Collaborazione fra il Papa e Kiko!"
  • I vescovi giapponesi sopprimono il seminario di Takamatsu? "Benedetto XVI se n'è pentito e lo trasferisce a Roma!" (lo hanno trasferito i kikolatri per non dispiacere Kiko)
  • Il cerchio magico dei collaboratori di Kiko tenta di riaprirlo a Tokyo? "Il Vaticano lo vuole restituire al Giappone!"
  • I vescovi giapponesi si accorgono della furbata? "Papa Francesco lo ha trasferito a Macao!" (è stato Filoni, ubbidendo agli ordini del "cerchio magico")
  • La situazione a Macao non è così florida? "Il piano di Dio è incommensurabile!"... (il piano di Kiko è incommensurabile!) 
  • In certi paesi non si riesce a corrompere nessun vescovo? "continueranno ad aver mancanza di vocazioni!" (vocazioni al kikismo-carmenismo al servizio esclusivo del Cammino)

Letteralmente panzane su panzane: attribuire al Papa e a Dio quelle che sono le convenienze, le manovrine e le furbate di Kiko e dei suoi più fanatici scagnozzi.
La spiritualità del Cammino è la spiritualità degli inganni e delle menzogne.

giovedì 4 luglio 2024

Come ve la raccontano sul soppresso seminario neocatecumenale di Takamatsu

Dal blog dell'anziano presbikiko Taniguchi traiamo altre notizie che conviene spiegare e commentare ai nostri lettori prima che qualcuno sia tentato di credere a tutto ciò che lui logorroicamente dice. Infatti, insieme a ricordi personali e a menzioni di fatti, aggiunge anche una poderosa dose di favolette neocatecumenali, non sappiamo in che misura dovute alla propaganda kikiana e in che misura dovute a reinterpretazioni di comodo dovute alla "distorsione cognitiva" tipica degli appartenenti al Cammino, ma comunque favolette che da fonti e testimonianze sappiamo con certezza essere basate su cattive interpretazioni e vere e proprie fandonie, soprattutto quando attribuisce a Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, quella che invece era la volontà di Kiko e Carmen.


Sarà lunga ma sono argomenti noti a chi ha letto nel corso di tanti anni le pagine che abbiamo dedicato al Giappone. Il seminario neocatecumenale aperto furbescamente a Takamatsu (Giappone) nel 1990, che già nei suoi primissimi anni di vita creò problemi alla Chiesa in Giappone, fu felicemente soppresso nel 2008 (ma ci saranno altri due o tre anni di strascichi), rovinando la "festa" dell'autoapprovazione dello Statuto neocatecumenale.

Kikolatria in Giappone:
striscione col volto di Kiko
anche se menziona "Gesù"
Anzitutto non fatevi distrarre da elementi autobiografici del suddetto soggetto (pressoché coetaneo di Kiko, ha abbondantemente passato gli 80 anni), che non contribuiscono in maniera sostanziale a quanto esposto qui. In sintesi, da giovane, in seguito a ciò che oggi chiameremmo "ritiro vocazionale" organizzato dai gesuiti, stava per entrare nei gesuiti ma non vi fu accettato (e fu una doppia delusione per suo padre che intendeva mandarlo all'università, salvo poi vederlo fallire anche in termini vocazionali). Ha poi lavorato per istituti bancari all'estero (inclusi USA e UK) e ottenuto altri rifiuti quando ha tentato di entrare in altre comunità religiose cattoliche. Infine, tornato in Giappone, dopo un non meglio chiarito periodo di "purificazione" e l'ennesimo tentativo fallito di entrare nel seminario diocesano a Tokyo, a metà degli anni ottanta, ormai quarantacinquenne contatta direttamente il vescovo Fukahori (1924-2009) e incredibilmente viene accolto a braccia aperte. E verrà spedito a Roma per la formazione teologica e per il seminario neocatecumenale Redemkikos Mater di Roma (che venne attivato nel 1988 e approvato dal cardinal massone Poletti in fretta e furia a fine 1990, mentre in pompa magna Kiko e Carmen vi facevano entrare prima i "12" e poi i "72" seminaristi kikolatri).

Ora, non ci sembra inusuale che un soggetto adulto venga rifiutato da numerosi seminari e comunità religiose: basta per esempio essere fedeli alla Messa tridentina. Oppure, dall'altro versante, basta aver problemi psicologici piuttosto facili da notare (anche solo piccole ma significative disubbidienze del tipo "sono adulto, non potete mica mettermi nei turni dei lavapiatti"). È anche possibile che gli ultimi rifiuti siano stati motivati dalla ferrea ubbidienza a Kiko ("non potete impedirmi di andare alla liturgia della comunità neocatecumenale il sabato sera! siamo approvati! abbiamo lo Statuto!"), possiamo solo fare ipotesi. Certo è che se dopo una vita di rifiuti uno viene accettato solo da un seminario neocatecumenale... vuol dire che non solo è un comprovato fedelissimo di Kiko, ma che anche i propri cosiddetti "catechisti" del Cammino glielo hanno "consigliato", cioè imposto. E magari vuol dire anche che sussistevano ancora quegli imprecisati importanti motivi per cui non fosse piazzabile in un normale seminario diocesano o religioso.

Dunque si deve dedurre che c'è stata un'ampia parentesi di cui Taniguchi nel blog non parla, durante la quale ha aderito al Cammino, che lo ha indirizzato all'unico vescovo filoneocatecumenale del suo paese d'origine, il quale lo ha poi spedito a Roma. Nel giro di circa 9 anni, ormai 54-55enne, viene ordinato prete a Takamatsu proprio dal Fukahori. Tornerà subito dopo a Roma per ulteriori studi teologici (presumibilmente per la "licenza", cioè il biennio supplementare di teologia necessario ad avere il requisito minimo per insegnare in facoltà teologiche). Racconta un episodio molto significativo, databile quasi certamente alla fine degli anni '80: a Roma vi erano presenti i vescovi giapponesi per la visita ad limina a Giovanni Paolo II (ogni 5 anni la conferenza episcopale fa una visita al Papa a Roma; la più recente è stata tre mesi fa, ad aprile 2024), e che un imprecisato "membro della Comunità Neocatecumenale" «raccomandò a mons. Fukahori» di istituire un seminario neocatecumenale a Takamatsu.

Il Cammino Neocatecumenale in Giappone:
chitarrelle kikiane, tamburo bongo kikiano,
drappo kikiano con l'autoritratto di Kiko,
facce occidentali che cantano in itagnolo...
Questo "raccomandare" è evidentemente un comandare e il "membro" è di sicuro qualche grosso super-catechista del "cerchio magico" di Kiko, un pezzo grosso a cui non si poteva assolutamente dir di no. Tant'è che nel colloquio personale con Giovanni Paolo II Fukahori parla già al Papa di quel progetto (ma guarda tu, un imprecisato "membro" gli butta lì un'idea e subito lui, che è in visita ad limina, ne parla in privato col Papa anziché parlargli del gregge di Takamatsu: le priorità neocatecumenali sono sempre più urgenti di tutto, anche del proprio dovere di vescovo e pastore di anime). Giovanni Paolo II avrebbe "incoraggiato", detto che è una "buona idea", addirittura chiesto "per favore vai avanti". Si tratta chiaramente di favolette neocatecumenali, e che per quanto favorevole ai movimenti e al Cammino possa essere stato Giovanni Paolo II, è improbabile che il Papa abbia risposto con tanto entusiasmo a quello che evidentemente era solo il comando del grosso super-catechista - tanto più riguardo una povera diocesi di 5000 anime sita in un paese che non gode di alcun "otto per mille".

Gli altri vescovi giapponesi si sentirono (giustamente!) turlupinati (in quanto disponevano già di diversi seminari attivi a Tokyo e altrove). Fukahori a loro insaputa ha preso ordini da un "membro del Cammino" proprio durante la visita ad limina ed ha approfittato per fabbricarsi subito l'alibi del "il Papa mi ha incoraggiato e detto di andare avanti" (ecco perché il "membro" ha scelto quel momento per comandarlo: durante la visita ad limina, era pianificatissimo costruire l'alibi senza destare subito sospetti, in modo da mettere i vescovi giapponesi di fronte al "fatto compiuto"). Tale seminario fu aperto ufficialmente a febbraio 1990 e già a febbraio 1992 i vescovi giapponesi avevano convocato una riunione straordinaria della conferenza episcopale lamentandone l'apertura e la sua esclusiva finalità di «formare nuovi sacerdoti per le comunità neocatecumenali» (cioè di assolutamente zero beneficio per la diocesi, nonostante i seminari Redemkikos Mater vengano vantati per "diocesani missionari"). Naturalmente Fukahori continuò ad ubbidire al Cammino anziché alla Chiesa.

A metà degli anni '90, tornato a Takamatsu con in tasca la "licenza in teologia", Taniguchi può diventare non solo il responsabile di tale seminario ma anche docente. All'epoca era un edificio in affitto "con un notevole deficit, e i conti della diocesi sono in rosso". Il neocatecumenalismo ladrone ruba sempre i soldi dei cattolici (oltre che quelli dei fratelli delle comunità neocatecumenali), pur di installare un "avamposto" kikolatrico in ogni paese (i seminari kikiani, infatti, fungono anche da strutture ricettive per i catechistoni neocat "itineranti", come rifugio per i kikolatri VIP che hanno compiuto cose gravi altrove, e come casa-vacanze per i VIP neocatekiki in transito).

Insomma, i vescovi giapponesi avevano molti motivi per chiudere il seminario neocatecumenale di Takamatsu:

  1. è al servizio esclusivo del Cammino e delle magagne neocat
  2. è a spese di tutti i cattolici (e spese piuttosto importanti)
  3. è stato istituito in modo furbetto, mettendo i vescovi giapponesi di fronte al fatto compiuto
  4. non dà alcuna utilità né beneficio ai cattolici giapponesi.
Imbarazzantissima (specie per i giapponesi)
"liturgia" neocatecumenale con girotondino
attorno al tavolinetto smontabile kikolatrico
Taniguchi spiega di aver progettato di costruire un nuovo edificio per alloggiarvi il seminario, in modo da non pagare più l'affitto. Anche se basato su elementi prefabbricati, sarebbe stata una spesa folle. Folle ma non del tutto ingiustificabile: nella sua mentalità da "ex bancario", l'iscrivere al patrimonio diocesano un edificio (seppur gravato di debiti) rappresenterà un asset, non una spesa. Naturalmente i capicosca neocatecumenali furono subito d'accordo, come se fossero stati loro ad escogitare il trucco, e magari già si leccavano i baffi pensando a come operare la stessa truffa che verrà tentata a Guam: una "restrizione di utilizzo" dell'immobile, tale da assegnare diritto di veto a qualche grosso super-catechista neocatecumenale. Cioè la diocesi costruisce a proprie spese un edificio di cui quatti quatti se ne impossessano i neocatecumenali con trucchetti furbetti molto complessi da stanare. Poco importa che promettano di raccogliere fondi (dalla promessa al bonifico ne passa tanta di acqua sotto i ponti!), poco importa che farciscano i discorsetti autocelebrativi di "Dio vuole, volontà di Dio, Dio provvede", poco importa che nel transito del fiume di soldi neocatecumenali molti soldi restino misteriosamente attaccati alle mani dei soliti capicosca e intrallazzieri.

(C'è da notare che in Giappone le leggi sull'edilizia sono molto meno restrittive dei severi piani regolatori italiani, e ottenere permessi di costruzione e pagare le relative tasse prima di iniziare, è molto più semplice che qui in Italia

Taniguchi afferma di aver ordinato i materiali per la costruzione quando ancora non aveva i soldi e l'appaltatore avrebbe accettato "perché sono cattolici" e non azzarderebbero truffe. Un anno dopo, alla scadenza per il pagamento, afferma che sarebbe arrivata all'improvviso una donazione di 100 milioni di yen (all'epoca corrispondenti a circa un miliardo di lire, cioè un potere d'acquisto di oltre 1,05 milioni di euro di oggi). Si deve dedurre che l'appaltatore era non solo neocatecumenale ma anche ubbidientissimo al proprio cosiddetto "catechista", perché il "sono cattolici" può andar bene quando rischi poca roba, non quando devi anticipare una milionata di euro. (A parte il fatto che una donazione così consistente farebbe scattare una tempesta di controlli fiscali per controllare la legittimità, a cominciare dalla stranezza dell'assenza -o presenza nascosta o minimale?- di acconti e anticipi; insomma, anziché credere alla favoletta neocat del "DioProvvede", si direbbe che i kikos abbiano finto di credere alla "donazione" per meglio nascondere i debiti, i movimenti e le provenienze - specie diocesane -, un po' come avverrà nel caso del Monte degli Ulivi e di un anonimo "donatore" comparso improvvisamente al momento giusto...).

Al termine della costruzione i vescovi giapponesi si ritrovano di nuovo di fronte al "fatto compiuto" neocatecumenale. Si aspettavano la chiusura della vecchia sede in affitto (costoso affitto), scoprono che il neocatecumenalismo ha costruito una nuova sede a loro insaputa. Scoprono che Fukahori era venuto meno alla parola data (inventandosi un alibi a posteriori sulla "libertà dei singoli vescovi" e sulla presunta "volontà del Papa" fabbricata nella visita ad limina, alibi evidentemente suggeritigli dal solito grosso super-catechista: i kikolatri sono talmente avvezzi alla menzogna e all'inganno, che chiedono ai vescovi di mentire e ingannare per difendere gli interessi della setta). Ma la notizia trapela e la sporca faccenda del seminario neocatecumenale diventa di pubblico dominio fra i cattolici giapponesi. (Taniguchi afferma pure che "almeno 4 o 5 vescovi" non erano ostili, il che ci fa pensare che sia ben possibile che siano stati oliati e rabboniti dai kikolatri, per creare divisione fra i vescovi giapponesi, quanta ne basterebbe per derubricare la discussione a una questione di opinioni; in questo dobbiamo riconoscere che i kikolatri sono eccellenti nella pianificazione dei dettagli, sanno già che le loro furbate e le loro perfidie verranno riconosciute come tali, e quindi si premuniscono corrompendo e "oliando" per difenderle).

Il presbikiko giapponese non può non menzionare il fatto che due laici della diocesi querelarono il vescovo Fukahori ma si guarda bene dal chiarire il vero motivo. Il motivo, di cui parlammo sul nostro blog già molti anni fa è che Fukahori nelle sue lettere pastorali del 2000-2001 li aveva pubblicamente diffamati (nel Cammino funziona sempre così, ti fanno l'omelia "contro", ti fanno la lettera pastorale "contro", facendo pure nomi e cognomi), per cui lo avevano denunciato anche in sede civile.

Riguardo all'evoluzione della denuncia, Taniguchi ricama molto sulle già poco credibili favolette insinuando che i due querelanti fossero "molto litigiosi" e che in passato avessero portato avanti altre querele (nel Cammino infatti si sconsiglia fortemente di querelare per difendersi, "Non Resistete Al Male"...). Ma l'argomento "molte querele", anche se fosse vero, non implicherebbe automaticamente che sei "litigioso": potresti benissimo aver avuto validi motivi ogni volta. Specialmente nella querela più recente. Taniguchi menziona poi il rischio che il caso venisse portato avanti fino all'equivalente giapponese della Cassazione, con un'escalation legale che la conferenza episcopale giapponese certamente non avrebbe gradito: dobbiamo dedurre che la vera paura di Taniguchi e dei neocatecumenali fosse invece veder attivarsi un pubblico dibattito sulle porcate neocatecumenalizie (immaginate che spasso se un telegiornale menziona l'obbligatorietà della "decima" o le confessioni pubbliche), o che ci fossero altri sconcertanti segretucci da mantenere (l'edificio non era del tutto a norma? il giro di soldi non era del tutto limpido? i debiti inflitti alla diocesi non erano del tutto giustificati? e le comunità neocatecumenali non avevano esattamente rendicontato le "decime" e raccolte fondi?...).

E quindi Fukahori accettò il verdetto e pagò il risarcimento, grosso modo equivalente a parecchie migliaia di euro. Taniguchi ce lo indica come accordo extragiudiziale suggerito dallo stesso giudice che si sarebbe rifiutato di intervenire in una questione interna ad una comunità religiosa ma è lo stesso Taniguchi che ha paura dell'escalation, è come se volesse nascondere che la proposta di risarcimento (letteralmente usare soldi per mettere tutto a tacere) sia partita invece dal Fukahori e dai neocatecumenali, quasi a dire "mi basta che ritiriate la querela (altrimenti i grossi super-catechisti me la faranno pagare cara)".

Da buon neocatekiko, Taniguchi ha l'istinto pavloviano di blaterare di Gesù davanti a Pilato, tipica foglia di fico dei cosiddetti "catechisti" quelle rare volte che son costretti a pagare per qualche loro porcata - e addirittura di parlare di sconfitta dei querelanti perché presuntamente costretti a pagare il 90% delle spese processuali... come se avessero accettato l'accordo e intascato il risarcimento e ritirato la querela).

A suo tempo avevamo già ricordato di come fu Fukahori a perdere e pagare (chissà in che percentuale di soldi neocatekiki e della diocesi), e che i due fedeli si definirono non contenti del risultato perché non desideravano i soldi ma di gettar luce sulle porcate neocatecumenali e del seminario. (Taniguchi insiste a dire che i due avrebbero cantato vittoria su un giornale cattolico minuscolo, come se la verità fosse talmente insopportabile per il Cammino da aver ancor oggi urgenza di infangare quei due fedeli, come se quei due avessero contribuito seriamente a rovinare i piani kikiani a Takamatsu).

Quando la panzana kikolatrica
è così urgentemente ufficiale
da diventare... cartellonistica
Taniguchi involontariamente ci rivela che alla conferenza episcopale giapponese non presero molto bene la figuraccia di Fukahori (l'avrebbero forse presa un po' meglio se fosse uscito totalmente innocente). A maggio 2004, ormai alle soglie degli 80 anni, diede le dimissioni da vescovo di Takamatsu, ritirandosi a vita privata e, stando a notizie che abbiamo ottenuto altrove, venendo ospitato a Roma nel seminario neocatecumenale a spendervi i suoi ultimi giorni. (Taniguchi dice che è sepolto in Giappone)

Alla guida della diocesi di Takamatsu, a maggio 2004 Fukahori fu succeduto dal vescovo salesiano mons. Mizobe (1935-2016), che conosceva le porcherie del Cammino e la sporca faccendaccia del seminario neocatecumenale e si diede subito da fare per chiuderlo. Mizobe agiva ovviamente concorde con la Conferenza Episcopale Giapponese e non è irrealistico pensare che sia stato scelto proprio per questo. Quel che Mizobe non si aspettava, è che i dicasteri romani pullulassero di amiconi del Cammino, specialmente il neocatecumenalissimo Filoni alla guida di Propaganda Fide. Taniguchi racconta la favoletta secondo cui Benedetto XVI avrebbe addirittura difeso il seminario di Takamatsu, quando in realtà sappiamo che Benedetto XVI non voleva nemmeno riconoscere uno Statuto al Cammino e che pur conservando un atteggiamento di paterna benevolenza, dopo la prima volta che era stato fregato (quando lo invitarono a celebrare al Redemkikos Mater di Roma e gli fecero trovare i copponi e le pagnottone) si era sempre rifiutato di visitare qualsiasi struttura neocatecumenalizia o di celebrare coi neocatecumenali (neanche un anno dopo faceva infatti inviare la lettera contro la liturkikia, il 1° dicembre 2005). Taniguchi ha un bel daffare a riscrivere la storia in versione neocatecumenalizzata, con la tipica faccia di bronzo del kikolatra in full damage control.

Quando il seminario di Takamatsu fu finalmente soppresso (la sede verrà poi assegnata ad una comunità di recupero tossicodipendenti), i neocat inventarono la favoletta del "è stato solo trasferito a Roma", perché l'idolo Kiko non tollera sconfitte. Nella nuova struttura di Roma (chi la paga?) sfruttarono come rettore l'ex vescovo della diocesi giapponese di Oita (evidentemente Fukahori non era l'unico che i kikolatri avevano soggiogato in Giappone). Nel periodo di maggior espansione, il seminario di Takamatsu aveva contato una ventina di seminaristi di cui solo due giapponesi.

A Takamatsu il vescovo Mizobe fu succeduto nel 2011 dal vescovo Suwa, che pure conosceva bene le porcate del Cammino e pure dovette soffrire molto a causa delle divisioni create dalla setta eretica di Kiko e Carmen. Mons. Suwa ha retto la diocesi fino al suo ritiro per limiti di età nel 2022, dopodiché il Vaticano ha stabilito che la diocesi di Takamatsu, istituita nel 1963 (prima, fin dal 1904, era solo "prefettura apostolica"), venisse unita alla diocesi di Osaka. Unione che certamente non ha rallegrato i neocatecumenali, bramosi di reinsediarsi in Giappone (tra cui per esempio il Pbrò italiano kikolatra che ancora vive a Takamatsu: evidentemente l'ordine di scuderia neocatecumenale è di mantenere un avamposto anche minimo, visto che il vescovo di Osaka non dà neppure uno yen per pagare affitti e spese dei kikolatri).

La favoletta inventata da Taniguchi (o dai suoi cosiddetti "catechisti") prosegue affermando che "il Vaticano" (in realtà qualche grosso super-catechista del Cammino) attorno al 2018 aveva stabilito di insediare un seminario neocatecumenale a Tokyo (giacché l'idolo Kiko non può accettare sconfitte, nemmeno parziali). Pressato e intimorito dall'idolo Kiko, e dopo chissà quante faticose preparazioni e furbate sottobanco, l'ineffabile Filoni fa inviare ai vescovi giapponesi una "lettera del Papa" (firmata dal Papa ma scritta in gergo neocatecumenalizio) e i vescovi giapponesi vennero messi di nuovo "davanti al fatto compiuto" neocatecumenale. Con severa eleganza il vescovo di Tokyo annuncia il contenuto di quella lettera definendosi eufemisticamente "sorpreso" che di tale strombazzato nuovo seminario non ne sapessero niente né lui, né il suo predecessore, né i vescovi giapponesi, né il clero diocesano di Tokyo. E per farsi meglio capire, soggiunge: «È difficile per me capire perché si vada ricreando un seminario in Giappone esclusivamente per il Cammino Neocatecumenale senza aver studiato e riflettuto sulla sua storia». Una storia di laceranti divisioni, disubbidienze, liturgie "caserecce", di inganni, addirittura nel 2008 i pretonzoli kikolatri stanziati in Giappone pretesero e ottennero la nomina di un intermediario neocatecumenale (un "vicario" che contrattasse presenza, ministero e servizio dei presbikikos) perché completamente incapaci di ubbidire ai vescovi giapponesi... "Abbiamo lo Statuto!", cioè i kikos si sono dati da soli l'autorizzazione a disubbidire alla gerarchia ecclesiale.

Anni fa, per spiegare come nacque quella lettera-furbata, spiegavamo senza troppa ironia:

"immaginate la seguente scenetta: mentre il Papa sta uscendo indaffaratissimo, oppure è in ascensore e si stanno chiudendo le porte, un kikos gli dice a mezza voce (senza neppure essere sicuro di farsi sentire): «beh, poi magari potremmo presentarle l'idea di un nuovo seminario missionario, magari per l'Asia...» Il Papa non risponde neppure (può darsi che nemmeno ci abbia fatto caso), il giorno dopo Filoni invia la roboante lettera al vescovo di Tokyo dicendo: «in accordo col Santo Padre abbiamo deciso di aprire un seminario R.M. per evangelizzare l'Asia, e abbiamo già parlato con vescovi e preti coinvolti...» Mettere il Papa e i vescovi davanti al fatto compiuto: tipica strategia neocatecumenale..."

"Prima comunione" neocatecumenale,
ovviamente "sulle mani" e comprensiva
di "alzatina ipocrita" dalla seggiola pieghevole:
la liturkikia-horror alla conquista del Giappone

Taniguchi rosica parecchio sia lamentando che il Giappone è uno dei "pochi paesi" che non ha un seminario kikolatrico (il mappamondo di Kiko contiene un vistoso buco sul Giappone! povero Taniguchi, che sufrimiento!), sia ricordando che l'opposizione unanime dei vescovi giapponesi a farsi incistare un seminario kikolatrico dalla filoniana Propaganda Fide in Kiko sarebbe avvenuta "all'ultimo momento" quando già stavano identificando un immobile dove erigerlo e la visita di Bergoglio era già stata decisa. Taniguchi sul suo blog si concede un momento di involontario humour surreale raccontando che l'immaginario aereo del Papa (che simboleggia i progetti della cricca del Cammino), appena sfiorata la pista dell'aeroporto di Tokyo-Haneda, riparte immediatamente in un touch-and-go (cioè non prosegue l'atterraggio ma riprende il volo) verso Macao (l'idolo Kiko non tollera sconfitte e nemmeno pareggi: fallito il tentativo per Tokyo, immediatamente applicarono il piano B per Macao). In realtà Bergoglio visiterà il Giappone (Nagasaki, Hiroshima e Tokyo) poco più di un anno dopo, a novembre 2019... senza che il Cammino potesse sfruttare la visita come "timbro di approvazione pontificia" per il progettato seminario-avamposto kikolatrico. (Il seminario kikiano di Macao ha comunque avuto una storia piuttosto sgangherata, almeno quanto la sede - spostata temporaneamente a Taiwan durante la pandemia -, a cominciare dal non potersi fregiare dell'aggettivo "pontificio").

La significativa rosicata finale di Taniguchi è che il Giappone non sarebbe stato ancora raggiunto dal "Concilio Vaticano II".

Sipario.

giovedì 27 giugno 2024

Le "pecore nere" schiaffate nel bunker della Domus Galilaeae a lavorare gratis

Leggendo il blog di un anziano pretino neocatecumenale giapponese, tale Yukinori Taniguchi, che celebra la liturkikia, fra diverse affermazioni sbagliate ed eretiche riguardo ai santi, alla resurrezione ed altro, ho scoperto una pagina sul bunker della Domus di Kiko in Galilea.

Sul suo blog Taniguchi dice di sé di essere stato parroco a Takamatsu e di abitare a Roma, ma in pagine più recenti del blog spiega di essersi trasferito a Macao (sottinteso: sempre al servizio di Kiko). A suo tempo, infatti, fu grazie al Redemkikos Mater di Roma e al vescovo neocatecumenalizzato Fukahori, che riuscì a farsi ordinare all'età di 54 anni.
Utilizzo il traduttore di Google e quindi la traduzione può non essere perfetta, ma si capisce comunque bene il senso (cercare nella pagina tradotta le parole "pecora nera" per trovare l'inizio del testo che commenteremo qui sotto).

Ultimamente ho letto dei suoi viaggi in Israele con relativa permanenza alla Domus Galilaeae dove, come tutti ben sappiamo, vengono mandati i ragazzi neocatecumenali "difficili" per una sorta di riabilitazione.
Li ho visti anche io tutte le volte che sono stato alla Domus e sapevo di questa "modalità".

Non credevo però che questa "riabilitazione" avvenisse in certe condizioni a dir poco illegali.
L'ho scoperto da padre Taniguchi, con relative foto allegate al suo blog.

Questo prete scrive a proposito delle "pecore nere" e delle "pecore bianche" che vivono alla Domus, intendendo per "pecore nere" i ragazzi in riabilitazione e per "pecore bianche" i seminaristi.
Dice:

"In rare occasioni, in una famiglia del genere (neocatecumenale) nasce un bambino con un mantello diverso (pecora nera). Fin da piccolo si è ribellato ai suoi genitori, è diventato violento, è diventato un delinquente, non è andato in chiesa, ha marinato la scuola, ha fumato droghe con cattivi amici, ha rubato, ha avuto una relazione illecita con una ragazza e ha fatto piangere i suoi genitori...

I genitori, sopraffatti, consultano il signor Kiko, che decide di portare temporaneamente il figlio alla Domus Galilea. La maggior parte delle spedizioni proviene dall'Europa e dall'America, ma a volte vengono inviate anche dai paesi in via di sviluppo...

Il posto in cui vivono è all'interno del BUNKER. Bunker è la parola tedesca per bunker sotterraneo o, in termini moderni, un rifugio nucleare sotterraneo. Il governo israeliano richiede per legge che i luoghi e le strutture ricettive in cui si riuniscono un gran numero di persone siano dotati di rifugi in caso di attacchi con armi nucleari, batteriche o chimiche da parte del mondo arabo. Qui alla Domus Galilea c'è anche un BUNKER SOTTERRANEO abbastanza grande e PRIVO DI FINESTRE.

Il signor Kiko è stato MOLTO PREMUROSO NEL TRASFORMARE QUESTO BUNKER, inutilizzabile in tempo di pace, in una ZONA NOTTE PER LA PECORA NERA. TUTTO QUELLO CHE DEVI FARE È NUTRIRLI BENE, DARE LORO ABITI DA LAVORO E USARLI COME FORZA LAVORO CAPACE CON COSTI DI MANODOPERA PARI A ZERO. Pertanto, SE i giovani vengono miracolosamente riabilitati e diventano indipendenti, è a dir poco una grande idea che può prendere tre piccioni con una fava, o anche quattro piccioni con una fava...

[All'ingresso del bunker] c'è una pesante porta ermetica in ferro, come una paratia all'interno di un sottomarino. All'interno c'è una caserma.
SEMBRA UN DORMITORIO SORVEGLIATO DALLA YAKUZA.
I LETTI A CASTELLO RICORDANO IL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI AUSCHWITZ.

Lontano in Israele, su una collina isolata sulle rive del Lago Galilea. Non c'è recinzione, ma se non hanno soldi, passaporti o automobili, anche se scappano, non c'è modo che possano integrarsi nella società israeliana e sopravvivere per il resto della loro vita.
Questo è un grande miracolo che avviene ogni giorno qui a Domus Galilea, anche se non si nota.
Allegate foto del bunker, della porta ermetica in ferro e dei letti stile Auschwitz.

Non conosco le leggi di Israele, ma queste mi sembrano condizioni in violazione dei minimi diritti umani.
Alloggiare in un bunker senza finestre in una camerata unica con tanti letti vicini, per giunta con lo sfruttamento del lavoro, mi sembra pazzia.

Eppure questo pretino giapponese (ora molto anziano) ne parla come di "miracolo", di cosa buona per le "pecore nere".

Tutto ciò avviene mentre i vescovi simpatizzanti (e non) del Cammino Neocatecumenale si riuniscono nelle lussuose sale superiori (racconta anche di questo, il pretino), serviti e riveriti da questi schiavi privati di ogni dignità e libertà.

Sarebbero da denuncia.

Naturalmente, ho tutto salvato, casomai il blog del pretino dovesse sparire improvvisamente (come già successo quando glielo fecere chiudere, salvo caparbiamente aprirne un altro), o casomai le "pecore nere" venissero trasferite dal sotterraneo ai "piani alti".

Anche ad Auschwitz, come paragona il pretino neocatecumenale, lavoravano gratis ed alloggiavano in ambienti inidonei, infatti la scritta all'ingresso falsamente annuncia (ancora oggi) "Il lavoro rende liberi".

C'è di che meditare approfonditamente.
Ho i brividi.

Marco

 

Per capire il personaggio: in altre pagine del suo blog, Taniguchi parla di mons. Fukahori come suo "benefattore". Fukahori era il vescovo che consentì l'apertura del seminario Redemkikos Mater a Takamatsu, assegnando proprio a Taniguchi la responsabilità di realizzarlo. (Fukahori, una volta lasciato l'incarico, si ritirò a Roma, ospite di un seminario neocatecumenale).

Mons. Mizobe, il successore di Fukahori, propose a Taniguchi un anno sabbatico a Roma e una nomina a parroco. Taniguchi accettò di mala voglia l'anno sabbatico a Roma, prevedendo che Mizobe intendesse smantellare il seminario kikolatrico e le comunità neocatecumenali. Per la cronaca, mons. Mizobe e i vescovi giapponesi avevano tentato per anni con ogni gentilezza e diplomazia, senza risultato, di risolvere la questione "seminario neocatecumenale pagato dai cattolici" evidenziando come i neocat portassero solo dolorose divisioni e tantissimi problemi. Mons. Mizobe conosceva fin troppo bene il Cammino ed infatti sospese il Cammino finché la situazione non si fosse chiarita (erano anni che gli amiconi del Cammino a Roma ostacolavano i vescovi giapponesi).

Da notare che l'anno sabbatico, specialmente in terre dove c'è scarsità di clero, è un lusso che raramente viene concesso. Taniguchi non solo lo ottenne, ma in seguito ottenne persino un'autorizzazione ad essere "itinerante", senza più lo "stipendio" da prete e senza incarico. Taniguchi si lamenta del suo vescovo: «il mio crimine è quello di aver cercato di proteggere l'eredità di mons. Fukahori di una “comunità neocatecumenale” e di un “seminario”». Non fatevi ingannare dall'elegante parlantina: i neocatecumenali sono disposti a qualsiasi sacrificio (e qualsiasi disubbidienza, e qualsiasi inganno, e qualsiasi menzogna) pur di promuovere il triplice idolo Kiko-Carmen-Cammino.