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giovedì 28 dicembre 2023

IN ALTRE PAROLE… "TRADUZIONE" DELL'ALLARMISMO DEI "CATECHISTI" IN EPOCA DI LOCKDOWN

Mi ha risvegliato molti ricordi e mi ha molto colpita la lettera (estate 2020, in tempi di pandemia) che certi cosiddetti "catechisti" del Cammino della zona di San Carlos avevano inviato ai fratelli delle comunità (sedicenti "catecumeni", sebbene il termine catecumeno nella Chiesa indichi il non battezzato che si sta preparando a ricevere il Battesimo).

È evidente che tali "catecumeni" (fratelli del Cammino) stavano sfuggendo dalle mani dei cosiddetti "catechisti", e gli eventi del 2020 (pandemia e lockdown) acceleravano e facilitavano quel voler sfuggire, quella ricerca di “scuse perfette” per sottrarsi alla tipica valanga di imposizioni del Cammino, valanga che dovette essere un po' frenata dai lockdown.

Ma succede ancor oggi. Succede anche nella mia zona. Alla grande. Proprio come trapela dal malcelato allarmismo dei cosiddetti "catechisti" in questa lettera, quel tono apparentemente ordinato ma perentorio di fronte a quel fuggi-fuggi di "camminanti", che il Cammino continua ancor oggi a vivere. Quel tono perentorio parla di una crisi che è tutt'altro che diminuita.

Ha già trovato la "scusa perfetta"
Ha già trovato
 la "scusa perfetta"


I fratelli delle comunità del Cammino, sedicenti "catecumeni" (nulla a che vedere coi catecumeni della “chiesa primitiva”, ai quali da sempre hanno millantato di aver fatto riferimento: quelli della chiesa primitiva si accostavano per il desiderio di diventare cristiani, quelli della chiesa kikiana si accostano credendo di trovare soluzione ai loro problemi (moto egoistico) vivevano il Cammino anzitutto come occasione di "allegra" socialità.

Quindi, appena la SOCIALITÀ diminuisce o si appiattisce, sparisce rapidamente anche il "gusto" di starci, e si cercano scuse per non partecipare. La buona scusa "plausibile", s'intende, per non farsi accusare di essersi allontanati dal "Signore".

Non così i catecumeni della chiesa primitiva, che spesso sapevano di andare incontro non ad un’allegra vita sociale, ma alla persecuzione.
L’accostamento quindi, in tempo di isolamento sociale da pandemia Covid, cadeva miseramente mostrando il vero volto di questa scimmiottatura della chiesa primitiva.

Per comprendere bene le pieghe della lettera che questi catechisti neocatecumenali inviarono ai loro adepti, bisogna conoscere a fondo il linguaggio neocatecumenale, nonché le intenzioni che si celano dietro a certe affermazioni, per cui chi non ha chiaro come funzionano le cose nel Cammino, oppure conosce poco lo slang neocatecumenale, necessita di traduzione in italiano, senza giri di parole e senza sottintesi. Altrimenti rischia di non comprendere totalmente e di dar meno rilevanza a frasi che invece svelano un mondo.

Questa “traduzione” quindi, condensato di molteplici commenti scritti nell’articolo dedicato, non è per coloro che già capiscono perché sanno, ma è a beneficio di quelli che hanno cominciato a dubitare, a intuire, a porsi qualche timida domandina.

Segue qui sotto nostra traduzione e commenti della
lettera dei cosiddetti "catechisti" del Cammino:

“La Madonna degli angeli vi conceda il dono dell’OBBEDIENZA A NOI, CATECHISTI LAICI, che non abbiamo nessun mandato personale e nessuna preparazione spirituale, se non quella che ci siamo fatti frequentando il Movimento Neocatecumenale, scelti dalla comunità in base a simpatie o parentele varie, quasi mai in base alla fede.

Dell’OBBEDIENZA VERA, che è quella alla Chiesa, al suo Magistero e al suo deposito di fede, molto diversa da quella che dovete tributare a noi, non ve ne dovete interessare.
I preti cattolici infatti, quando fanno direzione spirituale o organizzano appuntamenti parrocchiali, NON CHIEDONO MAI OBBEDIENZA A SE STESSI, ma lasciano LIBERI I FEDELI.
Sanno che esiste il libero arbitrio, dono prezioso di Dio ad ogni anima
, sanno che possono esistere legittimi motivi per non partecipare, sanno che forzare .

NOI CATECHISTI LAICI, INVECE, CHIEDIAMO TOTALE OBBEDIENZA SEMPRE, SU TUTTO, E NON LASCIAMO LIBERI I CATECUMENI, pena espulsione implicita o esplicita dalla comunità.

Stiamo attraversando [nel 2020] tempi difficili a causa della Pandemia (lettera maiuscola perché la consideriamo degna di nome proprio, come poi faremo col Diavolo) e non neghiamo che questa malattia ci preoccupa e ci appesantisce molto, ma non è quello il problema. Il vero problema è un altro: siamo MOLTO PIU’ PREOCCUPATI PER IL FATTO CHE ALCUNI NON STANNO ATTUANDO LE DISPOSIZIONI CHE NOI, LORO CATECHISTI, STIAMO INDICANDO.

I catecumeni fanno sciopero

Ciò che preoccupa maggiormente è che non si faccia come diciamo NOI.
DOVETE ATTUARE QUELLO CHE DICIAMO NOI  .

Il problema vero è che tra questi DISOBBEDIENTI ci sono anche CATECHISTI a loro volta, quelli che hanno delle responsabilità, cioè coloro che dovrebbero fungere da “maestri” di altri, e RESPONSABILI, che dovrebbero collaborare con noi "catechisti" per garantire che il cammino sia fatto secondo le regole e le disposizioni arrivate dall’alto.

Come potranno i CATECHISTI chiedere obbedienza, o come hanno potuto chiederla in passato, se sono i primi a DISOBBEDIRE ED A FREGARSENE dei frateli delle comunità e NON ATTUANO nostre disposizioni?
Che razza di "catechisti neocatecumenali" sono se non hanno a cuore la fede in Kiko dei propri cosiddetti "catecumeni", se ne disinteressano e sono loro per primi a disobbedirci? Come potremmo dichiarare che persone così parlano per bocca dello Spirito Santo? Come possiamo considerarli “maestri di fede” se basta un tempo di isolamento a farli disamorare e infiacchire? Come potranno i catecumeni, da ora in poi, dare loro credito?

Speriamo che l'intercessione di Maria Santissima aiuti tutti noi ad entrare con gioia nella Volontà di Dio perché, come ben sapete, noi sappiamo qual è la volontà di Dio PER VOI, non per nulla siamo i VOSTRI CATECHISTI: quelli che “dovrebbero” essere illuminati ma di cui molti con la pandemia hanno perso ogni zelo. 

La "volontà di Dio", secondo noi, è che voi RIMANIATE NEL MOVIMENTO NEOCATECUMENALE, per giunta CON GIOIA. Non possono esserci altre volontà.
Se la gioia non ce l’avete, fatevela venire perché qui da noi È NECESSARIA per dimostrare l’allegria cristiana.

Allegria neocatecumenale
GMG Panama

Prima di tutto vi incoraggiamo a credere al GRANDE MIRACOLO che IN TUTTI QUESTI ANNI il Signore Gesù Cristo ha fatto con ciascuno di noi.
Beh un miracolo è un accadimento, un fatto, accade in un certo momento, non dovrebbe DURARE ANNI.
Invece da NOI il Signore fa MIRACOLI CONTINUATIVI, che durano anni.

Quindi il “miracolo” accadde quando foste chiamati, poi è continuato “in tutti questi anni”.
Fu quando venimmo chiamati a far parte del Corpo Santo di Gesù, cioè la sua Chiesa, altrimenti detta sua Sposa, espressione che rappresenta molto meno il corpo come comunità. Perciò la usiamo di meno.
Fummo chiamati attraverso UN DONO: una comunità CONCRETA. La comunità parrocchiale invece è ASTRATTA.

Ci sono anche quelli che questo DONO non l’hanno ricevuto, per esempio i cristiani della domenica, oppure l’hanno rifiutato.

Non ponetevi la domanda, voi già battezzati, se facevate parte della Chiesa anche da prima, attraverso il sacramento del Battesimo. La risposta richiederebbe uso dell’intelligenza e della ragione, e voi sapete che la “ragione va circoncisa”, non ne va fatto uso.
Se noi vi diciamo che la vostra entrata nella Chiesa risale alla chiamata che il Signore vi fece quando entraste in comunità e non ai tempi del vostro Battesimo, dovete crederci e basta.

Noi diciamo che la comunità è Santa come impropria estensione al fatto che LA CHIESA È SANTA e, finché ci tengono nella Chiesa, possiamo approfittare per dichiarare santa anche la comunità, per indebita estensione. Che è santa ce lo diciamo da noi stessi. NOI, che possiamo ragionare, ragioniamo così, per estensione.

I catechisti, cioè NOI, ti abbiamo fatto delle promesse. NON HA PROMESSO IL SIGNORE, ABBIAMO PROMESSO NOI.
Ma siccome noi, catechisti alla stessa stregua di quei catechisti disobbedienti e infiacchiti che non presenziano alle nostre celebrazioni, siamo comunque per definizione “inviati dallo spirito santo”, le promesse che facciamo noi è come se le avesse fatte il Signore.
Il difficile è distinguere tra catechisti convinti e catechisti disubbidienti. Meglio quindi obbedire a tutti, anche a quelli tiepidi e svogliati. Chi obbedisce non sbaglia mai, si dice in riferimento alla Chiesa, che RAPPRESENTIAMO NOI.

Diciamo questo perché [ad agosto 2020] sono passati 5 mesi da quando questa piaga globale ci ha circondato… ma FORSE PER ALCUNI È STATA LA SCUSA PERFETTA PER SVINCOLARSI DALLA PROPRIA COMUNITÀ.

Sono bastati solo 5 mesi per desiderare di accampare scuse e svincolarsi, proprio come quando le cose si fanno controvoglia, tipo i ragazzini che accampano scuse per non andare a scuola e manipolano il termometro per far credere di avere la febbre…

Questi “alcuni”, COMPRESI CATECHISTI E RESPONSABILI come dicevamo prima, aspettavano la SCUSA PERFETTA PER SVINCOLARSI DALLA COMUNITÀ

Forse non ci stavano bene? Forse non ci andavano volentieri? Forse non credevano più tanto a quello che NOI CATECHISTI MAGGIORI predicavamo? Forse erano iniziati i sani dubbi? Forse sentivano il peso dei 613 precetti della Torah?

NESSUNO, CHE AMI QUELLO CHE FA, ASPETTA SCUSE PERFETTE PER DIVINCOLARSI. 

Allora serpeggiava già un baco? Non era uscito finché non è arrivato il lockdown e la fine della SOCIALITA’, UNICO MOTIVO DI AGGREGAZIONE?

A noi non preoccupa tanto il coronavirus, nemmeno vi abbiamo chiesto come state e nemmeno l’hanno fatto i vostri catechisti disobbedienti ed infiacchiti: a noi preoccupa il lockdown, che non ci permette di portare avanti i 613 precetti della Torah Kikiana, che non ci fa godere dei bellissimi viaggi, dei bellissimi alberghi, delle mangerecce e continue agapi, dei “nostri” raduni e sinfonie, con i quali vi tenevamo accalappiati…
Il lockdown ci ha ostacolati NON nella fede, perché quella si può alimentare anche da casa propria, ma nella nostra SOCIALITÀ, che è evidentemente quello che ha attratto molti di voi, che accampate “scuse perfette” appena la SOCIALITÀ VIENE MENO.

Il Signore permette le cose per il bene di chi lo ama, e quindi forse avete scoperto in QUESTO TEMPO DI DESERTO, permesso dal Signore, che nel vostro cuore non c'è amore a Dio, e di conseguenza non c'è amore a tuo fratello e al tuo prossimo. 

Gesù PREGAVA nel deserto

Dobbiamo dire questo perché, qualora utilizzaste la ragione e scopriste che si sta meglio senza tutti i sovraccarichi della comunità, gli esborsi delle decime e gli strilli canori, nonché le tediose e lunghissime catechesi sempre uguali, vi dobbiamo manipolare e convincere che SIETE STATI NEL DESERTO e che NEL VOSTRO CUORE NON C’È AMORE A DIO NÉ AI FRATELLI.

Lasciatevi GIUDICARE DA NOI, che abbiamo il permesso per giudicare.

Giudicando intanto manipoliamo le vostre menti e vi induciamo a pensare e credere cose che potrebbero non essere vere, non per nulla noi siamo i catechisti, gli “illuminati permanentemente dallo spirito santo”.

Magari vi siete collegati col Vaticano, con la vostra parrocchia, avete pregato per conto vostro il rosario o altro, ma questo non vi conta niente: SICCOME NON VI SIETE COLLEGATI VIA ZOOM CON LA COMUNITÀ, VOI SIETE NEL DESERTO E NON AMATE DIO NÉ I FRATELLI.

Da cosa si vede? Che state facendo MALE le preghiere che la Chiesa, cioè NOI, vi ha consegnato.

Ve le abbiamo consegnate NOI e magari, se avevate ricevuto i sacramenti, ve le avevano consegnate anche altri prima di noi, ma quelle non contavano. Contano quelle che vi abbiamo consegnato nel Movimento Neocatecumenale.

LA COSA MOLTO PIÙ GRAVE, non è che tu possa aver pregato per conto tuo o ti sia collegato con altre iniziative, ma che TU TI SIA SEDUTO NON UNENDOTI ALLA TUA COMUNITÀ VIA ZOOM.

Il resto non conta, non è “roba nostra” e che tu possa scansare la “roba nostra” per collegarti con altri o pregare da solo è cosa MOLTO GRAVE, LA PIÙ GRAVE DI TUTTE perché, nel nostro gergo, significa che TI SEI SEDUTO E STAI NEL DESERTO. È GRAVISSIMO.

Noi non c’eravamo in casa tua a vedere se pregavi o ti collegavi con altri, ma il GIUDIZIO LO FACCIAMO UGUALMENTE.
NOI POSSIAMO, PERÒ LO CHIAMIAMO DISCERNIMENTO.

GIUDICHIAMO inoltre che ti sei disinteressato dei fratelli: non possiamo saperlo con certezza perché il responsabile-delatore non abita a casa tua e in questo caso non può sapere, e quindi riferirci, se ti sei sentito coi fratelli. Lo pensiamo noi, perché noi di te pensiamo sempre MALE.

E’ successo che se ti sei connesso con i nostri appuntamenti, non ti sei mostrato (quindi era una finta connessione come succedeva prima, quando facevi finta di obbedire e poi agivi diversamente), oppure eri addirittura in pigiama, sdraiato in poltrona o nel letto: ti devi addobbare a festa quando stai in casa tua per presentarti ai nostri collegamenti. Il collegamento È SACRO.

Da tutto ciò GIUDICHIAMO che non ti interessa trasmettere la fede ai figli, perché la fede si trasmette solo nel modo che diciamo noi, tu non puoi pensare o agire da solo.

GIUDICHIAMO ANCHE CHE I FIGLI TI DISTURBANO.
Come facciamo a saperlo? Perché disturbano anche noi: per questo usciamo tutte le sere (in tempo di non pandemia) e li lasciamo in continuazione con le baby sitters: fare il catechista edifica, badare ai figli è un disturbo. Noi li facciamo soltanto, i figli, poi li scarichiamo ad altri, nonni o baby sitters. Per la causa e per nostra buona comodità.
Magari hai figli ultra ventenni, che vanno all’università, ma non desideri trasmettere loro la fede perché A TORTO, li reputi già grandi.

Inoltre, quelli che potrebbero andare alle Eucarestie (neocatecumenali) di persona, preferiscono collegarsi con un mondo immaginario: il Michigan dell’Uganda.
Come mai questa preferenza?

GIUDICHIAMO che a te non importa nulla, che ti siedi (non cammini) e non sai che se non ti colleghi alla comunità via Zoom è il Signore che ti sta mostrando il TUO EGOISMO e la TUA APATIA verso le cose di comunità, che noi chiamiamo sante. 

GIUDICHIAMO che sperperi come il figliol prodigo, mentre magari hai assistito tutti i giorni alla Messa e hai pregato molto, cosa che il figliol prodigo non fece.

Ora, in questo lockdown [nel 2020], il Signore si mette a fare sul serio con te: vuole salvarti dal tuo OSCURO EGOISMO e dalla TUA SCHIAVITÙ DI VIVERE PER TE STESSO, che noi abbiamo già GIUDICATO su di te, anche se in realtà non possiamo sapere come stai vivendo.

Viene a scomodarti tramite il Movimento Neocatecumenale e tutto quello che permette è per il tuo bene: anche se lasci la comunità è per il tuo bene. Se TUTTO è per il nostro bene, quindi, potrebbe essere nostro bene anche lasciare la comunità. Ma noi non intendiamo affatto questo.

Non permettere al Diavolo, padre delle bugie, di interpretare ciò che stai vivendo come una punizione o una sofferenza senza senso, e di farti credere che questa è la prova che Dio non ti ama.
Scriviamo Diavolo con la maiuscola, dopotutto si merita l’onore della "maiuscola reverenziale", che è utilizzata ancora di frequente per i pronomi e aggettivi possessivi che si riferiscono a Dio, a persone o cose sacre, a persona di riguardo. 

Tu, che [in questo 2020] vivi la pandemia GLOBALE come tutti nel mondo, interpreti che questa sia PER TE una punizione o una sofferenza senza senso, anche se non si capisce perché ti dovresti considerare diverso da tutti gli altri che patiscono la tua stessa sorte e i tuoi stessi pericoli: NOI TI DICIAMO CHE TU PENSI QUESTO e che questa è l’interpretazione del diavolo.

Magari invece non l’hai nemmeno pensato, perché sai che non è una cosa che è capitata solo a te ma a tutti: comunque noi ti interpretiamo questa interpretazione del diavolo e la attribuiamo a te.
Se questa pandemia [del 2020], che fa soffrire TUTTI, fosse la prova che Dio non ti ama, dovremmo dire che Dio non ama nessuno, perché TUTTI soffrono della stessa calamità.

GIUDICHIAMO che tu, anche se con sorte uguale a tutti, hai creduto che Dio non ama proprio te, chissà perché. E GIUDICHIAMO che il diavolo vuole ingannarti, perciò ti invitiamo a non giocarti la TUA ELEZIONE per chissà quale piatto di lenticchie. 

Non sappiamo quali siano queste lenticchie. Qualcuno ti ha offerto cose diverse dal Movimento Neocatecumenale? Perché le lenticchie furono offerte da Giacobbe ad Esaù.
Probabilmente non ti è stato offerto nulla, ma noi parliamo per slogan e qui ci sembrava che stesse bene.

Tu non sei chiamato, sei proprio eletto, te lo diciamo noi che queste cose di Dio le sappiamo. A NOI Dio comunica chi è eletto e chi no.

Quindi, ricomincia a preparare i temi che I TUOI CATECHISTI TI HANNO DATO. OBBEDISCI AI TUOI CATECHISTI LAICI, ANCHE A QUELLI CHE SONO DISOBBEDIENTI LORO PER PRIMI E CHE SE NE FREGANO DI TE, come abbiamo avuto modo di evidenziare all’inizio quando tra i fannulloni disinteressati annoveravamo anche “CATECHISTI ILLUMINATI DALLO SPIRITO SANTO”.

OBBEDISCI AI CATECHISTI, ora che non ti interessa di fare bella figura perché non sei davanti a loro di persona: fallo perché preparando i temi ricevi una Parola.
La potresti ricevere anche in parrocchia da un buon sacerdote, ma NOI quella te la vietiamo.

Se possibile, ma non è detto perché i sacerdoti sono pochi, compresi quelli neocatecumenali, cercate un prete neocatecumenale che vi possa celebrare l’Eucarestia neocatecumenale, così che possiate fare le cose che facciamo noi neocatecumenali: monizioni e risonanze (anche se la Chiesa ci ha detto che devono essere brevi e solo in casi particolari), i NOSTRI canti, nel NOSTRO modo comunitario, come voi avete sempre visto fare a NOI, che facciamo scuola e dai quali dovete prendere l’esempio. 

Se non potete farlo il sabato sera, saltate assolutamente la Messa parrocchiale dei cristiani della domenica mattina e fate la “NOSTRA” la domenica pomeriggio.
Se non potete nemmeno domenica pomeriggio vi invitiamo alle NOSTRE EUCARESTIE alle 19,00 ogni sabato. Solo alle NOSTRE.

PER FAVORE NON UNITEVI AD ALTRI PER CELEBRARE L’EUCARESTIA.
Per “altri” si intende la parrocchia o comunità diverse dalla vostra. Solo con la vostra comunità o con NOI CATECHISTI.

Non unitevi a nessuno nemmeno per fare Lodi o Vespri: se siete soli o vedovi li dovete fare INDIVIDUALMENTE.
Col coniuge, se sposati.

Chi ci rimette in tutto questo sono le persone sole o i vedovi: non devono unirsi a nessuno per pregare, devono farlo in solitudine, aggiungendo questa solitudine a tutto il resto. Tanto a noi che ce ne importa: i soli o i vedovi servono per i servizi: i soli per aiutare le missioni, i vedovi per l’accoglienza. Non essendo possibile in questo tempo né l’una né l’altra, dei soli o dei vedovi non ce ne facciamo nulla.
Che preghino da soli, senza unirsi a nessuno.

Ve lo diciamo noi, che siamo i VOSTRI CATECHISTI. NESSUN ALTRO LO È, specialmente chi non appartiene al NOSTRO MOVIMENTO, per esempio i sacerdoti non neocatecumenali.
Non essendo VOSTRI CATECHISTI, non li dovete ascoltare. Dovete ascoltare SOLO NOI, nessun altro.

Il Signore, NEL SUO AMORE, TI HA DATO NOI. NOI SIAMO L’ESPRESSIONE DELL’AMORE DI DIO PER TE. Non fare caso se siamo stati eletti dalla comunità, non di certo in base alla fede, ma in base a parentele, amicizie e simpatie, dove il Signore non c’entra nulla. Oppure perché parlavamo bene davanti e razzolavamo male dietro (caso diffusissimo).

SE NON AMI NOI, FRATELLO, È SEGNO CHE TI DEVI CONVERTIRE, PERCHÉ DISPREZZI I CATECHISTI CHE DIO TI DÀ.
Noi lo diamo per scontato e su questo non si discute.

QUINDI, NON CI DISPREZZARE: CHI DISPREZZA I SUOI CATECHISTI LAICI, VOTATI DALLA COMUNITÀ IN BASE A SIMPATIE, AMICIZIE E PARENTELE, SPUTA NEL PIATTO IN CUI MANGIA ED È SEGNO DI MANCATA CONVERSIONE.

IL CONVERTITO AL CRISTIANESIMO GUARDA A DIO, IL CONVERTITO AL KIKIANESIMO GUARDA A NOI CATECHISTI, ESPRESSIONI-CLONE DEL DIO KIKO.

A volte ci chiamano per dirci che non sanno cosa fare poiché i loro catechisti non li hanno informati.
Non chiedetevi perché i catechisti non li hanno informati su cosa fare: rientrano sempre tra quelli tiepidi e disubbidienti ai quali ci riferivamo sopra, che non fanno quello che NOI diciamo.
Se ve lo chiedeste, la risposta vi allontanerebbe dal Movimento: chi vorrebbe “catechisti illuminati da Dio” che si disinteressano dei "catecumeni" e se ne fregano di partecipare alle riunioni online della comunità su Zoom, un po’ come ha fatto Kiko dall’inizio della pandemia [siamo nel 2020] non facendosi mai vedere, pandemia che noi stessi abbiamo detto essere iniziata ormai 5 mesi fa?

Per questo, sperando che stavolta ci obbediate, perché altrimenti perdiamo la presa su di voi, vi carichiamo di impegni.

Ti vogliamo riacchiappare...

Il sabato pomeriggio vi invitiamo ad unirvi alla celebrazione della parola CON LA VOSTRA COMUNITÀ, NON CON ALTRI. Ci deve essere un gruppo di fratelli che preparano la parola (via Zoom) e ci devono essere le solite monizioni, i canti, le risonanze, in un collegamento a distanza alquanto ridicolo quanto triste.

La cosa vi impegnerà circa due orette. Se siete pochi come ultimamente succede, anche meno.

Per cui, visto che per i neocatecumenali il sabato è il “giorno del Signore” come per gli ebrei, appena finito scollegatevi dalla celebrazione della Parola ed immediatamente collegatevi con l’Eucarestia delle 19,00. Se trovate un presbitero neocatecumenale, fatelo con la vostra comunità, altrimenti con NOI. NON CON ALTRI.

Riprendete via zoom la CONVIVENZA MENSILE: Lodi al mattino (stavolta i soli e i vedovi si possono collegare), scollegamento per pranzo e ricollegamento per due ore nel pomeriggio, così fate il giro d’esperienze telematico.

Riprendete le SCRUTATIO DEI GIOVANI, che hanno bisogno di essere incoraggiati e nutriti.
Ma non da persone o preti qualsiasi, bensì dai PROPRI CATECHISTI che, chissà perché, forse per svogliatezza e demotivazione, le avevano interrotte.

Vi sembra tanto celebrare la Parola di sabato pomeriggio, prepararla a turni, di seguito celebrare l’Eucarestia rigorosamente neocatecumenale, fare la convivenza mensile e la Scrutatio dei giovani, il tutto via Zoom?
Ma come, fino a inizio 2020 quando non c’era ancora la pandemia facevamo ben altro, ci divertivamo un sacco!
Viaggi, 100 piazze, sinfonie, raduni, pellegrinaggi con parola al caso per la vita, annunci vari, chiamate vocazionali a desta e a manca, fine cammino in Terra Santa, Matrimonio spirituale in Terra Santa, alberghi di lusso, King David a Gerusalemme, missioni a 2 a 2… ci davamo un gran daffare. Bei tempi!
La SOCIALITÀ era al massimo.

Ora, senza la SOCIALITÀ, NON VI INTERESSA PIÙ NULLA?
ALLORA ERA QUELLA CHE VI TENEVA UNITI!
ALTRO CHE FEDE E SIGNORE, SIGNORE…

Siccome voi non potete decidere nulla col vostro libero arbitrio, sia il Signore a concedervi di OBBEDIRE A NOI CATECHISTI, AUTORI DI QUESTE “POVERE” RIGHE ESIGENTI, MINACCIOSE E GIUDICATORIE.

NOI pensiamo infatti che IL SIGNORE abbia interesse a far sì che VOI obbediate a semplicissimi CATECHISTI LAICI, ripetitori della dottrina di Kiko ed inquisitori senza titolo delle vostre coscienze.

Ma ricordate, quello che vi abbiamo detto vale solo per la zona di San Carlos, di cui NOI SIAMO CATECHISTI.
Esiste infatti un PERICOLO: che vi CONFRONTIATE E CAPIATE COSE CHE NON VI RIGUARDANO.
Lo diciamo perché magari altrove fanno diversamente, sono seduti, o troppo avanti per voi. 

Da noi non è come nella Chiesa, dove le cose sante riguardano tutti allo stesso modo.
Da noi c’è l’”arcano” e i pivellini non si possono mischiare con gli Eletti.”

Slogan conclusivo: LA PACE

(Mai nessuno a cui sia fregato veramente che la PACE arrivasse su quel “fratello”. E’ un modo di dire. Utilizzare l’ebraico Shalom doveva sembrare troppo azzardato, sennò l’avrebbero adottato, come hanno fatto per la massonica menorah ebraica e molto altro)


Come si è potuto notare, la Chiesa è stata rammentata solo in funzione del Movimento Neocatecumenale, MAI come corpo UNITO dei figli di Dio. L'UNITÀ VALE SOLO ALL'INTERNO DEL LORO MOVIMENTO (qualora ci fosse).
Quando parlano di Chiesa, intendono la CHIESA GERARCHICA, perché il "popolo" sono solo loro ed il loro Movimento. 
Tutto il resto è da catechizzare da LORO, VERO POPOLO DI DIO CON LA FEDE ADULTA, che dipende direttamente dalla CHIESA GERARCHICA.

lunedì 27 febbraio 2023

Annuncio di Quaresima 2023

Inizia la Quaresima e, mentre i fedeli cattolici normali si recano in parrocchia ad ascoltare il parroco che spiega il valore purificatorio di digiuno, preghiera ed elemosina, la Chiesa Autocefala Neocatecumenale riunisce a parte, nelle sue proprie strutture, il suo sacro concistoro, per ricevere la sacra parola del suo Neonapoleone Autoincoronato Kiko Argüello, il quale, dal canto suo, irradia coi suoi sacri lumi il valore spirituale di questo tempo liturgico e, già che c'è, pure gli IBAN per le cospicue offerte in denaro attese dai fratelli della base.

Leggiamo quindi il mamotretino stagionale dell'annuncio di Quaresima. Stavolta, o i ghostwriters del Cammino sono riusciti a ricalcare il Kiko dei vecchi tempi, cari lettori, oppure gli è proprio scappato di mano e parla a ruota libera, tronfio, mitomane ed autoreferenziale come siamo abituati a leggere nei vecchi mamotreti. I pochi elementi cattolici posticci non riescono a coprire eresie e sfondoni. E tanto meglio così, perché quando Kiko parla a ruota libera si vede bene a cosa vada incontro chi si avvicini al Cammino per la prima volta, proprio mentre nelle parrocchie si tengono le Catechesi Iniziali del Cammino Neocatecumenale.


Cominciamo bene, a pagina 3, con la notizia che la santadecategoriasuperiore si sta stufando di fare miracoli:

"Molti di voi siete stati a Madrid, all’apertura della causa di Beatificazione di Carmen. Penso che siate stati contenti. Tutti abbiamo vissuto un giorno di grazia, di grande comunione, di gioia: per potere vivere insieme questo momento così importante per noi, e per tutto il Cammino. Adesso già possiamo chiamare Carmen: “Serva di Dio”. E speriamo nel suo aiuto. Ci ha detto Charly, il postulatore della Causa, che dopo quel giorno è diminuito il numero di grazie ricevute; e dovrebbe essere tutto al contrario! Adesso dobbiamo notificare di più tutti i favori ricevuti per sua intercessione, perché questo può accelerare il processo."

Sarà un messaggio cifrato per Puntini, che ultimamente ha riferito solo un miracolo di Carmen ogni due post? Oppure, magari, la grazia vera - e già ottenuta - consiste nel fatto che, tramite questa diminuzione di miracoli, il Signore ci fa capire che la Serva Padrona sta chiedendo intercessioni e preghiere per sé, invece di dover aiutare gli altri, magari? Vedremo se il senso di pìetas dei neocatecumenali saprà superare l'ironia della sorte toccata alla fondatrice del Cammino, la quale, avendo disprezzato i Santi in vita venne proclamata santa a sua volta dopo morta, così che nessuno pregò per lei, né chiese Sante Messe per la sua anima.

Segue l'elogio funebre del Cardinale Pell e di Papa Benedetto XVI, a cui Kiko aveva augurato la morte per sottrarre il suo Cammino alle ben meritate correzioni. Subito dopo, e questo lo precisiamo per chi vive in zona sismica - e siamo tanti: non leggete a pagina 3, laddove Kiko dice, parlando del terremoto in Turchia: 
"Ad Antiochia ci sono tre comunità. La situazione è drammatica. La parrocchia cattolica è rimasta in piedi ma c’è 1 sorella morta sotto le macerie. Preghiamo per loro e per tante persone morte. Facciamo un applauso per loro."
Come successo per l'Ucraina, il "focus" è sempre e solo sul Cammino, cui appartiene la povera sorella deceduta sotto le macerie. L'applauso alle vittime è l'ennesimo rumore inutile sulle disgrazie altrui (che ben si coniuga col girotondo e il battimani ai funerali), da parte di questo grandissimo cafone della mente, del corpo e dello spirito.


Kiko conferma poi che il Cammino non dura affatto 7 anni come aveva promesso al Papa per ottenere l' "approvazione". Se i neocatecumenali usano questa bugia nelle salette, ebbene: è una bugia:

"Molti si scandalizzano di quanto lungo è il cammino, ma un albero quanto più ha radici profonde tanto più alto e forte cresce! Noi mettiamo radici, forti radici."

E anche: 

"E speriamo che i nostri preti non cadano nella trappola della religiosità naturale che è una trappola che può venire dal demonio."

Dunque Kiko spera che i "nostri preti" cioè i presbiteri del Cammino, il settore considerato più debole e incline a vizi e peccati, non cadano nella trappola della religiosità  naturale, che sappiamo essere, per Kiko, la santa devozione cattolica, che inevitabilmente li allontanerebbe dai loro compiti di "distributori di sacramenti" a loro assegnati nell'ambito delle comunità.

Il guru ci conferma anche che il Cammino non finisce in parrocchia come promesso inizialmente al Papa (cfr. mamotreto delle catechesi iniziali) per ottenere l' "approvazione". Soprattutto se questa parrocchia è fatta di gente a modo, che ha studiato un minimo di Catechismo e quindi non crede ad una sillaba dei discorsi di questo imbroglione:

"Dove finisce il cammino? In una parrocchia bene con gente borghese? No, fratelli! Evangelizzando per tutto il mondo, sicuro!"

Con i "borghesi", altrimenti detti "cattolici della domenica", non si vuole contaminare. A meno che non si mettano in fila con gli altri per autoaccusarsi ed umiliarsi pubblicamente in comunità. Ed ecco il solito ritornello:

"È necessario fare dei cristiani, preparare cristiani autentici con delle radici, con delle crisi, con problemi, con sofferenze, e questo richiede molto tempo. Una fede che  non sia basata soltanto sul sentimento, ma che sia basata sulla storia, sulla risposta a Dio  nella storia e sul combattimento...Essere sufficientemente umile per essere paziente con me stesso, con i miei difetti, ecc., non è facile!"

Forse che Kiko vuole insegnare la pazienza cristiana indispensabile nelle inevitabili difficoltà della vita? Purtroppo sappiamo bene che no. Quando il guru accosta le parole "autenticità" e "sofferenza" vuole intendere che, finché i fratelli non ammettono pubblicamente che la loro esistenza prima del Cammino era fango e che, grazie al Cammino, hanno capito di essere stati ciechi, non saranno graditi al sistema. Chi non è passato per il Cammino può ugualmente rendersi conto di questo fatto, leggendo i dialoghi di scrutini nel mamotreto del secondo passaggio.

Ovviamente questa implicazione vale anche al contrario: se vai a dire ad uno di questi catechisti fanatici che tutto sommato sei tranquillo e confidi nel Signore, se il catechista è particolarmente kikizzato rischi di trovarti un avvoltoio che aspetta solo una tua caduta, per poter esultare con un: "e lo sapevo!". Per convalidare le persone, Kiko vuole prima vederle sbriciolate e poi rincollate a modo suo, durante un tempo molto lungo.


Ricordiamo anche che la tesi che per essere cristiani occorra fare un simile corso di laurea, l'ha sostenuta pubblicamente anche don Pezzi in una recente intervista. Ma la Chiesa allora che battezza i bambini appena nati, con la fede vicaria dei genitori e dei padrini, e che forma sacerdoti in pochi anni di Seminario, ha sempre sbagliato tutto? Ci vogliono trent'anni per formare un cristiano autentico, con l'ausilio dei testi sgrammaticati di Kiko e la costante protestantizzazione della dottrina e mistificazione dei Sacramenti?

Notiamo poi che per il guru spagnolo il combattimento  non è  finalizzato al perfezionamento di sé, per amore di Dio e del prossimo, ma ad essere pazienti con se stessi e con i propri peccati, come ricordato nel suo "Inno allo Spirito  Santo" fatto cantare alle comunità a Pentecoste.

Ma in tutto questo, non sia mai che Kiko dia il buon esempio in ciò che raccomanda: dopo aver recitato la parte del profeta tormentato in un quartiere malmesso di Madrid, negli anni '60 si è insediato a Roma in una zona borghese della domenica, dal quale non si è mai più allontanato molto, neppure dopo averlo "evangelizzato". È invece rimasto a crogiolarsi nello stesso piatto su cui ora sputa pubblicamente e non è mai tornato a vivere da baraccato sofferente tra i baraccati sofferenti. 

In definitiva, quel primo maldestro ruolo del santone delle favele si conferma per quello che fu: un virtuosismo da sfoggiare con enfasi, perché questo tipo di sensazionalismo colpisce le emozioni dei figli del benessere. E si sa, dei ricchi, meglio se milionari, a Kiko piace sicuramente una cosa: i loro soldi.

Segue uno sproloquio sul combattimento spirituale, ma per capire dove vada a parare saltiamo subito alle conclusioni cioè, a pagina 21

"Ascension: [...] Dobbiamo fare una colletta perché siamo in difficoltà. All’inizio della Quaresima farete una colletta per comunità per aiutare l’evangelizzazione.

Kiko:
Una colletta! Siate generosi, coraggio! La vita è un passaggio."

Ed ecco, subito dopo, un paginone pieno di IBAN vari, della fondazione "Famiglia di Nazareth" per l' evangelizzazione (leggi: neocatecumenalizzazione), con l'esortazione a non inviare raccomandate o vaglia postali. 


Annuncio di Quaresima, Roma - Seminario Redemptoris Mater, 8 Febbraio 2023
Primissime parole di Kiko: Buonasera a tutti. Complimenti al pittore del retablo, l'ha fatto molto bene! Preghiamo: Ti rendiamo grazie Signore...

Ma come vengono spinti verso gli IBAN i fratelli neocatecumenali? Torniamo allo sproloquio kikiano sul combattimento spirituale, una mini catechesi sui vizi capitali, copiata (non sappiamo quanto fedelmente) da Isaia Di Scete, padre del deserto del V secolo. Apprezziamo il fatto non scontato che Kiko abbia dato un riferimento da poter controllare. 

Senza grande sorpresa, notiamo che la parte sull'avarizia è di quattro volte più lunga di quelle relative agli altri vizi. Come al solito, il guru mette in chiaro che se qualcuno non sgancia il dinèro al Kiko, sta dimostrando che odia Dio:

"RAMI DELL’AVARIZIA, dell’affanno di denaro, dell’amore al denaro: non credere che Dio ha cura di te.

Anzi, l’avaro è tale perché ha disprezzato le promesse, ha disprezzato le promesse di Dio. Dio ha detto: “Perché vi angustiate per la vostra vita, cosa mangerete, cosa indosserete?”. Bene, l’avaro non ha ascoltato questo, l’ha disprezzato, ha avuto disprezzo per questa Parola, l’ha considerata spazzatura. Ha detto: “Questa Parola è stupida”. E Dio deve contenere gli angeli custodi che aiutano l’uomo perché non lo aiutino, perché nella sua libertà l’uomo non veda l’agire divino; o deve dire agli angeli: “Fatelo di nascosto, perché lui disprezza la mia opera”, per questo accumula, lavora. Dio non c'è!

Un altro ramo dell’avarizia è la vanagloria: l’avaro è un vanaglorioso, ama molto il comfort, lo stare bene, desidera la gloria mondana. L’avaro è implacabile, ha un cuore duro.

Altra ramificazione dell’avarizia: carenza di coscienza; l’avarizia ha distrutto l’anima, gli manca la compassione. L’avarizia gli ha indurito il cuore, ha durezza dentro e non crede nel giudizio divino, non crede che c’è un Dio che lo castigherà. Crede nel denaro!"

Citando Isaia di Scete, Kiko legge che il giogo soave di Cristo, in grado di affrancare il credente dall' oppressione dei peccati, porta a:

"la purezza, l’assenza di collera, la temperanza, la bontà, la dolcezza, l’allegria di spirito, la temperanza."

Esattamente al contrario dei comportamenti apprezzati nei catechisti neocatecumenali, protervi, collerici, incontinenti, lugubri e spesso rancorosi, mai sorridenti, mai accondiscendenti: esattamente  come i loro "esempi spirituali", i loro iniziatori.

A pagina 9 parte il ritornello condensato della solita catechesi camminocentrica e ultraconfusionaria in linguaggio tipico, che ben conosciamo dai mamotreti: abbracciare la Croce, vendere i beni, Nostro Signore Gesù Cristo subisce uno scrutinio (la riedizione kikerètika delle 3 tentazioni di Nostro Signore nel deserto), vendere i beni, la suocera bisbetica, il quinto figlio che arriva e non lo volevi, vendere i beni, l'astenersi dal giudicare il prossimo qualunque cosa faccia, la cognata ammalata, vendere i beni, la sottomissione al nemico, la tentazione del pane, lasciarsi massacrare sul lavoro senza reagire e vendere i beni, la tentazione della mormorazione contro chi ci fa del male, e tutto il menù dei concetti kiki.

Ad eccezione del fatto che, quando la contrarietà o, peggio, lo scandalo travolge qualcuno dei loro notabili, allora sì che scattano denunce, minacce, connivenze e trasferimenti, secondo il caso.

Chi non è entrato ancora in Cammino sappia cosa lo aspetta, perché chi ne è uscito non ne vuol più sapere.


Va nei dettagli il Kiko a pagina 11, sfumando i contorni dell'abuso sessuale su minore, che nella sua narrativa ambigua diventa un "chissà cosa", insinuando che si tratti non di pedofilia ma di vicende di mutuo consenso e colpa condivisa. Osiamo troppo? No di certo, perché questa narrativa, in perfetto stile neocatecumenale, è da lungi collaudata, come già visto in altri casi (leggi anche qui e qui). Si tratta dell'egualitarismo delle colpe e capitalismo delle immunità:
"E che significa salire sulla croce? Per esempio, adesso arrivi a casa e ti chiama la polizia dicendo che ha trovato tua figlia non so dove con un tizio, e non so che ha fatto. Uh! Ti hanno dato una botta nello stomaco, vero? Mamma mia! “Mia figlia... Che succede? Mia figlia!”. 
Bene, tu sali sulla croce e andando in macchina al commissariato per questo evento così brutale, così difficile, tu tranquillo: sali sulla croce con Cristo, aspetta tutto il peggio con Cristo, non scendere! È facile? Speriamo di sì. La croce viene sempre a cercarti: forse è molto tempo che non preghi e grazie a quel fatto hai cominciato a pregare. Salire sulla croce significa accettare totalmente la tua realtà storica, quello che ti uccide, che ti distrugge: accettarlo come proveniente da Dio. 
Non opporre resistenza al male è il cuore del Vangelo. Non opporre resistenza al malvagio o al male. Entra nella croce confidando in Dio, sapendo che Dio è causa prima e che niente di male ti può succedere; se Dio lo permette per te, sarà buono per te!"
Naturalmente Kiko fa come sempre un gran pasticcio, confondendo l'episodio della figlia finita in non si sa quale guaio ed il martirio cristiano fino al sangue per testimoniare la fede. Inoltre, la raccomandazione a rimanere del tutto atarassici e come beoti di fronte ad eventi tragici, soprattutto riguardanti la famiglia e i figli, contribuisce a creare quelle personalità frigide ed insensibili che caratterizzano molti camminanti e a creare lancinanti ferite affettive nella prole..

Per non parlare di quando certi "fattacci" accadono all' interno del Cammino e le vittime vengono obbligate dai catechisti a chiedere perdono ai loro violentatori, mentre criminali sono protetti (vedi anche qui), premiati con ruoli di rilievo e avanzamenti di "carriera" nella gerarchia neocatecumenale.
 
A proposito di nemici, vogliamo dimenticare che Kiko è scappato davanti al SARS-CoV-2, lasciando in campo le comunità italiane con l'ordine di riunirsi, motivo per cui alcuni comuni sono stati chiusi per i loro raduni ed alcuni fratelli sono purtroppo deceduti? E come parla oggi Kiko del periodo pandemico? (a pagina 7):
"Perché basta un cambiamento sociologico - come adesso è successo con il Covid -, e la gente cambia tutto; e non solo la pandemia, perché dall’inizio del secolo, la partecipazione ai sacramenti è diminuita della metà nella maggioranza dei paesi europei."
Ma come si fa a fidarsi di lui quando le sue opere non collimano per niente con i discorsi suadenti (suadenti almeno in tentativo)? A proposito di belle parole, Kiko ha trovato (o gli hanno passato) e lo ripete ai suoi, l'aneddoto dell'anacoreta e del calzolaio (pag. 13):
"Un monaco si credeva santissimo (racconto di nuovo questo aneddoto) un angelo dice che c’è un altro superiore a lui. Incuriosito, va in Egitto per vederlo e trova che è un calzolaio che lavorava in una strada malfamata, terribile. Questo anacoreta dice al calzolaio: “Per tutta la vita ho cercato un’opera che fosse gradita a Dio, e credevo che per essere graditi a Dio bisognava lottare contro i vizi, contro i piaceri, con digiuni, ecc. Ma risulta che tu sei un laico e dicono che sei superiore a me. Allora io ho perso tanti anni! Qual è l’opera che tu fai, che vale più di tutte le mie?” “Beh, io lavoro”. “Anch’io lavoro!” “Vado a messa la domenica”. “Anche io vado a messa la domenica. Ma tu sei sposato, hai figli: che fai?” “Do’ la decima, osservo i digiuni e le astinenze di Quaresima”. “Ma tutto questo è normale”.

Mentre parlavano, arrivano dei ragazzacci che stanno giocando e uno comincia a bestemmiare come un turco contro la Madonna e contro Cristo, dicendo cose orribili, bestemmie spaventose. Dice il monaco: “Come puoi lavorare qui sentendo tutte queste barbarità? Cosa ti passa per la mente?”. E quello dice: “Ogni volta che sento una barbarità penso: Quello sicuramente va in paradiso e io non sono sicuro. Ogni volta che sento una bestemmia dico: Sì, adesso bestemmia ma sicuramente quello è migliore di me e va in paradiso”. E il monaco dice: “Questo mi supera”, perché con tutta la sua ascesi lui si credeva migliore di tutti; e quel calzolaio considerava che quelli della strada erano migliori di lui."


Una breve storia molto interessante ed edificante, che ben si coniuga con lo spirito di molte anime mistiche. Peccato per la consueta mancanza di referenze. Peccato che Kiko lo predichi ai fratelli nel solito discorso neocatecumenale del privarsi di ogni giudizio sugli altri e della non resistenza al maleLo riporta al suo uditorio per insegnare che:

"la fede adulta consiste nel considerare gli altri  superiori a te. Chi non si sente qui inferiore agli altri non conosce ancora la fede."
Peccato che, allora, nessun neocatecumenale sia adulto nella fede, in quanto convinto di essere nell'unico cammino di fede valido nell'ambito della Chiesa Cattolica. E questo riguarda Kiko più di tutti quanti i fratelli, in quanto il guru dichiara di non aver mai sbagliato e di essere sempre stato direttamente ispirato dallo Spirito Santo. Peccato anche che Kiko non abbia mai riconosciuto non solo superiori ma neppure eguali. Mai ha permesso a qualcuno di comporre canti o di dipingere per il Cammino. Mai ha permesso che la predicazione deviasse dai suoi mamotreti. La lista è lunga. Basti osservare che mai ha lasciato il suo ruolo di capo indiscusso a qualcuno più giovane.

Tuttavia, le opere del guru parlano (v. anche qui e qui) e sappiamo che molto gli manca per iniziare a dare il buon esempio. Insiste comunque a recitare la parte del buon predicatore:

"Non soltanto puoi accettare l’ingiuria, ma devi chiedere a Dio che qualcuno ti ingiuri, devi cercare di assomigliare a Cristo: unica gloria del cristiano è assomigliare a Cristo crocifisso. E a te non si può parlare a voce alta, né ingiuriare, né parlare male; tutti devono obbedirti... Come è possibile che siamo diventati nemici della croce di Cristo? E portiamo il nome di cristiani! È una gloria, una corona per il cristiano assomigliare a Cristo. Allora se nel lavoro ti viene un problema, non essere fesso: credi che quelli, ce l’hanno con te? No, è Dio! Se tuo marito ti ingiuria è Dio che lo permette per te, è Dio che viene a cercare frutto, che ti vuole aiutare."

Anche qui ci sarebbe molto, moltissimo da commentare; abbiamo preclari esempi di neocatecumenali del tutto assenti dal lavoro, che prendono giorni di malattia per partecipare alle convivenze, o giostrano con i permessi di maternità mettendo in grave difficoltà i colleghi e che poi concludono che le reazioni alterate altrui sono una "prova" mandata loro da Dio, di cui vantarsi!

Manca sempre, nei discorsi di Kiko e dei suoi cloni kikatechisti, il richiamo all'onestà, al retto comportamento prima di ogni altra cosa. Il problema sul lavoro o in famiglia creato da te, con il tuo comportamento, la tua freddezza, il tuo delirio religioso non è una croce o un martirio da attribuire a Dio, non è una prova per il tuo perfezionamento ma la conseguenza di tuoi precisi atteggiamenti.

Segue un richiamo a 1Corinzi 1, 28-29 : 28 Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; 29 perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna.

"Chi mangia e beve la Comunione senza discernere quello che mangia e beve, mangia la sua condanna. Noi mangiamo nell’Eucarestia Dio che si è fatto pane, pane che si spezza per noi. Tanto si è dato Dio all’uomo che si è fatto pane, si è fatto uomo, tanto che si è donato totalmente."

Peccato che proprio loro siano i primi a togliere sacralità e consapevolezza nell'animo dei comunicandi, svalutando l'importanza d'accostarsi alla Santa Comunione in grazia e confessati.


Una volta terminati gli applausi per Kiko, interviene Don Mario che, pur essendo Don, non rilascia catechesi ed anzi commenta, rivolto al suo laico profeta (pag. 15):

“Il tuo annuncio Kiko è stato un cibo sostanzioso che alimenta il nostro spirito: come un cioccolato caldo e spesso!”
Sic transeunt Munera Sacerdotis. Sappiamo come è fatto Don Mario, conosciamo il suo ruolo-modello di presbitero sottomesso del Cammino, eppure ciò non ci salva dal rimanere esterrefatti ogni volta che rompe il silenzio.

I brevi interventi di Don Mario e di Ascensión si concentrano nelle cinque pagine rimanenti dopo le tredici di Kiko. 

Da parte di Don Mario Pezzi, tra le altre cose, troverete la glorificazione della cerimonia di apertura della causa di beatificazione di Carmen e della memoria del Papa Benedetto XVI, a cui, come abbiamo già detto Kiko aveva augurato la morte, per poi rallegrarsi delle sue dimissioni. Kiko dixit, in spagnolo, nel video qui sotto:




Don  Mario Pezzi, nel suo intervento, ha cercato proprio a questo proposito di riscrivere la storia del Cammino, negando quanto dichiarato esplicitamente da Kiko nel 2017 a Portorico (hanno pure tolto il video da internet, ma sarà difficile per loro eliminare tutte le copie che gli utenti hanno già avuto modo di scaricare). Infatti si è premurato di dire: 
"Grazie all’appoggio di Papa Francesco, il Cammino è stato salvato quando alcuni settori hanno cercato di togliere l’Eucaristia in piccole Comunità" (in grassetto nel testo). 
Ora il Papa Benedetto XVI è diventato, nella fertile immaginazione dei capintesta del Cammino "alcuni settori della Chiesa ".

Questo tentativo di alterare la realtà, dichiarandosi uniti e obbedienti al temuto Papa Francesco (chiamato in quell'occasione da Kiko, quattro anni dopo la sua nomina, "cardinal Bergoglio") e a Papa Benedetto, è una risposta financo troppo diretta ed esplicita a quanto il nostro blog ha denunciato a suo tempo e ripreso in uno specifico articolo subito dopo la morte di Benedetto XVI

Altre affermazioni peregrine del presbitero dell'equipe internazionale riguardano il Concilio Vaticano II, cui tenta in tutti i modi di collegare Kiko e Carmen e il Cammino Neocatecumenale, a suo parere ispirato alle 4 Costituzioni  conciliari, al punto di dichiarare che la "restaurazione del Catecumenato  per tappe (attuato da Kiko e Carmen) fosse "auspicato dal Concilio Vaticano II". 

Nulla di più falso! Vero invece è che il Concilio Vaticano  II auspicò l'introduzione del catecumenato per gli adulti non battezzati, poi copiato, dilatato e sfigurato nell'attuale Cammino Neocatecumenale.
 
Un documento di ventitre pagine, zeppo delle solite eresie e sparate misticheggianti, autocelebrative e scandalose, soprattutto se confrontate con decenni di cattive azioni. Si sono voluti riunire da tutto il mondo per ascoltare Kiko ma meglio avrebbero fatto ad andare ciascuno nella sua parrocchia, nel raccoglimento.

La degna chiusura di questo mamotretino è quindi l'esortazione finale di Kiko, che ne riassume il senso più profondo:

"Una colletta! Siate generosi, coraggio! La vita è un passaggio."



Ringraziamo l'amico Chuck White di Guam, autore del blog "The Thoughful Catholic" per aver messo a disposizione il mamotreto. Trovate il PDF a questo link.

sabato 26 novembre 2022

Portfolio di miracoli di una santa de categoria superiore, da presentare alla commissione scrutinante, per l'ammissione alla santità de categoria superiore (VI)

Il giorno 4 dicembre prossimo è prevista l'apertura della fase diocesana (ripetiamo: fase diocesana) della causa di canonizzazione della co-fondatrice del Cammino Neocatecumenale, Carmen Hernández Barrera. In questo blog abbiamo più volte motivato le nostre obiezioni al tesseramentosubito in Cielo della cosiddetta Santadecategoriasuperiore. Leggi per esempio i seguenti articoli:

In realtà dovrebbe bastare il fatto che il guru Kiko, dopo aver ignorato (nel migliore dei casi) o ridicolizzato (più frequentemente) il culto dei Santi, ora che si fa ghiotta l'occasione di dare una lucidata al nome della sua creatura, Il Cammino Neocatecumenale, sono anni che va chiedendo, a tutti i fratelli camminanti e non, testimonianze di miracoli della sua defunta collega.

Signor Giudice, il mio cliente vorrebbe che
fosse data la parola ai testimoni della difesa!

Il vantato numero di miracoli della Santadecategoriasuperiore è diventato talmente enorme che persino sul nostro blog sono giunte numerose testimonianze di effetti speciali decategoriasuperiore, che pubblichiamo per due motivi:

1. Ma quali miracoli di quale Santacarmen!

2. I miracoli depositati nel blog dall'anonimo dei miracoli ci sembrano molto più onesti di quelli che Kiko vuole utilizzare per contrabbandare come santa un'anima che ha passato la vita a disprezzare i sacramenti, la dottrina, la liturgia, la vita dei fratelli e delle sorelle di comunità - e tutto ciò che le capitava a tiro, in generale.



Miracolo n. il più incenerito

Giorni fa un ladro è entrato nel centro UFO di Porto San Giorgio e ha rubato la prima icona, disegnata da Kiko nel 1964 ai primordi del Cammino, valutata da Vittorio Sgarbi 2.500.000 euro. Padre Mario ha detto che se il quadro fosse stato protetto da Verisure, come dice la recente pubblicità tv, non sarebbe successo niente, ma Kiko ha detto che c'è un sistema di allarme molto più efficace : Carmen. L'hanno subito implorata e lei, da Lassù, con uno schiocco di dita, ha mandato un fulmine al ladro, incenerendolo, e ha fatto recuperare il quadro che ora è al suo posto. Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, Carmensita ha operato in doppio, quindi merita un doppio premio : beatificasion e canosisasion. Procedamos".

Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un pacco con una fotocopia del quadro, che il Papa ha fatto mettere nella Pinatoteca Vaticana, pensando fosse l'originale, protetto da una teca a prova di bomba atomica costruita dalla Verisure, e un'assicurazione presso i LLoys di Londra di 4.000.000 di euro, più un cartello : "Ecco come un quadro può generare un santo".

Ultime notizie ci ragguagliano sul fatto che, per uno spiacevole disguido, nell'UFO di Porto San Giorgio al posto del primo quadro di Kiko hanno messo il ladro incenerito. L'artista iberico ha dichiarato che egli stesso non aveva saputo distinguere l'uno dall'altro, tanto simile era alle sue tele del primo periodo orror-cubista.


Miracolo n. quello più fertilizzante

Kiko ha letto sul Corriere della Sera che c'è la proposta di recuperare la cacca umana, come già si fa con quella degli animali, per ridurre l'inquinamento e utilizzarla come fertilizzante. Ogni uomo ne produce circa 450 g al giorno, moltiplicando per 7 miliardi quanti siamo, sono svariate tonnellate al giorno. Kiko ha invocato Carmen che, da lassù, con uno schiocco di dita ha modificato i canali dei wc del mondo, per cui la suddetta cacca va a finire in un apparecchio che la trasforma in un fertilizzante con ottima resa.

Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, esta notizia es mas fantastica, Se Carmensita riesce a rivalutar anque la mierda, es signo qui es sancta veramiente, perciò procedamos con la beatificasion". 

Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un pacco, contenente un manufatto preziosissimo in avorio a forma di cacca, del modico valore di 100.000 euro, fatto da un artigiano madrileno. Il Papa l'ha fatto mettere in una bacheca nei Musei Vaticani, con un cartello : "Anche la cacca, nel suo piccolo, è utile".

Kiko ha aggiunto, al già insigne regalo, un'opera di sua personale produzione datata 1961, cioè di due anni dopo la fatidica data in cui, appena ventenne, vinse il famoso concorso artistico per bambini, riconoscimento che lo rese il pittore più in voga del pianeta.


In seguito all'elogio vaticano della produzione artistica kikiana, quest'ultima è stata riprodotta in numerose copie, in ragione di 450 grammi al giorno per ciascun catechist-artista-collaboratore di Kiko. È anche possibile acquistarla al Kikoshop, al modico prezzo di 45 euro la scatoletta più una libera offerta obbligatoria, del 70%, per amor di causa.


Miracolo n. il più sindonologico

Quando Carmen è morta nel 2016, la salma è stata avvolta da un lenzuolo che poi è stato tolto quando la misero nella bara. Il giorno dopo il funerale, sul lenzuolo si notò che era rimasta impressa la sagoma del corpo di Carmen e si vedeva benissimo la faccia, che era quella di quando era giovane con lo sguardo rivolto in alto. E' stato fatto vedere al famoso prof. Pierluigi Baima Bollone, espertissimo di Sindone, e ha confermato l'autenticità del manufatto, analizzato con un sofisticato apparecchio ai raggi X quantici molli di ultimissima generazione.

Monumento funebre a Carmen raffigurata mentre, dall'aldilà, si sporge sul mondo terreno per abbracciare amorevolmente uno dei suoi neocatecumenali zucconi (cit.). Ma non lo troverete al kikoshop, dovete andare nei negozi di giardinaggio.
Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, que voler de plus come prova de sanctitad de Carmensita? Procedamos con la beatificasion". Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un plico con un articolo scaricato dal sito UAAR, Unione Atei Agnostici Razionalisti, che sosteneva che il lenzuolo fosse un falso come la Sindone, abilmente dipinto dallo stesso Kiko, che poi avrebbe pagato Bollone per dire che è vero. Vi era allegato un biglietto : "Ma lei, Sancto Padre, non crede a quei ateacci dello UAAR, vero? Cordialitad Kiko".


Miracolo n. quello di San Valentino

Oggi, 14 febbraio 2022, è il giorno di San Valentino, tradizionalmente festa degli innamorati di qualsiasi età. A causa della pandemia Covid che ha dato una mazzata all'economia mondiale, con perdita di lavoro, aumenti di bollette elettriche e quanto altro, un nutrito numero di fidanzati e sposi non hanno i soldi per fare una cena in questo fausto giorno. Kiko, preoccupato soprattutto per le coppie del Cammino che, a causa di pochi soldi, rischiano di non pagare neanche le decime, ha implorato Carmen, e lei, da Lassù, con uno schiocco di dita ha fatto comparire nei portafogli delle coppie dei camminanti e non camminanti un gruzzoletto di 500 euro, con il quale ogni coppia potrà passare la serata in allegria e serenità.

Più di un catechista della prima ora, di quelli che saranno catechisti anche nell'ultima e che prendono alla lettera ogni parola che esce dalla bocca del Kiko, ha avuto in seguito un po'di indigestione.

Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "bueno, hermano Cardenal, Carmensita vede e provvede. Siccome nosostros non avemos la dolce metà con cui festeggiare, potremo implorarla de fare comparire nelle casse dello Ior un pò di dinero, giusto per recuperare quello sperperado da quel canchero de Becciu con l'aquisto del palazzo de Londra, e per ricompensarla, la faremo sancta subito".


Dopo aver avvisato Semeraro e il Papa, Kiko ha preteso, dai fratelli neocatecumenali normali, la decima e la vendita dei beni sulle elargizioni sanvalentinesche di Carmen. Alleghiamo quindi foto della cena delle coppie neocat, al netto delle detrazioni kikiane.
Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre spedendogli un pacco di biglietti augurali di San Valentino del 1914, rarissimi e introvabili, del modico valore di 60.000 euro, con un biglietto : "Buen San Valentino, Sancto Padre, anche se nosostros non semos esposados. Cordialità Kiko".


Miracolo n. quello del metaverso

Kiko sta leggendo da tempo articoli sul metaverso, e non capendone una beneamata mazza, per evitare figure barbine, si è rivolto a Carmen, e lei da lassù gli ha spiegato che, inforcando degli occhiali speciali, si entra in una realtà virtuale. Kiko si è procurato questi occhiali e, inforcandoli, ha visto una realtà nella quale tutta la Chiesa era diventata neocatecumenale, a iniziare dal Papa, cardinali, vescovi, ecc... per cui i neocatecumenali, che erano solo un milione, sono diventati un miliardo, cioè l'intera cattolicità. 

Kiko ha immediatamente convocato i suoi ghostwriters per ordinar loro di lasciar perdere i mamotretini stagionali e di mettersi invece a programmare neoc.app, l'applicazione metaverse neocatecumenale che dona nuova vita alle comunità in crisi (cioè quasi tutte). L'applicazione va ormai a sostituire i suddetti mamotretini e permetterà ai fratelli di vivere ogni giorno nel mondo neocatecumenale ideale promesso da Kiko, senza autocostringersi ad un incredibile sforzo di fantasia per negare ogni evidenza contraria. In neoc.app metaverse la comunità litiga ancora di più e va avanti benissimo, la decima non prosciuga il conto in banca, anzi, ti porta il centuplo quaggiù il giorno dopo che l'hai versata, i canti di Kiko sono tutti bellissimi, le veglie fino alle 7 di mattina senza mangiare né bere non lasciano tramortiti, i lontani si avvicinano spontaneamente al Cammino invece di fuggire ancora più lontano, eccetera eccetera. Dal Kikoshop online si può scaricare un aggiornamento dell'applicazione per ogni promessa che esce dalla bocca del Kiko.
Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "eccelso, hermano Cardenal, con il metaverso tutta la cattolicità es nel Cammino, infatti mi è passato anche il dolore al ginocchio. Que dire? Solo una parola : beatificasion". 
Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un pacco con dentro un paio di occhiali da metaverso, con un biglietto : "que meraviglia que el mundo es todo neocatecumenal, Sancto Padre. Saludos Kiko".
 

Miracolo n. il più astronautico

E' morto Tito Stagno, il mitico cronista dello sbarco sulla Luna nel 1969. In quel periodo fecero una trasmissione in tv di 3 giorni, e quando il razzo, dopo il conto alla rovescia, stava per partire, rimase inchiodato a terra pur con i motori accesi. I tecnici della Nasa erano disperati per la figura barbina che stavano facendo con il mondo, essendo la trasmissione in mondovisione. Kiko e Carmen stavano guardando la tv e Carmen, con uno schiocco di dita, esortò Gennarini, il futuro responsabile del Cammino negli Usa, che era presente nello spiazzo dov'era il razzo, a intervenire. Gennarini si mise sotto il razzo e con una pedata stratosferica fece partire il razzo alla velocità quasi della luce. Carmen disse a Kiko di non rivelare nulla finchè Tito Stagno non fosse morto, per non mettersi in mostra perchè tutti conoscono la sua proverbiale modestia e riservatezza.
 

Oggi che Tito è morto, Kiko ha rivelato in una conferenza stampa a Rai 1 l'episodio, e Semeraro, che stava guardando la tv, lo disse al Papa che disse : "grandioso, hermano cardenal, esta es la prova che Carmensita era una donna muito propulsiva, in tutti i sensi. Procedamos con la beatificasion".
 
Questa non l'abbiamo creata noi, se la sono fatta da soli...

Semeraro avvisò Kiko, che ringraziò il Santo Padre inviandogli un pacco con un DVD contenente la trasmissione di allora del 1969. Il Papa ci ha messo tre giorni a vederla, perchè nel 1969 se l'era persa, e disse a Semeraro: "hermano cardenal, esta trasmission es una rottura de pelotas terrificante, a preferensia es melio ascoltar todos los cantos del Cammino eseguiti da Filippucci". Semeraro pensò : "come diceva De Sica in una pubblicità, meglio niente" ma lo pensò solo e non lo disse al Papa, perchè è brutto contraddire il Santo Padre.


Miracolo n. quello delle sardine

Ai tempi di Palomeras Altas, quando si verificò l'increscioso episodio del furto delle sardine, Kiko minacciò di prendere a pedate i presenti se le scatole di sardine non sbucavano fuori. 

E i catechizzati, che avevano ben inteso Kiko urlare "che ne sai tu perché quello ti ruba? Magari è nato e la mamma non lo voleva! Magari gli hanno rubato da piccolino e ora si dice -ora rubo anche io!- ma a Dio non importa se pecchi sono fatti tuoi" ; con la panza ancora piena di sardine si guardavano tra di loro chiedendosi: "Ma che vuole questo, perché non si decide? Possiamo rubare o no??!!!"

Siccome i presenti se le erano mangiate tutte, Carmen intervenne e, con uno schiocco di dita, fece ricomparire le scatole di sardine in misura anche superiore, per cui tutti i presenti mangiarono a sazietà e ne avanzarono 12 scatole, come le ceste dei pesci del miracolo evangelico.

Ah sì scusate... si era detto sardine, vero?
Sapete com'è, la produzione di Kiko e Carmen è esuberante!

Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, Carmensita ha operado un miraclo como quello de Nuestro Segnor, quindi procedamos con la beatificasion". Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un pacco con dentro una scatola di cristallo, contenente una sardina d'oro di 2 Kg, del modico valore di 800.000 euro. Il Papa l'ha fatta mettere nei Musei Vaticani in una teca con un cartello : "come la santità di oggi vale una scatola di sardine".

Miracolo n. quello della pausa

Kiko è preoccupato perchè oggi, domenica, Carmen non ha dato segno di nessun miracolo giornaliero. L'ha interpellata e lei, da Lassù, ha risposto : "Caro Kiko, Nuestro Segnor el settimo giorno si es reposado, e io, che non sono Nuestro Segnor, non me posso reposar anca mi? Se ne riparla domani lunedi". 
 
Chiusa alla domenica come la Domus...

Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, se Carmensita osserva il giorno de repueso la domenica, vuol dir que observa todos los comandamientos de Nuestro Segnor, quindi es una sancta por definision. Ordunque procedamos con la causa de beatificasion". Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un DVD con la versiore restaurata de "I Dieci Comandamenti" del 1956 con Charlton Heston, con 5 minuti inediti dove appare come comparsa Carmen ventenne nella parte di un'ancella della figlia del Faraone, e un biglietto : "prometteva bene".

Noi pensiamo che, anche se in questa epoca fossero capaci di canonizzarti, nell'epoca successiva, quando sarà pronunciata la tua litania, il popolo di Dio risponderà con una sonora pernacchia. Poi ti decanonizzeranno e, finalmente, qualcuno pregherà per la tua anima (forse). Buon divertimento, nel frattempo. Perché il senso dell'umorismo di Dio è più sconfinato della tua cupidigia, Kiko.