mercoledì 7 giugno 2017

Inghilterra: vescovo vanifica le astuzie neocatecumenali

Nella diocesi di Lancaster (Inghilterra centrale, 105.000 battezzati, 147 sacerdoti) il vescovo, Michael G. Campbell (agostiniano; 76 anni il prossimo ottobre), esercitando la sua autorità ha ricordato lo scorso 28 maggio 2017 alcune normative contro le liturgie neocatecumenali.

Lo ha fatto a causa del «crescente disagio» nelle parrocchie della diocesi, dovuto alla «moltiplicazione delle Messe nelle piccole comunità» perfino in piccole parrocchie, oltre che alle differenze tra la Messa cattolica e la Messa neocatecumenale.

Nel testo del suo decreto del 1° giugno 2017 si legge in particolare:
  • «Le azioni liturgiche non sono azioni private ma celebrazioni della Chiesa, che è "sacramento dell'unità", cioè popolo santo radunato e ordinato sotto la guida dei vescovi. Perciò tali azioni appartengono all'intero corpo della Chiesa, lo manifestano e lo implicano; ma i singoli membri vi sono interessati in diverso modo, secondo la diversità degli stati, degli uffici e della partecipazione effettiva» (Sacrosanctum Concilium, n.26);
  • la celebrazione eucaristica è «essenzialmente aperta a chiunque appartenga» alla Chiesa;
  • le liturgie delle "piccole comunità" devono avvenire usando un altare consacrato, o nella chiesa o in una cappella approvata (OGMR, 296-302)
  • devono inoltre essere indicate come tali sul bollettino parrocchiale (se sono Messe "di orario");
  • devono versare alla parrocchia una quota dei soldi raccolti, sia se sono "di orario", sia se non sono "di orario";
  • il parroco deve stabilire quante di tali liturgie sono ammissibili nella sua parrocchia, peraltro tenendo presente il CJC 905 per cui un sacerdote, salvo i casi previsti dal Diritto Canonico, non può celebrare più di una Messa al giorno (è al vescovo che spetta decidere se e quando concedere il permesso - in caso di mancanza di sacerdoti - di celebrare due o tre Messe al giorno)
  • il sacerdote deve comunicarsi prima di distribuire la Comunione ai fedeli, come previsto dal Messale (OGMR 157,158; Redemptionis Sacramentum, 97)
  • la Comunione va consumata subito, appena ricevuta, come previsto dal Messale (OGMR 161)
  • queste norme entrano in vigore il 1° luglio 2017.
Come al solito: fatta la legge, trovato l'inganno neocatecumenale.

In un articolo pubblicato ieri 6 giugno 2017 sul Catholic Herald è stato affermato che mons. Campbell avrebbe provocato «sgomento tra i membri del Cammino Neocatecumenale» per aver promulgato «nuove regole per le loro liturgie». [sic: "nuove"]

Un tale Paul Hayward, grosso supercatechista neocatecumenale e responsabile dei kikos del nord dell'Inghilterra, ha dichiarato al Catholic Herald di aver «chiesto» al vescovo di sospendere le norme almeno fino a quando dei rappresentanti del Cammino non avessero avuto la possibilità di incontrarlo.

Riuscite a indovinare i sottintesi?
  • Sottinteso 1 per i kikos: «abbiamo chiesto una sospensione, perciò tutto resta come prima».
  • Sottinteso 2 per i kikos: «il vescovo ha preso decisioni sulle "nostre" liturgie senza consultarci! sgomento, sdegno, persecuzione!»
Il vescovo ha però fatto sapere di non essere disponibile fino ad agosto.

Hayward - che era a Roma per incontrare Kiko - ha aggiunto: «lo abbiamo pregato di non fare nulla finché non gli avremo potuto spiegare come e perché facciamo così».

Riuscite a indovinare i sottintesi?
  • Sottinteso 3 per i kikos: «noi facciamo le cose a modo nostro, e il vescovo non può capire finché non gliele spieghiamo!»
  • Sottinteso 4 per i kikos: «appena gliele spiegheremo, lui sicuramente capirà e si rimangerà automaticamente le decisioni già prese».
Nella diocesi di Lancaster i neocatecumenali contano nientemeno che sette comunità per un totale di 150 membri (esatto, non 149 o 151, proprio 150, cifra tonda), cioè meno dello zero virgola quindici per cento dei fedeli.

Hayward ha pure detto: «tutto questo ci è giunto come una sorpresa. Sono 39 anni che operiamo in questa diocesi, non abbiamo mai avuto problemi prima. Siamo sempre stati in buoni rapporti con questo vescovo».

Riuscite a indovinare i sottintesi?
  • Sottinteso 5 per i kikos: «è la prima volta nella storia che qualcuno - per giunta un vescovo - ha da ridire sulle nostre liturgie!»
  • Sottinteso 6 per i kikos: «essendo noi in "buoni rapporti", non doveva succedere! è sorprendente che il vescovo abbia esercitato la sua autorità ricordandoci certe cose del Concilio, del Diritto Canonico, della Redemptionis Sacramentum! sono cose che valgono per gli altri, valgono solo per quelli che stanno in "pessimi rapporti" col vescovo!»
Hayward ha poi concluso dicendo: «se ci fosse stato disagio la gente ce lo avrebbe detto, quantomeno per le buone maniere».
  • Sottinteso 7 per i kikos: «maleducati! ci perseguitano! tramano alle nostre spalle, in combutta col vescovo!»
  • Sottinteso 8 per i kikos: «nessuno aveva mai aperto bocca sulle liturgie del Cammino!»
Nella stessa giornata di ieri (6 giugno 2017) il vescovo Campbell ha perciò pubblicato una chiarificazione per affermare che le norme date erano solo un ricordare ai fedeli norme valide per la liturgia di tutta la Chiesa. Infatti:
  1. la liturgia della Chiesa appartiene a tutta la Chiesa;
  2. anche se il Cammino ha lo Statuto, lo Statuto non può rimpiazzare con proprie indicazioni liturgiche quelle già valide per tutta la Chiesa;
  3. le norme date dal vescovo, pertanto, non sono punitive;
  4. subito dopo la promulgazione di tali norme i capibastone del Cammino in fretta e furia hanno chiesto di incontrare il vescovo, ma a dispetto di quanto affermato dai kikos nella richiesta non si menzionavano né le norme né la richiesta di rinviarne l'applicazione;
  5. quelle norme sono valide per tutta la diocesi, non solo per il Cammino.
Il punto 4 è particolarmente rivelatore delle furberie neocatecumenali e smentisce esplicitamente la menzogna del supercatechista che si era fatto intervistare dal Catholic Herald.

martedì 6 giugno 2017

Abuso sessuale, droga e ricatti

Pubblichiamo una nostra traduzione di un articolo di A.Lina, A.Chávez e A.Gómez comparso sul periodico peruviano Altavoz il 29 maggio 2017.


Abuso sessuale, droga e ricatti nella Chiesa:
la storia di Camillo nel Cammino Neocatecumenale

Monsignor Javier del Río; il vescovo di Callao, José Luis del Palacio, e il sacerdote Víctor Guerrero Timaná coinvolti in una causa per abuso sessuale.



Quando Camillo aveva 18 anni, fu accolto in una organizzazione religiosa chiamata Cammino Neocatecumenale. Dopo sei mesi dal suo ingresso, è stato violentato dal padre Víc­tor Guerrero Timanà, un sacerdote della comunità
religiosa.
Questo sarebbe solo l’inizio di una serie di abusi sessuali e psicologici a suo carico, che hanno provocato la sua uscita dal movimento. Come per molte vittime di abusi sessuali clericali, a Camillo ci sono voluti 15 anni per far venire alla luce la sua storia, che qui abbiamo raccolto.

Cos’è il Cammino Neocatecumenale?

Il Cammino Neocatecumenale è un movimento ecclesiale ed un’organizzazione cattolica al servizio della catechesi e sotto la direzione principale dei vescovi. La sua storia risale al 1960, anno in cui il pittore José "Kiko" Argüello e Carmen Hernández, di professione chimica, fondarono il Cammino – come viene anche chiamato – nel quartiere di Palomeras, a Madrid.

Nell’anno 2002, papa Giovanni Paolo II approvò i suoi statuti. Oggigiorno, raggruppa più di un milione di persone in tutto il mondo.
Proprio quest’anno il Cammino neocatecumenale compie quarant'anni da quando è arrivato nel nostro Paese.
Sono stati l’arcivescovo di Arequipa, Javier del Río, e l’attuale vescovo del Callao, José Luis del Palacio, ad impegnarsi nella ricorrenza di questa “traversata”, come la chiamano nel proprio sito web ufficiale.

Il Cammino Neocatecumenale ha trovato uno spazio proprio nella Diocesi di Callao, da dove provengono e operano le sue basi.
Attualmente, affronta dure critiche da parte di un settore dei cittadini della zona che affermano che vengono spodestati i sacerdoti diocesani della zona per rimpiazzarli con i sacerdoti neocatecumenali.


Il cammino traviato di Camillo

Camillo ha avuto un’infanzia complicata. Nel mezzo dei problemi familiari con i propri genitori, decise di abbandonare la casa all’età di 17 anni e trovò lavoro in una fabbrica tessile a Gamarra. Naturalmente Camillo – senza un posto dove vivere – passava le notti per strada o dentro il proprio luogo di lavoro.

Le cose, nonostante tutto, parvero cambiare per il meglio quando conobbe il sacerdote Miguel Parientes ed ebbe un colloquio con lui. Camillo gli raccontò la propria situazione e questi si disse disponibile ad aiutarlo. Parientes doveva parlare con l’attuale arcivescovo di Arequipa, monsignor Javier del Río, che in quel periodo era attivo come vicario generale del Callao, per vedere come potevano dargli una mano.

Così, Camillo cominciò ad assistere agli incontri del Cammino Neocatecumenale. Secondo quanto ci racconta, il più interessato a coinvolgerlo in quelle attività, era il presbitero Víc­tor Guerrero. Tramite lui, i suoi primi contatti con il cammino gli fruttarono un alloggio ubicato nella via Haya de la Torre, a Callao, e cominciò ad assistere alle catechesi nel Seminario Diocesano di La Perla, Cuore di Cristo.

Il tempo trascorreva e il rapporto tra Camillo, il monsignore del Río e il padre Víctor Guerrero si fece più stretto. Secondo il suo racconto, accompagnava Guerrero nei viaggi che realizzava all’interno del Paese.
La prova di ciò sta nella seguente foto, nella quale si può vedere Camillo insieme a Guerrero in un viaggio che realizzarono a Piura.



“Víctor Guerrero era il vice rettore e la mia relazione con lui, all’inizio, era come di un figlio con il padre; cioè, io lo vedevo come un padre e lui mi chiamava figlio”, ricorda.

Però Camillo riferisce che, ad un certo punto, la relazione con padre Guerrero cambiò: il sacerdote avrebbe cominciato a mostrargli un affetto speciale fino a toccarlo “in un modo diverso”. Secondo il suo racconto, i toccamenti furono progressivi. Sarebbero cominciati con abbracci prolungati per arrivare a baci sul collo e sul viso e, infine, toccamenti sui genitali sopra i vestiti. “Mi diceva: ‘Però se a te piace. Altrimenti, dove potresti andare ora? Non hai famiglia, andresti a stare per strada’ ”. Oggi crede che il suo timore di doversene andare fu quello che gli fece sopportare lo stato di cose.

Maledetto Natale

Dicembre del 2001. Víctor Guerrero offrì a Camillo la possibilità di passare il Natale nella casa dei Guillermo “Papo” Barriga – membro della Comunità Neocatecumenale – ubicata in San Bartolo.
Anche Javier del Río gli disse che era una buona idea per non passare le feste da solo. Siccome non aveva nessuno con cui passare le feste, accettò. Una volta terminata la cena della celebrazione, Camillo fu invitato a passare la notte nella stessa abitazione nella quale dormiva Padre Guerrero. Quando ormai tutti si erano addormentati, il sacerdote sarebbe andato nella camera dove dormiva Camillo laddove, ci dice, cominciò con i toccamenti sessuali.

“Voleva baciarmi in bocca e io mi negavo. Mi diceva: ‘Vieni, abbracciami’ ed io non sapevo che fare. Incominciò ad abbracciarmi a toccarmi il sedere, tutto. Gli dissi: ‘Perché fai queste cose con me?’ Stetti male, mi misi a piangere”, ricorda.

Dopo che Camillo lo respinse e lo implorò continuamente di contenrsi, il sacerdote lo lasciò in pace e Camillo si addormentò. Improvvisamente, si svegliò sentendo un dolore intenso: Guerrero l’aveva penetrato.

“Il giorno seguente, ero molto spaventato. Quando rientrammo a Lima, non dissi nulla, e lui neppure”, riferisce Camillo fra le lacrime e con le mani tremanti. È evidente che la cosa lo tormenta.

Camillo racconta che, al rientro in Seminario, Víctor lo ricercò per chiedergli perdono. Gli chiese anche di non raccontare a nessuno ciò che era successo . Ma ciò che era capitato in quella notte del 25 dicembre fu solo l’inizio: dopo quell’incontro, cominciarono le minacce e i ricatti di padre Guerrero allo scopo di continuare ad abusare sessualmente di lui.

Poco dopo, Javier del Río offrì a Camillo la possibilità di lavorare e di vivere nel Seminario stesso, in cambio di un pasto al giorno e di un salario di S/. 200 [200 nuevi sol valevano circa 60 euro, ndt] per i servizi – pulizia e lavori pesanti, tra gli altri – che avrebbe dovuto svolgere in futuro. In questo luogo, Camillo condivideva gli spazi comuni con Javier del Río – che era anche il rettore -, Abel Larrea, Manuel Celestino, Willy Cruz e Víctor Guerrero.

“Non posso negarlo, mi sentii sollevato. ‘Alla fine voglio avere una casa, qui le cose sono differenti, non sarà più come prima’. Passavo la mia vita in vari luoghi, come scappando dalla sofferenza. Dissi: ‘Alla fine, preferisco stare qui’. Cercavo una consolazione, una luce. Javier del Río mi disse: ‘Vieni al Seminario per stare in compagnia’.

Però, una volta sistematosi in Seminario, gli abusi del Guerrero sarebbero continuati e sarebbero diventati più frequenti. Camillo credeva che obbedendo lo avrebbero accettato. Aveva trovato un luogo in cui si sentiva utile. Aveva dove mangiare e dormire e non voleva perderlo. “Cedevo per guadagnarmi la vita, e lui si approfittava di questo. La paura mi dominava, mi teneva legato. A volte andavo in parrocchia, mi cercava, mi baciava”, racconta con la voce incrinata.

Dopo vari episodi, Camillo si armò di coraggio e raccontò a monsignor Javier del Río i supposti abusi del Guerrero. Questo gli disse che avrebbe parlato con colui che oggi è vescovo del Callao, José Luis del Palacio, e gli chiese di raccontare quanto successo ai suoi catechisti, fra i quali Carlos Espinoza, fondatore della catena evangelica di farmacie Boticas & Salud, Guillermo la Rosa e César Queto, ambedue ex calciatori e neocatecumeni. Secondo Camillo, questi gli avrebbero risposto che “se lo avevano toccato era perché Dio lo aveva permesso per la (sua) salvezza”.

Tuttavia, in un’intervista con questo giornale, Cèsar Queto affermò che, per la quantità di tempo passata dal 2003, non ricordava di aver conosciuto Camillo né di essere stato suo catechista. Inoltre l’ex calciatore riferì che non ricordava alcuna denuncia di abuso sessuale a carico di Guerrero.

“Che mi ricordi, nulla di simile. Discutetene col signor Víctor Guerrero”, segnalò. “Nella loro libertà di persone, possono commettere cose che non sono permesse e che Dio non permette, che sono opera del maligno, del demonio”, aggiunse.

Inoltre, Queto affermò che padre Guerrero “sarà sottoposto a giudizio se ha commesso questo delitto”, sebbene precisò di non sapere se la denuncia fosse certa. Infine, chiarì che la partecipazione al Cammino Neocatecumenale è totalmente libera e che uno può entrare ed uscire quando gli pare, per la qual cosa l’azione di ciascuno è responsabilità personale, non del Cammino Neocatecumenale”.

Altavoz [il giornale, ndt] si è messo in contatto con Guillermo La Rosa, che ha dichiarato di non conoscere Camillo. L’ex calciatore ci chiese di richiamarlo, ma non abbiamo ottenuto risposta. D’altra parte, abbiamo tentato di metterci in contatto con Carlos Espinoza, ma non abbiamo avuto successo, e Boticas & Salud ci ha riferito di non poterci mettere in comunicazione con lui.

Un'altra pensata che ebbe Del Río fu di trasferirlo alla Parrocchia Maria Madre de la Paz, ubicata a Surco.

“Non potevo restare nella Parrocchia Maria Auxiliadora perché Victor andava lì. Per questo mi trasferirono a Maria Madre de La Paz e lì raccontai i fatti ai fratelli [di comunità neocatecumenale, ndt]. Fu un errore, e quelli lo presero come se il problema fossi io. Io raccontavo perché non potevo tenermelo per me e quelli lo vedevano come un “Ah Camillo, racconta sempre la stessa storia”

Il monsignor del Río decise allora che la scelta migliore fosse che Camillo smettesse di vivere in Seminario e gli affittò una sistemazione, ma solamente per due mesi. Passato questo tempo, si ritrovò nuovamente senza domicilio. Fu a quel punto che padre Victor Guerrero venne a cercarlo e gli offrì di affittargli una stanza in cambio del suo silenzio su quanto successo. “Se non stai con me, non portai vivere nella stanza”, gli diceva.

Cronologia


Ricordatevi questo nome:
Víctor Guerrero Timaná

Víctor Guerrero è un sacerdote diocesano, incardinato nella diocesi di Callao, che appartiene all’arcidiocesi della Chiesa Cattolica in Perù.
Ebbe la propria formazione sacerdotale nel Seminario Redemptoris Mater insieme a Javier del Río, attuale arcivescovo di Arequipa.

Nel 1997, quando l’allora vescovo di Callao nominò del Río rettore del Seminario “Corazón de Cristo”, il padre Guerrero faceva l’economo nello stesso Seminario e, nell’anno 1999, fu nominato vice rettore fino al 2004. Successivamente si trasferì alla parrocchia Maria Auxiliadora, nel Callao.

Guerrero si presentò a Camillo come una sorta di “guida spirituale”. Gli offrì la sua amicizia e la possibilità di guidarlo nel Cammino Neocatecumenale, che comprende una serie di passaggi che, secondo ciò che predica il movimento, si devono seguire per arrivare a Dio.
Però, dopo il primo presunto abuso, la relazione tra i due cambiò: Guerrero ricattava Camillo minacciando di toglierli il luogo dove viveva se gli resisteva.

Victor Guerrero (Facebook, post pubblico)

“I tuoi occhi vedranno cose strane
e la tua mente dirà perversità”
(Proverbi 23,33)

Lo stato d’ansia di Camillo lo portò a consumare cocaina fino a raggiungere elevati livelli di dipendenza. Guerrero aveva propiziato e finanziato l’uso di questa droga. Secondo la sua testimonianza, gli dava sempre da S/. 5 a S/. 10 per comprare una dose al giorno e per non raccontare a nessuno degli abusi subiti.

Camillo ricorda anche che padre Guerrero lo portava in discoteche gay e in una sauna chiamata “Olimpus” – anch’essa frequentata da omosessuali – ubicata nel Callao. Un giornalista di questa rivista ha provveduto a visitare questo locale e, quando ha chiesto del padre Víctor Guerrero, un massaggiatore ha risposto che “il pretino” veniva da loro il lunedì, martedì o mercoledì, tutte le settimane.

La dipendenza dalla cocaina portò Camillo ad entrare, nel 2006, al centro di riabilitazione Virgen de Fátima, ubicato nel distretto di Zapallal. Secondo quanto riferito, il trattamento sarebbe stato pagato dalla Comunità di Maria Madre de la Paz.

Camillo lasciò il Cammino neocatecumenale nel 2009, dopo aver affrontato il Secondo scrutinio del movimento, nel quale lo esortarono a vendere i suoi beni e a donare il denaro alla chiesa. Secondo quanto ci racconta, tutto il suo patrimonio consisteva in un materasso e i vestiti, che provvedette a vendere per S/. 60. Ai neocatecumenali non parve sufficiente e lo chiamarono idolatra. “Mi dicevano che non mi staccavo dai miei beni. Fu allora che decisi di andarmene”.

Il lato oscuro di Javier Del Río,
attuale arcivescovo di Arequipa

Secondo quanto riferito da Camillo, quando decise di raccontare ciò che succedeva con il padre Víctor Guerrero Timaná all’attuale arcivescovo di Arequipa, cioè monsignor Javier del Río, questi gli disse che il padre Guerrero “era un essere umano e poteva sbagliare”.

“Non capisco perché Javier (del Río) non abbia fatto nulla. Sebbene suoni assurdo, io Javier l'ho sempre ammirato. Senza dubbio, tutta questa ammirazione si offusca: come posso ammirare chi non ha detto nulla dopo ciò che gli ho raccontato? Questo è la fine di tutto. Ho molta paura, molta rabbia! Mi sento differente dalle altre persone, sì, io mi sento diverso. Mi hanno distrutto la vita. Sì, mi hanno distrutto. Mi sento nervoso, piango per ogni cosa. Sono impaurito, ho tentato di suicidarmi, mi sento differente dagli altri”, oggi racconta.

Questo giornale si è messo in contato con monsignor Javier del Río, che ha negato di aver mai ricevuto una denuncia per abuso sessuale. Senza dubbio ha riconosciuto che, nell’epoca in cui fu nominato rettore del Seminario, il padre Guerrero svolgeva le funzioni di economo. D’altra parte, ha ammesso anche che Camillo frequentava la parrocchia di Maria Auxiliadora e “ che era portato avanti molto bene dal padre Guerrero”, per il fatto che, in quegli anni, la parrocchia era a lui affidata.
Mons. Javier del Río Alba

Oggi: José Luis del Palacio

Il nostro giornale ha preso contatto anche col vescovo attuale del Callao, José Luis del Palacio, che ha risposto ad una serie di domande inviate tramite e-mail. Ha affermato di conoscere mons. Del Río e padre Víctor Guerrero Timaná (quest'ultimo fin da circa il 1987).

Il vescovo attuale del Callao ci dice invece che nel 2001 – anno in cui Camillo gli avrebbe raccontato dell’episodio con Guerrero Timaná – era missionario a Lima e in altri dipartimenti del Perú. Ha negato di conoscerlo ed ha affermato di non conoscere denunce di abusi sessuali a carico del Guerrero. 

Il nostro giornale ha contattato tre volte il vescovado del Callao per chiedere informazioni su come contattare Víctor Guerrero Timaná, ma il personale ha rifiutato di fornirle. Siamo anche riusciti a contattarlo telefonicamente due volte, ma in entrambe le occasioni ha rifiutato di rispondere sulle accuse a suo carico. D’altra parte, ad oggi, il vescovado del Callao afferma che - a seguito delle nostre comunicazioni - ha avviato un’inchiesta “a norma del diritto canonico” contro il Víctor Guerrero, secondo quanto affermato dal vicecancelliere Carlos E. Echeverría.

(traduzione a cura di Valentina Giusti)

domenica 4 giugno 2017

Nascondere la polvere sotto il tappeto

Premessa per quelli che fingono di non capire: lo scandalo indicato dalla testimonianza qui sotto non sta nel fatto che un "presbitero" neocatecumenale commetta qualche peccato contro il sesto comandamento.

Lo scandalo è nel fatto che negli ambienti neocat la cosa viene considerata normale anziché valido motivo per lasciare il sacerdozio. Per i "presbiteri" di Kiko, la castità è un optional: basta solo nascondere la polvere sotto il tappeto.


Ho un brutto ricordo dei presbiteri neocatecumenali.

Abbiamo avuto più presbiteri neocatecumenali che per lungo tempo sono andati con donne sia della parrocchia sia di comunità.
Ve ne racconto una: circa dieci anni fa eravamo molto amici con un presbitero del Cammino e una sorella di comunità del luogo che era sposata. Uscivamo ogni tanto insieme subito dopo l’eucarestia del sabato sera. Lei aveva qualche problema di salute mentale (diagnosticata come sindrome borderline); era sposata con due figli. Venimmo a scoprire che andava regolarmente a letto con il nostro presbitero. Chiaramente poi lei si è separata, il presbitero fu solo rimosso [dai cosiddetti "catechisti"] e spostato in un altra città. In seguito abbiamo saputo che lo stesso presbitero andava a letto anche con un’altra, stavolta non sorella di comunità ma parrocchiana, anche questa sposata con figli.

Poi arrivò un altro bravo presbitero del Cammino a fare il parroco nella parrocchia dove ci trovavamo. Anche lui è andato a letto con la stessa donna per un periodo, tanto che il marito di questa ha ingaggiato un detective privato che li ha colti sul fatto mandando prove fotografiche al marito che poi ha divorziato. Il presbitero è stato rimosso dai cosiddetti "catechisti" e mandato in missione in un altra nazione. Pochi anni dopo è tornato ed adesso è il responsabile di una Missione neocatecumenale ad gentes qui nel paese dove mi trovo! Di nuovo qui…

Tutto questo l’ho avuto confermato tramite una famiglia alla quale era stato raccontato tutto. E poi ho avuto la conferma anche da altri, compresi i miei genitori. I catechisti del Cammino hanno pensato di dire ad una intera comunità della città di origine di questo prete di non avere più contatti con questa famiglia con la quale erano amici per evitare che si sapessero queste cose.

Chiaro? Tutti gli scandali interni al Cammino vengono negati: va sempre tutto bene e le persone non hanno il permesso di parlare di nulla del genere, per evitare chiaramente che la gente rimanga scandalizzata...

L’immagine è la cosa più importante, se si sapesse la verità sono sicuro che il Cammino qui nel mio paese non esisterebbe più. Purtroppo tutto viene sempre, sempre, sempre negato e nascosto.
(da un lettore del blog)

venerdì 2 giugno 2017

Devozione alla Madonna? Una "tappa" da superare, per i kikos

Qualche settimana fa, una utente del blog che si firma Annalisa ci ha segnalato un interessante stralcio da un discorso del Papa Francesco, pronunciato il 12 maggio 2014 nell'Aula Paolo VI rivolgendosi ai Rettori e agli Alunni dei Pontifici Collegi e Convitti di Roma.

Rispondendo a una domanda che parlava di tutt'altro, il Pontefice si è lasciato andare a una breve digressione, riguardo l'importanza del rapporto che ogni cristiano dovrebbe avere con la nostra Madre Celeste, la Vergine Maria:
«Posso fare una parentesi? Perché ho parlato della Madonna? Io vi consiglierò questo che ho detto prima, cercare rifugio… Un bel rapporto con la Madonna; il rapporto con la Madonna ci aiuta ad avere un bel rapporto con la Chiesa: tutte e due sono Madri… Voi conoscete il bel brano di Sant’Isacco, l’abate della Stella: quello che si può dire di Maria si può dire della Chiesa e anche della nostra anima. Tutte e tre sono femminili, tutte e tre sono Madri, tutte e tre danno vita. Il rapporto con la Madonna è un rapporto di figlio… Vigilate su questo: se non si ha un bel rapporto con la Madonna, c’è qualcosa di orfano nel mio cuore. Io ricordo, una volta, 30 anni fa, ero nel Nord Europa: dovevo andare lì per l’educazione dell’Università di Cordova, nella quale io ero in quel momento vice-cancelliere. E mi ha invitato una famiglia di cattolici praticanti; un Paese un po’ troppo secolarizzato era quello. E a cena, avevano tanti bambini, erano cattolici praticanti, tutti e due professori universitari, tutti e due anche catechisti. A un certo punto, parlando di Gesù Cristo – entusiasti di Gesù Cristo!, parlo di 30 anni fa – hanno detto: “Sì, grazie a Dio abbiamo superato la tappa della Madonna…”. E com’è questo?, ho detto. “Sì, perché abbiamo scoperto Gesù Cristo, e non ne abbiamo più bisogno”. Io sono rimasto un po’ addolorato, non ho capito bene. E abbiamo parlato un po’, su questo. E questa non è maturità! Non è maturità. Dimenticare la madre è una cosa brutta… E, per dirlo in un’altra maniera: se tu non vuoi la Madonna come Madre, sicuro che l’avrai come suocera! E questo non è buono! Grazie.»
Francesco non ha detto specificamente "cammino neocatecumenale", ma, francamente, è difficile pensare che non si trattasse di una coppia di kikos sfegatati (e piuttosto confusi...), dati gli indizi che il Papa fornisce:

1. il luogo è nel Nord Europa - quindi, presumibilmente, in Scandinavia - dove i cattolici praticanti sono una minoranza esigua e dove guarda caso il cammino si è saldamente installato da poco più di 30 anni.

2. il pontefice sottolinea il numero di figli - "avevano tanti bambini" - e se lui l'ha notato dovevano essere davvero parecchi, tanto da sembrare inusuale, specialmente in una regione notoriamente a bassa natalità

3. nella coppia entrambi sono professori ed entrambi "catechisti": qui già si sente puzza di bruciato.... coppia, figli numerosi, entrambi catechisti.... per saperlo il Papa gliel'avranno detto loro. Chi, se non un kikos, si vanterebbe delle proprie "attività parrocchiali" per sembrare più sano degli altri?

4. la coppia ha "superato la tappa" della Madonna. Escludendo che stiano parlando del Giro d'Italia, possiamo dedurre che si riferiscano alla "tappa di Loreto", il secondo tempo del Padre Nostro secondo Kiko Arguello y Wirtz. La tappa in cui, secondo lui, si "riscopre" la figura della Madonna. Per Kiko è tutto un "riscoprire", come al solito.

La reazione del pontefice è magistrale: come come? tappa della Madonna? Superare? Persino il Papa non capisce bene - forse un religioso naturale malato di "devozionismo" pure lui? - e ne resta profondamente addolorato: e come potrebbe essere altrimenti? Il Papa infatti è cattolico, e da cattolico è devoto alla Madre di Dio, e rincara la dose: come può essere "maturo" un cristiano.... ops! forse intendeva: "come può essere ADULTO un cristiano che si dimentica di sua Madre"?

Non è maturità! Ma quale cristianesimo adulto?

A quale cristianesimo ti porta il Cammino, con la sua falsa devozione alla Madonna, presentata talmente male e con tale disprezzo che i due catechisti considerano che "superata la tappa", hanno "scoperto Gesù Cristo" e dunque non ne hanno "più bisogno"?
Che diavolo sarà mai questa "tappa della Madonna" da superare?

Che altro serve per capire che il Cammino è un colossale "pacco", una truffa, una fregatura, che Kiko è un novello mago Do Nascimiento che non solo rivende tesori in realtà gratuiti, patrimonio di tutti, come la devozione alla Vergine Maria, la preghiera del Padre Nostro, il Rosario... te li rifila pure "taroccati" e anche a prezzi salatissimi!

Cari neocatecumenali, il Papa in sole due ore di chiacchiere già vi ha inquadrato ben bene! Orfani di Madre e immaturi!

mercoledì 31 maggio 2017

Prima Comunione di una "nipote del cammino", vista con gli occhi di un "figlio del cammino".

Tipica celebrazione neocat in una saletta
L.C. segue, da circa un anno, questo Blog e ora, dice, è arrivato per lui il momento di scrivere.

Esperienze come la sua aiutano, intanto perchè racconta dalla prospettiva privilegiata di "figlio del cammino" e poi perchè descrive, con rigore giornalistico, qualcosa che ci aiuta a capire dove realmente conduce, come fine ultimo, l'itinerario battesimale di Kiko e Carmen che prende il nome di Cammino Neocatecumenale, al quale, purtroppo, è consentito di operare indisturbato nella Chiesa e a nome della Chiesa, ma di cui - come appare evidente - non si sente parte e che non rappresenta.

Come già altre volte abbiamo messo in evidenza, operare nella Chiesa serve al Cammino di Kiko/Carmen unicamente per occuparla, piano piano, e sostituirsi ad essa, niente altro!

Tipica "prima Comunione" neocatecumenale
Ma quando i nostri cari Pastori apriranno gli occhi e si decideranno, finalmente, a prendere provvedimenti, prima che tutto sia irrimediabilmente perduto?

Testimonianze come questa, che meritano senz'altro di essere messe in evidenza, andrebbero incorniciate!
La narrazione della Celebrazione di Prima Comunione, a cui ha assistito il nostro amico, parla da sola, non servono commenti.

La cosa che profondamente rattrista è leggere che questo giovane "figlio del cammino" ed ex-neocatecumeno, avendo preso coscienza del fatto che l' unico dio a cui era stato educato e in cui aveva creduto  era il cammino stesso, una volta lasciato il cammino, ha abbandonato anche la Chiesa.

Questo, purtroppo, accade più spesso di quanto crediamo, specie quando, come in questo caso, si è nati e cresciuti in questa limitata e limitante esperienza, tanto elogiata, inspiegabilmente, in ambienti ecclesiastici di alto livello.



L.C. ha detto...
Buona sera a tutti, ho appena finito di leggere questo interessante "articolo". Vorrei scrivere una cosa accaduta esattamente ieri, 1 Maggio in quel di Roma. Ciò di cui sto per scrivere non ha a che fare con Carmen, ma credo più sulle modalità del cammino che tutti noi o quasi conosciamo.
Come se fosse solo uno snack...
Prima una doverosa premessa e spero accettiate questo commento. Sono un "figlio del cammino" ho 23 anni e da 3 anni non vado più in cammino. Anzi, non vado più in chiesa. Non sono un credente, perchè ho capito che il dio in cui credevo non era Dio, ma il mio dio era il cammino. Siamo 3 fratelli, nessuno nel cnc, ma mamma e papà si con la veste bianca. I miei fratelli non sono mai andati in cammino, io fino ai vent'anni. Arrivai all'iniziazione alla preghiera. E' da un annetto che seguo questo blog/sito, ma non ho mai scritto. Credo che ora sia arrivato il momento.
Siamo andati a Roma perchè mia nipote ha fatto la prima comunione. Erano tre anni che non entravo in chiesa e ora ricordo perchè non ci volevo più andare.

Durante tutta la messa mi sono segnato sul cell nelle note alcuni punti della celebrazione che vorrei ricordare era una PRIMA COMUNIONE.



Abbeverandosi al calice-insalatiera
della salvezza (del neocatecumenalismo)
1) Inizia una messa normalissima con un canto NC, vedo i miei che si svegliano e iniziano a gioire.

2) Il prete (presbitero n.d.r.) urla con il cellulare alla mano di mettere i cellulare in modalità aereo perchè non dobbiamo essere disturbati durante la messa. Purtoppo il modo non riesco a parole a renderlo, ma era davvero pedissequo e borioso.


3) 1 lettura canto alla prima lettura, salmo cantato (una palla e triste come sempre, e la ragazza che cantava poteva fare un sorriso ogni tanto) e vangelo. Mancavano solo le "ammonizioni".


4) arriviamo al clou. Ricordo che era una messa (non celebrazione) per la prima comunione dei bambini. L'omelia è durata 58 minuti. Io volevo spararmi una gamba per non soppartare quel prete mezzo italiano mezzo non so cosa che urlava come una scimmia. Non stava all'ambone, ma girava per la chiesa e la mensa era ovviamente del cnc, con tanto di croce di Kiko. Durante l'omelia non ha citato MAI i bambini, o la gioia della comunione o non so che, ha iniziato a fare il KERYGMA. E mio padre era in visibilio. Ha iniziato a dire che l'amore non esiste, che il marito/moglie sono dei nemici e che li odiamo. Io mi chiedo allora, perchè ci si sposa? Io non mi sposerei mai con il mio nemico... e credo che nessuno lo farebbe. Poi ha iniziato a fare domande ai genitori e far dare l'esperienza ad uno di loro (ovviamente catecumeno doc).

 5) le preghiere fatte dai bambini erano spontanee, di solito io ricordo che si facevano solo 4 preghiere, quelle generali della chiesa. (Questo forse è il meno peggio) e si capiva subito quale bambino era del cnc e quale no.

6) Alla comunione, i bambini l'hanno presa sotto le due specie, esattamente come in comunità. Se volete una prova ho le foto. Dopo, al ristorante mio padre ha chiesto: Nipote ma sei contenta che hai bevuto insieme ai tuoi amici dal calice della salvezza? La bambina: si nonno... ma non è tanto igienico. Io morto in due dalle risate XD


7) tutti canti del cammino, mai uno della chiesa eh. Manco per sbaglio...


8) canto finale e per fortuna nessuna danza. Mamma stava già partendo che voleva farla.

Balletto-girotondo liturgico finale
Io non so se effettivamente una cosa del genere si può fare, ma rivedere una celebrazione così dopo un po' di tempo mi ha fatto uno strano effetto... e sicuramente ho fatto bene a lasciare. Non è un ambiente adatto a me.

In realtà vorrei esprimere meglio quello che ho provato e ho visto, ma se ne avrò modo vorrei instaurare con voi un dialogo costruttivo su tutto ciò che il cammino ha fatto e che ha distrutto.

Detto ciò una buona serata e scusate del papirone.

La pace L.C.




Qualche commento:

da Autore della Lettera:
Io mi chiedo come si fa a urlare in faccia a dei bambini di prima comunione che l'amore non esiste e che moglie e marito (quindi mamma e papà) in realtà si odiano. Era meglio non farla l'omelia, se sbraiti idiozie simili per ben 58 minuti.
Maria Ausiliatrice.
Pala d'altare commissionata da

don Bosco a Tommaso Lorenzone

Valentina Giusti:
Nipote, sei contenta che hai bevuto insieme ai tuoi amici dal calice della salvezza? Di solito a un bambino che ha fatto la prima Comunione si chiede se è contento di aver ricevuto Gesù dentro di sé: non si menzionano calici della salvezza - anche se la comunione è fatta sotto le due specie -, tantomeno da bere con gli amici, quasi fosse una libagione pagana. Naturalmente faccio salva la perfetta buona fede di tuo padre, L.C., ma è una frase che sembra riferirsi più alla Pasqua ebraica che ad un'Eucaristia cristiana.
E, per finire, anche se so che i genitori del nostro geniale amico L.C., purtroppo, non leggeranno, io ugualmente vorrei dire loro: Vi rendete conto di come vi vedono i vostri figli? Vi rendete conto di come vi rispondono i vostri nipoti? Cosa avete costruito in decine di anni di cammino? A parte le carnevalate, di cui tante volte si è parlato su questo Blog e oggi così efficacemente descritte dallo scrupoloso osservatore che ha voluto regalarci la sua dettagliata testimonianza, cosa rimane nel cuore di chi partecipa alle vostre rappresentazioni in stile kikiano? Nulla, assolutamente nulla, solo la voglia di restarne alla larga, per il futuro... Solo la difficoltà di instaurare un qualunque rapporto con Dio, nella Chiesa... Tutto questo lascia soltanto una profonda amarezza!

"Fractio panis" neocatecumenale alla GMG 2013
Spero che il caro L.C. ancora ci legga e, con lui, altri che sono nelle sue stesse condizioni. Voglio invitarli, umilmente e con grande rispetto per il loro percorso interiore, ad aprire il link, che abbiamo inserito in nota al post dei "Diari di Carmen Hernandez", che descrive, in grandi linee, la meravigliosa Devozione al Sacro Cuore nella Storia della Chiesa: un assaggio di come l'Amore di Dio instancabilmente vuole donarsi, senza limiti, ad ogni uomo e una dimostrazione ulteriore di quale falso dio viene proposto nel Cammino. Con l'augurio, finalmente, di incontrare nella Santa Madre Chiesa, il Dio Vivo e Vero e il Suo Figlio Unigenito Gesù Cristo, che la Madonna ci indica come Nostro Unico Signore: Via - Verità - Vita.
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Integro con il commento di L.C.

Innanzitutto grazie a tutti! Non mi aspettavo che il mio commento diventasse un post. Davvero grazie, mi sento quasi onorato.
Mio padre, poi, dopo giorni e discussioni varie ha ripetuto: "che bella omelia!" Volevo davvero dirgliene quattro e cercare di comunicare, ma credetemi che è davvero impossibile. Mio padre, da catechista, non vuole essere fermato quando parla e non si deve dire il contrario di quello che dice.
A tutti coloro che mi hanno "coccolato" dicendomi di riprovare con la chiesa quella vera, vi dico davvero grazie di cuore. Ma ora come ora vorrei provare altre esperienze, ho paura ad avvicinarmi alla chiesa. Purtroppo nella mia mente esiste solo LA CHIESA che è la comunità. Sono stati dei gran burattinai. Hanno saputo giocare con la mia mente. Hanno instillato in me quel senso di superiorità del cammino rispetto a tutto il resto della chiesa, vi chiedo scusa per questa mentalità, sono giovane e credo e spero di poter cambiare.

Potrei parlarvi di tante, tante altre cose che ho visto in 20 anni, da quando sono nato.
Siccome si parla sempre di DECIMA, vi racconto questo fatto. Durante il primo anno dell'università, ho studiato fuori dalla mia città e i catechisti quasi me lo proibirono, feci la decima nella mia nuova comunità. Tornato a casa nella mia comunità di appartenenza anche lì mi chiesero la decima. Dissi al responsabile che non volevo, perché già fatta. La risposta: "hai due comunità farai due decime."
La mia risposta: "Sono uno studente fuorisede, non posso e non voglio morire di fame per farti mettere i soldi in tasca a te."
E da quella volta non misi mai più piede là dentro.


Nota a margine (b.T.): a proposito di prime Comunioni, così, solo per rendere l'idea, segnalo la pagina del blog delle prime Comunioni a Vocogno di qualche giorno fa, in una Messa cantata - una liturgia rivolta a Dio, non uno spettacolino autogestito - e... senza nemmeno una chitarrella.

La liturgia tradizionale in latino contiene tutti quei segni e gesti che oggi sembrano fuori dall'ordinario: incenso, paramenti, aspersioni, segni di croce, genuflessioni, il celebrante rivolto a Dio esattamente come il popolo (per cui lo si vede solo di spalle, tranne quando si rivolge al popolo stesso)... sono tutte cose che si sono accumulate lungo tantissimi secoli, garantite dall'autorità della Chiesa e verificate dalla spiritualità dei santi: preziosi paramenti perché il sacerdote, nella liturgia, è rivestito di autorità conferitagli da Nostro Signore, l'incenso, omaggio a Dio da tradizione plurimillenaria, l'acqua benedetta, i numerosi segni di croce lungo tutta la liturgia (con la nuova liturgia del 1969 furono drasticamente ridotti), l'altare consacrato in uno spazio sacro più elevato rispetto al popolo, poiché il sacerdote è davvero intermediario tra l'uomo e Dio e l'azione sacra si svolge più in alto delle cose della vita umana...

Oggi sembrano fuori dall'ordinario perché siamo abituati a liturgie sciatte, celebrate con paramenti dozzinali, con segni liturgici ridotti al minimo indispensabile, con canzonette imbecilli e insipide. La liturgia ridotta a spettacolino autogestito, oltre a non essere gradita a Dio, è sgradita anche ai partecipanti - che devono fare un notevole sforzo per vincere fastidi e distrazioni ed essere in unione con Dio.

Un asino non può capire la differenza fra il ragliare i canti di Kiko o il cantare un gregoriano (i canti gregoriani elevano l'anima a Dio, al punto che si diceva che tale canto fu portato agli uomini direttamente dagli angeli), non riesce a capire la differenza ministeriale fra celebrante e assemblea, non si spiega per quale motivo si usa un prezioso altare per l'Eucarestia (coperto da tre tovaglie d'altare, senza banane e prodotti ortofrutticoli), non riesce proprio a capire che l'aspetto conviviale dell'Eucarestia non può e non deve prendere il sopravvento rispetto all'aspetto sacrificale. E naturalmente si guarderà bene dall'inginocchiarsi: non ci si inginocchia neppure davanti al Presidente della Repubblica, ci si inginocchia davanti a Dio. Per questo si inginocchiano davanti a Kiko ma mai davanti al Santissimo Sacramento: per loro Kiko è Dio, e il Santissimo Sacramento è solo una specie di "sacro snack".

lunedì 29 maggio 2017

Carmen e l'insopportabile disobbedienza di una ragazzina che amava la Madonna

Piccolo suggerimento per il
loro prossimo Photoshopping...
Come dice Kiko in una delle catechesi della Traditio, le vite dei santi vengono studiate in ogni minimo particolare prima che la Chiesa deliberi di innalzarli agli altari:

"Quello che tu hai vissuto è là in eterno, per sempre.
Per questo la Chiesa, quando santifica, quando fa uno santo, studia la sua vita: i fatti concreti di ogni momento della sua esistenza. 
Tutte le cose sono là! Tutte le cose hanno un'importanza enorme, tutto."

Nel nostro piccolo, desideriamo collaborare al processo di canonizzazione che si intende avviare (così ci è stato detto) per Carmen Hernàndez Barrera.

Presentiamo perciò questo "flash" di conversazione tra una ragazzina che porta con devozione una medaglietta della Santa Vergine e un rosario e la cofondatrice del Cammino Neocatecumenale.

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"...La giornata si prospettava grigia, il cielo esprimeva tempesta ma i cuori erano comunque carichi di aspettative. Ricordo il monte delle Beatitudini gremito di neocatecumenali in attesa del Santo Padre. Dal posto in cui mi trovavo osservavo quei cappellini colorati che contraddistinguevano le varie comunità, sentivo il continuo vociare e riuscivo a distinguere qualche nota kikiana che distraeva dal momento sublime dettato dal luogo meravigliosamente Santo.

Decisi di dirigermi nel retro, c'era ancora molto da attendere, lì don Gianni contrattava con qualche ragazzo per ottenere un cappellino colorato, il giallo non gli donava. Un'ilarità travolgente mi conquistò scuotendomi dalle mie riflessioni. 

Decisi di stare lontana da qualsiasi inquinamento morale e di prendere il meglio da quell'evento.

Poco tempo dopo abbandonai il palco e il contesto caotico. Improvvisa e implacabile una voce prese a impartire ordini e a rompere quella serenità interiore che a stento ero riuscita a conquistare.

Io: "Cos'hai?"

Carmen Hernàndez: "Crea problemas! No me escucha! (non raramente mi chiedevo cosa mai chiedesse di concreto in realtà). Es un desastre! Es un desastre!"
("Crea problemi! Non mi ascolta! È un disastro! Un disastro!")

Il vero disastro coincideva con la sua indole alterata.

Mi ritrovai inconsciamente a riporre sotto la maglietta il Rosario e una medaglietta della Madonna donatami, il giorno prima, da Padre Norberth nel kibbutz.

Notò quel gesto improvviso e mi chiese di mostrarle cosa nascondevo.

Nonostante l'agitazione trovò il tempo di concentrarsi sul mio agire, o forse era soltanto un pretesto per dar luogo al suo sfogo. Da qui nacque una discussione molto accesa, breve ma intensa per intenderci. Mi rese esasperata! Le rinfacciai di essere falsa nelle sue catechesi. 

Le dissi, nella mia frustrazione, di evitare di nominare la Madonna, in virtù della sua mancanza di rispetto e della sua intolleranza! 

Mi rispose di stare al mio posto...

Carmen Hernàndez: "Non capisci niente! Forse pensi che siamo qui perché amiamo noi stessi? Non siamo nessuno! tu non sei nessuno! Siamo quì, inutili, insignificanti a rendere grazie a Dio! Spogliati della tua superbia! Non hai il dono dell'ubbidienza! Vai! Vai via! chiedi perdono a Dio!"

La guardai sbalordita, con l'animo in tumulto le dissi: "Io non sono insignificante, sono figlia di Dio!" mi misi a piangere e andai via prima che potesse nuovamente infierire sulla mia scelta di indossare quei Santi oggetti.

Ricordo con difficoltà i restanti eventi di quella giornata, la mia mente rimase esasperatamente incentrata sull'evento tormentato accaduto con Carmen.

Mi sorpresi a notare la sua metamorfosi nel proseguire della giornata, esattamente nell'ufficialità degli eventi. Iniziai a domandarmi se fosse bipolare o se fosse semplicemente astuta e falsa. Propesi per la seconda....."



sabato 27 maggio 2017

Lettera aperta a Kiko Arguello, in cerca di fondi per la EVANGELIZZAZIONE MONDIALE ITINERANTE

27 Maggio 2017
Carissimo Kiko,

Letta la tua lettera di richiesta di aiuto economico ai fratelli delle comunità di tutta Europa, datata Madrid 20 maggio c.a., alla luce della mia pluridecennale esperienza neocatecumenale, conclusasi ormai da molti anni con l'abbandono, sento mio dovere indirizzarti questa mia.

Spettacolino autogestito
in piazza
Ti sento un poco angustiato e molto preoccupato dalla eventualità di dover fermare la Merkaba', il Carro di fuoco dell'Evangelizzazione, che, come tu dici, senza un sostanzioso, sollecito e generoso, apporto di soldi freschi, non avrà più il potere propulsore straordinario e soprannaturale nelle sue ruote, che le consente di raggiungere contemporaneamente i quattro angoli della terra.

Convinto di questo, ti sei seduto a tavolino con i tuoi consiglieri economici di una vita.
Devi convenire che questa è cosa inusuale per chi non ha mai programmato nulla, né mai ha saputo dove il Signore lo volesse portare, seguendo ogni giorno l'ispirazione che viene dall'alto, con la quale Dio sempre lo ha sorpreso portandolo per vie inimmaginabili, e tutti quelli che seguono il suo esempio con lui!

Dunque tu, cinque giorni prima di inaugurare, in questo nuovo corso 2017/2018, come fai ogni anno da una vita, l'evangelizzazione, hai pensato, da persona previdente, di fare per bene i conti di quale sarà la spesa certa di tutto questo Ambaradan - pardon, Merkaba'  - e, avendo concretizzato con terrore, che la cifra si aggirerà come minimo sul mezzo milione di euro, ti sei affrettato a comunicare a tutti i tuoi seguaci che, se nelle casse della Fondazione, di cui sei a capo, non dovessero arrivare tutti questi soldi, in breve tempo, ti dovrai, saggiamente, fermare. 

Vorrei rassicurarti con quello che ci hai sempre insegnato:
Se quello che tu fai è Volontà di Dio, l'aiuto certo ti verrà, il Signore non permetterà che tu resti confuso. Mica il Signore te lo dice prima!
Tu stai facendo quello che il Signore ti ispira, stai obbedendo alla Sua Volontà? Sei un docile strumento nelle Sue mani?  L'opera che compi è la tua opera o è l'opera di Dio? Dunque coraggio: Dio provvederà! Ti ha forse mai abbandonato? Quanti miracoli ha compiuto, ricordi?
Quanti ne ho sentiti, raccontati da te e dagli itineranti, miracoli, miracoli veri!
E ora cosa è questo? La tua Fede si sta spegnendo? Non hai più fiducia nel Signore?
Mica stai facendo qualcosa per te! È Dio che vuole tutto questo?
Bene!
Tu fai quello che devi, l'aiuto ti verrà dall'alto, sicuro! Non sei certo tu che te ne devi dare pensiero!
Può Dio abbandonare il suo figlio prediletto, che come servo inutile, è strumento nelle Sue mani?
Dio che, giorno per giorno, ti porta per mano?

Ma poi, leggendo con più attenzione, tu precisi che non ti vergogni - lapsus freudiano - perché mai dovresti vergognarti, meglio, chi ti ha detto che dovresti vergognarti di chiedere soldi per la tua EVANGELIZZAZIONE MONDIALE ITINERANTE?

Ah, ora capisco, perché sei in ansia, perché devi metterti per tempo al sicuro!
Tutto è per la TUA EVANGELIZZAZIONE MONDIALE ITINERANTE!?
Kiko assegna, a sorteggio, famiglie ai suoi Itineranti



Infatti, quando fai l'excursus delle convivenze, dici che andrai a distribuire nei seminari circa 300 ragazzi, appunto su richiesta degli itineranti,  andrai ad assegnare 200 famiglie agli itineranti di tutto il mondo, poiché sono loro che te ne fanno richiesta per rinforzare la missione nelle loro nazioni.


Domanda:
Ma com'è che è tutto vostro?
Ora sì che è spiegato l'«Arcano»:
questo è il tuo Impero, stai costruendo il tuo Regno, qui sulla terra.

La Chiesa non c'entra niente, né il Papa, i Cardinali o i Vescovi, anche se sono i Vescovi gli unici Responsabili del Cammino, secondo Statuto, essendo il Cammino Neocatecumenale incardinato nelle singole Diocesi, sotto la guida esclusiva dei Vescovi.

Spiegato il motivo della tua angustia, legittima direi a questo punto.

Ti avverto, però, carissimo Kiko, devi stare molto attento quando parli, la tua parola è presa a modello sicuro dai fratelli delle comunità sparse per il mondo.

Allora faccio un esempio.
La lettera viene letta in tutte le comunità, i fratelli la meditano e, tornati a casa, seguendo il tuo esempio, si siedono a tavolino per fare due conti con le mogli e numerosa prole e decidere quanto metteranno nella colletta da te annunciata in anticipo, proprio perché potessero arrivare preparati al momento stabilito.

Apro una parentesi: vista la conclusione a cui sto arrivando, seguendo la logica, ho una terribile intuizione: forse era meglio che dicevi ai tuoi itineranti di dare indicazione ai responsabili di arrivare in comunità e fare, ex abrupto, una colletta istantanea. Presi alla sprovvista, colpiti di essere destinatari di una lettera di Kiko tutta per loro, e considerato il numero di fratelli di tutta Europa, anche se ognuno avesse messo solo quel poco che aveva dietro, non avendo avuto la possibilità di mettere mano a qualche risparmio, come tu desideravi facessero, già così ti saresti assicurato non uno ma due corsi di evangelizzazione belli e pagati, ma ormai è fatta e, come si dice: "Chi troppo vuole nulla stringe!". Chiusa parentesi.

Torniamo alla famiglia riunita, come te, intorno alla tavola.
Il capo famiglia dice:
Facciamo due conti, come ha fatto Kiko, nostro unico esempio da imitare, dallo stipendio per prima cosa togliamo la decima, il mutuo, le bollette, il mangiare per un mese, siamo in sette, scuola, università, trasporti, spese personali, infine non possiamo dimenticare la colletta straordinaria di ogni mese per la famiglia in missione, a proposito, a giugno c'è anche la rata dell'IMU!
Fatti i conti e, spaventati dal fatto che neanche Kiko si avventura in nulla se non ha le spalle coperte, il panico prende la famiglia intera, la quale si rende conto che Kiko può anche fermarsi per un anno, tutto sommato non succede nulla, ma loro no! Devono andare avanti!
Kiko, deponi la tua Stola e, finalmente, riposa!

 A questo punto ti do un consiglio: prima che si concluda il mese di maggio, senza aspettare oltre, puoi già decidere di fermarti.
Comunica a tutti gli itineranti un anno sabbatico, poi ti metti in preghiera per ottenere l'ispirazione a quale Monastero è bene che tu chieda di essere ospitato, per ritrovare te stesso e il tuo rapporto con Dio, dando così il buon esempio ai Cefali e ai 72 che, come sempre a te fedeli, seguiranno in tutto le tue orme! Sembra un sogno! Ma in un sol colpo ci libereremo anche di tutti loro.



Coraggio!
Dio sta per fare il miracolo più impressionante di tutti con il Cammino:
Fermare te, i Cefali e i 72 con annessi e connessi per tutto il nuovo corso 2017/2018 - memorabile nuovo corso che resterà negli annali del Cammino - mentre la Carmen, santa di "categoria superiore" in attesa di canonizzazione, invece di "aiutare" i fratelli ad essere generosi col "signore", che sei sempre tu, riposi in pace, quest'anno e per sempre, e risparmi eventuali inquietanti visite post mortem, che ricordino troppo dal vivo le sue violente incursioni nella vita dei sottoposti.

Buone vacanze davvero, lunghe e meritate, ne hai davvero bisogno e ti faranno un gran bene.

Infine grazie di cuore!
Augurando tu ai fratelli "buone vacanze" in Gesù Cristo, hanno sinceramente chiesto al Signore, che li ha ispirati:
Hanno deciso che quest'anno non ci rinunceranno no e, prima di concludere il tanto evocato mese di maggio, essendo l'estate ormai vicina, prenoteranno una vacanza, senza tante pretese, secondo le loro possibilità, ma finalmente una vacanza al mare, anche di una sola settimana, in qualunque località, che non sia Porto San Giorgio.




Traducido in Español (Gloria G): Crux Sancta

Translation in English (Lapaz): Jungle Watch

giovedì 25 maggio 2017

Mano al portafoglio fratelli! Caviale, aragoste e sigari cubani non crescono sugli alberi!


Puntuale quanto Equitalia, nel maggio-giugno di tutti gli anni l'autonominato "iniziatore" del Cammino Kiko Arguello scrive una delle sue personalissime comunicazioni esattoriali, chiedendo collette ai "fratelli" del suo Cammino per coprire i mostruosi debiti da lui contratti in ogni parte del mondo, in nome di una non meglio specificata "evangelizzazione", che non sarebbe nient'altro che la pappagallesca ripetizione delle sue cosiddette "catechesi" ammuffite vecchie di 50 anni.

Non bastava la Kiko-tax, ovverossia la famigerata "decima" - già imposta indistintamente a studenti, casalinghe e pensionati minimi - e utilizzata spesso e volentieri per pagare le spese di ipertrofici "catecumenium", la kikizzazione delle chiese, l'oliatura di Vescovi e Parroci e l'acquisto di macchine e viaggi per i cosiddetti "catechisti" di alto rango. Non bastava la ridicola sceneggiata della raccolta del "bottino" al secondo scrutinio, no, non bastavano nemmeno i continui ed esosi balzelli imposti per ogni cretinata che venga in mente all'Augusto Kiko!

Si sa, gli idoli sono sempre molto esigenti, ed EquiKiko non fa eccezione, perciò ecco che anche quest'anno, 2017, l'amministratore delegato della Cammino Neocatecumenale S.p.A. invia a soci e investitori il seguente messaggio (diffuso già in Italia, Spagna e USA):
«Cari fratelli,
Perdonate queste parole, ma avremmo bisogno che ci diate un vostro aiuto. Concludendo il corso dell’anno 2017 e preparandoci per il prossimo corso, ora a Giugno avremo la convivenza di tutte le équipes itineranti d’Europa per rivedere la situazione del Cammino in Scandinavia - soprattutto Danimarca, Svezia, Finlandia, ecc. -, nel Regno Unito, in Olanda, Germania, Austria, Svizzera, Cecoslovacchia, nei Paesi della ex-Iugoslavia - Croazia, Montenegro, Bosnia, ecc. -, e la situazione dei Paesi che sono stati sotto il comunismo, come Ucraina, Lettonia, Lituania, Georgia, ecc. Oltre a questa convivenza, il prossimo 25 Maggio, avremo l’incontro delle Famiglie, dato che gli Itineranti di tutto il mondo ci chiedono più di 200 famiglie per rinforzare la missione nelle loro nazioni.
Ohibò! In sintesi ci sarà un summit del G20 del Cammino Neocat per "discutere della situazione della Scandinavia" (chi sa se gli scandinavi sono a conoscenza del fatto che si deciderà presto del loro futuro in termini di invasione neokikiana...) e dei "paesi che sono stati sotto il comunismo". Poffarbacco! Il Comunismo! il comunismo è finito dal 1989, quindi da quasi trent'anni, ma tirarlo fuori ogni tanto fa bene, a Kiko serve sempre uno spauracchio da agitare per spaventare i suoi fedelissimi discepoli e rendere più fluido l'allargamento dei cordoni della borsa.... uuuuhhhh il comunismo! uhhhh la bestiadellapocallise! lo dimonio! uhhhhhh 
Passata l’estate, avremo prima la convivenza dei presbiteri e dei seminaristi di Italia e Spagna, dove saranno inviati, senza soldi, ad annunciare il Vangelo a due a due; dopo ci sarà la convivenza dei Rettori dei diversi Seminari, dove ci riuniremo per accogliere e distribuire i circa 300 giovani che già sono pronti per entrare nei Seminari Missionari Redemptoris Mater. Poi ci sarà la convivenza di inizio corso e, a fine Gennaio, come tutti gli anni, avremo la convivenza mondiale di tutti gli Itineranti del mondo, assieme ai Rettori e ai Responsabili delle comunità più antiche del Cammino. Lì vedremo la situazione dell’Africa, dell’Asia e dell’Oceania. Tutte queste convivenze le facciamo in Italia, vicino al mare, in un luogo chiamato Porto S. Giorgio, dove gli alberghi che dovremo utilizzare, sono abbastanza cari e questo comporta che dobbiamo sempre lasciare, dopo la colletta, un debito che, nel migliore dei casi, è di 100 mila euro.
Il "lider maximo" Kiko nella sua mise da
convivenza degli itineranti
Ah ma allora è un vizio! La situazione dell'Africa? Ma chi si crede di essere? il Papa? Ovviamente, come tutti i grandi di Stato con la corte al seguito, non è che può andare ospite in monasteri e pensioni, o meglio ancora in uno dei tanti Redemkikis mater semivuoti costruiti in giro per il mondo, no! solo alberghi vicino al mare, in una località non proprio economica, in piena alta stagione. Apprendiamo - per esempio da Booking.com - che un albergo medio, a Giugno, costa come minimo 65 euro a notte a pensione completa, il che vuol dire per circa 500 persone, in 10 giorni - ebbene si, le convivenze degli itineranti arrivano a durare anche 10 giorni passati ad ascoltare i deliri di Kiko - ben 325.000 euro! E questo senza contare i soldi dei biglietti aerei che spesso e volentieri sono a carico della Fondazione Famiglia di Kik... ops! di Nazareth.

Mano al portafoglio fratelli!
Potete quindi immaginare che con questa lettera vi chiediamo un aiuto per la quantità di convivenze che ci attendono; dato che il debito supererà il mezzo milione di euro, se non riceviamo un aiuto dovremmo fermarci. Ad ogni modo io non mi vergogno di chiedervi dei soldi, dato che è per prendere parte alla EVANGELIZZAZIONE MONDIALE ITINERANTE e sono certo che il Signore vi pagherà il 100 per uno.
Così, fratelli, prima di concludere il mese di maggio, voi Responsabili delle diverse comunità d’Europa potete annunciare ai fratelli che si farà una colletta per aiutare l’Evangelizzazione.
Coraggio! I miracoli che Dio sta facendo con il Cammino in tutto il mondo sono impressionanti: inoltre Carmen, che è una santa, diciamo di “categoria superiore”, e che speriamo che, giunto il suo momento, sia canonizzata, ci aiuterà dal Cielo, e soprattutto vi aiuterà ad essere generosi con il Signore. Auguro a tutti buone vacanze in Gesù Cristo, supplicandovi di pregare per me e per Padre Mario.»
Eh, certo, Kiko non si vergogna di abusare del Nome di Cristo Gesù per estrarre soldi dalle tasche di tanti semplici di cuore che gli credono! E la richiesta, ovviamente - dopo i tanti paroloni, dopo le rileccate a lingua di burro in cui è maestro - è perentoria: la colletta "si farà", costi quel che costi, tanto lui "non si vergogna". Altro che "pregate per me": questa è una cartella esattoriale! Potremmo suggerire all'Agenzia delle Entrate di accompagnare le richieste di soldi ai contribuenti con questa magica formula finale: "pregate per noi". Chi sa: magari funziona!

Cosa sia poi una "Evangelizzazione mondiale itinerante" non lo sa nessuno, ma è scritto in maiuscolo, perbacco, deve quindi essere Una Cosa Molto Importante!

E infine, chicca delle chicche, Carmen sarebbe una "santa" di "categoria superiore". Toh, come il vino liquoroso, quello che Kiko si è bevuto prima di scrivere questo schifo! Se è santa perché non chiede l'intercessione? I soldini appariranno come per magia....

Orbene, Kiko non contento di aver già chiesto alle vecchine di fare testamento in favore del Cammino, non soddisfatto di tutte le spaventose donazioni ricevute in cinquant'anni - la terra della stessa Domus Galileae, del Centro di Porto San Giorgio e della Domus Jerusalem, i lasciti, le proprietà regalate anche quando sottratte illegalmente ai fedeli della diocesi... - come un Moloch insaziabile continua a ingoiare denaro per finanziare le sue attività turlupinando i suoi seguaci con la scusa dell'evangelizzazione!

Cari neocatecumenali: per testare la bontà del cammino e dei suoi iniziatori, rifiutatevi, non in segreto ma pubblicamente e motivatamente, di dare altro denaro. "Fermate" la macchina tritatutto del Cammino - come ha minacciato The Kiko - e osservate come reagiscono i vostri "catechisti", i responsabili regionali, gli itineranti. Guardate quanti secondi impiegheranno a cacciarvi, umiliarvi, annullarvi, rivoltandosi contro di voi per divorarvi.

Solo a quel punto vedrete davvero di che pasta sono fatti! Solo allora vedrete chi davvero si nasconde dietro alla barbetta luciferina e l'aria da profeta ispirato!

STOP. THE. MONEY.

Avete l'occasione.

martedì 23 maggio 2017

Devozione mariana in Casa Argüello

“….Roma, città meravigliosa nella quale alloggiava, con una certa consuetudine, il fondatore del cammino neocatecumenale. 
La casa ospitava tutti i componenti dell'equipe internazionale del cammino. Kiko, Carmen e p. Mario. 
Ricordo un via vai di "catechisti" neocatecumenali e la comodità smodata della quale i Cefa usufruivano.

Un pensiero mi sorprende con prepotenza e inquietudine e riguarda la figura di Carmen Hernàndez. In quella casa da me descritta si succedevano, con sollecitudine, degli scontri con la sua persona.

Un altro punto inaccettabile e insolente riguarda la figura predominante di Kiko, il quale per diletto ed ego personale, guidato dalla necessità di dimostrare la sua dedizione alla figura di Maria Vergine, decise di indossare un Rosario, legato alla cintura, (chi ha avuto occasione di conoscerlo è al corrente di questa sua pratica irrispettosa) e lasciato sobbalzare e incastrarsi senza cura.
Ad un certo punto dava la sensazione si fosse logorato, consumato... non so... ridotto male. Incurante del Sacro Simbolo, lo trattava come si trattasse di un oggetto di poco conto. L'ego e il narcisismo del nostro fondatore, non poteva esimersi dal creare egli stesso la croce che contraddistingue il suo personale oggetto di "devozione".

Mi resi conto, e ancor oggi me ne rendo conto, di quanto l'immagine della Vergine venga utilizzata da Kiko, ma non amata, lodata, rispettata.... Ho potuto constatare che non sussiste alcuna Santa Venerazione verso la Madre piena di Grazia. La Madre di Gesù, sentiero luminoso e via che porta a Cristo, viene emarginata.
Ciò mi pone molteplici domande e riflessioni…”
(da: Anonimo)