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| Tre tombe in giardino: lui, lei, e il pargolo ai loro piedi |
Ho tempo quindi! Che i neocatecumenali non si preoccupino dell'impiego del mio! Ho tempo, me lo posso permettere.
Ci sarebbe da fare un post su ogni frase, su ogni periodo.
È uno sproloquio di banalità, di depressione, di controsensi e di attacchi all'uomo e alla Chiesa, e di conseguenza a Dio.
Mi sono molto rammaricato per questa pagliacciata di convivenza.
A che pro parlare solo di lui, di Carmen e del cammino?
A che pro parlare di cose sentite e risentite migliaia di volte?
Parlare di come è nato il cammino, di come è andato avanti e di come si è impiantato qui in Italia?
Sappiamo bene che i poveracci della parrocchia romana dei Martiri Canadesi non erano e non sono altro che dei borghesi di classe medio-alta, proprio quelli che lui combatte e critica da decenni. Perchè lui, in fondo, combatte le sue origini ma non le abbandona.
Lo hanno accolto perché all'inizio degli anni '70 la gente cosiddetta borghese che abitava nei quartieri Trieste, Salario, piazza Bologna, era attratta da questi hippy bohémien che conducevano vite disordinate.
Era per capirne il motivo di quella vita e che fino a loro non si era mai presentata davanti i loro occhi.
In fin dei conti era una specie di messa in discussione e di riscatto. C'era stato il '68 e di sicuro anche se ora è lontano per noi, quel tempo fu un tempo di cambiamento e di riflessione per tutti. A prescindere da come la si pensasse.
Comunque nessuno di questi "poveracci dei Martiri Canadesi" in fondo, ha rinunciato alla propria. La maggior parte di chi è entrato in quegli anni conduce la vita di prima.
Per quanto riguarda i "poveri del Borghetto" chi è di Roma e ne conosce la storia, sa che gli abitanti di quel quartiere nato da poco e scomparso dopo poco tempo erano gente normale, che viveva di lavori umili (come camerieri, donne di servizio, manovali, scaricatori ai magazzini generali ma non erano certo drogati o ladri o delinquenti) però, certo, agli occhi dei borghesi abitanti vicino i Martiri Canadesi e Santa Francesca Cabrini erano ...dei poveri disgraziati.
Ricordo che in quegli anni Roma era molto differente da ora; molti quartieri, anche vicini a quello dei Martiri Canadesi erano formati da case costruite senza piano regolatore e da case popolari costruite nell'epoca fascista (poi sono state buttate giù)
Basta guardare la storia del Quartiere Pietralata con le sue case costruite abusive e popolari le quali molte di loro erano state "occupate" illegalmente.
Quindi, ricordo a tutti, che le prime Comunità NON si sono formate a Torre Spaccata o a Pietralata o a Garbatella bensì in quartieri ricchi di Roma .
Questo vuole dire qualcosa?
Kiko era ed è una persona depressa, disillusa e con gravi patologie, tra le quali, secondo me, una spiccata forma di narcisismo.
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| Vignetta comparsa l'anno scorso sul blog Crux Sancta, per ricordare che l'«icona» kikiana davvero rappresenta quei tre |
Come direbbe il mio povero papà, che ora non c'è più, "ma vai a lavorare piuttosto!"
Kiko vuole che la vita degli altri sia una ripetizione della sua.
Non essendo una persona affidabile e non avendo rispetto di sé e di coloro che gli stanno intorno, Kiko vuole rassicurarsi che gli altri siano come lui.
Li vuole depressi, insoddisfatti di ciò che vivono, malinconici, e tremendamente tristi. Plasmati a sua "immagine e somiglianza" in fondo lui è un creatore!
Non dipende da ciò che vivi, puoi essere uomo, donna, ragazzo o fanciullo, se sei neocatecumenale devi ODIARE la tua vita.
Gesù amava la sua e per questo l'ha immolata per noi; Dio ci dice di Lodarlo, quindi perché disprezzare ciò che viviamo e che siamo?
Mi ha colpito inoltre la storia della sepoltura di Carmen e la preparazione delle tombe degli altri due nel giardino del seminario di Madrid (forse perché tanto giovane non sono).
Perché non essere seppellito in un Cimitero Comunale come tutti? Lui che era "umile" ha preferito farsi un tempio non solo in vita (Domus Galileae) ma anche dopo la morte?
E poi questo attaccamento malsano alla vita di Carmen, questo rapporto ambiguo che non si spiega.
Sembra un rapporto di coppia senza essere una coppia (?) comincio a dubitarne anch'io. Al punto che saranno seppelliti l’uno vicino all'altro e Don Pezzi ai loro piedi. La coppia sono loro.
Nonostante abbia vissuto per decenni nel cammino NC lo sto mettendo ORA in discussione.
Kiko era un Borghese degli anni '60 e Carmen era figlia di ricchi.
In quegli anni i rapporti di coppia erano più “liberi” al di là del sesso, intendo. C’era una scoperta dell’altro sesso come persona e i rapporti a volte erano ambigui e non equilibrati.
Il rapporto tra lui e lei rientra veramente in una dinamica prettamente borghese di quegli anni.»
(da: un lettore del blog)
































