giovedì 10 novembre 2016

Il cammino? Ripetizione sempre uguale della ribellione anti-borghese di Kiko

Tre tombe in giardino: lui, lei, e il pargolo ai loro piedi
«Ho letto tutta la trascrizione della convivenza inizio corso 2016, questa volta attentamente senza fretta.
Ho tempo quindi! Che i neocatecumenali non si preoccupino dell'impiego del mio! Ho tempo, me lo posso permettere.

Ci sarebbe da fare un post su ogni frase, su ogni periodo.
È uno sproloquio di banalità, di depressione, di controsensi e di attacchi all'uomo e alla Chiesa, e di conseguenza a Dio.

Mi sono molto rammaricato per questa pagliacciata di convivenza.
A che pro parlare solo di lui, di Carmen e del cammino?
A che pro parlare di cose sentite e risentite migliaia di volte?
Parlare di come è nato il cammino, di come è andato avanti e di come si è impiantato qui in Italia?

Sappiamo bene che i poveracci della parrocchia romana dei Martiri Canadesi non erano e non sono altro che dei borghesi di classe medio-alta, proprio quelli che lui combatte e critica da decenni. Perchè lui, in fondo, combatte le sue origini ma non le abbandona.

Lo hanno accolto perché all'inizio degli anni '70 la gente cosiddetta borghese che abitava nei quartieri Trieste, Salario, piazza Bologna, era attratta da questi hippy bohémien che conducevano vite disordinate.
Era per capirne il motivo di quella vita e che fino a loro non si era mai presentata davanti i loro occhi.

In fin dei conti era una specie di messa in discussione e di riscatto. C'era stato il '68 e di sicuro anche se ora è lontano per noi, quel tempo fu un tempo di cambiamento e di riflessione per tutti. A prescindere da come la si pensasse.

Comunque nessuno di questi "poveracci dei Martiri Canadesi" in fondo, ha rinunciato alla propria. La maggior parte di chi è entrato in quegli anni conduce la vita di prima.

Per quanto riguarda i "poveri del Borghetto" chi è di Roma e ne conosce la storia, sa che gli abitanti di quel quartiere nato da poco e scomparso dopo poco tempo erano gente normale, che viveva di lavori umili (come camerieri, donne di servizio, manovali, scaricatori ai magazzini generali ma non erano certo drogati o ladri o delinquenti) però, certo, agli occhi dei borghesi abitanti vicino i Martiri Canadesi e Santa Francesca Cabrini erano ...dei poveri disgraziati.
Ricordo che in quegli anni Roma era molto differente da ora; molti quartieri, anche vicini a quello dei Martiri Canadesi erano formati da case costruite senza piano regolatore e da case popolari costruite nell'epoca fascista (poi sono state buttate giù)
Basta guardare la storia del Quartiere Pietralata con le sue case costruite abusive e popolari le quali molte di loro erano state "occupate" illegalmente.

Quindi, ricordo a tutti, che le prime Comunità NON si sono formate a Torre Spaccata o a Pietralata o a Garbatella bensì in quartieri ricchi di Roma .
Questo vuole dire qualcosa?

Kiko era ed è una persona depressa, disillusa e con gravi patologie, tra le quali, secondo me, una spiccata forma di narcisismo.
Vignetta comparsa l'anno scorso
sul blog Crux Sancta, per ricordare che
l'«icona» kikiana davvero rappresenta quei tre
Era un borghese anche lui, e come tanti figli di borghesi si è potuto permettere di andare in "giro per il mondo" ben sapendo che sarebbe in ogni momento potuto ritornare a casa? Cosa che non ha fatto perché, da bravo borghese ricco, ha preferito campare con i soldi degli altri e costruirsi un impero di cui lui ne è il capo.
Come direbbe il mio povero papà, che ora non c'è più, "ma vai a lavorare piuttosto!"

Kiko vuole che la vita degli altri sia una ripetizione della sua.
Non essendo una persona affidabile e non avendo rispetto di sé e di coloro che gli stanno intorno, Kiko vuole rassicurarsi che gli altri siano come lui.
Li vuole depressi, insoddisfatti di ciò che vivono, malinconici, e tremendamente tristi. Plasmati a sua "immagine e somiglianza" in fondo lui è un creatore!

Non dipende da ciò che vivi, puoi essere uomo, donna, ragazzo o fanciullo, se sei neocatecumenale devi ODIARE la tua vita.

Gesù amava la sua e per questo l'ha immolata per noi; Dio ci dice di Lodarlo, quindi perché disprezzare ciò che viviamo e che siamo?

Mi ha colpito inoltre la storia della sepoltura di Carmen e la preparazione delle tombe degli altri due nel giardino del seminario di Madrid (forse perché tanto giovane non sono).
Perché non essere seppellito in un Cimitero Comunale come tutti? Lui che era "umile" ha preferito farsi un tempio non solo in vita (Domus Galileae) ma anche dopo la morte?

E poi questo attaccamento malsano alla vita di Carmen, questo rapporto ambiguo che non si spiega.
Sembra un rapporto di coppia senza essere una coppia (?) comincio a dubitarne anch'io. Al punto che saranno seppelliti l’uno vicino all'altro e Don Pezzi ai loro piedi. La coppia sono loro.

Nonostante abbia vissuto per decenni nel cammino NC lo sto mettendo ORA in discussione.

Kiko era un Borghese degli anni '60 e Carmen era figlia di ricchi.

In quegli anni i rapporti di coppia erano più “liberi” al di là del sesso, intendo. C’era una scoperta dell’altro sesso come persona e i rapporti a volte erano ambigui e non equilibrati.

Il rapporto tra lui e lei rientra veramente in una dinamica prettamente borghese di quegli anni.»

(da: un lettore del blog)

martedì 8 novembre 2016

Violenza, sopraffazione e omertà nel Cammino: non c'è limite al peggio

Guam: blasfema "teologia" neocatecumenale:
il "tabernacolo a due piazze", sacramento e libro
È mio dovere dare qui testimonianza: una cosa determinante nella mia uscita dal Cammino è' stata una storia fotocopia di quella raccontata dalla ragazza, con toni devo dire ancora piu' inquietanti e oscuri a causa della megalomania congenita del catechista schiavo del sesso che era anche malato di "profetismo maniacale diabolico".

Una storia terribile, ma sento mio dovere scrivere qui perché voglio sottolineare degli aspetti che sono per me conferme e sono testimonianze, contro i denigratori di questo blog, come carboni ardenti sulla loro testa perché non parliamo di confronto di idee (che pure ha il suo valore) ma di fatti concreti, come dicono loro, di storie di persone usate abusate e gettate via piene di dolore.

Il fatto di cui parlo è stato gestito dai catechisti responsabili direttamente guidati da Kiko e da Kiko stesso alla stessa identica maniera descritta.
  • Noi fuori dal coro ritirando sempre in ballo questa storia - insabbiata perché la ragazza era devastata e il/i responsabili del misfatto intanto facevano una brillante carriera nel Cammino - siamo stati, insieme alla ragazza irretiti, minacciati, ...
  • La ragazza, in particolare, è stata definita pazza, hanno insinuato che in fondo era lei ad essere innamorata di [omissis]... hanno detto che era invidiosa della moglie, piena di peccati e cattivi pensieri e anche un poco visionaria... hanno detto "chi sa quanto della sua orribile storia lo aveva inventato di sana pianta"... e nel frattempo il mostro ha sempre spudoratamente negato tutto.
  • Più e più volte le è stato ordinato di chiedere perdono... per i suoi "tremendi giudizi"; alla fine, piena di odio e rabbia, si è allontanata dalla comunità, dalla Chiesa, dal mondo circostante, in dissidio con i suoi di famiglia, tutti in comunità. 
La motivazione data dai kikos era che sarebbe stato un disastro per il Cammino, per questo la ragazza che non perdonava era preda del demonio che, attraverso lei, voleva distruggere il cammino.

Mi sento male, ora non posso più continuare... Dico solo che questo evento, essendo anche io catechista in mezzo a questo macello, mi ha permesso di vedere. Le maschere sono cadute... Il cosiddetto bene che fa il Cammino ........ ed è apparso ai miei occhi un sistema inumano che schiaccia i deboli, senza misericordia, senza pietà, senza ripensamenti, senza rimorsi.

Sicuramente da questo fatto è iniziata una rilettura di tutto. È andata sempre peggio negli anni successivi. Potrei scrivere un libro. Fino all'uscita finale irrevocabile e benedetta.

Ultimo aspetto: c'è un'altra arma che viene sistematicamente usata in questi casi, è stato vero per la ragazza ma anche per noi - e cioè la calunnia, le menzogne e le cattiverie messe in giro per togliere credibilita a chi non si sottomette alle regole neocatecumenali di omertà, mistificazione, abuso e quant'altro.

Questi sono gli strumenti di lavoro utilizzati dai mega-catechisti e dal loro Grande Capo e dalla Capessa, che era tale e quale, con una punta di acido in più. Parlo per averla conosciuta.

Come ha detto l'apostata, concludo... I frutti del cammino?....... Ma andate a...... Guam: ci sono tutti. E aggiungo restateci, in un' isola in mezzo al pacifico. Tutti.
(da: un lettore del blog)

domenica 6 novembre 2016

Un Cammino arrogante, giudaizzante e fagocitatore di parrocchie

Traduciamo un articolo del 22 luglio 2016 tratto dalla rubrica "Asomado a la ventana" (affacciato alla finestra), del giornale spagnolo on-line "Periodista digital", a firma di José Luis Ferrando.

I due iniziatori del CNC predicano dall'ambone
con i sacerdoti (muti) alle proprie spalle

Si apre una nuova era per i neocatecumenali?

La morte di Carmen Hernández è, sotto tutti i profili, un momento doloroso per il Cammino neocatecumenale.
Carmen non è stata solamente la cofondatrice del "cammino", ma soprattutto l'ispiratrice di tutto il canovaccio ideologico dello stesso.
Fin dai primi tempi, è lei ad averne segnato le linee maestre, e con fermezza è stata la guardiana della sua essenza.
Da un lato, c'è il carismatico, Kiko, dall'altro, colei che gli forniva le fondamenta teologiche, la pensatrice, Carmen.
Evidentemente, la complementarietà fra di loro è stata assoluta, se si considerano i molteplici dissapori pubblici, che essi non hanno nascosto. 
In qualunque caso, scompare uno dei pilastri del Cammino.
Mi sono incontrato con loro in due occasioni della mia vita: una a Gerusalemme e l'altra nella Murcia.
Sempre mi sono apparsi essere persone appassionate del Vangelo, per quanto Carmen, esageratamente impulsiva, tagliente e sicura, mi risultava alquanto sconcertante.
Oggi, tutti insieme, ringrazieranno il Signore per il dono di questa donna, che ha saputo disegnare un itinerario di fede che ha catalizzato tanta gente che desidera seguire Cristo in questa epoca.

Il "cammino" neocatecumenale, indubbiamente è una realtà ecclesiale molto presente in tanti luoghi e ambienti.
Per questo, la Chiesa, nello stesso modo in cui ha lodato il suo impegno evangelizzatore e ha riconosciuto il suo interesse per la missione, ha pubblicamente rappresentato più volte, su richiesta di molte Chiese locali, la necessità di rivedere alcuni aspetti della sua "prassi" pastorale.
Nella Chiesa, tutti i carismi sono sempre legati alla storia e parziali.
Nessuna esperienza può pretendere  d'essere indipendente dalla storia e totalizzante. Il Signore della Storia ha suscitato, in ciascun tempo, uomini e donne che hanno contrassegnato nel suo nome, la propria epoca.
Molti di questi carismi però sono passati per il fuoco purificatore della "istituzionalizzazione" per garantire la propria permanenza nel tempo.
E ciò non si ottiene senza tensioni, a volte feconde, altre volte disgreganti.
La storia di molti ordini religiosi e movimenti ecclesiali è testimone di questa affermazione.
Sicuramente, per il "cammino" neocatecumenale, questo è un momento cruciale e decisivo.
Tuttavia uno dei fondatori, Kiko, è in vita, e mantiene il controllo dell'organizzazione.
È il momento per una  riflessione che vada a fondo su tutti gli aspetti?

Quali sono i punti critici più rilevanti? 

Semplicemente quegli aspetti che, per molti, è necessario che il Cammino riveda a fondo.
Alcuni di questi sono già conosciuti e sono stati ripetuti molte volte, però è bene ricordarli.


In primo luogo, le catechesi non sono state riscritte né riviste da quasi cinquant'anni, incluso il linguaggio usato, ripetitivo, fossilizzato, perché non si tolga valore all'approccio iniziale.
La teologia catechetica e pastorale, in questi ultimi anni, ha progredito positivamente: possibile che non si possano integrare alcuni elementi di modernità per attualizzare e migliorare il suo messaggio?

In secondo luogo, per quanto concerne la teologia fondamentale che ne sta alla base, è necessaria una revisione molto attenta.
I catechisti, molte volte senza una formazione di base, sottolineano eccessivamente l'aspetto della "Grazia" nell'azione del cristiano, al punto di trasformare molte singole persone in "tentatori professionisti" del Buon Dio Padre, a tutti i livelli.
La risposta da parte dell'uomo alla "Grazia" di Dio è nulla.
È necessaria una buona relazione Grazia -  natura umana, due grandezze (la Grazia e la natura) qualitativamente distinte, che si fondono senza confondersi", come direbbe il professor Martín Gelabert. Per questo gli si addebita d'essere vicini al "protestantesimo".

In quanto alla lettura della Sacre Scritture, sono considerati dei fondamentalisti. Neppure in esegesi biblica hanno progredito verso un'ermeneutica attualizzata. Una lettura della Bibbia senza un'attualizzazione ed una contestualizzazione, può essere molto pericolosa e condurre a delle decisioni temerarie.
Anche nel campo della teologia biblica la Chiesa, in queste ultime decadi, ha progredito notevolmente.

A molto teologi pare che essi siano eccessivamente "giudaizzanti" nell'ambito della liturgia.
Non vi è dubbio che la riscoperta della matrice ebraica del cristianesimo non ci deve portare ad assumere in modo acritico i simboli e il linguaggio proprio di altre credenze.
Questo è un tema molto delicato, soprattutto quando si traduce in una simbologia esterna pubblica.
Le buone relazioni sono auspicabili, ma mantenendo ognuno la propria identità ben differenziata.

Cena "ebraica" del giovedì santo
con candelabro-hannukkià neocat a nove fuochi
Però le critiche più notevoli vengono dall'ambito della ecclesiologia.
Li si accusa di una ecclesiologia "fagocitatrice" delle parrocchie.
Non c'è dubbio che il movimento, in una parrocchia, assicura una presenza quantitativa e qualitativa dei membri del "Cammino" in tutti i servizi, però il prezzo è che, generalmente, si devono convertire a quell'unica alternativa.
Molti parroci abdicano alle proprie funzioni e chi comanda in parrocchia sono i catechisti. Così mi raccontano molte persone con sofferenza.
Ciò aliena o disaffezione dalla parrocchia gli "altri" che non sono del "cammino". E questo non è positivo per la Chiesa.

Sempre sotto l'aspetto ecclesiologico, li si critica anche perché incrociano ai margini dei piani pastorali diocesani, non si integrano nella loro dinamica, quasi fossero extradiocesani.
Le loro consegne vengono sempre da Roma.
D'altro canto, a molti vescovi torna assai bene il movimento quando hanno bisogno di un bagno di folla.
In Spagna, l'abbiamo visto in questi ultimi tempi.
Riguardo a seminari e ai sacerdoti,
solo il tempo ci dirà...

Infine, molte persone che sono transitate per questo "cammino" denunciano una certa pressione psicologica in alcuni passaggi decisivi del medesimo.
Alcuni catechisti pare che vadano troppo oltre a ciò che dovrebbero in aspetti relativi alla coscienza personale. Sulle questioni familiari e sul rispetto della paternità responsabile, sarebbe consigliabile una lettura a fondo della Amoris Laetitia di Papa Francesco, senza dubbio può essere molto feconda ed illuminante.

Questi sono alcuni aspetti che molti teologi e alcune persone di buona volontà e con buona intenzione pongono in rilievo in questo momento cruciale per "migliorare" il coinvolgimento delle persone in questa realtà ecclesiale.
Indubbiamente, il Cammino è un'opera di Dio nella storia, però, allo stesso modo, lo sono il rinnovamento.
Il linguaggio delle catechesi è "ripetitivo e fossilizzato"
Un giorno, discutevo con un itinerante del "cammino" sui meccanismi di revisione e di autocritica che hanno gli Ordini religiosi (Capitoli, Elezioni ecc.). La sua risposta, anni fa, era che il "cammino" era comunque giovane. Certo, però si avvicinano alla cinquantina... che meccanismi hanno elaborato per gestire le critiche interne ed esterne? Esistono dei canali? L'unica frase che sanno dire è "convértiti"?

La successione, quando sarebbe, di Kiko e di padre Mario mi risulta che sia assicurata e, all'inizio, tranquilla...

In molte occasioni, alcuni amici che si incontrano in questo movimento ecclesiale mi hanno chiesto di scrivere sul "cammino". Ho cercato di riferire ciò che ho visto e sentito con sincerità, libertà e simpatia.
La "critica" costruttiva non viene dal demonio, né è una persecuzione.
Senza dubbio, il rifiuto della critica costruttiva proviene da una preoccupante arroganza.

Finalmente, Carmen, riposa in pace. 
Ha aperto un cammino ecclesiale per molte persone.
Il suo passaggio è stato positivo per la Chiesa. Così lo ha riconosciuto papa Francesco: "Rendo grazie al Signore per la testimonianza di questa donna, animata da un sincero amore per la Chiesa, che ha speso la sua vita nell'annuncio della Buona Notizia in ogni luogo, senza dimenticare le persone più emarginate".

venerdì 4 novembre 2016

"Il lupo dimorerà con l'agnello". Se il lupo è neocatecumenale, l'agnello ne uscirà malconcio

Padre M. G. Ballester, teologo domenicano spagnolo insignito del titolo di Dottore in Sacra Teologia, commenta periodicamente nel blog (in lingua spagnola) «Nihil Obstat», ospitato nella pagina web della provincia domenicana, alcuni temi di maggior attualità.

Nel 2009 un suo commento tocca la vicenda di un assessore di Palma di Maiorca appartenente al Cammino Neocatecumenale (sua moglie era "catechista"), divenuto famoso per le sue orge notturne pagate con denaro pubblico, che allora era in via di giudizio per aver abusato di minori dando loro droga e alcolici (tre fratelli, due dei quali di 14 e 16 anni e il terzo di 18).

I ragazzini, di famiglia d'origine cilena, frequentavano anch'essi il Cammino Neocatecumenale e, a detta del del politico sotto processo, venivano invitati a dormire a casa sua perché "vedessero come viveva una famiglia normale".
L'ex assessore verrà condannato a 13 anni di carcere, pena alleviata l'anno successivo dal Tribunale Supremo che, pur confermando l'abuso, non gli imputerà la violenza sessuale nei confronti del ragazzo più piccolo, all'epoca non ancora quattordicenne.

Questo l'articolo del teologo:
«La Chiesa assolve i peccati e, a volte, non denuncia i delitti dei suoi membri più di rilievo finché non si trasformano in uno scandalo sociale.
Ancor più certo è il fatto che alcuni delitti, che sono comunque peccati gravi per la coscienza del credente, sono più appetiti di altri dai mezzi di comunicazione proprio perché ne sono imputati dei cittadini che hanno fama d'essere buoni cattolici.
Lo scandalo che ha provocato le dimissioni dell'assessore della giunta di Palma di Maiorca, R.d.S. (ndr: nome completo nell'articolo), catechista della parrocchia di Son Oliva  nella stessa città, per aver usato fondi pubblici per soddisfare vizi privati nei locali di pessima reputazione, è stato amplificato dall'essere stato accusato, in seguito, del delitto di abuso su minori.
Se al momento l'ex assessore ha riconosciuto l'uso improprio di fondi pubblici e ha restituito il denaro, ancora nega le accuse di abuso.
Non c'è dubbio che la sua posizione di militante di un movimento ecclesiale fa sì che la storia attiri un interesse inaudito.
Alcuni particolari però la rendono ancor più spiacevole.
Uno di questi è che la difesa ha chiamato come testimoni a discolpa alcuni leader del movimento, in particolar modo il sacerdote N.M. (ndr.: uno dei 72 grandi elettori del Cammino Neocatecumenale, nome completo nell'articolo), al quale il Magistrato ha dovuto tradurre in termini religiosi la norma di legge che proibisce di mentire in un processo penale, ricordandogli l'ottavo comandamento.
Per difendere  R.d.S., l'avvocato ed uno dei testimoni hanno alluso, facendo riferimento alla provenienza dei minori, al modo (diverso) in cui i cileni vedono le cose.
Il Magistrato ha rigettato, con termini molto duri, queste osservazioni fuori luogo.
Speriamo che l'accusato sia dichiarato innocente del delitto che gli viene imputato. Per il suo bene e quello della sua famiglia.
Qualunque sia la sentenza, questo caso suscita in me una riflessione, che applico in primo luogo a me stesso e poi offro come umile consiglio: se pecchi, almeno non infrangere la legge. Perché così il danno diviene enorme e lo scandalo irreparabile.»

Un articolo che linka il commento di padre Ballester, specifica che R.d.S. aveva affrontato il processo con vari testimoni a sua difesa: tre sacerdoti, due parroci e un presbitero della comunità, familiari delle vittime e altri fedeli delle parrocchie che frequentava all'epoca in cui successero i fatti.

Nell'articolo ci si sorprende che "la setta fondamentalista Cattolica Cammino Neocatecumenale" abbia difeso con tanto zelo il suo membro traviato.

Stigmatizzando il comportamento dei testimoni della difesa che, ben lontani dal dimostrare equidistanza o compassione per le supposte vittime, durante il processo,  per il  fatto che la famiglia dei tre minori era di origine cilena,  avevano cercato di minare la credibilità della loro testimonianza, il Pubblico Ministero ha dichiarato: "Stanno cercando di far credere che i cileni vengono del Terzo Mondo e si immaginano le cose".

Da dichiarazioni del catechista, si può leggere nello stesso articolo, che alla famiglia dei minori si suggerì di mantenere il silenzio in un primo momento, per poi lasciarli "alla loro sorte" senza offrire loro appoggio nel caso avessero deciso di denunciare i fatti.

La nostra sconfortata considerazione è che ci pare sia una storia che si ripete: l'aggressore viene difeso, soprattutto se facente parte della elite del Cammino, le vittime vengono prima zittite, poi colpevolizzate e accusate, comunque sempre, alfine, abbandonate.

Forse perché c'è sotto il disegno di Dio? Perché, come dice Kiko, “se Dio permette che un fratello della comunità si ubriachi o uccida qualcuno…forse è perché Dio sta insegnando a tutta la comunità la misericordia che egli ha con tutti…e costui sarà il testimonio, perché gli altri apprezzino l’amore di Dio" ?

Pare che la famiglia cilena non abbia apprezzato appieno questo messaggio ed abbia preferito rivolgersi alla "giustizia degli uomini".

Forse è vero che "si immaginano le cose": pensavano di far parte di una vera comunità cristiana, ma era solo un sogno...
«Si devono formare comunità cristiane
come la Santa Famiglia di Nazareth
che vivano in umiltà, semplicità e lode
dove l'altro è Cristo»...

giovedì 3 novembre 2016

Papa Francesco blocca la "manovrina dietro le quinte" del vescovo neocatecumenale

Seminario neocatecumenale (RMS) di Guam:
due seminaristi di Kiko sprangano la porta
ai visitatori che manifestano con cartelli:
"spretate Apuron!" "restituite l'RMS!"
Per comprendere la mentalità neocatecumenale è utile conoscere anche questo episodio relativo al vescovo neocatecumenale Apuron, che dal 6 giugno 2016 non ha più poteri sulla diocesi di Agaña (Guam). Nostra traduzione da Jungle Watch.


Lo scorso 23 luglio [2016], Apuron ha scritto una lettera al cardinal Filoni chiedendo che al vescovo Hon venisse ritirato l'incarico di Amministratore Apostolico dell'Arcidiocesi di Agaña. Apuron si è lamentato che Hon avrebbe abusato della propria autorità:
  • rescindendo i decreti [di Apuron] contro i Concerned Catholics of Guam (CCOG) e il diacono Martinez;
  • chiedendo a tutti gli incaricati, pastori e vicari dell'Arcidiocesi, di presentare le proprie dimissioni;
  • chiedendo al consiglio presbiterale di scrivere a Roma per chiedere le dimissioni di Apuron;
  • interferendo con l'indagine in corso raccogliendo testimonianze dagli accusatori di Apuron (che erano state inviate a Roma), ed incaricando uno studio legale civile di difendere l'Arcidiocesi.
Gonfi del potere neocatecumenale e della ferma convinzione nel potere del loro "papa rosso" (Filoni), "Diana" e i neocatecumenali erano sicuri che si sarebbero presto sbarazzati di Hon. Apuron li aveva rassicurati che ciò sarebbe avvenuto per novembre [2016].

Ciò che Apuron non ha detto loro è che la risposta di papa Francesco del 30 settembre [2016] è stata: ASSOLUTAMENTE NO. In particolare, ad Apuron era stato riferito che la nomina di Hon da parte di papa Francesco era "per mandatum speciale Summi Pontificis [per mandato speciale del Sommo Pontefice], e cioè nel nome del Santo Padre, contro la cui decisione non esiste appello". In altre parole, fratel Tony, ZITTO E TORNA AL TUO POSTO.

Pare che il tentativo di Apuron di sbarazzarsi di Hon abbia alquanto infastidito Francesco, poiché non solo ha messo a tacere fratel Tony, ma ha anche sottolineato il suo intento di sbarazzarsi di tale patetico pedofilo (al quale aveva già chiesto di rassegnare le dimissioni fin dal 28 maggio [2016]) nominando un vescovo [Byrnes] che non solo ha immediato diritto di successione alla sede episcopale (sorry, Adrian!) ma ha ricevuto anche facoltà speciali dal Papa di amministrare immediatamente tutti gli aspetti della diocesi "senza eccezione".

Tipica saletta liturgica neocatecumenale:
tavolone, seggiole, tappeti, nessun senso del sacro

Ecco perché Tricky Dick e Dingbat Diana hanno tentato di spacciare subito la nomina di mons.Byrne come una vittoria [del Cammino]. Sono convinti che quel tentativo di ricorso fatto da Apuron abbia davvero funzionato, quando in realtà è stato Apuron il Molestatore ad aver ricevuto una gran sberla, per di più tacendola loro.

Ma non illudetevi che Apuron vada via. Lui intende resistere al Santo Padre e tornare a Guam. (Probabilmente Apuron conta sul fatto che Filoni diventerebbe il prossimo Papa entro breve tempo. Occhio alle spalle, papa Francesco!)

Ecco una citazione direttamente da quella lettera di Apuron:
...[le azioni di Hon] “compromettono gravemente la mia capacità di difendermi da solo e di riprendere stabilmente il governo della diocesi.”
Ciò dovrebbe provocarvi brividi lungo la schiena perché vi mostra esattamente che tipo di vendetta narcisistica compirà Apuron qualora dovesse ritornare [vescovo di Guam].

Come al solito ho tutta la documentazione per confermarlo (ringrazio French underground), e per sottolineare che tutto questo è vero ed esatto:

DICHIARO SOTTO PENA DI SPERGIURO CHE TUTTO QUESTO È VERO ED ESATTO.

TIMOTHY J. ROHR


Nostre note a margine:
  1. i decreti contro CCOG e il diacono Martinez (emanati negli ultimissimi giorni prima che Hon ricevesse la nomina) sono stati annullati da Hon il 15 giugno scorso allo scopo di "promuovere la riconciliazione"; ma è probabile che c'entri qualcosa la lettera di Rohr inviata al Papa il 14 giugno, che elenca tutta la vendicatività di Apuron contro il gruppo CCOG, che si riserva di agire in sede canonica e civile (come al solito, Hon, quando sente in arrivo azioni legali, subito si dà da fare);
  2. il diacono Martinez era stato addirittura minacciato di querela dall'arcidiocesi stessa; la sua colpa? aver parlato chiaro e aver detto che Apuron stava compiendo ogni sforzo per evitare che le sue vittime venissero allo scoperto;
  3. quando un vescovo è coinvolto in uno scandalo, in genere offre le sue dimissioni e si fa da parte finché non viene chiarita la sua innocenza o colpevolezza. Apuron non lo ha fatto, ed è un motivo in più per cui il clero, di fronte allo scandalo, legittimamente può chiedere alla Santa Sede che il vescovo venga rimosso;
  4. è d'uso che con un nuovo vescovo decadano tutte le cariche diocesane, per lasciargli la massima libertà di fare nuove nomine (la gran parte delle cariche in genere viene confermata); Hon, in qualità di amministratore apostolico anziché di nuovo vescovo di Guam, si era limitato a "chiedere" quelle dimissioni come gesto di cortesia (courtesy resignation). Al vescovo neocatecumenale questa cosa non è andata proprio giù perché aveva piazzato i "presbìteri" neocatecumenali in tutte le posizioni importanti;
  5. il citato Dungbat "Diana" è un gruppo di neocatecumenali "pasqualoni" di Guam (tra cui il presbitero del "gesto del gorilla") che tiene un blog di propaganda kikiana nel tentativo di contraddire JungleWatch;
  6. il citato Adrian è il presbitero neocatecumenale A. Cristobal, che da tempo notoriamente aspirava a diventare vescovo e successore di Apuron; recentemente il Cristobal si è distinto per aver disubbidito a Hon che lo aveva nominato parroco di un'altra parrocchia, ma lui fino ad oggi non si è presentato in servizio;
  7. il citato Tricky Dick è un prominente laico neocatecumenale (dotato di vestina bianca perché ha superato tutte le tappe del Cammino) che in conferenza stampa ha diffuso un sacco di panzane neocatecumenali con sommo sprezzo del ridicolo (per la serie: "ma ci fa o ci è?").

mercoledì 2 novembre 2016

Formalmente denunciato il vescovo neocatecumenale Apuron per abusi sessuali su minori

Il vescovo neocatecumenale Apuron
Sul vescovo neocatecumenale Anthony Sablan Apuron (da ieri settantunenne) pendono gravissime accuse di abusi sessuali su minori (anche stupri), compiuti nel periodo in cui era seminarista diciannovenne e nel periodo in cui era frate cappuccino e parroco (non siamo in grado di stabilire "fin dove" si è spinto; vedi parere di un esperto di Guam).

Dallo scorso settembre 2016 è entrata in vigore a Guam una legge che abolisce i termini legali per la denuncia di abusi sessuali su minori (legge che era stata misteriosamente ostacolata in extremis dalla Curia neocatecumenalizzata e da Hon e da buona parte del clero, timorosi che "future azioni legali" avrebbero mandato la diocesi in bancarotta). Perciò le vittime che si erano fatte avanti pubblicamente hanno ora presentato formale denuncia per abusi sessuali su minori a carico del vescovo neocatecumenale Apuron (vedi ad esempio notizie sui giornali qui e qui), contro un prete (oggi 95enne) in carico all'arcidiocesi di Guam, contro l'arcidiocesi stessa, e contro una cinquantina di soggetti che in qualche modo hanno coperto il vescovo neocatecumenale Apuron. Da quando sono state rese pubbliche le denunce qualche mese fa, Apuron è sparito dalla circolazione, rintanatosi per un certo periodo nel seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Guam.

Sempre da JungleWatch apprendiamo che oltre ai quattro già noti ai giornali per le loro testimonianze pubbliche (e per gli incresciosi incidenti come l'essere stati pressoché ignorati dall'arcivescovo Hon - vedi foto sotto -, che in questi giorni sta facendo frettolosamente le valigie), c'è almeno un'altra dozzina di vittime che sta sporgendo denuncia.

Noi forse potremmo dimenticare questa scena, Dio no.
Giugno 2016, gradini della cattedrale di Guam
una delle vittime del vescovo pedofilo neocatecumenale
aspetta di parlare col vescovo Hon (a destra), ma
Hon lo ignorerà, don Ted (accanto a lui) lo manderà via
Vogliamo sperare che il processo in tribunale ripulirà la Chiesa dal cancro pedofilo di certi elementi del clero e del vescovo neocatecumenale, specialisti nel molestare e stuprare chierichetti. A norma della legge locale, verrà costituito un collegio giudicante di sei persone che vaglierà i casi di abusi sessuali sui minori, negligenze nella supervisione e nel dare incarichi, violazione di doveri fiduciari.

Questa denuncia segue la denuncia per diffamazione contro la Curia neocatecumenalizzata di Guam per aver insultato e calunniato le vittime (che è stato il motivo perché il Vaticano inviasse il vescovo Hon a Guam a giugno 2016 a rilevare i "pieni poteri amministrativi" di Apuron).

Stando alle dichiarazioni di Hon rilasciate in una conferenza stampa nella cattedrale di Guam, il Vaticano sta per avviare un processo canonico contro il vescovo neocatecumenale Apuron, per il quale però finora non ha minimamente tentato di contattare le vittime.

Due giorni fa il Vaticano ha nominato mons. Byrnes "arcivescovo coadiutore" di Guam, in sostituzione di Hon (che era a Guam dallo scorso 6 giugno 2016). Byrnes, raggiunto telefonicamente dai giornalisti che gli hanno chiesto cosa ne pensa del caso Apuron e cosa avverrebbe se quest'ultimo fosse riconosciuto innocente, ha detto di non saper rispondere a tale domanda. I giornali però lo indicano già come sicuro successore, probabilmente perché suona strano avere un secondo vescovo "provvisorio" in meno di cinque mesi. Quando gli hanno chiesto cosa ne pensa del Cammino, si è limitato a rispondere asetticamente che lo conosce, che ha una buona reputazione, ma che sa che ci sono divisioni. Saprà tenerlo a freno? Il suo primo banco di prova sarà infatti la questione delle carnevalate liturgiche neocatecumenali, perché l'unità della Chiesa comincia anzitutto nella liturgia.


Aggiornamento: il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron è stato condannato dalla Santa Sede. Riepilogo degli articoli principali:

  1. vescovo pedofilo neocatecumenale e abusi sessuali su minori: due pareri
  2. nuove accuse al vescovo pedofilo neocatecumenale
  3. condannato il vescovo pedofilo neocatecumenale: "colpevole"

lunedì 31 ottobre 2016

La "Messa di Lutero", cioè l'obiettivo di Kiko e Carmen

"Comunione seduti" nel Cammino Neocatecumenale
La prima “Messa” protestante venne celebrata nella notte tra il 24 e il 25 dicembre 1521, quando Lutero e Carlostadio erano già stati scomunicato perché eretici. In questa Messa Lutero comincia con una predica sull’Eucaristia, in cui presenta la Comunione sotto le due specie come obbligatoria, e la Confessione come inutile, essendo convinto che per la salvezza fosse sufficiente la sola fede. Poi Carlostadio si presenta all’altare in abiti civili, recita il Confiteor e inizia la stessa Messa di prima, ma in lingua parlata (non in latino) e solamente fino al Vangelo, sopprimendo l’Offertorio e l’elevazione dell’Ostia e del Calice: sopprime cioè tutto ciò che significava l’idea del Sacrificio.

Alla consacrazione segue la Comunione. Molti ‘assistenti’ avevano mangiato e bevuto (anche alcolici) prima di comunicarsi. Distribuiscono la Comunione sotto entrambe le specie, e per di più "sulle mani".

Una delle Ostie sfugge e cade sul vestito di un fedele. Un prete la raccoglie; un’altra cade in terra: Carlostadio dice ai laici di raccoglierla e siccome si rifiutano, per rispetto o per timore, dice: «Resti pure dove si trova, poco importa, purché non ci cammini sopra». Poco dopo la raccoglie lui stesso.

Numerose persone erano contente della novità e molti erano quelli che venivano ad assistere a questa "nuova Messa" perché una parte era detta in lingua parlata invece che in latino, e dicevano di comprenderla meglio.

Una grande anarchia cominciò a regnare tra i sacerdoti: ognuno diceva la Messa come voleva. Il Consiglio, non sapendo più cosa fare, prese la risoluzione di definire una nuova liturgia, di non lasciare più la piena libertà e di mettere un po’ di ordine. Stabilì che la maniera di dire la Messa doveva essere la seguente: l’Introito, il Gloria, l’Epistola, il Vangelo, il Sanctus; poi avrebbe dovuto seguire una predica. L’Offertorio e il Canone erano soppressi e il prete recitava l’«istituzione della Cena». La diceva ad alta voce, in lingua nazionale e dava la Comunione sotto le due specie. Poi veniva l’Agnus Dei e, per terminare, il Benedicamus Domino. Nel maggio 1523 Carlostadio predicava pubblicamente negando la Presenza Reale nell'Eucarestia.

"Senso del sacro" in una "liturgia" neocatecumenale
Nel gennaio 1526 Lutero fece stampare un nuovo rituale per le cerimonie della Messa. Nella sua mente, in realtà, desiderava la totale libertà: «Se fosse possibile», diceva, «vorrei dare ai preti la libertà totale di fare il rito che vogliono; ma in tal caso nascerebbe il pericolo degli abusi. Occorre stabilire dei regolamenti». La sua idea di fondo restava però la totale libertà per i preti e anche l’uguaglianza tra preti e fedeli. E così anche i fedeli potevano avere delle idee per ‘creare’ le forme del culto.

Voleva inoltre che l’uso del latino fosse facoltativo. Non era contro il latino, auspicava anzi che i bambini lo apprendessero. Ma riteneva anche il desiderio dei “laici ordinari” di avere una Messa interamente in tedesco era perfettamente legittimo. Molti però si recavano alle sue Messe solo per vedere delle cose nuove: erano solo dei curiosi. Lutero mantenne il nome di «Messa» con un po’ di ripugnanza. I paramenti sacri e i ceri furono mantenuti per qualche tempo, provvisoriamente. La celebrazione doveva iniziare, secondo il nuovo Rituale, con l’Introito (in lingua nazionale), poi il Kyrie, poi una Colletta cantata dal celebrante, rivolto ancora verso l’altare, non verso il popolo. Ma per l’Epistola e il Vangelo doveva voltarsi verso il popolo e cantare assieme a tutti il Credo, sempre in lingua parlata, non in latino. «Il celebrante pronuncerà una parafrasi del Pater noster, un’esortazione alla Comunione, poi seguirà la consacrazione. Sarà cantata, in lingua nazionale».

Dopo l’elevazione dell’Ostia e del Calice, che Lutero ha mantenuto fino al 1542, veniva la Comunione, che si riceveva “sulla mano”. Infine un’ultima orazione – la Colletta – terminava la Messa, come il Postcommunio nella Messa cattolica.

E’ una cosa assai curiosa il fatto che Lutero ebbe sempre un po’ paura delle riforme che aveva fatto. I suoi discepoli andavano avanti più velocemente di lui, mentre egli sempre un po’ timoroso. Per esempio nel 1524 Lutero criticava Carlostadio e Müntzer come “pericolosi settari”. Ai più intimi confidava che non condivideva la nuova pratica di far passare l’Eucaristia tra i fedeli da mano a mano, come pure un uso sconsiderato e incontrollato della Comunione sotto le due specie. Questo i primi tempi; poi accettò tutto.

E, dopo aver detto che la Confessione non era più necessaria, anche per chi aveva sulla coscienza peccati gravi, ebbe qualche esitazione e disse che la confessione in sé non è una cosa negativa, è negativo imporla, e perciò cominciò ad avere degli scrupoli sul fatto che anche proibirla non fosse una cosa buona.

"Liturgia eucaristica" del Cammino Neocatecumenale
Lutero era contrario alla formula usata nell’Offertorio della Messa perché rendeva esplicito il “sacrificio”. Per questo fece anche dei cambiamenti nel Canone della Messa, in modo da rendere equivoco se si tratti di un racconto o di un’azione. Ma noi cattolici sappiamo invece che la consacrazione è proprio un’azione: un’azione sacrificale. In una cena si fa un racconto, in una Messa si compie un’azione sacrificale.

Come avrete già notato, le liturgie del Cammino Neocatecumenale presentano allarmanti assonanze con le idee eretiche di Lutero e l’eresia protestante. Nelle liturgie del Cammino c’è il serio rischio che i “presbiteri”, a causa della formazione dei seminari neocatecumenali Redemptoris Mater e della mentalità luterana degli autonominati “iniziatori” Kiko Argüello e Carmen Hernández, non hanno più l’idea del Sacrificio, della Presenza reale, della transustanziazione. Per loro spesso tutto questo non significa più niente, e rischiano di non avere l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa e, quindi, non dire più Messe valide: nelle comunità del Cammino si perde la Presenza reale di Gesù.

domenica 30 ottobre 2016

A Guam continua la protesta dei cattolici contro il vescovo neocatecumenale e la cricca di Kiko

Guam, domenica 30 ottobre 2016: nonostante
la pioggia, continuano le proteste dei cattolici -
"Spretate Apuron!" - "Restituite il seminario RMS!"  -

"Moratoria contro il Cammino!"
Il punto è questo: NON IMPORTA cosa Hon faccia e disfaccia se Apuron non viene completamente rimosso dal suo incarico e proibito un suo qualsiasi ritorno a Guam poiché, in un istante, se reintegrato, può annullare assolutamente qualsiasi cosa. Qualsiasi incarico, nomina, rapporto di commissioni - non valgono un fico secco se Apuron ritorna in carica.

Come fece già notare sfacciatamente un sacerdote, parlando in faccia ad Apuron stesso in un incontro del clero a luglio 2014, ARCIVESCOVO, SEI TU IL PROBLEMA! Apuron DEVE essere rimosso!

Molti pensano che non ci sia più la possibilità che lui ritorni a Guam dopo tutto ciò che è venuto alla luce. Riguardo a ciò dico: voi non conoscete l'entità del potere cancerogeno di Kiko Argüello in Vaticano, né in qualunque altro posto collegato.

A marzo 2015 notammo quel "gioco da ragazzi" sul caso di Luis Camacho. C'era stato l'arresto. I dettagli di quel caso avrebbero portato ad investigare sul Seminario Redemptoris Mater (RMS) di Guam, e l'investigazione avrebbe gettato luce proprio su Apuron e quindi sul cuore del male in Vaticano. Il caso è stato insabbiato (si veda il dossier in inglese sul caso Camacho).

A gennaio 2016 abbiamo avuto un altro esempio di "gioco da ragazzi". Il Procuratore Generale di Guam, Elizabeth Barrett-Anderson, aveva ufficialmente avvisato il Direttore del Catasto di "presentare un'istanza al tribunale per correggere un certificato di proprietà". Se lo avesse fatto, sarebbe venuta alla luce la verità su Apuron che cede il titolo di proprietà della Yona Property nelle mani del Cammino Neocatecumenale (della sua Equipe di Responsabili). L'investigazione successiva avrebbe portato dritto al cuore del male in Vaticano. Due mesi dopo, lo stesso Procuratore Generale ha sostenuto il piano di un'operativa di Apuron inteso ad evitare che la faccenda finisca in tribunale, anche se la legge lo esigeva. Anche stavolta il caso è stato insabbiato (si veda il dossier in inglese Certificate of Title Fiasco).

Questi sono solo due dei numerosi esempi in cui abbiamo visto accadere cose inspiegabili, che ci ricordano che Satana non dorme mai e che anche noi non dovremmo dormire mai.

C'è il serio rischio che Apuron ritorni.

Fino ad oggi le accuse di abusi sessuali restano tali, e non sono motivo sufficiente per rimuovere un vescovo dal suo incarico. Al suo posto una persona decente si farebbe da parte e permetterebbe un'inchiesta: ma Apuron non è decente.

Il motivo per cui Apuron è stato rimosso (e ricordatelo, è stato rimosso "sede plena", che significa che gli è stata tolta solo l'autorità amministrativa - ed anche in quel caso, solo "temporaneamente") non è stato per le pubbliche accuse di abusi sessuali, ma per i commenti diffamatori che "lui" ha pubblicamente fatto contro i suoi accusatori. Il che è una dimostrazione di incompetenza, e l'incompetenza è uno dei motivi che può essere adoperato per rimuovere un vescovo.

Comunque, come tutti sappiamo, non era stato Apuron a fare quei commenti. Era stato Eddy Waldo (Edivaldo). E potete scommettere che Apuron da tempo abbia usato questo argomento per difendersi, affermando che Eddy si sarebbe mosso a sua insaputa, per cui Apuron figurerebbe come negligente, il che NON è una ragione per rimuoverlo dal suo incarico.

La nostra migliore arma per rimuovere Apuron è Apuron stesso. È contemporaneamente stupido e alquanto narcisista, oltre che gonfiato dai suoi burattinai neocatecumenali, da credere di poter far sentire il suo peso a Roma.

Ciò che Apuron non sa, è quanto sia detestato a Roma, personalmente detestato.

È visto come niente più che un brufolo sul sedere di un facocero. Il problema è che quel facocero è un grosso e puzzolente cinghiale con le zanne appuntite che si chiama Kiko Argüello, o più precisamente quella mafia corrotta e potente che si maschera come "itinerario di riscoperta del battesimo" che Kiko ha costruito con l'aiuto dei Gennarini brothers.

Peraltro, c'è una cosa molto importante per i prelati vaticani corrotti da Kiko, più importante di quest'ultimo: e sono loro stessi. Prima di affondare, trascineranno Kiko e i suoi sciocchi seguaci nel Tevere. E ciò che sta accadendo proprio qui, proprio adesso, a Guam, su questo piccolo pezzo di sporcizia nel mezzo del nulla (così alcuni di loro ci considerano), ha il potenziale di far saltare tutto il loro sporco gioco e di gettar luce su quel malvagio marciume fino alle sue radici.

Insistete, non stancatevi di far bene. Ci stiamo avvicinando alla linea del traguardo - presto vi dirò di più. Ma se lasciamo perdere le proteste pubbliche adesso, non ci resterà niente: e Apuron tornerà a mettere una "ardua e dolorosa chiusura" a tutti noi.

sabato 29 ottobre 2016

Le pesanti correzioni alla dottrina di Kiko Argüello e Carmen Hernandez

«Demolite il Mamotreto!»
(mostruoso edificio abusivo a Santa Cruz - Spagna)
Mai nome fu più appropriato...

Pubblichiamo un articolo con riflessioni su documenti di recente acquisizione che reputiamo di grande interesse scritto da Lino Lista per il blog Osservatorio.
Sono nostri il grassetto e le evidenziazioni.

LE IMPLICAZIONI DELLE CORREZIONI AI VECCHI MAMOTRETI

Dopo anni di ricerca, finalmente, grazie a Giuseppe, un ex recentemente pervenuto nell'Osservatorio sul Cammino neocatecumenale, siamo venuti a conoscenza delle correzioni apportate presumibilmente nel 1999 in seguito ai rilievi della Congregazione per la Dottrina della Fede (CdF) agli "Orientamenti alle equipe di catechisti", quei testi su cui fu fatto fondare lo Statuto del CNC, CNC che in accordo agli Orientamenti andava attuato. 

Non di tutte le correzioni, per la verità. 
Al momento possiamo affermare che solo il primo mamotreto, il libro blu per la fase di conversione, fu corretto e rilasciato ai catechisti di Kiko (non sappiamo se a ognuno e in ogni parte del mondo).

Il confronto tra i vecchi mamotreti e il direttorio "approvato", lo studio di tutte le correzioni effettuate sarà un lavoro faticoso, ammesso che qualcuno voglia farlo. Per quanto mi riguarda, ritengo che  valgano per ogni altro gli emendamenti  apportati alle catechesi di Kiko e Carmen sul centro, fonte permanente e cuore della nostra fede e del ministero petrino: l'Eucarestia.

Le correzioni ai vecchi mamotreti - sebbene ancora ci sarebbe da discutere sulle revisioni, che appaiono realizzate con l'intromissione di Kiko e Carmen, con le note che si assumono il compito di spiegare lezioni ancora ambigue o forzate - hanno comunque prodotto i seguenti effetti:
  • hanno fatto piazza pulita dell'affermazione eretica secondo la quale  "se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucarestia per stare lì [nel tabernacolo], si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male"; la negazione dell'adorazione del Santissimo, quindi;
  • hanno cassato la concezione secondo la quale "Non c'è eucarestia senza assemblea. E' un'assemblea intera quella che celebra la festa e l'eucarestia", dove per assemblea s'intendeva la comunità fisicamente presente, così confutando la validità della "Messa privata" dei sacerdoti. 
La CdF queste evidentissime eterodossie non poteva farle passare impunemente.
I vecchi testi sono più che noti, anche grazie ai vescovi, ai sacerdoti, a padre Zoffoli che eroicamente li confutarono; in calce allego le pagine del direttorio corretto, per le quali va un ringraziamento al caro Giuseppe.

In questa sede, vorrei accennare ad alcune delle numerose implicazioni che le correzioni hanno, anche per anticipare la prevedibile tesi che le rettifiche (più che altro cancellazioni di interi passaggi) vadano lette come un punto a favore del Cammino. Le enumero, per sintesi, semplicità di lettura e spunto di discussione.
  1. Dal tempo delle catechesi in Spagna di Kiko e Carmen (primissimi anni '70) fino alla soglia degli anni 2.000, migliaia di catechisti nel mondo e centinaia di migliaia di catechizzati sono stati "formati" con i vecchi mamotreti. È un veleno da cui difficilmente si disintossicheranno, se non per merito personale, perché non c'è stata una fase di rieducazione.
  2. Le sole due eterodossie qui citate e rilevate dalla CdF, riguardando esse l'Eucarestia, fanno piazza pulita delle supposte "illuminazioni" degli iniziatori, della costante assistenza che lo Spirito Santo avrebbe accordato ai due, dell'autorità dottrinaria della "teologa" Carmen.
  3. Le due correzioni hanno effetto anche sulle celebrazioni liturgiche e sull'architettura della nuova estetica, fondate sul ruolo prevalente della comunità e sul "passaggio" del Signore.
  4. Per la gravità delle affermazioni riportate nei mamotreti e poi corrette, lo Statuto del Cammino neocatecumenale (sia "ad experimentum", sia definitivo)  che sugli Orientamenti alle equipe di catechisti si fondava, in assenza di un'autorizzazione esplicita della CdF   – che soltanto nel dicembre del 2010 sarebbe giunta  – non andava approvato. Lo Statuto del Cammino non aveva valore, ma di ciò la consapevolezza è diffusa da tempo.
Pagine del direttorio citate:
Sull'utilità del Tabernacolo: http://imgur.com/LvIDT0A
Sulla liceità della Messa privata: http://imgur.com/o7DqqYB

Lino Lista
Direttorio, versione emendata del 1999:
sull'utilità dei Tabernacoli
Mamotreto ante 1999:
Tabernacolo dei Sacramentini



Direttorio, versione emendata del 1999:
sulla liceità della Messa privata


Mamotreto ante 1999:
non ci può essere Eucarestia senza Assemblea


giovedì 27 ottobre 2016

La vera Liturgia: centralità di Cristo, adorazione, silenzio, unità. E i kikos?

Carnevalesca "liturgia" neocatecumenale
Il cardinale Robert Sarah, prefetto della congregazione per il culto divino, ha scritto nel suo libro “La forza del silenzio”:
”…Perché alcuni si credono in dovere di improvvisare o inventare delle preghiere eucaristiche che nascondono le frasi divine in un bagno di piccolo fervore umano? Le parole del Cristo sono insufficienti, per moltiplicare le parole puramente umane? In un sacrificio così unico ed essenziale, c'è bisogno di queste fantasie e di queste creatività soggettive? "Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole", ci ammonisce Gesù (Mt 6, 7)…”
Elevaaandooo gli occhi a Teeee, Paaadreeee Paaadreeee
”…Perché ciascuno comprenda che la liturgia ci volge interiormente verso il Signore, sarebbe bene che durante le celebrazioni, tutti insieme, preti e fedeli, siamo corporalmente rivolti verso l'oriente, simbolizzato dall'abside.
Questo modo di fare resta assolutamente legittimo. È conforme alla lettera e allo spirito del Concilio…Come prefetto della congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramento, mi preme ancora una volta ricordare che la celebrazione "versus orientem" è autorizzata dalle rubriche del messale poiché essa è di tradizione apostolica. E non c'è bisogno di un'autorizzazione particolare per celebrare così, popolo e prete, rivolti verso il Signore. Se materialmente non è possibile celebrare "ad orientem", bisogna necessariamente porre una croce sull'altare, ben in vista, come punto di riferimento per tutti. Il Cristo in croce è l'Oriente cristiano.”
E che fanno gli adulti nella fede? Se ne stanno tutti belli seduti comodi intorno al tavolo da picnic a guardare il presbitero e il candelabro a nove braccia. La croce è da tutt’altra parte, vicino al leggìo, come comanda Sankiko.
”…Io rifiuto che si occupi il nostro tempo contrapponendo una liturgia a un'altra, o il rito di san Pio V a quello del beato Paolo VI. Ciò che conta è entrare nel grande silenzio della liturgia; bisogna lasciarsi arricchire da tutte le forme liturgiche latine od orientali che privilegiano il silenzio. Senza questo spirito contemplativo, la liturgia rimarrà un'occasione di lacerazioni piene d'odio e di scontri ideologici, invece di essere il luogo della nostra unità e della nostra comunione nel Signore. È questa l'ora grande di entrare in questo silenzio liturgico, rivolto verso il Signore, che il Concilio ha voluto restaurare.…”
Infatti esiste solo la liturkikia, riservata agli adulti nella fede. I mediocri cristiani della domenica si arrangino con la sorpassata Liturgia.
Quanto al silenzio, sotto con bonghi, tamburi, cembali, chitarre e mandolini. Almeno restano tutti svegli dopo le interminabili ambientale, ammonizioni e risonanze.
E alla fine un bel girotondo liturgikiko e, per i superdiscernenti, una bella trincata di latte e miele.

Qualche presbitero o seminarista RM sarebbe così gentile da dare la sua opinione?

(da: l'apostata)

martedì 25 ottobre 2016

Disse Kiko: «Hai finito il Cammino e ancora non hai imparato ad OBBEDIRE A ME?»

Pubblichiamo, l'uno di seguito all'altro, un post di un commentatore Anonimo (cioè un commentatore che non si è preso il disturbo di firmarsi neppure con un alias, un nickname, una sigla, nulla di nulla) probabilmente neocatecumenale, e la risposta dategli da Pax, ex neocatecumenale che da poco interviene sul nostro blog.
La risposta di Pax svela i retroscena del Cammino e soprattutto il fatto che, anche per chi l'ha completato, rimane la sudditanza e l'obbligo di obbedienza oltre ogni ragionevolezza, fino ad entrare nell'assurdo (sic!) ai propri catechisti e, in ultima istanza, a Kiko, fondatore e proprietario unico del Cammino Neocatecumenale.

ANONIMO:
«ADESSO BASTA!!!!!!
SONO ANNI CHE ROMPETE LE PALLE CON POST DI GENTE USCITA DAL CAMMINO...
MA CHE CAVOLO VOGLIONO QUESTI????
NON GLI PIACE IL CAMMINO???
NON SOPPORTANO CHE DEI LAICI ABBIANO DA RIDIRE SULLA PROPRIA VITA?
CHE SE NE ANDASSERO DA UN´ALTRA PARTE....NON ESISTE SOLO IL CAMMINO NELLA CHIESA!!!!
LA STRUTTURA DEL CAMMINO FUNZIONA PER CHI LA VUOLE ACCETTARE COSÍ COM´É SENZA CAMBIARNE UNA VIRGOLA...PUNTO!
E VOI, CHE DAL VOSTRO SUBDOLO ANONIMATO PARLATE E SOPRATUTTO SPARLATE.....E VI DITE CRISTIANI??????
ALMENO KIKO CI METTE LA FACCIA...VOI SOLO IN ANONIMATO...»

PAX:
Basta lo dico io, la vostra arroganza ha superato ogni limite!
Cosa vieni a leggere a fare quello che si scrive su questo blog?

Non vi basta spadroneggiare sulla vita delle persone per anni tenendole prigioniere con sbarre invisibili per una vita intera dopo che avevate promesso che IL CAMMINO AVEVA UN INIZIO E UNA FINE e poi NON C'ERA PIÙ CATECHISTA perché al Cristiano Adulto si addice il discernimento e SIAMO TUTTI FEDELI una volta avuta la veste bianca e aver rinnovato le promesse battesimali, col Vescovo in una notte di Pasqua al Duomo,

...per poi farci scoprire che, APPENA PROVIAMO a discernere qualcosa, piomba di nuovo il CATECHISTA DI UNA VITA;

e se non basta lui, ti mette direttamente nella mani di KIKO e CARMEN (che Dio ce ne scampi e liberi) che con aria serafica ti dicono:
"HAI FINITO IL CAMMINO E ANCORA NON HAI IMPARATO AD OBBEDIRE A ME? Non capisci?"
"Scusa Kiko ma tu hai detto che al cristiano adulto si addice il discernimento, almeno vorrei capire quello che state facendo, che poi non mi è chiaro proprio perché è tutto il contrario di quello che in 30 anni mi avete predicato".

Qui, Udite bene, Prestate l'orecchio:
"Tu devi obbedire SENZA PENSARE, SENZA CAPIRE, DEVI OBBEDIRE E BASTA! E SE LO TROVI ASSURDO ENTRA NELL'ASSURDO, QUESTO PER TE È FARE LA VOLONTÀ DI DIO, passare alla FEDE. Perché Io ti dico la volontà di Dio per te. Se no, entri nella tua volontà, disobbedisci, è l'inferno."
Dico io a te, stattene nella tua comunità e non venire a comandare pure qui. Siamo padroni di dire quello che vogliamo, mettendoci la faccia o no, sono affari nostri... Io mi diverto molto a pensare come si scervellano i vostri servizi segreti nel tentare di capire chi c'è dietro l'uno o l'altro di noi...

Come facciamo a sapere tante cose?

Anche se ne tenete abbindolati tanti, mi dispiace cari ma il sistema non funziona con tutti, purtroppo, noi non ci siamo bevuti il cervello e, vedendo che quello che era un itinerario con un inizio e una fine era diventato una gabbia in cui vivere in cattività il resto dei nostri giorni, che eravamo stati imbrogliati, perché il vero volto lo mostrate quando siete sicuri di tenerci in pugno.

Allora ce la diamo a gambe e, anche se ci provate in ogni maniera, non ci acchiappate più e scriviamo tutto quello che vogliamo e tutte le volte che vogliamo e denunciamo quello che ci pare e piace.

Chi ci dà questo diritto?
Le nostre sofferenze ce lo danno, e la nostra vita;

noi non ci siamo divertiti, per anni vi abbiamo creduto, abbiamo dato tutto e non ce la siamo passata bene come voi a fare i figli del Re con i nostri soldi, io ne ho dati tanti, ma tanti, sai perché sto bene?

Perché purtroppo per te, Dio esiste e mi ha preservato e fortificato, non mi ha fatto soccombere come avevate profetizzato,
"attento ora tutta la Benedizione diventerà maledizione, se non obbedisci al tuo Catechista: PER LUI PASSA LA VOLONTÀ' DI DIO PER TE"...
ma io neanche un giorno se ho potuto non ho testimoniato quello che ho conosciuto di voi.

L'inganno. La trappola in cui attirate le persone.

Il Signore è stato con me ogni istante, ha curato le mie lacerate ferite, inferte da voi, che amate solo voi stessi.
Fuori dal Cammino ho trovato la pace!

Visto quante maiuscole? Leggile bene e fanne tesoro e badate a voi: non fate paura a nessuno.
Sai cosa mi ha fatto indignare più di tutto?
Che tu, arrogante presuntuoso, dici basta agli ex catecumeni, che raccontano la loro vita, la loro esperienza, la mettono sulle mani, ma non ce lo avevate insegnato voi come si fa?
Siamo bravi, vero?

Ora beccatevi questo.

sabato 22 ottobre 2016

Le stranezze dei kikos autoeletti psicologi

Su Facebook i kikos celebrano San Carmen
con un'«icona» che la rappresenta ottimamente
Ho scoperto il vostro blog in questi giorni perché stavo facendo una ricerca sul cammino neocatecumenale per varie ragioni. Volevo darvi questa mia piccola testimonianza fresca fresca da "esterna" che mi aiuta a spiegarvi i motivi per cui vorrei ringraziarvi.

Negli ultimi anni ho conosciuto una ragazza mia coetanea, ora mia amica e compagna di studio universitario, che fa parte del CNC. Inizialmente mi sembrava strana, nel senso che si vedeva che faceva fatica a rapportarsi con noi “esterni”, poi pian piano si è aperta e siamo diventate amiche; di conseguenza, passando con lei praticamente tutti i giorni dell’anno, ormai conosco tutta la sua routine di vita da membro di una comunità neocatecumenale.

L’ultimo periodo (abbastanza lungo a dire il vero) è stato per me duro dal punto di vista personale e familiare e, da classica adolescente che si stacca completamente dalla Chiesa dopo la Cresima, ho iniziato a sentire il bisogno di un riavvicinamento alla Religione, acuito anche da tutto ciò che sta succedendo nel mondo (politica in particolare) che mi destabilizza un po’. Un processo interiore non immediato ma molto lungo e che spero si concluda presto.

Vedevo (e vedo ancora) questa mia amica, e la sua famiglia che ormai conosco bene, con una certa serenità interiore e così ho deciso di partecipare alle catechesi. Ammetto che sono andata solo ai primi due incontri e basta: dopo un entusiastico inizio ho cominciato a pensare a ciò che era stato detto in questi incontri e qualcosa non mi quadrava, così ho cercato su internet informazioni scoprendo voi. E più vi leggevo più i tasselli tornavano al loro posto.

Premetto che quelle che seguono sono le cose dette alle catechesi così come le ho interpretate io, quindi potrei benissimo sbagliarmi.

- Parlano di dolore non come punizione ma come prova dell’amore che Dio ha per noi, soprattutto se siamo anime fedeli e buone;

- è normale peccare quindi non serve a niente cercare di rimediare ai piccoli errori (e il timor di Dio?);

- questo percorso porta alla, diciamo, redenzione delle anime. E chi dice se sei diventato un cristiano nel cuore? La comunità! Non Dio!

- dicono che, affinchè Dio realizzi i nostri desideri, dobbiamo pregarlo fino alla nausea. Pensavo che Dio guardasse gli umili, non gli egoisti (perché a me la cosa puzza di egoismo, infatti raramente prego per me stessa)

- Poi parlano delle comunità, gruppi di massimo 50 persone che fanno un percorso comune, pochi elementi così tutti si conoscono al meglio e possono effettivamente dire se stai procedendo bene o male nel cammino, perché tu sei incapace di giudicare te stesso… concetti che non mi hanno convinto immediatamente.

Domenica delle "palme alte" neocat,
che sentono sempre il bisogno di sedersi ai primi posti

e di distinguersi dai "cristiani della domenica"
E riflettendo a posteriori sul tema della nascita di ogni comunità del cammino così come è stato spiegato, altre cose non mi hanno convinto:

- il loro obiettivo è evangelizzare (ma io non avevo mai sentito parlare del CNC finchè non ho conosciuto la mia amica), ma non col diffondere la Parola del Signore, bensì facendo vedere che tu nel cammino sei sereno nonostante le disgrazie e così chi è disgraziato come te, se non più di te, capisce che deve convertirsi (leggasi “entrare nel cammino”) per affrontare davvero la vita, perché tu fino a quel momento non hai vissuto, non hai amato… e qui mi fermo dicendo: la cosa mi sembra un po’ egoistica.

- Poi si è detto che fino a qualche decennio fa la religione era vissuta nella parrocchia del paese, (quelle che io ritengo le vere comunità cristiane) ma oggi la gente non va più in chiesa, non crede più, e così via, quindi creano queste comunità nuove in sostituzione che però raccolgono gente da paesi diversi togliendo loro stessi, paradossalmente, fedeli alla parrocchia del paese di residenza degli individui. In più la parrocchia è parte attiva della vita di un paese cristiano con gente che va e che viene, il cammino e limitato a poche persone e non c’è ricambio.

Dopo aver trovato tutte queste incongruenze con ciò che io ho sempre saputo, in quanto cresciuta in una famiglia cattolica (praticante e non, ma comunque con saldi valori cristiani) e dai rudimentali insegnamenti del catechismo quando ero bambina, ho fatto ricerche su internet e ho letto il vostro blog prendendo la definitiva decisione di non partecipare più alle catechesi, che da ora in poi avrei vissuto con insofferenza.

Ho letto che utilizzano le debolezze di chi va alle catechesi per far iniziare il cammino. Io ho iniziato perché, come già detto, ho una debolezza, ma non una debolezza che riguardasse totalmente me (come detto nelle catechesi stesse, noi eravamo lì perché non ci sentivamo amati, per crisi matrimoniale, esistenziale,… già qui c’è da pensare, ma sono degli psicologi?), quelle ci sono sempre e per la maggior parte le ho già affrontate nell’adolescenza e ora ci convivo benissimo; ma è una debolezza spirituale, il bisogno di dare un senso alla mia vita aiutando gli altri e conoscendo meglio la Bibbia (infatti, sempre leggendo il vostro blog, ho capito quanto sono ignorante su ciò che riguarda la teologia). E questo forse è uno dei motivi che mi ha fatto capire subito che qualcosa non quadrava. Poi c’è il fatto che sto ricercando una serenità familiare che inizia a mancare, e mi sono resa conto che se fossi entrata in cammino solo io mi sarei definitivamente allontanata da essa, la nuova famiglia diventava la comunità (ora capisco appieno il chiamarsi fratelli e sorelle tra loro) e, inoltre, pian piano, addio alle amicizie esterne.

Le argomentazioni sulla Madonna: ripensandoci non ci sono immagini o statue che la rappresentino, quando le chiese normalmente sono piene di sue rappresentazioni. E ho anche notato la mancanza delle stazioni della Via Crucis, la mancanza della sua Passione, del suo sacrificio che è alla base della religione cattolica.

Appena sono venuta a conoscenza del cammino l’ho criticato senza sapere esattamente cosa fosse; poi ho conosciuto meglio i suoi meccanismi, ho partecipato a celebrazioni (la cui stranezza della comunione mi aveva incuriosito, ma leggendo i vostri articoli sulla liturgia ho capito molte cose), a scrutatio, so delle preparazioni e degli incontri due volte a settimana, delle convivenze, e di altri eventuali incontri. Insomma una vita piena. Ora che ho tentato di far veramente parte di quel mondo ho capito davvero che cosa è il CNC e posso davvero sollevare obiezioni verso di esso non essendo più ignorante in merito.

Questa presa di coscienza non mi porterà, ovviamente, a rinnegare questa mia amicizia molto forte. Dopotutto capisco che per lei, figlia di catecumeni, cresciuta in cammino, quella è l’unica realtà che conosca. La mia esperienza da cattolica cresciuta in una parrocchia “normale” probabilmente mi fa notare cose che lei non può vedere. La sua vita è stata sempre la comunità e, cito sue parole, noi siamo stati i primi amici fuori da essa. Continuerò a starle vicino pregando affinché il giorno che davvero questa setta cadrà capisca dove è la verità, perché colpa loro non ne hanno, si fidano e sono in buona fede, sono i piani alti a non esserlo.

Concludo con un piccolo quesito: mi sono resa conto che TV2000 parla sempre più del cnc e manda sempre più in onda avvenimenti ad essa legati (come i funerali di Carmen). La cosa non fa un po’ paura? Per come la vedo io, chi ha in mano i media comanda il mondo…

Vi ringrazio ancora per la giusta scelta che mi avete aiutato a prendere e continuerò a leggere i vostri articoli per colmare le mie lacune sull’argomento.

Spero di aver espresso al meglio ciò che penso, non essendo molto brava con le parole.

(da: Tinuccia)

p.s. mi spaventa la venerazone che hanno nei confronti di Kiko e Carmen, questo lo dico non per ciò che leggo ma per come parlano la mia amica e tutti i suoi amici e familiari.