giovedì 22 dicembre 2016

Danimarca: la devastazione portata dal Cammino

FJM, redattore del sito web danese Katidialog.dk, riporta la testimonianza di Henriette sul Cammino Neocatecumenale, che traduciamo qui sotto.



«La mia esperienza nel Cammino Neocatecumenale»

Premessa: lo scorso 1° marzo 2014 Henriette ha pubblicato sulla nostra pagina Facebook "Cattolici in dialogo" la sua esperienza col Cammino Neocatecumenale. Il sottoscritto (FJM), pur avendo conosciuto Henriette e la sua famiglia da pochi anni, non aveva motivi di dubitare della sua credibilità, della sua conoscenza del Catechismo e delle sue esperienze riportate qui sotto. Faccio anche notare che la sua esperienza sostanzialmente coincide con altre testimonianze sul Cammino. Pertanto, col suo permesso, la ripubblichiamo chiedendole anzitutto di presentarsi.

Il mio nome è Henriette, 49 anni. Avevo un impiego in una banca danese, mi occupavo di questioni finanziarie e di prestiti. Rassegnai le dimissioni quando mi accorsi che la gioia di condividere la vita di tutti i giorni coi miei tre figli superava i vantaggi del lavorare in banca. Da 26 anni sono sposata con Ole, consulente nella Banca Nazionale. Abbiamo vissuto in Danimarca, in USA e in Irlanda.

Mi convertii al cattolicesimo nel 2000, nella parrocchia di san Paolo a Høje-Taastrup. Per alcuni anni sono stata catechista per i bambini che si preparavano alla Prima Comunione e per i giovani, ed anche Assistente Pastorale nel periodo 2010-2012.
"Il peggior tipo di eretico è quello nei cui insegnamenti, principalmente cattolici, è aggiunta una parola di eresia - come l'aggiungere piccole gocce di veleno in un bicchier d'acqua".
(attribuita a papa Leone XIII)
L'anno precedente, nella parrocchia di Høje-Taastrup, si era installato un nuovo parroco appartenente al Cammino Neocatecumenale.

Dopo appena un anno fu annunciato che ci sarebbe stato un ciclo di "catechesi" a cui erano invitati tutti i fedeli cattolici. Da nessuna parte era precisato che tale ciclo di "catechesi" era fatto dal Cammino Neocatecumenale: davano l'mipressione che l'invito provenisse dalla Chiesa, dal parroco, dalla parrocchia. E non era possibile ottenere informazioni sui contenuti di tale "catechesi", sebbene fossero quattordici incontri di un'ora, nei quali non era nemmeno possibile fare delle domande.

Al primo di questi incontri c'erano numerosi parrocchiani, e nella "catechesi" si parlò fin troppo del peccato. Notai che non era cattolico il concetto di "peccato" che venne presentato: dov'erano la grazia e la misericordia? Ci dissero che l'uomo non può non peccare, e che noi eravamo la feccia della feccia. Faccio notare che in quella "catechesi" il termine "peccato" fu tirato fuori 100 volte in appena 40 minuti! Senza nominare la misericordia e la grazia. Senza ricordare minimamente che siamo creati come figli di Dio, cioè nel bene. Dopo quella prima sera, molti dei presenti smisero di frequentare quelle cosiddette "catechesi", ma seppi che altri, purtroppo, ne restarono colpiti. Il resto delle "catechesi" portò sconcerto tra i cattolici presenti perché c'erano parecchie differenze rispetto alla dottrina cattolica.

Quando ebbi modo di parlare col parroco, mi spiegò alcuni punti del metodo neocatecumenale, li riassumo qui:
  • il motivo per cui non bisogna conoscere in anticipo i contenuti delle "catechesi" (contenuti presenti in un libro segreto disponibile solo ai Super-Catechisti del Cammino) è che vanno trasmessi alla gente solo in piccole parti, altrimenti le troverebbero difficili da capire e far proprie. Per cui, a saper tutto in anticipo, sarebbe troppo "violento" e "stancante" (ma io mi chiedo: "anche per un fedele cattolico di lungo corso?")
  • i fedeli non devono inginocchiarsi durante l'Eucarestia perché altrimenti significherebbe che hanno paura di Gesù.
Commentando una foto di una chiesa costruita "in stile neocatecumenale", si nota un mastodontico tavolone al centro e i posti a sedere intorno. Anche il fonte battesimale è strano perché occorre scendere scalini per entrarvi (il battesimo avviene così totalmente per immersione), per poi risalire fuori attraverso altri scalini. Beh, questo è alquanto differente da qualsiasi altra chiesa che io abbia mai visto, ma ecco che spiegazione mi ha dato di quella foto:
  • la "mensa" è grande perché è il posto dove viene celebrato il pasto. Il Cammino infatti torna alle origini cristiane per fare ciò che fece Gesù, che era seduto non presso un altare, ma attorno ad una tavola coi suoi discepoli per mangiare un pasto. Ma queste sono le stesse parole che udii nelle chiese protestanti riformate in Svizzera, secondo cui "Gesù aveva celebrato un pasto coi suoi amici attorno a una tavola", per cui per andare al cristianesimo autentico delle origini occorreva rimuovere l'altare dalle chiese che erano state originariamente cattoliche. Se un cristiano crede questo, allora non è cattolico. In Svizzera mi dissero anche che quando avevano bisogno di un tavolo per celebrare la liturgia, prendevano un tavolinetto smontabile da un armadio, facile anche da riporre dopo l'uso; restava solo il fonte battesimale adornato di fiori.
Mi mostra una foto di Giovanni Paolo II che celebra all'aperto, su un tavolino, intendendo dimostrarmi che non c'è bisogno di un altare per celebrare la Messa. "Giovanni Paolo II ha spesso celebrato l'Eucarestia senza l'altare", mi dice. Questa è una volgare mistificazione sia degli atti di Giovanni Paolo II, sia del motivo per cui noi cattolici celebriamo la Messa all'altare. Mi dice:
  • "il motivo per cui nelle comunità neocatecumenali non vogliamo celebrare nella chiesa, è che vogliamo usare un tavolo (da cena), per cui per non ignorare l'altare già presente, celebriamo l'Eucarestia fuori dallo spazio della chiesa".
Al termine delle quattordici "catechesi" i partecipanti vengono invitati ad un ritiro di un fine settimana il cui scopo è di creare una comunità. La comunità costituirà un piccolo gruppo chiuso aggregato alla congrega neocatecumenale, e si riunirà col parroco una volta alla settimana per la lettura della Bibbia, per conversare e per altro. Tali incontri non vengono nominati sul sito web della parrocchia. Ciò che ho saputo poi dai partecipanti della comunità dà luogo a enormi preoccupazioni sulla struttura e sul contenuto di tali cosiddette "catechesi". Per esempio una sorella di comunità ha chiesto ai cosiddetti "catechisti" perché erano così insistenti sul concetto di peccato e perché mai uno dovesse parlare dei propri peccati al punto che tutti si aspettassero che lui lo facesse, e che gli venisse detto di farlo - e la loro risposta è stata che occorre schiacchiare le persone in modo da poterle ricostruire e rimodellare secondo le necessità del Cammino (come se fossero autorizzati da Dio). Ho avuto testimonianze di prima mano riguardo sui loro abusi fisici oltre che verbali, abusi spesso commessi anche da presbiteri neocatecumenali.

Nell'altro giorno a settimana in cui si raduna la comunità, c'è una speciale celebrazione eucaristica - quella del sabato sera. Non viene indicata sul sito web della parrocchia, ed è molto diversa da una normale celebrazione. Durante tale Eucarestia, ci si aspetta che i membri della comunità diano "eco" - cioè una risonanza personale - sulle letture della liturgia. L'eco ha spesso come argomento questioni molto personali ed intime (capite? sono praticamente "confessioni pubbliche"). L'Eucarestia è celebrata nel salone parrocchiale o in un'aula, poiché il luogo della celebrazione è considerato irrilevante.

Sono sempre presenti un'icona di Kiko, fondatore del Cammino Neocatecumenale, una croce processionale pure fatta da lui, e canti creati e musicati esclusivamente da lui. È proprio come avviene in Scientology, dove tutti gli uffici e centri hanno sempre una copia dei testi di Ron L. Hubbard.

Tutto appare centrato sull'espressione artistica di Kiko e sui pensieri di Kiko. Un partecipante sente che la comunità è la sua famiglia, nella quale condivide i pensieri più intimi e i momenti più importanti, anche a scapito dei suoi veri familiari e amici che non sono nella comunità. Quando viene attivata una nuova comunità ti viene sempre detto che il particolare gruppo di persone che la forma lo sta facendo per volontà di Dio. Per cui se ti allontani dalla comunità, stai andando contro la volontà di Dio. Infatti, parecchi che hanno lasciato la comunità hanno testimoniato che era stato detto loro che fuori dal neocatecumenato c'è solo la perdizione. La perdizione non "fuori dalla Chiesa", ma "fuori dalla comunità". Perciò vien da riflettere sul fatto che ogni membro del Cammino, nel raccontare la propria storia personale parla sempre delle sofferenze e dei guai che costellavano la sua vita prima di scoprire il Cammino: le solite storie di alcolismo, droghe, relazioni familiari distrutte, l'amore per il denaro, e robe del genere. Questi racconti vengono fuori ogni volta che un membro del movimento è invitato a parlare, in ogni opportunità.

Capisco che questo è un modo per creare un legame emozionale in modo da introdurli nel Cammino Neocatecumenale e dir loro quanto fossero perduti fuori dalla comunità. Viene fatta una distinzione fra i «cristiani della domenica», chiamati cristiani "culturali", mentre coloro che "camminano" sono invece quelli giusti, quelli veri, quelli dediti a Dio. I «cristiani della domenica» sono detti così perché vanno a Messa di domenica, laddove i neocaecumenali celebrano per motivi "teologici" l'Eucarestia il sabato sera. Motivi "teologici", non di ordine pratico.

Il reclutamento della nuova comunità a Høje-Taastrup è stato massiccio e opprimente. Alcuni lo hanno qualificato semplice reclutamento, parecchi altri hanno detto invece di aver notato un diverso comportamento del parroco fra coloro che avevano accettato di entrare nella comunità neocatecumenale e coloro che invece ne erano rimasti fuori. Era molto più cordiale e affabile con coloro che erano entrati. Coloro che si erano pentiti di aver inizialmente aderito alla comunità, hanno visto cambiare l'atteggiamento del parroco verso di loro, trovandolo di nuovo freddo e distante. Il che diventa più chiaro, logicamente, nel ricordare che il parroco aveva detto che la comunità era come la sua famiglia.

La comunità è stata dunque formata da alcuni dei cattolici più assidui della parrocchia, inclusa la maggior parte dei membri del consiglio parrocchiale, che è diametralmente opposta a ciò che papa Benedetto spiegava essere il senso della vita comunitaria, e cioè il rivolgersi ai lontani dalla parrocchia. Qui, invece, la gente della parrocchia si è rinchiusa in una comunità coperta dal segreto.

E così ora celebrano l'Eucarestia nelle piccole comunità, chiusi nelle aule della scuola parrocchiale.

L'Eucarestia viene celebrata senza che il resto della comunità parrocchiale ne sappia nulla. Nelle loro aule non c'è un altare, ma viene usata una cattedra da insegnante, e mi è stato detto che non ci si deve più inginocchiare perché ciò rappresenterebbe paura di Gesù. Secondo loro bisogna stare in piedi. Dicono di aver evitato la Chiesa per non essere costretti a ignorare l'altare principale durante l'Eucarestia - non avrebbero potuto mettere le sedie in circolo e non avrebbero potuto usarlo per la loro Eucarestia.

L'Eucarestia è vissuta come un pasto in cui si mangia insieme, come un riunirsi piuttosto che l'assistere alla vittima sull'altare. Il loro fondatore Kiko, infatti, dice testualmente (Or. fase di Conv., pag. 317):
Non c’è eucarestia senza assemblea. È un’assemblea intera quella che celebra la festa e l’eucarestia; perché l’eucarestia è l’esultazione dell’assemblea umana in comunione; perché il luogo preciso in cui si manifesta che Dio ha agito è in questa Chiesa creata, in questa comunione. È da questa assemblea che sgorga l’eucarestia.
Chi capisce cos'è davvero l'Eucarestia, può capire meglio il loro modo di celebrare la liturgia: ma rispecchia davvero la dottrina Cattolica?

Nell'autunno del 2013 era previsto di nuovo il ciclo di "catechesi" neocatecumenali in parrocchia, finalizzato a formare una seconda comunità. Sono stata a quelle "catechesi" per capire meglio (la volta precedente avevo smesso dopo la prima "catechesi"), ed anche questo ciclo si concludeva con un "ritiro".

Il ciclo di "catechesi" del 2013 mi moltiplicò i dubbi e le domande, ma durante le "catechesi" non era permesso di fare domande. Perciò chiesi ad un mio conoscente - che sapevo essere serio e molto preparato sulle religioni - e nemmeno una delle mie domande ebbe una risposta tale da convincermi che nelle "catechesi" del Cammino si insegnasse la dottrina cattolica.

In numerose occasioni mi rispose che "di sicuro ciò è più Protestante che Cattolico".

Per esempio, nella tredicesima "catechesi", era mostrata su una lavagna uno schema della storia della salvezza, dall'Antico Testamento alla conversione romana (di Costantino) verso circa l'anno 320, e quindi il nulla fino al 1962 (Concilio Vaticano II). Così avevo osato chiedere al prete neocatecumenale cosa fosse successo fra gli anni 320 e 1962, e mi venne risposto che in quegli anni la Chiesa aveva preso una direzione sbagliata ed aveva introdotto stupidi rituali come l'inchinarsi, l'inginocchiarsi, l'incensare. Al mio conoscente venne da ridere, e anche agli altri presenti.

Nella "catechesi" successiva mi ero permessa di insistere a chiedere a quello stesso prete neocatecumenale come mai il vescovo, che era stato lì presente quel pomeriggio, si era inchinato e inginocchiato confermando di fatto quei "rituali" a dispetto della "catechesi" precedente. Ma il prete neocatecumenale negò di aver fatto tali affermazioni. Il vescovo aveva solo dato istruzione di non inginocchiarsi davanti alle statue dei santi.

Nel mese di ottobre ero in ritiro nel monastero delle benedettine di Nostra Signora di Åsebakken, dove si era formata una piccola comunità del Cammino Neocatecumenale. Ero curiosa di ascoltare di cosa si trattasse e perciò partecipai ad un loro incontro. Fummo tutti comossi nell'ascoltare vari interventi sia da parte di laici che di sacerdoti, ma quella fu anche la prima volta che sentii un prete cattolico dire che il tabernacolo sarebbe «un mettere Gesù in prigione». Purtroppo non fu data la possibilità di porre domande durante tali interventi, per cui non potei chiedere cosa avesse inteso dire con quelle parole. Ma esaminando cosa ha detto il fondatore Kiko Argüello a proposito del tabernacolo e della preghiera, ho notato questi suoi pensieri:
Ti assicuro che se tu avessi fede per stare una notte intera a chiedere: Gesù abbi pietà di me, credendo che Gesù ha potere per curarti, quella notte saresti guarito da qualsiasi cosa, da qualsiasi vizio. Che succede? Che crediamo che pregare sia dire: padre nostro che sei nei cieli..., o stare davanti al tabernacolo, con l'immaginazione che se ne va non so dove?
(Kiko, Or. fase di Conv., pag. 15/376)
Dunque questo significa che se abbiamo fatiche e malattie nella nostra vita, è una diretta conseguenza della nostra mancanza di fede? Ma questa non è dottrina cattolica!

Era sabato sera e ci radunammo per celebrare l'Eucarestia. Uno di loro disse testualmente: «stasera celebriamo l'Eucarestia per la prima volta», pur sapendo che lì eravamo tutti cattolici. È impossibile che per qualcuno di noi fosse la prima volta... tranne per chi è convinto che la celebrazione eucaristica neocatecumenale è diversa dalla Santa Messa cattolica, il che è totalmente in contrasto con quanto papa Benedetto XVI aveva esortato al movimento neocatecumenale.

La liturgia fu preparata nella stessa sala riunioni dove si era tenuto il ritiro durante la giornata. Una tavola da pranzo fu apparecchiata con tovaglie da altare, fiori e candele. La celebrazione aveva varie differenze rispetto ad una normale Messa cattolica, a cominciare dal fatto che c'era una cosa chiamata "risonanza", tenuta prima dell'omelia, in cui ognuno aveva l'opportunità di parlare e di fare considerazioni anche molto personali sulle letture della liturgia.

Inoltre lo scambio della pace era qualcosa di particolarmente cordiale e intimo, nel senso che tutti si aspettavano di poter scambiare due baci sulla guancia con ognuno di tutti gli altri presenti. Limitarsi a una stretta di mano era considerato poco meno che un gesto ostile. Tale scambio della pace avveniva anticipatamente nella liturgia.

I pani per l'eucarestia, essendo fatti in casa, lasciavano disperdere parecchi frammenti anche se trattati con attenzione dal prete. Ognuno doveva rimanere seduto, alla propria sedia, mentre veniva distribuita la Comunione, alzandosi in piedi solo nel momento di ricevere un pezzo di Ostia "fatta in casa", dopodiché sedersi di nuovo e aspettare che tutti gli altri abbiano ricevuto un pezzo. Alla fine, finalmente, mangiare tutti contemporaneamente il proprio pezzo. Anche con la più grande attenzione, potevo percepire chiaramente le molte briciole sulle mie dita e potevo persino notare che a nonostante il prete ci avesse messo cura, c'era ancora qualcosa nel calice dopo la purificazione. È davvero difficile da evitare la dispersione di frammenti e gocce: dunque perché mai sarebbe "appropriato" potersi preparare i propri pani?

Al termine dell'Eucarestia bisognava fare un ballo vivace attorno all'altare. L'ambone e la croce da processione furono spostati in un angolo in modo che tutti potessero ballare attorno all'altare applaudendo e cantando rumorosamente.

Appena cinque minuti dopo la tovaglia d'altare fu tirata via e fu messo su quello stesso tavolo del cibo. Calice, patena, lini sacri, non erano ancora neppure stati portati fuori da quella stanza e già cibo e vino erano su quello stesso tavolo su cui pochi momenti prima avevamo celebrato l'Eucarestia. La serata continuò con canti e frastuono, la gente era allegra, e i fiori recuperati dall'altare se li erano messi tra i capelli le ragazze o nei buchi dei bottoni i ragazzi.

Quel sabato sera me ne tornai a casa. Il giorno dopo, probabilmente, fu creata una comunità neocatecumenale con quelli che erano rimasti lì. Che oggi celebreranno sicuramente le eucarestie di cui non si dà notizia al resto dei parrocchiani, e che si incontreranno parecchie volte a settimana in incontri in cui nessun altro può avere accesso.

Ciò che però a me sembra il pericolo più grande per la nostra diocesi è che i preti neocatecumenali si presentano come preti cattolici. Indìcono in parrocchia, a nome del parroco e della Chiesa Cattolica, una "catechesi" il cui scopo è quello di catturare nuovi adepti per il Cammino Neocatecumenale.

Un prete neocatecumenale mi disse esplicitamente che non aveva mai avuto intenzione di diventare parroco, che lui e quelli come lui sono "missionari", e che la parrocchia è solo un incarico ricevuto dal vescovo, per cui in tale incarico seguono solo il proprio cuore e i propri insegnamenti.

Questo è solo un breve resoconto della mia storia e della mia esperienza col Cammino Neocatecumenale.

La pace di Dio e ogni bene.
Henriette S.

lunedì 19 dicembre 2016

"Per problemi di salute"... ma sì, certo, esatto...

Il vescovo neocatecumenale Apuron - che i kikos hanno difeso in tutti i modi fino all'altro ieri - starebbe finalmente per "ritirarsi", e non proprio di sua spontanea volontà.

La scusa ufficiale potrebbe essere su imprecisati "problemi di salute" (dopotutto sei anni fa ebbe un infarto, e fu allora che i capibastone dei kikos corsero ai ripari inducendolo a fare subito - a novembre 2011 - la donazione segreta e abusiva al seminario kikiano Redemptoris Mater).


«No one can get me,
no one can get me...»
Ricordiamo che l'allegra gestione ultra-trentennale del vescovo neocatecumenale lascia l'arcidiocesi con una trentina di milioni di dollari di debiti, senza contare i costi dei risarcimenti alle vittime degli ecclesiastici pedofili.

Qui sotto, alcune note di Tim riguardo all'imminente "pensionamento" di Apuron.


Nessun vescovo si è mai ritrovato a subire un processo canonico - almeno non nei tempi recenti - e ritrovarsi riconosciuto colpevole, come sta accadendo ad Apuron. Questo significherebbe un brutto colpo alla gerarchia della Chiesa: i vescovi non si fanno scrupoli a gettar preti nella fossa dei leoni ma se ne fanno parecchi quando si tratta di un vescovo, perfino quando è un soggetto malvagio come fratel Tony Apuron.

Ecco perché ai bei tempi fratel Tony girava per la curia cantando: "No one can get me". Lo sapeva benissimo che perfino Roma non lo avrebbe toccato nonostante tre decenni di documentati pasticci apuroniani.

I verdetti dei suoi procedimenti (esatto: al plurale) risulteranno tutti di colpevolezza ancor prima di esaminare la questione dei suoi abusi sessuali. E quando glielo diranno, gli offriranno un accordo: o ti appendiamo sottosopra alle tue parti anatomiche problematiche dalle mura di castel Sant'Angelo in modo che tutto il mondo veda quanto sei sporco, oppure rassegni quietamente le dimissioni e lasceremo che Kiko si prenda cura di te.

Tony accetterà l'Opzione Numero 2 e ufficialmente si parlerà di problemi di salute - o al massimo dell'incapacità di ritornare a governare la diocesi di Agaña (Guam) a causa della perdita di fiducia da parte dei fedeli a causa del malefico Tim Rohr e del suo Complotto Massonico (LOL).

sabato 17 dicembre 2016

Se porti alla luce la dottrina oscura del Cammino sei "divisivo"

 Diamo spazio a quanto ci riferisce Giuseppe, riguardo a un significativo incontro in parrocchia.

E la chiamano addirittura "liturgia"...
«Diario.
Durante l'incontro col gruppo famiglia, il sacerdote, sul tema del peccato originale ci ha spiegato come la genesi col suo racconto della creazione, invita il popolo di Dio a guardare a prima del peccato, per trarne motivo di speranza anziché rinchiudersi nel peccato o peggio ancora, come inteso da Lutero, intraprendere una vera e propria "discesa verso il peccato".
Non l'avesse mai fatto, mi ha invitato a nozze! Come non pensare alla Kenosis Kikiana, che come sappiamo, più che annullamento del proprio ego, è quasi un invito a peccare. Così sono intervenuto e ho citato il mamotetro, quando Kiko dice che non serve dire alla gente, di fare il bene ecc., se non ha lo Spirito Santo. Il sacerdote ironizzando ha commentato: "Senza tenere conto che si rivolge ai battezzati!" 
Ci sono state alcune persone che hanno frequentato il cammino che hanno concordato con quanto da me esposto. Addirittura una signora che lo frequenta da circa 8 anni, ha perfino detto che questa cosa è vera e lei personalmente ne prova turbamento.
Dopo di che il sacerdote, un po' contrariato, mi ha invitato a non portare più questi argomenti "divisivi" nel gruppo e lo capisco.
Intanto ho scoperto che nel gruppo ci sono tre coppie di neocat, di cui una sola attiva e due giovani. Una volta usciti, riprendendo il discorso delle "dottrine non corrispondenti" con uno di loro, che aveva detto "non mi risulta" ho rincarato la dose raccontantogli della disubbidienza di Kiko in merito all'Eucarestia. Insomma ho combinato un bel casino!»
La "kenosis" cui si riferisce Giuseppe è un topos del linguaggio kikiano, un tema ricorrente, secondo il quale il cristiano deve compiere una "discesa" negli abissi della propria condizione, della propria realtà di miseria e di peccato, possibilmente durante tutto il Cammino Neocatecumenale, per poi compiere la "rinnovazione delle promesse battesimali", dopo la quale, secondo Kiko i neocat avranno una nuova natura, saranno uomini rinati nello "spirito" (il minuscolo è volontario).

Dice infatti Kiko nei suoi "orientamenti" (versione non emendata) a p. 10:
«Il catecumenato è questa discesa fino alle acque del Battesimo. E' un cammino di conversione per toccare con mano la tua povertà e la tua impotenza, perché tu conosca la tua realtà profonda di peccato e di miseria
Attenzione alle parole... "Catecumenato" è per Kiko la parte che segue il "primo scrutinio battesimale", che si conferma nel "secondo scrutinio battesimale" e che continua fino all'elezione in veste bianca. Nel linguaggio cristiano invece i catecumeni erano le persone non ancora battezzate (nel testo si usa specificamente il termine "catecumenato", in luogo di cammino neocatecumenale, i neocat sono considerati come pagani non battezzati), distinte dai Fedeli o Neofiti che avendo ricevuto il battesimo potevano partecipare al Sacrificio Eucaristico.
Giustamente il sacerdote che guida il gruppo fa notare un fatto ovvio: Kiko sta parlando a battezzati, che non hanno nessuna necessità di "immergersi nelle acque del proprio battesimo" perché quel Battesimo, grazia unica e specialissima, l'hanno già ricevuto. Il battesimo, per usare una metafora, è un fuoco, che se non alimentato si affievolisce, ma non può mai spegnersi del tutto: è sufficiente una buona confessione ben fatta e l'Eucarestia per tornare nella Grazia di Dio. Nessun cammino trentennale di discesa! (ricordiamo agli accecati neokiki che secondo la dottrina cristiana la confessione sincera è già un'ammissione di colpe, una contrizione, un riconoscere il proprio peccato).
Argüello (è quello a destra) con la sua fan Miriano;
il dipinto alle spalle sarà il solito horror kikiano?
In più, se non fosse già chiaro, nelle catechesi della Domenica di convivenza, il Kiko si azzarda a dire:
«Questo cammino è una Kenosis, una discesa e nessuno può passare per la porta del Regno se non si fa piccolo, se non ha scoperto che tutto è grazia di Dio, dono gratuito. Chi non ha scoperto la sua povertà reale di uomo peccatore non scoprirà che Dio è quello che dalla morte e dal peccato tira fuori la vita ed una nuova creatura.»
In realtà dietro le espressioni decorate di cattolicesimo, troviamo gnosticismo allo stato puro: il concetto secondo cui bisogna scendere agli inferi per risalire e ascendere al Cielo è dottrina gnostica. Nessuno può passare per la porta del Regno Kikiano se prima non accetta di farsi piccolo e miserabile negli scrutini, se prima non scende gli scalini dei propri peccati, se non conosce la propria realtà di peccato e miseria. Ecco perché los kikos ripetono a pappagallo la frottola del "se Dio mi toglie la mano dalla testa allora io...", con ciò giustificando ogni porcata.
La continua insistenza sulla "realtà del peccato", sull' "esperienza concreta" del peccato, sulla sporcizia, sulla necessità di lavarsi, e così via sono solo modi vagamente edulcorati per suggerire ai propri adepti che il peccato è necessario alla conversione e che senza questa esperienza non c'è resurrezione, quindi niente conversione.
E' chiaro che si tratta di un'eresia grave, quindi c'è ben più che un argomento "divisivo" in gioco. Qualcuno dovrebbe ricordare, al prete che invoca l'unione e la concordia ipocrita contro ogni evidenza, quanto disse Gesù:
«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.»
O ancora le parole di San Paolo:
«Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l'iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele?»
Non è possibile conciliare verità ed errore, come se avessero gli stessi diritti! Qui non si tratta di "argomenti divisivi" ma di proclamare la solenne verità, ovvero che "professiamo un solo Battesimo per il perdono dei peccati"! Altro che kenosis!

giovedì 15 dicembre 2016

La controversa cattedrale di Kiko, una ricetta per un disastro

La nuova cattedrale “cattolica” (in realtà kikianain costruzione nel Vicariato dell’Arabia Settentrionale nel bel mezzo della crescente violenza settaria del Bahrein, diventerà un grosso obiettivo per i gruppi estremisti della regione? O, ed è più importante, la Chiesa Cattolica in Arabia Settentrionale sarà ricordata più per la sua cattedrale che per la sua carità?

Il progetto non è esente da significative controversie, per stessa ammissione del vescovo Ballin, che, nella propria lettera pastorale datata 22/11/2015, scrive alla maniera neocatecumenale:
“Voglio infine ringraziare in special modo coloro che sono contro questo progetto e diffondono false informazioni su di esso e sulla mia persona. Li ringrazio perché il loro comportamento conferma che il nostro progetto viene da Dio. Quando Dio vuole fare qualcosa sempre invia lungo il percorso molte prove e sofferenze perché vuol farci capire che quel progetto viene da Lui e non da noi, così che la gloria possa andare solo a Lui e non a noi. Grazie, fratelli e sorelle, per avermi rivelato, attraverso i vostri giudizi negativi e persino calunnie, che ciò che facciamo è opera di Dio. Dio vi benedica.”
I membri del Cammino Neocatecumenale, come il Vescovo Ballin, tipicamente scambiano le critiche degli altri Cattolici per “calunnie”, ma in questo caso, non si ritrova nessuna critica pubblica da parte del gregge cattolico. Le critiche piovono invece da associazioni dei diritti umani e cittadini del Bahrein, preoccupati dalle tensioni fra sunniti e sciiti. Il motivo di preoccupazione per i cattolici viene soprattutto dal fatto che i neocatecumenali sono tutt'altro che dei campioni del buon senso cristiano.

Di seguito una breve rassegna stampa sugli aspetti politici:

L’opposizione in Bahrein chiede al Papa di fermare la costruzione di una chiesa su un terreno “rubato”, Middle East Eye, 19 ottobre 2014:
Alcune organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto a Papa Francesco di cancellare il progetto per la costruzione di un complesso religioso in Bahrein, nel timore che sarebbe impiegato suolo pubblico acquistato, a quanto pare, dalla famiglia reale attraverso l’uso di un fondo investimenti segreto. La nuova cattedrale sarà costruita ad Awali, nel Bahrein centrale, su un terreno che i gruppi di opposizione nel Paese – inclusi Americans for Democracy and Human Rights in Bahrain (ADHRB) e Bahrain Institute for Rights and Democracy (BIRD) – sostengono essere stata sottratta al bene pubblico… “Vogliamo sollecitare Papa Francesco a riconsiderare la decisione di stabilire una chiesa su una terra che potrebbe essere stata rubata per arricchire l’élite dominante”, ha detto Husain Abdulla, Direttore Esecutivo di ADHRB.

Esempio di vescovo neocatecumenale:
le copertine delle sue pubblicazioni
sono illustrate con sgorbi di Kiko
Plan for Catholic church makes waves in Bahrain, AP, 3 settembre 2012:
Si supponeva che la costruzione della più grande chiesa Cattolica Romana di tutto il Golfo Persico fosse una possibilità per la piccola isola del regno del Bahrein di mostrare le proprie tradizioni di tolleranza religiosa in una regione islamica conservatrice dove le chiese operano per lo più sotto pesanti limitazioni. Invece, la chiesa progettata — intesa ad essere il centro principale per i cattolici della regione — è diventata un altro punto di tensione in un paese già stressato da battaglie settarie fra le comunità islamiche sciite e sunnite. I chierici sunniti più intransigenti si sono fortemente opposti alla costruzione del complesso della chiesa, in un raro gesto di sfida aperta al re sunnita del paese. Più di 70 chierici hanno firmato una petizione la scorsa settimana…

Plans to Build Largest Church in Gulf Continue Despite Protests, Terrasanta.net, 27 settembre 2012
La costruzione della più grande chiesa cattolica del Golfo sta continuando anche a fronte delle proteste dei sunniti più intransigenti del Bahrein. Tra i gruppi sunniti più radicali gli animi si sono accesi parecchio all'inizio di questo mese in opposizione ai progetti di costruire il grosso complesso della chiesa. In un raro gesto di sfida al re sunnita del paese, più di 70 chierici sunniti hanno firmato una petizione affermando che è vietato costruire chese nella Penisola Araba, luogo di nascita dell'Islam. Stando all'Associated Press, un prominente chierico sunnita, Sheik Adel Hassan al-Hamad, ha detto durante un sermone che non c'è alcuna giustificazione a costruire altre chiese in Bahrein. Il governo, in risposta, ha trasferito tale sceicco in un altro distretto, alimentando un'ondata di proteste che ha costretto più tardi il governo ad annullare l'ordine. L'inizio dei lavori nel nuovo complesso, che sarà delle dimensioni di un grande centro di shopping, sono iniziati la scorsa estate [2012]. Posizionata ad Awali, a sud della capitale del Bahrein, Manama, diventerà il nuovo quartier generale del Vicariato dell'Arabia Settentrionale, guidato dal vescovo Camillo Ballin. Lui e il suo staff, responsabili della cura pastorale di oltre due milioni di cattolici, si trasferiranno dalla loro sede attuale in Kuwait nella nuova sede in Bahrein. Gli analisti dicono che il progetto della chiesa non è giunto nel momento migliore, visto che la nazione sta ancora avendo problemi con le divisioni settarie fra la sua minoranza sunnita di governo e il 70 per cento di popolazione che invece è sciita.
Alcune notizie recenti sulla violenza settaria in Bahrein:

Joe Biden calls king of Bahrain to raise ‘strong concerns’ amid violence, The Guardian, 2 luglio 2016
La Casa Bianca ha detto venerdì che il vicepresidente Joe Biden ha telefonato ad Hamad bin Isa al-Khalifa, re del Bahrein, per esprimere “forti preoccupazioni” in riferimento alla crisi politica nel regno sito nella piccola isola che minaccia di chiudere i suoi rapporti con gli USA, l'Arabia Saudita e altri stati del Golfo. Nella telefonata Biden e il re hanno parlato dei “recenti sviluppi negativi nel Bahrein e delle loro implicazioni nel contesto regionale”. Giovedì c'era stata un'esplosione a Manama, capitale del Bahrein, che ha ucciso una donna e ferito i suoi tre bambini. Il giorno successivo la polizia ha confermato trattarsi di un “attentato terrorista” nel villaggio di Eker, avviando un'indagine. Nel Bahrein la violenza è cresciuta quando la monarchia sunnita ha stroncato il dissenso tra le fazioni della maggioranza della popolazione sciita. Le recenti esplosioni sono state attribuite a gruppi di opposizione radicali sciiti, che erano stati per gran parte ridotti alla clandestinità dopo il fallimento delle proteste nel 2011.

Bahrain’s Sunni Rulers Revoke Citizenship of Top Shiite Cleric, New York Times, 20 giugno 2016:
Lunedì il re sunnita del Bahrein, in un giro di vite contro l'opposizione politica, ha dichiarato di aver revocato la cittadinanza di un alto chierico sciita considerato la voce spirituale della maggioranza sciita del paese. Gli attivisti per i diritti umani e altri critici hanno detto che l'azione contro l'ayatollah sheikh Isa Qassim porterà probabilmente ulteriori divisioni nel Bahrein, un piccolo regno nel Golfo Persico che è anche base della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti, oltre che importante alleato americano. Il Bahrein è stato periodicamente agitato da proteste che invocavano più democrazia fin dalle "primavere arabe" di cinque anni fa, mentre le sue forze dell'ordine hanno una reputazione di uso eccessivo della forza. L'ayatollah Qassim è sempre stato critico nei confronti dei metodi usati dal governo.

Discrimination in Bahrain: The Unwritten Law, Bahrain Center for Human Rights, 16 ottobre 2003:
Anche se gli sciiti costituiscono circa il 70% della popolazione, la percentuale di loro che hanno un incarico governativo importante è bassa se non addirittura inesistente, cosa che riflette la grave discriminazione nei posti pubblici. I seguaci del movimento sciita hanno un mero 18% del totale dei posti importanti indicati nel rapporto. Incarichi critici come il ministero per gli affari esteri e quello per gli interni sono off-limits per gli Sciiti. Infatti, la percentuale reale dei posti occupati dagli sciiti è probabilmente meno di quanto questo rapporto è in grado di concludere.
(nostra traduzione di un articolo

martedì 13 dicembre 2016

Papa Francesco: «Le parrocchie non si toccano!»

Sappiamo bene come i neocatecumenali siano abilissimi nello strumentalizzare le parole e gli atti dei Papi a proprio favore, anche quando tali parole o atti li contraddicono in modo palese. Con il regnante Papa Francesco questi episodi di manipolazione si sono moltiplicati in progressione geometrica, a partire dalla stessa elezione del Papa (il giorno dopo i kikos già pubblicavano foto di Francesco vicino al crocefisso kikiano), per passare alla celebre Messa nella cappella Sistina (col Kiko saltellante che esultava per l'altare mobile: "questo vuol dire qualche cosa!") o al discorso sulla Chiesa "in uscita" (interpretato dai kikos come una lode sperticata alle loro missioni di piazza).

Di recente, però, nel corso della GMG di Cracovia, il Papa ha dato una interessante risposta a una domanda di S.E. Mons.Leszek Leszkiewicz, Vescovo Ausiliare di Tarnów:
D: «Santo Padre, il nostro impegno pastorale si basa per lo più sul modello tradizionale della comunità parrocchiale, impostata sulla vita sacramentale. Un modello che qui continua a portare frutti. Tuttavia ci rendiamo conto che, anche da noi, le condizioni e le circostanze della vita quotidiana cambiano rapidamente e sollecitano alla Chiesa nuove modalità pastorali. Pastori e fedeli assomigliamo un po’ a quei discepoli che ascoltano, si danno da fare molto, ma non sempre sanno mettere a frutto il dinamismo missionario interiore ed esteriore delle comunità ecclesiali. Santo Padre, Lei, nella Evangelii gaudium, parla dei discepoli missionari che portano con entusiasmo la Buona Novella al mondo di oggi. Cosa suggerisce a noi? In cosa ci incoraggia, perché possiamo edificare nel nostro mondo la comunità della Chiesa in modo fruttuoso, fecondo, con gioia, con dinamismo missionario?»
Facciamo intanto una prima riflessione: la tanto deprecata "pastorale sacramentale", bollata come un retaggio del passato, un residuato bellico, una forma di religiosità naturale", ha un senso e può dare frutto. Come conciliare questo fatto - dimostrato con fatti concreti - con l'errata convizione (e le paurose menzogne) di Kiko secondo il quale è necessario abbdandonare la pastorale sacramentale per passare a una "pastorale di evangelizzazione" (dall'intervista a Kiko a 13TV, 27-12-2012)?
«Domanda: come si può indurre all'ascolto chi è chiuso, ora che si parla tanto della Nuova Evangelizzazione, quelle persone che in particolare sono chiuse a Dio? Come portare l'annuncio?
"Non c'è vita cristiana senza comunità!" (neocat, ovvio)
Kiko: Questo è il punto più importante, la missione che ha il Cammino Neocatecumenale nel mondo. La missione che abbiamo noi è esattamente questa, bisogna fare quello che si sta dicendo anche nel Sinodo, come aprire l'ascolto, come si induce all'ascolto? Lo dice Nostro Signore Gesù Cristo (sic! ma davvero?): noi diciamo che nelle parrocchie è necessario passare da una pastorale sacramentale a una pastorale di evangelizzazione, intendendo per "pastorale sacramentale" ciò che si fa nelle parrocchie, cioè... prendiamo in un quartiere di 5000 persone, dove c'è una chiesa... quante persone frequentano la parrocchia? un 10%? Quindi c'è un gruppetto di persone che viene... 1000, 1200 persone che vengono alla Messa della domenica.. eccetera... a queste persone puoi alimentare la fede con una pastorale sacramentale, coi sacramenti nei quali è presente Gesù Cristo, che alimentano la fede, la Messa, il Battesimo, la preparazione al Matrimonio [sic], la Caritas [sic]... questo va bene per il 10% ma per il 90% che è ateo? A loro non importa nulla dei preti... a queste persone devi dimostrare un amore nella dimensione della croce... e se vedono questo amore diranno "ecco dei discepoli di Gesù", ma per questo la comunità cristiana deve essere piccola!» 
A parte il discorso sempre uguale da 50 anni, è da notare come Kiko parli "della missione che il Cammino ha nel mondo", in modo del tutto autoreferenziale. Macché Cristo! No, no, il Cammino ha una missione! Ovviamente questa missione si esplica nella comunità, chiaramente piccola, e certamente neocatecumenale (più avanti nel video lo dirà esplicitamente). Insomma per Kiko la parrocchia va bene per chi la frequenta, mentre per il resto è del tutto inutile, è morta. A nulla serve la "Messa della domenica" come non smette mai di chiamarla, senza vergognarsi: ma perché Kiko? Esiste forse un'altra Messa? o forse vuoi intendere che la vostra non è una Messa della domenica, a dispetto di quanto continuate ad affermare?
Cerchietti e pallini: il modello di parrocchia kikiana a compartimenti stagni
Tenendo ben presenti le parole di Kiko (già riportate in altri termini nei mamotreti delle catechesi iniziali, sul discorso della Parrocchia "atomica", riproposto tal quale proprio a Papa Francesco il 1° febbraio 2014, con cerchietti e pallini...), torniamo alla visita del Papa e leggiamo la sua risposta:
«Papa Francesco: Grazie! Io vorrei sottolineare una cosa: la parrocchia è sempre valida! La parrocchia deve rimanere: è una struttura che non dobbiamo buttare dalla finestra. La parrocchia è proprio la casa del Popolo di Dio, quella in cui vive. (...) ...prendersi cura del Popolo di Dio è faticoso, è faticoso! . Oggi essere parroco è faticoso: portare avanti una parrocchia è faticoso, in questo mondo di oggi con tanti problemi. E il Signore ha chiamato noi perché ci stanchiamo un pochino, per lavorare e non per riposare. La parrocchia è stancante quando è ben impostata. Il rinnovamento della parrocchia è una delle cose che i vescovi devono avere sempre sotto gli occhi: come va questa parrocchia? Cosa fai? Come va la catechesi? Come la insegni? E’ aperta? Tante cose (… ) Come si accolgono le persone? Come si ascoltano? C’è sempre qualcuno al confessionale? Nelle parrocchie – non quelle che sono nei quartieri piccoli, ma nelle parrocchie che sono in centro, nelle grandi vie – se c’è un confessionale con la luce accesa, sempre la gente va. Sempre! Una parrocchia accogliente. Noi vescovi dobbiamo domandare questo ai preti: “Come va la tua parrocchia? E tu esci? Visiti i carcerati, gli ammalati, le vecchiette? E con i bambini cosa fai? Come li fai giocare e come porti avanti l’oratorio? È una delle grandi istituzioni parrocchiali, almeno in Italia. L’oratorio: lì i ragazzi giocano e si dà loro una parola, un po’ di catechesi. Tornano a casa stanchi, contenti e con un seme buono. La parrocchia è importante! Qualcuno dice che la parrocchia non va più, perché adesso è l’ora dei movimenti. Questo non è vero! I movimenti aiutano, ma i movimenti non devono essere una alternativa alla parrocchia: devono aiutare nella parrocchia, portare avanti la parrocchia, come c’è la Congregazione Mariana, come c’è l’Azione Cattolica e tante realtà. Cercare la novità e cambiare la struttura parrocchiale? (...) La parrocchia non si tocca: deve rimanere come un posto di creatività, di riferimento, di maternità e tutte queste cose. E lì attuare quella capacità inventiva; e quando una parrocchia va avanti così si realizza quello che – a proposito dei discepoli missionari – io chiamo “parrocchia in uscita”.»
Vogliamo sottolineare l'inciso sul confessionale, bellissimo nella sua semplicità: se c'è un confessionale con la luce accesa, la gente va!
Non ha detto "la gente cattolica, la gente battezzata" ma semplicemente "la gente", perché il Papa sa, e crede, a differenza di Kiko e don Pezzi, che il Sacramento ha un potere che trascende totalmente quanto si crede: se Dio dispensa la Grazia tramite il Sacramento, anche il cuore del battezzato più reticente può sciogliersi; e lo dimostra Gesù nel Vangelo decine di volte: chi era incredulo, diventa credente al contatto col Cristo e se il Cristo è presente nei Sacramenti, massimamente nella Messa, allora è possibile che chi è incredulo si converta anche solo con una confessione ben fatta.

"Massa amorfa e inerte da mobilitare"...
e far inginocchiare al proprio ego"
La stoccata finale però la dà sul movimentismo. Bisognerebbe essere ciechi e sordi per non capire a quali movimenti si riferisce il Papa! Qual è l'unico movimento (ops! cammino...) che regolarmente diserta e disprezza la parrocchia? Se n'è accorto anche il notoriamente benevolo Vatican Insider del quale notiamo la sottolineatura riguardo ai movimenti che "mobilitano" le masse cattoliche considerate "amorfe":


«se c’è un confessionale con la luce accesa, sempre la gente va. Sempre!», ha detto Francesco davanti ai Vescovi polacchi. Sgombrando il campo anche da una certa ideologia delle «minoranze creative» che nei lustri recenti celebrava i movimenti come le «truppe scelte» dell’evangelizzazione, e rappresentava il resto del Popolo di Dio come massa amorfa e inerte da «mobilitare».
Bella botta eh Kiko? Cinquant'anni a denigrare e demolire l'istituto parrocchiale per poi essere liquidato in un minuto dal Papa che più ti ha elogiato.... ora attendiamo fiduciosi i contorsionismi dei neokiki, che cercheranno di dimostrare come il Papa voleva dire esattamente quello che ha detto San Kiko di Palomeristan.
Buona fortuna!

lunedì 12 dicembre 2016

Piccolo promemoria per i nuovi lettori

Pagliacciata liturgica vintage:
la maglietta non è Adidas

Apro la solita noiosa parentesi a beneficio di chi segue questo blog da poco tempo.

Mic aprì questo blog a maggio 2006 come spazio di discussione alternativo al blog di Tornielli dove c'erano diverse discussioni a proposito della fatidica "lettera di Arinze" del 1° dicembre 2005, in realtà lettera della Congregazione per il Culto Divino e che benché firmata dal cardinale Francis Arinze riportava esplicitamente le «decisioni del Santo Padre» Benedetto XVI contro lo scatafascio liturgico neocatecumenale.

L'ordine di scuderia del Cammino - proveniente senza alcun dubbio da Kiko e Carmen - era quello di stravolgere il contenuto della lettera presentandola come una vittoria neocatecumenale e possibilmente calare una cappa di silenzio e di segretezza. L'ineffabile Gennarini, per esempio, all'epoca solo "portavoce" del Cammino in USA, fin da subito andò dicendo che quella sarebbe stata la prima volta in cui l'autorità della Chiesa avrebbe riconosciuto le «variazioni liturgiche» del Cammino, e altrove si permise persino di negare l'esistenza della lettera o il suo carattere pubblico.

L'imprevisto, per i capibastone del Cammino, fu infatti la pubblicazione della lettera: il 22 dicembre 2005 Tornielli ne presentava un riassunto su Il Giornale, facendo infuriare a morte i sullodati Kiko, Carmen e Gennarini. Quest'ultimo, dalle pagine dello stesso quotidiano, pretese e ottenne le pubbliche scuse del Tornielli (che da allora in poi ha pubblicato solo articoli che non dispiacciono ai kikos), soddisfazione che durò pochissimi giorni poiché il 1° gennaio 2006 Magister pubblicò il testo integrale della lettera (anche in inglese) sul proprio blog dimostrando non solo che il Tornielli aveva ragione (e facendo azzeccare miserabili figuracce internazionali al Gennarini: in onore di Kiko si subisce questo ed altro), ma anche che i vertici del Cammino stavano giocando sporco evitando di pubblicarla (era passato già un mese).

Ad oggi la Congregazione non ha mai annullato o ridotto l'importanza di quella lettera, tanto più che riportava le «decisioni del Santo Padre», decisioni che Benedetto XVI non si è mai minimamente rimangiato, e lo stesso Francesco le ha confermate ad aprile di due anni fa per mano di mons. Becciu che ha scritto a Kiko che il Papa conferma gli articoli 12 e 13 dello Statuto come quadro di riferimento per le liturgie del Cammino (la vicenda, in dettaglio, è riepilogata nella pagina: Kiko fa il furbo col Papa).

L'articolo 13 dello Statuto ha fatto sua non solo quella lettera, ma anche il discorso di Benedetto XVI del 12 gennaio 2006, in cui confermò l'esistenza e l'importanza e l'obbligatorietà di quella lettera normativa per tutto il Cammino. Ciononostante il tripode Kiko-Carmen-Pezzi il 17 gennaio 2006, appena cinque giorni dopo, scrisse al Papa parlando di "ubbidienza" su alcune parti della liturgia che nel Cammino venivano soppresse (Credo, Gloria, Orate, ecc.) ma ricordandogli che nel Cammino le cose riguardo alla distribuzione della Comunione non sarebbero cambiate. Soltanto il 22 febbraio successivo don Kikolone presentò al Cammino ufficialmente la lettera in una convivenza a Madrid, imponendo la propria interpretazione secondo cui sulla Comunione «il Papa ci dà due anni»: l'ultimatum del Papa, che «entro due anni» (cioè subito, e comunque entro e non oltre il 1° dicembre 2007) il Cammino doveva tassativamente ritornare al «modo normale di tutta la Chiesa» riguardo alla Comunione, veniva abusivamente spacciato da Kiko come un "bonus" di due anni senza precisare alcuna data di scadenza. Kiko in pratica comandò ai suoi di fregarsene del Papa e di fingere che tutto va bene.

Dunque potete ben immaginare com'erano indiavolati i fratelli del Cammino nella primavera 2006, tanto più sul blog dell'intimidito Tornielli (che in maniera donabbondiesca dirà sempre di non aver subìto pressioni o minacce da parte degli infervorati kikos), la cui "moderazione" cancellava i commenti pacati e documentati ma sgraditi al Cammino e lasciava magicamente passare quelli arroganti e copiaincolleschi dei neocat.

Mic attivò dunque questo blog nel maggio 2006 che nel corso degli anni ha raccolto una quantità notevole di discussioni e testimonianze (specialmente da parte di coloro che misteriosamente venivano censurati dal Tornielli) attirando peraltro tutto un variopinto popolino di neocatecumenali che credendosi furbi e proclamando "approvata" ogni loro paturnia, venivano qui a ripetere sempre gli stessi slogan.

L'approfondimento di temi liturgici e dottrinali, oltre che di eventi della vita della Chiesa e degli interventi di Benedetto XVI e di successori degli Apostoli, ha indirizzato Mic e altri verso la liturgia tradizionale in latino, la cui "liberalizzazione" il 7 luglio 2007 (motu proprio Summorum Pontificum) fu l'atto indubbiamente più carico di conseguenze di tutto il pontificato. Nell'estate del 2010 Mic avviò un blog Chiesa e postconcilio per trattare quei temi che non riguardavano più le sole discussioni con neocatecumenali ed ex neocatecumenali. Come spesso accade, il progetto che doveva essere secondario finisce per assorbire tutte le energie. Qualche tempo dopo Mic chiese ad alcuni collaboratori - tra cui il sottoscritto - di continuare a sostenere questo blog sul Cammino, che avrà ragione di esistere finché il Cammino si spaccerà per cattolico propugnando carnevalate liturgiche, strafalcioni dottrinali, eresie, e tutta la conseguente costellazione di assurdità e ingiustizie (a partire dal mefitico obbligo della "Decima").

Gli invasati neocatecumenali che di volta in volta hanno insultato, diffamato, calunniato Mic e collaboratori e lettori anche sporadici, ancor oggi non hanno capito che a danneggiare il Cammino Neocatecumenale non sono né i blog, né gli articoli dei giornalisti "faraoni", né le opinioni, ma i testi ufficiali della Chiesa (a cominciare dallo Statuto, dal Catechismo e dal Messale Romano) e ancor più i fatti, i puri e semplici "fatti concreti", documentati dagli stessi fratelli delle comunità del Cammino (mai avuto bisogno di intrufolarmi in liturgie neocat per scattare foto) e da tutto un enorme popolo che ha un'esperienza negativa del Cammino.

Noialtri siamo solo quattro gatti che per parlare delle storture del Cammino hanno dovuto approfondire con passione, fatica e interesse temi dottrinali e liturgici e di vita della Chiesa. Il "criticare il Cammino" ci ha fatti crescere spiritualmente perché ci ha costretti ad un continuo e onesto confronto con le verità di fede e con i documenti della Chiesa, oltre che con un dialogo con coloro che dal Cammino hanno ricevuto solo dolori, disprezzati ed etichettati dai capibastone della setta come "volontà di Dio per la tua vita".

sabato 10 dicembre 2016

Chi è il modello di Sposa del Cammino?

Nella pagina "Aberrazioni liturgiche: per Kiko la sposa è benedetta solo se è feconda" veniva analizzato un canto di Kiko Argüello che deforma la Benedizione agli sposi introducendo in particolar modo, come modello da imitare, insieme alle altre matriarche dell'Antico Testamento, Lia, prima moglie di Giacobbe, figlia di Labano e sorella di Rachele).

«Non conoscevo la Benedizione degli Sposi .

Mi colpisce la citazione di Lia, considerata la più importante, perchè è la donna sposata per errore, non amata, riconosciuta solo in quanto generatrice di molti figli.



Per questo è il modello di molte giovani donne neocatecumenali, che si ritrovano in un matrimonio deciso da altri (dalle circostanze, dal fatto di essere figlie del Cammino), spesso spose di mariti incapaci di vedere in loro altro che fattrici di figli da portare e mostrare in comunità.

Qui siamo in un ambiente che prende a modello le spose degli ebrei ultra ortodossi, che come tali realizzano la propria vocazione solo come madri e per questo sono esentate dalla preghiera e dal culto, se questo ostacola la cura dei figli e della casa.

Siamo ben lontani, quindi, dai modelli evangelici dalla Vergine, che è donna di preghiera, attenta a ciò che avviene, come pure da Marta e Maria che pur in modo diverso si occupano di Gesù, si interessano a Lui, sono attratte da Lui e dalle altre altre donne che sono presentate con la loro personalità.»

(da: Michela)

giovedì 8 dicembre 2016

Don Antonio Rotondo, sacerdote coraggioso, riposa in pace.

Ho appreso, da qualche minuto, della dipartita di Don Antonio Rotondo della diocesi di Napoli. 

Mi direte: chi è? 

Don Antonio Rotondo con Giovanni Paolo II nel 1990
Forse qualche volta ve ne ho parlato, forse l'ho accennato solo a qualcuno, ma oggi lo voglio ricordare in un post qui su questa pagina.

Don Antonio, è stato uno dei primissimi (se non addirittura il primo), ad accogliere nella sua parrocchia (Santa Maria del Buon Cammino di Napoli, il nome della parrocchia già forse vi conteneva tutta la predestinazione) i kikatechisti (penso a fine anni '70 o giù di lì), e uno dei primissimi a crederci e a metterci anima e corpo in questo "progetto". 

Ebbene, non vi è nulla di anormale in ciò che sto affermando, solo che, come tutte le cose belle, o se volete, chiamatele "oasi felici del cammino", a volte ci si mette il demonio di mezzo, sì, quello che più volte Kiko nomina nei suo lunghi sermoni. 

Siamo verso il 2007/08, quando una delegazioni di kikatechisti mandati direttamente da Kiko, giungono a Napoli ed entrano nello studio del povero Don Antonio, il quale, a detta di molti, dopo tanti decenni di "fango sugli occhi", stava cominciando a risvegliare i sensi, quelli fisici e quelli spirituali, e si stava accorgendo che la sua parrocchia era conosciuta al mondo solo perché contava un numero di circa 1000 unità (fratelli camminanti) sparsi in circa 30 comunità. 

Insomma, aveva fatto della sua missione pastorale un neocatecumenalismo radicale.

La delegazione ebbe un duro confronto nelle intime stanze del prete, fino alla decisione di quest'ultimo di cacciarli "letteralmente" fuori, e senza possibilità d'appello, e insieme ad essi tutto il cammino. 

S.Maria del Buon Cammino, parrocchia di Don Antonio:
il Cammino 'non buono' non ci poteva restare.
Prima di segnalarvi uno degli articoli riflesso dello scalpore che si sollevò in tutta la diocesi napoletana con inequivocabile interessamento anche dello stesso Vescovo, vi voglio dire: ho conosciuto padre Antonio perché è stata una delle sue equipe di "catechisti" ad aver evangelizzato molti anni fa la mia, lo incontravo spesso durante le convivenze di inizio corso o durante i vari annunci (avvento, quaresima, pasqua), o in altre circostanze.
Un uomo, che finchè ho avuto modo di frequentarlo (seppur solo di striscio), ci credeva e come, ricordo ancora le sue catechesi durante "gli anni d'oro", e il suo fervente impegno nel porci quanta più enfasi possibile. 

Quando seppi dell'evento, io ero già da molto andato via dal cammino, ma rimasi per un istante senza fiato (conoscendo chi era e che ruolo avesse per il cammino napoletano e della provincia), e quando iniziai a documentarmi, scoprii il solito gioco dei camminanti, ossia cercare di occultare tutto ciò che è nel possibile.

Sugli stessi siti sui quali pullulavano notizie anche a stampo giornalistico, qualcosa è rimasto, ma rispetto all'eco che ebbe il fatto in termini di informazione, adesso non è rimasto se non qualche trafiletto (ripeto, la cosa fu subito cercata di essere messa a tacere gettando acqua putrida sul fuoco e sul nome di don Antonio Rotondo).

Riposa In Pace, padre Antonio...

(da: Lettore napoletano)




Ad integrazione di quanto già pubblicato sulla vicenda di Don Antonio Rotondo e della parrocchia del Buon Cammino, pubblico una testimonianza firmata pervenuta in redazione, completa di nomi che ritengo opportuno riportare.

Don Antonio è stato un prete che ha dato tutto al cammino come nessuno.
Il responsabile della prima comunità del Buon Cammino -che poi divenne responsabile del centro neocatecumenale Napoli 2- era il prototipo di "mostro generato dal cammino"
Comandava tutto lui, su una realtà molto estesa: tante comunità nell'hinterland napoletano e tantissimi fratelli che dipendevano da lui e dalle equipe di suoi catecumeni.
Ma con il tempo Don Antonio, che avrebbe dovuto essere il 'don Pezzi' di turno, non lo sopportava più: era arrogante organizzava tutto senza consultarlo, passaggi date di convivenze evangelizzazioni ecc.
E don Antonio doveva fare i salti mortali, accontentarsi della catechesi di padre Mario e per il resto fare da tappezzeria
Nel frattempo, in parrocchia, il responsabile della prima comunità era divenuto un altro che, come tutti i
responsabili delle prime comunità, fu indirizzato al diaconato.
ll nuovo responsabile e diacono era molto in comunione col parroco. Un altro spirito.
Don Antonio cominciò a chiedere di rimuovere il responsabile del Centro Neocatecumenale proponendo in sua sostituzione il responsabile della prima comunità, ma non venne accontentato.
Anzi, il nuovo responsabile cominciò ad essere bastonato dai catechisti perché "il diaconato lo aveva inorgoglito.....voleva il posto di rilievo....il potere....".
Insomma il poveraccio che per obbedire a loro si ritrovava diacono, con il Vescovo a cui comunque dover rendere conto, si ritrovò tutti contro... il responsabile del Centro Neocatecumenale, i catechisti...fu un massacro.
Il Parroco cercò di difenderlo chiedendo di lavorare con lui..gli Statuti dicevano che i responsabili vanno concordati col Parroco.
Arriva l'equipe dei super catechisti da Roma e PER CONTO DI KIKO (altro che cadere dalle nuvole!)
hanno il mandato di TOGLIERE IL CAMMINO al primo sacerdote che lo ha accolto a Napoli che gli ha dedicato decine di anni
Don Antonio venne accusato di volersi staccare dal carisma e voler fare il proprio catecumenato.
Di essere disobbediente al suo ex responsabile che garantiva il vero cammino e lui DOVEVA ACCETTARLO
Di sicuro gli hanno urlato in faccia.
E lui li ha sbattuti fuori
I soldi? Certamente ne giravano tanti e gestiva tutto il responsabile del Centro Neocatecumenale che oliava abbondantemente tutti.
Il diacono è stato malissimo e ha lasciato il cammino insieme alla moglie
Don Antonio ha fatto, con le comunità che erano rimaste in parrocchia, un cammino suo.
Ovviamente don Antonio è stato coperto di calunnie come tutti quelli che escono in polemica con i capibastone del cammino.
Dissero di lui che era dipendente della sorella che comandava lei, che era avido, assetato di potere; che voleva usare il cammino e se ne fregava del carisma. Tutte menzogne
Lo hanno usato e gettato via nel momento in cui ha preteso legittimamente di essere ascoltato in qualità di Parroco.
Questa è la storia della fine del Cammino in una delle parrocchie 'storiche' per il neocatecumenato della Campania.





martedì 6 dicembre 2016

L'iniziazione cristiana NC: farti sentire in colpa affinché ti 'liberi' dal denaro



Il Cammino delle braccia conserte
dei soldi facili e delle tasche vuote
Iniziazione cristiana dici?

Come, FACENDOCI SENTIRE IN COLPA PER POTERCI DERUBARE?

Leggi Mt 6,19-23: Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non ACCUMULATE per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore»”.
A chi si rivolgeva Gesù? Forse ai salariati che erano i poveri del suo tempo? Questi accumulavano tesori o semplicemente, ne usavano per vivere? Assolutamente no, perché sarebbe stato assurdo. Gesù si rivolgeva ai RICCHI, come attestano tutti gli esegeti. Nel sermone della montagna Gesù è esplicito: “Guai ai ricchi”.

Lo stesso racconto del giovane ricco, lo conferma. (Ma anche qui bisogna stare attenti. Gesù intende i ricchi che accumulano per sé stessi. La ricchezza di per sé non è male, ma piuttosto l’uso che se ne fa).

Nelle catechesi Kikiane per esempio, si riporta il caso di un industriale, che dava lavoro a chissà quante famiglia, e secondo Kiko avrebbe dovuto lasciare baracca e burattini per dare tutto al cammino. Magari gli servivano quei soldi per completare la Domus Galileae.

Ma ritorniamo a noi.

E invece Kiko cosa fa? Tu dovresti saperlo, ma non ci hai riflettuto abbastanza, perché il cammino confonde e annebbia il cervello volutamente: ”VEDI DOV’E’ IL TUO CUORE”, ci dicevano. Ora nella mia comunità nessuno era ricco. Nessun benestante; escluso me, che ero impiegato, gli altri o erano poveri pensionati o lavoravano a giornata nelle campagne o nell’edilizia. Dov’era il loro cuore secondo te e secondo Kiko?

Per esempio, nello Shemà il cosiddetto "catechista" CI AMMONÌ, portando a esempio un fratello o sorella che aveva messo nel cesto un orologio di poche decine di euro, di non essere ridicoli. Capisci? Nel cammino si dà per scontato chiunque abbia il cuore in qualche cosa.

Tu ci sei passato, dimmi: dov’era il tuo cuore? Se avevi la casa di proprietà, era nella casa? Nell’auto? Nello stipendio o nella pensione? O forse anche tu hai dribblato su un bene meno importante, giusto per dare qualcosa? Conosco dei cosiddetti "catechisti" che durante il Cammino hanno comprato casa e altri che hanno la villetta, anche di essi ti chiedo: dov’è il loro cuore?

Allora io non riuscivo a capire che era tutto un inganno. Avevo comprato casa col mutuo e avevo soltanto l’auto, che mi serviva anche per andare a lavorare. Mi chiedevo COMBATTUTO, dove fosse il mio cuore e a parte che nel Signore, non riuscivo a capire in quale bene materiale, potesse essere il mio cuore.

Ho sempre vissuto con una certa libertà i miei miseri beni, senza esserne particolarmente attaccato. Non ho mai curato l’arredamento della mia casa. Ti posso invece dire, che ho visto case di catechisti che sono da favola, ma non per questo li giudico. Però fa senso sapere, che questi stessi catechisti vanno a dire alla gente semplice e ignara, che devono sbarazzarsi dei loro beni e delle loro piccole cose, quando essi hanno ben altro, con la scusa ridicola, che non ne sono più schiavi.

È questa l’iniziazione cristiana, farti sentire in colpa senza motivo, come quando ti si mette il fango negli occhi? Oppure è come dice Gesù: ”né lui ha peccato né i suoi genitori”?

Di quale MISERICORDIA parlate voi del cammino, che non vi fate scrupolo a mettere in croce la povera gente, mettendo dei pesi, che voi non sfiorate -o non sfiorate più- con un dito?

(da: Giuseppe)

domenica 4 dicembre 2016

Per la serie: la rivelazione degli arcani toglie il sonno ai neocat

Da oltre sei mesi i cattolici di Guam
manifestano ogni domenica davanti alla cattedrale
contro il vescovo neocatecumenale Apuron
Pubblichiamo un elenco di commenti piovuti come un fiume da un sedicente "Paolo" (guarda caso iscritto a blogger da dicembre 2016), uno dei soliti kicloni, sulla pagina «Guarda che stasera c'è la decima».

Spesso diciamo, ironicamente, che gli articoli postati nel blog "tolgono il sonno" ai neocatecumenali, che vedono qui spiattellati tutti i loro odiosissimi arcani (gli scrutini, la decima, i rituali paraliturgici, il latte e miele, la decima, le convivenze, gli "annunci", la decima, la comunione seduti e ovviamente la decima). Naturalmente non pensavamo sul serio che i neocat insonni venissero qui a leggere e commentare anche in piena notte, eppure ci dobbiamo ricredere. Il sedicente "Paolo" dalle 2:01 alle 5:03 del 2 dicembre non ha letteralmente chiuso occhio:
Sono Paolo...ho fatto parte del cammino neocatecumenale..
.ora vivo un'altra esperienza sempre nella chiesa...non è vero che è obbligatoria la decima...assolutamente no...è il demonio che parla in te anonimo...credimi
2 dicembre 2016 02:01
il cammino neocatecumenale è nella chiesa...leggiti un po' di Giovanni Paolo Ii
2 dicembre 2016 02:05
Mi sembri un po' come giuda che contestava a Gesù che i soldi del profumo 300 denari...chr erano molti all'epoca...dovevano essere spesi per i poveri...vai a leggerti la risposta di Gesù...ribadisco che non è vero ...che la decima è obbligatoria...
2 dicembre 2016 02:10
Ho fatto parte del cammino neocatecumenale nessuno mi ha mai fatto il lavaggio del cervello...e premetto che ad oggi non ne faccio più parte...vivo un altra realtà nella chiesa😊 per cui il mio parere e le mie affermazioni sono autentiche...e nessuno mai mi ha detto una parola di condanna quando ho deciso di non farne più parte
2 dicembre 2016 02:16
È una falsità quello che scrivi...non è assolutamente obbligatoria...è tutto fatto nella libertà e nella bontà...non c'è nessuna costrizione...dici il falso affermando certe cose...fai calunnie gratuite
2 dicembre 2016 02:20
ma lo conoscete bene il cammino neocatecumenale??? Chi sono i celebranti se non i sacerdoti stessi??? Ma avete letto lo statuto di Giovanni Paolo Ii per quanto riguarda il cammino neocatecumenale nella chiesa??? scrivete eresie
2 dicembre 2016 02:24
Ma che dici...io ho fatto il secondo scrutinio...ripeto non faccio più parte del cammino neocatecumenale...ma quali peccati sessuali devi confessare pubblicamente??? Mah...!!! scrivete cavolate...
2 dicembre 2016 02:28
Ne risponderete davanti a Dio delle calunnie gratuite che fate...
2 dicembre 2016 02:30
il cammino neocatecumenale non è un movimento ma una esperienza di fede...se non hai capito questo o non vuoi capirlo è un tuo problema
2 dicembre 2016 02:33
Non è vero assolutamente quello che scrivete...perché dovete calunniare su cose che non sono ne in cielo ne in terra???
2 dicembre 2016 02:43
I preziosissimi (e costosissimi)
biglietti-santino per fare la claque
all'ennesimo Kiko-show
Se siete onesti pubblicate ciò che ho scritto io...ma dubito che lo facciate...
2 dicembre 2016 02:45
Ti dimentichi di un precetto fondamentale scritto nel vangelo...non giudicare...
2 dicembre 2016 02:48
Ho fatto parte del cammino neocatecumenale...sono arrivato a quel passaggio...e nessuno vi garantisco mi ha obbligato alla decima...quello che dite è una menzogna
2 dicembre 2016 02:50
Mah...spero solo che pubblichiate le mie risposte in merito...a ciò che scrivete e non corrisponde a verità...è facile fare calunnie gratuite come fate voi senza contraddittorio...visto che sicuramente pubblicate solo le risposte che vi faranno comodo
2 dicembre 2016 02:56
Non potete servire a Dio e mammona...non fate altro che parlare di soldi...Gesù cosa disse al ricco che lo voleva seguire??? va vendi tutti i tuoi beni e poi mi segui
2 dicembre 2016 03:00
le accuse le fate voi tutti...ne risponderete davanti a Dio...ogni peccato sarà perdonato...tranne il peccato contro lo Spirito Santo...
2 dicembre 2016 03:07
Ti dimentichi di un precetto importante e fondamentale...non giudicare
2 dicembre 2016 03:09
La decima non è obbligatoria...informatevi bene...non fate accuse gratuite 😏
2 dicembre 2016 03:13
sono tutti pazzi ??? il Papa (Giovanni Paolo II) che lo ha approvato e incoraggiato, i vescovi...i preti ecc. ecc. che ne fanno parte ??? Non sono la chiesa Cattolica???
2 dicembre 2016 03:20
Forse non sanno che con i soldi aiutano famiglie disagiate...forse non sanno che le chiese si stavano svuotando di presbiteri...e di fedeli....perché esiste gente moralista e moralizzante...di come dovrebbe essere la chiesa(cioè...conservatrice) forse non sanno di quante famiglie hanno lasciato tutto per andare a catechizzare in tutti gli angoli del mondo la buona novella ...donando la propria vita al prossimo nella evangelizzazione...con la benedizione del papà e del clero
2 dicembre 2016 03:31
Non è vero ...assolutamente non vero...io non faccio più parte del cammino neocatecumenale...per cui non ho alcun interesse a scrivere che non è vero...è solo una questione di onestà nel dire la verità...che nessuno ti obbliga a versare la decima...così come alle tante convivenze che ho vissuto...era tutto nel segreto di quanto uno poteva mettere secondo la propria disponibilità
2 dicembre 2016 03:38
Roberta dice il vero...siete voi che dite menzogne fate accuse gratuite e calunnie...e non sapete che ne risponderete davanti a Dio
2 dicembre 2016 03:46
Ma che dite...mai nessuno mi ha chiesto ciò quando ero nel cammino neocatecumenale...mai nessuno mi ha obbligato a niente...e mai e poi mai il responsabile si appropriava del sacco...veniva consegnato al presbitero...
2 dicembre 2016 03:51
è verissimo ciò che scrivi Roberta io non faccio più parte del cammino...ho intrapreso un nuovo percorso nella chiesa...ogni tanto vado a qualche celebrazione eucaristica...con i neocatecumenali...e mai nessuno mi ha suggerito fatto pressioni e controllato quanto potesse essere la mia disponibilità e non solo vengono aiutate famiglie e fratelli delle comunità in difficoltà...ma anche famiglie che non fanno parte del cammino...posso dimostrarvelo quando volete...conosco persone che vengono aiutate
2 dicembre 2016 04:00
il tuo parlare non viene da Dio ma dal demonio...che genera sospetti...giudica calunnia fa accuse...dice menzogne e cita la sacra scrittura quando tenta Gesù...
2 dicembre 2016 04:04
Ti cito un sito Bet Midrash...SCUOLA DI PREGHIERA...se apri il sito ci sono le omelie pubblicate da Padre Enzo..è un Frate minore e fondatore della scuola di preghiera le omelie sono in audio e trascritte...aprile e leggetene o ascoltane qualcuna...
2 dicembre 2016 04:12
Roberta...concordo con te..la stessa cosa avveniva e avviene nelle comunità dove io ne facevo parte...ho partecipato e sono entrato nel cammino neocatecumenale nel 1982...e non c'è mai stato niente d'inverosimile su ciò che affermano questi signori...e già il fatto stesso di chiamare il cammino neocatecumenale setta...che è e fa parte nella chiesa cattolica con la benedizione e partecipazione del papà ai loro incontri e il clero (Vescovi presbiteri ecc ecc )significa essere ottusi e chiusi mentalmente...
2 dicembre 2016 04:25
Perché non dici di quanti scandali e truffe ci sono state attraverso le associazioni ??? E perché non dovrebbe aiutare gli altri Roberta la dove si sente di farlo??? Mi sembra che voi fate il lavaggio del cervello...e consigliate dove una persona deve destinare i propri soldi ...
2 dicembre 2016 04:36
State tranquilli che non obbligano nessuno a dare la decima...e nessuno controlla quanto sei disposto a dare e quanto dai...perché tutto viene fatto nel segreto...e sapete che quanto ho dato nel segreto il Signore mi ha restituito il centlupo...fatti non parole
2 dicembre 2016 04:41
Sei te che vuoi abbindolare le persone con falsità giudizi e pregiudizi...se poi non vuoi credere a quanto afferma Roberta...e posso affermare la stessa cosa anche io...è un tuo problema...libero di credere oppure no...vedo soltanto come si esprime Roberta...con serenità...mentre vedo il vostro modo...arrogante paladini del nulla...sepolcri imbiancati...che vogliono apparire belli...ma pieni di putrefazione dentro
2 dicembre 2016 04:48
Mi dispiace dirtelo...non dici te il vero...e posso dimostrartelo...perché per me era la stessa cosa di Roberta...io sono un ex neocatecumenale...mai obbligato a versare niente e se viene fatto nel segreto nessuno sa quanto versi
2 dicembre 2016 04:58
Delle prime comunità neocatecumenali...ne avete mai sentito parlare??? di come vivevano fra loro e come venivano distribuiti i beni di chi ne possedeva di più...verso i fratelli bisognosi???
2 dicembre 2016 05:03
Naturalmente, come al solito, il neocatecumenale sente il bisogno di insultare (arrogante paladini del nulla...sepolcri imbiancati...che vogliono apparire belli...ma pieni di putrefazione dentro), definire "demoni" quelli che non sono d'accordo col cammino (il tuo parlare non viene da Dio ma dal demonio), o meglio ancora "Giuda", cita le scritture a caso come un testimone di Geova (Non potete servire a Dio e mammona....), accusa gli altri movimenti di "scandali" - come se un ladro facesse gli altri meno ladri - sostiene di poter dimostrare cose che sa benissimo di non poter dimostrare (non solo vengono aiutate famiglie e fratelli delle comunità in difficoltà..posso dimostrarvelo quando volete...conosco persone che vengono aiutate), riporta la favoletta delle chiese piene grazie al Cammino, minaccia con accuse di bestemmiare addirittura lo Spirito e giudica ovviamente il resto della chiesa "moralista e moralizzatrice".

Niente di nuovo insomma. Per dirla con Tim Rohr, di Jungle Watch, questi sono i frutti di un "KAKA-filled brain" (cervello affogato nel Kool-Aid di Kiko Argüello).

venerdì 2 dicembre 2016

I giovani e il Cammino

Il kerigma di Kiko colpisce i giovani
Quando ero una giovanissima e frequentavo i ritiri aperti a tutti i giovani e tenuti da preti e assistenti neocatecumenali, tutti, compresi noi "civili" non NC, prendevamo la Comunione in modalità "pizzeria", che non era ancora stata proibita.

All'epoca non avevo idea di stare aderendo ad una pratica del CNC. Inoltre, come introduzione al rito della Comunione, venivamo invitati a non piangere sui nostri peccati ma ad abbandonarci al grande amore di Dio che ci perdona e ci ama al punto di farsi masticare da noi. Il messaggio era "fate pure la comunione, che potete confessarvi anche dopo, Dio vi ama".

Io sapevo benissimo che la Chiesa richiede la confessione prima della comunione ma pensavo che i responsabili chiudessero un occhio per affetto, e per far sentire a noi giovani che nel cuore di Dio venivamo prima noi, come persone, che non le regole della Chiesa. Anche se, a me personalmente, queste regole non ponevano alcun problema e non ci sarebbe stato bisogno di violarle. All'epoca non sapevo che stavamo facendo una kikata.

Crescendo poi ho letto parecchie biografie autografe dei Santi e mi sono interessata un po'alla teologia. Le critiche a questo mio amore per l'ortodossia e la storia della Chiesa mi sono arrivate sempre e solo da ambienti neocatecumenali, con la motivazione che: "così ti intellettualizzi e perdi di vista il messaggio di Dio sulla tua vita", o "rovini il tuo rapporto con Dio ed entri in relazione solo con te stessa"...

E qui invece si potrebbe invece entrare nel merito del concetto di "rapporto con Dio" che va ad involgarire quello di "timor di Dio" e di "devozione". A volte ho l'impressione che i NC si divertano a sfregiare quanto di santo e di elevato si trova nelle celebrazioni. E lo fanno con uno spirito di rivendicazione e di lotta di classe del tutto fuori luogo.

Altrettanto gravi erano le direzioni spirituali dei giovani ad opera di figure di riferimento o di "attaccamento" (sacerdoti o catechisti), che si attenevano (scopro di recente) frettolosamente ai mamotreti e alla loro ispirazione del momento, senza personalizzare o vagliare attentamente la situazione. 

Giovani alla GMG di Cracovia: chi insegna loro
che anche la santità
si può incollare col Photoshop?
Dannose, specie se queste figure erano sostitutive di quelle genitoriali, e con effetti a lunga durata (anni, decenni) anche dopo la cessazione dell'"esposizione". Dannose non solo sui diretti interessati ma anche sull'ambiente familiare, lavorativo ed amicale circostante.

Io ero invitata a smettere di far riferimento a me stessa ed ai miei talenti e a cercare invece la volontà di Dio su di me tramite l'adesione al CNC (niente da fare). C'erano casi di ragazze a cui il direttore disse di perdonare molestie sessuali gravi. Ho visto scelte prese tramite bibliomanzia e persone disperate perché il sacro libro, aperto a caso dopo la preghiera, aveva dato loro una pessima notizia. I laici NC descrivevano durante la messa l'intervento del Signore nella loro vita e sembrava parlassero del Padrino. A volte esageravano con i dettagli e, anche senza scadere nel triviale, mettevano in imbarazzo l'assemblea.

Per fortuna da quando c'è internet può documentarsi anche chi vive immerso in un ambiente saturo di CNC e a cui vengono negate tutte le opzioni di crescita a parte la fuga. E quindi grazie di nuovo a tutti per le vostre testimonianze.
(da: D.D.)