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| La star saluta i suoi fan |
chiaro che l'apostolo non si riferisce ad una gioia superficiale, dettata da enfasi transitorie che scaturiscono da situazioni dalle origini prettamente umane e per nulla spirituali; egli parla piuttosto della gioia vera, donata dallo Spirito Santo e che produce Amore e Pace.
A tal proposito il Vicario di Cristo - irrispettosamente inserito dai neocatecumeni in un palcoscenico meramente kikiano - sprona i presenti, alla festa organizzata per i 50 anni del cammino a Roma, ad addolcire i tratti omologati e contriti che caratterizzano da sempre i partecipanti al cammino, nonostante la festosità di alcune azioni inserite in frangenti strategici.
Papa Francesco:
"Dio continua ad amarci fedelmente. Questa è la fonte della nostra fiducia, la grande consolazione della vita. Allora coraggio, non contristatevi mai! E quando le nubi dei problemi sembrano addensarsi pesantemente sulle vostre giornate, ricordatevi che l'amore fedele di Dio splende sempre, come sole che non tramonta. Fate memoria del Suo bene, più forte di ogni male, e il dolce ricordo dell'amore di Dio vi aiuterà in ogni angustia".
Il Pontefice, dopo i dovuti ringraziamenti e dopo aver reso chiaro il significato biblico del numero che contraddistingue l'evento, ha proposto con priorità la riflessione appena esposta, chiamando in causa la fedeltà di Dio nell'amore - e non parliamo della salvezza a prescindere - spesso dimenticata dagli afflitti kikiani, i quali sguazzano nelle varie persecuzioni immaginarie, trascendendo la realtà a favore delle imposte riflessioni neocatecumenali.
Quindi il Papa conosce la malsana abitudine delle "esperienze fasulle e sovrabbondanti di tristezza e depressione" che spesso i neocatecumeni non solo propongono a parole ma anche vivono, per stravolgimento psichico che le sette in genere causano!
La richiesta del Vicario di Cristo è facilmente identificabile, basta far caso alla meravigliosa parola che viene ripetuta nell'estratto: "fedeltà" di Dio, che vorrebbe infrangere le barriere del "peccato neocatecumenale" che aleggia su ogni adepto come legge di vita, e fare invece emergere una delle caratteristiche più misericordiose e gioiose attribuite a Dio, la fedeltà appunto.
Il Papa parla di angustia, non di malinconia o problemi ma di vera e propria angustia che, come purtroppo ben sappiamo, è un sentimento che vige tra le mura della comunità. L'angustia è rappresentata dal soffocamento, dalla profonda angoscia e dalla prepotente depressione; in questo caso chiamiamo in causa il rovinoso stile di vita kikiano, inculcato con durezza nel soggetto senza rispetto del singolo.
Dal discorso del Papa durante l'evento in oggetto:
"Siamo pellegrini che, accompagnati dai fratelli, accompagnano altri fratelli, ed è bene farlo personalmente, con cura e rispetto per il cammino di ciascuno e senza forzare la crescita di nessuno, perchè la risposta a Dio matura solo nella libertà autentica e leggera".Andiamo avanti, Papa Francesco a Tor Vergata:
"...perchè nel Tuo battesimo le cose vecchie sono passate e gusto le cose nuove".
L'apostolo Paolo (Ef 4,20-24) :
"Voi non così avete imparato a conoscere Cristo, se proprio gli avete dato ascolto e in Lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, per la quale dovete deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima, l'uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici. Dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e santità vera".
Stesse identiche esortazioni quelle del Papa e dell'apostolo Paolo, di certo non casuali, che ancora una volta sospingono a ricrearsi della gioia divina derivante da un animo ripieno di Spirito Santo.
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| Papa Francesco il 5 maggio con i kikos |
Come dicevo, nulla è casuale e le parole del Pontefice risultano ovviamente adeguate al cammino, che piuttosto appare prostrato alla mondanità.
Ma paradossalmente il viso del Papa pareva esprimere un senso di scontentezza, rifiuto di espressioni adeguate all'evento cui era partecipe, anzi, ospite d'onore, anche se indubbiamente sempre dopo Kiko.
Come poter catalogare questa circostanza se non "azzardando" ipotesi che poi così fantomatiche non sono, anzi oserei dire che paiono scontate? Presentiamole.
Una grande manifestazione ha provocato un movimento mondiale; un anniversario che ricorre con fervore e frenesia, che accoglie pastori e gente da ogni dove ha trovato riscontro un dì, ed ecco che come per ogni festeggiamento dalle caratteristiche terrene che si rispetti, balli, canti e vanità non sono mancati, ma l'ospite d'onore non ha partecipato, si è appartato alla meglio, con le mani giunte e il viso basso, senza manifestare alcuna allegria "di paese" e frivola, preso da una sorta di insoddisfazione che ha chiarito la sua posizione nei confronti dell'accadimento ben più del discorso in sé.
Ma qualcuno ha supposto che un malessere fisico possa averlo afflitto, addirittura! Beh, il divino non doveva essere concorde con quella sceneggiata quindi; ovviamente la buttiamo sulla battuta, eh.
Ma qualcuno ha supposto che un malessere fisico possa averlo afflitto, addirittura! Beh, il divino non doveva essere concorde con quella sceneggiata quindi; ovviamente la buttiamo sulla battuta, eh.
Ma fatto sta che un energico e sereno Papa Francesco, il giorno seguente, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica - negata invece ai neocatecumeni - finiamola con la favoletta secondo cui kiko avrebbe preferito non svolgerla - nei pressi della periferia di Roma, a Tor de' Schiavi, inaugurando la " Casa della Gioia" - coincidenza che ha il sapore di Provvidenza - una casa famiglia per ragazzi disabili.
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| Papa Francesco, 6 maggio, con i "cristiani della domenica" |
La parrocchia romana del SS. Sacramento ha goduto di una meravigliosa omelia fondata sulla gioia che, in realtà, è amore! Un discorso semplice, spontaneo, senza direttive scritte su un foglio, che solitamente serve per ricordarsi di raddrizzare il tiro del contesto in cui si comunica. Parole dolci, giuste, un po' simpatiche hanno diretto l'evento, creando un'atmosfera accogliente e deliziosa, contraddistinta dalla commozione. Era il 6 maggio 2018, giornata conseguente alla gran caciara neocatecumenale dominata dalla frenesia ma non dalla spiritualità.
Chiaro quindi che la gioia manifestata dalle espressioni deve potersi identificare nel contesto cui si ci trova, senza lasciarsi trasportare da inutili, false ed equivocabili esternazioni di allegria, che altrimenti acquisirebbero un significato alterato e non conforme alla verità, la quale è imprescindibile per chi ama Dio.
Quindi il Papa ha parlato ben più del discorso letto e pronunziato, poiché l'indifferenza del Vicario di Cristo nei confronti delle esaltazioni neocatecumenali ha ben presentato la posizione della Chiesa nei confronti del cammino.
- Una Chiesa non concorde a questo contesto, che non propone gioia al riguardo, che ritiene sia doveroso utilizzare cautela ma anche rimproverare, sperando che qualche buon proposito faccia capolino e le correzioni possano trovare riscontro.
- Una Chiesa che non permette la celebrazione kikiana - fatto sta che il Papa rifiuta di compromettersi effettuando una simile leggerezza - e che pensierosa prende le distanze dalla reale sostanza che contraddistingue questo percorso.
- Una Chiesa agli occhi di kiko minuscola, basta guardare la foto proposta sopra per rendersene conto, ma che in realtà risalta e predomina nonostante l'abominevole, astuta e mastodontica apparecchiatura; semplicemente perchè così ha deciso Dio!
Ma torniamo alle espressioni del Papa il 5 maggio a Tor Vergata, che chiaramente si è riferito al peccato: "...e il dolce ricordo dell'amore di Dio vi aiuterà in ogni angustia".
L'angustia, come sinonimo di peccato, è parte integrante del concetto, ed essendo una delle distorsioni più diaboliche della dottrina di kiko quella riguardante il peccato, risulta ovvia la sostanza del rimprovero effettuato, infatti non dimentichiamo che la vera fonte di tristezza è il peccato poiché scaturisce da una distorsione dell'animo dal giusto ordine di Dio. È lo Spirito Santo che elimina la tristezza e dà la gioia.
L'angustia, come sinonimo di peccato, è parte integrante del concetto, ed essendo una delle distorsioni più diaboliche della dottrina di kiko quella riguardante il peccato, risulta ovvia la sostanza del rimprovero effettuato, infatti non dimentichiamo che la vera fonte di tristezza è il peccato poiché scaturisce da una distorsione dell'animo dal giusto ordine di Dio. È lo Spirito Santo che elimina la tristezza e dà la gioia.
Ma come? E tutto quel fiorire di Spirito Santo sciorinato durante gli annunci del kerigma kikiano, della quale azione è stata annunciata fino allo sfinimento che fine ha fatto? Contraddizioni concrete che non trovano accordo, essendo lo Spirito Santo contrario all'angustia, quindi al peccato. 1+1=...
Il Vangelo è un invito alla gioia vera e profonda. Così nell'Annunciazione, Maria viene invitata alla gioia: "Rallegrati (Khaire), piena di grazia" (Lc 1,28). La gioia di Maria si coronerà con la venuta dello Spirito Santo, annunciata a Maria come motivo del "Rallegrati".
Senza gioia non sussiste Spirito Santo, quindi constatiamo che quelle frasi kikiane del genere: "maiale!"; "Sei uno schifoso"; "Devi sperimentare le tue miserie"... e le altre umiliazioni neocatecumenali elargite con sorprendente "generosità", risultano contrarie alla trasmissione della fede, quindi al Paraclito, poichè instaurano un animo contrario e... contrito!
Senza gioia non sussiste Spirito Santo, quindi constatiamo che quelle frasi kikiane del genere: "maiale!"; "Sei uno schifoso"; "Devi sperimentare le tue miserie"... e le altre umiliazioni neocatecumenali elargite con sorprendente "generosità", risultano contrarie alla trasmissione della fede, quindi al Paraclito, poichè instaurano un animo contrario e... contrito!
I neocatecumenali hanno provveduto ad utilizzare il mese di maggio per la loro festicciola, tempo dedicato alla Vergine Maria, contraddistinto dall'amore e dalle rose, simbolo di verginità ed elevazione spirituale.
Ma non solo, il giorno preposto riguarda il cinque, il primo sabato del mese, dedicato proprio a Lei, la Madre del cielo, festosa nell'animo per amore. Eppure, a questo proposito, non posso esimermi dal ricordare le detestabili e incoerenti esternazioni di kiko durante i suoi annunci di Avvento e Quaresima riguardanti l'Assunzione della Vergine, negata nella Sua totalità e presentata come un evento similare a quello di chiunque, quindi salita al Cielo con l'anima e non il corpo, come a significare che fosse stata corrotta dal peccato, negando a questo modo tutti e 5 i Dogmi Mariani. Che triste convinzione. Altro che Spirito Santo!
Ma non solo, il giorno preposto riguarda il cinque, il primo sabato del mese, dedicato proprio a Lei, la Madre del cielo, festosa nell'animo per amore. Eppure, a questo proposito, non posso esimermi dal ricordare le detestabili e incoerenti esternazioni di kiko durante i suoi annunci di Avvento e Quaresima riguardanti l'Assunzione della Vergine, negata nella Sua totalità e presentata come un evento similare a quello di chiunque, quindi salita al Cielo con l'anima e non il corpo, come a significare che fosse stata corrotta dal peccato, negando a questo modo tutti e 5 i Dogmi Mariani. Che triste convinzione. Altro che Spirito Santo!
Ed ecco che kiko non ha stentato a manifestare il suo reale animo, proponendo il quadro della sua "beata tra le donne" ben più in evidenza rispetto alla Vergine Maria, che seppur mal disegnata perlomeno avrebbe preteso un posto d'onore.
• Ha ragione Papa Francesco:
"Dopo 50 anni di cammino sarebbe bello che ciascuno di voi dicesse: "Grazie Signore perché mi hai davvero liberato; perchè nella Chiesa ho trovato la mia famiglia... perché attraverso il cammino mi hai indicato il sentiero per scoprire il Tuo amore tenero di Padre".Sarebbe stato bello Sua Santità, davvero bello! Ma come Lei deduce sono passati ben 50 anni ma sono di coccio!
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| Come da tradizione neocatecumenale, Kiko bussa sempre a denari... |


































