Premessa: l'arcivescovo neocatecumenale di Guam, Anthony Sablan Apuron, è accusato di aver compiuto abusi sessuali su diversi chierichetti, all'epoca in cui era ancora prete. Qualche settimana fa, attraverso comunicati stampa, aveva definito "bugiardi" i suoi accusatori.
Mano al portafoglio, fratelli del Cammino!
Le quattro vittime di Apuron lo hanno querelato per diffamazione chiedendo 500.000 dollari a testa come risarcimento.
Hanno un buon avvocato, e la giustizia di Guam non è lenta come quella italiana, per cui...
mano al portafoglio, fratelli del Cammino! fate girare il
sacco nero, anche stavolta vi tocca sborsare soldi per la pubblica arroganza dei vostri capibastone, che credono di essere autorizzati a diffamare chiunque sia sgradito al neocatecumenalismo.
Prima che qualche
cretineocatecumenale venga qui a pontificare sui fatti che non conosce (o finge di non conoscere), riassumiamo la faccenda:
- il vescovo neocatecumenale ha commesso abusi sessuali su diversi chierichetti quando era ancora prete (ci sono probabilmente casi anche nel periodo successivo);
- subito dopo gli abusi, aveva anche l'arroganza di dire alle vittime:
"non dirlo a nessuno... non ti crederà nessuno";
- a partire da maggio 2016 ci sono state le prime denunce pubbliche da parte delle vittime;
- nonostante le direttive del Vaticano (di Benedetto XVI e Francesco) esigano di prendere sul serio tutte le denunce e invitino il prete o vescovo denunciato a farsi da parte, e invitino il vescovo del luogo ad incontrare e ascoltare le vittime e di darsi da fare per verificare la fondatezza delle accuse, e di usare
«tolleranza zero»... nulla di tutto questo è avvenuto a Guam, ed anzi i comunicati stampa del vescovo neocatecumenale e della curia neocatecumenalizzata hanno definito "bugiardi" gli accusatori;
- questi ultimi hanno chiesto che Apuron e la curia correggessero e si scusassero, ma ciò non è avvenuto, e nemmeno l'amministratore apostolico Hon Tai-Fai ha fatto alcunché (era evidentemente impegnato a formare gruppi di studio
- committees - e a celebrare veglie di preghiera per la pace diocesana);
- e il risultato è dunque la denuncia per diffamazione a carico di Apuron, chiedendo il minimo che può chiedere la vittima di un pedofilo quando il pedofilo chiama "bugiardo" il suo accusatore.
A proposito di preti (e vescovi) pedofili...
Dopo l'ondata di scandali sui preti pedofili americani, in cui comparvero anche numerosi sciacalli che millantarono di essere
vittime nella speranza di carpire risarcimenti milionari dalla Chiesa (ed infatti molte diocesi americane finirono in bancarotta), qui siamo sempre stati diffidenti sulle accuse di pedofilia ai danni del clero.
Ma il caso Guam è diverso: esistono molti motivi per pensare che le "presunte vittime" di Apuron siano invece
vere vittime. Per esempio:
- la loro denuncia/testimonianza è stata pubblica e personale;
- avevano chiesto giustizia, non risarcimenti economici;
- molti a Guam (tra cui preti e suore) erano a conoscenza di qualcosa di marcio nel passato di Apuron, con imbarazzanti silenzi e zelanti improvvisate;
- Apuron non ha mai voluto incontrare le vittime, trattando il caso con estrema arroganza (il che ha comportato la nomina dell'arcivescovo Hon Tai-Fai, il 5 giugno 2016, ad amministratore apostolico di Guam);
- una delle vittime era riuscita a incontrare Apuron alcuni anni fa, ottenendone solo un banale "oh, scusa, mi dispiace, eccoti un'immaginetta con la mia faccia".
Le testimonianze dettagliate sono state pubblicate su Jungle Watch (in particolare
a questo [link]).
A proposito del vescovo neocatecumenale
Apuron si definisce "fratello nel Cammino Neocatecumenale" e ne va talmente fiero che nel 2006, in diretta radio, banalizzò e negò le «decisioni del Santo Padre» Benedetto XVI contro le liturgie del Cammino.
Già in precedenza Apuron si era distinto per aver difeso le carnevalate liturgiche neocatecumenali (cfr.
Magister ottobre 2005).
Le sue iniziative da vescovo, in particolare in questi ultimi anni, comprendono tra l'altro:
- diffamato e allontanato dei buoni sacerdoti sgraditi alle attività del Cammino;
- scacciato via vocazioni al sacerdozio perché non volevano entrare nel Cammino;
- ordinato al sacerdozio decine di squinternate vocazioni neocatecumenali, senza un vero corso di studi teologici, piazzandole poi come parroci al posto di sacerdoti di provata esperienza;
- regalato in gran segreto al Cammino una struttura diocesana del valore di decine di milioni di dollari.
A proposito della stampa italiana
Da quando è scoppiato il caso del vescovo neocatecumenale pedofilo Apuron, cioè da metà maggio 2016, sono comparse parecchie migliaia di articoli sul tema.
In Italia l'ordine dei giornalisti conta oltre 110.000 iscritti (c'è mediamente un giornalista ogni 500 italiani). Incredibilmente la stampa italiana, di solito ossessionata sugli scandali del clero, sembra aver ignorato il caso. In quasi due mesi, da metà maggio ad oggi, risultano infatti solo due articoli (uno su La Stampa e uno scritto da un fratello neocatecumenale) e un trafiletto d'agenzia, tutti pubblicati il 6 giugno in occasione della nomina dell'arcivescovo Hon Tai-Fai ad amministratore apostolico a Guam.
Ad oggi, Apuron ancora non ha dato le dimissioni da arcivescovo di Guam (ormai gli resta solo il titolo, poiché l'amministratore apostolico Hon dal 6 giugno ne ha rilevato tutte le funzioni), mentre Hon ancora non ha incontrato le vittime - limitandosi ad un pilatesco
"prego per tutti, senza pregiudizi".
I cattolici di Guam chiedono che il vescovo neocatecumenale venga ridotto allo stato laicale.
Aggiornamento 1: venerdì 22 luglio 2016 a Guam l'ufficiale giudiziario ha consegnato all'amministratore apostolico, il salesiano arcivescovo Savio Hon Tai-Fai, i documenti relativi alla denuncia per diffamazione e calunnia da parte delle vittime del vescovo pedofilo neocatecumenale Anthony Sablan Apuron.
L'arcidiocesi potrebbe essere considerata "istituzionalmente responsabile" e perciò Hon, in qualità di amministratore apostolico, è suo malgrado implicato nella questione.
La scenetta,
come descritto sui giornali, è stata comica: Hon, quando ha capito di cosa si trattava, ha rifiutato di firmare la ricevuta e ha tentato di restituire i documenti all'ufficiale giudiziario, che però si è tirato indietro e si è allontanato lasciandogli in mano i documenti. Povero Hon:
in che rognoso pasticcio m'ha messo il Cammino!
Nello stesso articolo leggiamo che ieri l'ufficiale giudiziario è riuscito a consegnare i documenti relativi alla denuncia ad Apuron ad una persona adulta che vive con Apuron. Pertanto, sia al vescovo pedofilo neocatecumenale (opportunamente sparito dalla circolazione), sia all'amministratore apostolico (suo malgrado coinvolto per la sua posizione istituzionale), comincia a friggere il terreno sotto i piedi.
Pochi giorni dopo Hon annuncia una conferenza stampa (la prima del suo mandato a Guam) in cui ritratta alcune delle accuse.
Aggiornamento 2: lunedì 1 agosto 2016
Kiko Argüello afferma di pregare per Apuron e contro la persecuzione (di Apuron e del neocatecumenalismo) a Guam.