AVVISO IMPORTANTE
A tutti i cattolici che frequentano parrocchie in cui è presente il Cammino neocatecumenale:
da quest'anno la preparazione alla Cresima potrebbe diventare per i vostri figli una strada senza uscita che porta alla adesione/reclutamento forzato al Cammino neocatecumenale.
Se volete che i vostri figli abbiano qualche probabilità di ricevere una educazione nella dottrina cattolica e non un training che destina esclusivamente all'ingresso nel Cammino neocatecumenale, oltre che a dare idee dottrinalmente errate e colpevolizzanti, non iscrivete i vostri figli ai corsi gestiti dai neocatecumenali e
CAMBIATE PARROCCHIA!
Se volete sapere di cosa si tratta concretamente, potete saltare l'introduzione A) e leggere dal punto B) in poi.
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Scavano scavano, sfruttano e parassitano le parrocchie già allo stremo: ma non dovevano evangelizzare i "lontani"? |
A)INTRODUZIONE: il tarlo del proselitismo neocatecumenale (a spese della parrocchia)
C'è un tarlo continuo all'interno del Cammino neocatecumenale, ben individuato da Papa Francesco, che è quello del proselitismo indiscriminato.
Il Papa lo vede all'opera (e lo teme) nelle famose "missioni" neocatecumenali, in particolare in quella che viene pomposamente definita "implantatio Ecclesiae" delle Missio ad Gentes delle famiglie neocatecumenali.
Il Pontefice viene indotto dalle ipocrite richieste di invio e benedizione a fermare l'attenzione - e quindi a porsi delle preoccupazioni - su una attività del Cammino che, benché spinta da forte proselitismo, generalmente rimane del tutto sterile: la famiglia in missione semplicemente si stabilisce in un nuovo paese oppure se ne torna a casa dopo anni a volte senza neppure aver appreso la lingua di coloro che intendeva evangelizzare. Come ammettono gli stessi neocatecumenali, fanno tutto questo sforzo solo per la propria conversione, o per la propria umiliazione, o per rafforzare la propria fede. Non fanno proseliti, se non all'interno del gruppo di coloro che, già cattolici, invece che andare in parrocchia, se ne distaccano per frequentare a vita la comunità neocatecumenale.
In realtà il proselitismo neocatecumenale si è sempre applicato all'interno della Chiesa, a spese delle parrocchie, parassitate e dissanguate a volte in modo del tutto intollerabile; ed è sempre stato agito nel cuore della parrocchia, adescando i cattolici, con l'aiuto o il permesso dei parroci che pensavano di attirare invece i lontani, con delle catechesi per adulti, che si presentano come un semplice approfondimento biblico e dottrinale.
Questo meccanismo, che tende a imprigionare le persone in un gruppetto separato ed elitario, sfruttando le risorse economiche delle famiglie, legando le persone a vita e inducendole a fare entrare nel gruppo separato (o setta) anche i figli per poi portarli a sposarsi sempre nell'ambito neocatecumenale, ha avuto un momento di massimo sviluppo, negli anni 90, per poi declinare in modo inarrestabile.
I motivi di questa recessione sono molti, ma il principale è che, con lo sviluppo della libera informazione in rete e dei social, le caratteristiche volutamente tenute nascoste ai più, sono divenute di dominio comune.
Insomma, all'esca delle catechesi parrocchiali non abbocca più nessuno.
Per questo motivo si è cercato di trovare nuove formule con cui agganciare adepti, come le famose- e fallimentari - 100 piazze, o le missioni due a due.
Più recentemente, sono state messe in campo iniziative rivolte principalmente ai figli del Cammino, il cosiddetto post-cresima, in cui si è cercato di inglobare il più possibile altri ragazzi che orbitano intorno alla parrocchia.
Anche in questo caso, i risultati non sono stati incoraggianti, ma soprattutto le nuove comunità (l'unico obiettivo di tutte queste operazioni) si sono riempite di giovani senza lavoro e quindi totalmente a carico del sistema.
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Orrida cripta kikiana ai Martiri Canadesi - Roma |
Ebbene i neocatecumenali, hanno nuovamente dato un occhiata alle parrocchie, per vedere cosa ancora si sarebbe potuto parassitare, ed
hanno messo gli occhi su una delle poche attività "floride" che richiamano molte famiglie, quella delle Prime Comunioni.Ed ecco pronta la nuova idea da mettere in atto con la maggiore celerità!
In questi mesi infatti gira nelle parrocchie e nelle diocesi una infaticabile èquipe capeggiata da Mariolina, un personaggio molto noto della prima comunità del Martiri Canadesi di Roma, i primi catechizzati da Kiko e Carmen, delegata a proporre ai parroci delle parrocchie neocatecumenali di
indirizzare i tanti bambini appena comunicati (e le loro famiglie) nella rete del Cammino.Come è uso del Cammino, nel momento in cui il parroco aderisce al progetto (e se la parrocchia è già neocatecumenalizzata difficilmente potrà tirarsi indietro) l'equipe "itinerante internazionale" di Mariolina, che prima sosteneva d'essere "a servizio" del parroco, impone il mamotreto di Kiko con il progetto completo deciso persino nei particolari (addirittura stabilisce le ore in cui deve essere fatto il catechismo), elegge le coppie più anziane del Cammino a responsabili del progetto e dà le indicazioni per lo svolgimento di questa nuova "missione" all'interno della parrocchia al fine, scontato, di dar maggior gloria al Cammino.
B) IL CORSO PER LE CRESIME: perché non è ciò che vogliono far credere
La strategia per trasformare un corso di Cresima in un ingaggio a vita nelle fila del Cammino neocatecumenale (con tutti gli obblighi di corresponsione a vita della decima parte delle entrate, partecipazione obbligatoria a tutte le riunioni, obbedienza e sottomissione ai catechisti, matrimoni precoci all'interno del gruppo, pressioni inaudite ai ragazzi/e senza fidanzata/o perché entrino in convento o si facciano preti eccetera eccetera eccetera) è semplice e graduale:
appena terminata la cerimonia della Prima Comunione con abito bianco, confetti eccetera, alle famiglie dei comunicandi viene proposto, a iniziare da subito, cioè durante le vacanze estive, un anno 0 (zero) di corso, cioè alcuni mesi in parrocchia divisi in gruppetti e affidati alle cure delle solite coppie (dette padrini) neocatecumenali che ben conosciamo, ad approfondire le figure delle matriarche della Bibbia. Si comincia subito cioè con un argomento legato al concetto di paternità irresponsabile tanto caro ai neocatecumenali e colpevolizzante nei confronti delle normali famiglie cattoliche. Dalle "istruzioni di Kiko" apprendiamo infatti:
"Vengono a chiedere la Cresima in buona parte figli di genitori separati o divorziati che portano nel loro animo delle piaghe gravissime oppure figli unici che non conoscono la fratellanza. Queste sono due tra le tante situazioni abbastanza comuni nella realtà di oggi. Sono prodotte certamente da una situazione esistenziale di scristianizzazione: quella di sfuggire a tutto ciò che nella vita appare come sofferenza. I figli unici sono spesso soffocati di cure, con il pericolo di essere nevrotizzati, sono coperti di attenzioni in modo che non abbiano a soffrire. I loro genitori, tante volte lontanissimi dal Cristianesimo, non capiscono il senso della sofferenza, si scandalizzano della Croce e cercano con ogni mezzo di sfuggire ad essa. Questo è il motivo per cui spesso molti figli non vengono pure più corretti. Si è come terrorizzati dall'idea della sofferenza e non si comprende la necessità delle correzioni".
I genitori della parrocchia sappiano già, quindi, che cosa si pensa di loro e dell'educazione impartita ai figli: tutto sbagliato, tutto da rifare, sotto la guida di persone totalmente ignoranti ed impreparate su argomenti come psicologia dell'età evolutiva e pedagogia, ma che credono di saperne più di tutti per ispirazione "divina".
Il programma continua poi ad ottobre con le stesse modalità (un'ora e mezza a settimana in parrocchia divisi in gruppetti e con i catechisti-padrini, dopo un'introduzione del sacerdote e una lettura) il primo anno di catechismo, a cui segue un secondo, un terzo, e si comincia un quarto anno con convivenza finale e celebrazione della Cresima. (Si sa che subito dopo si prospetta per loro, oltre all'adesione al Cammino, la continuazione con altri 6 anni di postcresima sempre nelle mani e nelle case degli stessi "padrini" neocatecumenali).
In modo che nell'apposito "mamotreto" viene raccomandato sia cauto e graduale per non suscitare opposizioni, i padrini o catechisti invitano il gruppetto di ragazzini a casa loro e prendono contatto con le famiglie di origine informandosi di tutto ciò che li riguarda.
Sulla gradualità leggasi le "istruzioni per l'uso" del mamotreto: "Spesso, almeno all’inizio, si può incorrere nel rischio che interpretino ogni intervento dei catechisti nella vita della famiglia come un'intromissione abusiva o come un'invadenza non richiesta. Toccherà quindi ai catechisti dimostrare il loro spirito di collaborazione, vincendo la diffidenza e, a volte, la gelosia dei genitori."
Il legame si fa via via più stretto, nel corso degli anni, come un nodo a scorsoio: si infittiscono le visite a casa dei padrini (ove i bambini non neocatecumenali, fra love-bombing e gustose merende, dovrebbero, secondo i loro piani, rimanere fulminati da come vive una famiglia "credente" -e possibilmente disgustati dalla propria-), si segnalano come "occasioni da non perdere" eventuali contro inviti da parte delle famiglie dei bambini, si aggiungono gli inviti alle famiglie alle Messe di comunità e alla Veglia Pasquale, oltre a organizzare incontri a Natale e a Pentecoste e visite ai luoghi kikiani come il Seminario Redemptoris Mater (per prepararli alle prossime "alzate vocazionali": in proposito va letta questa esperienza).
Gli argomenti trattati negli incontri sono sempre i soliti cavalli di battaglia neocatecumenali, particolarmente incentrati su letture veterotestamentarie che i padrini inducono ad attualizzare ed interpretare a loro modo, senza tener conto dei programmi ufficiali per la preparazione alla Cresima, per esempio del programma del Catechismo per i giovani approvato da Benedetto XVI.
Chiaramente, senza un testo di riferimento che tenga conto anche dell'età dei bambini e del loro processo di sviluppo, non faranno altro che riproporre le catechesi per adulti che costituiscono l'unico argomento di cui sono in grado di parlare, ed anche gli incontri avranno sempre la medesima struttura: lettura biblica, catechesi del padrino o madrina, esperienze dei ragazzi, preghiere libere, Padre Nostro (mai che preghino un'Ave Maria, hanno paura di intossicarsi?), benedizione finale. La medesima struttura di tutti gli incontri neocatecumenali dalle catechesi iniziali in poi.
C'è anche l'arcano: per esempio appena fatta la Cresima verrà proposto ai ragazzi di fare delle visite agli anziani negli ospedali, ma fino ad allora questo non si deve sapere. Come anche non si deve sapere che si faranno le alzate per entrare nel Cammino neocatecumenale!
Il guinzaglio è molto stretto: i ragazzini (e i loro genitori) sono tenuti a giustificare ogni eventuale assenza telefonicamente, tutte occasioni in cui il padrino o la madrina possono "amabilmente" e abilmente introdursi nelle problematiche e negli eventi particolari di ogni famiglia.
Ciò a cui non si arriva con le buone, si può ottenere con le cattive: se in più di 4 anni la frequenza non è considerata soddisfacente, soprattutto l'ultimo anno e la convivenza finale, il catechista può prendersi l'arbitrio di minacciare di non far fare la Cresima al candidato:
"E' importantissimo che la frequenza sia continua, salvo motivi seri. A questo proposito, proprio per dare maggior importanza a quello che si fa, i ragazzi telefonino ai catechisti nel caso prevedano di essere assenti ovvero giustifichino l'eventuale assenza con una comunicazione telefonica. E' opportuno anche ricordare ai ragazzi l'importanza della frequenza: man mano che si avvicinano alla Cresima si può loro dire che, soprattutto per quanto riguarda la convivenza finale e la frequenza del terzo anno, non faranno la Cresima se i catechisti non vedranno nel ragazzo una preparazione sufficiente".
In generale, l'intromissione indebita nella privacy delle famiglie è ben conosciuta e anche prevista dal mamotreto, che consiglia ai padrini di agire con progressione graduale per non scatenare nei genitori dei fanciulli le (legittime) reazioni di protesta e rifiuto.
Le intromissioni cominciano comunque, a ben vedere, fin da subito, imponendo al ragazzino già il primo giorno di presentare se stesso e la sua famiglia, mentre anche la coppia di padrini darà la propria esperienza (e già lì si prevede che, con il passo pesante che è loro proprio, parleranno di crisi del matrimonio, divorzi, peccati, lutti e tragedie varie superati in forza della loro fede).
Nel contempo, si raccomanda ai "padrini" di non dire di essere appartenenti al Cammino neocatecumenale, perché non si inneschino reazioni di sospetto per quanto riguarda le loro reali finalità (e magari qualche ricerca in rete che possa portare alla lettura di articoli come il nostro).
Il progetto del Cammino, attraverso le coppie dei padrini, di fare proselitismo per sé ammantandosi della autorità della Chiesa, ma senza permettere da parte dei suoi ministri, i sacerdoti, i primi ad avere il diritto/dovere di formare il Popolo di Dio, una partecipazione se non minima e controllata, lo si desume dal paragrafo dedicato al ruolo dei presbiteri in questo corso di preparazione alla Cresima:
"Per quanto riguarda i rapporti con il presbitero, occorre fare molta attenzione che la figura del sacerdote appaia ai ragazzi in piena luce: devono rendersi conto che dietro ai catechisti c'è la Chiesa. Di conseguenza è molto importante quella breve liturgia che all'inizio di ogni incontro fa il presbitero, vestito con i paramenti, in un ambiente liturgico. Quanto al ragazzo serve ad avere chiara una cosa: che è la Chiesa che si prende cura della sua formazione.
Perciò è importante che il presbitero sia sempre interessato a quello che i ragazzi fanno con i catechisti: cosi abbiamo visto che è importante che il presbitero ogni tanto partecipi all'incontro della coppia con alcuni dei piccoli gruppi.
E' chiaro che questa visita non deve essere fatta all'improvviso cosi da farlo apparire come un ispettore: la visita va programmata ed i ragazzi, la volta precedente, vanno messi sull'avviso circa l'importanza dell'avvenimento. Si dirà ai ragazzi che la prossima volta verrà da noi il sacerdote, icona di Cristo che è il capo della Chiesa... accogliamolo come il Signore; in questa occasione può essere detta una parola su che cosa rappresenta il presbitero nella Chiesa. Il sacerdote arriverà e lui stesso condurrà l'incontro."
Il sacerdote viene ipocritamente presentato come una figura ieratica, icona della Chiesa, che copre le spalle ai catechisti cosicché questi possano truffaldinamente dichiarare di essere LA Chiesa: non come un formatore (benché ne abbia il compito e la preparazione), un amico e un educatore. Non sia mai che metta in ombra le potentissime coppie del Cammino! Ed è esattamente il ruolo in cui il cammino neocatecumenale confina i sacerdoti, dando l'arbitro totale agli ignorantissimi e kikizzatissimi laici.
L'apoteosi del cosiddetto corso di preparazione alla Cresima, è la convivenza finale, il quarto anno prima della Cresima, e l'auspicato ingresso nella Comunità neocatecumenale dei ragazzini, che nel frattempo hanno raggiunto l'età per potervi accedere, ma soprattutto delle loro famiglie, se non l'hanno già fatto in precedenza.
Si pone ogni attenzione nel non far capire la natura elitaria e chiusa del Cammino neocatecumenale: in ogni gruppo di bambini, per esempio, non ne vengono inseriti più di due del Cammino per non far sentire gli altri degli isolati pesci fuori d'acqua. Dispone però il mamotreto: "Uno o due ragazzi figli di genitori facenti parte del cammino neocatecumenale, invece, è il numero ideale per aiutare i catechisti a "tirare" il gruppo nei momenti di bisogno".
Nello stesso tempo gli amici vanno separati, a loro dire per evitare che gli impegni comuni li allontanino dalla frequenza degli incontri, ma il sospetto è che preferiscono che i ragazzi (e le loro famiglie) non abbiano altri punti di contatto tra loro che i padrini neocatecumenali non possano controllare, o altri educatori in comune che possano avanzare dei sospetti sulla troppa e indebita influenza sui fanciulli delle coppie del Cammino.
Tutta l'operazione di "pescaggio" deve avvenire in modo fluido e semi-casuale, come già sperimentato nei gruppi di post-Cresima e nell'ambito delle famiglie in missione, cui viene insegnato ad invitare a casa propria gli amichetti dei figli e a offrire loro golose merende vezzeggiandoli in tutti i modi per favorire l'amicizia con le loro famiglie, sempre allo scopo di attirarli, figli e genitori, nella comunità neocatecumenale.
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Non diffidate della prima impressione: tristezza e spiritualità malata sono il frutto della "deformazione" neocatecumenale |
D'altronde, c'è chi ha suggerito loro che quella è l'età ideale per fare facilmente breccia nelle menti dei fanciulli. Recitano infatti le istruzioni neocatecumenali, stilate per l'occasione:
"Era necessario trovare l'età più conveniente per iniziare ed abbiamo visto che non si potevano prendere dei ragazzi troppo maturi perché avevano ormai delle ferite molto difficili da sanare né tanto meno si potevano prendere troppo piccoli. Abbiamo concluso che l'età ideale fosse intorno a 9/10 anni quando il bambino non è ancora entrato nella pubertà, non ha ancora cessato di essere bambino ed è ancora molto aperto."Non c'è bisogno di ulteriori dimostrazioni delle intenzioni di costoro: cambiate parrocchia e portate via i vostri figli, finché siete in tempo!
P.S.: anche perché, chi non sa educare i propri figli, anzi, li esaspera, perché mai dovrebbe essere capace di educare i vostri?
Allegato: Mamotreto delle cresime sul sito di "The thoughtful Catholic" di Charles White