O cor Jesu
Inflamma cor nostrum amore tui
Kiko Argüello, iniziatore e leader indiscusso del Cammino neocatecumenale, nelle sue catechesi, ci tiene più volte a ripetere che il suo insegnamento viene a scardinare la religiosità naturale dei fedeli cattolici, che egli equipara al paganesimo e considera una vera iattura incompatibile con la fede.
Di questa religiosità naturale ritiene responsabile la Chiesa Cattolica che insegna ad aborrire il peccato, a sviluppare, con l'aiuto della grazia, le proprie buone inclinazioni naturali e ad aspirare a conseguire le virtù teologali (fede, speranza, carità); in particolare egli prende di mira le devozioni, che la Chiesa da sempre raccomanda e consiglia di praticare come aiuto e conforto per la propria vita quotidiana e spirituale. Una di queste devozioni schernite da Kiko è proprio quella del Sacro Cuore di Gesù, unitamente all'Immacolato Cuore di Maria, di cui ricorre la festività e a cui è dedicato tutto il mese di giugno.
Per Kiko le devozioni della Chiesa sono tutte ciarpame da mettere da parte perché non risponderebbero ai bisogni spirituali dell'uomo "moderno".
Dice infatti già nelle catechesi iniziali (brani tratti da "Orientamenti alle équipe dei catechisti per la fase di conversione" 1972) :
"E' chiaro che un cristiano di 20-30 anni fa ... dato che è dentro ad una Chiesa che sta attraversando un momento grave, perchè è una Chiesa monolitica, molto dommatica, una Chiesa eccessivamente ritualistica, una Chiesa in cui non c'è Parola di Dio perchè è tutto in latino, perchè la Bibbia era praticamente proibito leggerla, una Chiesa dove il popolo è alimentato da devozioni particolari, come il Sacro Cuore, novene, culto dei santi, ecc.
Quest'uomo ha una teologia molto giuridica ed è molto poco formato, generalmente ha una formazione di prima comunione, cui è seguito poi quello che gli hanno insegnato a scuola o al collegio nella materia "religione" e poco altro. E' un uomo che ha fatto esercizi spirituali e che spesso ha un direttore spirituale ma che si trova in una situazione molto povera per poter rispondere a quello che gli è cascato addosso: un mondo che cambia seriamente, cui deve dare una risposta." (Pag. 42)
"Perchè viviamo molto alienati, tranquilli nella nostra vita meschina e piatta. Chiamare a conversione l'uomo è chiamarlo alla sua realtà profonda. Per questo, attenti con certi concetti di Dio buono che è tutta misericordia.... Perchè la vita è molto più seria. Venite con me, voi che avete certi concetti di Dio tipo Sacro Cuore, con la manina così e la faccia ritoccata, tutto zucchero e miele, tutto soavino e tenerino... andiamo a una baracca a vedere una donna il cui marito si ubriaca ... andiamo a vedere le prostitute ecc.
La vita è molto più seria di tutto ciò e non si può fare di essa una caricatura. Quel Dio di cartapesta non esiste. Il Dio della Bibbia non è così." (Pag. 115)
"Molti hanno una idea di Dio molto sdolcinata. Pensano che Dio è "buonino" secondo il loro modo di vedere. Siamo ingannati dalle false immaginette della prima comunione. Una signora mi diceva: Ah, quando lei parla così soavemente, mi ricorda Gesù Cristo, ma quando si mette a gridare no.... Perché noi crediamo che Gesù Cristo era sciropposo, di zucchero, così, con le sopracciglie ritoccate e la mano così... State attenti! Stiamo per demistificare alcune idee di Dio, altrimenti non possiamo capire il Dio della Bibbia." (Pag. 224)
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| Sacri Cuori di Gesù e di Maria Stazione ferroviaria di Vallo della Lucania |
E chi vince fra il "il Dio della Bibbia" e "il Dio della Chiesa"? Naturalmente, il Dio della Bibbia, seguendo l'idea protestante che l'esperienza della Chiesa e il suo Magistero perenne vale nulla se non letteralmente dettato nelle Scritture, e in particolar modo nell'Antico Testamento.
Tutto il resto è paganesimo: il culto dei santi, quello della Vergine, le devozioni al Corpo di Cristo e ai Sacri Cuori di Gesù e Maria.
Infatti, eccolo a ribattere sempre sul medesimo tasto anche nelle catechesi del Primo scrutinio (brani tratti da "Orientamenti per il primo Scrutinio", 1986):
"Uh, Dio che vomita dalla sua bocca! Che cose! Chiaro, ci siamo abituati a un Dio dolce, a un Sacro cuore con la manina così e con le sopracciglia depilate... non conosciamo Dio. Gesù si arrabbia molte volte."(Pag. 119)
"Allora la gente che si faceva cristiana non veniva dall'ateismo, ma veniva dalla sua religiosità, veniva dai suoi templi, dai suoi riti nel tempio, dalla credenza nei suoi idoli familiari, gente che quando andava in vacanza si portava appresso le statuette e i dipinti delle divinità, per pregarla, come tu ti puoi portare l'immagine di sant'Antonio perché gli sei molto devoto" (Pag. 41)
"Questa è la nostra religiosità naturale: quella che ci fa rivolgere a santa Barbara quando tuona." (Pag. 123)
E naturalmente c'è sempre una parola "buona" contro il cosiddetto devozionismo alla Vergine, che sopravvive anche alla tappa di Loreto.
Infatti nelle catechesi del passaggio del Padre Nostro, ritroviamo l'incoercibile Kiko affermare:
"dietro il devozionismo c’e' gente molto nevrotica, mammista, fanatica, c'e' di tutto! Tanto e’ cosi' che questo devozionismo mariologico ha perso molto valore, e lo stesso Papa Paolo VI lo critica e fa un’Enciclica sulla Madonna che si chiama "Marialis culto” e in cui riequilibra la devozione a Maria.(pure farneticazioni, è vero esattamente il contrario)
C'erano preti mezzo pazzi che deviavano anche la devozione alla Madonna .... si faceva poco meno che una specie di idolatria della Vergine"
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| Apparizione di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque |
In particolare, è comprensibile l'avversione di Kiko e Carmen per la devozione al Sacro Cuore di Gesù.
«A coloro che per nove venerdì consecutivi riceveranno l'Eucaristia
concederò grazie necessarie a realizzare il volere di Dio sulla propria vita;
proteggerò la pace nella loro famiglia;
li sosterrò nelle loro sofferenze;
li proteggerò in vita e specialmente in punto di morte;
benedirò fortemente il loro agire;
troveranno nel mio Cuore una misericordia infinita;
incrementerò il loro fervore;
farò crescere rapidamente il desiderio di perfezione;
benedirò le case di chi esporrà e venererà l’immagine del mio Sacro Cuore;
renderò i sacerdoti capaci di convertire i cuori più induriti;
amerò particolarmente chi propagherà questa devozione;
infine, la cosiddetta «Grande Promessa»
Io ti prometto, con un senso fortissimo di misericordia, che il mio amore onnipotente concederà la grazia del pentimento a tutti coloro che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi di seguito. Essi non morranno in uno stato di peccato. Riceveranno i santi sacramenti e negli ultimi momenti della loro vita terrena il mio cuore sarà loro una difesa sicura."
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| San Giovanni ebbe il privilegio di posare il capo sul cuore di Gesù |
Poi
si parla di far crescere un desiderio di perfezione che in casa
neocatecumenale verrebbe rigettato come indice di superbia e di
vanagloria; caso mai l'unica crescita ammissibile è quella all'interno
del Cammino neocatecumenale seguendo le indicazioni di Kiko e Carmen e
quelle delle loro visioni e locuzioni di cui la Chiesa non è mai stata
messa a conoscenza né ha potuto vagliare.
E la promessa di salvezza in punto di morte lascia Kiko del tutto indifferente, perché lui ai suoi promette la salvezza certificata e addirittura la grazia di morire come la Vergine Maria e d'essere traslati direttamente in Cielo.
Come lo lascia del tutto indifferente (se non apertamente contrario) la frequenza della Messa ogni primo venerdì del mese; almeno fino a che, per motivi suoi, non pensi di "kikizzare" anche questo, magari legandolo ad una convivenza per le sole comunità, o a una sequenza di notti svegli a interpretare le aperture a caso della Bibbia, come per il Corpus Domini. Potrebbero sembrare incongruenze del Cammino: sono invece una vera e propria azione di espropriazione e di inquinamento delle autentiche devozioni cattoliche.
La tradizione di consacrare il mese di giugno al culto del Sacro Cuore nacque nel 1833 a Parigi nel Convento degli Uccelli dal quale si propagò poi in tutta la Francia ed a partire da papa Pio IX molti papi approvarono questa memoria.
Tale culto è stato donato all’uomo da Dio affinchè “il mondo si riscaldi di nuovo al calore di quei palpiti ed il calore del divino amore lo infiammi un’ultima volta”, come san Giovanni in una visione riferì a santa Gertrude e come l’apostola del Sacro Cuore, la mistica santa Margherita Maria Alacoque, trasmise le seguenti parole di Gesù "per stabilire nei cuori il regno del mio amore".
Santa Margherita Maria Alacoque, suora della visitazione nata in Borgogna nel 1647, rivelò i doni d’amore dei cuore di Gesù, traendone grazie strepitose per la propria santità, e la promessa che i soprannaturali carismi sarebbero stati estesi a tutti i devoti del Sacro Cuore.
E così nacque la festa del Sacro Cuore e la pratica pia dei primi Nove Venerdì del mese.
Papa Giovanni Paolo II nel messaggio del 18 settembre 1984, durante il viaggio apostolico in Canada, ha sottolineato: “Qui tocchiamo più direttamente la realtà del cuore di Gesù.
Il cuore, infatti, è un organo umano, che appartiene al corpo, che appartiene all’intera struttura, alla dimensione spirituale e a quella fisica dell’uomo: ‘E il Verbo si è fatto carne’. In questa duplice dimensione, il cuore trova il suo posto come organo. Ha nello stesso tempo un significato come centro simbolico dell’io interiore, e questo io interiore è, per la sua stessa natura, spirituale. Il cuore di Gesù fu concepito sotto il cuore della Madre Vergine, e la sua vita terrena cessò nel momento in cui Gesù morì sulla croce. Lo testimoniò il soldato romano che forò il costato di Gesù con la lancia. Per tutta la sua vita terrena il cuore di Gesù fu il centro in cui si manifestò, in maniera umana, l’amore di Dio: l’amore di Dio Figlio, e attraverso il Figlio, l’amore di Dio Padre”.
Anche papa Benedetto XVI, nella lettera in occasione del 50° anniversario dell’enciclica "Haurietis aquas" (2006), ha sottolineato: “Questo mistero dell’amore di Dio per noi, peraltro, non costituisce soltanto il contenuto del culto e della devozione al Cuore di Gesù: esso è, allo stesso modo, il contenuto di ogni vera spiritualità e devozione cristiana. E’ quindi importante sottolineare che il fondamento di questa devozione è antico come il cristianesimo stesso. Infatti, essere cristiano è possibile soltanto con lo sguardo rivolto alla Croce del nostro Redentore, ‘a Colui che hanno trafitto’… La contemplazione adorante del costato trafitto dalla lancia ci rende sensibili alla volontà salvifica di Dio. Ci rende capaci di affidarci al suo amore salvifico e misericordioso e al tempo stesso ci rafforza nel desiderio di partecipare alla sua opera di salvezza diventando suoi strumenti. I doni ricevuti dal costato aperto, dal quale sono sgorgati ‘sangue e acqua’, fanno sì che la nostra vita diventi anche per gli altri sorgente da cui promanano ‘fiumi di acqua viva'".
Infine papa Francesco nella Messa a Santa Marta per la solennità del Sacro Cuore di Gesù ha ribadito: “Il Cuore di Cristo è un cuore appassionato, ferito d’amore, squarciato per noi sulla croce. Il Sacro Cuore è l’icona della passione: fa vedere quanta sofferenza sia costata la nostra salvezza. Quel Cuore svela qual è la passione di Dio: l’uomo."
Inflamma cor nostrum amore tui


































