Il prossimo 5 maggio 2018 a Tor Vergata si terranno le celebrazioni per il 50esimo della presenza del Cammino Neocatecumenale in Italia, nel corso delle quali papa Francesco porterà il proprio saluto.
Il neocatecumenalismo è a tutti gli effetti una diversa confessione rispetto a quella cattolica che il papa rappresenta e guida.
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| Incontri ecumenici: Papa Francesco con Kiko e con il Pastore Traettino |
Infatti, nonostante gli Statuti approvati nel 2008 e il Direttorio, Catechismo Neocatecumenale pesantemente corretto e tenuto nascosto ai più, i fondamenti teologici del Cammino e molti aspetti principali di questo percorso hanno somiglianze profonde con le chiese protestanti pentecostali.
Ripassiamoli brevemente.
- In primo luogo il "sola fide".
Il catechismo Neocatecumenale è inflessibile su questo punto più di quanto lo fosse Lutero: la salvezza avviene per la sola fede, basta credere profondamente e si è salvi, senza alcun riguardo per l'importanza delle opere di cui san Giacomo scrisse: "Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede." (Gc 2,17-18)
Addirittura secondo Kiko potrebbe essere deleterio anche solo lo "sforzo" di compiere il bene.
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| Non è una celebrazione neocat ma una celebrazione protestante! |
- A questo principio si associa il "sola Gratia".
- Poi la dottrina del "solus Christus".
Sappiamo infatti che il cammino è allergico a tutti i santi che non siano i propri stessi fondatori e ridimensiona il ruolo del sacerdote come guida spirituale e come tramite di Dio per il perdono nella confessione sacramentale, che per i kiko's "sigilla" il perdono che scende sul fedele nel momento in cui crede alla predicazione.
- Naturalmente non poteva mancare il "sola Scriptura".
L'insegnamento della Bibbia è considerato sufficiente di per sé stesso per portare una persona a conoscere la via della salvezza dal peccato. Ciò che converte non è la lettura della Bibbia e la riflessione personale, ma è precisamente la "predicazione" del Catechista Neocatecumenale che, più potente di ogni altro sacramento, veicola lo Spirito Santo e opera la conversione.
- Ne consegue il "soli Deo Gloria".
- Altre caratteristiche: il ridimensionamento del culto della Madonna.
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| Orrori neocatecumenali e fosse nere al posto degli occhi |
Naturalmente quest'ultimo dogma è uno dei più avversati dalle Chiese protestanti.
- Giudizio particolare e universale.
Inoltre: non è secondo la dottrina cattolica la convinzione che non vi sarà un giudizio particolare perché il credente è di per sè un "salvato" (principio protestante della certezza della salvazione) e neppure un giudizio finale perché la Chiesa non sarà sottoposta a giudizio.
| Kiko copia l'icona bizantina del Giudizio Universale, ma "dimentica" di sottoporre i giusti a giudizio |
- Svalutazione dei sacramenti.
- Occhiolino al "Popolo Eletto"
Un altra particolarità che avvicina il kikianesimo alle confessioni evangeliche, soprattutto ad alcune, è un certo "travestitismo" ebraico, messo in atto per accattivarsi le simpatie del popolo eletto.
Dice Kiko nella convivenza con i Rabbini alla Domus del 2015: "voi siete il vero olivo che sostenete noi. L'elezione su di voi, per noi, è irrevocabile, siete voi il popolo eletto" mistificando così san Paolo.
Nulla può cancellare il fatto che sono i cristiani ad essere coeredi di Gesù, ed eredi di Dio (Rm 8,16-17) e che i cristiani sono l'olivo selvatico innestato sulla radice nobile al posto dei rami originali (il vecchio Israele) e che quei rami potranno essere di nuovo fertili solo se si convertiranno a Lui, per essere nuovamente innestati sul vero olivo (Rm 11,24). Gli ebrei vengono compiaciuti e blanditi anche da evangelici che ne assumono aspetto e riti per il fine, non dichiarato, di convertirli ed affrettare così la fine del mondo con il conseguente "rapimento" della Chiesa.
Dice Kiko nella convivenza con i Rabbini alla Domus del 2015: "voi siete il vero olivo che sostenete noi. L'elezione su di voi, per noi, è irrevocabile, siete voi il popolo eletto" mistificando così san Paolo.
Nulla può cancellare il fatto che sono i cristiani ad essere coeredi di Gesù, ed eredi di Dio (Rm 8,16-17) e che i cristiani sono l'olivo selvatico innestato sulla radice nobile al posto dei rami originali (il vecchio Israele) e che quei rami potranno essere di nuovo fertili solo se si convertiranno a Lui, per essere nuovamente innestati sul vero olivo (Rm 11,24). Gli ebrei vengono compiaciuti e blanditi anche da evangelici che ne assumono aspetto e riti per il fine, non dichiarato, di convertirli ed affrettare così la fine del mondo con il conseguente "rapimento" della Chiesa.
- Rapimento della Chiesa
La dottrina, detta del rapimento della Chiesa, è un'altra convinzione mutuata da Kiko dalle chiese evangeliche, basata principalmente su 1Tessalonicesi 4,17: "E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria", e su Luca 17,34-35: "Vi dico: in quella notte due si troveranno in un letto: l'uno verrà preso e l'altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l'una verrà presa e l'altra lasciata».
Kiko la instilla in ogni Annuncio di Pasqua, ad ogni Veglia Pasquale, durante la quale Cristo in persona, a suo dire, potrebbe manifestarsi per portare in cielo i Neocatecumenali svegli -e non i parrocchiani dormienti-.
Kiko la instilla in ogni Annuncio di Pasqua, ad ogni Veglia Pasquale, durante la quale Cristo in persona, a suo dire, potrebbe manifestarsi per portare in cielo i Neocatecumenali svegli -e non i parrocchiani dormienti-.
- Predestinazione
Poi, la predestinazione. Non è un caso il fatto che venga detto a chi si allontana dal cammino "non era per te". Cosa si intende con questa frase sibillina?
Lo spiega Kiko nel suo «Annuncio» di Quaresima 2018:
"Parlavo prima del mistero dell’elezione divina, perché siamo noi qua quando c’è gente che sta in galera, gente che sta soffrendo tantissimo negli ospedali: è che noi siamo più virtuosi degli altri? No. Allora dov’è il segreto? Il segreto lo dice la Scrittura: Ho amato Giacobbe e odiato Esaù. Questa è una parola molto forte, il mistero dell’elezione che Dio ha fatto con te: perché ha eletto te e tuo fratello si è separato dalla moglie, sta con un’altra ed è distrutto? E tu perché no? Che significa: Ho amato Giacobbe e odiato Esaù? Dio non ha bisogno di ragioni: il Libro di Giobbe è un libro che dice questo: Dio non ha bisogno di alcuna ragione. Allora che cosa è, uno schiaffo alla nostra intelligenza? Sì, sì, se volete è così! Per questo l’elezione divina è sorprendente, Dio non ha bisogno di ragioni per agire, ha eletto te! Perché? Giacobbe è forse anche peggiore di Esaù: è il soppiantatore, Giacobbe è peggiore di Esaù. Perché tuo cugino non sta qui? Amai Giacobbe e odiai Esaù. È che Dio è ingiusto o ha preferenza di persone? Accetta con umiltà che Dio ti ha eletto e ringrazialo, ringrazialo. Non mettere la tua intelligenza al di sopra dell’azione divina".
Ebbene, questa è una rozza spiegazione della dottrina predestinazione: Kiko si dimentica che tutti siamo chiamati ed eletti da Dio, per sostenere che Giacobbe, peggiore, a suo dire, di Esaù, era stato predestinato all'elezione, senza alcun suo merito personale.
Viene da pensare che anche dopo trent'anni, quarant'anni di cammino, nonostante non ci si avveda di nessuna vera crescita spirituale, si possa pensare che l'uscirne, sarebbe la tardiva dimostrazione di non essere un predestinato.
- Infine, il ritorno della Chiesa (cioè del Cammino) nelle case.
Contribuiscono a questa diaspora:
- l'insofferenza alle regole viste come costrittive delle chiese madri;
- la massificazione e il desiderio di tornare alle "piccole comunità" in cui ci si conosce personalmente;
- il rifiuto della chiesa vista come costruzione umana, simbolo di potere, eredità della Chiesa da Costantino in poi, vissuta come traditrice degli autentici valori religiose e commista al paganesimo.
Proprio le idee di Carmen e Kiko, illustrate nella Storia della Chiesa delle Catechesi iniziali e recentemente riproposte da Kiko, che non si sente più molto amato dalla chiesa Cattolica, che sempre più reagisce al suo parassitismo.
Ecco perché il 5 maggio a Tor Vergata ci sarà un incontro ecumenico della Chiesa Cattolica con la Chiesa Neocatecumenale.

































